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I Sioux sconfiggono Trump e bloccano il gasdotto che attraversa il loro territorio

People For Planet - Mar, 07/14/2020 - 14:00

Il giudice federale Boasberg si è schierato dalla parte della tribù Standing Rock Sioux in lotta da annie ha ordinato la chiusura del gasdotto Dakota Access fino a quando non sarà effettuata una più ampia revisione ambientale.

Il giudice distrettuale americano ha dichiarato che l’impatto del gasdotto sul territorio è “altamente controverso”.

Il gasdotto Dakota Access

Il gasdotto, costato 3,8 miliardi di dollari è stato oggetto di mesi di proteste, a volte violente, durante la sua costruzione vicino alla riserva di Standing Rock Sioux, che si trova a cavallo del confine tra Nord Dakota e Dakota del Sud.

Il gasdotto sotterraneo di 1.886 km trasporta petrolio dal Nord Dakota attraverso il Sud Dakota e Iowa e verso un terminal nell’Illinois. Appena a nord della riserva di Standing Rock, passa sotto il fiume Missouri. La tribù attinge le sue acque dal fiume e ne teme l’inquinamento.

Nel dicembre 2016, l’amministrazione Obama aveva negato i permessi per l’oleodotto per attraversare il fiume Missouri e aveva ordinato una revisione ambientale completa per analizzare percorsi alternativi e l’impatto sui diritti sanciti dai trattati con la tribù Sioux.

Tuttavia nella sua prima settimana in carica, Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo per accelerare la costruzione senza revisione ambientale.

La costruzione è stata completata a giugno 2017.

Gli effetti della sentenza

La tribù ha contestato i permessi e adesso ha vinto. Di conseguenza, alla compagnia che gestisce Dakota Access è stato ordinato di ripetere la sua analisi ambientale, fatta in precedenza senza prendere in considerazione le preoccupazioni tribali o le opinioni degli esperti.

Il tribunale ha ordinato di chiudere e svuotare la linea che trasporta 570.000 barili al giorno entro 30 giorni.

Le proteste durante la costruzione del gasdotto

Le proteste durante la costruzione del gasdotto si sono verificate in diversi luoghi a causa delle preoccupazioni sull’impatto del gasdotto sull’ambiente e sui siti sacri per gli indiani d’America. Le nazioni indigene in tutto il paese si sono opposte all’oleodotto, insieme alle nazioni tribali Sioux direttamente interessate. Nel Nord Dakota, vicino alla riserva indiana di Standing Rock, quasi 15.000 persone da tutto il mondo hanno protestato, mettendo in scena un sit-in per mesi.

Nonostante le proteste grazie all’appoggio di Trump l’oleodotto è stato completato nel 2017 e il primo olio è stato consegnato attraverso il gasdotto il 14 maggio 2017. Questo però non ha fatto cessare le proteste delle popolazioni Sioux e ciò ha condotto alla storica sentenza del giudice federale.

Fotografia di: Terray Sylvester / Reuters Le ragioni delle proteste

Le preoccupazioni riguardano la sicurezza dell’impianto e il suo impatto su aria, acqua, fauna selvatica e agricoltura, a causa del rischio di guasti del gasdotto. Greenpeace e un gruppo di oltre 160 scienziati ambientali si sono espressi  contro il gasdotto.

Sunoco Logistics, l’operatore del gasdotto, ha versato petrolio greggio dai suoi gasdotti onshore più spesso rispetto a qualsiasi altro operatore statunitense di gasdotti, con almeno 203 perdite in un solo anno comunicate alla Pipeline and Hazardous Materials Safety Administration, per un totale di 3.406 barili

Espropri forzati

I proprietari terrieri dei terreni attraversati dal gasdotto hanno espresso la loro contrarietà per gli espropri forzati dei terreni di proprietà privata, in particolare terreni agricoli, a favore di una società che non ha dimostrato di apportare alcun sostanziale beneficio pubblico per i residenti.

Un attacco alla cultura indigena

Le tribù Standing Rock Sioux e Cheyenne River Sioux hanno anche dichiarato la loro opposizione al gasdotto Dakota Access sulla base del fatto che il gasdotto minaccia il “modo di vivere della tribù, la sua acqua, le persone e la terra”.

Le persone che combattono contro l’oleodotto si vedono come protettori della loro cultura, della loro comunità, della terra e dell’acqua e vedono come loro dovere opporsi a ciò che vedono come un atto di colonialismo degli eredi dei coloni americani.

La decisione di indirizzare il gasdotto vicino alla riserva è stata descritta da Jesse Jackson e altri critici come “razzismo ambientale”.

Aumenta la criminalità

L’invasione del gasdotto su Standing Rock e le altre comunità indigene ha aumentato i livelli di criminalità nelle aree colpite.

Invece di offrire i posti di lavoro inizialmente promessi per i residenti locali, le compagnie che hanno realizzato ed effettuano la manutenzione del gasdotto istituiscono campi per i propri lavoratori itineranti che si spostano da un sito all’altro (noti anche come “Accampamenti di uomini”) e questi campi portano alti livelli di traffico di stupefacenti, crimini legati all’alcool, violenze sessuali contro le donne.

Le donne Sioux in prima linea

Le donne Sioux sono state in prima linea nella resistenza contro l’oleodotto, che è stato definito “il serpente nero” di un’antica profezia e hanno organizzato proteste tra cui azioni di boicottaggio, blocchi e circoli di preghiera lungo la linea di costruzione. Una protesta che ha coinvolto tutte le generazioni di donne: alcune sono anziane e veterane di precedenti proteste, altre sono giovani.

Molte delle loro azioni sono state soffocate dalla violenza della polizia con l’uso di proiettili di gomma, gas lacrimogeni e arresti violenti.

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La maledizione di Glee, Naya muore per salvare il figlio

People For Planet - Mar, 07/14/2020 - 11:26

“A metà pomeriggio erano andati a nuotare ma poi la barca è stata portata via dalle correnti. Naya ha trovato abbastanza energia per raggiungere l’imbarcazione e salvare suo figlio, ma non abbastanza per salvare lei stessa”, così lo sceriffo William Ayub ha spiegato al mondo le circostanze della morte di Naya Rivera, la star di Glee annegata nel lago Piru, in California. È riuscita a portare in salvo il figlio Josey, quattro anni, facendolo risalire sulla barca che andava alla deriva. Il bambino, ha spiegato lo sceriffo, “ha raccontato che la mamma lo ha aiutato a risalire in barca. Quando ha guardato indietro l’ha vista scomparire sott’acqua”.

Il ruolo che l’ha fatta amare

Quasi tutto il cast della serie tv in cui Naya interpretava una cheerleader lesbica della William McKinley High School di Lima, nell’Ohio, si è unito ai familiari in una catena umana sulle rive del lago. Twitter sta impazzendo per commemorarla in tutto il mondo, Italia compresa. Il suo personaggio infatti è un culto riguardo i temi della scoperta della propria identità sessuale tra gli adolescenti. Un ruolo riconosciuto anche in molti commenti della comunità Lgbt nel giorno della scomparsa.

Una serie “maledetta”

Tante strane coincidenze rendono questa morte particolarmente toccante. Per una macabra coincidenza il corpo di Naya è stato ritrovato nel settimo anniversario della morte della co-star di “Glee” Cory Monteith, ucciso nel 2013 a Vancouver in Canada da una overdose di alcol e eroina. La tragica scomparsa di Cory si somma a quella di un altro protagonista, Mark Salling, con cui Naya aveva avuto una relazione tra il 2017 e il 2010. Sullo show della Fox, insomma, sembra esserci una maledizione. Mark era morto impiccato due anni fa a Los Angeles un anno dopo essere stato riconosciuto colpevole per possesso di pornografia infantile. Ma le morti precoci riconducibili alla serie non finiscono qui: un aiuto regista, Jim Fuller, ha perso la vita nel sonno per attacco di cuore, mentre nel 2014 l’assistente alla produzione Nancy Motes, la sorella di Julia Roberts, si era suicidata.

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Covid-19, gli infermieri francesi ottengono uno storico aumento di salario

People For Planet - Mar, 07/14/2020 - 10:52

Protestare funziona, ne abbiamo mille dimostrazioni, in Italia e all’estero. Poi ci sono Paesi dove non c’è una forte abitudine a scendere in piazza per reclamare i propri diritti, e Paesi in cui invece lo si fa puntualmente, e puntualmente si viene ascoltati: o quasi. È il caso della Francia, dove l’ultima vittoria è quella degli infermieri. Dopo mesi di dure proteste: et voilà, l’intera categoria riceve un sostanziale aumento di stipendio, comunque già molto maggiore della media italiana (dove però nessuno ha protestato). “Questo è un momento storico per il nostro sistema sanitario”, ha commentato il neo-primo ministro Jean Castex. Circa 450 milioni di euro del budget verranno destinati esclusivamente ai sanitari (medici e infermieri) del servizio pubblico.

Il confronto con l’Europa

Secondo il sito di settore Nurse 24, “in Italia un infermiere guadagna mediamente 30.631 euro lordi l’anno, contro i 34.204 della Francia, i 35.489 della Spagna, gli oltre 41mila della Germania e i 50mila e passa dell’Irlanda. Chi se la passa meglio? Il Lussemburgo, che stipendia i suoi infermieri con 83.274 euro l’anno. Ma anche i Paesi Bassi si difendono bene: 53.297 euro l’anno. Gli ultimi dati dell’Ocse evidenziano una forte disomogeneità tra gli stipendi di infermieri e medici in Europa e fanno dell’Italia il fanalino di coda dell’area europea”.

183 euro in più al mese

L’accordo raggiunto porta in tasca agli infermieri circa 183 euro al mese in più, per un totale di 8 miliardi di euro. Dopo gli sforzi nell’affrontare l’emergenza coronavirus, in tutto il mondo infermieri e dottori sono stati chiamati eroi e più o meno ovunque hanno chiesto che questo riconoscimento divenisse reale. Solo la Francia ce l’ha fatta e la sua lotta sociale continua ad essere un esempio e uno sprone per tutti gli altri. Soprattutto per noi.

Ma la protesta continua

Tanto per capirci, non paghi, alcuni sindacati hanno comunque indetto nel pomeriggio una nuova manifestazione per ribadire una serie di rivendicazioni e dire che l’accordo di settore non è sufficiente. Chapeau.

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Bottiglie Sensoriali: 8 idee fai da te per affinare i sensi

People For Planet - Mar, 07/14/2020 - 10:00

Dal canale YouTube Una Mamma Mille Pasticci , Elena ci mostra come realizzare bottigliette sensoriali (sonore e visive) per i bimbi!

Un video tutorial per la creazione di 8 bottiglie sensoriali per aiutare il tuo bambino a sviluppare la sua curiosità e ad affinare i suoi sensi. La realizzazione è semplice e saranno utilizzati solo materiali di recupero. Cosa serve:

  • Bottigliette di plastica;
  • Oggetti vari per riempirle;
  • Colla a caldo.
Fonte: Una Mamma Mille Pasticci

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Pellicola alimentare? Se la conosci, non ti fa male

People For Planet - Mar, 07/14/2020 - 08:00

Alzi la mano chi non le usa: le pellicole trasparenti sono comodissime per isolare i cibi e mantenerli freschi più a lungo, permettono di riconoscere immediatamente cosa abbiamo incartato e controllarne lo stato. Non da ultimo, isolano dagli odori.

Tuttavia si tratta di plastica, uno dei materiali meno conosciuti per i suoi effetti sulla salute, anche perché alcune sostanze plastiche potenzialmente dannose possono migrare nel cibo a seconda del genere di conservazione, e dunque non a tutti sono chiare le mille regole da seguire per usarli in (presumibile) sicurezza. Ad esempio le pellicole possono rilasciare sostanze dannose al variare della temperatura (come quasi tutte le plastiche: motivo per cui sarebbe bene non metterle in lavastoviglie), oppure a seconda dei cibi che contengono, ad esempio i grassi (un discorso simile si applica all’alluminio). Generalmente le pellicole sono a base di polivinilcloruro (PVC), prodotte e utilizzate da decenni, ma a maggior rischio; oppure a base di polietilene (PE), relativamente più recenti, più costose, meno performanti e meno pericolose.

Il PVC, che ha un’aderenza perfetta, un’ottima resistenza, e una bassa permeabilità, può rilasciare cloruro di vinile, un noto cancerogeno, mentre gli ftalati, aggiunti al polimero durante la produzione per dare elasticità, sono interferenti endocrini che, in caso di contatto con alimenti oleosi o grassi, tendono a fuoriuscire migrando nel nostro alimento. Generalizzando molto, possiamo dire che la pellicola in PVC non è adatta per avvolgere burro, margarina, cioccolato, sottoli o formaggi. Nessun problema invece per alimenti conservati sotto sale o cibi acidi (al contrario dell’alluminio), e via libera al PVC anche per frutta, verdura e pesce.

La pellicola in PE è più sicura, ma meno aderente e flessibile, quindi isola meno gli alimenti ed è praticamente inutile per gli alimenti secchi. Si adatta bene a salumi, insaccati, formaggi e carni.

Ma come sappiamo se la pellicola che stiamo scegliendo è in PE o in PVC? Solo per la buona volontà delle aziende produttrici, che possono indicarlo o meno sulla confezione: infatti la legge non impone regole. Il nostro consiglio è di valutare l’acquisto delle pellicole – molto più care, ma lavabili e riutilizzabili davvero a lungo – a base di cere d’api, oggi prodotte in modo sostenibile da molte aziende.

Nessuna delle pellicole in plastica trasparente oggi in commercio può essere impiegata nel forno, ovviamente, dove molti di noi usano le carte da forno per cuocere i cibi senza farli aderire. La carta da forno è composta da polpa di cellulosa ricoperta da uno strato di silicone, che la rende impermeabile, antiaderente e resistente a temperature sino a 220°C. Oltre questa temperatura la carta si annerisce e può essere dannosa per la salute.  

Immagine di copertina: Fonte https://pianetadelleidee.altervista.org/2017/12/dove-si-butta-la-pellicola-gli-alimenti.html

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Merkel-Conte verso un accordo su Recovery Fund | Si può contrarre di nuovo Covid | Veneto: isolato ceppo serbo

People For Planet - Mar, 07/14/2020 - 06:25

Corriere della Sera: Morte Cucchi, pm: «L’Arma inviò lettere di plauso ai militari che lo arrestarono»;

Il Giornale: In Veneto isolato ceppo serbo: ‘La mutazione è più aggressiva’;

Il Manifesto: È il giorno della revoca della concessione ad Autostrade per l’Italia. Il premier non teme ricorsi: il pubblico non può farsi ricattare dai responsabili del disastro. Anche Renzi attacca Meloni e Salvini: hanno votato loro il rinnovo nel 2008. Parte dei 7mila lavoratori verso Anas;

Il Mattino: L’Oms: in Usa e Brasile il 50% dei casi. Paura Florida, Trump: bugie sul virus;

Il Messaggero: Merkel: «Ancora divergenze, ma penso che avremo un accordo sul Recovery Fund»;

llsole24ore: Aspi: Germania e Cina in pressing contro la revoca della concessione – A rischio default 19 miliardi di debiti della galassia Atlantia – La proposta di Aspi al Governo: aumento di capitale e taglio tariffe;

Il Fatto Quotidiano: “Si può contrarre di nuovo Covid e con sintomi più gravi”: l’ipotesi in uno studio italiano. Oms: “Nessun ritorno alla normalità a breve”;

La Repubblica: Mattarella, gesto storico a Trieste. Mano nella mano con il presidente sloveno Pahor davanti alla foiba di Basovizza;

Leggo: Covid, arriva il test rapido: «In 7 minuti si scopre la positività»;

Tgcom24: L’Egitto prolunga la detenzione di Zaky | Amnesty: “Disumano”;

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Barikamà: uno yogurt che fa bene al mondo

People For Planet - Lun, 07/13/2020 - 17:00

Barikamà, che in lingua Bambarà significa Resistente, è un “progetto di micro reddito gestito da ragazzi Africani: dallo sfruttamento nelle campagne, all’autogestione del lavoro e l’inserimento sociale” si legge sul loro sito internet.
Producono e distribuiscono a domicilio yogurt e ortaggi di altissima qualità. People for Planet è andato a conoscere questa realtà.

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Link di approfondimento: http://barikama.altervista.org/

 

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Lavori in corso: sadismo sulle strade!

People For Planet - Lun, 07/13/2020 - 15:00

Sulla superstrada di Perugia sono state chiuse due uscite e sono stato costretto a fare 40 Km in più per tornare a casa. Non c’era alcun cartello per avvertire della situazione!
Un giro pazzesco, un’ora e mezza o più di strada, una cosa allucinante! Ma questo è sadismo! In Cina iniziano i lavori alle 11 di sera e alle 6 di mattina smettono per far ripartire le strade. Avete notato quanti giorni, settimane e mesi restano bloccati dei pezzi lunghissimi di strade, superstrade, autostrade e non ci lavora nessuno! Rimane tutto bloccato! Tanto l’automobilista non conta nulla! Bisogna fare i lavori senza rispettare la gente, perché tanto la gente non conta niente! Che importa se c’impieghi mezz’ora in più, un’ora in più, tanto è importante che i lavori vengano fatti in comodità!

Che poi non ho capito perché durante il coronavirus non hanno aggiustato le strade. Non è questo un lavoro fondamentale? Considerato anche che all’aperto le possibilità di contagio sono minime. E’ un casino di lavori in corso in tutt’Italia!

Ma voi non ve la prendete che il mondo è bello e le cose vanno così, che ci vuoi fare se le cose vanno così?! Non è che possiamo stare sempre a lamentarci e a protestare, dobbiamo dire “ma che bello che ci impiegano due mesi per aggiustare un pezzo di strada. Grazie per averla aggiustata, potevate lasciarla rotta!”

Un video di Jacopo Fo.

Lavori in corso:sadismo sulle strade!

Pubblicato da Jacopo Fo su Mercoledì 24 giugno 2020 Pagina Facebook Jacopo Fo

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Milano si sveglia con un murales antirazzista

People For Planet - Lun, 07/13/2020 - 13:00

Piazza Gramsci, in centro a Milano, si è svegliata stamani con un murales colorato sulla pavimentazione centrale, portato a termine nella notte dagli attivisti di 6000 Sardine. “Una rivisitazione in chiave più strettamente italiana del movimento Black Lives Matter americano”, ci spiega Giuliano, che ha lavorato assieme a molti altri attivisti per terminare un’opera d’arte che richiama i principi universali dell’uguaglianza e della non violenza, autorizzata naturalmente dal Comune, anche perché provvisoria, ma finita comunque nelle polemiche delle forze di destra.

Human Black Migrant Lives Matter

La scritta del murales è “HUMAN BLACK MIGRANT LIVES MATTER”: ovvero le vite degli esseri umani, compresi neri e migranti, hanno importanza. Un messaggio che, come l’originale, colpisce perché profondamente banale eppure allo stesso tempo dimenticato e necessario.

Il messaggio

“Durante la notte decine di volontari hanno imbracciato rullo e pennello per lanciare un forte messaggio di antirazzismo e solidarietà – recita il comunicato diffuso dalle Sardine -. Con questo gesto Milano abbraccia le voci di milioni di persone in tutto il mondo che reclamano uguaglianza e giustizia sociale. Il punto di partenza, nel nostro Paese, deve essere l’abrogazione dei decreti sicurezzatra l’altro appena dichiarati incostituzionali dalla Corte Costituzionale – che continuano a perpetrare assurde politiche discriminatorie nei confronti di esseri umani in fuga da guerra, fame e miseria.

Il sostegno di Milano al mondo

Questa iniziativa di 6000 Sardine Milano è stata realizzata grazie al supporto ed al sostegno del Municipio 8, in particolare dell’Assessora ai Diritti Giulia Pelucchi, la quale ci ha tenuto a dichiarare che “gli amministratori devono prendere posizione. Noi lo abbiamo fatto. I diritti di tutte e di tutti vanno tutelati. Sono piccoli gesti ma ricchi di significato. Il Municipio 8 ha scelto da che parte stare”.

La nostra lotta è il Mediterraneo

L’Assessore alle Politiche Giovanili, Paolo Romano ha aggiunto: “Per tanti di noi che sarebbero voluti partire per l’America e scendere pacificamente in strada, poter dipingere questa piazza significa fare anche nostra questa battaglia e ricordare che il razzismo esiste in Italia, anche a Milano, a partire dalle storie di chi ha attraversato il Mediterraneo”.

Più sensibilità

Noi Sardine milanesi ci auguriamo che questo sia l’inizio di un proficuo percorso di sensibilizzazione che unisca politica e associazioni in un impegno concreto e duraturo per fare delle differenze culturali, etniche, di genere e religiose la ricchezza di una società aperta, pacifica e multicolore.
Cordiali saluti.

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Covid-19, anche la Lombardia senza mascherina all’aperto

People For Planet - Lun, 07/13/2020 - 12:30

In arrivo molte novità per l’uso della mascherina, particolarmente rilevanti per la Lombardia che dovrebbe veder cadere l’obbligo di indossarla all’aria aperta, ultima regione che manteneva (e al momento mantiene) questa misura. Tuttavia, resta valido per tutti il principio che la mascherina va tenuta sempre a portata di mano e indossata, anche all’aperto, ovunque, nel momento in cui non si possa mantenere lo spazio di sicurezza di un metro tra persone. Resta ovunque l’obbligo di mascherina nei luoghi chiusi, almeno fino al 31 luglio. Le novità saranno ufficializzate domani con l’ultimo Dpcm, il decreto del presidente del Consiglio Giuseppe Conte che entrerà in vigore appunto martedì 14 luglio.

Mascherine dove e quando

Quindi le mascherine, e bene indossate, restano obbligatorie in tutti gli uffici pubblici, negozi e centri commerciali. Anche al ristorante quando ci si alza per andare alla cassa oppure al bagno, o quando si entra nelle palestre prima dell’allenamento, o sempre dal parrucchiere o nei centri estetici, negli ambulatori, nelle strutture sanitarie, nei musei, nei cinema o teatri, ma anche su treni, autobus e metropolitane. Dovranno continuare a indossarla senza sosta i commessi nei negozi, i ristoratori e i camerieri, ma anche il personale degli uffici pubblici e quello sanitario durante tutto l’orario di lavoro. Nei ricevimenti, solo gli ospiti potranno toglierla, ma solo se rispettano la distanza di sicurezza. 

La spiaggi di Sirolo, nel Conero, nelle Marche Più controlli nelle spiagge

Sulle spiagge, e nei locali della movida, ci saranno più controlli e già ne arriva notizia con multe salate per chi si è recato al mare senza prima prenotare un posto con l’apposita app. Verifiche e accertamenti anche negli uffici pubblici e soprattutto nei ristoranti, nei bar, nelle palestre, in tutti i punti di ritrovo. Ricordiamo che oltre la multa, per i gestori può scattare il ritiro della licenza e la chiusura temporanea del locale.

I tre pilastri “sacri”

Alla base delle nuove regole il principio di prudenza che si basa sui soliti tre punti: mascherina, almeno un metro di spazio tra le persone, lavaggio o disinfezione frequente delle mani. Un monito particolare arriva dal ministro della Salute Speranza a chi si sta accalcando nelle spiagge e fuori dai bar: “Se continueremo a rispettare le regole base, riusciremo a non vanificare quanto fatto finora. Sono sacrifici minori, ma i più importanti”.

In forse discoteche e fiere

Fiere, sagre, eventi pubblici e discoteche al chiuso potrebbero non vedere il semaforo verde neppure domani, essendo assembramenti per definizione: si attende il parere del comitato tecnico scientifico. Probabilmente il via libera arriverà solo per alcune regioni.

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Anche nascondere i soldi sotto al materasso comporta dei rischi

People For Planet - Lun, 07/13/2020 - 11:00

Siete dei risparmiatori o degli investitori?

Il risparmiatore è colui che trattiene una parte del proprio reddito e la lascia lì, in bella mostra sul conto corrente o in un cassetto di casa, in attesa di consumarla in futuro per un evento imprevisto o per l’acquisto di un bene. Non pianifica, non si pone obiettivi e accumula risparmi in attesa di «fare qualcosa».

L’investitore, invece, non si accontenta di questo. Vuole aumentare la sua ricchezza impiegando i sui risparmi nel tempo. Pertanto si «priva» dei suoi risparmi per un periodo definito con l’intento di farli crescere, in modo da raggiungere un preciso obiettivo di vita: per esempio, procurarsi la somma necessaria per iscrivere il figlio a un master all’estero.

Il risparmiatore vive alla giornata, l’investitore pianifica per obiettivi di vita.
Il risparmiatore mantiene tutto liquido o liquidabile in poco tempo, l’investitore si priva del suo risparmio per periodi lunghi, puntando a buoni rendimenti e proteggendosi dall’inflazione.
Il risparmiatore concentra il suo patrimonio finanziario, l’investitore tende a diversificare.
Il risparmiatore non vuole correre alcun rischio, l’investitore sa che nulla è esente da rischi, neppure tenere i soldi sul conto corrente.
Molti risparmiatori, infatti, pensano di stare al sicuro lasciando i propri soldi sul conto corrente (o su altro strumento simile, per esempio un conto deposito) o addirittura sotto l’iconico materasso. La verità, invece, è che proprio questo comportamento apparentemente sicuro genera perdite certe, perché soggetto a un fenomeno molto sottovalutato dai risparmiatori: l’inflazione, che è come un nemico invisibile!

Perché il pericolo inflazione sia così sottovalutato (soprattutto dal risparmiatore) è inspiegabile. Un investitore, al contrario, conosce bene il fenomeno e cerca strumenti per proteggersi.
L’inflazione è un virus, un fenomeno subdolo e vigliacco, un tarlo che si insinua nel nostro patrimonio e lo erode lentamente, senza che ce ne accorgiamo. L’inflazione, infatti, non è altro che l’aumento generalizzato dei prezzi.

In pratica, se nel 2000 avevamo risparmiato 100 euro, con quei soldi potevamo comprarci quaranta pizze da 2,5 euro ciascuna; oggi con gli stessi 100 euro possiamo comprare solo venticinque pizze, perché il prezzo è salito a 4 euro. I 100 euro sono sempre gli stessi, ma non hanno più lo stesso valore, visto che non ci consentono più di comprare gli stessi beni di vent’anni fa.

Questo significa che se vi limitate a lasciare i vostri risparmi sul conto corrente, il tempo e l’inflazione genereranno una perdita certa, anno dopo anno. Si verifica cioè una riduzione del cosiddetto «potere d’acquisto», che non vi permetterà più di comprare le stesse cose che compravate prima.

Ecco una tabella di semplice interpretazione che mostra la perdita di potere d’acquisto di 100.000 euro nel corso degli anni per effetto della crescita dei prezzi (inflazione) del 2% all’anno. Come potete vedere, mantenendo i vostri soldi fermi sul conto corrente al cospetto di un’inflazione del 2%, in cinque anni il vostro capitale di 100.000 euro subirà una perdita certa di 9.426,92 euro. In dieci anni la perdita sarà di 17.965,17 euro, in venti di 32.702,87 euro e in trenta di ben 44.792,91 euro!

Di fronte a questi numeri vi renderete conto che, se avete del risparmio accumulato o prevedete di accumularlo, vi conviene cercare una remunerazione adeguata per i vostri soldi.

Ma tutto questo in banca ve lo spiegano? Avete consapevolezza di questi concetti basici?

La consapevolezza finanziaria, come specificato nel mio libro “Soldi Gratis” (Sperling&Kupfer), viene prima della educazione finanziaria. Non si può più pretendere che un pensionato, una casalinga, un operaio o un imprenditore possa afferrare la logica che muove i mercati della speculazione o degli investimenti, ma piuttosto si deve ai cittadini di comprendere e usare al meglio gli strumenti alla base del rapporto di fiducia con la loro banca. Si tratta di cittadini che non hanno più tempo per acquisire le competenze necessarie a capire i concetti più complessi della finanza: troppo tardi, ormai.
Piuttosto, hanno bisogno di indicazioni precise, pratiche, simili a quelle dei tutorial che cerchiamo sul web quando, per esempio, il nostro smartphone si blocca e vogliamo rimediare da soli. Lo facciamo tutti, senza avere una laurea in ingegneria informatica.

Foto di copertina di Alexas_Fotos da Pixabay

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3 modi naturali per sbiancare i vestiti senza usare la candeggina!

People For Planet - Lun, 07/13/2020 - 10:00

Dal canale YouTube Cookist un modo alternativo per fare a meno della candeggina nelle nostre abitudini quotidiane.

E’ infatti meglio evitare l’utilizzo prolungato (e in generale l’uso) della candeggina, in quanto oltre ad essere pericolosa per chi ne respira i fumi, quando si abbonda può addirittura corrodere alcuni materiali.

Qui di seguito come far tornare bianchi i nostri capi in poche semplici mosse!

Fonte: Cookist

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Limone: si può mangiare la buccia?

People For Planet - Lun, 07/13/2020 - 08:00

Quando andiamo al supermercato troviamo diversi tipi di limoni, di qualità e prezzi diversi.

Il limone è un agrume che si trova disponibile quasi tutto l’anno, non solo perché viene conservato, ma anche perché le piante sono tra le poche in grado di fare più fioriture, fornendoci nuovi raccolti che, a seconda della tipologia di pianta, maturano in inverno, in autunno ma anche in primavera.

Anche i Limoni hanno l’etichetta. Leggila bene

Al supermercato, quando si acquistano i limoni, così come tutta la frutta e la verdura, è bene però leggere sempre con attenzione l’etichetta e le diciture dei cartelli sugli espositori. Si possono scoprire notizie interessanti e utili, come ad esempio la provenienza, che ci può aiutare a fare una spesa il più possibile a “km zero”, dato che in Italia questo tipo di agrume non manca. Secondo dati Istat, in Italia ogni anno si producono più di 400 mila tonnellate di limoni, molti dei quali hanno ottenuto negli anni certificazioni di qualità, come ad esempio il marchio IGP.

La buccia del limone

Spesso la buccia del limone viene usata in cucina, grattugiata, in infusione con the o tisane, candita o usata per preparare cocktail o il famoso limoncino. Anche se spesso non ci si fa caso, non sempre la buccia del limone si può mangiare o usare per questi scopi. In etichetta infatti si trova anche la dicitura “edibile” o “non edibile” ed è importante cercare questa informazione perché è anche utile per la salute.

Alcune volte non è così semplice scoprire questo dato, soprattutto quando si comprano i limoni sfusi, sia al supermercato che al mercato: in questo caso solitamente l’indicazione è sull’etichetta che riporta il prezzo. Si tratta di indicazioni scritte solitamente in piccolo, però è bene farci caso e, nel caso in cui non si trovi, è bene richiederla al negoziante.

Buccia “non edibile”: cosa significa?

Quando sull’etichetta è riportata la dicitura “buccia non edibile”, significa che la buccia non si può mangiare o usare in cucina, nemmeno se ben lavata. Il limone, in questo caso, dopo la raccolta, è stato sottoposto ad un trattamento, in genere con un prodotto antimuffa o che migliora l’estetica della buccia e che ha un certo grado di potenziale tossicità. In genere è indicato anche il tipo di prodotto usato, con una sigla preceduta dalla lettera E, come si fa con gli additivi alimentari.

Si tratta di trattamenti autorizzati, che per la loro quantità ridotta e per il fatto che sono realizzati sui limoni già raccolti, dovrebbero mantenere una pericolosità limitata alla sola buccia e non penetrare nel frutto. Per questo quindi non si deve mangiare, usare in cucina o anche in infusione (ad esempio nel the o per fare liquori). Se si vuole usare la buccia, è meglio prediligere i limoni che hanno l’indicazione “buccia edibile” o “buccia commestibile”.

Buccia “edibile”

La dicitura “buccia edibile” indica che la buccia si può mangiare, perché questo tipo di trattamento post raccolta non è stato realizzato o è stato fatto con prodotti che sono stati classificati come non tossici. Anche questi prodotti sono indicati con una sigla preceduta dalla lettera E.

Anche se riporta la dicitura “buccia edibile”, può darsi che il limone abbia subìto, durante la permanenza in campo, qualche altro tipo di trattamento durante l’anno, così come previsto dai disciplinari dei vari tipi di coltivazione di riferimento.

I trattamenti possono essere anche molto pochi o di minor impatto per l’ambiente, come nel caso del biologico. Questo è un altro elemento che possiamo conoscere dall’etichetta. La legge prevede che il termine “biologico” possa essere usato solo dopo aver ottenuto una certificazione da un ente accreditato che controlla il rispetto del disciplinare, e tutto questo deve essere indicato in etichetta, con tanto di numero per poter risalire al lotto di produzione.

L’etichetta, sempre lei… meglio leggerla bene

Come i limoni, anche molti altri agrumi hanno questa indicazione sulla buccia perché subiscono questi trattamenti, così come molti altri tipi di frutta subiscono lavorazioni simili. Il consiglio è di leggere sempre bene l’etichetta per capire il modo in cui sono prodotti e poter scegliere in maniera consapevole. In questo video abbiamo raccolto qualche consiglio dell’agronomo Francesco Beldì su come fare la spesa e come scegliere frutta e verdura.

Foto di Hans Braxmeier da Pixabay

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Festa abusiva: denunciati | «No al panino da casa»: è caos in spiaggia | Polonia: testa a testa tra sovranisti ed europeisti

People For Planet - Lun, 07/13/2020 - 06:25

Corriere della Sera: Elezioni presidenziali in Polonia, per gli exit poll è testa a testa tra sovranisti ed europeisti;

Il Giornale: Flotta per i migranti infettati: il nuovo piano contro il virus;

Il Manifesto: Atlantia cerca di evitare la revoca di Autostrade. Ma i Benetton, pur ridimensionati, restano;

Il Mattino: Corvi e soffiate, quattro carabinieri finiscono sotto indagine al Vomero. Sicurezza, al Vomero arriva il prefetto: «Grande sintonia con le associazioni» Mercatino di Antignano, tragedia sfiorata al Vomero: albero rischia di crollare sulla folla Napoli, ragazzi picchiati in via Petrarca per uno sguardo di troppo. Denunciato 20enne, caccia ai complici;

Il Messaggero: Festa abusiva all’Argentario: 350 invitati, troppi assembramenti. Denunciati padre e figlio;

llsole24ore: Dalla Cig alle politiche attive, ecco i nuovi ammortizzatori – Com’è la nuova cassa Covid – Perché è miope investire altre risorse nel rinnovo del blocco dei licenziamenti;

Il Fatto Quotidiano: Coronavirus, è nuovo record di casi in 24 ore: 230.370 positivi. Usa, Brasile India e Sudafrica sono i Paesi con gli aumenti più rilevanti;

La Repubblica: Record di casi in Florida: più di 15 mila in 24 ore. La Catalogna ordina il lockdown per 8 comuni;

Leggo: «Vietato mangiare il panino portato da casa»: scoppia il caos in spiaggia;

Tgcom24: Migranti, la governatrice della Calabria a Conte: “Intervenga subito o vieto gli sbarchi;

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Pagaiare in canoa a Milano

People For Planet - Dom, 07/12/2020 - 21:00

Il canottaggio è uno straordinario sport per sviluppare corporatura e muscoli, è adatto a tutti, anche i bambini, e poterlo fare in città, nel nostro caso Milano, è un piacere unico.

Conosciamo la Canottieri San Cristoforo, con interviste a Simone Lunghi, Responsabile settore Canoa, e alcuni dei ragazzi presenti alla lezione.

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Il burro: meglio giallo o bianco? L’importante è leggere l’etichetta

People For Planet - Dom, 07/12/2020 - 17:00

Perché all’estero si trova soprattutto burro giallo, e in Italia bianco? Perché per tradizione culinaria difendiamo piuttosto il re della dieta mediterranea, l’olio extra vergine d’oliva (evo), mentre sul burro non abbiamo grosse normative qualitative che ne difendano, ad esempio, la denominazione. Quindi sostanzialmente da noi si definisce “burro” una varietà di prodotti anche molto diversi tra loro, che proprio per questo motivo dovremmo imparare a valutare da soli, tenendo ben presente che il burro è comunque – bianco o giallo – un alimento da mangiare con moderazione.

Tutto quello che vuoi sapere sul burro bianco e quello giallo

«Il burro giallo è un burro di migliore qualità. La colorazione dipende dalla qualità del nutrimento: se l’animale pascola e bruca erba fresca, introduce più betacarotene. Al contrario, le mucche in stalla che si nutrono prevalentemente di fieno o mangimi producono un latte, e quindi un burro, più bianco». Nicola Di Daniele, docente di medicina interna all’Università di Tor Vergata, esperto in nutrizione, non è particolarmente amante di questo ingrediente. «Non è certo il massimo per chi, come noi, ha a disposizione piuttosto l’olio extra vergine di oliva. Il burro contiene grassi polinsaturi e monoinsaturi, che aumentano gli LDL, le lipoproteine comunemente conosciute come colesterolo cattivo, prima causa di arteriosclerosi e quindi infarti e ictus. Al contrario, l’olio evo contiene tra l’altro antinfiammatori naturali che aiutano a vivere meglio e in salute».

Il burro non è tuttavia da demonizzare. «Ha un punto di fumo molto alto, attorno ai 250 gradi, quindi regge la cottura molto meglio dell’olio evo e si presta quindi bene per esempio per la preparazione di torte. Inoltre, a crudo, contiene vitamina A, specialmente se parliamo di burro di buona qualità. Ce ne possiamo concedere però non più di 20 grammi al giorno: sia per la longevità, che per la salute, che per allontanare il rischio di malattie croniche degenerative». Questo anche perché il burro è un alimento fortemente calorico, e la nostra grande arma, oggi, contro le malattie mortali più diffuse è proprio la riduzione delle calorie. “Meno calorie significa più vita”, mentre è chiaro che è fondamentale anche scegliere le calorie “giuste”. Quindi no prima di tutto agli zuccheri (yogurt alla frutta, succhi – anche quelli 100% frutta – gelati, dolci), mentre «è sempre preferibile scegliere un alimento di origine vegetale rispetto a uno di origine animale. Questo non significa eliminare completamente grassi e proteine animali, ma ridurle a un contributo molto modesto».

Il burro più giallo è migliore anche perché l’erba, grazie alla presenza di Omega 3, ne migliora la consistenza, rendendolo più morbido.  Stesso discorso per i metodi di preparazione del burro, «quello centrifugato è generalmente molto apprezzato perché più soffice». Tornando alla colorazione, attenzione: «sebbene sia vietato aggiungere coloranti, può succedere che alcuni marchi trovino questa soluzione per far sembrare il loro burro migliore: quindi, come per tutti gli alimenti, è indispensabile anche per il burro leggere attentamente gli ingredienti».

Per il resto, per scegliere un buon burro si dovrebbe «evitare il chiarificato, che è ancora peggio del burro bianco perché gli vengono tolte le proteine e rimane solo il grasso saturo, che, come detto, non è buono per la salute», conclude Di Daniele.

Foto di congerdesign da Pixabay

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Realizziamo sabbia cinetica a costo zero e 100% naturale

People For Planet - Dom, 07/12/2020 - 14:00

Dal canale YouTube DONDOI un divertente ( e sorprendente!) esperimento adatto sia ad adulti che ai bambini (purché non al di sotto dei tre anni) per vivere un’esperienza assolutamente unica.

Realizziamo in casa la sabbia cinetica (o Kinetic Sand) materiale generalmente composto al 98% da sabbia naturale e per il 2% da un polimero non tossico, che le conferisce la malleabilità tipica della plastilina. noi lo faremo in casa usando solo prodotti 100% naturali! Cosa ci serve:

  • Farina 8 tazze;
  • Olio vegetale 1 tazza
Fonte: DONDOI

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Vuoi comprare un’auto con me?

People For Planet - Dom, 07/12/2020 - 11:00

I gruppi d’acquisto per non essere acquirenti passivi

Consociare gli acquisti è uno strumento fondamentale per migliorare il mondo. Si parla tanto di cambiare il paradigma per affrontare il drammatico momento di cambiamento che stiamo vivendo. Ecco non essere più consumatori isolati sottomessi alla volontà delle multinazionali è un modo per cambiare le carte in tavola.

La sfida che ci sta davanti rende indispensabile che i consumatori autogestiscano una parte del sistema di acquisti. Non più acquirenti passivi, in balia delle offerte di mercato e degli aumenti di prezzo dovuti ai costi di pubblicità e distribuzione che alla fine ricadono sulle tasche dei consumatori.

Far parte di un gruppo di acquisto è semplice ma ci permette di far valere il nostro potere di acquisto: forse lo strumento più potente in mano oggi ai cittadini.

Uno strumento per difendere i consumatori

Siamo in un momento di grandi cambiamenti e i gruppi di acquisto sono uno strumento formidabile per difendere i consumatori, ottenere cioè prezzi più bassi e maggiori garanzie. Ma sono anche uno strumento per determinare le scelte della grande industria.

I Bilanci di Giustizia, storico gruppo che ha consociato da anni gli acquisti primari (sopratutto alimenti), ha calcolato un risparmio annuo per ogni famiglia pari a uno stipendio mensile.

Quanto risparmierebbe una famiglia se riuscissimo a consociare le spese per servizi (gas, luce, telefonia, connessione) beni di consumo e acquisto di beni durevoli (auto, elettrodomestici ecc)?

Il gruppo d’acquisto per le auto

Ma facciamo un passo per volta, se vuoi comprare un’auto ibrida, elettrica o a gas o trasformare in un’ibrida a gas la tua auto a benzina puoi farlo beneficiando di prezzi e condizioni particolari. L’auto la compri tu, è tua, ma le condizioni sono collettive e sicuramente sono le migliori che puoi ottenere oggi. Per offrirti questo risultato abbiamo stretto un accordo con Il Gai, Gruppo d’Acquisto Ibrido, che da anni ha un’esperienza di successo e ha permesso a più di 1.500 persone di comprare un’auto a condizioni vantaggiose. L’esperienza è stata positiva anche dal punto di vista del rapporto successivo all’acquisto con la concessionaria: se si verifica qualsiasi tipo di problema far parte di un gruppo che acquista centinaia di autovetture è ben diverso che trovarsi a trattare da soli con il concessionario…

Iscriviti al gruppo d’acquisto. È facile!

E’ molto semplice iscriversi al gruppo d’acquisto auto, basta compilare questo form > www.gruppoacquistoibrido.it

Se poi acquisterai un’auto con il gruppo d’acquisto tramite People for Planet avrai gratuitamente un disegno originale a colori di Jacopo Fo della serie “Animali Fantastici”. Basterà che ad acquisto avvenuto tu ci invii una email a info@peopleforplanet.it indicando il numero della targa e ti invieremo il disegno a casa per festeggiare!

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Il futuro della popolazione del mondo (Video 4)

People For Planet - Dom, 07/12/2020 - 09:00

Mentre nei Paesi occidentali ci si incammina verso un invecchiamento generale e in certi luoghi non si fanno più figli, l’Africa nel 2050 raddoppierà la propria popolazione. Bisognerà studiare questi trend, anche per capire consa significa per la Terra e quali saranno le tendenze che questi cambiamenti demografici porteranno. Ce ne parla Roberto Paura, presidente dell’Italian Institute For the Future.

L’Italian Institute For the Future è un’organizzazione no – profit nata a Napoli nel 2013 che si occupa di anticipare il futuro. Abbiamo raccontato cos’è in questo video.

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Covid-19. I dati nel mondo. Cresce in Usa, genocidio in Brasile. In Italia 5 regioni con RT superiore a 1

People For Planet - Dom, 07/12/2020 - 08:00

La Johns Hopkins University raccoglie i dati di casi confermati e morti per coronavirus in tutti i paesi. Secondo i dati all’11 luglio sono gli Stati Uniti ad avere il più alto numero di casi accertati e di morti, l’Italia è tredicesima per numero di casi (sorpassata questa settimana da Iran, Sud Africa e Pakistan) e quarta per numero di morti (rispetto all’Italia sono più i morti registrati negli Usa, in Brasile e nel Regno Unito).

Complessivamente nel mondo dall’inizio della pandemia si sono registrati 12.499.000 casi (1.418.000 nuovi casi nell’ultima settimana, dato in forte aumento rispetto alla settimana precedente) e 560.000 morti (35.000 in più rispetto a 7 giorni fa, dato in leggero aumento rispetto alla settimana precedente).

Si conferma quindi che non si può parlare di “seconda ondata” poiché la rima non è mai terminata.

La diffusione della pandemia non si ferma ma continua a diminuire il tasso di letalità

Ormai per la nona settimana consecutiva il confronto tra incremento di casi e di morti a livello mondiale conferma l’ipotesi che, mentre il virus continua a diffondersi, la sua letalità stia diminuendo. Il tasso di letalità dall’inizio della pandemia è stato del 4,5% sui casi accertati mentre nell’ultima settimana è stato del 2,5%.

Negli Usa 390.000 casi nell’ultima settimana. Di più che tutti quelli dell’Italia dall’inizio della pandemia

Continua l’impressionante escalation di casi negli Usa, dove nell’arco di una settimana si è passati da 2.795.000 a 3.185.000. Nello stesso periodo il numero dei morti per Covid-19 in Usa è cresciuto da 129.000 a 134.000.

In una sola settimana gli Usa hanno avuto più casi che in Italia dall’inizio della pandemia.

Lo stato di New York da solo conta ad oggi oltre 32.000 morti ma per fortuna, almeno in questo stato, il numero di morti settimanali è fortemente rallentato. Resta altissimo nello stato di New York il numero dei ricoverati: 71.000

La pandemia rallenta in Europa, in Brasile 6.000 nuovi morti in una settimana.

Mentre nell’insieme dei paesi europei si registra un complessivo rallentamento della diffusione del virus, continua l’esplosione in Brasile dove solo nell’ultima settimana si sono registrati 6.000 nuovi morti , ancora di più che nella settimana precedente. Il Brasile è il paese con il numero di casi e di morti più alto al mondo dopo gli Usa, mentre il presidente brasiliano Bolsonaro continua a minimizzare la questione anche dopo essere stato colpito a sua volta dal Covid-19i. Sono ormai in molti a sostenere che Bolsonaro si stia macchiando di un genocidio a carico in particolare delle popolazioni native del Brasile e degli abitanti delle favelas.

Oltre al Brasile, in Sud America sono particolarmente toccati dall’escalation del virus il Perù, il Messico e il Cile, tutti presenti nella triste classifica dei 10 paesi con il maggior numero di casi accertati.

Altro paese che segnala un preoccupante sviluppo della diffusione è l’India con173.000 nuovi casi nell’ultima settimana, in ulteriore aumento rispetto alla settimana precedente quando i casi erano stati 137.000

Italia: la diffusione del coronavirus rallenta e si concentra in Lombardia. Cresce l’indice RT in alcune regioni

In Italia il numero dei nuovi casi accertati tende a ridursi ed a concentrarsi in Lombardia.

Mentre la magistratura continua le sue indagini sulla Lombardia (le mancata zona rossa di Alzano, la riapertura dopo 3 ore del pronto soccorso senza precauzioni dopo che era stato registrato un caso di covid-19, la strage nelle Case di Riposo) è da segnalare che, sempre secondo i dati ufficiali, dei nuovi casi di positività al covid19 in Italia nell’ultima settimana circa il 60% sono stati riscontrati nella sola Lombardia. Come ha dichiarato nei giorni scorsi  il prof. Galli virologo dell’Ospedale Sacco di Milano, i dati (solo numerici) forniti dalla regione non consentono di comprendere la natura dei casi accertati e l’esistenza o meno di focolai nel territorio.

Altro dato preoccupante, secondo il monitoraggio settimanale del Ministero della Salute, è che in 5 regioni (Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Lazio) l’indice RT che indica la capacità di diffusione del virus è salito sopra a 1.

I dati ufficiali per paese: casi accertati e morti

Di seguito i dati ufficiali dei 10 paesi con più casi accertati e più morti per Covid-19 in base alle statistiche ufficiali all’11 luglio.

I segni (+) e (-) indicano le variazioni nel ranking rispetto a 7 giorni fa.

Casi confermati

  • 3.185.000 Stati Uniti
  • 1.801.000 Brasile
  • 821.000 India (+)
  • 713.000 Russia (-)
  • 320.000 Perù
  • 309.000 Cile
  • 290.000 Regno Unito
  • 289.000 Messico (+)
  • 254.000 Spagna (-)
  • 253.000 Iran (+)
  • L’Italia è 13a con 243.000 casi preceduta anche da Sud Africa e Pakistan

Morti

  • 134.000 Stati Uniti
  • 70.000 Brasile
  • 45.000 Regno Unito
  • 35.000 Italia
  • 34.000 Messico (+)
  • 30.000 Francia (-)
  • 28.000 Spagna
  • 22.000 India
  • 12.000 Iran
  • 11.000 Perù

Foto di Nick Bolton (USA): “questo è solo un intervallo”

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