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Marsicovetere: la Villa Romana di Barricelle protagonista delle Giornate FAI (Fondo Italiano Ambiente) di Primavera

Mar, 05/11/2021 - 10:00

La Villa Romana di Barricelle, frazione di Marsicovetere immersa nel verde, è stata inserita nel programma delle Giornate FAI di Primavera previste per il week end del 15 e 16 maggio prossimo, organizzate ogni anno dal Fondo Ambiente Italiano. Si tratta di un’iniziativa nazionale ideata dalla Fondazione nel 1993, anno della prima edizione, con la finalità precipua di valorizzare lo straordinario patrimonio culturale disseminato in tutte le regioni d’Italia, con una particolare attenzione per i siti meno noti e meno visitati dagli appassionati di viaggi culturali.

L’intera Valle dell’Agri è interessata da beni archeologici di estremo pregio, gravitanti attorno alla città romana di Grumentum, sede di un museo nazionale e di un parco archeologico gestiti dal Ministero della Cultura. Tra i siti sparsi nel territorio, un ruolo di spicco era ricoperto dalla Villa Romana rinvenuta in località Barricelle, che in una fase appartenne alla ricca famiglia lucana dei Bruttii Praesentes, a cui apparteneva la moglie dell’imperatore Commodo, Bruttia Crispina. A partire dal marzo del 2006, la Soprintendenza di Basilicata, durante attività di archeologia preventiva ai lavori ENI di posa in opera di condotte di collegamento con i pozzi petroliferi del Centro Oli di Viggiano, scoprì il sito archeologico. I lavori di scavo stratigrafico – che si sono susseguiti fino al 2017 – hanno portato alla luce un impianto le cui fasi principali si datano tra il I e il III secolo d.C. Si tratta di una villa rustica la cui tipologia è assimilabile al tipo delle abitazioni di campagna appartenenti alle famiglie aristocratiche, edificate per controllare e gestire le vaste proprietà fondiarie, con una duplice funzione, residenziale e produttiva. Le numerose tegole con bollo rinvenute attestano che uno dei proprietari del latifondo fu Caius Bruttius Praesens. A causa di un grave terremoto verificatosi all’inizio del II sec. d.C. l’edificio venne completamente raso al suolo e ricostruito in una struttura architettonica più grande e più ricca, quando la nipote di Caius, Bruttia Crispina, venne prese in sposa dall’imperatore romano Commodo. Molto probabilmente la Villa divenne di proprietà imperiale e fu gestita da un liberto, Moderatus.  Ancora oggi è ben identificabile l’antico impianto articolato in due corpi di fabbrica separati da un ampio cortile (peristilio). A destra si collocano gli alloggi servili, le stalle e un torcularium (impianto oleario); a sinistra, il vestibulum (ingresso), il grande atrio quadrato centrale e, intorno a questo, i cubicula (camere da letto), i triclinia (sale da pranzo), un impianto vinario (con torchio, lacus/vasca di decantazione per il mosto e dolia/contenitori per conservare il vino), un impianto oleario (con lacus/vasca con pozzetto di decantazione e scalette laterali) e un impianto di lavaggio della lana.

 

 

Di notevole interesse sono i reperti rinvenuti, molti dei quali a testimonianza della vita rustica della Villa, tra cui utensili per la tessitura, gioielli, monete. La Villa venne abbandonata con la fine del matrimonio imperiale ed il conseguente esilio nell’isola di Capri dell’imperatrice, Bruttia Crispina, con l’accusa di adulterio. Il sito fu frequentato di nuovo tra il IV e VII sec. d.C. secondo nuove modalità insediative, e quindi definitivamente abbandonato.

Con la mia Amministrazione intendiamo – ha dichiarato il sindaco, Marco Zipparri –  puntare sulla cultura e sul turismo quali asset di sviluppo non solo per il comune di Marsicovetere, bensì per l’intera Val d’Agri”.  La Val d’ Agri è un’area ricca di beni storici, culturali e archeologici, oltre che di risorse paesaggistiche e naturalistiche di grande importanza. “Dobbiamo puntare su di esse per costruire forme di sviluppo sostenibili, a sostegno del tessuto commerciale – ha riferito il primo cittadino –  già esistente e per stimolare nuove attività imprenditoriali. Essere protagonisti di eventi nazionali, come le Giornate FAI di Primavera, è fondamentale per promuovere il nostro patrimonio archeologico e stimolare le visite da parte del target interessato alla cultura”. “Voglio ringraziare la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio della Basilicata, che ha favorevolmente accolto e patrocinato – ha aggiunto il primo cittadino –  la realizzazione dell’evento, e l’ingegner Antonio Votta e l’archeologa Raffaella Milano per l’impegno profuso a favore della candidatura al FAI della Villa Romana di Barricelle e dell’organizzazione dell’iniziativa”. 

Tutti i dettagli delle Giornate Fai di Primavera si possono consultare sul sito del Fondo Ambiente Italiano al seguente link:  www.fondoambiente.it

 

 

 

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Villa romana di Barricelle: avvio di importanti opere di riqualificazioni e fruibilità dell’antico sito

Lun, 05/10/2021 - 10:00
La ripresa del protocollo di intesa, tra Eni, Shell, la Soprintendenza e il comune di Marsicovetere.

L’avvio del nuovo dialogo costruttivo tra l’amministrazione comunale, le società petrolifere e la Soprintendenza, è stato annunciato dal sindaco di Marsicovetere, Marco Zipparri. Un protocollo di intesa bilaterale, dove l’amministrazione comunale di Marsicovetere entra come parte attiva, nella realizzazione di importanti opere di riqualificazione e fruibilità dell’antica villa romana.

L’imponente sito archeologico, appartenente alla famiglia dei Bruttii Praesentes, è stato scoperto nel 2006, durante i lavori di posizionamento delle condotte per la realizzazione dell’oleodotto Eni in località di Barricelle, frazione di Marsicovetere. Situata ai piedi del monte Volturino e costeggiata dal torrente Molinara, affluente del fiume Agri, la Villa rappresenta una delle più rilevanti testimonianze archeologiche sia per il ritrovamento significativo che per l’estensione e la rilevanza storica.

La villa è strutturata in tre aree seguendo il modello delle ville rustiche: una parte produttiva (pars fructuaria)  riservata agli impianti produttivi, in particolare dedicata alla lavorazione dei prodotti dell’agricoltura (grano, olive, uva) e per la produzione di lana; una “pars rustica” nella zona nord-orientale dove risiedeva il personale di servizio e una parte residenziale (pars urbana)  abitata invece dai proprietari, che vi si recavano per trascorrere il tempo libero, molto ampia e riccamente decorata.

Di fatto, le attività di scavo hanno restituito tracce di varie frequentazioni, restituendo anche numerosi reperti appartenenti alla vita quotidiana, a quella lavorativa e alla sfera funeraria.

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Rafano

Dom, 05/09/2021 - 09:00

Una radice che ama presentarsi in maniera decisa e fin da subito, al primo taglio, quando le sue sostanze sprigionate iniziano ad avvolgere gradualmente il naso e gli occhi di chi decide di venirne a contatto. E’ l’Armoracia rusticana, conosciuta anche come Rafano, Barbaforte o Cren, un Prodotto Agroalimentare Tradizionale della Basilicata (PAT).

Storia e diffusione in Basilicata

E’ molto probabile che il rafano sia giunto in Basilicata attraverso la dominazione normanna, e che, viste le caratteristiche pedoclimatiche e la grande abbondanza d’acqua, abbia attecchito un po’ su tutto il territorio lucano. Questa radice si adatta a qualsiasi condizione, prediligendo però luoghi freschi e ricchi d’acqua, caratteristiche che l’Appennino lucano raccoglie perfettamente al suo interno. Ma è nella cucina contadina locale che il rafano trova il suo habitat ideale, affermandosi nel tempo come uno dei condimenti più utilizzati: non è un caso che nel potentino sia ancora definito “il tartufo dei poveri”.

L’utilizzo del rafano oggi, soprattutto nell’area di Cuore Basilicata, è legato a tradizioni culinarie del periodo carnevalesco per la preparazione di piatti tipici come la nota “rafanata”, una sorta di frittata nella quale il rafano è omogeneizzato con pecorino, uova e pane raffermo sbriciolato; il rafano è inoltre utilizzato come condimento per i tradizionali “ferricelli” (pasta fatta in casa) conditi con sugo di carne.

Proprietà e caratteristiche in cucina

Per il suo elevato contenuto in vitamina C, vitamina B1, olii essenziali, glucosinolati e altri composti attivi, il rafano presenta proprietà chimiche, nutrizionali e salutistiche che possono essere sfruttate anche in campo erboristico e fitoiatrico. Si evidenziano inoltre le sue importanti proprietà antibatteriche e antibiotiche.

La radice ha un sapore dolce, senapato, leggermente piccante e soprattutto fortemente aromatico e balsamico (si avverte decisamente nelle vie respiratorie e causa lacrimazione).  Il rafano grattugiato inoltre deve essere utilizzato immediatamente o al massimo conservato sott’olio o aceto. In cucina è spesso utilizzato anche per creare squisite salse che esaltano il sapore di carni, ortaggi e verdure, bolliti, carni alla griglia, pesce, ecc.

Sagre

Tra le manifestazioni del territorio ricordiamo la “Rafanata” di Cia-Agricoltori Italiani Basilicata giunta nel 2019 alla sua 25esima edizione.

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La “Crapiata” materana

Mer, 05/05/2021 - 17:45

 

INGREDIENTI

  • 50 g di cicerchia
  • 50 g di fave secche
  • 50 g di lenticchie
  • 50 g di ceci
  • 50 g di fagioli
  • 100 g di grano
  • 3 patate
  • 1 peperoncino (facoltativo)
  • 3 gambi di sedano
  • olio extravergine di oliva q.b.
PREPARAZIONE

La sera precedente lasciate a bagno la cicerchia, le fave, le lenticchie, i ceci, i fagioli ed il grano; il giorno dopo scolate l’acqua e sciacquate.

Mettete i legumi e i cereali in una pentola capiente con abbondante acqua.

Pelare e tagliare le patate in spicchi grossolani.

Portare i legumi e cereali a bollore su fuoco alto, aggiungete le patate ed il sedano a pezzetti; dopodiché abbassate la fiamma e fate cuocere per circa 2 ore. Se necessario, durante la cottura, aggiungete dell’acqua calda.

Una volta pronta la Crapiata condite con olio extravergine crudo, volendo con del peperoncino, e servite su del pane abbrustolito.

CURIOSITÀ

La “Crapiata” è un piatto tipico della città di Matera preparato tradizionalmente verso la fine del mese di luglio e gli inizi di agosto in occasione di un’antichissima festa, quasi sicuramente pagana, celebrata per festeggiare la fine e l’abbondanza del raccolto.

Questa ricetta dal punto di vista nutrizionale è un vero concentrato di proteine, sali minerali, fibre e inoltre adatta per l’alimentazione di vegetariani e vegani.

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Madonna nera di Viggiano: rinviata l’ascesa al monte ma il coronavirus non ferma la fede del popolo lucano con le celebrazioni liturgiche fino al 2 maggio

Lun, 04/26/2021 - 18:44

A causa dell’emergenza sanitaria in atto, purtroppo, anche per quest’anno, la tradizionale ascesa al monte della Madonna Nera, prevista per la prima domenica di maggio, è stata sospesa e rinviata. Intanto, in questi giorni, non mancano i momenti di preghiera con il programma delle celebrazioni liturgiche per ritrovare la memoria e l’identità autentica di una comunità religiosa.

Infatti, il santuario del Sacro Monte della Madonna di Viggiano è il più importante luogo di culto mariano della Basilicata, eretto dove fu rinvenuta nel XIV secolo l’immagine della “Madonna Nera”, a 12 chilometri dall’abitato. La statua, da settembre a maggio è custodita nella Chiesa di Santa Maria del Deposito, elevata da Paolo VI a Basilica Pontificia Minore e che conserva al suo interno preziose opere d’arte. Nella prima domenica di maggio la Madonna, con una suggestiva e affollatissima processione, viene portata a spalle dai fedeli, i cosiddetti “portatori”, dal centro di Viggiano al santuario del monte, posto a 1725 metri di quota, edificato nel XIV secolo sul luogo in cui fu trovata da alcuni pastori la sacra immagine.

Mentre, nella prima domenica di settembre, dal monte di Viggiano, dove è accolta per quattro mesi nella piccola cappella, la protettrice del popolo lucano, incoronata ed eletta Regina e Madre delle genti Lucane nel 1892, cerimonia ripetuta nel 1991 nella Piana di Tito da papa Giovanni Paolo II, a Settembre ritornerà in paese. Infatti, dal monte di Viggiano, dove è accolta per quattro mesi nella piccola cappella, la protettrice del popolo lucano, a Settembre ritorna in paese. L’ascesa al Sacro Monte è un evento molto sentito per la comunità viggianese e i paesi limitrofi del comprensorio valdagrino e non solo.

Una festa che si svolge in due fasi. “Il culto alla Bella Signora del Monte – come vien riportato sul portale istituzionale del comune di Viggiano – ha conosciuto nei secoli un crescendo continuo, fino a cristallizzarsi in quelle forme di religiosità popolare che ancora oggi costituiscono una delle caratteristiche più originali e autentiche della fede dei lucani”. Ancora oggi, nel periodo estivo, molte persone, provenienti non solo dalla Basilicata ma da tutto il Sud Italia, raggiungono a piedi la vetta del Sacro Monte per far visita alla Madonna Nera, ma soprattutto per pregare e chiedere aiuto e sostegno alla Madre Celeste.

 

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Sarconi, Capitale Europea del Fagiolo: dal progetto “Increase” all’attivazione di un info point e all’organizzazione di attività ludico culturali per bambini

Gio, 04/22/2021 - 13:50
 Intervista al presidente della Pro loco locale, Camillo Fortunato.

 Presidente, uno dei settori maggiormente colpiti dalla pandemia è il turismo e, purtroppo, diversi eventi promozionali sono stati annullati e ridotti a causa delle restrizioni imposte dall’emergenza sanitaria. Nonostante ciò, la Pro loco non si è mai  fermata e ha continuato il suo percorso per la promozione turistica del territorio. Per l’imminente stagione turistica, quali saranno le iniziative in programma?

Di certo, l’attivazione di un info point che con l’ausilio dei ragazzi del servizio civile, sarà a disposizione  sia della popolazione di Sarconi ma anche dei turisti che vogliono venire a  visitare il nostro borgo. In più, come presidente e direttivo, per un turismo giornaliero abbiamo inviato dei pacchetti turistici alle agenzie di viaggio, vicino a noi (materane, pugliese e campane) per attirare e trattenere i turisti  e fargli visitare l’Acquedotto Cavour, il Parco Fluviale e il sentiero,  inaugurato nel 2019 dall’amministrazione comunale, che oltre ad essere un sentiero sacro, è anche naturalistico, dove è possibile effettuare delle escursioni.

 

Mentre in riferimento alla Sagra del Fagiolo, giunta ormai alla 40esima edizione, quali saranno le iniziative?

Qualcosa, sicuramente la faremo. Per l’organizzazione, vedremo anche i Dpcm che usciranno in seguito. Stiamo valutando di realizzare anche per più giorni,  un ristorante all’aperto nella piazza principale del paese, con animazione  e musica dal vivo. Inoltre, per chi vuole venire a Sarconi nel mese di agosto, l’assaggio di un menu dedicato al fagiolo con delle prenotazioni.

 

Ma Sarconi non è solo enogastronomia….

Si infatti, la Pro loco non è solo sagra del fagiolo, ma è attiva 365 giorni all’anno ed è per questo che stiamo tentando di organizzare per i più piccoli,  ormai chiusi da un più di un anno per la pandemia, delle attività come un Parco giochi all’aperto e iniziative ludico – culturali. E nel mese di Agosto, sempre Covid permettendo, di organizzare delle serate a tema nel centro storico per animare il borgo. Questa è una linea di massima,  rispettando i nuovi decreti.

 

Invece, in riferimento progetto “Increase”, cosa può dirci?

Il progetto “Increase” è una grande iniziativa a carattere europeo. L’esperimento di scienza partecipata “Increase” si fonda sul coinvolgere tutti i cittadini riguardo all’urgenza di valorizzare il consumo di legumi per favorire la sostenibilità alimentare del pianeta. Siamo felici di aver contribuito alla diffusione dell’idea e che da prossimi giorni oltre 3000 persone in tutta Europa riceveranno semi di 1000 varietà di fagiolo, tra cui quelle del nostro Fagiolo di Sarconi Igp.

 

Quindi, la nuova App, è uno strumento utile per promuovere il territorio?

Tramite l’App “Increase” presto vedremo le piantine di fagiolo di Sarconi degli ecotipi Tuvagliedda rossa, Nasieddo, Tabacchino, Verdolino, etc, coltivate in altre luoghi e l’effetto dell’ambiente sulle rispettive produzioni. Sicuramente l’iniziativa punta a sensibilizzare i cittadini ad un maggiore uso alimentare dei legumi. I legumi salveranno il mondo.

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Moliterno, Città della Cultura: la biblioteca comunale si arricchisce di circa 150 libri donati dagli Uffici del Consiglio Regionale di Basilicata

Lun, 04/19/2021 - 10:35

Moliterno, continua ad investire nella cultura e l’impegno è promuovere la crescita socio-culturale della comunità attraverso la diffusione della lettura. Infatti nei giorni scorsi, l’annuncio sui social del Primo cittadino, Antonio Rubino sull’invio di nuovi testi da parte della presidenza del consiglio regionale.

Mentre siamo a lavoro –  informa il sindaco –   sul bilancio tra tante difficoltà e ore su carte e numeri, arriva una notizia che ci strappa un sorriso e ci fa pensare alla programmazione per la prossima estate culturale che non stiamo trascurando, con attenzione ai nuovi protocolli sanitari. La nostra comunità –  evidenzia Rubino –  si arricchisce di circa 150 volumi donati dagli Uffici del Consiglio Regionale di Basilicata alla nostra Biblioteca”. “Ringrazio il presidente Carmine Cicala – aggiunge il primo cittadino nel post –  per aver accolto la nostra richiesta, quello del Presidente del Consiglio è un segnale di attenzione per Moliterno per i suoi tanti lettori, per gli studenti e per la nostra tradizione culturale”.

 

Un valore aggiunto perché i libri viaggiano e fanno viaggiare e aprono nuovi orizzonti e come ha sottolineato il presidente del consiglio regionale, Carmine Cicala “questa Regione ha bisogno di essere meglio conosciuta. I libri sono decisamente un veicolo molto importante, soprattutto, per la nuove generazioni. Una Regione che punta e valorizza la cultura, è decisamente una Regione proiettata verso il futuro”.

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Moliterno: proposta di candidatura della rete internazionale Unesco delle città inclusive e sostenibili

Ven, 04/16/2021 - 10:23

Il Comune di Moliterno perseguendo la forte volontà di ricostituire relazioni e sinergie sul territorio per restituire centralità alla propria comunità nella Val d’Agri e nella regione, ha messo in campo, in collaborazione con altri partner, un programma di azioni per la creazione e la realizzazione di progetti in diversi settori.

Il programma si avvale della collaborazione della Fondazione Eni Enrico Mattei (Feem), Camera Forense Ambientale (CFA) e della Cattedra Unesco dell’Università della Basilicata. Primo passo di questo percorso di collaborazione è la partecipazione all’avviso pubblico “Creative Living Lab” promosso dal Ministero per i beni culturali per la promozione di progetti di rigenerazione urbana attraverso la cultura e l’innovazione.

Tra gli obiettivi che l’amministrazione comunale di Moliterno si pone vi è la realizzazione di una rete territoriale di area vasta per la costituzione di una comunità ospitale e sostenibile. In questa direzione, Moliterno avvierà la propria candidatura alla rete internazionale Unesco delle città inclusive e sostenibili, partecipando a breve anche al Festival dello Sviluppo Sostenibile. Una collaborazione tra i partner che a breve sarà formalizzata con la costituzione di un comitato.

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Ancora una volta la Val d’Agri si conferma location di set cinematografico

Lun, 04/12/2021 - 08:41

A breve le riprese della seconda serie TV “Imma Tataranni 2 – Sostituto procuratore” e la presentazione del docufilm “Due ma non due”.

Dovrebbero iniziare a breve le riprese della fiction televisiva proposta da Rai1 “Imma Tataranni sostituto procuratore 2”. La Produzione ha scelto di ambientare parte della lavorazione dei nuovi episodi tra i borghi storici della Val d’Agri (Marsicovetere, Marsico Nuovo, Viggiano e anche il comune di Abriola), privilegiando siti naturalistici come il Monte Volturino, i monti della Maddalena e l’affascinante location di Piana del Lago, nel cuore del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano.

 

La fiction definita “rivelazione”, diretta da Francesco Amato e interpretata da Vanessa Scalera, nel ruolo di Imma, un personaggio nato dalla penna della scrittrice lucana di Mariolina Venezia, narra le gesta di un magistrato ironico ed eccentrico del panorama televisivo.

La prima stagione ha riscosso un notevole successo, registrando una media di share di circa il 22 per cento (oltre 4 milioni di spettatori).

 

 

 

 

E la curiosità aumenta, se pensiamo che nel mese di maggio, verrà presentato un altro capolavoro filmico, il documentario “Due ma non due”, del giovane regista, Iacopo Patierno, produzione di Jacopo Fo.

Il docufilm è stato girato interamente nei territori della Val d’Agri e racconta la storia di persone accomunate dall’impegno a dare valore alla propria vita, dando il meglio di sè.

Quindi, ancora una volta, la Val d’Agri si conferma location ambita grazie ai suggestivi panorami e alle sue peculiarità culturali e naturalistiche.

 

 

Infatti, non è la prima volta che ospita produzioni filmiche di successo: da “Basilicata Coast to Coast” con la regia del lucano Rocco Papaleo a “Moschettieri del Re – La penultima missione” di Sergio Rubino, Roberto Favino e Rocco Papaleo, per non dimenticare poi “Terra Bruciata” con Michele Placido.

 

Fonte immagine copertina: www.giornaledibasilicata.com

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