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Anche le piante fanno musica! (VIDEO)

People For Planet - Ven, 03/02/2018 - 04:21

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Lo sviluppo dell’eolico off-shore in Europa (Infografica)

People For Planet - Ven, 03/02/2018 - 03:34

Per vedere l’infografica più grande clicca qui

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2017 Totale potenza installata di eolico offshore a fine 2013 in tutta Europa Previsione potenza  installata di eolico offshore a fine 2020 in tutta Europa 12.631 MW LO SVILUPPO DELL’EOLICO OFF-SHORE
IN EUROPA PREVISIONI
FINO AL 2014 Totale potenza installata di eolico offshore a fine 2014 in tutta Europa 15.300 MW 2012 8.060 MW Totale potenza installata di eolico offshore a fine 2015 in tutta Europa 2015 24.600 MW 2013 Previsione potenza installata di eolico offshore a fine 2017 in tutta Europa 6.608 MW Nel 2016 gli investimenti nel settore dell’eolico offshore sono aumentati del 40% rispetto al 2015: 18,2 miliardi di euro, pari ad una potenza finanziabile di 4.900 MW. 2020 Totale potenza installata di eolico offshore a fine 2016 in tutta Europa 2016 5.002 MW Numero complessivo di impianti a fine 2016: 3.589 turbine installate in 81 wind farm in 10 paesi europei. 11.073 MW Totale potenza installata di eolico offshore a fine 2012 in tutta Europa PREVISIONI
FINO AL 24.600
MW 11.073
MW Previsione potenza installata di eolico offshore a fine 2017 in tutta Europa 5.002
MW 12.631
MW 8.060
MW 15.300
MW 6.608
MW Totale potenza installata di eolico offshore a fine 2013 in tutta Europa Totale potenza installata di eolico offshore a fine 2016 in tutta Europa Totale potenza installata di eolico offshore a fine 2012 in tutta Europa Previsione potenza installata di eolico offshore a fine 2020 in tutta Europa PREVISIONI
FINO AL Totale potenza installata di eolico offshore a fine 2014 in tutta Europa Totale potenza installata di eolico offshore a fine 2015 in tutta Europa PREVISIONI
FINO AL 15.300
MW PREVISIONI
FINO AL

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Gardensia, la campagna contro la sclerosi multipla

People For Planet - Gio, 03/01/2018 - 17:45

L’Associazione Italiana Sclerosi Multipla compie 50 anni e lancia la campagna #smuoviti per sensibilizzare e raccogliere fondi per la lotta alla sclerosi multipla.
#smuoviti inizia il 3, 4 e l’8 marzo (Giornata internazionale della Donna) con l’ormai tradizionale vendita di ortensie e gardenie in moltissime piazze italiane.
“Con SMuoviti chiediamo a tutti di agire concretamente, insieme alla nostra comunità, per costruire insieme un futuro migliore per le persone con SM”, ha dichiarato Angela Martino, Presidente AISM.

Clicca qui per maggiori info https://sostienici.aism.it/gardensia/

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Dare valore alla materia

Le Buone Notizie di Cacao - Gio, 03/01/2018 - 15:11

La carta è uno dei materiali che ha nel proprio Dna l’economia circolare. Un tempo, infatti, la carta veniva realizzata con gli stracci e solo successivamente con la cellulosa proveniente dal legno.
Oggi la fibra di cellulosa derivata dal legno viene riciclata fino a sette volte: ciò permette di diminuire l’impatto ambientale, anche attraverso pratiche di coltivazioni forestali sostenibili, che prevedono di piantare due o tre alberi ogni volta che se ne abbatte uno, ed escludendo da questo processo le foreste primarie, che sono uno scrigno della biodiversità e che anche grazie all’assorbimento di un’enorme quantità di anidride carbonica difendono il clima.
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Cibo e stampa 3D: mangeremo tecnologia?

Le Buone Notizie di Cacao - Gio, 03/01/2018 - 15:10

Nell’estate del 2016, a Londra, ha temporaneamente aperto un ristorante sperimentale 3D, FoodInk: bicchieri, piatti, posate, tavoli, tutto era realizzato con le stampanti 3D, compreso il cibo!
Per tre giorni gli chef stellati Joel Castanye e Mateu Blanche, provenienti dai ristoranti La Boscana in Barcellona e elBulli a Londra, hanno servito un mix di ricette classiche e cucina molecolare creato da una stampante 3D alimentare progettata e costruita nel 2014 dalla compagnia olandese byFlow.
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Teniamoci per mano

Le Buone Notizie di Cacao - Gio, 03/01/2018 - 15:07

Tenersi per mano con chi si ama allevia il dolore fisico. Lo afferma una ricerca dei neuroscienziati della University of Colorado pubblicata sulla rivista Pnas.
L’esperimento è stato condotto su 22 coppie. Tenersi per mano ha ridotto mediamente l’intensità del dolore del 34 per cento.
Patch Adams, il medico clown americano, a chi gli chiedeva se la comicoterapia guariva rispondeva: “Non so se guarisce ma quando io sono con i bambini e li abbraccio e gioco con loro, non sentono dolore”.
L’amore cura.
(Fonte: Ansa.it)

Anche Terni è cannucce-free

Le Buone Notizie di Cacao - Gio, 03/01/2018 - 15:05

Ieri abbiamo dato la notizia che la Gran Bretagna sta studiando di mettere al bando le cannucce di plastica, una delle principali fonti di inquinamento di fiumi e mari. Ora un gruppo di italiani che lavora in Gran Bretagna ha deciso di portare la stessa iniziativa nella città di Terni. Grazie alla collaborazione tra Londra e l’associazione Terni in action sono già più di venti i pub e i ristoranti che mettono le cannucce di plastica nei loro drink solo su richiesta e che, finite le scorte, utilizzeranno cannucce in materiale riciclabile come bamboo, materbi ecc.
(Fonte: Repubblica)

Amsterdam senza plastica

Le Buone Notizie di Cacao - Gio, 03/01/2018 - 15:04

In un intero reparto del supermercato della catena di cibo bio Ekoplaza di Amsterdam è stata eliminata la plastica. 700 prodotti sono stati imballati con vetro, alluminio e altri materiali compostabili.
Ekoplaza conta di eliminare tutta la plastica entro quest’anno su tutti i 74 supermercati del Paese.
(Fonte: Ansa)

Dare valore alla materia

People For Planet - Gio, 03/01/2018 - 04:58

Oggi la fibra di cellulosa derivata dal legno viene riciclata fino a sette volte: ciò permette di diminuire l’impatto ambientale, anche attraverso pratiche di coltivazioni forestali sostenibili, che prevedono di piantare due o tre alberi ogni volta che se ne abbatte uno, ed escludendo da questo processo le foreste primarie, che sono uno scrigno della biodiversità e che anche grazie all’assorbimento di un’enorme quantità di anidride carbonica difendono il clima.
Quindi si potrebbe pensare che per quanto riguarda il mondo della carta non ci sia più molto da fare, visto che si usano sia il riciclo, sia le fibre provenienti da foreste certificate, ma non è così.
Esiste un’altra frontiera: quella dell’upcycling. Prima di addentraci nel problema è bene puntualizzare cosa è l’upcycling: si tratta di un processo industriale che aumenta il valore industriale di una materia. Nel caso dell’economia circolare si parte da un rifiuto che ha scarso valore sul mercato, magari perché destinato naturalmente all’incenerimento per generare energia o peggio alla discarica, e che invece attraverso processi industriali diventa una materia prima/seconda.
E’ un processo virtuoso a tutto tondo: si produce valore e si riducono i rifiuti e quindi i costi di gestione. E nel caso della carta ciò può avvenire per il 20-25% della materia prima utilizzata.
In Italia c’è chi di questo processo di upcycling ne ha fatto un fattore di successo: è la cartiera Favini che da anni, attraverso un inedito processo industriale brevettato, “innesta” materiali “strani” nella carta ottenendone tipologie d’alta qualità. Il processo industriale si chiama micronizzazione e permette ad altri materiali di assumere la forma e la dimensione necessarie per legarsi con le fibre di cellulosa e formare la carta.
Favini iniziò questa produzione oltre venti anni fa per contribuire allo smaltimento delle alghe che, a causa del processo di eutrofizzazione dell’acqua marina, infestavano la laguna di Venezia. Venne così creata la prima carta ibrida a base di alghe. Successivamente vennero utilizzati altri materiali di scarto come quelli agroalimentari, quali i residui di agrumi, uva, ciliegie, lavanda, mais, olive, caffè, kiwi, nocciole e mandorle: tutti materiali che, oltre ad aumentare la sostenibilità della carta, la rendono “diversa” e più pregiata.
Messa a punto la filiera delle materie prime seconde d’origine vegetale Favini ha studiato “contaminazioni” più spinte, come quelle dell’utilizzo degli sfridi della concia delle pelli, cioè dei frammenti che avanzano da un prodotto durante la sua lavorazione. E’ una storia che merita di essere raccontata: questo processo di riciclo, infatti, si basa sugli sfridi della concia vegetale, ossia di una concia che non usa materiali inquinanti; e il fatto che gli scarti, se originati dalla concia vegetale, abbiano un valore di mercato ha convinto alcune concerie a passare a questo tipo di lavorazione. Questo è uno degli effetti dell’upcycling legato alla sostenibilità.
E poi c’è il concetto della circolarità stretta. La nota casa di champagne Veuve Clicquot, infatti, ha chiesto a Favini di realizzare un cartoncino che contenesse la vinaccia residuo della spremitura per realizzare la scatola della sua linea di champagne biologico. E la cosa ha un tale valore, per la casa vinicola francese, che il processo di produzione di questi cartoncini è spiegato con una infografica su un lato della confezione.
Altro esempio ancora è quello dell’industria agroalimentare Pedon, che ha chiesto alla cartiera veneta di realizzare gli imballaggi dei propri legumi secchi con gli scarti degli stessi. Missione compiuta. I legumi secchi scartati all’inizio della selezione si ricongiungono, sotto forma d’imballaggio, ai propri simili alla fine del processo, con un doppio risultato. Il primo è quello di evitare di aver prodotto un rifiuto o un materiale di bassa qualità, mentre il secondo è che così si ottiene un cartone adatto al contatto con gli alimenti, cosa molto complicata dal punto di vista normativo quando si parte dai rifiuti, evitando l’utilizzo di una bustina di plastica. Con minori costi per l’impresa, i consumatori e l’ambiente, visto che si usa un “rifiuto” per evitarne la produzione di un altro.

Fonti:
https://www.veuveclicquot.com/it-it
http://www.favini.com/
http://www.pedon.it/it/etica–ambiente/Eco-sostenibilitaa

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Cibo e stampa 3D: mangeremo tecnologia?

People For Planet - Gio, 03/01/2018 - 03:25

Per tre giorni gli chef stellati Joel Castanye e Mateu Blanche, provenienti dai ristoranti La Boscana in Barcellona e elBulli a Londra, hanno servito un mix di ricette classiche e cucina molecolare creato da una stampante 3D alimentare progettata e costruita nel 2014 dalla compagnia olandese byFlow.

Con gli ingredienti base gli chef hanno creato impasti semi-fluidi in grado di essere estrusi dalla stampante, grazie alla quale sono riusciti a dare forme molti particolari ai piatti depositando strato su strato la preparazione.

Spiega Fabio Tacchella, chef della Federazione Italiana Cuochi, a IlMessaggero.it: “Le possibilità di sviluppo di questo format sono infinite, l’importante è che non ci siano tentativi di stravolgere tradizioni ben radicate, a partire da quella italiana. Non sarebbe corretto chiamare, ad esempio, Amatriciana un piatto realizzato con prodotti differenti da quelli tradizionali, solo perché sono più adatti alle stampanti. Bisogna sempre stare molto attenti che queste innovazioni non si scontrino con le tradizioni. D’altra parte però noi cuochi potremo attingere a queste tecnologie, servendocene per esaltare e migliorare i nostri prodotti, sia nell’estetica che nel gusto.”

Altri esperimenti nel settore sono stati condotti dalla Nasa per preparare cibi “spaziali” a lunga conservazione che siano nutrienti e concentrati.

Scrive Sky Tg24: “Oggi questa tecnologia viene impiegata principalmente per decorare le portate in ristoranti concettuali e di alta fascia, anche perché il macchinario necessario costa circa 4mila euro. L’obiettivo è abbassare i prezzi di produzione per rendere la stampante alimentare un prodotto comune nelle cucine di tutto il mondo.”

 

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Come installare l’app di Blogger (Parte 5)

People For Planet - Mer, 02/28/2018 - 15:09

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Cambiare tema al Blog e inserire il codice della pubblicità (Parte 6)

People For Planet - Mer, 02/28/2018 - 15:08

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Che cos’è il seo (Parte 9 – VIDEO)

People For Planet - Mer, 02/28/2018 - 14:07

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Le proprietà nutritive della canapa (VIDEO)

People For Planet - Mer, 02/28/2018 - 04:03

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Formula E: un dovere esserci!

People For Planet - Mer, 02/28/2018 - 03:38

Ora però con l’arrivo dell’ePrix di Roma anche gli italiani potranno apprezzare e farsi intrigare da questa curiosa manifestazione dell’automobilismo sportivo.

Un campionato sicuramente amico dell’ambiente, viste le emissioni zero delle vetture che gareggiano, e capace anche di innovare sotto tanti altri aspetti. Si parte dal fatto che la gara e le qualifiche, al contrario della Formula 1 e altre formule minori che sono spalmate su più giorni, si disputano tutte nell’arco di una sola giornata: il sabato. Il motivo è proprio per ridurre costi, sprechi e soprattutto ottimizzare il tempo. Così facendo anche gli spettatori che seguono l’evento dal vivo possono aumentare. E così fino a oggi è stato.

Altra curiosità: il format della qualifica; la griglia di partenza si decide con sessioni dove i piloti vengono suddivisi in cinque gruppi e l’ordine con i quali scenderanno in pista è parzialmente casuale. Dopo molte polemiche è stato eliminato il sorteggio “secco” e a partire dal secondo ePrix di Hong Kong, svoltosi il 3 dicembre 2017, le suddivisioni vengono decretate dalla graduatoria generale in modo da tenere i migliori uniti ed evitare che i più forti possano venire penalizzati dalla posizione, anziché dai capricci del meteo. Il sorteggio, che tanto aveva fatto storcere il naso alle scuderie, viene comunque ancora utilizzato per determinare il momento della partenza dei singoli raggruppamenti e un pilota per ciascuno di essi verrà selezionato a caso per condurre il “gioco”.

Poi c’è il discorso batteria: le vetture infatti sono equipaggiate con la stessa carica di energia elettrica. Ad aiutare può venire in soccorso un’“extra potenza” che si ottiene con la simpatica trovata fan boots. A questo nome corrisponde un meccanismo che permette ai tifosi, fino a un’ora prima della gara, di votare sul web il pilota preferito. Ai tre che raggiungeranno il miglior punteggio l’organizzazione darà 30 ulteriori kW che si potranno somministrare nella propria vettura prima del via.

Calore del pubblico, interazione con i fan e casualità hanno sicuramente un certo peso e possono (quasi al pari di quello sportivo) spostare l’ago della bilancia in favore di un pilota o di un altro. Questo campionato però non vuole essere esclusivamente una gara tra monoposto: ha anche tutto un “contorno” che, probabilmente, ha l’ambizione di trasformarsi in “piatto principale”.

Insomma è proprio il caso di dire che per una volta sembra sia più importante partecipare che vincere: il numero degli ePrix è cresciuto dagli 11 ai 14 della stagione 2017/2018, e Roma debutterà nel circuito cittadino nella suggestiva cornice del quartiere Eur. Inoltre sempre più marchi automobilistici sposano questa causa perché la vedono come un ottimo strumento per diffondere vetture elettriche anche nel mercato di massa. Audi, Jaguar e Renault sono tre delle attuali case che hanno deciso infatti di gareggiare in Formula E.
Nota particolare di merito va alla casa francese che nelle prime tre edizioni ha vinto per ben due volte il titolo costruttori. Questo potrebbe far intendere che questo marchio sia uno dei migliori per quanto riguardo l’elettrico? Probabilmente sì. Anche se resta un mistero capire perché a partire dal 2018 abbia deciso – comunicato attraverso una nota ufficiale – di “concentrare le risorse sugli ambiziosi obiettivi di Formula 1”. A sostituirla ci sarà Nissan, prima casa giapponese ad entrare nella Formula E ma anche realtà leader per quanto riguarda i veicoli a zero emissioni nel mercato di massa: la Leaf è infatti l’auto elettrica più venduta al mondo. Nel 2019 poi sarà anche il turno delle tedesche Porsche e Mercedes che per correre in questa serie hanno sacrificato, rispettivamente, la categoria prototipi e Mondiale Endurance. E le case costruttrici italiane? Per ora tutto tace, anche se l’amministratore delegato Fiat Sergio Marchionne ha dichiarato che nel prossimo futuro Maserati potrebbe farci un pensierino.

Mondo della auto, ma non solo.
Anche la moda sembra essere attratta dall’elettrico. Hugo Boss, storica maison di alta moda tedesca che per oltre un decennio è stata main sponsor di McLaren in Formula 1 e nell’ultimo biennio di Mercedes, ha deciso di abbandonare il gotha dell’automobilismo mondiale. A partire dal 2 dicembre, col round inaugurale di Hong Kong, lo staff della Formula E vestirà con gli abiti del brand e i cartelloni Boss saranno affissi sui circuiti cittadini che ospitano il campionato. Marl Langer, Ceo Hugo Boss, ha commentato così la scelta attraverso il sito ufficiale del marchio: «Guardiamo sempre verso approcci innovativi. I motori utilizzati e il fatto che si corra in grandi città sono inoltre motivi di attrazione per un’audience più giovane e per noi una fonte di nuove opportunità. La Formula E? Abbiamo immediatamente capito quale fosse il potenziale».

Quanto costa una gara di Formula E?
Secondo le stime fatte sulla base delle esperienze delle altre città che hanno già ospitato una gara – riportate dal Sole 24 ore – il costo dell’evento tenuto a Londra nella stagione 2014-15 è stato di 13,4 milioni di euro, gli spettatori hanno superano quota 50mila e l’impatto economico è stato di 47,6 milioni di euro. A Città del Messico, nel 2016, qualcosa meno: l’organizzazione si è aggirata sugli 8,3 milioni di euro, il numero di spettatori di poco superiore alle 30mila unità con un impatto economico di 26 milioni di euro. Parigi (2016) invece, una via di mezzo: 11,14 milioni di euro i costi, 20mila gli spettatori e 30 milioni di euro l’impatto economico. A Roma però il discorso è diverso. Ci sono grandi investitori dietro la gara capitolina, su tutti Enel, e la spesa pubblica sarà ridotta all’osso. Anzi la previsione è che possa far incassare alla città 60 milioni di euro in tre anni, portando perfino benefici al territorio come il rifacimento delle strade del percorso di gara, colonnine elettriche e wi-fi nel municipio.

A questo punto… non resta che attendere.

Fonti:
http://info.fiaformulae.com/sustainability
https://it.motorsport.com/formula-e/news/formula-e-modifica-format-lotteria-qualifiche-984611/
http://fanboost.fiaformulae.com/
http://motori.quotidiano.net/autoecologiche/renault-lascia-posto-formula-nissan.htm
http://www.torinostar.it/auto-moto/red-carpet/1187_nissan-leaf-lelettrica-piu-venduta-al-mondo
https://it.eurosport.com/formula-1/marchionne-e-l-approdo-della-ferrari-in-formula-e-in-futuro-potremmo-esserci-anche-noi_sto5946066/story.shtml
http://autosprint.corrieredellosport.it/news/pista/formula-e/2017/11/15-1202336/boss_lo_storico_sponsor_di_mclaren_e_mercedes_veste_la_formula_e/
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2017-10-20/formula-e-roma-tappa-campionato-201718-10-milioni-euro-175706.shtml?uuid=AEEqSxsC

Copertina: Fotomontaggio di Armando Tondo. Ad aprile 2018 si terrà a Roma il campionato di Formula E, l’unico Gran Premio silenzioso!

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