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Come si bacia una ragazza

Una vera cattiveria che non lo insegnino a scuola.

Anni fa ho scoperto che nel mio sito molti ragazzi usavano come chiave di ricerca: “Come si bacia una ragazza” e allora ho deciso di raccontarlo perché mi sono commosso di tenerezza pensando a quanto anch’io ho patito e mi sono arrovellato chiedendomi come dovessi fare per baciare bene. Ecco i miei consigli:

1) La cosa importante da capire è che le ragazze amano la dolcezza. Il bacio dovrebbe essere un modo per comunicare con i movimenti quello che le parole non possono dire. Emozione.

Baciare è come scrivere una poesia.
Molti maschi baciano come se fosse una competizione sportiva, una prova di coraggio, una dimostrazione di forza fisica, una lotta tra lingue. NO!!!
Baciare è un modo per raccontare una similitudine poetica: sei tanto bella che ti mangerei come se tu fossi una fragolina di bosco.
Sei tanto amabile che ti succhierei come se tu fossi un cioccolatino.
Sei tanto morbida che mi viene voglia di giocare a saggiare la tua morbidezza.
Inoltre se muovi la lingua e basta, senza lasciarti andare alle sensazioni che la bocca, le labbra e la lingua di lei ti fanno sentire allora bacerai uno schifo.
La chiave di tutto è mettersi in uno stato d’animo contemplativo, rilassato e sorridente: avvicinare le labbra alle sue come se stessi per assaporare la miglior crema alla vaniglia del mondo e ascoltare il lento accarezzarsi di labbra e lingue. Poi se vuoi puoi anche muovere la lingua un po’ più velocemente ma solo se da questo movimento trai una sensazione fisica piacevole. Ma la velocità non fa punteggio, è un gioco di ascolto non una gara di corsa.
Più ascolti le sensazioni, più entri in empatia con la ragazza, più riesci a lasciarti andare e i movimenti diventano spontanei, la mente smette di pensare e tu sei lì che non fai niente altro che ascoltare cosa ti piace di più nei movimenti che fai.
Non pensare “adesso devo fare questo, adesso devo fare quello”. Non c’è nessun copione da eseguire. Nessuno sa come deve essere un bacio, nei dettagli.
Ogni bacio è un caso unico a sé. Il bacio è una poesia inventata al momento lasciando che le parole vengano fuori spontaneamente, senza stare lì a controllare se sono giuste o sbagliate.
Fidati: quando sei in questo stato libero e sorridente della mente scopri che sai come fare a farla impazzire senza doverci pensare. E’ la magia della natura.
Baciarsi è una cosa che è scritta nel tuo DNA. Non la devi imparare. Devi scoprire che lo sai già fare.
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Che meraviglia i neuroni specchio

Li ha scoperti il team del Professor Rizzolatti alla fine degli anni ’90.

La scoperta è stata realizzata dal team del Professor Rizzolatti dell’Università di Parma alla fine degli anni ’90.Ne avevo sentito parlare ma non avevo minimamente capito l’importanza di questo evento.
Si tratta di una di quelle notizie da apertura di tutti i tg che invece è passata sotto censorio silenzio.
Come molte grandi scoperte è in gran parte dovuta a un colpo di fortuna. I ricercatori stavano monitorando i movimenti di una scimmia, mentre afferrava una banana; impiegavano dei sensori collegati al cervello.
In una pausa dell’esperimento uno sperimentatore prese una banana e la mangiò.
Gli strumenti registrarono l’attivazione delle stesse aree del cervello della scimmia che entravano in funzione quando lei prendeva realmente una banana.

Non era un caso!

All’inizio si credette a un errore degli strumenti ma ripetendo l’esperimento si verificò che la reazione era reale.
Con parecchi test si è poi dimostrato che anche l’essere umano ha meccanismi simili.
Se vediamo una persona compiere un’azione si attivano le stesse aree cerebrali che useremmo se compissimo noi quell’azione. Anzi, l’umano ha una super dotazione di neuroni specchio, presenti in varie aree della nostra materia grigia. Nessun animale ha questa capacità altrettanto sviluppata. E, come vedremo, essa amplifica le nostre capacità di comunicare e di creare collaborazione. Secondo alcuni proprio i neuroni specchio sarebbero tra gli elementi essenziali che ci hanno permesso di realizzare livelli di comunicazione così complessi.
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Quanto della tua salute dipende da come fai lavorare il cervello?

(Non voglio parlarti del rapporto tra psiche e malattie ma proprio di come usi la mente)

Quarant’anni fa, vicino a Wuxi, Cina, seduto su una panchina dalla quale si poteva ammirare lo splendido lago e un’assurda piscina con falso colonnato greco, costruita da un inglese con grave turbe psichiche, ascoltavo un amico neurologo, che mi raccontava la storia di un suo strano paziente.

Quest’uomo soffriva di una grave malattia degenerativa della muscolatura. Ma aveva stupito i medici perché, nonostante il malanno, continuava a camminare e a muoversi, vent’anni dopo la manifestazione iniziale del male. Quel che affascinava il medico era che quest’uomo era riuscito a contrastare la malattia allenando muscoli “secondari” in modo da mantenere la mobilità. Camminava in modo un po’ inconsueto, ma camminava.
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Navalny mostra il “palazzo segreto” di Vladimir Putin

Il documentario

Il palazzo di Putin, foto tratte dal documentario realizzato e messo in rete da Navalny, oppositore al regime recentemente avvelenato e animatore di una fondazione contro la corruzione in Russia.

Questo Documentario, visto da più di 20 milioni di persone, mostra una proprietà di più di 7 milioni di metri quadrati con decine di migliaia di metri quadrati di costruzioni che comprendono una villa da più di 7mila mq, al cui interno c’è un teatro, un night, un piccolo casinò, un bar, saloni e camere da letto arredate con sfarzo imperiale e incredibilmente di cattivo gusto.

Roba da petrolieri arricchiti.

Nella proprietà c’è poi di tutto; una casa per il the con ponte lungo 80 metri, un tunnel per raggiungere la spiaggia che può essere usato come bunker, una dacia, impianti sportivi, varie casette probabilmente per la servitù, antenna radio alta decine di metri, capannoni immensi.

Il cancello che dà accesso alla proprietà è la copia di quello del palazzo dello zar di San Pietroburgo. Il tutto costato la modica cifra di 1,1 miliardi di euro.

Qui il documentario

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Scienza: animali cooperativi, altruisti e dotati di senso morale

L’elefantessa che difende una giovane femmina, ferita a una zampa, dall’aggressione di un maschio e poi si avvicina alla giovane femmina accarezzandole con la proboscide la zampa dolorante; i ratti che rinunciano al cibo se schiacciando il pulsante dell’erogatore causano una scossa elettrica a un ratto rinchiuso in una gabbia vicina; i ratti che soffrono se vedono un altro ratto provare dolore; i corvi che nutrono un loro simile cieco; le scimmie bonobo che dividono il cibo; le femmine bonobo che rifiutano il cibo più gustoso se le altre hanno ricevuto bocconi meno ricchi.

Il libro L’intelligenza morale degli animali di Marc Bekoff Jessica Pierce, raccoglie molti esempi di comportamenti solidali in molte specie animali e ipotizza che lupi, scimmie, balene, ratti abbiano addirittura un livello elementare di empatia e senso della giustizia, senso morale quindi. Questo testo offre un panorama di tutte le sperimentazione realizzate per comprendere il ruolo della cooperazione nella selezione naturale.

La concezione corrente, dell’evoluzione della vita, è oggi ancora incentrata sull’idea che la competizione per il cibo e per il sesso sia stata centrale.

Solo negli anni ’80 Lynn Margulis si rese conto che le cellule, e quindi la vita stessa, esistono grazie alla cooperazione tra il nucleo della cellula e i mitocondri, proto organismi capaci di trasformare gli zuccheri in energia.
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Troppi italiani non sanno che la miglior cura per traumi, infarto e pazzia è la cultura

Cose che nessuno vi dice…

L’Italia è leader mondiale per le malattie dovute a uso scorretto degli antibiotici. Se non completi il ciclo, non elimini tutti i batteri nocivi, i superstiti hanno imparato a sopravvivere agli antibiotici e si scatenano.

Molti danni anche per eccessivo uso di disinfettanti che sterminano i batteri. Milioni di italiani non sanno che siamo esseri simbiotici: intorno a noi vivono miliardi di miliardi di batteri buoni, che ci difendono dai virus e da batteri patogeni (cattivissimi!). È nessuno insorge e fa cortei contro le aziende che con nugoli di spot dicono alle madri che DEVONO sterminare i microbi nella loro casa.

Meno spese e più salute se si capisse che fare le radiografie non è come mangiarsi una mela biologica: tutti quei raggi spaziali che ti attraversano non fanno BENE. Gli accertamenti clinici invasivi inutili andrebbero limitati. E sarebbe meglio che nelle università di Medicina fossero obbligatori esami di barzellette. Se non li superi vuol dire che sei poco spiritoso ed empatico, quindi puoi fare ricerca ma non puoi curare esseri umani vivi.

Centinaia di studi dimostrano che l’atteggiamento del medico, la sua capacità di trattare il malato in modo tranquillizzante e amichevole, il suo senso dell’umorismo (che è una filosofia naturale) sono qualità che aumentano del 25% l’efficacia delle cure. Tante esperienze hanno poi dimostrato gli effetti benefici del gioco delle carte su persone che hanno subito gravi traumi, quelli eccellenti della musicoterapia per chi è sottoposto a chemioterapia, della comicoterapia per i bambini, dell’ippoterapia per chi soffre di disturbi mentali.
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Ti ricordi “La vita segreta delle piante”?

Il mais e il fagiolo di Spagna emettono un odore che attira le vespe che si mangiano i bruchi.

È quel libro, di Cleve Backster, che più di 40 anni fa raccontò esperimenti condotti sulle piante con attrezzature simili alla macchina della verità: sensori elettrici attaccati alle foglie… Tramite questi test si dimostrava la telepatia vegetale, svenimenti vegetali di fronte alla violenza e addirittura la capacità della verdura di ricordare una persona che aveva ucciso dei gamberetti di fronte a loro.

Ne uscì anche uno sceneggiato televisivo: Andromeda, che fece furore. Grazie alla testimonianza di un ficus benjamin veniva smascherato un assassino!

Le piante non sono telepatiche

La cattiva notizia è che da allora nessuno scienziato è riuscito a ottenere risultati simili. Quindi possiamo supporre che le piante non siano telepatiche e non siano validi testimoni nei processi per omicidio. La buona notizia è che le piante sono capaci di fare parecchie cose che ce le fanno apparire quasi senzienti.
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Quando noi italiani eravamo i negri

Quanto è facile dimenticare la propria storia

Negli anni 60 nell’Italia settentrionale i meridionali, gli immigrati provenienti dalle regioni del sud Italia, erano considerati inferiori e chiamati terroni. Si raccontavano molte storie sulla loro incapacità di capire le cose più elementari. Ad esempio si diceva che non sapevano cosa fosse il bidé e che lo riempivano di terra e ci coltivavano il basilico. Era comodo perché bastava aprire il rubinetto per dare acqua alle piante.

I meridionali vivevano una condizione simile a quella che avevano vissuto gli emigranti veneti, lombardi e piemontesi andando a vivere negli Stati Uniti.

Ma gli stessi emigranti settentrionali, una volta rientrati in Italia ripagavano dello stesso razzismo, gli italiani che dal sud andavano nella valle del Po’.

All’inizio degli anni ’80 mi trovai in una bar vicino a Perugia, gestito da una coppia che aveva passato 20 anni in Belgio e che ben conosceva il disprezzo diffuso versi gli italiani che arrivati lì “per rubare il lavoro”. Quando entrai c’erano davanti al bancone due neri, ancora rara avanguardia di una massa di diserederati che dall’Africa martoriata da colonialismo e guerre, erano venuti a cercar fortuna in Umbria. La donna mi chiese subito cosa desiderassi bere dando platealmente a me la precedenza sui neri che erano arrivati per primi. Mi misi a discutere con lei su questa mancanza di buona educazione ma sembrava che non vedesse nessuna analogia tra lei, 30 anni prima in Belgio e questi due ragazzi con la pelle nera.
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Gli Shang: quando i re neri dominarono la Cina

Erano un popolo matriarcale e la loro storia ha molti punti di contatto con quella degli Ebrei

Circa 5.500 anni fa l’inizio delle guerre di colonizzazione condotte dai pastori guerrieri e la nascita delle società servili schiaviste aprì un periodo molto turbolento. Le civiltà delle pianure irrigue vennero a più riprese sconvolte da ogni sorta di eventi violenti, e da processi di meticciato.

In particolare due popolazioni ebbero una storia molto particolare.

In Egitto si venne a creare una coalizione di diversi gruppi etnici che vivano sotto il dominio dei faraoni. La Bibbia narra la storia di Mosé che cappeggia la rivolta di questo gruppo al dominio del re e riesce a organizzare una fuga di massa verso la Palestina, alla ricerca di una terra nella quale vivere in libertà.

Marx e Freud erano convinti che gli ebrei fossero un popolo nato dalla fusione di tribù di origini diverse che si uniscono per fuggire dall’Egitto.

E che non fossero un popolo etnicamente omogeneo con tradizioni comuni lo dimostra il fatto che Mosé scendendo dalla montagna con le tavole della legge che Dio gli ha donato, trova un gran numero di ebrei che stanno adorando il toro simbolo di fertilità, va su tutte le furie e ordina ai suoi uomini più fedeli di massacrare tutti gli eretici: 3 mila persone vengono così uccise a colpi di spada.
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Immigrati criminali

Sono brutti, sporchi e cattivi. Ivece Al Capone era un gentiluomo

Indiscutibilmente tra gli immigrati il numero dei criminali è superiore alla percentuale presente nei paesi ospitanti.

Ma questo fatto varia enormemente da paese a paese.

La Francia e l’Inghilterra sono indiscutibilmente i due paesi dove la criminalità e il terrorismo sono più diffusi tra gli immigrati.

Possiamo ben dire che si tratta di nazioni con una fortissima tradizione coloniale dove l’atteggiamento verso gli immigrati di alcune etnie non è mai stato particolarmente ospitale. Il Canada e la Svezia sono invece esempi di una grande capacità di relazione con gli immigrati. Si è investito molto nell’integrazione e questo fatto ha dato i suoi frutti in termini di pace sociale e minimizzazione dell’incidenza delle tipologie criminali.
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