People For Planet

Il numero di figli come arma di guerra contro la nostra civiltà

I musulmani ci stanno conquistando?

Il calcolo è semplice: se ogni due immigrati che arrivano in Italia nascono 5 figli, due milioni di immigrati. dopo qualche anno, sono 7 milioni, alla seconda generazione sono 12 milioni + 7 = 19 milioni, alla terza generazione sono 60 milioni. Intanto gli italiani diminuiscono. Quindi in 60 anni la maggioranza degli italiani saranno immigrati, neri, arabi, per lo più musulmani. Addio radiosa cultura dell’Occidente cristiano.

Questo ragionamento impressionante apparentemente non fa una piega. Ma non ha basi reali.
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I musulmani vogliono inquinare la nostra cultura?

La biodiversità culturale: conviene o è una minaccia?

La presenza di un gran numero di immigrati è una minaccia per il nostro stile di vita?

Milioni di musulmani che vengono a vivere nei paesi industrializzati corromperanno il nostro modo di concepire i rapporti con lo stato, all’interno della copia, nei costumi?

Innanzi tutto ad oggi la maggioranza degli immigrati non sono musulmani ma cristiani, anche se sono neri e provengono da paesi a maggioranza islamica.

Inoltre gli immigrati tendono a integrarsi molto rapidamente adottando costumi e modo di pensare del paese che li ospita. Anzi si osserva che gli immigrati di seconda generazione sono generalmente molto integrati nello stile di vita del paese ospitante.

Ma al di là di questo dobbiamo chiederci se realmente la contaminazione della nostra cultura con altri modi di vivere e pensare sia un danno.
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Il nero è un selvaggio

Cosa hanno fatto i neri mentre noi inventavamo balestre, antibiotici, razzi, romanzi, telefoni, sinfonie, televisori? Cosa facevano mentre noi ci spezzavamo la schiena a costruire strade, ponti, cattedrali, pitture meravigliose?

Se ne sono stati lì per migliaia di anni, nei loro tukul, nelle capanne di fango, a mangiare quel che cresceva sugli alberi, ingannando il tempo con danze sfrenate, oscene, agitate dai loro tamburi battuti in modo sempre uguale.

L’Africa nera non ha dato nulla al mondo e adesso vengono qui da noi a pretendere di avere il nostro stile di vita.

Un discorso che non fa una piega. Ma non è vero.

L’Africa nera è la fonte dello sviluppo umano, il motore primario del nostro progresso.

Innanzi tutto oggi è ormai provato dall’analisi del dna di decine di migliaia di esseri umani in tutto il mondo, che è l’Africa centrale il luogo dove un gruppo di ominidi ha compiuto il balzo evolutivo diventando homo sapiens. Discendiamo tutti da un gruppo di neri che abitavano l’area dei grandi laghi centomila anni fa.

Questi primi esseri umani hanno elaborato le soluzioni tecnologiche che hanno permesso un progressivo aumento della popolazione. Il linguaggio, il fuoco, gli strumenti di pietra, le asce, le lance, i raschietti, i contenitori, la lavorazione delle pelli, le corde, i cesti, le capanne, sono le invenzioni che hanno cambiato la condizione umana e allungato la vita. È la nascita della cultura stessa e dei racconti ad essa legati, il grande salto tecnologico che dobbiamo a questi nostri progenitori.
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Mal di schiena solidale

Stare meglio grazie alla ciambella gonfiabile e alla ginnastica al rallentatore.

La ciambella costa infinitamente meno di sedie e poltrone ergonomiche e la puoi portare ovunque!

È ormai opinione condivisa anche negli ambienti scientifici che gran parte (non tutti) i dolori alla schiena abbiano come causa primaria o importante concausa errori posturali: cioè, si sta per troppe ore in posizioni sbagliate.

Un esempio semplice riguarda coloro che passano molto tempo alla scrivania. Stando fermi a lungo si verificano due effetti negativi.
Alcuni muscoli restano contratti per troppo tempo, questa contrazione causa una cattiva circolazione del sangue nei capillari, quindi alla lunga si può verificare un danno per le cellule e quindi infiammazione; inoltre i muscoli contratti possono arrivare a premere sui nervi causando dolori.

Un altro effetto della posizione innaturale è che la pressione lungo la spina dorsale si concentra su alcuni punti delle vertebre, anche qui c’è contrazione, cattiva circolazione e quindi un’infiammazione che provoca dolore.
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Papa Francesco scatenato: condonare il debito dei Paesi poveri e chiudere i paradisi fiscali

Un discorso pazzesco pronunciato all’assemblea dell’Onu!

Un appello alla solidarietà umana ma anche un manifesto strategico su guerre, salute, lavoro e giustizia sociale. Grazie Papa! E sono particolarmente contento che il Papa stia dando visibilità alla battaglia che da decenni si sta conducendo contro i paradisi fiscali, strumento fondamentale in mano a evasori fiscali, politici corrotti, dittatori e mafie mondiali. Una battaglia che ha portato a grandi risultati, oggi ad esempio la maggioranza dei paradisi fiscali si sono impegnati a fornire i dati dei conti correnti di cittadini italiani (su richiesta); ma c’è ancora molto da fare per decapitare questo sistema di sostegno ai furbi e ai criminali.

Chi se la piglia con i migranti non si rende conto o non vuole rendersi conto che l’Italia perde ogni anno più di 100 miliardi tra evasione e elusione fiscale (i grandi gruppi multinazionali fanno i soldi in Italia e poi pagano tasse ridicole!). Prendersela con i migranti è facile…Da anni aspettiamo che l’Italia faccia una battaglia vera e dura anche contro i paradisi fiscali interni all’Unione Europea… Ma è mai possibile? Facciamo l’unione con chi guadagna aiutando chi non rispetta le nostre leggi! Che cavolo di unione è?!?Una follia!!!

Ecco un breve stralcio dal discorso del Papa:
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Autismo: salute fisica e alimentazione

Molto spesso le persone nello spettro autistico hanno anche problemi di funzionamento intestinale

Torniamo a Villa SardiniPieve Santo StefanoLucca, per continuare a parlare con Francesca Bogazzi (e Jacopo Fo) di autismo. In Italia, purtroppo, siamo ancora indietro con lo studio dei rapporti tra alimentazione e autismo.
 

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Shang: gli ebrei della Cina

Il popolo che inventò la scienza, raccontato da Jacopo Fo

Tutta la cultura cinese è stata determinata, e lo è ancora, dall’incredibile avventura del popolo Shang, matriarcali, con la fissazione delle opere idriche, pazzi per la scienza!

Il popolo Shang arriva a dominare la valle del Fiume Giallo e la Cina nord orientale, tra il 1.700 e il 1046 a.C. (la data di inizio della dinastia è materia di discussione). Come gli ebrei essi non erano un gruppo etnico omogeneo ma una confederazione di tribù, un meticciato tra gruppi di origine diversa; e anche tra gli Shang ci sono gruppi di neri che secondo alcuni storici arrivarono ad essere imperatori.

La presenza di neri tra gli Shang è provata da dipinti e sculture che ritraggono Shang di pelle nera e con tratti somatici negroidi. Altro punto in comune con gli ebrei avere un solo Dio e il dovere di studiare la sua parola. Gli ebrei dedicavano fin da piccoli molto tempo allo studio della religione e secoli dopo diventarono l’unico popolo dove quasi tutti i maschi sapevano leggere e scrivere. Gli Shang come vedremo, credevano che l’unica divinità fosse la forza vitale. Un’entità impersonale, ma comunque un’identità unica. E il bravo devoto doveva onorare l’energia che anima il mondo osservando i fenomeni della natura e cercando di capirli. Dio ti parla attraverso ciò che ha creato. L’universo è un complesso ideogramma, sta a te capirne il significato.

Altro vantaggio comune a questi due popoli il fatto che il loro rapporto con una divinità dava loro una visione più semplice del mondo e riduceva all’osso i doveri verso le entità superiori. Il politeismo animista che caratterizzò gli imperi di tutto il resto del mondo creava parecchi problemi: a ogni passo dovevi ringraziare uno spirito, una divinità… E dovevi fare attenzione perché se scambiavi grano contro letame magari lo spirito del grano se ne aveva a male perché riteneva un insulto avere lo stesso valore di un carro di merda e te la faceva pagare rovinandoti il raccolto. Se la mia divinità è una sola ed è ovunque il problema non si pone e quindi non la offendi se scambi qualche cosa di pulito con qualche cosa di sporco; comunque scambi un pezzo di Dio con un altro pezzo di Dio, nella visione Shang; per gli ebrei scambi un frammento della volontà di Dio con un altro frammento della stessa volontà.

Così la cultura di questi due popoli fu caratterizzata da una grande apertura mentale, capacità di concepire una visione della realtà che riesce a misurare il valore dei singoli elementi che compongono lo scenario usando un’unico metro di giudizio; il che rende possibile realizzare valutazioni particolarmente aderenti al vero; da questa impostazione mentale discende la capacità di esercitare il mestiere del mercante ma anche di essere flessibili dal punto di vista politico e militare.
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La tortura non funziona. Ed è orribile e disgustosa

Un barbaria inumana che sforna terroristi

Uno degli aspetti più orrendi della cultura della violenza è l’idea che si possa avere il diritto di torturate “a fin di bene”. È appena uscito il libro

“The Black Banners: The Inside Story of 9/11 and the War Against Al-Qaeda” di Ali Soufan, ex agente del Fbi, che racconta come i contrasti dentro la burocrazia investigativa Usa abbiano vanificato una possibilità di sventare gli attentati dell’11 settembre. Ma al di là di questa storia trovo notevole il fatto che Ali Soufan critica dall’interno i torturatori, spiegando perché non solo sono inefficienti per ottenere informazioni attendibili (pur di far cessare la tortura i prigionieri sono disposti ad affermare qualunque cosa) ma è anche uno strumento idiota perché favorisce la radicalizzazione dei potenziali terroristi. Ed è una questione che denunciamo da anni: lo spietato Stato Islamico dell’Isis è nato nelle sale di tortura dei carceri statunitensi in Iraq. Questo è un discorso importante nella lotta per la fine di questa forma di barbarie inumana. Uno dei crimini più orrendi contro l’umanità.

Ma se vogliamo vedere che gli oliatori del mondo capiscano che la tortura è orrore dobbiamo campare molto a lungo. Forse ci si mette meno a far capire che la tortura non è solo abominio: non è neppure uno strumento efficiente per difendere “La civiltà”.
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Il gioco della lingua italiana espansa

Hai a disposizione più di un milione di parole inutilizzate!
Approfittane!!!

L’italiano è una lingua meravigliosa perché contempla parole che indicano molte sfumature di uno stesso concetto, inoltre siamo maestri nell’uso di forme figurate e modi di direio ti amo, ti adoro, ti voglio bene, sono innamorato di te, sono pazzo di te, mi hai fatto innamorare, mi hai trafitto il cuore, mi hai stregato, sono cotto, sedotto, affascinato, ammaliato, conquistato appassionato, mi hai fatto prendere una sbandata,  rapito, incantato,  infatuato, preso, mi attrai, mi entusiasmi, mi hai acceso, infiammato, invaghito, ti desidero, ti bramo…

L’italiano contempla dalle 215mila alle 270mila parole a seconda delle stime

Se prendiamo in considerazione tutte le declinazioni di tempi, maschili, femminili, singolari e plurali di nomi, verbi e aggettivi si stima si arrivi a 2 milioni.
Ma esiste anche un milione e più di parole derivate che potrebbero esistere ma non vengono usate e quindi non sono contemplate dai vocabolari.
Possiamo giocare a espandere l’italiano, e iniziare a usare parole che pur non esistendo sono corrette e capaci di suggerirci un significato sensato anche se non le abbiamo mai sentite dire.
Dal termine rosso deriviamo la parola rossore.
Possiamo far derivare dalla parola risotto il termine risottore?
“Questo risotto è così buono che sento diffondersi dentro di me un risottore profondo e piacevole!”
Ma dal termine dotto deriviamo dottore. Quindi potrei dire: “Per conoscere i segreti del risotto mi rivolsi a un risottore laureato”.
Amore ha molte parole derivate: amare, amante, amato, amorazzo, amoruccio. Si potrebbe dare un significato anche a amorista (o amarista?), amorismo, amorigno, amorigeno, amoreso, amoritico, amoriccio?
E ippopotamo? Ippopotame, ippopotista, ippopotico, ippopotamao, ippopotanamo…
Pangolino: pangolinismo, pangolinista, pangolinico, pangoleso, pangolesso, pangolao, pangolinizzazione.
E chi sa dire cosa potrebbero significare: pentolismo, protuberanzia, padellazione, coltellarismo, forchettizzazione, brocchismo, broccanzia, scarpaggine, calzaggio, asinato, asinista, scimmiese, valigenza, foruncoliere, orecchista, manista, piedolo, cosciarolo, scoreggità, sputalegio, occhimento, chiappoide, comunistoto, vermetteria, lombricosi, viperemento, ombellicume, cacciavitazione, millepiedale, ferrodastirambulo, rapario, caterpillabile, automobiligrafo, camionico, sederivago, fallotivo, passeratorio, snaricciamente.
Ne risulterebbero frasi ipotetiche dal dubbio ma affascinante significato:
Camminava a zebroni
Erano sotto il dominio rinocerontarchia
Capii subito che era un uomocero (era un cornuto?)
Quella donna era dominata da una forte cavallettocinesi (di facili costumi?)
Mi servirono un piatto di spaghetti olivocratici
Era afflitto da scoreggiogonia

Wikipedia elenca più di 80 suffissi… C’è da sbizzarrirsi.
Ma ci sono anche prefissi in grande quantità, più di 250.
Cosa potrebbe significare deippopotimizzare?
iperistricismo?
E che dire di prosmutandismo, ipobluista, oltreflautulenzità, ultrasurfista, prepentolizzazione, protosinghiozzismo, transcarpazione, xenopipista?
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