1) Ripartire dalla gente
2) Sviluppare la cultura alternativa
Ripartire dalla gente.
Facile dirlo ma cosa vuol dire?
Oggi la sinistra e’ un movimento d’opinione. La gente e’ d’accordo, vota, al massimo va ai cortei. Si tratta di attivita’ che non incidono direttamente sulla qualita’ della vita.
Ma non e’ sempre stato cosi’.
Se oggi girate l’Italia trovate centinaia di Case del Popolo. A Casa del Diavolo, paesino vicino ad Alcatraz che non trovate nelle carte geografiche per rispetto alla Chiesa Cattolica (giuro), ce ne sono addirittura due, a causa della scissione del PCI. Ma non servono quasi a niente. Qualche anziano ci va a giocare a carte, ogni tanto c’e’ una riunione con i soliti pochi superstiti “della politica”. I giovani non ci vanno se non una settimana all’anno, quando c’e’ la festa dell’Unita’ o di Liberazione e si balla.
Da decenni ormai non si svolge nessuna iniziativa che abbia a che vedere con la vita del paese, a parte l’aver costruito una pista per pattinare. Azione meritoria ma di certo non antagonista con il sistema di valori padronale.
Ma non e’ sempre stato cosi’.
Agli inizi del secolo scorso non era cosi’. Questa era una delle zone piu’ povere d’Italia. I contadini lavoravano come schiavi nei latifondi e poi dovevano comprare i prodotti dallo spaccio del padrone a prezzi di rapina. Il padrone fungeva anche da usuraio e la sua abilita’ era di non dare mai soldi ai contadini e tenerli in uno stato di indebitamento perenne.
Poi nacque un’idea che per i tempi era qualche cosa di incredibile. I contadini delle Leghe Bracciantili decisero di creare negozi dove acquistare i prodotti essenziali a prezzi ragionevoli. In un colpo costruirono una rete di punti vendita e un sistema di consociazione degli acquisti che aumentava moltissimo il loro potere d’acquisto. Il successo fu tale che vennero create anche le casse di Mutuo Soccorso che erano qualche cosa a meta’ tra un’assicurazione, un fondo di solidarieta’ e una banca. Poi iniziarono a nascere le sezioni del partito socialista, dove i contadini imparavano a leggere e scrivere cosi’ da poter votare, visto che la legge non lo consentiva agli analfabeti.
Il movimento crebbe talmente e creo’ un tale benessere che in alcune zone si formarono cooperative di lavoro, tra contadini, artigiani e Case del Popolo dove la gente si trovava per stare assieme, festeggiare, studiare e organizzare forme di cooperazione quotidiana.
Poi, a partire dal 1960 tutto questo progetto politico, sociale e culturale fu abbandonato quasi ovunque. Nelle case del popolo si inizio’ a giocare a biliardino e a tombola, alle feste si chiamavano i divi della televisione democristiana, l’insegnamento fu delegato alla scuola, le Coop diventarono una rete di supermercati, certamente molto piu’ onesti degli altri, l’Unipol divento’ un’assicurazione quasi uguale alle altre, le banche e le mutue cooperative sparirono quasi del tutto. In una parola fu smantellato il tessuto di economia e cultura alternativa che aveva creato la forza, la fiducia e la determinazione del movimento operaio e contadino e la sinistra scelse di diventare un movimento di opinione.
L’unico fronte di lotta concreta che venne mantenuto fu quello delle rivendicazioni salariali dei lavoratori dipendenti. Si passo’ cosi’ dal tentativo di fare a meno dei padroni, e costruire un’economia cooperativa indipendente, al tentativo di contrattare condizioni di vita decenti all’interno del sistema speculativo padronale. Gli effetti di questa scelta sono sotto gli occhi di tutti.
3) Sviluppare l’economia della cooperazione e della solidarieta’ come alternativa concreta al capitalismo della speculazione
I politici hanno una loro etica. Tutta loro. Ed e’ una tacca piu’ sotto di quella di un maniaco sessuale
(Woody Allen)
A partire dagli anni ’80 in tutto il mondo e’ ripartita una spinta poderosa verso la costruzione di un’economia indipendente e cooperativa che diventasse alternativa concreta al sistema capitalista speculativo.
Sono nate esperienze straordinarie.
Le banche del microcredito esistono in quasi tutti i Paesi del mondo e prestano denaro a piu’ di 20 milioni di persone, per lo piu’ donne. Si sono sviluppate le cooperative di contadini poveri e dei senza terra, il movimento dei microorti nelle favelas del Sud America, le banche del tempo, i gruppi di acquisto, il commercio equo e solidale, l’imprenditoria etica, il volontariato, i fondi etici di risparmio, le assicurazioni etiche, gli ecovillaggi e i centri culturali e sociali che lavorano sulla crescita intellettuale, emotiva, fisica e artistica, organizzando migliaia di corsi. I gruppi di artisti, i giornali, i luoghi di incontro, e poi ci sono i siti internet.
Tutte queste esperienze sono ormai una realta’ che ha anni di storia e che costituisce un’incredibile rete economica, culturale e sociale.
Una realta’ che e’ cresciuta senza che i politici della sinistra la riconoscessero e la sostenessero. Anche i giornali “piu’” a sinistra si sono ben guardati dal raccontare che cosa stava succedendo.
Se qualcuno vuole veramente rifondare un movimento politico di sinistra non puo’ non partire dall’affermazione della centralita’ strategica dello sviluppo della cultura della liberazione e dell’economia cooperativa, etica e solidale.
(continua)
TROPPE!!!
Troppe cose la sinistra doveva fare e non ha fatto, ... troppe...
Mi chiedo con una grande tristezza nell'animo quanti decenni impiegheremo per ridare dignità, etica, moralità, onestà, legalità a questo povero paese brutalizzato e stuprato...
Giuseppe Gatto
http://www.giuseppegatto.com
http://seavreistudiato.blogspot.com
Su Google Maps c'è!
Magari "Casa del Diavolo" non sarà su tutte le mappe, però su Google Maps c'è!
http://maps.google.it/maps?hl=it&q=casa+del+diavolo
E anche sulla wikipedia!
http://it.wikipedia.org/wiki/Casa_del_Diavolo