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Aggiornato: 2 ore 22 min fa

In Kenya il riciclo della plastica veleggia su una barca fatta di infradito

Ven, 04/05/2019 - 19:15

Il primo dhow della storia (la tradizionale imbarcazione dell’Africa orientale a vela araba triangolare) fatto interamente di plastica riciclata. Volontari ambientalisti kenioti hanno raccolto sulle strade di Nairobi, Mombasa e Malindi e sulle spiagge di Lamu bottiglie di pet, soprattutto, ma anche ciabatte infradito (trentamila). Alla fine, con le tavole colorate gialle, rosse, blu, bianche e verdi ricavate da dieci tonnellate di scarti, hanno varato un veliero dallo scafo arlecchino. Nome: Flipflopi (infradito in inglese). Missione: navigare nell’oceano tra il Kenya e Zanzibar (cinquecento chilometri) per rendere più sensibile la gente al problema dell’inquinamento da plastica e al riciclo dei rifiuti.

UN PROBLEMA GIGANTESCO, nel mondo: secondo l’Onu, dagli anni Cinquanta sul nostro pianeta sono stati prodotti 8,3 miliardi di tonnellate di plastica. Un decimo è stato riutilizzato, un altro decimo incenerito: quasi l’ottanta per cento è finito nelle discariche e nei mari. Secondo l’Università di Berna, il danno economico annuo all’ecosistema marino è di dodici miliardi e mezzo di euro: il Pil dell’Islanda. Contrariamente a quello che possono pensare in molti, però, l’Africa non è al grado zero della sensibilità ecologica. La produzione di rifiuti, oggi 125 milioni di tonnellate l’anno, raddoppierà entro il 2025, ma molti Paesi sono già attivi nel campo del riciclo della spazzatura, della plastica in particolare: il Sud Africa, l’economia più ricca del continente, ha già più di duecento aziende operative. Il Kenya ne ha molte di meno ma vuole recuperare. C’è chi dalla plastica riciclata crea parquet, chi trasforma infradito (sempre quelle) in opere d’arte, chi ne estrae carburante.


IL KENYA PUNTA A DIVENTARE campione d’Africa nella lotta all’inquinamento da plastica. Nel 2017 ha introdotto una delle leggi anti-sacchetti più dure al mondo: ma non è sufficiente una legge a far scattare la sensibilità ecologica, lo sappiamo bene. 

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Fonte foto CORRIERE.IT

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Acqua potabile dal mare grazie al grafene

Ven, 04/05/2019 - 16:00

Il grafene è un materiale costituito da un reticolo a celle esagonali di atomi di carbonio, dallo spessore monoatomico e dotato di straordinarie caratteristiche elettriche e meccaniche, tanto da rappresentare una potenziale risorsa per molte applicazioni. Una delle più significative è filtrare l’acqua marina per renderla potabile, stando ai risultati presentati su “Nature Nanotechnology” da ricercatori dell’Università di Manchester, tra quali c’è anche Andre Geim, premio Nobel per la fisica nel 2010 insieme a Konstantin Novoselov proprio per le loro ricerche sul grafene.

Il materiale usato nello studio è grafene legato a ossigeno, una forma un po’ particolare di grafene che ha già dimostrato il suo potenziale nelle operazioni di filtraggio di piccole nanoparticelle, di molecole organiche e anche di alcuni sali da soluzioni.

In una precedente ricerca, gli autori avevano scoperto che una volta immerse in acqua, le membrane di ossido di grafene si gonfiano facendo dilatare i loro pori: è per questo che possono filtrare solo molecole o ioni di grandi dimensioni. L’ulteriore sviluppo di queste membrane ha portato alla scoperta di una strategia per evitare il rigonfiamento durante l’immersione in acqua e per controllare con precisione la dimensione dei pori, che può essere ridotta fino a essere efficace nel filtraggio del sale.

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La vendetta sessuale è la disperazione di chi teme il piacere

Ven, 04/05/2019 - 15:00

“Arriva Lo Straniero”. Da questo venerdì inizia la sua collaborazione settimanale con People For Planet Raniero Virgilio in una nuova sezione, “Lo straniero”. Welcome Raniero!
Raniero Virgilio, fisico cibernetico, dopo Irlanda e Svezia ora vive a Berlino e lavora a Praga. Viaggia, difficilmente emigra. Lo annoiano le patrie e le città da difendere. Scrive anche per Il Napolista.

Uno dei motivi per cui la discussione in Parlamento sul Revenge Porn, la diffusione di immagini e video intimi del partner senza il suo consenso, fatica a trovare reale sponda nella mente delle persone è che esso si presenta come l’ennesima regolamentazione necessaria per limitare i danni interni alla cosiddetta società civile, l’ultimo esemplare della lunga lista delle legalizzazioni indispensabili ad evitare di farci del male.

Sarebbe interessante cambiare prospettiva e dotare finalmente la discussione di quella vena umana ed artistica necessaria a liberare l’elefante nella stanza – come direbbero i nostri amici anglosassoni: signore e signori cittadini, filmarsi a letto è piacevole, è divertente, accende passioni, regala qualche domanda, genera sorrisi. La punizione per la vendetta di chi pubblica è sicuramente doverosa, ma va vissuta con lo stesso spirito di sottile rassegnazione con il quale ci si adegua a qualunque legge imperfetta scritta dall’uomo. Ad essere triste, oltre alla ritorsione di chi la compie, è il grigiore di chi guarda. È indice di una comunità in cui il sesso, che nelle chiacchiere sembrerebbe oggi liberato dai legacci dei miti religiosi tanto quanto dagli strascichi para-rivoluzionari del secolo scorso, non è più il piacere che ha l’ambizione di provare, di sbagliare, di irrompere, di significare qualcosa, di tenerci stretti alla vita, mentre si tramuta in materia d’esame e si affida agli obiettivi degli smartphone per setacciare i cessi del Parlamento o agli studi legali che definiscano limiti e confini della dignità.

Puškin scrisse: “Io pensavo che il cuore avesse dimenticato/ il facile talento del soffrire” – e chiosò – “ma ecco ancora mi sorprendono i brividi/ davanti alla forza scardinante della bellezza”. Il focoso moscovita le sue libidinose acrobazie le avrebbe filmate e rifilmate e al poveraccio che avesse osato un commento avrebbe intitolato una delle sue meravigliose invettive.

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Pasqua 2019: tutta la verità sulle uova di cioccolato e i falsi miti

Ven, 04/05/2019 - 15:00

Un utile vero/falso, stilato dal Professor Giacosa, gastroenterologo e docente all’Università di Pavia, per scoprire i reali benefici del cioccolato per la nostra salute.

Pasqua è alle porte e nelle tavole di milioni di italiani non mancherà il tipico uovo al cioccolato. Secondo una ricerca del CNA (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa), per la scorsa Pasqua è stato stimato un consumo di circa 15 milioni di uova di Pasqua in Italia, che va ad aggiungersi a un generale aumento del consumo di cioccolato pro capite, vicino oggi a 13 grammi al giorno, poco più di un cioccolatino.

Effetti benefici per umore e salute

Fondente o al latte, industriale o artigianale: a ognuno il suo uovo al cioccolato preferito, per concedersi questo piccolo piacere che – se consumato con moderazione – può avere effetti benefici non solo per l’umore ma anche per la salute.Tante sono, infatti, le credenze relative al rapporto tra salute e cioccolato. Per fare ordine in vista delle feste pasquali, Assosalute, l’Associazione nazionale farmaci di automedicazione che fa parte di Federchimica, con l’aiuto del Professor Attilio Giacosa, Gastroenterologo, docente all’Università di Pavia, ha stilato un utile vero/falso per scoprire i reali benefici del cioccolato per la nostra salute.

Il cioccolato aiuta a vivere più a lungo? Vero. Una ricerca dell’Università di Harvard, che ha seguito un campione di 7.841 persone di 65 anni per cinque anni, ha riscontrato come coloro che mangiavano cioccolato tre volte al mese vivevano più a lungo (36% di rischio di mortalità in meno) rispetto a quelli che ne facevano a meno. E anche per i più golosi che tendevano a esagerare, il vantaggio in termini di rischio di mortalità era comunque presente, seppur più basso.

Il cioccolato fa male al cuore? Falso. Al contrario, il cioccolato, grazie alla presenza di flavonoidi ad azione antiossidante riduce l’ossidazione dei grassi nel sangue, può aiutare a limitare il danno dei radicali liberi sulle arterie, agendo come protettore dei vasi sanguinei e a beneficio del cuore.

Il cioccolato aiuta a combattere la stanchezza? Vero. Il cioccolato contiene sostanze quali la teobromina e piccole quantità di caffeina, responsabili del senso di “risveglio” che danno il caffè e il tè. 125 grammi di cioccolato darebbero, infatti, tanta caffeina quanto una tazza di caffè. Inoltre, gustare una piccola porzione di cioccolato fondente tre volte a settimana, aiuterebbe a ridurre i sintomi della sindrome da stanchezza cronica, agendo come naturale “rifornimento” di sostanze anti-stanchezza inclusi alcuni minerali e soprattutto il magnesio e il potassio.

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La chiesa mormone ha deciso che i figli di genitori LGBT potranno essere battezzati

Ven, 04/05/2019 - 12:15

La Chiesa di Gesù Cristo dei santi degli ultimi giorni, cioè la chiesa mormoneha deciso che i figli di genitori LGBT potranno essere battezzati. La decisione ne modifica una precedente, presa nel 2015, secondo la quale i genitori gay, bisessuali o transgender erano considerati apostati e i loro figli non potevano quindi essere battezzati. La chiesa mormone ha però detto che continua a considerare peccato i matrimoni tra persone dello stesso sesso.

Nella Chiesa di Gesù Cristo dei santi degli ultimi giorni (che nel descriversi non usa il termine “chiesa mormone”) si identificano circa 16 milioni di fedeli, la maggior parte dei quali vive nello Utah. La chiesa mormone è una religione autoctona nordamericana che fu fondata da Joseph Smith nel 1830.

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Cosa dice il DDL “Salva Mare” e perché non a tutti piace

Ven, 04/05/2019 - 10:39

Il disegno di legge Salva Mare, presentato dal ministro dell’Ambiente Sergio Costa e approvato all’unanimità dal consiglio dei ministri, approderà a giugno alla Camera. Così i pescatori diventeranno “spazzini” del mare regolarmente in possesso di un certificato ambientale che identifichi e renda riconoscibile, e riconosciuta, la loro filiera di pescato. Un modello di promozione di economia circolare che vedrà i rifiuti recuperati in mare finalmente regolarmente smaltiti.

“Siamo solo al primo passo ma fondamentale” esulta il ministro dell’Ambiente ricordando che quella della plastica in mare è un’emergenza planetaria con oltre otto milioni di tonnellate che ogni anno inquinano mari e oceani, secondo le stime dell’Onu. Solo l’Italia sembrerebbe disperdere nel mare circa 90 tonnellate al giorno di rifiuti plastici, in classifica al terzo posto tra i paesi del Mediterraneo. Conseguenza prevedibile: il 95% dei rifiuti in mare aperto è plastica e il 90% degli uccelli marini ha nello stomaco dei frammenti di plastica.

Cosa si dice in Italia? Approfondiamo:

Via libera alla “Salvamare”. Approvato dal Consiglio dei ministri il disegno di legge Salvamare presentato dal ministro dell’Ambiente Sergio Costa. I pescatori potranno portare a terra la plastica accidentalmente finita nelle reti. Finora erano costretti a ributtarla in mare perché altrimenti avrebbero compiuto il reato di trasporto illecito di rifiuti, sarebbero stati considerati produttori di rifiuti e avrebbero dovuto anche pagare per lo smaltimento. Con la legge Salvamare appena approvata i pescatori che diventeranno “spazzini” del mare potranno avere un certificato ambientale e la loro filiera di pescato sarà adeguatamente riconoscibile e riconosciuta. I rifiuti potranno essere portati nei porti dove saranno allestiti dei punti di raccolta e verranno introdotti dei meccanismi premiali per i pescatori. È una grande vittoria per il nostro mare, finalmente iniziamo a ripulire il mare dalla plastica e lo facciamo con degli alleati eccezionali, i pescatori, che conoscono il problema meglio di tutti perché ogni giorno tirano su le reti raccogliendo spesso altrettanta plastica rispetto al pescato” ha commentato il ministro Costa. Continua a leggere…

Fonte: Adnkronos

Il disegno di legge “Salva mare” è quello che mancava all’Italia nella lotta alla plastica. […] Nel colmare un vuoto legislativo, il disegno di legge “Salva mare” elaborato dal ministero dell’Ambiente e approvato ieri in consiglio dei ministri introduce, dunque, un cambio di rotta di 180 gradi, che salutiamo con estrema soddisfazione e di cui auspichiamo la rapida approvazione in Parlamento. Introduce una misura necessaria, prevista dalla direttiva europea Marine Strategy e finora ostacolata dalla nostra normativa, prevedendo che nei porti si realizzino delle isole ecologiche per lo smaltimento dei rifiuti, dove i pescatori possano consegnare i rifiuti trovati nelle loro reti. E finalmente consente loro di pulire i fondali marini, anzi li incoraggia a farlo.
[…] I rifiuti galleggianti sono la punta dell’iceberg di un problema ben più complesso che giace soprattutto sui fondali marini e che ha come soluzione principale per la rimozione il fishing for litter. Continua a leggere…

Fonte: LINKIESTA.IT – Stefano Ciafani  

Legge salva mare, Greenpeace: “La montagna ha partorito un topolino”
Commentando quanto previsto dalla legge Salva mare approvata oggi in Consiglio dei ministri, Serena Maso, della campagna Mare di Greenpeace Italia, dichiara: «Dopo numerose belle parole e tante promesse sulla lotta all’inquinamento da plastica, pur correggendo un evidente carenza normativa, il ministro Costa di fatto si limita a trasformare i pescatori in spazzini del mare. È chiaro che per risolvere il problema della plastica in mare non si può fare affidamento solo sulle attività dei pescatori». Secondo Greenpeace è preoccupante e rischioso pensare di certificare come sostenibile un’attività di pesca solo perché i pescatori hanno recuperato rifiuti in mare, come previsto dalla legge. Continua a leggere…

Fonte: Meteoweb.eu – Antonella Petris

Foto di Andrew Martin da Pixabay

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Tredici modelli di protesi al seno ritirati in Francia: rischio tumore

Ven, 04/05/2019 - 09:27

ROMA – Tredici modelli di impianti di protesi al seno, di sei produttori, sono stati ritirati dal commercio in Francia a titolo precauzionale perché sospettati di causare una rara forma di tumore. Questi modelli di protesi riguardano meno del 30 per cento di tutte le protesi utilizzate. La decisione è stata presa dall’Agenzia sanitaria franceseper la sicurezza dei prodotti medici (Ansm) ed è connessa al rischio dell’insorgenza del linfoma anaplastico (rara forma turmorale). L’Ansm, che ha dato l’annuncio sul proprio sito, al momento non raccomanda l’espianto preventivo per le donne alle quali sono già state impiantate le protesi. Da domani 5 aprile, quindi, sarà vietata l’immissione di questo tipo di protesi sul mercato, la distribuzione e l’utilizzo. E tutte quelle già presenti sul mercato saranno ritirate.

Nel frattempo la ministra della Salute Giulia Grillo ha richiesto un parere urgente al Consiglio superiore di sanità (Css) in merito alle “protesi mammarie a superficie testurizzata e linfoma anaplastico a grandi cellule”, anche “alla luce della decisione delle autorità francesi di ritirare dal mercato tali protesi”.Il parere è richiesto per avviare eventuali iniziative nei confronti dei fabbricanti coinvolti nella produzione dei dispositivi a rischio.

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Smettere di fumare con un videogioco

Ven, 04/05/2019 - 08:00

Sei intrappolato all’interno di un inquietante labirinto pieno di trappole ed enigmi. Hai un solo obiettivo: correre il più velocemente possibile verso l’uscita. Prima che ci riescano gli altri tre tuoi amici che come te sono stati gettati in questo dedalo di corridoi dal sapore di ospedale abbandonato. Solo uno potrà trovare la via di uscita.

Sembra la trama di un film horror non troppo originale, con qualche richiamo a “Saw l’enigmista” e un’abbuffata di tutti i luoghi comuni del genere. E invece si tratta della storia alla base di One Leaves, videogame gratuito disponibile per Xbox e Pc Windows 10. Gioco di cui con ogni probabilità nessuno sentirebbe il bisogno di parlare, e che verrebbe dimenticato in pochi minuti, se non avesse una caratteristica che lo rende unico o quasi: è stato voluto dalla potente Food and Drug administration degli Stati Uniti d’America, l’ente che si occupa della regolamentazione di farmaci e alimenti, per convincere gli adolescenti a smettere di fumare.

La storia recente è piena di campagne di sensibilizzazione che puntano a giovani e meno giovani per ricordargli quanto nicotina e tabacco possano essere dannosi per la loro salute. Spot, lezioni, star e vip assoldati, interi programmi televisivi e radiofonici da anni cercano di convincere gli adolescenti a togliersi il vizio, prima di pentirsene amaramente, o a non cominciare affatto.

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Zanzare, una canzone le tiene lontane

Gio, 04/04/2019 - 19:00

L’arrivo della bella stagione segna anche il ritorno delle temutissime zanzare. Che diciamolo chiaramente non sono proprio degli insetti troppo graditi all’uomo. Una notizia sorprendente però arriva dagli Stati Uniti: un gruppo di ricercatori ha individuato la musica che ne frenerebbe la riproduzione e che soprattutto le terrebbe lontane.

Una canzone tiene lontane le zanzare: scoperta incredibile di alcuni biologi americani

Secondo un team di biologi americani dell’Università di Washington un particolare tipo di musica potrebbe inibire la “voglia” delle zanzare di riprodursi e di mangiare. Un fatto incredibile non credete? La ricerca prende in considerazione l’importanza del suono e delle vibrazioni per le principali funzioni negli animali. Proprio studiando gli insetti ci si è resi conto che le vibrazioni a bassa frequenza facilitano la percezione di segnali da parte dei propri simili e dagli ospiti. Nel caso specifico delle zanzare queste ultime si sarebbero mostrate meno interessate a mordere e ad accoppiarsi in presenza di musica elettronica. Le vibrazioni a bassa frequenza faciliterebbero le interazioni sessuali e aumenterebbero il desiderio di mangiare, al contrario la musica troppo alta disturberebbe la zanzara, soprattutto quella detta Aedes aegypti, responsabile della febbre gialla, una malattia che nei nelle forme più acute e casi più gravi può portare anche alla morte.

La musica elettronica tiene lontane le zanzare

Conclusione? La musica dubstep è l’unico rimedio. Per evitare dunque i morsi di zanzara è bene ascoltare parecchia musica elettronica, nello specifico, una traccia dell’artista americano Skrillex intitolata “Scary Monsters and Nice Sprites”.

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In carta di identità tornano “padre” e “madre”

Gio, 04/04/2019 - 16:00

Sulla Carta d’Identità dei minorenni tornerà la dicitura “madre” e “padre” anziché genitori: il provvedimento è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale e la notizia è stata data dal Viminale. Diventa realtà, dunque, la modifica che il garante della Privacy, Antonello Soro, aveva nettamente bocciato per gli “effetti discriminatori” che ne conseguono. Ma il nuovo corso del governo, sempre più allineato allo stile Familiy Day, non si ferma davanti a nulla.

Tantomeno si ferma davanti al parere dato il 31 ottobre 2018 dal Garante su richiesta dello stesso Governo, che gli chiedeva di valutare l’eventuale modifica delle informazioni riportate sulla carta di identità elettronica dei minorenni proprio riguardo alla indicazione di chi può richiedere il rilascio del documento. La legge vigente prevede che in carta di identità compaiano i nomi dei “genitori”, mentre la novità fa diventare esplicito il richiamo al sesso e al ruolo dei genitori identificandoli come “padre” e “madre”, una gabbia che rende automaticamente esclusi i genitori dello stesso sesso.  

Proprio per questo, per il Garante, tale modifica non sarebbe stata attuabile: per gli evidenti effetti discriminatori per il minore affidato non ai genitori biologici ma a chi esercita il ruolo in base a un atto atto di nascita all’estero, a una adozione o al riconoscimento di un’adozione all’estero tra persone dello stesso sesso.

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Il governo Usa mette al bando i test mortali sui gatti e gattini contro la toxoplasmosi

Gio, 04/04/2019 - 15:00

«Vittoria. Dopo un’intensa campagna lunga un anno abbiamo ottenuto che il Dipartimento dell’Agricoltura (USDA) ha fermato tutti i test su gatti e gattini e che i sopravvissuti saranno adottati». A dare la notizia con un tweet è il White Coat Waste Project, un’organizzazione no profit che da anni monitora e denuncia i test sugli animali fatti con i soldi dei contribuenti americani. I 14 gatti presenti nel principale laboratorio dove venivano svolti i test sono stati adottati dai funzionari del dipartimento.

Il risultato è arrivato dopo un battaglia di oltre un anno condotta dall’organizzazione e in particolare dopo l’ultima loro denuncia di circa due settimane fa: un rapporto in cui venivano raccontati gli esperimenti di cannibalismo dove i gatti venivano nutriti con carne di altri mici e cani importati da diversi Paesi asiatici. In altri casi i felini venivano nutriti con cibo contaminato da parassiti della toxoplasmosi per monitorarne gli effetti.

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Cuore e polmoni: gli ospedali migliori

Gio, 04/04/2019 - 15:00

Uno è il principale organo del corpo umano, quello  deputato a promuovere la circolazione del sangue mediante la contrazione della sua parete muscolare: si trova al centro della cavità toracica, dietro allo sterno e alle costole e davanti alla colonna vertebrale. Gli altri due sono i principali organi dell’apparato respiratorio, responsabili del processo della respirazione (assimilano ossigeno ed espellono anidride carbonica) e si trovano posizionati, anch’essi all’interno del torace, uno sul lato destro e uno sul lato sinistro. Cuore e polmoni sono organi tanto importanti quanto delicati e diverse sono le anomalie e le malattie che possono interessarli, al trattamento delle quali sono deputate le aree specialistiche della cardiologia e della pneumologia.

Per sapere quali sono in Italia i migliori ospedali per quanto concerne le problematiche cardiologiche e pneumologiche abbiamo stilato una breve classifica dopo aver consultato il portale www.doveecomemicuro.it, attivo dal 2016, motore di ricerca sulla salute a cui i cittadini possono far riferimento per mettere in fila le strutture migliori.

Valutazioni istituzionali e parametri dettagliati

Nello stilare le classifiche delle strutture sanitarie migliori alle quali rivolgersi per curare per una certa patologia oppure per sottoporsi a una visita specialistica o a un determinato intervento chirurgico, il portale incrocia diverse informazioni (più di 800 mila) e si basa su valutazioni istituzionali (come quelle effettuate dal Programma nazionale valutazione esiti realizzato dall’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali per conto del ministero della Salute), di certificazioni provenienti da fonti scientificamente accreditate (tra cui il Centro Nazionale Trapianti e il Breast Center Certification), e su parametri dettagliati (numero dei ricoveri, tassi di mortalità, casi in cui è stato necessario un secondo intervento, ecc).

La classifica dei migliori centri

Quali sono allora le migliori strutture sanitarie per la cardiologia e le pneumologia? La classifica dei primi centri che vi proponiamo tiene conto, oltre che dei parametri già descritti, delle valutazioni sulle aree specialistiche (cardiologia e pneumologia) effettuate dagli utenti (e, quindi, suscettibili di variazioni nel tempo anche frequenti). 

Cardiologia: i 5 migliori ospedali

1.Ospedale San Pellegrino Casa di Cura privata accreditata SSN

2. Ospedale San Giuseppe – Multimedica, ospedale privato equiparato pubblico     

3. Ospedale di Circolo e Fondazione Macchi, azienda ospedaliera

4. Ospedale Sant’Anna di San Fermo della Battaglia, azienda ospedaliera 

5. Presidio Ospedaliero Alessandro Manzoni, azienda ospedaliera

Pneumologia: i 5 migliori ospedali

1.Ospedale San Giuseppe – Multimedica Ospedale privato equiparato pubblico

2. Ospedale di Circolo e Fondazione Macchi Azienda Ospedaliera

3. Ospedale Sant’Anna di San Fermo della Battaglia, azienda ospedaliera 

4. Ospedale di Sondalo, azienda ospedaliera 

5. Ospedale Papa Giovanni XXIII, azienda ospedaliera

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Ricordando Heath Ledger

Gio, 04/04/2019 - 12:30

Poco dopo la sua morte, nel 2008, David Lipsky ha scritto questo ritratto per ‘Rolling Stone’.
È arrivato sullo schermo come se un’esplosione lo avesse scaraventato lì da un altro posto. Il suo volto non era propriamente bello, ma c’erano la linea pulita della mascella, il collo e le spalle forti, la voce piena. Era lo studente dell’ultimo anno che speravi di diventare quando eri una matricola. Due giorni dopo la morte di Heath Ledger, all’età di ventotto anni, Daniel Day-Lewis ha interrotto la sua apparizione da Oprah. “Mi dispiace… È strano parlare di qualsiasi altra cosa”, ha detto l’attore. “Non lo conoscevo. Ma ho l’impressione, una forte impressione, che mi sarebbe piaciuto molto, come persona, se lo avessi conosciuto”.

Contiamo sugli artisti per molte cose — come simboli di eccellenza o figure da invidiare — ma raramente ci aspettiamo di sentirci più fortunati di loro. Le stelle per noi incarnano la vita dei sogni. E Ledger era una star in un modo molto particolare. Guardarlo trasmetteva un senso di potere e potenzialità, di salute e giovinezza. Ecco perché la sua morte sembra così sbagliata, e perché la reazione è stata primitiva, tribale. Significa che la giovinezza e la vitalità non sono sufficienti.

È stato tutto molto rapido: il pomeriggio del 22 gennaio 2008 il suo corpo è stato trovato a faccia in giù nella sua camera da letto a Manhattan. Prima di sera, era già stata individuata la causa: overdose, le pillole erano state rinvenute sparpagliate al suo capezzale. Il giorno dopo è stato detto che si trattava di farmaci da prescrizione: Xanax, Valium e Ambien, che accomunavano la camera da letto di Ledger a quella di migliaia di altri ansiosi, ambiziosi, insonni.
C’era l’immagine di Michelle Williams — madre di sua figlia Matilda — in una macchina diretta all’aeroporto, sembrava una first lady in lutto. Nel fine settimana la polizia di New York ipotizzava che i farmaci si fossero accidentalmente mescolati in un cocktail che ha fermato il cuore di Ledger. I giornalisti di gossip hanno accennato morbosamente a una festa senza freni. Fuori dagli Screen Actors Guild Awards, gli evangelici più estremisti facevano picchetto perché Ledger aveva interpretato un cowboy omosessuale. L’ultima volta che lo abbiamo visto era in un sacco nero dentro un’ambulanza.

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Fonte immagine: inverse.com

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Torre Maura: Rom vs Italiani. Due popoli senza diritti?

Gio, 04/04/2019 - 11:40

Nel pomeriggio di martedì 2 aprile iniziano i primi scontenti dei residenti di Torre Maura (Roma), contrari all’inserimento, presso una struttura autorizzata in via Codirossoni (VI municipio), di circa 70 persone di cui più di 30 bambini, di origine Rom, Sinti e Caminanti. La protesta, che ha visto la presenza anche di militanti di estrema destra di CasaPound e Forza Nuova, ha assunto quasi fin da subito una piega violenta, tanto ché la Digos di Roma è al lavoro per individuare gli autori della protesta. L’impossibilità di dialogo con i manifestanti, la crescente violenza e la paura che qualcuno potesse realmente farsi male hanno spinto il sindaco Virginia Raggi a fare dietrofront. In questi giorni gli ospiti di via Codirossoni verranno quindi ricollocati progressivamente, tra il disappunto della Raggi ribadito in un tweet: “Non possiamo cedere all’odio razziale, non possiamo cedere contro chi continua a fomentare questo clima e continua a parlare alla pancia delle persone, e mi riferisco prevalentemente a Casapound e Forza Nuova” e il sollievo dei residenti che ribadiscono la difficile situazione che le periferie romane sono costrette a vivere quotidianamente sia in termini di sicurezza che di degrado, due elementi che, purtroppo, caratterizzano molto bene anche il VI municipio.

Cosa si dice in Italia? Approfondiamo:

Roma, da dove nasce la rivolta contro i rom a Torre Maura. Tutto nasce da una domanda: al di là delle strumentalizzazioni dei protagonisti della protesta, i cittadini di Torre Maura – ovvero gli abitanti dell’estrema periferia romana – non vogliono vicino alle loro case i rom o non vogliono i campi rom? Alla prima questione è facile rispondere numeri alla mano: su tutto il quadrante est della Capitale, dove insiste anche Torre Maura, il tasso di residenti stranieri è molto alto e altrettanto elevato è quello delle famiglie rom che da decenni vivono, in una convivenza pacifica, in case private o in alloggi dell’edilizia residenziale pubblica. Quindi la protesta era contro la nascita di un campo rom? Ma allora cos’è il centro di via Codirossoni dove i rom sarebbero dovuti essere accolti? Occorre fare un passo indietro di un paio di anni quando, nel maggio 2017, la sindaca Virginia Raggi ha presentato il Piano rom della Capitale, il “capolavoro da applausi” secondo la citazione di Beppe Grillo. In quell’occasione la sindaca annunciò la chiusura dei campi rom della Capitale attraverso il solo utilizzo dei fondi europei e “la fine della mangiatoia” Continua a leggere…

Fonte: Il Fatto Quotidiano – Carlo Stasolla 

Quegli sporchi zingari che nessuno vuole: la vergogna del pogrom anti-rom a Torre Maura. Nella storia italiana i moti per il pane si facevano per riempire le bocche, non per svuotarle. Il piccolo e lurido pogrom anti-Rom di ieri, 2 aprile 2019, a Torre Maura, ha ribaltato questo cardine, e ha trasformato le fette di pane timbrate dalle pedate nere nella bandiera della nuova Vandea razzista: megafoni, agitatori di Casapound, piccoli teppisti arrabbiati e periferia che insorge contro “quelli che rubano, puzzano e non fanno nulla dalla mattina alla sera”. Il Comune aveva trovato una sistemazione programmata per le famiglie Rom, settanta persone e – soprattutto – per trentatré bambini che devono essere scolarizzati: gli attizzatori di roghi si sono opposti al trasferimento e hanno acceso con sapienza le fiamme della rabbia. Non ci sono ragioni, non ci sono pretesti, non ci sono motivi o casus belli che giustifichino quanto è accaduto: la struttura è a norma, inserita in un progetto di accoglienza del Comune, monitorata dai servizi sociali. La sua inaugurazione mette fine ad una baraccopoli, quella sì infame e pericolosa, che prosperava a soli quattro chilometri di distanza. Stavolta tutto è diventato puro pretesto. E così anche questa rivolta ci interroga sul modo troppo accondiscendente in cui abbiamo lasciato passare, senza troppe resistenze, l’idea che Negro è sporco, Povero è brutto, Rom è ladro. Continua a leggere…

Fonte: The Post Internazionale – Luca Telese

Torre Maura, CasaPound: “Cosa è successo e perché i 5S hanno tradito le periferie” […] Diversi media ed esponenti politici hanno accusato gli abitanti di Torre Maura di razzismo per aver insultato i rom al loro arrivo e aver messo in atto la protesta. Come risponde? “Rispondo che questo non è razzismo ma semplice esasperazione. Questi sono quartieri dove il Partito Democratico non prende il 40% come avviene al centro di Roma, e dove gli abitanti vivono situazioni di assoluto disagio e degrado. E’ normale quindi che vedano come un insulto l’arrivo dei rom nel centro di accoglienza. Qui ci vive gente che non ha lavoro, che guadagna stipendi da fame, che deve faticare per arrivare a fine mese e gestire casa e famiglia, che deve fare i conti con seri problemi di vivibilità. Come possono accettare supinamente l’arrivo di altri problemi destinati ad aggravare una situazione già critica? Perché questi rom non vengono portati nei quartieri dove vivono i benpensanti che si indignano e accusano di razzismo la gente di Torre Maura? Quartieri dove questi signori organizzano gli aperitivi da 200 euro? Perché le emergenze devono essere sempre scaricate sulle periferie? Continua a leggere…

Fonte: Lo_Speciale – Americo Mascarucci

Fonte immagine: IlFattoQuotidiano

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Prima vera foto di un buco nero, ci siamo

Gio, 04/04/2019 - 09:44

Dopo due anni trascorsi a elaborare un’immensa mole di dati sul buco nero supermassiccio Sagittarius A*, gli scienziati del progetto Event Horizon Telescope sono pronti per un annuncio definito “rivoluzionario”. Il 10 aprile, infatti, assieme ai membri della Commissione Europea e del Consiglio Europeo della Ricerca terranno una conferenza stampa nella quale, con altissima probabilità, verrà mostrata la prima, storica immagine di un buco nero.

La prima fotografia di un buco nero verrà mostrata al mondo con altissima probabilità alle 15:00 di mercoledì 10 aprile, quando la Commissione Europea, il Consiglio Europeo della Ricerca (ERC) e i ricercatori del progetto EHT (Event Horizon Telescope) terranno una conferenza stampa per presentare un “risultato rivoluzionario” ottenuto dagli scienziati. Poiché il progetto internazionale Event Horizon Telescope è nato con l’obiettivo di analizzare e fotografare per la prima volta Sagittarius A*, il buco nero supermassiccio sito al centro della Via Lattea (la nostra galassia), e poiché sono passati due anni dalla raccolta dell’immensa mole di dati per ottenere la storica immagine, non ci sono quasi dubbi sul fatto che finalmente, tra pochi giorni, potremo ammirare per la prima volta il vero aspetto di un buco nero.

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Dopo aver visto questo video nessuno dirà più “se l’è andata a cercare”

Gio, 04/04/2019 - 08:00

“Lei sembra provocatoriamente benestante” e, quindi, “se l’è cercata”. Questo non è l’ultimo commento social alla notizia dell’ennesima violenza sessuale, ma una delle scene della serie comica “Tracey Ullman’s Show” in onda sul canale televisivo BBC One.

Il video della scena è stato sottotitolato e pubblicato sulla pagina Facebook “Psicologia Applicata” insieme alla frase “Pensateci due volte la prossima volta che giustificate uno stupro”.

Nella clip, il caso in questione è una rapina. All’uomo, che denuncia di essere stato derubato e minacciato con un coltello, la donna che lo sta interrogando in una caserma che i suoi vestiti sono “provocatori” per i ladri: “È un po’ come un invito a farlo, no?” e così “se l’è cercata”. Più o meno lo stesso tono di frasi scritte o dette a commento di notizie di donne vittime di una violenza sessuale. Si è verificato solo pochi giorni fa per la ragazza di 16 anni, che a Melito Porto Salvo, provincia di Reggio Calabria, ha subito per 3 anni gli abusi da parte di un branco di 9 uomini, tra cui Giovanni Iamonte, figlio del boss della ‘ndrangheta Remigio Iamonte.

“Era nuda, se l’è cercata. Che ci faceva in giro da sola a mezzanotte?” sono state le frasi topiche su Facebook anche per il caso di cronaca della ragazza di 16 anni stuprata a Roma dal dipendente del ministero della Difesa, in forza presso l’Arsenale della Marina. Anche per questo caso è stata lunghissima la sfilza di post che esprimono la stessa idea: “Oggi a 16 anni vanno in giro praticamente nude”, commenta un utente, mentre un altro scrive: “Cercate di essere meno provocanti”.

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Gli ecovillaggi del Centro Italia (Infografica)

Gio, 04/04/2019 - 03:30

Molti gli ecovillaggi presenti in Toscana e in Umbria e sì, c’è anche quello del Popolo degli Elfi!

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Chicago fa la storia, prima sindaca afroamericana

Mer, 04/03/2019 - 19:00

Chicago fa la storia ed elegge il suo primo sindaco donna afroamericana e apertamente gay. Lori Lightfoot ha sconfitto Toni Preckwinkle e si appresta ora – secondo le proiezioni – a prendere il posto di Rahm Emanuel alla guida della terza città più popolosa d’America. 

Lightfoot eredita una città schiacciata da un debito pensionistico di 28 miliardi dollari, una popolazione in calo e un tasso di omicidi che supera quello di New York e Los Angeles. La 56enne si è presentata alle elezioni come il volto nuovo, colei in grado almeno di sfidare la corruzione della città e dare una scossa alla politica locale, che ha ignorato per anni i cittadini con redditi bassi e la classe lavoratrice. Con la sua vittoria, Lightfoot diventa uno dei sindaci apertamente gay d’America, insieme a Pete Buttigieg, primo cittadino di South Bend ora candidato alla Casa Bianca.

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Fonte immagine copertina KTVU Fox 2 

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La tecnologia ci renderà telepatici ed è stato già dimostrato con un esperimento

Mer, 04/03/2019 - 16:00

Esperimenti per trasferire la memoria, collegare due cervelli o “scambiare” le personalità sono elementi classici dei film di fantascienza: da decenni l’uomo immagina di dotarsi di tecnologie avanzate in grado di trasformare in realtà alcuni tra i nostri sogni futuristicamente più selvaggi, come comunicare con il pensiero.

Nonostante i limiti etici che la disciplina evidenzia e sebbene la nostra comprensione del cervello non sia per nulla soddisfacente, i progressi in questa direzione non si sono fatti troppo attendere. I risultati provenienti da questo tipo di strumentazione possono essere impiegati, per esempio, nella cura di alcuni disturbi e nella riabilitazione, in particolare sullo studio dello stato di salute mentale.

Dimentichiamo i romanzi di fantascienza: la maggior parte degli studi sono stati condotti su roditori. Quelli che coinvolgevano esseri umani, si concentravano sul trattamento dell’epilessia o della paralisi, limitatamente al soggetto che partecipava al test. Invece, obiettivo di queste verifiche era dimostrare che è possibile trasmettere un’informazione da una persona all’altra senza impiegare segnali audio o visivi, ma il risultato era sempre legato all’intervento di un soggetto terzo capace di avviare il trasferimento dell’informazione.

Cosa è cambiato con questo nuovo esperimento

Più recentemente, infatti, i ricercatori sono riusciti a “rimuovere” alcuni passaggi intermedi legati alla trasmissione e “collegare” un cervello a un altro. Le interfacce cervello-cervello multi-persona, ci consentirebbero di formare una enorme intelligenza collettiva, verificando se sia in grado di completare un compito autonomamente senza ulteriori forme di comunicazione. A questo scopo, gli scienziati dell’Università di Washington e della Carnegie Mellon University hanno creato un sistema di interfaccia cervello a cervello che consente a una o più persone, chiamate “mittenti”, di influenzare le decisioni di un individuo, chiamato “ricevente”, con l’obiettivo di aiutarlo in alcune situazioni.

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Forse ci sarà giustizia per l’ex Sindaco di Riace

Mer, 04/03/2019 - 15:21
La sentenza della Cassazione

La Cassazione ha stabilito che i giudici calabresi rivedano la misura di divieto di dimora che avevano imposto a Mimmo Lucano perché mancano a suo carico gli “indizi di comportamenti fraudolenti”.

In particolare la Cassazione ha rilevato l’insufficienza di indizi a suo carico in relazione all’accusa di aver “turbato” le procedure di gara per l’assegnazione, nel suo Comune, del servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti a due cooperative composte da disoccupati del paese ed extracomunitari. La Cassazione rileva che “La legge consente l’affidamento diretto di appalti in favore delle cooperative sociali finalizzate all’inserimento lavorativo delle persone svantaggiate per gli importi inferiori alla soglia comunitaria”. Quindi il divieto di dimora disposto dai giudici di primo grado sarebbe infondato. Adesso la parola passerà ai giudici del riesame che dovranno tener conto della sentenza della Suprema Corte.

Mimmo Lucano, in una intervista a Sky TG 24 ha detto: “E’ il primo raggio di luce in questa vicenda dove ci sono tante oscurità. Non dovevo subire queste misure cautelari, non è stato giusto, non dovevano sospendermi come sindaco. Anche sui reati che mi contestano, mi è sembrato tutto paradossale”.

Nel frattempo a Riace …

“Il Sogno del Guerriero” è il nuovo murales dipinto in questi giorni dall’artista peruviano Carlos Atoche sul muro della scuola primaria a Riace. L’opera, di 60 metri quadrati, è stata sostenuta dal Comitato Riace Premio Nobel per la Pace e portata a termine grazie all’accoglienza di Riace e ai piccoli contributi donati attraverso l’appello pubblicato sulla pagina Facebook della Campagna del Comitato. Il murales raffigura un guerriero mitologico che, secondo una nota diramata dal Comitato, “esprime con la forza dei suoi tratti l’idea dell’accoglienza e del rispetto per lo straniero ed il viandante propria della mitologia greca, trapiantatasi nella Magna Grecia”.

A commento dell’opera di Crlos Atoche ecco le parole di Mimmo Lucano: “La letteratura, la musica, l’arte sono espressioni della nostra anima, la bellezza della vita. L’arte può esser uno slancio di utopia. Tutti gli artisti che vogliono venire a Riace a lasciare ognuno un loro piccolo segno sono i benvenuti”.

La storia di Riace

Riace, un comune della Locride (Calabria) era noto fino a pochi anni fa esclusivamente per il ritrovamento nel 1972 dei Bronzi. Di quella scoperta Riace non ha tratto alcun beneficio. I Bronzi sono stati portati altrove. Riace ha continuato ad essere un paese di emigrazione e a spopolarsi anno dopo anno.

Poi, nel 1998, la svolta con lo sbarco a Riace Marina di duecento profughi provenienti su un veliero dal Kurdistan. L’associazione Città Futura decide di ospitare i migranti appena sbarcati nelle vecchie case abbandonate del paese e il paese progressivamente si rianima.

Negli anni successivi Riace era riuscito a dare ospitalità ai rifugiati (fino ad arrivare a 400 in tutto il paese) mantenendo in vita servizi di primaria importanza come la scuola e finanziando il piccolo Comune con micro attività imprenditoriali legate all’artigianato.

Grazie alle politiche di accoglienza dell’allora Sindaco Domenico Lucano il paese aveva concesso ospitalità a richiedenti asilo provenienti da venti diverse nazioni, integrandoli nel tessuto culturale cittadino e inserendoli nel mondo del lavoro, ridando di fatto alla città di Riace una nuova vita.

A Riace si trovavano laboratori tessili e di ceramica, bar e panetterie, la raccolta differenziata porta a porta garantita da due cooperative sociali composta da disoccupati del paese e ragazzi extracomunitari e trasportata con asini.

L’integrazione dei migranti era assicurata da circa settanta mediatori culturali assunti dal Comune e facenti parte del sistema Sprar (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati), nato proprio per proporre, oltre le misure di assistenza e di protezione ai singoli beneficiari, il processo di integrazione sociale ed economica di cui Riace si faceva promotrice.

A Riace assieme all’euro circolava una moneta esclusiva del posto (i bonus Riace), utilizzata ogni giorno dai migranti nei negozi riacesi per l’acquisto di cibo, vestiti, ricariche telefoniche. “Il ministero ci accreditava queste risorse con molto ritardo, ci siamo inventati un’idea di moneta spendibile solo a Riace con riscontro positivo dell’economia locale”, spiegava il Sindaco. “Una pratica virtuosa che dovrebbe essere un modello per tutti, perché oltre a favorire l’autonomia degli ospiti evita la gestione centralizzata di grandi acquisti, quella parte della filiera economica dell’accoglienza dove si annidano corruzione, collusione e infiltrazioni della criminalità organizzata.”

Nel 2016 la rivista Fortune aveva inserito il sindaco di Riace tra i 50 leader più influenti al mondo.

Poi l’attacco da parte del Governo che prima ha tagliato i finanziamenti a Riace e poi ha chiuso lo Sprar disperdendo gli ospiti di Riace in altre strutture e da parte della magistratura che ha messo sotto inchiesta Mimmo Lucano assieme ad altri 29 abitanti del paese.

Il Sole 24 Ore aveva scritto “rischia di saltare il più virtuoso ed efficace modello di integrazione che ha rigenerato il tessuto sociale in un’area intera della Calabria ravvivando l’economia”.

Fonti:

Tg24.sky.it

Lametino.it

Fortune.com

Ilsole24ore.comhttps://www.facebook.com/riacepremionobelperlapace/

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