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Aggiornato: 2 ore 24 min fa

Estetista fai da me!

Mar, 03/23/2021 - 08:00

In questa infografica vi mostriamo alcune semplici ricette per produrre in casa cerette, crema viso, scrub, deodoranti e altri prodotti di bellezza. Provateci a casa!

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Chi finanzia l’Ema? | Pace fiscale, doppia proroga | 2,7 milioni di italiani a rischio fallimento | Come sarà la prossima estate?

Mar, 03/23/2021 - 06:25

Corriere della Sera: «Ikea spiava dipendenti e clienti in modo sistematico» Via al processo in Francia;

Il Giornale: Vaccini, chi finanzia l’Ema: quei dubbi sulle Big Pharma;

Il Manifesto: «Non obbediamo», le donne turche vogliono la loro Convenzione;

Il Mattino: Usa, i migranti bambini bomba sociale di Biden;

Il Messaggero: In Gran Bretagna 17 morti (mai così pochi da sei mesi), 5.342 casi e 28 milioni di vaccinati. Lockdown Germania;

Ilsole24ore: Pace fiscale, doppia proroga per il pagamento delle rate 2020 e 2021;

Il Fatto Quotidiano: L’emergenza Covid travolge gli ospedali della Puglia: occupato il 50% dei letti. I medici del 118: “Devastante”. Dati | In Italia quasi 14mila nuovi casi, +565 ricoveri;

La Repubblica: Colori Regioni, Bonetti: “Valutiamo apertura nidi, materne e primarie anche in zona rossa”;

Leggo: Covid, come sarà la prossima estate? Gli esperti si dividono. Galli: «Sono ottimista». Ma per Bassetti «è utopia»;

Tgcom24: Allarme banche: 2,7 milioni di italiani a rischio fallimento a giugno | L’Abi a Gentiloni: “Ue prolunghi la moratoria”;

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Il Tempio delle Scimmie in India (Video)

Lun, 03/22/2021 - 18:00

Un luogo sacro dove si convive con numerose tribù di macachi, anch’essi considerati sacri.

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Scuole chiuse? Bologna apre le parrocchie agli studenti in DAD

Lun, 03/22/2021 - 15:00
Dalla pagina Le buone notizie di Cacao

Per i ragazzi che non hanno la connessione o i computer per seguire le lezioni le parrocchie bolognesi mettono a disposizione i loro locali ne rispetto delle norme anti-Covid.

Con il progetto Dad 20 parrocchie in città e 18 sul territorio metropolitano offrono i propri locali. In tal modo gli studenti in difficoltà potranno assistere alle lezioni mattutine grazie alla presenza degli scout.Lezioni da seguire a distanza al mattino a aiuto ai compiti nel pomeriggio.

Rappresentano un’occasione per combattere la solitudine o la difficoltà di studio grazie a persone, adulti e giovani, disponibili ad aiutare gli studenti nei compiti del pomeriggio” afferma Silvia Cocchi, insegnante e incaricata dell’Ufficio diocesano per la Pastorale scolastica.

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Sciopero Amazon: “Non comprate oggi”. Altissima adesione

Lun, 03/22/2021 - 13:10

Amazon in ginocchio. Oggi è il primo sciopero in Italia di tutta la filiera del gigante del commercio online. Fermi gli addetti degli hub, i driver, gli addetti alle consegne: circa 40 mila persone che incrociano le braccia per protestare contro la rottura delle trattative a livello nazionale sul rinnovo del contratto di secondo livello e che porterà per la prima volta i lavoratori di Amazon a interrompere le consegne. Al momento “l’adesione media nazionale è del 75% tra i driver”, ha già fatto sapere il segretario generale della Filt Cgil, Stefano Malorgio.

“Per sostenerci, non comprate oggi”

“Per un giorno ci vogliamo fermare, ci dobbiamo fermare. È una questione di rispetto del lavoro, di dignità dei lavoratori, di sicurezza per loro e per voi. Per questo, per vincere questa battaglia di giustizia e di civiltà abbiamo bisogno della solidarietà di tutte le clienti e di tutti i clienti di Amazon”, è l’appello lanciato ai cittadini dai dipendenti di Amazon. Lo sciopero è indetto da Filt Cgil, Fit Cisl, e Uiltrasporti.

Perché si sciopera

In discussione ci sono la verifica dei carichi e dei ritmi di lavoro imposti, la verifica e la contrattazione dei turni, gli aumenti retributivi, la clausola sociale e la continuità occupazionale per tutti in caso di cambio appalto o cambio fornitore, la stabilizzazione dei tempi determinati e dei lavoratori somministrati e il rispetto delle normative sulla salute e la sicurezza, l’indennità covid. 

La risposta di Amazon

In Amazon rispettiamo il diritto di ogni individuo ad esprimere la propria posizione e voglio ringraziare personalmente i colleghi e i dipendenti dei fornitori dei servizi di consegna che ogni giorno lavorano per assicurare che possiate ricevere i vostri ordini”, scrive nella lettera ai clienti la country manager di Amazon.it e Amazon.es, Mariangela Marseglia. “L’emergenza sanitaria tutt’ora in corso ha avuto un grande impatto sulla vita di tutti noi. Prendiamo molto sul serio il nostro compito di continuare a fornirvi un servizio utile, così come quello di proteggere la salute e la sicurezza di tutto il nostro personale, permettendovi di acquistare e ricevere i prodotti di cui avete bisogno restando a casa il più possibile”, si legge nella nota.

Cosa c’è in ballo

“Oggi è una giornata molto importante. I lavoratori e le lavoratrici della filiera di Amazon hanno deciso di protestare per rivendicare un normale sistema di relazioni sindacali. Un messaggio importante rispetto alla necessità di parlare di lavoro di qualità”, la risposta di Scacchetti in un video di Collettiva nel giorno dello sciopero generale unitario di 24 ore delle lavoratrici e dei lavoratori di Amazon. (Vedi il video delle proteste)

Amazon, “Molte recensioni sono false”

“Make Amazon Pay” (Amazon deve pagare)

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Vaccino vegetale: Cos’è, come funziona e a che punto siamo

Lun, 03/22/2021 - 11:52

Sconfiggere il Covid-19 con le piante grazie a un vaccino vegetale. È la strada percorsa da molti ricercatori sia in Italia che all’estero. Una strada che convincerebbe anche i più scettici a vaccinarsi perché non si tratterebbe di iniettarsi nessun virus inattivo nel corpo.

Negli USA sono alla fase 3

Il vaccino di Medicago utilizza la tecnologia Coronavirus-Like-Particle (CoVLP) con il vaccino composto da glicoproteina ricombinante (S) espressa come particelle simili a virus (Vlp), da somministrare unitamente all’adiuvante pandemico di Gsk. Niente virus, niente materiale genetico, solo bioreattori delle piante. Un’idea né nuova né stramba, visto che la tecnologia in è già stata usata per produrre anticorpi mononucleari contro l’Ebola.

Medicago, società biofarmaceutica canadese, e GlaxoSmithKline (Gsk), società britannica stanno lavorando a un vaccino vegetale che ha già superato la fase 2 di sperimentazione ed è pronto a entrare nell’ultima fase di sperimentazione, la fase 3, che prevede il test del vaccino su 30.000 di dieci Paesi diversi, a partire dal Canada e dagli Stati Uniti. Dapprima i vaccini verranno testati sugli adulti sani di età compresa tra i 18 e i 65 anni, poi si procederà con gli adulti anziani, dai 65 anni in su, e infine si valuterà il vaccino sugli adulti con comorbità e patologie pregresse.

Lo studio italiano

I ricercatori di Enea, delle Università di Verona e Viterbo, Cnr e Iss che lo scorso dicembre hanno pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Frontiers in Plant Science uno studio intitolato “Plant Molecular Farming as a Strateg y Against COVID-19 – The Italian Perspective” punta non solo a vaccinare ma a produrre anticorpi per l’immunoterapia passiva e reagenti per i test diagnostici. Qualora i risultati dovessero confermarsi positivi in fase di sperimentazione, come coprire il fabbisogno di piante utili a produrre il vaccino? Lo spiega in un’intervista rilasciata al Fatto Quotidiano Chiara Lico, biotecnologa Enea:

“Per l’intera domanda italiana di vaccini, anticorpi e reagenti basterebbe una serra di 12.500 metri quadri oppure un impianto su più livelli di agricoltura verticale esteso su di una superficie di soli 2.000 metri quadri”.

Precisamente, come funziona la tecnologia di un vaccino vegetale?

Le piante vengono modificate geneticamente per far loro esprimere la proteina di nostro interesse, proteina che normalmente non produrrebbero – continua Lico – la nuova istruzione genetica viene fornita solo alle foglie poiché è dal tessuto fogliare che si estrarrà la proteina (..) le piante hanno un’elevata biosicurezza intrinseca, nel senso che non potendo essere infettate da patogeni umani non c’è rischio che la filiera del farmaco venga accidentalmente contaminata”.

Per una volta l’uomo riuscirebbe a sfruttare l’ambiente senza arrecare danno, perché le modifiche non riguarderebbero gli apparati riproduttivi delle piante. Un vaccino che metterebbe d’accordo tutti, un’ipotesi che dopo il polverone sollevato intorno da AstraZeneca sembra quasi fantascienza.

Leggi anche: Covid-19, “Speranza, Draghi e Basile si vaccinino con AstraZeneca”

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Giornata mondiale dell’acqua

Lun, 03/22/2021 - 10:00

Dal canale YouTube AMECE scopriamo quando (e perché) è stata istituita la giornata mondiale dell’acqua e come si festeggia in quest’anno caratterizzato dalla pandemia da Covid-19.

Quest’anno il tema è “valorizzare l’acqua“: cosa possiamo fare nel nostro quotidiano per limitare gli sprechi di questa importante risorsa? E, nel resto del mondo, qual è la situazione delle risorse idriche di acqua potabile?

Scopriamolo in pochi minuti…

AMECE

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I 10 migliori film di Hollywood anni Settanta

Lun, 03/22/2021 - 08:00

Quando nel 1969 apparve a sorpresa Easy Rider (in verità c’era già stato il successo de Il Laureato ma viene rubricato a una fase precedente) le major in crisi per i numerosi colossi dai piedi d’argilla crollati al box office in nome del dollaro comprendono che un pubblico giovane ha completamente cambiato gusti e tendenze e che la maggiore industria d’intrattenimento del mondo deve rivolgersi a nuovi autori e nuovi modi di produzione stravolgendo tematiche e realizzazioni. Gli anni Settanta a Hollywood sono quelli di un decennio che ha visto la macchina dei sogni trasformarsi più volte senza più tornare a essere quella di prima. 

In estrema sintesi e secondo un penetrante e approfondito studio di Callisto Cosulich (Hollywood Settanta, Vallecchi, 1979) le innovazioni sono molteplici e riguardano: l’abolizione del lieto fine programmatico e dell’eroe positivo, la liberazione sessuale come convenzione sociale riconosciuta, l’accettazione delle droghe prima bandita dalla vecchia Hollywood, l’atteggiamento favorevole alla contestazione studentesca e ai temi del pacifismo, la revisione critica della storia americana e del mito del vecchio West, l’ispirarsi a fatti realmente accaduti, il superamento del vecchio star system con un profondo cambiamento di nuovi divi di riferimento. 

Fu un’ondata enorme che contempla le parodie di Mel Brooks, i cartoni animati di Fritz il gatto, il recupero del comico Lenny Bruce, lo stravolgimento del musical, dell’horror e il western dalla parte degli indiani.

Nulla sarà più come prima e tutto sarà utile per i grandi successi commerciali come Lo squalo e Guerre Stellari, film che non ho messo nella magnifica decina perché conseguenza di film più innovativi per la New Hollywood.
Questi i miei migliori 10 secondo un punto di vista molto fazioso. 

IL PADRINO di Francis Ford Coppola, 1972

L’inizio di una saga, quella della famiglia mafiosa italoamericano dei Corleone, che ha cambiato il corso del cinema moderno e che involontariamente ha dato anche un modello di riferimento alle mafie che hanno preso a loro uso e consumo frasi e comportamento del proprio modo di agire e pensare. Spesso i boss fanno accompagnare le esequie con il tema del film, circostanza che fa indignare il regista.
Il film è tratto da un bestseller di successo che aveva venduto mezzo milione di copie negli Stati Uniti. Complessa la scelta del protagonista Marlon Brando, vincente quella di dare spazio a nuovi attori emergenti quali Al Pacino, James Caan, Diane Keaton, Robert Duvall e la sorella del regista Thalia Shire. Il padre, don Carmine dirige le musiche di una tarantella e del folk siciliano che affiancano la geniale partitura di Nino Rota.
Girato in larga parte a New York e con degli esterni in Sicilia
Tre Oscar ma soprattutto 200 milioni di dollari d’incasso (6 per cento di royalties per il regista) e le azioni della Paramount che da 9 dollari rimbalzano a 34.
Hollywood dopo i 5 film giovanili incorona Coppola come il padrino del nuovo cinema americano. Il film è uno dei campioni assoluti della qualità cinematografica di tutti i tempi.  Il secondo episodio che esce nel 1974 ha un intreccio ancora più avvincente e molti lo preferiscono al primo. Il terzo è assolutamente lontano dai vertici precedenti. Il Padrino più che un film è un’immensa leggenda

TAXI DRIVER di Martin Scorsese, 1976

Scorsese sembrava essere un regista italiano alla Coppola che racconta criminali e invece diventa con questo capolavoro l’autore maiuscolo americano mettendo in scena l’Odissea metropolitana di un tassista che scava nelle memorie del sottosuolo con le sue peregrinazioni nei meandri più oscuri della solitudine contemporanea.
Un reduce del Vietnam, Travis Bickle, è l’antierore interpretato da uno strepitoso Robert De Niro che reinterpreta la storia del Noir ammantandolo di donchisciottismo delirante e di violenza cruda e spietata.
Il film risulta essere lo specchio oggettivo della quotidianità notturna della New York dell’epoca. Lo sceneggiatore Paul Shrader si disse ispirato da Lo Straniero di Camus.
La fotografia del film è di enorme valenza narrativa con originale valorizzazione dei dettagli in campo. Palma d’oro a Cannes e poster del film nelle camerette di giovani di tutto il mondo.
Uno di essi, John Hinckley, ossessionato dalla passione per la protagonista Jodie Foster, la giovane prostituta diventata l’emblema di un’epoca inquietante, per conquistarla emula un episodio del film e tenta di uccidere il presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan

EASY RIDER di Peter Fonda e Dennis Hopper, 1969

Un film epocale e fondamentale che ha reso indimenticabili i due protagonisti Peter Fonda e Dennis Hopper. Sono loro che sceneggiano e producono un film indipendente che nessuno aveva previsto potesse seppellire la vecchia Hollywood generandone una tutta nuova che aveva vitale bisogno di portare al cinema chi si riconosceva nei valori di pace, amore e libertà o che era solo curioso di capire come stesse cambiando il mondo.
Costato niente, incassò milioni trionfando a Cannes come opera prima. Road movie per antonomasia, lisergico e alternativo, è il primo film che mette in scena la droga con realismo staccandosi delle narrazioni precedenti dove chi si drogava era spesso un assassino o un farabutto. I due cowboy hippy sono eroi positivi che contestano il sogno americano diventando vittime sacrificali dei fascisti dell’epoca appostati a un ciglio di strada.
Non c’è lieto fine in Easy Rider. Dopo una lunga cavalcata nel sogno e nel piacere ritrovi quella dura realtà che milioni di giovani in tutto il mondo volevano sovvertire.

MANHATTAN di Woody Allen, 1979

Gli anni Settanta della New Hollywood trovano un grande comico in servizio permanente che inanella sei film di fila molto divertenti. Già in Io e Annie si scopre la stoffa dell’autore cinematografico adulto e geniale.
Quello che diventerà Manhattan, come titolo di lavoro si chiamava Woody Allen film e simbolicamente chiude il fantastico decennio dei cambiamenti. Un inno al suo luogo ideale che dona ai cinefili di tutto il mondo un abito mentale per poter amare il posto dove vivi e aggrapparti alle “cinque cose per cui vale la pena vivere”.
Lo scrittore Isaac Davis è una straordinaria maschera del contemporaneo che fa ridere e pensare in “una commedia nevrotico crepuscolare campione d’incassi in tutto il mondo”.
Fotografia in bianco e nero strepitosa che sostiene gag esilaranti e momenti di grande cinema che esaltano New York commentata con musica di Gershwin e in particolare la Rapsodia in blu.  Il cast annovera nei fondamentali ruoli femminili: Diane Keaton, Mariel Hemingway, Meryl Streep. Un film che non è mai invecchiato. 

SUGARLAND EXPRESS di Steven Spielberg, 1973

Tra l’innovativo esordio televisivo di Duel e il successo planetario de Lo squalo si colloca il miglior film anni Settanta del geniale Steven Spielberg destinato a diventare uno dei massimi autori del cinema mondiale.
Tipico on the road  presenta un perdente che deve finire di scontare gli ultimi quattro mesi di carcere, ma la moglie non vuole aspettare poiché vuole riprendersi suo figlio, in affidamento temporaneo presso una famiglia di Sugarland.  Fa evadere il marito e insieme iniziano un lungo viaggio attraverso gli Stati Uniti, inseguiti dalle forze dell’ordine.
Tratto da una storia vera ma non coincidente fu ispirato da Asso nella manica di Billy Wilder da cui Spielberg  trasse la cornice del riuscito circo mediatico solidale che si crea attorno alla fuga. 
Il film contiene uno dei topos del cinema di Spielberg, come certifica un suo biografo: “Quello relativo all’impossibilità di rimettere insieme i pezzi di una famiglia distrutta”. Secondo la critica del New Yorker, Pauline Kael: “Uno dei film d’esordio più fenomenali nella storia del cinema”. Ma il regista a distanza di anni dice: «Ottenne buone recensioni, ma avrei dato via tutte quelle recensioni per un pubblico più numeroso». 

LA RABBIA GIOVANE di Terrence Malick, 1973

Un giovane sceneggiatore firma una clamorosa opera prima.
Uno spazzino uccide il padre della fidanzata perché le ha ammazzato il cane e fugge con lei attraverso il Sud Dakota e il Montana uccidendo chi incontrano per strada.
Un noir ambientato in spazi sconfinati narrato dalla voce fuori campo della tredicenne protagonista che rievoca i fatti a distanza di anni attraverso il suo diario
Ispirato a fatti realmente accaduti per un film povero realizzato con fondi raccolti tra medici e dentisti che esplode alla sua uscita e diventa un cult che ha molto influenzato anche Quentin Tarantino.
Il titolo italiano inganna perché il protagonista Martin Sheen, se nelle sembianze ricorda James Dean, non è un ribelle senza causa ma “un uomo d’ordine che accetta il sistema e in cui il sistema si riflette, mettendo in luce quello che esso ha di sinistro”.
Dopo il film Malick scompare. Il secondo film lo realizza dopo 5 anni, ne passeranno venti per vedere La sottile linea rossa. Esistono poche sue foto. Un suo film dura anni. Ne ha realizzati solo dieci nella sua lunga vita. Il celebre critico Roger Ebert ha detto: «Uno dei pochi registi i cui film non sono mai meno che capolavori». Il primo nel titolo originale era Badlands.

AMERICAN GRAFFITI di George Lucas, 1973

L’ultima notte gaia e ribalda di quattro teenagers nell’estate del 1962 prima di affrontare l’età adulta sintetizzata dall’ultimo fotogramma del film che accanto alle loro foto ne rileva i diversi destini.
Una straordinaria operazione di successo della memoria rivolta al passato che Hollywood  capitalizza al meglio con incassi stratosferici.
Divertente e scanzonato il film è il fratello adulto delle serie televisiva Happy Days ma il potente talento di uno dei migliori registi della nuova onda ne fa anche un documentario sociologico; anche se la sua ricerca del tempo perduto ha una cura  maniacale dell’immagine e delle scenografie soddisfacendo pienamente il voyeurismo dello spettatore.
Il film è anche una sorta di straordinaria compilation d’hit d’epoca che ne fanno un tappeto sonoro avvolto ai personaggi che ascoltano alla radio il misterioso dj Lupo Solitario. Tutto è propedeutico per poi realizzare Guerre Stellari anche se la Universal che aveva prodotto American Graffiti rinunciò alla saga spaziale ritenendo Lucas non capace di gestire un alto budget. E di conseguenza perdendo il massimo successo commerciale mai ottenuto da un film che andrà a beneficiare la neonata Lucasfilm.

IL MUCCHIO SELVAGGIO di Sam Peckinpah, 1969

Sempre nell’anno di svolta della New Hollywood il western che consacra Peckinpah come grande regista e diventa “un equivalente cinematografico di Celine”.
Ambientato all’epoca della rivoluzione di Pancho Villa si incentra su una fallita rapina in banca che provoca molti morti innocenti, la fuga verso il Messico inseguiti da ferocissimi cacciatori di taglie, un assalto a un treno per prendere un carico d’armi e un cambio di scacchiere che mette il mucchio dalla parte giusta dei peones in una delle migliori carneficine mai viste su uno schermo e che diedero corso a polemiche violentissime sull’inedita estetica della violenza.
Secondo Morandini “Un inno epico alla morte, che fa piazza pulita di tutti i miti della frontiera, lasciando intatto solo quello dell’amicizia”. È anche un saggio di tecniche innovative che tra rallenty, colore splatter e montaggio frenetico di 3643 inquadrature ne fa una summa del cinema moderno e cult idolatrato tanto che ha anche dato il nome a una delle più celebri riviste di rock in Italia. 

NON SI UCCIDONO COSÌ ANCHE I CAVALLI di Sidney Pollack, 1969

Anche questo film è dello stesso anno di Easy Rider.
Durante la Grande Depressione, si svolge una maratona di danza a cui partecipano cento coppie per poter vincere il montepremi in palio: 1500 dollari.
Le fatiche di questa maratona vengono trasmesse in senso fisico a ogni spettatore che vide allora il film, effetto che non si è perso nel corso del tempo per un film purtroppo dimenticato.
Tratto da un romanzo breve scritto negli anni Trenta ma ribaltato dall’ottima sceneggiatura che punta sulla sala da ballo e non sull’aula di giustizia che domina nel libro. È una metafora sociale perfetta su come gli umani si sbranano in tempo di crisi. Film che condensa le 1000 ore dell’azione in un solo ambiente in modo straordinario. Finale amarissimo. Un Oscar per il migliore attore non protagonista ma tutti ricordiamo Jane Fonda.

QUEL POMERIGGIO DI UN GIORNO DA CANI di Sydney Lumet, 1975

Quanto di meglio si possa chiedere di un film spettacolar-sociale per dirla alla Cosulich.
Una rapina di due sbandati reduci del Vietnam diventa il pretesto del dramma in un ambiente chiuso che si confronta con il mondo di fuori per rendere attuale il vecchio adagio di Brecht: «Chi è più criminale chi fonda la banca o chi la sfonda?» molto in voga a quel tempo. Ci sono gli ostaggi, la folla che fa il tifo per i rapinatori, i media che propongono spettacolo, il cattivo dell’Fbi.
Al Pacino-Sonny è supersonico nei panni del leader nevrotico ma la spalla John Cazale non è da meno. La mamma del protagonista è affidata a Judith Malina del Living Theatre.
Accurata e precisa ricostruzione di un fatto realmente accaduto per conquistare i soldi necessari a un trapianto di sesso per l’amante del rapinatore. Oscar alla migliore sceneggiatura. 

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Nuove ombre su AstraZeneca | Londra, ancora bufera per il caso Sarah | Le “star” dei social che influenzano le Borse

Lun, 03/22/2021 - 06:25

Corriere della Sera: Breton (Ue): «Non avremo bisogno di Sputnik, immunità di gregge il 14 luglio»;

Il Giornale: Nuove ombre su AstraZeneca “Si cercano due patologie rare”;

Il Manifesto: In Brasile le privatizzazioni più selvagge della storia latino-americana;

Il Mattino: Cittadinanza italiana per la vedova Attanasio;

Il Messaggero: Londra, polizia ancora nella bufera per il caso Sarah Everard: svelati documenti su agenti e abusi sessuali;

Ilsole24ore: Non solo Elon Musk. Ecco le “star” dei social che influenzano le Borse – Investimenti, chi vince e chi perde con la rotazione dei listini di Borsa;

Il Fatto Quotidiano: Vaccino, quanto ci guadagnano le case farmaceutiche. Astrazeneca: ecco perché non ha perso in borsa;

La Repubblica: Letta: “Nominiamo due donne capigruppo alla Camera e al Senato”. Delrio: “Agito sempre per parità”;

Leggo: No alla Dad: migliaia di cartelle in piazza, genitori e bimbi protestano;

Tgcom24: Delitto Diabolik, i genitori: “Fu ucciso perché voleva abdicare, non si archivi l’inchiesta”;

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L’arte nelle epidemie

Dom, 03/21/2021 - 17:00

Vi proponiamo alcune opere tra le più significative che raccontano la paura dell’umanità di fronte alle emergenze.

Il Trionfo della Morte di Bruegel

Pieter Bruegel il Vecchio dipinge questo famosissimo quadro nel 1562 circa. Si tratta di un olio su tavola di 117 x 162 cm.

Nel quadro troviamo tutti i temi iconografici medievali: la danza macabra, i cavalieri dell’Apocalisse, la resurrezione dei defunti. Evidenti anche i riferimenti alle opere di Bosch come la descrizione del supplizio degli orgogliosi.

L’opera mostra il trionfo della morte sulle cose del mondo, simboleggiato da un grande esercito di scheletri che devastano la Terra. Sullo sfondo appare un paesaggio brullo in cui si svolgono ancora scene di distruzione. In primo piano, la Morte di fronte ai suoi eserciti su un cavallo rossastro, distrugge il mondo dei vivi, che vengono condotti in una grande bara, senza speranza di salvezza. Tutte le classi sociali sono incluse nella composizione, senza potere o devozione che possano salvarle.

Attualmente il dipinto è conservato al Museo del Prado di Madrid.

L’affresco di Palazzo Sclafani a Palermo

Il Trionfo della Morte è anche il titolo di questo straordinario affresco (600×642 cm) quattrocentesco di autore ignoto che originariamente si trovava sul muro a sud di Palazzo Sclafani a Palermo.

Nel 1944, miracolosamente sopravvissuto alle bombe della Seconda Guerra Mondiale, l’affresco è stato diviso in quattro porzioni e riposizionato alla Galleria Nazionale di Palazzo Abatellis dove si trova tuttora.

Così ne scrive Gesualdo Bufalino in Diceria dell’untore: “Fuggimmo, ce ne andammo senza meta, evademmo in tassì dal gomitolo di straducce, scansando, non si sa mai, quel che restava di Palazzo Sclàfani, e l’affresco che parlava di noi, se era sopravvissuto alle bombe, con l’amazzone senza naso, armata di frecce, galoppante in trionfo su un’ecatombe d’illustri e d’oscuri”.
Si pensa che quest’opera sia valsa da ispirazione per la realizzazione della Guernica di Picasso.

L’abito del medico della peste

In questo disegno del 1656 ecco rappresentato l’abito del medico della peste.

L’abito era costituito da una sorta di tonaca nera lunga fino alle caviglie, un paio di guanti, un paio di scarpe, un bastone, un cappello a tesa larga e una maschera a forma di becco dove erano contenute essenze aromatiche quali fiori secchi, lavanda, timo, mirra, ambra, foglie di menta, canfora, chiodi di garofano, aglio e, quasi sempre, spugne imbevute di aceto e paglia, che agivano da filtro.

Così lo racconta un poeta del XVII secolo
«Come si vede nell’immagine,
a Roma i medici compaiono
quando sono chiamati presso i loro pazienti
nei luoghi colpiti dalla peste.
I loro cappelli e mantelli, di foggia nuova,
sono in tela cerata nera.
Le loro maschere hanno lenti di vetro
i loro becchi sono imbottiti di antidoti.
L’aria malsana non può far loro alcun male,
né li mette in allarme.
Il bastone nella mano serve a mostrare
la nobiltà del loro mestiere, ovunque vadano.»

L’uso di questo abito – comprensibilmente non molto amato dalla popolazione – cadde in disuso nel XVIII secolo.

Arnold Böcklin, Peste, 1898

Pittore, disegnatore, scultore e grafico svizzero, Arnold Böcklin è uno dei maggiori esponenti del simbolismo tedesco.

La peste è un dipinto a tempera (149 x 104 cm) oggi in mostra al Kunstmuseum di Basilea. È un esempio dell’ossessione dell’artista per gli incubi di guerrapestilenza e morte. Il dipinto mostra la Cavalcata della Morte su una creatura alata simile a un pipistrello, che viaggia per la strada di una città medievale.

La peste è resa principalmente usando sfumature di verde pallido, un colore spesso associato alla decomposizione.

La Famiglia, Egon Shiele, 1918

Si tratta di uno degli ultimi quadri del pittore e incisore austriaco.

La figura maschile del dipinto è la raffigurazione dello stesso Egon Schiele, che si rappresenta in un autoritratto proiettato nel futuro perché la moglie dell’autore, al momento del dipinto, era incinta.

Inizialmente il titolo di questo dipinto era Coppia accovacciata, dopo la morte della moglie Edith, incinta di sei mesi, e di Schiele, entrambi morti nel 1918 di febbre spagnola, al quadro venne conferito il titolo La famiglia.

Keith Haring, Ignorance = Fear, 1989

La grande paura prima del coronavirus è stata rappresentata dall’Aids. In quest’opera Keith Haring mette in guardia dall’ignoranza che genera la paura, da questa il silenzio e la morte.

Il quadro fu realizzato prima che l’autore venisse a conoscenza di aver contratto l’Hiv che nel 1990 lo uccise a soli 31 anni.

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10 curiosità sui cani (Infografica)

Dom, 03/21/2021 - 15:00

I cani capiscono quando gli parliamo? E’ vero che sento l’odore del nostro stato d’animo? Alcune curiosità sui cani che forse non conosci.

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21 marzo Giornata Mondiale delle foreste

Dom, 03/21/2021 - 08:00

(Fonte: FSC Italia) – La salute, la biodiversità, la mitigazione dei cambiamenti climatici, ma anche l’occupazione “green”, la ripartenza post-pandemia, fino al futuro stesso dell’intero pianeta: sono tanti i motivi per cui le foreste sono il cuore pulsante della vita sulla Terra e irrinunciabili per dare un futuro all’umanità. Per questo il 21 marzo è la Giornata internazionale delle Foreste, istituita nel 2012 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, diventa il momento forte non tanto per celebrare quanto per soffermarsi a riflettere e quindi agire, tanto più dato il tema principale dell’edizione del 2021: il ripristino delle aree forestali degradate.  

FSC Italia – l’organizzazione che si occupa di gestione forestale responsabile e che proprio quest’anno festeggia i primi 20 anni di attività nel nostro Paese – indica una serie di possibilità e di azioni concrete nell’immediato, tenuto conto che in alcune aree del Pianeta si paga il prezzo di forti azioni di deforestazione per far posto a pascoli, mentre in altre, come l’Europa il problema è invece la fragilità dei boschi.

1) Europa: preservare le foreste esistenti.

Diversamente da altri continenti, in Europa le foreste sono in crescita: il problema non è quindi la deforestazione ma la preservazione e il miglioramento della loro qualità biologica ed ambientale. Lo conferma anche una recente ricerca del tedesco Max Planck Institute for Biogeochemistry, che ha analizzato i fattori di disturbo per gli ecosistemi forestali nel Vecchio Continente (che coprono un terzo del territorio, 2 milioni di chilometri quadrati) nel periodo 1979-2018: metà delle foreste europee (quelle della fascia più a nord e a sud, maggiormente esposte ai cambiamenti climatici) sono risultate infatti molto vulnerabili a fenomeni  esacerbati dalla crisi climatica, come gli incendi, l’arrivo di insetti nocivi, venti eccessivamente forti, o una combinazione di tutti questi fattori. Paradossalmente, questi stessi ecosistemi forestali sono anche i nostri alleati principali nella mitigazione degli impatti negativi del riscaldamento globale: per preservare il loro ruolo ne va quindi migliorata la preservazione e la qualità.

In particolare, grazie alla verifica dei servizi ecosistemici promossa da FSC si possono sviluppare incentivi per conservare ciò che le foreste naturalmente forniscono: fonti di acqua potabile, fertilità del suolo, fissazione del carbonio, conservazione della biodiversità e opportunità per lo sviluppo di attività ricreative e culturali “slow”. L’Italia, su questo è capofila: sono già sei le verifiche di FSC sui servizi ecosistemici attive nel nostro Paese (il primo al mondo a misurarli e certificarli), per un totale di 55.685 ettari interessati.

2) La tecnologia in aiuto delle foreste.

È possibile aumentare la conoscenza delle foreste e del loro stato di salute grazie ai big data: FSC infatti ha recentemente lanciato una piattaforma digitale in cui informazioni geospaziali vengono incrociate con dati satellitari aggiornati delle aree forestali certificate. Il Geographic Information System (GIS) è infatti un sistema di informazione geografica per la raccolta, la gestione e l’analisi dei dati che consente anche di realizzare modelli predittivi. I dati geo-spaziali open-source che costituiscono il database sono relativi a indici come la perdita di copertura forestale, il censimento dei paesaggi forestali intatti e delle aree protette, delle aree ad uso di comunità locali e popolazioni indigene, dei corsi d’acqua e dei confini delle aree forestali certificate. 

3) Le foreste si preservano meglio dove la comunità è partecipe.

Un rapporto del Gruppo Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici (IPCC) del 2019 rileva come l’utilizzo che facciamo del territorio, foreste comprese, farà un’enorme differenza nel determinare il corso della crisi climatica. In questo senso, afferma l’IPCC, le foreste gestite dalle comunità locali subiscono minori tassi di deforestazione e immettono minori quantità di anidride carbonica nell’atmosfera. Dal canto suo, la certificazione di gestione forestale responsabile prevede il coinvolgimento a tutti i livelli delle comunità locali attraverso un meccanismo di consenso preventivo e informato (free, prior and informed consent, FPIC): dalla fase decisionale a quella operativa.

4) Piantare nuovi alberi: dipende come.

Oggi riscuote molto consenso l’impegno di enti pubblici e privati nel rimboschimento, utilizzato spesso anche come strumento di compensazione – reale o solo a livello di comunicazione – delle emissioni di anidride carbonica. “Gli effetti di azioni di questo tipo però – commenta Diego Florian, direttore di FSC Italia – potranno essere valutati e misurati solamente tra 20 o 30 anni. Per questo devono essere accompagnate da una gestione attiva e responsabile del patrimonio forestale esistente, e da relative strategie di resilienza e mitigazione. Inoltre, le attività di impianto e compensazione hanno senso solo se non si tratta di un gesto fine a se stesso, ma se esso produce impatti reali e misurabili, all’interno di progetti che mettono davvero gli alberi al centro della risposta al cambiamento climatico”.

5) Scegliere prodotti sostenibili.

Legno, carta, tessuti certificati consentono a pubbliche amministrazioni, aziende e singoli cittadini di contribuire con piccoli gesti ad una  gestione forestale rispettosa dal punto di vista ambientale, benefica a livello sociale ed economicamente efficace. FSC da sempre infatti mette tutto il suo impegno affinché le foreste nel mondo soddisfino i bisogni sociali, ecologici ed economici della generazione presente senza compromettere quelli delle generazioni future.

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San Marino, pionieri dello Sputnik | Sciopero globale per il clima | Open Arms, pm chiedono processo a Salvini

Dom, 03/21/2021 - 06:25

Corriere della Sera: A San Marino fra i pionieri dello Sputnik: «Non c’è altro rimedio, bisogna fidarsi»;

Il Giornale: Tutti i segreti sul monodose. Come funziona il vaccino J&J;

Il Manifesto: «Non c’è più tempo» lo sciopero globale per salvare il clima;

Il Mattino: Manifestazione No Mask a Torino: ferito un poliziotto, un denunciato e 50 multati;

Il Messaggero: «Accordo con lo Spallanzani per sperimentare Sputnik»: l’annuncio della Regione Lazio;

Ilsole24ore: Sostegni, aiuti in base al calo medio dei ricavi. Partite Iva e imprese: “Ci aspettavamo di più”. Interventi per grandi imprese non già decotte;

Il Fatto Quotidiano: Sostegni, aiuti in base al calo medio dei ricavi. Partite Iva e imprese: “Ci aspettavamo di più”. Interventi per grandi imprese non già decotte;

La Repubblica: Open Arms, pm chiedono il processo per Salvini: “Fu sequestro”. L’ex ministro: “Ho difeso i confini”;

Leggo: Coronavirus, lo studio sugli anticorpi a Wuhan: «La protezione dura almeno nove mesi ma i vaccini sono fondamentali»;

Tgcom24: Dl Sostegni, partite Iva e imprese protestano: “Sì ai nuovi criteri, ma le risorse non bastano”;

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Perché i cani mangiano l’erba?

Sab, 03/20/2021 - 17:00

È deliziosa: è questo il primo motivo per cui i cani si impuntano di tanto in tanto, durante la passeggiata, e si fanno fuori interi ciuffi d’erba. A loro piace proprio come a noi piace la verdura, con alcune eccezioni per entrambe le specie. Ci sono poi cani che sviluppano preferenze: proprio come noi. C’è chi preferisce le foglie fresche, chi le erbe più secche o una particolare specie di erba. Quel che non possono di sicuro riconoscere, proprio come noi, è se quell’erba è stata trattata chimicamente: come sovente accade, ad esempio a fine inverno e poi fino all’autunno, con i trattamenti anti zanzara. Anche per questo, sarebbe essenziale utilizzare sempre prodotti non tossici. Oltre ai cani, anche i bimbi piccoli mettono in bocca tutto ciò che trovano, tra l’altro.

Causa di vomito

In generale, se il cane vomita dopo aver mangiato erba, è probabile che abbia ingerito sostanze tossiche. Alcuni cani tuttavia mangiano erba proprio perché devono vomitare, e se l’erba non è un’abitudine per loro, il padrone saprà riconoscere subito il motivo di questa strana scelta, che va certamente assecondata e non deve destare particolari preoccupazioni: un mal di stomaco. Se invece il cane ripete l’operazione più di due volte a settimana, allora una visita dal veterinario potrebbe chiarire un altro problema di salute. Se vomitano fino a due volte a settimana non occorre allarmarsi: il vomito non è nei cani direttamente correlato a un grave malessere. Alcuni rimettono il cibo solo perché l’erba solletica la gola e il rivestimento dello stomaco.

Carenza nutrizionale

La maggior parte degli alimenti in commercio offre ai cani una dieta equilibrata, quindi è improbabile che il tuo cane non riceva la nutrizione di cui ha bisogno dalla sua ciotola. Ci sono però cani con determinate malattie intestinali che non digeriscono correttamente il cibo, e hanno difficoltà ad assorbire i minerali, il che li può portare a cercarli nell’erba. La possibilità è però abbastanza rara, e si concretizza a problematica reale solo se associata a sanguinamento nelle feci.

Istinto?

Questa è solo una teoria, che non ha finora avuto alcun riscontro scientifico. I cani mangerebbero erba per istinto: allo stato brado sono infatti onnivori e mangiano carne e piante, proprio come noi, e quindi i vegetali li attirano come la carne, più per “ricordo” che per necessità o voluttà.

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La Finlandia è il Paese più felice al mondo

Sab, 03/20/2021 - 11:39

In occasione della Giornata internazionale della felicità, la Finlandia è stata dichiarata il posto più felice al mondo per il quarto anno consecutivo, in un report annuale redatto dalle Nazioni Unite.

L’Italia, invece, risale dal 28esimo al 25esimo posto della speciale classifica del World Happiness Report di quest’anno, secondo i dati raccolti dal Gallup World Poll.

La Danimarca si posiziona al secondo posto, seguita da Svizzera, Islanda e Paesi Bassi.

La Nuova Zelanda è stata nuovamente l’unica nazione non europea nella top 10. Il Regno Unito, invece, è sceso dal 13 ° al 17 ° posto.

Il report

I dati raccolti dal Gallup World Poll si basano sulle domande poste agli abitanti di 149 paesi di valutare la propria felicità, in un momento particolarmente complicato: analizzare gli effetti della pandemia sul benessere soggettivo delle persone.

Sono state prese in considerazione anche misure quali sostegno sociale, libertà personale, prodotto interno lordo (PIL) e livelli di corruzione.

Secondo gli autori del report, c’è stata una “frequenza significativamente più alta di emozioni negative” in poco più di un terzo dei Paesi, probabilmente a causa degli effetti della pandemia.

Il Paese ritenuto il più infelice al mondo è stato l’Afghanistan, seguito da Lesotho, Botswana, Ruanda e Zimbabwe.

Siamo stati sorpresi di vedere che in media non c’è stato un declino nel benessere generale, misurato sulla base della valutazione soggettiva delle persone e delle proprie vite“, ha commentato John Helliwell, professore dell’Università British Columbia.

Una possibile spiegazione è che le persone vedono il Covid-19 come una minaccia esterna comune che colpisce tutti e che questo ha generato un maggiore senso di solidarietà e amicizia“.

La Finlandia “si è classificata molto in alto nelle misure di fiducia reciproca che hanno contribuito a proteggere vite e mezzi di sussistenza durante la pandemia“, hanno dichiarato gli autori.

La nazione nordica di 5,5 milioni di abitanti è riuscita molto meglio della maggior parte dell‘Europa durante la pandemia, con poco più di 70.000 casi e 805 morti, secondo la Johns Hopkins University.

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Quanto è importante l’acqua?

Sab, 03/20/2021 - 10:00

In occasione della giornata mondiale dell’acqua che si tiene tutti gli anni il 22 marzo, vogliamo contribuire a promuovere una conoscenza maggiore rispetto a questo prezioso elemento. Cominciamo a rivolgerci proprio verso i più giovani, le nostre future generazioni, per sensibilizzarle nella speranza di attivare una sensibilità maggiore nei confronti del nostro pianeta e di tutte le forme di vita che lo abitano.

E quindi: che cos’è l’acqua, a cosa serve e cosa s’intende per spreco d’acqua? Cosa possiamo fare per tutelare questa risorsa e limitarne il suo sciupo?

Dal canale YouTube Fulvia Coletta un breve video da far vedere ai più piccoli ma utilissimo anche ai più grandi!

Fulvia Coletta

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Cibo confezionato, un trucco ti aiuta a leggere velocemente l’etichetta

Sab, 03/20/2021 - 08:00

L’etichetta è la nostra migliore amica, quando si parla di cibo confezionato. Intuitivo capire che tutto ciò che è fresco, e che ha un solo ingrediente, deve essere la nostra scelta preferita, ogni giorno: frutta, verdura, latte, carne e pesce fresco. Poi ci sono gli alimenti “elaborati” – cioè prodotti a seguito di un meccanismo più o meno complesso – che sono ancora buoni se hanno in generale pochi ingredienti (diciamo minori o uguali a 5): il pane, ad esempio, ma ogni alimento anche confezionato ha questa regola: minore è il numero degli ingredienti, meglio è. Da ultimi, ci sono gli alimenti confezionati e/o elaborati: quelli che dovremmo scegliere il meno spesso possibile (soprattutto gli insaccati, i dolciumi o i piatti pronti, sempre ricchi di grassi e sale, dalle lasagne alla pasta al sugo). Per questi ultimi casi, possiamo scegliere il meno peggio se impariamo a leggere l’etichetta.

La regola del 5 e la regola del 20

La FDA, l’ente americano per la sicurezza alimentare, ha recentemente invitato le persone a valutare questi ultimi alimenti seguendo un semplice principio, una regoletta che ci renderà chiaro al volo se quello che stiamo scegliendo è veramente, come magari sostiene la confezione “povero di sale”, “leggero”, o “ricco in Omega3”. Si tratta di guardare un valore: la dose giornaliera raccomandata (RDA). Purtroppo le RDA non sono obbligatorie da noi, ma spesso vengono comunque aggiunte dalle aziende.

Cosa ci dicono le RDA

Supponiamo, ad esempio, che una porzione di qualcosa abbia 5 grammi di proteine; sembra abbastanza buono, ma raggiunge solo il 3% dell’RDA, che invece non sembra così tanto buono. Ebbene, il cibo “x” sarà veramente “povero in sodio” se il sodio è minore o uguale a 5; e sarà invece effettivamente ricco di Omega3 o vitamina d, se la quantità presente equivale almeno al 20% dell’RDA.

In altre parole, la FDA spiega che, come regola generale: il 5% della dose raccomandata, o meno, è effettivamente una quantità bassa; mentre il 20% o più di un nutriente, per porzione, è un valore elevato.

Quindi, se si desidera un prodotto a basso contenuto di zuccheri aggiunti, per fare un altro esempio, il 5% di RDA è buono. Se cerchi un prodotto ricco di fibre, 20% o più va bene.

Via ai confronti

Naturalmente, una volta acquisita dimestichezza con questo giochino, la FDA raccomanda di confrontare la percentuale di diversi prodotti alimentari (se la dimensione della porzione è la stessa) per scegliere quelli più ricchi di sostanze nutritive che cerchiamo e viceversa.

In generale, dovremmo mangiare tutti più fibre, potassio e calcio (ma di origine naturale, non addizionato) e meno zucchero, grassi saturi e sodio.

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Record di vaccinati in Uk | Finlandia è il paese più felice al mondo | La Sardegna perde il bianco | «Gli animali non ci contagiano»

Sab, 03/20/2021 - 06:25

Corriere della Sera: Record di vaccinati in Uk: in un giorno 660 mila dosi. E Johnson riceve AstraZeneca;

Il Giornale: Dalle chat di Palamara nasce un’inchiesta sul caso Woodcock;

Il Manifesto: Pallottole e hardware italiani nell’arsenale della giunta birmana;

Il Mattino: Covid può scatenare un nuovo tipo di diabete: pancreas danneggiato;

Il Messaggero: Il paese più felice al mondo? La Finlandia, l’Italia sale al 25° posto. Ecco la classifica;

Ilsole24ore: Fisco e ristori: così il Covid ha bruciato 289 miliardi di fatturato;

Il Fatto Quotidiano: Undici miliardi per le imprese, 8 a lavoro e lotta alla povertà, 5 per la campagna vaccinale. “Le cartelle? Sì, è un condono. Era necessario”;

La Repubblica: L’ordinanza: da lunedì la Sardegna perde il bianco e passa in arancione con il Molise. La Campania resta rossa;

Leggo: Gatto positivo al Covid, parla Coccia il veterinario della Tv: «Gli animali non ci contagiano» VIDEO I CONSIGLI;

Tgcom24: Roma, allo Spallanzani si inizia la terapia con gli anticorpi monoclonali | In arrivo in Italia 30mila fiale | Primi “casi” a Genova e Treviso;

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Come non far appannare gli occhiali usando la mascherina

Ven, 03/19/2021 - 18:00

Con questi trucchi, due dei quali suggeriti anche dal Dipartimento metropolitano della polizia di Tokyo, si eliminerà la seccatura di dover togliere continuamente gli occhiali e pulirli. Lo dimostra il video realizzato dell’associazione sportiva dilettantistica di immersioni Bolla blu

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Ora le PMI possono “noleggiare” energia green

Ven, 03/19/2021 - 17:00

A volte per le PMI italiane è difficile poter pensare alla transizione energetica, per i costi e la burocrazia a cui devono andare incontro nel caso volessero installare un impianto fotovoltaico o di cogenerazione. Diventare energeticamente indipendenti costa, e dare una mano all’ambiente può essere oltremodo difficile. A loro ha pensato la PMI Noleggio Energia, realtà innovativa specializzata nel noleggio alle piccole e medie imprese italiane di beni di produzione energia da fonti rinnovabili (fotovoltaico in primis), che ha lanciato il 12 febbraio scorso un equity crowdfunding proprio con l’obiettivo di noleggiare impianti di efficientamento energetico “chiavi in mano”. 

L’ingresso di AB

Tra, l’altro, una quota importante di questo crowdfunding è stata recentemente sottoscritta da AB, multinazionale bresciana leader nel settore della valorizzazione energetica da fonti rinnovabili, che sta allargando il proprio raggio d’azione dalla cogenerazione alla produzione di biogas e biometano, e fino al fotovoltaico appunto. L’ obiettivo di entrambe le realtà è quello di accelerare verso la transizione energetica supportando, in modo diretto, un serio processo di efficientamento delle piccole e medie imprese desiderose di noleggiare un impianto che li renda energeticamente efficienti e, magari, indipendenti.

Cooperazione win-win

 “Andare incontro sia alle esigenze delle PMI e sia alla necessità di una maggiore sostenibilità ambientale, utilizzando anche strumenti innovativi come il crowdfunding, ci ha dato la possibilità di pensare in modi più ampi alle opportunità offerte dall’innovazione tecnologica, per finanziare iniziative a valenza sia economica che di sostenibilità– afferma Angelo Baronchelli, Presidente di AB. Oltre alla collaborazione commerciale già esistente, riteniamo strategico un investimento che è sicuramente win-win per entrambe le realtà: Noleggio Energia potrà contare sulla nostra esperienza per il noleggio di impianti di cogenerazione, biogas, biometano e trattamento dell’aria, mentre per noi di AB l’opportunità è quella di ampliare gli investimenti nel campo degli impianti per la valorizzazione energetica, integrandoli anche agli impianti fotovoltaici.” 

La Casa Passiva di Cuggiono, Milano (Video)

Fotovoltaico: come approfittare del Superbonus 110%

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