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Aggiornato: 2 ore 32 min fa

Weekend “fuoriporta” dall’alta Val d’Agri: Castelsaraceno e il suo ponte tibetano più lungo al mondo

3 ore 30 min fa

Le proposte di Cuore Basilicata per un evadere un weekend tra paesaggi mozzafiato.

L’estate è alle porte e se siete alla ricerca di idee per una vostro breve viaggio fuori le “porte” dell’alta Val d’Agri, Cuore Basilicata ha molti spunti meravigliosi. Basta allontanarsi un po’ ed esplorare luoghi meravigliosi e attrazioni turistiche suggestive e stimolanti. Insomma, le cose da fare e vedere nei dintorni degli 11 comuni di Cuore Basilicata sono tante e meritevoli.

Cosa visitare?

Il “Ponte tra i due Parchi”: a pochi chilometri, in un piccolo angolo di paradiso, Castelsaraceno, “sospesi” nel bel mezzo dei due Parchi lucani, il Parco del Pollino e il Parco nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri-Lagonegrese, incastonato in un favoloso contesto naturalistico, troviamo il ponte tibetano più lungo del mondo con i suoi 586 metri di lunghezza e 80 metri di altezza dal suolo.

L’ultimo nato tra gli attrattori turistici della Basilicata, adatto a tutti: coppie, famiglie con bambini e tutte le persone che amano le attività e gli sport outdoor che danno adrenalina. Un’opera ingegneristica imponente, molto ben organizzata con un sistema di accessi automatizzato. La struttura turistica unisce a 1000 metri sul livello del mare le due oasi naturalistiche. Una passerella su fune per attraversare il torrente Racanello (compreso tra il massiccio del monte Raparo a nord e il monte Castel Vaglio a sud) e l’allestimento di vie ferrate, falesie che offrono al visitatore un’esperienza che invita a vivere il proprio tempo libero a contatto con le bellezze naturalistiche delle due aree protette.

Ma nel borgo a forma di cuore, si possono fare escursioni e passeggiate, mountain bike, e-bike, trekking e hiking di varia difficoltà, per ogni gusto e esigenza. Ma non solo, si può visitare il museo della pastorizia un sito culturale, soprattutto per le famiglie con i bimbi. Un moderno percorso didattico multimediale nella storia delle tradizioni pastorali lucane. Inaugurato nel 2017, il museo costituisce un unicum nel panorama museale demoetnoantropologico lucano ed è, inoltre, tra i pochi musei in tutto il meridione di Italia ad aver scommesso su una scelta tematica così peculiare e fortemente rappresentativa.

Un itinerario espositivo che si è dotato della più moderna tecnologia per la fruizione del patrimonio culturale al fine di garantire una full immersion conoscitiva capace di tramutare l’esposizione museale in un’esperienza. Il viaggio-esperienza emozionale che il Museo propone si dirama in quattro temi sviluppati nelle rispettive sale espositive: la sala del Tempo, dello Spazio, dei Saperi e della Memoria della cultura pastorale castellana.

Per maggiori info su orari e dettagli visita il sito ufficiale visitcastelsaraceno  

Fonte immagine copertina: visitcastelsaraceno

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Matrimoni e serenate nella tradizione Montemurrese

Mar, 06/21/2022 - 08:00

Siamo di nuovo in quel periodo dell’anno, le temperature si alzano, le ore di luce aumentano, le partecipazioni di nozze arrivano! Matrimoni di ogni genere, di giorno, di sera, religiosi, civili, ognuno unico e memorabile, ma soprattutto carichi di simbologia, usanze e tradizioni. A proposito di queste, ci spostiamo a Montemurro per andare a scoprire delle particolari usanze, forse sconosciute anche a qualche Montemurrese, legate al matrimonio!

Esiste infatti una ritualità antica, legata a questa cerimonia, che si esprime in diversi gesti e momenti. Un gesto simbolico su tutti era fatto proprio dalla promessa sposa, che doveva dare in dono al fidanzato, un fazzoletto di lino tessuto e ricamato a mano. Questo dono era molto gradito e apprezzato come pegno d’amore, perché in sé racchiudeva una cosa intangibile ma dal valore inestimabile: il tempo dedicato alla sua realizzazione! Tempo che custodiva in sé ricordi, speranze, pensieri e amore per la persona che doveva ricevere questo dono. Serviva poi abilità, precisione e pazienza, tutte qualità apprezzabili e che la sposa provava di avere, grazie alla realizzazione di questo bellissimo dono, unico nel suo genere e non replicabile, in quanto interamente realizzato a mano!

Prima che avvenisse la celebrazione in Chiesa doveva svolgersi la classica serenata, così gli sposi, accompagnati da amici, parenti e compaesani, si dirigevano verso la casa della mamma dello sposo che, in segno di dolcezza, accoglieva la sposa offrendole un cucchiaino di miele. Chi si aspettava un inizio così dolce?

Gli invitati non venivano certo a mani vuote, portavano infatti dei doni che potessero auspicare l’abbondanza e la salute nella casa, come per esempio sacchi di grano e ceste di lana bianca. Se però da un lato offrivano doni, dall’altro ricevevano anch’essi qualcosa, a simboleggiare sempre questo binomio ricorrente del dare-avere che da lì in poi avrebbe caratterizzato la vita degli sposi; mentre lo sposo faceva gli onori di casa offrendo vini, liquori e confetti, la sposa consegnava ad ogni invitato un fazzoletto bianco.

Finiti così i banchetti e gli scambi di doni, gli sposi restavano soli in casa, mentre gli invitati iniziavano le serenate sotto la loro finestra; queste potevano essere “in laude o a dispetto” quindi una sorta di elogio oppure scherzose! Questa particolare serenata che riportiamo è in laude ed è proprio Montemurrese, infatti riporta anche nel suo testo il nome di due fondi di Montemurro (Le Cissute e Vallarono)

Bella ca tiene l’uocchie ri la serpe
e li capidde so’ seta ritorta,
viata a ci li lega e a ci li gnette
e cchiù viata e ci ncapo li pporta.

Viatissimo iddo ca si sposa
na guagnedda ca niente cchiu le pote,
bella, aggarbata, serie e cuntignosa,
tutti li priesce l’ave iedda accuote.

Vuie zite avit’avè tanta salute
quanta fiuriddi porta Vaddarano
e acine ri glianna li Cissute,
e stizzodde li jume e li funtane.

Ma cchiù cchiacchiere e nciarme nun ci vonno,
sciate, sciatev affà nu bello suonno.
Suonno r’ammore… è assai roce a rummì
vocca a vocca – core a core… accussì.

Dopo queste bellissime parole di elogio e di auguri, gli sposi ringraziavano e lanciavano confetti! Insomma, tanti particolari sono al contrario di quelli che noi oggi conosciamo e usiamo fare, per questo è sempre interessante fare un tuffo nel passato e andare a scoprire l’origine e le particolarità di alcuni gesti e come questi si sono evoluti per arrivare, modificati, ai giorni nostri.

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Comunicato Stampa: la web serie Cuori Lucani da lunedì 20 giugno visibile online

Lun, 06/20/2022 - 11:18

Cuori Lucani, la web serie premiata al Roma Short Film Festival come migliore TV serie, da lunedì 20 giugno 2022 sarà disponibile online gratuitamente sui canali di Cuore Basilicata.I 7 episodi saranno pubblicati a cadenza bisettimanale, il lunedì e il giovedì.Cuori Lucani sarà visibile su:www.cuorebasilicata.itFacebook CuoreBasilicataInstagram cuorebasilicataYouTube Cuore Basilicata

Cuori Lucani, interamente girata in Alta Val D’Agri e Val Camastra, racconta le storie di sette abitanti della zona, l’armonia con il loro territorio e la passione per il proprio lavoro.
La web serie ha la regia di Iacopo Patierno già regista del docufilm Due Ma non Due, girato sempre negli stessi territori, premiato con il Log To Green Movie Award  nell’ambito dell’ultimo Festival del Cinema di Venezia.

Il Calendario delle uscite degli episodi:

Lunedì 20 giugno 2022 – Primo Episodio: La storia di Angelo che di professione fa il maniscalco, ovvero “mette i ferri ai cavalli”.
La sua passione per i cavalli è diventata un vero e proprio lavoro e, da anni, da Salerno viaggia nella Val D’Agri per garantire il benessere di questi animali. Angelo ci descrive il suo rapporto armonico con i cavalli e, con gli occhi di chi viene da fuori, ci racconta la Val D’Agri, un luogo dove si respira il senso di libertà immersi nella natura, lontani dai rumori e dall’inquinamento della città.

Giovedì 23 giugno 2022 – Secondo Episodio: La famiglia di Vittoria da Gragnano (NA), durante una vacanza fuori porta, si è innamorata della loro attuale casa. Un casale antico di pietra che, immerso nella campagna della Val D’Agri, oggi è diventata anche la sede della loro azienda agricola “Per boschi e contrade” dove producono confettura artigianale. Dopo vent’anni, Vittoria ci racconta la scelta vincente di questo cambio di vita in Basilicata e del potenziale di Sarconi, posto paradisiaco che ha dato ispirazione alle loro produzioni originali di prodotti naturali di terra lucana.

Lunedì 27 giugno 2022 – Terzo Episodio: Tramandare le tradizioni, l’amore per la propria terra e la passione per il lavoro. Questo ci racconta Antonio, di come è “cresciuto con la Terra”, nel vero senso della parola. Un richiamo alle proprie origini di Spinoso, in Val D’Agri, a cui ha saputo rispondere con creatività, portando innovazione a uno dei più antichi mestieri: quello dell’agricoltura. L’esperienza di Antonio e la sua intuizione di creare un’identità al proprio operato, in un’ottica di crescita in un settore non sempre facile, ci insegna che con dedizione, sacrifici e passione anche i sogni possono diventare realtà.

Giovedì 30 giugno 2022 – Quarto Episodio: Il Canestrato di Moliterno, unico formaggio a pasta dura IGP presente in Italia, è ancora oggi fortemente legato alla tradizione familiare del territorio e simbolo del comune della Val D’Agri di cui porta il nome, Moliterno.
Attraverso l’esperienza di Francesca, “cresciuta a pane e Canestrato”, ripercorriamo un viaggio tra le antiche pratiche e la volontà di mantenerle e tramandarle di generazione in generazione, grazie alla capacità di saper coniugare tradizione e innovazione.

Lunedì 4 luglio 2022 – Quinto Episodio: L’incontro tra Antonella e l’arpa è stato un amore a prima vista durato tutta la vita.
L’arpa è una tradizione di Viggiano, comune dell’Alta Val D’Agri, che trova le sue origini in tempi lontani e, ancora oggi, grazie al contribuito di talenti come Antonella e artigiani locali, viene tenuta viva nella quotidianità.
Costruire un’arpa significa dare vita a un legno che poi, grazie al tocco abile di mani esperte, è capace di emettere note dolcissime per rievocare il passato, vivere il presente ed immaginare il futuro. Una storia di arte e artigianato di straordinaria delicatezza.

Giovedì 7 luglio 2022 – Sesto Episodio: Nel lavoro di Fabio i dettagli sono importanti perché indelebili. Infatti, Fabio, insieme alla sua compagna Melanie, hanno uno studio di tatuaggi a Villa D’agri, luogo immerso nella natura in cui il tempo scorre più lentamente rispetto al mondo esterno, un luogo dove puoi decelerare e accorgerti di quello che ti circonda, nei minimi dettagli per l’appunto.

Lunedì 11 luglio 2022 – Settimo Episodio: Quando si nasce in un luogo, quel luogo lo senti sempre casa tua. Puoi anche vivere una vita lontano, ma saprai sempre che casa tua è dove l’hai lasciata. Una storia di chi sceglie di restare e di investire su sé stessi e le proprie capacità. Rocco ha fatto rivivere la tradizione della ceramica di Calvello, comune della Val Camastra, coltivando quest’arte con le antiche tradizioni, i segreti tramandati dal padre e utilizzando solo materiali naturali che la Terra offre.

La Web serie Cuori Lucani, dopo pochi giorni dalle sue anteprime nei territori in cui è stata realizzata, è entrata nei Festival internazionali delle web serie, non solo con la vittoria al Roma Short Film Festival, come migliore TV Serie (Roma, Italia).
È stata scelta anche nelle selezioni ufficiali dell’ApuliaWebFest 2022 (Lecce, Italia), Golden Short Film Festival 2022 (Roma, Italia) e del Lift-Off Filmmaker Session (Pinewood Studios, Gran Bretagna).

Cuori Lucani è stata realizzata nell’ambito del progetto Cuore Basilicata, con il patrocinio dei Comuni dell’area, sponsor Eni.

Per info: https://infopointcuorebasilicata.it/

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Anna Cantisani è già all’opera: “Lavorare per uno sviluppo concreto del mio Paese”. L’intervista alla neo sindaca di Calvello

Gio, 06/16/2022 - 18:50

Per la nuova eletta: “Calvello ha rilevanti potenzialità turistiche che vanno valorizzate all’interno di un progetto di sviluppo locale che ruoti attorno ad un grande attrattore “il bosco”.

Su 11 comuni di Cuore Basilicata al momento solo 2 donne, ma a Calvello è la seconda sindaco donna consecutiva, vuol dire qualcosa?

Vuol dire che i calvellesi votano con consapevolezza e senza pregiudizi. Nel mio caso specifico, hanno voluto premiare la passione e l’amore che io e la mia squadra abbiamo per Calvello, perché io da mamma e moglie voglio vedere i miei figli, la mia famiglia, crescere e prosperare a Calvello; da figlia voglio stare vicina ai miei genitori quando saranno loro ad avere bisogno di me; da donna voglio dare il mio contributo fattivo al benessere della mia comunità; e ora, da Sindaca, ho la possibilità di lavorare per uno sviluppo concreto del mio Paese e dei miei concittadini.

Quali sono le potenzialità turistiche di Calvello?

Calvello ha rilevanti potenzialità turistiche che vanno valorizzate all’interno di un progetto di sviluppo locale che ruoti attorno ad un grande attrattore, per noi il bosco, in grado di mettere in rete i beni culturali e ambientali esistenti, l’infrastruttura ricettiva, i servizi, l’intrattenimento, le competenze. Solo in questa logica porteremo a Calvello turisti, che genereranno economia.

Un luogo di Calvello che consiglierebbe di visitare per primo…

È una domanda difficile perché per me Calvello è il luogo del cuore. Potrei dire il bosco, perché è l’attrattore che vogliamo valorizzare. Potrei dire Santa Maria De Plano per il valore artistico e culturale ma anche per raccontare la fede e la religione della mia comunità. Potrei dire i vecchi tratturi per chi avesse voglia di perdersi e riscoprire spazi autentici e tempi speciali. Potrei dire la Trinità e i suoi vicoli, da recuperare e ripopolare grazie al progetto del borgo albergo. Dirò, però, il ponte di Sant’Antuono, per il valore simbolico. Il ponte fu creato per integrare il nuovo rione di Sant’Antuono con il resto dell’abitato. E oggi, in un momento particolarmente critico, quell’architettura ci lancia un messaggio importante: dobbiamo creare ponti, costruire relazioni, dialoghi, legami; dobbiamo integrare e accogliere; abbattere muri, barriere e divisioni. Quel ponte rappresenta l’essenza della comunità calvellese, una comunità accogliente ed ospitale. Una grande famiglia.

E che tipo di turista vorrebbe che frequentasse Calvello?

Calvello è particolarmente vocato ad accogliere un turistaverde“, amante della natura ma anche della cultura; un turista che vuole scoprire le tradizioni, il folklore, la religione, i sapori locali; un turista che è alla ricerca dell’autentico; un turista che vorrà tornare perché avrà scoperto il calore e la convivialità della nostra comunità. Lavoreremo, inoltre, per fare di Calvello un Comune Accessibile, puntando, dunque, anche sul turismo accessibile e sulle immense potenzialità di sviluppo che tale nicchia può offrire.

Tre punti di forza di Calvello?

Se parliamo di tre punti di forza in chiave turistica direi: natura; tradizione; ospitalità. Se parliamo di tre punti di forza della sua comunità direi: calore; coraggio; resilienza.

Vuole mandare un saluto e un augurio al pubblico di Cuore Basilicata?

Ho l’onore di portare il saluto della comunità e della nuova amministrazione di Calvello al pubblico di Cuore Basilicata. Si apre con il nostro mandato una nuova stagione per il nostro Paese che, con il nostro impegno e con la partecipazione di tutti, ricostruirà e si riapproprierà del futuro bello e possibile che merita.

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“Cuori Lucani”: la prima vittoria e tre selezioni nei Festival internazionali!

Mar, 06/07/2022 - 10:59

Cuori Lucani, regia di Iacopo Patierno, la web serie girata in Alta Val D’Agri e Val Camastra che racconta le storie di alcuni abitanti della zona e l’armonia con il loro territorio e la sinergia con il proprio lavoro, dopo pochi giorni dalle sue anteprime nei territori in cui è stata realizzata entra già nei Festival internazionali delle web serie.

Cuori Lucani ha ricevuto la prima vittoria al:

  • Roma Short Film Festival, come migliore TV Serie (Roma, Italia).

Cuori Lucani è inoltre già stata scelta nelle selezioni ufficiali di:

  • ApuliaWebFest 2022 (Lecce, Italia)
  • Golden Short Film Festival 2022 (Roma, Italia)
  • Lift-Off Filmmaker Session (Pinewood Studios, Gran Bretagna)

Prossimamente la web serie sarà resa disponibile sui canali web e social di Cuore Basilicata. Qui il Trailer della web serie: https://bit.ly/3mmclPJ

 

Cuori Lucani è una web serie in 7 episodi, ciascuno dedicato ad un protagonista. Il motivo conduttore della web serie è il racconto della passione che ciascuno di loro manifesta nei confronti del proprio lavoro e della propria terra.

Cuori Lucani racconta le storie di:  
Angelo, maniscalco itinerante in Val d’Agri
Vittoria, produttrice di confetture naturali dalle formulazioni spesso originali
Antonio, giovane e innovativo agricoltore  
Francesca, produttrice del famoso Canestrato di Moliterno
Antonella, arpista di Viggiano
Fabio, artista del tatuaggio
Rocco, ceramista di Calvello.

La web serie è stata realizzata nell’ambito del progetto CuoreBasilicata, coordinato da Jacopo Fo e Bruno Patierno, sponsor Eni, con il patrocinio dei Comuni dell’area.

Per info:
Whatsapp +39 3474649611
E-mail info@infopointcuorebasilicata.it

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“Memorie del Cuore della Basilicata” nel web e sui social

Ven, 06/03/2022 - 09:20

Si è concluso il progetto “Memorie del Cuore della Basilicata”, iniziativa promossa da CuoreBasilicata in collaborazione con l’Istituto di Istruzione Superiore “G. Peano” di Marsico Nuovo e l’Istituto di Istruzione Superiore “Petruccelli – Parisi” di Moliterno e che ha condotto alla produzione di due video, uno per ciascun Istituto.

Dal 6 giugno sarà disponibile sui canali web e social di CuoreBasilicata il video prodotto da studentesse e studenti della Quarta A – CAT guidati dal tutor, prof. Biagio Russo, dell’Istituto “Petruccelli-Parisi” diretto dal prof. Carmine Filardi.

“Memorie del Cuore della Basilicata” ha avuto come docente il regista Iacopo Patierno e la tutorship di Pasquale Dicillo. Ha come focus i racconti orali e le testimonianze di adulti e anziani, raccolti da studentesse e studenti con interviste e riprese video che, una volta montate, vogliono restituire al territorio la sua memoria in un intreccio di storie, episodi, aneddoti che aiutano a conoscere il passato e confrontarlo col presente, in una realtà in cui il richiamo delle origini, della terra, delle tradizioni è fortemente sentito e si mescola con l’aspirazione all’innovazione e alla scoperta.

L’iniziativa ha permesso ai giovani autori, affiancati dal team di CuoreBasilicata, di apprendere le tecniche di intervista, ripresa, montaggio attraverso l’utilizzo dei propri device (computer, tablet, smartphone).

Un progetto dove la trasmissione dei ricordi diventa un ponte di integrazione fra le diverse generazioni; un viaggio nel tempo volto a promuovere la conservazione delle memorie e la loro valorizzazione.

Dal 6 giugno sarà quindi possibile vedere il primo video di “Memorie del cuore della Basilicata” sul sito di CuoreBasilicata www.cuorebasilicata.it e sui canali social ufficiali del progetto.

CuoreBasilicata è un progetto realizzato da Jacopo Fo srl (Gruppo Atlantide) con il coordinamento di Jacopo Fo e Bruno Patierno, il sostegno di Eni e il patrocinio di Comuni dell’area.

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Iacopo Patierno, il regista di Cuori Lucani: “Girare la web serie mi ha fatto godere dei paesaggi di questa terra”

Ven, 05/20/2022 - 16:52

Cuori Lucani” è una web serie in 7 episodi, ciascuno dedicato ad un protagonista. Il motivo conduttore della web serie è il racconto della passione che ciascuno di loro manifesta nei confronti del proprio lavoro e della propria terra. Ne abbiamo parlato con il regista, Iacopo Patierno. 

Iacopo, dal cinema al web con il tuo nuovo capolavoro, la web serie “Cuori Lucani”. Ce ne puoi parlare?

E’ una serie che segue la produzione audio video di cui mi occupo per Cuore Basilicata. Dopo un documentario, abbiamo deciso di affidarci a un format breve per internet , quello delle serie web. Non è la prima che realizzo, è un genere in cui mi sento a mio agio. E’ la quarta serie web che realizzo nella mia carriera e ho capito anche che è la maniera più diretta per raggiungere audience specifici. 

Cosa ci puoi anticipare? Dobbiamo aspettarci ancora grandi colpi di scena e suspense?

Gli episodi sono 7 e durano 6 minuti ognuno. Sono molto condensati e di facile visione. Ci si concentra molto sulle immagini del territorio e sono tutti quanti basati su singoli personaggi che ho selezionato in base all’esperienza ormai che ho da quasi tre anni dell’Alta Val d’Agri e di Calvello

Come avete scelto gli attori?

Mi erano rimaste impresse alcune persone che potevano dare spazio ad una visione  in un territorio abbastanza ristretto e poco abitato di tantissime professionalità di alto livello. E inoltre è un modo per far conoscere dei paesi coinvolti nel progetto. Tra l’altro, nella serie ci sono due persone che non sono originarie dell’Alta Val d’Agri. il primo è un maniscalco di Eboli, Angelo che lavora molto in Val d’Agri. Quindi si offre l’occasione di vedere il posto attraverso gli occhi di un vicino di casa. Invece la seconda storia è dell’azienda “Per boschi e contrade”, di Vittoria Scoti e famiglia che da Castellammare – circa una ventina di anni fa – si sono trasferiti a vivere a Sarconi in un momento in cui era ancora più spopolato il paese. Una scelta molto coraggiosa, hanno ristrutturato un vecchio casale e hanno stabilito in quel posto la propria vita. Tra l’altro hanno creato un’azienda che produce marmellate, utilizzando tutti prodotti locali. Il terzo episodio racconta di Antonio Racioppi di Spinoso che ha un’azienda agricola familiare “La Fonte Antica” ed ha iniziato a fare delle implementazioni come dare un logo e un’identità alla propria attività. Antonio è convinto che per sponsorizzare la propria azienda bisogna promuovere la propria terra, perché entrambe vanno nella stessa direzione. Il quarto episodio narra  di Francesca Scannone che è di Moliterno, in questo episodio trattiamo di una famiglia che ha un fondaco a Moliterno e produce il Canestrato. Anche qui un’azienda di famiglia e una giovane che ha portato delle modifiche innovative aprendo un negozio di e-commerce, quindi allargandosi a un mercato non solo locale o della vendita diretta. Si passa poi ad una musicista di Viggiano, Antonella, un’arpista. A Viggiano conosciamo sia la storia dell’arpa che un piccolo laboratorio che restaura e costruisce la nuova arpa viggianese. Poi c’è la storia di un tatuatore, Fabio di Villa d’Agri e quindi portiamo un sapore di modernità. Fabio ci parla di come è cresciuta la cultura in Valle e del suo attaccamento rispetto alla propria terra che è il luogo da cui non vuole andare via e che vuole, soprattutto, veder crescere. L’ultimo episodio parla di Rocco Gallicchio che con la sua bottega Faenza porta avanti la tradizione della ceramica di Calvello. Anche lui è un giovane, ha rilevato e ingrandito il laboratorio artigianale di suo padre. E’ un’attività che va molto bene, tra l’altro è l’autore dell’incisione di  tutte le piastrelle della piazza dei 131 comuni a Potenza. Anche lui ci spiega come in realtà non importa dove sei, se credi nei tuoi sogni e nei progetti andrai sicuramente avanti. 

Cosa vi aspettate e quali sono gli obiettivi?

In realtà questa è una web serie che oltre a parlare del territorio, racconta  la passione dei protagonisti per il proprio lavoro e per i propri desideri. L’obiettivo è sia quello di far conoscere sempre di più l’Alta Val d’Agri  e la Val Camastra sia anche far appassionare le persone e i giovani ai lavori che si desidera fare, che sia di spunto per seguire le proprie passioni. 

Ci puoi raccontare qualche aneddoto accaduto durante la realizzazione della serie?

Di aneddoti ne sono successi tanti. Queste è una serie web che ho girato da solo perché volevo avere più libertà possibile sia di spostamento che di vicinanza con i protagonisti. Quello che ricorda di più sono gli spostamenti da un luogo e l’altro, mi sono trovato a godere dei paesaggi e delle bellezze della terra. Poi sono sette storie molto diverse quindi con ognuno c’è voluto un approccio diverso nello stringere dei legami anche di simpatia. In questi sette episodi emerge la realtà di ogni storia e del protagonista con identità molto differenti.

Girare questo genere di prodotti ha cambiato un pò le tue capacità di regista?

Questa serie web non ha molto cambiato le mie capacità di regista ma le ha affinate, perché ho messo in campo tutte le conoscenze che ho sviluppato fino ad ora durante la mia carriera. E, soprattutto, ho messo in risalto l’occhio che ho avuto del territorio e di determinate cose che mi hanno colpito. Diciamo che ho raffermato un mio stile sempre più visibile.

Cosa ne pensi delle web serie italiane?

E’ un panorama veramente vasto quello delle web serie sia italiane che mondiali, ne vengono prodotte tante. Un po’ le guardo perché ho partecipato a tanti festival in giro per il mondo ed è un mercato di cui non ha ancora forza abbastanza e importanza a livello di mainstreaming, però è molto vivo e si trovano delle chicche: dai documentari alle fiction. Insomma vale la pena iscriversi ai festival di web serie perché è un mercato fresco e giovane ed è molto interessante.

Ci sono altri progetti in cantiere che stai seguendo?

Si, in questo momento ho altri progetti in cantiere ma è ancora troppo presto per parlarne  perché non ho ancora iniziato a produrli. Per scaramanzia meglio non dire niente. 

 

La web serie Cuori Lucani sarà proiettata in anteprima, grazie alla disponibilità delle Amministrazioni dei Comuni ospitanti:

  • Il 24 maggio a Montemurro – h. 19 – Sala convegni san Domenico
    Per prenotazioni CLICCA QUI
  • Il 25 maggio a Marsicovetere – h. 19 – Centro sociale “A. Montano”
    Per prenotazioni CLICCA QUI
    Il 26 maggio a Moliterno – h. 19 – Cine Teatro Pino
  • Per prenotazioni CLICCA QUI

Ingresso gratuito, suggerita la prenotazione.

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Programmate le anteprime della web serie “Cuori Lucani”

Lun, 05/16/2022 - 19:54

La web serie Cuori Lucani, interamente girata nel territorio dell’Alta Val d’Agri e della Val Camastra con protagonisti che vivono nell’area, sarà proiettata in anteprima, grazie alla disponibilità delle Amministrazioni dei Comuni ospitanti:

  • Il 24 maggio a Montemurro – h. 19 – Sala convegni san Domenico
    Per prenotazioni CLICCA QUI
  • Il 25 maggio a Marsicovetere – h. 19 – Centro sociale “A. Montano”
    Per prenotazioni CLICCA QUI
    Il 26 maggio a Moliterno – h. 19 – Cine Teatro Pino
  • Per prenotazioni CLICCA QUI

Ingresso gratuito, suggerita la prenotazione.

A queste proiezioni potranno seguirne altre in altri Comuni che si candideranno a trasmetterle, compatibilmente con le disponibilità logistiche.
Successivamente la Web Serie sarà proposta al pubblico nazionale e internazionale attraverso i media, i canali web, i social e i festival internazionali.

Cuori Lucani è una web serie in 7 episodi, ciascuno dedicato ad un protagonista. Il motivo conduttore della web serie è il racconto della passione che ciascuno di loro manifesta nei confronti del proprio lavoro e della propria terra. 

Cuori Lucani racconta le storie di:  

1. Angelo, maniscalco itinerante in Val d’Agri
2. Vittoria, produttrice di confetture naturali dalle formulazioni spesso originali
3. Antonio, giovane e innovativo agricoltore  
4. Francesca, produttrice del famoso Canestrato di Moliterno
5. Antonella, arpista di Viggiano
6. Fabio, artista del tatuaggio
7. Rocco, ceramista di Calvello. 

La web serie è stata realizzata per la regia di Iacopo Patierno nell’ambito del progetto Cuore Basilicata, sponsor Eni, con il patrocinio dei Comuni dell’area.

 

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Il docufilm Due Ma Non Due al Museo Archeologico Nazionale dell’Alta Val d’Agri sabato 14 maggio ore 20.00

Gio, 05/12/2022 - 13:27
La Direzione regionale musei della Basilicata in collaborazione con CuoreBasilicata vi invita sabato 14 maggio alle ore 20.00, alla proiezione del docu-film Due Ma Non Due presso la suggestiva cornice del Museo Archeologico Nazionale dell’Alta Val d’Agri – Grumento Nova (contrada Spineta).   L’iniziativa si inserisce nell’annuale appuntamento “Notte Europea dei Musei”, la proposta culturale che si svolge contemporaneamente in tutta Europa e che prevede l’apertura serale straordinaria e l’ingresso dei principali musei, complessi monumentali, parchi e siti archeologici statali. Ingresso al prezzo simbolico di un solo euro. Il docufilm “Due Ma Non Due”, girato in Alta Val d’Agri e in Val Camastra dal regista Iacopo Patierno su un soggetto scritto da Federica Sozzi, è visibile dall’11 maggio online gratuitamente sul sito cuorebasilicata.it. Due Ma Non Due ha già vinto nell’ambito del Festival di Venezia 2021 il premio “Log To Green Movie Award” riservato al film dell’anno che meglio rappresenta storie di sostenibilità e solidarietà sociale ed è stato nella selezione ufficiale nella settima edizione del Festival Internazionale del documentario “Visioni dal Mondo” che si è svolta a Milano a settembre 202   Due Ma Non Due racconta l’Alta Val d’Agri e la Val Camastra, dove si intrecciano le storie di persone accomunate dall’impegno a dare valore alla propria vita, dando il meglio di sé. I protagonisti, Rodrigo, Benedetta, Giovanni, Maria e Nicola, hanno un legame profondo con la loro terra e la consapevolezza che la vera libertà non è assenza di limitazioni, ma la capacità di non arretrare mai di un solo passo. Il regista è giunto per la prima volta in Val d’Agri in occasione di un corso di teatro di Jacopo Fo e Mario Pirovano per le compagnie teatrali della zona. “Mi sono meravigliato – racconta Iacopo Patierno – la prima volta che ho girato l’alta Val D’Agri, non avevo idea che fosse così bella e ricca di natura e soprattutto di persone che, silenziosamente, non si arrendono alla ripetibilità della vita moderna e lottano per migliorare non solo la propria condizione, ma la concezione stessa del territorio, uno sforzo rivolto soprattutto verso i propri concittadini”.  Entusiasta del suo lavoro, il regista spiega come “gli elementi visivi che trasportano lo spettatore sono le componenti naturali che circondano la Val D’Agri: il volo dei rapaci in picchiata verso la pianura; i cavalli liberi del D’Arago Ranch, sentiamo i loro zoccoli rincorrersi sull’erba, mentre Rodrigo è in cerca del tassello mancante nella propria vita”. Per il regista “c’è un legame costante tra i personaggi e l’ambiente nel quale sono inseriti, spesso la natura fa da eco alle loro emozioni”. “È un documentario – precisa Patierno – immersivo, abbiamo passato molto tempo con i protagonisti, il tempo necessario affinché la macchina da presa non fosse percepita come un filtro tra loro e la crew video, ma uno strumento con cui comunicare reciprocamente”. “Ogni personaggio, senza volerlo, ci ha indicato – aggiunge il regista – come essere ripreso, non è stato un confronto verbale ma una sinergia che ha accompagnato tutte le riprese. Ne risulta alla fine un film collettivo in cui personaggi e crew video trovano un terreno comune di dialogo e creazione”. Due Ma Non Due, prodotto da Jacopo Fo Film (Gruppo Atlantide) è stato realizzato nell’ambito del progetto CuoreBasilicata.it coordinato da Jacopo Fo e Bruno Patierno, con il sostegno di Eni e il patrocinio della Lucana Film Commission e di Comuni dell’area.
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La 105esima edizione del Giro d’Italia per riscoprire la Val d’Agri in bicicletta

Mer, 05/11/2022 - 15:36

All’insegna della scoperta e della sostenibilità dei territori sarà la settima tappa (la Diamante-Potenza di 196 Km) della 105esima edizione del Giro d’Italia che quest’anno attraverserà la Basilicata e anche la Val d’Agri con alcuni comuni del progetto di CuoreBasilicata.

In programma per il 13 maggio, la “Carovana rosa” toccherà i comuni di Moliterno, Sarconi, Grumento Nova, Viggiano, Marsicovetere e Calvello, ma protagonista saranno tutti gli splendidi paesaggi della Val d’Agri e la Val Camastra, nel cuore del Parco nazionale Appennino Lucano Val d’Agri – Lagonegrese.

I ciclisti arriveranno dal Monte Sirino e attraverseranno il territorio del rinomato formaggio Canestrato Igp (Moliterno), passando da contrada Giordano, Fontana d’Eboli, Piani di Maglie per poi immettersi sulla Sp 103, passando da Santa Maria del Rito. Un’immersione tra boschi di faggi e fragranti profumi nel meraviglioso “Borgo autentico di Italia”. Imboccando poi la strada provinciale 103, i “girini” entreranno nel territorio della Capitale europea del Fagiolo Igp, Sarconi.

Un accarezzamento nella piccola Mesopotomia, lambita dallo scenario dei due corsi d’acqua, Maglia e Sciaura e costeggiata dalla sequenza d’archi dell’antico Acquedotto Cavour, una vera e propria opera d’arte costruita in stile romano nel 1867 ed utilizzata per molto tempo per far confluire le acque dello Sciaura nei terreni di Moliterno e Sarconi, fino al centro del borgo. Il percorso dei “girini” proseguirà per il territorio della Piccola Pompei della Basilicata, Grumento Nova, così chiamata per via dei resti archeologici dell’antica città di Grumentum con il Parco Archeologico e il relativo Museo Archeologico Nazionale dell’Alta Val d’Agri. Nel territorio di Grumento Nova, insieme a quello di Spinoso, Montemurro e Sarconi, si trova lo splendido Lago di Pietra del Pertusillo, un unicum di patrimonio naturalistico che gli appassionati e non solo del Giro d’Italia quel giorno potranno ammirare.

Ad accogliere poi la “Corsa Rosa” sarà il suggestivo scenario del centro storico di Viggiano, il centro religioso più importante della Basilicata per la presenza del forte culto della Madonna Nera, la Patrona e Regina della Basilicata. Protagonista in “rosa” sarà anche la montagna Grande che offre al visitatore uno degli angoli più suggestivi e spettacolari creati da “madre Natura”. Circondata da boschi di faggi e scenari incontaminati, la montagna regala l’opportunità di vivere esperienze uniche ed emozionali attraverso tante attività sportive e all’aria aperta. Oltre ad accogliere il “Giro d’Italia”, Viggiano sarà Città di partenza del “Giro E”. L’evento, organizzato dall’amministrazione comunale come manifestazione nazionale che coniuga lo sport con l’innovazione e lo sviluppo sostenibile e promuove il patrimonio culturale viggianese nonché l’associazionismo locale. Un e-bike experience unica nel suo genere a livello mondiale, che si svolge nei giorni e sulle strade del Giro d’Italia.

Nel territorio di Marsicovetere, la tappa percorrerà lo splendido scenario naturalistico del Monte Vulturino, in Via Tuppo delle Seti. Dalle forme dolci e accoglienti, ricoperta da prati e boschi, con i suoi circa 2 mila metri si innalza maestosa, alle spalle del piccolo borgo antico di Marsicovetere, l’imponente montagna del Volturino. A protezione del suo ospitale centro storico, il Volturino domina sia la Val d’Agri che la Val Camastra, fino a raggiungere i monti di Lagonegro e del Sirino. È la terza tra le vette più alte del Parco Nazionale Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese. Il suo “cuore verde” ospita un pregevole patrimonio naturalistico e paesaggi mozzafiato e di estrema bellezza che travolgono lo sguardo del visitatore. Una meta ideale per tutte la stagioni e perfetta location di vacanze attive per escursionisti esperti o semplici amanti delle passeggiate nel verde.

A partecipare all’iniziativa saranno anche gli studenti dell’Istituto Omnicomprensivo di Marsicovetere i quali, in sinergia con l’amministrazione comunale, intenderanno lanciare due messaggi: “Marsicovetere saluta il Giro d’Italia” e “Marsicovetere chiede la pace in Ucraina”.

Ad abbracciare il Giro d’Italia anche il paese della ceramica, Calvello che ha un panorama unico che abbraccia la Val Basento e la Val D’Agri, fin quasi al Mar Ionio. Ma sono tante le iniziative in programma per il 13 maggio come l’iniziativa segnalata dall’amministrazione comunale di Spinoso sull’itinerario “L’anello del Lago Pertusillo” e la scoperta della Val’Agri, in Basilicata e del Lago di Pietra del Pertusillo inserito nel primo volume di “Ciclovie con vista: laghi e fiumi”. Insomma una grande occasione per la promozione nazionale ed internazionale di una parte molto importante, a livello turistico, dell’intera Basilicata

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Il docufilm DUE MA NON DUE dall’11 maggio gratis online

Mer, 05/11/2022 - 10:22

Il docufilm “Due Ma Non Due”, girato in Alta Val d’Agri e in Val Camastra dal regista Iacopo Patierno su un soggetto scritto da Federica Sozzi, è visibile dall’11 maggio online gratuitamente sul sito cuorebasilicata.it.
Due Ma Non Due ha già vinto nell’ambito del Festival di Venezia 2021 il premio “Log To Green Movie Award” riservato al film dell’anno che meglio rappresenta storie di sostenibilità e solidarietà sociale ed è stato  nella selezione ufficiale nella settima edizione del Festival Internazionale del documentario “Visioni dal Mondo” che si è svolta a Milano a settembre 2021.

“Un artista in esilio in cerca di un muro da dipingere per smuovere la comunità, un ranch in cui i cavalli fanno terapia agli uomini e un allevamento di mucche che danno il latte solo se accanto hanno il loro vitello”. “Due Ma Non Due” racconta l’Alta Val d’Agri e la Val Camastra, dove si intrecciano le storie di persone accomunate dall’impegno a dare valore alla propria vita, dando il meglio di sé. I protagonisti, Rodrigo, Benedetta, Giovanni, Maria e Nicola, hanno un legame profondo con la loro terra e la consapevolezza che la vera libertà non è assenza di limitazioni, ma la capacità di non arretrare mai di un solo passo.  Il regista è giunto per la prima volta in Val d’Agri in occasione di un corso di teatro di Jacopo Fo e Mario Pirovano per le compagnie teatrali della zona. “Mi sono meravigliato – racconta Iacopo Patierno –  la prima volta che ho girato l’alta Val D’Agri, non avevo idea che fosse così bella e ricca di natura e soprattutto di persone che, silenziosamente, non si arrendono alla ripetibilità della vita moderna e lottano per migliorare non solo la propria condizione, ma la concezione stessa del territorio, uno sforzo rivolto soprattutto verso i propri concittadini”.  Entusiasta del suo lavoro, il regista spiega come “gli elementi visivi che trasportano lo spettatore sono le componenti naturali che circondano la Val D’Agri: il volo dei rapaci in picchiata verso la pianura; i cavalli liberi del D’Arago Ranch, sentiamo i loro zoccoli rincorrersi sull’erba, mentre Rodrigo è in cerca del tassello mancante nella propria vita”.  Per il regista “c’è un legame costante tra i personaggi e l’ambiente nel quale sono inseriti, spesso la natura fa da eco alle loro emozioni”. “È un documentario – precisa Patierno – immersivo, abbiamo passato molto tempo con i protagonisti, il tempo necessario affinché la macchina da presa non fosse percepita come un filtro tra loro e la crew video, ma uno strumento con cui comunicare reciprocamente”. “Ogni personaggio, senza volerlo, ci ha indicato – aggiunge il regista –  come essere ripreso, non è stato un confronto verbale ma una sinergia che ha accompagnato tutte le riprese. Ne risulta alla fine un film collettivo in cui personaggi e crew video trovano un terreno comune di dialogo e creazione”. Due Ma Non Due, prodotto da Jacopo Fo Film (Gruppo Atlantide) è stato realizzato nell’ambito del progetto CuoreBasilicata.it coordinato da Jacopo Fo e Bruno Patierno, con il sostegno di Eni e il patrocinio della Lucana Film Commission e di Comuni dell’area.
 

 

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Spinoso e il biancospino: le radici del simbolo tra miti e leggende

Lun, 05/02/2022 - 10:12

Con la primavera che avanza, la Val D’Agri si riempie via via di colori e profumi, il risveglio della natura è tangibile e sorprendente, in un territorio che vi è completamente immerso. Soffermiamoci su una pianta in particolare, il biancospino, chiamato così per la sua fioritura candida e per le numerose spine presenti sui suoi rami. Questa pianta che nasce spontanea delle zone montane, considerata sacra nell’antichità e nota per le sue proprietà medicinali, è fortemente legata alla storia di Spinoso.

Si narra che le origini del paese siano dovute addirittura ad un gruppo di esuli Troiani, che costruirono il loro primo villaggio con il nome Carro Nuovo. La zona però era popolata da serpenti grandi e velenosi che divoravano i primogeniti maschi delle famiglie. Gli abitanti furono costretti ad abbandonare le loro abitazioni, che però non restarono vuote a lungo; infatti, arrivarono sul luogo quattro ebrei erranti, Ibacco, Ismaele, Racaele e Faro, che presto capirono la situazione e dovettero cercare un riparo più sicuro per la loro sopravvivenza. Così i quattro si trasferirono sulla collina dello Spinoso (o Monte Spenuso) chiamata così proprio per la ricca presenza di biancospino, che impediva l’insediamento e il proliferare dei serpenti; ecco perché divenne un emblema di salvezza, utilizzato come simbolo del paese e presente tutt’oggi nello stemma comunale.

 

 

Quando Grumentum cadde per mano dei Saraceni, gli abitanti si spostarono nei paesi limitrofi; molti si rifugiarono proprio a Spinoso, che in questo modo si ripopolò! Questo potrebbe sembrare il giusto lieto fine del nostro viaggio nel passato, ma le avventure degli Spinosesi non finirono qui, c’è ancora una storia da raccontare!

Si dice infatti che anticamente il Monte Raparo fosse territorio di lupi, che mettevano a rischio la vita degli abitanti, e anche in questa occasione fu proprio il biancospino a salvarli! Nella parte più bassa del paese, gli abitanti scavarono un fosso che riempirono di rovi e biancospini, per impedire il passaggio dei lupi. In una delle notti seguenti,  però, una lupa tentò di saltare quell’ostacolo, ma rimase intrappolata. Lì partorì i suoi cuccioli, ma ben presto morirono, bloccati tra le spine. Nonostante i lupi costituissero un forte pericolo, la popolazione fu commossa da quell’avvenimento e decise così di chiamare quel luogo “Il Fosso del Lupo” su cui ora sorge Piazza Magenta. Al centro di questa piccola piazza si può tutt’ora trovare un monumento su cui compaiono delle formelle di mosaico, una raffigura il serpente e l’altra la lupa, per riportare alla luce queste leggende e mantenere viva la storia del paese.

 

Si sa che in ogni leggenda c’è sempre un pizzico di verità, sta a noi scovarla, incuriosirci, meravigliarci e arricchirci di conoscenza, perché come disse il poeta Jean Cocteau, “Cos’è la storia, dopo tutto? La storia sono fatti che finiscono col diventare leggenda; le leggende sono bugie che finiscono col diventare storia”.

 

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A Grumento Nova le strategie di sviluppo turistico dei Comuni di CuoreBasilicata

Gio, 04/28/2022 - 14:33

Un pubblico attento e numeroso ha gremito nel pomeriggio del 27 aprile il salone del castello San Severino di Grumento Nova in occasione dell’incontro “Sviluppo di strategie turistiche verso Buyer e Tour Operator” organizzato da CuoreBasilicata, il progetto sostenuto da Eni e realizzato in sinergia con le Amministrazioni dei Comuni patrocinatori. L’incontro era stato preceduto il giorno prima da una riunione preparatoria con le Amministrazioni comunali a cui hanno partecipato anche Sindaci e Assessori di Grumento Nova, Marsicovetere, Moliterno, Montemurro, Paterno.  Ai loro interventi si sono aggiunti ieri quelli dei sindaci di Tramutola, Luigi Marotta, Calvello, Anna Maria Falvella e Gelsomina Sassano, primo cittadino di Marsico Nuovo, oltre al Sindaco di Grumento Nova Antonio Imperatrice che ha aperto l’incontro. Inoltre, tra gli altri interventi, gli operatori economici e culturali del territorio e i rappresentanti di associazioni, le Proloco di Grumento Nova e Viggiano, il direttore del museo Archeologico Alta Val d’Agri, Francesco Tarlano, Antonio Racioppi, in doppia veste, come neo eletto presidente di Agia – Cia Basilicata e presidente del Consorzio del Fagiolo Igp di Sarconi, che nel suo intervento ha sottolineato la forte vocazione imprenditoriale del territorio nel comparto agricolo, il presidente del consorzio turistico Alta Val d’Agri nonché responsabile di Federalberghi, Michele Tropiano, assieme al Presidente del Consorzio di tutela del Canestrato di Moliterno, Angelo Petrocelli e a Mario Fulco in rappresentanza della CGIL Val d’Agri. 

Al centro del dibattito l’implementazione di proposte e strategie di sviluppo dei rapporti con buyer e tour operator italiani e stranieri, anche a seguito della partecipazione di CuoreBasilicata alla Borsa Mediterranea del Turismo (BMT), ospite dello stand di APT Basilicata, e alla definizione di 3 proposte di itinerario, visibili e scaricabili anche sul sito CuoreBasilicata.it, che mettono in rete gli 11 Comuni dell’area. Gli itinerari sono stati  presentati alla BMT assieme ad un video promozionale con  Voice Over di Jacopo Fo; itinerari modulari, destinati ciascuno ad un target specifico, che possono essere progressivamente implementati e arricchiti con nuove proposte. Obiettivo: valorizzare l’offerta turistica dei Comuni in  maniera unitaria ed integrata, mettendo a sistema le peculiarità che ogni paese offre, al fine di aumentare l’attrattività turistica del territorio valligiano. E’ da sottolineare come la partecipazione a BMT, una “prima” assoluta per quest’area, stia già producendo i primi risultati con l’arrivo di comitive attratte dagli itinerari proposti da Cuore Basilicata.

Il primo cittadino di Grumento Nova, Antonio Imperatrice, ha rimarcato la necessità e l’impegno per “la ripresa di un’economia che è già presente in parte nella Valle, dal punto di vista paesaggistico, storico-culturale ed enogastronomico”. “C’è tanta “bellezza” nei nostri comuni – ha detto Imperatrice – bisogna far crescere organizzazione e imprenditorialità”. Poi la presentazione di un videoracconto del ricco patrimonio di Grumento Nova: dal parco archeologico al museo nel cuore della storia grumentina al percorrere delle tradizioni e dei saperi della comunità. 

Prima dell’apertura del dibattito ha presentato l’intenso programma di Cuore Basilicata per il mese di maggio il coordinatore, Bruno Patierno: il lancio on line del docufilm “Due ma non due” del regista Iacopo Patierno, testimonianza del territorio valdagrino, che sarà reso visibile in Italia e all’estero dopo essere stato premiato anche in occasione della Mostra del Cinema di Venezia; la seconda edizione del riconoscimento “Qualità Lucana” che esalta le eccellenze del territorio nella vetrina digitale del sito del progetto; la presentazione dei video “Memorie del Cuore della Basilicata”, realizzati da studenti e studentesse degli Istituti Superiori di Marsico Nuovo e Moliterno per raccogliere le memorie orali degli anziani in un benchmark con il presente e, ancora, il lancio della nuova web serie “Cuori Lucani” che sarà proiettata in prima assoluta alla fine di maggio nei Comuni della Valle per essere poi presentata sui media e nei Festival italiani e stranieri: sette storie di persone che vivono con passione il rapporto con il loro lavoro e la loro terra.

A ricordare le iniziative già sviluppate da Cuore Basilicata, lo scrittore e attore Jacopo Fo che ha sottolineato come “l’intenso ed efficace lavoro di comunicazione e promozione realizzato da Cuore Basilicata abbia bisogno di “gambe” economiche e imprenditoriali  sempre più solide per rafforzare l’offerta turistica, a partire dalla implementazione con offerte economiche legate agli itinerari che abbiamo costruito, destinati non solo ai visitatori ma anche al canale  dei buyer e dei tour operator”.

Interessanti anche gli interventi dei Sindaci di Marsico Nuovo, Calvello e Tramutola, nel rimarcare “l’impegno delle Amministrazioni nell’organizzare e mettere in rete l’offerta turistica della Val d’Agri e Val Camastra e la necessità di un apporto sempre maggiore di capacità imprenditive nel settore turistico”. Insomma un pomeriggio fertile sul piano delle proposte tese ad esaltare le grandissime potenzialità: dal ricco patrimonio storico culturale (Borghi, museo nazionale dell’Alta Val d’Agri, Parco Archeologico, siti culturali, MAM…) a quello naturale (Parco nazionale dell’Appennino Lucano, percorsi naturalistici…) e religioso (cammini, chiese e luoghi sacri) fino alle eccellenze enogastronomiche (Fagiolo di Sarconi, Canestrato di Moliterno, vino Terre Alta Val d’Agri. Caciocavallo podolico  assieme agli altri prodotti tipici della Valle).  Inoltre la possibilità di tour anche con percorsi slow all’aria aperta: nordic walking, birdwatching, trekking, arrampicate, come ha ricordato l’imprenditrice Vittoria Scote, produttrice di confetture con l’impresa “Per Boschi e Contrade” che, ha detto, “bisogna creare percorsi nuovi e originali per i visitatori che siano  fortemente legati alla splendida natura del nostro territorio”.

Bruno Patierno in conclusione ha sottolineato che “il dibattito ha fatto emergere una serie di proposte che mettono al centro la necessità di un ulteriore sviluppo imprenditoriale dell’area, segnatamente nel comparto turistico. Non bisogna perdere le opportunità che sono offerte in questo ambito anche dalle misure di sostegno finanziario offerte dallo Stato e non solo, in particolare per territori come quello dell’Alta Val d’Agri e della Val Camastra. Prossimamente Cuore Basilicata, d’intesa con gli enti del territorio, lancerà una call per raccogliere idee e candidature in questo ambito da parte di giovani e non, con l’obiettivo di affiancarle e sostenerle.”

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Insalata di pecorino di Moliterno e pere

Mer, 04/27/2022 - 09:27

Livello di difficoltà: BASSO Costo: MEDIO Tipologia: INSALATE

Ingredienti:

  • 100 g di pecorino di Moliterno I.G.P. a scaglie
  • 2 pere
  • 1 cespo di lattuga
  • 30 noci
  • succo di limone q.b.
  • 6 cucchiai di olio extravergine d’oliva
  • sale q.b.
  • pepe nero macinato q.b

Preparazione:

  1. Salsina: in una ciotolina versate il succo di limone, scioglietevi il sale, unite l’olio a una spolverata di pepe e mescolate accuratamente con una frusta.
  2. Lavate le pere, sbucciatele e tagliatele a fette sottili, privandole del torso; cospargerle poi con un po’ di succo di limone.
  3. Tritate grossolanamente le noci.
  4. Lavate la lattuga e, dopo aver eliminato le foglie esterne più dure, lasciatela asciugare e tagliatela a pezzi abbastanza grossi.
  5. Inserite quindi la lattuga, le noci, le pere e il pecorino a scaglie in un’insalatiera, condite l’insalata con la salsina appena preparata, mescolate e servite.

 

Curiosità:

«Al contadino non far sapere quanto è buono il formaggio con le pere».

Si tratta di un detto italiano che trova le sue origini nei dialetti, probabilmente in quello toscano, e come periodo storico è possibile collocarlo nel medioevo. Associare il formaggio di alta qualità alla pera, è un matrimonio perfetto. La ricetta è il luogo di un confronto, tra l’essenziale mondo agropastorale simbolizzato dal formaggio, che ricordiamo è il cibo di Polifemo nella mitologia, e la civiltà dell’effimero simbolizzata dalla pera. Ma è altrettanto il luogo di un’armonia raggiunta dagli opposti: il salato del formaggio contrasta infatti con il dolce della frutta, e il duro del primo con il tenero della seconda.

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Il 27 aprile (ore.16.00) incontro per lo sviluppo delle strategie turistiche verso Buyer e Tour Operator – Grumento Nova

Mer, 04/20/2022 - 15:18
REMINDER: 27/04 h.16, Grumento Nova, incontro CuoreBasilicata per lo sviluppo delle strategie turistiche verso Buyer e Tour OperatorIl 27 aprile, alle ore 16, presso il salone del Castello Sanseverino di Grumento Nova, CuoreBasilicata terrà un incontro assieme alle Amministrazioni degli 11 Comuni dell’area del progetto a cui sono invitati anche gli operatori economici e culturali del territorio.L’incontro sarà preceduto da un saluto del Sindaco Antonio Imperatrice.Il tema, di grande rilevanza ed interesse comune, riguarda le strategie di sviluppo dei rapporti con Buyer e Tour Operator italiani e stranieri, anche a seguito della partecipazione di CuoreBasilicata alla Borsa Mediterranea del Turismo (leggi qui) e alla definizione di una serie di itinerari, visibili sul sito CuoreBasilicata.it, che, proposti in quella occasione, possono essere ulteriormente implementati e arricchiti.   Si tratta di lavorare assieme ad un programma che coinvolga i principali player italiani e stranieri del mondo del turismo per dare il giusto valore all’offerta del territorio, nel pieno rispetto delle sue caratteristiche e peculiarità.
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Un viaggio in 11 tappe per chi è o si sente giovane – CuoreBasilicata

Mar, 04/12/2022 - 15:06

Un itinerario circolare tra gli 11 comuni dell’alta Val d’Agri e Val Camastra per chi ama l’arte, la cultura e la natura, realizzato da CuoreBasilicata anche per agevolare tour operator e buyer nazionali ed internazionali nella conoscenza e promozione del turismo nell’area di Calvello, Grumento Nova, Marsico Nuovo, Marsicovetere, Moliterno, Montemurro, Paterno, Sarconi, Spinoso, Tramutola e Viggiano.

Un suggerimento di quei luoghi ancora da scoprire e poter visitare anche in totale autonomia scegliendo il percorso che più rispecchia le proprie curiosità ed esigenze. Anche online e comodamente scaricabile al LINK 

 

MARSICO NUOVO -Grotte di Castel di Lepre e Rupe Pietra Maura: le Grotte di Castel di Lepre si dipanano tra gallerie, strettoie, salti d’acqua sotterranei, cascate e meravigliosi angoli rocciosi in un percorso di circa 2 km, che le conferiscono il primato di “grotta più lunga della Basilicata”. Per gli amanti delle scalate, il sito Rupe Pietra Maura, che raggiunge un’altezza di 1328 m e offre strapiombi bassi, area di bouldering e vie lunghe. È possibile prenotare un’esperienza anche guidata per i boschi circostanti affittando comodamente una e-bike.

CALVELLOCentro didattico energia e territorio: il museo dell’energia ai piedi del Monte Volturino. La struttura ospita una mostra permanente di documenti legati alla storia del petrolio in Italia e in Basilicata. Oltre a fotografie, campioni di rocce, oli minerali, scalpelli per la trivellazione e modelli in scala di impianti di estrazione petrolifera e stoccaggio di gas, è possibile visionare filmati documentari e documenti storici.

MARSICOVETERE Monte Volturino: con i suoi circa 2000 metri si innalza maestosa la montagna del Volturino e regala scorci panoramici e suggestivi sulla valle, in una natura selvaggia e incontaminata, fra boschi e foreste vergini, ma anche di meravigliosi esemplari faunistici, come la lontra, il lupo, il gatto selvatico, oltre ai ricci, le volpi, gli scoiattoli e i cinghiali, avvistabili durante le escursioni che si possono praticare nei boschi. Due i Sentieri CAI che attraversano l’immenso patrimonio naturalistico: il Sentiero del Ventennale e il Sentiero Sorgente Copone-Monte Volturino.

VIGGIANO Montagna Grande: a vegliare sul paese si erge maestosa la Montagna Grande di Viggiano nota anche per il più importante complesso sciistico dell’intero comprensorio. La montagna offre anche incantevoli passeggiate nella natura e la possibilità di praticare sport all’aria aperta tra cui trekking, nordic walking, arrampicata sportiva e la mountain bike. Sentieri e antichi tratturi guidano i l visitatore lungo paesaggi pittoreschi e suggestivi: l’eremo di Santa Maria la Preta, antico rifugio nato per opera dei monaci basiliani nell’VIII secolo d. C. e il percorso dei mulini lungo il torrente Alli ne sono certamente un esempio.

MONTEMURRO – Lago del Pertusillo: splendido scenario di forme armoniche nei colori della natura, fiore all’occhiello di tutta la Val d’Agri e zona protetta dal Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese. Il Lago del Pertusillo è un complesso ecosistema dall’equilibrio molto delicato: vi si trovano, infatti, uccelli stanziali e migratori rari, innumerevoli specie ittiche e due vere rarità faunistiche: la lontra e la salamandra dagli occhiali. Nei tratti più isolati del lago è presente anche l’airone cenerino. Inoltre, sembrano essere abbastanza frequenti durante le migrazioni le cicogne bianche e le cicogne nere.

SPINOSOLago del Pertusillo (escursione naturalistica): dalle rive del lago ci si immerge in una fitta vegetazione boschiva, in particolare: alberi di castagno, cerro, faggio, biancospino e nocciolo. Le sue sponde sono il luogo ideale per lunghe passeggiate che consentono di apprezzarne tutte le minime sfumature e le bellezze nascoste. I sentieri aperti nei boschi circostanti regalano agli appassionati della mountain bike percorsi unici e avventurosi. Alcuni punti del lago permettono anche attività di birdwatching ed emozionanti battute di pesca sportiva.

SARCONI –  Fiumi Sciaura e Maglia, acquedotto Cavour: il territorio di Sarconi regala sensazioni nuove a contatto diretto con la natura, attraverso un’esperienza sensoriale completa. È possibile percorrere la passeggiata partendo dalla piazza principale del paese fino a raggiungere il centro storico, per proseguire poi verso il parco fluviale in direzione del fiume Maglia e le acque dello Sciaura. L’Acquedotto Cavour, imponente e maestoso complesso costruito nel 1867 in stile romano è associato a un suggestivo percorso pedonale, contornato da ampie vedute panoramiche che rivelano una natura originaria e quasi.

MOLITERNO Oasi naturale Bosco Faggeto: con la sua estensione di oltre 300 ettari è una riserva che, per morfologia e clima, costituisce un luogo ideale per la biodiversità. L’oasi, oltre al faggio, ospita anche altre specie arboree: l’acero, il tiglio, il cerro, la quercia, il carpino nero, il leccio. Sono state censite ben 790 specie floristiche, di cui 70 rare. Spiccano un’infinità di incantevoli orchidee. Riconosciuta come Oasi del WWF, ospita anche una ricca fauna ed è stata attestata anche la presenza di lupi in transito. Numerosi gli uccelli: il nibbio reale ed il nibbio bruno, l’upupa, il picchio, il cuculo, il gufo reale, la civetta, e il barbagianni. Imperdibile è l’esperienza enogastronomica del canestrato di Moliterno, formaggio tipico I.G.P. con latte di pecore e capre allevate in pascoli bradi.

GRUMENTO NOVASito archeologico parco e museo: alle pendici del comune di Grumento Nova nel territorio del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese, racchiude i resti dell’antica città romana. Della Grumentum romana sono visibili ancora oggi i resti di tre complessi monumentali: un teatro dell’età augustea, l’area del Foro antico e i resti dell’anfiteatro, costruito nel I secolo a.C. e modificato in età imperiale. Invece il Museo Archeologico Nazionale dell’Alta Val d’Agri illustra le forme di popolamento e la storia della città romana di Grumentum e dell’intero comprensorio dell’alta valle dell’Agri.

TRAMUTOLAAffioramenti naturali di petrolio: a Tramutola, in località Caolo, è presente un esempio di come natura e petrolio convivano da secoli. In un meraviglioso contesto naturalistico, è infatti possibile assistere a un insolito e sorprendente fenomeno naturale: affioramenti di acqua mista a petrolio che sgorgano in maniera incessante fin dall’antichità. La copiosa sorgente Caolo è senza dubbio la più grande del comprensorio della Val d’Agri.

PATERNOFiume Agri: Gli appassionati del trekking e del cicloturismo potranno praticare il percorso sul fiume Agri: il contesto naturalistico è suggestivo e ad elevato indice di biodiversità, con una ricca vegetazione costituita di pioppi, ontani, querce e salici. Con un po’ di fortuna sarà possibile avvistare l’airone cenerino o il picchio. Gli appassionati di raccolta di more e frutti spontanei troveranno pane per i loro denti nell’addentrarsi della stagione estiva. Il percorso offre, inoltre, piccole aree perfette per il relax.

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Un viaggio in 11 tappe per chi ama arte, cultura, natura – CuoreBasilicata

Lun, 04/04/2022 - 14:59

Un itinerario circolare tra gli 11 comuni dell’alta Val d’Agri e Val Camastra per chi ama l’arte, la cultura e la natura, realizzato da CuoreBasilicata anche per agevolare tour operator e buyer nazionali ed internazionali nella conoscenza e promozione del turismo nell’area di Calvello, Grumento Nova, Marsico Nuovo, Marsicovetere, Moliterno, Montemurro, Paterno, Sarconi, Spinoso, Tramutola e Viggiano.

Un suggerimento di quei luoghi ancora da scoprire e poter visitare anche in totale autonomia scegliendo il percorso che più rispecchia le proprie curiosità ed esigenze. Anche online e comodamente scaricabile al LINK 

MARSICO NUOVO –  Palazzo Manzoni e Museo d’Arte Sacra: Palazzo Manzoni custodisce una storia antica, iniziata con l’edificazione verso metà del 1100 del Monastero di San Tommaso. Nel 1875 la struttura divenne sede delle scuole “Alessandro Manzoni”. Oggi è sede dell’Ente Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese. Da non perdere, la Chiesa di San Michele Arcangelo, tra le più antiche del paese. Dal 2006 ospita il Museo d’Arte Sacra, custode di opere come l’affresco de “L’ultima Cena” di Girolamo Todisco e la scultura lignea “La Madonna col Bambino in Trono”.

CALVELLOConvento e chiostro S. Maria del Plano: una delle chiese più antiche di Calvello. Di particolare pregio è la statua lignea di Santa Maria de Plano, opera di stampo bizantino scolpita tra il 1240 e il 1260. Dietro all’altare, il pregevole coro ligneo, sovrastato dall’organo a canne (fine del ‘500). Il chiostro è ricco di affreschi recentemente restaurati. Qui è possibile visitare il Museo della Canzone Napoletana, la Stanza della Libertà dedicata ai martiri del Risorgimento della storia di Calvello e il Presepe permanente di Calvello (opera Egidio Lauria).

 

MARSICOVETERE Castello medievale e palazzi nobiliari: nella parte più alta del centro storico si erge maestosa un’ala dell’antico castello medievale (XI sec.): la singolare torre dell’antico maniero, uno storico mulino a vento e le due porte d’accesso alla fortezza, su cui sono visibili tre portali in pietra (rispettivamente del 1731, del 1806 e del 1811). Passeggiare tra le mura del castello è come tornare indietro nel tempo, in un percorso storico che ne svela i segreti attraverso scale interne, cunicoli e corridoi. Il cuore pulsante del piccolo borgo di Marsicovetere sono, invece, le sue case in pietra, i palazzi signorili e la miriade di viuzze.

VIGGIANO Madonna nera, santuario e chiesa S. Maria la Preta: la Madonna Nera è la regina e patrona della Lucania, cuore pulsante della devozione religiosa della Basilicata. Il santuario della Madonna Nera è frequente meta di pellegrinaggi. La Madonna Nera, da settembre a maggio, è custodita nella Chiesa di Santa Maria del Deposito a Viggiano e, nella prima domenica di maggio, con una suggestiva e affollatissima processione, viene portata a spalle dai fedeli al santuario del monte. Nella prima domenica di settembre, dal monte di Viggiano ritorna in paese. Santa Maria La Petra, chiesa rupestre del VIII sec. d. C. fondata dai monaci basiliani sullo strapiombo del torrente Casale, è la più antica di Viggiano.

MONTEMURRO – Casa delle Muse: una casa-museo dedicata all’ingegnere e poeta Leonardo Sinisgalli (1908-1981). Nelle sue due sale troviamo pezzi della vita e della produzione artistica di Leonardo Sinisgalli, i suoi libri (circa 3000), i suoi disegni, le sue pubblicità, le sue poesie, le pubblicazioni editoriali, le copertine delle riviste che ha fondato e gli stessi attrezzi del suo lavoro, come la scrivania, la macchina da scrivere e il dipinto di Maria Padula del 1944. Una ricca documentazione da cui farsi ispirare.

SPINOSOLago di pietra del Pertusillo (la diga): chiunque arrivi a Spinoso deve imbattersi per forza con l’opera civile più importante degli anni ’60 nel Sud Italia: la diga del Lago di Pietra del Pertusillo. In funzione dal 1963, lo sbarramento ad arco-gravità è lungo 380 metri e alto 95 metri. Grande opera di ingegneria che ha dato vita a un invaso di 155 milioni di metri cubi d’acqua in grado di rispondere a un uso plurimo delle risorse idriche, quali lo sfruttamento dell’energia idroelettrica e l’irrigazione di oltre trentacinquemila ettari di terreno tra Basilicata e Puglia. È uno dei punti di partenza dell’acquedotto pugliese

SARCONI –  Chiese e centro storico: le chiese di Sarconi sono disseminate per tutto il centro storico: nel cuore del borgo si può ammirare la graziosa chiesetta di Santa Lucia, risalente al XV secolo, la più antica di tutte. Continuando il percorso incontriamo la Chiesa di Sant’Antonio, edificata nel XVII secolo; la Chiesa Madre di Santa Maria in Cielo Assunta costruita agli inizi del ‘900; la Chiesa della Madonna del Carmine, la Chiesa della Madonna di Pompei e il Santuario di Montauro, a pochi chilometri dal centro abitato.

MOLITERNO Musei Aiello: tappa obbligata a Moliterno è la visita ai sette musei del MAM, il circuito che rende fruibile un’ampia collezione di beni artistici del professore Gianfranco Aiello. Il Circuito comprende: il Museo Michele Tedesco e dell’Ottocento Lucano, il Museo del Paesaggio, il Museo di Arte Contemporanea, la Biblioteca Lucana Angela Aiello, il Museo della Ceramica, il Museo del Novecento Lucano, il Museo di Arte Moderna. I musei MAM sono siti in diversi suggestivi luoghi di Moliterno: la visita consentirà non solo l’immersione nell’arte e nella storia, ma anchenel borgo del paese. Imperdibile è l’esperienza enogastronomica del canestrato di Moliterno, formaggio tipico I.G.P. con latte di pecore e capre allevate in pascoli bradi.

GRUMENTO NOVABosco Maglie: un percorso magico che offre al visitatore paesaggi indescrivibili nel silenzio della natura. Particolarmente interessante è il sottobosco a primavera, quando si copre di abbondanti fioriture mentre in autunno, nelle vicinanze delle rive del Lago di Pietra del Pertusillo, i colori racchiudono la dolce intensità della terra. In alcuni tratti il bosco apre scorci panoramici e scenografici sulle cime circostanti.

TRAMUTOLAAntico lavatoio: simbolo della comunità tramutolese, l’antico lavatoio comunale noto come “‘Ngap l’acqua”, svolgeva nell’antichità funzioni legate alla vita quotidiana come punto di incontro collettivo e di faccende domestiche. Costruito nel XVII secolo in località “Capo d’Acqua” è delimitato da una fontana in pietra con mascheroni la cui costruzione risale allo stesso periodo storico e da un antico mulino ormai in 

disuso. Ancora oggi molte donne tramutolesi vi si recano per lavare il bucato e scambiare due chiacchiere.

PATERNOIl complesso delle sorgenti: a 980 metri s.l.m. offre uno spettacolo particolare, nel tragitto sono infatti osservabili le rocce calcaree che danno vita agli inghiottoi, fenomeni di carsismo tipici di questo tipo di ambiente. È un luogo privilegiato per lo studio del sistema di biodiversità, particolarmente idoneo alle attività di tipo didattico, oltre ad essere una perfetta cornice per momenti di svago all’aria aperta.

 

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Un viaggio in 11 tappe per chi ama arte, cultura, natura – CuoreBasilicata

Lun, 04/04/2022 - 13:54

Un itinerario circolare tra gli 11 comuni dell’alta Val d’Agri e Val Camastra per chi ama l’arte, la cultura e la natura. Un suggerimento di quei luoghi ancora da scoprire e poter visitare in totale autonomia scegliendo il percorso che più rispecchia le proprie curiosità ed esigenze. Anche online e comodamente scaricabile al LINK 

MARSICO NUOVO –  Palazzo Manzoni e Museo d’Arte Sacra: Palazzo Manzoni custodisce una storia antica, iniziata con l’edificazione verso metà del 1100 del Monastero di San Tommaso. Nel 1875 la struttura divenne sede delle scuole “Alessandro Manzoni”. Oggi è sede dell’Ente Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese. Da non perdere, la Chiesa di San Michele Arcangelo, tra le più antiche del paese. Dal 2006 ospita il Museo d’Arte Sacra, custode di opere come l’affresco de “L’ultima Cena” di Girolamo Todisco e la scultura lignea “La Madonna col Bambino in Trono”.

CALVELLOConvento e chiostro S. Maria del Plano: una delle chiese più antiche di Calvello. Di particolare pregio è la statua lignea di Santa Maria de Plano, opera di stampo bizantino scolpita tra il 1240 e il 1260. Dietro all’altare, il pregevole coro ligneo, sovrastato dall’organo a canne (fine del ‘500). Il chiostro è ricco di affreschi recentemente restaurati. Qui è possibile visitare il Museo della Canzone Napoletana, la Stanza della Libertà dedicata ai martiri del Risorgimento della storia di Calvello e il Presepe permanente di Calvello (opera Egidio Lauria).

 

MARSICOVETERE Castello medievale e palazzi nobiliari: nella parte più alta del centro storico si erge maestosa un’ala dell’antico castello medievale (XI sec.): la singolare torre dell’antico maniero, uno storico mulino a vento e le due porte d’accesso alla fortezza, su cui sono visibili tre portali in pietra (rispettivamente del 1731, del 1806 e del 1811). Passeggiare tra le mura del castello è come tornare indietro nel tempo, in un percorso storico che ne svela i segreti attraverso scale interne, cunicoli e corridoi. Il cuore pulsante del piccolo borgo di Marsicovetere sono, invece, le sue case in pietra, i palazzi signorili e la miriade di viuzze.

VIGGIANO Madonna nera, santuario e chiesa S. Maria la Preta: la Madonna Nera è la regina e patrona della Lucania, cuore pulsante della devozione religiosa della Basilicata. Il santuario della Madonna Nera è frequente meta di pellegrinaggi. La Madonna Nera, da settembre a maggio, è custodita nella Chiesa di Santa Maria del Deposito a Viggiano e, nella prima domenica di maggio, con una suggestiva e affollatissima processione, viene portata a spalle dai fedeli al santuario del monte. Nella prima domenica di settembre, dal monte di Viggiano ritorna in paese. Santa Maria La Petra, chiesa rupestre del VIII sec. d. C. fondata dai monaci basiliani sullo strapiombo del torrente Casale, è la più antica di Viggiano.

MONTEMURRO – Casa delle Muse: una casa-museo dedicata all’ingegnere e poeta Leonardo Sinisgalli (1908-1981). Nelle sue due sale troviamo pezzi della vita e della produzione artistica di Leonardo Sinisgalli, i suoi libri (circa 3000), i suoi disegni, le sue pubblicità, le sue poesie, le pubblicazioni editoriali, le copertine delle riviste che ha fondato e gli stessi attrezzi del suo lavoro, come la scrivania, la macchina da scrivere e il dipinto di Maria Padula del 1944. Una ricca documentazione da cui farsi ispirare.

SPINOSOLago di pietra del Pertusillo (la diga): chiunque arrivi a Spinoso deve imbattersi per forza con l’opera civile più importante degli anni ’60 nel Sud Italia: la diga del Lago di Pietra del Pertusillo. In funzione dal 1963, lo sbarramento ad arco-gravità è lungo 380 metri e alto 95 metri. Grande opera di ingegneria che ha dato vita a un invaso di 155 milioni di metri cubi d’acqua in grado di rispondere a un uso plurimo delle risorse idriche, quali lo sfruttamento dell’energia idroelettrica e l’irrigazione di oltre trentacinquemila ettari di terreno tra Basilicata e Puglia. È uno dei punti di partenza dell’acquedotto pugliese

SARCONI –  Chiese e centro storico: le chiese di Sarconi sono disseminate per tutto il centro storico: nel cuore del borgo si può ammirare la graziosa chiesetta di Santa Lucia, risalente al XV secolo, la più antica di tutte. Continuando il percorso incontriamo la Chiesa di Sant’Antonio, edificata nel XVII secolo; la Chiesa Madre di Santa Maria in Cielo Assunta costruita agli inizi del ‘900; la Chiesa della Madonna del Carmine, la Chiesa della Madonna di Pompei e il Santuario di Montauro, a pochi chilometri dal centro abitato.

MOLITERNO Musei Aiello: tappa obbligata a Moliterno è la visita ai sette musei del MAM, il circuito che rende fruibile un’ampia collezione di beni artistici del professore Gianfranco Aiello. Il Circuito comprende: il Museo Michele Tedesco e dell’Ottocento Lucano, il Museo del Paesaggio, il Museo di Arte Contemporanea, la Biblioteca Lucana Angela Aiello, il Museo della Ceramica, il Museo del Novecento Lucano, il Museo di Arte Moderna. I musei MAM sono siti in diversi suggestivi luoghi di Moliterno: la visita consentirà non solo l’immersione nell’arte e nella storia, ma anchenel borgo del paese. Imperdibile è l’esperienza enogastronomica del canestrato di Moliterno, formaggio tipico I.G.P. con latte di pecore e capre allevate in pascoli bradi.

GRUMENTO NOVABosco Maglie: un percorso magico che offre al visitatore paesaggi indescrivibili nel silenzio della natura. Particolarmente interessante è il sottobosco a primavera, quando si copre di abbondanti fioriture mentre in autunno, nelle vicinanze delle rive del Lago di Pietra del Pertusillo, i colori racchiudono la dolce intensità della terra. In alcuni tratti il bosco apre scorci panoramici e scenografici sulle cime circostanti.

TRAMUTOLAAntico lavatoio: simbolo della comunità tramutolese, l’antico lavatoio comunale noto come “‘Ngap l’acqua”, svolgeva nell’antichità funzioni legate alla vita quotidiana come punto di incontro collettivo e di faccende domestiche. Costruito nel XVII secolo in località “Capo d’Acqua” è delimitato da una fontana in pietra con mascheroni la cui costruzione risale allo stesso periodo storico e da un antico mulino ormai in 

disuso. Ancora oggi molte donne tramutolesi vi si recano per lavare il bucato e scambiare due chiacchiere.

PATERNOIl complesso delle sorgenti: a 980 metri s.l.m. offre uno spettacolo particolare, nel tragitto sono infatti osservabili le rocce calcaree che danno vita agli inghiottoi, fenomeni di carsismo tipici di questo tipo di ambiente. È un luogo privilegiato per lo studio del sistema di biodiversità, particolarmente idoneo alle attività di tipo didattico, oltre ad essere una perfetta cornice per momenti di svago all’aria aperta.

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Manifestazione di interesse rivolta alle associazioni – Anno 2022 – LABORATORI

Ven, 03/25/2022 - 12:31

L’amministrazione comunale di Paterno, nell’ambito della programmazione delle attività che saranno definiti dalla Giunta comunale, intende promuovere una intensa e proficua attività di collaborazione con le associazioni culturali, sportive e sociali, ai sensi dell’art. 117 della Cost., dell’art. 8 del D. lgs 267/2000 e dell’art. 56 del codice del terzo settore, finalizzata ad incentivare la promozione culturale, il marketing territoriale, la valorizzazione paesaggistico-ambientale, la ricerca storico-identitaria, attraverso attività di promozione, animazione e comunicazione.

A tal proposito si vuole dar vita a un programma articolato che metta a sistema tutto il patrimonio storico, culturale, antropologico, ambientale e paesaggistico di Paterno. Storia comunitaria, tradizioni, natura saranno i capisaldi di una serie di progetti che, ispirati da conservazione e sperimentazione, vorranno rappresentare non un punto di approdo, ma un percorso mirante alla conoscenza, allo studio, alla promozione del territorio e delle sue risorse.

Particolare risalto sarà riservato al potenziamento dell’educazione alla memoria storica, al patrimonio culturale, artistico, anche alla riscoperta e valorizzazione delle tradizioni popolari e religiose, attraverso forme espressive creative, anche per ricreare spazi di socialità, condivisione comunitaria e aggregazione.

L’obiettivo ultimo sarà quello di intraprendere un itinerario storico – culturale, ma anche turistico, che conduca alla scoperta di radici e identità, per rafforzare, da un lato, il legame con la terra e, dall’altro, il tentativo di creazione di un accreditato branding turistico.

Eredità e futuro saranno il filo conduttore che caratterizzerà una serie di laboratori creativi mirati ad educare alla storia, alla memoria, alla valorizzazione delle suscettività paesaggistiche e naturalistiche (laboratori di fotografia e di produzione audiovisiva, con tecnica documentaristica, di arte pittorica,  fumettistica, di laboratori di musica, con recupero, riproposizione e magari ri-arrangiamento di brani e canzoni legati alla tradizione popolare, di laboratori sul dialetto e sull’importanza dello studio dell’etimologia dei termini dialettali).

Tutti i laboratori si concluderanno con realizzazioni finali ed elaborati ispirati alla promozione territoriale e alla conservazione del patrimonio storico-identitario.

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Il viaggiatore 4.0, il caso Cuore Basilicata

Gio, 03/24/2022 - 16:01

Nel corso del digital talk organizzato dalla rivista Orizzonti previsto per giovedì 24 marzo alle ore 17,30m Bruno Patierno, coordinatore del Gruppo Atlantide, racconterà come il viaggiatore stia evolvendo utilizzando le nuove tecnologie e di come l’offerta turistica dei territori possa rispondere a questa evoluzione, con un focus sul caso “Cuore Basilicata”, un progetto realizzato dal Gruppo Atlantide con il patrocinio di Comuni dell’area Alta Val d’Agri e Val Camastrasponsor Eni.

Qui il link per seguire la diretta https://www.eni.com/eni-basilicata/it-IT/storie/digital-talk-orizzonti.html

 

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