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Ultima settimana per inviare la tua proposta al concorso di idee “Miglioriamo la città”: l’iniziativa si chiude il 31 maggio 2022!

Gela Le Radici del Futuro - 6 ore 22 min fa

Miglioriamo la città si rivolge a tutti i cittadini di Gela ai quali l’invito è di aprire un dialogo per contribuire a proporre un’idea (o più!) rispetto a cosa si può concretamente realizzare, e in quale modo, per rendere la città di Gela più bella, accogliente e interessante.
Miglioriamo la città è un concorso di idee che serve ad aprire uno spazio per ascoltare proposte positive e contributi per immaginare la città del futuro con l’ideazione di nuove iniziative e nuove realizzazioni (regolamento disponibile su www.gelaleradicidelfuturo.it)

La nostra proposta ai giovani e a tutti le persone e le organizzazioni di Gela è:

contribuisci alla crescita della tua città proponendo il tuo pensiero.

Si potrà partecipare al concorso di idee rispondendo a queste domande:

Come ti piacerebbe rendere Gela più bella e accogliente?
Come vorresti contribuire allo sviluppo della tua città?

Aggiungi anche la tua alle proposte finora ricevute da cittadini e da gruppi di studenti degli Istituti Scolastici della città.
Il concorso, ricordiamo, è aperto anche alle associazioni e a tutte le persone di ogni età e genere e la partecipazione è prevista sia singolarmente che in gruppo.

L’iniziativa, programmata da Gela le Radici del Futuro, ha il patrocino dell’Amministrazione della città di Gela e il sostegno di Eni.

 

MODALITÀ PER PARTECIPARE

È possibile partecipare con progetti realizzati in qualsiasi forma espressiva: testi, disegni, foto, video…
Saranno ammessi tutti gli elaborati inviati all’email info@gelaleradicidelfuturo.it entro il 31 maggio 2022.
Una commissione esaminerà le proposte e sceglierà le più interessanti e innovative.

Al primo classificato andrà un premio di 500 euro
Al secondo classificato andrà un premio di 300 euro
Al terzo classificato andrà un premio di 200 euro

Sono previsti inoltre riconoscimenti per i primi 10 classificati e per le scuole con la maggior partecipazione.

I vincitori saranno premiati nel corso di una cerimonia a settembre che sarà organizzata con l’Amministrazione di Gela.
Le proposte giudicate più interessanti saranno pubblicate su www.gelaleradicidelfuturo.it e potranno essere oggetto di una esposizione pubblica.

Il regolamento del concorso è disponibile su www.gelaleradicidelfuturo.it

Ai sensi dell’articolo 6 del d.P.R. 26 ottobre 2001 n.430, questo concorso non rappresenta un’operazione a premi in quanto “indetto esclusivamente per la produzione di opere artistiche”.

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Iacopo Patierno, il regista di Cuori Lucani: “Girare la web serie mi ha fatto godere dei paesaggi di questa terra”

CuoreBasilicata - Ven, 05/20/2022 - 16:52

Cuori Lucani” è una web serie in 7 episodi, ciascuno dedicato ad un protagonista. Il motivo conduttore della web serie è il racconto della passione che ciascuno di loro manifesta nei confronti del proprio lavoro e della propria terra. Ne abbiamo parlato con il regista, Iacopo Patierno. 

Iacopo, dal cinema al web con il tuo nuovo capolavoro, la web serie “Cuori Lucani”. Ce ne puoi parlare?

E’ una serie che segue la produzione audio video di cui mi occupo per Cuore Basilicata. Dopo un documentario, abbiamo deciso di affidarci a un format breve per internet , quello delle serie web. Non è la prima che realizzo, è un genere in cui mi sento a mio agio. E’ la quarta serie web che realizzo nella mia carriera e ho capito anche che è la maniera più diretta per raggiungere audience specifici. 

Cosa ci puoi anticipare? Dobbiamo aspettarci ancora grandi colpi di scena e suspense?

Gli episodi sono 7 e durano 6 minuti ognuno. Sono molto condensati e di facile visione. Ci si concentra molto sulle immagini del territorio e sono tutti quanti basati su singoli personaggi che ho selezionato in base all’esperienza ormai che ho da quasi tre anni dell’Alta Val d’Agri e di Calvello

Come avete scelto gli attori?

Mi erano rimaste impresse alcune persone che potevano dare spazio ad una visione  in un territorio abbastanza ristretto e poco abitato di tantissime professionalità di alto livello. E inoltre è un modo per far conoscere dei paesi coinvolti nel progetto. Tra l’altro, nella serie ci sono due persone che non sono originarie dell’Alta Val d’Agri. il primo è un maniscalco di Eboli, Angelo che lavora molto in Val d’Agri. Quindi si offre l’occasione di vedere il posto attraverso gli occhi di un vicino di casa. Invece la seconda storia è dell’azienda “Per boschi e contrade”, di Vittoria Scoti e famiglia che da Castellammare – circa una ventina di anni fa – si sono trasferiti a vivere a Sarconi in un momento in cui era ancora più spopolato il paese. Una scelta molto coraggiosa, hanno ristrutturato un vecchio casale e hanno stabilito in quel posto la propria vita. Tra l’altro hanno creato un’azienda che produce marmellate, utilizzando tutti prodotti locali. Il terzo episodio racconta di Antonio Racioppi di Spinoso che ha un’azienda agricola familiare “La Fonte Antica” ed ha iniziato a fare delle implementazioni come dare un logo e un’identità alla propria attività. Antonio è convinto che per sponsorizzare la propria azienda bisogna promuovere la propria terra, perché entrambe vanno nella stessa direzione. Il quarto episodio narra  di Francesca Scannone che è di Moliterno, in questo episodio trattiamo di una famiglia che ha un fondaco a Moliterno e produce il Canestrato. Anche qui un’azienda di famiglia e una giovane che ha portato delle modifiche innovative aprendo un negozio di e-commerce, quindi allargandosi a un mercato non solo locale o della vendita diretta. Si passa poi ad una musicista di Viggiano, Antonella, un’arpista. A Viggiano conosciamo sia la storia dell’arpa che un piccolo laboratorio che restaura e costruisce la nuova arpa viggianese. Poi c’è la storia di un tatuatore, Fabio di Villa d’Agri e quindi portiamo un sapore di modernità. Fabio ci parla di come è cresciuta la cultura in Valle e del suo attaccamento rispetto alla propria terra che è il luogo da cui non vuole andare via e che vuole, soprattutto, veder crescere. L’ultimo episodio parla di Rocco Gallicchio che con la sua bottega Faenza porta avanti la tradizione della ceramica di Calvello. Anche lui è un giovane, ha rilevato e ingrandito il laboratorio artigianale di suo padre. E’ un’attività che va molto bene, tra l’altro è l’autore dell’incisione di  tutte le piastrelle della piazza dei 131 comuni a Potenza. Anche lui ci spiega come in realtà non importa dove sei, se credi nei tuoi sogni e nei progetti andrai sicuramente avanti. 

Cosa vi aspettate e quali sono gli obiettivi?

In realtà questa è una web serie che oltre a parlare del territorio, racconta  la passione dei protagonisti per il proprio lavoro e per i propri desideri. L’obiettivo è sia quello di far conoscere sempre di più l’Alta Val d’Agri  e la Val Camastra sia anche far appassionare le persone e i giovani ai lavori che si desidera fare, che sia di spunto per seguire le proprie passioni. 

Ci puoi raccontare qualche aneddoto accaduto durante la realizzazione della serie?

Di aneddoti ne sono successi tanti. Queste è una serie web che ho girato da solo perché volevo avere più libertà possibile sia di spostamento che di vicinanza con i protagonisti. Quello che ricorda di più sono gli spostamenti da un luogo e l’altro, mi sono trovato a godere dei paesaggi e delle bellezze della terra. Poi sono sette storie molto diverse quindi con ognuno c’è voluto un approccio diverso nello stringere dei legami anche di simpatia. In questi sette episodi emerge la realtà di ogni storia e del protagonista con identità molto differenti.

Girare questo genere di prodotti ha cambiato un pò le tue capacità di regista?

Questa serie web non ha molto cambiato le mie capacità di regista ma le ha affinate, perché ho messo in campo tutte le conoscenze che ho sviluppato fino ad ora durante la mia carriera. E, soprattutto, ho messo in risalto l’occhio che ho avuto del territorio e di determinate cose che mi hanno colpito. Diciamo che ho raffermato un mio stile sempre più visibile.

Cosa ne pensi delle web serie italiane?

E’ un panorama veramente vasto quello delle web serie sia italiane che mondiali, ne vengono prodotte tante. Un po’ le guardo perché ho partecipato a tanti festival in giro per il mondo ed è un mercato di cui non ha ancora forza abbastanza e importanza a livello di mainstreaming, però è molto vivo e si trovano delle chicche: dai documentari alle fiction. Insomma vale la pena iscriversi ai festival di web serie perché è un mercato fresco e giovane ed è molto interessante.

Ci sono altri progetti in cantiere che stai seguendo?

Si, in questo momento ho altri progetti in cantiere ma è ancora troppo presto per parlarne  perché non ho ancora iniziato a produrli. Per scaramanzia meglio non dire niente. 

 

La web serie Cuori Lucani sarà proiettata in anteprima, grazie alla disponibilità delle Amministrazioni dei Comuni ospitanti:

  • Il 24 maggio a Montemurro – h. 19 – Sala convegni san Domenico
    Per prenotazioni CLICCA QUI
  • Il 25 maggio a Marsicovetere – h. 19 – Centro sociale “A. Montano”
    Per prenotazioni CLICCA QUI
    Il 26 maggio a Moliterno – h. 19 – Cine Teatro Pino
  • Per prenotazioni CLICCA QUI

Ingresso gratuito, suggerita la prenotazione.

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Programmate le anteprime della web serie “Cuori Lucani”

CuoreBasilicata - Lun, 05/16/2022 - 19:54

La web serie Cuori Lucani, interamente girata nel territorio dell’Alta Val d’Agri e della Val Camastra con protagonisti che vivono nell’area, sarà proiettata in anteprima, grazie alla disponibilità delle Amministrazioni dei Comuni ospitanti:

  • Il 24 maggio a Montemurro – h. 19 – Sala convegni san Domenico
    Per prenotazioni CLICCA QUI
  • Il 25 maggio a Marsicovetere – h. 19 – Centro sociale “A. Montano”
    Per prenotazioni CLICCA QUI
    Il 26 maggio a Moliterno – h. 19 – Cine Teatro Pino
  • Per prenotazioni CLICCA QUI

Ingresso gratuito, suggerita la prenotazione.

A queste proiezioni potranno seguirne altre in altri Comuni che si candideranno a trasmetterle, compatibilmente con le disponibilità logistiche.
Successivamente la Web Serie sarà proposta al pubblico nazionale e internazionale attraverso i media, i canali web, i social e i festival internazionali.

Cuori Lucani è una web serie in 7 episodi, ciascuno dedicato ad un protagonista. Il motivo conduttore della web serie è il racconto della passione che ciascuno di loro manifesta nei confronti del proprio lavoro e della propria terra. 

Cuori Lucani racconta le storie di:  

1. Angelo, maniscalco itinerante in Val d’Agri
2. Vittoria, produttrice di confetture naturali dalle formulazioni spesso originali
3. Antonio, giovane e innovativo agricoltore  
4. Francesca, produttrice del famoso Canestrato di Moliterno
5. Antonella, arpista di Viggiano
6. Fabio, artista del tatuaggio
7. Rocco, ceramista di Calvello. 

La web serie è stata realizzata per la regia di Iacopo Patierno nell’ambito del progetto Cuore Basilicata, sponsor Eni, con il patrocinio dei Comuni dell’area.

 

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Il docufilm Due Ma Non Due al Museo Archeologico Nazionale dell’Alta Val d’Agri sabato 14 maggio ore 20.00

CuoreBasilicata - Gio, 05/12/2022 - 13:27
La Direzione regionale musei della Basilicata in collaborazione con CuoreBasilicata vi invita sabato 14 maggio alle ore 20.00, alla proiezione del docu-film Due Ma Non Due presso la suggestiva cornice del Museo Archeologico Nazionale dell’Alta Val d’Agri – Grumento Nova (contrada Spineta).   L’iniziativa si inserisce nell’annuale appuntamento “Notte Europea dei Musei”, la proposta culturale che si svolge contemporaneamente in tutta Europa e che prevede l’apertura serale straordinaria e l’ingresso dei principali musei, complessi monumentali, parchi e siti archeologici statali. Ingresso al prezzo simbolico di un solo euro. Il docufilm “Due Ma Non Due”, girato in Alta Val d’Agri e in Val Camastra dal regista Iacopo Patierno su un soggetto scritto da Federica Sozzi, è visibile dall’11 maggio online gratuitamente sul sito cuorebasilicata.it. Due Ma Non Due ha già vinto nell’ambito del Festival di Venezia 2021 il premio “Log To Green Movie Award” riservato al film dell’anno che meglio rappresenta storie di sostenibilità e solidarietà sociale ed è stato nella selezione ufficiale nella settima edizione del Festival Internazionale del documentario “Visioni dal Mondo” che si è svolta a Milano a settembre 202   Due Ma Non Due racconta l’Alta Val d’Agri e la Val Camastra, dove si intrecciano le storie di persone accomunate dall’impegno a dare valore alla propria vita, dando il meglio di sé. I protagonisti, Rodrigo, Benedetta, Giovanni, Maria e Nicola, hanno un legame profondo con la loro terra e la consapevolezza che la vera libertà non è assenza di limitazioni, ma la capacità di non arretrare mai di un solo passo. Il regista è giunto per la prima volta in Val d’Agri in occasione di un corso di teatro di Jacopo Fo e Mario Pirovano per le compagnie teatrali della zona. “Mi sono meravigliato – racconta Iacopo Patierno – la prima volta che ho girato l’alta Val D’Agri, non avevo idea che fosse così bella e ricca di natura e soprattutto di persone che, silenziosamente, non si arrendono alla ripetibilità della vita moderna e lottano per migliorare non solo la propria condizione, ma la concezione stessa del territorio, uno sforzo rivolto soprattutto verso i propri concittadini”.  Entusiasta del suo lavoro, il regista spiega come “gli elementi visivi che trasportano lo spettatore sono le componenti naturali che circondano la Val D’Agri: il volo dei rapaci in picchiata verso la pianura; i cavalli liberi del D’Arago Ranch, sentiamo i loro zoccoli rincorrersi sull’erba, mentre Rodrigo è in cerca del tassello mancante nella propria vita”. Per il regista “c’è un legame costante tra i personaggi e l’ambiente nel quale sono inseriti, spesso la natura fa da eco alle loro emozioni”. “È un documentario – precisa Patierno – immersivo, abbiamo passato molto tempo con i protagonisti, il tempo necessario affinché la macchina da presa non fosse percepita come un filtro tra loro e la crew video, ma uno strumento con cui comunicare reciprocamente”. “Ogni personaggio, senza volerlo, ci ha indicato – aggiunge il regista – come essere ripreso, non è stato un confronto verbale ma una sinergia che ha accompagnato tutte le riprese. Ne risulta alla fine un film collettivo in cui personaggi e crew video trovano un terreno comune di dialogo e creazione”. Due Ma Non Due, prodotto da Jacopo Fo Film (Gruppo Atlantide) è stato realizzato nell’ambito del progetto CuoreBasilicata.it coordinato da Jacopo Fo e Bruno Patierno, con il sostegno di Eni e il patrocinio della Lucana Film Commission e di Comuni dell’area.
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La 105esima edizione del Giro d’Italia per riscoprire la Val d’Agri in bicicletta

CuoreBasilicata - Mer, 05/11/2022 - 15:36

All’insegna della scoperta e della sostenibilità dei territori sarà la settima tappa (la Diamante-Potenza di 196 Km) della 105esima edizione del Giro d’Italia che quest’anno attraverserà la Basilicata e anche la Val d’Agri con alcuni comuni del progetto di CuoreBasilicata.

In programma per il 13 maggio, la “Carovana rosa” toccherà i comuni di Moliterno, Sarconi, Grumento Nova, Viggiano, Marsicovetere e Calvello, ma protagonista saranno tutti gli splendidi paesaggi della Val d’Agri e la Val Camastra, nel cuore del Parco nazionale Appennino Lucano Val d’Agri – Lagonegrese.

I ciclisti arriveranno dal Monte Sirino e attraverseranno il territorio del rinomato formaggio Canestrato Igp (Moliterno), passando da contrada Giordano, Fontana d’Eboli, Piani di Maglie per poi immettersi sulla Sp 103, passando da Santa Maria del Rito. Un’immersione tra boschi di faggi e fragranti profumi nel meraviglioso “Borgo autentico di Italia”. Imboccando poi la strada provinciale 103, i “girini” entreranno nel territorio della Capitale europea del Fagiolo Igp, Sarconi.

Un accarezzamento nella piccola Mesopotomia, lambita dallo scenario dei due corsi d’acqua, Maglia e Sciaura e costeggiata dalla sequenza d’archi dell’antico Acquedotto Cavour, una vera e propria opera d’arte costruita in stile romano nel 1867 ed utilizzata per molto tempo per far confluire le acque dello Sciaura nei terreni di Moliterno e Sarconi, fino al centro del borgo. Il percorso dei “girini” proseguirà per il territorio della Piccola Pompei della Basilicata, Grumento Nova, così chiamata per via dei resti archeologici dell’antica città di Grumentum con il Parco Archeologico e il relativo Museo Archeologico Nazionale dell’Alta Val d’Agri. Nel territorio di Grumento Nova, insieme a quello di Spinoso, Montemurro e Sarconi, si trova lo splendido Lago di Pietra del Pertusillo, un unicum di patrimonio naturalistico che gli appassionati e non solo del Giro d’Italia quel giorno potranno ammirare.

Ad accogliere poi la “Corsa Rosa” sarà il suggestivo scenario del centro storico di Viggiano, il centro religioso più importante della Basilicata per la presenza del forte culto della Madonna Nera, la Patrona e Regina della Basilicata. Protagonista in “rosa” sarà anche la montagna Grande che offre al visitatore uno degli angoli più suggestivi e spettacolari creati da “madre Natura”. Circondata da boschi di faggi e scenari incontaminati, la montagna regala l’opportunità di vivere esperienze uniche ed emozionali attraverso tante attività sportive e all’aria aperta. Oltre ad accogliere il “Giro d’Italia”, Viggiano sarà Città di partenza del “Giro E”. L’evento, organizzato dall’amministrazione comunale come manifestazione nazionale che coniuga lo sport con l’innovazione e lo sviluppo sostenibile e promuove il patrimonio culturale viggianese nonché l’associazionismo locale. Un e-bike experience unica nel suo genere a livello mondiale, che si svolge nei giorni e sulle strade del Giro d’Italia.

Nel territorio di Marsicovetere, la tappa percorrerà lo splendido scenario naturalistico del Monte Vulturino, in Via Tuppo delle Seti. Dalle forme dolci e accoglienti, ricoperta da prati e boschi, con i suoi circa 2 mila metri si innalza maestosa, alle spalle del piccolo borgo antico di Marsicovetere, l’imponente montagna del Volturino. A protezione del suo ospitale centro storico, il Volturino domina sia la Val d’Agri che la Val Camastra, fino a raggiungere i monti di Lagonegro e del Sirino. È la terza tra le vette più alte del Parco Nazionale Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese. Il suo “cuore verde” ospita un pregevole patrimonio naturalistico e paesaggi mozzafiato e di estrema bellezza che travolgono lo sguardo del visitatore. Una meta ideale per tutte la stagioni e perfetta location di vacanze attive per escursionisti esperti o semplici amanti delle passeggiate nel verde.

A partecipare all’iniziativa saranno anche gli studenti dell’Istituto Omnicomprensivo di Marsicovetere i quali, in sinergia con l’amministrazione comunale, intenderanno lanciare due messaggi: “Marsicovetere saluta il Giro d’Italia” e “Marsicovetere chiede la pace in Ucraina”.

Ad abbracciare il Giro d’Italia anche il paese della ceramica, Calvello che ha un panorama unico che abbraccia la Val Basento e la Val D’Agri, fin quasi al Mar Ionio. Ma sono tante le iniziative in programma per il 13 maggio come l’iniziativa segnalata dall’amministrazione comunale di Spinoso sull’itinerario “L’anello del Lago Pertusillo” e la scoperta della Val’Agri, in Basilicata e del Lago di Pietra del Pertusillo inserito nel primo volume di “Ciclovie con vista: laghi e fiumi”. Insomma una grande occasione per la promozione nazionale ed internazionale di una parte molto importante, a livello turistico, dell’intera Basilicata

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Il docufilm DUE MA NON DUE dall’11 maggio gratis online

CuoreBasilicata - Mer, 05/11/2022 - 10:22

Il docufilm “Due Ma Non Due”, girato in Alta Val d’Agri e in Val Camastra dal regista Iacopo Patierno su un soggetto scritto da Federica Sozzi, è visibile dall’11 maggio online gratuitamente sul sito cuorebasilicata.it.
Due Ma Non Due ha già vinto nell’ambito del Festival di Venezia 2021 il premio “Log To Green Movie Award” riservato al film dell’anno che meglio rappresenta storie di sostenibilità e solidarietà sociale ed è stato  nella selezione ufficiale nella settima edizione del Festival Internazionale del documentario “Visioni dal Mondo” che si è svolta a Milano a settembre 2021.

“Un artista in esilio in cerca di un muro da dipingere per smuovere la comunità, un ranch in cui i cavalli fanno terapia agli uomini e un allevamento di mucche che danno il latte solo se accanto hanno il loro vitello”. “Due Ma Non Due” racconta l’Alta Val d’Agri e la Val Camastra, dove si intrecciano le storie di persone accomunate dall’impegno a dare valore alla propria vita, dando il meglio di sé. I protagonisti, Rodrigo, Benedetta, Giovanni, Maria e Nicola, hanno un legame profondo con la loro terra e la consapevolezza che la vera libertà non è assenza di limitazioni, ma la capacità di non arretrare mai di un solo passo.  Il regista è giunto per la prima volta in Val d’Agri in occasione di un corso di teatro di Jacopo Fo e Mario Pirovano per le compagnie teatrali della zona. “Mi sono meravigliato – racconta Iacopo Patierno –  la prima volta che ho girato l’alta Val D’Agri, non avevo idea che fosse così bella e ricca di natura e soprattutto di persone che, silenziosamente, non si arrendono alla ripetibilità della vita moderna e lottano per migliorare non solo la propria condizione, ma la concezione stessa del territorio, uno sforzo rivolto soprattutto verso i propri concittadini”.  Entusiasta del suo lavoro, il regista spiega come “gli elementi visivi che trasportano lo spettatore sono le componenti naturali che circondano la Val D’Agri: il volo dei rapaci in picchiata verso la pianura; i cavalli liberi del D’Arago Ranch, sentiamo i loro zoccoli rincorrersi sull’erba, mentre Rodrigo è in cerca del tassello mancante nella propria vita”.  Per il regista “c’è un legame costante tra i personaggi e l’ambiente nel quale sono inseriti, spesso la natura fa da eco alle loro emozioni”. “È un documentario – precisa Patierno – immersivo, abbiamo passato molto tempo con i protagonisti, il tempo necessario affinché la macchina da presa non fosse percepita come un filtro tra loro e la crew video, ma uno strumento con cui comunicare reciprocamente”. “Ogni personaggio, senza volerlo, ci ha indicato – aggiunge il regista –  come essere ripreso, non è stato un confronto verbale ma una sinergia che ha accompagnato tutte le riprese. Ne risulta alla fine un film collettivo in cui personaggi e crew video trovano un terreno comune di dialogo e creazione”. Due Ma Non Due, prodotto da Jacopo Fo Film (Gruppo Atlantide) è stato realizzato nell’ambito del progetto CuoreBasilicata.it coordinato da Jacopo Fo e Bruno Patierno, con il sostegno di Eni e il patrocinio della Lucana Film Commission e di Comuni dell’area.
 

 

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Spinoso e il biancospino: le radici del simbolo tra miti e leggende

CuoreBasilicata - Lun, 05/02/2022 - 10:12

Con la primavera che avanza, la Val D’Agri si riempie via via di colori e profumi, il risveglio della natura è tangibile e sorprendente, in un territorio che vi è completamente immerso. Soffermiamoci su una pianta in particolare, il biancospino, chiamato così per la sua fioritura candida e per le numerose spine presenti sui suoi rami. Questa pianta che nasce spontanea delle zone montane, considerata sacra nell’antichità e nota per le sue proprietà medicinali, è fortemente legata alla storia di Spinoso.

Si narra che le origini del paese siano dovute addirittura ad un gruppo di esuli Troiani, che costruirono il loro primo villaggio con il nome Carro Nuovo. La zona però era popolata da serpenti grandi e velenosi che divoravano i primogeniti maschi delle famiglie. Gli abitanti furono costretti ad abbandonare le loro abitazioni, che però non restarono vuote a lungo; infatti, arrivarono sul luogo quattro ebrei erranti, Ibacco, Ismaele, Racaele e Faro, che presto capirono la situazione e dovettero cercare un riparo più sicuro per la loro sopravvivenza. Così i quattro si trasferirono sulla collina dello Spinoso (o Monte Spenuso) chiamata così proprio per la ricca presenza di biancospino, che impediva l’insediamento e il proliferare dei serpenti; ecco perché divenne un emblema di salvezza, utilizzato come simbolo del paese e presente tutt’oggi nello stemma comunale.

 

 

Quando Grumentum cadde per mano dei Saraceni, gli abitanti si spostarono nei paesi limitrofi; molti si rifugiarono proprio a Spinoso, che in questo modo si ripopolò! Questo potrebbe sembrare il giusto lieto fine del nostro viaggio nel passato, ma le avventure degli Spinosesi non finirono qui, c’è ancora una storia da raccontare!

Si dice infatti che anticamente il Monte Raparo fosse territorio di lupi, che mettevano a rischio la vita degli abitanti, e anche in questa occasione fu proprio il biancospino a salvarli! Nella parte più bassa del paese, gli abitanti scavarono un fosso che riempirono di rovi e biancospini, per impedire il passaggio dei lupi. In una delle notti seguenti,  però, una lupa tentò di saltare quell’ostacolo, ma rimase intrappolata. Lì partorì i suoi cuccioli, ma ben presto morirono, bloccati tra le spine. Nonostante i lupi costituissero un forte pericolo, la popolazione fu commossa da quell’avvenimento e decise così di chiamare quel luogo “Il Fosso del Lupo” su cui ora sorge Piazza Magenta. Al centro di questa piccola piazza si può tutt’ora trovare un monumento su cui compaiono delle formelle di mosaico, una raffigura il serpente e l’altra la lupa, per riportare alla luce queste leggende e mantenere viva la storia del paese.

 

Si sa che in ogni leggenda c’è sempre un pizzico di verità, sta a noi scovarla, incuriosirci, meravigliarci e arricchirci di conoscenza, perché come disse il poeta Jean Cocteau, “Cos’è la storia, dopo tutto? La storia sono fatti che finiscono col diventare leggenda; le leggende sono bugie che finiscono col diventare storia”.

 

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Il contributo delle scuole alla valorizzazione di Gela – Incontro il 29 aprile h. 16.00 (Pinacoteca Comunale)

Gela Le Radici del Futuro - Ven, 04/29/2022 - 08:16

Il contributo delle scuole alla valorizzazione di Gela – Incontro il 29 aprile h. 16.00 (Pinacoteca Comunale)

L’Amministrazione Comunale di Gela e “Gela le Radici del Futuro” invitano dirigenti, professori, rappresentanti degli studenti di tutte le Scuole di Gela ad un incontro il 29 aprileh. 16, presso la Pinacoteca Comunale.
Parteciperanno anche l’Assessore Cristian Malluzzo assieme a Jacopo Fo e Bruno Patierno, coordinatori di Gela le Radici del Futuro.
Sarà l’occasione per raccogliere e mettere in rete le iniziative che le Scuole portano avanti per valorizzare la città di Gela e per trovare i modi per renderle ancora più visibili e incisive.
L’incontro si colloca nell’ambito del percorso avviato con il concorso “Miglioriamo la Città”, aperto a tutte le persone di Gela e soprattutto alle Scuole e agli studenti.

 

 

 

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A Grumento Nova le strategie di sviluppo turistico dei Comuni di CuoreBasilicata

CuoreBasilicata - Gio, 04/28/2022 - 14:33

Un pubblico attento e numeroso ha gremito nel pomeriggio del 27 aprile il salone del castello San Severino di Grumento Nova in occasione dell’incontro “Sviluppo di strategie turistiche verso Buyer e Tour Operator” organizzato da CuoreBasilicata, il progetto sostenuto da Eni e realizzato in sinergia con le Amministrazioni dei Comuni patrocinatori. L’incontro era stato preceduto il giorno prima da una riunione preparatoria con le Amministrazioni comunali a cui hanno partecipato anche Sindaci e Assessori di Grumento Nova, Marsicovetere, Moliterno, Montemurro, Paterno.  Ai loro interventi si sono aggiunti ieri quelli dei sindaci di Tramutola, Luigi Marotta, Calvello, Anna Maria Falvella e Gelsomina Sassano, primo cittadino di Marsico Nuovo, oltre al Sindaco di Grumento Nova Antonio Imperatrice che ha aperto l’incontro. Inoltre, tra gli altri interventi, gli operatori economici e culturali del territorio e i rappresentanti di associazioni, le Proloco di Grumento Nova e Viggiano, il direttore del museo Archeologico Alta Val d’Agri, Francesco Tarlano, Antonio Racioppi, in doppia veste, come neo eletto presidente di Agia – Cia Basilicata e presidente del Consorzio del Fagiolo Igp di Sarconi, che nel suo intervento ha sottolineato la forte vocazione imprenditoriale del territorio nel comparto agricolo, il presidente del consorzio turistico Alta Val d’Agri nonché responsabile di Federalberghi, Michele Tropiano, assieme al Presidente del Consorzio di tutela del Canestrato di Moliterno, Angelo Petrocelli e a Mario Fulco in rappresentanza della CGIL Val d’Agri. 

Al centro del dibattito l’implementazione di proposte e strategie di sviluppo dei rapporti con buyer e tour operator italiani e stranieri, anche a seguito della partecipazione di CuoreBasilicata alla Borsa Mediterranea del Turismo (BMT), ospite dello stand di APT Basilicata, e alla definizione di 3 proposte di itinerario, visibili e scaricabili anche sul sito CuoreBasilicata.it, che mettono in rete gli 11 Comuni dell’area. Gli itinerari sono stati  presentati alla BMT assieme ad un video promozionale con  Voice Over di Jacopo Fo; itinerari modulari, destinati ciascuno ad un target specifico, che possono essere progressivamente implementati e arricchiti con nuove proposte. Obiettivo: valorizzare l’offerta turistica dei Comuni in  maniera unitaria ed integrata, mettendo a sistema le peculiarità che ogni paese offre, al fine di aumentare l’attrattività turistica del territorio valligiano. E’ da sottolineare come la partecipazione a BMT, una “prima” assoluta per quest’area, stia già producendo i primi risultati con l’arrivo di comitive attratte dagli itinerari proposti da Cuore Basilicata.

Il primo cittadino di Grumento Nova, Antonio Imperatrice, ha rimarcato la necessità e l’impegno per “la ripresa di un’economia che è già presente in parte nella Valle, dal punto di vista paesaggistico, storico-culturale ed enogastronomico”. “C’è tanta “bellezza” nei nostri comuni – ha detto Imperatrice – bisogna far crescere organizzazione e imprenditorialità”. Poi la presentazione di un videoracconto del ricco patrimonio di Grumento Nova: dal parco archeologico al museo nel cuore della storia grumentina al percorrere delle tradizioni e dei saperi della comunità. 

Prima dell’apertura del dibattito ha presentato l’intenso programma di Cuore Basilicata per il mese di maggio il coordinatore, Bruno Patierno: il lancio on line del docufilm “Due ma non due” del regista Iacopo Patierno, testimonianza del territorio valdagrino, che sarà reso visibile in Italia e all’estero dopo essere stato premiato anche in occasione della Mostra del Cinema di Venezia; la seconda edizione del riconoscimento “Qualità Lucana” che esalta le eccellenze del territorio nella vetrina digitale del sito del progetto; la presentazione dei video “Memorie del Cuore della Basilicata”, realizzati da studenti e studentesse degli Istituti Superiori di Marsico Nuovo e Moliterno per raccogliere le memorie orali degli anziani in un benchmark con il presente e, ancora, il lancio della nuova web serie “Cuori Lucani” che sarà proiettata in prima assoluta alla fine di maggio nei Comuni della Valle per essere poi presentata sui media e nei Festival italiani e stranieri: sette storie di persone che vivono con passione il rapporto con il loro lavoro e la loro terra.

A ricordare le iniziative già sviluppate da Cuore Basilicata, lo scrittore e attore Jacopo Fo che ha sottolineato come “l’intenso ed efficace lavoro di comunicazione e promozione realizzato da Cuore Basilicata abbia bisogno di “gambe” economiche e imprenditoriali  sempre più solide per rafforzare l’offerta turistica, a partire dalla implementazione con offerte economiche legate agli itinerari che abbiamo costruito, destinati non solo ai visitatori ma anche al canale  dei buyer e dei tour operator”.

Interessanti anche gli interventi dei Sindaci di Marsico Nuovo, Calvello e Tramutola, nel rimarcare “l’impegno delle Amministrazioni nell’organizzare e mettere in rete l’offerta turistica della Val d’Agri e Val Camastra e la necessità di un apporto sempre maggiore di capacità imprenditive nel settore turistico”. Insomma un pomeriggio fertile sul piano delle proposte tese ad esaltare le grandissime potenzialità: dal ricco patrimonio storico culturale (Borghi, museo nazionale dell’Alta Val d’Agri, Parco Archeologico, siti culturali, MAM…) a quello naturale (Parco nazionale dell’Appennino Lucano, percorsi naturalistici…) e religioso (cammini, chiese e luoghi sacri) fino alle eccellenze enogastronomiche (Fagiolo di Sarconi, Canestrato di Moliterno, vino Terre Alta Val d’Agri. Caciocavallo podolico  assieme agli altri prodotti tipici della Valle).  Inoltre la possibilità di tour anche con percorsi slow all’aria aperta: nordic walking, birdwatching, trekking, arrampicate, come ha ricordato l’imprenditrice Vittoria Scote, produttrice di confetture con l’impresa “Per Boschi e Contrade” che, ha detto, “bisogna creare percorsi nuovi e originali per i visitatori che siano  fortemente legati alla splendida natura del nostro territorio”.

Bruno Patierno in conclusione ha sottolineato che “il dibattito ha fatto emergere una serie di proposte che mettono al centro la necessità di un ulteriore sviluppo imprenditoriale dell’area, segnatamente nel comparto turistico. Non bisogna perdere le opportunità che sono offerte in questo ambito anche dalle misure di sostegno finanziario offerte dallo Stato e non solo, in particolare per territori come quello dell’Alta Val d’Agri e della Val Camastra. Prossimamente Cuore Basilicata, d’intesa con gli enti del territorio, lancerà una call per raccogliere idee e candidature in questo ambito da parte di giovani e non, con l’obiettivo di affiancarle e sostenerle.”

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Insalata di pecorino di Moliterno e pere

CuoreBasilicata - Mer, 04/27/2022 - 09:27

Livello di difficoltà: BASSO Costo: MEDIO Tipologia: INSALATE

Ingredienti:

  • 100 g di pecorino di Moliterno I.G.P. a scaglie
  • 2 pere
  • 1 cespo di lattuga
  • 30 noci
  • succo di limone q.b.
  • 6 cucchiai di olio extravergine d’oliva
  • sale q.b.
  • pepe nero macinato q.b

Preparazione:

  1. Salsina: in una ciotolina versate il succo di limone, scioglietevi il sale, unite l’olio a una spolverata di pepe e mescolate accuratamente con una frusta.
  2. Lavate le pere, sbucciatele e tagliatele a fette sottili, privandole del torso; cospargerle poi con un po’ di succo di limone.
  3. Tritate grossolanamente le noci.
  4. Lavate la lattuga e, dopo aver eliminato le foglie esterne più dure, lasciatela asciugare e tagliatela a pezzi abbastanza grossi.
  5. Inserite quindi la lattuga, le noci, le pere e il pecorino a scaglie in un’insalatiera, condite l’insalata con la salsina appena preparata, mescolate e servite.

 

Curiosità:

«Al contadino non far sapere quanto è buono il formaggio con le pere».

Si tratta di un detto italiano che trova le sue origini nei dialetti, probabilmente in quello toscano, e come periodo storico è possibile collocarlo nel medioevo. Associare il formaggio di alta qualità alla pera, è un matrimonio perfetto. La ricetta è il luogo di un confronto, tra l’essenziale mondo agropastorale simbolizzato dal formaggio, che ricordiamo è il cibo di Polifemo nella mitologia, e la civiltà dell’effimero simbolizzata dalla pera. Ma è altrettanto il luogo di un’armonia raggiunta dagli opposti: il salato del formaggio contrasta infatti con il dolce della frutta, e il duro del primo con il tenero della seconda.

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“Miglioriamo la città”. Opinioni, idee e proposte in una conference calll

Gela Le Radici del Futuro - Ven, 04/22/2022 - 15:11

Nel corso di un incontro online trasmesso ieri pomeriggio sulle nostre piattaforme social, abbiamo parlato di “Miglioriamo la città”, il concorso a premi di Gela Le Radici del Futuro. Fino al 31 maggio 2022, tutti i gelesi possono partecipare proponendo idee concrete per migliorare la città di Gela.

In qualità di moderatrice, ho avuto il piacere e l’onore di dialogare con i relatori che hanno partecipato: l’assessore allo sport, turismo e cultura Cristian Malluzzo, il direttore del Quotidiano di Gela Luca Maganuco, il Dirigente Scolastico dell’istituto Luigi Sturzo Rita Cardamone e l’imprenditore e presidente dell’associazione Rete Canapa Sicilia David Melfa. Non sono mancati all’incontro neanche due dei coordinatori di Gela Le Radici del Futuro – l’attore, regista e scrittore Jacopo Fo e la responsabile della comunicazione Claudia Faverio. 

Dopo una breve introduzione di Fo e i saluti istituzionali dell’assessore Malluzzo, si è aperto un ampio dibattito circa le problematiche su cui intervenire nel territorio di Gela e le possibili soluzioni. Particolare attenzione, evidenziata in particolar modo dalla prof.ssa Cardamone, è stata posta su quelli che sono gli aspetti del marketing territoriale verso il settore turistico. Una differenza sostanziale, in termini di comunicazione, starebbe non soltanto nel capire in che modo diffondiamo l’immagine del territorio, ma anche nel capire quale sia il messaggio recepito dall’esterno. 

In un secondo momento, argomento di discussione è stato l’impegno della politica e del singolo cittadino verso la città, per fare di Gela un posto migliore nell’aspetto e nella qualità di vita. Se da un lato è vero che sono gli abitanti stessi a votare le figure che dovranno essere all’altezza di rappresentarci, è anche vero che allo stesso tempo occorre collaborare per facilitare i compiti e convivere in armonia. Per arrivare a ciò occorre confrontarsi in maniera costruttiva, così da comprendere a fondo le problematiche per elaborare le soluzioni migliori. 

Come vuole la teoria della finestre rotte, occorre perseverare con le buone azioni per inibire gli ostacoli.

Ecco il link al video della conference call.

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Il 27 aprile (ore.16.00) incontro per lo sviluppo delle strategie turistiche verso Buyer e Tour Operator – Grumento Nova

CuoreBasilicata - Mer, 04/20/2022 - 15:18
REMINDER: 27/04 h.16, Grumento Nova, incontro CuoreBasilicata per lo sviluppo delle strategie turistiche verso Buyer e Tour OperatorIl 27 aprile, alle ore 16, presso il salone del Castello Sanseverino di Grumento Nova, CuoreBasilicata terrà un incontro assieme alle Amministrazioni degli 11 Comuni dell’area del progetto a cui sono invitati anche gli operatori economici e culturali del territorio.L’incontro sarà preceduto da un saluto del Sindaco Antonio Imperatrice.Il tema, di grande rilevanza ed interesse comune, riguarda le strategie di sviluppo dei rapporti con Buyer e Tour Operator italiani e stranieri, anche a seguito della partecipazione di CuoreBasilicata alla Borsa Mediterranea del Turismo (leggi qui) e alla definizione di una serie di itinerari, visibili sul sito CuoreBasilicata.it, che, proposti in quella occasione, possono essere ulteriormente implementati e arricchiti.   Si tratta di lavorare assieme ad un programma che coinvolga i principali player italiani e stranieri del mondo del turismo per dare il giusto valore all’offerta del territorio, nel pieno rispetto delle sue caratteristiche e peculiarità.
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“Miglioriamo la città”, ne parliamo online il 21 aprile h.16.00 – Partecipazione aperta e gratuita

Gela Le Radici del Futuro - Mar, 04/19/2022 - 09:31

Il 21 aprilealle 16, si discuterà di come migliorare la città, un tema posto all’attenzione dal concorso “Miglioriamo la città” aperto a tutte le persone di Gela.

A parlarne saranno:
– Cristian Malluzzo, Assessore della città di Gela
– Jacopo Fo, regista, attore e scrittore
– Maria Concetta Cardamone, ISS Sturzo Gela
– Claudia Faverio, responsabile comunicazione Gela le Radici del Futuro
– Luca Maganuco, Quotidiano di Gela
– David Melfa, imprenditore
– Erika Pelligra, GAT Gela le Radici del Futuro

Moderatore Bruno Patierno, Gruppo Atlantide

Sarà possibile seguire la discussione sul sito gelaleradicidelfuturo.com e parteciparvi inviando messaggi sulla pagina Facebook del progetto.

Tutte le informazioni sul concorso “Miglioriamo la città” sono disponibili al LINK – MIGLIORIAMO LA CITTA’ 

 

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5 domande per “Miglioriamo la città”: David Melfa, la canapa e il riscatto sociale

Gela Le Radici del Futuro - Mar, 04/12/2022 - 16:57

Gela Le Radici del Futuro ha lanciato il concorso Miglioriamo la città, fino al 31 maggio 2022 tutti i gelesi possono partecipare al concorso a premi proponendo idee concrete per migliorare la città di Gela.

Imprenditore come il resto della sua famiglia, David Melfa per anni si è occupato di forniture di metano a usi industriali. Ha avuto anche esperienza nel settore della ristorazione, quando ha aperto e gestito una pizzeria con parco giochi per bambini. Dopo vari progetti, si è riscoperto un aspirante agricoltore, per quanto concerne la coltivazione di cannabis a basso contenuto di THC e rientrante nei parametri consentiti dalla legge per la vendita e l’utilizzo. Attualmente è presidente e fondatore di Rete Canapa Sicilia, associazione di promozione sociale e ambientale, che coordina una serie di figure di professionisti e di imprese per creare a Gela una filiera produttiva che dia un riscatto all’immagine della città.

 

Qual è la priorità per migliorare la vita dei gelesi?

Dal mio punto di vista, vi è una priorità di tipo sociale e culturale. La città vanta una grande storia, ma soffre anche di una crisi d’identità che si è sperimentata soprattutto in seguito alla chiusura di alcuni impianti della raffineria e alle conseguenti ripercussioni economiche sul territorio. Abbiamo tante risorse storiche e naturali su cui poter lavorare, ma non riusciamo a sfruttarle nel pieno delle loro potenzialità. Per farlo occorre costruire una società in cui gli individui che ne fanno parte riescano a rispettarsi, fare rete e cooperare. Dovremmo anzitutto smettere di parlare male di noi stessi e imparare ad amare la nostra terra, a relazionarci con gli altri per poi poter adoperare nella politica, nella cultura e in tutti i vari ambiti.

 

Qual è la priorità per migliorare l’immagine della città? E in che modo migliorarne la fruizione per chi la visita?

Sicuramente, l’immagine della città è stata rovinata dalle storie di mafia e dai problemi ambientali che all’esterno sono purtroppo ben noti. Ci vuole tempo e bisogna lavorare anzitutto sulla pulizia, non solo dell’ambiente, ma anche dell’immagine. Offrire infrastrutture e servizi, che vadano dall’acqua, alle strade, all’illuminazione, ai lidi balneari. Essenziale sarà anche la riapertura del museo per poter raccontare ai turisti la storia di Gela.

 

Dunque, lavorare sul territorio e in seguito sulla comunicazione? 

Esatto. Lavorare sul territorio attraverso opere di riqualifica, risanificazione, riconversione e riciclo per poi trasferire il messaggio altrove.

 

In cosa Gela è migliorata, invece?

Sicuramente, nonostante le conseguenze economiche, è significativo che a livello industriale si stia lavorando su energie più sostenibili e meno impattanti. Penso che paradossalmente questa crisi sia anche un’occasione di riconversione e riscatto, cercando anche nuove strade. È quello che io stesso, nel mio piccolo, cerco di fare con la mia associazione, ovvero creare un’alternativa occupazionale, sociale e ambientale. Le iniziative di Gela Le Radici Del Futuro (“Qualità siciliana”, “Miglioriamo la Città”, il documentario animato ecc.) sono un esempio su come poter incanalare le varie potenzialità del territorio.

 

Qual è il tuo sogno per Gela?

Vedere nascere un grande polo per la trasformazione della canapa. Immagino di vedere nascere tanto lavoro e tanta occupazione nel rispetto della natura. Coltivare, trasformare e vendere tutti i derivati di questa pianta, che ha migliaia di utilizzi: terapeutici, farmaceutici, alimentari, tessili e non solo. L’Eni è stato il sogno di Mattei, mentre questo sarebbe il sogno di David.

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Un viaggio in 11 tappe per chi è o si sente giovane – CuoreBasilicata

CuoreBasilicata - Mar, 04/12/2022 - 15:06

Un itinerario circolare tra gli 11 comuni dell’alta Val d’Agri e Val Camastra per chi ama l’arte, la cultura e la natura, realizzato da CuoreBasilicata anche per agevolare tour operator e buyer nazionali ed internazionali nella conoscenza e promozione del turismo nell’area di Calvello, Grumento Nova, Marsico Nuovo, Marsicovetere, Moliterno, Montemurro, Paterno, Sarconi, Spinoso, Tramutola e Viggiano.

Un suggerimento di quei luoghi ancora da scoprire e poter visitare anche in totale autonomia scegliendo il percorso che più rispecchia le proprie curiosità ed esigenze. Anche online e comodamente scaricabile al LINK 

 

MARSICO NUOVO -Grotte di Castel di Lepre e Rupe Pietra Maura: le Grotte di Castel di Lepre si dipanano tra gallerie, strettoie, salti d’acqua sotterranei, cascate e meravigliosi angoli rocciosi in un percorso di circa 2 km, che le conferiscono il primato di “grotta più lunga della Basilicata”. Per gli amanti delle scalate, il sito Rupe Pietra Maura, che raggiunge un’altezza di 1328 m e offre strapiombi bassi, area di bouldering e vie lunghe. È possibile prenotare un’esperienza anche guidata per i boschi circostanti affittando comodamente una e-bike.

CALVELLOCentro didattico energia e territorio: il museo dell’energia ai piedi del Monte Volturino. La struttura ospita una mostra permanente di documenti legati alla storia del petrolio in Italia e in Basilicata. Oltre a fotografie, campioni di rocce, oli minerali, scalpelli per la trivellazione e modelli in scala di impianti di estrazione petrolifera e stoccaggio di gas, è possibile visionare filmati documentari e documenti storici.

MARSICOVETERE Monte Volturino: con i suoi circa 2000 metri si innalza maestosa la montagna del Volturino e regala scorci panoramici e suggestivi sulla valle, in una natura selvaggia e incontaminata, fra boschi e foreste vergini, ma anche di meravigliosi esemplari faunistici, come la lontra, il lupo, il gatto selvatico, oltre ai ricci, le volpi, gli scoiattoli e i cinghiali, avvistabili durante le escursioni che si possono praticare nei boschi. Due i Sentieri CAI che attraversano l’immenso patrimonio naturalistico: il Sentiero del Ventennale e il Sentiero Sorgente Copone-Monte Volturino.

VIGGIANO Montagna Grande: a vegliare sul paese si erge maestosa la Montagna Grande di Viggiano nota anche per il più importante complesso sciistico dell’intero comprensorio. La montagna offre anche incantevoli passeggiate nella natura e la possibilità di praticare sport all’aria aperta tra cui trekking, nordic walking, arrampicata sportiva e la mountain bike. Sentieri e antichi tratturi guidano i l visitatore lungo paesaggi pittoreschi e suggestivi: l’eremo di Santa Maria la Preta, antico rifugio nato per opera dei monaci basiliani nell’VIII secolo d. C. e il percorso dei mulini lungo il torrente Alli ne sono certamente un esempio.

MONTEMURRO – Lago del Pertusillo: splendido scenario di forme armoniche nei colori della natura, fiore all’occhiello di tutta la Val d’Agri e zona protetta dal Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese. Il Lago del Pertusillo è un complesso ecosistema dall’equilibrio molto delicato: vi si trovano, infatti, uccelli stanziali e migratori rari, innumerevoli specie ittiche e due vere rarità faunistiche: la lontra e la salamandra dagli occhiali. Nei tratti più isolati del lago è presente anche l’airone cenerino. Inoltre, sembrano essere abbastanza frequenti durante le migrazioni le cicogne bianche e le cicogne nere.

SPINOSOLago del Pertusillo (escursione naturalistica): dalle rive del lago ci si immerge in una fitta vegetazione boschiva, in particolare: alberi di castagno, cerro, faggio, biancospino e nocciolo. Le sue sponde sono il luogo ideale per lunghe passeggiate che consentono di apprezzarne tutte le minime sfumature e le bellezze nascoste. I sentieri aperti nei boschi circostanti regalano agli appassionati della mountain bike percorsi unici e avventurosi. Alcuni punti del lago permettono anche attività di birdwatching ed emozionanti battute di pesca sportiva.

SARCONI –  Fiumi Sciaura e Maglia, acquedotto Cavour: il territorio di Sarconi regala sensazioni nuove a contatto diretto con la natura, attraverso un’esperienza sensoriale completa. È possibile percorrere la passeggiata partendo dalla piazza principale del paese fino a raggiungere il centro storico, per proseguire poi verso il parco fluviale in direzione del fiume Maglia e le acque dello Sciaura. L’Acquedotto Cavour, imponente e maestoso complesso costruito nel 1867 in stile romano è associato a un suggestivo percorso pedonale, contornato da ampie vedute panoramiche che rivelano una natura originaria e quasi.

MOLITERNO Oasi naturale Bosco Faggeto: con la sua estensione di oltre 300 ettari è una riserva che, per morfologia e clima, costituisce un luogo ideale per la biodiversità. L’oasi, oltre al faggio, ospita anche altre specie arboree: l’acero, il tiglio, il cerro, la quercia, il carpino nero, il leccio. Sono state censite ben 790 specie floristiche, di cui 70 rare. Spiccano un’infinità di incantevoli orchidee. Riconosciuta come Oasi del WWF, ospita anche una ricca fauna ed è stata attestata anche la presenza di lupi in transito. Numerosi gli uccelli: il nibbio reale ed il nibbio bruno, l’upupa, il picchio, il cuculo, il gufo reale, la civetta, e il barbagianni. Imperdibile è l’esperienza enogastronomica del canestrato di Moliterno, formaggio tipico I.G.P. con latte di pecore e capre allevate in pascoli bradi.

GRUMENTO NOVASito archeologico parco e museo: alle pendici del comune di Grumento Nova nel territorio del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese, racchiude i resti dell’antica città romana. Della Grumentum romana sono visibili ancora oggi i resti di tre complessi monumentali: un teatro dell’età augustea, l’area del Foro antico e i resti dell’anfiteatro, costruito nel I secolo a.C. e modificato in età imperiale. Invece il Museo Archeologico Nazionale dell’Alta Val d’Agri illustra le forme di popolamento e la storia della città romana di Grumentum e dell’intero comprensorio dell’alta valle dell’Agri.

TRAMUTOLAAffioramenti naturali di petrolio: a Tramutola, in località Caolo, è presente un esempio di come natura e petrolio convivano da secoli. In un meraviglioso contesto naturalistico, è infatti possibile assistere a un insolito e sorprendente fenomeno naturale: affioramenti di acqua mista a petrolio che sgorgano in maniera incessante fin dall’antichità. La copiosa sorgente Caolo è senza dubbio la più grande del comprensorio della Val d’Agri.

PATERNOFiume Agri: Gli appassionati del trekking e del cicloturismo potranno praticare il percorso sul fiume Agri: il contesto naturalistico è suggestivo e ad elevato indice di biodiversità, con una ricca vegetazione costituita di pioppi, ontani, querce e salici. Con un po’ di fortuna sarà possibile avvistare l’airone cenerino o il picchio. Gli appassionati di raccolta di more e frutti spontanei troveranno pane per i loro denti nell’addentrarsi della stagione estiva. Il percorso offre, inoltre, piccole aree perfette per il relax.

Scopri anche gli itinerari dedicati a:

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5 domande per “Miglioriamo la città”: Giuliana Fraglica e la rivoluzione umana.

Gela Le Radici del Futuro - Ven, 04/08/2022 - 10:27

 Gela Le Radici del Futuro ha lanciato il concorso Miglioriamo la città, fino al 31 maggio 2022 tutti i gelesi possono partecipare al concorso a premi proponendo idee concrete per migliorare la città di Gela.

Oggi, a parlarci delle sue idee su Gela è la poliedrica Giuliana Fraglica. Artista a tutto tondo, cantante, attrice, ballerina e autrice di libri per bambini. Giuliana è amata non solo dai piccini, ma anche dai genitori, perché insegna c l’arte della gioia e della resilienza in modo giocoso. Il 23 aprile, presso il teatro Antidoto, presenterà Tu sei una meraviglia 2 – Storie di bambini con l’accento sulla U, la sua quarta pubblicazione. Nel volume precedente, aveva raccontato in 12 storie come reagire e risponere alla critiche senza mai perdere l’autostima. 

Nonostante vanti esperienze in campo internazionale (vale la pena citare la esperienza musicale nei Flanders), Giuliana è rimasta a Gela, sua città Natale che ama immensamente e per la quale non smette di battersi a discapato delle tante difficoltà.

Qual è la priorità per migliorare la vita dei gelesi?

Sicuramente il turismo è una cosa che questa città ancora non ci offre, mentre il lavoro dovrebbe essere alla base di società civile. Servono anche spazi e infrastrutture, ma questo non è un contributo che parte dall’individuo ma dalla politica. Io so che per migliorare un posto serve che l’essere umano si migliori e che diventi appassionato della vita. Mi piacerebbe sicuramente vedere dei centri polifunzionali per i giovani, ma che abbiano all’interno persone che si occupano di pedagogia, come ai tempi degli antichi greci e della paideia. Spesso i più giovani sono vessati dalle aspettative degli adulti e di una società che non solo non progredisci ma pretende che diventino “taurini con tre teste”. 

 

Quindi benessere emotivo e mentale…

Per migliorare questo posto serve la speranza di una stabilità lavorativa e una migliore qualità emozionale della propria vita. Capisco che vi siano situazioni economiche e sociali che faranno sembrare questo un ragionamento superficiale, ma è proprio per questo che dico che alla base ci sta la politica. La qualità delle cose, delle proposte, dipende dall’essere umano, mentre la quantità dipende dalla politica. Ciascun cittadino dovrebbe avere la possibilità di lavorare sulle proprie abitudini sbagliate e sui propri pensieri negativi, ma deve anche avere il diritto di essere ripagato dei propri sforzi.

 

Qual è la priorità per migliorare la fruizione della città per chi la visita?

Onestamente credo che ci siano ancora tantissimi aspetti su cui lavorare. Sicuramente è un posto bello da vedere, ma dal punto di vista organizzativo manca ancora tanto per accogliere agevolmente i turisti. Ad esempio, si dovrebbe investire sulle nuove tecnologie così come sulle strutture in generale. Per capire cosa a Gela manca penso che basti pensare a una qualsiasi località turistica e fare un confronto. 

In cosa Gela è migliorata negli ultimi anni?

Sicuramente oggi c’è più consapevolezza delle potenzialità di questo posto, di quanta ricchezza abbia malgrado le difficoltà nel farle emergere. La gente è più partecipe.

Il tuo sogno per Gela?

Che diventi una città che dia nuove opportunità ai giovani affinché si possa creare un nuovo umanesimo. Invece, molti giovani vanno via. Vorrei un città  a misura di bambino. Quando lo dico la gente pensa al puro intrattenimento per bimbi, perché non comprende di cosa sto parlando. Per me, una città che pensa ai bambini è una città che costruisce strutture, occasioni, avvenimenti per loro che poi saranno giovani e adulti che faranno di Gela una città migliore. Dovrebbe investire sull’educazione e sulla formazione umana dei bambini. Partire ad esempio dai quartieri e dalle scuole con figure che siano da esempio per i ragazzi.e insegnino loro che la vita non si subisce ma si costruisce con gil sforzi. Come ho già detto, auspico a una rivoluzione umana.

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5 domande per Gela: Luca Maganuco, il kartodromo e i cambiamenti socio-culturali.

Gela Le Radici del Futuro - Lun, 04/04/2022 - 17:54

Gela Le Radici del Futuro ha lanciato il concorso Miglioriamo la città, fino al 31 maggio 2022 tutti i gelesi possono partecipare al concorso a premi proponendo idee concrete per migliorare la città di Gela.

Stavolta, abbiamo avuto l’onore di parlare con il giornalista Luca Maganuco, che ci ha parlato del suo impegno non professionale e sociale per migliorare l’immagine del territorio. Dopo una collaborazione quasi ventennale con il Giornale di Sicilia, Gianluca, detto Luca, è diventato anche editore fondando il Quotidiano di Gela e la prima web tv del territorio, Telegela, oggi visibile anche sul digitale terrestre al canale 647.

Luca, parlaci un po’ più di te e delle tue attività per il territorio.

Oltre ad essere iscritto all’albo dei pubblicisti dal 2004, sono anche agente di commercio. Ho lavorato per 20 anni con la società Publikompass e, tra le tante, cerco di fare diventare lavoro la mia passione per i motori. Col mio socio Fabrizio Parisi abbiamo diversificato il nostro impegno commerciale investendo nella gestione di un kartodromo grazie all’aggiudicazione di un bando pubblico. La stessa struttura provinciale che ho gestito dal 2004 al 2008 in qualità di presidente di una associazione sportiva. Oggi inizio colmando 8 anni di abbandono e azioni vandaliche. Una disattenzione quantificabile in circa 150 mila euro e tante occasioni sprecate per talenti locali.

Qual è la priorità per migliorare la vita dei gelesi?

Il gelese medio deve essere alfabetizzato alla cultura della normalità e al rispetto del bene pubblico. A Gela tutto sembra possibile ma bisogna ripristinare i ruoli (competenze) e il rapporto con le istituzioni. La politica e la giustizia in primis devono essere chiamati a garantire il rispetto delle regole e dei servizi. È un ostacolo alla crescita assecondare logiche clientelari. Serve un dialogo costruttivo con chi occupa posti di potere.

Qual è la priorità per migliorare la fruizione della città per chi la visita?

Immagino l’autostrada Gela-Siracusa attiva con uno svincolo sicuro verso l’aeroporto di Comiso. Il porto che garantisce collegamenti continui con le isole a sud e punto di attracco sicuro. Tratte ferroviarie veloci e l’utilizzo dei binari a nord della periferia urbana come una sorte di metropolitana. Penso alle stazioni in disuso (Dirillo, raffineria, Manfria, Comunelli) e ai caselli già dislocati in aree strategiche utilizzate come sedi di punti di ristoro per podisti, ciclisti e famiglie non più costrette a ricorrere all’auto privata. Collegamenti delle tre riserve naturali (Biviere, Comunelli, sughereta), dei siti di osservazione, come la florida piana di Gela che oltre all’economia dei carciofi é capace di richiamare studiosi e curiosi per il transito delle cicogne e i nidi sui tralicci dell’energia elettrica.

In cosa Gela è migliorata negli ultimi anni?

Di certo c’è la consapevolezza di aver scoperto le potenzialità del territorio. Ci sarebbero tante cose su cui lavorare, a partire da un mix di percorsi tra siti di interesse archeologico, arte marinara e contadina, siti di interesse bellico, chiese, santi, motori (tappa del giro di Sicilia Targa Florio). E anche, sull’esaltazione delle feste patronali e utilizzo della villa Garibaldi mai più soffocata dal degrado ma capace di seguire il suo andamento naturale che dal centro storico sfocia sul lungomare e nel mega parco che ospita le Mura Timoleontee.

Cos’altro speri che si possa fare per la città?

Se investi a Gela devi osservare tutti gli stakeholder cercando di comprendere se esistono le condizioni per eventuali collaborazioni. Tra tutti vedo un grande potenziale nella Raffineria, oggi impegnata in una trasformazione sostenibile dentro un più ampio colosso energetico. Il presente, non più il futuro, è l’utilizzo di nuove energie sostenibili. Vedo la pista provinciale che mi onoro di gestire come sede laboratorio di intelligenze supportate da università e laboratori Eni con approfondimenti giornalistici nelle testate che mi onoro di dirigere. Non è un sogno ma le basi di un nuovo progetto.

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Un viaggio in 11 tappe per chi ama arte, cultura, natura – CuoreBasilicata

CuoreBasilicata - Lun, 04/04/2022 - 14:59

Un itinerario circolare tra gli 11 comuni dell’alta Val d’Agri e Val Camastra per chi ama l’arte, la cultura e la natura, realizzato da CuoreBasilicata anche per agevolare tour operator e buyer nazionali ed internazionali nella conoscenza e promozione del turismo nell’area di Calvello, Grumento Nova, Marsico Nuovo, Marsicovetere, Moliterno, Montemurro, Paterno, Sarconi, Spinoso, Tramutola e Viggiano.

Un suggerimento di quei luoghi ancora da scoprire e poter visitare anche in totale autonomia scegliendo il percorso che più rispecchia le proprie curiosità ed esigenze. Anche online e comodamente scaricabile al LINK 

MARSICO NUOVO –  Palazzo Manzoni e Museo d’Arte Sacra: Palazzo Manzoni custodisce una storia antica, iniziata con l’edificazione verso metà del 1100 del Monastero di San Tommaso. Nel 1875 la struttura divenne sede delle scuole “Alessandro Manzoni”. Oggi è sede dell’Ente Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese. Da non perdere, la Chiesa di San Michele Arcangelo, tra le più antiche del paese. Dal 2006 ospita il Museo d’Arte Sacra, custode di opere come l’affresco de “L’ultima Cena” di Girolamo Todisco e la scultura lignea “La Madonna col Bambino in Trono”.

CALVELLOConvento e chiostro S. Maria del Plano: una delle chiese più antiche di Calvello. Di particolare pregio è la statua lignea di Santa Maria de Plano, opera di stampo bizantino scolpita tra il 1240 e il 1260. Dietro all’altare, il pregevole coro ligneo, sovrastato dall’organo a canne (fine del ‘500). Il chiostro è ricco di affreschi recentemente restaurati. Qui è possibile visitare il Museo della Canzone Napoletana, la Stanza della Libertà dedicata ai martiri del Risorgimento della storia di Calvello e il Presepe permanente di Calvello (opera Egidio Lauria).

 

MARSICOVETERE Castello medievale e palazzi nobiliari: nella parte più alta del centro storico si erge maestosa un’ala dell’antico castello medievale (XI sec.): la singolare torre dell’antico maniero, uno storico mulino a vento e le due porte d’accesso alla fortezza, su cui sono visibili tre portali in pietra (rispettivamente del 1731, del 1806 e del 1811). Passeggiare tra le mura del castello è come tornare indietro nel tempo, in un percorso storico che ne svela i segreti attraverso scale interne, cunicoli e corridoi. Il cuore pulsante del piccolo borgo di Marsicovetere sono, invece, le sue case in pietra, i palazzi signorili e la miriade di viuzze.

VIGGIANO Madonna nera, santuario e chiesa S. Maria la Preta: la Madonna Nera è la regina e patrona della Lucania, cuore pulsante della devozione religiosa della Basilicata. Il santuario della Madonna Nera è frequente meta di pellegrinaggi. La Madonna Nera, da settembre a maggio, è custodita nella Chiesa di Santa Maria del Deposito a Viggiano e, nella prima domenica di maggio, con una suggestiva e affollatissima processione, viene portata a spalle dai fedeli al santuario del monte. Nella prima domenica di settembre, dal monte di Viggiano ritorna in paese. Santa Maria La Petra, chiesa rupestre del VIII sec. d. C. fondata dai monaci basiliani sullo strapiombo del torrente Casale, è la più antica di Viggiano.

MONTEMURRO – Casa delle Muse: una casa-museo dedicata all’ingegnere e poeta Leonardo Sinisgalli (1908-1981). Nelle sue due sale troviamo pezzi della vita e della produzione artistica di Leonardo Sinisgalli, i suoi libri (circa 3000), i suoi disegni, le sue pubblicità, le sue poesie, le pubblicazioni editoriali, le copertine delle riviste che ha fondato e gli stessi attrezzi del suo lavoro, come la scrivania, la macchina da scrivere e il dipinto di Maria Padula del 1944. Una ricca documentazione da cui farsi ispirare.

SPINOSOLago di pietra del Pertusillo (la diga): chiunque arrivi a Spinoso deve imbattersi per forza con l’opera civile più importante degli anni ’60 nel Sud Italia: la diga del Lago di Pietra del Pertusillo. In funzione dal 1963, lo sbarramento ad arco-gravità è lungo 380 metri e alto 95 metri. Grande opera di ingegneria che ha dato vita a un invaso di 155 milioni di metri cubi d’acqua in grado di rispondere a un uso plurimo delle risorse idriche, quali lo sfruttamento dell’energia idroelettrica e l’irrigazione di oltre trentacinquemila ettari di terreno tra Basilicata e Puglia. È uno dei punti di partenza dell’acquedotto pugliese

SARCONI –  Chiese e centro storico: le chiese di Sarconi sono disseminate per tutto il centro storico: nel cuore del borgo si può ammirare la graziosa chiesetta di Santa Lucia, risalente al XV secolo, la più antica di tutte. Continuando il percorso incontriamo la Chiesa di Sant’Antonio, edificata nel XVII secolo; la Chiesa Madre di Santa Maria in Cielo Assunta costruita agli inizi del ‘900; la Chiesa della Madonna del Carmine, la Chiesa della Madonna di Pompei e il Santuario di Montauro, a pochi chilometri dal centro abitato.

MOLITERNO Musei Aiello: tappa obbligata a Moliterno è la visita ai sette musei del MAM, il circuito che rende fruibile un’ampia collezione di beni artistici del professore Gianfranco Aiello. Il Circuito comprende: il Museo Michele Tedesco e dell’Ottocento Lucano, il Museo del Paesaggio, il Museo di Arte Contemporanea, la Biblioteca Lucana Angela Aiello, il Museo della Ceramica, il Museo del Novecento Lucano, il Museo di Arte Moderna. I musei MAM sono siti in diversi suggestivi luoghi di Moliterno: la visita consentirà non solo l’immersione nell’arte e nella storia, ma anchenel borgo del paese. Imperdibile è l’esperienza enogastronomica del canestrato di Moliterno, formaggio tipico I.G.P. con latte di pecore e capre allevate in pascoli bradi.

GRUMENTO NOVABosco Maglie: un percorso magico che offre al visitatore paesaggi indescrivibili nel silenzio della natura. Particolarmente interessante è il sottobosco a primavera, quando si copre di abbondanti fioriture mentre in autunno, nelle vicinanze delle rive del Lago di Pietra del Pertusillo, i colori racchiudono la dolce intensità della terra. In alcuni tratti il bosco apre scorci panoramici e scenografici sulle cime circostanti.

TRAMUTOLAAntico lavatoio: simbolo della comunità tramutolese, l’antico lavatoio comunale noto come “‘Ngap l’acqua”, svolgeva nell’antichità funzioni legate alla vita quotidiana come punto di incontro collettivo e di faccende domestiche. Costruito nel XVII secolo in località “Capo d’Acqua” è delimitato da una fontana in pietra con mascheroni la cui costruzione risale allo stesso periodo storico e da un antico mulino ormai in 

disuso. Ancora oggi molte donne tramutolesi vi si recano per lavare il bucato e scambiare due chiacchiere.

PATERNOIl complesso delle sorgenti: a 980 metri s.l.m. offre uno spettacolo particolare, nel tragitto sono infatti osservabili le rocce calcaree che danno vita agli inghiottoi, fenomeni di carsismo tipici di questo tipo di ambiente. È un luogo privilegiato per lo studio del sistema di biodiversità, particolarmente idoneo alle attività di tipo didattico, oltre ad essere una perfetta cornice per momenti di svago all’aria aperta.

 

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Un viaggio in 11 tappe per chi ama arte, cultura, natura – CuoreBasilicata

CuoreBasilicata - Lun, 04/04/2022 - 13:54

Un itinerario circolare tra gli 11 comuni dell’alta Val d’Agri e Val Camastra per chi ama l’arte, la cultura e la natura. Un suggerimento di quei luoghi ancora da scoprire e poter visitare in totale autonomia scegliendo il percorso che più rispecchia le proprie curiosità ed esigenze. Anche online e comodamente scaricabile al LINK 

MARSICO NUOVO –  Palazzo Manzoni e Museo d’Arte Sacra: Palazzo Manzoni custodisce una storia antica, iniziata con l’edificazione verso metà del 1100 del Monastero di San Tommaso. Nel 1875 la struttura divenne sede delle scuole “Alessandro Manzoni”. Oggi è sede dell’Ente Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese. Da non perdere, la Chiesa di San Michele Arcangelo, tra le più antiche del paese. Dal 2006 ospita il Museo d’Arte Sacra, custode di opere come l’affresco de “L’ultima Cena” di Girolamo Todisco e la scultura lignea “La Madonna col Bambino in Trono”.

CALVELLOConvento e chiostro S. Maria del Plano: una delle chiese più antiche di Calvello. Di particolare pregio è la statua lignea di Santa Maria de Plano, opera di stampo bizantino scolpita tra il 1240 e il 1260. Dietro all’altare, il pregevole coro ligneo, sovrastato dall’organo a canne (fine del ‘500). Il chiostro è ricco di affreschi recentemente restaurati. Qui è possibile visitare il Museo della Canzone Napoletana, la Stanza della Libertà dedicata ai martiri del Risorgimento della storia di Calvello e il Presepe permanente di Calvello (opera Egidio Lauria).

 

MARSICOVETERE Castello medievale e palazzi nobiliari: nella parte più alta del centro storico si erge maestosa un’ala dell’antico castello medievale (XI sec.): la singolare torre dell’antico maniero, uno storico mulino a vento e le due porte d’accesso alla fortezza, su cui sono visibili tre portali in pietra (rispettivamente del 1731, del 1806 e del 1811). Passeggiare tra le mura del castello è come tornare indietro nel tempo, in un percorso storico che ne svela i segreti attraverso scale interne, cunicoli e corridoi. Il cuore pulsante del piccolo borgo di Marsicovetere sono, invece, le sue case in pietra, i palazzi signorili e la miriade di viuzze.

VIGGIANO Madonna nera, santuario e chiesa S. Maria la Preta: la Madonna Nera è la regina e patrona della Lucania, cuore pulsante della devozione religiosa della Basilicata. Il santuario della Madonna Nera è frequente meta di pellegrinaggi. La Madonna Nera, da settembre a maggio, è custodita nella Chiesa di Santa Maria del Deposito a Viggiano e, nella prima domenica di maggio, con una suggestiva e affollatissima processione, viene portata a spalle dai fedeli al santuario del monte. Nella prima domenica di settembre, dal monte di Viggiano ritorna in paese. Santa Maria La Petra, chiesa rupestre del VIII sec. d. C. fondata dai monaci basiliani sullo strapiombo del torrente Casale, è la più antica di Viggiano.

MONTEMURRO – Casa delle Muse: una casa-museo dedicata all’ingegnere e poeta Leonardo Sinisgalli (1908-1981). Nelle sue due sale troviamo pezzi della vita e della produzione artistica di Leonardo Sinisgalli, i suoi libri (circa 3000), i suoi disegni, le sue pubblicità, le sue poesie, le pubblicazioni editoriali, le copertine delle riviste che ha fondato e gli stessi attrezzi del suo lavoro, come la scrivania, la macchina da scrivere e il dipinto di Maria Padula del 1944. Una ricca documentazione da cui farsi ispirare.

SPINOSOLago di pietra del Pertusillo (la diga): chiunque arrivi a Spinoso deve imbattersi per forza con l’opera civile più importante degli anni ’60 nel Sud Italia: la diga del Lago di Pietra del Pertusillo. In funzione dal 1963, lo sbarramento ad arco-gravità è lungo 380 metri e alto 95 metri. Grande opera di ingegneria che ha dato vita a un invaso di 155 milioni di metri cubi d’acqua in grado di rispondere a un uso plurimo delle risorse idriche, quali lo sfruttamento dell’energia idroelettrica e l’irrigazione di oltre trentacinquemila ettari di terreno tra Basilicata e Puglia. È uno dei punti di partenza dell’acquedotto pugliese

SARCONI –  Chiese e centro storico: le chiese di Sarconi sono disseminate per tutto il centro storico: nel cuore del borgo si può ammirare la graziosa chiesetta di Santa Lucia, risalente al XV secolo, la più antica di tutte. Continuando il percorso incontriamo la Chiesa di Sant’Antonio, edificata nel XVII secolo; la Chiesa Madre di Santa Maria in Cielo Assunta costruita agli inizi del ‘900; la Chiesa della Madonna del Carmine, la Chiesa della Madonna di Pompei e il Santuario di Montauro, a pochi chilometri dal centro abitato.

MOLITERNO Musei Aiello: tappa obbligata a Moliterno è la visita ai sette musei del MAM, il circuito che rende fruibile un’ampia collezione di beni artistici del professore Gianfranco Aiello. Il Circuito comprende: il Museo Michele Tedesco e dell’Ottocento Lucano, il Museo del Paesaggio, il Museo di Arte Contemporanea, la Biblioteca Lucana Angela Aiello, il Museo della Ceramica, il Museo del Novecento Lucano, il Museo di Arte Moderna. I musei MAM sono siti in diversi suggestivi luoghi di Moliterno: la visita consentirà non solo l’immersione nell’arte e nella storia, ma anchenel borgo del paese. Imperdibile è l’esperienza enogastronomica del canestrato di Moliterno, formaggio tipico I.G.P. con latte di pecore e capre allevate in pascoli bradi.

GRUMENTO NOVABosco Maglie: un percorso magico che offre al visitatore paesaggi indescrivibili nel silenzio della natura. Particolarmente interessante è il sottobosco a primavera, quando si copre di abbondanti fioriture mentre in autunno, nelle vicinanze delle rive del Lago di Pietra del Pertusillo, i colori racchiudono la dolce intensità della terra. In alcuni tratti il bosco apre scorci panoramici e scenografici sulle cime circostanti.

TRAMUTOLAAntico lavatoio: simbolo della comunità tramutolese, l’antico lavatoio comunale noto come “‘Ngap l’acqua”, svolgeva nell’antichità funzioni legate alla vita quotidiana come punto di incontro collettivo e di faccende domestiche. Costruito nel XVII secolo in località “Capo d’Acqua” è delimitato da una fontana in pietra con mascheroni la cui costruzione risale allo stesso periodo storico e da un antico mulino ormai in 

disuso. Ancora oggi molte donne tramutolesi vi si recano per lavare il bucato e scambiare due chiacchiere.

PATERNOIl complesso delle sorgenti: a 980 metri s.l.m. offre uno spettacolo particolare, nel tragitto sono infatti osservabili le rocce calcaree che danno vita agli inghiottoi, fenomeni di carsismo tipici di questo tipo di ambiente. È un luogo privilegiato per lo studio del sistema di biodiversità, particolarmente idoneo alle attività di tipo didattico, oltre ad essere una perfetta cornice per momenti di svago all’aria aperta.

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5 domande per “Miglioriamo la città”: Francesco Longo ci parla di turismo e rilancio culturale

Gela Le Radici del Futuro - Mer, 03/30/2022 - 16:35

 Gela Le Radici del Futuro ha lanciato il concorso Miglioriamo la città, fino al 31 maggio 2022 tutti i gelesi possono partecipare al concorso a premi proponendo idee concrete per migliorare la città di Gela.

In questa prima intervista a Francesco Longo, parliamo di rilancio, traguardi raggiunti e possibili aree di intervento nella nostra amata città. Francesco Longo, è direttore del teatro comunale Eschilo dal 2014, e compare nella web serie Italia Sicilia Gela in un episodio a lui dedicato.

Da circa trent’anni, Longo vanta un’esperienza nel campo della cultura e dell’organizzazione di eventi, oltre che nella sicurezza. Tutto questo è fatto da un osservatorio turistico esterno abilitato come si faceva anni fa nelle aziende di soggiorno e turismo che coordinano tutte queste forze nel territorio.

Qual è la priorità per migliorare la vita dei gelesi?
Non ho la bacchetta magica per intervenire sull’economia che mette in moto le attività del territorio, ma penso che un punto di partenza sia certamente il turismo. A mio parere, si dovrebbe puntare sulla valorizzazione culturale dei beni artistici e monumentali che ci sono e di cui il territorio è molto ricco.

Qual è la priorità per migliorare la fruizione della città per chi la visita?
Facendo riferimento alla mia esperienza negli ’90, posso dire che ai tempi esistevano due strutture ben collaudate, quelle delle aziende di soggiorno e turismo, sia locali che provinciali. A Gela ci vorrebbe una struttura simile che coordini tutti gli operatori del turismo, gli albergatori e gli operatori culturali, ma anche il museo e i gestori di beni artistici e monumentali. ecc. Un’unità di coordinamento per mettere insieme fare conoscere tutto il nostro patrimonio artistico e monumentale.

In cosa Gela è migliorata negli ultimi anni?
Sicuramente nell’implementazione delle strutture ricettive, che prima erano molto poche. Anni fa, a Gela c’erano soltanto due alberghi e non esistevano i bed & breakfast, mentre negli ultimi  anni ci sono stati dei netti miglioramenti per quanto riguarda gli alloggi. Migliorata anche la comunicazione via social come piattaforme internet che parlano di Gela. Tuttavia, non penso che solo questi basti. Penso che bisogni ancora far passare un messaggio attraverso nuovi canali social che si occupano di promozione turistica del territorio, avendo sempre un coordinamento che passi dal museo all’ultimo fruitore del b&b per far conoscere tutto quello che è il bene culturale gelese.

Qual è un tuo sogno per Gela?
Sogno che si possa vivere e creare reddito attraverso la cultura, intesa come teatro, musica, rappresentazioni teatrali anche classiche come succede già a Siracusa e a Taormina. Sarebbe bello creare dei circoli di teatro classico anche a Gela. Il volano economico principale sarebbe far vivere al turista delle esperienze che altre città non possono dare, ma che potrebbe offrire Gela in quanto culla della Grecia antica e in quanto città che ha ospitato Eschilo. Mi piacerebbe che diventasse un marchio di qualità nel turismo archeologico e culturale. Mi piacerebbe che i turisti venissero qui proprio per vedere dove Eschilo camminava più di 2500 anni fa.

Cos’altro vorresti aggiungere?
Nelle mia esperienza trentennale ho conosciuto grandi archeologi e grandi esponenti della cultura. A Gela esiste un archivio storico e bibliografico, anche di filmati, dall’istituto Luce ad archivi personali di storia patria. Penso che dovrebbero essere tutti raccolti e messi in rete, o messi a disposizione di chi, per motivi di studio o per il puro piacere di conoscere il territorio voglia sapere di più sulla Gela greca, medievale o nel periodo spagnolo. Sarebbe un modo per puntare sulla valorizzazione e sulle nuove forme di comunicazione dei circuiti turistici.

L'articolo 5 domande per “Miglioriamo la città”: Francesco Longo ci parla di turismo e rilancio culturale proviene da Gela Le radici del Futuro.

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