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L’uomo che ha reinventato la ruota (Video)

People For Planet - Mar, 06/02/2020 - 08:00

Wheel saves the world”, la ruota che salverà il mondo, o più semplicemente “ruota salva mondo”.
L’idea è di usare le ruote di un’auto elettrica per ricaricare le batterie dell’auto stessa sfruttando il peso del veicolo e la compressione del pneumatico sul terreno. Compressione che attiva dei pistoni in grado di far girare un motore idraulico collegato a un generatore di corrente.

Intervista a Roberto Apollonio di Wheel Saves The World. flowplayer.conf.analytics = "UA-11693000-17"; flowplayer.conf.container = "#player_423"; p = flowplayer(flowplayer.conf.container, { splash: 'https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/423/output/thumb.jpg', aspectRatio: "16:9", key: '$995340359991288', clip: { sources: [ { type: 'application/x-mpegurl', src: 'https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/423/output/Wheels-saves-the-world.mp4_master.m3u8' }, { type: 'video/mp4', src: 'https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/423/Wheels-saves-the-world.mp4' } ] } })

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“Morto per asfissia” polizia solidale con Floyd | Effetti da lockdown anche per i cani | Bonus vacanze: come chiederlo

People For Planet - Mar, 06/02/2020 - 06:25

Il Fatto Quotidiano: Mattarella:“L’unità morale viene prima della politica. Le istituzioni siano all’altezza del dolore dei cittadini. L’Italia non è più sola. L’Ue ha ritrovato il suo spirito”;

Il Messaggero: Floyd, tre vittime e 50 agenti feriti. Nuova autopsia: «Morto per asfissia» Poliziotti solidali con i manifestanti. Floyd, arrestata Chiara de Blasio la figlia del sindaco di New York L’ira di Naomi Campbell: «Abusano dell’autorità su persone innocenti»;

Il Manifesto: Le voci degli attivisti: «L’epidemia ci spaventa ma il razzismo è peggio»;

Corriere della Sera: Trump ai governatori: «Arrestate i manifestanti o farete la figura degli idioti» Antifa, cos’è il movimento di estrema sinistra;

Leggo: Coronavirus, ecco lo studio del San Raffaele citato dal prof. Zangrillo: «Dieci volte più debole rispetto a marzo»;

Il Sole 24 Ore: Oms: il virus non è diventato meno patogeno. Spagna, zero vittime in 24 ore. In Brasile 500mila casi – Trump rinvia il G7;

La Repubblica: Immuni, la prima prova: come funziona, dove scaricarla e come configurarla. Primo test in quattro regioni – Attenzione alla finta email: c’è un virus informatico da scaricare;

Tgcom24: Effetti da lockdown anche per i quattro zampe: i gatti rimasti “intossicati” da disinfettanti, ai cani mancano “gli amici”;

Il Mattino: Bonus vacanze, come chiederlo e come utilizzarlo: app in arrivo a metà giugno.Virus, cosa cambierà il 3 giugno? Ecco 14 cose che non potremo ancora fare;

Il Giornale: Merkel ha un nuovo obiettivo. Ci impone il suo “sovranismo”. Con l’Ue a guida tedesca, la Cancelliera mette in atto il suo piano. E adesso il sovranismo piace anche a Berlino.

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Usa in fiamme. I VIDEO dalle varie città

People For Planet - Lun, 06/01/2020 - 18:00

Incendi alla Casa Bianca, strade di New York attanagliate dalle proteste, e i negozi di Santa Monica, in California, saccheggiati mentre continuano le proteste pacifiche nelle principali città degli Stati Uniti. La Guardia Nazionale è stata schierata per affiancare i dipartimenti di polizia locali, dozzine di sindaci hanno esteso il coprifuoco.

Ecco il quadro della situazione oggi nelle varie località Usa, come riportano il NYT e gli altri media americani dopo l’assassinio di Floyd

Minneapolis

A Minneapolis epicentro delle manifestazioni, circa 200 manifestanti sono stati arrestati dopo aver tentato di marciare lungo un interstatale dopo l’inizio del coprifuoco fissato alle 20. Un tir ha cercato di investire la folla dei manifestanti.

New York

A New York i manifestanti hanno marciato attraverso i ponti di Brooklyn e Williamsburg.

From the courthouse steps, the Manhattan-based march declared, “Now, we’re heading to Brooklyn!” Now, demonstrators have hopped onto BK-bound traffic lane on Brooklyn Bridge. pic.twitter.com/4azVDqIso0

— Derek M. Norman (@derek_m_norman) June 1, 2020

La figlia del sindaco, Chiara de Blasio, 25 anni, è tra i manifestanti arrestati.

Columbus

A Columbus, nell’Ohio, la polizia ha sparato a freddo e ferito una manifestante che esponeva un cartello di protesta.

California

La California ha ordinato la chiusura di tutti gli edifici statali nelle “aree del centro città” e il governatore Gavin Newsom ha dichiarato lo stato di emergenza per la contea. Saccheggi a Santa Monica e Long Beach. Un ufficiale di polizia ha subito una ferita da arma da fuoco mentre era in servizio a Venice. Un elicottero di una emittente tv a Los Angeles ha ripreso un SUV della polizia mentre guidava contro un gruppo di manifestanti, facendo cadere a terra due persone.

Birmingham

A Birmingham, in Alabama, i manifestanti hanno demolito un monumento commemorativo confederato.

Protesters pull down confederate monument in Linn Park. @WBRCnews pic.twitter.com/CWU12oJjyC

— Brittany Dionne (@BrittanyDtvNews) June 1, 2020 Boston

A Boston un SUV della polizia è stato dato alle fiamme vicino alla State House.

Filadelfia

A Filadelfia agenti di polizia in tenuta antisommossa appoggiati da  veicoli blindati hanno usato spray al peperoncino per respingere i manifestanti.

PPD SWAT vehicle appear at 52nd Arch St shooting pepper spray to disperse crowds pic.twitter.com/Jbnp0n3TYi

— Antonio (@BooneNotBoom) May 31, 2020 Chicago

A Chicago il trasporto pubblico verso il centro è stato sospeso a tempo indeterminato.

Portland

A Portland, in Oregon, la polizia si è scontrata con i manifestanti che hanno rotto le finestre del tribunale federale. La polizia ha sparato gas lacrimogeni mentre i manifestanti che lanciavano fuochi d’artificio contro i poliziotti.

Louisville

A Louisville un confronto duro tra polizia e manifestanti è stato disinnescato da una donna che si è fatta avanti e ha stretto un ufficiale di polizia in tenuta antisommossa in un lungo abbraccio.

She just went in for the hug, and the officer accepted. Lasted almost a minute. Incredible pic.twitter.com/rJjvN0yhXz

— Roberto Ferdman (@robferdman) June 1, 2020

Purtroppo in un’altra parte della città almeno una persona è stata colpita a morte da colpi di arma da fuoco.

Minneapolis, foto di Victor J. Blue perr The New York Times

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Christian: il bambino che pulisce la spiaggia dai rifiuti e dall’inciviltà

People For Planet - Lun, 06/01/2020 - 17:00

La diffusione del coronavirus e lo stravolgimento delle nostre vite sembra aver cancellato in un batter d’occhio tutti gli sforzi fatti in questi anni per la salvaguardia dell’ambiente: il paesaggio urbano e quello naturale, ora, sono invasi dai nuovi rifiuti: guanti e mascherine che vengono abbandonati ovunque e, con il ritorno della bella stagione, le nostre spiagge iniziano a partorire dal loro grembo di sabbia le centinaia di mozziconi di sigaretta e i molteplici residui di plastica vomitati dal mare.

Ma, ancora una volta, c’è chi deve fare da esempio contro l’inciviltà e remare contro-corrente per far capire alla collettività che il cambiamento è possibile solo se parte del basso e soltanto se è condiviso: qualche giorno fa, vi abbiamo parlato di Nonno Pasquale che, a 93 anni, tutti i giorni percorre 60 Km per prendersi cura del suo amato mare. Così anche Christian, a soli 7 anni, una volta giunto sulla spiaggia di Castellamare di Stabia con la sua mamma, non è riuscito a rimanere indifferente di fronte alla marea di rifiuti abbandonati sulla riva e ha iniziato a raccoglierli.

Castellammare, un bambino ripulisce una spiaggia dai rifiuti e dalle cicche lasciate dagli adulti. Gli adulti sporcano e inquinano le spiagge e i bambini le ripuliscono. Questo almeno è quello che è accaduto a Castellammare di Stabia presso il lido “la Calcina” dove un bambino armato di paletta, bustine, amore per il territorio e buone intenzioni si è messo a ripulire la spiaggia dai rifiuti e dalle cicche di sigaretta.
A riportare la notizia è stata la stessa madre del giovane ragazzo attraverso un post su Facebook condiviso sul gruppo pubblico “Sei stabiese D.O.C. se…”, “Io come madre da sempre sensibilizzo i miei figli alla cura dell’ambiente affinché siano civili e non diventino i zozzoni di domani!”- dice la donna attraverso quel post.
“La Calcina è una spiaggia pubblica e purtroppo è perennemente sporca a causa dell’inciviltà di molte persone. Molti fumatori hanno la cattiva abitudine di fumare a riva di mare e di spegnere poi la sigaretta nella sabbia e di abbandonarla li, che poi andrà finire in mare. Bisognerebbe quanto meno utilizzare un portacicche per non inquinare la spiaggia con i mozziconi, se non si fumasse affatto, dato che le spiagge sono luoghi pubblici con una forte presenza di bambini, sarebbe anche meglio. Ci si lamenta tanto che si hanno a disposizione poche spiagge pubbliche e poi quelle poche che si sono vengono ridotte a delle pattumiere, invece dovremmo tutelarle e salvaguardarle prendendocene cura. Quello del bambino è stato un gesto molto bello che speriamo possa sensibilizzare tanti adulti ad essere più civili e a prendersi cura del patrimonio pubblico, dobbiamo rispettare l’ambiente e salvaguardare le spiagge ed il mare che sono beni preziosi
.” hanno commentato il Consigliere Regionale Francesco Emilio Borrelli e Marilena Schiano Lo Moriello, responsabile dei Verdi di Castellammare.

E’ assodato che i gesti nobili di Nonno Pasquale e Christian debbano essere presi come esempio, ma è davvero così difficile capire che per raggiungere il bene collettivo e vivere in armonia è necessaria la collaborazione di tutti? Dove sono andati a finire tutti i buoni propositi che abbiamo progettato durante la quarantena? Un nuovo mondo è (ancora) possibile? Il cambiamento è nelle nostre mani.

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Il virus è morto? O siamo noi che ci siamo adeguati?

People For Planet - Lun, 06/01/2020 - 15:51

Il coronavirus, o covid-19, o ancora meglio il virus Sars-CoV-2 continua a infettare e circolare, ma sempre con maggiore forza gli esperti ci dicono che l’epidemia è meno grave, e lo dicono già da tempo, in verità. Adesso addirittura ci informano che il virus è clinicamente morto, come sostenuto dal professor Alberto Zangrillo, direttore della terapia intensiva del San Raffaele di Milano. Zangrillo è noto però anche per aver polemizzato da subito con le misure di contenimento del virus, come il lockdown, oltre ad esser noto per aver assistito negli ultimi 30 anni la salute di Silvio Berlusconi, con il quale condivide la passione politica e l’attenzione all’estetica.

Virus morto? Assoluto sconcerto dell’Iss

Detto ciò, le sue parole hanno sconvolto l’Istituto Superiore di Sanità. Franco Locatelli – presidente del Consiglio superiore di sanità e componente del comitato tecnico scientifico (Cts) – ha reagito con “assoluto sconcerto” e “grande sorpresa”. E anche per il sottosegretario alla Salute Sandra Zampa lo ha definito “un messaggio sbagliato che rischia di confondere gli italiani”.

«Ho grande stima e fiducia in Zangrillo – ha detto invece Matteo Bassetti, direttore della clinica di Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova. È un signor ricercatore e anestesista”. E spiega: “È stata forse mal interpretata la sua dichiarazione. Fondamentalmente Zangrillo dice che la malattia che oggi noi vediamo è molto diversa da quella che vedevamo due mesi fa. E questa non è la sensazione che ha solo Zangrillo, ma che abbiamo tutti noi che siamo sul campo”. Certo è che le parole scelte da Zangrillo non includono certo “sensazione”, ma termini ben più perentori:

Lo studio principale citato da Zangrillo è stato condotto all’Ospedale San Raffaele di Milano, ed è in via di pubblicazione su una rivista scientifica. Dice che tra marzo e maggio la quantità di virus presente nei soggetti positivi si è ridotta. “Analizzando 200 nostri pazienti — ha fatto sapere Massimo Clementi, direttore del Laboratorio di Microbiologia e Virologia del San Raffaele e professore all’Università Vita-Salute, e curatore del lavoro —, abbiamo paragonato il carico virale presente nei campioni prelevati con il tampone. Ebbene i risultati sono straordinari: la capacità replicativa del virus a maggio è enormemente indebolita rispetto a quella che abbiamo avuto a marzo. E questo riguarda pazienti di tutte le età, inclusi gli over 65».

La Capua frena, e non solo lei

Ilaria Capua questa mattina a Radio2 ha detto: “Il fatto che il virus sia clinicamente morto è vero. Ma il clinicamente ovviamente riguarda noi. Siamo noi a essere cambiati in meglio nell’affrontarlo, non il virus”. Cosa significa? Che restano grandi dubbi su quanto afferma Zangrillo: uno studio resta uno studio, e per di più in questo caso circoscritto all’esperienza di un ospedale e a soli 200 pazienti, e, per di più uno studio ancora neppure pubblicato su una rivista scientifica. È possibile che covid-19 si sia indebolito, e noi lo speriamo tanto. Ma finora nessuno ha prodotto prove concrete in questo senso.

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Gilet Arancioni: ci mancavano pure questi

People For Planet - Lun, 06/01/2020 - 15:00

Dai forconi ai gilet, l’ex generale dei carabinieri Pappalardo ama le manifestazioni di piazza.

Quello che di sé dice:  «Sono un artista, tra i più grandi musicisti del mondo. La segreteria di Trump mi ha chiesto di comporre qualcosa in suo onore. In Vaticano sono considerato un genio illuminato da Dio» è riuscito a radunare in 30 città italiane gruppi di sostenitori con idee per lo meno bizzarre.

Ovviamente si parte da: il Covid-19 non esiste: «È un Cavallo di Troia questo virus perché non esiste e ci stanno facendo fallire. Non so quale sia il loro disegno, vogliono rifare le regole sociali, venderci alla Cina? Vogliono confinarci e schedarci tutti». 

E così via, di delirio in delirio. Potete leggere alcune perle dell’ex generale in un’intervista rilasciata a  Fabrizio Roncone del Corriere della Sera e potete ascoltare la diretta Facebook di Andrea Scanzi ieri sera dove il giornalista racconta la fulgida carriera di Antonio Pappalardo.

Ci sarebbe veramente da ridere se la questione non fosse seria e soprattutto pericolosa. Non solo, il fatto che Pappalardo sia in grado di raccogliere intorno al suo vaneggiare centinaia di persone ci dà la misura del problema e merita una riflessione, o forse anche più di una sullo stato culturale di questo Paese.

I Gilet Arancioni non sono nati in questi giorni, nell’ottobre del 2019 si erano presentati alle elezioni regionali dell’Umbria raccogliendo lo 0,13% per un totale di 587 voti. Una miseria, pensiamo tutti, ma comunque sempre di più di parenti e amici.

Chiedono di uscire dall’Europa –  e come ti sbagli? – proponendo il recupero della sovranità monetaria stampando la nuova Lira, del valore di un Euro, della Repubblica federale d’Italia.

Affermano che le vittime del Covid sono solo poche decine e considerano importante boicottare le mascherine in quanto “simbolo del complotto internazionale”.

Luigi Manconi su Repubblica li chiama: Sovversivi da avanspettacolo. “Non sono i disubbidienti, questi: sono gli screanzati. Non sono gli obiettori di coscienza, ma il Partito di chi parcheggia in terza fila”.

E continua: “È l’atteggiamento di chi attraversa con il rosso e butta le cartacce per terra in base a un assoluto filosofico che si riassume così: e perché non dovrei?”

Una sorta di ribellione anarcoide, la loro, ma senza alcun fondamento se non l’arroganza ignorante.

Sono gli stessi che gettano guanti e mascherine usate per terra, sono gli stessi che ti suonano appena scatta il verde al semaforo, sono gli stessi che… riempite i puntini a piacere.

Ridiamoci su, facciamo satira, ma teniamoli d’occhio.

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Fonte immagine: Adnkronos

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Christo: l’uomo che impacchettava il mondo

People For Planet - Lun, 06/01/2020 - 12:07

Malgrado l’età Christo non era certo andato in pensione, aveva in programma di impacchettare l’Arco di Trionfo a Parigi il prossimo settembre. Probabilmente l’istallazione si farà comunque nel 2021.

Christo Javacheff – si chiamava così – era nato il 13 giugno del 1935 a Gabrovo, in Bulgaria. Si incontrò con quella che sarebbe diventata sua moglie, Jeanne-Claude Denat de Guillebon a Parigi nel 1958 e da allora diventarono inseparabili fino alla morte di lei nel 2009.

I due insieme hanno coperto isole, edifici, alberi, trasformandoli in “monumenti temporanei”, destinati a vivere un tempo limitato.

L’idea della sua arte era chiara: se nascondi una cosa ne riveli una diversa realtà, magari più autentica, meno di superficie. È al resto ci penserà l’immaginazione.

Il primo progetto di impacchettamento di un edificio pubblico è datato 1961. In Italia i coniugi impacchetteranno la torre e la fontana di Spoleto. Poi è la volta delle mura Aureliane a Roma nel 1974.

Ma non solo monumenti: in Australia nel 1968 impacchetta una costa che sembra trasformarsi in un paesaggio ghiacciato. Nella catena montuosa del Gran Hogback, a Rifle, in Colorado 12.780 metri quadrati di nylon diventano un gigantesco sipario per la valle, distrutto dopo sole 28 ore dal vento.

Nel 2016 realizza The Floating Piers, attraversata sul lago d’Iseo da un milione e trecentomila persone in sole tre settimane e nel 2018 una nuova opera galleggiante. Sul Serpentine, a Hyde Park, Londra, installa una “mastaba” composta da 7506 barili bianchi, rossi e blu (peso: 500 tonnellate, costo 4,2 milioni di dollari con autofinanziamento).

Un grande artista che non dimenticheremo. Buon viaggio, Christo.  

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Foto da: common.wikipedia.com

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La crisi delle banche ucciderà più del Coronavirus

People For Planet - Lun, 06/01/2020 - 11:00

L’equazione è semplice. Se, per effetto della lunga crisi post Covid, migliaia di lavoratori dipendenti verranno licenziati, se i professionisti e le imprese vedranno ridursi sensibilmente i loro ricavi, un dato è certo: non potranno rimborsare i finanziamenti alle banche, che assisteranno all’aumento dei loro crediti deteriorati, stimato in una misura 4 volte maggiore di quella prodotta dopo la crisi del 2008-2009. E non sto parlando dei finanziamenti (pochi) che stanno erogando nell’ambito del decreto liquidità. Quei finanziamenti inizieranno il loro ammortamento tra 24 mesi.

Tanto tempo ancora. Nel frattempo ci sono da pagare i prestiti ottenuti prima del Covid-19.

Di fronte a questa situazione c’è una sola strada per le banche: attuare una stretta creditizia.

Una decisione strategica inevitabile che si basa non solo sulla chiusura del rubinetto del credito a cui potranno accedere solo quelle imprese “perfette” in modo da evitare di impegnare capitale prudenziale come accantonamenti per previsioni di perdite ma soprattutto sul “disimpegno dalle inadempienze probabili”, locuzione del vocabolario banchese che sta a indicare la richiesta di rimborso anticipato e forzato del finanziamento fatto a una contropartita che ha visto peggiorare il suo rating creditizio che, ricordiamo, esprime la probabilità di default a un anno. Più aumenta il rating, più aumenta la probabilità che quella impresa non riesca più a restituire i prestiti ricevuti.

È questo lo scenario, purtroppo drammatico, per i prossimi 12-18 mesi in cui si muoverà un sistema bancario già sofferente e una imprenditoria (soprattutto piccola) al limite del collasso non solo per colpa delle banche .

Le 121 banche della zona euro, che devono ancora risolvere il problema di 500 miliardi di crediti deteriorati al 31 dicembre 2019, hanno iniziato a calcolare l’impatto di questa nuova crisi.

UniCredit, ad esempio, nella sua ultima trimestrale chiusa in pieno lockdown e quindi senza ancora immaginare chiaramente lo scenario, ha messo da parte già 900 milioni di nuovi accantonamenti!

Tradotto in parole semplici significa che l’istituto di Piazza Gae Aulenti, al momento, prevede che 900 milioni di finanziamenti effettuati ante covid non verranno restituiti.

E secondo voi, di fronte a questo scenario, le banche rimarranno inerti?

È un film che ho già visto.

Cercheranno a tutti i costi, come si dice in gergo, la «regolarizzazione formale» e di «attivare le garanzie»

Nel secondo caso si tratta di richiedere i soldi ai garanti del cliente oppure agire sui beni immobili degli stessi.

La regolarizzazione formale, invece, è svolta in maniera surrettizia e talvolta scorretta e serve a mettere una toppa sui contratti irregolari stipulati in precedenza con lo stesso cliente.

Essa viene “camuffata” attraverso la concessione di un finanziamento da 3 a 5 anni (anche quelli, benché vietato dalla legge, previsti dal d.l. liquidità) che non costituisce nuova finanza per il risparmiatore ma serve solo ad eliminare la pregressa esposizione. Si tratta di un piano di rientro camuffato da finanziamento.

Ma l’aspetto ancora più subdolo consiste nell’inserimento nel nuovo contratto di finanziamento di una clausola che manlevi la banca da ogni responsabilità riguardo alle “schifezze” contenute nel precedente contratto di erogazione, di cui, ovviamente, l’imprenditore non sa nulla.

Pertanto, quando il cliente pensa che l’istituto gli stia venendo incontro, in realtà lo sta semplicemente fregando per la seconda volta.

Insomma, con una semplice firmetta si realizza la strategia “scurdammece ‘o passato” con tutto quello che consegue.

Queste due operazione di “ripulitura” sono l’estremo tentativo di “sistemare” vecchi affidamenti che potrebbero contenere tante irregolarità formali, che, seppure in quel momento misconosciute, in fase di giudizio potrebbero invece rivelarsi frecce.

Come difendersi ?

Ai primi segnali di approccio inflessibile, occorre “anticipare” la banca e contrastare il descritto comportamento avviando, nella tutela dei propri diritti, una preventiva azione di difesa giudiziaria al fine di proporre tutte le questioni giuridiche che l’istituto di credito avrebbe voluto, surrettiziamente, evitare e quindi trasformando una criticità evidente in una seria opportunità per resistere a istanze tanto pressanti quanto vessatorie.

Ovviamente questi trattamenti saranno riservati solo ai piccoli imprenditori (80% del tessuto produttivo del nostro paese)

Perché i “grandi prenditori di danaro” hanno altre attenzioni.

Foto di StockSnap da Pixabay

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Soluzioni fai da te: via le macchine di vino rosso con prodotti naturali

People For Planet - Lun, 06/01/2020 - 10:00

A chi non è mai capitato di rovesciare su una candida tovaglia bianca un calice di vino rosso, e perché no, magari anche facendo finire delle insidiose goccioline anche sulla nostra camicia e/o di qualche commensale accanto? Che imbarazzo!

E come togliere queste macchie in modo naturale? Dal canale YouTube EcomarketBio possiamo dire addio anche alle macchie di vino rosso più ostinate! Ecco 3 bio-rimedi, gli alleati che troveremo in questo video sono:

  • Sale grosso;
  • Aceto bianco;
  • Alcol;
  • Bicarbonato di sodio.
Fonte: EcomarketBio

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Covid-19, nei bambini il virus ha una “pericolosità moderata”. Studio italiano

People For Planet - Lun, 06/01/2020 - 09:07

Della pericolosità dell’infezione Covid-19 nei bambini si discute sin dall’inizio della diffusione del nuovo coronavirus Sars-Cov-2, da ben prima che il virus si diffondesse a livello globale. E fin dalle prime rilevazioni effettuate è emerso che i bambini, rispetto agli adulti e agli anziani, sembrano rispondere meglio al virus, spesso con sintomi leggeri o assenti. Sebbene ulteriori studi dovranno essere condotti per esaminare al meglio la risposta della popolazione pediatrica al nuovo coronavirus – per indagare ad esempio la correlazione tra il nuovo Sars-Cov-2 e una forma più aggressiva della sindrome di Kawasaki, su cui è intervenuta anche l’Organizzazione mondiale della sanità – uno studio italiano coordinato dall’Irccs Materno Infantile “Burlo Garofolo” di Trieste ha evidenziato come il Covid-19 abbia uno scarso impatto in età pediatrica.

Tre bambini contagiati su 4 poco sintomatici o asintomatici

Lo studio, che verrà pubblicato sull’European Journal of Pediatrics, è stato effettuato in 28 centri (prevalentemente ospedali) di 10 regioni in Italia durante le prime settimane della pandemia, e ha visto coinvolti 130 bambini con accertata infezione da Covid-19. Di questi, 67 (51%) avevano un parente infetto e 34 (26%) erano affetti da altre malattie, nella gran parte dei casi patologie croniche di tipo respiratorio, cardiaco o neuromuscolare. Dai dati raccolti è emerso che in 3 casi su 4 (75%) il Covid-19 si è sviluppato in modo asintomatico o con sintomi lievi (in 98 bambini su 130).  

Colmare il vuoto di informazione sui giovanissimi

Marzia Lazzerini, responsabile del Centro Collaboratore dell’Organizzazione mondiale della salute (Oms) dell’Irccs Burlo e coordinatrice della ricerca, spiega che “dai casi analizzati emerge con evidenza che il Covid-19 dimostra una minore pericolosità nei bambini rispetto agli adulti. Si tratta di uno dei primi studi che si sono occupati di coprire il vuoto di informazioni ancora esistente in Europa sugli effetti del Covid-19 sui bambini”.

Ulteriori studi serviranno però, spiega la ricercatrice, per comprendere al meglio gli effetti dell’infezione in particolare sui bambini che presentano altri fattori di rischio tali da favorire uno sviluppo più severo della malattia: “Per questo motivo al Burlo stiamo predisponendo studi per offrire ai bambini e alle loro famiglie ulteriori conoscenze e soprattutto protocolli operativi. Inoltre stiamo verificando, su un campione nazionale di oltre 2500 bambini, se esistono fattori predittivi per la diagnosi di Covid-19. Infine stiamo valutando le conoscenze e le pratiche legate alle modalità di diagnosi e tracciamento dei contatti, nonché l’impatto dell’epidemia sulla qualità dei servizi materno-infantili in diversi paesi in Europa, sperando di contribuire a migliorare le cure per mamme e bambini“.

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Anoressia e bulimia: l’emergenza Covid-19 non deve fermare la lotta ai disturbi alimentari

People For Planet - Lun, 06/01/2020 - 08:26

L’esperta: rete assistenziale da migliorare “perché di anoressia e bulimia non si muore. Si muore per non aver avuto accesso alle cure”

Anoressia, bulimia, ma anche disturbo da alimentazione incontrollata (binge eating) e ortoressia (ossessione per i cibi sani). L’epidemia dovuta alla diffusione del Covid-19 ha reso ancora più difficili le condizioni di vita e la possibilità di essere curati delle persone che soffrono di disturbi del comportamento alimentare.

A spiegarlo è Laura Dalla Ragione, psichiatra e psicoterapeuta, direttore della Rete Disturbi comportamento alimentare Usl 1 dell’Umbria: “In questi ultimi due mesi abbiamo visto il Sistema sanitario nazionale concentrato sull’emergenza della pandemia da Covid-19 e interi ospedali hanno interrotto qualsiasi tipo di attività per essere dedicati esclusivamente all’epidemia. Gli ambulatori sono stati chiusi e molti trattamenti sospesi”. Questo significa che persone che magari hanno impiegato mesi per trovare il coraggio di chiedere aiuto e intraprendere un percorso di cura, o hanno aspettato mesi per un ricovero, “si sono trovate improvvisamente a dover interrompere il trattamento o a non poterlo iniziare, aumentando il rischio di aggravamento, cronicizzazione o ricaduta del disturbo”, afferma Dalla Ragione, che è anche presidente della Siridap, la Società italiana riabilitazione disturbi del comportamento alimentare e del peso.  

Passione per la cucina diventa incubo

Le persone che soffrono di problematiche legate alla nutrizione hanno dovuto fronteggiare poi, durante la quarantena, anche altri problemi oltre al mancato supporto ricevuto dalla rete assistenziale territoriale e ospedaliera. La riscoperta per molti italiani della passione per la buona cucina – pane e pizza fatti in casa, pasta all’uovo, dolci di tutti i tipi – che ha caratterizzato le settimane di isolamento forzato tra le mura domestiche “può essere stato l’inizio o il peggioramento di un incubo” per le persone con problematiche legate al consumo del cibo, spiega Dalla Ragione.

Purtroppo non è possibile, per ora, quantificare l’incremento dell’incidenza dei disturbi del comportamento alimentare causato dalla pandemia dovuta al Covid-19, “ma il dato – spiega la studiosa – è molto atteso dagli specialisti”.

Dca in aumento, età insorgenza sempre più bassa

Attualmente il ministero della Salute conta nel nostro Paese 3,2 milioni di persone con disturbi del comportamento alimentare (Dca), diffuse in modo omogeneo in tutte le regioni. Dall’analisi preliminare dei dati raccolti negli ultimi 5 anni (dal 2014 al 2019), su cui si sta ancora lavorando, emerge – considerando tutte le diagnosi per Dca nel loro complesso – un aumento di queste patologie costante nel tempo, l’abbassamento dell’età di insorgenza e una loro maggiore diffusione nella popolazione maschile rispetto al passato.

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L’offerta assistenziale varia (troppo) da regione a regione

Analizzando la variabilità dei tassi di ospedalizzazione nelle diverse regioni italiane emergono forti differenze: nonostante molti sforzi compiuti negli ultimi anni molte regioni non si sono infatti ancora adeguate alle indicazioni del ministero della Salute rispetto alla costituzione di reti assistenziali dedicate.

Nelle regioni dove sono presenti reti di servizi diffuse e specializzate nel trattamento dei Dca il tasso di ospedalizzazione (che il più delle volte riguarda ricoveri salvavita) è molto più basso, mettendo in evidenza come un intervento precoce a livello ospedaliero e territoriale (tramite le aziende sanitarie locali e i medici di medicina generale) possa evitare l’aggravarsi dei quadri clinici e migliorare la prognosi.

Mortalità aumenta dove mancano le strutture di cura

A guardare i primi dati sulla mortalità emerge infatti che questi variano molto da regione a regione, e i tassi sono più alti nelle regioni dove sono scarse o assenti le strutture di cura. Tutto questo mette in evidenza, spiega Dalla Ragione, “che non si muore di anoressia e bulimia, ma si muore per non aver potuto accedere alle cure“.

Guarda l’infografica: I moderni disturbi alimentari

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Dal 10 giugno online la seconda stagione della webserie Italia Sicilia Gela

People For Planet - Lun, 06/01/2020 - 07:00

Oltre 600mila visualizzazioni sul web, 3 primi premi al The Next International Film Festival di Calcutta, al Sicily Web Fest di Ustica e all’International Online Web Fest di Londra, 9 volte official selection a Hollywood, Seoul, Copenhagen, Bilbao, Miami, Bogotà, Giessen, Bellaria, Bari.
Sono questi i numeri della prima stagione della web serie Italia Sicilia Gela, regia di Iacopo Patierno, realizzata nell’ambito del progetto Gela Le Radici Del Futuro. La prima stagione racconta la città di Gela attraverso gli occhi di 7 abitanti, imprenditori e appartenenti al mondo dell’associazionismo.

Il 10 giugno arriverà su gelaleradicidelfuturo.it e sui canali Facebook e Youtube del progetto la prima delle 7 puntate della Seconda Stagione!
Sette nuovi racconti: la cena di San Giuseppe organizzata da Giusy, il carciofo violetto raccontato da Cristian, il pane di Michael, la ricotta di Emanuele e Giuseppe… e non possiamo svelarvi tutto!!!

2 puntate a settimana, nella doppia versione, in italiano e con sottotitoli in inglese per l’estero.

Sette puntate dedicate alle eccellenze alimentari e agricole del territorio gelese, raccontate dai protagonisti.

Regia: Iacopo Patierno
Produzione: Jacopo Fo srl
Fotografia: Nunzio Gringeri
Montaggio: Serena Pighi
Suono: Daniele Cutrufo

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Dove andremo in vacanza e dove no | Vitalizi, la Calabria ci ripensa | Addio a Christo, autore del The Floating Piers

People For Planet - Lun, 06/01/2020 - 06:25

Il Mattino: L’allarme degli oncologi: «Cure rimandate per il covid, si rischia epidemia di tumori». Coronavirus, Le Foche: «Seconda ondata a dicembre, ma sarà meno aggressiva» Scuola, ultimo giorno tutti insieme. Ma i presidi: a settembre a rischio il ritorno in classe;

La Repubblica: Le parole di Zangrillo sono un caso: “Il Covid clinicamente non esiste”. Il Comitato: “C’è ancora, no a messaggi fuorvianti” Il primario del San Raffaele di Milano: “Da tre mesi numeri che hanno evidenza zero”. Il presidente del Css Locatelli: “Sconcerto assoluto per queste parole“. Lo pneumologo Richeldi: “Il calo dei contagi è il risultato delle misure di contenimento“;

Tgcom24: Coronavirus, da lunedì arriva sui cellulari la app Immuni: sarà scaricabile da tutti. L’applicazione che funge da tracciamento anti-contagio sarà però operativa in alcune Regioni | Intanto i dati della pandemia tornano a migliorare nelle ultime 24 ore: “solo” 13 nuovi casi a Milano;

Il Sole 24 Ore: I Paesi dove potremo andare in vacanza e quelli vietati. In Italia porte aperte anche da Spagna e Regno Unito – Spostamenti, regole in ordine sparso per le Regioni;

Il Giornale: La Grecia ‘chiude’ a 4 Regioni. Ira di Zaia: ‘Non ci vedono più’. Ira della Lega: “Ferie in Italia. Ecco il piano“;

Il Fatto Quotidiano: Vitalizi, la Calabria ci ripensa: convocato consiglio straordinario per abrogare la legge. Di Maio: “Surreale reintrodurre il privilegio”;

Il Messaggero: Biden supera Trump di 10 punti: il presidente paga la cattiva gestione del Covid;

Il Manifesto: MISSIONI SPAZIALI. La conquista dei cieli è un affare privato;

Corriere della Sera: Addio a Christo, maestro della land art. Sue le passerelle «Floating Piers» sul lago d’Iseo;

Leggo: Aereo ultraleggero precipitato: morti Gioele Rossetti e Fabio Lombini, promesse del nuoto italiano.

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Essere nero negli Usa, oggi

People For Planet - Dom, 05/31/2020 - 18:00

Elzie Lee “LZ” Granderson, giornalista nero, specialista di sport e cultura al Los Angeles Times, è stato arrestato molte volte perché “ti abbiamo preso per un altro”. Sulle colonne del quotidiano racconta cosa vuol dire essere nero oggi negli Usa. Ecco la traduzione di un ampio stralcio della sua testimonianza.

Martedì 26 maggio, la morte di George Floyd

Martedì 26 maggio non mi sentivo davvero bene. Tutto il mio corpo era teso, il mio stomaco annodato e il mal di testa da cui stavo cercando di liberarmi sentivo che non sarebbe scomparso. In generale, tendo a combattere il mio malessere, ma quel giorno ho deciso di accettare pienamente ciò che provavo.

Per alcuni, il video della morte di George Floyd, arrestato da quattro agenti di polizia di Minneapolis, è uno shock terribile. Ma non per me.

Alcune delle volte che mi hanno arrestato per errore

Avevo solo 12 anni quando un poliziotto mi mise la pistola sul collo mentre mi premeva il ginocchio sulla schiena. Dovevo andare a comprare un litro di latte, tornai a casa traumatizzato. Quando l’ufficiale di polizia mi aveva ammanettato, aveva detto che sembravo un ragazzo che aveva commesso un furto con scasso.

Stessa situazione dieci anni dopo: ero un giornalista professionista appena uscito dalla scuola di giornalismo quando fui arrestato in macchina e ammanettato. La polizia mi chiese cosa stessi facendo nel quartiere. Quando risposi che vivevo lì, si rifiutarono di credere che potessi permettermelo.

Un altro episodio: questa volta ho trent’anni e mi sono appena trasferito con l’uomo che diventerà mio marito nel suo sobborgo bianco del Michigan. Ancora una volta, sono fermato dalla polizia al volante e ammanettato. Con l’ennesimo poliziotto che mi prende per un altro.

Sei anni fa: ero inviato dal canale televisivo della CNN per coprire le rivolte di Ferguson, nella periferia di Saint-Louis, nel Missouri. Ancora una volta, arrestato perché presumibilmente somigliante a qualcun altro.

E questo è solo un riassunto del numero di volte in cui sono stato arrestato perché ero nero e. forse, assomigliavo a qualcun altro.

Foto di Richard Song-Taatari per Star Tribune Un’ondata di emozioni represse

Quindi sì, il più delle volte, mi proteggo rimanendo indifferente. È una questione di sopravvivenza.

Ecco perché capisco benissimo la necessità di non guardare gli ultimi momenti di George Floyd catturati dalla telecamera. L’empatia che queste immagini suscitano ci apre un abisso e rimuove tutti i freni che impediscono alla memoria e alle emozioni represse di emergere.

Martedì, tuttavia, mi sono permesso di provare pienamente queste emozioni perché non puoi solo sempre sopravvivere. Non se vuoi vivere.

Stanchi di leggere di razzismo? Io stanco di doverne scrivere

Per quelli di voi che sono stanchi di leggere articoli sul razzismo, credetemi, sono stanco di doverne scrivere.

Sono stanco di vedere la nostra umanità svuotarsi lentamente della sua sostanza a seguito di microaggressioni che lacerano il nostro inconscio collettivo.

Till, Stinney e tanti altri

Certo, i social media possono dare l’impressione che incidenti come quelli di cui stiamo leggendo siano eventi che appartengono alla nostra storia recente ma è falso.

L’unica differenza è che il piccolo Emmett Till, 14 anni, non aveva uno smartphone nel 1955, quando fu linciato dopo essere stato falsamente accusato da Carolyn Bryant di avergli fatto delle avance.

Questa falsa accusa ricorda le terribili circostanze dell’esecuzione di George Stinney Jr, giovane ragazzo nero di 14 anni giustiziato sulla sedia elettrica nel 1944 dopo essere stato ingiustamente accusato di aver ucciso due studentesse bianche.

Foto di Richard Song-Taatari per Star Tribune La rabbia nella pancia

Per quelli di voi che sono stanchi di leggere storie di razzismo, dite a voi stessi che sono stanco di vedere le persone di pelle nera o scura che vengono uccise a causa del razzismo. Alcuni bianchi sono più turbati da coloro che manifestano contro il razzismo che dal razzismo stesso. Tutto ciò è estenuante.

Bisogna chiudere gli occhi e la mente per credere che ciò che è accaduto a Floyd, Ahmaud Arbery (che è stato inseguito e ucciso da due uomini bianchi mentre faceva jogging) e tanti altri siano episodi isolati non correlati tra loro.

Accettare la realtà è capire che sono tutti collegati e che questi drammi danno ragione allo scrittore James Baldwin che disse:

Essere neri in questo paese ed essere coscienti, significa avere la rabbia nella pancia per la maggior parte del tempo. ”

A volte vuoi solo essere in grado di guidare la tua auto e non sudare quando vedi una macchina della polizia. A volte ti chiedi come sia essere considerato come chiunque altro invece di dover lavorare due volte più duramente degli altri e ottenere metà del riconoscimento. A volte vorrei non dovermi reprimere per non soffrire.

Quella volta che Steve mi ha salvato

Vorrei solo vivere la mia vita normalmente.

Una sera sono andato in farmacia a comprare per Steve, il mio ragazzo dell’epoca, un farmaco per le allergie. Tra il parcheggio del negozio e il vialetto di casa mia, un poliziotto iniziò a seguirmi. In pochi minuti mi sono ritrovato circondato da diverse macchine della polizia: lampeggianti, fari, pistole spianate.

Dalla mia macchina ho chiamato Steve, che è bianco, per chiedergli di uscire e calmare i poliziotti. All’inizio, non capiva perché fossi preso dal panico, ma gli ho detto che se non fosse venuto alla porta rischiavo di essere ucciso.

Come mi aspettavo, la tensione si allentò quando Steve uscì e disse ai poliziotti che ero il proprietario della casa. A questo punto i poliziotti mi permisero di entrare in casa con un agente che mi seguì nell’appartamento per un controllo. Pensavano, poi mi dissero, che avessi rubato la macchina.

Ancora oggi ci scherzo

Ancora oggi ci scherzo con Steve. Se ha sempre saputo che ero gay è stata quella notte che ha scoperto di uscire con un uomo di colore.

Nei giorni in cui riesco a tenere a freno le mie emozioni questo episodio mi sembra quasi divertente.

Ma nei giorni in cui abbasso la guardia rimane il momento più spaventoso della mia esistenza.

L’articolo integrale in inglese si può leggere qui

Le foto sono di Richard Song-Taatari per Star Tribune

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Il Tempio delle Scimmie in India (Video)

People For Planet - Dom, 05/31/2020 - 16:02

Un luogo sacro dove si convive con numerose tribù di macachi, anch’essi considerati sacri.

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Basta Coronavirus! Torniamo ai 10 titoli più assurdi della settimana

People For Planet - Dom, 05/31/2020 - 13:00

I giornali lo sanno e riaprono a inchieste “coraggiose”. 
Abbiamo, dunque, scartabellato per le pagine dei quotidiani online in un giorno qualsiasi (che per comodità chiameremo “venerdì”) e questo è ciò che abbiamo trovato:

1) “Giornata senza tabacco: l’acqua può aiutarci a dire di no al fumo” (TgCom24). 
Secondo i dati ufficiali, infatti, il 100% degli annegati ha smesso di fumare. Ma la Fondazione Gimbe denuncia: “dati falsati”.
Fontana – sentendosi parte in causa sul tema dell’acqua – minaccia querele.

2) “Trump contro Twitter, Facebook contro Casapound e USA contro UE” (Corriere della Sera). 
Attendiamo con impazienza Salvini contro Godzilla, De Luca contro Youporn e Francia contro Resto del mondo.

3) “Heidi Klum tutta nuda nel giardino di casa va a dare un bacio al suo porcello” (Tgcom24). 
Notare il dettaglio di classe: non “nuda”. Ma “tutta nuda”. 
Nessun animale è stato maltrattato per realizzare tale servizio, se non – forse – il suino e il povero estensore dell’articolo. Una debacle.

4) “Uber Italia commissariata per Caporalato. Account ceduti e fattorini fantasma” (Corriere della Sera). 
Cioè volete dirmi che quelli che mi hanno consegnato la cena non erano pony express professionisti?
Magari ragazzi laureati sottopagati?
Senza neanche un addominale scolpito, un record sul giro, nemmeno una classe di spinning alle spalle?
Ma questo è esercizio abusivo di professione! 
È una vergogna, uno scandalo! Cadranno delle teste.

5) “Fase 2: gli inventori si industriano. Ecco la mascherina autoreggente” (Repubblica).
Sexy, chic ma senza impegno. “Qualche problema – dichiara l’inventore – solo per chi ha la barba folta”.
E l’immaginario di ognuno di noi in un istante va in pezzi.

6) “Di Maio: non ho mai venduto bibite allo Stadio San Paolo” (TgCom24)
Non c’è verso: non ha lavorato mai. Ma proprio mai mai, eh.

7) “Esame per Avvocato nel caos. Scritti non ancora corretti: la protesta dei praticanti” (Corriere della Sera)
Passerà l’esame chi riuscirà a presentare il ricorso e a sconfiggere il mostro finale: l’Avvocatura dello Stato.

8) “Arrestato il Mago Candido: per esorcismi e amuleti incassati oltre 3 milioni” (Corriere della Sera)
Vai a dire che con lui non funzionavano…

9) “Francesco crea al liceo la formula matematica che supera Archimede” (Corriere della Sera)
Un genio! 
Ma da grande voglio fare il calciatore”, dichiara.
Come non detto.

10) “Covid 19, le prostitute svizzere si organizzano: in un decalogo il Kamasutra sicuro” (TgCom24
E niente: fa già ridere così.

Foto di Rajesh Balouria da Pixabay

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Maschera capelli fai da te per con prodotti naturali

People For Planet - Dom, 05/31/2020 - 10:00

Capelli secchi e sfibrati? Ridona bellezza alla tua chioma con questa maschera fai da te! Dal canale YouTube di Martina Rodini ecco un rimedio naturale ed economico per nutrire e rafforzare i tuoi capelli, utilizzando ingredienti facilmente reperibili direttamente in casa nostra!

Con questa alternativa non solo eviterai di far finire negli scarichi prodotti chimici nocivi, ma, evitando l’acquisto dei prodotti che troviamo in commercio, eviterai anche l’acquisto di inutile packaging in plastica. Riducendo i tuoi rifiuti contribuirai alla salute del nostro pianeta! Cosa serve:

  • 1 vasetto di yogurt bianco;
  • 1 cucchiai di olio di argan (in alternativa olio di lino o mandorle dolci);
  • 1 cucchiai di miele.
Fonte: Martina Rodini

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ARTI-CALL, la Costituzione del 2050 scritta dai giovani

People For Planet - Dom, 05/31/2020 - 09:00

Per la Festa della Repubblica, la Costituzione la scrivono i ragazzi e le ragazze di tutta Italia e sarà la Costituzione del 2050.

Questa è la proposta di Ri-Costituente: la Costituzione del 2050, un progetto nazionale che debutta il 2 giugno in cui i primi tre articoli della Costituzione del futuro saranno commentati dal costituzionalista professor Valerio Onida, dall’europarlamentare Giuliano Pisapia, dal campione del mondo e commentatore sportivo Beppe Bergomi, la scrittrice Irene Facheris e da molti altri ospiti, oltre naturalmente ai giovani Ri-Costituenti autori dei primi articoli.

Il progetto Ri-Costituente nasce a Cartosio (AL),  paese elettivo di Umberto Terracini, presidente della Assemblea Costituente e ha subito coinvolto i vicini comuni di Rivalta Bormida (AL) luogo di origine di Norberto Bobbio, e Stella (SV) il paese di Sandro Pertini.

Norberto Bobbio

Questa caratteristica particolarissima (il territorio è stato definito ‘il triangolo d’oro’ della Costituzione italiana) è diventata il perno di un progetto ambizioso: coinvolgere i ragazzi di tutta Italia nella scrittura della Costituzione del 2050, per convergere poi -una volta all’anno- in un Festival della Costituzione del 2050 che animerà i tre territori con spettacoli, dibattiti e incontri a tema. Il progetto che sta riscuotendo grande interesse: oltre agli ideatori (il comune di Cartosio e due cooperative sociali: Impressioni grafiche di Aqui Terme e Tikvà di Como, animate dalla stessa passione civile) hanno aderito grandi associazioni nazionali quali Acli, Arci, Confcooperative-Federsolidarietà, Legacoop sociali, Legambiente ma anche il network Associanimazione, la Fondazione Bassetti di Milano e il Centro di Documentazione della Benedicta, luogo tristemente famoso per uno degli eccidi fascisti che hanno segnato i nostri appennini.

Quest’anno il Covid ha impresso un brusco rallentamento al progetto, che però non si è fermato. I laboratori sono continuati in digitale e il festival speriamo possa tenersi in autunno.

Il webinar del 2 giugno alle 10.30 sarà un momento per presentare i primi tre articoli (sui temi relazioni digitali, salute e sport) e discuterne con ospiti importanti, per concludersi poi con un intervento musicale di Paolo Archetti Maestri degli YoYo Mundi, gruppo dalla lunga carriera nato a pochi chilometri da Cartosio.

Il webinar sarà trasmesso, con la possibilità di partecipare, su Zoom (ID 897 4446 6755 PW 432415) e in diretta dal canale YouTube Ri-Costituente. Il webinar sarà  inoltre ritrasmesso da tutte le pagine Facebook degli aderenti, oltre che da TEDx Torino, dalla casa editrice Topipittori e da molti altri. Qui il link all’evento Facebook dell’appuntamento e il link per registrarti gratuitamente all’evento.

Appuntamento allora per il 2 giugno alle 10.30 perché certe volte, per capire il presente, bisogna immaginare il futuro.

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I cinquant’anni di Paolo Sorrentino

People For Planet - Dom, 05/31/2020 - 08:30

Paolo Sorrentino oggi, 31 maggio, compie cinquant’anni. Mezzo secolo di vita del regista italiano più affermato sul piano internazionale grazie a un premio Oscar per “La grande bellezza” e una filmografia possente nel suo sviluppo e nella geometrica potenza estetica e cinematografica. Io mi dichiaro sorrentiniano militante, prima lo ero in maniera felliniana e qualcosa vorrà dire. Sono anche un suo fan ovviamente, e nella sua stessa accezione espressa recentemente fatta per un’intervista a Paolo Conte “sono obnubilato dall’idolatria”.
Ho visto tutti i suoi film dopo averlo scoperto per caso e segnalazione contestuale al debutto veneziano. Mi piace rivedere le sue opere all’infinito perché mi creano godimento da spettatore. Adoro anche i suoi libri e da qualche tempo cerco di studiare anche la scrittura dei suoi film per la perfetta architrave culturale e stilistica con cui costruisce il successivo lavoro per immagini.
I suoi personaggi mi tengono compagnia e spesso mi fanno riflettere. Il suo cinema mi piace e mi emoziona.
Un regista lo apprezzi dal coraggio e dalla fantasia più di un giocatore. Da Paolo Sorrentino abbiamo appreso che gli schemi si possono rompere, che nel lavoro di gruppo devi avere capacità di comporre le ansie dei singoli, che anche un aiuto cuoco può suggerirti un finale.
È un regista che divide pubblico e critica.
Questa rubrica analizza ogni settimana dieci titoli dedicati ad un autore, attore, tema o corrente. Sono circa il numero dei lavori che ha realizzato Sorrentino in questo mezzo secolo in cui ha arricchito il nostro immaginario.

Buon compleanno maestro.

L’UOMO IN PIU’, 2001

Un’opera prima a basso costo che lascia il segno per regia e mestiere. Frutto di una gavetta dal basso in diversi ruoli, qualche cortometraggio, sceneggiature, anche una con Contarello per un film sui neomelodici mai realizzato. Un produttore, Nicola Giuliano, con cui da ha costruito la premiata ditta, coinvolgendo da subito il conterraneo Toni Servillo un grande attore del teatro che con Sorrentino diventa protagonista cinematografico.
Gli anni Ottanta a Napoli. Tony e Antonio Pisapia, calciatore e cantante condividono il nome. Il giocatore in seguito ad un incidente di gioco cerca di diventare allenatore. Il cantante ha il successo azzoppato dalle donne e dalla cocaina. L’elogio della sconfitta in contesti precisi descritti dalla cinepresa con un stile che si fa subito notare. La metafora calcistica del titolo è la linea d’ombra della crescita che conduce alla decadenza. Nella vita non esiste pareggio. I due personaggi sembrano mutuare quelli reali di Agostino Di Bartolomei e Franco Califano ma il regista ne nega ogni ascendenza con i suoi personaggi che mescolano felicemente pop e noir.

LE CONSEGUENZE DELL’AMORE, 2004

Un thriller destrutturato. L’io narrante del protagonista Titta Di Girolamo con perizia di racconto ci svela un camorrista solipsistico alle soglie della paranoia che vive in un albergo a Lugano ed ha un segreto che non confida assolutamente a nessuno. Toni Servillo si conferma essere l’attore di Sorrentino. Cinema da campi lunghi ambientato in non luoghi svizzeri. Virtuosismi da ripresa che a volte sfiorano l’eccesso. Film dai tempi lenti che predilige l’ellissi. Già compare il citazionismo su Céline. Saggio sul popolo degli insonni e rappresentazione anticonformista della tossicodipendenza.
Clima ovattato e candido in apparenza, ma il retrogusto è di corruzione nella linda Svizzera delle banche. Ottima direzione di attori soprattutto Renato Pisu e i camorristi che appaiono nella seconda parte del film. Fotografia di Bigazzi e colonna sonora raffinata iniziano ad essere punti fermi dei futuri percorsi. Il pubblico d’essai e Cannes comprendono che è a 33 anni alla sua opera seconda è già nato un autore.

L’AMICO DI FAMIGLIA, 2006

Questa volta lo scenario è la provincia cattiva dell’Agro Pontino. Un sarto strozzino è l’amico di famiglia orribile, viscido e sordo che alimenta il suo desiderio di soldi e oppressione. Anche una miss di periferia, figlia di una sua vittima cade nella sua rete. Attori scelti con cura e diretti magistralmente. Dall’avanspettacolo Giacomo Rizzo risorge a protagonista con Laura Chiatti, Fabrizio Bentivoglio e un poco noto Marco Giallini. La bella diventa carnefice e la bestia rimane tale. Un nuovo viaggio al termine della notte “dove il brutto è anche cattivo, e il bello stenta a farsi trovare”. Non amato da molta critica e dal pubblico della prima ora ma i sorrentiniani apprezzano come Fabio Zanello che scrive: “questo interesse verso gli zombi di cui pullula la provincia dell’Italia centromeridionale, è una riflessione accorata per ritrarre la decadenza socio-economica di un mondo, una ricerca sul linguaggio dove collocare una pietra angolare”.

IL DIVO, 2008

Raccontare Andreotti ancora in vita offrendo una delle migliori riflessioni sul potere. Il film a Cannes ottiene il Gran Premio della Giuria e catapulta Sorrentino sulla scena internazionale ridando all’Italia, che si afferma sulla Croisette anche con “Gomorra” di Garrone un ruolo di primo piano anche per i contenuti realistici da cui trae il suo nuovo cinema che viene definito neoneorealista. Ma Sorrentino si eleva sul grottesco. Come già scritto in questa rubrica mette alla berlina la celebre corrente di squali e affaristi (nel magnifico cast spiccano l’Evangelisti di Flavio Bucci ma anche Buccirosso e Popolizio) e ne fa un film drammatico sull’uomo che meglio incarna il Potere oscuro italiano con una trasfigurazione di un personaggio reale noto a tutti che si trasforma nel simbolo stesso del Potere. Una maschera che tiene a distanza e controlla tutto. Toni Servillo, attore feticcio di Sorrentino, con un riuscito trucco, diventa la maschera di Andreotti mescolandone splendore e miseria di una divinità degenerata. Magnifico uso di canzoni pop e splendida fotografia notturna.

THE MUST BE THE PLACE, 2011

Primo film girato in inglese e con protagonista un magnifico Sean Penn che interpreta l’ex rockstar Cheyenne, truccato e vestito come Robert Smith dei Cure, proponendo una nuova maschera grottesca estremamente malinconica che arricchisce già assortita galleria sorrentiniana. Un prigioniero del suo passato che vive in Irlanda con la moglie completamente schiavo della sua immobilità. E’ costretto a recarsi dal padre morente, ebreo scampato all’Olocausto, negli Stati Uniti compiendo un viaggio dove personaggi e situazioni si presentano come un prisma sfaccettato. Ha detto il regista che Cheyenne “è un Candide che rivaleggia in purezza con quello volterriano, il primo ciak con Sean Penn, la sensazione di non avere a che fare con un attore, ma con un extraterrestre prestato alla recitazione”. Il titolo del film è un tributo ad una canzone dei Talking Heads che saranno anche omaggiati nella notte degli Oscar da Sorrentino, presente nella splendida colonna sonora che annovera brani di Iggy Pop e la curatela di David Byrne nel film più rock di Sorrentino. Ma è anche un film che riflette sul posto dove vuoi stare. Un tema molto caro al regista.

LA GRANDE BELLEZZA, 2013

Il film premio Oscar apogeo della triade Sorrentino, Servillo, Nicola Giuliano era stato già indicato in questa rubrica come uno dei migliori film dell’ultimo decennio, ma in effetti dobbiamo collocarlo tra i migliori del cinema italiano di sempre con buona pace dei denigratori. Dal colpo di cannone al Gianicolo al tuffo nel Tevere fino alla decostruzione della terrazza romana che irride l’impegno narrato da Scola, e ormai derubricato a moralismo sciatto, il film ci offre la fotografia del generone romano perfetta. La monumentalità capitolina eterna è attorniata da clero scadente, medici esteti finti guru e con la Dda pronta ad irrompere su terrazze frequentate da benvestiti che mandano avanti l’Italia come poi sarebbe accaduto con “Mafia capitale”. Verdone esce dalla macchietta, le donne vagano con i pensieri, la musica caciarona s’incrocia con quella da camera e tecno per un baccanale multiforme e strabiliante per sensi contemporanei e menti perverse. Da Céline in epigrafe al rutilante mondo mondano di Gambardella trovi chiavi che aprono tesori, rondini mosaici in cielo, aerei che sfrecciano, fenicotteri sui balconi, sante alle prese con le radici. The “King” Barillari interpreta sè stesso in una via Veneto spettrale con sceicchi che mangiano spaghetti e cinesi che vanno a spasso. Venditti fa Venditti, la Ferilli fa la ferillona coatta, semplice, bona da grandangolo che entra nel caravanserraglio della modernità cafonal neoromana. Sorrentino rende cinema quello che per anni abbiamo visto e raccontato da Dagospia. Gambardella-Servillo è l’epigono naturale del Marcello della “Dolce vita”. Esiste una versione lunga con diverse scene tagliate che arricchiscono molto l’alto respiro dell’opera. Un capolavoro del XXI secolo.

YOUTH – LA GIOVINEZZA, 2015

Dopo un Oscar un regista si può permettere di girare in straordinario hotel svizzero che ha ospitato la migliore intellettualità d’Europa e schierare un cast che annovera Michael Caine, Harvey Keitel, Jane Fonda e Rachel Weisz.
Il film racconta la storia di due vecchi amici, un musicista in pensione e un regista in attività, consuoceri che si ritrovano durante una vacanza sulle Alpi e rivivono assieme il loro passato. Valorizzando le emozioni.
La grandezza dell’arte e il suo limite legato all’età che avanza con il topos della morte ricorrente in Sorrentino. I denigratori si sentono delusi da una cornice chiusa barocca che a lor dire contiene macchiette. Ma non si tratta di Morte in Engandina ma è invece il trionfo di chi vecchio non sarà mai perché è sempre animato da una coscienza vitale giovanile non per anagrafe. Come l’omaggio a Maradona, icona feticcio di Sorrentino (il tifo per lui ha salvato la vita del regista che non si recò ad una gita in montagna dove morirono i suoi genitori per l’esalazione di gas di una stufa). Appare anche Venezia invasa dalle acque. Non sapevamo che stava per diventare luogo di caccia dell’arte di Sorrentino.

THE YOUNG POPE, 2016

Sorrentino è il primo regista che continua a rimanere nel cinema pur girando una serie televisiva. Serie internazionale da grandi budget e successi ma realizzato come un lungo film a puntate. In “The Young Pope” resta salda la cifra ironica, il ritmo del racconto, la contaminazione del pop con temi alti, lo sfondo umano della morte e della malinconia. I topos del cinema sorrentiniano. “Il presente è una feritoia dove c’è spazio per un solo paio d’occhi. I miei.” dice il giovane Papa dopo averci mostrato alcuni suoi sogni/incubi. E’ evidente la coincidenza esistenziale con il regista che riesce ad incantare su una Storia collettiva che attraversa il rapporto con il Dio silente e la Storia rovescia luoghi comuni che emozionano non poco. Un Papa giovane che fuma e che non vuole apparire come Mina. Abbandonato dai genitori da adolescente. Attori stratosferici. Jude Law (scelta suggerita dalla moglie del regista) non tradisce le attese di una star di altissimo livello. La rivelazione è senza dubbio Silvio Orlando. Dal recitato in inglese alla caratterizzazione del personaggio, anima una sorta di protagonista che potrebbe condurre da solo il gioco narrativo con la bellissima deriva di napoletanità. Diane Keaton è una perfetta suor Mary. Involucro corporale del tema della Madre. Un’eleganza stilistica strepitosa sia se indossa l’abito religioso o una trasgressiva shirt che contamina Madonna con il sacro. Tutto attorno il gioco dei caratteri e del casting rende potente il film seriale di Paolo Sorrentino. Vaticano ricostruito come sapeva fare il grande cinema del passato. Non di meno le musiche che grazie alla serie hanno consentito il recupero di Nada e altre amenità. Irriverente a partire dalle sigle. Un lavoro superbo e avvincente.

LORO, 2018

Un film che era meglio fosse una serie Tv. Raccontare dopo Andreotti il Cavalier Silvio Berlusconi aveva acceso grandi attese. Alla chiamata non poteva che esserci Servillo tornato al meglio in un’ottima prova per l’acclamata ditta Sorrentino. Un film eccessivamente lungo e proiettato in due parti per motivi commerciali prendendo esempio dal precedente di “Novecento” di Bertolucci. Le vicenda di casa Berlusconi pur con una convincente Elena Sofia Ricci nella parte di Veronica Lario questa volta diventa oleografia dipinta senza vetriolo. Molto meglio le cornici della gaudente corte dei miracoli tutta orge e pasticche e la crudeltà dl sottobosco politico berlusconiano. Grande attesa per il pubblico che accorre a vedere la prima parte e che nella seconda ha abbandonato il contratto con la cifra di Sorrentino. Belle scene come quella della telefonata del Berlusca ad una signora anonima ma tutto viene presto dimenticato. Quasi che le immagini d’autore del film fossero l’ennesimo spot della narrazione leggendaria del divo di Arcore. Credevamo fosse un capolavoro è stato solo un film di passaggio. Meritevole ma non epocale.

THE NEW POPE, 2020

Una degna continuazione della precedente serie. Il giovane Papa è in coma a Venezia ed il mondo è in apprensione. Sia il popolo di Dio, quello più estremo in perenne veglia con le felpe personalizzate e quello della Curia romana guidata da una magnifico Voiello che cerca una soluzione. John Malkovic interpreta John Brannox e sarà una straordinaria scoperta estetica, teologica, con travagli interni da grande personaggio che vive nel suo castello britannico. Altissima rappresentazione del potere secolare della Chiesa affidata ad un Papa molto diverso dal precedente. Il cinismo di Voiello è straripante nella sua alta dose di ironia, i ruoli di Cècile De France e Ludivine Segnier aggiungono ambiguità complici che ampliano il punto di vista femminile della filmografia sorrentiniana, il torvo interesse degli speculatori è mostrato con maestria. Il Papa è stato un punk e compare sulla scena anche Marylin Manson nella parte di sé stesso. Fotografato con arte pittorica da Bigazzi, ancora magnificamente scenografato per accompagnare dei dialoghi che solcano lo spettatore in frasi che conquistano subito i social in presa diretta. Le suore che ballano la lap dance e le tamburriate hanno indignato il mondo cattolico ma sono la coerenza pop del regista verso un’opera alta che premia intrattenimento e riflessione. Dall’integralismo islamico con i suoi attentati alle rivendicazioni femministe delle suore vaticane a Sharon Stone anche lei nella parte di sé stessa che va dal Papa a chiedere conto sui matrimoni omosessuali emerge un grande affresco di una storia universale che potrebbe riservare ancora grandi sorprese. Il grande cinema in forma seriale. Un ibrido dell’audiovisivo. Una modernità firmata da un regista geniale come Michelangelo.

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Strage donne, allarme in Spagna| I vaccini sono beni pubblici mondiali | Ecco le tasse a rischio

People For Planet - Dom, 05/31/2020 - 06:25

Il Fatto Quotidiano: Sanità – Corte Conti: “Popolazione indifesa per impoverimento sistema di assistenza territoriale”;

Il Manifesto: I vaccini sono beni pubblici mondiali. La vita non è un brevetto;

La Repubblica: Niente distanze e mascherine, protesta dei gilet arancioni ‘negazionisti’: saranno denunciati. Sala: ‘Irresponsabili’;

Tgcom24: Flash mob degli artisti nelle piazze italiane: “Serve ripartire“;

Il Sole 24 Ore: Golden power, la nuova mappa dei settori industriali sotto protezione – Appello delle imprese: utilizzare subito tutte le risorse Ue – Perché conviene utilizzare il prestito Mes da 36 miliardi;

Il Giornale: È impossibile incassarle. Ecco le tasse a rischio;          

Corriere della Sera: Atene salva dal virus grazie all’infettivologo sconosciuto (che ora è creduto da tutti senza fiatare);

Il Messaggero: La strage delle donne, è allarme in Spagna: un piano per difendere le vittime di violenza e sfruttamento sessuale;

Il Mattino: Floyd, la protesta infiamma l’America:due morti. Trump: «Sciolgo cani feroci». La moglie dell’agente accusato di omicidio chiede il divorzio Minneapolis, arrestato poliziotto coinvolto nella morte di Floyd: «I due si conoscevano già» E Trump firma l’ordine che toglie l’immunità legale ai social: «Potranno essere puniti»;

Leggo: Crew Dragon è partita: SpaceX porta gli Astronauti Nasa in Orbita Diretta tv Foto.

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