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Ti ricordi “La vita segreta delle piante”?

È quel libro, di Cleve Backster, che 40 anni fa raccontò esperimenti condotti sulle piante con attrezzature simili alla macchina della verità: sensori elettrici attaccati alle foglie… Tramite questi test si dimostrava la telepatia vegetale, svenimenti vegetali di fronte alla violenza e addirittura la capacità della verdura di ricordare una persona che aveva ucciso dei gamberetti di fronte a loro. Ne uscì anche uno sceneggiato televisivo: Andromeda, che fece furore. Grazie alla testimonianza di un ficus benjamin veniva smascherato un assassino!
La cattiva notizia è che da allora nessuno scienziato è riuscito a ottenere risultati simili. Quindi possiamo supporre che le piante non siano telepatiche e non siano validi testimoni nei processi per omicidio. La buona notizia è che le piante sono capaci di fare parecchie cose che ce le fanno apparire quasi senzienti (vedi Internazionale numero 1042).
Curioso notare incidentalmente che nonostante in 40 anni nessuno sia riuscito a replicare gli esperimenti di Backster, il web è pieno di articoli che parlano di questi esperimenti come se fosse scontato che funzionano veramente. E alcuni arrivano a citare questi esperimenti come se fossero novità dell’ultima settimana…
Ma torniamo alle cose straordinarie che fanno le piante.
Se fai cadere per un metro e mezzo una pianta di mimosa pudica, questa sviene afflosciandosi istantaneamente per ammortizzare la caduta. Se però la prendi al volo, evitandole l’impatto col terreno, dopo un po’ che ripeti questa pratica la pianta capisce che non c’è pericolo e smette di afflosciarsi. E a distanza di 28 giorni è ancora capace di ricordarsi che le cadute che provochi non la mettono in pericolo e continua a non afflosciarsi. Il che è interessante perché molti insetti hanno una memoria che non va oltre le 48 ore.
Le piante compiono parecchie azioni affascinanti e gli scienziati si stanno dedicando a risse selvagge sull’interpretazione di queste capacità. Alcuni sostengono che da qualche parte devono avere qualche cosa di simile a un cervello al momento che ricordano e sono capaci di prendere decisioni… Non proprio un cervello nel senso classico del termine, una specie di “meccanismo a rete”…
Se fai sentire a una pianta la registrazione del suono che fa un bruco quando mangia una foglia, quella inizia a produrre tossine per rendersi indigeribile.
Il mais e il fagiolo di Spagna, quando vengono attaccati dai bruchi, emettono un odore che attira alcune vespe che si mangiano i bruchi.
Le piante sentono se le proprie radici si stanno avvicinando a sostanze tossiche o ad altre piante e cambiano direzione.
Le piante producono segnali elettrici e chimici, serotonina e dopamina (DOPAMINA, quella sostanza che ci rende allegri… Sulle piante fa lo stesso effetto?).
E se vengono colpite emettono anche una sostanza che sugli animali ha un effetto anestetico, l’etilene. Quindi c’è da sospettare che sentano il dolore.
E se le piante individuano un pericolo emettono odori capaci di mettere in allarme altre piante… Sono in grado di emettere fino a tremila sostanze diverse… Diversi odori… Se queste sostanze fossero un vocabolario avrebbero più parole dell’italiano medio.
Le piante sanno dove sono, sentono l’acqua, sentono il sole, i rumori, hanno il senso dell’alto e del basso e percepiscono la vicinanza di altre piante e riconoscono le loro simili.

Questo fatto che le piante sono meno stupide di quel che si pensava, pone una serie di domande filosofiche molto profonde.
Tanto per cominciare c’è da domandarsi: i vegetariani sono cattivi? Sinceramente da tempo mi pongo il problema. Non saprei dire se dal punto di vista etico esista una grande differenza tra un carnivoro e un vegano. Personalmente ho individuato una mia particolare dieta per quando sto male e ho bisogno di riconciliarmi con l’universo: rinuncio a cibarmi di qualsiasi creatura senziente, sia essa vegetale o animale. Quindi mangio solo semi, miele, latte e uova non fecondate. Questa dieta l’ho chiamata RUBISMO, mangi quel che puoi rubare senza uccidere. Cioè, le piante lo sanno che se fanno i semi così buoni poi arriva qualcuno che se li ruba. La loro strategia riproduttiva anzi si basa proprio su questo tipo di comportamento. Quindi non dovrebbero incavolarsi troppo. Con il latte, le uova e il miele la questione è eticamente un po’ bastarda, ma comunque non ammazzi nessuno. Ovviamente in casi estremi potrei scegliere di alimentarmi solo di semi e di frutti (ciliegie, cereali eccetera). Ovviamente una visione restrittiva potrebbe sostenere che mangiare un chicco di grano è un’azione simile a un infanticidio. Quindi resterebbe eticamente valido solo alimentarsi della polpa non fruttifera dei frutti: cioè posso mangiare ciliegie, albicocche, prugne, cocco e pomodori, fragole e mele, a patto di non masticare i semini (anzi mangiare pomodori sarebbe molto etico visto che il nostro processo digestivo non danneggia i semi, a patto di farla poi in mezzo ai prati, infatti se i semini finiscono nelle fogne poi marciscono a causa della lunga permanenza a mollo).

Per approfondire vedi anche qui e qui