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Integratori alimentari contenenti potassio, dal ministero nota per etichettatura

Sab, 04/27/2019 - 10:37

Il ministero della Salute ha comunicato alle aziende produttrici di provvedere ad una diversa etichettatura degli integratori alimentari contenenti potassio.

«Per l’apporto di potassio si consiglia di sentire il parere del medico. L’assunzione contemporanea di alcuni farmaci può a sua volta interferire con la ritenzione di potassio nell’organismo. L’uso è sconsigliato per i bambini». È questa l’avvertenza che le imprese produttrici di integratori alimentari contenenti potassio dovranno indicare sull’etichetta dei prodotti che, con una dose giornaliera, forniscono 1000 mg o più di potassio ai pazienti che li assumono. L’inserimento di tale indicazione si è resa necessaria in seguito alla rivalutazione degli apporti di potassio ammissibili forniti dagli integratori alimentari, a cura della sezione dietetica e nutrizionale del Comitato tecnico per la nutrizione e la sanità animale, nella seduta del 26 febbraio 2019. Ne da notizia la Federazione degli ordini dei farmacisti italiani, citando una circolare ministeriale inviata alle associazioni di categoria.

Nello specifico, la Sezione dietetica e nutrizione «ha concordato – si legge nella nota – sull’opportunità di prevedere una specifica avvertenza per l’etichettatura a partire da una dose giornaliera che arriva a fornire il 50% del Valore nutritivo di riferimento (Vnr) del minerale», ovvero 1000 mg. In una nota del novembre del 2018, lo stesso ministero aveva comunicato nuovi divieti e limitazioni legati all’impiego di determinate sostanze negli integratori alimentari. All’epoca la nota aveva interessato l’acido lipoico, l’epigallo catechina gallato (Egcg) da tè verde, ed infine la serratio-peptidasi. Nel primo caso, a seguito delle evidenze scientifiche che hanno mostrato la possibile insorgenza di ipoglicemia tipica della sindrome di Hirata (evento peraltro molto raro) in seguito all’assunzione di sostanze come l’acido lipoico, vi era stata la modifica dell’avvertenza per l’uso di integratori contenenti acido lipoico. Nel secondo caso, «considerando l’emergere di evidenze scientifiche attestanti che la sostanza interferisce negativamente sulla biodisponibilità di acido folico e, tenendo conto nel contempo dell’entità del fabbisogno di tale vitamina in gravidanza», il ministero aveva ritenuto di sconsigliare in tale condizione l’uso di integratori contenenti Ecgc. In ultimo, per la serratio-peptidasi, il ministero aveva concluso che essendo «la sostanza un novel food, come attesta il catalogo della Commissione Ue aggiornato con tale indicazione», non è ammessa per l’impiego negli integratori alimentari.

Sempre in merito agli integratori alimentari, l’Associazione scientifica farmacisti italiani (Asfi), aveva puntato il dito contro l’uso troppo disinvolto di tali preparati. «La continua e crescente immissione in commercio di nuovi prodotti salutistici – aveva spiegato l’associazione -, notificati presso il ministero della Salute come “integratori alimentari”, ma poi propagandati presso la classe medica come se fossero veri e propri medicinali dotati di proprietà terapeutiche, da prescrivere su ricetta, è profondamente preoccupante», chiedendo «una legislazione più stringente, che impedisca possibili abusi a danno del paziente», ed invitando il ministero della Salute «ad aumentare l’attenzione con cui sorvegliano queste nuove delicate categorie di prodotti».

FONTE: FARMACIAVIRTUALE.IT

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La seconda più grande colonia di pinguini imperatori non esiste più

Sab, 04/27/2019 - 10:00

Nel 2016 migliaia di giovani pinguini imperatori della colonia della baia di Halley, la seconda più grande del mondo, sono morti perché il ghiaccio su cui erano nati, quello della piattaforma Brunt, in Antartide, aveva cominciato a sciogliersi e spaccarsi in anticipo, prima che i nuovi nati fossero in grado di nuotare. Né nel 2017 né nel 2018 il ghiaccio si è riformato in modo da poter sostenere la colonia, che oggi non esiste più. Quello che è successo è stato accertato dagli scienziati della British Antarctic Survey, l’organizzazione governativa britannica che si occupa di ricerca e divulgazione scientifica sull’Antartide, e spiegato in un articolo pubblicato oggi sulla rivista Antarctic Science.

I pinguini imperatori (Aptenodytes forsteri) sono la specie di pinguini più grande e pesante. A differenza di altre specie di pinguini, covano le loro uova sul ghiaccio e non sulle rocce. Per questo hanno bisogno di piattaforme di ghiaccio stabili da aprile, quando inizia la stagione degli accoppiamenti, a dicembre, quando in Antartide è estate e i nuovi nati sono in grado di nuotare e procurarsi il cibo da soli.

Fino a tre anni fa la baia di Halley era un ambiente ideale per una colonia. Si trova nel mare di Weddell, cioè nella zona del mare antartico più vicina all’Argentina, sul margine della piattaforma di ghiaccio (nel senso che sotto non c’è terra, ma mare) Brunt. La colonia riuniva ogni anno tra le 14mila e le 25mila coppie di pinguini imperatori: tra il 5 e il 9 per cento della popolazione mondiale di questa specie. Per sessant’anni le condizioni climatiche della baia di Halley erano rimaste stabili, dando ai pinguini imperatori un posto ideale dove riprodursi. Nel 2016 le cose sono cambiate per via di una stagione particolarmente tempestosa: forti venti hanno colpito i margini della piattaforma Brunt, rendendone più fragile il ghiaccio. Per questo il ghiaccio della baia di Halley ha cominciato a spaccarsi a ottobre: la stessa cosa è successa nel 2017 e nel 2018, causando la morte di quasi tutti i giovani pinguini nati in ciascun anno.

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Il pensiero che guarisce

Sab, 04/27/2019 - 07:00

Negli articoli “Come compiere miracoli e altre cose facili da fare 1 e 2” ho raccontato di tutte le ricerche che hanno dimostrato come uno stato d’animo improntato alla fiducia dia la possibilità (ma non la certezza) di ottenere guarigioni che risultano anomale per la scienza.
Sappiamo anche che questo stato d’animo positivo NON dà la certezza della guarigione, che resta statisticamente bassa, ma sappiamo anche che la mancanza di questo stato d’animo dà la certezza contraria: nessuno guarisce contro le aspettative della scienza se pensa negativo.
Ho poi raccontato quel che si sa sulle caratteristiche di questo pensiero che cura. E non è molto!
Ci mancano perfino le parole per descrivere cosa succede nella nostra mente quando entriamo in questa modalità.
Possiamo però individuare due qualità essenziali.

Non desiderare di soffrire.
Rendersi conto che la mente mente (sennò si chiamava sincera) e che siamo quindi superlativi nell’arte di sbagliare, confonderci, produrre qui pro quo, malintesi, falsi ricordi e confusione in genere.

Le persone che vogliono soffrire NON hanno nessuna possibilità di smettere di soffrire.
E le persone che sono convinte di avere sempre ragione coltivano una stolida presunzione che li porta ad avere un atteggiamento duro e chiuso verso se stessi e gli altri.
Sanno nel loro intimo che anche loro fanno cazzate dalla mattina alla sera ma lo negano.

Come ho detto non possiamo riuscire a descrivere lo stato creativo/guaritore della mente, perché ci mancano proprio le parole per dirlo, ma possiamo tracciarne i confini, determinandolo per esclusione.

Ora vorrei chiarire che quando dico che ci mancano le parole per descrivere lo stato della mente che sto chiamando creativo, intendo esattamente quello che scrivo.
Il problema è che non parliamo abbastanza di come ci sentiamo in certe situazioni e quindi non abbiamo identificato questi stati mentali, non abbiamo forgiato parole per indicarli quindi siamo sostanzialmente incapaci di vedere un pezzo della realtà che viviamo.
C’è una storia che non so se sia vera ma che illustra molto bene questo concetto: si dice che quando i primi nativi americani videro gli spagnoli sbarcare dalle barche, non riuscirono a identificare le navi dalle quali le barche provenivano: per loro erano qualche cosa di talmente incredibilmente grande che le identificarono come nuvole.
Ciò a dire che se non pensi che una cosa possa esistere non la vedi.
Una recente ricerca ha scoperto che gli Jahai, Malesia, usano parecchie parole per indicare specifici odori.
Noi abbiamo parole che indicano i colori, ed è chiaro a tutti a cosa mi riferisco con la parola blu; ugualmente gli Jahai hanno parole che identificano precisamente determinate categorie di aromi. “Ad esempio, itpit si usa per descrivere il profumo di alcuni fiori, dei frutti maturi, del legno di aquilaria e dei binturong, particolari animali chiamati anche orsi-gatto. Un’altra parola… è cŋɛs, utilizzata per descrivere l’odore di benzina, fumo, escrementi e tane di pipistrello, alcune specie di millepiedi e le radici dello zenzero selvatico.”
“…l’odore della cannella è cŋəs (che è diverso da cŋɛs, nda), la stessa parola che usano per l’odore di aglio, cipolla, caffè, cioccolato e cocco. Questo sembra indicare che siano in grado di individuare alcune proprietà comuni agli odori di questi alimenti.” (vedi Internazionale)
Tanto per rendersi conto della complessità di questo sistema di identificazione degli aromi olfattivi essi usano due parole per descrivere l’odore dell’urina e tre parole per descrivere quello del sangue di diversi animali (qui lista parole: Olfaction in Aslian Ideology and Language)
Questa cultura dell’odore permette agli Jahai di descrivere qualunque odore scomponendolo nei “colori” (aromi) che lo compongono; e quindi gli Jahai danno tutti la stessa descrizione degli stessi odori, cosa che invece noi occidentali non riusciamo a fare proprio perché ci mancano i nomi condivisi e non abbiamo identificato una tavola cromatica degli odori a cui riferirci.
Ed è da notare che questa coscienza delle sfumature olfattive fa sì che tutto il sistema culturale sia differente. Ad esempio gli Jahai pensano che i rapporti con le divinità passino per gli odori, e che nella cura delle malattie sia indispensabile usare gli odori che guariscono. E se il sangue di un certo animale ha un certo odore non si può lavarne la carne nell’acqua del fiume.

Nella nostra cultura la coscienza gli odori è molto limitata e similmente non abbiamo identificato gli “odori” del nostro stato d’animo. Anche il concetto di stato d’animo è limitativo. Parliamo di una classe di concetti che va dallo stato di coscienza, al modo di pensare, all’umore, le emozioni che proviamo pensando, il punto di vista sulla vita, l’atteggiamento etico, la sensibilità, l’empatia.
Potremmo indicare tutto questo parlando di qualità del nostro software mentale.

Chiarita la misura dell’ostacolo che sto cercando di superare raccontando le qualità del pensiero creativo (abbiate pietà di me) torniamo al cuore del discorso.
Stiamo mappando gli elementi essenziali del pensiero negativo allo scopo di indicare i confini entro i quali si muove la mente creativa.
Abbiamo individuato il desiderio di soffrire e l’idea di aver sempre ragione come elementi centrali nel pensiero negativo.
A partire soltanto da queste due semplici idee (stupide) la maggioranza delle persone riesce a costruire tutta la cattedrale del loro punto di vista e del loro modo di pensare.
Se non fosse così non ci sarebbero guerre, corruzione e miseria.

Soffro abbastanza?
Forse qualcuno negherà che una colonna portante del pensiero dominante sia il desiderio di soffrire.
Questo perché tendiamo a nasconderlo.
In effetti poche persone vanno in giro a dire: Io voglio stare veramente male!
Qualcuno in effetti c’è… Gente che si frusta come atto di devozione al suo Dio. Gente che si fa crocifiggere, che si infila spunzoni acuminati in ogni dove… Ma sono in effetti casi limite.
Quante volte hai sentito a dire che per imparare bisogna accettare sacrifici? Quante volte ti hanno raccontato che solo con il dolore si cresce?
Quante persone dicono che la vita fa schifo? Quanti si commiserano?
E quante volte abbiamo scoperto che la sofferenza può diventare un vantaggio sociale? I mafiosi dicono chiagni e fotti, (piangi e fotti).
Quante persone conosci che usano la loro tristezza e il loro dolore per prendere potere sugli altri?
Quanta gente ha impostato le proprie conversazioni sull’unico canale della lamentazione?
La vita è complicata, non si capisce niente e a volte il destino prende la mazza da baseball e te la sbatte violentemente in testa.
Tutto è provvisorio, fragile, dubbio.
Così succede che siamo tentati di attaccarci al dolore.
Il dolore è chiaro, è certo, e ti assolve da tutti i tuoi peccati restituendoti la purezza di un bambino.
Le persone soffrono anche per vendetta, per punire gli altri…
Ovviamente non sto dicendo che tutte le persone che soffrono sono degli speculatori. Ahimè soffrono anche persone squisite che non usano in nessun modo il dolore. Persone che riescono a conservare la propria umanità nonostante tutto. Persone che vivono il proprio dolore senza venderlo a caro prezzo.
Quante volte ti è capitato di vedere una persona che soffre in modo spaventoso e poi accorgerti che in effetti non gli è successo un cazzo?… E quante volte hai incontrato una persona che fa di tutto per essere positiva e vitale e dare agli altri allegria e serenità e poi ti accorgi che a questa persona sono successe cose allucinanti?
E anche senza arrivare allo sfruttamento utilitaristico o vendicativo del dolore, saprai che a volte, di fronte a un dolore potente, rischi di cadere in uno stato di autocommiserazione… arrivi quasi a cullarti nel tuo dolore, a conservarlo e venerarlo come un tempio. Quante persone a distanza di anni continuano a vivere un lutto con la stessa terribile intensità del primo giorno?
Quante persone restano avvinghiate al loro lutto quasi fosse un atto di devozione per la persona che hanno perso?
Quante volte TU hai sentito un impulso simile?… La terribile voglia di coltivare il dolore.
E in fondo anche una certa psicanalisi è una ritualità del dolore…
Paghi una persona che ti aiuti a rivangare tutto il tuo passato alla ricerca dei ricordi più tragici!
Ma oltre a chi coltiva il dolore come attività prioritaria c’è anche chi, più modestamente, rinuncia al piacere. Tutte le cose più piacevoli o sono vietate o fanno ingrassare.
Quanti dicono: “Nella scelta del lavoro bisogna mettere al primo posto la sicurezza”.
Quante persone rinunciano all’allegria perché in fondo il grigio e l’anestesia totale esistenziale costante sono meglio?
Non innamorarsi, non avere amici, non avere passioni, ci mette al sicuro da molti dolori. E non è certo possibile trovare un lavoro che ti piaccia e che sia anche pagato…
Quante persone conosci invece che si impegnano con dedizione a coltivare il piacere? Quante persone vedi che fanno un lavoro che sarebbero disposti a pagare loro pur di farlo? Quante persone coltivano passioni? Quanti si dedicano con lena a incontrare gli amici, partecipare a feste e ad altre attività piacevoli?
È incredibile che mentre la nostra società e la nostra cultura paiono improntate al piacere, all’edonismo, al lusso e al consumismo, questa spasmodica ricerca del benessere poi non si traduca in un lavoro metodico per raggiungere il piacere più intenso.
Quante persone fotografano ossessivamente il tramonto con le loro super macchine fotografiche ma non perdono mai tempo a guardarlo?
Tutto il sistema dominante di identificazione del piacere è sfasato!
Ci sono milioni di canzoni e poesie che raccontano tutto dal primo sguardo al primo bacio. Milioni di canzoni e poesie che narrano quel che succede tra la prima litigata e il divorzio con coltellate. Perché non c’è quasi nulla che racconti come si fa a godersi la vita assieme continuando ad amarsi?
È tutto finto: il piacere terrorizza! Il godimento ti rende fragile, senza difese, senza muri e corazze. Il godimento a molti fa schifo.

Soffrire è facile, sono capaci tutti!
Per provare piacere invece serve intelligenza.
La ricerca del piacere senza intelligenza finisce per cambiarsi in noia. È pieno il mondo di persone che si annoiano in Rolls Royce, sul jet privato, sulla pista da sci riservata, sul super yacht da 50 metri. Che palle andare a letto con 10 ragazze perfette.
E se hai tutto e non ti diverti per niente ti terrorizzi perché hai paura che non ci sia proprio niente di buono nella vita.
Niente che ti possa soddisfare.
Non a caso i miliardari non sono la categoria sociale che vive più a lungo.

Il simbolo di questa parossistica ricerca del piacere consumistico lo troviamo nei film porno. Verrebbe da pensare che un film porno ci faccia vedere persone che godono in maniera pazzesca. In nove scene su dieci i due o più amanti si sbattono in tutte le maniere possibili e immaginabili e poi il maschio si stacca dalla femmina e si masturba da solo!!! Quel che viene rappresentato non è il piacere fisico ma il gusto mentale di schizzare una ragazza bellissima. Senza contare poi tutti i porno nei quali non c’è proprio nessun piacere, solo botte e cattiverie varie. 

La ricerca del piacere comporta una decisione, una scelta e tempo dedicato a scoprire cosa desideri veramente, cosa ti piace e come ti piace. E poi comporta il rifiuto di qualunque situazione non sia piacevole, sia noiosa, degradante, inutile.
La ricerca del piacere è un’avventura esaltante che richiede passione, impegno, attenzione, ascolto e cervello.
La vita non è eterna e per prendere tutto il piacere possibile devi darti una mossa.

Nella prossima puntata ti parlerò dell’altra colonna del pensiero negativo dominante: l’idea di aver sempre ragione.
Cercherò poi di dimostrare che chi non cerca il piacere ed è convinto di aver sempre ragione, si vede poi come un’entità separata dal resto del mondo e dell’umanità. Nella nostra cultura il senso di appartenenza alla comunità umana e alla più vasta comunità delle creature viventi è molto flebile. E questa è la terza ed ultima grande limitazione mentale.
E cercherò di dimostrare che una persona ha centrato l’essenza del pensiero creativo se mette il valore del piacere, la coscienza dei proprie errori e il senso di appartenenza al mondo al centro del suo modo di vedere. E non è poi così difficile riuscirci!

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Torniamo a parlare di stampa 3D SLA

Sab, 04/27/2019 - 02:56

Artigianato, componentistica, gioielleria, fino alle protesi dentali, sono moltissime le possibili applicazioni della stampa in 3D SLA, cioè partendo da una resina liquida solidificata da un laser. Negli ultimi anni le tecnologie sono migliorate tantissimo e oggi si può avere uno straordinario livello di precisione.

Riprese presso il Fab Lab Rinoteca – Made in Marche

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La crociata dei rider per la mancia: “Ecco le celebrità che non la danno”

Ven, 04/26/2019 - 19:00

Una provocazione in piena regola e un po’ da autonomi e indiani metropolitani di fine anni ‘ 70, ma “era l’unico modo per attirare l’attenzione sulla nostra lotta e far capire che, senza di noi, il giochino e quindi il profitto finisce” , dice un ragazzo del collettivo di rider “Deliverance”. Così ecco servito, dato in pasto al vasto mondo dei social network, l’elenco dei super ricchi e famosi che non danno la mancia al fattorino (“nemmeno se piove!”) che gli porta la cena a casa: dalle super coppie social Fedez- Chiara Ferragni a Mauro Icardi e Wanda Nara, dai calciatori Gonzalo Higuain e Philippe Mexes alle star del rap Noyz Narcos e Marracash, passando per Teo Mammuccari e Platinette.

La lista continua e si trova sulla pagina Facebook del gruppo. In una sola parola, i vip in questione sono accusati di essere – banalmente – tirchi: ” Inutile dire che questi personaggi famosi vivono in quartieri residenziali extralusso o nel centro delle città e che è significativo riscontrare come sia più facile ricevere la mancia se si consegna in zone popolari o in quartieri periferici, piuttosto che in distretti o in civici fighetti e più pettinati”.
 Ma l’aver spifferato i nomi dei braccini corti ( questo sempre secondo la versione del collettivo) ha un significato politico ben preciso: “Attente piattaforme digitali del delivery food – è scritto nel post – perché se non volete confrontarvi con le nostre rappresentanze autonome e i gruppi organizzati che sono in stato di agitazione sindacale permanente, questo è il futuro che vi aspetta: noi produciamo i dati, noi conosciamo i vostri punti deboli e non esiteremo ad usarli contro di voi” .

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Fonte immagine copertina Gazzetta


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Arrivano le Bubble Room per dormire sotto le stelle

Ven, 04/26/2019 - 16:00

Romantiche bolle trasparenti che garantiscono privacy e sicurezza: accade nel borgo di Biccari. Per dormire nel bosco, in riva al lago o sotto le stelle. La soluzione proposta dal Sindaco della città per incentivare il turismo green a partire da questa estate.

Dormire sotto un cielo stellato, senza subire l’aspetto wilde della notte all’addiaccio con umidità, insetti, temperature mutevoli, avvolti in una bolla, un involucro trasparente che garantisce tutti i comfort, frapponendo tra noi e la natura solo un sottile, ma protettivo velo. Innovazione, design, semplicità ed ecologia: questo è ciò che garantiscono le nuovissime Bubble room in arrivo a partire da questa estate a Biccari, splendida cittadina foggiana. Ad annunciarlo il giovane sindaco, Gianfilippo Mignogna che aggiunge: per questa estate sono in arrivo anche convenzioni speciali con i ristoranti e i bed & breakfast del paese. Il tutto per incentivare un turismo green, eco-sostenibile e responsabile, che avrà un impatto molto dolce sul borgo e sulle attività quotidiane della popolazione che ci vive tutto l’anno in tranquillità.

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Fonte immagine copertina STARTUPITALIA.EU

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La Cina costruirà una stazione di ricerca al Polo Sud della Luna

Ven, 04/26/2019 - 15:01

La Cina ha in programma la costruzione di una stazione di ricerca scientifica al polo sud della Luna. Fra gli obiettivi del Paese, c’è anche quello di effettuare esplorazioni lunari con equipaggio entro dieci anni. Lo ha annunciato Zhang Kejian, capo della China National Space Administration, durante il discorso inaugurale alla cerimonia di apertura del Chinàs Space Day a Changsha, capoluogo della provincia di Hunan, nella Cina centrale.

Zhang ha fatto sapere che la Cina lancerà la sonda lunare Chang’e-5 per raccogliere e riportare sulla terra campioni di superficie lunare entro la fine del 2019. Secondo Zhang, Shaoshan, città natale del defunto leader cinese Mao Zedong, sarà la sede di uno dei depositi dei campioni lunari mentre il lancio della prima sonda su Marte sarà nel 2020. La Cina è parte attiva nell’esplorazione dello spazio dal 24 aprile 1970, quando il razzo vettore Long March-1 lanciò in orbita il primo satellite del paese, il Dongfanghong-1. Dal 2016, la Cina ha scelto il 24 aprile come la Giornata nazionale dello Spazio. Il tema delle attività di quest’anno è “realizzare sogni spaziali per una cooperazione vantaggiosa per tutti”.

FONTE: REPUBBLICA.IT

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Il talento che serve per vivere l’Europa

Ven, 04/26/2019 - 15:00

È un tiepido fine settimana parigino, di quelli in cui questa morbosa e splendente città sa rivelarsi magnetica ed opprimente. Lo passo in compagnia della famiglia di mio fratello e del mio nipotino, che vivono da queste parti, spendendo qualche ora nel Jardin de la Folie-Titon prima del consueto tavolino al sole in qualche terrasse sul canale.

Il prato è ricoperto di bambini, madri e padri che calciano palloni e giocano a nascondino. Lo stagno retrostante, immobile, accoglie qualche piccolo visitatore incuriosito. Una ragazza si concede una docile lettura primaverile. Alzo gli occhi e, sul confine del giardino, noto una lunga stele ricoperta di iscrizioni e, quando siamo sul punto di uscire, faccio breve capolino. Il marmo bianco ricorda che, tra il 1942 e il 1944, undicimila bambini vennero deportati nei campi di concentramento dopo essere stati arrestati dal Governo di Vichy, in collaborazione con i Nazisti tedeschi. Centonovantanove di essi non erano mai andati a scuola. “Passante, leggi i loro nomi, il tuo ricordo è la loro unica sepoltura”.

Questa è l’Europa, per chi ha orecchi e cuore per intendere. Per chi ha cervello a sufficienza per gestirne il peso. Uno spazio per certi versi sovrumano nel quale i piccoli di oggi possono giocare liberi in luoghi e tempi costruiti sui cimiteri dei loro amici del passato, in cui si vive il proprio momento presente sugli ossari, ritrovati e custoditi, innaffiato del sangue livido che ha attraversato in modo capillare un intero continente fino a poco fa. In Europa ogni azione, ogni gesto va meritato, ogni punto sulla cartina è il centro di un triangolo tra la perdita del senno, un lager e una storia di liberazione, ogni passo va meditato e strappato al delirio collettivo cui ogni consesso umano è sottoposto e al quale è sempre totalmente permeabile. Decenni e decenni di pace sono un lusso che si sostiene solo attraverso il peso di questo paradosso nel cuore degli uomini e delle donne – ogni gioco vissuto è costato una scarnificazione, ciascun essere umano che calpesti queste terre ha l’obbligo di pagare il prezzo del ricordo.

L’Europa non è un luogo per tutti ma rinforzarne i confini non servirà. Né ha senso frammentarla, richiamare alla mente le piccole patrie, le storie più o meno locali, i migranti. Questi sono vecchi trucchi da prestigiatori d’accatto o comici privi ormai di qualsivoglia immaginazione. L’Europa è un luogo per chi ha il coraggio di convivere con l’orrore, sempre presente al proprio fianco e a quello di tuo nipote che corre innocente su di un prato, nella consapevolezza che anche questo orrore può divenire puro e perfetto – come nelle parole dello straordinario Colonnello Kurtz interpretato da Brando in Apocalypse Now – e inghiottire il mondo per come lo percepiamo e lo viviamo, in pochi attimi. L’Europa non è per tutti – essa ha bisogno di persone che abbiano il coraggio di vivere la propria profonda e personale Liberazione. Chi non ha il fegato per farlo, si accomodi pure fuori.

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Legittima difesa: Mattarella promulga la legge. Di Maio contro Salvini e Lega

Ven, 04/26/2019 - 12:38

Con 201 voti favorevoli, 38 contrari e 6 gli astenuti, a fine marzo 2019 è arrivato il via libera del Senato al testo sulla legittima difesa, diventato quindi legge.

Cosa prevede la legge oggi: la legittima difesa sarà sempre presunta, ossia sarà sempre ritenuto sussistente il rapporto di proporzionalità tra la difesa e l’offesa. E’ questo il fulcro della legge approvata dalla Camera che modifica il comma due dell’articolo 52 del codice penale, in base al quale è possibile utilizzare “un’arma legittimamente detenuta o altro mezzo idoneo” per la difesa legittima della “propria o altrui incolumità” o dei “beni propri o altrui”. Viene inoltre introdotta un’ulteriore presunzione all’interno dello stesso articolo 52, in base alla quale sarebbe sempre da considerarsi in stato di legittima difesa colui che, legittimamente presente all’interno del proprio o dell’altrui domicilio (da intendersi in senso ampio, quale luogo ove venga esercitata attività commerciale, imprenditoriale o professionale), agisca al fine di respingere l’intrusione posta in essere dal malintenzionato di turno con violenza o minaccia. Continua a leggere…

Fonte: ADNKRONOS.COM  

Cosa si dice in Italia? Approfondiamo:

Legittima difesa, Mattarella promulga ma scrive alle Camere: “Non attenua il ruolo dello Stato”.Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha promulgato la legge sulla legittima difesa, ma “contestualmente” ha scritto alle Camere per rimarcare che le nuove norme non devono attenuare il ruolo dello Stato. “Va preliminarmente sottolineato che la nuova normativa non indebolisce né attenua la primaria ed esclusiva responsabilità dello Stato nella tutela della incolumità e della sicurezza dei cittadini, esercitata e assicurata attraverso l’azione generosa ed efficace delle Forze di Polizia”, scrive il capo dello Stato nella lettera inviata ai presidenti del Senato e della Camera e al presidente del Consiglio.  I punti importanti della lettera del Capo dello Stato sono i seguenti: la normativa sulla legittima difesa, prevista dal Codice Rocco e ancora vigente, prevede la condizione di “necessità” che non può essere abolita dalla nuova legge perché sarebbe contraria ai principi costituzionali. In altre parole perché la difesa sia legittima deve continuare a sussistere la necessità di difendersi da un pericolo attuale (ossia in atto, contemporaneo) di un’offesa ingiusta. Continua a leggere…

Fonte: LAREPUBBLICA.IT – Video: Alabianca

Di Maio contro Salvini e Lega: da legittima difesa a famiglia, da autonomie alle giunte regionali. Gli attacchi dal palco. Dal “proliferare di armi” alla richiesta di autonomia che “penalizzerebbe alcune regioni”, dal concetto “sbagliato e a cui ci opponiamo” di famiglia e del ruolo della donna alle giunte regionali sarde e lucane non ancora al lavoro fino alle alleanze in Europa. Dal palco di Perugia, il vicepresidente del Consiglio, Luigi Di Maio, ha attaccato le politiche di Matteo Salvini e della Lega. Guarda il video…

Fonte: ILFATTOQUOTIDIANO.IT

Legittima difesa: in arrivo la nuova legge «E’ vicina ai cittadini, ma no al Far West». Salvini l’aveva promesso. «Gli italiani hanno diritto a difendersi a casa propria». E la nuova legge sulla legittima difesa ora è realtà. «Stiamo aspettando a momenti la firma del capo dello Stato» ha detto ieri a Monreale il ministro dell’Interno a proposito delle norme approvate recentemente dal Parlamento. E mentre c’è chi pensa che possa scattare una corsa alle armi da parte di chi intende farsi giustizia da sé, la domanda che sorge spontanea è: quali scenari si aprono? «Dobbiamo prima aspettare l’applicazione della norma e poi valuteremo» risponde il questore di Catania, Alberto Francini, col quale abbiamo affrontato l’argomento in un momento storico in cui il tema della sicurezza in generale è al centro del dibattito politico, e non solo. «La legittima difesa, vorrei che questo concetto fosse chiaro, non influisce minimamente né sull’acquisto né sul porto delle armi, che sono regolamentati dal testo unico delle leggi di pubblica sicurezza e rimangono così come sono. La modifica apportata è sull’utilizzo delle armi nella fattispecie della legittima difesa. Dunque una modifica all’articolo 52 del codice penale». Continua a leggere…

Fonte: LASICILIA.IT – Vittorio Romano

Fonte immagine copertinaPublicPolicy

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Alex Zanotelli: “La nonviolenza parte dall’informazione”

Ven, 04/26/2019 - 12:00

Il 6 e 7 aprile hanno avuto luogo in Toscana due importanti eventi per fare un bilancio storico sui 70 anni dalla formazione della NATO: uno a Livorno, città ove la base americana di Camp Darby rappresenta il più grande arsenale USA fuori dal territorio americano e nel cui porto transitano navi a propulsione nucleare (all’insaputa della maggioranza dei cittadini stessi) e l’altro a Firenze.

Il titolo del convegno internazionale tenutosi a Firenze, al quale abbiamo partecipato, esprimeva volutamente una domanda alla quale ciascuno di noi deve potersi dare una risposta analizzando i dati reali, al di fuori dalla retorica delle istituzioni e dei mezzi d’informazione tradizionali: “NATO: cultura di pace o cultura di guerra?” Nel corso del convegno, organizzato dal Comitato No Guerra No Nato (1),  è stata resa nota la “Dichiarazione di Firenze” che vi invitiamo a visionare per intendere a fondo gli scopi che questo evento si proponeva.

In occasione del convegno fiorentino abbiamo intervistato Padre Alex Zanotelli, religioso e missionario italiano noto per il suo impegno per la pace e la nonviolenza.

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Malato di Parkinson non trema più

Ven, 04/26/2019 - 10:00

Malato di Parkinson non trema più: operato al cervello, ora ha ripreso a suonare la chitarraEliminazione istantanea del tremore del Parkinson, grazie a elettrodi impiantati alla base dell’encefalo collegati a un generatore di impulsi posto nella regione sottocutanea del torace. E’ l’intervento di stimolazione profonda cerebrale (Dbs) realizzato all’ospedale San Salvatore dell’Aquila su un paziente milanese 66enne affetto da Parkinson da oltre 16 anni. L’operazione, prima in Abruzzo nel suo genere, è stata eseguita dal dottor Francesco Abbate dell’équipe di Neurochirurgia diretta dal dottor Alessandro Ricci, ma è anche frutto di un lavoro di squadra che ha coinvolto anche il dottor Alfonso Marrelli della Neurofisiopatologia, il professor Carlo Masciocchi della Radiologia universitaria con la dottoressa Alessia Catalucci, il professor Carmine Marini direttore della Neurologia affiancato dai dottori Patrizia Sucapane e Davide Cerone, il dottor Franco Marinangeli direttore del reparto di Anestesia e la dottoressa Donatella Trovarelli.

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Reggio Emilia, bagni “gender neutral” in Comune: è la prima volta in Italia

Ven, 04/26/2019 - 08:00

Il Comune di Reggio Emilia ha deciso di istituire i bagni “gender neutral”, ovvero senza distinzione tra uomini e donne. E’ la prima volta che succede nel nostro Paese e l’iniziativa è contenuta nel protocollo operativo per il contrasto all’omontransofobia e omotransnegatività e per l’inclusione delle persone Lgbti – il primo in Italia – firmato nei giorni scorsi. Tra le altre cose si prevede anche l’uso di un linguaggio inclusivo sui documenti istituzionali e dell’Ausl, come la casella ‘altro’ oltre a maschio o femmina quando si sceglie il sesso e poi la possibilità, per i lavoratori degli enti aderenti all’iniziativa, di utilizzare l’alias in caso di fase di transizione sessuale.

Il protocollo, della durata di cinque anni, è stato sottoscritto da diverse realtà reggiane, tra cui Comune, Provincia, Regione Emilia-Romagna, Arcigay, università, scuole e istituti sportivi, tribunali e penali. Un esempio di “inclusività”, ha detto Alberto Nicolini, presidente di Arcigay Gioconda, parlando all’agenzia AdnKronos “un primo passo importante che permette alle persone di entrare in luoghi istituzionali, di lavoro o pubblici sapendo che saranno accolte e considerate”: “L’inclusione è un lungo viaggio e percorrerlo significa anche partire da ciò che è vicino a noi, come le scuole, gli ospedali, persino le prigioni. Vuol dire fare formazione e usare un linguaggio che riduca l’ostilità che si percepisce naturalmente a questo mondo”.

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A piedi con Google Maps

Ven, 04/26/2019 - 05:33

Google Maps ha salvato tutti noi almeno una volta. Ci ha riportati in hotel, ci ha guidati verso un ristorante, verso una sala conferenze, verso una città da scoprire. Se fosse un essere umano in carne ed ossa gli stringeremmo volentieri la mano e lo ringrazieremmo.  

Certo, a volte non è stato precisissimo, a volte abbiamo iniziato a girare su noi stessi per capire da che parte ci volesse mandare quel puntino azzurro. Tutto sommato ci andrebbe bene anche così (abbiamo forse alternative migliori se non le vecchie mappe cartacee?), ma Google vuole che i suoi utenti siano soddisfatti al 100% e sta testando una funzione che dovrebbe porre fine a qualsiasi imprecisione. L’idea è quella di rendere Maps ancora più affidabile grazie alla raccolta di un numero di dati maggiori sull’ambiente circostante, tratti da Gps, Google Street View e realtà aumentata. All’utente basterà tenere attivo il Gps e premere sull’opzione “Start AR”. 

Una volta cliccato sull’opzione, il sistema chiederà di poter attivare la fotocamera e ci inviterà a muoverla a destra e a sinistra; in questo modo il nostro dispositivo inquadrerà l’ambiente circostante e riconoscerà il luogo in base ai dati già presenti su Google Street View.  Questa scansione servirà a fornire all’utente tutte le informazioni disponibili durante la navigazione. 

La considerazione di partenza è semplice: occorre più precisione. Quel pallino azzurro deve dire in maniera precisissima e inequivocabile dove il drone dovrà atterrare per recapitare a destinazione un pacco e dove un’auto a guida autonoma dovrà fermarsi. Qualche metro in più o in meno fanno la differenza. Così, Google ha pensato alla telecamera degli smartphone, che di fatto inquadra quello che vediamo, nella direzione in cui anche i nostri occhi sono puntati.  

L’opzione è in fase di test ma i resoconti sono già disponibili online. A testarla è stato anche il giornalista David Pierce del Wall Street Journal, che la ritiene appunto un grandissimo passo avanti verso un’accuratezza ancora maggiore.  

Ma attenzione: Google avverte che questo tipo di navigazione è perfetta quando ci si trova in strade strette, vicoli, incroci difficili, ma non va utilizzata alla guida perché causerebbe distrazioni né può essere immaginata come modalità principale per spostarsi. Si tratta piuttosto di un ausilio in più quando proprio il pallino rotondo sulla mappa non sa dirci con estrema precisione dove siamo e verso quale direzione proseguire. 

Avete presente quando uscite dalla metropolitana e iniziate a girare su voi stessi per capire dove Google Maps sta cercando di farvi andare? Ecco, in questi casi la realtà aumentata potrebbe rivelarsi preziosa. Per tornare alla visualizzazione alla quale siamo abituati oggi basterà comunque abbassare il telefono in posizione orizzontale; l’app lo farà autonomamente anche quando il livello della batteria inizia a scendere. 

«Ho provato a cercare i bar su Google Maps e la mappa è rimasta la stessa. Poi però quando ne ho scelto uno è comparsa la nuova funzione ‘Start R’ e la vecchia versione è stata rimpiazzata da una visione real-time del mondo davanti a me», racconta Pierce. A quel punto l’app stessa dà indicazioni all’utente su cosa inquadrare in modo da raccogliere punti di riferimento e “capire” dove si trovi. 

In altre parole, se il Gps fornisce a Google Maps informazioni grezze sulla nostra posizione, questa funzione fa un passo avanti fornendo anche le informazioni provenienti dalla videocamera e incrociandole con quelle di Street View, che sono online già da anni grazie alle immagini registrate dai mezzi di Google che incessantemente hanno percorso chilometri e chilometri sulle nostre strade, permettendoci di contare anche su un’esplorazione in 3D.

La nuova funzione ci permetterà di guardare il telefono e di avere una grande freccia lungo la strada che ci farà orientare in fretta o, se vogliamo, ci porterà a destinazione verso il solito segnaposto rosso. L’utilizzo più frequente sarà quasi certamente ad inizio percorso, quando, proprio come farà l’app, abbiamo bisogno di osservare ciò che ci sta intorno per evitare di sbagliare strada in partenza. Poi, con tutta probabilità, il Google Maps che già oggi abbiamo a disposizione sarà sufficiente, almeno fino al prossimo punto in cui le informazioni saranno ancora scarse o il tragitto confuso; a quel punto, se una freccia enorme davanti ai nostri occhi giungerà in nostro soccorso eviteremo di perdere tempo girando su noi stessi in mezzo alla folla per interminabili minuti.

Fonte immagini nel testo: screenshot tratti da video WSJ
Immagine di copertina: Disegno Armando Tondo

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Le ricette di Angela Labellarte: alici con calendule

Ven, 04/26/2019 - 02:16

Ingredienti

Alici pulite 300 gr (500 gr lordo)
Pangrattato 100 gr
Finocchio selvatico 1 cucchiaio
Calendule 4 + 1 per decorare
Limone non trattato 1
Sale 1 pizzico
Olio 5 cucchiai

Preparazione

In una ciotola mescolate il pangrattato, il finocchio selvatico, i petali di 4 calendule, la buccia grattugiata di un limone, un pizzico di sale e 5 cucchiai di olio.

Mescolate tutti gli ingredienti e impanate le alici.

Disponetele in una pirofila e infornate a 220º C per 10 minuti.

Servite in un piatto da portata, in alternativa lasciatele nella pirofila, e decorate con calendule.

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In Olanda, l’impianto fotovoltaico flottante che segue il sole come i girasoli

Gio, 04/25/2019 - 19:00

L’Olanda costruirà il più grande arcipelago fotovoltaico flottante al mondo: i moduli installati nel progetto Floating Solar saranno capaci di ruotare seguendo lo spostamento del sole,esattamente come i girasoli, uno dei fiori più caratteristici del Paesi Bassi.

Il sito sorgerà nella riserva naturale di Andijk, nel Nord dell’Olanda, e sarà composto da 15 isolotti, per un totale di 73.500 moduli fotovoltaici. Il progetto prenderà il via appena conclusa la stagione delle migrazioni degli uccelli acquatici con la costruzione dei primi 3 isolotti, ognuno dei quali avrà un diametro di 140 metri. Il termine della prima fase dei lavori è previsto per novembre 2019.

Una volta completato, l’arcipelago fotovoltaico galleggiante dovrebbe produrre energia elettrica per almeno 10 mila abitazioni: un raggiungimento ottenuto grazie allo speciale meccanismo che permette ai pannelli installati di seguire il corso del sole da est a ovest, come i girasoli. Ogni isolotto verrà collegato a 3 boe di ancoraggio che, tramite un cavo, faranno roteare il complesso di moduli fotovoltaici: un semplice espediente che permetterà la “cattura” del 30% di raggi solari in più rispetto ai tradizionali moduli statici.

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LʼOnu condanna lo stupro come arma di guerra

Gio, 04/25/2019 - 16:00

Il Consiglio di sicurezza Onu ha approvato una risoluzione contro la violenza sessuale durante i conflitti, volta a contrastare l’uso dello stupro come arma di guerra. I voti a favore sono stati 13, mentre Russia e Cina si sono astenute. Gli Usa avevano minacciato il veto perché nel testo si parlava di assistenza alla “salute riproduttiva”, che per estensione implicava il sostegno all’aborto per le vittime. Il nuovo testo ha eliminato quel riferimento. are l’uso dello stupro come arma in guerra.

Oltre i 13 voti ci sono stati anche due astenuti rappresentanti da Russia e Cina. Gli Usa avevano minacciato il veto perchè nel testo era utilizzato un linguaggio sull’assistenza alla “salute riproduttiva”, che per estensione costituiva il sostegno all’aborto per le vittime.

Come richiesto dagli Stati Uniti, nella nuova versione del testo è stato eliminato il riferimento.

Fonte articolo TGCOM24.IT

Fonte immagine copertina TPI.IT

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L’Ospedale delle Bambole di Napoli

Gio, 04/25/2019 - 16:00

Napoli, via San Biagio dei Librai 39, Palazzo Marigliano. E’ qui che ha sede il primo Ospedale per bambole d’Italia, una bottega artigianale antichissima (1800) e oggi diventato un’istituzione della città.
Si riparano bambole e giocattoli utilizzando ancora vecchie tecniche, e ci sono i reparti: oculistica, ortopedia, sartoria e ovviamente il Bambolatorio.

Intervista a Tiziana Grassi, nipote del fondatore.

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Tumore al seno, la prevenzione inizia da questi 5 alimenti

Gio, 04/25/2019 - 15:00

Una dieta sana ed equilibrata è fondamentale per prevenire il cancro e primo tra tutti il tumore al seno: esistono alcuni alimenti in particolare che possono aiutarti, assieme a uno stile di vita adeguato, a ridurre i fattori di rischio a cui ogni donna dovrebbe fare attenzione.

In particolare, il tumore al seno sembra essere uno di quelli che più frequentemente colpiscono la popolazione femminile: la prevenzione gioca un ruolo fondamentale per evitare l’insorgere della malattia e si mette in pratica sottoponendosi periodicamente a visite senologiche, tenendo sotto controllo i possibili sintomi e praticando regolarmente l’autopalpazione.

A queste buone regole di prevenzione si aggiunge, come detto in precedenza, una dieta sana ed equilibrata con alimenti anti tumorali. A dare una marcia in più contro il tumore al seno ci sono 5 super alimenti in particolare, che le donne inserire più spesso nella propria dieta: scopriamo insieme quali sono.

1. LEGUMI

Secondo alcune ricerche scientifiche, i fagioli, le lenticchie e gli altri legumiaiuterebbero le donne a prevenire il cancro al seno. Questi alimenti contengono, infatti, antiossidanti utili nelle attività di prevenzione e sono più in generale una fonte di benessere grazie al contenuto di proteine vegetali, fibre, sali minerali e vitamine.

2. MELOGRANO

Recenti studi scientifici hanno dimostrato che il melograno contiene delle sostanze in grado di combattere l’aromatase, un enzima responsabile della produzione di estrogeni che sono tra i principali responsabili dell’insorgenza di tumori del seno.

3. PESCE AZZURRO

Il pesce azzurro è ricco di proprietà benefiche, quasi tutte riconducibili all’elevato contenuto di Omega-3. Questi acidi grassi “buoni” aiutano l’organismo a prevenire la formazione di tumori al punto tale che, secondo gli esperti, il pesce andrebbe preferito senza alcun dubbio alla carne e in particolare alla carne rossa.

4. MIRTILLI

I mirtilli sono un frutto ricco di sostanze benefiche per il corpo. In particolare, la loro capacità di coadiuvare l’organismo nella prevenzione di forme tumorali è legata al contenuto di sostanze fitochimiche che combattono i radicali liberi. Un buon modo per assumere più mirtilli nella dieta è aggiungerli a yogurt o macedonie.

5. CANNELLA

Tra le tante proprietà benefiche della cannella rientra anche quella di combattere il tumore al seno: questa spezia sarebbe in grado di inibire una proteina responsabile dell’afflusso di sangue al tumore, impedendone così la crescita. Utilizzatela più spesso nella vostra dieta, spolverandola nel latte, nello yogurt, sul dessert o aggiungendola a the e tisane.

FONTE: CHEDONNA.IT

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Come ricordiamo i nostri partigiani e il 25 aprile in Italia

Gio, 04/25/2019 - 12:51

Il 25 aprile è il giorno in cui ogni anno in Italia si celebra la festa della Liberazione dal nazifascismo, avvenuta nel 1945. L’occupazione tedesca e fascista in Italia non terminò in un solo giorno ma si considera il 25 aprile come data simbolo, perché quel giorno del 1945 coincise con l’inizio della ritirata da parte dei soldati della Germania nazista e di quelli fascisti della repubblica di Salò dalle città di Torino e di Milano, dopo che la popolazione si era ribellata e i partigiani avevano organizzato un piano coordinato per riprendere le città. La decisione di scegliere il 25 aprile come “festa della Liberazione” (o come “anniversario della Liberazione d’Italia”) fu presa il 22 aprile del 1946, quando il governo italiano provvisorio – il primo guidato da Alcide De Gasperi e l’ultimo del Regno d’Italia – stabilì con un decreto che il 25 aprile dovesse essere “festa nazionale”. […]Anche altri paesi europei ricordano la fine dell’occupazione straniera durante la Seconda guerra mondiale, ma in date diverse: Olanda e Danimarca la festeggiano il 5 maggio, in Norvegia è festa l’8 maggio, in Romania il 23 agosto. Anche in Etiopia si festeggia il 5 maggio la festa della Liberazione, ma in quel caso per ricordare la fine dell’occupazione italiana, avvenuta nel 1941. Continua a leggere…

Fonte: ILPOST.IT

Cosa si dice in Italia? Approfondiamo:

Marlene Kuntz e Skin a Riace con ‘Bella ciao’. I Marlene Kuntz con Skin per un’inedita versione di ‘Bella ciao nel videoclip girato a Riace’, in anteprima su Repubblica. Continua a leggere…

Fonte: LAREPUBBLICA.IT – Video: Alabianca

25 aprile, la memoria della liberazione che perdiamo con i partigiani.Ci siamo accucciati accanto a una poltrona, a una sedia, a un camino tante volte da ragazzi accanto a un nonno o a una nonna che raccontava. Di quando avevano nascosto un inglese fra le botti del vino o un australiano nella rimessa del trattore. Di quando i tedeschi vennero a bussare alla porta e la giovane zia andò ad aprire e morì di crepacuore. Del nonno morto fucilato in piazza.

Noi quarantenni li abbiamo ascoltati, abbiamo chiesto con parsimonia e rispettato i silenzi. Abbiamo visto le ombre nei loro occhi e le assenze dei loro sguardi. Poi gli anni sono passati, molti hanno perso la memoria, altri non hanno avuto più voglia di raccontare. E pochi sono rimasti a testimoniare la storia, che dai libri si impara solo per date e battaglie e poco per polvere, sangue e paura. Nell’ultimo anno, poi, ci hanno lasciato diversi testimoni della liberazione che celebriamo oggi. A fine 2018 è stata la volta di Angelo Villa, classe 1927. Durante la guerra lavorava per la Breda, nel maggio del 1943 riceve la chiamata alle armi, ma qualche mese più tardi le abbandona scegliendo di nascondersi nelle campagne di Paderno iniziando così la sua avventura partigiana con la brigata San Giusto di Lambrate. Continua a leggere…

Fonte: ILSOLE24ORE.COM – Monica D’Ascenzo

Fonte immagine copertina belvederenews.net

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Nasce la Ciclabile del Piave, 220 km dalle Dolomiti al mare

Gio, 04/25/2019 - 12:00

Da oggi, i cicloturisti hanno un itinerario in più da calcare: è la Ciclovia del Piave, 220 chilometri in territorio veneto, tra le Dolomiti e il mare.

A presentare la Ciclovia del Piave sono stati i Consorzi Bim Piave di Belluno, Treviso e Venezia. Il nuovo percorso, che si inserisce tra i Cammini o Vie/Ciclovie d’Italia, è un vero e proprio gioiello, capace di regalare scenari straordinari: si parte dalle Dolomiti – con le sue bellezze paesaggistiche, storiche e artistiche – e si raggiunge il mare, attraversando tre province venete fatte d’arte, storia e cultura millenaria.

Ad accompagnare la Ciclovia del Piave è, ovviamente, il fiume Piave. Un corso d’acqua che ha reso grande Venezia nel Quattrocento e nel Cinquecento, e che – questo percorso lungo 220 chilometri – lo accarezza. Si comincia dalle Sorgenti in provincia di Belluno e si arriva sino al Mar Adriatico, a due passi da Jesolo, dopo aver attraversato il bacino idrografico del fiume, nel territorio della provincia di Treviso.

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