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Aggiornato: 9 ore 20 min fa

Imma Tataranni 2:  ciak nelle incantevoli location naturalistiche della Val d’Agri

Mer, 06/23/2021 - 08:59

Da qualche giorno sono iniziate le riprese della fiction televisiva “Imma Tataranni 2 – Sostituto Procuratore”, la produzione Rai Fiction, diretta dal regista Francesco Amato e interpretata da Vanessa Scalera nel ruolo di Imma, ha ricevuto per la passata edizione un altissimo gradimento di pubblico e ha scelto per le puntate della seconda serie, le scenografie d’autore della Val d’Agri ed i suoi paesaggi mozzafiato. Infatti, i nuovi episodi si svolgeranno tra i borghi storici di Marsicovetere, Marsico Nuovo, Viggiano e Abriola, e troveranno un’ambientazione privilegiata sul Monte Volturino, sui Monti della Maddalena e nell’affascinante location di Piana del Lago, nel cuore del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano.

A portare i saluti di benvenuto all’attrice Scalera, e a tutto il suo cast, il sindaco di Marsicovetere, Marco Zipparri che ha evidenziato come “la Val D’Agri con Marsicovetere e il Monte Volturino a 1836 metri, ancora una volta si confermano location preferite da diversi registi e produttori di fama nazionale ed internazionale”. Per il primo cittadino al centro dell’agenda programmatica vi è, infatti, la promozione del territorio che “riveste una importanza fondamentale – ha commentato –  per far conoscere un territorio di straordinaria bellezza: la Val D’Agri!”.

Non è la prima volta che Marsicovetere, con il suo centro storico ed i suoi siti naturalistici, viene scelto come set cinematografico e filmografico incuriosendo registi e personalità di fama nazionale ed internazionale. Ha ospitato, infatti, le riprese di film di successo come “Basilicata Coast to Coast” con la regia del lucano Rocco Papaleo, “Moschettieri del Re – La penultima missione” con Sergio Rubino, Roberto Favino e Rocco Papaleo, “Terra Bruciata” con Michele Placido.

 

 

 

Leggi anche: Ancora una volta la Val d’Agri si conferma location di set cinematografico : a breve le riprese della seconda serie TV “Imma Tataranni 2 – Sostituto procuratore” e la presentazione del docufilm “Due ma non due”.

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Proclamazione a cittadino onorario del dottor Vincenzo Capuano, autore del volume “Zero non esiste…Ritorno in Val d’Agri”.

Mar, 06/22/2021 - 09:18

Si svolgerà, giovedì 24 giugno,  alle ore 18.30 presso il Centro sociale di Villa d’Agri, la proclamazione a Cittadino onorario del dottor Vincenzo Capuano, cardiologo e scrittore campano. L’evento sarà l’occasione per presentare anche il suo ultimo lavoro dedicato alla Valle dell’Agri dal titolo “Zero non esiste…Ritorno in Val d’Agri”. Saranno presenti all’iniziativa il sindaco del Comune di Marsicovetere Marco Zipparri, il presidente del Rotary Club Val d’Agri Angelo Petrocelli, i sindaci dell’Alta Val d’Agri, che interverranno in un confronto con l’autore Vincenzo Capuano. Modererà l’incontro la professoressa  Rosa Maria Viola e consegnerà il riconoscimento ufficiale l’assessore alla Cultura del Comune di Marsicovetere , Gina Ielpo.

Il Libro

L’opera di Capuano è in un intreccio tra i fatti storici degli anni dal dopoguerra fino agli anni Settanta, tra i protagonisti che resero quel periodo estremamente vivace e riformatore, le famiglie più in vista del tempo (Piccininni, Zipparri, ecc.) e gli episodi legati alla vita della famiglia Capuano e di Vincenzo (i ritorni a Salerno, l’incontro con i nonni, la scuola, le amicizie, la casa di Viggiano e poi di Pedali, l’affetto dei genitori, la nascita della sorella), è un racconto emozionante che apre uno squarcio lucido e chiaro sugli anni della grande trasformazione dell’Alta Val d’Agri. La costruzione di strade di collegamento a sostituire gli antichi tratturi (es. la Grumentina) e a limitare le ore di percorrenza per raggiungere i paesi limitrofi e lo stesso capoluogo di provincia, Potenza, l’opera di risanamento delle zone allagate e spesso ancora paludose ed impantanate della Valle, la costruzione di una rete idrica e fognaria adeguata, la realizzazione di opere di scolo delle acque piovose che allagavano i campi coltivati – portando disperazione negli agricoltori e nei contadini, che con dura fatica li lavoravano – la riqualificazione dei centri storici dei paesi dell’Alta Val d’Agri, la nascita dell’attuale cittadina commerciale di Villa d’Agri, antica Pedali, sono gli avvenimenti raccontati dettagliatamente dall’autore in un viaggio nel passato di assoluta intensità ed interesse.

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Inaugurato il murales realizzato dagli studenti dell’Istituto Comprensivo di Sarconi

Dom, 06/20/2021 - 14:09

Il “valore della cultura come prodotto della lettura”. Questo è il messaggio dell’opera decorativa realizzata dai ragazzi delle classi Secondaria di I grado dell’Istituto Comprensivo di Sarconi. Un murales inaugurato nell’aula magna dell’istituto che “narra” di un “albero su cui nascono libri e una giovane donna che si perde nelle loro letture; giovani ragazzi portati in cielo da mongolfiere di libri e altri che planano gioiosi aiutati da questi che disperdono nel cielo lettere che volteggiano leggere”. Inoltre “il ponte Cavour” in bella mostra, elemento identificativo del paese.

 

“Leggere non solo fa vivere tutte le vite raccontate nei libri ma è lo strumento – spigano i docenti – necessario per la formazione umana, è specchio ed espressione destinata a formare le future donne e uomini di questa società che saranno la voce e la vita del futuro. I ragazzi vogliono così salutare tutti con la frase di Malala Yousafzai: “Un bambino, un insegnante, una penna e un libro possono cambiare il mondo”.

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Grumento Nova: al via le iniziative presso la Fattoria Didattica “La Selva dei Briganti”

Mer, 06/16/2021 - 19:05

“Vacanze in fattoria. Il campo estivo che insegna la natura ai bambini” è il leit – motivo delle tante attività che hanno preso il via presso la fattoria didattica “La Selva dei Briganti”. Dal lunedì al venerdì per i più piccoli (dai 4 anni in su) sono previste giornate ricche tra escursioni, laboratori didattici, sport, cultura e tanto divertimento.

“La Selva dei Briganti” è il luogo ideale dove bambini e ragazzi possono avere un’esperienza diretta con gli animali della fattoria. Divertendosi, e lavorando in prima persona, imparano a prendersi cura degli animali.

Questo contatto diretto, aumenta, in questi piccoli fattori, la fiducia nelle loro capacità mettendo in risalto il rispetto per gli animali e per l’ambiente. Tra le varie proposte gli itinerari didattici che hanno come obiettivo l’esperienza vissuta in prima persona oltre a sensibilizzare i ragazzi al mondo agricolo, comprendere l’importanza di una corretta alimentazione e favorire momenti di socializzazione in ambienti e situazioni nuove.

 

 

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L’Istituto Tecnico Tecnologico di Villa d’Agri vince il Leone d’Argento per la Creatività 2020 – 2021 della Biennale di Venezia

Lun, 06/14/2021 - 15:47

A tu per tu” con la docente Antonella Marinelli.

Si è svolta nei giorni scorsi la cerimonia di ufficializzazione del famoso premio “Leone d’Argento per la Creatività 2020 – 2021 della Biennale di Venezia”, assegnato all’Istituto Tecnico Tecnologico di Villa d’Agri, nell’ambito del concorso nazionale categoria Scuole per il progetto “Creativelabmed- Piccola Accademia della Creatività del Mediterraneo”, curato dall’associazione Accademia del Mediterraneo, fondata dalla docente Antonella Marinelli, dal visual Artist – direttore artistico, Silvio Giordano e dal professore Gennaro Curcio.

Professoressa Marinelli, qual è stato il percorso progettuale per raggiungere questo importante riconoscimento?

In realtà è stato tutto spontaneo e per certi versi, anche fortuito, del resto a scuola è quello che accade, nella più assoluta spontaneità i ragazzi permettono di raggiungere tali traguardi inaspettatamente. Il progetto rientra nell’ambito di una collaborazione molto importante tra l’Accademia del Mediterraneo con l’Istituto Tecnico Tecnologico di Villa d’Agri e la Cattedra Internazionale “Jacques Maritain” che promuove la cultura e la pace nel mondo. Da questa collaborazione è nato un progetto che prende il nome di Piccola Accademia della Creatività del Mediterraneo, che attraverso 3 focus che sono quelli della formazione, alta formazione, arti e politiche sociali, tende alla valorizzazione artistica, culturale e paesaggistica dei territori, tramite il canale dell’integrazione, tanto è vero che sono stati coinvolti in questa attività, non solo i nostri studenti, quindi parliamo di ragazzi che vivono la provincia lucana, ma anche i minori non accompagnati, presenti sul territorio della Val d’Agri che fanno parte delle diverse associazioni e fondazioni. Ragazzi che si ritrovano poi in attività creative e laboratoriali extra scolastiche, quindi solitamente di pomeriggio, a contatto con ragazzi proveniente da ogni dove: egiziani, somali, bengalesi, pakistani, con esiti inaspettati e incredibili.

Qual è stato l’obiettivo prioritario del progetto?

Noi siamo stati anticipatori dei Patti educativi di comunità, quindi i coinvolgimenti sono importanti: le istituzioni, ma soprattutto le associazioni di volontariato, le associazioni del terzo settore, tutti quanti concentrati per un’unica finalità: quella di fare in modo che i ragazzi possono, attraverso il coinvolgimento di esperti e professionisti che li guidano, sondare alcuni terreni che sono in questo caso quelli artistici, che vanno a pungolare anche delle indoli che permettono lo sviluppo e la scoperta di talenti, che altrimenti rimarrebbero inesplorati in Istituti come il nostro. E quindi, i laboratori sono di arti visuali, di scrittura creativa, di musica. Inoltre, un’importanza non indifferente è quella che abbiamo riservata all’educazione del linguaggio cinematografico. La straordinarietà di quello che è accaduto con questo importante riconoscimento, sostanzialmente va verso un unico obiettivo che è il tentativo di costruire a partire dalla scuola, i pilastri per una geografia sociale, l’idea di un nuovo umanesimo. Noi siamo fermamente convinti che è solo partendo dalla scuola che si possa ricostruire veramente un “umano” che mette al centro la persona e con i ragazzi si fa presto, perché si tratta di coltivare una fioritura perché loro possano sviluppare tutto il potenziale di vita.

Dopo questa vittoria, quali sono i progetti futuri?

Noi siamo già operativi. Intanto oggi godiamo dell’enfasi di questo riconoscimento che ha un entusiasmo non indifferente nei nostri ragazzi. Comunque, in questo istante noi stiamo già realizzando dei giardini di comunità, che è un’attività di land art e i giardini di comunità prevedono il coinvolgimento di un’intera comunità scolastica, quindi dai collaboratori scolastici, ai docenti e agli alunni, ma sono coinvolti anche le famiglie e i genitori dei ragazzi. Ci ritroviamo tutti insieme a realizzare giardini di comunità, spazi fruibili che possono essere utilizzati da tutti, ovviamente, lo facciamo sempre in maniera trasversale, coinvolgendo anche i minori stranieri.

 

 

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Moliterno CheeseTrek – Il cammino del Canestrato

Mer, 06/09/2021 - 10:00

COMUNICATO  STAMPA

Quale stagione è più fausta per aprire alla libertà, pura essenza del camminare per di più su un sentiero antico e spettacolare, se non l’estate scegliendo il nascere del periodo più luminoso e accogliente dell’anno?

Gli organizzatori della seconda edizione del “CHEESETREK – Il Cammino del Canestrato”, l’Associazione Turismo Moliterno, la Società Cooperativa Castrum 2019, la Pro Loco Campus Moliterno e la Pro Loco di Castelsaraceno, hanno scelto una data simbolo, domenica 20 giugno 2021, per percorrere la via sterrata che collega i lembi più orientali del territorio di Moliterno al paese di Castelsaraceno, lungo un tracciato dove pellegrini, commercianti e contadini si incrociavano ai passi di Tempa Pagliera alla fontana del Sambuco, al casino Padula ritrovo di pastori narranti, accompagnati sempre dalla sagoma rotante ed inconfondibile di Sirino laggiù verso occidente e tenendo affianco, come nume protettore, Raparo, in tutta la sua interezza fino all’apparizione della piramide poderosa di Alpi che preannunciava, alla contrada Falapato, che era prossimo l’arrivo.

Dunque, trekking, per amanti della natura e di paesaggi di cresta mozzafiato con in più la consapevolezza di solcare un tratto bellissimo del Sentiero Italia: e il formaggio? Il fil rouge è lui, il “Canestrato di Moliterno” I.G.P. che trae la sua sostanza dall’attività millenaria dei pastori che con le greggi transitavano sul cammino, sui pascoli di erbe saporite ed aromatiche. Il meritato premio del traguardo sarà la degustazione del prezioso formaggio, offerto dal Consorzio di Tutela del Canestrato di Moliterno IGP presso il Museo della Pastorizia di Castelsaraceno. Il rientro al punto di partenza sarà assicurato con bus navetta.

Per l’ospite amante del fare lento che vorrà soggiornare a Moliterno e trovarsi fresco alla partenza del Cheesetrek è riservato un programma speciale già dal pomeriggio di sabato 19 giugno dove il soggiorno si tinge di arte con la proposta del MAM (Musei Aiello Moliterno) di apertura e visita gratuita di due dei musei del circuito museale, a partire dalle ore 17,00. Un’immersione piacevole e inaspettata nel Borgo medievale dove sarà possibile entrare in un Palazzo e rientrare in una casa tipica moliternese, in un gioco a sorpresa di quadri ed oggetti preziosi.

 

 

Per informazioni e prenotazione:

  • Turismo Moliterno 3270522660;
  • Pro Loco Campus Moliterno 3395725077;
  • Pro Loco Castelsaraceno 3403908828;
  • Castrum 2019 Società Cooperativa 3923579934.

 

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Moliterno: il sito di Murgia Sant’Angelo è stato dichiarato di interesse culturale

Mar, 06/08/2021 - 12:40

Con decreto della Commissione Regionale per il Patrimonio Culturale della Basilicata è stato dichiarato di interesse culturale

Un’importante risultato quello raggiunto dal comune di Moliterno, nell’ambito della valorizzazione, tutela e promozione del territorio e delle sue potenzialità.  “Il sito di Murgia Sant’Angelo con decreto della Commissione Regionale per il Patrimonio Culturale della Basilicata è stato dichiarato – ha riferito con soddisfazioni il sindaco, Antonio Rubino –  sito di interesse culturale particolarmente importante di tipo archeologico”. Per il primo cittadino

“Una notizia importantissima – ha esultato Rubino –  che pone Moliterno sempre più al centro della rete dei beni culturali e del turismo culturale e naturalistico”. “Qui oltre 3 mila anni fa dei pastori itineranti – ha evidenziato il sindaco –  fissarono un primo insediamento abitativo sulle rotte della transumanza, i reperti archeologici ci dicono che già migliaia di anni fa si lavorava il latte e si faceva il formaggio. Questo spettacolo – ha aggiunto l’amministratore –  della natura è la scultura delle nostre radici, questa ostinata bellezza è incisa nella nostra identità. Un impegno mantenuto che ora dovrà portare nuovi frutti”.

 

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Il Ministero della Cultura sottopone a tutela la “Civita” di Marsicovetere, riconosciuta di interesse culturale

Ven, 06/04/2021 - 18:47

La località individuata con il toponimo di “Civita” di Marsicovetere è stata proposta da storici ed eruditi quale bene da sottoporre a tutela per le importanti rilevanze storiche ed archeologiche. Una notizia più che positiva che l’amministrazione comunale ha commentato con grande entusiasmo e contentezza. “Con grande soddisfazione l’amministrazione comunale di Marsicovetere – ha riferito il primo cittadino, Marco Zipparri –  ha recepito il decreto del Segretariato Regionale del Ministero della Cultura (MIC) emanato lo scorso 01 aprile, con il quale la località “Civita” è stata riconosciuta di interesse culturale, particolarmente importante per i rilevanti aspetti archeologici, ai sensi degli articoli 10 comma 3 a), 13 e 14 del Decreto Legislativo 22 gennaio 2004 n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio)”.

Con il decreto, l’immobile è stato sottoposto, infatti, a tutela da parte del Mic (Ministero della Cultura). “Ringrazio – ha evidenziato ancora il sindaco –  il Ministero della Cultura ed il Segretariato regionale per la Basilicata, da esso dipendente, per la grande attenzione data al mio territorio”. Per il sindaco “si aggiungono tasselli importanti e preziosi nel percorso di valorizzazione e di promozione utili allo sviluppo del turismo, settore strategico per il futuro dei nostri comuni”. Lo scrittore, Giuseppe Antonini nella sua opera “La Lucania. Discorsi di Giuseppe Antonini Barone di S. Biase”, riporta la Civita come luogo dove sorgeva la “Vertina”, citata da Strabone tra i piccoli centri lucani insieme a “Grumentum” e “Calasarna”. Mentre Dinu Adamesteanu, fondatore dell’archeologia lucana, segnala le sue vestigia come possibile abitato fortificato indigeno lucano, ipotizzando un insediamento antico e medievale, in seguito spostatosi a Marsicovetere.

Le tracce del fossato hanno fatto ipotizzare i resti di un castello di vetta che trova confronti nei siti di Torre di Satriano e Santa Maria d’Irsi. Inoltre, la presenza nei dintorni dell’altura di una rete di evidenze archeologiche di IV-III secolo avanti Cristo, individuate dalla Soprintendenza durante le attività di archeologia preventiva, fa supporre che l’abitato fortificato della “Civita” fosse un vero e proprio central place durante l’età del ferro e in particolare nella fase ellenistico-lucana.  E ancora, sono presenti i ruderi di una chiesetta, forse a navata unica, con abside sul lato corto orientale, che i cittadini del luogo dicono dedicata a San Nicola per via del toponimo popolare dell’altura, ancora riconosciuta come Tuppo San Nicola, e la cui fondazione, secondo storici locali, sarebbe connessa alla presenza dei monaci italo-greci nel territorio. La chiesa doveva risultare presente già ai tempi dello storico Pacichelli, che menziona i resti di una chiesa sulla “Civita”, detta Santa Maria della “Civita”. Tradizionalmente in quest’area viene collocato il primo nucleo medievale di Marsicovetere, insediato in seguito all’abbandono della Villa romana, che poi si spostò presso l’odierno centro storico di Marsicovetere già nel X-XI secolo.

 

 

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Moliterno: II edizione dell’iniziativa “Cheesetrek”

Ven, 05/28/2021 - 10:25
la tua esperienza di #benessere è anche sul #sentieroitalia!

“Un’estate carica di emozioni si avvicina, vivila con l’animo libero che la montagna regala ad ogni passo, ad ogni respiro, ad ogni sguardo che trapassa l’orizzonte”. Con questo leit – motiv che la Pro loco Campus di Moliterno, per il secondo anno consecutivo, ha organizzato la splendida manifestazione “Cheesetrek” – il percorso da Moliterno a Castelsaraceno.

L’evento si svolgerà il 20 giugno prossimo e i biglietti sono acquistabili presso l’ente di promozione turistica e culturale di Moliterno.

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CONCORSO LETTERARIO DI POESIA “VERSI SOTTO LE STELLE” 2021 – II edizione

Gio, 05/27/2021 - 12:41

All’obiettivo primario della manifestazione, a cura di Associazione Teatrale Culturale Marsicana, è stimolare la persona ad esprimere in versi i propri sentimenti per condividerli con gli altri, se ne aggiunge un altro altrettanto importante e impegnativo: far apprezzare e far scoprire ad un pubblico sempre più numeroso il piacere, le sensazioni, le emozioni che possono suscitare in ognuno di noi versi e suoni di parole che raccontano e descrivono immagini, sentimenti, esperienze, mondi reali e immaginari, paesaggi meravigliosi e straordinari. Capire, così, che poesia non è sinonimo di anacronismo, come alcuni vogliono credere, ma essa è viva, reale, attuale, parte complementare del nostro vivere.

Per partecipare al concorso è necessario inviare la propria opera entro e non oltre il 15 luglio 2021.

REGOLAMENTO
  • Gli autori potranno partecipare con un massimo di due poesie di lunghezza non superiore ai 30 versi, titolo ed eventuali dediche escluse.
  • Il costo di iscrizione è di €5 per ogni poesia da inviare, tramite bonifico, entro il 15/07/2021 all’IBAN IT 58 J08 78 44 207 001 00000 13 298 intestato a ASS. TEATRALE CULTURALE MARSICANA con causale QUOTA ISCRIZIONE VERSI SOTTO LE STELLE NOME DELLA POESIA.
  • Ogni componimento dovrà essere tassativamente digitato al computer, su foglio in formato A4 (una sola poesia per foglio), inviato in copia anonima (il nome dell’autore non dovrà comparire sul foglio della poesia) in formato PDF.
  • Per evitare qualsiasi tratto distintivo le opere dovranno essere redatte seguendo le seguenti caratteristiche:- formato New Romance;
    – dimensione carattere 12pt; – interlinea 1.5pt;
    – colore carattere nero.
  • Sul foglio non dovrà comparire alcun tratto che potrebbe essere distintivo (disegni, ghirigori, ecc.).
  • Le opere dialettali dovranno essere accompagnate da una traduzione.
  • Le opere che non rispetteranno questi parametri non verranno prese in considerazione.
  • I dati dell’autore e i titoli delle opere dovranno essere inseriti nell’apposito modulo allegato al bando.
  • Le opere, il modulo compilato e firmato e la ricevuta di bonifico effettuato dovranno essere inviati in una sola mail.
  • Le opere dovranno essere inviate entro e non oltre il 15/07/2021 all’indirizzo e- mail versisottolestelle@gmail.com.
  • Le opere saranno valutate da una giuria esterna i cui membri si sono distinti negli anni per competenza e professionalità.
  • I componenti di giuria valuteranno individualmente tutte le opere attribuendo un punteggio da 1 a 10, sulla base dei seguenti fattori di valutazione:
  1. Forma – Competenza linguistica e correttezza formale (uso corretto della lingua);
  2. Contenuto – Originalità del contenuto;
  3. Comunicazione – Capacità di trasmettere emozioni ed originalità espressiva;
  4. Analisi Stilistica -Lessico e figure retoriche.
  • Le 12 poesie che avranno ottenuto punteggio più alto avranno accesso alla finale che si terrà il giorno 08/08/2021 a Marsico Nuovo.
  • I concorrenti potranno accedere alla finale con una sola poesia, in caso che entrambe le opere presentate dovessero rientrare tra le prima dodici verrà selezionata quella con il punteggio maggiore e si procederà alla selezione dei finalisti per scorrimento di graduatoria.
  • In caso di ex aequo sarà la giuria a selezionare il finalista.
  • La sera della finale opere finaliste saranno declamate da attori locali.
  • I finalisti verranno contattati telefonicamente e/o tramite mail.
  • La graduatoria sarà resa nota la sera del 08/08/2021 alla cerimonia di premiazione.
  • Per poter garantire una maggiore imparzialità le opere verranno consegnate ai giurati in forma anonima.
  • I nominativi dei componenti della Giuria saranno resi noti la sera della finale.
  • Il verdetto della Giuria è incontestabile, insindacabile e inappellabile.
  • I materiali non verranno restituiti.
  • L’organizzazione acquisisce preventivamente il diritto di pubblicare liberamente i componimenti ritenuti di particolare pregio artistico, senza dover richiedere agli autori ulteriori autorizzazioni e senza dover corrispondere alcuna somma a qualsiasi titolo.
  • La partecipazione al concorso implica la piena accettazione del presente bando.
PREMI
  • 1° CLASSIFICATA/O: 400€ e pergamena;
  • 2° CLASSIFICATA/O: 300€ e pergamena;
  • 3° CLASSIFICTA/O: 200€ e pergamena;
  • TUTTI I FINALISTI: pergamena.
FINALE E PREMIAZIONE

La finale e la premiazione avrà luogo il 08/08/2021 presso Largo Santa Caterina a Marsico Nuovo (PZ). Saranno contattati in tempo utile solo gli autori i cui componimenti abbiano superato la preselezione. Tutti gli autori partecipanti sono invitati alla manifestazione. Eventuali e motivate richieste di deroga dovranno essere tempestivamente segnalate all’organizzazione del Premio.

Non sono previsti rimborsi per spese di viaggio.

QUI il modulo per partecipare 
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Nasce QUALITA’ LUCANA – Selezionato da Cuore Basilicata

Lun, 05/24/2021 - 22:53

CuoreBasilicata.it, il progetto realizzato con il sostegno di Eni e il patrocinio di Comuni dell’Alta Val d’Agri, assegnerà il riconoscimento “QUALITA’ LUCANA – Selezionato da Cuore Basilicata” alle iniziative più meritevoli per il supporto che danno alla cultura, all’economia e all’immagine del territorio.

Prossimamente una persona del team di Cuore Basilicata consegnerà una vetrofania di cui si può vedere qui una immagine a imprese, associazioni, enti che secondo il team del progetto meritano questo riconoscimento.
I riconoscimenti “QUALITA’ LUCANA – Selezionato da Cuore Basilicata” che verranno assegnati ora sono per il 2021 e anno dopo anno saranno attribuiti alle organizzazioni ritenute più meritevoli per quell’anno.

Le attività selezionate saranno presenti da giugno in una pagina/vetrina del sito www.cuorebasilicata.it che farà conoscere le iniziative che otterranno questo riconoscimento a tutti i visitatori, italiani e non.
L’assegnazione del riconoscimento è a titolo assolutamente gratuito e ai destinatari non sarà chiesto alcun onere, né ora né in futuro.

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La “Carchiola”

Lun, 05/24/2021 - 18:10

Livello di difficoltà: BASSO     Costo: BASSO      Tipologia: CONTORNI

INGREDIENTI:

• 400 g di farina di mais
• acqua calda q.b.

 

PREPARAZIONE:
  1. Impastate la farina disposta a fontana versando poco per volta dell’acqua bollente;
  2. Riducete poi l’impasto ottenuto in una schiacciata di forma circolare, spessa almeno un 1 centimetro (o poco più a seconda del gusto);
  3. Si posa quindi su di una graticola e si cuoce sulla brace del focolare in pochi minuti, esponendo entrambi i lati e facendo attenzione a non bruciarla.

In assenza di un camino potete preparare la vostra carchiola in una padella antiaderente ben riscaldata.

CURIOSITÀ:

La “Carchiola” è una focaccia non lievitata a base di farina di mais bianco e acqua, preparata un tempo dai contadini durante i lunghi periodi di carestia. Le massaie in particolare lavoravano l’impasto mescolando la farina di mais con acqua calda e aiutandosi con la “rasula” (radimadia). Pronto l’impasto veniva steso e modellato in forma circolare ed infine cotto sulla brace del focolare con l’apposita “r’ ticula” ossia una graticola circolare ruotante su un perno. In molti casi la carchiola accompagnava zuppe (zuppa di fagioli cotti in pignata) e minestre di verdure spontanee.

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Marsicovetere: i bambini dell’Istituto Omnicomprensivo di Marsicovetere designati “Ambasciatori per la Terra 2021”

Mar, 05/18/2021 - 21:18

Ambasciatore per la Terra 2021” è il premio acquisito dai bambini della Scuola dell’infanzia dell’Istituto Omnicomprensivo di Marsicovetere  che ha partecipato alla VII edizione del Contest “Io Ci Tengo”, avvenuta nell’ambito del Festival dell’Educazione alla Sostenibilità che si svolge ogni anno in occasione dell’Earth Day Italia.

Il Festival dell’Educazione alla Sostenibilità ogni anno coinvolge migliaia di bambini e ragazzi di molti istituti scolastici del territorio nazionale. Nato nel 2017 nell’ambito dell’Earth Day, Giornata Mondiale della Terra, divulga nelle scuole i temi della sostenibilità ambientale, della protezione e del rispetto dell’ambiente, dell’urgenza della tutela del Pianeta, obiettivi fulcro dell’Agenda 2030. L’Earth Day è giunto quest’anno alla 51esima edizione mobilitando fino a 1 miliardo di persone, per dare voce all’importanza della cura del Pianeta.

Realizzato con il patrocinio del Ministero dell’Istruzione, Università, Ricerca (MIUR), frutto di un protocollo sottoscritto tra le parti dal titolo “Realizzazione di iniziative volte a promuovere le celebrazioni italiane dell’Earth Day”, il Festival attraverso il coinvolgimento delle componenti della società – dalle imprese al settore pubblico, dalla società civile alle istituzioni filantropiche, dalle università e centri di ricerca agli operatori dell’informazione e della cultura – porta gli obiettivi dell’Agenda 2030 al centro di progetti, spazi di condivisione e di confronto, attività laboratoriali.

Il Contest #IoCiTengo ha coinvolto i ragazzi mediante la realizzazione di progetti in forma di video, reportage, lavori artistici che sono stati divulgati sulla piattaforma web #OnePeopleOnePlanet nella maratona conclusiva, che si tiene ogni anno il 22 aprile. La giornata è stata trasmessa in diretta sui diversi canali social dedicati e su RaiPlay. In questa occasione i bambini ed i ragazzi, direttamente dalla propria classe o in Dad, hanno partecipato ad una manifestazione collettiva commentando, chiedendo chiarimenti e facendo domande di approfondimento agli esperti coinvolti.

 

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Manteca

Mar, 05/18/2021 - 19:20

Un cuore cremoso di finissimo burro racchiuso in un involucro a pasta filata, simile ad un caciocavallo. E’ la manteca, conosciuta anche come “burrino” o “butirro”, un vero gioiello della produzione casearia del Sud Italia. Questo formaggio è oggi riconosciuto come Prodotto Agroalimentare Tradizionale (P.A.T.) della Basilicata.

Cenni storici

Il nome manteca deriva dallo spagnolo “mantequilla” ovvero “burro”, derivante a sua volta da “mantica”, un termine latino che indicava la bisaccia utilizzata dagli arabi per contenere il burro. La manteca nasce probabilmente dall’esigenza di conservare il burro data l’impossibilità di refrigerazione nei tempi passati. Il burro, in effetti, sigillato all’interno della pasta filata, rimaneva isolato dall’aria e quindi poteva essere conservato per un periodo di tempo più lungo, acquistando anzi ulteriore sapore.

Come e dove si produce

Il siero residuo della lavorazione della pasta filata (solitamente i residui della lavorazione del caciocavallo podolico) viene centrifugato e la pasta così ottenuta, attraverso il processo della zangolatura, si trasforma in burro. Manualmente al burro viene conferita una forma sferica e poi lasciato raffreddare e consolidare in acqua fredda, in attesa del rivestimento con la pasta filata. Questa, in genere, si lascia maturare dal giorno precedente in modo da risultare fibrosa e, una volta filata, si avvolge intorno alla noce di burro. Il prodotto ottenuto viene raffreddato in acqua corrente e passato in salamoia, dove vi rimane per circa 4-5 ore. La manteca viene infine lasciata asciugare ed eventualmente stagionare per un minimo di 2 mesi in locali freschi e ben aerati.

L’areale di produzione comprende le regioni del Sud Italia.

Caratteristiche del prodotto finito

Ha forma più o meno piriforme, con caratteristica testina al di sotto della quale si realizza una legatura con rafia. Esteriormente si presenta con crosta sottile, liscia e uniforme, il colore è giallo tenue o bianco avorio ma a maturità raggiunta assume il caratteristico giallo paglierino. La pasta non possiede occhiature, è morbida, pastosa e racchiude al suo interno una sfera di burro dal sapore dolce e leggermente aromatico.

Abbinamenti e utilizzo in cucina

La manteca si taglia in senso trasversale così da ottenere fette rotonde che consentono di gustare nello stesso momento sia l’involucro esterno che il cuore cremoso di burro. La sola parte burrosa può essere spalmata su del pane caldo abbrustolito.
Per l’abbinamento si consigliano vini rossi freschi e giovani.

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“Ciaudedda”

Mar, 05/18/2021 - 19:13

 

 

Livello di difficoltà: MEDIO        Costo: BASSO         Tipologia: SECONDI PIATTI, CONTORNI

 

INGREDIENTI:

• 3 carciofi
• 300 g di fave
• 1 cipolla
• 100 g di pancetta
• 1 limone
• 200 g di patate
• olio extravergine di oliva q.b.
• sale e pepe q.b.

PREPARAZIONE:

Pulite innanzitutto i carciofi eliminando le punte e le foglie esterne, quindi tagliateli in 4 parti. Poi versateli in un piatto con acqua e il limone: la soluzione acidula eviterà che i carciofi puliti si anneriscano.
Intanto sbucciate e lavate le patate, poi riducetele a tocchetti. Tagliate la cipolla e la pancetta a dadini.
In una padella fate soffriggere per qualche minuto l’olio con la pancetta e la cipolla.
Quando sarà ben dorata la cipolla aggiungete le fave, le patate e i carciofi; salate e pepate a piacere, dopodiché aggiungete qualche bicchiere d’acqua. Coprite il tutto con il coperchio e fate cuocere per circa 45 minuti.
Appena pronta toglieremo la ciaudedda dal fuoco e lasceremo riposare per qualche minuto prima di servire.

CURIOSITÀ:

La ciaudedda è una ricetta lucana dal sapore decisamente primaverile, conosce diverse varianti in alcune regioni del sud e centro Italia (“vignarola” romana). Il termine deriverebbe da “cialdella” ovvero la fetta di pane abbrustolito che, secondo la tradizione locale, doveva sempre accompagnare il piatto.

 

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Marsicovetere: la Villa Romana di Barricelle protagonista delle Giornate FAI (Fondo Italiano Ambiente) di Primavera

Mar, 05/11/2021 - 10:00

La Villa Romana di Barricelle, frazione di Marsicovetere immersa nel verde, è stata inserita nel programma delle Giornate FAI di Primavera previste per il week end del 15 e 16 maggio prossimo, organizzate ogni anno dal Fondo Ambiente Italiano. Si tratta di un’iniziativa nazionale ideata dalla Fondazione nel 1993, anno della prima edizione, con la finalità precipua di valorizzare lo straordinario patrimonio culturale disseminato in tutte le regioni d’Italia, con una particolare attenzione per i siti meno noti e meno visitati dagli appassionati di viaggi culturali.

L’intera Valle dell’Agri è interessata da beni archeologici di estremo pregio, gravitanti attorno alla città romana di Grumentum, sede di un museo nazionale e di un parco archeologico gestiti dal Ministero della Cultura. Tra i siti sparsi nel territorio, un ruolo di spicco era ricoperto dalla Villa Romana rinvenuta in località Barricelle, che in una fase appartenne alla ricca famiglia lucana dei Bruttii Praesentes, a cui apparteneva la moglie dell’imperatore Commodo, Bruttia Crispina. A partire dal marzo del 2006, la Soprintendenza di Basilicata, durante attività di archeologia preventiva ai lavori ENI di posa in opera di condotte di collegamento con i pozzi petroliferi del Centro Oli di Viggiano, scoprì il sito archeologico. I lavori di scavo stratigrafico – che si sono susseguiti fino al 2017 – hanno portato alla luce un impianto le cui fasi principali si datano tra il I e il III secolo d.C. Si tratta di una villa rustica la cui tipologia è assimilabile al tipo delle abitazioni di campagna appartenenti alle famiglie aristocratiche, edificate per controllare e gestire le vaste proprietà fondiarie, con una duplice funzione, residenziale e produttiva. Le numerose tegole con bollo rinvenute attestano che uno dei proprietari del latifondo fu Caius Bruttius Praesens. A causa di un grave terremoto verificatosi all’inizio del II sec. d.C. l’edificio venne completamente raso al suolo e ricostruito in una struttura architettonica più grande e più ricca, quando la nipote di Caius, Bruttia Crispina, venne prese in sposa dall’imperatore romano Commodo. Molto probabilmente la Villa divenne di proprietà imperiale e fu gestita da un liberto, Moderatus.  Ancora oggi è ben identificabile l’antico impianto articolato in due corpi di fabbrica separati da un ampio cortile (peristilio). A destra si collocano gli alloggi servili, le stalle e un torcularium (impianto oleario); a sinistra, il vestibulum (ingresso), il grande atrio quadrato centrale e, intorno a questo, i cubicula (camere da letto), i triclinia (sale da pranzo), un impianto vinario (con torchio, lacus/vasca di decantazione per il mosto e dolia/contenitori per conservare il vino), un impianto oleario (con lacus/vasca con pozzetto di decantazione e scalette laterali) e un impianto di lavaggio della lana.

 

 

Di notevole interesse sono i reperti rinvenuti, molti dei quali a testimonianza della vita rustica della Villa, tra cui utensili per la tessitura, gioielli, monete. La Villa venne abbandonata con la fine del matrimonio imperiale ed il conseguente esilio nell’isola di Capri dell’imperatrice, Bruttia Crispina, con l’accusa di adulterio. Il sito fu frequentato di nuovo tra il IV e VII sec. d.C. secondo nuove modalità insediative, e quindi definitivamente abbandonato.

Con la mia Amministrazione intendiamo – ha dichiarato il sindaco, Marco Zipparri –  puntare sulla cultura e sul turismo quali asset di sviluppo non solo per il comune di Marsicovetere, bensì per l’intera Val d’Agri”.  La Val d’ Agri è un’area ricca di beni storici, culturali e archeologici, oltre che di risorse paesaggistiche e naturalistiche di grande importanza. “Dobbiamo puntare su di esse per costruire forme di sviluppo sostenibili, a sostegno del tessuto commerciale – ha riferito il primo cittadino –  già esistente e per stimolare nuove attività imprenditoriali. Essere protagonisti di eventi nazionali, come le Giornate FAI di Primavera, è fondamentale per promuovere il nostro patrimonio archeologico e stimolare le visite da parte del target interessato alla cultura”. “Voglio ringraziare la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio della Basilicata, che ha favorevolmente accolto e patrocinato – ha aggiunto il primo cittadino –  la realizzazione dell’evento, e l’ingegner Antonio Votta e l’archeologa Raffaella Milano per l’impegno profuso a favore della candidatura al FAI della Villa Romana di Barricelle e dell’organizzazione dell’iniziativa”. 

Tutti i dettagli delle Giornate Fai di Primavera si possono consultare sul sito del Fondo Ambiente Italiano al seguente link:  www.fondoambiente.it

 

 

 

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Villa romana di Barricelle: avvio di importanti opere di riqualificazioni e fruibilità dell’antico sito

Lun, 05/10/2021 - 10:00
La ripresa del protocollo di intesa, tra Eni, Shell, la Soprintendenza e il comune di Marsicovetere.

L’avvio del nuovo dialogo costruttivo tra l’amministrazione comunale, le società petrolifere e la Soprintendenza, è stato annunciato dal sindaco di Marsicovetere, Marco Zipparri. Un protocollo di intesa bilaterale, dove l’amministrazione comunale di Marsicovetere entra come parte attiva, nella realizzazione di importanti opere di riqualificazione e fruibilità dell’antica villa romana.

L’imponente sito archeologico, appartenente alla famiglia dei Bruttii Praesentes, è stato scoperto nel 2006, durante i lavori di posizionamento delle condotte per la realizzazione dell’oleodotto Eni in località di Barricelle, frazione di Marsicovetere. Situata ai piedi del monte Volturino e costeggiata dal torrente Molinara, affluente del fiume Agri, la Villa rappresenta una delle più rilevanti testimonianze archeologiche sia per il ritrovamento significativo che per l’estensione e la rilevanza storica.

La villa è strutturata in tre aree seguendo il modello delle ville rustiche: una parte produttiva (pars fructuaria)  riservata agli impianti produttivi, in particolare dedicata alla lavorazione dei prodotti dell’agricoltura (grano, olive, uva) e per la produzione di lana; una “pars rustica” nella zona nord-orientale dove risiedeva il personale di servizio e una parte residenziale (pars urbana)  abitata invece dai proprietari, che vi si recavano per trascorrere il tempo libero, molto ampia e riccamente decorata.

Di fatto, le attività di scavo hanno restituito tracce di varie frequentazioni, restituendo anche numerosi reperti appartenenti alla vita quotidiana, a quella lavorativa e alla sfera funeraria.

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Rafano

Dom, 05/09/2021 - 09:00

Una radice che ama presentarsi in maniera decisa e fin da subito, al primo taglio, quando le sue sostanze sprigionate iniziano ad avvolgere gradualmente il naso e gli occhi di chi decide di venirne a contatto. E’ l’Armoracia rusticana, conosciuta anche come Rafano, Barbaforte o Cren, un Prodotto Agroalimentare Tradizionale della Basilicata (PAT).

Storia e diffusione in Basilicata

E’ molto probabile che il rafano sia giunto in Basilicata attraverso la dominazione normanna, e che, viste le caratteristiche pedoclimatiche e la grande abbondanza d’acqua, abbia attecchito un po’ su tutto il territorio lucano. Questa radice si adatta a qualsiasi condizione, prediligendo però luoghi freschi e ricchi d’acqua, caratteristiche che l’Appennino lucano raccoglie perfettamente al suo interno. Ma è nella cucina contadina locale che il rafano trova il suo habitat ideale, affermandosi nel tempo come uno dei condimenti più utilizzati: non è un caso che nel potentino sia ancora definito “il tartufo dei poveri”.

L’utilizzo del rafano oggi, soprattutto nell’area di Cuore Basilicata, è legato a tradizioni culinarie del periodo carnevalesco per la preparazione di piatti tipici come la nota “rafanata”, una sorta di frittata nella quale il rafano è omogeneizzato con pecorino, uova e pane raffermo sbriciolato; il rafano è inoltre utilizzato come condimento per i tradizionali “ferricelli” (pasta fatta in casa) conditi con sugo di carne.

Proprietà e caratteristiche in cucina

Per il suo elevato contenuto in vitamina C, vitamina B1, olii essenziali, glucosinolati e altri composti attivi, il rafano presenta proprietà chimiche, nutrizionali e salutistiche che possono essere sfruttate anche in campo erboristico e fitoiatrico. Si evidenziano inoltre le sue importanti proprietà antibatteriche e antibiotiche.

La radice ha un sapore dolce, senapato, leggermente piccante e soprattutto fortemente aromatico e balsamico (si avverte decisamente nelle vie respiratorie e causa lacrimazione).  Il rafano grattugiato inoltre deve essere utilizzato immediatamente o al massimo conservato sott’olio o aceto. In cucina è spesso utilizzato anche per creare squisite salse che esaltano il sapore di carni, ortaggi e verdure, bolliti, carni alla griglia, pesce, ecc.

Sagre

Tra le manifestazioni del territorio ricordiamo la “Rafanata” di Cia-Agricoltori Italiani Basilicata giunta nel 2019 alla sua 25esima edizione.

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La “Crapiata” materana

Mer, 05/05/2021 - 17:45

 

INGREDIENTI

  • 50 g di cicerchia
  • 50 g di fave secche
  • 50 g di lenticchie
  • 50 g di ceci
  • 50 g di fagioli
  • 100 g di grano
  • 3 patate
  • 1 peperoncino (facoltativo)
  • 3 gambi di sedano
  • olio extravergine di oliva q.b.
PREPARAZIONE

La sera precedente lasciate a bagno la cicerchia, le fave, le lenticchie, i ceci, i fagioli ed il grano; il giorno dopo scolate l’acqua e sciacquate.

Mettete i legumi e i cereali in una pentola capiente con abbondante acqua.

Pelare e tagliare le patate in spicchi grossolani.

Portare i legumi e cereali a bollore su fuoco alto, aggiungete le patate ed il sedano a pezzetti; dopodiché abbassate la fiamma e fate cuocere per circa 2 ore. Se necessario, durante la cottura, aggiungete dell’acqua calda.

Una volta pronta la Crapiata condite con olio extravergine crudo, volendo con del peperoncino, e servite su del pane abbrustolito.

CURIOSITÀ

La “Crapiata” è un piatto tipico della città di Matera preparato tradizionalmente verso la fine del mese di luglio e gli inizi di agosto in occasione di un’antichissima festa, quasi sicuramente pagana, celebrata per festeggiare la fine e l’abbondanza del raccolto.

Questa ricetta dal punto di vista nutrizionale è un vero concentrato di proteine, sali minerali, fibre e inoltre adatta per l’alimentazione di vegetariani e vegani.

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Madonna nera di Viggiano: rinviata l’ascesa al monte ma il coronavirus non ferma la fede del popolo lucano con le celebrazioni liturgiche fino al 2 maggio

Lun, 04/26/2021 - 18:44

A causa dell’emergenza sanitaria in atto, purtroppo, anche per quest’anno, la tradizionale ascesa al monte della Madonna Nera, prevista per la prima domenica di maggio, è stata sospesa e rinviata. Intanto, in questi giorni, non mancano i momenti di preghiera con il programma delle celebrazioni liturgiche per ritrovare la memoria e l’identità autentica di una comunità religiosa.

Infatti, il santuario del Sacro Monte della Madonna di Viggiano è il più importante luogo di culto mariano della Basilicata, eretto dove fu rinvenuta nel XIV secolo l’immagine della “Madonna Nera”, a 12 chilometri dall’abitato. La statua, da settembre a maggio è custodita nella Chiesa di Santa Maria del Deposito, elevata da Paolo VI a Basilica Pontificia Minore e che conserva al suo interno preziose opere d’arte. Nella prima domenica di maggio la Madonna, con una suggestiva e affollatissima processione, viene portata a spalle dai fedeli, i cosiddetti “portatori”, dal centro di Viggiano al santuario del monte, posto a 1725 metri di quota, edificato nel XIV secolo sul luogo in cui fu trovata da alcuni pastori la sacra immagine.

Mentre, nella prima domenica di settembre, dal monte di Viggiano, dove è accolta per quattro mesi nella piccola cappella, la protettrice del popolo lucano, incoronata ed eletta Regina e Madre delle genti Lucane nel 1892, cerimonia ripetuta nel 1991 nella Piana di Tito da papa Giovanni Paolo II, a Settembre ritornerà in paese. Infatti, dal monte di Viggiano, dove è accolta per quattro mesi nella piccola cappella, la protettrice del popolo lucano, a Settembre ritorna in paese. L’ascesa al Sacro Monte è un evento molto sentito per la comunità viggianese e i paesi limitrofi del comprensorio valdagrino e non solo.

Una festa che si svolge in due fasi. “Il culto alla Bella Signora del Monte – come vien riportato sul portale istituzionale del comune di Viggiano – ha conosciuto nei secoli un crescendo continuo, fino a cristallizzarsi in quelle forme di religiosità popolare che ancora oggi costituiscono una delle caratteristiche più originali e autentiche della fede dei lucani”. Ancora oggi, nel periodo estivo, molte persone, provenienti non solo dalla Basilicata ma da tutto il Sud Italia, raggiungono a piedi la vetta del Sacro Monte per far visita alla Madonna Nera, ma soprattutto per pregare e chiedere aiuto e sostegno alla Madre Celeste.

 

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