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Ancora ritrovamenti a Gela

Gela Le Radici del Futuro - Mer, 12/02/2020 - 21:46

I siti archeologici della nostra città continuano a presentare sorprese. Come riportato dal quotidiano La Sicilia, l’ultima scoperta è avvenuta poco prima della fine di novembre nei pressi del lungomare Federico II di Svevia. Si tratta di tre sepolture, a pochi centinaia di metri dall’area di Bosco Littorio, con cui è possibile testimoniare le usanze funerarie di 3000 anni fa.

Proprio come narrato da Omero nell’Iliade e nell’Odissea, i rituali funebri prevedevano per alcuni giorni la costruzione della pira, fatta da cataste di legno, su cui la salma veniva deposta per essere bruciata.  Due delle tombe rinvenute sono orientate a est-ovest, mentre la terza è orientata a nord-sud. Assieme ad esse, i resti ossei dei defunti e residui del rogo. Una delle tre sepolture apparterrebbe a un bambino di pochi mesi, come deducibile dalle dimensioni del cranio in essa rinvenuto. Assieme ai resti, anche un ciondolo a forma di corno, probabilmente lasciato come simbolo funerario di valenza rituale o magica. Non è chiaro se la seconda tomba contenesse il corpo di uno o due adulti, poiché vi era l’usanza di dividere le ossa. Quelle più importanti, infatti, venivano consegnate alla famiglia che li avrebbe chiuse in un contenitore e seppellite altrove. Sulla terza sepoltura sono ancora in corso delle indagini.

La scoperta è avvenuta grazie ai lavori di demolizione di  un vecchio immobile. Ad operare nei cantieri l’archeologo Gianluca Calà e l’ispettore onorario Antonio Catalano, nominato dalla regione. A dirigere i lavori è stato l’architetto Enzo Insalaco. Il terreno in questione apparterrebbe ad Alessandro D’arma, il quale si è detto entusiasta della notizia. Parte del merito va anche all’architetto Daniela Vullo, e l’archeloga Carla Guzzone, dirigenti della Soprintendenza di Caltanissetta che dispongono sempre dei controlli nei cantieri privati a Gela.

Lo strato di suolo su cui si è operato apparterrebbe al VII secolo a.C., ma al di sotto vi sarebbero dei depositi più antichi. Al momento, si pensa che questi nuovi ritrovamenti possano risalire all’VIII secolo a.C., ma soltanto gli studi potranno confermarne l’effettiva datazione. L’ipotesi è che, quella emersa, possa essere l’area funebre più antica di Gela.

Le tombe sono affiorate mentre sono in corso i lavori per rendere la necropoli in via Di Bartolo un museo a cielo aperto, finanziati da Open Fiber. Inoltre, gli scavi sono stati effettuati a pochi passi dal sito in cui verrà costruito il Museo del Mare. Si tratta di un periodo d’oro per quanto riguarda l’archeologia nella nostra città.

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Il Natale 2020 è sostenibile e solidale con Reborn Ideas e GuardAvanti

People For Planet - Mer, 12/02/2020 - 19:00

In occasione di questo Natale speciale Reborn Ideas collabora con la Onlus GuardAvanti, e per ogni acquisto effettuato dall’1 fino al 20 dicembre donerà 5€

Il Natale 2020, questo Natale, sarà diverso dal solito. Ma nonostante tutto anche questo potrà essere un Natale speciale, più attento alla sostenibilità e alla solidarietà.

I prodotti in vendita su Reborn Ideas sono tutti prodotti belli, originali e attenti all’ambiente perché creati tramite upcycling, recycling e materiali sostenibili. Sono idee regalo uniche come i bracciali da uomo in pelle conciata vegetale di Pienosole, gli abiti e accessori sartoriali dal recupero di tessuti di Aequae o gli eco-gioielli realizzati con le linguette delle lattine di Peekaboo!

Questi sono solo 3 dei 20 maker presenti nella prima social commerce community di prodotti Made in Italy realizzati mediante upcycling, recycling e materiali sostenibili e quest’anno regalare questi prodotti attraverso Reborn Ideas sarà anche un’azione solidale, perché per ogni acquisto effettuato fino al 20 dicembre verranno donati 5€ alla Onlus GuardAvanti, realtà impegnata in progetti di educazione e sostenibilità per i bambini.

Nella pagina https://www.rebornideas.com/collections/regali-ecosostenibili- idee-regalo-upcycling è possibile trovare una selezione di queste idee regalo per il Natale 2020 e l’iniziativa è applicata a tutti gli acquisti effettuati sul sito o sui social di Reborn Ideas.

Abbiamo aderito molto volentieri all’invito di GuardAvanti a partecipare al N@tale Solidale – dichiara Maurizio Mazzanti, founder di Reborn Ideas – perché come loro siamo convinti che l’impegno più grosso sia nei confronti delle prossime generazioni”.

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L’Andropausa non esiste! (Infografica)

People For Planet - Mer, 12/02/2020 - 17:00

Diceva Ippocrate nel IV secolo a.C.: “Tutte le parti del corpo che hanno una funzione, se usate con moderazione ed esercitate nell’attività alla quale sono deputate, diventano più sane, ben sviluppate ed invecchieranno più lentamente; ma se non saranno usate e lasciate inattive, queste diventeranno facili ad ammalarsi, difettose nella crescita ed invecchieranno precocemente”.

Per vedere l’infografica più grande clicca qui

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Come trasformare un disegno in un’etichetta trasparente

People For Planet - Mer, 12/02/2020 - 15:00

Con il video dal canale YouTube di Lorena Macchiavelli Restyling e Decorazione conosciamo il procedimento per trasferire un’immagine e trasformare letteralmente una fotocopia laser in un’etichetta trasparente da applicare su vetro o su altri supporti.

Un’ottima idea per personalizzare bottiglie, bomboniere, centrotavola, segnaposto ecc… per trascorrere queste giornate fredde!

Fonte: Lorena Macchiavelli Restyling e Decorazione

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Covid-19, cattive notizie dalla sperimentazione sul plasma iperimmune

People For Planet - Mer, 12/02/2020 - 12:35

Uno studio pubblicato sul prestigioso The New England Journal of Medicine (e interamente pubblicato qui) mette seriamente in dubbio l’utilità del plasma iperimmune, ovvero la cura al coronavurus basata sul prelievo della parte liquida del sangue da pazienti guariti e contenente anticorpi specifici contro Sars-Cov-2.

Nessun vantaggio dopo un mese

“Il plasma convalescente – scrivono gli autori della pubblicazione, i ricercatori dell’Ospedale di Buenos Aires – è frequentemente somministrato a pazienti con covid-19 per migliorare gli esiti clinici, ma senza certezze”. Nella loro indagine, gli studiosi hanno assegnato in modo casuale la cura sperimentale su pazienti adulti ospedalizzati con polmonite Covid-19 grave, in un rapporto 2:1 tra plasma iperimmune e placebo. L’outcome primario era lo stato clinico del paziente 30 giorni dopo l’intervento, misurato su una scala ordinale a sei punti che andava dal recupero totale alla morte.

Il risultato dello studio

“Non sono state osservate differenze significative nello stato clinico o nella mortalità complessiva tra i pazienti trattati con plasma convalescente e quelli che hanno ricevuto placebo”. La mortalità è stata del 10.96% nel gruppo che ha ricevuto il plasma iperimmune e dell’11.43% nel gruppo placebo.

Stessa conclusione dalla meta-analisi

Già gli autori di una vasta meta-analisi  che aveva preso in esame i dati di 19 studi sull’argomento per un totale di quasi 40mila partecipanti, avano scritto di “essere incerti sul fatto che il plasma di persone guarite da Covid-19 sia un trattamento efficace, e anche sul fatto che possa avere effetti collaterali”.

Speranza: “Vaccini da gennaio e gratis per tutti”

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CappottoMio: la soluzione di efficienza energetica che si ripaga con l’Ecobonus 110%

People For Planet - Mer, 12/02/2020 - 11:30

Tra le misure del decreto rilancio varate dal governo per supportare cittadini e imprese a seguito della pandemia da Covid-19, è inserito l’Ecobonus 110% con il duplice scopo di rilanciare il settore edilizio e agevolare la riqualificazione energetica degli edifici.
Si tratta di un contributo economico da parte dello Stato il cui ammontare può arrivare non solo a coprire le spese effettuate per interventi di efficientamento energetico ma addirittura a superarle. Lo stesso decreto rilancio prevede anche Sismabonus e detrazioni per l’installazione di pannelli fotovoltaici e colonnine di ricarica presso la propria abitazione.

Riepiloghiamo di seguito gli interventi ammessi e vi segnaliamo una soluzione vantaggiosa offerta da Eni gas e luce che consente di accedere rapidamente ai vantaggi di Ecobonus 110%.

Le misure del decreto rilancio: chi può accedere

L’Ecobonus 110% è l’ideale per chi desidera avere un’abitazione più sostenibile, a basso impatto energetico, e finalmente può superare l’ostacolo rappresentato dalle spese da sostenere. Consiste in una detrazione pari al 110% di quanto speso, quindi maggiore del 10% rispetto alle spese sostenute dal 1 luglio 2020 al 31 dicembre 2021.
L’obiettivo è quello di migliorare il patrimonio edilizio esistente dal punto di vista dell’efficienza energetica e, allo stesso tempo, dare respiro al nostro tessuto economico, in particolare coinvolgendo le imprese che operano nel campo dell’edilizia, che si occuperanno in prima persona degli interventi da realizzare.
Possono richiedere la detrazione (variabile a seconda degli interventi specifici da realizzare): condomini, persone fisiche, istituti autonomi per le case popolari, cooperative di abitazione a proprietà indivisa, enti del terzo settore, associazioni e società sportive dilettantistiche.

Ecobonus 110% e Sismabonus: le detrazioni caso per caso

Ecobonus 110% – Per quanto riguarda l’efficientamento energetico degli edifici possono beneficiare della detrazione fiscale al 110% gli interventi di isolamento termico delle superfici opache verticali, orizzontali e inclinate che interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie. Il tetto di spesa previsto è di 50 mila euro per edifici unifamiliari, 40 mila euro per unità immobiliare o unità facente parte di condomini da 2 ad 8 unità, 30 mila euro per unità immobiliare nel caso di condomini con oltre 8 unità immobiliari.
L’Ecobonus 110% si applica anche agli interventi di sostituzione degli impianti di climatizzazione dei condomini con una spesa massima prevista che varia fino a 20 mila euro per unità immobiliare di condomini da 2 ad 8 unità e 15 mila euro per unità immobiliare nei condomini con oltre 8 unità, inclusi anche gli altri interventi di efficientamento energetico, dagli infissi alle caldaie a condensazione, se eseguiti congiuntamente ad almeno uno degli interventi precedenti.

Sismabonus – Dell’Ecobonus fa anche parte il Sismabonus, dedicato a chi effettua opere di adeguamento antisismico della propria abitazione entro il 31 dicembre 2021. La detrazione al 110% è prevista fino ad un ammontare complessivo pari a 96.000 euro per singola unità immobiliare per l’adozione di misure antisismiche su edifici ubicati nelle zone sismiche 1, 2 e 3.

Fotovoltaico e colonnine elettriche – Questo tipo di interventi beneficia di una detrazione solo se: impianti fotovoltaici e relativi sistemi di accumulo vengono installati congiuntamente ad interventi di Ecobonus o di Sismabonus e fino a 48 mila euro di spesa;le infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici vengono realizzate congiuntamente ad uno degli interventi coperti da Ecobonus e fino a 3 mila euro di spesa.

Un vantaggio interessante: sconto in fattura o cessione del credito

Il vantaggio più interessante previsto dal decreto è la possibilità di scegliere tra sconto in fattura o cessione del credito di imposta in alternativa alla detrazione fiscale diluita in 5 anni delle spese sostenute.
Lo sconto viene anticipato dai fornitori che hanno effettuato gli interventi e si calcola sul corrispettivo dovuto fino a un importo massimo pari al corrispettivo stesso.  

Il credito d’imposta può essere ceduto all’impresa fornitrice degli interventi o ad altri soggetti privati, come le banche e altri intermediari finanziari. 

Siamo nel momento storico più vantaggioso per effettuare migliorie desiderate da anni. Tra le più gettonate spiccano quelle per l’isolamento termico degli edifici, per questo le scegliamo per mostrarvi una delle soluzioni più interessanti disponibili sul mercato per approfittare delle misure in vigore.


Il cappotto termico, soluzione ideale per risparmiare energia e CO2

Sul territorio italiano sono presenti oltre 1,2 milioni di condomini. Oltre il 70% di essi ha più di 50 anni ed è stato quindi costruito prima del varo della prima legge sull’efficienza energetica.
Sono quindi moltissimi gli edifici che grazie all’Ecobonus 110% potrebbero cambiare volto.

Il cappotto termico – o isolamento a cappotto – consiste in una serie di strati isolanti applicati esternamente o internamente agli edifici in modo tale da garantire un isolamento, sia termico sia acustico, completo. 

Se applicato esternamente all’edificio tra l’altro il cappotto termico provoca una disagio minimo ai residenti perché i lavori sono effettuati sulla superficie esterna e quindi si può continuare ad abitare l’edificio durante il loro svolgimento.

Applicato correttamente questo sistema permette di unire risparmio energetico e drastica riduzione delle emissioni di CO2, mantenendo alte temperature interne durante l’inverno e riducendo la penetrazione del calore dei raggi esterni in estate.

Il risparmio energetico secondo gli esperti si aggira attorno al 30-50% e questo comporta anche un significativo risparmio sugli importi in bolletta.

La soluzione “CappottoMio” di Eni gas e luce.

Tra le offerte presenti sul mercato si segnala il servizio CappottoMio di Eni gas e luce cheè stato progettato ad hoc in conformità con la normativa in materia di Ecobonus e Sismabonus.
CappottoMio di Eni gas e luce, oltre all’isolamento termico per ridurre le dispersioni termiche, può comprendere anche l’adeguamento energetico delle centrali termiche condominiali, il consolidamento antisismico, l’installazione di impianti fotovoltaici con la possibilità quindi di usufruire a pieno regime dei vantaggi fiscali previsti.
Chi sceglie la soluzione CappottoMio ha come ulteriore vantaggio la possibilità di cessione del credito: può cedere le detrazioni fiscali ottenibili al partner operativo di Eni gas e luce.

Eni gas e luce | Cappotto Mio – Decreto Rilancio CappottoMio: la procedura per realizzare gli interventi e ottenere l’Ecobonus

La procedura per installare CappottoMio ed approfittare dell’Ecobonus 110% o del Sismabonus è molto snella e semplice.
Il primo passo è contattare Eni gas e luce per organizzare un sopralluogo, valutare il caso specifico e verificare l’applicabilità dei vantaggi previsti dalla normativa.
Segue la preparazione dell’assemblea condominiale insieme ai condomini e a cui saranno presenti un esperto di Eni gas e luce e l’impresa esecutrice; in quest’occasione si redige la delibera conforme alla normativa. Il condominio sarà sempre supportato nella gestione delle pratiche burocratiche per ottenere la detrazione.
Dopo aver firmato il contratto con l’impresa esecutrice, partner di Eni gas e luce, scatta l’avvio effettivo dei lavori, con un incaricato Eni gas e luce che si occuperà di controllare che tutto si svolga in modo corretto e certificherà gli stati di avanzamento dei lavori.

Al termine dell’intervento verrà chiuso il cantiere e verrà fatta l’asseverazione finale, come previsto dalla legge. 

Infine, un ulteriore vantaggio: il condominio sarà assicurato e garantito anche in caso di controlli con esito negativo da parte di Enea.

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Speranza: “Vaccini da gennaio e gratis per tutti”

People For Planet - Mer, 12/02/2020 - 10:53

“I primi vaccini saranno pronti da gennaio, è la svolta che aspettavamo”, ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza oggi al Senato, dove sta illustrando le nuove misure per fronteggiare l’emergenza Covid. “Il primo asse è l’acquisto del vaccino centralizzato, verrà somministrato gratuitamente a tutti gli italiani. Il vaccino è un bene comune, va assicurato a tutte le persone”.

Le dosi saranno due

“Il secondo asse – ha continuato il Ministro – è altrettanto importante: l’Italia ha opzionato 202 milioni e 573mila dosi di vaccino, che rappresenterebbero una scorta abbastanza per vaccinare tutta la popolazione: ma serviranno probabilmente due dosi per ciascuna persona, è per questo che la scelta è stata effettuata per la massima precauzione. Abbiamo sottoscritto tutti i contratti che l’Ue ha formalizzato, non vogliamo correre il rischio di non poter disporre di un vaccino”.

Sicurezza prima di tutto

Il terzo asse è “il tempo relativo all’autorizzazione dei vaccini acquistati: la corsa contro il tempo della comunità scientifica cammina con la massima sicurezza e tutti i protocolli: disporre di vaccini sicuri non può essere subordinata da qualsiasi altro interesse”.

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In UK nasce il primo programma di riciclaggio delle cialde di caffè

People For Planet - Mer, 12/02/2020 - 10:00

I produttori dei tre maggiori marchi di cialde di caffè del Regno Unito hanno unito le forze per creare il primo programma nazionale di riciclaggio del settore, a fronte di mobilitazioni generalizzate contro l’utilizzo delle capsule monodose, molte delle quali finiscono in discarica.

Il progetto

Nestlé, il proprietario di Nespresso e Nescafé Dolce Gusto, e Jacobs Douwe Egberts – che produce il marchio di caffè Tassimo – lanceranno il prossimo anno il primo sistema per rendere più facile e conveniente per i consumatori riciclare le capsule monodose del caffè.

Questo promettente progetto, gestito da un’organizzazione no-profit chiamata Podback, mira a favorire la raccolta porta a porta per i baccelli, insieme al comune riciclaggio domestico.

La complessa miscela di plastica, pellicola e alluminio, combinata con i residui di caffè, infatti, può rendere le cialde molto difficili da riciclare.

I numeri

Ogni giorno nel Regno Unito vengono bevute più di 95 milioni di tazze di caffè, ma le cialde monodose sono diventate un vero e proprio flagello ambientale, spesso finendo nelle discariche dove possono impiegare fino a 500 anni per decomporsi. Si stima che ogni anno nel mondo vengano utilizzate 20 miliardi di capsule, di cui circa 14 miliardi vendute da Nespresso online e da 810 fornitori in 84 paesi.

L’utilizzo delle cialde di caffè è aumentato vertiginosamente anche prima del lockdown, ma i britannici ora bevono molto più caffè tra le mura domestiche. La società di ricerche di mercato Mintel ha previsto che le vendite al dettaglio di cialde di caffè nel Regno Unito raggiungeranno i 260 milioni di sterline quest’anno, rispetto ai 210 milioni di sterline del 2018.

La ricerca dei marchi evidenzia la confusione tra i consumatori, con più di un terzo (35%) delle persone che usano le cialde di caffè inconsapevoli che possono essere riciclate e nove su 10 affermano che vorrebbero poter riciclare le loro cialde direttamente a casa.

Toby Bevans, direttore marketing di JDE Regno Unito e Irlanda e direttore di Podback, ha dichiarato: “Siamo orgogliosi di essere un co-fondatore di Podback, lavorando per garantire che ogni capsula che utilizziano sia facilmente riciclata. Con Nestlé, chiediamo all’intero settore di mettere da parte le rivalità commerciali e collaborare, per rendere il più semplice possibile per i consumatori il riciclaggio delle cialde di caffè“.

Finalmente anche i grandi brand hanno capito che è possibile evitare di rinunciare a un buon caffè nel rispetto dell’ambiente!

Fonte: The Guardian

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Avviata un’interrogazione parlamentare sulla gestione dei dati Covid-19

People For Planet - Mer, 12/02/2020 - 09:00

Il tema dati, privacy e gestione della pandemia arriva alle Camere, da un gruppo misto di deputati, con prima firmataria la senatrice M5s Maria Laura Mantovani, l’emendamento alla legge di bilancio presentato il 26 novembre da un gruppo di deputati per chiedere al governo italiano trasparenza nella gestione della pandemia di Covid-19. Contestualmente, 29 senatori del Movimento 5 stelle hanno presentato un’interrogazione parlamentare, in una sorta di azione congiunta volta a smuovere, davvero, qualcosa, stavolta. L’emendamento, si legge in un comunicato stampa ufficiale, si pone l’obbiettivo di interrogare il Governo su “quali iniziative intenda prendere per muoversi celermente nella direzione della trasparenza” per “rendere libero e semplice l’accesso ai dati sul Covid-19, comune per comune“.

L’iniziativa si accoda alla richiesta che già molti scienziati e giornalisti hanno rivolto al governo nel corso della pandemia, le regioni non hanno mai comunicato i dati, e sui calcoli eeffettuati, specie nelle settimane a ridosso dell’assegnazione “dei colori” nello scorso mese, sono circolati non pochi dubbi. No, la privacy non c’entra. In un articolo apparso su Il Manifesto a firma di Capocci si capisce chiaramente il motivo per cui conoscere i dati potrebbe davvero agevolare la gestione della pandemia, dal momento che:

“Per calcolare Rt serve, infatti, la data di insorgenza dei sintomi per ogni nuovo caso di Covid-19 e nelle tabelle della protezione civile – le uniche rese pubbliche quotidianamente – questo dato non c’è. Non è l’unico che manca. Dei casi positivi non conosciamo il sesso, l’età, il luogo di residenza, quello del contagio. Informazioni preziose per capire, ad esempio, l’andamento del contagio tra i giovani”.

Oltre a richiedere la pubblicazione dei dati e di tutti i parametri analizzati “per adottare le misure restrittive utili al contenimento della pandemia – come sottolinea Mantovani – devono anzitutto essere resi pubblici e diffusi in modo puntuale, aggiornato e in modalità accessibile a tutti i dati delle Regioni, che si dà il caso, in Italia, abbiano piena autonomia.

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Farmaci nell’ambiente, cresce la preoccupazione per gli animali e le persone

People For Planet - Mer, 12/02/2020 - 08:00

I farmaci sono contaminanti ormai rintracciabili in ogni parte del mondo e in ogni sistema, che sia un lago, un fiume o il suolo stesso. Succede perché i farmaci che assumiamo vengono in parte liberati nell’ambiente attraverso l’urina, o dispersi in vario modo, e si introducono negli organismi viventi per ingestione di acque contaminate, di pesci o carni di altri animali contaminati.

L’inquinamento da farmaci è un elemento di crescente preoccupazione per le potenziali conseguenze ambientali che può produrre, al punto che L’EMA (Agenzia europea per i medicinali) ha proposto alcune linee-guida regolatorie per valutare il rischio ambientale dei nuovi farmaci prima della loro registrazione. Secondo le indicazioni della Green Chemistry, un farmaco dovrebbe essere “benign by design”, cioè sicuro per l’ambiente sin dalla fase di progetto. Anche la Commissione Europea, alla luce dei dati che emergono dalle analisi ambientali, ha definito una serie di azioni per affrontare i rischi e le sfide legati ai rifiuti farmacologici.

Abbiamo parlato di questa problematica con la Dott.ssa Vitalia Murgia, Medico Chirurgo Pediatra collaboratrice dell’ISDE Italia (Associazione Medici per l’Ambiente).

In quali fasi possono diffondersi i farmaci nell’ambiente? Perché li troviamo davvero ovunque?

«I residui dei prodotti farmaceutici possono diffondersi nell’ambiente in molti modi: in fase di produzione, in fase di utilizzo e nello smaltimento.

La fonte primaria della presenza di farmaci nell’ambiente è il loro uso, più che la produzione in sé, e le modalità con cui si diffondono nell’ambiente possono variare a seconda che essi vengano usati per il trattamento dell’uomo o degli animali. I farmaci sono considerati contaminanti “emergenti”, o sarebbe meglio dire “contaminanti di preoccupazione emergente”. Questa preoccupazione nasce dalla presenza ubiquitaria di queste sostanze nell’ambiente: specchi d’acqua, fiumi, terreni, e da alcune loro caratteristiche peculiari che li rendono pericolosi, proprio per come sono stati “progettati”.

I farmaci devono infatti “durare” a lungo, devono avere una notevole stabilità che ne limita la biodegradabilità e per questo persistono per tempi piuttosto prolungati nell’ambiente. Inoltre il comportamento ambientale dei farmaci e dei loro metaboliti è in gran parte sconosciuto. Possono essere biologicamente attivi anche a basse concentrazioni, essere tossici (es. i farmaci oncologici), oppure attraversare le membrane biologiche, oppure avere più di queste caratteristiche al contempo».

Ci può fare un esempio concreto, in base ai dati in vostro possesso, che dia un’idea delle quantità presenti nell’ambiente in Italia?

«Prendiamo ad esempio il fiume più grande in Italia, il Po. Nel suo quarto punto di campionamento (denominato Po-S4), i carichi misurati (Fonte Istituto Mario Negri) corrispondono a circa 22 kg di farmaci vari immessi al giorno in acqua, a loro volta corrispondenti a 8 tonnellate di vari farmaci che transitano nel fiume Po all’anno.

Fiumi più piccoli, come l’Arno e il Lambro portano ovviamente carichi minori ma pur sempre significativi di farmaci. Lo stesso vale a livello europeo e mondiale. Cambiano i tipi di farmaci presenti e le quantità: specialmente dove molte malattie sono più diffuse per scarse condizioni igieniche e povertà o non ci sono impianti di depurazione (che un po’ riescono a trattenere alcuni farmaci), ma anche dove non viene fatta la raccolta differenziata per i farmaci – ovvero in moltissime parti del mondo – questa presenza è ancora più alta.

Si pensi che persino negli Stati Uniti una recente indagine su un campione di consumatori ha messo in luce che il 55% di loro li getta nell’immondizia e il 35% direttamente nel water. È ovvio che poi li si ritrovi in ogni parte dell’ecosistema».

Questo genere di inquinamento non ha conseguenze uguali per tutte le specie. Quali sono i rischi a oggi comprovati e per quali organismi?

«Il problema dell’inquinamento causato da alcuni farmaci determina rischi comprovati per la fauna in particolare.

Sono dimostrati effetti femminilizzanti e riduzione della fertilità nei pesci e nelle rane, disturbi del comportamento in molte specie animali, mortalità diffusa in specie sensibili a particolari farmaci. Cito un caso, una moria di avvoltoi causata dal consumo di diclofenac (un antinfiammatorio il cui uso è molto diffuso in zootecnia), ingerito, anche in bassissime dosi, mangiando carcasse di animali trattate con il farmaco. Gli avvoltoi sono molto sensibili a questo farmaco che anche in dosi minime provoca loro danni renali così gravi da portarli alla morte.

Desta molta preoccupazione la presenza nell’ambiente di farmaci che agiscono come interferenti endocrini, cioè sostanze che mimano l’azione di alcuni ormoni, e la presenza di residui di antibiotici che possono creare fenomeni di resistenza batterica pericolosi per la salute umana e animale. Per il futuro si teme che il fenomeno possa incrementarsi ulteriormente perché l’aumentata sopravvivenza, in particolare nei paesi sviluppati, porta all’uso estensivo di farmaci e molte persone ne assumono più d’uno contemporaneamente (in età avanzata alcune persone possono assumere anche fino a 10-12 molecole al giorno). Si tratta, insomma, di un fenomeno che non può più essere trascurato».

Cosa può essere fatto fin da subito?

«La Commissione Europea si sta facendo carico del problema e nel marzo 2019 ha presentato al parlamento Europeo una comunicazione sull’“Approccio strategico dell’Unione europea riguardo all’impatto ambientale dei farmaci”.

Medici e farmacisti sono gli interlocutori diretti dei pazienti per quanto riguarda il corretto uso dei farmaci e possono fare molto, ciascuno nel suo campo di azione, per limitare l’entità del fenomeno e prevenire la diffusione dei farmaci nell’ambiente. Possono fare molto anche i cittadini, con il corretto smaltimento ed evitando l’abuso.

Altro tassello fondamentale, la “progettazione ecologica” per lo sviluppo di farmaci con un minor impatto ambientale, la promozione dell’impiego di metodi di fabbricazione più rispettosi dell’ambiente, di metodi più efficaci di depurazione delle acque, e infine il ruolo fondamentale che i professionisti della salute possono svolgere nel comunicare ai pazienti il miglior utilizzo e smaltimento dei farmaci».

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Napoli, nasce la stazione Maradona | Vaccino, prime dosi il 26 gennaio | Clochard bruciato per una sigaretta: tre ergastoli

People For Planet - Mer, 12/02/2020 - 06:25

Corriere della Sera: I bar vittime «dell’ultimo momento»: pochi clienti e moltissime regole;

Il Giornale: Vaccino, in Italia prime 202 milioni di dosi nel primo trimestre 2021;

Il Manifesto: Spagna: fisco regionale, e i più ricchi vanno dove si paga di meno;

Il Mattino: Napoli, nasce la stazione Maradona: sopralluogo del sindaco a Fuorigrotta;

Il Messaggero: Germania: auto su pedoni a Treviri, 5 morti (anche un bimbo), feriti gravi. Arrestato un tedesco: «Era ubriaco»;

Ilsole24ore: Così il Covid raddoppia la tendenza al risparmio degli italiani – Perché non conviene tenere i risparmi fermi in banca – Come pianificare entrate e uscite;

Il Fatto Quotidiano: “Useremo fiere e palestre. Le prime dosi il 26 gennaio”. Ecco le linee guida del piano di Speranza per i vaccini;

La Repubblica: Conte insiste: “Riapriamo le superiori il 14 dicembre”. Maggioranza fredda;

Leggo: Giuseppe Conte: «Roma sede del vertice dei leader del G20 il 30 e 31 ottobre»;

Tgcom24: Clochard bruciato nel 2019 per una sigaretta negata, la sentenza non fa sconti: tre condanne all’ergastolo;

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Da Como a Fano: 450 Km a piedi per smaltire la rabbia dopo un litigio con la moglie

People For Planet - Mar, 12/01/2020 - 21:21

No, non è Lercio. L’incredibile storia che stiamo per raccontarvi rasenta l’assurdo ma è successa davvero.

Quante volte, per smorzare la rabbia dopo un litigio, avete deciso di uscire di casa e camminare all’infinito fino al raggiungimento di un relativo stato di calma?

Ebbene sì, un uomo di 48 anni residente a Como ha percorso ben 450 Km a piedi per poi essere fermato dalla polizia con tanto di multa da 400 euro per non aver rispettato il coprifuoco.

Vi starete chiedendo: dove sarà arrivato quest’impavido camminatore? Nelle Marche e, più precisamente, a Fano! Una settimana di cammino, senza fermarsi (quasi) mai. Un’impresa quasi eroica.

Agli agenti che l’hanno fermato, l’uomo ha dichiarato di stare bene e di essere soltanto “un pò stanco”.

Nel frattempo la moglie, motivo del litigio, aveva presentato una denuncia di scomparsa alla Questura di Como.

Dopo l’identificazione, l’uomo è stato portato in un hotel e il giorno dopo la moglie lo è andato a prendere. La donna ha trovato una bella sorpresa, un doppio conto da pagare: l’hotel e una salata multa per non aver rispettato il coprifuoco dalle 22 alle 5 del mattino.

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I farmaci da banco in Italia costano fino a 16 volte di più che negli altri Paesi UE

People For Planet - Mar, 12/01/2020 - 19:00
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I farmaci da banco in Italia costano di più che nel resto d’Europa. Con differenze a scapito delle tasche degli italiani in alcuni casi sostanziali.

Per conoscere meglio queste differenze di prezzo con il resto d’Europa siamo andati a fare acquisti in Francia, Germania, Regno Unito e Olanda. Ed è emerso che la variabilità dei costi è notevole: in Italia per la stessa molecola arriviamo a pagare anche fino a 16 volte di più

Uno dei farmaci da banco il cui costo nel nostro Paese risulta maggiorato è il paracetamolo generico, per acquistare il quale arriviamo a pagare quasi 10 volte di più rispetto a Regno Unito e Olanda. Per quanto riguarda il paracetamolo la differenza nei prezzi è molto evidente anche nel caso dei marchi leader di mercato (la Tachipirina ci costa il triplo rispetto al medesimo farmaco acquistato Olanda e Regno Unito). La differenza massima di prezzo che abbiamo riscontrato riguarda l‘ibuprofene generico, che in Italia paghiamo fino a 16 volte di più rispetto al Regno Unito.

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Salotto psicologico: come ci sta cambiando il Covid? (VIDEO)

People For Planet - Mar, 12/01/2020 - 17:00

Arrivato il Covid nelle nostre vite è stato capace di sconvolgere tutte le nostre abitudini, il nostro equilibrio mentale e psicologico e anche fisico. Che cosa sta accadendo? Cosa stiamo vivendo quotidianamente ormai da circa 10 mesi?

Dietro alle ambulanze, le porte chiuse quali sono state (e quali continuano ad essere) le emozioni che si vivono? Dagli operatori sanitari più coinvolti alle persone che hanno avuto meno ripercussioni da questa pandemia.

Abbiamo condiviso questa delicata questione in diretta Zoom con la Dr.ssa Giuliana Crisman, Medico anatomopatologo psicoterapeuta, la Dr.ssa Ilaria Fontana, psicologa e psicoterapeuta, Matteo Manfredini, scrittore e Jacopo Fo scrittore e attore. Organizzazione a cura di Doris Corsini.

Jacopo Fo

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Rinnovabili: “La tecnologia ha diminuito i costi del fotovoltaico del 30%”

People For Planet - Mar, 12/01/2020 - 16:00

Il fotovoltaico è sempre più appetibile, sempre più vantaggioso e la finanza deve allungare il passo per rendere possibile il raggiungimento degli ambiziosi obiettivi energetici nazionali che, al 2030, richiedono, di fatto, di triplicare le attuali installazioni rispetto all’ultimo biennio. 

Il settore del fotovoltaico ha vissuto cambiamenti significativi negli ultimi 5 anni, attraversando diverse fasi, dagli incentivi al consolidamento; dalla rimodulazione del programma Conto energia (cd “Feed-in Tariff”) alla compressione dei rendimenti; fino all’attuale slancio dato dall’innovazione tecnologica, che oggi ha reso il settore ancora più sostenibile rispetto alle fonti tradizionali, anche in assenza di incentivi statali (“grid parity”).

Mancano gli investimenti

«Un’evoluzione del settore è quindi necessaria per consolidare il cambiamento, e contribuire al raggiungimento degli ambiziosi obiettivi nazionali ed europei di green energy», ha commentato ieri Giuseppe La Loggia, Head of Energy Infratructures di EOS IM Group, di fronte alla platea virtuale del Forum “Investire nel Green Deal. I fondi di investimento e le opportunità dell’Economia Sostenibile”, organizzato dal CNR, Consiglio Nazionale delle Ricerche e GreenHill Advisory. La sfida attuale, in altre parole, è garantire agli investitori quelle opportunità che permettano di sfruttare le potenzialità delle energie rinnovabili anche in assenza di incentivi statali.  «Per noi, ad esempio, le nuove opportunità per lo sviluppo sono progetti greenfield operanti in grid-parity, grazie al sostanziale miglioramento tecnologico raggiunto», ha detto La Loggia.  

Costi ridotti del 30% in 5 anni 

Stando a un’analisi EOS IM su dati International Technology Roadmap for Photovoltaic e LONGi, l’investimento nell’energia rinnovabile da fonte solare gode oggi di un vantaggio per cui, solo negli ultimi 5 anni, il LCOE (il costo) si è ridotto di quasi il 30% dal 2015 al 2019. «Negli ultimi 5 anni sono state introdotte su vasta scala innovazioni come le celle mono-cristallino, la ‘passivazione’ (‘PERC’) e la resa bifacciale del pannello fotovoltaico. L’avanzamento tecnologico ha portato a un importante rilancio dello sviluppo del settore, permettendo il raggiungimento delle condizioni di viabilità e di indipendenza economica degli impianti solari senza necessità di sussidi pubblici», spiega La Loggia.

Pennelli più duraturi e facili da smaltire

«In 30 anni la degradazione dei pannelli solari, grazie al cambio di tecnologia, è diminuita di 14 punti percentuali, permettendo una mitigazione sostanziale del rischio regolatorio, con un contestuale aumento della produzione annua e della vita utile del progetto, una maggiore produzione di energia garantita, e più a lungo. Inoltre, abbiamo oggi un minore impatto ambientale legato al decommissioning, ovvero lo smaltimento, oltre ad una notevole riduzione delle superfici occupate.  

«Ulteriori vantaggi legati al progressivo consolidamento tecnologico sono legati alle tecnologie di storage dell’energia nei picchi giornalieri e stagionali di produzione, che non corrispondono sempre a quelli di utilizzo, per cui tutti i nostri nuovi investimenti prevedranno la possibilità di cogliere tali opportunità», ha aggiunto La Loggia. 

Da ultimo è stato evidenziato l’impatto positivo e rilevante in termini di indotto per l’economia reale della zona coinvolta da sviluppo di nuovi impianti di generazione di energia, dato il concreto potenziale in termini di occupazione e valorizzazione del territorio.  

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“Make Amazon Pay” (Amazon deve pagare)

People For Planet - Mar, 12/01/2020 - 14:45

Una mobilitazione che è stata lanciata proprio in concomitanza del Black Friday (quest’anno 27 novembre 2020), giorno in cui tradizionalmente comincia lo shopping tipicamente natalizio, assecondato da sconti per incentivare gli acquisti.

Cosa chiede la coalizione e da chi è composta? Come si legge sul sito dedicato:

“Siamo magazzinieri, attivisti per il clima e cittadini di tutto il mondo, affrontiamo l’uomo più ricco del mondo e la multinazionale dietro di lui.

Durante la pandemia Covid-19, Amazon è diventata una società da trilioni di dollari, con il CEO Jeff Bezos che è diventato la prima persona nella storia ad accumulare 200 miliardi di dollari di ricchezza personale.

Nel frattempo, i magazzinieri di Amazon hanno rischiato la vita come lavoratori essenziali affrontando anche minacce e intimidazioni se solo avessero provato a far valere i loro diritti per un salario equo.

Con l’espansione dell’impero aziendale di Amazon, anche la sua impronta di carbonio, che è maggiore di due terzi di tutti i paesi del mondo, si espande.

Ma invece di restituire alle società che l’hanno aiutata a crescere, la società li affama di entrate fiscali. Nel 2019, Amazon ha pagato solo l’1,2% di tasse negli Stati Uniti, dove la società ha la sua sede. La pandemia ha rivelato come Amazon collochi i profitti al di sopra dei lavoratori, della società e del nostro pianeta. Amazon prende troppo e restituisce troppo poco.

È il momento di rendere Amazon Pay.

Puoi sostenere anche tu questa mobilitazione firmando la campagna al link ufficiale: MAKE AMAZON PAY

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1 dicembre 1955: Rosa Parks si siede in un posto riservato ai bianchi

People For Planet - Mar, 12/01/2020 - 13:20
1 dicembre 1955, Montgomery, Alabama, Usa. 

Rosa Parks, 42 anni, sta tornando a casa in autobus dal suo posto lavoro.

Rosa lavora come sarta in un grande magazzino. 

Nella vettura, non trovando altri posti liberi, occupa un posto riservato ai bianchi, nel settore dei posti accessibili sia ai bianchi che ai neri con l’obbligo però per i neri di cedere il posto qualora salga un bianco. 

Dopo alcune fermate, l’autista dell’autobus le chiede di alzarsi per cedere il posto ad un passeggero bianco salito dopo di lei. 

Rosa, con calma, rifiuta di lasciare il suo posto. 

Il conducente ferma il veicolo e chiama due agenti di polizia per risolvere la questione.

Rosa Parks viene arrestata e incarcerata per condotta impropria e per aver violato le norme cittadine che obbligano i neri a cedere il posto ai bianchi. L’episodio ha risonanza mediatica e scuote la comunità nera che opta per una protesta non violenta.

5 dicembre 1955.

E’ il giorno del processo a Rosa Parks.

Vengono distribuiti migliaia di volantini con il messaggio: “Boicottate i mezzi pubblici di Montgomery”.

Il boicottaggio inizialmente dovrebbe durare un solo giorno ma Martin Luther King dà indicazioni di proseguire ad oltranza finché non siano accettate le “richieste minime”, come il diritto a prendere posto sui mezzi pubblici per tutti in base all’ordine di salita.

Tutti gli Usa parlano di questa storia.

13 dicembre 1956.

Il boicottaggio dura da più di un anno. 

Senza i soldi dei passeggeri neri le società di trasporti di Montgomery vanno in perdita.

Il 13 dicembre la Corte Suprema degli Usa si pronuncia all’unanimità: la segregazione sui mezzi pubblici è incostituzionale.

Come continua la storia di Rosa.

Rosa subisce discriminazioni e minacce di morte dagli ambienti reazionari di Montgomery, viene licenziata ed è costretta a trasferirsi a Detroit, dove riprende il lavoro di sarta.

Nel 1965 diventa segretaria di John Conyers, democratico membro del Congresso.

Nel 1999 riceve la medaglia d’oro del Congresso.

Rosa muore il 24 ottobre 2005, all’età di 92 anni.

Bill Clinton: “Mettendosi a sedere si alzò per difendere i diritti di tutti e la dignità dell’America”.

Rosa è ricordata come The Mother of the Civil Rights Movement.

Foto di Warren K. Leffler: 19 giugno 1968. Rosa Parks parla  al Lincoln Memorial, [Washington, D.C.] durante una marcia per i diritti civili.

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Libro sull’ammirazione per Salvini fa il botto. Ma ha solo pagine bianche

People For Planet - Mar, 12/01/2020 - 12:01

Un primo dicembre che sa d’aprile per Matteo Salvini. Un libro a lui dedicato è il più venduto nella categoria “Scienze politiche” di Amazon, addirittura davanti a “Una terra promessa” di Barack Obama. “Perché Salvini merita fiducia, rispetto e ammirazione” – copertina flessibile e 110 pagine per 6,99 euro – è firmato da Alex Green, presunto “analista politico”. Analista politico quanto meno spiritoso, se consideriamo che le pagine sono tutte bianche.

Nemmeno una parola, insomma, per descrivere perché l’ex leader del centro destra meriterebbe fiducia, rispetto e ammirazione. In altre parole, l’idea è un taccuino spiritoso, che infatti sta piacendo moltissimo alla rete. “Questo libro è pieno di pagine vuote. Nonostante anni di ricerche, non abbiamo potuto trovare niente da dire su questo argomento, così per favore sentitevi liberi di usare questo libro per gli appunti”.

Tuttavia fra le recensioni degli acquirenti non mancano i delusi: “È una vergogna ed un imbroglio. All’interno solo pagine bianche e senza nemmeno i numeri delle pagine”, ha scritto qualche leghista che si è trovato tra le mani un pugno di mosche.  

Regionali: è la disfatta di Salvini. Netto sì al referendum

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Giornata mondiale contro l’Aids: la diagnosi arriva in Italia ancora troppo tardi

People For Planet - Mar, 12/01/2020 - 11:12

1° dicembre Giornata mondiale contro l’Aids, la pandemia che ci colpì all’improvviso come il covid-19. Dal 2012 ad oggi, le diagnosi sono in costante in calo nel nostro Paese dove l’ultimo anno rilevato, il 2019, ha segnato 2.531 diagnosi di infezione da hiv: erano 3.003 solo l’anno precedente. La maggiore incidenza è nella fascia d’età fra i 25 e i 29 anni, e poi dai 30 ai 39 anni, mentre l’età media delle persone positive all’hiv è di circa 40 anni. I rapporti sessuali non protetti restano la prima causa di contagio.

Lombardia e Lazio le più colpite

Nel 2019, per la prima volta la percentuale di contagi dovuta a rapporti sessuali fra uomini raggiunge quella legata a rapporti eterosessuali, che fino a quel momento risultava invece preponderante. Le regioni più colpite sono Lombardia e Lazio. In generale, l’80% dei nuovi casi del 2019 riguarda gli uomini.

Un numero verde sempre attivo

Sono i dati divulgati in occasione di questa Giornata dall’Istituto superiore di sanità, insieme al ministero della Salute, che ricordano il telefono verde gratuito Aids e infezioni sessualmente trasmesse “Uniticontrolaids”, 800861061, attivo dalle 10:00 alle 18:00. Il numero è operativo tutto dal lunedì al venerdì dalle 13:00 alle 18:00. Ancora oggi, 6 diagnosi su 10 arrivano troppo tardi, in fase già avanzata della malattia.

Una storia nota

La storia dell’epidemia di HIV/AIDS viene ricostruita dal 1981, quando il primo malato fu ufficialmente riconosciuto negli Stati Uniti. La diffusione esponenziale in tutto il mondo la renderà poco dopo una vera e propria pandemia, a differenza di tutte le altre epidemie fino ad allora conosciute, fu a lungo mortale in percentuali vicine al 100% dei casi diagnosticati.

L’attesa per il vaccino

A che punto siamo con i vaccini Attualmente non c’è ancora un vaccino efficace contro l’Aids e contro l’infezione da hiv, anche se sono in corso varie sperimentazioni. La mancanza di una vaccinazione valida è dovuta al fatto che il virus è molto complesso: molto più, ad esempio del coronavirus Sars-Cov-2. Al momento le speranze si aggrappano allo studio condotto da un gruppo della Emory University, pubblicato su Nature Medicine, che ha valutato le potenzialità di un nuovo vaccino, ancora in corso di studio e per ora testato su primati non umani.

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7 idee fai da te per calendari dell’avvento belli e semplici

People For Planet - Mar, 12/01/2020 - 10:00

La sentite anche voi quest’aria di Natale? Dal canale YouTube Sagace ecco 7 idee per arrivarci con più divertimento!

Fonte: Sagace

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