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Poveri, rancorosi, urticanti: come spray al peperoncino

Mar, 12/11/2018 - 15:48

Dati Censis, gli italiani sono sempre più poveri e rancorosi. Intanto il costo della vita nel Nord Italia si allinea sempre di più agli standard del Nord Europa, e milioni di altri poveri, poverissimi, premono sempre di più sulle frontiere a Sud dell’Europa. L’Italia sembra vivere in film di Ettore Scola, senza il lirismo di Ettore Scola.

“Non si può morire così”

In che senso? Quale formula dovrebbe avere la morte per trovare motivo di legittimità? La morte è terribile, in qualunque situazione, a tutte le età, settimane, mesi o anni. Lo è per chi rimane e prova lo sgomento di ritrovarsi solo, senza un grammo della volontà gioiosa profetizzata da Nietzsche, malgrado il superamento di dio, malgrado il materialismo laico occidentale.

Non ci sono morti più o meno terribili agli occhi di chi resta, anche se alcuni sembrano prestare più attenzione alle persone che muoiono sotto una balaustra di Corinaldo che a quelle che muoiono sotto un’onda del Mediterraneo. Forse perché credono più nella vita di chi si sposta per andare a un concerto che in quella di chi si sposta per rifarsela, la vita. Per eludere le difese che abbiamo eretto di fronte all’angoscia che suscita la miseria altrui e rendere più credibile la vita di chi sfugge dai campi libici, i giornalisti Amedeo Ricucci e Simone Bianchi nel 2017 hanno fatto un reportage, L’imbroglio, girato quando agli esteri c’era Marco Minniti, ed è stato fatto sparire dalle teche Rai. (Non qui, però, dove dalla pagina Facebook di Ricucci è ancora visibile).

Incattiviti e rancorosi, l’ultimo rapporto Censis definisce così gli italiani, riuniti sotto un rudimentale imperativo che potrebbe essere riassunto nel motto “Chi vuol esser lieto, non ci provi: di doman non v’è certezza“.

Se già l’anno scorso, nel 2017, l’immaginario collettivo aveva “perso la sua forza propulsiva di una volta”, ed era venuta a mancare “un’agenda condivisa”, ora, testuali parole del Censis, siamo ostaggio di una sorta di “sovranismo psichico”, uno stato pervasivo che più o meno consapevolmente “talvolta assume i profili paranoici della caccia al capro espiatorio, quando la cattiveria – dopo e oltre il rancore – diventa la leva cinica di un presunto riscatto e si dispiega in una conflittualità latente, indivualizzata, pulviscolare”. Incattiviti, rancorosi e spaventati perché sempre più poveri. Dal 2000 a oggi gli stipendi italiani sono cresciuti di un decimo rispetto a quelli francesi e tedeschi. Dal 2008 a oggi il divario tra lo stipendio dei giovani e quello degli anziani è aumentato di 4000 euro.

I giovani italiani diventano sempre più poveri e milioni e milioni di poveri altrettanto giovani premono sulle frontiere del Sud Europa e finiscono per essere poveri qui, non più in Africa e in Medio Oriente. Al di là delle ideologie è un problema pratico che l’Europa deve ridistribuire fra i suoi membri al più presto, a partire da una riformulazione dei trattati di Dublino. Prima ancora di scuotere la testa con tono grave e ripetere che non si può morire così, ci si dovrebbe chiedere se si possa continuare a vivere così, ognuno al di qua di una barricata.

Senza andare troppo indietro nel tempo, fino al mese scorso il partito della Lega costellava l’Italia di gazebo dove venivano distribuiti gratuitamente spray al peperoncino. Non significa niente. Nella pratica la Lega non è responsabile della tragedia di Corinaldo, così come nella teoria lo strumento non può fare le veci delle intenzioni di chi ne fa uso. Siccome però la vita dipende da quella strana intersezione tra pratica e teoria chiamata coscienza, chi invoca la legittima difesa e vuole sdoganare la detenzione di armi e di ‘dispositivi di difesa’ è ora che inizi a interrogarsi sui possibili scenari di ‘offesa’ che gli strumenti di ‘difesa’ potrebbero creare.

Brutti, sporchi e cattivi come in un film di Ettore Scola ma senza il lirismo di Ettore Scola, è così che stiamo diventando. Poveri anche dell’antico genio di entrare in una cabina elettorale, mettere una fetta di mortadella dentro la scheda elettorale, e scrivere: “Magnateve pure questa”.

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In Australia ridotto dell’80% il consumo di sacchetti di plastica in soli 3 mesi

Mar, 12/11/2018 - 15:09

In Australia, due delle più grandi catene di supermercati hanno vietato i sacchetti di plastica monouso. Nonostante qualche difficoltà, l’iniziativa alla fine ha avuto successo e ha risparmiato all’ambiente un sacco di plastica.

Un’iniziativa che parte dai luoghi della spesa

La scorsa estate Coles e Woolworth, due colossi della distribuzione con 741 supermercati il primo e circa mille il secondo sparsi in tutta l’Australia, hanno introdotto il divieto di utilizzare i sacchetti di plastica monouso nei loro store. Secondo la National Retail Association, come riporta l’Associated Press australiana, l’iniziativa ha fatto risparmiare la messa in circolo di 1,5 miliardi di sacchetti che non sono stati dispersi nell’ambiente, soprattutto in mare.

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Tinkercad: create 3D digital designs with online CAD

Mar, 12/11/2018 - 12:28

Oltre ad essere parlamentare Europeo del M5S è un appassionato di autocostruzione mi ha segnalato questo sito: permette di scaricare gratuitamente un software per progettare oggetti da stampare in 3D.

https://www.tinkercad.com/

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In Italia il primo impianto per riciclare pannolini, ma manca la legge

Mar, 12/11/2018 - 11:40

Quello che tarda ad arrivare è l’approvazione di una legge apposita che dia mercato, e quindi valore, a queste risorse così preziose sia in chiave ambientale che economica. È il caso dell’azienda trevigiana ‘Fater Smart‘ che da un anno trasforma i pannolini, pannoloni e assorbenti riciclati in utensili di plastica, arredi urbani, cavi sottomarini e tanto altro ancora.
L’impianto fa parte di Fater Spa, la società nata dalla joint venture tra Procter & Gamble e il gruppo Angelini che produce alcune delle più vendute linee di assorbenti e pannolini.

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Le ricette di Natale: Frollini salati al cumino

Mar, 12/11/2018 - 08:00

Ingredienti

Farina 300 gr

Burro 150 gr

Cumino 1 cucchiaio

Sale q.b.

Zucchero 1 pizzico

Acqua fredda 150 ml circa

 

Preparazione
Disponete la farina a fontana sul piano da lavoro, mettete al centro il burro morbido, il sale, lo zucchero e il cumino. Mescolate gli ingredienti aggiungendo acqua fredda fino a ottenere un impasto omogeneo e compatto. Formate un panetto, copritelo con un panno e riponetelo in frigorifero per 30 minuti.

Infarinate il piano di lavoro, stendete la pasta con un mattarello, tagliateli della forma che preferite – qui abbiamo usato un coppapasta a cerchio -, disponeteli su una teglia rivestita di carta forno e bucate i biscotti con una forchetta. Infornate a 200°C nel forno preriscaldato per 12 minuti.
Lasciate raffreddare i biscotti e se non li consumate subito riponeteli in un barattolo di vetro a chiusura ermetica.

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Cambiamenti climatici: quale Paese s’impegna di più per contrastarli?

Mar, 12/11/2018 - 01:30

Tutti parlano di clima, di cambiamenti climatici, di soluzioni e di previsioni apocalittiche, ma chi prende concreti provvedimenti per contrastare seriamente il cambiamento climatico?

A darci una risposta ci ha pensato l’Imperial College di Londra con il nuovo rapporto “Energy Revolution: A Global Outlook” reso possibile grazie a una ricerca commissionata da Drax Group, compagnia britannica di energia elettrica con sede a Selby, e presentato proprio in occasione della corrente Conferenza Mondiale sul Clima.

Il Rapporto ha stilato una nuova classifica generale della rivoluzione energetica mondiale, prendendo in considerazione le misure messe in atto da 25 Paesi per mitigare e contenere il fenomeno del climate change. Tra i Paesi in analisi figurano anche tutti i G7 (Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti d’America) e i BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) che complessivamente rappresentano circa l’80% sul totale della popolazione mondiale e il 73% delle emissioni da carbonio.

Le prestazioni dei Paesi sono state analizzate sui paramenti seguenti:

  • Energia pulita
  • Combustibili fossili
  • Implementazione di veicoli elettrici
  • Capacità di stoccaggio del carbonio
  • Efficienza energetica di famiglie, edifici e trasporti.

Da quanto emerge dal rapporto, in cima alla classifica per i migliori progressi nei campi sopracitati e volti a limitare anche quindi l’innalzamento della temperatura a 2° C troviamo: Danimarca, Gran Bretagna e Canada. L’Italia è posizionata al 17° posto.

 

Si stanno facendo grandi passi avanti nella produzione globale di energia pulita e la capacità rinnovabile sta aumentando rapidamente in tutto il mondo. Anche i veicoli elettrici stanno rapidamente decollando, ma la quota di auto nuove vendute è ancora troppo bassa. Migliorare l’efficienza delle nostre case e industrie richiede uno sforzo urgente. Per contribuire a limitare i cambiamenti climatici, saranno inoltre necessari investimenti significativi nel Carbon Capture and Storage, poiché solo 6 paesi stanno attualmente investendo su questa tecnologia su vasta scala”. Così dichiara Iain Staffell direttore della ricerca dell’Imperial College.

Il cambiamento climatico è un fenomeno che ci riguarda tutti da vicino. Anche le nostre abitudini alimentari sono a rischio; fragole, banane, miele e altri cibi potrebbero scomparire a causa dei cambiamenti climatici. Inoltre, dal rapporto Ipcc – Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico emergono dati allarmanti circa le migrazioni climatiche che portano povertà e denutrizione soprattutto in quei paesi già vulnerabili; si stima infatti che con questo trend avremo 10 milioni di sfollati, ondate di calore mortali e la scomparsa del 13% degli ecosistemi.

Consapevoli di quelle che sono le possibili conseguenze, che cosa stiamo ancora aspettando per attuare un’inversione di marcia?

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Io mi nutro bioattivo!

Mar, 12/11/2018 - 01:16

Continua il viaggio di People For Planet fra gli orti bioattivi della Cooperativa Semele di Firenze.
Questa volta parliamo con la Dottoressa Lucia Bacciottini, biologa e nutrizionista e l’agronomo Andrea Battiata alla scoperta della “Nutrizione Bioattiva”.
Cos’è?

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Video di Martina De Polo e Alex Scorza

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Razzismo e sessismo resistono nello sport (non solo in Italia)

Mar, 12/11/2018 - 01:08
Optì Pobà

Probabilmente il presidente della FigcCarlo Tavecchio – che tiene un discorso su un giocatore – Optì Pobà – “che mangiava le banane e ora gioca titolare nella Lazio”, ce l’abbiamo soltanto in Italia. Così come il presidente della Lega Nazionale DilettantiFelice Belloli – che apostrofa come quattro lesbiche l’universo del calcio femminile. Restiamo con ogni probabilità ai primi posti nella triste classifica del degrado culturale, ma fuori dai nostri confini non è che il razzismo e il sessismo siano stati sconfitti. Ovviamente il nostro obiettivo non è il mal comune mezzo gaudio.

Quest’anno, per la prima volta, il Pallone d’oro è stato assegnato anche per il calcio femminile. Disciplina che gode di grande seguito sui media inglesi e statunitensi. Spesso quotidiani come il Guardian aprono le loro edizioni on line con notizie di calcio femminile. Siamo lontani anni luce da questa gerarchia di notizie. Eppure, proprio alla cerimonia per il Pallone d’oro, il pessimo si è affacciato in maniera prepotente. Col presentatore, il dj francese Martin Solveig, che nel consegnare il riconoscimento alla norvegese Ada Hegerberg le ha chiesto se lei sapesse twerkare. Twerkare è fare twerking, è quella danza sensuale in cui si muove il bacino, come se si sculettasse. Il twerking fu reso noto da Miley Cyrus.

Il Pallone d’oro

Ovviamente inopportuno. Il solito conato di maschilismo che deve mettere la donna nell’angolo dell’oggetto sessuale. La campionessa si è limitata a rispondere con un no, ha evitato di dare importanza a Solveig. Ma altri sportivi di successo – su tutti il tennista Andy Murray – hanno espresso la loro disapprovazione in maniera inequivocabile su Twitter: “Perché le devono ancora sopportare questa merda?”. Sono poi giunte le scuse di Solveig che ha detto di non voler offendere nessuno e tutto quel che prevede il protocollo in queste occasioni.

Sterling

Non è finita qui. Sabato a Londra si è giocato Chelsea-Manchester City. Ha vinto il Chelsea, ma non è questo il punto. Sterling, giocatore nero del City, è stato insultato da alcuni spettatori – con ogni probabilità tifosi del Chelsea. La scena è stata inquadrata dalle telecamere. Lui ha sorriso e non ha detto nulla. Il giorno dopo, però, su Instagram ha scritto che sono anche i media ad alimentare il razzismo e ha portato l’esempio di due titoli del Daily Mail riferiti a una stessa storia: due giovani calciatori che acquistano una casa per le proprie madri. Mentre il titolo su Foden – giocatore bianco del City – era secco: “Compra la casa a sua madre”. Il titolo sul giocatore di colore Adarabioyo era: “Sperpera due milioni di sterline per una villa, nonostante non abbia mai giocato in Premier”.

Certo da noi non sarebbe mai accaduto e comunque non è ancora accaduto che un calciatore prenda posizione in maniera così evidente contro i giornali e li accusi di contribuire ad alimentare il razzismo. In Italia si cerca sempre di nascondere la polvere sotto il tappeto. Qualcosa sta lentamente cambiando, come vi abbiamo raccontato con la posizione intrapresa da Ancelotti nei confronti dei cori razzisti, ma anche all’estero non se la passano meglio. Con la differenza, non da poco, che all’estero le reazioni sono decisamente più nette.

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Wildlife Photographer of the Year 2018: ecco le più belle foto di natura

Lun, 12/10/2018 - 15:37

Dalle scimmie dal muso dorato al gorilla che veglia il cucciolo morto. Oltre 45.000 immagini da 95 paesi differenti hanno partecipato al concorso che premia le migliori immagini che ritraggono il misterioso mondo della natura, la vita degli animali selvatici e l’impatto che l’umanità ha avuto e sta avendo sul nostro pianeta.

VEDI LA GALLERY SU CORRIERE.IT

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I Pink Bloc sono alle porte!

Lun, 12/10/2018 - 12:26

 

Il giorno 13 dicembre, alle ore 10:30, in via Benevento 23, a Roma, presso il Teatro 7, alla presenza del Comandante Pinkerton (Jacopo Fo) i Pink Bloc presenteranno ai media l’Offensiva d’Inverno contro l’assurdo al potere.
Farne ballare 1 per farne ballare 100!
Siamo maschi!
Siamo rosa!

Abuso di posizione dominante, sadismo verso i consumatori, pubblicità bastarda, istigazione all’odio contro esseri viventi.
La politica ha altro da fare? Ci pensiamo noi!!!

La prima azione dei Pink Bloc consisterà nell’attaccare artisticamente la sede centrale delle Ferrovie dello Stato, colpevoli di aver creato un sistema sadico di contravvenzioni grazie al quale se provi a viaggiare su un regionale con il biglietto di un Frecciarossa ti fanno la multa di 50 euro come se non avessi il biglietto.
Hanno rimosso le panchine dalla Stazione Centrale di Milano per favorire lo shopping e fanno viaggiare malamente i pendolari.
I Pink Bloc in tutù rosa danzeranno per instillare un po’ di sensibilità umana: solo l’arte può sciogliere il dolore di anime sorde. La data della performance sarà annunciata in sede di conferenza stampa.

Successivamente prenderemo di mira le aziende che inneggiano allo sterminio dei batteri eubiotici, graziosi simbiotici che ci proteggono; le campagne di fake news sui disinfettanti terminator sono tra le cause di parecchie malattie che colpiscono in particolare i bambini.
Danzando sprovvisti di deodorante, cercheremo di farli ragionare e pentire. Se non capiscono ci appelleremo al Gran Giurì della Pubblicità e al Ministero della Sanità, al Parlamento, all’aviazione militare americana e al Dalai Lama (che lui i batteri li rispetta).

Leggi qui tutti gli articoli sulle Ferrovie

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“Niente permesso di soggiorno per Babbo Natale turco”

Lun, 12/10/2018 - 09:54

Un poliziotto, che nella fisionomia ricorda il ministro dell’Interno Matteo Salvini, porta via un Babbo Natale in manette. E’ l’ultimo murale che Tvboy, l’artista famoso per il bacio tra Salvini e Di Maio, ha regalato a Milano (il titolo è ‘Babbo Natale Turco’. Il senso lo spiega poi in una didascalia sotto l’opera e sui canali social: “Permesso di soggiorno negato per Babbo Natale, nessuno si ricordava più che San Nicola arrivava dalla Turchia”.

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Giornata internazionale dei diritti umani, a 70 anni dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo

Lun, 12/10/2018 - 02:32

70 anni fa, il 10 dicembre del 1948, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite firmava la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

All’epoca l’ONU era formata da 58 Paesi, 48 votarono a favore e firmarono il documento, 2 non erano presenti al voto e 8 si astennero, nessuno votò contro.

Redatta agli Alleati dopo gli orrori della Seconda Guerra Mondiale ha origini ben più antiche: i primi principi etici si trovano soprattutto nella dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino redatta nel 1789 durante la Rivoluzione francese.

Molte le iniziative per ricordare questo importante documento in tutta Italia, ricordiamo in particolare il progetto di Alessandro Ghebreigziabiher che ha raccolto in un video 31 artisti, insegnanti, educatori o persone comuni provenienti da tutto il mondo che leggono nella loro lingua d’ordine gli articoli della dichiarazione. Il progetto raccontato qui è promosso da Storytellers for Peace – Narratori per la Pace -, una rete internazionale formata da artisti che creano storie collettive.

Il testo della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo è bellissimo, e vale la pena leggerlo (e rinfrescarsi la memoria…). Perciò lo riproponiamo qui, subito dopo una straordinaria poesia di Lawrence Ferlinghetti *

Pietà per la nazione

Pietà per la nazione popolata di pecore
ingannate dai propri pastori.
Pietà per la nazione governata da bugiardi
con i saggi ridotti al silenzio
e i bigotti che infestano l’etere.
Pietà per la nazione dove non si leva la voce
se non per plaudire al conquistatore
e acclamare il violento come eroe,
e che aspira a dominare il mondo
con la forza e la tortura.
Pietà per la nazione che non conosce
altra lingua che non sia la sua
e altra cultura che non sia la sua.
Pietà per la nazione il cui respiro è il denaro
e che dorme il sonno dei ben pasciuti.
Pietà per la nazione, oh, pietà per la gente
che si lascia erodere i diritti
e spogliare delle libertà.
Paese mio, a te le mie lacrime,
dolce terra di libertà!

 

Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo

Articolo 1:
Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti.
Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.

Articolo 2
Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione. Nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla base dello statuto politico, giuridico o internazionale del paese o del territorio cui una persona appartiene, sia indipendente, o sottoposto ad amministrazione fiduciaria o non autonomo, o soggetto a qualsiasi limitazione di sovranità.

Articolo 3
Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona.

Articolo 4
Nessun individuo potrà essere tenuto in stato di schiavitù o di servitù; la schiavitù e la tratta degli schiavi saranno proibite sotto qualsiasi forma.

Articolo 5
Nessun individuo potrà essere sottoposto a tortura o a trattamento o a punizione crudeli, inumani o degradanti.

Articolo 6
Ogni individuo ha diritto, in ogni luogo, al riconoscimento della sua personalità giuridica.

Articolo 7
Tutti sono eguali dinanzi alla legge e hanno diritto, senza alcuna discriminazione, ad una eguale tutela da parte della legge. Tutti hanno diritto ad una eguale tutela contro ogni discriminazione che violi la presente Dichiarazione come contro qualsiasi incitamento a tale discriminazione.

Articolo 8
Ogni individuo ha diritto ad un’effettiva possibilità di ricorso a competenti tribunali contro atti che violino i diritti fondamentali a lui riconosciuti dalla costituzione o dalla legge.

Articolo 9
Nessun individuo potrà essere arbitrariamente arrestato, detenuto o esiliato.

Articolo 10
Ogni individuo ha diritto, in posizione di piena uguaglianza, ad una equa e pubblica udienza davanti ad un tribunale indipendente e imparziale, al fine della determinazione dei suoi diritti e dei suoi doveri, nonché della fondatezza di ogni accusa penale che gli venga rivolta.

Articolo 11
Ogni individuo accusato di un reato è presunto innocente sino a che la sua colpevolezza non sia stata provata legalmente in un pubblico processo nel quale egli abbia avuto tutte le garanzie necessarie per la sua difesa.
Nessun individuo sarà condannato per un comportamento commissivo od omissivo che, al momento in cui sia stato perpetuato, non costituisse reato secondo il diritto interno o secondo il diritto internazionale. Non potrà del pari essere inflitta alcuna pena superiore a quella applicabile al momento in cui il reato sia stato commesso.

Articolo 12
Nessun individuo potrà essere sottoposto ad interferenze arbitrarie nella sua vita privata, nella sua famiglia, nella sua casa, nella sua corrispondenza, né a lesione del suo onore e della sua reputazione. Ogni individuo ha diritto ad essere tutelato dalla legge contro tali interferenze o lesioni.

Articolo 13
Ogni individuo ha diritto alla libertà di movimento e di residenza entro i confini di ogni Stato.
Ogni individuo ha diritto di lasciare qualsiasi paese, incluso il proprio, e di ritornare nel proprio paese.

Articolo 14
Ogni individuo ha il diritto di cercare e di godere in altri paesi asilo dalle persecuzioni.
Questo diritto non potrà essere invocato qualora l’individuo sia realmente ricercato per reati non politici o per azioni contrarie ai fini e ai principi delle Nazioni Unite.

Articolo 15
Ogni individuo ha diritto ad una cittadinanza.
Nessun individuo potrà essere arbitrariamente privato della sua cittadinanza, né del diritto di mutare cittadinanza.

Articolo 16
Uomini e donne in età adatta hanno il diritto di sposarsi e di fondare una famiglia, senza alcuna limitazione di razza, cittadinanza o religione. Essi hanno eguali diritti riguardo al matrimonio, durante il matrimonio e all’atto del suo scioglimento.
Il matrimonio potrà essere concluso soltanto con il libero e pieno consenso dei futuri coniugi.
La famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società e ha diritto ad essere protetta dalla società e dallo Stato.

Articolo 17
Ogni individuo ha il diritto ad avere una proprietà sua personale o in comune con altri.
Nessun individuo potrà essere arbitrariamente privato della sua proprietà.

Articolo 18
Ogni individuo ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione; tale diritto include la libertà di cambiare di religione o di credo, e la libertà di manifestare, isolatamente o in comune, e sia in pubblico che in privato, la propria religione o il proprio credo nell’insegnamento, nelle pratiche, nel culto e nell’osservanza dei riti.

Articolo 19
Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.

Articolo 20
Ogni individuo ha diritto alla libertà di riunione e di associazione pacifica.
Nessuno può essere costretto a far parte di un’associazione.

Articolo 21
Ogni individuo ha diritto di partecipare al governo del proprio paese, sia direttamente, sia attraverso rappresentanti liberamente scelti.
Ogni individuo ha diritto di accedere in condizioni di eguaglianza ai pubblici impieghi del proprio paese.
La volontà popolare è il fondamento dell’autorità del governo; tale volontà deve essere espressa attraverso periodiche e veritiere elezioni, effettuate a suffragio universale ed eguale, ed a voto segreto, o secondo una procedura equivalente di libera votazione.

Articolo 22
Ogni individuo, in quanto membro della società, ha diritto alla sicurezza sociale, nonché alla realizzazione attraverso lo sforzo nazionale e la cooperazione internazionale ed in rapporto con l’organizzazione e le risorse di ogni Stato, dei diritti economici, sociali e culturali indispensabili alla sua dignità ed al libero sviluppo della sua personalità.

Articolo 23
Ogni individuo ha diritto al lavoro, alla libera scelta dell’impiego, a giuste e soddisfacenti condizioni di lavoro ed alla protezione contro la disoccupazione.
Ogni individuo, senza discriminazione, ha diritto ad eguale retribuzione per eguale lavoro.
Ogni individuo che lavora ha diritto ad una rimunerazione equa e soddisfacente che assicuri a lui stesso e alla sua famiglia una esistenza conforme alla dignità umana ed integrata, se necessario, da altri mezzi di protezione sociale.
Ogni individuo ha diritto di fondare dei sindacati e di aderirvi per la difesa dei propri interessi.

Articolo 24
Ogni individuo ha diritto al riposo ed allo svago, comprendendo in ciò una ragionevole limitazione delle ore di lavoro e ferie periodiche retribuite.

Articolo 25
Ogni individuo ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all’alimentazione, al vestiario, all’abitazione, e alle cure mediche e ai servizi sociali necessari; ed ha diritto alla sicurezza in caso di disoccupazione, malattia, invalidità, vedovanza, vecchiaia o in altro caso di perdita di mezzi di sussistenza per circostanze indipendenti dalla sua volontà.
La maternità e l’infanzia hanno diritto a speciali cure ed assistenza. Tutti i bambini, nati nel matrimonio o fuori di esso, devono godere della stessa protezione sociale.

Articolo 26
Ogni individuo ha diritto all’istruzione. L’istruzione deve essere gratuita almeno per quanto riguarda le classi elementari e fondamentali. L’istruzione elementare deve essere obbligatoria. L’istruzione tecnica e professionale deve essere messa alla portata di tutti e l’istruzione superiore deve essere egualmente accessibile a tutti sulla base del merito.
L’istruzione deve essere indirizzata al pieno sviluppo della personalità umana ed al rafforzamento del rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Essa deve promuovere la comprensione, la tolleranza, l’amicizia fra tutte le Nazioni, i gruppi razziali e religiosi, e deve favorire l’opera delle Nazioni Unite per il mantenimento della pace.
I genitori hanno diritto di priorità nella scelta del genere di istruzione da impartire ai loro figli.

Articolo 27
Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico ed ai suoi benefici.
Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli sia autore.

Articolo 28
Ogni individuo ha diritto ad un ordine sociale e internazionale nel quale i diritti e le libertà enunciati in questa Dichiarazione possano essere pienamente realizzati.

Articolo 29
Ogni individuo ha dei doveri verso la comunità, nella quale soltanto è possibile il libero e pieno sviluppo della sua personalità.
Nell’esercizio dei suoi diritti e delle sue libertà, ognuno deve essere sottoposto soltanto a quelle limitazioni che sono stabilite dalla legge per assicurare il riconoscimento e il rispetto dei diritti e delle libertà degli altri e per soddisfare le giuste esigenze della morale, dell’ordine pubblico e del benessere generale in una società democratica.
Questi diritti e queste libertà non possono in nessun caso essere esercitati in contrasto con i fini e principi delle Nazioni Unite.

Articolo 30
Nulla nella presente Dichiarazione può essere interpretato nel senso di implicare un diritto di un qualsiasi Stato, gruppo o persona di esercitare un’attività o di compiere un atto mirante alla distruzione di alcuno dei diritti e delle libertà in essa enunciati.

 

Poesia di Lawrence Ferlinghetti scritta da lui negli anni 50, animatore della San Francisco Renaissance – a cui contribuirono le leggende della letteratura beat Jack Kerouac e Allen Ginsberg – che la scrisse ispirandosi ad una poesia di Kahlil Gibran. Traduzione di Pasquale Barbella. La poesia a volte è attribuita erroneamente a Pierpaolo Pasolini.
Fonte: http://in-ethosphera.blogspot.com

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L’anatocismo è uscito dalla porta ed è rientrato dalla finestra

Lun, 12/10/2018 - 01:30

Insieme all’usura, reato sancito dal codice penale, altra operazione subdola e illegittima delle banche è l’anatocismo.

Il meccanismo è molto semplice.

Il termine deriva dal greco anà, cioè «di nuovo», e tokòs, che significa «interesse», e consiste nella capitalizzazione degli interessi passivi affinché questi, appunto cumulati al capitale, producano maggiori interessi.
Questa capitalizzazione composta porta a un aumento esponenziale del debito a carico del correntista.

Ma facciamo un po’ di storia: la corte di Cassazione, con sentenza del 2004, ha dichiarato illegittimo l’anatocismo bancario.
Sentenza tra l’altro accolta (esattamente 10 anni dopo) anche dal governo Letta (2014) che nel decreto di Stabilità ne dichiarava il divieto.

Le banche però se ne sono sempre infischiate (meglio una condanna in tribunale piuttosto che minori utili) perché, ecco l’alibi, «mancava (e manca) la delibera del Comitato interministeriale per il credito e il risparmio (Cicr, tra i cui membri ci sono Bankitalia e il Tesoro)».

Il problema è stato risolto dal governo ”bancocentrico” di Matteo Renzi, pilotato dalla lobby con in testa Intesa SanPaolo, che ha stabilito che l’anatocismo trimestrale sugli interessi convenzionali è stato annullato.

Trimestrale appunto. E quindi, per esclusione, è consentito l’anatocismo annuale.
E sui soli interessi convenzionali, appunto.
E quindi, sulla base della stessa equazione linguistica, è applicabile agli “interessi di mora” .

Ma questo è il racconto che hanno fatto tutti i commentatori che purtroppo (o per fortuna) non hanno vissuto quel mondo e non sanno cosa si nasconde dietro questa manovra che vale circa 2 miliardi di euro di utili all’anno per le banche.

La questione dell’anatocismo cela una verità che nessuno potrà mai dire.

A rimetterci saranno soprattutto le piccole imprese (come racconto in Io vi accuso, edito da Chiarelettere) che utilizzano “fidi a breve” (scoperti di conto corrente, anticipi fatture, sconto cambiali commerciali, anticipi fornitori, ecc) perché si baserà su un artificio che tento di spiegare brevemente.

Ricapitoliamo.

L’anatocismo non si applicherà agli interessi convenzionali, cioè quelli relativi all’utilizzo ‘sano’ (sempre inferiore) delle linee di credito e calcolati sulla base di tassi negoziati dai clienti e che, seppur superiori alla media europea, comunque si attestano su valori mediani compresi nel range 7-10% come si evince nella tabella della Banca d’Italia che ha rilevato i tassi “medi” nel periodo gennaio-marzo 2018 per le categorie Aperture di credito in conto corrente e Anticipi e sconti (la prima e la terza della tabella) che rappresentano poi il 92% delle forme di assistenza creditizia richieste dalle piccole imprese.

L’anatocismo si applicherà invece – ecco il cavillo – agli ‘interessi di mora’: quelli relativi a un utilizzo ‘eccedente’ le linee di credito oppure non fronteggiato da fido (la cosiddetta scopertura o più comunemente definito “rosso”) e calcolati sulla base di tassi non negoziati con i clienti e che sono pari mediamente al doppio di quelli convenzionali (15,5%) come si può invece evincere se si fa riferimento ai tassi medi della seconda categoria della tabella (Scoperti senza affidamento) a cui è possibile assimilare l’utilizzo “non regolare” delle linee di credito.

Ma come avviene per tutte le medie, ci sarà qualcuno che mangerà il pollo intero (grandi imprese e imprese facenti capo agli “amici degli amici”) e qualcuno che rimarrà a digiuno (piccole e micro imprese).

Infatti, se esaminiamo per le stesse categorie di cui sopra (nella stessa tabella) le soglie dei tassi massimi applicabili (soglie usura) noterete che i tassi applicabili alle scoperture senza affidamento possono raggiungere anche il 24%. Capito ora?

Ma non basta.

Si potrebbe obiettare (chi non conosce quel mondo) che un’impresa che utilizza i suoi fidi in maniera regolare non deve temere nulla: falso.
Come spiego nei miei libri, le banche utilizzano ‘strumenti’ ad hoc per applicare interessi di mora anche a chi utilizza i fidi regolarmente.

Come fanno? Con quali “strumenti”?

La ‘VALUTA’. Il giorno da cui da cui decorre il calcolo degli interessi.

Sugli assegni versati questa viene posticipata mediamente di un lasso di tempo che va da uno a tre giorni.
In tal modo la banca ci guadagna la differenza tra gli interessi che percepisce sul mercato interbancario per il fatto di aver depositato «oggi» l’importo degli assegni versati dal cliente e gli interessi che invece il cliente percepisce dopo giorni.

La ‘DISPONIBILITÀ ASSEGNI’  indica invece la data dalla quale è concretamente possibile disporre degli importi versati attraverso assegno bancario.

Facciamo un esempio. Se oggi un cliente versa un assegno bancario, quell’importo non sarà subito disponibile.
Lo diverrà solo dopo circa quattro-cinque giorni perché la banca deve cautelarsi di fronte al rischio insolvenza.
Quel lasso temporale di attesa è stabilito in base a un accordo interbancario e serve a tutelare gli istituti di fronte al rischio che quell’assegno risulti privo di copertura.

E fin qui nulla da eccepire. Ma, attenzione, perché da qualche parte si annida la fregatura. Le banche concedono finanziamenti dopo un iter di analisi molto rigido, per cui una volta che un cliente è stato considerato meritevole di affidamento – per guadagnare – fanno di tutto affinché quelle linee di credito siano utilizzate, cioè affinché i soldi dati in prestito vengano spesi.

Poniamo che un’azienda disponga di uno scoperto di conto corrente di 100 mila euro, mai utilizzato, e oggi versi un assegno di 5 mila.
Il cliente è convinto di avere 105 mila euro immediatamente a disposizione. Ma, sebbene la matematica non sia un’opinione, il calcolo, per la banca, è errato.
In realtà, oggi quella stessa azienda ha sempre 100 mila euro: soltanto tra quattro-cinque giorni li avrà tutti a disposizione.
Per cui, se oggi effettua un pagamento, poniamo di 103 mila euro, non solo paga gli interessi che derivano dall’utilizzo della linea di credito (convenzionali), ma paga anche gli interessi extrafido (di mora), perché non è consapevole del fatto che sta utilizzando i soldi della banca oltre la linea di credito concessa.

Avendo lavorato a lungo nelle banche, posso garantire che queste situazioni sono ordinarie e «ben gradite»: gli assegni in circolazione sono tanti e spesso le aziende, appena incassano denaro, versano per saldare debiti pregressi. E il gioco funziona benissimo.

I ‘GIORNI BANCA’, un quantitativo di giorni (non comunicato mai al cliente e di cui abbiamo già parlato in questa rubrica) che la banca, per aumentare il rendimento di ogni singola operazione, aggiunge a suo piacere (assurdo ma è così) a ciascun effetto in scadenza nei fidi per anticipo crediti, allargando così il periodo su cui calcolare gli interessi.

Maggiorando il numero dei giorni, il totale degli interessi sarà più elevato.

E poi c’è la beffa: al momento di aprire un conto, il cliente può «autorizzare preventivamente l’addebito degli interessi debitori sul conto o sulla carta (l’anatocismo, ndr)» passati 60 giorni da quando vengono calcolati. specificando che il cliente «può ritirare l’autorizzazione solo prima che gli interessi vengano addebitati. Altrimenti vanno sul conto e fanno da base per quelli futuri».

È chiaro che l’autorizzazione è un contentino: la banca è la controparte forte nei contratti e avrà vita facile a imporsi.

E non dimentichiamo che nel nostro Paese per le piccole imprese il rapporto utilizzi (i soldi che prendo)/ affidamenti (i soldi che la banca mi mette a disposizione) è pari al 90% circa.

Significa che basta poco per farli andare in ‘rosso’.

Ma di questo parleremo nella prossima puntata.

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Cresce il numero di auto in Italia. E, non a caso, anche il numero di morti per inquinamento

Lun, 12/10/2018 - 01:00

Mentre l’Oms lancia un nuovo grido di allarme per i morti dovuti all’inquinamento dell’aria, che in Europa si concentrano proprio nel nostro Paese, – siamo al secondo posto per morti per Pm2.5 (60.600 decessi l’anno) e al primo per le morti da biossido di azoto (20.500 decessi) e per l’ozono (3.200 decessi) – l’ultimo rapporto di Euromobility toglie ogni dubbio rispetto a come dovremmo affrontare il problema: limitando drasticamente il traffico veicolare. Specialmente in pianura padana, dove si concentra il 95% dei morti europei e dove, dice l’Arpa, il traffico incide per il 78% sulle emissioni annuali di Pm10 nella provincia di Milano e tocca quota 83% nel capoluogo lombardo, dove si stima circolino oltre un milione di veicoli fra auto, mezzi commerciali, autobus e moto.

Al contrario, il rapporto, condotto con il Patrocinio del ministero dell’Ambiente, denuncia che continua ad aumentare (+0,8%) il tasso di motorizzazione delle principali 50 città italiane, attestandosi a un 59,3%. Eravamo e continuiamo a essere tra i paesi europei con più auto per abitanti, con cifre paragonabili solo agli Stati Uniti (dove però le distanze giustificano maggiormente la tendenza). Rispetto a una media europea di 587 veicoli in uso ogni mille abitanti, infatti, noi ci attestavamo a 707 auto circolanti già nel 2016 (dati Acea). Questo in un periodo in cui, dopo Francia, Olanda e Norvegia, anche il Regno Unito si appresta a bandire auto e furgoni diesel e benzina dal 2040, e Oslo sarà tra pochi mesi (gennaio 2019) la prima grande città occidentale del tutto priva di auto.

Da noi, gli unici dati positivi arrivano da Parma, che si conferma la città più “eco-mobile” d’Italia, grazie a un mobility manager che ha garantito nel tempo ottimi servizi di sharing mobility, una buona dotazione di servizi di trasporto pubblico e uno dei parchi circolanti più ricchi di veicoli a basso impatto. Parma è anche una delle prime città italiane ad aver approvato il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile e a incoraggiare nei fatti veicoli a zero impatto come la bicicletta.

Milano si classifica al secondo posto, solo grazie alla buona rete di mezzi pubblici, Venezia al terzo e Brescia al quarto, seguita da Padova e Torino. Completano le prime dieci posizioni Bologna, Verona e Modena. Cagliari, al settimo posto, è l’unica città del sud nella “top ten”. Roma, a conferma del suo declino, perde posizioni e si attesta soltanto al 23esimo posto. In fondo alla classifica Catanzaro, poco più su Potenza e Campobasso.

Mentre aumenta il numero generale delle auto, lieve nota positiva è che aumenta anche il numero di veicoli a basso impatto, soprattutto Gpl, che raggiungono complessivamente il 9,46% del parco nazionale circolante, e quelli ibridi ed elettrici che aumentano del 45%.

Come conseguenza ovvia, e come rileva lo stesso rapporto Euromobility, peggiora in Italia la qualità dell’aria. Dopo il netto miglioramento del 2016, causato tra l’altro solo da condizioni meteorologiche favorevoli, oggi solo 20 città italiane rispettano i limiti di normativa, contro le 23 del 2016. “Occorrono misure ben più coraggiose e strutturali di quelle fin qui messe in campo dal governo e dai nostri amministratori. La qualità dell’aria non accenna a migliorare e, come se non bastasse, non diminuisce neppure il numero di morti sulle strade delle nostre città“, spiega Lorenzo Bertuccio, presidente di Euromobility.

Sappiamo bene che il traffico non è l’unica fonte di inquinamento dell’aria, aggravato in inverno da un uso selvaggio dei riscaldamenti e dall’industria. Tuttavia, è ormai assodato (qui il rapporto Oms e qui l’americana Ncbi) che il traffico veicolare è di gran lunga la principale fonte di inquinamento aereo, attestandosi in generale nel mondo tra il 30% e il 50% delle emissioni totali.

Siamo gli ultimi in Europa, in un panorama comunque del tutto fosco ovunque. Ogni giorno oltre il 90% dei bambini sotto i 15 anni respira nel mondo aria inquinata, e questo costa all’umanità 600mila morti infantili dovute allo smog. L’Italia – lo ribadiamo – fa parte dei paesi con la qualità dell’aria peggiore, tanto che il 98% dei bambini è esposto a livelli troppo alti di polveri ultrasottili, ma questo non ha portato finora, da noi, serie politiche regolatorie. I dati sono stati presentati dall’Oms nel corso della prima Conferenza Globale sull’inquinamento dell’aria e la salute tenutasi a fine ottobre a Ginevra.

Immagine di copertina: Disegno di Armando Tondo

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Lettera aperta al sindaco di Sant’Agata di Militello (Messina)

Dom, 12/09/2018 - 20:47

Gentile Sindaco di Sant’Agata di Militello, Dottor Carmelo Sottile,

presso il Porto giacciono più di 150 enormi manufatti di cemento che originariamente dovevano probabilmente essere affondati in mare per formare una struttura frangiflutti.
Guardando queste le immagini mi è venuta un’idea che potrebbe trasformare uno smacco in una grande operazione d’arte.
Attraverso l’arte rendiamo belli e produttivi gli errori, orrori, che abbiamo ereditato.
Dipingiamoli!
L’idea è invitare gli b di Militello e di tutto il mondo a inviare bozzetti, istituiamo una commissione di prestigio che li selezioni e poi trasformiamo questa schiera di avanzi di follia in un esercito  dipinto, che farà concorrenza ai guerrieri di argilla cinesi.
Un’idea che potrebbe portare Sant’Agata di Militello all’attenzione dei media internazionali e portare nella vostra cittadina schiere di turisti interessati all’arte applicata al recupero di architetture industriali.
Sperando che la questa proposta possa trovare consenso presso la vostra città Le auguro buon lavoro.

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Orti sociali per coltivare le diverse abilità e sradicare gli stereotipi

Dom, 12/09/2018 - 09:41

La rete Agricoltura Sociale Lombardia dà voce ad alcune storie di riscatto rese possibili grazie alle esperienze di inclusione concretizzate attraverso l’agricoltura sociale. L’ultimo report parla di ben 1.967 persone con svantaggio che attraverso la rete regionale hanno trovato un’opportunità di riscatto. Di queste 1.096 sono disabili e coinvolte a vario titolo nelle attività agricole.

Approdando sul territorio pavese brilla una testimonianza particolarmente speciale perché in grado di scardinare numerosi luoghi comuni sulla disabilità senza edulcorazioni ma con il solo ingrediente dell’esperienza diretta a contatto con la natura, i suoi ritmi e non da ultima la sua bellezza. Tutto accade nell’ambito del progetto “Orti Sociali di Voghera” – appartenente alla rete regionale ASL – della Fattoria sociale Baggini che si mette in sinergia con il Centro Diurno Disabili di Voghera.

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Come scegliere frutta e verdura al supermercato

Dom, 12/09/2018 - 01:33

Dopo averci svelato moltissimi segreti sulla frutta e verdura di stagione (https://www.peopleforplanet.it/tag/agronomo/) il nostro agronomo di fiducia, Francesco Beldì, ci porta con lui a fare la spesa in un supermercato.
Lavare la frutta prima di mangiarla aiuta a togliere i pesticidi?

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Migranti, nave Aquarius costretta a sospendere la propria attività

Sab, 12/08/2018 - 09:13

“Dopo due mesi in porto a Marsiglia senza riuscire a ottenere una bandiera, e mentre uomini, donne e bambini continuano a morire in mare, Msf e SOS Méditerranée sono costrette a chiudere le attività della nave Aquarius. Una scelta dolorosa, ma purtroppo obbligata, che lascerà nel Mediterraneo più morti evitabili, senza alcun testimone”.

E’ l’annuncio di Claudia Lodesani di Msf. La nave umanitaria, rimasta senza bandiera, è al centro di un’inchiesta avviata dalla Procura di Catania, guidata dal pm Zuccaro: la nave delle ong è stata accusata di aver scaricato per 44 volte in 11 porti italiani 24mila kg di rifiuti pericolosi a rischio infettivo trattandoli come se fossero rifiuti urbani. Aquarius è stata perciò posta sotto sequestro.

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Un’agricoltura sana su larga scala è possibile: impariamo dal Sikkim

Sab, 12/08/2018 - 01:26

Se passate per l’India del nord, quasi al confine con il Bhutan, dovete mangiare qualcosa di coltivato nello Stato del Sikkim. E’ il primo al mondo certificato 100% biologico. 75mila ettari di terreni agricoli convertiti dal 2003 da un’agricoltura tradizionale e intensiva a una biologica e sostenibile.
Ora la FAO ha deciso di esportare in tutto il mondo quello è già stato definito il “Modello del Sikkim”, la dimostrazione pratica che un’agricoltura e un’alimentazione sana sono possibili, anche su larga scala.

Cosa prevede il “Modello del Sikkim”
Come ha fatto lo Stato indiano a diventare 100% biologico? Diverse le misure intraprese: divieto totale di vendita di prodotti chimici per l’agricoltura e pesanti sanzioni per chi non lo rispetta.
Certificazione Biologica pagata dal governo per i primi 3 anni.
La Sikkim Organic Mission, sempre finanziata dal governo, ha invece supportato i coltivatori fornendo sementi, fertilizzanti naturali e organizzando corsi di formazione. Sono stati inoltre offerti finanziamenti agevolati e attività di consulenza da parte del Dipartimento di Agricoltura.
Aggiunge Lifegate.it: “Alcune startup, come Organic Sikkim, hanno aiutato gli agricoltori a commercializzare i propri prodotti, eliminando gli intermediari per aumentarne i profitti.”

I benefici? Per gli agricoltori 20% di fatturato in più, grazie alla migliore qualità dei prodotti. La voce poi si è sparsa e ora Sikkim è diventata un’attrazione turistica, con persone che arrivano da tutto il mondo.

Fonti:
https://www.lifegate.it/persone/stile-di-vita/biologico-modello-sikkim
https://www.lifegate.it/persone/stile-di-vita/sikkim-100-per-cento-biologico-india

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Pesticidi: sai che sono nei nostri capelli?!?

Ven, 12/07/2018 - 21:48

Quanti pesticidi abbiamo nel nostro corpo? Se lo è chiesto il gruppo dei Verdi al Parlamento Europeo, che ha sottoposto a un test una serie di deputati e di volontari.

Per questo sono stati prelevati e analizzati 148 campioni di capelli di altrettanti volontari provenienti da 6 Paesi dell’Unione Europea:  Germania, Danimarca, Regno Unito (Galles), Italia, Francia e Belgio. I pesticidi sono stati ricercati all’interno della fibra del capello che, come sappiamo, “conserva” per più tempo la traccia di determinati prodotti nel nostro corpo, tant’è che questa tecnica normalmente viene utilizzata anche per l’analisi  sull’uso di stupefacenti.

I campioni sono stati analizzati per cercare 30 tipologie di pesticidi differenti. È risultato che la quantità maggiore di campioni con la più alta concentrazione di residui di antiparassitari (84,6% di 13 persone) è stata trovata in Galles (Regno Unito) e la più bassa in Germania (44% su un campione di 34 persone). Per quanto riguarda l’Italia è stata trovata la presenza di residui in oltre il 66% dei 24 campioni analizzati.

Tra le sostanze più trovate c’è il fipronil (45% dei campioni), il cui uso è vietato in agricoltura dal 2017 ma è tuttora utilizzato come antiparassitario per animali domestici. A questo seguono Permetrina (25%), Propiconazolo (20,8%) e Clorpirifos Etile al 16,7%, un insetticida.

I numeri, due italiani su tre “contaminati”:

Il deputato europeo dei Verdi Marco Affronte ha così commentato:

“Pensare che due italiani su tre siano contaminati da uno o più pesticidi è impressionante. Io stesso, e i miei figli, ci siamo testati i capelli, e questi numeri non ci tranquillizzano. Non scordiamo che stiamo parlando di sostanze davvero pericolose: il Fipronil è un insetticida neurotossico che agisce da interferente endocrino, anche sospettato di essere cancerogeno e tossico per la riproduzione e lo sviluppo. E’ usato come insetticida per animali domestici, ad esempio, ma non scordiamo lo scandalo legato al Fipronil nelle uova. La Permetrina influisce in maniera tossica sullo sviluppo, è neurotossica e un interferente endocrino, e sospetta di cancerogeneticità. Anche il Clorpirifos Etile è una neurotossina, interferente endocrino e tossico per lo sviluppo e la riproduzione. Sono dati che ci fanno capire quanto sarebbe importante eliminare i pesticidi dalle nostre città e dalle nostre campagne, sostituendoli con tecniche – che esistono e sono efficaci – non contaminanti”.

Le buone notizie:

Tra i volontari c’era anche il nostro direttore creativo Jacopo Fo che si è sottoposto all’analisi del capello e i risultati nel suo caso sono stati molto positivi: sono stati riscontrati numeri bassissimi per quanto riguarda la presenza di pesticidi all’interno della fibra dei suoi capelli e questo probabilmente è risultato del suo stile di vita. Jacopo infatti racconta spesso di mangiare principalmente cibo biologico, vive in campagna gran parte del suo tempo, fa un uso attento di disinfettanti e prodotti per la pulizia, per non eliminare anche i batteri “buoni” (People For Planet ha spesso scritto sui batteri qui).

Uno stile di vita che è simile a quello che consigliano gli stessi Verdi europei che, alle persone che si sono offerte come volontarie, hanno anche inviato una sorta di vademecum per proteggersi dal pesticidi.

Il vademecum dei Verdi:

I Verdi nel loro vademecum consigliano, per tenersi il più possibile lontani dai pesticidi:

  • cominciare dal cibo: preferendo prodotti coltivati secondo il regime del biologico, o in alternativa informandosi con attenzione per capire come e dove siano stati coltivati i prodotti e se si tratta di tipologie di vegetali in cui comunemente sono usati più o meno pesticidi. Lavare bene i prodotti, indipendentemente dalla loro provenienza.

  • assicurarsi che le strade per fare uscire le tossine dal nostro corpo siano libere e funzionanti, quindi bere molta acqua, fare esercizio fisico e tutto ciò che aiuta il corretto funzionamento delle vie urinarie, dell’intestino e della sudorazione, Prestando particolare attenzione al nostro principale filtro, il fegato, di cui dobbiamo curarci particolarmente mangiando cibo che non lo “affatichi” ed evitando l’alcool.

  • in casa: il vademecum dei verdi ricorda che secondo l’agenzia per la protezione dell’ambiente Usa, i pesticidi spesso entrano nelle nostre case attraverso la polvere e il terreno contaminato sul fondo delle nostre scarpe.  Basterebbe quindi lasciare le scarpe fuori dalla porta prima di entrare in casa per evitare di portare nella propria abitazione gran parte di questi pesticidi.

  • da ricordare inoltre che anche tanti disinfettanti e prodotti per le pulizie domestiche sono pesticidi. Il consiglio è di leggere e seguire sempre le indicazioni riportate sull’etichetta utilizzando quando possibile  prodotti alternativi e non eccedendone nell’uso.

Per ulteriori informazioni: la rete nazionale di epidemiologia ambientale, EpiAmbNet; qualche consiglio su come difendersi dall’inquinamento anche su ISDE, Associazione Italiana Medici per l’Ambiente

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