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Basilico, rimedio antico contro le zanzare

Mer, 07/10/2019 - 15:00

Bello, profumato, ingrediente preziosissimo sulle tavole italiane, ma anche rimedio efficace contro le zanzare: è il basilico. Soluzione antica, pare funzioni anche per alleviare il fastidio delle punture di questi insetti.

Tenere lontane le zanzare in modo naturale

Non solo basilico. Sono tante le piante che aiutano a tenere alla larga le zanzare. Le più utilizzate sono la citronella e i gerani, ma anche lavanda, calendula, rosmarino, eucalipto, menta, a cui si affiancano piante dal nome meno noto come lantana, catambra, catalpa e pianta dell’incenso (da non confondere con l’incenso che intendiamo comunemente, in questo caso si tratta della Plectranthus colloide). L’ideale, dunque, sarebbe ritagliare un angolo del proprio balcone da dedicare alle piante aromatiche, utile comunque ad averle sempre a disposizione per preparare ricette o dare un tocco di freschezza in più ai nostri piatti, anche quando le zanzare non ci sono.

Olio essenziale al basilico

Se decidete di affidarvi al basilico sotto forma di olio essenziale, vi basterà versare qualche goccia in un diffusore. Potete trovare facilmente l’olio essenziale in negozi che vendono essenze naturali, oppure potete provare a prepararlo voi stessi. In questo caso potete scegliere tra due procedimenti, uno a freddo e uno a caldo. Se seguite quello a freddo, raccogliete in una tazza da 250 ml le foglie fresche di basilico, poi schiacciatele dopo averle inserite in un sacchetto; in questo modo l’olio tenderà ad uscire dalle foglie. A questo punto, ponetele  in un ampio vaso di vetro insieme a 250 ml di olio vegetale e lasciate riposare in un luogo tiepido, lontano dal sole, per 1-2 giorni. Filtrate per ottenere il vostro olio essenziale o ripetete la procedura se volete un profumo più intenso. Il metodo a caldo prevede l’utilizzo di meno foglie, circa un quarto della tazza da 250 ml. Invece di schiacciarle, dovete cuocerle a bagnomaria nella stessa quantità di olio vegetale per 6 ore, poi filtrare.

Spray al basilico

Anche in questo caso il metodo è semplice. Occorrono 20 ml di alcol etilico, 90 ml di acqua distillata, 20-30 gocce di olio essenziale di basilico e 10 gocce di olio di lavanda. Gli ingredienti vanno inseriti in una boccetta, vanno mescolati e poi trasferiti in un contenitore spray. Si utilizza come un qualsiasi repellente, direttamente sul corpo (testate prima su una piccola parte per essere certi che non provochi reazioni allergiche).

Il basilico come dopopuntura

Se ormai il danno è fatto e le zanzare hanno già attaccato, le nonne raccomandano di affidarsi ugualmente al basilico, questa volta per alleviare il fastidio delle punture. Basta staccare una fogliolina e passarla sulla puntura per ottenere sollievo immediato.

Fonte immagine: foto di Ulrike Leone da Pixabay

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Addio Maggiolino, esce di scena l’auto più famosa del pianeta

Mer, 07/10/2019 - 12:15

Il mondo piange la leggenda a motore che ha fatto innamorare milioni di automobilisti – La foto storia anno per anno.

“Morire è un’arte”, scriveva Sylvia Plath. E il Maggiolino, in quest’arte, è stato davvero maestro: il 10 luglio, a poco più di ottant’anni dall’inizio della sua gloriosa storia, Volkswagen nella fabbrica messicana di Puebla, sforna l’ultimo esemplare dell’automobile che ha segnato la storia. E l’eco dell’evento ha letteralmente sepolto l’annuncio che lo stesso colosso di Wolfsburg e molti altri big dell’auto hanno cercato di dare con più enfasi possibile. Quello relativo alla riconversione della gamma in elettrico.

Basta un piccolo segno per capirlo: quella lapide che gli operai della fabbrica hanno appoggiato sul parabrezza dell’ultimo Maggiolino prodotto, un atto d’amore per un funerale che ha commosso mezzo mondo.
Esce di scena quel Maggiolino che è riuscito ad essere l’auto simbolo degli anni Quaranta, Cinquanta, Sessanta. Ma anche Settanta, Ottanta e Novanta e del nuovo millennio rimanendo sulla breccia per più di 80 incredibili anni.

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Francia: cos’è la ‘Greta-tax’ l’ecotassa sui viaggi aerei

Mer, 07/10/2019 - 11:14
Fonte: TG2000

Il governo di Parigi ha annunciato l’introduzione, a partire dal 2020, di un’ecotassa da 1,50 a 18 euro sui biglietti degli aerei in partenza dalla Francia. Una misura a protezione dell’ambiente ma che fa discutere. Il servizio di Alessandra Camarca.

Dalla stampa nazionale:

  • CLIMA, PERCHÉ IL TRAFFICO AEREO SFUGGE ALLA TASSAZIONE ECOLOGICA. Nonostante sia responsabile di una quota importante delle emissioni di gas ad effetto serra, il traffico aereo è ancora quasi del tutto esente da eco-tasse.

Il mondo intero sta – seppur faticosamente – tentando di allinearsi all’Accordo di Parigi, al fine di limitare la crescita della temperatura media globale e scongiurare la catastrofe climatica. Per farlo, occorrono – tra le altre cose – sistemi fiscali che da un lato scoraggino le emissioni inquinanti; dall’altro permettano di raccogliere fondi per finanziare progetti di transizione ecologica.

Belgio e Paesi Bassi hanno chiesto all’Ue di cambiare rotta – Così, si parla sempre più di “carbon tax”. Ovvero di imposte sulle emissioni di gas ad effetto serra. Si cerca poi di aumentare le tasse sui carburanti più dannosi. E in molti casi si introducono anche bolli differenziati in ragione dei differenti modelli di automobili, premiando i più sostenibili. Eppure, proprio nel settore della mobilitàesiste un comparto che finora è rimasto quasi completamente esente dal “fisco ecologico”: si tratta del trasporto aereo.

La questione è stata sollevata a più riprese nel corso delle ultime Conferenze mondiali sul clima delle Nazioni Unite (Cop). In Francia, inoltre, la protesta dei gilet gialli ha sottolineato come le tasse sul cherosene utilizzato dagli aerei siano nulle, mentre quelle sui carburanti per il trasporto su gomma siano pari a circa il 60 per cento del prezzo totale. Eppure, le compagnie sono rimaste finora di fatto esentate dallo sforzo comune. Continua a leggere (Fonte: LIFEGATE.IT di Andrea Barolini)  

  • EMISSIONI AEREI ANCORA TROPPO ELEVATE PER CONTRASTARE IL CLIMATE CHANGE. La ricerca condotta dal Grantham Research Institute della London School of Economics su 20 compagnie aeree ha rilevato emissioni ancora troppo alte e obiettivi di riduzione a lungo termine inferiori a quanto stabilito dall’Accordo di Parigi

Le compagnie aeree stanno facendo ancora troppo poco nella lotta contro il riscaldamento globale. Il settore offre un contributo significativo e in rapida crescita ai cambiamenti climatici: attualmente rappresenta il 2% delle emissioni mondiali di gas serra e il 12% delle emissioni di CO2 legate ai trasporti e dovrebbe fare di più per gestire i rischi derivanti dal climate change. A rivelarlo è uno studio condotto dal Grantham Research Institute della London School of Economics e finanziato da un gruppo di investitori, che gestiscono attività per un totale di 13 trilioni di dollari e che fanno capo alla Transition Pathway Initiative. La ricerca ha analizzato le policy in materia di 20 tra le compagnie aere più grandi al mondo, rilevando che i loro obiettivi a lungo termine sembrano essere inferiori a quanto stabilito dall’Accordo di Parigi di limitare il riscaldamento globale a meno di 2 °C, e che nessuna delle 20 compagnie aeree specifica chiaramente come ridurrà le proprie emissioni di volo dopo il 2025.

Tra le 20 compagnie aeree prese in considerazione dallo studio, Delta, Lufthansa, United Airlines e ANA Holdings sono risultate essere le migliori nella gestione dei rischi aziendali e delle opportunità offerte dai cambiamenti climatici, ma si potrebbe fare di più. EasyJet e Alaska Air hanno le flotte più efficienti, a giudicare dalle loro emissioni per passeggeri-chilometri volati. All’estremità opposta, ci sono ANA, Japan Airlines, Korean Air e Singapore Airlines, con le massime intensità di emissioni. Continua a leggere  (Fonte: RINNOVABILI.IT)

  • CAMBIAMENTO CLIMATICO. L’EUROPA PROMUOVE L’ALTA VELOCITÀ E SCORAGGIA USO DELL’AEREO, SUD TAGLIATO FUORI. Il presente e, soprattutto, il futuro della mobilità si chiama alta velocità ferroviaria. Con il trasporto gommato bocciato da tempo e quello aereo ritenuto altrettanto inquinante, se non di più, e utile semmai per i viaggi transoceanici. Questa la visione dei più importanti Stati europei, con la Francia decisa a mettere una tassa sui voli civili, prontamente ribattezzata Greta tax, in omaggio alla giovane paladina della lotta contro il cambiamento climatico che ha detto no ai viaggi in aeroplano, preferendo spostamenti con mezzi più ecosostenibili, con la prospettiva di incassare 182 milioni di euro a partire 2020, destinati a finanziare modalità di trasporto meno inquinanti. Dalla nuova frontiera delle comunicazioni, tuttavia, resta tagliato fuori il Meridione d’Italia, dove l’alta velocità non esiste nemmeno nei progetti governativi.

E’ un dato pacifico che l’aereo sia il mezzo di trasporto enormemente più inquinante oltre che il più pericoloso e inutile (salvo per i collegamenti transoceanici) con l’avvento dell’alta velocità ferroviaria, la quale consente ai treni (Frecciarossa1000) di viaggiare sino a 350 km/h ma con la possibilità entro una decina di anni di raggiungere i 500 km/h (il Tgv in Francia si è spinto sino a 574 km/h)”, afferma Fernando Rizzo. Il presidente di Rete civica per le infrastrutture nel Mezzogiorno, in un post su Facebook, prende spunto dall’ecotassa annunciata dalla ministra dei trasporti transalpina, Elisabeth Borne, da inserire nella prossima legge di bilancio. Il tributo varierà da 1,50 a 18 euro e si applicherà sui biglietti aerei di tutte le compagnie per i voli dalla Francia verso l’estero. Saranno esclusi i voli verso la Corsica, i territori francesi d’Oltremare e le corrispondenze aeree.

L’alta velocità ferroviaria sta diventando sempre più la modalità di trasporto preferita dai più avanzati Paesi del Vecchio Continente. Usata per andare dalla Gran Bretagna all’Olanda o da Parigi a Bruxelles. Continua a leggere (Fonte: LECODELSUD.IT)

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10 dolcificanti naturali per la marmellata

Mer, 07/10/2019 - 09:35

Cosa sono i dolcificanti naturali? Semplicemente ingredienti provenienti – spesso e volentieri – dal mondo vegetale che è possibile utilizzare come alternativa allo zucchero. Dal più o meno equivalente potere dolcificante, vi si può ricorrere in tutta una serie di preparazioni, e le marmellate non fanno eccezione.

Stilare un elenco di tutti i dolcificanti naturali per la marmellata non sarebbe possibile: sotto, però, ne abbiamo raccolti 10. Da preferire assolutamente ai dolcificanti artificiali, alcuni sono indicati per diabetici perché a basso indice glicemico, altri sono ipocalorici, ma tutti sono indicati per dolcificare le nostre conserve di frutta nella maniera più sana e naturale possibile.

Ecco 10 dolcificanti naturali da usare al posto dello zucchero in marmellate, conserve & Co.

10. Miele
Preparare una marmellata con il miele è molto semplice. Quanto miele utilizzare al posto dello zucchero? In generale dipende dalla dolcezza della frutta. Tenete solo in conto che, a differenza dello zucchero, nel miele il 20% è costituito da acqua.

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Foto di RitaE da Pixabay 

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Suona per gli elefanti malati e ciechi alleviando il loro dolore

Mer, 07/10/2019 - 07:30

Paul Barton è un musicista britannico in pensione che non ha voluto appendere il pianoforte al chiodo. Da quando si è trasferito in Thailandia suona per un pubblico unico al mondo: gli elefanti.

Gli elefanti per i quali si esibisce non sono però elefanti qualsiasi. Sono stati vittima di maltrattamenti e abusi per tutta la loro vita. Costretti dai mahouts, i loro custodi ed aguzzini, a trasportare grossi tronchi attraverso le foreste, minacciati e colpiti da lame affilate usate per controllarli, solo per il profitto e l’avidità dell’uomo. Da quando in Thailandia la deforestazione è diventata illegale, sono nati svariati santuari dove gli elefanti, abbandonati dai loro sfruttatori, trovano rifugio grazie al lavoro di volontari. Paul Barton, colpito dalla sofferenza di questi giganti buoni, ha deciso di aiutarli suonando per loro i grandi maestri della musica classica.

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California, vietato discriminare gli afroamericani per i loro capelli

Mar, 07/09/2019 - 21:15

Un passo avanti nella lotta alla discriminazione nei luoghi di lavoro e nella scuola. Dopo la firma del governatore Gavin Newsom, democratico, la California è diventata il primo Stato Usa a vietare per legge la discriminazione per i propri capelli naturali. Obiettivo principale del “Crown Act”, questo il nome del provvedimento, è infatti la messa al bando dei preconcetti sulle chiome afro, dreads o rasta, evitando una volta per tutte che queste possano pregiudicare la vita lavorativa e scolastica delle persone di colore ed impedendo che i datori di lavoro possano imporre cambiamenti di capigliatura. La legge, proposta dalla senatrice Holly J. Mitchell, stabilisce che “la discriminazione sulla base dei capelli associati alla razza è discriminazione razziale”.

Diventa quindi vietato imporre capigliature lisce e non naturali, spiega Vox: non è più possibile richiedere ai dipendenti e agli alunni di stirare i capelli afro, intervenendo forzatamente su quello che è un tratto naturale delle persone di colore.

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Comics Storytelling: al via la prima residenza artistica sul fumetto in Val d’Agri

Mar, 07/09/2019 - 16:09

La rigenerazione dei borghi montani attraverso la valorizzazione del patrimonio culturale, delle identità locali e della comunità, filtrata attraverso lo sguardo di artisti fumettisti. Questo è l’obiettivo della prima residenza artistica sul fumetto nel borgo di Viggiano. La “Comics Storytelling” è un progetto del Programma Residenze di Matera 2019, realizzato dall’associazione culturale “Supertramp” in collaborazione con il Gruppo di Animazione Territoriale (GAT) di “CuoreBasilicata”. La kermesse culturale che prenderà il via il 15 e terminerà il 27 luglio, si svolgerà sia nella splendida cornice della Villa del Marchese San Felice che in altri spazi ricreativi e formativi del centro viggianese. Per due settimane il borgo di Viggiano diventerà un “nodo” culturale e creativo, ospitando fumettisti famosi come Giulio Giordano, pittore, illustratore e fondatore di “Redhouse Lab”, la prima scuola di fumetto in Basilicata e disegnatore dei “I Due Re” (editore Bonelli), il fumettista napoletano Alessandro Nespolino della scuola Bonelli, disegnatore di Tex e “Il Commissario Ricciardi”, Fabio Folla, l’illustratore, grafico e storyteller, nonché insegnante di Storia dell’Arte e Disegno, sperimentatore del web e libero pensatore per immagini e Saverio Calabrese, l’illustratore freelance per l’editoria, nonché docente di fumetto, della scuola “Comicschool – Formamentis” di Potenza. Infatti, in occasione della Residenza Artistica è stata lanciata una MasterClass gratuita, dedicata a tutti gli appassionati, aspiranti fumettisti, semplici amanti del comics, illustratori in carriera e a chiunque voglia scoprire i segreti delracconto per immagini, con gli esperti del settore. Otto giornate in aula, strutturate in moduli teorici ed esercitazioni pratiche, finalizzate alla realizzazione di una breve storia a fumetti, principalmente in forma di storyboard. Piccole storie che narrano il territorio della Val d’Agri, una “graphic novel” che guida alla scoperta dei luoghi più significativi di un territorio. E ancora, tra le finalità della Residenza, l’attivazione di uno scambio tra la comunità locale che offre accoglienza e gli artisti ospitati per la progettazione e la realizzazione delle opere, in un percorso di conoscenza e sperimentazione dei linguaggi creativi interpretati in chiave fumettistica. Non solo, creare uno spazio di incontro e sinergia tra nuove e vecchie generazioni attraverso una riscoperta dei valori e della cultura locale espressa tramite un mezzo artistico in grado di rileggere il passato in chiave moderna. Nell’arco dei quindici giorni, inoltre, la Residenza ospiterà diversi appuntamenti ed eventi collaterali, tutti collegati al mondo dell’arte creativa: perfomance, laboratori per i più piccoli, cosplayers, musica, spettacoli, giochi tradizionali. Un luogo di produzione di eventi unici che non mancherà di sorprendere per la qualità delle proposte in programma.

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Astronomia, grande attesa per l’eclissi di Luna del 16 Luglio

Mar, 07/09/2019 - 16:00

Anche la volta celeste si prepara a celebrare il 50° anniversario della Missione Apollo 11: la sera del 16 luglio, a 50 anni esatti dal lancio della missione, un’eclissi parziale di Luna sarà ben visibile anche dall’Italia. L’evento sarà anticipato dalle ‘notti dei pianeti giganti’, che il 12 e 13 luglio porteranno tutti gli appassionati con il naso all’insù per osservare Giove e Saturno.

A ricordarlo, insieme agli altri appuntamenti celesti di luglio, sono gli esperti dell’Unione astrofili italiani (Uai). Nelle prossime settimane si moltiplicheranno le occasioni per ammirare il cielo: con il solstizio d’estate ormai alle spalle, le notti inizieranno lentamente ad allungarsi. “Dal 1 al 31 luglio la durata del giorno diventerà più breve di circa 44 minuti“, spiegano gli astrofili. La Terra, ‘rapita’ dai preparativi per i festeggiamenti lunari, prenderà letteralmente le distanze dal Sole: tra il 4 e il 5 luglio raggiungerà l’afelio, il punto di massima distanza dalla stella, pari a oltre 152 milioni di chilometri.

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Migranti in calo ma “sbarchi fantasma” in aumento, ecco il vero problema

Mar, 07/09/2019 - 14:44

Fonti ufficiali del Ministero degli Interni riportano i seguenti dati a proposito dei migranti sbarcati in Italia: 85.207 sbarchi nel 2017, 16.935 nel 2018, e 3.073 nel 2019. A scanso di equivoci, al di là delle strumentalizzazioni politiche e della distanza, legittima, tra la realtà dei fatti e la percezione dei cittadini, il calo degli sbarchi in Italia è incontestabile. In particolare a Lampedusa, si è passati dagli 11000 del 2017 ai 3900 del 2018 ma oggi, a inizio estate, nel 2019 sono già 1084, segno evidente che “i porti chiusi” pubblicizzati dall’attuale governo non sono affatto chiusi.

L’audizione in commissione antimafia portata dal procuratore della Repubblica di Agrigento dott. Patronaggio mette sul banco fatti molto distanti dalla narrazione della propaganda di Salvini. Se è vero che gli sbarchi registrati nella provincia di Agrigento, in particolare a Lampedusa, sono crollati, il procuratore mostra preoccupazione per i cosiddetti sbarchi fantasma: imbarcazioni di piccole dimensioni, che giungono soprattutto dalla Tunisia, non dalla Libia, con a bordo poche decine di persone, delle quali si sa poco o nulla. Sugli “sbarchi fantasma” a inizio anno il Sole 24 Ore scriveva che ogni anno arrivano in Italia fra le 3.500 e le 5.000 persone, ma in realtà quanti siano nessuno lo sa esattamente, i dati in possesso non sono certi.

Persone che sbarcano senza che si sappia chi sono, cosa portano con sé e dove sono dirette, perché i riflettori sono tutti puntati sulle Ong, responsabili di trarre in salvo e accompagnare soltanto il 10% dei migranti che giungono in Italia. Il 90% di loro rimane in mano ai trafficanti, a quelli veri, che come giustamente fa notare il giornalista Antonello Caporale durante la trasmissione di L’aria che tira su La7, non vengono arrestati. E aggiunge:

“I confini dell’Italia sono i confini europei. Un governo e una missione europea e militare debba sorvegliare e servire a provare una linea di investimento politico, economico e organizzativo con gli hotspot che si devono fare nel Sud Sudan e in Nigeria. È come se non esistessero. Adesso che la prossima emergenza sarà quella dei migranti climatici, che facciamo?”.

A riprova del clima schizofrenico dell’ultimo periodo, mentre la politica criminalizza e combatte le ong i trafficanti di esseri umani e le mafie prosperano indisturbati. Diverse procure, a partire da quella di Catania, negli ultimi 5 anni hanno avviato numerose inchieste sulle ong, non rilevando però, in nessuna inchiesta, nessun rapporto tra le stesse e i trafficanti di esseri umani. Non c’è stato nessun reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.Tutte le inchieste sono state archiviate. Intanto continuano le attività mafiose sulle coste italiane, dove, sempre per bocca del dott. Patronaggio, si consolida l’impegno delle mafie italiane a collaborare con i trafficanti per quanto riguarda il business di traffico di armi e di droga legato alla tratta umana dei migranti. Anche se gli scafisti, più che con gli introiti delle traversate sul Mediterraneo, devono il loro fatturato ai soldi che l’Italia manda in Libia nonostante lì siano venuti meno anche gli interlocutori di carta pesta che c’erano durante le attività di Minniti, e agli slogan “aiutiamoli a casa loro” non seguono i fatti.

“Migranti, gli sbarchi fantasma valgono come 31 Sea Watch, ma nessuno ne parla”. A titolare così non è Il Manifesto ma Il Sole 24 ore, che in un bell’articolo apparso il 26 giugno a firma di Valentina Furnaletto. Durante i giorni del caso della nave Sea Watch 3 sono sbarcate sulle coste italiane circa 1.000 migranti nel silenzio generale, un numero 30 volte le 42 persone che aveva a bordo la nave ong capitanata da Carola Rackete.

I dati riferiti dal dott. Patronaggio contraddicono tre punti cardine della propaganda di Matteo Salvini: i porti si chiudono solo nelle occasioni che si prestano a teatralizzare gesti simbolici rivolti agli elettori e all’Unione europea; a fronte di una emergenza migranti che non c’è più, aumentano gli sbarchi fantasma; le ong sono in mare a salvare vite e non a commettere reati.

“Nella provincia di Agrigento nel 2017 abbiamo avuto 231 sbarchi con l’arrivo di 11.159 immigrati, nel 2018 il dato è calato con 218 sbarchi e 3.900 immigrati, nel primo semestre del 2019 abbiamo soltanto 49 sbarchi e 1.084 immigrati”, ha detto. Di questi sbarchi “quelli riferiti ai salvataggi delle ong sono una porzione assolutamente minore e per quanto riguarda quest’anno sono statisticamente insignificanti”.

Chiarissima anche la posizione sull’aspetto legale della vicenda della Sea Watch e in particolare sull’illecito amministrativo introdotto dal decreto sicurezza, definito da Patronaggio come una “criticità”:

“Appare chiaro che l’illecito amministrativo è stato introdotto per fronteggiare le attività di soccorso dell ong […] Parliamoci chiaro, prima della introduzione della norma, l’attività di salvataggio delle ong e il recupero di immigrati erano del tutto leciti e in perfetta linea con il diritto del mare e con le convenzioni internazionali sottoscritte dall’Italia”. Ma questo già lo sapevamo.

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Addio all’isola Zalzala Koh

Mar, 07/09/2019 - 13:00

Originata nel 2013 in seguito a un potentissimo terremoto di magnitudo 7.7, la piccola isola Zalzala Koh formatasi in una baia poco profonda innanzi al Pakistan orientale è stata spazzata via dal moto ondoso e dai cambi di marea. Era piccola e legata ai vulcani di fango che si generano a causa della tettonica delle placche.

La piccola isola Zalzala Koh, sorta nelle acque del Pakistan nel 2013 in seguito a un potentissimo terremoto di magnitudo 7.7, in pochi anni è stata letteralmente spazzata via dal Mar Arabico. A mettere in evidenza nascita, evoluzione e “morte” della piccola terra emersa, il cui nome significa “terremoto” in lingua Urdu, sono state le immagini satellitari catturate regolarmente dai satelliti Landsat.

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in foto: Credit: NASA Earth Observatory

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Mettiamo al centro le donne di periferia

Mar, 07/09/2019 - 12:15

Milano. Sono le 10.25 di un giovedì mattina. Il citofono di Spazio Donna WeWorld suona e, dopo poco, entrano A. e D., due donne marocchine con il capo coperto. Una di loro ha in braccio una bambina di pochi mesi, avvolta in una tutina rossa. A. e D. sono amiche, vivono nel quartiere del Giambellino (periferia sud-ovest di Milano) ormai da qualche anno.

https://youtu.be/9vkkZ2mznS4

Grazie al passaparola, hanno saputo che in piazza Tirana 32, sopra la stazione dei treni di San Cristoforo, WeWorld ha aperto uno spazio su misura per le donne e per i loro bambini e sono venute per la loro prima lezione di italiano, che inizierà alle 10.30. Qualche minuto dopo arrivano S. e B., due giovani sorelle provenienti dall’Ecuador, in città da pochi mesi insieme alla famiglia. Le donne si guardano l’un l’altra, abbozzano un sorriso ed entrano in una stanza, dove Sara Patriarchi, l’insegnante, è pronta a spiegare le coniugazioni dei verbi essere e avere.

«Spazio Donna è operativo da qualche mese» spiega Sabrina Vincenti, la coordinatrice dei progetti di tutela dei diritti delle donne che WeWorld promuove nel nostro Paese. «La nostra è un’organizzazione non governativa che garantisce i diritti di donne e bambini in Italia e nel mondo, e ha pensato e realizzato questo luogo con un obiettivo ben preciso: contrastare la violenza contro le donne e favorire la prevenzione e la sensibilizzazione verso questo triste fenomeno», aggiunge.

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Vitalizi, bocciato il ricorso sui tagli. Oltre 2 mila ricorsi dagli ex parlamentari

Mar, 07/09/2019 - 12:12

La Cassazione boccia il ricorso contro i tagli ai vitalizi. Le controversie relative alle “condizioni di attribuzione e alla misura dell’indennità parlamentare” e degli assegni vitalizi per gli ex parlamentari “non possono che essere decise dagli organi dell’autodichia, la cui previsione risponde alla medesima finalità di garantire la particolare autonomia del Parlamento” scrivono le sezioni unite civili della Cassazione, dichiarando inammissibile il ricorso per regolamento preventivo di giurisdizione presentato dal professor Paolo Armaroli, il quale – dopo avere impugnato davanti al Consiglio di Giurisdizione della Camera la delibera del luglio scorso dell’ufficio di presidenza di Montecitorio, per effetto della quale il suo vitalizio da ex parlamentare era stato decurtato del 44,41% – chiedeva che fosse dichiarata la sussistenza della giurisdizione del giudice ordinario o, in subordine, di quello amministrativo. 


L’ordinanza depositata oggi, mette un punto fermo alla questione decidendo in sostanza per la legittimità dei tagli: la Suprema Corte ha bocciato il ricorso sottolineando che è “da escludere che in questa sede vi sia spazio per l’esame di una qualsiasi censura riguardante la misura e l’attribuzione degli assegni vitalizi degli ex parlamentariContinua a leggere (Fonte: “La Cassazione boccia il ricorso contro i tagli ai vitalizi dei parlamentari” REPUBBLICA.IT)

Dalla stampa nazionale:

  • TAGLIO VITALIZI, DAL PRIMO GENNAIO APPLICATA LA RIFORMA VOLUTA DA ROBERTO FICO. Voluto dal Presidente della Camera Roberto Fico, è partito il taglio ai vitalizi dei parlamentari

Dal primo gennaio è ufficialmente applicata la “riforma” di Roberto Fico che prevede per gli ex parlamentari l’istituzione di due tetti, uno minimo fissato a 980 euro, uno massimo di importo pari a 1.470 euro. Il taglio dei vitalizi riguarderà ben 1.338 ex parlamentari, che subiranno il ricalcolo dell’assegno mediante il sistema contributivo, subendo un taglio all’importo mensile tra il 40 e 60 per cento.

Il Presidente della Camera dei Deputati, con un post su Facebook, ha così commentato questo momento: “Da ieri è ufficialmente applicata ai cedolini degli ex parlamentari la delibera che supera i vitalizi! Il provvedimento è entrato in vigore subito dopo la sua approvazione ma diventa efficace proprio dall’inizio dell’anno. Grazie a questo atto la Camera dei deputati risparmierà 44 milioni di euro all’anno. Un risparmio di circa 130 milioni di euro per il prossimo triennio, che comunque non è l’unico.”(Fonte: QUIFINANZA.IT)

  • VITALIZI, A CHI VENGONO TAGLIATI E QUANTO. I vitalizi a 1.338 ex deputati e 1.300 ex senatori subiranno una diminuzione che va dal 40 al 60% fino all’80%. Gli ultra ottantenni sono 240

Il vicepremier Luigi Di Maio saluta con gioia la decisione della Cassazione, che oggi ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato contro il taglio ai vitalizi dei parlamentari, sottolineando un risparmio di 280 milioni.

Ma quanti sono i vitalizi erogati agli ex parlamentari? In tutto circa 2.700, per un importo totale di circa 200 milioni di euro. Sommando la cifra relativa alla Camera con quella del Senato si ottiene un risparmio di circa 56 milioni all’anno, e cioè circa 280 milioni a legislatura. 
La ‘sforbiciata’ voluta dai 5 stelle – con il via libera della Camera nel luglio del 2018 e del Senato lo scorso ottobre –  ha superato dunque lo scoglio della Cassazione. 

Restano in piedi, tuttavia, gli oltre 2 mila ricorsi presentati alle Camere dagli ex parlamentari, alcuni dei quali sono stati già accolti: si tratta però di casi ‘particolari’, sospensive del taglio sulla base dello stato di salute dell’ex parlamentare o del coniuge. Sono 1.405 i vitalizi erogati da Montecitorio, tuttavia il taglio approvato dall’Ufficio di presidenza lo scorso luglio riguarda una platea di 1.338 ex deputati. Secondo le stime fatte dal presidente Roberto Fico, ammonta a circa 40 milioni l’anno il risparmio per le casse della Camera, una cifra che si aggira intorno ai 200 milioni per l’intera legislatura. Il taglio ha avuto effetto a partire dal 1 gennaio del 2019.
Sono però consentite riduzioni del taglio dell’assegno percepito in specifici casi di particolare difficoltà sociale ed economica. Gli assegni finora erogati saranno ricalcolati secondo il metodo contributivo e, quindi, subiranno una diminuzione che va dal 40 al 60% fino all’80% dell’importo oggi percepito. Continua a leggere (Fonte: QUOTIDIANO.NET)

  • VITALIZI, QUEL PRIVILEGIO DEL 1954 NATO IN UNA SEDUTA SEGRETA E CRITICATO SOLO DAL 24 ORE

I vitalizi ai parlamentari sono frutto di una seduta segreta del 21 dicembre 1954, presenti i parlamentari di tutti gli schieramenti. Nella seduta segreta venne istituito un fondo di previdenza per gli onorevoli vitalizi dei deputati da 425 milioni. Solo un deputato, Giuseppe Veronesi, criticò la procedura segreta e si dimise: «La povera gente – scrisse in una lettera – ha bisogno di buone leggi e buoni esempi». Ma alla Camera non ci fu nessun dissenso sulla misura. I parlamentari si limitarono a respingere le dimissioni del parlamentare.

L’editoriale del 24 Ore unica nota critica 
Eppure il costo dell’operazione era di 98 milioni di lire l’anno. Gli onorevoli versavano al fondo pensioni 9mila lire al mese, mentre la Camera versava 12.500 lire al mese per ciascuno. Al deputato a 55 anni con due legislature o 60 anni con una legislatura spettava un vitalizio di 50mila lire al mese. Ogni anno di mandato in più il vitalizio aumentava di 5mila lire, fino a un massimo di 150mila lire al mese. Ai deputati non rieletti con meno di 5 anni di attività, spettava una buonuscita di 600mila lire. Solo un editoriale del quotidiano economico 24 Ore, antesignano del Sole 24 Ore, criticò la misura ed evidenziò la spesa in deficit.

Il raddoppio del periodo minimo di mandato 
Dopo la scoperta di vitalizi pagati per pochi giorni di legislatura si dovrà arrivare al 2007 per vedere raddoppiare il periodo minimo di mandato per l’assegno: 4 anni, 6 mesi e 1 giorno. Continua a leggere (Fonte: ILSOLE24ORE.COM di Nicoletta Cottone)

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Una tecnica chirurgica restituisce l’uso delle mani a pazienti tetraplegici

Mar, 07/09/2019 - 09:47

Tredici giovani adulti rimasti paralizzati in seguito a un incidente hanno riacquistato la mobilità delle mani e dell’avambraccio grazie a una pionieristica tecnica chirurgica che è riuscita ad aggirare la lesione nervosa. Il procedimento di trasferimento di nervi è stato provato su un ristretto numero di pazienti tetraplegici, cioè con tutti e quattro gli arti paralizzati, per una lesione del midollo spinale nella regione cervicale. 

AUTOSTRADA INTERROTTA. I segnali sensoriali e motori sono trasmessi dal cervello ai muscoli attraverso il midollo spinale: un trauma spinale interrompe questo flusso di informazioni, compromettendo varie funzioni a seconda di dove è localizzato e della sua gravità. Se la lesione si verifica nella regione cervicale, all’altezza del collo, viene danneggiata anche la funzione degli arti superiori, perché molti dei nervi che controllano il movimento delle braccia si innestano nel midollo spinale al di sotto del collo.

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Foto di Niek Verlaan da Pixabay

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I moderni disturbi alimentari (Infografica)

Mar, 07/09/2019 - 09:43

Oggi i disturbi della nutrizione e dell’alimentazione sono anche altri. Avete mai sentito parlare di ortoressia o bigoressia?

Per vedere l’infografica più grande clicca qui

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Come si forma la sabbia?

Mar, 07/09/2019 - 08:00
Una delle domande che frequentemente, specie nel periodo estivo, diventa preponderante è quella relativa alla formazione della sabbia. Come si forma la sabbia?

Alcuni di voi hanno passato molte settimane in vacanza, magari al mare. E qualcuno, forse, pigramente sdraiato al sole si è chiesto “ma da dove viene la sabbia che forma le spiagge?”. E perché si è ammucchiata tutta lì? Le spiagge si formano nei millenni, per l’accumulo di sedimenti portati in prevalenza dai fiumi. I corsi d’acqua dolce portano nei mari sabbie e detriti che vengono poi distribuiti dalle correnti e dalle onde lungo i litorali.

SPIAGGIA IN ADRIATICO: tipiche spiagge “costruite” dall’apporto sabbioso dei fiumi sono quelle adriatiche, molto estese e con sabbia sottileL’aspetto di un lido dipende comunque dalla forma della costa. Se questa è alta e rocciosa l’arenile sarà formato dalle rocce, poi sgretolate dalle onde in grani più o meno fini provenienti dall’erosione e dai crolli della scogliera stessa. Calette e insenature di questo tipo, con ciottoli arrotondati, si trovano in Liguria.

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Limone: si può mangiare la buccia?

Mar, 07/09/2019 - 07:00

Quando andiamo al supermercato troviamo diversi tipi di limoni, di qualità e prezzi diversi.

Il limone è un agrume che si trova disponibile quasi tutto l’anno, non solo perché viene conservato, ma anche perché le piante sono tra le poche in grado di fare più fioriture, fornendoci nuovi raccolti che, a seconda della tipologia di pianta, maturano in inverno, in autunno ma anche in primavera.

Leggere bene l’etichetta

Al supermercato, quando si acquistano i limoni, così come tutta la frutta e la verdura, è bene però leggere sempre con attenzione l’etichetta e le diciture dei cartelli sugli espositori. Si possono scoprire notizie interessanti e utili, come ad esempio la provenienza, che ci può aiutare a fare una spesa il più possibile a “km zero”, dato che in Italia questo tipo di agrume non manca. Secondo dati Istat, in Italia ogni anno si producono più di 400 mila tonnellate di limoni, molti dei quali hanno ottenuto negli anni certificazioni di qualità, come ad esempio il marchio IGP.

La buccia del limone

Spesso la buccia del limone viene usata in cucina, grattugiata, in infusione con the o tisane, candita o usata per preparare cocktail o il famoso limoncino. Anche se spesso non ci si fa caso, non sempre la buccia del limone si può mangiare o usare per questi scopi. In etichetta infatti si trova anche la dicitura “edibile” o “non edibile” ed è importante cercare questa informazione perché è anche utile per la salute.

Alcune volte non è così semplice scoprire questo dato, soprattutto quando si comprano i limoni sfusi, sia al supermercato che al mercato: in questo caso solitamente l’indicazione è sull’etichetta che riporta il prezzo. Si tratta di indicazioni scritte solitamente in piccolo, però è bene farci caso e, nel caso in cui non si trovi, è bene richiederla al negoziante.

Buccia “non edibile”: cosa significa?

Quando sull’etichetta è riportata la dicitura “buccia non edibile”, significa che la buccia non si può mangiare o usare in cucina, nemmeno se ben lavata. Il limone, in questo caso, dopo la raccolta, è stato sottoposto ad un trattamento, in genere con un prodotto antimuffa o che migliora l’estetica della buccia e che ha un certo grado di potenziale tossicità. In genere è indicato anche il tipo di prodotto usato, con una sigla preceduta dalla lettera E, come si fa con gli additivi alimentari.

Si tratta di trattamenti autorizzati, che per la loro quantità ridotta e per il fatto che sono realizzati sui limoni già raccolti, dovrebbero mantenere una pericolosità limitata alla sola buccia e non penetrare nel frutto. Per questo quindi non si deve mangiare, usare in cucina o anche in infusione (ad esempio nel the o per fare liquori). Se si vuole usare la buccia, è meglio prediligere i limoni che hanno l’indicazione “buccia edibile” o “buccia commestibile”.

Buccia “edibile”

La dicitura “buccia edibile” indica che la buccia si può mangiare, perché questo tipo di trattamento post raccolta non è stato realizzato o è stato fatto con prodotti che sono stati classificati come non tossici. Anche questi prodotti sono indicati con una sigla preceduta dalla lettera E.

Anche se riporta la dicitura “buccia edibile”, può darsi che il limone abbia subìto, durante la permanenza in campo, qualche altro tipo di trattamento durante l’anno, così come previsto dai disciplinari dei vari tipi di coltivazione di riferimento.

I trattamenti possono essere anche molto pochi o di minor impatto per l’ambiente, come nel caso del biologico. Questo è un altro elemento che possiamo conoscere dall’etichetta. La legge prevede che il termine “biologico” possa essere usato solo dopo aver ottenuto una certificazione da un ente accreditato che controlla il rispetto del disciplinare, e tutto questo deve essere indicato in etichetta, con tanto di numero per poter risalire al lotto di produzione.

L’etichetta, sempre lei… meglio leggerla bene

Come i limoni, anche molti altri agrumi hanno questa indicazione sulla buccia perché subiscono questi trattamenti, così come molti altri tipi di frutta subiscono lavorazioni simili. Il consiglio è di leggere sempre bene l’etichetta per capire il modo in cui sono prodotti e poter scegliere in maniera consapevole. In questo video abbiamo raccolto qualche consiglio dell’agronomo Francesco Beldì su come fare la spesa e come scegliere frutta e verdura.

Foto di Hans Braxmeier da Pixabay

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Unesco: le colline del prosecco patrimonio umanità

Lun, 07/08/2019 - 21:00

«Le colline del prosecco» di Conegliano e Valdobbiadene «da oggi sono Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’Unesco. Grazie alla loro bellezza paesaggistica, culturale, agricola unica e al gran lavoro promozionale di squadra del sistema-Paese». Lo ha annunciato su Twitter il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi tramite una nota della Farnesina.

«Le splendide Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene sono da oggi il 55° sito italiano iscritto nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’Unesco. Con la decisone dell’apposito Comitato di selezione Unesco, si riconosce il valore universale di un paesaggio culturale e agricolo unico, scaturito da una straordinaria, sapiente interazione tra un’attività produttiva di eccellenza e la natura di un territorio affascinante», conferma il ministro Moavero.

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“Scamp the Tramp” vince la gara dei cani più brutti del mondo

Lun, 07/08/2019 - 16:00

Una gara che vuole portare l’attenzione sulla necessità di salvare e adottare cani abbandonati o trovati in strada: è questo lo spirito del World’s Ugliest Dog Contest, che si è svolto a Petaluma, in California.

Il vincitore dell’edizione 2019, che ha sconfitto altri 18 concorrenti, è “Scamp the Tramp“.

La sua padrona, Yvonne Morones ha vinto la partecipazione con Scamp in una puntata del programma televisivo Today, 1.500 dollari in contanti e altri 1.500 da donare a un rifugio per animali, e – per finire – un gigantesco trofeo.

Scamp viene da Compton, nella contea di Los Angeles, ed è stato adottato da Morones nel 2014 dopo che lei lo aveva visto su Pet Finder.

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Debito Pubblico: vicino a noi, vicinissimo…

Lun, 07/08/2019 - 15:00

Una di queste riguarda il debito pubblico.

Quanto incide il debito pubblico sul rapporto con la nostra banca?

Il debito pubblico continua ad aumentare. Secondo gli ultimi dati BankItalia ad aprile il debito delle amministrazioni pubbliche è aumentato di 14,8 miliardi rispetto al mese precedente, raggiungendo quota 2.373,3 miliardi. Un onere che grava per circa 40 mila euro su ogni italiano. Sin dalla nascita.

Sono numeri naturali, se aumenta la spesa pubblica e di contraltare non aumentano le entrate (tasse), i numeri citati sono destinati a salire.
Se normalmente entrano 8 e ne spendo 10 ho un debito di 2 annuale, se la spesa da 10 passa a 12 e le mie entrate sono sempre 8, il debito aumenta a 4.

Ma tutto ciò che significa? Quali sono gli effetti del debito dello Stato sui risparmiatori? Cosa significa che ogni famiglia ha un debito, in media, di 93 mila euro?

I temi economici sono complessi da spiegare, perché è difficile appassionarsi ad essi e perché i termini usati per trattarli sono sempre troppo tecnici. Inoltre ogni concetto è collegato a un altro, cosi ogni nozione diventa propedeutica. Troppa roba da capire.

Mettiamoci nei panni di una casalinga che viene a contatto con la notizia di cui sopra, penserà che l’Italia giustamente va a rotoli ma, effettivamente, si chiederà “cosa mi cambia?” “cosa può succedere?”

Il debito pubblico è il dramma dell’Italia, forse di tutta l’Europa. Al giorno d’oggi questo può essere finanziato solo dalle banche perché i risparmiatori non se lo comprano più.

Finanziando il debito pubblico le banche forniscono una stampella allo Stato, un aiutino. Il Governo finanzia il proprio debito (non gratuitamente), le banche si guadagnano la simpatia del governo.

Senza uscire dal tema, possiamo affermare che questi favori delle banche spiegano anche qualche svista degli organi di controllo sui numeri di bilancio di quest’ultime o su alcune procedure. Ma comunque le banche, tutte le banche, se potessero, eviterebbero di comprare debito pubblico. Come ha deciso di fare, saggiamente, Unicredit guidata da monsieur Mustier che non ha nessun vincolo emotivo con il nostro paese e che, se potesse, consegnerebbe domattina la banca in mano ai francesi

Ma ritorniamo a noi. Quali sono le conseguenze sui nostri risparmi e sui nostri investimenti da questo rapporto banche-Stato?

Essendo gli istituti di credito “costretti” ad acquistare il debito italiano, possono prendere decisioni drastiche: chiudere i rubinetti del credito, aumentare i tassi d’interesse sui finanziamenti, rincarare i prezzi dei loro i servizi perché quello che perdono da un lato (i titoli pubblici non rendono nulla) lo devono recuperare da un’altra parte.

Ecco cosa cambia ai risparmiatori se il debito pubblico sale tanto da mettere alle strette una banca: perdono di tasca propria. Il debito comincia a riguardarci sul serio.

Per evitare brutte sorprese vi consiglio di scegliere la banca evitando quelle troppo esposte con lo Stato, che hanno comprato più debito.

Vi fornisco orientativamente una tabella, frutto di un’analisi del 2018 dell’IESEG, sull’esposizione delle principali banche italiane ed europee al nostro debito.

Evitate le prime e ricordate che il mondo della finanza che ci sembra cosi lontano è vicino a tutte le cose che facciamo.

Foto di Tumisu da Pixabay

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