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Aggiornato: 22 min 51 sec fa

Ecologia e sostenibilità nella ristorazione (Video)

Dom, 10/06/2019 - 15:17

Il segreto della sostenibilità nella cucina di un ristorante è l’autoproduzione. Più cose si fanno “in casa” meno si deve acquistare dai fornitori, meno imballaggi, meno sprechi, meno inquinamento.

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Cervicale, come alleviare il dolore?

Dom, 10/06/2019 - 15:00

Almeno 6 italiani su 10 soffrono di cervicalgia e circa quindici milioni di persone ricorrono alle cure mediche dopo aver consultato ortopedici, fisiatri, fisioterapisti. Il dolore al collo, dunque, è un malessere sempre più diffuso, senza distinzioni fra uomini e donne che, spiega Mario Manca, presidente degli Ortopedici e traumatologi ospedalieri d’Italia (Otodi) durante il 12esimo ‘Trauma Meeting’ in corso a Riccione, non accenna a diminuire: “Il dolore al collo, ma anche alla nuca e alle spalle, coinvolge sempre di più un numero disparato di persone. Molti uomini e donne, indipendentemente dalla loro età sono costretti a vivere con dolori ricorrenti e invalidanti al collo”

(…) Ma cosa si può fare per alleviare tali sofferenze? Gli ortopedici Otodi suggeriscono di sottoporsi a una valutazione specialistica per avere una diagnosi clinica e di conferma dell’origine cervicale del problema. Potranno essere di aiuto farmaci analgesici, associati a volte a farmaci rilassanti la muscolatura contratta, cicli rieducativi e di fisioterapia.

Se la sintomatologia dovesse però associarsi a dolori che si irradiano lungo un braccio, magari con formicolii (parestesie), allora potranno essere necessari ulteriori approfondimenti diagnostici quali ad esempio la risonanza magnetica, avvertono gli ortopedici.“

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Il mixer da cucina in legno che non richiede elettricità

Dom, 10/06/2019 - 10:00

Manuel Immler è uno studente della Libera Università di Bolzano preoccupato per «le conseguenze eco-sociali» di un’economia modellata sull’idea di una crescita infinita e, pertanto, estremamente vorace di risorse.

Per la tesi di laurea magistrale ha deciso di guardarsi attorno partendo dalla propria casa, individuando quegli oggetti che sono prodotti in maniera dispendiosa – ossia causando un elevato consumo di risorse – e provando a pensare «come progettare prodotti e merci in modo tale che i loro effetti dannosi possano essere minimizzati», riducendo il consumo di energia, il trasporto e i rifiuti.

È nato così Pinomixer da cucina multifunzione che non richiede elettricità, è prodotto con l’uso di materiali locali (il corpo è in legno, la base e l’interno sono in acciaio) ed è progettato per durare a lungo.
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Gli strani casi dell’animo umano: “Gli Sherlock Holmes de noantri”

Dom, 10/06/2019 - 09:30

“…e da oggi potrai pedinare il tuo partner, fotografarlo nei momenti più intimi, ascoltare tutte le sue conversazioni… comodamente dalla poltrona di casa tua!” 

In Italia, solo negli ultimi 8 mesi, sono più di mille le vittime di Stalkerware. 37mila – tra gennaio e agosto – in tutto il globo (fonte Kaspersky, internet security). 

Cosa significa? Che ci sono almeno 37mila persone che si sono prese la briga di scaricare e installare sul telefono del partner (o dell’ex) una spia tecnologica, un software in grado di operare un monitoraggio costante delle attività altrui.

Nel caso siate degli stalker digitali ancora nel buio, vi offriamo un novero di spiegazioni, giustificazioni, risposte (im)possibili da propinare alla vittima, appena smascherati:

  1. Amore, volevo starti più vicino, conoscerti, comprenderti più a fondo. 
    #SoloPerFacceDiBronzo
  2. Scusa, un investigatore privato costava troppo 
    #PerGliIneccepibili
  3. Era un esperimento socio-antropologico
    #SoloSeConPartnerDalQIdiUnAnellide
  4. Sei così bella che non potevo credere che tu amassi proprio me
    #SeLeiTiUccideNessunGiudiceLaCondannerà
  5. La colpa è tua che non mi hai mai fatto sentire al sicuro
    #PerLaSerieSeTiFaiMaleTiDoIlResto
  6. Facciamo una telefonata erotica e poi ci riascoltiamo?
    #PerLeSimpaticheCanaglie
  7. Non girare la frittata! Chi cacchio è questa “Janna Blondie che io si sente tanto sola e voglio che conosce te per croccante amicizia freddo inverno no perditempo”?
    #PerLeCausePerse
  8. Vuoi sposarmi?
    #PerGliArditi
  9. Hai visto che non è vero che non ti ascolto quando parli?
    #OraDigliCheHaTorto
  10. Tesoro, hai fatto gli aggiornamenti?
    #Bomber

P.S. Avvertenze per chiunque sia vittima di questa o altre situazioni di stalking e controllo: chi non si fida di voi, chi vi spia, chi invade la vostra privacy, non vi ama troppo. Non vi ama affatto.

Immagine: Foto di Couleur da Pixabay

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Chi ha paura del 5G?

Dom, 10/06/2019 - 07:00

Secondo il New York Times no. L’errore di un ricercatore, amplificato dalla natura umana, che crede più facilmente alle cattive notizie che alle buone, avrebbe provocato una reazione a catena internazionale che adesso si amplifica con l’arrivo del 5G. Eppure i dubbi restano tanti.

Il rapporto dell’ISS

Un rapporto appena pubblicato dall’Istituto Superiore di Sanità sul rischio che lega tumori, telefoni cellulari, radiofrequenze e stazioni wi-fi, ha concluso che “è stata raggiunta una maggiore chiarezza riguardo all’assenza di alcuni effetti negativi sulla salute (…), mentre alcune domande non hanno ancora trovato risposte soddisfacenti e richiedono ulteriori approfondimenti scientifici”. Ad esempio “…rimane un certo grado d’incertezza riguardo alle conseguenze di un uso molto intenso dei cellulari. Inoltre, gli studi finora effettuati non hanno potuto analizzare gli effetti a lungo termine dell’uso del cellulare iniziato da bambini e di un’eventuale maggiore vulnerabilità a questi effetti durante l’infanzia”.

I consigli del CNR

In sostanza quindi “al momento non esistono evidenze scientifiche particolari su impatti negativi delle tecnologie cellulari o WiFi sulla salute, in particolare sullo sviluppo di tumori. Le tecnologie 5G non usano un tipo di onde radio radicalmente diverse dalle tecnologie cellulari precedenti. Anche se il numero di dispositivi connessi è sicuramente destinato a crescere, le potenze trasmissive di ogni singola antenna dovrebbero diminuire, quindi non è, in generale, giustificato attendersi necessariamente un aumento complessivo dell’energia di onde radio a cui saremo esposti”, ci ha precisato Andrea Passarella, del Cnr. Dovrebbe essere sufficiente fare telefonate brevi; usare gli auricolari; non telefonare in auto (che funziona da cassa di risonanza e, muovendosi, costringe l’apparecchio a cercare in continuazione il segnale migliore) e non avvicinare telefoni o i vari device connessi alle teste dei bambini (qui altri accorgimenti) per ridurre l’esposizione e arrivare a un rischio vicino allo zero.

Del resto, anche il New York Times ha di recente collegato le paure di un effetto deleterio di telefoni e pc al fraintendimento di un unico, celebre, ricercatore.

A cosa risale il timore per i rischi alla salute?

Nel 2000, ricostruisce il giornale, le scuole pubbliche della contea di Broward, in Florida, hanno chiesto a Bill P. Curry, consulente e fisico, un parere sul possibile rischio di installare laptop e reti wireless per i loro 250mila studenti. Ricevettero un rapporto allarmante: la tecnologia è “probabilmente un grave pericolo per la salute”. Secondo lo studio la dose di radiazioni ricevute dal cervello aumentava con l’aumentare della frequenza del segnale wireless, fino a diventare pericolosa se si raggiungevano le frequenze wireless associate alla rete di computer. Si parlò di rischio di sviluppare il cancro al cervello.

Il parere di Curry, secondo il New York Times, si è diffuso risuonando tra educatori e consumatori di tutto il mondo, mentre le frequenze di telefoni cellulari, torri cellulari e reti locali wireless aumentavano fino all’attuale tecnologia 5G. Ma, pare, aveva torto.

In sostanza, la lettura di Curry avrebbe tralasciato un filtro naturale e molto potente: la nostra pelle, che funge da barriera, funzionando infatti già con le frequenze ben più elevate della luce solare. Un’ipotesi rassicurante.

Gli studi sono davvero affidabili e indipendenti?

Quello che però non possiamo dimenticare quando si parla di internet, cellulari ecc. è la potenza dell’industria che li sostiene. In pochi casi come nella tecnologia dei cellulari, scrive ad esempio The Guardian, studi scientifici a favore e contro la pericolosità di telefoni e rete wi-fi si alternano di pari passo. Sostanzialmente, scrive il giornale britannico, ove la ricerca è finanziata dall’industria, non si vedono rischi per la salute; mentre al contrario ogni studio indipendente ha chiarito effetti gravi o gravissimi.

Lo stesso rapporto italiano dell’Iss (Istituto Superiore di Sanità), sebbene condotto da organismi importanti e teoricamente indipendenti (l’Ente Regionale per la Protezione Ambientale del Piemonte; l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile; e il Consiglio Nazionale delle Ricerche) ha suscitato molte critiche, chiamando in causa lo stesso problema di indipendenza della ricerca a cui accennava il Guardian, e alcuni medici hanno chiesto di rivedere quei risultati tranquillizzanti: sia l’Associazione Italiana Elettrosensibili che l’Associazione Italiana Medici per l’Ambiente hanno invitato l’Iss a ritirare il rapporto, promuovendo una raccolta di firme per chiedere la rielaborazione del documento.

In sintesi, questi medici affermano che non si ha idea di quali potranno essere gli effetti sulla salute del 5G, mentre in prospettiva abbiamo invece la certezza del fatto che ci sarà “un incremento notevole del numero di impianti installati sul territorio” e che “l’introduzione della tecnologia 5G potrà portare a scenari di esposizione molto complessi, con livelli di campo elettromagnetico fortemente variabili nel tempo, nello spazio e nell’uso delle risorse delle bande di frequenza”.

L’unica cosa che sembra chiara in questa vera e propria guerra di dati e ricostruzioni, punti di vista e aggiornamenti, è  che, nel dubbio, conviene minimizzare la nostra esposizione: spegnendo, allontanando e limitando il più possibile il nostro utilizzo dei telefoni e di ogni tipo di device elettronico, specialmente se connesso.  

Immagine di copertina: Armando Tondo

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