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Il Teatro Fa Bene raccontato da Jacopo Fo

Tutto sul nostro progetto in Mozambico "Il Teatro Fa Bene" per realizzare, con attori mozambicani, uno spettacolo teatrale sanitario per avvicinare le popolazioni dei villaggi alle strutture mediche del Paese. Il progetto si svolge a Palma, nel nord del Mozambico.

www.ilteatrofabene.it

Parte Prima

Parte Seconda

26-28 febbraio: CORSO INTENSIVO DI PUBLIC SPEAKING con Jacopo Fo e il suo team

Un corso intensivo di Public Speaking per manager con Jacopo Fo e il suo team.

Nell’era delle super tecnologie parlare è diventato lo strumento più originale, emozionante, coinvolgente. Non esiste nulla di più potente della comunicazione personale, diretta. Parlare dentro e fuori l’azienda è una necessità e un’opportunità capace di fare la differenza.

Amplifica i tuoi strumenti
Il percorso formativo di un manager è basato sullo di studio teorico e le esperienze pratiche, migliaia di ore dedicate alla crescita delle capacità imprenditoriali.
Pochissime ore vengono investite nello sviluppo della capacità di raccontare la propria visione.
Leggere una relazione tecnica è un crimine dal punto di vista narrativo: il pubblico si distrae e non si emoziona. La comunicazione avviene solo apparentemente. La mente degli ascoltatori è chiusa. Raccontare senza emozionare è come a parlare al telefono prima che dall’altro capo qualcuno abbia risposto.
Pochi sanno che la scrittura tecnica, basata sui concetti, deve essere tradotta in linguaggio visivo.
Quanti sanno che la voce naturale ha più carisma? Quanti raccontano anche con i gesti?
Troppo spesso vediamo conferenzieri che si sono dimenticati di avere un corpo.
Ma prima di essere d’accordo con quel che dici devo sentire che desidero ascoltarti. I messaggi del corpo arrivano prima che la mente abbia compreso il significato delle parole.

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Un albero per San Valentino

I gestori di un parco bolognese invitano gli innamorati a piantare un albero come regalo di San Valentino. Le coppie potranno scegliere la specie e il luogo dove crescerà l'arbusto, un dono che rimarrà per sempre grazie alla Fondazione Villa Ghigi.
Il costo va dai 250 euro per la cura di un albero giovane ai 1000 per una pianta già "in esemplare" e da mettere a dimora.
"Quello che possiamo dare in cambio” dicono alla Fondazione, “oltre al piacere di piantare un albero nel più bel parco delle prime colline bolognesi, è un ringraziamento personale nel nostro sito, dove apriremo una specifica sezione per questo, con la localizzazione dei singoli alberi donati, e un riguardo particolare, soprattutto nei primi anni, perché la pianta cresca il meglio possibile".
(Fonte: Repubblica.it)

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1-10 maggio: CORSO DI TEATRO CON DARIO FO E JACOPO FO

Per 9 giorni parleremo di teatro e arte, di passione e emozioni, di empatia e comunicazione. Scriveremo pezzi teatrali, scriveremo canzoni, giocheremo con i rudimenti del mimo e della voce.
Un seminario rivolto ad attori, registi e appassionati durante il quale verranno affrontati gli aspetti fondamentali della scrittura e della rappresentazione di un testo teatrale.

Oltre al Premio Nobel Dario Fo parteciperanno come insegnanti:

Fabrizio De Giovanni e Maria Chiara Di Marco della Compagnia Itineraria Teatro.
Eleonora Albanese (pittura libera)
Imad Zebala (la forza della musica)
Mario Pirovano (recitazione)
Eleonora Dalbosco (voce)
Angelo Airaghi (Tai Chi)
Jacopo Fo (il racconto teatrale)

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Un nuovo punto di vista per il Movimento Progressista: passiamo all’azione diretta

di Jacopo Fo

Lo scandalo di Affittopoli a Roma mostra che questa città è stata amministrata pessimamente dando agio alla corruzione e allo spreco di ingrassare, e Roma non è la sola in questo stato pietoso.
Ma Affittopoli mostra anche il grande limite di quell’insieme di persone che si impegnano per costruire un’Italia migliore e che io chiamo Movimento Progressista, (senza stare a fare tante distinzioni tra questa e quella bandiera).
I fatti ci dicono che il Movimento è sempre restato al carro della magistratura, manifestando sempre dopo che rari servitori dello Stato onesti erano riusciti a far scoppiare lo scandalo. Il Movimento Progressista italiano solo in poche occasioni ha saputo scoprire il mal governo e far scoppiare scandali.
Eppure le cose si sapevano. Quella che è mancata è stata la capacità di condurre inchieste, raccogliere prove e poi presentarsi di fronte ai giudici con accuse inoppugnabili.
Secondo me questo è un compito essenziale del far politica.
Lo stesso avviene su molte altre questioni oltre la corruzione, ad esempio l’inquinamento. Legaambiente è riuscita a fare scandalo dandosi strumenti formidabili come l’iniziativa dei lenzuoli bianchi ai balconi per monitorare lo smog. Ma queste iniziative non hanno mai provocato terremoti perché non sono mai state costruite in modo da ottenere l’intervento della magistratura.
Se oggi, ad esempio, nelle grandi metropoli, il Movimento si dotasse di pulmini per la misurazione dell’inquinamento che prelevassero l’aria non a tre metri d’altezza ma ad altezza passeggino e si realizzassero i prelievi sulle circonvallazioni, invece che sulle strade minori, il tasso di inquinamento dell’aria risulterebbe superiore ai limiti di legge quasi tutti i giorni dell’anno. E si potrebbero denunciare i sindaci per omissione di atti di ufficio, visto che sono loro i responsabili locali della salute dei cittadini.
Una simile iniziativa creerebbe ricadute enormi perché costringerebbe sindaci e prefetti a intervenire con azioni efficaci oppure a bloccare in modo permanente il traffico urbano, le emissioni industriali e quelle dei riscaldamenti domestici…

Uguale carenza di azione diretta il Movimento l’ha dimostrata nel settore della solidarietà sociale. Da questo punto di vista solo la componente cattolica ha messo in campo capacità di grande iniziativa ed efficacia. La sinistra laica ha agito invece in modo disordinato e locale, senza capacità di regìa. In altri paesi i progressisti sono stati capaci di ben altra efficacia, basti pensare al movimento greco che ha saputo costruire una potente rete di assistenza sanitaria, alimentare e psicologica ai cittadini gravemente colpiti dalla crisi. Una rete di solidarietà potente, che ha fatto la differenza e ha portato Siryza a vincere le ultime due elezioni.

Nella filosofia del Movimento manca la coscienza della centralità e della necessità di adottare la filosofia che oggi sta cambiando il mondo, dimostrando nei modi più svariati che per cambiare la situazione è necessario innanzi tutto cambiare il modo di pensare.
I media non ne parlano ma c’è un nuovo spettro che si aggira per il pianeta e che sta terrorizzando i conservatori: uno spettro senza nome… Una nuova prassi politica, sociale e umana che potremmo definire come la pratica dell’azione che cerca il risultato immediato e usa lo strumento della spinta gentile (link articolo Spinta gentile)


Molti si affannano in attività “di propaganda” senza rendersi conto che solo se si riesce a immaginare e mettere in pratica percorsi concreti, minutamente organizzati, funzionanti e capaci di offrire risultati tangibili e immediati si può pensare di cambiare il modo di pensare delle “larghe masse”.
Gli esempi sono innumerevoli, dalla Banca dei Poveri di Yunus, alle mutue autogestite dei contadini indiani, al mega gruppo d’acquisto globale dei lavoratori Volkswagen che permette risparmi enormi.

Ancora vedo troppi compagni e amici che si dannano a organizzare eventi ai quali parteciperà chi è già convinto e che non avranno nessun peso reale sulla realtà.
Questo modo di fare che illude di essere attivi mentre si resta ininfluenti va riconosciuto come inutile e abbandonato.
Se vogliamo il cambiamento dobbiamo innanzi tutto cambiare radicalmente il nostro modo di concepire l’azione sociale e culturale.
Abbiamo bisogno di rifondare il Movimento Progressista su basi completamente diverse. Gli italiani hanno bisogno di una massiccia dose di strategia del fare.

Democrazia affettiva

“A modellare il corso della storia sono state tre rivoluzioni.
La rivoluzione cognitiva: abbiamo imparato a pensare circa 70000 anni fa.
La rivoluzione agricola: abbiamo imparato a procurarci il cibo senza doverlo andare a cercare circa 12000 anni fa.
La rivoluzione scientifica: abbiamo imparato a renderci la vita più facile circa 500 anni fa.
La quarta rivoluzione è quella affettiva che è tutta da creare: riusciremo a renderci la vita ancora più bella smettendo di maltrattare la natura, gli altri esseri viventi, noi stessi e i nostri figli.”

Renato Palma è una di quelle persone che quando le conosci ti entrano da qualche parte del cuore, se volete, o in un angolino del cervello emotivo per non uscirne più.
Così è successo anche a me. Ho conosciuto Renato Palma, questo straordinario medico psicoterapeuta, ormai una decina d’anni fa, me lo fece conoscere Stefano Andreani, compagno di Maria Cristina, e anche nostro commercialista. Il commercialista più atipico del mondo non fosse altro perchè è alto due metri, balla la salsa, e ci vuole un bene dell’anima. Ma questa è un’altra storia.
Barba bianca fluente, occhi che brillano in un sorriso tra l’ironico e l’affettuoso, Renato è autore di diversi saggi e libri, tra i tanti ricordiamo il suo ultimo, La facile felicità, e I SI’ che aiutano a crescere (ne abbiamo anche parlato qui), un libro che si opponeva fermamente già dal titolo a un altro che appunto si intitolava: I No che aiutano a crescere.
Avete già capito il tipo.

Poco dopo Natale ci siamo incontrati con Renato e la moglie Paola per parlare della costituzione di una Associazione denominata: Centro studi per la promozione della Democrazia Affettiva.
Che cos’è la Democrazia Affettiva?
Sul sito democraziaaffettiva.eu si legge: “Un sistema di relazioni tra pari, anche se di età diverse, basato sull’affetto e non sulla forza, che rispetti le preferenze individuali”.
E, cito dallo Statuto, scopo dell’Associazione è promuovere la Democrazia Affettiva, un sistema di relazioni nel quale tutti hanno diritto di essere trattati da pari, a prescindere dall’età, dalle condizioni di salute o dalla situazione di temporanea, o definitiva, ridotta autosufficienza.
La Democrazia Affettiva:
- rifiuta l’uso della forza nelle relazioni.
- riconosce e rispetta le preferenze individuali, a partire dalla nascita. Non giustifica le scortesie nell’educazione.
- riconosce ai bambini il diritto alla facile felicità, che deriva dalla soddisfazione dei loro bisogni essenziali e dal non essere forzati nel loro percorso educativo
- rielabora l’identità di appartenenza, che spesso impone i valori del gruppo come non negoziabili e limita la possibilità di coltivare le diversità, arricchendola dell’identità affettiva, che permette anche ai bambini di rispondere alla domanda “chi sei” senza aver paura di essere rifiutati, contrastati o non accolti
- favorisce l’assunzione della responsabilità individuale nella scelta del modo di vivere le relazioni di prossimità, di educazione, di accudimento e cura.

Bella storia!

Ebbene, ora il Cento Studi per la promozione della Democrazia Affettiva è realtà: mercoledì scorso, il 3 febbraio, a Firenze, presso lo studio del commercialista alto e buono, si è costituita l’Associazione. Eravamo in tanti, ma mai abbastanza e malgrado la burocrazia sia sempre noiosa e antipatica è stato divertente guardarci negli occhi e raccontarci dei progetti che si stanno sviluppando per promuovere questa Democrazia Affettiva.
A proposito! Se siete a Firenze o nei pressi potete andare a sentire Renato Palma che parla dei Tempi dell’Affettività, mercoledì 10 febbraio, alle 18,30 alla Libreria dei Lettori in Via della Pergola.

Vi lascio con un racconto che è un buon esempio di Democrazia Affettiva. (...)

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No allo spreco alimentare: è legge!

La Francia è il primo paese al mondo ad attuare una legge contro lo spreco alimentare. Il Senato ha approvato il provvedimento che impedisce ai supermercati di gettare il cibo, obbligandoli ad accordarsi con le associazioni per la sua distribuzione.
La norma si rivolge ai supermercati di almeno 400 metri quadrati (quindi, di grandi dimensioni) e li obbliga a girare alle organizzazioni caritatevoli il cibo prossimo alla data entro la quale è "preferibile" consumarlo, oppure di trasformarlo in mangime per gli animali o ancora compost.
(Fonte: Ansa)

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Superman colpisce ancora

Antonio Cortes, 32 anni, di Gloucester, in Inghilterra, indossava il costume del supereroe per raccogliere fondi destinati all'organizzazione no profit 'Give A Smile UK'. Quando ha sentito le urla di una donna ha placcato un uomo che stava cercando di scipparla nei pressi di una banca. "Ho visto che la signora era in difficoltà, ho pensato 'Bisogna fare qualcosa' e sono intervenuto. Ho fatto qualcosa di buono, è una sensazione molto gratificante", ha dichiarato prima di volare via verso nuove avventure.
(Fonte Il Mattino)

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L’uomo più felice del mondo

E’ Matthieu Ricard, 69 anni, francese, monaco buddista e laureato in genetica delle cellule all'Institut Pasteur.
Ricard è così felice da aver suscitato nel giro di poco tempo l'interesse di numerosi studiosi, tutti intenzionati a scoprire il suo segreto. Ha partecipato a una ricerca di 12 anni, gli venivano applicati sul cranio, ogni volta che entrava in meditazione, 256 sensori per capire cosa vi accadesse a livello cerebrale. I neuroscienziati della University of Wisconsin, guidati da Richard Davidson, hanno così scoperto che la sua mente risulta essere insolitamente "leggera" con livelli di attività nella zona del cervello connessa con l’emozione positiva più alti che in qualsiasi altro essere umano analizzato.
Ricard ha dichiarato che la sua beatitudine risiede nella sua capacità di disinteressarsi a se stesso, ai suoi problemi, ai suoi pensieri. Riesce a non concentrarsi sul suo ego, fonte di infelicità, stress e negatività. "Dire sempre 'io', 'io', 'io', tutto il giorno è deprimente. Ed è una condizione infelice, perché riduce tutte le cose belle presenti i il mondo a semplici strumenti".
Medita almeno due ore al giorno ed è impegnato in decine di progetti umanitari in Tibet, Nepal, e India. Tra le iniziative portate a termine si contano dodici scuole in Tibet e tre in Nepal, quattordici cliniche e dispensari in Nepal, India e Tibet, centomila servizi medici annuali, otto ponti in Tibet, tra i quali figurano tre grandi ponti sospesi, e tre case per anziani.
Insomma, una brava persona felice.
(Fonte: Huffingtonpost)

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Il primo Lego su sedia a rotelle

E’ stato esposto alla Nuremberg and London toy fairs, in Inghilterra. Lo rendono noto il blog Promobricks e il sito Bricksfans pubblicando alcune fotografie dell'evento. La compagnia danese nei mesi scorsi era stata accusata di non tutelare la diversità dei personaggi: la campagna #ToyLikeMe (giocattoli come me) aveva denunciato la mancanza di Lego disabili portando oltre 20mila persone a firmare una petizione online sul sito Change.org per invitare i vertici dell'azienda a cambiare rotta.
E così è stato.
(fonte: Repubblica.it)

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