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Aggiornato: 21 min 14 sec fa

Vitamina D, il segreto del benessere

Dom, 04/14/2019 - 02:52

La vitamina D è una vitamina molto particolare, che a differenza delle altre funziona come un ormone, e ogni singola cellula del nostro corpo ha dei recettori dedicati. Questa preziosa vitamina tra l’altro regola la quantità di calcio nel sangue, e migliora il suo assorbimento. È dunque vitale per rinforzare le ossa a ogni età, e specialmente nei bambini e negli anziani. Un recente studio ha inoltre verificato che aiuta anche a prevenire l’asma causata dall’inquinamento atmosferico, mentre sono noti i suoi influssi sull’umore. La vitamina D si trova in pochissimi alimenti, ma è prodotta naturalmente dal corpo, che estrae la vitamina D dal colesterolo se la luce colpisce direttamente la pelle almeno mezz’ora al giorno. La luce che filtra attraverso le finestre è invece inutile allo scopo. 

A causa di uno stile di vita sedentario o comunque sempre circoscritto al chiuso di casa, scuola, auto o palestra, si stima che circa la metà della popolazione mondiale ne assuma o ne produca troppo poca, mentre un miliardo di persone ne è gravemente carente. 

I sintomi più comuni sono stanchezza, malattie frequenti, dolori agli arti e alla schiena, depressione, perdita di capelli.

Se dell’assunzione di integratori non è bene fare un’abitudine, visti gli effetti collaterali anche molto gravi a cui sono associati (ne abbiamo parlato anche su People For Planet), si può tener conto di alcuni fattori. Prima di tutto il tempo di esposizione minimo di mezz’ora varia a seconda dell’inquinamento dell’aria, naturalmente dalla latitudine in cui viviamo e dunque dalla media di giornate soleggiate, e anche dalla quantità di melanina nel nostro corpo: più siamo scuri di carnagione e meno vitamina D assorbiamo. Allo stesso modo lavorano le creme solari, bloccando i raggi solari e dunque anche questo effetto positivo sul nostro organismo (comunque è giusto usarle in estate, oppure dopo una mezz’ora di esposizione diretta negli altri periodi dell’anno). 

Se siamo costretti a uscire poco, possiamo aiutarci con l’alimentazione: il pesce grasso come il salmone e il tonno, l’uovo e l’olio di fegato di merluzzo sono tutti ricchi di questa vitamina. Tra le alternative vegetariane ci sono i funghi, gli spinaci, la soia.

Immagine di copertina: Disegno di Armando Tondo

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Come compiere miracoli e altre cose facili da fare

Sab, 04/13/2019 - 15:00

Prima puntata

Grazie alle scoperte della medicina e della scienza più in generale, abbiamo oggi un modello dei rapporti tra mente e corpo decisamente diverso da quello accademico degli anni ’70.
Quarant’anni fa si discuteva ancora sulla possibilità che emozioni e pensieri influenzassero la salute del corpo. Oggi nessuno ha più dubbi. 

Bruce H. Lipton, in La biologia delle credenze, riassume in modo chiaro e appassionante queste scoperte e spiega che perfino a livello cellulare, corpo e informazioni sono inscindibili. Lipton però non si limita a questo, cerca di descrivere anche alcune caratteristiche del rapporto tra mente umana e salute fisica. Egli racconta (a pagina 151) la storia di Albert Mason, un giovane dottore inglese che usa l’ipnosi. Un giorno l’ipnotista visita un uomo e compie un errore grossolano di diagnosi: scambia una malattia genetica mortale per una semplice epidemia di verruche. Siccome ha guarito con l’ipnosi molte persone dalle verruche è sicuro di riuscirci anche con questo nuovo paziente. E in effetti ci riesce. Poi il medico curante del paziente lo informa che è riuscito a guarire un malanno che si considerava inguaribile. L’evento ha un grande risalto nel mondo medico perché sulla diagnosi si erano espressi vari specialisti, quindi non c’erano dubbi sul fatto che il paziente fosse realmente affetto da quella malattia mortale. Forte di questo risultato stupefacente il medico inizia a curare con l’ipnosi altre persone colpite dalla stessa malattia ma con suo grande stupore non ottiene nessun’altra guarigione.

Una situazione analoga è mostrata, alla rovescia, da una serie di ricerche che raccolgono documentazioni ospedaliere su migliaia di casi di decorsi positivi e anormali di svariate malattie gravi.
In sostanza questi ricercatori vanno a caccia di guarigioni miracolose certificate da diagnosi affidabili.
Si sa che questi casi esistono, anche se hanno un’incidenza bassissima, ad esempio ho letto che le remissioni spontanee dei tumori sarebbero 1 ogni 10.000 casi (fonte Odifreddi).

Dopo aver individuato le guarigioni improbabili questi ricercatori vanno a intervistare i miracolati e scoprono che hanno utilizzato centinaia di sistemi diversi per guarire.
Alcuni sistemi sono assolutamente assurdi, come buttarsi nell’acqua ghiacciata all’alba o frequentare imbroglioni conclamati. Altri ex malati non hanno fatto nulla di particolare, hanno seguito le cure standard che i medici avevano prescritto (pur sapendo che non avrebbero funzionato).
Ma tutti questi pazienti che per la medicina NON avevano nessuna speranza di guarigione, avevano però una caratteristica in comune: erano convinti di aver trovato il sistema perfetto per guarire.
Visto che i sistemi usati per guarire sono stati tantissimi e che nessun sistema ha guarito più di una manciata di casi, vuol dire che non importa tanto che cosa fai per curarti, quanto invece il tuo livello di convinzione di aver trovato la cura giusta, il medico giusto, il mago giusto.
L’importante è il livello e la qualità della convinzione. Incredibilmente la cura scelta è secondaria… Guarisce la medicina vera quanto un placebo (una medicina finta).
Ovviamente questo non vuol dire che se sei assolutamente convinto di non morire non morirai. Sarà certamente morta molta gente che era convintissima di farcela. Prima o poi si muore, finora nessuno dei grande maestri mistici che vendevano l’immortalità è sopravvissuto (questo è un fatto).
Però sappiamo che NESSUNA persona che pensava che non ce l’avrebbe fatta a sopravvivere è poi sopravvissuta!
La convinzione di aver trovato la cura giusta non dà la certezza di guarire ma è una condizione indispensabile perché ci sia una possibilità di guarigione.

Entrambi gli esempi concorrono a buttare al cesso il Pensiero Positivo che sostiene che è sufficiente pensare che tutto vada bene perché non ti possa capitare niente di male.
Non solo pensare positivo non dà la certezza che le cose vadano bene, perché c’è sempre l’entropia e la sfiga statistica con le quali fare i conti, ma per giunta limitarsi a sorridere e a dire “tutto va bene” non serve a un cazzo se non impari a fare una cosa ben più complessa che pensare positivo.
Ed è interessante capire che nessuno è in grado di spiegare come sia esattamente questo qualche cosa che DEVI fare con la mente. Chi ha sperimentato questo stato forse è in grado di riconoscerlo ma appare difficilissimo spiegare a un altro essere umano cosa si fa.
È da notare poi che questo stato della mente, che influisce positivamente sulla salute, non è sovrapponibile automaticamente con l’estasi mistica, il nirvana, il satori, l’illuminazione…
Le persone che guariscono inaspettatamente sono di tutti i tipi e i religiosi non sono più numerosi rispetto al resto della popolazione.
Per indicare questo stato mentale che può far guarire possiamo dire che si tratta di focalizzare il tuo atteggiamento positivo in modo esatto. Ma non sappiamo spiegare cosa voglia dire di preciso questa definizione.
Questo è molto importante: nella nostra cultura mancano proprio le parole e i concetti per descrivere le particolarità di questo stato mentale (e qui potremmo aprire una grande parentesi filosofica, che non aprirò sennò ci perdiamo).

Possiamo solo cercare di tracciare i confini di questo stato mentale grazie a un gran numero di ricerche. Ad esempio, alcuni scienziati cattivi hanno preso tre gruppi di topolini. Il primo gruppo viene lasciato vivere in pace.
Alla gabbia dove vive il secondo gruppo di topolini ogni tanto viene somministrata, a caso, una scossa elettrica.
Un terzo gruppo di topi subisce anch’esso scosse elettriche random ma ha la possibilità di bloccare le scosse elettriche salendo su un grosso pulsante.
Il fatto curioso è che questo terzo gruppo di topi, che sono sottoposti a ripetute esperienze traumatiche e dolorose, vivono più a lungo sia dei topi elettrificati senza possibilità di reagire che dei topi che vengono lasciati in pace a rosicchiare sementi e formaggio.
Quindi la possibilità di affrontare le difficoltà e superarle è un fattore determinante per il benessere. Ed è determinante per la salute il livello si successo che ottieni nella vita. Gli attori che vincono l’Oscar vivono mediamente 5 anni di più di quelli che non l’hanno vinto.
Ormai sono molte le ricerche che dimostrano che le persone socievoli, collaborative e ottimiste vivono mediamente più a lungo dei rissosi solitari.
E la categoria sociale che vive più a lungo non sono i miliardari ma gli artisti e gli scienziati, probabilmente perché hanno meno paura di essere derubati, sono meno competitivi e continuano a far lavorare il cervello e ad avere intense relazioni umane anche in tarda età.
Un’altra caratteristica di artisti e scienziati è che la loro esistenza, per quanto possa essere competitiva, non ha al centro scontri diretti con concorrenti e avversari ma la capacità di superare i propri limiti e sviluppare le proprie capacità, quindi si tratta di professioni meno stressanti degli imprenditori che hanno sfondato. Se faccio ridere ho successo e non sono danneggiato in nessun modo da un altro attore capace di far ridere.

Alcuni uomini hanno poi vissuto esperienze che sembrano smentire tutte le idee su come sia possibile vivere in buona salute.
E come hanno fatto Mandela e Pepe Mujica, il presidente uruguaiano, a sopravvivere a detenzioni lunghissime in condizioni spaventose?
Secondo i dettami della macrobiotica o del veganesimo dovevano morire alla svelta.
E non sono casi unici: i sopravvissuti dai campi di sterminio e dalle tante carceri inumane della storia ci testimoniano che il potere della mente è enorme.

È ovvio che se voglio mantenere in buona salute il mio corpo e la mia mente è molto importante che io respiri correttamente aria pura, mangi lentamente cibi equilibrati e naturali e tenga il mio corpo in movimento.
Ma è interessante osservare che una persona posta in una situazione estrema riesce a volte a sopravvivere mangiando schifezze e respirando aria fetida.
Ovviamente questa capacità di sopravvivere a condizioni disastrose dipende da molti fattori: costituzione fisica, predisposizione genetica, differenze comportamentali, alimentazione e altre concause. Se vivo a Taranto, mangio solo fast food, 3000 calorie al giorno, sono disoccupato, mia moglie m’ha lasciato, fumo 40 sigarette senza aprire mai la finestra e ho i mobili di casa che trasudano colla alla formaldeide le mie probabilità di sopravvivere sono inferiori.
Al momento la ricerca medica non è ancora stata in grado di tracciare identikit comportamentali, sociali e psicologici. Quando la ricerca sulla salute si libererà della dittatura chimica delle case farmaceutiche scopriremo molte cose. Ma, fin d’ora, possiamo osservare che il ruolo della mente è potente.

Come ho detto il discorso fin qui fatto è una mappa degli atteggiamenti mentali che sono indispensabili per focalizzare la propria mente in modo positivo. Ma è una mappa che indica solo i contorni di una foresta sconosciuta.
Molti ricercatori si sono spremuti le meningi per trovare il modo di portare le persone a far lavorare il proprio cervello nel modo migliore, ottenendo così vantaggi per la salute, le relazioni e la felicità della gente.
Ma è evidente che nessuno c’è ancora riuscito.
Se ci fosse un metodo che funziona veramente la notizia farebbe il giro del mondo in pochi giorni.
Invece tutti i percorsi di guarigione fisica, psicologica o spirituale hanno lo stesso limite: nel migliore dei casi offrono reali vantaggi solo a una microscopica minoranza di persone.
In sostanza oggi l’Umanità sta sperimentando migliaia di ipotesi diverse senza averne ancora trovata una che dia risultati consistenti. Comunque questo è già un risultato. Visto che oggi i percorsi possibili sono migliaia e visto che ogni diverso approccio qualche manciata di risultati li offre, nel complesso è grandemente cresciuto il numero di persone che riesce a trovare una strada che calza a pennello e che alla fine porta dove vogliono andare.

Spero di aver creato in te un briciolo di interesse. Entrerò nei dettagli di questo discorso la prossima settimana.

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Arriva il pane all’acqua di mare. E’ senza sale, ma saporito e povero di sodio

Sab, 04/13/2019 - 15:00

 E’ preparato senza aggiunta di sale, ma è molto saporito perché fatto con acqua di mare, ricca di minerali naturali. E’ il pane all’acqua di mare già proposto con successo da alcuni panifici vesuviani, e approdato ora nella grande distribuzione, per il momento solo nei supermercati napoletani della catena Sole 365.

Un alimento che suscita grande curiosità, che porta con sè tutta la suggestione della cultura mediterranea. I vantaggi rispetto al pane comune sono notevoli. In primo luogo, la drastica riduzione del sodio, che lo rende ideale per chi deve seguire una dieta povera di sale, ma anche la presenza di minerali essenziali: magnesio, iodio, potassio, ferro e calcio.

E considerato che è il cibo più basilare, può fornire una preziosa integrazione all’alimentazione quotidiana, andando incontro al tempo stesso ad una platea di consumatori sempre più attenta alla salute.

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Ortopedia e riabilitazione muscolare: gli ospedali a cui rivolgersi

Sab, 04/13/2019 - 08:25

Leggi qui gli altri articoli sulle eccellenze sanitarie in Italia

Rappresenta l’apparato più voluminoso del corpo umano, con il suo 80% circa di peso complessivo: è il sistema muscoloscheletrico (o locomotore), è costituito da ossa, cartilagini, muscoli, tendini e legamenti e le sue funzioni principali sono quelle di sostenere il corpo e di permettergli di muoversi, facendo al contempo anche da scudo difensivo. Diverse sono le aree specialistiche che si occupano di questo apparato: ortopedia e traumatologia, reumatologia, chirurgia vertebrale e riabilitazione motoria. Quest’ultima è l’area terapeutica che si occupa in particolare di seguire persone con disabilità e pazienti che necessitano di un processo di rieducazione mirato al recupero delle facoltà motorie e alla prevenzione di ulteriori complicanze in seguito a traumi, lesioni o interventi chirurgici.

Per sapere quali sono in Italia i migliori ospedali per quanto concerne le aree dell’ortopedia, della traumatologia e della riabilitazione abbiamo stilato una breve classifica dopo aver consultato il portale www.doveecomemicuro.it, motore di ricerca sulla salute a cui i cittadini possono far riferimento per mettere in fila le strutture migliori in base a specifici parametri (tra cui la vicinanza della struttura a casa propria).

Valutazioni istituzionali e parametri dettagliati

Nello stilare le classifiche delle strutture sanitarie migliori alle quali rivolgersi per una certa patologia oppure per sottoporsi a una visita specialistica o a uno specifico intervento chirurgico, il portale incrocia diverse informazioni (più di 800 mila) e si basa su valutazioni istituzionali (come quelle effettuate dal Programma nazionale valutazione esiti realizzato dall’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali per conto del ministero della Salute), di certificazioni provenienti da fonti scientificamente accreditate (tra cui il Centro Nazionale Trapianti e il Breast Center Certification), e su parametri dettagliati (numero dei ricoveri, tassi di mortalità, casi in cui è stato necessario un secondo intervento, ecc).

La classifica dei migliori centri per ortopedia e riabilitazione

Quali sono allora le migliori strutture per ortopedia, traumatologia e riabilitazione? La classifica dei primi 10 centri che vi proponiamo tiene conto, oltre che dei parametri già descritti, delle valutazioni sulle aree specialistiche effettuate dagli utenti (e, quindi, suscettibili di variazioni nel tempo anche frequenti). 

1. Ospedale Mater Salutis, Ospedale a gestione diretta

2. Casa di Cura Giovanni XXIII Casa di Cura Giovanni XXIII, Casa di Cura privata accreditata SSN 

  • via Giovanni XXIII, 7 – 31050 Monastier di Treviso (TV) 
  • per info e prenotazioni chiamare il numero 0422 896739
  • sito web https://www.giovanni23.it/
  • aree specialistiche: ortopedia e traumatologia; riabilitazione ortopedica

3. Casa di Cura Villa Serena di Città Sant’Angelo, Casa di Cura privata accreditata SSN

  • viale L. Petruzzi, 42 – 65013 Città Sant’Angelo (PE)
  • per info e prenotazioni chiamare il numero 085 95901
  • sito web https://www.villaserena.it/
  • aree specialistiche: ortopedia e traumatologia; riabilitazione ortopedica

4. Ospedale San Giovanni Calibita Fatebenefratelli, Ospedale privato equiparato pubblico

5. Humanitas Gavazzeni Humanitas Gavazzeni, Ospedale privato accreditato SSN

  • via Mauro Gavazzeni, 21 – 24125 Bergamo (BG)
  • per info e prenotazioni chiamare il numero 035 4204111
  • sito web https://www.gavazzeni.it/
  • aree specialistiche: ortopedia e traumatologia; riabilitazione ortopedica; reumatologia; chirurgia vertebrale

6. Ospedale Sacro Cuore Don Calabria, Ospedale privato equiparato pubblico

  • via Don Semprebon, 5 – 37024 Negrar (VR)
  • per info e prenotazioni chiamare il numero 045 6013111
  • sito web https://www.sacrocuore.it/
  • aree specialistiche: ortopedia e traumatologia; riabilitazione ortopedica; reumatologia

7. Casa di Cura Policlinico di Monza, Casa di Cura privata accreditata SSN

  • via Amati, 111 – 20900 Monza (MB)
  • per info e prenotazioni chiamare il numero 039 2027222
  • sito web https://www.policlinicodimonza.it/
  • aree specialistiche: ortopedia e traumatologia; riabilitazione ortopedica; reumatologia

8. Ospedale di Circolo e Fondazione Macchi, Azienda Ospedaliera

9. Casa di Cura Villa Igea di Acqui Terme, Casa di Cura privata accreditata SSN

  • strada Moirano, 2 – 15011 Acqui Terme (AL) 
  • per info e prenotazioni chiamare il numero 0144 311034
  • sito web http://www.villaigea.com/
  • aree specialistiche: ortopedia e traumatologia; riabilitazione ortopedica; reumatologia

10. Ospedale Paolo Dettori, Ospedale a gestione diretta

Fonte immagine: fernando zhiminaicela da Pixabay

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Stop plastica, a studenti Roma Tre 30.000 borracce in acciaio

Sab, 04/13/2019 - 07:00

All’Università degli Studi Roma Tre arriva la borraccia per salvaguardare l’ambiente e dire addio alla plastica. L’Ateneo capitolino è così tra le prime università italiane a distribuire gratuitamente a tutti i suoi studenti ben 30.000 borracce di acciaio inossidabile per l’acqua ribadendo un sonoro “stop all’uso delle bottigliette di plastica“, circa 10.000 consumate ogni giorno nell’Ateneo.

Da oggi ogni studente potrà ritirare la sua nuova ‘bottiglietta ecologica’ negli 8 punti di distribuzione allestiti presso l’università. L’iniziativa “The message is the bottle”: Roma Tre dice stop alla plastica, pensata proprio giocando sul titolo del celebre brano dei Police, è stata lanciata questa mattina nell’Aula Magna di Roma Tre dal Rettore Luca Pietromarchi alla presenza dell’attore Neri Marcorè, dell’inviato della trasmissione ‘Le Iene’ Giorgio Romiti e del Direttore di Greenpeace Giueseppe Onufrio.

“Durante gli esami – spiega Luca Pietromarchi, Rettore dell’Università Roma Tre – abbiamo visto che gli studenti tirano fuori il telefonino, un libro e l’immancabile bottiglietta di plastica d’acqua e automaticamente le nostre aule sono diventate delle foreste di plastica: così e’ nata questa nostra iniziativa, seguendo inoltre la Strategia Europea sulla plastica che vieterà a partire dal 2021 la vendita di moltissimi articoli in plastica monouso”. “Invitando a non usare bottigliette di plastica miriamo ad un risparmio di circa 10mila bottigliette ogni giorno” per Pietromarchi infatti “l’università ha la missione di pensare al futuro dei suoi studenti” e “Roma Tre questo futuro lo vuole pensare più sostenibile e più pulito”.

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Torino in bici: meno scossoni con i “cuscini berlinesi” in zona 30

Sab, 04/13/2019 - 02:35

I “cuscini berlinesi” sono dissuasori della velocità che svolgono la tradizionale funzione di rallentamento delle auto in arrivo, ma senza intralciare le biciclette. È così proprio grazie alla loro forma, solitamente quadrata, che permette di posizionarli al centro della carreggiata senza quindi occuparla tutta. Torino ha avviato la sperimentazione in una nuova Zona 30.

I nuovi dossi stradali saranno installati in via San Quintino, in corrispondenza dell’attraversamento pedonale di via XX Settembre. La nuova Zona 30 è quella del quadrilatero tra i corsi Vittorio Emanuele II, Re Umberto, Matteotti e via Volta e si inserisce nel progetto più ampio di collegamento ciclabile tra le stazioni di Porta Nuova e Porta Susa.

Si legge nel Comunicato stampa del Comune: «Questi elementi di moderazione del traffico – spiega l’assessora alla Viabilità Maria Lapietra – verranno sperimentati a seguito del parere positivo del Ministero che ne ha autorizzato la messa in opera. Intendiamo utilizzarli per le nuove zone 30 e nella ridefinizione di quelle di vecchia istituzione dove la sola segnaletica quasi mai è sufficiente a limitare la velocità dei veicoli. Si tratta di un’importante innovazione sul tema della sicurezza stradale e verso la costruzione di una città sempre più attenta alla mobilità dolce».

Il nome dei cuscini deriva dal fatto che sono stati sperimentati per la prima volta a Berlino, si sono poi diffusi soprattutto nelle strade dei Paesi del Nord Europa, per fare la loro comparsa negli ultimi anni anche nei comuni italiani. Possono essere posizionati singolarmente o in coppia in base alla sezione stradale, in modo da agire sulle varie categorie di veicoli. Le auto non possono evitarli quindi sono costrette a rallentare, ma le biciclette possono farlo transitando a lato dei cuscini; stesso discorso per gli autobus, ad esempio, che possono transitare posizionando le ruote ai due lati di esso riducendo il disagio per i passeggeri, e per i mezzi di soccorso come le ambulanze, che evitando il dosso possono così proseguire senza rallentamenti.

Le caratteristiche di questi dossi li rendono particolarmente efficaci appunto nelle Zone 30, dove purtroppo spesso non è sufficiente un cartello ad assicurare a cittadini, commercianti e ciclisti una città più vivibile e una mobilità esclusivamente lenta in cui il traffico motorizzato è notevolmente ridotto, se non del tutto escluso, a favore e tutela di pedoni e biciclette.

Immagine di copertina: fonte : Flickr

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Efficienza energetica in casa: quali lavori realizzare

Ven, 04/12/2019 - 19:00

Risparmiare energia è oggi sempre più importante, per imprese e privati. Grazie ad interventi edili e altri semplici lavori è possibile realizzare diversi miglioramenti e consumare meno energia, tutto questo senza rinunciare al comfort. Quali sono questi interventi? In questo articolo vediamo insieme alcune soluzioni utili per la tua casa.

I pannelli solari per energia pulita

Un modo per contribuire alla riduzione di CO2 e produrre energia pulita è installare dei pannelli solari. Grazie a questa tecnologia è possibile utilizzare i raggi solari per trasformarli in energia elettrica per la casa. Questi impianti hanno un elevato investimento iniziale che, però, potrà essere ripagato nel giro di pochi anni grazie alla riduzione delle bollette. Consigliata la versione con accumulo, che ti permette di immagazzinare l’energia prodotta durante il giorno e utilizzarla anche in assenza di sole.

Il solare termico per acqua calda

Un altro progetto collegato ai pannelli solari è il solare termico. Con questo impianto è possibile utilizzare l’energia solare per produrre acqua calda sanitaria ecosostenibile. È possibile collegare a questo sistema anche gli impianti di riscaldamento e non dover più consumare energia per riscaldare l’acqua necessaria nella tua abitazione.

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Dal 13 aprile sugli schermi di tutta Italia e di molti paesi esteri va in onda l’Ecofuturo

Ven, 04/12/2019 - 16:29

Chi dice che per il Pianeta e per gli umani riconvertire l’economia lineare dello spreco all’economia circolare è un solo un costo, afferma una cosa inesatta e fa proprio il punto di vista dei petrolieri, dei cementificatori, dei produttori di usa e getta e di molti altri che hanno prosperato nell’economia dell’eccesso e dello sfruttamento.

Noi di Ecofuturo vi dimostreremo -nelle otto puntate- che per tutti gli altri, ovvero per il 99% della popolazione, passare all’era delle rinnovabili, del riuso, del rispetto per l’ecosistema è un guadagno e non indifferente.

Si guadagna in libertà perché l’energia rinnovabile è democratica e non sarà più appannaggio di pochi potentati.

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Il programma sarà distribuito attraverso il circuito di emittenti di Fox Production & Music e attraverso ilFattoQuotidiano.it, oltre a tutta la rete web e social di Ecofuturo.

Prima puntata in onda sabato 14 aprile 2019

Scarica qui l’elenco delle emittenti del circuito con gli orari di messa in onda della trasmissione

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Ecco il vincitore del World Press Photo 2019

Ven, 04/12/2019 - 16:00

Dal 1955 il World Press Photo Contest ha riconosciuto fotografi professionisti di tutto il mondo per le migliori immagini che hanno contribuito alla storia giornalismo visivo.

Da quest’anno, per dare maggiore visibilità alle storie nel mondo, sono stati introdotti tre nuovi importanti premi per i concorsi del 2019. Al pari della World Press Photo of the Year, è stato anche premiato il World Press Photo Story of the Year, il World Press Photo Interactive of the Year e il World Press Photo Online dell’Anno.

World Press Photo of the Year
Crying Girl on the Border
John Moore, United States, Getty Images.

Scattata il 12 giugno 2018 al confine fra Usa e Messico.

Come si legge nel sito ufficiale: The World Press Photo of the Year honors the photographer whose visual creativity and skills made a picture that captures or represents an event or issue of great journalistic importance in that year.

Visita il sito ufficiale per vedere tutte le foto

Fonte foto copertina World Press Foto

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Il necessario coraggio di odiare

Ven, 04/12/2019 - 15:00

Forse neppure nelle fantasie più audaci si sarebbe potuto immaginare un battibecco a distanza tra Jim Carrey e Alessandra Mussolini, eppure la realtà ha avuto come sempre il sopravvento. Ad un primo tweet dell’attore canadese contenente una vignetta con Mussolini e la Petacci a testa in giù, quale memento sul dove il fascismo abbia storicamente mostrato di condurre le persone, ha risposto la pronipote del dittatore italiano con un asciutto “You are a bastard”. La chiosa l’ha poi fornita di nuovo l’attore: “[Alessandra] può sempre capovolgere la vignetta, così può sembrare che suo nonno stia saltando di gioia”.

Se, per quanto con un notevole sforzo logico, si può riuscire a capire parte del sentimento della parlamentare italiana, davvero è difficile comprendere chi quel sentimento lo ha appoggiato e sostenuto, specie nel nostro Paese – un luogo nel quale si agita lo spauracchio dialettico del “politicamente corretto” per coprire qualunque discussione attenga al quel mare di voci e pulsioni che è l’animo umano. Benito Mussolini è considerato il nonno di Alessandra solo in Italia, anzi forse solo nei talk show televisivi di questa nazione. Attraversato il confine, nessuno ha alcuna remora morale nel ritenere Mussolini un tiranno che ha causato una guerra infame. Di rimando, e per un ironico gioco degli specchi, ancora mi capita di ascoltare qualcuno, nel Belpaese, ricordare i carrarmati sovietici in Piazza Venceslao a Praga, durante la infausta occupazione sovietica del ‘68, come si fosse trattato di una normale scampagnata tipica della Guerra Fredda, un necessario e scontato atto di Realpolitik, mentre in Repubblica Ceca oggi nessuno esita a dire e a insegnare che si trattò di una occupazione odiosa e violenta da parte di un Paese straniero.

È un esperimento molto pericoloso, oltre che patetico, quello di abbassare la storia a servizio fotografico da rotocalco. La storia richiede studio profondo e il coraggio di sentimenti umani enormi: essa genera spesso amore, ma altrettanto spesso richiede l’odio – quest’ultimo un sentimento nobile che bisogna imparare a maneggiare e conoscere poiché, nel corso della vicenda umana, ci aiuta a mantenere la barra a diritta anche nella tempesta più complicata.

Nel suo interessante primo romanzo, Benevolenza cosmica, edito da Adelphi, Fabio Bacà fa dire ad uno dei suoi personaggi: «[Quell’uomo] mi odia cordialmente. E a me tocca odiarlo di rimando. Sarebbe deontologicamente scorretto non odiare un individuo che ti disprezza: la reciprocità emotiva è uno dei cardini della stabilità psichica».

L’Italia è un paese in cui questo equilibrio emotivo scarseggia molto, non viene insegnato quasi per uno scrupolo etico, perché da sempre temuto e coperto da uno strato doppio del solito bigottismo nazionale che di tanto in tanto è addirittura assurto al rango di gentile complimento – basti pensare a quali fortune altalenanti abbia avuto, nel corso della nostra storia, la frase “sei un democristiano”.

L’odio verso chi ha odiato così tanto tutti gli altri da gettarli in guerra è figlio di quella ricerca di reciprocità emotiva che nobilita l’uomo, lo libera finalmente dal suo essere perennemente tiepido, gli fa vincere questo stato di torpore intellettuale che viene scambiato per buona educazione.

Fonti:

Bacà, Fabio. “Benevolenza cosmica”. Adelphi.

www.vanityfair.it

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I 100 anni del movimento Bauhaus

Ven, 04/12/2019 - 12:00

Il movimento Bauhaus nacque a Weimar, in Germania, nell’aprile di cento anni fa, con il nome di Staatlitches Bauhaus. Era un istituto di istruzione artistica e restò aperto come tale solo per 14 anni, nei quali tra l’altro cambiò tre direttori e tre sedi. Dopo Weimar si trasferì a Dessau, dove oggi c’è l’edificio Bauhaus più famoso al mondo, e infine, prima di chiudere, si spostò per qualche tempo a Berlino. Nonostante la sua breve e difficile vita, il Bauhaus (o la Bauhaus, intesa come la scuola) ha lasciato un notevolissimo segno nell’arte e nella cultura mondiale.

Il movimento Bauhaus nacque il primo aprile 1919, quando l’architetto Walter Gropius ne parlò nel manifesto di una “mostra di architetti sconosciuti”. Gropius scrisse: «Tutti noi architetti, scultori, pittori dobbiamo rivolgerci al mestiere. L’arte non è una professione. Non c’è alcuna differenza essenziale tra l’artista e l’artigiano, l’artista è una elevazione dell’artigiano».

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Aprite l’anagrafe ai richiedenti asilo

Ven, 04/12/2019 - 12:00

Ricordate la protesta di sindaci e associazioni contro il “decreto Salvini” che, tra le altre cose, vieta l’iscrizione anagrafica dei richiedenti asilo? Un’ordinanza del Tribunale di Firenze, in seguito a ricorso di un richiedente asilo seguito dall’Asgi, ha affermato l’inesistenza del divieto, obbligando il sindaco di Scandicci all’iscrizione: la legge di fatto modifica soltanto la procedura semplificata per tale iscrizione. Una grande vittoria dal basso, con ricadute importanti nella vita di ogni giorno per migliaia di persone. Una notizia da far circolare il più possibile. Di seguito la lettera sulla residenza diffusa dalla campagna LascieteCIEntrare, con l’indirizzo per aderire.

Una formale richiesta di iscrivere all’anagrafe i richiedenti asilo è stata inviata a oltre novanta Comuni di Italia e all’Anci da una serie di associazioni che si battono sul tema dell’inclusione e dell’accoglienza. L’iniziativa che ha come obiettivo quello di chiedere ai sindaci di prendere posizione sulla questione del diritto ad una anagrafe, segue la recente sentenza di Scandicci in seguito a ricorso di richiedente asilo seguito dall’avvocato Consoli di Asgi che ha portato l’ordinanza del Tribunale di Firenze del 18 marzo 2019 dove si è affermata l’inesistenza del divieto di iscrizione anagrafica e l’obbligo al Sindaco di Scandicci, in questo caso, ad iscrivere un richiedente asilo.

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La donna che ha catturato l’invisibile. Katie Bouman e la foto del secolo

Ven, 04/12/2019 - 09:41

La prima immagine di un buco nero. Uno scatto che ha immortalato quell’anello, un turbinio di luce infuocata che rivela l’ombra di un’enorme massa di materia, un gigante nero al centro di una galassia conosciuta come M87, distante 55 milioni di anni di luce.

Katie Bouman, esperta di hardware e software, ha sviluppato l’algoritmo cruciale che ha aiutato a ideare il metodo capace di catturare uno dei misteri del cosmo. Un’impresa a lungo considerata impossibile. I buchi neri sono estremamente distanti e compatti, quindi scattare una foto a uno di loro non è un compito facile. Inoltre, i buchi neri per definizione dovrebbero essere invisibili, sebbene possano emettere un’ombra quando interagiscono con il materiale che li circonda.

L’immagine di questa giovane donna, compirà trent’anni il prossimo mese, che guarda al pc la foto che entra di diritto nella storia, è diventata virale sui social

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Assange: dall’accusa di stupro allo spionaggio. M5S “L’Italia intervenga”

Ven, 04/12/2019 - 08:54

Classe 1971, nato a Queensland (Australia), Julian Assange manifesta sin dalla sua adolescenza la passione per i computer e l’informatica. Al nome di Assange inevitabilmente si collega la nota organizzazione internazionale WikiLeaks che fece la sua prima apparizione nel 2006 e divenne poi celebre per le rivelazioni pubblicate sulla guerra in Afghanistan e Iraq e sul Campo di prigionia di Guantánamo. WikiLeaks nasce per chiedere e dare la trasparenza che i governi non assicurano. Garanzia di giustizia, di etica e di una più forte democrazia, nel periodo di attività, rende pubblici 251.000 documenti diplomatici statunitensi, molti dei quali etichettati come “confidenziali” o “segreti”. Giovedì 11 aprile, dopo 7 anni rifugiato nell’ambasciata dell’Ecuador, è stato arrestato a Londra dopo che il paese sudamericano ha revocato la concessione dell’asilo: Assange rischia l’estradizione negli Stati Uniti per l’accusa di spionaggio. Qui il video dell’arresto. [Fonte. ILFATTOQUOTIDIANO.IT] Ma Assange è anche molto sostenuto e apprezzato  livello mondiale, al punto di esser stato ripetutamente proposto per il Premio Nobel per la pace, per la sua attività di informazione e trasparenza.

Cosa si dice in Italia? Approfondiamo:

Wikileaks, Julian Assange arrestato a Londra nell’ambasciata dell’Ecuador. Wikileaks: ‘Violato il diritto internazionale’. Usa: ‘E’ accusato di pirateria informatica’. Julian Assange, fondatore di WikiLeaks, è stato arrestato nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra dopo che Quito ha revocato la concessione dell’asilo al giornalista australiano. Assange è stato  portato in custodia alla stazione centrale di Scotland Yard, poi in tribunale. Assange è stato riconosciuto colpevole immediatamente di fronte alla Westminster Magistrates Court di Londra di aver violato i termini della cauzione nel 2012 per non essersi presentato allora dal giudice ed essersi invece rifugiato nell’ambasciata dell’Ecuador. Per questo reato rischia una pena fino a 12 mesi di carcere nel Regno Unito (la sentenza precisa sarà definita più avanti) in attesa che le autorità britanniche decidano anche sulla richiesta di estradizione presentata dagli Usa. Continua a leggere…

Fonte: ANSA.IT

Assange, Di Battista: “Il governo lo sostenga o è scendiletto Usa”. E M5s: “Grave violazione diritto internazionale”. “Il governo italiano intervenga per Assange o non ci sarà differenza con gli scendiletto Usa che ci hanno governato negli ultimi trent’anni”. Alessandro Di Battista, ex deputato M5s e da alcune settimane lontano dai riflettori, ha deciso di esporsi dopo mesi di silenzio sulle vicende di cronaca e si è appellato all’esecutivo Lega-5 stelle perché difendano il fondatore di WikiLeaksarrestato consegnato a porte spalancate a Scotland Yard dall’ambasciata dell’Ecuador a Londra dopo quasi sette anni di asilo. La linea dell’ex parlamentare e leader dei 5 stelle è stata subito seguita dai compagni di partito. Tanto che in serata è stato pubblicato un post sul Blog delle Stelle in cui si condanna la “grave violazione del diritto internazionale”. Il sottosegretario agli Interni Carlo Sibilia ha anche fatto sapere di essere al lavoro per valutare se possibile l’estradizione in Italia, ma l’esito è stato negativo. Continua a leggere…

Fonte: ILFATTOQUOTIDIANO.IT

Chi è Julian Assange, il padre di WikiLeaks che gli Usa vogliono processare per cospirazione. L’arresto dell’11 aprile a Londra segna un nuovo capitolo nella saga di Julian Assange, l’attivista che lega la sua fama mondiale allo scandalo WikiLeaks: il portale specializzato nella diffusione di materiale diplomatico privato, salito agli onori delle cronache per la pubblicazione di 250mila documenti confidenziali delle autorità statunitensi . In realtà, la sua storia inizia ben prima del casus belli che lo ha reso una delle figure più controverse nella storia recente, fino al ritiro della protezione dell’Ecuador che lo consegnerà nelle mani della giustizia britannica, e forse, di quella degli Stati Uniti. Dalla passione per i computer a WikiLeaks. Continua a leggere…

Fonte: ILSOLE24ORE.COM

Fonte immagine copertina: RSI.CH

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“Basta clacson”, appello di una bimba indiana contro lʼinquinamento acustico

Ven, 04/12/2019 - 08:00

“Buongiorno, il mio nome è Minika Mishr, ho 11 anni, faccio la seconda media, sono di Mumbai e le chiedo di trovare una soluzione al rumore dei clacson“. Inizia così la lettera che una ragazzina indiana ha scritto ad Anand Mahindra, fondatore e amministratore delegato di una delle maggiori case automobilistiche indiane, chiedendogli di inventare qualcosa per ridurre l’inquinamento acustico. “Ho notato che molti automobilisti usano il clacson inutilmente — prosegue la lettera —, anche quando sono imbottigliati nel traffico: insomma, non capiscono che insistere non cambia nulla”. Di qui una serie di suggerimenti che, secondo lei, potrebbero funzionare da deterrente, come inserire nelle sue automobili un dispositivo che impedisca al clacson di attivarsi più di una volta ogni dieci minuti, e che limiti il suono a tre secondi.

Minika dice di amare andare in bici, raccogliere funghi, fare lunghi e viaggi e condanna i clacson “dannosi per l’ambiente”, visto che “sprecano energia e causano inquinamento”. Quindi una speranza: “Sarebbe bello se sperimentassi la mia idea sulle automobili della tua compagnia”. 

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Fonte immagine copertina: cntraveller.in

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I siti Unesco italiani raggiungibili in treno… se arriva puntuale!

Ven, 04/12/2019 - 05:07

Siamo il Paese con più siti Unesco, ben 54, di cui 33 raggiungibili in treno e per questo inseriti da Trenitalia in un Travel Book dedicato. Una soluzione comoda, sostenibile e veloce… ma il treno arriverà puntuale in stazione?

Basta dare un’occhiata veloce alla cartina geografica per rendersi conto che in effetti le mete a portata di treno, che ci risparmierebbero lo stress dell’utilizzo di un mezzo proprio, sono tantissime.

E allora perché scegliamo raramente il treno per viaggiare? La risposta è scontata: temiamo ritardi, scioperi, carrozze strapiene, imprevisti di vario genere che renderebbero il viaggio un incubo e ci rovinerebbero una giornata dedicata al relax. Sono scene ricorrenti, senza contare che in molti casi gli orari dei treni non sono a misura di turista. Insomma, non basta una serie di guide turistiche a far dimenticare le pecche della rete ferroviaria italiana e a farci acquistare subito un biglietto per la prossima gita lasciando l’auto parcheggiata nel cortile di casa; ma senza dubbio scegliere il treno significa diventare protagonisti di un turismo più sostenibile, teoricamente anche più comodo.

Le 33 bellezze Unesco presenti sul territorio del Belpaese – dicono da Trenitalia – si possono raggiungere grazie alla presenza di oltre 5mila collegamenti giornalieri del trasporto regionale e degli oltre 280 servizi quotidiani effettuati con le Frecce.

E allora facciamoci ingolosire dall’elenco delle mete inserito nel Travel Book e proviamo ancora una volta a fidarci. D’altra parte, l’imprevisto non è la regola.

  • Piemonte: Le residenze della casa Reale Savoia in Piemonte – Torino, Moncalieri e Racconigi; Sacri monti del Piemonte – Orta; I paesaggi vitivinicoli del Piemonte – Langhe-Roero e Monferrato; Ivrea – città industriale del XX secolo.
  • Lombardia: Mantova – la città.
  • Veneto: Venezia e la sua laguna; Vicenza – la città e le ville palladiane del Veneto; Padova – l’orto botanico; Verona – la città; Le Dolomiti; Siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino – Cerea e Peschiera del Garda.
  • Friuli Venezia Giulia: Opere di difesa veneziane tra XVI e XVII secolo – la fortezza di Palmanova.
  • Liguria: Le Cinque terre; Genova – le strade nuove e il sistema dei Palazzi dei Rolli.
  • Emilia Romagna: Ferrara – città del Rinascimento e il suo Delta del Po; Ravenna – i monumenti Paleocristiani; Modena – la Cattedrale, la Torre Civica e Piazza Grande.
  • Toscana: Firenze – il centro storico; Firenze – Ville e giardini medicei in Toscana; Pisa – la Piazza del Duomo; Siena – il centro storico.
  • Umbria: Assisi – la Basilica di S. Francesco e altri siti francescani; I Longobardi in Italia – la Basilica di S. Salvatore a Spoleto.
  • Lazio: Roma – il centro storico; Tivoli – Villa d’Este.
  • Campania: Napoli – il centro storico; La costiera amalfitana – Vietri sul mare; Pompei, Ercolano e Torre Annunziata – le aree archeologiche; Caserta – la Reggia; Cilento – Paestum.
  • Sicilia: Val di Noto – le città tardo barocche; Siracusa; Palermo arabo-normanna e la Cattedrale di Cefalù.

In tutti i casi, i dati confermano che il treno ci piace comunque più dell’auto: nel 2018 sono cresciuti dell’8% i viaggi nel tempo libero sui treni regionali rispetto al 2017, con il 29% di persone che si spostano per viaggi di piacere sul totale dei viaggiatori. Il progetto editoriale intende far conoscere luoghi che distano al massimo 1,5/2 km dalla stazione, valorizzandoli in chiave di mobilità green e conveniente. E anche al turista straniero piace il treno: Trenitalia partecipa al consorzio Eurail/Interrail e il Pass Italia è il più venduto in tutto il mondo nell’ambito dei prodotti One Country. Forse siamo sempre troppo scettici?

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Carboidrati e grassi sono i veri nemici della sana alimentazione?

Ven, 04/12/2019 - 03:23

“Siamo nel 2019”, spiega la dottoressa Finali, “e non abbiamo ancora smesso di demonizzare carboidrati e grassi”. Eliminarli completamente dalla nostra alimentazione non è una buona idea…

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Tutti i video con la dottoressa Melissa Finali

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La musica in streaming inquina più di vecchi vinili, cassette e cd

Gio, 04/11/2019 - 19:00

Si risparmiano copie fisiche, plastiche, supporti, trasporti. In fondo, il buon senso vorrebbe che il consumo di musica digitale – la “musica liquida” che ci portiamo in tasca, 30 milioni di brani pronti in un tocco su piattaforme come Spotify o Apple Music – sia qualcosa di buono per l’ambiente. Non è esattamente così. Lo sostiene uno studio delle università di Oslo e Glasgow, emblematicamente intitolato “The cost of music”, secondo il quale il consumo digitale avrebbe condotto a un “involontario” ma significativo impatto ambientale ed economico.
 
Appena pubblicata, la ricerca – che verrà presentata nei prossimi mesi in una serie di eventi dedicati al settore ma è stata diffusa in vista del “Record Store Day” del 13 aprile – ha dunque scoperto che nonostante un clamoroso e scontato calo nell’uso della plastica nella produzione dei supporti musicali negli ultimi vent’anni, la memorizzazione e distribuzione dei brani digitalizzati ha condotto a un aumento nelle emissioni di gas serra da parte del comparto, se considerato nel suo complesso e in relazione agli Stati Uniti. Insomma, sfornare meno supporti fisici è servito ma fino a un certo punto.

Riferendosi alle statistiche che testimoniano il decremento nell’uso delle plastiche nel settore a partire dal 2000 Kyle Devine, professore associato al dipartimento di musicologia a Oslo e principale autore della ricerca, spiega che “queste scoperte sembrano confermare il concetto, molto diffuso, che la musica digitalizzata sia musica smaterializzata”. Il punto, dice il ricercatore, è dunque che “questi numeri potrebbero anche suggerire che la crescita nel download e nello streaming abbia reso la musica più rispettosa dell’ambiente”. Invece le cose non stanno in questo modo: “Un quadro molto diverso emerge quando prendiamo in considerazione l’energia utilizzata per tenere in piedi l’ascolto in streaming online – ha spiegato Devine – memorizzare e processare musica in rete significa infatti sfruttare un’enorme quantità di risorse che hanno un impatto elevato sull’ambiente”.

Per afferrare a fondo la questione bisogna passare appunto ai numeri. Per esempio, l’uso annuale della plastica da parte dell’industria discografica statunitense è passato dai 61 milioni di chili a 8 fra 2000 e 2016. Ottima notizia. Peccato che in termini di emissioni di gas serra si sia passati all’equivalente di 140 milioni di chili del 1977 ai 136 del 1988, fino ai 157 del 2000. Per il 2016 si parla di una stima fra 200 e 350 milioni di chilogrammi, molti di più per il 2020. E stiamo parlando solo degli Stati Uniti, che sono comunque l’epicentro delle “server factory” nel mondo dove quei milioni di brani vengono memorizzati, offerti a milioni di utenti e miliardi di ascolti quotidiani. Si tratta di cifre che gli esperti hanno ottenuto “traducendo la produzione di plastiche e il fabbisogno di elettricità per memorizzare e trasmettere file audio digitali in equivalenti milioni di chilogrammi di gas serra”. In sostanza, il risultato dice che a conti fatti scaricare e riprodurre in streaming i brani online consuma più energia di quanta ne fosse un tempo fosse necessaria per produrre dischi in vinile, musicassette e compact disc.

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Come vivere senza produrre spazzatura (video)

Gio, 04/11/2019 - 16:00

Mentre tu continui a comprare bottigliette di plastica, lei in 4 anni ha prodotto solo un barattolo di rifiuti non riciclabili.
Abbiamo incontrato un’attivista che non produce spazzatura per capire di più sul suo stile di vita [via VICE Italia]

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Flash News: Wikileaks, Julian Assange è stato arrestato

Gio, 04/11/2019 - 15:10

E’ notizia dell’ultima ora l’arresto a Londra di Julian Assange, il fondatore di Wikileaks, la piattaforma web che ha svelato informazioni segrete sulle guerre in Iraq e in Afghanistan e sulle attività di spionaggio del governo americano.
Assange viveva come rifugiato politico all’interno dell’ambasciata dell’Ecuador a Londra.
Scrive IlPost: “La polizia di Londra ha comunicato che l’arresto è avvenuto per una violazione della libertà su cauzione avvenuta nel Regno Unito nel 2010, e per conto delle autorità statunitensi che avevano emesso un mandato di estradizione che lo accusa di aver diffuso documenti riservati.

Nel video alcune immagini dell’arresto

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