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A Natale regalati un original Jacopo Fo!

Disegno di Jacopo Fo su carta

COD. colori-013

Quando Jacopo fa una riunione, un incontro o anche solo quando pensa, lui disegna!
Abbiamo un archivio quasi sterminato e ora proveremo, sì proveremo perché sarà durissima :-), a mettere in vendita tutto questo patrimonio.
Ogni giorno, qui sul blog, un disegno di Jacopo in vendita a 30/70 euro + 7,90 euro di spese di spedizione.

I soldi raccolti con la vendita di questi disegni di Jacopo andranno a finanziare le future attività del Nuovo Comitato Il Nobel per i disabili Onlus.
Per acquistare manda una mail a gabriella@alcatraz.it.
CODICE QUADRO: colori-013 - Disegno su cartoncino 300 gr/mq - 45,5x30,5 cm. - 70,00 euro cad. (77,90 con spese di spedizione)
 

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VAGLIA POSTALE: Beneficiario Nuovo Comitato il Nobel per i Disabili
Indirizzo Località Santa Cristina, 53 - 06024 Gubbio (Perugia)

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Mangiare cibo biologico senza condirlo con l’arte e la comicità fa male.

L’arte non è un optional. Non è una cosa che puoi fare o non fare.
L’arte è un nutrimento essenziale.
L’arte del gioco, dell’amore, del giardinaggio, della cucina, insieme alle arti classiche, sono uno strumento formidabile di iniziativa sociale.
E se poi all’arte unisci la filosofia del ridere (che non inquina e non ingrassa) ottieni uno strumento potente per rendere la tua vita più divertente e per migliorare la società.
Il grande limite che unisce oggi il governo e l’opposizione è la mancanza del senso dell’arte e dell’empatia.

E siccome la situazione sociale è difficile e impantanata credo che sia il momento giusto per lanciare un appello alla mobilitazione artistica nazionale. Serve un’ondata creativa che risvegli gli animi e i desideri ed eroda questa cappa di pessimismo e delusione che è il principale nutrimento della crisi economica e morale.

Vedendo che la maggioranza degli italiani resta indifferente a scandali come quello della mafia romana, scandali continui e abnormi, c’è da stupirsi. E c’è da stupirsi che quasi nessuno abbia voglia di alzare la testa e di imporre la fine dell’impunità, del delirio burocratico, dei processi infiniti e degli assolti per prescrizione… Quante volte lo abbiamo detto?
Evidentemente non è sufficiente, la controinformazione ormai è superflua, la gente sa come stanno le cose e se ne frega.
E più rifletto su questa paralisi più mi rendo conto che continuare a ripetere gli stessi discorsi è ormai sintomo di delirio compulsivo. Dobbiamo assaltare le trincee dell’indifferenza usando altri strumenti, inventando altri linguaggi, possiamo penetrare le barriere del vuoto mentale preconfezionato con lo stupore, il comico, il surreale.

Si impone un cambiamento. Nel 2015 Alcatraz diventerà, ancor di più, un centro di resistenza artistica. Ci dedicheremo in modo prioritario a organizzare gruppi creativi, video, spettacoli, laboratori.
E vediamo se riusciamo a invadere pacificamente, col divertimento, gli strati abulici della mente collettiva.
E' o non è un bel movimento?

E tanto per iniziare, dopo 33 anni, abbiamo cambiato il programma di Alcatraz per Capodanno e per l’Epifania. A fianco del tradizionale corso di Yoga Demenziale terremo due laboratori creativi (vedi alcatraz.it).
Ognuno porterà le sue idee ma per cominciare abbiamo anche una proposta da farti: creare insieme un’opera multicanale (vedi sotto).
Per 10 giorni Alcatraz diventerà un centro di propulsione emotiva, di studio cromatico, di esaltazione del bello, di trasmutazione danzante. E chi vorrà potrà partecipare via web: trasmetteremo tutto in diretta e raccoglieremo contributi anche da migliaia di chilometri di distanza (questo fatto che siamo interconnessi mi eccita…)

Facciamo un nuovo media. E che sia divertente.
Da giorni sto riflettendo sulla possibilità di creare qualche cosa di completamente diverso.
L’esplosione dei social network, di Youtube e degli altri sistemi di interconnessione ha aperto nuove sterminate possibilità ma fa anche sì che la nostra comunicazione sia frammentata su diversi canali.
L’idea è quella di creare una sorta di rivista che riunisca periodicamente tutto il marasma che produciamo.
Non ho ancora le idee chiare ma vorrei non chiarirmele da solo.
Provo quindi a esprimere quel che mi passa per la testa come provocazione per i cervelli di chi ha interesse per una simile impresa.
Innanzi tutto oggi la forza di FB è la continuità del messaggio. Grande vantaggio postare vari messaggi al giorno e interagire con commenti. Ma è anche dispersivo e la pagina del social network diventa una gabbia (nel senso della gabbia grafica), semplice ma limitante.
Immagino per prima cosa una comunicazione scadenzata, l’uscita della meta-rivista è un evento che avviene il 27 del mese ed è accompagnata da un web party, durante il quale il collettivo degli autori presenta l’opera e ne discute con i lettori in diretta, dalle ore 21,30 in poi.
La rivista potrebbe presentarsi come una schermata web unica, che si scorre magari in orizzontale ed è munita di una colonna sonora/voce fuori campo. Tutto avviene in questa pagina unica, che ha una misura grande; una specie di nastro di immagini ferme o in movimento; la pagina scorre come una lunga striscia colorata; nel monitor vedi via via solo una porzione.
Lo sfondo della pagina è fatto di grandi disegni, vignette e brevi testi, sui quali galleggiano televisori che attivati mostrano racconti, canzoni… Ci sono oggetti che si possono toccare con il cursore e cambiano di colore, di forma o di dimensione oppure si muovono, agiscono, danno vita ad animazioni o aprono bandiere di immagini. Nella rivista c’è ogni sorta di linguaggio: teatro, danza, canto, musica, disegno, fotografia, videoarte, racconto scritto.
Sarebbe poi divertente che ci fosse la possibilità di commentare singole porzioni della lunga striscia che potrebbe contenere pezzi di una specie di “muro” a disposizione degli utenti per aggiungere non solo scritti ma anche suoni, video e immagini.
E si potrebbe poi creare una versione cartacea, come oggetto d’arte a sé, un prodotto materiale per chi non vuole rinunciare a maneggiare la creatività, fisicamente. E potrebbe esserci anche un’appendice in pdf, una specie di “prossimamente” che possa essere inviato (e su questo vorrei parlare con qualche webmaster per sapere cosa e come si potrebbe fare).
Sei dei nostri?

Jacopo Fo

Il nostro programma per l’inverno: fare network!

Per gli appassionati a oltranza della politica, un articolo teorico (molto sintetico)

Soffro di una rara malattia sociale: pensarla altrimenti.
E provo sconcerto (bruciante) osservando che quel che a me sembra logico e essenziale, per gran parte dei progressisti è solo una questione secondaria.

1) Da anni battiamo sulla questione della corruzione e della burocrazia e del non funzionamento della giustizia che sono la chiave di volta della crisi italiana. Ma il movimento progressista non sembra proprio condividere questa priorità assoluta.
2) Siccome non possiamo aspettarci molto da Renzi sarebbe il caso di vedere cosa possiamo fare agendo direttamente sui problemi invece che investire le nostre forze in un’opposizione parlamentare e di piazza che non può portare nessun risultato. Mi riferisco in modo particolare a quel che potremmo ottenere subito sviluppando i gruppi d’acquisto e la consociazione dei consumi. Ma in Italia sono impegnati su questo fronte pochissime persone.

Potremmo sviluppare l’economia alternativa creando finalmente il NETWORK ETICO GLOBALE. Per riuscirci abbiamo bisogno di alcuni strumenti, qualcuno sta provando a organizzarli senza trovare il sostegno necessario, il che porta a risultati encomiabili ma insufficienti.
Ecco la mia idea, ci servono (possibilmente subito):

- una rete di connessione tra i siti progressisti  (stradaalternativa.it raccoglie “solo” 550 siti)
Questa rete dovrebbe essere connessa con un sistema consociato di vendita degli spazi pubblicitari. Oggi i siti del movimento generano un traffico enorme, pari a quello dei grandi gruppi editoriali, ma la loro frammentazione impedisce la raccolta pubblicitaria. Ogni anno buttiamo via milioni di euro che potrebbero dare forza enorme alla nostra capacità di comunicare il nuovo. Critichiamo lo spreco e l’irrazionalità della pubblica amministrazione ma essere meno spreconi non è una nostra priorità. Inoltre non diamo la possibilità a chi fa economia e cultura alternativa di comunicare con il popolo progressista. E anche questo è un grave danno economico e culturale. Lo spreco del sistema Italia fa il paio con lo spreco di risorse nella galassia progressista; il vizio di fondo è lo stesso. Ma per i progressisti è più grave: come fai a proporre un mondo solidale se non ti interessa cooperare con chi sta facendo la tua stessa battaglia? Questo discorso vale per tutte le possibilità che elenco qui di seguito. Tonnellate di risorse e opportunità sprecate.

- Creare un network progressista vorrebbe dire anche rendere disponibile una mappa delle realtà alternative (ci sono diversi portali che lavorano in questa direzione ma hanno poca visibilità e sono parziali, ad esempio il nostro networketico.it)

- E si potrebbe aggiungere una “borsa” dove le aziende progressiste possano offrire direttamente i loro prodotti, fornendo prezzi e disponibilità.

- E quante migliaia di euro potrebbero risparmiare le famiglie se esistesse un sistema di consociazione di acquisti di servizi e beni durevoli con la possibilità di aderire a una “carta sconti e servizi” nazionale? Per ora esistono solo gruppi di acquisto settoriali come quelli per olio bio, elettricità. C’è poi il GAI per auto ibride che ha superato le 200 auto acquistate.

-Un sistema circolare di baratto di beni e servizi reoose.it sta crescendo ma non ha ancora il successo che merita e non esiste una moneta complementare efficiente). Attivare un sistema di scambio etico svilupperebbe la forza dell’economica alternativa.

- Un sistema di raccolta di investimenti destinato alla crescita di gruppi d’acquisto o di autocostruzione di case e allo sviluppo di imprese etiche ed ecologiche.

- Un sistema di certificazione delle ecotecnologie e dei prodotti biologici ed etici che certifichi anche, sul modello austriaco, la qualità etica ed ecologica di un prodotto dando un punteggio crescente di “impatto sociale positivo e sostenibilità”. In questo modo i consumatori potrebbero scegliere prodotti che non sono solo buoni ma che generano positività. Questo spronerebbe più imprenditori a scegliere il modello si sviluppo alternativo. Anche in questo settore esistono alcune esperienze parziali come Premio Natura e Green Tourism che certifica strutture turistiche ed è appena sbarcato in Italia. A questo sistema dovrebbe essere connesso un portale sul modello di Ciao.it che raccolga giudizi sui prodotti espressi però da un pubblico interessato alla qualità globale.

Perché siamo così in pochi a vedere che queste sono le priorità per cambiare le cose?
Perché temi importanti ma meno determinanti mobilitano centinaia di migliaia di persone mentre su questo fronte siamo impegnati così in pochi?
Vuoi la risposta buona o quella cattiva?
Quella cattiva è che esiste una grande parte degli oppositori che adora incazzarsi per le questioni semplici ed emotive: lo stipendio vergognoso di dirigenti pubblici e politici, le auto blu, i voli privati con gli aerei di Stato, lo spaventoso consumo di carta igienica al Senato sono temi importanti ma il loro effettivo impatto sulla vita della gente è inferiore allo spazio che hanno nell’iniziativa del movimento. Ma questi bersagli hanno il vantaggio di essere di facile comprensione e appariscenti e se ne parli ottieni subito un grande sostegno. Se qualche anno fa volevi strappare un applauso sfrenato in un’assemblea progressista ti bastava alzarti e urlare: “Berlusconi è un cornuto!” E lo dico per esperienza. Mi sono goduto l’applauso e poi gliel’ho detto che era assurdo incontrarsi in assemblea per fare a gara tra chi parlava peggio di B. e che forse era invece il caso di discutere sulle cose concrete che potevamo fare noi per cambiare. Dopo che ho detto ciò mi hanno applaudito in 3. Ma sono soddisfazioni anche queste…

Oggi avremmo bisogno di lasciar perdere i discorsi facili. Dovremmo concentrarci sugli obiettivi di sostanza e mettere insieme le nostre forze e i nostri cervelli.
La caratteristica comune delle nostre proposte è che sono difficili da realizzare.
Servono risorse, energie e capacità. E soprattutto servono persone disposte a scommettere professionalmente su progetti tanto ambiziosi, che richiedono lavoro a tempo pieno.
È difficile trovare persone che siano al contempo capaci e disposte a essere pagate per un lavoro difficile e pieno di incognite, sulla base dei risultati accettando il rischio dell’insuccesso.
Per questo e per questioni di intolleranza agli apparati burocratici e al centralismo democratico assembleare abbiamo da tempo rinunciato alla speranza che un partito politico tradizionale faccia suo questo programma. Ci ho provato con l'Italia dei Valori, con il M5S e con Sel, e pure con la sinistra del Pd, ma non c’è stato niente da fare. Guardano altrove.
Ma mentre facevamo questi tentativi, tanto per provarci, non abbiamo smesso di valutare un’ipotesi alternativa intorno alla quale Alcatraz ha continuato a crescere in questi anni, senza riuscire ancora a rendere palpabile l’esistenza di un’organizzazione che non è né un partito né un movimento né un sindacato ma una rete di professionalità e progetti.
Qualche settimana fa ho annunciato che si era conclusa la costruzione della macchina. Cioè abbiamo finalmente tutti i pezzi che ci servono. Il 2015, a Dio piacendo, lo dedicheremo a far germogliare le interconnessioni, le strutture, le opportunità che abbiamo messo assieme e che già hanno cominciato a lavorare in sinergia.

E sarebbe innanzi tutto auspicabile che qualcun altro venisse a darci una mano. Non chiediamo tanto, una decina di persone. Ma anche tre sarebbero sufficienti. A patto che sappiano fare il loro mestiere.

Ti interessa?

Per una descrizione dettagliata della “macchina” vedi La gioia sta arrivando!

Jacopo Fo

Grazie!

Grazie a tutti quelli che ci hanno aiutato a dare una nuova auto a Totò, così si può spostare e andare a trovare i suoi amici, fare gite con la famiglia e vedere cose belle.
comitatonobeldisabili.it

 

Grazie ai volontari del Comitato che in ogni modo hanno contribuito a far funzionare la baracca. In particolare ai nuovi arrivi: Paola che ci ha regalato centinaia di segnalibri, calamite, ciondoli, mattonelle e che è un vulcano di idee. A Valeria che con il suo progetto: “Adotta una barriera e abbattila” ci aiuterà a rendere questa Italia più a portata di disabile.

Grazie a Sara Agostini che conduce corsi su come si costruiscono cooperative che stiano in piedi. Grazie al suo lavoro ne sono nate tre, una più bella dell’altra.

Grazie ai ragazzi dell'associazione Fiorivano le Viole di Perugia che ci hanno mostrato come in due anni un quartiere degradato possa diventare una importante realtà culturale, artistica, commerciale.

Grazie all’Usl di Bologna che ci ha permesso di mostrare l’arte di chi non ha voce tramite la costruzione della galleria arte Irregolare e grazie a quanti insieme a Jacopo hanno dipinto una parete dell’ex manicomio con animaletti giganti. Grazie ad Armando che in soli due giorni ha reso il tutto armonico.

Grazie a Cinzia, per tutto: per l’attenzione e la cura con cui segue le persone che si rivolgono al Comitato, per la pazienza con cui segue i progetti, per l’affetto profondo con cui ci ascolta.

Grazie a Silvia e al suo cane Blu, che è nero, un cucciolo e pesa già 50 kg.

Grazie a Mario, Sara, Gianni, Fabio, Barbara, Giulia, Nino, Alessandro, Federica e Rosanna che abitano e abiteranno Casa Solare nell'Ecovillaggio di Alcatraz. Grazie per la fiducia, l'affetto e la pazienza.

Grazie a tutti i lettori, e sono veramente tanti, che ogni giorno ci leggono e sorridono con noi.

Grazie a quanti hanno acquistato su CommercioEtico.it, dandoci fiducia e apprezzando il nostro lavoro.

Grazie agli oltre 900 iscritti al gruppo FB Succhi ed Estratti di frutta e verdura.

Grazie a Sabina che con il suo affettuoso cipiglio segue i Gruppi d’acquisto e i fornitori: non abbiamo ancora capito quanti lavori fa e soprattutto quando dorme. Sappiamo solo che per noi è una risorsa insostituibile.

Grazie a Pia che tiene i conti, segue i clienti, fa i pacchi, risponde alle mille domande sui prodotti con una precisione teutonica, grazie perché ci prepara il caffè tutte le mattine evitando così pericolose crisi d’astinenza.

Grazie ad Armando, grafico, illustratore, restauratore, fine umorista, e grazie al suo cane Perciò che è convinto che la parola “Caffè” significhi “biscotto”.

Grazie a Sebastian che ci dimostra ogni giorno che i calabresi hanno un grande senso dell’umorismo e che con calma e determinazione Energia Arcobaleno ce ne farà vedere di tutti i colori.

Grazie a Stefano Andreani, il commercialista più romantico del mondo, ma non diteglielo che si incavola.

Grazie a me, Gabriella, perché sono una brava persona.

Grazie a Simone per Cacao, per i siti web, per il Comitato Nobel per i Disabili, per... sarebbe una lunghissima lista, grazie.

Grazie a Maria Cristina perché con la sua cagnolina Kleine in braccio controlla i conti, fa battute fulminanti, ed è di una saggezza impagabile.

Grazie a Jacopo per il suo ottimismo contagioso e irremovibile, perché non si ferma mai, perché è un bravissimo pittore e uno scrittore originale e divertente.

Grazie a Dario Fo che ci dimostra ogni giorno che l’età è un concetto astratto, che sforna libri e quadri alla velocità del fulmine, e non si riesce a stargli dietro, che quando sta su un palcoscenico sembra un ragazzino che ha voglia di sghignazzare e di prendere in giro il mondo raccontando verità scomode, mai domo, mai rassegnato.

Grazie a Franca che da lassù ci fa tenere i piedi per terra.

Grazie a tutti, davvero, grazie. E che sia un 2015 da applauso!

Noi ci ritroviamo tutti il 7 gennaio: Buonissime Feste!

 

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A Natale regalati un original Jacopo Fo!

Disegno di Jacopo Fo su carta

COD. 009

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Capodanno con i Fo

Capodanno alla Libera Università di Alcatraz con Jacopo e Dario Fo

Volete seguire il viaggio di Babbo Natale?

Volete seguire il viaggio di Babbo Natale?

Google ha creato “Santa Tracker”, un portale dal quale è possibile seguire il viaggio di Santa Claus.
“La vigilia di Natale mostreremo un'anteprima del quadro comandi di cui si serve Babbo Natale per controllare la tecnologia che fa funzionare la slitta durante il suo viaggio intorno al mondo. Abbiamo ricevuto questa speciale anteprima da uno dei vari elfi sviluppatori di Babbo Natale che sono al lavoro al Polo Nord per aiutarlo a prepararsi per il giorno più importante”.
Babbo Natale esiste, lo dice Google!!!

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Anche gli studiosi possono avere l'X-Factor! E proprio per loro è nato, nel 2005 in Inghilterra, FameLab, il primo talent show dedicato alla scienza. Vince chi riesce a spiegare meglio un argomento scientifico in soli tre minuti, combinando leggerezza, velocità ed esattezza. Non si possono usare slide né filmati, solo parole e carisma. Possono partecipare studenti universitari, ricercatori e insegnanti dai 20 anni in su.
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(Fonte: Focus)

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