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Covid-19. I dati nel mondo. Cresce in Usa, genocidio in Brasile. In Italia 5 regioni con RT superiore a 1

People For Planet - Dom, 07/12/2020 - 08:00

La Johns Hopkins University raccoglie i dati di casi confermati e morti per coronavirus in tutti i paesi. Secondo i dati all’11 luglio sono gli Stati Uniti ad avere il più alto numero di casi accertati e di morti, l’Italia è tredicesima per numero di casi (sorpassata questa settimana da Iran, Sud Africa e Pakistan) e quarta per numero di morti (rispetto all’Italia sono più i morti registrati negli Usa, in Brasile e nel Regno Unito).

Complessivamente nel mondo dall’inizio della pandemia si sono registrati 12.499.000 casi (1.418.000 nuovi casi nell’ultima settimana, dato in forte aumento rispetto alla settimana precedente) e 560.000 morti (35.000 in più rispetto a 7 giorni fa, dato in leggero aumento rispetto alla settimana precedente).

Si conferma quindi che non si può parlare di “seconda ondata” poiché la rima non è mai terminata.

La diffusione della pandemia non si ferma ma continua a diminuire il tasso di letalità

Ormai per la nona settimana consecutiva il confronto tra incremento di casi e di morti a livello mondiale conferma l’ipotesi che, mentre il virus continua a diffondersi, la sua letalità stia diminuendo. Il tasso di letalità dall’inizio della pandemia è stato del 4,5% sui casi accertati mentre nell’ultima settimana è stato del 2,5%.

Negli Usa 390.000 casi nell’ultima settimana. Di più che tutti quelli dell’Italia dall’inizio della pandemia

Continua l’impressionante escalation di casi negli Usa, dove nell’arco di una settimana si è passati da 2.795.000 a 3.185.000. Nello stesso periodo il numero dei morti per Covid-19 in Usa è cresciuto da 129.000 a 134.000.

In una sola settimana gli Usa hanno avuto più casi che in Italia dall’inizio della pandemia.

Lo stato di New York da solo conta ad oggi oltre 32.000 morti ma per fortuna, almeno in questo stato, il numero di morti settimanali è fortemente rallentato. Resta altissimo nello stato di New York il numero dei ricoverati: 71.000

La pandemia rallenta in Europa, in Brasile 6.000 nuovi morti in una settimana.

Mentre nell’insieme dei paesi europei si registra un complessivo rallentamento della diffusione del virus, continua l’esplosione in Brasile dove solo nell’ultima settimana si sono registrati 6.000 nuovi morti , ancora di più che nella settimana precedente. Il Brasile è il paese con il numero di casi e di morti più alto al mondo dopo gli Usa, mentre il presidente brasiliano Bolsonaro continua a minimizzare la questione anche dopo essere stato colpito a sua volta dal Covid-19i. Sono ormai in molti a sostenere che Bolsonaro si stia macchiando di un genocidio a carico in particolare delle popolazioni native del Brasile e degli abitanti delle favelas.

Oltre al Brasile, in Sud America sono particolarmente toccati dall’escalation del virus il Perù, il Messico e il Cile, tutti presenti nella triste classifica dei 10 paesi con il maggior numero di casi accertati.

Altro paese che segnala un preoccupante sviluppo della diffusione è l’India con173.000 nuovi casi nell’ultima settimana, in ulteriore aumento rispetto alla settimana precedente quando i casi erano stati 137.000

Italia: la diffusione del coronavirus rallenta e si concentra in Lombardia. Cresce l’indice RT in alcune regioni

In Italia il numero dei nuovi casi accertati tende a ridursi ed a concentrarsi in Lombardia.

Mentre la magistratura continua le sue indagini sulla Lombardia (le mancata zona rossa di Alzano, la riapertura dopo 3 ore del pronto soccorso senza precauzioni dopo che era stato registrato un caso di covid-19, la strage nelle Case di Riposo) è da segnalare che, sempre secondo i dati ufficiali, dei nuovi casi di positività al covid19 in Italia nell’ultima settimana circa il 60% sono stati riscontrati nella sola Lombardia. Come ha dichiarato nei giorni scorsi  il prof. Galli virologo dell’Ospedale Sacco di Milano, i dati (solo numerici) forniti dalla regione non consentono di comprendere la natura dei casi accertati e l’esistenza o meno di focolai nel territorio.

Altro dato preoccupante, secondo il monitoraggio settimanale del Ministero della Salute, è che in 5 regioni (Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Lazio) l’indice RT che indica la capacità di diffusione del virus è salito sopra a 1.

I dati ufficiali per paese: casi accertati e morti

Di seguito i dati ufficiali dei 10 paesi con più casi accertati e più morti per Covid-19 in base alle statistiche ufficiali all’11 luglio.

I segni (+) e (-) indicano le variazioni nel ranking rispetto a 7 giorni fa.

Casi confermati

  • 3.185.000 Stati Uniti
  • 1.801.000 Brasile
  • 821.000 India (+)
  • 713.000 Russia (-)
  • 320.000 Perù
  • 309.000 Cile
  • 290.000 Regno Unito
  • 289.000 Messico (+)
  • 254.000 Spagna (-)
  • 253.000 Iran (+)
  • L’Italia è 13a con 243.000 casi preceduta anche da Sud Africa e Pakistan

Morti

  • 134.000 Stati Uniti
  • 70.000 Brasile
  • 45.000 Regno Unito
  • 35.000 Italia
  • 34.000 Messico (+)
  • 30.000 Francia (-)
  • 28.000 Spagna
  • 22.000 India
  • 12.000 Iran
  • 11.000 Perù

Foto di Nick Bolton (USA): “questo è solo un intervallo”

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Università, sconti a chi torna al Sud | Sardegna: la ribellione di 60 cameriere | Conte non vuole i Benetton

People For Planet - Dom, 07/12/2020 - 06:25

Corriere della Sera: Il nuovo allarme dell’Oms sul coronavirus: record di contagi nel mondo in 24 ore.La diffusione del virus: la mappa in diretta;

Il Giornale: Ecco i tre focolai della peste che ora terrorizzano la Cina. Prima si è parlato di marmotte, poi di ratti. Ma in queste località (una è Wuengeng) ci sono pratiche molto pericolose;

Il Manifesto: Incrementare la spesa pubblica per colmare il vuoto della domanda;

Il Mattino: La Danimarca lancia il passaporto Covid;

Il Messaggero: Università, rette scontate per chi torna al Sud: la mossa per riprendersi i fuorisede;

llsole24ore: Elon Musk ora è più ricco di Warren Buffett – Perché il Covid non frenerà la crescita dei super paperoni;

Il Fatto Quotidiano: La ribellione delle 60 cameriere di un resort in Sardegna: “Più ore e meno soldi in busta paga. Ci siamo rifiutate e siamo state licenziate”;

La Repubblica: Conte non vuole che restino i Benetton. Le autostrade allo Stato;

Leggo: Obbligo di mascherine, distanziamento, febbre e stato di emergenza: c’è la proroga. Le nuove date, la decisione del Governo LE PAROLE DI CONTE;

Tgcom24: Virologa di Hong Kong fuggita in Usa: “Pechino insabbiò le ricerche sul Covid”;

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Autismo e lavoro: il progetto Scipione

People For Planet - Sab, 07/11/2020 - 17:00

Siamo a Pieve Santo Stefano, frazione del Comune di Lucca, all’interno della meravigliosa Villa Sardini. Francesca Bogazzi, intervistata da Jacopo Fo, racconta del progetto Scipione, studiato per offrire una possibilità formativa e lavorativa nell’agricoltura alle persone con autismo.

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3 giochi estivi fai-da-te- per bambini

People For Planet - Sab, 07/11/2020 - 10:00

Dal canale YouTube Nostro Figlio un video che ci mostra come realizzare tre giochi estivi che piaceranno ai bambini. Giochi divertenti con la carta, le bolle di sapone e la tempera ad acqua colorata, per trascorrere giornate all’aria aperta divertendosi!

Fonte: Nostro Figlio

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“Chi paga?”: il pubblico impiego nel mirino di Sala e Gramellini

People For Planet - Sab, 07/11/2020 - 09:06

“È chiaro che se un dipendente pubblico, a parità di ruolo, guadagna gli stessi soldi a Milano e a Reggio Calabria, è intrinsecamente sbagliato, perché il costo della vita in quelle due realtà è diverso”. Fanno scalpore le parole del sindaco di Milano, Giuseppe Sala, pronunciate nel corso di una diretta Facebook con i Giovani democratici, tanto più che arrivano a un giorno di distanza dalle parole del giornalista Massimo Gramellini.

Il costo della vita incide sugli stipendi a nord e sud


Il primo cittadino milanese ha ricordato l’incidenza del costo della vita a Milano sugli stipendi, soprattutto per i giovani. “Esiste una questione relativa al costo della vita nella nostra città – ha detto – la cosa che non va è quanto sono pagati i giovani a Milano. Dietro lo stage e altre formule del genere, si nasconde un po’ di sfruttamento giovanile”. Per capire il disastro in atto basta confrontare i dati occupazionali 2020 e 2009: con il Coronavirus ci sono stati 500mila occupati in meno, nonostante il blocco dei licenziamenti. Dopo la grande crisi del 2008, in tutto il 2009, erano stati meno di 400mila. Un disastro che ha colpito, per il momento, soprattutto giovani e donne.

“Chi paga?”

Nel Il caffè’ di giovedì 9 luglio, su Il Corriere della Sera, Gramellini ha creato malcontento. Il giornalista e scrittore ha voluto rispondere ai commenti al post di Giorgia Meloni che si congratulava con l’equipe medica dell’Ospedale Bambin Gesù per l’intervento che ha portato alla separazione delle due gemelline siamesi provenienti da un villaggio centrafricano. Ai vari “chi paga?”, sotto il post della segretaria di Fratelli d’Italia, Gramellini ha idealmente risposto:

Non riesco a immaginare un uso migliore delle mie tasse. In compenso ne conosco di peggiori. Chi paga i burocrati che rallentano qualsiasi pratica per ignavia, avidità o paura? Noi. E chi paga i dipendenti pubblici che durante la pandemia si sono chiusi in casa con più zelo di un congresso di virologi e hanno continuato a prendere lo stipendio senza fare nulla, infischiandosene dei colleghi che nel frattempo si addossavano la loro parte di lavoro? Sempre noi.

Il tema dell’efficienza del pubblico impiego è di stringente attualità e sarebbe stato molto interessante leggere un articolo sull’efficienza del pubblico impiego. Così come sarebbe stato utile che il sindaco Sala avesse saputo che lo stato italiano è uno, e pertanto, come normale che sia, i suoi dipendenti percepiscono lo stesso stipendio in tutte le sedi, fatta eccezione delle regioni a statuto speciale, dove i compensi sono calcolati diversamente, di cui la Lombardia non fa parte. Sarebbe stato infine auspicabile, affrontare un’ulteriore questione: è vero che il costo della vita cambia da nord a sud, ma perché, pur pagando le stesse tasse, i cittadini del sud hanno servizi decisamente inferiori? Tutte questioni aperte, irrisolte, affrontate con generalizzazioni, e tifoserie da stadio. Chi paga per questo pressappochismo? Noi.

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Nasce l’Academy di People For Planet

People For Planet - Sab, 07/11/2020 - 09:00

Eccoci qui, dopo 2 anni e mezzo di People For Planet e una pandemia non ancora finita a chiederci: cos’altro possiamo fare oltre che dare informazioni attraverso il giornale online?

La risposta che ci siamo dati è: mettiamo a disposizione ciò che sappiamo e sappiamo fare (noi e i nostri amici esperti) attraverso dei corsi on line che si occupino di cose importanti per chi sta cambiando il mondo.

Per esempio il marketing, perché non basta fare le cose bene, bisogna anche saperle offrire, distribuire, far conoscere… E questo riguarda le iniziative green, il turismo consapevole, la cultura, l’arte…

Per esempio la comunicazione, quella con il pubblico ma anche quella che usa i nostri mestieri: il giornalismo, il videomaking…

Per esempio l’uso efficace del web e dei social per far conoscere e farsi conoscere attraverso il mondo iperconnesso…

Ma poi anche la psicologia, il teatro, la storia

Così abbiamo creato un catalogo di titoli e vorremmo che tu ci aiutassi a scegliere quelli che per te sono i più importanti, i più interessanti da cui partire, a settembre. Puoi farlo facilmente usando questo link per votare.

VOTA I CORSI PIU’ INTERESSANTI

A settembre partiremo con i corsi più votati.

Corsi basati su video, testi agili, batterie di test per verificare l’apprendimento, incontri online con docenti e partecipanti… e alla fine gli attestati per quanti superano il test finale.

Corsi veloci, operativi e low cost, che consentono alle persone di apprendere le cose necessarie nel tempo strettamente necessario.

Corsi che saranno tenuti dagli autori di People For Planet e da tanti altri docenti esperti e qualificati.

Aiutaci con il tuo voto a scegliere da quali corsi partire a settembre, grazie!

Sarai tra i primi ad essere informato

VOTA I CORSI PIU’ INTERESSANTI

Benvenuto nell’Academy!

Fonte immagine copertina: Helena Lopes

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Dare valore alla materia

People For Planet - Sab, 07/11/2020 - 08:00

Oggi la fibra di cellulosa derivata dal legno viene riciclata fino a sette volte: ciò permette di diminuire l’impatto ambientale, anche attraverso pratiche di coltivazioni forestali sostenibili, che prevedono di piantare due o tre alberi ogni volta che se ne abbatte uno, ed escludendo da questo processo le foreste primarie, che sono uno scrigno della biodiversità e che anche grazie all’assorbimento di un’enorme quantità di anidride carbonica difendono il clima.
Quindi si potrebbe pensare che per quanto riguarda il mondo della carta non ci sia più molto da fare, visto che si usano sia il riciclo, sia le fibre provenienti da foreste certificate, ma non è così.
Esiste un’altra frontiera: quella dell’upcycling. Prima di addentraci nel problema è bene puntualizzare cosa è l’upcycling: si tratta di un processo industriale che aumenta il valore industriale di una materia. Nel caso dell’economia circolare si parte da un rifiuto che ha scarso valore sul mercato, magari perché destinato naturalmente all’incenerimento per generare energia o peggio alla discarica, e che invece attraverso processi industriali diventa una materia prima/seconda.
E’ un processo virtuoso a tutto tondo: si produce valore e si riducono i rifiuti e quindi i costi di gestione. E nel caso della carta ciò può avvenire per il 20-25% della materia prima utilizzata.
In Italia c’è chi di questo processo di upcycling ne ha fatto un fattore di successo: è la cartiera Favini che da anni, attraverso un inedito processo industriale brevettato, “innesta” materiali “strani” nella carta ottenendone tipologie d’alta qualità. Il processo industriale si chiama micronizzazione e permette ad altri materiali di assumere la forma e la dimensione necessarie per legarsi con le fibre di cellulosa e formare la carta.
Favini iniziò questa produzione oltre venti anni fa per contribuire allo smaltimento delle alghe che, a causa del processo di eutrofizzazione dell’acqua marina, infestavano la laguna di Venezia. Venne così creata la prima carta ibrida a base di alghe. Successivamente vennero utilizzati altri materiali di scarto come quelli agroalimentari, quali i residui di agrumi, uva, ciliegie, lavanda, mais, olive, caffè, kiwi, nocciole e mandorle: tutti materiali che, oltre ad aumentare la sostenibilità della carta, la rendono “diversa” e più pregiata.
Messa a punto la filiera delle materie prime seconde d’origine vegetale Favini ha studiato “contaminazioni” più spinte, come quelle dell’utilizzo degli sfridi della concia delle pelli, cioè dei frammenti che avanzano da un prodotto durante la sua lavorazione. E’ una storia che merita di essere raccontata: questo processo di riciclo, infatti, si basa sugli sfridi della concia vegetale, ossia di una concia che non usa materiali inquinanti; e il fatto che gli scarti, se originati dalla concia vegetale, abbiano un valore di mercato ha convinto alcune concerie a passare a questo tipo di lavorazione. Questo è uno degli effetti dell’upcycling legato alla sostenibilità.
E poi c’è il concetto della circolarità stretta. La nota casa di champagne Veuve Clicquot, infatti, ha chiesto a Favini di realizzare un cartoncino che contenesse la vinaccia residuo della spremitura per realizzare la scatola della sua linea di champagne biologico. E la cosa ha un tale valore, per la casa vinicola francese, che il processo di produzione di questi cartoncini è spiegato con una infografica su un lato della confezione.
Altro esempio ancora è quello dell’industria agroalimentare Pedon, che ha chiesto alla cartiera veneta di realizzare gli imballaggi dei propri legumi secchi con gli scarti degli stessi. Missione compiuta. I legumi secchi scartati all’inizio della selezione si ricongiungono, sotto forma d’imballaggio, ai propri simili alla fine del processo, con un doppio risultato. Il primo è quello di evitare di aver prodotto un rifiuto o un materiale di bassa qualità, mentre il secondo è che così si ottiene un cartone adatto al contatto con gli alimenti, cosa molto complicata dal punto di vista normativo quando si parte dai rifiuti, evitando l’utilizzo di una bustina di plastica. Con minori costi per l’impresa, i consumatori e l’ambiente, visto che si usa un “rifiuto” per evitarne la produzione di un altro.

Fonti:
https://www.veuveclicquot.com/it-it
http://www.favini.com/
http://www.pedon.it/it/etica–ambiente/Eco-sostenibilitaa

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Altro colpo ai decreti sicurezza di Salvini | Covid: Robert De Niro «sul lastrico» | “In Lombardia potenziali crimini contro l’umanità”

People For Planet - Sab, 07/11/2020 - 06:25

Corriere della Sera: Elicottero precipita nel Tevere a Nord di Roma: in corso le ricerche di superstiti;

Il Giornale: Non buttate i “pezzi di carta”:così il Fisco può distruggervi. Ecco che cosa si rischia col “cestino facile”;

Il Manifesto: Dalla Consulta un altro colpo ai decreti sicurezza di Salvini;

Il Mattino: Perde controllo dell’auto e falcia sei amici: morta 27enne, grave la sorella incinta;

Il Messaggeroc: chiusi gli hotel, l’ex moglie lo porta in tribunale. De Niro ancora contro Trump: «Vuole solo essere rieletto» CoronavirsDiCaprio e De Niro: «Chi dona qualcosa parteciperà al film “Killers of The Flowers Moon” Robert De Niro a Roma presenta il film su suo padre (Foto Rino Barillari);

llsole24ore: Covid e fase 3: economia o salute? Come fare per bilanciare i due aspetti;

Il Fatto Quotidiano:In Lombardia potenziali crimini contro l’umanità”. Le famiglie di Bergamo scrivono alla Corte europea;

La Repubblica: L’annuncio di Conte: stato d’emergenza sarà prorogato al 31 dicembre. Fino a fine anno anche lo smart working;

Leggo: Aggredisce il guidatore e fugge col tram: terrore a Milano;

Tgcom24: Ragazzi morti a Terni, “tecniche per mix droghe apprese da canzoni trap e web” | Scheda: cos’è la purple drank;

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Covid-19, il vaccino possibile solo grazie al sangue di un granchio raro

People For Planet - Ven, 07/10/2020 - 17:00

Non è una novità, ma piuttosto una pratica ben consolidata nei laboratori scientifici quella di “mungere” i cosiddetti granchi a ferro di cavallo (i limuli) che si trovano sulle coste americane. Hanno 10 occhi, esistono da più di 300 milioni di anni, ma soprattutto il loro sangue blu è perfetto per testare la presenza, nei farmaci iniettabili di nuova creazione, di batteri pericolosi. Si tratta delle endotossine, in grado di uccidere le persone anche in piccole quantità, come l’Escherichia coli e la salmonella.

 La mungitura pericolosa

Ogni anno centinaia di migliaia di linuli vengono catturati e portati nei laboratori americani, dove parte del loro sangue viene rimosso da una vena vicino al loro cuore, dopodichè vengono rilasciati in natura. Sono stati riscontrati tuttavia indebolimenti negli esemplari dopo questo tipo di operazioni, come per le femmine che dopo il prelievo riducono la possibilità di accoppiarsi.

 L’unica alternativa valida

Oggi vengono utilizzati anche per aiutare gli scienziati a ricercare un potenziale vaccino contro il Covid-19. Gli ambientalisti e alcune aziende hanno cercato di spingere per un test alternativo, al fine di proteggere i limuli e gli uccelli che si nutrono delle loro uova. All’inizio di quest’anno tra l’altro stava per essere approvato un test alternativo sulla stessa base, noto come rFC (fattore ricombinante C), che però al momento per la Farmacopea americana deve essere ancora perfezionato. Il sangue dei linuli pare sia l’unico reagente conosciuto in natura in grado di portare a termine il test batteriologico in modo sicuro.

30 test solo negli Usa

In un’intervista alla BBC la dott.ssa Barbara Brummer, responsabile di una squadra che lavora per preservare la natura in New Jersey, ha affermato che al momento negli Stati Uniti ci sono “almeno 30 aziende che lavorano su un vaccino” e “ognuna di esse deve sottoporsi a questi test. Quindi la mia preoccupazione riguarda la popolazione dei granchi a ferro di cavallo, perché sono una parte così importante dell’ecosistema”.

 La perdita di biodiversità

Già, perché se in effetti verranno prodotte una moltitudine di vaccini per il Covid-19 tutti questi farmaci dovranno essere testati e se il test dovrà essere fatto con il sangue dei linuli allora possiamo considerare questa specie già estinta. E soprattutto è assurdo pensare che facciamo affidamento sul sangue di animali selvatici durante la pandemia, sappiamo da dove tutto questo caos deriva, ovvero dalla perdita della biodiversità, eppure sembra che progressi non vogliano essere fatti nella direzione opposta.

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Il lato oscuro della Thailandia: scimmie sfruttate per raccogliere le noci di cocco

People For Planet - Ven, 07/10/2020 - 16:00

In Thailandia rappresentano un’attrazione turistica e spesso le si vede legate a un collare e portate a spasso per attrarre le persone interessate a fotografarsi con animali “esotici”. Ma il mercato delle scimmie cela un lato ancora più oscuro della semplice facciata volta a intrattenere i “dollari che camminano”.

Una recente inchiesta della PETA (People for the Ethical Treatment of Animals), un’importante associazione animalista a livello globale, ha smascherato una pratica disumana e crudele che si svolge in Thailandia: le scimmie vengono letteralmente sfruttate per raccogliere le noci di cocco destinate alla produzione di prodotti che vengono distribuiti in tutto il mondo e anche in Italia.

Le giovani scimmie vengono incatenate, chiuse in gabbie anguste, addestrate in modo abusivo e costrette a arrampicarsi sugli alberi per raccogliere fino a 1000 noci di cocco al giorno, al fine di incentivare un’industria economicamente molto produttiva per il Paese.

Nel 2019 la Thailandia ha esportato circa 12,3 miliardi di baht (396 milioni di dollari) di latte di cocco, di cui 2,2 miliardi di baht (71 milioni di dollari) all’Unione Europea e alla Gran Bretagna.

L’inchiesta

L’inchiesta, condotta sotto copertura dagli investigatori di PETA Asia, riguarda otto fattorie in cui le scimmie, tenute in cattività, vengono sottratte al loro habitat naturale e tenute incatenate o legate fino a quando non sono più utili all’industria del cocco.

BREAKING! Investigation reveals terrified young monkeys are kept chained, driven insane, abused, and forced to climb trees to pick coconuts – ALL for coconut milk, cream, oil, and other products.

[Narrated by @PeterEgan6] pic.twitter.com/QF0VjJwZ4E

— PETA UK (@PETAUK) July 2, 2020

Una volta che viene loro negata l’opportunità di muoversi liberamente, socializzare con gli altri o fare qualsiasi altra cosa significativa per loro, questi intelligenti animali perdono lentamente la testa. Spinti alla disperazione, camminano e girano all’infinito sulle macchie di terra sterile disseminata di spazzatura alla quale sono incatenate fino alla morte.

Le scimmie vengono anche sfruttate per divertire e stupire i turisti occidentali, divenendo poveri intrattenitori di un circo a cielo aperto.

L’invito al boicottaggio

La PETA UK ha invitato i supermercati inglesi a boicottare i prodotti a base di cocco provenienti dalla Thailandia; così il supermercato Ocado si è impegnato a non rifornire prodotti di fornitori che usano il lavoro delle scimmie, così come la società americana World Market e la multinazionale Ahold Delhaize.

Nonostante la campagna di PETA abbia scosso gli animi a livello internazionale, il Ministro del Commercio Thailandese Jurin Laksanawisit ha respinto le accuse e ha dichiarato che la raccolta di cocco da parte delle scimmie non è una parte importante del settore e che gli animali rappresentano per lo più un’attrazione turistica e non vengono assolutamente sfruttate.

Nel frattempo, evitiamo di consumare prodotti a base di cocco provenienti dalla Thailandia fino a quando non verrà fatta totale chiarezza su questa terribile pratica.

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I cacciatori di microplastiche (VIDEO)

People For Planet - Ven, 07/10/2020 - 15:00
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Corte Costituzionale: decreto sicurezza di Salvini è discriminatorio

People For Planet - Ven, 07/10/2020 - 13:00

La Corte Costituzionale, dopo aver esaminato le questioni di legittimità costituzionale sollevate dai Tribunali di Milano, Ancona e Salerno nel corso degli ultimi mesi, ha bocciato ieri il primo decreto sicurezza voluto da Matteo Salvini nel dicembre 2018 quando era ministro dell’Interno. La norma che impedisce l’iscrizione all’anagrafe per i richiedenti asilo è irragionevole: “Non agevola il perseguimento delle finalità di controllo del territorio dichiarate dal decreto sicurezza” e soprattutto provoca una “disparità di trattamento“, perché “rende ingiustificatamente più difficile ai richiedenti asilo l’accesso ai servizi che siano anche ad essi garantiti”. La Consulta rileva una doppia violazione dell’articolo 3 della Costituzione, secondo il quale “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.

In ogni caso i due decreti non sono stati ancora modificati. In particolare il M5S non ha fretta, sia perché sono stati attuati mentre erano al governo con la Lega, sia perché sull’immigrazione hanno posizioni più chiuse del Partito Democratico. D’altronde Luigi Di Maio è l’inventore della definizione “taxi del mare” per descrivere il lavoro delle ong nel Mediterraneo. Inoltre la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese fin dalla sua nomina aveva detto di non essere favorevole all’introduzione di significative modifiche alle due leggi. Ieri la ministra ha dichiarato ad Agorà su Rai3 “I tempi sono quelli delle attività parlamentari. Noi stiamo lavorando per chiudere il testo in tempi brevi. Anche oltre le osservazioni del Presidente Mattarella. Oggi è la terza riunione che facciamo, abbiamo fatto dei passi avanti, mi sembra che ci sia una convergenza su tanti punti. Su provvedimenti complessi c’è la discussione ma la mediazione è importante”.

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Da scarti alimentari a tinte naturali per stoffa e carta

People For Planet - Ven, 07/10/2020 - 10:00

Dal canale YouTube Fondazione Mondo Digitale, scopriamo passo passo come utilizzare piante, fiori e radici per realizzare tinture naturali su carta e stoffa! Un bel gioco da fare anche con i più piccoli!

Nel video useremo: carciofi (anche le foglie), verza viola, curcuma, cipolle rosse e gialle, bacche di sambuco… ma potete sperimentarvi con fiori e foglie a vostro gradimento!

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Camminare fa bene, ok, ma quanto devo camminare? (Infografica)

People For Planet - Ven, 07/10/2020 - 08:00

30 minuti di camminata al giorno a 6 km/h vi cambieranno la vita. Lo sapevate che passeggiare guardando il panorama fa bene addirittura agli occhi perché allena la vista da lontano?

Per visualizzare l’infografica più grande clicca qui

 

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Italia: stop ingresso da 13 Paesi | Benetton pronti a cedere Autostrade | Michael Jackson, la confessione della figlia

People For Planet - Ven, 07/10/2020 - 06:25

Corriere della Sera: Camici forniti alla Regione Lombardia: i pm indagano sul «ruolo attivo» di Fontana. Il governatore si sarebbe interessato per trasformare la fornitura da acquisto a donazione. Il nome della società del cognato del governatore suggerito dall’assessore Raffaele Cattaneo;

Il Giornale: Giudice Franco, nuove prove: “Forzato a firmare, ho paura” Subito dopo la sentenza anti-Berlusconi si confidò con due amici: “Pressioni per farlo condannare”. Ecco il retroscena;

Il Manifesto: Ma il vero investimento è nelle ferrovie;

Il Mattino: Incentivi, sconti Imu e carte identità: ecco tutte le misure del Dl Rilancio. Bonus 110%, ecco i requisiti finali per ristrutturare casa gratis: le regole per condomini e seconde abitazioni Congedi Covid e bonus nonni, ecco le ultime novità, tra scadenze slittate e domande rifiutate Smart working, nella pubblica amministrazione aumentano le pratiche-lumaca

Il Messaggero: Michael Jackson, confessione choc della figlia 22enne: «Ho provato a uccidermi più volte»Michael Jackson, all’asta per 2 milioni i calzini indossati per il primo moonwalk Michael Jackson, spunta una testimonianza inedita di Marlon Brando: «Ho pensato che potesse essere un pedofilo»;

llsole24ore: I Benetton pronti a cedere il controllo di Autostrade. Ecco la proposta al Governo – Palazzo Chigi: nuovo accordo entro il weekend o revoca – La perizia sul crollo del Morandi destinata a slittare – Le motivazioni della Consulta;

Il Fatto Quotidiano: Camici dal cognato di Fontana alla Lombardia, verifiche dei pm su un ruolo del governatore nel passaggio da “vendita” a “donazione”;

La Repubblica: Tim esclude Huawei dalla gara per i fornitori del 5G “Nessuna scelta politica, solo industriale per diversifcare i partner”, trapela dal colosso delle tlc. Ammesse alla gara solo aziende Usa e europee;

Leggo: Coronavirus, l’Italia alza il muro: stop all’ingresso da tredici Paesi a rischio, ma non dagli Stati Uniti;

Tgcom24: Roma, insultano un immigrato e lo investono due volte con l’auto: fermati due 30enni;

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Le spiagge di Gela in uno shooting di moda

Gela Le Radici del Futuro - Gio, 07/09/2020 - 17:28

Tramonti mozzafiato che colorano il cielo di rosa e delle più svariate sfumature: è la spiaggia di Gela, la stessa che un noto multi-brand locale ha scelto come sfondo per promuovere la nuova collezione estiva ed esaltare un luogo meraviglioso con un grande patrimonio naturalistico.

Alla guida del progetto vi è ancora una volta Dalila Questante, direttore creativo e social media manager della stessa azienda, che non è nuova a questi tipi di shooting. In passato, infatti, mete turistiche come Catania, Noto e Taormina hanno fatto da cornice ai loro outfit alla moda. Braccio destro la fotografa Silvia Piva, che di volta in volta, immortala le modelle con i suoi scatti professionali.

I post hanno da sempre avuto un ottimo riscontro, fino ad attirare l’attenzione della nota stilista italiana Elisabetta Franchi che ha ricondiviso le loro foto sul suo profilo Instagram da oltre 2 milion di followers.

Stavolta si è deciso di restare sul posto e promuovere le imponenti dune sparse tra il porto e il quartiere di Macchitella, sulle quali è stato allestito un set fotografico. A posare per l’occasione le giovani Alessia Gerbino ed Enrica Cammalleri, bellezze mediterranee della città. “L’idea è stata quella di utilizzare il meraviglioso litorale che Gela ci offre.  Oltre 40 km di spiagge sui cui dominano maestose dune di sabbia e di adibirle a set fotografico, in compagnia di un scenario mozzafiato che ogni giorno i nostri tramonti ci regalano.” racconta Dalila.

Le protagoniste esprimono il potere femminile attraverso pose maestose, spiccando con look dai colori sabbia, oro, bianco e blu marino, che tende all’infinito fondendosi in un tutt’uno con l’azzurro del cielo. Altri scatti verranno realizzati a Manfria con altre modelle gelesi.

 

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La denuncia di Greenpeace: plastica liquida in detersivi e detergenti

People For Planet - Gio, 07/09/2020 - 16:00

Non bastavano le migliaia di rifiuti di plastica che invadono mari e monti e nemmeno le microplastiche presenti nel cibo e addirittura nell’aria che respiriamo.

Una recente indagine di Greenpeace ha individuato un nuovo nemico invisibile per l’ambiente e soprattutto per i nostri mari. Si tratta di plastica liquida, presente in prodotti che utilizziamo tutti i giorni per la nostra igiene personale e per la pulizia dei luoghi che abitiamo: detergenti per il bucato, per la pulizia di superfici e per il lavaggio delle stoviglie. Una minaccia impercettibile che, però, è dannosissima soprattuto per i nostri mari, in cui viene riversata, attraverso gli scarichi urbani, l’acqua in cui questi prodotti vengono diluiti.

L’indagine di Greenpeace

Il report “Plastica liquida: l’ultimo trucco per avvelenare il nostro mare analizza le due modalità sulla base delle quali si è svolta l’indagine per scovare la presenza di materie plastiche in detergenti e cosmetici: dapprima “è stata effettuata una ricerca on line in cui sono stati controllati i siti web di 20 aziende per verificare la presenza sostanze plastiche; in una seconda fase 31 prodotti sono stati sottoposti ad indagini di laboratorio per verificare la presenza di particelle solide di dimensioni inferiori ai 5 millimetri (comunemente note come microplastiche)”.

Tra i 1819 prodotti analizzati, il 23% conteneva tracce di plastica liquida e i marchi più colpiti sono risultati quelli più famosi e maggiormente diffusi sul mercato: Procter & Gamble (53% con prodotti a marchio Dash, Lenor e Viakal), Colgate-Palmolive (48% con prodotti a marchio Fabuloso, Ajax e Soflan) e Realchimica (41% con prodotti a marchio Chanteclair e Vert di Chanteclair).

La presenza di microplastiche, invece, è stata individuata soltanto in 2 prodotti (Omino bianco detersivo lavatrice color + dell’azienda Bolton e Spuma di Sciampagna Bucato Classico Marsiglia dell’azienda Italsilva) sui 31 analizzati.

La risposta delle aziende

Greenpeace ha inviato un questionario alle 23 aziende i cui prodotti sono stati analizzati, ma soltanto 9 hanno risposto al quesito nel quale si chiedeva se la plastica presente nei loro prodotti fosse in forma solida, liquida, semisolida oltre che solubile. Solo 2 di queste aziende (Unilever e Coop) hanno comunicato la loro volontà di eliminare queste particelle invisibili dai loro prodotti entro la fine del 2020.

Come si legge nel report, le aziende “devono intervenire subito ed eliminare tutte le materie plastiche presenti nei detergenti e sostituirle con alternative biodegradabili, naturali e non impattanti per l’ambiente. Queste stesse aziende devono investire in sistemi di consegna alternativi per i loro prodotti basati sullo sfuso e sulla ricarica riducendo così drasticamente il ricorso ad imballaggi in plastica monouso.

La proposta dell’ECHA

L’impatto del rilascio di plastica in forma liquida nell’ambiente non è ancora chiaro e non esiste una normativa precisa per bandire la presenza di microplastiche e plastiche invisibili in detersivi e detergenti.

Per questi motivo l’ECHA, l’Agenzia europea per le sostanze chimiche, sta finalizzando una proposta, da sottoporre alla Commissione UE, per vietare l’aggiunta intenzionale di microplastiche nei prodotti di largo consumo. Tale restrizione, se applicata, potrebbe portare ad una riduzione del rilascio in ambiente di circa 400 mila tonnellate di microplastiche nell’arco dei prossimi 20 anni.

Sulla scia di questa richiesta, Greenpeace ha lanciato una petizione, indirizzata al Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, affinché vengano introdotte leggi più severe per chi inquina i mari e al fine di bandire le microplastiche da tutti i prodotti commerciali.

Firma il nostro Manifesto contro abusi, sprechi e inquinamento da microfibre.

Leggi anche:
10 modi per fermare le microplastiche (Infografica)
Microplastiche, l’invasione invisibile
Come puoi ridurre le microplastiche dalla tua lavatrice

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Cosa significa “Cibo sostenibile”?

People For Planet - Gio, 07/09/2020 - 15:00

Per la produzione di 1 kg di carne bovina sono necessari 15.500 litri di acqua. Le produzioni intensive inquinano e richiedono enormi quantità di risorse. Ne parliamo con la Dottoressa Melissa Finali, Biologa Nutrizionista.

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L’ultimo caso evidente mondiale sono gli incendi della foresta in Amazzonia. Con l’avvento del Presidente Bolsonaro è stata tollerata l’esigenza di recuperare con gli incendi più terra da dedicare alle coltivazione di Soia, per soddisfare la domanda dei produttori di mangimi cinesi cui è stato tagliato il mercato di rifornimento americano a causa della guerra dei dazi tra USA e Cina. Questo a maggior evidenza del fatto che la produzione di cibo ha un costo etico e ambientale da non sottovalutare.

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Appalti truccati, arresti tra pubblici ufficiali delle forze armate

People For Planet - Gio, 07/09/2020 - 14:00

Dopo quasi un anno di indagini guidate dalla Procura di Roma sono tristemente emersi episodi di frode contrattuale ai danni delle amministrazioni dello Stato per un totale di 18 milioni e mezzo di euro.  Il gip del tribunale di Roma ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 31 indagati per il giro di appalti truccati, che vede coinvolti anche ufficiali dell’Aeronautica Militare. Per 7 di loro sono stati disposti gli arresti domiciliari. Per altri 5 invece sono scattate misure interdittive di sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio e per tutti gli altri sono state emesse misure di divieto temporaneo di contrattare con la Pubblica Amministrazione e di esercitare attività imprenditoriali e uffici direttivi di persone giuridiche e impresa.

Secondo gli inquirenti si tratta di un ben collaudato sistema corruttivo tra imprenditori ed ufficiali, ovvero un sistema basato sulla costituzione di un “cartello” per non farsi concorrenza. Emerge anche una truffa contrattuale per la fornitura di tende modulari a struttura pneumatica per l’Esercito Italiano e in particolare per le truppe in missione all’estero tramite una “gara a procedura aperta” per un importo complessivo di 9 milioni di euro.    

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Caso camici, indagato il cognato di Fontana | Bergamo, terapia intensiva è Covid free | USA: al bando TikTok

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La liquirizia blocca l’ingresso del Coronavirus senza effetti collaterali: lo studio

People For Planet - Gio, 07/09/2020 - 12:00

Uno studio dell’Università Federico II di Napoli lo conferma, la liquirizia è in grado di bloccare l’ingresso del Coronavirus nelle cellule umane, impedendo al virus di replicarsi.

L’arma della glicirizzina

Gli effetti benefici della liquirizia contro il Sars-Cov-2 erano già emersi dai precedenti studi, ma è solo con gli ultimi test a opera del team napoletano che sono emerse le capacità della glicirizzina, componente principale della liquirizia:

“Lo studio ha dimostrato che la glicirizzina è in grado, in vitro, di legarsi sia al recettore Ace delle cellule umane che alla proteina Spike del virus, rispettivamente la serratura e la chiave di accesso del virus all’interno delle cellule dell’organismo umano. La glicirizzina, insomma sarebbe in grado di ostacolare l’interazione di queste due componenti tra loro, e come risultato provocherebbe l’oggettiva difficoltà da parte del virus di entrare nella cellula umana e di replicarsi” ha spiegato Desiderio Passali, past president dell’Italian Society of Rhinology.

“Noi – ha dichiarato ad Adnkronos Salute l’otorinolaringoiatra – la usavamo per le forme ricorrenti di rinosinusite nasale“. Già in vitro, la glicirizzina è in grado di “legarsi sia al recettore Ace delle cellule umane che alla proteina Spike del virus, rispettivamente la serratura e la chiave di accesso del virus all’interno delle cellule dell’organismo umano”.

Zero effetti collaterali su naso e occhi, le prime vie di contagio

Il fatto che la glicirizzina si possa usare direttamente sia sulla superficie nasale che sulla superficie oculare in assenza di effetti collaterali “trova interessante riscontro, in quanto i recettori Ace2 sono presenti sia sulla cellule della superficie nasale che su quelle della superficie oculare, e sono di fatto le prime vie che il virus utilizza per penetrare nel corpo umano e che necessitano di più attenzione, se si vuole parlare di profilassi e prevenzione”, conclude lo specialista.

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