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Aggiornato: 2 ore 15 min fa

Truffe Online, dalle Ping Calls allo sniffing

Dom, 03/24/2019 - 11:00

Una email su due nasconde un tentativo di frode (anche quando sembra certificata). Persino WhatsApp è a rischio. Dai Wi-Fi fake agli squilli «sconosciuti»: le contromisure per evitare le trappole della Banda Bassotti versione Internet

Pericolo truffa (digitale)

Sempre connessi e pronti a leggere messaggi e commenti, non ci accorgiamo di essere continuamente pedinati da hacker e criminali informatici. Quelle email periodiche che ci chiedono di inviare soldi al vecchio parente che ci ha lasciato un’eredità in Venezuela per sbloccarla, sono solo alcuni degli esempi di truffe che circolano in rete. Secondo gli ultimi dati dei Kaspersky Lab, la quota di spam nel traffico delle email nel 2018 è stata pari al 52,48% del totale, con un aumento del 4,15% rispetto al 2017. In pratica, un messaggio di posta ogni due ha rappresentato un tentativo di frode, con la Cina in cima ai paesi da cui lo spam proviene.

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Lo stupido continua a guardare il dito

Dom, 03/24/2019 - 08:00

C’è una vecchia barzelletta che mi rappresenta bene: un tizio va in un negozio di animali e vuole comperare un pappagallo ma il negoziante li ha finiti e allora gli vende un gufo dicendogli che è un pappagallo. Dopo una settimana il cliente va ancora nel negozio di animali e il proprietario gli chiede: “Come va il pappagallo?” e il cliente risponde: “Non parla ma sta tanto attento!”

Ecco, da anni questa è la mia storia di riferimento. Come il gufo sto attenta ma soprattutto mi stupisco, guardo e non capisco bene, sto attenta e continuo a non capire.

In questi giorni il mio gufo guarda sconcertato le notizie su Greta Thunberg, o meglio il fango che le stanno tirando addosso da tutte le parti.

Rita Pavone, Maria Giovanna Maglie, Vittorio Feltri, il suo pranzo sul treno, la sua sindrome di Asperger definita malattia e che malattia non è come è ben specificato in questo articolo.

«Definire la sindrome di Asperger non è semplice, ma volendo offrire una prima identificazione, possiamo usare quella fornitaci dal DSM-5 (Manuale Diagnostico-Statistico dei Disturbi Mentali, versione aggiornata del 2013): disturbo dello spettro autistico. Per semplicità e chiarezza continueremo ad utilizzare il termine ‘Sindrome di Asperger’ anche se il DSM-5 ha deciso di abolire tale termine e di sostituirlo con ‘Disturbo dello Spettro Autistico livello 1 senza problemi intellettivi e di linguaggio’».
Cosa significa? Che le persone con la Sindrome di Asperger presentano alcune caratteristiche e manifestano alcuni comportamenti afferenti all’autismo.  
Avere la sindrome di Asperger non significa essere “malati di mente”, ma avere un cervello che funziona in modo differente rispetto ad uno “neurotipico”, e dunque essere “neurodiverso”.
Significa che per tale ragione i bambini e gli adulti con sindrome di Asperger possono e devono svolgere una vita del tutto normale, sia sotto il profilo scolastico-lavorativo che delle relazioni interpersonali.»

Tutti a guardare il dito, evitando accuratamente di guardare la luna.

Malafede? Grettezza? Idiozia? Cattiveria?

Non lo so, il mio gufo non riesce a capacitarsi. Ed è sempre più convinto che i mondi paralleli siano qui, senza scomodare troppa fantascienza.

C’è un mondo parallelo che ha paura dell’uomo nero, che ritiene che poche decine o migliaia di migranti metteranno a ferro e fuoco il nostro bel Paese, che non si rende conto che l’Italia invecchia a vista d’occhio e i migranti sono un’opportunità perché giovani, forti e «hanno il futuro nel Dna», come ha scritto la mia amica Cinzia Lenzi in occasione della manifestazione per il clima a Bologna mentre guardava sfilare migliaia di ragazzi; mi ha inviato una foto di una bimba di non più di 5 anni con un cartello che diceva: “Siamo le nipoti delle streghe che non siete riusciti a bruciare”. Geniale.

C’è un mondo parallelo che è convinto che tutti, ma proprio tutti vogliano fregarti qualcosa. Che non esiste la buonafede, l’impegno, la passione, l’amore per gli altri, l’empatia.
Il mio gufo pensa che fanno una gran brutta vita ma non può smettere di sentirli perché sono quelli che urlano più forte. Gli altri sono troppo occupati a fare volontariato, a ridere e a fare cose belle per mettersi a sbraitare.

Ecco, qui il mio gufo si consola un po’. Perché Maria Giovanna Maglie, Vittorio Feltri, Rita Pavone e simili in realtà sono persone infelici, troppo prese a preservare il loro poco prezioso culo per girare la testa e guardare avanti e vedere il nuovo che avanza.

Su Vanity Fair un articolo dove Greta Thunberg risponde alle critiche «Non c’è nessuno “dietro” di me: Greta Thunberg risponde agli haters»

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Community Hub: l’associazione-cooperativa Kilowatt di Bologna

Dom, 03/24/2019 - 02:52

Nata prima come associazione e poi trasformata in cooperativa, Kilowatt ha recuperato un luogo abbandonato a Bologna, le Serre dei Giardini Margherita, e ne ha fatto un luogo di ritrovo aperto al pubblico, uno spazio di coworking, un orto e molto altro.

Intervista a Samanta Musarò.

Per maggiori informazioni https://kilowatt.bo.it/

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Un Festival Plastic Free

Sab, 03/23/2019 - 13:00

Un festival musicale con un obiettivo “green”: è la terza edizione del Festival di SanNoLo, quest’anno a tema “plastic free”, con una raccolta fondi per aiutare i locali della zona a compiere una transizione verso l’abbandono dell’uso della plastica.
La kermesse è ispirata chiaramente a Sanremo, declinata in maniera “semiseria” dagli organizzatori del giovane quartiere milanese di NoLo. Il cuore della competizione sarà il cinema Beltrade, dove si esibiranno i cantanti in gara dal 27 al 29 marzo, ma quest’anno si prevede una settimana musicale di eventi “diffusa” per coinvolgere tutto il quartiere, “NoLo da Bere”, e diversi punti di ascolto per chi non riuscirà ad entrare al cinema nelle serate del Festival.

SanNoLo “Plastic Free”

Il Festival ha sempre avuto un obiettivo “sociale” legato al quartiere, come spiega Lorenzo Campagnari, in arte Lorello, direttore artistico e presentatore del Festival insieme a Rovyna Riot, vincitrice della prima edizione di SanNoLo: “Ogni anno durante il Festival abbiamo raccolto fondi che poi venivano utilizzati in un’iniziativa solidale in modo che l’incasso ritornasse come investimento sul quartiere. Quest’anno però, ispirati dalla discussione sul gruppo Facebook “Nolo Plastic Free” abbiamo deciso di trovare il modo di avviare i locali della zona verso un abbandono della plastica. E abbiamo deciso di farlo in maniera concreta, dando un segnale molto forte, sempre in linea con lo spirito collaborativo del quartiere, perché i fondi raccolti da questa edizione del Festival verranno investiti per dare una fornitura per circa 6 mesi di prodotti e stoviglie biodegradabili ai locali che vorranno aderire, con uno sconto per continuare a farlo in futuro”.
L’iniziativa è autonoma ma in linea con la recente campagna di sensibilizzazione portata avanti dal Comune di Milano “Milano Plastic Free”, alla quale hanno già aderito più di 200 esercizi che nei prossimi mesi, anche con l’aiuto dei volontari di Legambiente, cercheranno di ridurre l’uso di plastica.

Il festival

Gli organizzatori definiscono SanNoLo un festival “semiserio” della canzone, perché è tutto affrontato con una certa ironia: la competizione è seria ma lo scopo è divertirsi e fare qualcosa di utile. “I cantanti per partecipare hanno mandato un brano inedito e le canzoni e le esibizioni vengono valutate da una giuria popolare, da una giuria di qualità e da una Lobby Gay, che ha il potere di nominare i suoi cantanti preferiti da mandare in finale insieme a quelli scelti dalle altre giurie”, spiega Lorenzo Campagnari. Non si vince solo la gloria, ma anche un premio in denaro.
Il festival negli anni ha raccolto moltissimo pubblico, e molti “ospiti internazionali” (cioè provenienti da altri quartieri di Milano) hanno voluto salire sul palco di SanNoLo: Arisa, Victoria Cabello, Federico Russo, Francesco Mandelli, solo per citarne alcuni.
Quest’anno è già sicura la presenza del Sindaco di Milano Giuseppe Sala, mentre gli altri sono ancora una sorpresa.

NoLo: Nord di Loreto

I milanesi sicuramente lo hanno già sentito nominare: “NoLo” è il nome – ispirato agli acronimi newyorkesi più famosi – che da qualche anno si usa per identificare il quartiere a Nord di Piazzale Loreto, una zona che si estende per qualche chilometro e che negli ultimi tempi è diventato molto vivo, attivo, creativo e solidale.

Un quartiere dove i prezzi degli affitti erano ancora affrontabili, e che anche per questo ha iniziato a popolarsi soprattutto di giovani, che hanno scelto di abitare, di aprire locali ed esercizi nella zona. Sono nate così decine di attività ed iniziative, portate avanti dai locali, ma anche da una comunità vivace che si coordina tramite una pagina facebook, “NoLo Social district”, organizzando colazioni in strada, eventi, proiezioni nei cortili… tutto sotto il brand di NoLo, abbracciato a pieno dagli abitanti, che hanno fatto un vero e proprio rebranding “dal basso” della zona. Così sono nate RadioNoLo, una radio “comunitaria” fatta da volontari che raccontano le novità del quartiere in diversi programmi tra cui il GiorNoLo; il gruppo di canto CorNoLo, quello di lavoro a maglia LaNoLo, quello di giri in bici GiraNoLo, insieme a tante iniziative per uscire dall’isolamento della città.

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Salvagente di Roy Paci vince il Premio Amnesty International 2019

Sab, 03/23/2019 - 11:50

È “Salvagente”, il brano di Roy Paci & Aretuska con il rapper Willie Peyote, ad aggiudicarsi il Premio Amnesty International Italia 2019 come miglior brano sui diritti umani dell’anno trascorso.

Roy Paci sulla vittoria del Premio: “Sono molto emozionato di ricevere questo premio, come fosse il coronamento di una missione che ho condotto negli ultimi 20 anni, a fianco ad Amnesty International. Non potrei mai immaginare una separazione tra la mia vita di musicista e ciò che accade intorno a noi, le due cose sono inscindibili.”

Grande soddisfazione anche per Willie Peyote: “Per me è un grande traguardo e un grande onore ricevere questo riconoscimento. Da sempre tento di fare musica che possa smuovere anche di pochi millimetri le coscienze e spingere le persone a farsi una domanda in più, questo premio mi da la forza di continuare su questa strada più determinato di prima.”

Qui il video del brano vincitore

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Preservativi a scuola: calano le infezioni tra adolescenti

Sab, 03/23/2019 - 08:00

SI E’ parlato molto dell’importanza dell’educazione sessuale a scuola. Uno studio sistematico pubblicato recentemente sul Journal Adolescent Health  ha voluto analizzare l’impatto dei programmi di disponibilità del profilattico  sui comportamenti sessuali  e sulla salute sessuale in studenti delle  scuole superiori. Sono stati a tal fine analizzati i diversi articoli scientifici che riportavano dati su questo programma definito CAP (condom availability program), abbastanza diffuso in America del nord, ma anche in altri paesi.   

I programmi di disponibilità dei preservativi (CAP) si riferiscono a qualsiasi intervento a qualsiasi livello (scuola, città, stato o federale) che preveda l’accesso degli adolescenti ai preservativi. In alcuni casi è previsto un  più ampio programma completo di educazione sessuale  in cui gli studenti ricevono informazioni sulle IST, l’HIV, la gravidanza, e la contraccezione, nonché le istruzioni per il corretto e costante uso del profilattico. Altre volte si tratta della possibilità di procurarsi il profilattico all’interno della scuola, magari attraverso dei distributori automatici. Per non scomodare la pruderie di alcune persone, diciamo subito che i risultati sono rassicuranti nel senso che non è stato riscontrato un aumento dell’attività sessuale nei giovani che hanno usufruito di questi programmi  e non si è verificato neanche un aumento di promiscuità  con un  maggior numero di partner sessuali. Altro dato interessante, contrario a tutto l’allarmismo da parte di chi  ancora oggi  non vuole l’educazione sessuale nelle scuole per timore che questo renda i bambini prima e  gli adolescenti successivamente inclini ad avere rapporti sessuali in età precoce: il programma di disponibilità del profilattico non abbassa l’età dell’iniziazione sessuale.

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Le Giornate del Fai aprono all’intercultura

Ven, 03/22/2019 - 15:05

Dal castello mediceo di Melegnano che aprirà nuove sale ai visitatori, ai Silos del porto di Catania che ricordano all’Italia i potenziali dell’archeologia industriale, specie se arricchita dalla street art.

La magia delle Giornate di Primavera del Fai tornano sabato 23 e domenica 24 marzo con oltre 1100 siti in 430 località d’Italia, aprendo luoghi nascosti, insoliti, sontuosi, inaccessibili oppure resi speciali dalla prospettiva di guide d’eccezione. 

Di più, quest’anno la missione del Fai si fa velatamente politica, con il tema per la 27esima edizione: “La bellezza come ponte tra le diverse culture“. Si tratta di aprire gli occhi a “millecento meraviglie da visitare quest’anno pensando alle nostre e alle altrui radici – ha detto il vicepresidente Fai, Marco Magnifico.

Villa Panza di Varese

Proprio perché è certamente compito della cultura quello di aprirci gli occhi e la mente, ecco che a Torino a guidare i visitatori tra le strepitose lacche del Gabinetto Cinese di Palazzo Reale sarà una guida cinese; mentre a Villa Panza di Varese, tra gli infiniti tesori di arte contemporanea, la storia delle maschere tribali sarà spiegata da un sudanese e da un guineano. A Roma è un’indiana e un africano a fare da cicerone tra gli affreschi di Palazzo Firenze; e a Ravenna per la visita alla chiesa ortodossa del Santo Spirito si potrà contare sulla conoscenza di due guide esperte, una ucraina l’altra romena. “La nostra patria è un’amalgama di metalli preziosi, ora indigeni, ora forestieri, persino esotici, che hanno dato vita al più significativo e bel crogiuolo del nostro pianeta”, ha sottolineato non a caso il presidente Fai Andrea Carandini. Usciamo dai nostri abiti e anche dai nostri tempi, di nuovo a Torino, dove si potrà viaggiare nel passato con “la passeggiata del re”, inedito tour dei palazzi della monarchia sabauda fatto senza mai uscire in strada.

Chiesa di Sant’Antonio Abate a Milano

Visitate sul sito del Fai (www.Fondoambiente.it) e cercate le mille perle di questa edizione, ponete attenzione alla richiesta di prenotazione (i visitatori attesi quest’anno sono oltre un milione), ma lasciatevi ancora consigliare una visita a Sant’Antonio Abate a Milano. Una chiesa in centro città, spoglia a un primo sguardo ma splendidamente barocca all’interno. Siamo nella Controriforma: l’arte deve stupire, e lo fa con la ricchezza e varietà delle opere dei Carloni, Procaccini, Molosso, del Campi, che hanno reso questa chiesa un museo del barocco milanese. Non sapete poi forse che il 17 gennaio 1773 il giovane Mozart suonò per la prima volta il suo mottetto “Exultate, jubilate” proprio sul suo organo. Ma la vera chicca di Milano è forse il Castello di Melegnano, opera cinquecentesca che nessuno conosce, e che per le Giornate di Primavera si apre in via straordinaria anche nell’ala est, non restaurata, misteriosa e ricca di affreschi mai visti.

Pontremoli MS, Palazzo Negri Dosi Foto di REONstudio © FAI – Fondo Ambiente Italiano

A Roma, il Palazzo della Rovere, costruito per volere del Cardinale Domenico della Rovere a fine ‘400, si apre al pubblico per la prima volta. Custodisce un sorprendente ciclo pittorico del Pinturicchio, e tra le altre meraviglie rivela un commovente soffitto dove prendono vita figure fiabesche, creature mitologiche imponenti tratte dai bestiari e dai libri monstruorum medievali. Divenuto sotto Alessandro VII Chigi residenza dei padri Gesuiti Penitenzieri, per delegazione del Vaticano il Palazzo è oggi sede dell’Ordine dei Cavalieri del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Per Bologna, segnaliamo Palazzo Camaldoni, la villa di campagna dove gli Aldovrandi trascorrevano i mesi estivi. Celebre per la facciata con il solenne pronao esastilo che sottolinea l’importanza dell’entrata principale e per il teatro, inaugurato il 24 settembre 1763, che oggi è considerato il più pregevole e ben conservato esempio di teatro privato in villa settecentesca in regione. A Pontremoli, Palazzo Dosi Negre. Fu costruito a metà ‘600 per la famiglia Negri, subito fuori da Pontremoli, nella Lunigiana. Dimora sontuosa che già nel ‘700 venne citata come “prima fra le case dei Signori Pontremolesi”, racchiude dietro la facciata severa una casa principesca con un giardino di delizie e un indimenticabile belvedere.

Fonte imm copertina: Proloco Melegnano

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5 serie tv e film per salvarsi l’anima

Ven, 03/22/2019 - 13:09

1 Su Netflix, Maniac, esaltante serie sulla mente e quel che ne può venire fuori… Non posso dirti niente perché è veramente imprevedibile quel che succede… MOOOOOLTO filosofico oltre che divertente e psico-thriller.




2 e 3 Su Netflix, la serie Dirk Gently e il film Guida Galattica per autostoppisti entrambi tratti da scritti di Douglas Adams. Assolutamente fuori di zucca. Vuoi sapere cosa non è il senso della vita? (Spoiler sadico ma sostanzialmente incomprensibile, quindi non crudele: 43)



4 SENSAZIONALE, se non l’hai ancora visto, il film Dio esiste e vive a Bruxelles. Uno dei migliori film degli ultimi 20 anni. Se ti è piaciuto Dogma (un mito con Ben Affleck, Matt Damon, Linda Fiorentino, Salma Hayek) questo ti farà impazzire… Entrambi i film sono della serie mistica filosofica comica. E irriverenti. Roba che corrode il fondamentalismo di qualunque tipo sia…

5 Sempre su Netflix: Sex Education: il figlio sedicenne di una terapista sessuale ha gravi difficoltà erotiche ma riesce a diventare il consulente in rapporti fisici primari per tutto il liceo. Una mini serie veramente geniale, un panorama esilarante e tragico delle inibizioni e dei desideri.

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A Karen Uhlenbeck il premio Abel

Ven, 03/22/2019 - 12:00

PERCHÉ le bolle di sapone sono sferiche? Può sembrare una domanda da bambini, ma a pensarci bene non lo è poi troppo. Tutt’altro: si tratta, dal punto di vista scientifico, di una questione molto rilevante e delicata, legata alla cosiddetta teoria delle superfici minime, che ha profonde implicazioni nella geometria e nella fisica. Tanto da fruttare a una delle persone che ci ha lavorato tutta la vita, la professoressa Karen Keskulla Uhlenbeck, della University of Texas at Austin, l’assegnazione del premio Abel, uno dei riconoscimenti scientifici più prestigiosi al mondo, considerato a pieno diritto il ‘Nobel della matematica’

E’ la prima volta nella storia che l’onorificenza, assegnata annualmente dalla Norwegian Academy of Science and Letters, viene attribuita a una donna. Questa la motivazione ufficiale del riconoscimento, nelle parole di Hans Munthe-Kaas, capo della commissione Abel: “Karen Uhlenbeck riceve il primo Abel 2019 per i suoi lavori fondamentali nell’ambito dell’analisi geometrica e della teoria di gauge, che hanno cambiato profondamente lo scenario della matematica moderna. Le sue teorie hanno rivoluzionato la nostra comprensione delle superfici minime, come quelle formate dalle bolle di sapone, e più in generale i problemi di minimizzazione in più dimensioni”.

Karen Uhlenbeck, genio solitario (in gioventù)

La matematica è entrata relativamente tardi nella vita di Uhlenbeck. Classe ’42, nata a Cleveland, racconta di essere stata una lettrice vorace da bambina, ma di non aver avuto alcun interesse per la matematica fino all’iscrizione all’università. Poi, durante un corso preparatorio, il colpo di fulmine: “La struttura, l’eleganza e la bellezza della matematica mi hanno colpito all’improvviso”, racconta nel suo libro Mathematicians: an outer view of the inner world. “E mi sono innamorata”. Tanto più che lo studio della matematica, nel chiuso della sua stanza, si sposa bene con l’indole solitaria di Karen: “Durante la prima parte della mia carriera”, prosegue la scienziata, “consideravo tutti i lavori da svolgere insieme ad altre persone come professioni orribili”.

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Giornata mondiale dell’acqua

Ven, 03/22/2019 - 10:07

Un bene primario di cui ci sarà sempre maggiore richiesta, un diritto troppo spesso violato: l’acqua è fondamentale per il benessere economico e sociale, ma è proprio ai più poveri che viene venduta a caro prezzo, mentre i ricchi hanno facilità di accesso.

Nessuno sia lasciato indietro: è l’imperativo scandito dalle Nazioni Unite con il Rapporto mondiale sullo sviluppo delle risorse idriche 2019, presentato in occasione della Giornata Internazionale dell’Acqua, il 22 marzo, e al termine dei lavori della 40esima sessione dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati.

DIRITTO DI BASE. L’accesso all’acqua pulita e a servizi igienico-sanitari adeguati è indispensabile per appianare le disuguaglianze socio-economiche, oltre a essere un diritto fondamentale per sostenere la salute delle persone e garantire la loro dignità di esseri umani. Questo diritto non è temporaneo, non può essere revocato e non è soggetto all’approvazione degli Stati: deve poter essere garantito a tutti senza distinzioni, anche in base a quanto sancito dall’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile.

Acqua e servizi igienico-sanitari devono essere “disponibili, fisicamente accessibili, a costi equi e sostenibili, sicuri e culturalmente accettabili”, eppure persistono condizioni che creano iniquità e categorie di “esclusi”. Nel 2015 oltre 2,1 miliardi di persone, il 29% della popolazione globale, non avevano ancora accesso a servizi di fornitura di acqua potabile gestiti in sicurezza, mentre 844 milioni di persone erano escluse da servizi di base di fornitura dell’acqua potabile.

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L’Aifa: in Italia c’è un consumo eccessivo di antibiotici

Ven, 03/22/2019 - 08:00

L’Aifa (Agenzia italiana del farmaco) ha pubblicato una ricerca specifica sul tema dell’uso eccessivo di antibiotici che, se non strettamente necessari, incidono sui batteri facendoli diventare sempre più forti e fanno sviluppare quindi il fenomeno dell’antibiotico-resistenza, di cui, peraltro, avevamo parlato in questo articolo

Viene naturalmente sottolineato come il fai-da-te sia assolutamente controindicato nell’assunzione di farmaci e antibiotici e come debbano essere assunti solo dietro prescrizione medica.

I dati del rapporto, dal titolo L’uso degli antibiotici in Italia – Rapporto Nazionale anno 2017, pur dimostrando un lieve calo nell’assunzione di antibiotici, raccontano anche di un consumo italiano superiore alla media europea.

Infatti nel 2017 sono state assunte 21,8 dosi al giorno per mille abitanti, mentre l’anno precedente erano 23,5 dosi; il consumo è maggiore nel Sud del Paese con 26,5 dosi al giorno, poi nel Centro con 22,8 e infine nel Nord con 18 dosi giornaliere.

Sono diversi i tipi di antibiotici verso cui è stato puntato il dito, primo tra tutti l’amoxicillina più acido clavulanico (il nome commerciale di marca è Augmentin, ma esistono molti generici).

Riporta Aifa: «I dati contenuti nel rapporto suggeriscono un probabile sovra-utilizzo di questa associazione laddove potrebbe essere indicata la sola amoxicillina, che ha uno spettro d’azione più selettivo e ha quindi un minor impatto sulle resistenze. Ciò è particolarmente evidente nella popolazione pediatrica. Tale fenomeno è in contrasto con l’indicazione contenuta in molte linee guida, secondo le quali l’amoxicillina è considerata la terapia di prima scelta per il trattamento in ambito territoriale delle infezioni batteriche più frequenti in pediatria, quali la faringotonsillite streptococcica e l’otite media acuta».

In modo particolare, colpisce nel rapporto Aifa che la metà dei bambini italiani nel primo anno di vitaconsumi almeno una confezione di antibiotici e «questo valore si mantiene pressoché costante fino ai sei anni di età, sottolineando la necessità di porre una particolare attenzione all’uso degli antibiotici in questa fascia di popolazione».

E viene inoltre spiegato: «Buona parte delle affezioni respiratorie, per le quali viene effettuata la prescrizione di antibiotici, sono a eziologia virale, che in genere guarisce spontaneamente entro pochi giorni; secondo le linee guida, in assenza di segni che orientino per un’eziologia batterica e nei casi che lo consentono, è bene ritardare di 2-3 giorni l’inizio di un’eventuale terapia antibiotica (vigile attesa), anche in considerazione di una minore efficacia nel prevenire eventuali complicanze batteriche».

Poi ci sono altri antibiotici cui fare attenzione e sono i fluorochinoloni di cui è nota la capacità di indurre velocemente resistenza e di rischi collaterali già noti ma addirittura in aumento. I principi attivi di questi antibiotici sono Ciprofloxacina, Lévofloxacina, Moxifloxacina, Norfloxacina, Fluméquine, Ofloxacina. Questi farmaci sono validi per varie infezioni dell’apparato respiratorio,urinario e gastrointestinale, ma vanno assunti sotto stretto controllo medico e possibilmente evitati in pazienti di età superiore ai 75 anni.

FONTE: FELICITAPUBBLICA.IT

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Abitare bene, risparmiando

Ven, 03/22/2019 - 02:31

Agire sull’illuminazione oggi è semplice: sul mercato si trovano lampadine a Led, che abbattono i consumi fino al 90% rispetto alle vecchie lampadine a filamento, ed elettrodomestici che, se si tiene d’occhio l’etichetta energetica al momento dell’acquisto, permettono di risparmiare sui consumi. Pensate che l’instancabile frigorifero domestico, che è acceso 24 ore su 24, sette giorni su sette, a parità di volume e prestazioni, in venti anni ha ridotto la propria sete d’energia del 70%. Per cui su questi fronti basta un poco d’attenzione durante l’acquisto e il gioco è fatto. La bolletta dell’elettricità si riduce. Il problema è e rimane il resto della casa. Le nostre abitazioni, infatti, spesso sono dei veri e propri colabrodi energetici che perdono calore d’inverno e freddo d’estate buttando all’esterno sotto forma d’energia centinaia di euro ogni anno. Vediamo quali sono i principali interventi possibili che possono assicurare risparmi energetici per decine di anni in futuro.

Infissi

Gli interventi sugli infissi sono i più semplici da realizzare. Basta sostituire quelli vecchi, dai quali passano gli spifferi, con quelli più recenti che devono essere certificati per poter usufruire delle detrazioni fiscali relative all’efficienza energetica. Al di là della scelta, due sono le precauzioni da prendere quando si parla d’infissi. La prima è quella di controllare accuratamente la posa in opera che, se effettuata male, potrebbe inficiare l’investimento fatto. È del tutto inutile, infatti, installare un infisso molto efficiente se poi non sono state eseguite bene le sigillature di congiunzione con la struttura muraria. Se poi si possiedono le tapparelle esterne è bene prendere in considerazione la ristrutturazione anche del vano dove si arrotolano, che spesso è una vera e propria “finestra aperta” sull’esterno. Sempre in tema di tapparelle, infine, nel momento in cui si cambiano, si possono scegliere quelle coibentate per avere più isolamento termico durante le ore notturne.

Cappotto termico

L’energia non si disperde solo dagli infissi ma anche attraverso le pareti. E qui il discorso si fa più complesso. Il cappotto infatti è un’operazione di isolamento dispendiosa, va applicato alle pareti esterne e non è applicabile per un singolo appartamento in un condominio. Certo è l’intervento che fa fare il salto di classe, enegetica, all’edificio, ma con tempi di ritorno dell’investimento di svariati anni è complicato convincere tutti i condomini a investire cifre notevoli. L’alternativa è quella di mettere il cappotto all’interno dell’appartamento ma anche questa soluzione è invasiva e leva spazio vivibile.

Insufflaggio

Se però si vive in un condominio realizzato dopo gli anni Settanta è probabile che le tamponature siano realizzate con un’intercapedine d’aria che può essere riempita di materiale isolante, tramite una tecnica chiamata insufflaggio. In pratica si sfrutta la “camera d’aria” esistente per realizzare una sorta di “pannello isolante virtuale” che consente all’abitazione d’ottenere un risultato quasi simile a quello del cappotto termico. Le prestazioni non sono identiche perché con l’insufflaggio non si risolvono tutte le problematiche legate ad alcuni ponti termici, ma l’indubbio vantaggio è che in poco tempo e con una spesa ridotta si isola l’appartamento mantenendone l’abitabilità. Oltre a ciò non bisogna sottovalutare il fatto che si può realizzare l’insufflaggio anche per un singolo appartamento, senza aspettare le decisioni dell’intero condominio, cosa di non poco conto.

L’insufflaggio del materiale isolante avviene su tutte le pareti perimetrali, dopo aver ispezionato l’intercapedine con dei fori di prova e realizzando all’interno o all’esterno dell’appartamento una ulteriore serie di fori del diametro di 5-10 centimetri ogni 1,5 metri, a circa 50 centimetri in altezza dai pavimenti e dai soffitti. La foratura può essere realizzata indifferentemente dall’esterno o dall’interno a seconda della facilità d’accesso; e anche in questo secondo caso tutta l’operazione prevede la non disponibilità del singolo ambiente solo per poche ore. Realizzati i fori, con la macchina per l’insufflaggio viene introdotto il materiale e una volta riempita l’intercapedine si stucca il foro. L’insufflaggio è da evitare nel caso di pareti compromesse da crepe o da infiltrazioni d’umidità, mentre è il caso che a ogni foro corrisponda un’ispezione visiva per rilevare eventuali ostruzioni che possano impedire un riempimento omogeneo dell’intercapedine.

Gli impianti

Passiamo ora agli impianti di riscaldamento e raffrescamento.

Nel primo caso la scelta è ampia. Si va dalle caldaie a condensazione alle pompe di calore, fino a quelle geotermiche: tutte soluzioni che consentono diversi gradi di risparmio. Le caldaie a condensazione oggi sono la norma sia per gli impianti singoli sia per quelli centralizzati, mentre pompe di calore e geotermia sono soluzioni più adatte ad abitazioni singole anche se non sono da escludere applicazioni più grandi. Le ultime due, pompe di calore e geotermia, possiedono il vantaggio di “lavorare” senza necessità di carburante e l’unico consumo è quello elettrico, limitato a poche centinaia di watt, necessario al loro funzionamento. Ma oltre all’impiantistica è necessario prestare attenzione anche alla gestione del calore/raffrescamento. Nel caso si possieda un sistema di riscaldamento normale, quello con i termosifoni per intenderci, è il caso di applicare una valvola termostatica che consenta la regolazione della temperatura in ogni singolo ambiente. E se poi si scelgono valvole termostatiche connesse con il wi-fi, accoppiandole con un cronotermostato intelligente e una serie di sensori di temperatura, ecco che il livello di comfort diventa gestibile ora per ora e stanza per stanza, e grazie all’utilizzo di specifiche App anche quando si è ancora fuori da casa. Senza contare il fatto che se si possiedono tapparelle elettriche si possono programmare affinché si abbassino in estate quando entra il sole dalle finestre, e che rimangano aperte in inverno quando il sole può scaldare i locali.

Se poi si entra in una casa da ristrutturare nella quale si mettono mano ai pavimenti la scelta obbligata è quella di installare un sistema di riscaldamento-raffrescamento a pavimento che consente risparmi fino al 35% e il recupero di spazio eliminando i termosifoni. La ragione di ciò è semplice: nel caso del riscaldamento tradizionale per avere 21°C all’altezza del nostro viso, dove percepiamo il comfort, dobbiamo scaldare i locali fino al soffitto dove potremmo avere anche 30°C. Tutta energia sprecata che non serve. Discorso analogo per il raffrescamento. L’aria fredda si deposita in basso perché più pesante dell’aria e se proviene dal basso, e non dall’alto dove di solito si posizionano i climatizzatori ecco che si hanno meno sprechi.

E infine oltre alle tecnologie esistono anche i metodi naturali. Se si possiede un giardino, per esempio, può essere il caso di piantare alberi a ridosso del lato a sud della vostra abitazione ottenendo così un “regolatore” naturale della temperatura. In estate, infatti, l’albero con le proprie foglie ombreggerà la casa impedendo che si surriscaldi, mentre in inverno sempre lo stesso albero, questa volta spoglio, consentirà al sole di riscaldarla. E un discorso analogo si può fare su un balcone con un pergolato. Un terrazzo, invece, può diventare un tetto verde ricoprendolo con uno strato di terriccio, facendo bene attenzione ai carichi e al drenaggio dell’acqua piovana, seminando poi un prato, o addirittura coltivando spezie, erbe aromatiche e piccoli ortaggi. In questa maniera si isolerà sotto il profilo energetico il tetto, creando uno spazio piacevole e dal quale ottenere anche qualche prodotto. Unendo così efficienza energetica e benessere psicologico.

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Report annuale sulla felicità: lʼItalia risale la classifica

Gio, 03/21/2019 - 16:00

Il Paese più felice del mondo è la Finlandia. A poca distanza, al secondo e terzo posto, troviamo Danimarca e Norvegia. Se chi cerca la piena felicità farebbe bene a trasferirsi nei Paesi scandinavi, per noi italiani le cose non vanno malissimo: sebbene infatti l’Italia sia ancora parecchio lontana dalla vetta, la sua posizione è migliorata, passando al 36esimo posto dal 47esimo dello scorso anno. Gli italiani oggi sono quindi più felici dell’anno scorso. La classifica arriva dal World Happiness Report 2019, che quest’anno per la sua settima edizione ha valutato ancora una volta 156 Paesi sulla base della percezione della felicità dei propri abitanti.

Il report

I dati sono stati raccolti tra il 2016 e il 2018 dalla società di consulenza e statistica Gallup e hanno preso in esame la percezione della felicità dei cittadini dei vari Paesi tenendo conto di fattori come prosperità economica, aspettativa di vita, stato del welfare e libertà individuale. Redatto da Jeffrey Sachs, John Halliwell e Richard Layard con il supporto di diversi ricercatori indipendenti, il World Happiness Report 2019 è stato elaborato dal Sustainable Development Solutions Network (Sdsn) e sostenuto dalla Fondazione Ernesto Illy. Quest’anno si è concentrato in particolare sulla relazione tra felicità e comunità, con uno speciale focus sulla tecnologia, le norme sociali, i conflitti e le azioni di governo che hanno condotto a questi cambiamenti.

Gli Stati Uniti retrocedono

Dietro a Finlandia, Danimarca e Norvegia nella top ten ci sono Islanda, Paesi Bassi, Svizzera, Svezia, Nuova Zelanda, Canada, Austria. Gli Stati Uniti retrocedono dal 18esimo al 19esimo posto. In fondo alla lista compaiono Siria, Malawi, Yemen, Ruanda, Tanzania, Afghanistan, Centrafrica e Sud Sudan.

Nel mondo aumenta la rabbia

Dal report emerge che, rispetto ai livelli di felicità registrati dal 2005-2006, risultano essere di più i Paesi che hanno acquisito posizioni rispetto a quelli che le hanno perse: i livelli di felicità dovrebbero quindi essere aumentati, verrebbe da pensare. E invece no: gli autori del report avvertono che negli ultimi anni il livello di felicità nel mondo è calato, ed è aumentato il livello di emozioni negative tra cui preoccupazione, tristezza e rabbia.

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Ikea trasforma i vecchi mobili in casette per uccelli, api e pipistrelli

Gio, 03/21/2019 - 15:50

Case per uccellini realizzati con gli scarti o vecchi mobili Ikea. Il colosso svedese insieme agli designer londinesi ha lanciato un nuovo progetto che fa bene all’ambiente, non solo perché promuove la cultura del riciclo e non spreco, ma perché dà un riparo alla fauna selvatica.

Colorati o tutti bianchi, con la classica struttura a forma di casa o con stranissime forme, le casette per uccelli sono già pronte e sono state realizzate in occasione della recente apertura di un negozio Ikea a Greenwich, Londra.

Grazie al progetto “Wild Homes for Wildlife”, l’azienda ha permesso a designer e artisti locali di trasformare prodotti in disuso, abbandonati in magazzino o materiale di scarto, in delle casette per api, uccellini, insetti e pipistrelli che vivono al Sutcliffe Park.

Casette uniche che fanno bene all’ambiente perché aiutano gli amici animali a trovare un riparo nei mesi più freddi e non costituiscono spreco, ma vanno ad inserirsi in un sistema di economia circolare. Alcune sono davvero singolari, come quella dell’artista Iain Talbot che ha creato il “Bug Bud”, una struttura a forma di uovo blu brillante composta da vecchie sedie Ikea. Uno dei progetti più incredibili è “Honey I’m Home!” dell’artista Hattie Newman, un colorato villaggio di api creato da un tavolino.

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La scommessa di don Ciotti: “L’antimafia metta radici nel Nord Est”

Gio, 03/21/2019 - 12:00

PADOVA. Se la mafia ha già conquistato il cuore del nordest, penetrando non solo il tessuto imprenditoriale ma anche quello sociale e politico, allora è nel nordest che deve mettere radici anche l’antimafia. E’ questa la nuova scommessa di Libera e don Luigi Ciotti che non per caso hanno scelto Padova come piazza principale della 24esima giornata della memoria e dell’impegno in ricordo di tutte le vittime innocenti delle mafie.
Ventuno i pullman arrivati da tutta Italia, migliaia le persone giunte in treno per partecipare al grande corteo che, attraversando il cuore della città, confluirà a Prato della Valle dove verranno letti tutti i nomi delle circa mille vittime della mafia e dove don Luigi Ciotti, presidente di Libera, concluderà la manifestazione.
“Se le mafie oggi sparano meno è perché i mafiosi sono diventati imprenditori. Una mafia imprenditoriale che si è insediata nel tessuto sociale senza trovare opposizione. Le mafie non sono un mondo a parte, gridiamo da vent’anni, ma è un grido finito troppo spesso nel vuoto”, dice Don Ciotti che ieri sera, nella basilica di Sant’Antonio da Padova, ha celebrato una veglia alla presenza di centinaia di familiari delle vittime arrivati da tutta Italia.
C’è un dato che fa sensazione. Ed è quello dell’altissimo numero di delitti di mafia rimasti irrisolti, quasi l’80 per cento. Anche per questo, molti di loro ormai da più di vent’anni, padri, madri, figli, sorelle, fratelli scendono in piazza continuando a chiedere giustizia.

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Più immigrazione vuol dire più reati?

Gio, 03/21/2019 - 09:00

Nelle carceri italiane un terzo dei detenuti è straniero. Ma il numero di sbarchi non ha ingrossato le file, anzi: il tasso di detenzione negli ultimi anni si è abbassato. Se molti sono ancora convinti della relazione tra immigrazione e criminalità la colpa è solo della disinformazione.

Che rapporto c’è tra immigrazione e reati? La teoria, ben nota, e di destra, è che ci sia una stretta correlazione tra i due fattori: più sbarchi uguale più migranti e, di conseguenza, più reati. L’equazione a livello elettorale funziona benissimo, a beneficio della Lega di Salvini. Ma la verità è che questa relazione è una bufala. Almeno secondo i dati diffusi dai ministeri dell’Interno e della Giustizia, che periodicamente riportano i numeri degli arrivi sulle coste italiane e delle presenze in carcere suddivise per nazionalità.

I dati sono tanti e vanno analizzati con attenzione. Un primo fatto: i detenuti presenti nelle sovraffollate carceri italiane, stando alle statistiche di via Arenula aggiornate al 28 febbraio, sono 60.348, di cui 20.325 stranieri.Un terzo delle persone in carcere, dunque, viene da un altro Paese. Una percentuale troppo elevata? Certo, ma è importante capire chi sono i detenuti in carcere e da dove provengono.

Anche questa volta è il ministero della Giustizia a rispondere alla domanda. Si tratta di numeri asettici, che non forniscono dettagli sul tipo di reato commesso e su come quelle persone siano arrivate in Italia. Potrebbe trattarsi dunque anche di migranti regolari sul territorio. Ma poco importa, perché secondo la vulgata lo straniero è cattivo a prescindere dal possesso dei documenti. E allora tanto vale capire da dove vengano questi cattivi.

La maggior parte degli stranieri presenti nelle carceri italiane viene dal Marocco. Si tratta di 3.762 persone, su una presenza totale in Italia di circa 416mila. Vengono poi gli albanesi, con 2.594 detenuti su una popolazione di 440.465 persone e i romeni, che non sono migranti, ma europei a tutti gli effetti (2.534 detenuti su un milione e 190mila persone). A seguire ci sono i tunisini, con 2.047 casi su 93.795 presenze.

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Gli ecovillaggi in Italia (Infografica)

Gio, 03/21/2019 - 02:24

Dagli ecovillaggi a sfondo religioso a quelli che sono una vera e propria cooperativa dedita all’artigianato. Quali sono i principali ecovillaggi di Piemonte, Liguria, Emilia Romagna e Veneto?

Per visualizzare l’infografica più grande clicca qui

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Speciale ricette da Gela: i cacoccili chini

Gio, 03/21/2019 - 02:00

Ingredienti per quattro persone:
4 carciofi
2/3 filetti di acciuga
100 gr. di pecorino
100 gr. di pangrattato
2 spicchi d’aglio
prezzemolo q.b.
olio extra vergine d’oliva q.b.
sale e pepe q.b.

Procedimento:
Tagliare il gambo ai carciofi e lavarli accuratamente mettendoli capovolti per farli sgocciolare.

Nel frattempo in un tegame aggiungere l’olio e far rosolare l’aglio e i filetti d’acciuga.

Unire quindi il pangrattato e farlo tostare rigirandolo continuamente.

Quando risulterà dorato e croccante, toglietelo da fuoco.

Aggiungete adesso il formaggio e un trito di prezzemolo, aggiustando di sale e pepe.

Il ripieno dei nostri carciofi è pronto.

Riprendete i carciofi e per poterli riempire con facilità, sbatteteli capovolti su un ripiano.

Eseguite questa operazione per tutti e quattro i carciofi e versare un po’ di sale e pepe tra le foglie.

Riempite con il composto preparato i carciofi.

Trasferite i carciofi in un tegame avendo l’accortezza di sceglierlo in base alla quantità dei carciofi, che devono stare ben diritti uno accanto all’altro.

Aggiungere un bel bicchiere di acqua al tegame, in modo tale che ricopra per più della metà i carciofi.

Irrorate i carciofi con un filo d’olio.

Cuocere per circa 30 minuti a fuoco moderato.
Per verificare che siano cotti, fate la prova della foglia, che si deve staccare con facilità.
Servire ben caldi.

Altre foto su Gela Le Radici Del Futuro https://www.gelaleradicidelfuturo.com/ricette-tipiche/i-cacoccili-chini/

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Una pelle vegetale che si ricava dal vino

Mer, 03/20/2019 - 17:23

Alla base di questa tecnologia c’è la valorizzazione della vinaccia, una materia prima 100% vegetale composta da bucce, semi e raspi del grappolo d’uva da vino, che dopo la produzione del vino diventano prodotti di scarto e devono essere smaltiti. L’innovazione ideata e prodotta da Vegea, azienda con sede a Rovereto, è legata alla valorizzazione simultanea di tutte le parti che compongono la vinaccia.

Dai semi viene estratto un bio-olio che è successivamente polimerizzato utilizzando un processo brevettato. In parallelo, le bucce e i raspi sono utilizzati in un composto specifico, anch’esso brevettato, per la produzione di un tessuto con proprietà tecniche avanzate: il VegeaTextile. Questo processo ha richiesto tre anni di attività di ricerca e sviluppo condotte internamente, per dare al prodotto finale le caratteristiche necessarie a trovare sbocchi e quindi essere adatto ad applicazioni in tutti questi settori.

Il tessuto prodotto presenta le stesse caratteristiche meccaniche, estetiche e sensoriali di una “vera pelle”; questa pelle potrebbe davvero sostituire quella di origine animale e in più è ecosostenibile. Il mercato potenziale è vastissimo.

Questa pelle vegana a base di vinaccia ha vinto nel corso del 2018 anche un premio prestigioso: il Global Change Award by H&M Foundation, con un montepremi di 300.000 €, che viene assegnato ogni anno ai prodotti che hanno maggiori potenzialità commerciali e che si distinguono per il loro tratto profondamente innovativo.

In collaborazione con aziende dell’industria della moda, e supportati dalla H&M Foundation, Vegea ha prodotto già la prima collezione di moda VegeaTextile. Il primo test ufficiale della similpelle vegetale ottenuta dagli scarti della produzione vinicola nel settore moda è stata la collezione affidata al disegno creativo di Tiziano Guardini (che con il suo abito in seta cruelty free ha vinto il Green Fashion Carpet Award come Miglior Designer Emergente ed è stato selezionato come The Next Green Talents da Sara Sozzani Maino).

La direzione creativa di Tiziano Guardini è stata affiancata da famosi artigiani e couturiers italiani che hanno dato il loro contributo nella realizzazione dei capi e degli accessori contenuti all’interno della collezione. Primi fra tutti, Mauro De Giorgi, Stoker e PianoCi che hanno reinterpretato secondo il loro gusto la borsa Vegea, rinominata “Foxina”. (foto)

Con questa collezione, hanno voluto raccontare una moda che vive in armonia con la natura e trasmette al mondo una nuova sensibilità, un sentimento verso quell’essenziale che viene raccontato bene nell’opera del Piccolo principe, da cui lo stilista ha tratto ispirazione per la creazione del logo a forma di volpe.

(Foto collezione: https://www.lifegate.it/persone/stile-di-vita/vegea-collezione-pelle-di-vino)

Questa collezione è composta da borse, scarpe ed altri accessori, ma anche da abiti. Uno tra tutti, sempre con la firma di Guardini, lungo, bellissimo, intero e dal colore delle vinacce, è stato selezionato per essere esposto al Victoria&Albert Museum di Londra in occasione della Mostra Fashioned from Nature (aperta dal 21 aprile 2018 al 27 gennaio 2019) che indaga il rapporto tra moda e natura a partire dal 1600.

Fonti:

https://www.lifegate.it/persone/stile-di-vita/vegea-collezione-pelle-di-vino
https://www.vegeacompany.com/project/vegeatextile/
https://www.vogue.it/vogue-talents/news/2017/10/11/vegea-grape-leather-hm-global-change-award-startup-moda
https://www.vogue.it/vogue-talents/news/2018/04/18/eco-fashion-tiziano-guardini-vegea-victoria-and-albert-museum-londra

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Obesità infantile, ecco come i genitori possono prevenirla

Mer, 03/20/2019 - 16:00

Un bambino obeso sarà un adulto malato. Ipertensione, diabete di tipo 2, asma, malattie del fegato e depressione: malattie il cui rischio è favorito dall’obesità. Fondamentale dunque  mettere in atto, in famiglia, strategie efficaci di lotta all’obesità nei più piccoli. 
L’impegno dei genitori e dell’intera famiglia può fare la differenza nei tentativi di prevenire o eliminare l’obesità dei bambini, negli ultimi decenni raddoppiata e in alcune fasce di età addirittura triplicata.

Dall’ American academy of pediatrics (Aap)  alcune semplici raccomandazioni da mettere in pratica nella vita quotidiana.

  1. Innanzitutto, è importante ridurre gli zuccheri e i cibi molto calorici presenti in casa, magari acquistandone meno e conservandoli comunque lontano dalla portata e dalla vista dei bambini.
  2. Di contro è importante mettere in primo piano nella dieta frutta e verdura, che devono essere consumate almeno cinque volte al giorno.
  3. Mangiare bene però non basta. Gli esperti ricordano infatti che anche il movimento è importante, così come è fondamentale ridurre il tempo trascorso dai ragazzi davanti a uno schermo: via libera allora alle attività di gruppo che coinvolgono magari diversi membri della famiglia e a piccoli accorgimenti di organizzazione degli spazi, come togliere la TV dalla camera da letto e dalla cucina.
  4. Ultimo, ma non per importanza è il sonno: i bambini dovrebbero infatti dormire almeno nove ore a notte ed è stato dimostrato che la probabilità di diventare obesi è maggiore se le ore di sonno sono poche.

Ovviamente i genitori non devono introdurre tutte queste modifiche contemporaneamente e soprattutto non devono pensare di farlo da soli: il pediatra in questi casi è l’esperto cui fare riferimento in caso di dubbi o perplessità, viene precisato.


 FONTE: DICA33.IT

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