Ribellione spirituale

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Viviamo in un'allucinazione collettiva.
La gente non vive veramente

Criminale e vergognosa l’aggressione contro Borghezio!!! firma la lettera di solidarietà!!!

Abbiamo raccolto una testimonianza affidabile di una delle persone che erano presenti nel vagone del treno Torino-Milano dove Borghezio è stato aggredito.
La descrizione è stata quella di uno spettacolo orribile tanto che la persona che era presente ha detto di essere scioccata e di non aver mai visto niente di così bestiale. I fatti sono semplici nella loro stolida bassezza: un gruppo di manifestanti provenienti dal grande raduno pacifico ha preso posto in un vagone vuoto di prima classe. Qui Borghezio è stato immediatamente riconosciuto. La voce è corsa lungo il treno e in un attimo alcune decine di teppisti si sono precipite nel vagone cercando di colpire Borghezio in ogni modo. Per fortuna molti pacifisti hanno creato un cordone protettivo limitando i danni. Ma gli aggressori erano scatenati: addirittura alcuni si arrampicavano sui ripiani per le valige e strisciando a quell’altezza cercavano di arrivare a tiro. Altri arrivavano all’improvviso in piccoli gruppi cercando di sfondare. Un parapiglia indescrivibile sovrastato dalle urla di chi difendeva Borghezio e intanto urlava: ”Non toccatelo! Non toccatelo!!!”
La persona che ci ha raccontato la dinamica ha insistito sull’aspetto totalmente sconvolto degli aggressori.
Il tentativo di linciaggio che ha portato al ferimento grave, per fortuna non gravissimo, di Borghezio e dei due agenti che lo proteggevano, è andato avanti per parecchio, fino a quando il treno è arrivato nella stazione di Chivasso e sono intervenuti i carabinieri.
Ora io credo che si debba lanciare una campagna di denuncia e di condanna di queste vigliaccate. E proprio in questo momento di disperazione sociale dobbiamo impegnarci a combattere la tentazione di ripetere l’esperienza del Far West degli anni ‘70 che ha portato così tante persone a essere uccise o a patire situazioni terribili.
Il nostro rifiuto della violenza è ormai antico e consolidato ma dobbiamo trovare tutti i mezzi possibili per combattere questa malattia mortale della mente così profondamente radicata nella cultura occidentale del dominio e della vendetta.
Praticare la violenza è sempre un disonore.
Praticare la violenza richiede di essere sordi al dolore delle vittime e quindi ottenebra le percezioni e distrugge la capacità empatica.
Immaginare un mondo migliore vuol dire desiderare una civiltà basata sull’ascolto, sulla sensibilità, sul rispetto e sull’amore.
E visto che la reale acquisizione di questo punto di vista passa per il doveroso conforto delle vittime ti chiedo di firmare un messaggio di conforto per Borghezio e per gli agenti (un uomo e una donna) che con lui sono stati feriti. Il sito per firmare lo troverai al più presto in linea.

Per chi volesse approfondire il discorso sul pacifismo e il rifiuto della violenza
propongo questi due articoli usciti su Cacao della Domenica:
http://mlist.alcatraz.it/redazione/NEWS/show_news_p.php3?NewsID=1993

http://www.alcatraz.it/redazione/news/show_news_p.php3?NewsID=2075

Segue testo Raccolta di firme per la lettera a Borghezio.

Jacopo Fo

A Mario Borghezio e agli agenti della Polfer feriti il 17 dicembre dopo la manifestazione pacifica contro la Tav.

Vorremmo esprimervi tutto il nostro rammarico per l’aggressione orribile che avete subito. Troviamo indegno che esseri umani, con la scusa di una qualunque ideologia, si comportino in modo così criminale. Anzi pensiamo sia un’aggravante praticare violenza giustificandosi con il concetto perverso del fine che giustifica i mezzi.
E ci fa particolarmente schifo che simili banditi abbiano approfittato di una pacifica manifestazione e di un grande movimento ideale per portare a compimento quest’azione squadrista. E doppiamente siamo offesi dalle violenze da voi subite proprio perchè consideriamo Mario Borghezio è un nostro avversario politico.
E proprio per questo teniamo alla sua perfetta incolumità. Dal nostro punto di vista difendere gli avversari politici dalle aggressioni è più importante che difendere noi stessi. Non possiamo difendere la nostra libertà senza difendere quella delle persone alle quali civilmente e onestamente ci opponiamo.
Speriamo quindi che guariate presto e speriamo che possiate riprendervi dal trauma psicologico subito. E se questo in qualche modo può lenire il vostro dolore sappiate che quel che avete patito ci spingerà ancor di più a contrastare con ogni mezzo e prima di tutto, qualunque ricorso alla violenza, dovunque e contro chiunque.

Jacopo Fo