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Dal 10 giugno online la seconda stagione della webserie Italia Sicilia Gela

People For Planet - Lun, 06/01/2020 - 07:00

Oltre 600mila visualizzazioni sul web, 3 primi premi al The Next International Film Festival di Calcutta, al Sicily Web Fest di Ustica e all’International Online Web Fest di Londra, 9 volte official selection a Hollywood, Seoul, Copenhagen, Bilbao, Miami, Bogotà, Giessen, Bellaria, Bari.
Sono questi i numeri della prima stagione della web serie Italia Sicilia Gela, regia di Iacopo Patierno, realizzata nell’ambito del progetto Gela Le Radici Del Futuro. La prima stagione racconta la città di Gela attraverso gli occhi di 7 abitanti, imprenditori e appartenenti al mondo dell’associazionismo.

Il 10 giugno arriverà su gelaleradicidelfuturo.it e sui canali Facebook e Youtube del progetto la prima delle 7 puntate della Seconda Stagione!
Sette nuovi racconti: la cena di San Giuseppe organizzata da Giusy, il carciofo violetto raccontato da Cristian, il pane di Michael, la ricotta di Emanuele e Giuseppe… e non possiamo svelarvi tutto!!!

2 puntate a settimana, nella doppia versione, in italiano e con sottotitoli in inglese per l’estero.

Sette puntate dedicate alle eccellenze alimentari e agricole del territorio gelese, raccontate dai protagonisti.

Regia: Iacopo Patierno
Produzione: Jacopo Fo srl
Fotografia: Nunzio Gringeri
Montaggio: Serena Pighi
Suono: Daniele Cutrufo

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Dove andremo in vacanza e dove no | Vitalizi, la Calabria ci ripensa | Addio a Christo, autore del The Floating Piers

People For Planet - Lun, 06/01/2020 - 06:25

Il Mattino: L’allarme degli oncologi: «Cure rimandate per il covid, si rischia epidemia di tumori». Coronavirus, Le Foche: «Seconda ondata a dicembre, ma sarà meno aggressiva» Scuola, ultimo giorno tutti insieme. Ma i presidi: a settembre a rischio il ritorno in classe;

La Repubblica: Le parole di Zangrillo sono un caso: “Il Covid clinicamente non esiste”. Il Comitato: “C’è ancora, no a messaggi fuorvianti” Il primario del San Raffaele di Milano: “Da tre mesi numeri che hanno evidenza zero”. Il presidente del Css Locatelli: “Sconcerto assoluto per queste parole“. Lo pneumologo Richeldi: “Il calo dei contagi è il risultato delle misure di contenimento“;

Tgcom24: Coronavirus, da lunedì arriva sui cellulari la app Immuni: sarà scaricabile da tutti. L’applicazione che funge da tracciamento anti-contagio sarà però operativa in alcune Regioni | Intanto i dati della pandemia tornano a migliorare nelle ultime 24 ore: “solo” 13 nuovi casi a Milano;

Il Sole 24 Ore: I Paesi dove potremo andare in vacanza e quelli vietati. In Italia porte aperte anche da Spagna e Regno Unito – Spostamenti, regole in ordine sparso per le Regioni;

Il Giornale: La Grecia ‘chiude’ a 4 Regioni. Ira di Zaia: ‘Non ci vedono più’. Ira della Lega: “Ferie in Italia. Ecco il piano“;

Il Fatto Quotidiano: Vitalizi, la Calabria ci ripensa: convocato consiglio straordinario per abrogare la legge. Di Maio: “Surreale reintrodurre il privilegio”;

Il Messaggero: Biden supera Trump di 10 punti: il presidente paga la cattiva gestione del Covid;

Il Manifesto: MISSIONI SPAZIALI. La conquista dei cieli è un affare privato;

Corriere della Sera: Addio a Christo, maestro della land art. Sue le passerelle «Floating Piers» sul lago d’Iseo;

Leggo: Aereo ultraleggero precipitato: morti Gioele Rossetti e Fabio Lombini, promesse del nuoto italiano.

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Essere nero negli Usa, oggi

People For Planet - Dom, 05/31/2020 - 18:00

Elzie Lee “LZ” Granderson, giornalista nero, specialista di sport e cultura al Los Angeles Times, è stato arrestato molte volte perché “ti abbiamo preso per un altro”. Sulle colonne del quotidiano racconta cosa vuol dire essere nero oggi negli Usa. Ecco la traduzione di un ampio stralcio della sua testimonianza.

Martedì 26 maggio, la morte di George Floyd

Martedì 26 maggio non mi sentivo davvero bene. Tutto il mio corpo era teso, il mio stomaco annodato e il mal di testa da cui stavo cercando di liberarmi sentivo che non sarebbe scomparso. In generale, tendo a combattere il mio malessere, ma quel giorno ho deciso di accettare pienamente ciò che provavo.

Per alcuni, il video della morte di George Floyd, arrestato da quattro agenti di polizia di Minneapolis, è uno shock terribile. Ma non per me.

Alcune delle volte che mi hanno arrestato per errore

Avevo solo 12 anni quando un poliziotto mi mise la pistola sul collo mentre mi premeva il ginocchio sulla schiena. Dovevo andare a comprare un litro di latte, tornai a casa traumatizzato. Quando l’ufficiale di polizia mi aveva ammanettato, aveva detto che sembravo un ragazzo che aveva commesso un furto con scasso.

Stessa situazione dieci anni dopo: ero un giornalista professionista appena uscito dalla scuola di giornalismo quando fui arrestato in macchina e ammanettato. La polizia mi chiese cosa stessi facendo nel quartiere. Quando risposi che vivevo lì, si rifiutarono di credere che potessi permettermelo.

Un altro episodio: questa volta ho trent’anni e mi sono appena trasferito con l’uomo che diventerà mio marito nel suo sobborgo bianco del Michigan. Ancora una volta, sono fermato dalla polizia al volante e ammanettato. Con l’ennesimo poliziotto che mi prende per un altro.

Sei anni fa: ero inviato dal canale televisivo della CNN per coprire le rivolte di Ferguson, nella periferia di Saint-Louis, nel Missouri. Ancora una volta, arrestato perché presumibilmente somigliante a qualcun altro.

E questo è solo un riassunto del numero di volte in cui sono stato arrestato perché ero nero e. forse, assomigliavo a qualcun altro.

Foto di Richard Song-Taatari per Star Tribune Un’ondata di emozioni represse

Quindi sì, il più delle volte, mi proteggo rimanendo indifferente. È una questione di sopravvivenza.

Ecco perché capisco benissimo la necessità di non guardare gli ultimi momenti di George Floyd catturati dalla telecamera. L’empatia che queste immagini suscitano ci apre un abisso e rimuove tutti i freni che impediscono alla memoria e alle emozioni represse di emergere.

Martedì, tuttavia, mi sono permesso di provare pienamente queste emozioni perché non puoi solo sempre sopravvivere. Non se vuoi vivere.

Stanchi di leggere di razzismo? Io stanco di doverne scrivere

Per quelli di voi che sono stanchi di leggere articoli sul razzismo, credetemi, sono stanco di doverne scrivere.

Sono stanco di vedere la nostra umanità svuotarsi lentamente della sua sostanza a seguito di microaggressioni che lacerano il nostro inconscio collettivo.

Till, Stinney e tanti altri

Certo, i social media possono dare l’impressione che incidenti come quelli di cui stiamo leggendo siano eventi che appartengono alla nostra storia recente ma è falso.

L’unica differenza è che il piccolo Emmett Till, 14 anni, non aveva uno smartphone nel 1955, quando fu linciato dopo essere stato falsamente accusato da Carolyn Bryant di avergli fatto delle avance.

Questa falsa accusa ricorda le terribili circostanze dell’esecuzione di George Stinney Jr, giovane ragazzo nero di 14 anni giustiziato sulla sedia elettrica nel 1944 dopo essere stato ingiustamente accusato di aver ucciso due studentesse bianche.

Foto di Richard Song-Taatari per Star Tribune La rabbia nella pancia

Per quelli di voi che sono stanchi di leggere storie di razzismo, dite a voi stessi che sono stanco di vedere le persone di pelle nera o scura che vengono uccise a causa del razzismo. Alcuni bianchi sono più turbati da coloro che manifestano contro il razzismo che dal razzismo stesso. Tutto ciò è estenuante.

Bisogna chiudere gli occhi e la mente per credere che ciò che è accaduto a Floyd, Ahmaud Arbery (che è stato inseguito e ucciso da due uomini bianchi mentre faceva jogging) e tanti altri siano episodi isolati non correlati tra loro.

Accettare la realtà è capire che sono tutti collegati e che questi drammi danno ragione allo scrittore James Baldwin che disse:

Essere neri in questo paese ed essere coscienti, significa avere la rabbia nella pancia per la maggior parte del tempo. ”

A volte vuoi solo essere in grado di guidare la tua auto e non sudare quando vedi una macchina della polizia. A volte ti chiedi come sia essere considerato come chiunque altro invece di dover lavorare due volte più duramente degli altri e ottenere metà del riconoscimento. A volte vorrei non dovermi reprimere per non soffrire.

Quella volta che Steve mi ha salvato

Vorrei solo vivere la mia vita normalmente.

Una sera sono andato in farmacia a comprare per Steve, il mio ragazzo dell’epoca, un farmaco per le allergie. Tra il parcheggio del negozio e il vialetto di casa mia, un poliziotto iniziò a seguirmi. In pochi minuti mi sono ritrovato circondato da diverse macchine della polizia: lampeggianti, fari, pistole spianate.

Dalla mia macchina ho chiamato Steve, che è bianco, per chiedergli di uscire e calmare i poliziotti. All’inizio, non capiva perché fossi preso dal panico, ma gli ho detto che se non fosse venuto alla porta rischiavo di essere ucciso.

Come mi aspettavo, la tensione si allentò quando Steve uscì e disse ai poliziotti che ero il proprietario della casa. A questo punto i poliziotti mi permisero di entrare in casa con un agente che mi seguì nell’appartamento per un controllo. Pensavano, poi mi dissero, che avessi rubato la macchina.

Ancora oggi ci scherzo

Ancora oggi ci scherzo con Steve. Se ha sempre saputo che ero gay è stata quella notte che ha scoperto di uscire con un uomo di colore.

Nei giorni in cui riesco a tenere a freno le mie emozioni questo episodio mi sembra quasi divertente.

Ma nei giorni in cui abbasso la guardia rimane il momento più spaventoso della mia esistenza.

L’articolo integrale in inglese si può leggere qui

Le foto sono di Richard Song-Taatari per Star Tribune

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Il Tempio delle Scimmie in India (Video)

People For Planet - Dom, 05/31/2020 - 16:02

Un luogo sacro dove si convive con numerose tribù di macachi, anch’essi considerati sacri.

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Basta Coronavirus! Torniamo ai 10 titoli più assurdi della settimana

People For Planet - Dom, 05/31/2020 - 13:00

I giornali lo sanno e riaprono a inchieste “coraggiose”. 
Abbiamo, dunque, scartabellato per le pagine dei quotidiani online in un giorno qualsiasi (che per comodità chiameremo “venerdì”) e questo è ciò che abbiamo trovato:

1) “Giornata senza tabacco: l’acqua può aiutarci a dire di no al fumo” (TgCom24). 
Secondo i dati ufficiali, infatti, il 100% degli annegati ha smesso di fumare. Ma la Fondazione Gimbe denuncia: “dati falsati”.
Fontana – sentendosi parte in causa sul tema dell’acqua – minaccia querele.

2) “Trump contro Twitter, Facebook contro Casapound e USA contro UE” (Corriere della Sera). 
Attendiamo con impazienza Salvini contro Godzilla, De Luca contro Youporn e Francia contro Resto del mondo.

3) “Heidi Klum tutta nuda nel giardino di casa va a dare un bacio al suo porcello” (Tgcom24). 
Notare il dettaglio di classe: non “nuda”. Ma “tutta nuda”. 
Nessun animale è stato maltrattato per realizzare tale servizio, se non – forse – il suino e il povero estensore dell’articolo. Una debacle.

4) “Uber Italia commissariata per Caporalato. Account ceduti e fattorini fantasma” (Corriere della Sera). 
Cioè volete dirmi che quelli che mi hanno consegnato la cena non erano pony express professionisti?
Magari ragazzi laureati sottopagati?
Senza neanche un addominale scolpito, un record sul giro, nemmeno una classe di spinning alle spalle?
Ma questo è esercizio abusivo di professione! 
È una vergogna, uno scandalo! Cadranno delle teste.

5) “Fase 2: gli inventori si industriano. Ecco la mascherina autoreggente” (Repubblica).
Sexy, chic ma senza impegno. “Qualche problema – dichiara l’inventore – solo per chi ha la barba folta”.
E l’immaginario di ognuno di noi in un istante va in pezzi.

6) “Di Maio: non ho mai venduto bibite allo Stadio San Paolo” (TgCom24)
Non c’è verso: non ha lavorato mai. Ma proprio mai mai, eh.

7) “Esame per Avvocato nel caos. Scritti non ancora corretti: la protesta dei praticanti” (Corriere della Sera)
Passerà l’esame chi riuscirà a presentare il ricorso e a sconfiggere il mostro finale: l’Avvocatura dello Stato.

8) “Arrestato il Mago Candido: per esorcismi e amuleti incassati oltre 3 milioni” (Corriere della Sera)
Vai a dire che con lui non funzionavano…

9) “Francesco crea al liceo la formula matematica che supera Archimede” (Corriere della Sera)
Un genio! 
Ma da grande voglio fare il calciatore”, dichiara.
Come non detto.

10) “Covid 19, le prostitute svizzere si organizzano: in un decalogo il Kamasutra sicuro” (TgCom24
E niente: fa già ridere così.

Foto di Rajesh Balouria da Pixabay

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Maschera capelli fai da te per con prodotti naturali

People For Planet - Dom, 05/31/2020 - 10:00

Capelli secchi e sfibrati? Ridona bellezza alla tua chioma con questa maschera fai da te! Dal canale YouTube di Martina Rodini ecco un rimedio naturale ed economico per nutrire e rafforzare i tuoi capelli, utilizzando ingredienti facilmente reperibili direttamente in casa nostra!

Con questa alternativa non solo eviterai di far finire negli scarichi prodotti chimici nocivi, ma, evitando l’acquisto dei prodotti che troviamo in commercio, eviterai anche l’acquisto di inutile packaging in plastica. Riducendo i tuoi rifiuti contribuirai alla salute del nostro pianeta! Cosa serve:

  • 1 vasetto di yogurt bianco;
  • 1 cucchiai di olio di argan (in alternativa olio di lino o mandorle dolci);
  • 1 cucchiai di miele.
Fonte: Martina Rodini

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ARTI-CALL, la Costituzione del 2050 scritta dai giovani

People For Planet - Dom, 05/31/2020 - 09:00

Per la Festa della Repubblica, la Costituzione la scrivono i ragazzi e le ragazze di tutta Italia e sarà la Costituzione del 2050.

Questa è la proposta di Ri-Costituente: la Costituzione del 2050, un progetto nazionale che debutta il 2 giugno in cui i primi tre articoli della Costituzione del futuro saranno commentati dal costituzionalista professor Valerio Onida, dall’europarlamentare Giuliano Pisapia, dal campione del mondo e commentatore sportivo Beppe Bergomi, la scrittrice Irene Facheris e da molti altri ospiti, oltre naturalmente ai giovani Ri-Costituenti autori dei primi articoli.

Il progetto Ri-Costituente nasce a Cartosio (AL),  paese elettivo di Umberto Terracini, presidente della Assemblea Costituente e ha subito coinvolto i vicini comuni di Rivalta Bormida (AL) luogo di origine di Norberto Bobbio, e Stella (SV) il paese di Sandro Pertini.

Norberto Bobbio

Questa caratteristica particolarissima (il territorio è stato definito ‘il triangolo d’oro’ della Costituzione italiana) è diventata il perno di un progetto ambizioso: coinvolgere i ragazzi di tutta Italia nella scrittura della Costituzione del 2050, per convergere poi -una volta all’anno- in un Festival della Costituzione del 2050 che animerà i tre territori con spettacoli, dibattiti e incontri a tema. Il progetto che sta riscuotendo grande interesse: oltre agli ideatori (il comune di Cartosio e due cooperative sociali: Impressioni grafiche di Aqui Terme e Tikvà di Como, animate dalla stessa passione civile) hanno aderito grandi associazioni nazionali quali Acli, Arci, Confcooperative-Federsolidarietà, Legacoop sociali, Legambiente ma anche il network Associanimazione, la Fondazione Bassetti di Milano e il Centro di Documentazione della Benedicta, luogo tristemente famoso per uno degli eccidi fascisti che hanno segnato i nostri appennini.

Quest’anno il Covid ha impresso un brusco rallentamento al progetto, che però non si è fermato. I laboratori sono continuati in digitale e il festival speriamo possa tenersi in autunno.

Il webinar del 2 giugno alle 10.30 sarà un momento per presentare i primi tre articoli (sui temi relazioni digitali, salute e sport) e discuterne con ospiti importanti, per concludersi poi con un intervento musicale di Paolo Archetti Maestri degli YoYo Mundi, gruppo dalla lunga carriera nato a pochi chilometri da Cartosio.

Il webinar sarà trasmesso, con la possibilità di partecipare, su Zoom (ID 897 4446 6755 PW 432415) e in diretta dal canale YouTube Ri-Costituente. Il webinar sarà  inoltre ritrasmesso da tutte le pagine Facebook degli aderenti, oltre che da TEDx Torino, dalla casa editrice Topipittori e da molti altri. Qui il link all’evento Facebook dell’appuntamento e il link per registrarti gratuitamente all’evento.

Appuntamento allora per il 2 giugno alle 10.30 perché certe volte, per capire il presente, bisogna immaginare il futuro.

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I cinquant’anni di Paolo Sorrentino

People For Planet - Dom, 05/31/2020 - 08:30

Paolo Sorrentino oggi, 31 maggio, compie cinquant’anni. Mezzo secolo di vita del regista italiano più affermato sul piano internazionale grazie a un premio Oscar per “La grande bellezza” e una filmografia possente nel suo sviluppo e nella geometrica potenza estetica e cinematografica. Io mi dichiaro sorrentiniano militante, prima lo ero in maniera felliniana e qualcosa vorrà dire. Sono anche un suo fan ovviamente, e nella sua stessa accezione espressa recentemente fatta per un’intervista a Paolo Conte “sono obnubilato dall’idolatria”.
Ho visto tutti i suoi film dopo averlo scoperto per caso e segnalazione contestuale al debutto veneziano. Mi piace rivedere le sue opere all’infinito perché mi creano godimento da spettatore. Adoro anche i suoi libri e da qualche tempo cerco di studiare anche la scrittura dei suoi film per la perfetta architrave culturale e stilistica con cui costruisce il successivo lavoro per immagini.
I suoi personaggi mi tengono compagnia e spesso mi fanno riflettere. Il suo cinema mi piace e mi emoziona.
Un regista lo apprezzi dal coraggio e dalla fantasia più di un giocatore. Da Paolo Sorrentino abbiamo appreso che gli schemi si possono rompere, che nel lavoro di gruppo devi avere capacità di comporre le ansie dei singoli, che anche un aiuto cuoco può suggerirti un finale.
È un regista che divide pubblico e critica.
Questa rubrica analizza ogni settimana dieci titoli dedicati ad un autore, attore, tema o corrente. Sono circa il numero dei lavori che ha realizzato Sorrentino in questo mezzo secolo in cui ha arricchito il nostro immaginario.

Buon compleanno maestro.

L’UOMO IN PIU’, 2001

Un’opera prima a basso costo che lascia il segno per regia e mestiere. Frutto di una gavetta dal basso in diversi ruoli, qualche cortometraggio, sceneggiature, anche una con Contarello per un film sui neomelodici mai realizzato. Un produttore, Nicola Giuliano, con cui da ha costruito la premiata ditta, coinvolgendo da subito il conterraneo Toni Servillo un grande attore del teatro che con Sorrentino diventa protagonista cinematografico.
Gli anni Ottanta a Napoli. Tony e Antonio Pisapia, calciatore e cantante condividono il nome. Il giocatore in seguito ad un incidente di gioco cerca di diventare allenatore. Il cantante ha il successo azzoppato dalle donne e dalla cocaina. L’elogio della sconfitta in contesti precisi descritti dalla cinepresa con un stile che si fa subito notare. La metafora calcistica del titolo è la linea d’ombra della crescita che conduce alla decadenza. Nella vita non esiste pareggio. I due personaggi sembrano mutuare quelli reali di Agostino Di Bartolomei e Franco Califano ma il regista ne nega ogni ascendenza con i suoi personaggi che mescolano felicemente pop e noir.

LE CONSEGUENZE DELL’AMORE, 2004

Un thriller destrutturato. L’io narrante del protagonista Titta Di Girolamo con perizia di racconto ci svela un camorrista solipsistico alle soglie della paranoia che vive in un albergo a Lugano ed ha un segreto che non confida assolutamente a nessuno. Toni Servillo si conferma essere l’attore di Sorrentino. Cinema da campi lunghi ambientato in non luoghi svizzeri. Virtuosismi da ripresa che a volte sfiorano l’eccesso. Film dai tempi lenti che predilige l’ellissi. Già compare il citazionismo su Céline. Saggio sul popolo degli insonni e rappresentazione anticonformista della tossicodipendenza.
Clima ovattato e candido in apparenza, ma il retrogusto è di corruzione nella linda Svizzera delle banche. Ottima direzione di attori soprattutto Renato Pisu e i camorristi che appaiono nella seconda parte del film. Fotografia di Bigazzi e colonna sonora raffinata iniziano ad essere punti fermi dei futuri percorsi. Il pubblico d’essai e Cannes comprendono che è a 33 anni alla sua opera seconda è già nato un autore.

L’AMICO DI FAMIGLIA, 2006

Questa volta lo scenario è la provincia cattiva dell’Agro Pontino. Un sarto strozzino è l’amico di famiglia orribile, viscido e sordo che alimenta il suo desiderio di soldi e oppressione. Anche una miss di periferia, figlia di una sua vittima cade nella sua rete. Attori scelti con cura e diretti magistralmente. Dall’avanspettacolo Giacomo Rizzo risorge a protagonista con Laura Chiatti, Fabrizio Bentivoglio e un poco noto Marco Giallini. La bella diventa carnefice e la bestia rimane tale. Un nuovo viaggio al termine della notte “dove il brutto è anche cattivo, e il bello stenta a farsi trovare”. Non amato da molta critica e dal pubblico della prima ora ma i sorrentiniani apprezzano come Fabio Zanello che scrive: “questo interesse verso gli zombi di cui pullula la provincia dell’Italia centromeridionale, è una riflessione accorata per ritrarre la decadenza socio-economica di un mondo, una ricerca sul linguaggio dove collocare una pietra angolare”.

IL DIVO, 2008

Raccontare Andreotti ancora in vita offrendo una delle migliori riflessioni sul potere. Il film a Cannes ottiene il Gran Premio della Giuria e catapulta Sorrentino sulla scena internazionale ridando all’Italia, che si afferma sulla Croisette anche con “Gomorra” di Garrone un ruolo di primo piano anche per i contenuti realistici da cui trae il suo nuovo cinema che viene definito neoneorealista. Ma Sorrentino si eleva sul grottesco. Come già scritto in questa rubrica mette alla berlina la celebre corrente di squali e affaristi (nel magnifico cast spiccano l’Evangelisti di Flavio Bucci ma anche Buccirosso e Popolizio) e ne fa un film drammatico sull’uomo che meglio incarna il Potere oscuro italiano con una trasfigurazione di un personaggio reale noto a tutti che si trasforma nel simbolo stesso del Potere. Una maschera che tiene a distanza e controlla tutto. Toni Servillo, attore feticcio di Sorrentino, con un riuscito trucco, diventa la maschera di Andreotti mescolandone splendore e miseria di una divinità degenerata. Magnifico uso di canzoni pop e splendida fotografia notturna.

THE MUST BE THE PLACE, 2011

Primo film girato in inglese e con protagonista un magnifico Sean Penn che interpreta l’ex rockstar Cheyenne, truccato e vestito come Robert Smith dei Cure, proponendo una nuova maschera grottesca estremamente malinconica che arricchisce già assortita galleria sorrentiniana. Un prigioniero del suo passato che vive in Irlanda con la moglie completamente schiavo della sua immobilità. E’ costretto a recarsi dal padre morente, ebreo scampato all’Olocausto, negli Stati Uniti compiendo un viaggio dove personaggi e situazioni si presentano come un prisma sfaccettato. Ha detto il regista che Cheyenne “è un Candide che rivaleggia in purezza con quello volterriano, il primo ciak con Sean Penn, la sensazione di non avere a che fare con un attore, ma con un extraterrestre prestato alla recitazione”. Il titolo del film è un tributo ad una canzone dei Talking Heads che saranno anche omaggiati nella notte degli Oscar da Sorrentino, presente nella splendida colonna sonora che annovera brani di Iggy Pop e la curatela di David Byrne nel film più rock di Sorrentino. Ma è anche un film che riflette sul posto dove vuoi stare. Un tema molto caro al regista.

LA GRANDE BELLEZZA, 2013

Il film premio Oscar apogeo della triade Sorrentino, Servillo, Nicola Giuliano era stato già indicato in questa rubrica come uno dei migliori film dell’ultimo decennio, ma in effetti dobbiamo collocarlo tra i migliori del cinema italiano di sempre con buona pace dei denigratori. Dal colpo di cannone al Gianicolo al tuffo nel Tevere fino alla decostruzione della terrazza romana che irride l’impegno narrato da Scola, e ormai derubricato a moralismo sciatto, il film ci offre la fotografia del generone romano perfetta. La monumentalità capitolina eterna è attorniata da clero scadente, medici esteti finti guru e con la Dda pronta ad irrompere su terrazze frequentate da benvestiti che mandano avanti l’Italia come poi sarebbe accaduto con “Mafia capitale”. Verdone esce dalla macchietta, le donne vagano con i pensieri, la musica caciarona s’incrocia con quella da camera e tecno per un baccanale multiforme e strabiliante per sensi contemporanei e menti perverse. Da Céline in epigrafe al rutilante mondo mondano di Gambardella trovi chiavi che aprono tesori, rondini mosaici in cielo, aerei che sfrecciano, fenicotteri sui balconi, sante alle prese con le radici. The “King” Barillari interpreta sè stesso in una via Veneto spettrale con sceicchi che mangiano spaghetti e cinesi che vanno a spasso. Venditti fa Venditti, la Ferilli fa la ferillona coatta, semplice, bona da grandangolo che entra nel caravanserraglio della modernità cafonal neoromana. Sorrentino rende cinema quello che per anni abbiamo visto e raccontato da Dagospia. Gambardella-Servillo è l’epigono naturale del Marcello della “Dolce vita”. Esiste una versione lunga con diverse scene tagliate che arricchiscono molto l’alto respiro dell’opera. Un capolavoro del XXI secolo.

YOUTH – LA GIOVINEZZA, 2015

Dopo un Oscar un regista si può permettere di girare in straordinario hotel svizzero che ha ospitato la migliore intellettualità d’Europa e schierare un cast che annovera Michael Caine, Harvey Keitel, Jane Fonda e Rachel Weisz.
Il film racconta la storia di due vecchi amici, un musicista in pensione e un regista in attività, consuoceri che si ritrovano durante una vacanza sulle Alpi e rivivono assieme il loro passato. Valorizzando le emozioni.
La grandezza dell’arte e il suo limite legato all’età che avanza con il topos della morte ricorrente in Sorrentino. I denigratori si sentono delusi da una cornice chiusa barocca che a lor dire contiene macchiette. Ma non si tratta di Morte in Engandina ma è invece il trionfo di chi vecchio non sarà mai perché è sempre animato da una coscienza vitale giovanile non per anagrafe. Come l’omaggio a Maradona, icona feticcio di Sorrentino (il tifo per lui ha salvato la vita del regista che non si recò ad una gita in montagna dove morirono i suoi genitori per l’esalazione di gas di una stufa). Appare anche Venezia invasa dalle acque. Non sapevamo che stava per diventare luogo di caccia dell’arte di Sorrentino.

THE YOUNG POPE, 2016

Sorrentino è il primo regista che continua a rimanere nel cinema pur girando una serie televisiva. Serie internazionale da grandi budget e successi ma realizzato come un lungo film a puntate. In “The Young Pope” resta salda la cifra ironica, il ritmo del racconto, la contaminazione del pop con temi alti, lo sfondo umano della morte e della malinconia. I topos del cinema sorrentiniano. “Il presente è una feritoia dove c’è spazio per un solo paio d’occhi. I miei.” dice il giovane Papa dopo averci mostrato alcuni suoi sogni/incubi. E’ evidente la coincidenza esistenziale con il regista che riesce ad incantare su una Storia collettiva che attraversa il rapporto con il Dio silente e la Storia rovescia luoghi comuni che emozionano non poco. Un Papa giovane che fuma e che non vuole apparire come Mina. Abbandonato dai genitori da adolescente. Attori stratosferici. Jude Law (scelta suggerita dalla moglie del regista) non tradisce le attese di una star di altissimo livello. La rivelazione è senza dubbio Silvio Orlando. Dal recitato in inglese alla caratterizzazione del personaggio, anima una sorta di protagonista che potrebbe condurre da solo il gioco narrativo con la bellissima deriva di napoletanità. Diane Keaton è una perfetta suor Mary. Involucro corporale del tema della Madre. Un’eleganza stilistica strepitosa sia se indossa l’abito religioso o una trasgressiva shirt che contamina Madonna con il sacro. Tutto attorno il gioco dei caratteri e del casting rende potente il film seriale di Paolo Sorrentino. Vaticano ricostruito come sapeva fare il grande cinema del passato. Non di meno le musiche che grazie alla serie hanno consentito il recupero di Nada e altre amenità. Irriverente a partire dalle sigle. Un lavoro superbo e avvincente.

LORO, 2018

Un film che era meglio fosse una serie Tv. Raccontare dopo Andreotti il Cavalier Silvio Berlusconi aveva acceso grandi attese. Alla chiamata non poteva che esserci Servillo tornato al meglio in un’ottima prova per l’acclamata ditta Sorrentino. Un film eccessivamente lungo e proiettato in due parti per motivi commerciali prendendo esempio dal precedente di “Novecento” di Bertolucci. Le vicenda di casa Berlusconi pur con una convincente Elena Sofia Ricci nella parte di Veronica Lario questa volta diventa oleografia dipinta senza vetriolo. Molto meglio le cornici della gaudente corte dei miracoli tutta orge e pasticche e la crudeltà dl sottobosco politico berlusconiano. Grande attesa per il pubblico che accorre a vedere la prima parte e che nella seconda ha abbandonato il contratto con la cifra di Sorrentino. Belle scene come quella della telefonata del Berlusca ad una signora anonima ma tutto viene presto dimenticato. Quasi che le immagini d’autore del film fossero l’ennesimo spot della narrazione leggendaria del divo di Arcore. Credevamo fosse un capolavoro è stato solo un film di passaggio. Meritevole ma non epocale.

THE NEW POPE, 2020

Una degna continuazione della precedente serie. Il giovane Papa è in coma a Venezia ed il mondo è in apprensione. Sia il popolo di Dio, quello più estremo in perenne veglia con le felpe personalizzate e quello della Curia romana guidata da una magnifico Voiello che cerca una soluzione. John Malkovic interpreta John Brannox e sarà una straordinaria scoperta estetica, teologica, con travagli interni da grande personaggio che vive nel suo castello britannico. Altissima rappresentazione del potere secolare della Chiesa affidata ad un Papa molto diverso dal precedente. Il cinismo di Voiello è straripante nella sua alta dose di ironia, i ruoli di Cècile De France e Ludivine Segnier aggiungono ambiguità complici che ampliano il punto di vista femminile della filmografia sorrentiniana, il torvo interesse degli speculatori è mostrato con maestria. Il Papa è stato un punk e compare sulla scena anche Marylin Manson nella parte di sé stesso. Fotografato con arte pittorica da Bigazzi, ancora magnificamente scenografato per accompagnare dei dialoghi che solcano lo spettatore in frasi che conquistano subito i social in presa diretta. Le suore che ballano la lap dance e le tamburriate hanno indignato il mondo cattolico ma sono la coerenza pop del regista verso un’opera alta che premia intrattenimento e riflessione. Dall’integralismo islamico con i suoi attentati alle rivendicazioni femministe delle suore vaticane a Sharon Stone anche lei nella parte di sé stessa che va dal Papa a chiedere conto sui matrimoni omosessuali emerge un grande affresco di una storia universale che potrebbe riservare ancora grandi sorprese. Il grande cinema in forma seriale. Un ibrido dell’audiovisivo. Una modernità firmata da un regista geniale come Michelangelo.

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Strage donne, allarme in Spagna| I vaccini sono beni pubblici mondiali | Ecco le tasse a rischio

People For Planet - Dom, 05/31/2020 - 06:25

Il Fatto Quotidiano: Sanità – Corte Conti: “Popolazione indifesa per impoverimento sistema di assistenza territoriale”;

Il Manifesto: I vaccini sono beni pubblici mondiali. La vita non è un brevetto;

La Repubblica: Niente distanze e mascherine, protesta dei gilet arancioni ‘negazionisti’: saranno denunciati. Sala: ‘Irresponsabili’;

Tgcom24: Flash mob degli artisti nelle piazze italiane: “Serve ripartire“;

Il Sole 24 Ore: Golden power, la nuova mappa dei settori industriali sotto protezione – Appello delle imprese: utilizzare subito tutte le risorse Ue – Perché conviene utilizzare il prestito Mes da 36 miliardi;

Il Giornale: È impossibile incassarle. Ecco le tasse a rischio;          

Corriere della Sera: Atene salva dal virus grazie all’infettivologo sconosciuto (che ora è creduto da tutti senza fiatare);

Il Messaggero: La strage delle donne, è allarme in Spagna: un piano per difendere le vittime di violenza e sfruttamento sessuale;

Il Mattino: Floyd, la protesta infiamma l’America:due morti. Trump: «Sciolgo cani feroci». La moglie dell’agente accusato di omicidio chiede il divorzio Minneapolis, arrestato poliziotto coinvolto nella morte di Floyd: «I due si conoscevano già» E Trump firma l’ordine che toglie l’immunità legale ai social: «Potranno essere puniti»;

Leggo: Crew Dragon è partita: SpaceX porta gli Astronauti Nasa in Orbita Diretta tv Foto.

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Covid-19. I dati mondiali e italiani. 705.000 nuovi casi nell’ultima settimana

People For Planet - Sab, 05/30/2020 - 18:00

La Johns Hopkins University raccoglie i dati di casi confermati e morti per coronavirus in tutti i paesi. Secondo i dati al 30 maggio sono gli Stati Uniti ad avere il più alto numero di casi accertati e di morti, l’Italia è sesta per numero di casi e terza per numero di morti.
Complessivamente nel mondo si registrano 5.931.000 casi (705.000 in più rispetto a 7 giorni fa, dato in aumento rispetto alla settimana precedente) e 365.000 morti (27.000 in più rispetto a 7 giorni fa, dato in contrazione).

Decresce il tasso di letalità

Per la terza settimana consecutiva il confronto tra incremento di casi e di morti a livello mondiale sembrerebbe confermare l’ipotesi che, mentre il virus continua a diffondersi, la sua letalità starebbe diminuendo. Il tasso di letalità dall’inizio della pandemia fino al 30 maggio è stato del 6,2% sui casi accertati, nell’ultima settimana è sceso al 3,8%.

Negli Usa 103.000 morti, 30.000 nello stato di New York

Continua l’impressionante escalation di casi negli Usa, dove nell’arco di una settimana si è passati da 1.601.000 a 1.747.000. Nello stesso periodo il numero dei morti per Covid-19 in Usa è cresciuto da 96.000 a 103.000.
Lo stato di New York da solo conta ad oggi oltre 29.000 morti.

La pandemia rallenta in Europa, esplode in India e Brasile

Mentre nei principali paesi europei (Germania, Regno Unito, Francia, Italia, Spagna) si registra un rallentamento della diffusione del virus, continua l’esplosione in Brasile, dove solo nell’ultima settimana si sono registrati 134.000 nuovi casi mentre il presidente brasiliano Bolsonaro continua a minimizzare la questione. Altro paese che segnala una preoccupante escalation è l’India.

Lo strano caso della Russia

Molti dubbi sul sistema di attribuzione delle morti al covid19 adottato in Russia. Secondo i dati ufficiali i morti sarebbero 4.400 contro 388.000 casi accertati, con un tasso di letalità quindi di circa l’1,1%, un’anomalia assoluta a livello mondiale.

Italia: rallenta la diffusione. Tasso di letalità al 14,4%?

In Italia la diffusione del virus continua a rallentare, si è passati dai 5.000 casi accertati la settimana precedente ai 3.000 degli ultimi 7 giorni.
Dalle statistiche tuttavia si conferma l’apparente anomalia dell’Italia che avrebbe un tasso di letalità molto superiore rispetto alla media mondiale. Confrontando casi accertati e numero di morti dichiarati da ciascun paese in Italia il tasso di letalità sarebbe del 14,2%.

I numeri della Lombardia non tornano

L’anomalia italiana è in realtà tutta concentrata in Lombardia, dove secondo le statistiche ufficiali con circa 86.000 casi confermati e circa 16.000 morti il tasso di letalità sarebbe addirittura del 18%!
Mentre infuriano le polemiche sul “modello sanitario lombardo” e sulla gestione della pandemia da parte della regione Lombardia è facile pensare che i casi presenti nella regione siano stati molti di più di quelli ufficiali comunicati dal governo regionale e questo spiegherebbe un tasso di letalità altrimenti incomprensibilmente così elevato.
E’ anche da segnalare che, sempre secondo i dati ufficiali, dei 3.000 nuovi casi di positività al covid-19 in Italia nell’ultima settimana, circa il 50% sono stati riscontrati nella sola Lombardia.

I dati ufficiali per paese: casi accertati e morti

Di seguito i dati ufficiali dei 10 paesi con più casi accertati e più morti per covid19 in base alle statistiche ufficiali al 30 maggio.
I segni (+) e (-) indicano le variazioni nel ranking rispetto a 7 giorni fa.

Casi confermati
1.747.000 Stati Uniti
465.000 Brasile (+)
388.000 Russia (-)
272.000 Regno Unito
239.000 Spagna
232.000 Italia
187.000 Francia
183.000 Germania
174.000 India (+)
162.000 Turchia (-)

Morti
103.000 Stati Uniti
38.000 Regno Unito
33.000 Italia
29.000 Francia (+)
28.000 Brasile (+)
27.000 Spagna (-)
9.000 Belgio
9.000 Messico (+)
9.000 Germania (-)
8.000 Iran

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Paolo Rossi: il problema è tornare alla normalità o la normalità era un problema?

People For Planet - Sab, 05/30/2020 - 17:00

Una lettera – riflessione dell’attore sulla riapertura dei teatri

“Siamo sicuri che le persone vogliano tornare a teatro ad ascoltarci se noi stessi non li abbiamo ascoltati?”

Fonte: Paolo Rossi OFFicial

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Un albero per ogni vittima del Coronavirus: nasce a Firenze il parco Covid

People For Planet - Sab, 05/30/2020 - 15:00
Un albero per ogni vittima

A Firenze nasce il parco Covid e si spera che l’iniziativa venga imitata in tutta Italia. Perché piantare alberi è un’azione simbolica: ridare ossigeno a una città in memoria dei cittadini che non ci sono più per via di un virus che colpisce i polmoni sottraendo letteralmente ossigeno ha più valore di qualsiasi onorificenza. Ma è anche uno step necessario per la fase 2, in ragione di svariati motivi di ordine pratico.

Ridare ossigeno alla città in memoria delle sue vittime

Sono stati piantati ieri a Firenze i primi alberi dell’iniziativa DonaUnAlbero, interrotta dal Coronavirs e ripresa proprio in memoria di chi, a causa della malattia, non c’è più. Ciascun arbusto riporta una dedica a un caro che è venuto a mancare a causa della pandemia. “Un simbolo di rinascita, un modo per ricordare nei decenni le persone scomparse”, ha detto il sindaco Nardella all’inaugurazione:

Se l’emergenza Coronavirus ci ha insegnato qualcosa è che la questione ambientale è centrale. L’idea di una Firenze più verde, già al centro del programma di mandato, lo diventa oggi ancora di più. Andiamo avanti quindi con convinzione nella realizzazione di interventi di sviluppo urbano sostenibile, come i progetti di ‘forestazione urbana’ e la messa a dimora di 20mila nuove alberature entro la fine del mandato per migliorare la qualità di vita dei cittadini. Il progetto ‘Dona un albero’ va in questa direzione coinvolgendo direttamente i cittadini nel percorso verso una Firenze più verde.

Piantare alberi: un impegno necessario per la fase 2

In vista di una fase 2 che rimane ancora un’incognita in vista della stagione autunnale, piantare alberi è un impegno necessario per una serie di ragioni di ordine pratico che hanno, direttamente e indirettamente, a che fare con il Coronavirus. Serve per:

  • Azzerare le emissioni di anidride carbonica: secondo gli scienziati dell’IPCC solo le piante, in particolare gli alberi e le foreste, sono in grado di assorbire CO2 con la fotosintesi (si stima che un albero possa arrivare ad assorbire fino a 20 kg di CO2  l’anno).
  • Combattere il consumo di suolo e, grazie all’ombreggiamento ed alla evapotraspirazione delle chiome, abbassare la temperatura dell’aria dai 2 agli 8 gradi centigradi, contrastando le ondate di calore, particolarmente nelle città, dove la temperatura è in media di 2 gradi più elevata.
  • Ridurre l’inquinamento atmosferico che è causa del 24% dei decessi in età adulta per malattie cardiache, del 25% dei decessi da ictus, del 43% dei decessi da malattia polmonare ostruttiva cronica e del 29% dei decessi da cancro ai polmoni.
  • Contribuire a ridurre le polveri sottili. Sebbene non ci siano ancora evidenze scientifiche tra correlazioni dirette tra smog e Coronavirus, una ricerca condotta dalla Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima) con le università di Trieste, Bari, Bologna e l’Ateneo di Napoli Federico II ha intanto accertato la presenza del Coronavirus nel particolato atmosferico. Nella ricerca è stata rilevata “la presenza di geni specifici, utilizzati come marcatori molecolari del virus, in due analisi genetiche parallele” ha dichiarato Leonardo Setti, coordinatore del gruppo di ricerca. Le prime evidenze provengono da analisi su 34 campioni di PM10 in aria ambiente di siti industriali della provincia di Bergamo, raccolti dal 21 febbraio al 13 marzo.

In attesa che gli studi che ipotizzano nessi tra inquinamento e Covid19 siano sottoposti a peer review dalla comunità scientifica, piantare alberi, è la cosa migliore.

Per non dimenticare, andando però avanti.

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L’Italia riapre tutta insieme. E non solo l’Italia

People For Planet - Sab, 05/30/2020 - 12:00

Via libera per tutti. Nonostante le rilevanti differenze che permangono tra regione e regione, le prestigiose accuse contro i dati diffusi da alcune di esse, il 3 giugno potremo muoverci liberamente da regione a regione, tutti.

Permane la teorica possibilità per una regione di imporre la quarantena a chi arrivi da una zona ad alto contagio, ma il ministro Boccia ha già precisato che è pronto a impugnare la richiesta davanti al Tar, come anche ogni richiesta valutata troppo stringente da parte di regioni quali la Campania (che pensa alla quarantena per i lombardi) o la Sardegna (che vuole il patentino di immunità). Dichiarazione che – ne siamo certi – basteranno a scoraggiare ogni tentativo di difesa delle regioni che temono l’arrivo di contagiati.

Aperti gli aeroporti

Ma il 3 giugno è anche la data di riapertura degli aeroporti. Per pianificare le vacanze conviene aspettare l’evolversi dei nostri dati, che se miglioreranno convinceranno anche Grecia, Svizzera, Austria e quanti finora tengono chiuse le porte agli italiani. Ma intanto via libera dalla Spagna, che apre le frontiere aeree e marittime il 6 giugno. La Francia, invece, non ha mai chiuso i confini con l’Italia: vi si può andare liberamente a patto di avere un’autocertificazione e dichiarazione di assenza di sintomi da Covid-19.

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Foto di Lorri Lang

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Siamo soli? (seconda parte)

People For Planet - Sab, 05/30/2020 - 10:00

Se le nostre idee fossero locate in cellule unitarie e formate da materia vera avrebbero una grande consistenza.
Ma che solidità possono avere idee che abitano una cooperativa caotica e inesistente?

Possiamo indurre modificazioni nel modello di interpretazione della realtà che imprigiona la nostra mente nella tristezza?
L’idea che mi frulla per la testa è che non solo possiamo farlo ma che sia anche abbastanza semplice.
Possiamo creare un circolo virtuoso con una microazione basata su un’astuzia. Invece di cercare di cambiare il mio stato d’animo mettendo in discussione il mio modello di pensiero (difficile!) uso la forza basica del mio livello cellulare-batterico
Ti propongo quindi un set composto da 3 piccole azioni che nell’insieme dovrebbero durare poche decine di secondi.
Creare un piccolo cortocircuito mentale visualizzando l’idea che io non sono separato dall’aria, dal sole, dal vento e dal resto degli esseri umani. Aggravare poi lo scompiglio nel mio modello mentale pensando che non sono solo ma sono una moltitudine altamente cooperante.

Immaginare quanto è esaltante che io sia più che altro la mia idea di essere, la mia capacità di percepire in modo distinto me stesso, osservarmi, raccontarmi.

Visualizzare il desiderio profondo della mia forma-pensiero: essere di più! Sperimentare nuove possibilità dell’esistere. Inventare qualche cosa di nuovo. Immergermi nella vita.
Andare a pescare nella memoria 3 foto di micro esperienze gradevoli che ho vissuto nelle ultime ore. Semplici immagini, niente di complesso: un albero immerso nel sole, la curva del sedere di una ragazza, un buon cappuccino.

Se lo faccio dovrebbero succedere alcune cose

Innanzi tutto la sensazione di vertigine che provo se gioco a pensare di essere parte del tavolo e della persona che mi passa vicina è salutare (ovviamente non va bene se ti convinci di essere tu il tavolo).

Il modello che mi vede separato dal mondo è intrinsecamente ansiogeno. L’idea di separazione mi fa paura e viene alimentata dalla paura. Se provo a immaginare che tutto sia diverso mi prende una specie di pizzicorino al cervello. Metto in movimento qualche cosa di vitale.
Poi rafforzo questa sensazione visualizzando la sensazione di essere una moltitudine. Siamo miliardi! Siamo qui per vivere appieno.
La seconda mossa porta a focalizzare la mia intenzione profonda: io sono pensiero che diventa forma. Miliardi di anni per arrivare a creare un essere capace di osservarsi vivere. Ma tutta sta fatica va sprecata se ti dedichi a vivere con l’energia di un sasso che dorme dentro una montagna. Esci fuori, fai qualche cosa! Stupisciti!

Infine un’astuzia. Rivedere con gli occhi della memoria 3 immagini di 3 micro sensazioni gradevoli.

All’inizio di questo capitolo abbiamo parlato di cause che sono precedute dagli effetti.
Se io penso a tre immagini positive è come se sorridessi a me stesso, mi dico: «Guarda, mi sono successe 3 cose belle.»
Il nostro codice di lettura del mondo identifica questo come una cosa molto positiva. E sappiamo che quando questo succede scattano tutta una serie di segnali che portano alla produzione delle endorfine. Droghe naturali autoprodotte che danno il buon umore e galvanizzano il sistema immunitario.

Succede pure se sorrido: anche se sono arrabbiato dopo un po’ il cervello, che è stupido, si convince che tutto va bene e inizia a produrre la droga della felicità che ha sua volta mi da una sensazione di benessere che scioglie l’incazzatura.

Ma richiamare alla memoria 3 immagini (o sensazioni) gradevoli ha una forza particolare perché visualizzare è un’attività che coinvolge più livelli della mente rispetto a un semplice sorriso.
A questo punto però succede un’altra cosa.
Non sappiamo in che modo ma è dimostrato che gli stati d’animo agiscono sul sistema immunitario tramite precise sinapsi poste lungo la spina dorsale e agiscono anche sul metabolismo cellulare.

Addirittura gli stati d’animo sono in grado di modificare l’epigenetica, cioè il sistema di lettura del messaggio scritto nel DNA.
Ma le cellule sono perfino capaci di inviare stimoli alla mente. Ad esempio, i meccanismi della fame sono connessi con le esigenze di nutrimento delle cellule. Le cellule sono capaci di emettere segnali chimici che inducono comportamenti. Basti pensare al ruolo che hanno i segnali sessuali costituiti dai ferormoni nel comportamento umano.

Anche se stai pensando altro, quando un feromone ti solletica, sbandi ed entri in stato di eccitazione.
Alle cellule piace quando pensi a 3 belle esperienze recenti.
E dopo un po’ telefonano al servizio rifornimenti e chiedono: «Potremmo avere un altro po’ di quella roba che ci avete mandato prima?»
E siccome sono golose diventa un vizio.
Bastano pochi secondi per pensare di essere una moltitudine parte indivisibile di un universo, ricordarsi che lo scopo della vita è sperimentare e ricordare 3 istantanee gradevoli.

Funziona!

Sono due giorni che lo faccio e devo dire che sto benissimo.
Continua a venirmi in mente questa sequenza e mi sembra proprio di avere una vita deliziosa, piena di istanti gradevoli.
Chissà se questo comportamento autoinstallante durerà e se avrà effetti positivi sul mio futuro.

Comunque momentaneamente è meglio dell’aspirina.
Mi sento disponibile e aperto alla vita, curioso verso gli altri, ottimista e simpatico. Ed è pieno di persone che mi vogliono bene e che desiderano collaborare con me.
Roba da non crederci.

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Ecologia fai da te: 4 idee per pulire le superfici in legno

People For Planet - Sab, 05/30/2020 - 10:00

Hai deciso di smettere di ricorrere a prodotti chimici e costosi? Se l’ambiente di oggi e il futuro del nostro pianeta ti sta a cuore, dal canale YouTube Ohga, ecco quattro (e più!) idee ecologiche per pulire le superfici e gli utensili in legno che abbiamo in casa!

Ricordiamoci che c’è sempre un’alternativa a tutto, come ci insegnano i vecchi rimedi della nonna!

Fonte: Ohga

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Estetista fai da me!

People For Planet - Sab, 05/30/2020 - 07:30

In questa infografica vi mostriamo alcune semplici ricette per produrre in casa cerette, crema viso, scrub, deodoranti e altri prodotti di bellezza. Provateci a casa!

Per vedere l’infografica più grande clicca qui

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3 giugno: riapertura regioni | Spagna, sì al «reddito minimo vitale» | Rider, pagati 3 euro a consegna

People For Planet - Sab, 05/30/2020 - 06:25

Il Messaggero: Floyd, l’agente accusato di omicidio. Spunta un video con tre poliziotti. Troupe Cnn arrestata in diretta tv – E Twitter censura ancora Trump «I social potranno essere puniti»: Trump firma l’ordine che toglie l’immunità legale;

Il Mattino: Coronavirus, Trump annuncia sanzioni contro Cina e fine del rapporto con l’Oms;

Tgcom24: IL VIRUS NON SCOMPARIRÀ Oms e Iss avvertono: “I dati dicono che in autunno arriverà una seconda ondata”;

Corriere della Sera: La decisione del governo: via libera agli spostamenti tra tutte le regioni dal 3 giugno «Indice dei contagi sotto la soglia»;

Il Giornale: I pm danno ragione a Fontana ‘Zona rossa? Toccava a Conte’;

Leggo: Bankitalia, Visco: «Ripresa sarà lenta Tasse troppo alte, pesa l’evasione». «Ecco la ricetta per superare la crisi» Il vicedirettore De Paolini commenta la relazione di Visco Istat: calo del Pil eccezionale, «mai così male dal 1995». Carrello spesa a maggio +2,6% Investimenti, a settembre la lista: nel piano anche turismo e auto;

Il Sole 24 Ore: Sos turismo: la mappa degli interventi regionali. C’è anche il voucher per una notte in più;

Il Manifesto: Il governo spagnolo dice sì al «reddito minimo vitale»;

La Repubblica:Caporalato sui rider, pagati 3 euro a consegna“: tribunale commissaria la filiale Italia di Uber;

Il Fatto Quotidiano: Scuola – I sindacati proclamano lo sciopero per l’8 giugno. Ministero: “Ora serve collaborazione”.

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Riaprono le spiagge. Tanta attenzione per la sicurezza, meno per l’ambiente

People For Planet - Ven, 05/29/2020 - 17:30

Riaprire le spiagge in sicurezza ed evitare un nuovo picco dei contagi da Coronavirus è uno dei crucci del momento. Sulla data di riapertura, Regioni e Comuni si sono mossi in autonomia, con un mosaico di regole simili ma non identiche. L’organizzazione e la fruizione degli spazi ruotano attorno a un documento dell’Inail ma preoccupa un secondo fronte: quello ambientale.

Plastica e rifiuti sono un altro virus letale, che la scorsa estate era stato oggetto di campagne di sensibilizzazione senza precedenti. La priorità è salvarci dal Coronavirus, ma non può essere il pretesto per dimenticarci di rispettare gli ecosistemi marini. Il rischio di soffocarli con mascherine abbandonate e stoviglie in plastica è altissimo. L’ambiente è passato di moda?

Chilometri di coste da salvare

L’Italia in Ue ha il maggior numero di acque di balneazione, un quarto del totale, con oltre di 50 mila concessioni demaniali marittime, di cui 11 mila per stabilimenti balneari. L’industria turistica non può ancora contare per certo sugli arrivi dall’estero, ma gli italiani scalpitano da tempo per riversarsi in spiaggia. Il primo pensiero, giustamente, è evitare gli assembramenti e fissare regole ferree sulla fruizione degli spazi.
Ma è come se il problema ambientale, cruciale prima del Coronavirus, fosse stato messo in stand by utilizzando come giustificazione proprio la pandemia e l’esigenza di riaprire in fretta. La sensazione è che sulle nostre spiagge si rischi un utilizzo smodato di oggetti in plastica.
Stoviglie monouso, mascherine, guanti, barriere divisorie, segnaposto… quanto male possono fare al Pianeta? Dove finiranno? I controlli saranno serrati?

Gli “oggetti del Covid” sono i nuovi rifiuti

Nel mondo, si contano già milioni di mascherine finiti in mare.

Le regole Inail specificano che vanno indossate negli stabilimenti balneari fino al raggiungimento della postazione assegnata e, successivamente, all’uscita. È fondamentale la presenza di appositi contenitori in cui eventualmente gettarle, in modo da evitare al massimo le “dimenticanze” di qualche sbadato. Non solo si tratta di oggetti inquinanti, ma anche pericolosissimi per la fauna degli ecosistemi marini.

Fondamentali quindi anche controlli serrati: multe a chi provoca assembramenti e multe a chi deturpa l’ambiente.

Ognuno deve fare la sua parte: i gestori degli stabilimenti balneari possono decidere di offrire servizi plastic free, adottare soluzioni eco-friendly e sensibilizzare i clienti.

La lotta all’abbandono dei rifiuti si concentra su tutti gli “oggetti del Covid”: stoviglie monouso, mascherine e guanti, che per giunta non sono facilmente riciclabili nemmeno se conferiti nei contenitori corretti.
Quanto meno, sarebbe il caso che i cartelli informativi all’ingresso degli stabilimenti balneari e delle spiagge libere includessero in maniera evidente tra i comportamenti da adottare anche le buone pratiche a tutela dell’ambiente.

Divisori e stoviglie: esistono anche quelli eco-friendly

L’Inail fissa a 4 metri quadrati lo spazio tra clienti nei locali di ristorazione, ma i pasti consumati in spiaggia sono tipicamente veloci. Banditi i buffet, molti stabilimenti balneari stanno già comunicando la possibilità di delivery. Gli utenti riceveranno il pasto in spiaggia senza muoversi dalla propria postazione, ma quel pasto difficilmente verrà recapitato in stoviglie di porcellana o vetro. Ecco che il problema della plastica può aggravarsi, a meno che i gestori non optino per stoviglie monouso biodegradabili e compostabili.

Segnaposto e barriere fatti di sacchetti di plastica!

Nei locali ristorazione e nelle spiagge stesse è necessario far rispettare le regole del distanziamento attraverso segnaposto e barriere. Anche qui, ognuno decide per sé. A Genova il sindaco Marco Bucci ha annunciato che, nelle spiagge più grandi, a ogni nucleo familiare verrà assegnato un numero, corrispondente al posto assegnato in spiaggia, dove troveranno sacchi di sabbia numerati.

Incredibile ma vero, sono stati scelti sacchetti di plastica, come mostrato in alcune foto ufficiali.

Così, nelle scorse ore il sindaco ha dovuto fare marcia indietro e promettere che saranno sostituiti con sacchi in juta.

La proposta dell’Enea

Interessante la proposta dell’Enea: barriere divisorie realizzate con posidonia oceanica, pianta marina che si deposita in grandi quantitativi sugli arenili mediterranei e può essere utilizzata per ottenere separatori green tra ombrelloni, corridoi e percorsi.

Un’idea simile a quella suggerita da un’azienda toscana, che propone l’utilizzo di siepi e piante per garantire il distanziamento nei locali commerciali e nelle spiagge.

Morale della favola: esistono tante soluzioni per garantire la sicurezza e, allo stesso tempo, evitare di deturpare l’ambiente e il nostro mare. Il Coronavirus è il nemico da battere oggi, la tutela dell’ambiente resta la sfida di sempre.

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Tutti amiamo l’Italia

People For Planet - Ven, 05/29/2020 - 17:00

Il video spettacolare dell’Orchestra Italiana del Cinema per spronarci nella nuova fase

“In questa fase, ognuno è chiamato a fare la sua parte, come in una grande Orchestra che suona un unica sinfonia dove ciascuno è indispensabile. Prepariamoci per un nuovo viaggio verso un futuro migliore!”

È il messaggio positivo lanciato dall’Orchestra Italiana del Cinema per ripartire, con un video davvero suggestivo:

Fonte: Youtube Orchestra Italiana del Cinema

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Nasce il “Sentiero dei Parchi”: un cammino che toccherà 26 parchi nazionali

People For Planet - Ven, 05/29/2020 - 16:23

L’estate 2020 sarà un’estate diversa, con spiagge a ingressi contingentati, prenotazioni e limitazioni d’orario per prendere il sole. Per questo motivo, si sta cercando di incentivare un turismo dedito alla lentezza, più green e sostenibile, volto alla riscoperta dei piccoli borghi e delle bellezze naturalistiche di cui la nostra penisola è popolata.

Per incentivare un turismo diverso ed ecosostenibile, il Ministero dell’Ambiente, in collaborazione con il Club Alpino Italiano, sta lavorando a un progetto molto promettente, sulla scia del Cammino di Santiago: la creazione di un unico percorso che colleghi 26 parchi e riserve nazionali distribuiti su tutta la penisola, da Nord a Sud, utilizzando come riferimento l’attuale Sentiero Italia Cai, che si dirama lungo 7mila km per 4000 tappe che attraversano tutte le 20 regioni italiane.

Il ministro Sergio Costa ha dichiarato che:
I parchi nazionali sono uno scrigno della natura: bisogna garantirne la conservazione, ma anche la fruibilità. L’attenzione riservata con la legge di bilancio – ben 35 milioni di euro nel periodo 2020-2033 – per la manutenzione e il potenziamento delle reti sentieristiche nelle aree protette insieme a questo accordo con il Cai sono segnali importanti di quanto ci stia a cuore il nostro inestimabile patrimonio di biodiversità e la sua valorizzazione in termini di turismo sostenibile, soprattutto in questo periodo di ripresa post-Covid nel quale tutti sentiamo il bisogno di stare più all’aria aperta. E per tutti i viaggiatori lungo il Sentiero dei Parchi creeremo anche un ‘passaporto’, un riconoscimento simbolico per gli escursionisti che attraverseranno il territorio di ciascun parco e per premiare quelli che saranno riusciti a completarlo facendo tappa in tutti e 26 i parchi nazionali“.

Si tratta di un’iniziativa molto importante, tesa a rilanciare l’economia e tutelare e valorizzare i patrimoni naturalistici che si nascondono in tutti gli angoli del nostro Paese, al fine di promuovere, finalmente, un turismo sostenibile per le persone e per l’ambiente.

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