Gela Le Radici del Futuro

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Gela in rosso e arancio per le donne vittima di violenza

Gio, 11/26/2020 - 16:06

Da oltre vent’anni, l’ONU ha istituito nella giornata del 25 novembre la Giornata Contro la Violenza sulle Donne. In ogni città, di anno in anno, si organizzano incontri e manifestazione per affrontare questa tematica che purtroppo ancora oggi attanaglia la società. Nonostante la pandemia del 2020 e le tantissime restrizioni, in Italia non si dimentica la ricorrenza. Anche la città di Gela ha offerto  il suo contributo, illuminandosi di rosso e arancio per mostrare la propria solidarietà. Diversi appuntamenti per affrontare la tematica.

Emblema della giornata non poteva che essere la Torre di Manfria, illuminata di rosso per invitare a un momento di riflessione. All’evento straordinario sono stati invitati i giornalisti che hanno divulgato la notizia per non escludere la comunità dal dibattito. La torre simboleggia un faro di speranza per le donne costrette a vivere con il proprio aguzzino. Proprio per queste ragioni, il club Soroptimist hanno sposato l’iniziativa annuale dell’ONU Orange the word: le facciate del municipio e della caserma dei carabinieri resteranno illuminate d’arancio per  16 giorni, cioè fino al 10 dicembre in cui ricorre la Giornata Mondiale dei Diritti Umani. Nel 2020 lo slogan è stato allungato in Orange the world: fund, respond, prevent, colllect! Si stima, purtroppo, che nel 2020 a causa del lockdown dovuta alla pandemia da Covid-19 siano aumentati del 20% i casi di violenza domestica.

Oltre a questi avvenimenti, sono stati organizzate delle vere e proprie campagne. I club service Innerwheel, Soroptimist e Fidapa, con le rispettive presidenti Rita Greca, Giusy Argento e Anna Faraci, si sono recati a Palazzo di Città per sensibilizzare sul dramma della violenza di genere. Inoltre, sempre Soroptimist, ha donato all’ospedale Vittorio Emanuele dei dipinti realizzati dalle alunne del liceo artistico che esaltano la figura femminile.

Nel primo pomeriggio, invece, un incontro in diretta streaming su Youtube organizzato dalla Prof.ssa Agata Gueli, dirigente scolastico del 2° circolo di Niscemi e della scuola Luigi Capuana di Gela, a cui hanno portato i loro saluti i sindaci di Gela Lucio Greco e Niscemi Massimiliano Conti, con la partecipazione del nostro assessore Cristian Malluzzo. Sono stati trattati argomenti crudi quali violenza psicologica, stereotipi di genere, victim blaming, revenge porn e slut shaming. A discuterne sono stati il sociologo Francesco Pira e la psicologa Rita Pasqualetto. Brillante anche l’intervento della docente, attrice e autrice Monica Bevelacqua, che ha interpretato un monologo da lei scritto sul significato dell’amore.

 

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Riqualificato il parco “Iqbal Masih”. Diventerà un parco inclusivo.

Ven, 11/20/2020 - 16:31

Un patto di collaborazione tra diversi enti ed associazioni. Il parco giochi “Iqbal Masih”, collocato in viale Enrico Mattei, di fronte i campi di calcetto Wimbledon, è stato rigenerato e ripulito dopo essere stato per diverso tempo in stato di abbandono e degrado. I lavori non sono ancora stati ultimati, poiché l’idea è quella di renderlo un parco inclusivo per bambini diversamente abili.

Ad occuparsi delle pulizie dell’area, situata nel quartiere Macchitella, è stata in parte la Ghelas Multiservizi con l’aiuto degli associazionisti di Cesvop Palermo, Coordinamento Volontariato, Casa del Volontariato, Comitato di Quartiere Macchitella, il gruppo scout e la comunità della chiesa di San Giovanni Evangelista don Giuseppe Siracusa. Attraverso il lavoro di squadra si è arrivato a riempire ben dieci sacchi di rifiuti urbani, smaltiti in seguito dalla Tekra. Le operazioni di bonifica sono state dirette dall’assessore al decoro urbano Giuseppe Licata.

Le stesse realtà che si stanno occupando di ripristinare l’area hanno anche firmato il progetto che prevede di attrezzare il parco con giochi che includano sia bambini normodotati che diversamente abili, cosicché insieme possano giocare e socializzare più facilmente.

Oltre ai lavori di pulizia, sono in corso quelli di recupero dell’area giochi, di eliminazione dei cespugli e sistemazione delle panchine.

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Nuovi reperti nei fondali di Bulala

Ven, 11/20/2020 - 15:15

Sempre di più le sorprese riemerse dai fondali marini gelesi. Nella giornata del 19 novembre in contrada Bulala, la stessa località dove sono stati ritrovati i relitti greci e gli oricalchi, sono stati rinvenuti altri reperti archeologici risalenti al VI secolo a.C. . A ritrovarli sono stati gli operatori della Soprintendenza del mare della Regione siciliana, grazie anche a una segnalazione del sub gelese Francesco Cassarino.

Tra gli oggetti recuperati un kotyle e uno skyphos, tipiche coppe greche da bevanda con due anse orizzontali. L’una con vasca bassa, l’altra profonda, entrambe acrome (non colorate). Oltre a questi, è stato ritrovato anche un frammento architettonico, forse componente di una statuetta di proprietà di uno dei membri dell’equipaggio. Si tratta di un pezzo in pietra costituito da una base quadrata su cui si imposta una piccola colonna a base circolare, incompleta nella parte superiore. Al momento, visto lo stato di conservazione, non si può attingere a più informazioni.

La missione è stata coordinata da Stefano Vinciguerra, responsabile del gruppo subacqueo della Soprintendenza del mare. Inizialmente, l’obiettivo di Vinciguerra era approfittare delle buone condizioni del mare per acquisire della documentazione fotografica e il rilievo tridimensionale di un carro armato sommerso. Purtroppo, questo è risultato coperto da un metro di sabbia, rendendo vana la missione. In compenso, l’attenzione si è spostata nei dintorni dov’è stata notata un’ancora in ferro incastrata nei fondali. Lì vicino sono state ritrovati vari reperti, tra cui una ciotola fittile integra e una porzione di colonna marmorea con figure a rilievo.

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Al via il restauro del PalaLivatino

Sab, 11/14/2020 - 16:23

Un altro bene verrà, finalmente, restituito alla città. È di lunedì scorso la notizia della conclusione dell’iter per la gestione del PalaLivatino. Il palazzetto dello sport intitolato allo storico magistrato anti-mafia Rosario Livatino, inagibile da tempo, è stato affidato per  15 anni alla MEIC Services s.p.a. . L’ente in questione dovrà occuparsi, prima della stipula del contratto di locazione, dell’esecuzione dei necessari interventi di manutenzione straordinaria, ristrutturazione e recupero della struttura. I lavori richiedono un investimento di circa 250 milla euro.

L’immobile, collocato in contrada Marchitello, è stato costruito nel 2008 e dispone di una capienza di di 2000 posti a sedere. Per alcuni anni dalla sua inaugurazione, è servito a ospitare eventi sportivi di alto livello, ma anche spettacoli di musica, danza e teatro.  Purtroppo, nel corso degli anni la struttura ha subito danni al campo da gioco, ma anche negli spogliatoi e nei locali di servizio. Anche l’infermeria e l’ufficio stampa avrebbero bisogno di un ripristino.  Per questo, già nei giorni scorsi, sono partiti i lavori di pulizia e messa in sicurezza.

A gestire gli spazzi sportivi sarà lo staff di Basket School, presieduto da Salvatore Bernardo. Tra le priorità, vi sarà quella di dare la possibilità a moltissimi giovani di visitare uno spazio così promettente per fare sport e ricevere una formazione adeguata. Un’ulteriore novità riguarda l’istituzione di un “college” che vedrà la partecipazione di studenti da tutto il mondo.

L’obiettivo è fare del PalaLivatino una location per grandi eventi e manifestazioni, sportive e non solo. Un’ulteriore passo avanti per la riabilitazione di Gela, che potrà investire ulteriormente nello sport e nella cultura.

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“Diremo: io c’ero”, il corto delle studentesse gelesi sulla pandemia

Sab, 11/14/2020 - 16:20

Menzione d’onore al concorso “Racconti dentro e fuori. Cronache da un interno”. È questo il riconoscimento che hanno ottenuto le studentesse della IV A del liceo artistico Ettore Majorana di Gela, per il loro cortometraggio dal titolo “Diremo: io c’ero”.  Il concorso, promosso dalla Rete Nazionale dei Licei Artistici, ha avuto come oggetto la realizzazione di materiale video e fotografico sul tema dell’emergenza sanitaria.

Due minuti per raccontare le loro vite sconvolta dall’arrivo nel mondo del Coronavirus: la pandemia, poi il lockdown e infine il semplice disagio dovuto al distanziamento forzato. Il prima e dopo vengono messi a confronto: la gioia nell’abbracciarsi, le passeggiate in comitiva nei quartieri della città, per le spiagge seguite dall’isolamento domiciliare, la didattica a distanza e il doversi reinventare tra le mura domestiche.

Quando tutto potrebbe sembrare più semplice, di fatto non lo è. Alle “tipiche” problematiche di un qualsiasi studente adolescente, stavolta si aggiunge quella di un futuro prossimo incerto, e quel senso di alienazione anche durante le lezioni via webcam. Incertezze anche all’interno di casa propria, dove si fa attenzione a non toccare le maniglie delle porte. Rimane solo la speranza di tornare ad abbracciarsi, di guardare un film al cinema e a festeggiare insieme il più presto possibile.

Il liceo artistico di Gela è stato l’unico dei licei in Sicilia a essere premiato. A guidare la classe è stata la professoressa Sonia Madonia. Molto orgogliosa si è detta la Dirigente Linda Bentivegna, soddisfatta della collaborazione tra le allieve e il corpo docente.

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Banco digitale, un’iniziativa di solidarietà

Sab, 11/07/2020 - 17:26

Una lodevole iniziativa lanciata dall’avvocato Francesco Giocolano, quella di istituire un “banco digitale” a favore degli studenti con difficoltà materiali nel seguire le lezioni online.

Sul modello del banco alimentare, che ha la funzione di raccogliere cibo e beni di prima necessità per i più bisognosi, così il banco digitale dovrà fornire connessione, computer e tutto l’occorrente per la didattica a distanza.  “In un contesto economico difficile come quello cittadino – ha spiegato Giocolano alle testate locali – le spese per la didattica a distanza non sempre sono alla portata di tutti. Servono pc e tutto il necessario per avere un collegamento diretto con le lezioni, oltre alle connessioni internet. Istituendo un punto di raccolta di materiali da donare, a cominciare dai computer, chi si trova in difficoltà potrebbe avere la dotazione indispensabile, assicurando ai figli il pieno diritto all’istruzione. Ci sono tanti privati cittadini ma anche aziende che si trovano nelle condizioni di donare pc e altri sistemi informatici. Un banco dove raccoglierli, sul modello dei banchi alimentari, potrebbe essere istituito dal Comune. Credo che ancora per i prossimi mesi, la didattica a distanza sarà una realtà nelle scuole e quindi c’è bisogno di organizzarsi in tal senso. A nessuno deve essere negato il diritto allo studio e alla conoscenza”.

Sono tanti i disagi causati dalla pandemia del Covid-19. Uno di questi riguarda gli studenti di scuole e università, costretti ad adottare la didattica a distanza. In particolar modo, vi sono famiglie in condizioni economiche precarie, sprovviste di connessione internet o di device (PC, tablet ecc.) insufficienti in numero tale che ogni membro possa adempiere ai propri compiti nello stesso momento. È possibile, ad esempio, che vi siano figli che frequentano classi diverse ma dispongano di un solo computer per seguire le lezioni, o anche che il computer serva a uno dei genitori per motivi di lavoro.

A credere fortemente in quest’idea è stata Ade, amministratrice della pagina satirica Se i quadri potessero parlare gelese. Attraverso un post della pagina, si è appellata all’imprenditore Maurizio Melfa affinché si aprisse a una collaborazione con l’avvocato Giocolano per concretizzare il progetto. L’imprenditore ha accolto la proposta lanciata da Ade e si è riunito in videoconferenza con Giocolano, Orazio Trainito, Francesco Barone e Francesco Sferrazza. Si attendono i prossimi sviluppi.

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Al via il nuovo bando “Democrazia partecipativa”

Gio, 11/05/2020 - 18:15

C’è tempo fino al 10 novembre per recarsi al municipio e presentare un progetto a beneficio del territorio. Con Democrazia Partecipativa,  i cittadini gelesi possono presentare progetti e proposte sulle seguenti aree tematiche:  Ambiente, Ecologia e Sanità, Lavori Pubblici, Sviluppo Economico, Turismo e Promozione del Territorio, Politiche giovanili, Attività sociali, scolastiche, culturali e sportive. Le somme a disposizione per l’anno 2020 ammontano a a 60 mila euro, derivanti dai trasferimenti regionali dell’anno precedente.

Si tratta dello stesso bando con cui, nel 2018, è stato votato il progetto per la creazione dell’app Discovery ideato dall’avvocato Roberta Bulone.

Possono presentare i loro progetti e le loro proposte tutte le persone fisiche maggiorenni residenti nel territorio comunale e tutte le associazioni sportive e culturali no profit. Il bando esclude, invece, tutti coloro che ricoprono un incarico di natura politica o sindacale, siano essi dipendenti del Comune di Gela, del governo della Regione o nazionale.

Tutte le proposte presentate verranno valutate dai tavoli tecnici di approfondimento prima di essere approvate dalla giunta municipale. In seguito, verranno presentate in un unico documento nominato “Democrazia partecipata”. Tutti i maggiorenni residenti a Gela potranno recarsi al municipio, presentando il documento di identità, per votare ciascuno una proposta a scelta. Nel caso in cui, entro i terrnini stabiliti, non pervenissero proposte da parte della cittadinanza, la Giunta provvederà a formulare delle azioni che saranno sottoposte alla scelta della cittadinanza.

Per accedere al bando e partecipare, ci si potrà collegare al link presente nel sito del Comune e scaricare l’avviso contenente in allegato la scheda di partecipazione. In alternativa,  la scheda sarà disponibile presso l’URP e potrà essere ritirata dalle ore 9.00 alle ore 12.00 di ciascun giorno lavorativo. Le schede compilate possono essere presentate o mediante consegna all’Ufficio di protocollo generale del Comune (dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 12.00, il martedì e il giovedì dalle ore 16.00 alle ore 17.00) oppure via mail all’indirizzo comune.gela@pec.comune.gela.cl.it

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Nasce la Federazione Storica Siciliana

Mer, 11/04/2020 - 15:47

Lo scorso 18 ottobre, ad Enna, diverse associazioni culturali si sono riunite presso il Castello di Lombardia per un evento “storico” a tutti gli effetti. È stata fondata, infatti, la Federazione Storica Siciliana, che d’ora in poi sarà nota anche come Federstorica. Tra i suoi fondatori, anche due realtà gelesi, ossia il Gruppo Archeologico Geloi e Gynmnastics Club.

Gli obiettivi di questa nuova realtà sono quelli della rievocazione storica della regione siciliana, attraverso eventi, conferenze, workshop, formazione, attività e progetti con le scuole.

Sono in totale tredici le associazioni che hanno firmato lo statuto e  l’atto costitutivo. Assieme alle sopracitate anche le seguenti associazioni: The Phoenicians (Agrigento), Tradumari&Venti (Trapani), La Fianna (Palermo), Antico Mondo (San Cataldo), Reggimento Real Marina (San Cataldo), Laberna (Enna), Associazione Acams (Ravanusa), I Cavalieri delle Torri Nere (Enna), Agro Priolese (Priolo Gargallo), FaRe Musica (Sortino), Madrigale (Buccheri).

Ad apportare la firma per il gruppo Geloi è stato Massimo Innorta, mentre l’istruttore Valter Micciché ha firmato in rappresentanza di Gymnastics Club. Nella stessa giornata sono state anche date le nomine dei Dicasteri e Vicariati, che vedono all’amministrazione il gelese Salvatore Spinello.

Quanto al consiglio direttivo, esso è costituito da Claudio Maltese che ricoprirà l’incarico di Presidente, mentre Andrea Vannelli sarà Vicepresidente. A ricoprire il ruolo di segretario sarà invece Nicolò Lombino.  Tutti i membri del consiglio sono stati eletti all’unanimità.

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Tam Tam, il “teatro” della rivoluzione

Sab, 10/31/2020 - 14:45

Parliamo un po’ di “radici del passato”. In Italia e nel mondo gli anni ‘90 restano gli anni del grunge, dei walkman e dei primi film di Tarantino. In Sicilia, purtroppo, erano anche ben altro. Il clima era contaminato e minacciato dalle guerre di mafia, dalle sparatorie divenute quasi “normale amministrazione”(ve l’abbiamo raccontato in Italia Sicilia Gela, stagione 1, episodio 6). Come si poteva anche solo pensare che in mezzo a tutto ciò, si potesse combattere per promuovere l’arte e la cultura? Fare arte voleva dire educare. Eppure, proprio la mancanza di alternative non ci porta più lontano dalla regressione. Pertanto, il 31 ottobre del 1993, gli artisti gelesi non festeggiavano Halloween, ma esorcizzavano i mostri a modo loro. Fu infatti in quella sera che si svolse la prima serata di Tam Tam – Nuovi spazi per la cultura. 

Si trattava di un movimento musicale , la cui missione era l’apertura di nuovi spazi ricreativi, ma in particolar modo la riapertura del Teatro Comunale “Eschilo”. Negli anni ‘70, il teatro venne infatti dato in gestione ad un privato e usato prevalentemente per proiezione di film a luci rosse, prima della chiusura definitiva negli anni ‘80. Seguirono i primi movimenti di protesta, ma senza successo.

La svolta arrivò più di dieci anni dopo. Il movimento Tam Tam, pacifico e spontaneo, prese piede da una collaborazione tra Orazio Messina, Rocco Mammano, Rocco Cerro, Emanuele Tuccio, Monica Bevelacqua e tantissimi altri elementi del panorama artistico gelese, tutti citati nella cartolina d’invito che riportava la “carta costituzionale” che illustrava la missione del progetto. Aderirono al comitato musicisti, cantanti, ballerini, attori, cabarettisti, grafici, tecnici del suono e delle luci, e chiunque appartenesse al mondo dello spettacolo, o semplicemente ne era appassionato. Venne scelta come sede la stessa del Corriere di Gela, promotore dell’iniziativa. Dai più piccoli ai più grandi, non vi erano distinzioni di età, poiché uniti da una causa comune. La prima serata, quella del 31 ottobre, divenne un evento epocale per Gela.  Venne messo su uno spettacolo dalla dura di tre ore, che si tenne presso la Sala Multiusi del dopolavoro Eni (l’attuale teatro Antidoto), e vi partecipò una platea di oltre un migliaio di persone.

Un periodo di coesione e collaborazione tra gli artisti aventi un unico obiettivo comune, grazie anche a un’organizzazione ben strutturata. Ad esibirsi formazioni già esistenti o create per l’occasione. Gruppi di undici elementi come i Divertion, ma anche la Wild Blues Band, i Tubi Innocenti, i Mediterranea e il Castellana Group. Venne dato spazio anche ai gruppi parrocchiali del Cesma e il Gruppo Sant’Antonio. In totale, furono una settantina gli artisti e i volenterosi che appoggiarono la causa, tanto che ben presto Tam Tam divenne una vera e propria associazione.

Musica e intrattenimento diedero in quell’occasione uno spunto di riflessione, una sorta di “Woodstock” nostrana, lontana dalle tensioni e dal degrado urbano e sociale. Tam Tam è stato ripetuto nel maggio del ’94 e nel gennaio del ’95, stavolta presso il cineteatro Royal, poiché l’afflusso richiedeva uno spazio molto più ampio.

Il messaggio era chiaro, mentre l’insegnamento andò ben oltre l’obiettivo originale. Nella buia Gela degli anni ’90, ecco finalmente un punto luce. Da allora vennero avviate le procedure per la riapertura del teatro, anche se questa è avvenuta soltanto nel febbraio del 2013. In un certo senso, le urla di rivoluzione del passato hanno riecheggiato a ridosso dei posteri. Musicisti allora adolescenti (i Divieto di Sosta, ad esempio), in età adulta hanno avuto hanno avuto modo di riesibirsi vent’anni dopo sullo stesso palco per cui hanno lottato. Se adesso abbiamo un teatro (e non solo quello), lo dobbiamo a chi ha creaduto nell’arte e dall’arte si è lasciato educare, educando a sua volta.

 

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Riemerse le basole antiche nei cantieri in via Navarra

Sab, 10/31/2020 - 14:29

Una sorpresa non proprio inaspettata, quella emersa durante i lavori di cantiere in via Navarra. Durante la scarificazione dell’asfalto sono riemerse le basole antiche, che in origine pavimentavano le via del centro storico. L’antico basolato, oltre a prestarsi per la sua resistenza, era emblematico a livello storico ed estetico. Sono già in corso le interlocuzioni dell’amministrazione locale con la Soprintendenza ai Beni Culturali di Caltanissetta per capire come andare avanti. Da parte del comune di Gela, ci sarebbe ad ogni modo l’interesse di raggruppare tutte le basole che verranno rinvenute e inserirle in un unico tratto di strada, probabilmente in prossimità della Chiesa Madre.

“Questa nuova opera di riqualificazione urbana – dicono gli amministratori – comprende la scarifica e la sistemazione di nuove basole in pietra lavica e si inserisce perfettamente nell’obiettivo dell’amministrazione comunale di rendere il centro storico sempre più simile ad un salotto: accogliente, curato ed elegante. La scarifica è stata fatta con molta attenzione proprio perchè ci aspettavamo il riemergere delle basole, ed in effetti abbiamo trovato tutto il corpo centrale originario che è nostra intenzione mantenere. La nostra idea – spiegano – è quella di salvaguardare e riutilizzare queste basole in un tratto, nella parte restante mettere delle basole nuove e realizzare il marciapiede e il ciglione in pietra lavica, ma naturalmente tutto sarà discusso con la Soprintendenza. Di sicuro, non procederemo alla posa

I lavori avranno una durata di circa otto mesi e rientrano, assieme a quelli di via Niscemi e di Viale Mediterraneo, hanno un costo complessivo d 800 milla e rientrano tra quelli finanziati dal Patto per il Sud. Il RUP è l’ing. Roberto Capizzello, il direttore dei lavori è il geom. Giuseppe Catania, il dirigente è l’ arch. Tonino Collura. Presenti all’avvio dei lavori il Sindaco Lucio Greco e l’assessore ai Lavori Pubblici Ivan Liardi.

Un team di persone che, negli ultimi anni ha lavorato duramente e non si è risparmiato per reperire determinate somme. Tra un anno circa, infatti, questi cantieri dovrebbero cambiare il volto di una parte della città, ragion per cui il sindaco e l’assessore hanno sentito di ringraziare immensamente chi si è speso nella progettazione.

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Nuovi finanziamenti per le ciclovie turistiche di Gela

Lun, 10/26/2020 - 15:42

L’amministrazione locale, nelle persone degli assessori alle Attività Produttive e al Bilancio Terenziano Di Stefano e Danilo Giordano, hanno recentemente annunciato l’arrivo di nuovi finanziamenti destinati alla realizzazione di nuove ciclovie turistiche. Si tratta, nel complesso, di un versamento di oltre 260 mila euro proveniente dal Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dello scorso 12 agosto. Parte della somma verrà derogata entro la fine del 2020, mentre la parte restante verrà derogata nel 2021.

Grazie alla dotazione del PUMS (Piano Urbano Mobilità Sostenibile) approvato in consiglio comunale, Gela si colloca tra i dieci progetti nazionali volti a creare dei nuovi percorsi ciclabili ai fini turistici. Tra questi, un progetto specifico riguardante la Magna Grecia e che coinvolge Basilicata, Calabria e Sicilia.

“Grazie a tutti coloro che hanno reso possibile questo risultato: agli uffici sempre attenti e al consiglio comunale che, approvando il PUMS, ci ha permesso di avere il bonus. Ci teniamo a precisare – concludono Di Stefano e Giordano – che queste somme non saranno spese per opere infrastrutturali, ma per la sistemazione di aree e arterie già esistenti che saranno delimitate e messe in sicurezza con apposita segnaletica orizzontale e verticale e trasformate in piste ciclabili. La valorizzazione e la promozione del nostro patrimonio storico, artistico e naturalistico passa anche da qui”.

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La nave greca torna a Gela e avrà una nuova casa!

Lun, 10/19/2020 - 14:52

Negli ultimi giorni sono diverse le grandi notizie giunte alla città di Gela, a seguito di un incontro tra le istituzioni. Lo scorso 12 ottobre, si è svolto un incontro al parco archeologico tra il sindaco di Gela Lucio Greco, il presidente della regione Nello Musumeci e l’assessore regionale ai Beni Culturali Alberto Samonà con il suo dirigente generale Sergio Alessandro. Presenti anche la Soprintendente Daniela Vullo e il direttore del parco archeologico, Luigi Gattuso. Una serie di accordi sono stati presi circa la valorizzazione del territorio e del suo patrimonio culturale.

La prima notizia riguarda la nave greca, attualmente collocata a Forlì per la mostra “Ulisse, l’arte e il mito”, la quale ha superato le 60 mila visite, nonostante la pandemia. Una volta terminata l’esposizione, il reperto tornerà nella nostra città per un’altra serie di eventi dedicati al mito di Odisseo, al viaggio e al Mediterraneo. La mostra verrà finanziata dalla Regione e durerà circa quattro mesi, a partire dal mese di aprile 2021. L’evento si terrà a Bosco Littorio, in uno spazio di circa 400 mq, la stessa zona in cui la nave naufragò prima di arrivare al porto di Gela.

Ma le grandi notizie non finiscono qui! Di fatto, un ulteriore finanziamento di 4 milioni di euro servirà a realizzare un sogno che molti credevano destinato a rimanere tale: la realizzazione del Museo del Mare. La mostra dedicata alla nave greca servirà ad inaugurare questa nuova attrattiva che verrà realizzata proprio a Bosco Littorio, dove il relitto rimarrà in pianta stabile. Il progetto prevede la realizzazione di una struttura caratterizzata da container in ferro e vetro piuttosto che in cemento. La nave, lunga 70 metri, sarà posizionata al centro. Intorno ad essa, vi saranno proiezioni e richiami al tema del viaggio, delle antiche divinità e del tema del ritorno.

I reperti, provenienti da collezioni pubbliche e private, verranno selezionati da un comitato scientifico in cui rientrano la dottoressa Vullo e l’architetto Gattuso, assieme al professore Gianfranco Brunelli, curatore della mostra di Forlì, assieme all’architetto Alessandro Lucchi, che ne ha curato la parte espositiva.

Infine, grandi novità in arrivo anche per il museo archeologico. il Ministero dei Beni Culturali ha, infatti, approvato il progetto di variante e l’importo del finanziamento è di 3,5 milioni a carico del PON Cultura. Il progetto sarà a cura del direttore Gattuso e sarà consegnato a dicembre.

“Grazie a chi ha già contribuito e a chi ancora lo farà affinché i tempi vengano rispettati e l’attenzione resti massima per rilanciare l’immagine della città e assecondarne la vocazione turistica sepolta da decenni, – ha aggiunto Greco – restituendole il posto di prestigio che aveva all’interno della Magna Grecia. Il nostro obiettivo è quello di inserire Gela in un percorso turistico del quale saranno chiamati a far parte anche altri comuni vicini, per far si che in occasione della mostra i visitatori possano spostarsi e scoprire tutto il territorio.”

 

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“Io voglio vivere” di Giacomo Giurato. L’arte di donare

Sab, 10/10/2020 - 21:49

Spesso ci si pone il problema di cosa donare al prossimo, sia esso un parente, un amico, un conoscente degno di stima. Ci si fanno regali per le ricorrenze come Natale, compleanni, l’anniversario di matrimonio, o per occasioni speciali come un lieto evento o una notizia da festeggiare.  Se non si tratta di un qualcosa di strettamente materiale, ci si dice che è il pensiero ciò che conta. Poi ci sono i regali di emergenza, come quello della vita. Al primo piano dell’ospedale Vittorio Emanuele di Gela c’è un reparto che, da qualche anno, si occupa proprio di questo:  si tratta del polo di reclutamento donatori di midollo osseo.  Ad averlo istituito è stato Giacomo Giurato, che ha fatto della generosità, propria e altrui, la sua missione di vita.

Attualmente presidente di Adoces Sicilia e del Coro Polifonico Perfetta Letizia”, Jack, come lo chiamano glia amici, viene spesso definito un “giullare”. Sì, perché la prima cosa che si occupa di restituire nell’immediato è il sorriso. Da qualche anno, infatti, va presso i reparti di oncologia con un camice e un naso rosso a infondere gioia nei pazienti ricoverati, o che svolgono il regolare ciclo di chemio.  Una lotta che lo riguarda in prima persona e che lui affronta in modo buffo, prendendola in giro e cercando di tenere lo spirito allegro. Quello stesso nasino rosso lo dona ai pazienti, e talvolta se non indossato è valido anche come pallina anti-stress.

Nel suo libro autobiografico, Io voglio vivere, la parola “abbraccio” è forse quella più utilizzata. Poco più di un centinaio di pagine per raccontare la sua lotta, e quella di tanti altri, uniti nella condivisione. Dalla prima diagnosi, all’incontro di nuovi amici, agli incontri con Patch Adams, medico inventore della clown terapia, e con Papa Francesco. Le storie narrate non puntano a descrivere i drammi del malato-guerriero, ma a infondere un messaggio di speranza e di empatia verso il prossimo. Anche quando il tumore è sconfitto, possono restare la depressione e la paura. Io voglio vivere è, appunto, un invito ad abbracciarsi e ad abbracciare la vita. Terminologia ironica, dal momento che l’autore ha iniziato a lavorare alla seconda edizione proprio durante il lockdown, quando il contatto fisico era negato a tutti. Proprio quando il mondo non aveva alcuna pretesa nei nostri riguardi, talvolta ci si è ritrovati a confrontarsi con quel senso di nullità, e il conseguente bisogno di sentirsi utili per gli altri. In quel caso, Adoces, in collaborazione con AIPAMM,si è impegnata nel dare ai pazienti oncologici il supporto psicologico di cui avevano bisogno.

Incontro con Patch Adams al Teatro Pirandello di Agrigento, 26 – 02 -2018

L’attuale stesura di Io voglio vivere è edita dal Cesvop e non è destinata alla vendita. In compenso, la troverete nei reparti di oncologia dei maggiori ospedali d’Italia, al reparto di oncoematologia dell’ospedale Garibaldi Nesima di Catania, e durante i banchetti di Adoces, dove possibile lasciare un libero contributo all’associazione, spesso promotrice di eventi artistico-culturali.

Donare il midollo è una scelta che certamente richiede riflessione, ma che non costa nulla e può letteralmente salvare vite, talvolta anche giovanissime poiché il tumore non guarda i dati anagrafici. Ci si reca presso il centro trasfusionale per un primo colloquio con il medico specializzato, dopodiché ci si sottopone a un primo prelievo per essere tipicizzati e inseriti nel registro dei donatori universali. Potranno passare anni prima che il proprio midollo risulti compatibile per un trapianto, proprio per questo è necessario raggiungere quanti più donatori possibili. Nell’attesa, basta donarsi un abbraccio o semplicemente un sorriso e ridare all’atmosfera un senso di serenità e appartenenza. Insomma, basta esserci.

 

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“GreenPark Montelungo” diventa realtà!

Gio, 10/08/2020 - 19:04

È ufficiale: al parco di Montelungo verrà finalmente resa giustizia! Lo scorso 7 ottobre, il Museo Archeologico ha ospitato la quarta edizione del Festival dello Sviluppo Sostenibile. Durante l’evento nazionale, chiuso al pubblico causa Covid, l’architetto Vincenzo Antonuccio ha presentato il progetto “Green Park Montelungo”.  L’immensa area naturale verrà presidiata e recuperata attraverso opere di pulizia, coltivazione e attrezzamento, per essere usufruita dalla popolazione e dai turisti di tutte le età. L’iniziativa rientra nei finanziamenti europei del Recovery Fund.

Tantissime le attività e le opere in atto a favore della sostenibilità, a discapito dello stato di degrado e abbandono a cui il parco è stato soggetto negli ultimi anni. Di fatto, si tratta di un’area soggetta a deforestazione e vulnerabile agli incendi. La progettazione stessa del nuovo parco, per ridurre sensibilmente gli impatti, si impone di utilizzare unicamente materiali naturali, di recupero ed integralmente riciclabili. L’edificazione verrà, dunque, limitata alle strutture già presenti quali casa, bagni e spogliatoi dell’anfiteatro.

Verranno anzitutto ripristinati e resi fruibili i sentieri, organizzati in percorsi didattici e percorsi ciclopedonali. I visitatori avranno la possibilità di entrare a contatto con la natura, all’insegna dello svago e del benessere. La planimetria comprende punti di ristoro, palestra a cielo aperto, minigolf, “salotti” relax, aree pic-nic e barbecue, aree gioco per bambini e aree dedicate agli animali domestici. Tra le tante novità, anche la creazione di orti botanici. L’anfiteatro verrà, invece, adibito a location per eventi artistico-culturali. Verranno, inoltre, inseriti dei laghetti per la pratica dell’acquacoltura. Tra gli ingressi, invece, verranno collocati degli uffici dove richiedere informazioni e degli stand fieristici.

Oltre allo sport e allo svago in generale, al centro dell’idea vi è la cultura dell’apprendimento: diversi gli spazi dedicati alla didattica, tra cui aule tematiche, aula conferenze, laboratori naturalistici e persino un planetario. I vari padiglioni comprendono corsi, stages e incontri vari di arte, danza e recitazione. Per di più, in un posto come Gela, non può venir meno nemmeno l’archeologia!

Turisti e campeggiatori avranno un luogo apposito in cui montare le tende (vi troverete persino tende sospese), oltre ai parcheggi per i camper e altri tipi di veicoli. Prevista anche la creazione di un lido sul litorale adiacente.

A livello economico, sono diverse le ripercussioni che questa nuova iniziativa avrà sulla città. Oltre alla creazione di una cinquantina di nuovi posti di lavoro, si tratta di un grande passo avanti per il grande potenziale turistico di Gela, che genererà un nuovo flusso verso alberghi, bed&breakfast, ristoranti ed attività commerciali presenti nelle aree urbane.

Per accedere alle varie informazioni, farsi un’idea più chiara e prenotarsi alle varie attività, basta collegarsi al sito apposito www.greenparkmontelungo.com

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L’artista Robico per REDValentino

Ven, 10/02/2020 - 15:56

Una sneaker con una rosa dipinta a mano che vede un occhio al centro: a crearla è stato l’illustratore gelese Roberto Collodoro, in arte Robico, per la nuova collezione di REDValentino. Le bowalk sneakers sono presenti in edizione limitata ed esposte presso i punti vendita de La Rinascente in via del Tritone a Roma e in Piazza Duomo a Milano. In quest’ultimo luogo, lo scorso 26 settembre, è stato possibile assistere a un’estemporanea dell’artista.

Pittore, disegnatore, street artist e non solo. Diversi sono i contributi che questo artista ha offerto alla sua città natale ma anche al di fuori. La collaborazione con REDValentino rientra nel progetto Rinascente – Made for Italy, in cui il noto franchise ha voluto celebrare le eccellenze italiane nel campo della moda, del design, della bellezza, del gourmet e della cultura in generale.

Grottesco, onirico, vecchio e rovinato dal tempo. Le figure ritratte da Robico fondono la sicilianità con immagini surreali, spesso rugose e grossolane, ma che con i loro colori vivaci hanno un che di suggestivo che colpisce l’occhio dell’osservatore. Dai volti vissuti degli anziani spazia verso la bruttezza vera e propria, con elementi propriamente disturbanti. Secondo diversi magazine di moda, le nuove scarpe diventeranno ben presto un “must have” della corrente stagione autunnale.

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Nasce VisitGela, per scoprire Gela e le altre meraviglie che la circondano

Gio, 10/01/2020 - 23:30

Nasce VisitGela, un nuovo strumento web interattivo per scoprire la città di Gela e le altre meraviglie che la circondano, da Scicli a est ad Agrigento a ovest, passando per Piazza Armerina a nord.

Partendo dalla città di Gela, ricca di siti archeologici e un meraviglioso museo, spiagge libere, chiese e palazzi storici si può facilmente arrivare alle zone rese celebri dal Commissario Montalbano, o visitare le bellezze naturalistiche del Lago Biviere e il rivoluzionario Farm Cultural Park di Favara.
Gela può essere utilizzata come punto di riferimento per dormire e mangiare (si mangia benissimo a Gela!) con visite in giornata nei dintorni.

Lo scopo di VisitGela è offrire ai viaggiatori che vogliono visitare la zona un modo veloce, semplice ed efficace per accedere alle informazioni necessarie: cosa fare e cosa vedere, curiosità, piatti tipici e souvenir da portare a casa.

Per iniziare a navigare VisitGela clicca qui

http://www.visitgela.it/

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A Settefarine un nuovo laboratorio teatrale a cura di Giuliana Fraglica

Mar, 09/29/2020 - 17:47

Un nuovo esperimento per valorizzare uno dei più vasti quartieri di periferia apparentemente trascurato, e al tempo stesso, offrire ai ragazzi un nuovo spazio per esprimersi. A Settefarine è stato avviato un nuovo laboratorio teatrale, a cura di Giuliana Fraglica, performer e scrittrice.

Da poco eletta ambasciatrice, Giuliana avrà il compito arduo di mediare tra gli abitanti e l’amministrazione della città, oltre a mettere su una serie di attività per rivalorizzare il quartiere. Il primo step, è stato proprio verso i ragazzi, il principale target a cui Giuliana si indirizza di volta in volta. Al tempo stesso, presso il teatro Antidoto di Macchitella si sta occupando di un laboratorio rivolto ai bambini, ma non dimentica il luogo in cui è nata e cresciuta.

Don Giorgio Cilindrello, parrocco della chiesa di San Sebastiano, ha messo a disposizione il salone dell’oratorio per ospitare ogni settimana, per due ore di seguito, gli adolescenti che vorranno mettersi in gioco attraverso la recitazione. La particolarità di questo progetto sta nel fatto che nessuno interpreta un personaggio ma ognuno è sé stesso, perché da loro stessi devono tirare fuori il meglio. In questo modo, i giovani hanno iniziato a conoscersi meglio, legare e diventare più responsabili per fare di Settefarine un quartiere più accessibile e vissuto che guarda al futuro.

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Dog Village – un nuovo canile a Gela per accogliere i randagi

Mar, 09/29/2020 - 17:41

Tra i disagi che spesso la comunità gelese ha sempre vissuto e denunciato vi è quello del randagismo, in particolar modo dei cani. Spesso affamati e abbandonati a loro stessi, quelli che dovrebbero essere i migliori amici dell’uomo in molti casi cercano casa e qualcuno che li ama, ma talvolta fanno branco e l’istinto di sopravvivenza sfocia nell’aggressività. Diverse le associazioni animaliste di volontariato che cercano esseri umani disposti ad adottare un animale domestico, ma spesso vengono a mancare le risorse materiali per portare avanti i rifugi. Per ovviare a questa problematica, finalmente, ci ha pensato la Dog Village, che ha aperto una struttura pronta a ospitare cinquecento cani.

Una vera e propria oasi in cui i nostri amici a quattro zampe potranno avere cibo e svago, divisi in attesa di essere scelti da una nuova famiglia.  I randagi, infatti, non verranno trattenuti in gabbia ma avranno ampi spazi per lo sgambettamento. La struttura si trova a Butera, dunque in prossimità di Gela, ed è convenzionata con il comune di Butera e di Lentini, ma l’obiettivo è di stipulare una convenzione anche con i comuni limitrofi, in primis proprio quello di Gela. Al momento dell’apertura, sono stati inseriti già settanta cani.

Al momento, a Gela è presente soltanto un gattile di appartenenza all’OIPA, ma questa nuova oasi permetterà a questa e ad altre associazioni (LIDA, V.I.T.A Randagia, ecc.) di poter emettere qualche respiro di sollievo quando non si avranno spazi a sufficienza per ospitare animali.

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Concorso fotografico a premi «LA VITA QUOTIDIANA A GELA»

Mar, 09/22/2020 - 18:07

Gela è una città con molte meraviglie! Un patrimonio archeologico unico al mondo, un mare straordinario, chilometri di spiagge, piazze, chiese e scorci bellissimi.

Quale modo migliore di valorizzare tutto questo se non con delle fotografie?

Gela Le Radici Del Futuro organizza un concorso fotografico sul tema “La vita quotidiana a Gela”. Un concorso per far conoscere la città di Gela attraverso lo sguardo di chi ci vive.

Aperto a tutti, ogni partecipante può inviare un massimo di tre fotografie ognuna con titolo e descrizione.

Verrà istituito un premio per le 3 foto prime classificate in base a quanto deciso da una giuria di esperti di comunicazione nominata da Gela Le Radici Del Futuro.

Premio per il primo classificato: 500 euro

Premio per il secondo classificato: 300 euro

Premio per il terzo classificato: 100 euro

Al termine del concorso le fotografie migliori verranno pubblicate in un book digitale sul sito http://www.gelaleradicidelfuturo.it/ e sui social network del progetto.

Formato fotografie

Verranno accettate foto digitali sia a colori che in bianco e nero, e sia in formato portrait (verticale) che landscape (orizzontale). Dimensioni minime: 1080 pixel il lato più piccolo, risoluzione 300 punti.

Formato: jpg.

Ogni fotografia dovrà essere corredata di titolo, breve descrizione e nome dell’autore.

La partecipazione al concorso è gratuita e riservata ai maggiorenni residenti nella città di Gela.

Le fotografie vanno inviate via mail a concorsofoto@gelaleradicidelfuturo.it entro e non oltre il 31 ottobre 2020.

I vincitori verranno comunicati nel corso di una premiazione che si terrà entro il 2020.

 

REGOLAMENTO

Jacopo Fo srl (Gruppo  Atlantide) con il sostegno di Eni e il patrocinio del Comune di Gela indicono il concorso fotografico “LAVITA QUOTIDIANA A GELA”

1) Requisiti di partecipazione

Il concorso è aperto a tutti i cittadini maggiorenni residenti nel comune di Gela. Le foto dovranno essere scattate esclusivamente nell’ambito del territorio di Gela .

2) Requisiti di esclusione

Non sono ammesse fotografie già oggetto di premiazioni in altri concorsi di carattere nazionale;

Non è ammesso ledere alcun diritto di terzi né violare le leggi vigenti;

Non è ammessa l’assenza nell’email di accompagnamento alle foto dei dati richiesti al punto 5;

Non rispettare i limiti di tempo per l’invio del materiale (entro il 31 ottobre 2020);

Non rispettare le caratteristiche tecniche delle foto indicate al punto 4;

Essere componente di Jacopo Fo srl o del Gruppo di Animazione Territoriale di Gela.

3) Modalità di partecipazione

La partecipazione è gratuita.

4) Caratteristiche tecniche delle foto

Verranno accettate foto digitali sia a colori che in bianco e nero, e sia in formato portrait (verticale) che landscape (orizzontale). Dimensioni minime: 1080 pixel il lato più piccolo, risoluzione 300 punti.

Formato: jpg.

5) Invio delle fotografie

Le fotografie dovranno essere inviate a concorsofoto@gelaleradicidelfuturo.it entro e non oltre il 31 ottobre 2020. Nell’email di accompagnamento dovranno essere indicati, a pena di esclusione, il nome  dell’autore, la  sua residenza, la sua  email, il suo numero  di telefono, la dichiarazione “dichiaro di aver letto e di sottoscrivere integralmente il regolamento del concorso pubblicato sul sito  www.gelaleradidelfuturo.it”.

Nell’oggetto della mail dovrà essere indicato “Concorso fotografico La vita quotidiana a Gela”

Ogni autore potrà inviare SOLO 3 fotografie. Nel caso di invio di più foto saranno ammesse al concorso solo le prime tre inviate.

6) Concessione licenza e autorizzazione al trattamento dei dati personali e dell’opera

Il partecipante concede agli organizzatori una licenza d’uso completa, non esclusiva, irrevocabile e a tempo indeterminato delle foto inviate. Con la partecipazione al presente concorso l’autore manleva l’organizzazione da tutte le responsabilità, costi e oneri di qualsivoglia natura che dovessero essere sostenuti a causa del contenuto delle foto.

Gli organizzatori si impegnano a pubblicare il nome dell’autore in ogni caso in cui le foto verranno utilizzate.

Il partecipante autorizza gli organizzatori al trattamento dei dati personali ai sensi della Legge 196/2003 e successive modifiche, per tutti gli adempimenti necessari all’organizzazione e allo svolgimento del concorso ed alla successiva pubblicazione delle foto.

7) Selezione finale – Decretazione del vincitore

I criteri fondamentali sulla base dei quali saranno selezionate le fotografie sono: aderenza all’obiettivo del concorso, originalità, qualità tecnica e qualità artistica.

La selezione finale con decretazione dei vincitori avverrà ad opera di una giuria composta da: Claudia Faverio, Jacopo Fo, Bruno Patierno, Iacopo Patierno, Simone Canova.

I vincitori saranno annunciati nel corso di una cerimonia di premiazione.

Le foto premiate, assieme ad una selezione delle foto segnalate, saranno pubblicate sul sito www.gelaleradidelfuturo.it, sui social collegati e su altri media scelti dal Gruppo Atlantide.

8) Premiazione, premi

La premiazione si terrà nel 2020 e sarà comunicata a tutti i partecipanti che riceveranno una e-mail di invito alla cerimonia spedita alla casella di posta utilizzata per partecipare al concorso.

Saranno premiati i primi tre classificati con premi in denaro: 500 euro per il primo classificato, 300 euro per il secondo, 100 euro per il terzo.

Ai sensi dell’articolo 6 del d.P.R. 26 ottobre 2001 n.430, questo concorso non rappresenta un’operazione a premi in quanto “indetto esclusivamente per la produzione di opere artistiche”.

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Giovani Arcobaleno. Verso l’apertura e l’inclusione.

Mar, 09/22/2020 - 08:49

Un cambiamento epocale che ha aperto la strada verso la tolleranza. Nel corso dell’estate è nato Giovani Arcobaleno, un movimento spontaneo, divenuto ben presto il primo comitato a Gela a battersi apertamente per i diritti LGBTQ+ e non solo.

La loro prima manifestazione pubblica si è svolta in occasione delle proteste di alcuni gruppi di persone contro la nuova proposta di legge anti-omofobia. Questo gruppo di ragazzi, la cui età media è di vent’anni, ha improvvisato una contro-protesta. Da una parte vi era la fazione di coloro che restavano immobili e, al posto della mascherina chirurgica portavano un bavaglio rosso come simbolo della libertà di espressione che veniva presumibilmente negata. Dall’altra, invece, vi era un gruppo di giovani che sfoggiavano colori sgargianti, nei vestiti e nei capelli, e cercavano di urlare al mondo perché una nuova legge sia essenziale per la loro tutela.

Da quell’episodio, sono iniziati i preparativi per qualcosa di più grande ed entusiasmante. Lo scorso 23 agosto, presso l’ex dogana del lungomare, si è tenuto l’evento Imagine, che ha visto talk-show, musica dal vivo, danza e live painting. L’evento ha trattato temi quali omofobia, femminismo, misoginia e il paradosso dell’inclusione. Ospiti d’eccezione sono stati l’avvocato e attivista Cathy La Torre, e Alessandro Zan che ha spiegato nel dettaglio il decreto da lui firmato.

A presentare l’evento è stata Carlotta, portavoce principale del comitato, con cui anche noi abbiamo il piacere di parlare.

Com’è nato la nuova realtà di Giovani Arcobaleno?

È partito tutto dalla manifestazione di luglio, in risposta a coloro che credevano che il disegno di legge di Alessandro Zan fosse una privazione per la loro libertà. Grazie alla rilevanza della protesta abbiamo potuto constatare che, effettivamente, l’argomento omosessualità non era del tutto stato aperto qua a Gela. Anzi, in realtà è sempre stato un profondo tabù. Abbiamo dunque sentito di dover creare qualcosa che fungesse da riferimento per persone della comunità LGBT. Da allora il comitato si è ingrandito e in qualche modo prende anche altre branche.

Qual è stato il riscontro che avete avuto, sia da quelli appartenenti alla LGBTQ+ che da quelli esterni ad essa?

Per quanto riguarda gli LGBTQ+, c’è stato un riscontro molto positivo; idem da parte degli esterni. Quando abbiamo aperto la pagina Instagram l’impatto social è stato strabiliante. In soli due giorni abbiamo raggiunto diverse centinaia di followers. Abbiamo ricevuto moltissimo supporto anche da parte di persone adulte e di spessore, di cui la metà non appartenenti alla comunità stessa. Devo dire anche che finora non abbiamo ricevuto critiche, e mi auguro che neanche in futuro si verifichino episodi spiacevoli. Credo che tutti aspettassero un punto di riferimento per la comunità LGBT gelese.

Come avete fatto a organizzare in così breve tempo un evento come quello del 23 agosto?

Ce lo chiediamo  tutt’ora. A parte gli scherzi, credo si tratti soprattutto di buona forza di volontà. Come dicevo, delle persone adulte ci hanno aiutato, avendo loro un bagaglio di esperienza molto più ampio del nostro, tanto da poter orientarci a non commettere errori. Avevamo anche un budget limitato e molti contributi li dobbiamo anche a realtà come Raptus, SMAF, FARM e Kroma Production. C’è stato un grande gioco di squadra, poiché tutti abbiamo saputo collaborare con grande impegno e responsabilità, definendo un ruolo per ognuno. Una sfida dura ma che ha giovato alla crescita di noi tutti. Questi tre fattori sono stati la santa trinità di Imagine. Tutto il sudore si è trasformato in una grande soddisfazione. Vedere un ragazzino transessuale sotto il palco con la bandiera dei colori transgender è stato qualcosa di indescrivibile. Abbiamo dato voce a lui e a persone come Claudio (un FtM),  Conny, Grazia e tanti altri che volevano urlare al mondo l’inclusione.

Avete già in cantiere altri progetti per il futuro?

Sì. Abbiamo in programma una serie di laboratori e conferenze che tratteranno di educazione sessuale, diritto civile, disturbi d’ansia e moltissime altre tematiche che non ha direttamente a che fare con l’orientamento sessuale e di genere. Abbiamo coinvolto alcuni psicologi e avvocati che si sono da subito dimostrati disponibili nei nostri confronti. Tutto questo per i tesserati. Abbiamo anche in corso una mostra d’arte sul tema amore ed erotismo, rivolta soprattutto ad artisti emergenti. Il comitato è ancora un po’ acerbo perché nato da soltanto due mesi, ma abbiamo moltissime prospettive e vogliamo dare moltissimo alla città. In più, stiamo considerando l’idea di ripetere Imagine il prossimo anno. Abbiamo moltissima forza di volontà e speriamo sempre in un buon riscontro da parte di un paese che sta affrontando un  nuovo argomento.


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