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Aggiornato: 1 ora 35 min fa

Covid-19, trapianto di polmoni da record a un 18enne

Gio, 05/28/2020 - 13:30

Era stato ridotto in fin di vita dal Covid-19, sebbene avesse solo 18 anni e nessuna malattia pregressa. Oggi l’annuncio della perfetta riuscita del trapianto di entrambi i polmoni, ‘bruciati’ dalla malattia e incapaci di respirare in pochi giorni. L’intervento, il primo del genere in Europa, è stato eseguito dai medici del Policlinico di Milano, sotto il coordinamento del Centro nazionale trapianti, con il Centro regionale trapianti e il Nord Italia transplant program.

Il tentativo della donazione

Francesco, il ragazzo in questione, si era ammalato il 2 marzo e il 6 è ricoverato in terapia intensiva all’Ospedale San Raffaele di Milano. Due giorni dopo viene intubato e il 23 viene collegato alla macchina Ecmo per la circolazione extracorporea. I suoi polmoni appaiono subito compromessi irrimediabilmente, e a metà aprile i medici del San Raffaele, confrontandosi con quelli del Policlinico, decidono di tentare di donargli polmoni nuovi.

Il lieto fine

Una cosa mai provata prima in Europa (solo alcuni casi in Cina e un singolo caso a Vienna, eseguito pochi giorni dopo l’intervento di Milano). Il ragazzo viene inserito in lista d’attesa urgente il 30 aprile, e meno di due settimane fa la svolta. L’organo idoneo era stato donato dai parenti di una persona morta in un’altra Regione e negativa al coronavirus. 

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Foraging, la spesa nel bosco a costo zero

Gio, 05/28/2020 - 13:30
Foraging, cos’è e come funziona

Un bosco o un prato incolto, passati al setaccio di un occhio esperto, si trasformano da distese verdi a veri e propri supermercati in grado di offrire cibo gratuito, sano e sostenibile. Parliamo di foraging, ovvero della pratica di riconoscimento di erbe spontanee e frutti selvatici edibili, da raccogliere e mangiare.

Nota anche come alimurgia o fitoalimurgia, l’arte del foraging arriva da lontano e ha accompagnato l’essere umano in tutta la sua storia, aiutandolo anche ad affrontare lunghe carestie, prima di essere dimenticata e riservata a pochi esperti e appassionati.

Oggi il foraging è tornato di moda, riportato alla ribalta da chef, erboristi e botanici, e interessa sempre più persone sensibili ai temi ambientali e desiderose di riconnettersi alla natura, ma come si diventa esperti di erbe, fiori e frutti selvatici e come si raccolgono le piante spontanee?

La spesa nel bosco: da quali erbe spontanee partire

Per iniziare a riconoscere piante spontanee e frutti selvatici l’ideale sarebbe farsi accompagnare in boschi e prati da una guida esperta. Dopo diverse escursioni, si impareranno sicuramente tutti i segreti dell’arte del foraging e si potranno raccogliere erbe in sicurezza.

In alternativa, esistono numerosi libri, workshop e corsi online per avvicinarsi a questa pratica e, dopo aver appreso la teoria, sarà possibile muoversi sul campo.

Il consiglio è quello di iniziare dalle erbe più semplici e di effettuare i primi riconoscimenti quando le piante sono in fiore, dunque in primavera o estate. La presenza del fiore rende infatti il riconoscimento molto più immediato e, dopo aver identificato la pianta dall’infiorescenza, si potranno memorizzare particolari del portamento, del fusto e delle foglie. In questo modo, localizzando il luogo in cui la pianta è stata identificata, la si potrà riconoscere anche quando i fiori non saranno più presenti.

Le piante in assoluto più semplici da riconoscere quando sono in fiore sono la viola, la primula, il tarassaco, la malva, il papavero, la calendula.
Altre erbe spontanee molto riconoscibili, anche se non fiorite, sono la parietaria, l’ortica, la portulaca e gli strigoli.
Per quanto riguarda i frutti, tra i più i semplici da identificare troviamo invece fragoline di bosco, lamponi e more.

Gli errori da evitare nella raccolta di erbe selvatiche

Prima di muovere i primi passi nella pratica del foraging, ci sono alcune regole da tenere a mente. Innanzitutto, la raccolta di erbe spontanee destinate all’alimentazione deve essere svolta in luoghi più incontaminati possibile, lontano da coltivazioni, strade trafficate, abitazioni e industrie.

Le erbe da raccogliere devono essere in salute, non presentare macchie o parti rovinate e non devono essere presenti parassiti.

La raccolta deve poi avvenire nel rispetto dell’ambiente: oltre a non sporcare, non abbandonare rifiuti e a non disturbare eventuali animali selvatici, dobbiamo ricordare che le erbe e i frutti spontanei non sono lì solo per noi e rappresentano una risorsa per la fauna selvatica.

Evitiamo dunque di raccogliere più di quanto ci serve e soprattutto non estirpiamo le piante dalle radici. In questo modo lasceremo anche ad altri la possibilità di trovare esemplari e soprattutto non danneggeremo la flora selvatica.

Oltre a seguire questi semplici consigli, per raccogliere cibo selvatico serve molta esperienza ed è bene iniziare, come abbiamo visto, da erbe spontanee semplici da riconoscere e che difficilmente possono essere confuse con piante tossiche e velenose.

Attenzione alle piante tossiche

Quando si ha poca esperienza è facile confondere una specie vegetale con un’altra e, in alcuni casi l’errore può portare a conseguenze drammatiche.

Esistono infatti piante simili a quelle edibili ma tossiche o velenose ed è meglio non sbagliarsi. È ad esempio il caso dei gustosi germogli del luppolo, che si raccolgono in primavera e si cucinano spadellati o in frittata.
I nuovi getti dell’Humulus lupulus si avvinghiano tra loro o ad alberi e arbusti e somigliano a quelli di altre piante rampicanti tossiche come la brionia. Per evitare di confondersi, in questi casi occorre imparare a riconoscere la pianta anche grazie ad altre sue caratteristiche, come le foglie e i fiori.

Attenzione poi alle bacche, molto attraenti soprattutto per i bambini e spesso velenose, come nel caso delle bacche rosse del pungitopo o di quelle blu del lauroceraso e della belladonna.

Durante le prime passeggiate, meglio portare con sé testi e appunti per il riconoscimento e, in caso di dubbi evitare la raccolta, fotografare la pianta per esaminarla meglio con calma ed eventualmente tornare a raccoglierla solo se si è certi di averla identificata.

Riferimenti:
La cuoca selvatica, Eleonora Matarrese
Percorso selvatico, corso online riconoscimento piante
Wood*ing
Erbacce e dintorni, gruppo FB

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Con le sigarette si inizia presto: a 14 anni fuma 1 ragazzo su 5

Gio, 05/28/2020 - 12:09

E nel 2018 quasi 100 mila giovanissimi hanno provato prima dei 12 anni

Sigarette tradizionali per un adolescente su 5 di età compresa tra i 13 e i 15 anni ed elettroniche per un numero molto simile di giovanissimi: a fare uso di e-cig è infatti il 18% circa dei ragazzi di questa fascia di età. E nel 2018 quasi 100 mila giovanissimi hanno provato a fumare prima dei 12 anni. I dati arrivano dalla Fondazione Airc (Associazione italiana per la ricerca sul cancro) in occasione della Giornata mondiale senza tabacco che si celebra domenica 31 maggio, che precisa anche come l’iniziazione al vizio del fumo arrivi generalmente durante l’adolescenza e, spesso, anche prima.

Il fumo aumenta il rischio di tumore al polmone

Marina Chiara Garassino, ricercatrice Airc e responsabile della Struttura semplice di Oncologia medica Toraco-Polmonare dell’Istituto nazionale dei tumori di Milano, spiega che la prevenzione deve avere un occhio di riguardo per le generazioni più giovani, spesso meno informate e meno consapevoli dei rischi per la salute cui si va incontro facendo uso di prodotti a base di tabacco e nicotina. I ragazzi che iniziano a fumare “rischiano di diventare dipendenti dal fumo oggi e futuri pazienti domani”, spiega l’esperta. Il tumore del polmone in particolare è una delle patologie più strettamente connesse al vizio del fumo: se non ci fosse quest’ultimo le neoplasie polmonari potrebbero essere considerate alla stregua di patologie rare. “Solo il 10% dei pazienti affetti da tumore del polmone non ha mai fumato. Dico sempre che se non ci fosse il fumo curerei una patologia rara“, afferma Garassino.

Non è mai troppo tardi per smettere

Se da un lato le campagne di informazione devono puntare a evitare il più possibile l’incontro tra persone e sigarette e simili, dall’altro è anche importante far capire ai fumatori che non è mai troppo tardi per smettere. Come spiega Francesco Schittulli, presidente nazionale della Lilt, la Lega italiana per la lotta contro i tumori, “il fumo è una delle prime abitudini scorrette e possibile causa di tumore, non solo per il polmone ma anche per altri organi e apparati. Se si smettesse di fumare, oltre sentire da subito un beneficio a livello fisico, dopo 10-15 anni il rischio di sviluppare un cancro legato al tabagismo tornerà ad essere nullo, anche se si fosse stati accaniti fumatori”.

Pollice verso anche per lo “svapo”

Schittulli precisa che i ragazzi dovrebbero stare il più possibile lontani anche dalle sigarette elettroniche: “Con l’avvicinarsi della Giornata mondiale senza tabacco del 31 maggio vogliamo parlare soprattutto ai più giovani, che arrivano sempre più precocemente alla prima sigaretta e sono molto sedotti dai nuovi apparecchi elettronici: anche svapare non fa bene e li abitua troppo facilmente alla gestualità e al rito della sigaretta”.

Il numero verde per chiudere con il vizio

Per combattere il fumo la Lilt ha attivato il numero verde Sos Lilt 800 99 88 77: anonimo e gratuito su tutto il territorio nazionale, anche da cellulari, offre informazioni e supporto di medici e psicologi per liberarsi dalle sigarette.

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Totò recluta gli assistenti civici (Video)

Gio, 05/28/2020 - 11:22

Italiani! Non fatevi attirare dalle false sirene della movida! Siate responsabili ed entrate nel nobile corpo degli Assistenti Civici per aiutare la Patria a superare questo drammatico momento!
Il virus non passerà!

Gli Assistenti Civici secondo i Doppiaggio a Livello

Fonte: Doppiaggio a Livello

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Dallo Studio Ghibli, ecco come disegnare Totoro

Gio, 05/28/2020 - 10:00

Gli amanti delle anime e soprattutto dell’animazione giapponese del grande Hayao Miyazaki sicuramente apprezzeranno questo brevissimo video! Un produttore dello Studio Ghibli giapponese ci regala un tutorial online per disegnare uno dei suoi personaggi più amati: Totoro.

L’adorabile Totoro è la star del famoso film dello Studio Ghibli “My Neighbor Totoro“, che racconta la storia di due sorelle e delle loro amicizie con le creature della foresta.

Fonte: Young Post

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Ats Milano invia per errore sms: “Lei ha avuto contatti con un positivo al virus”

Gio, 05/28/2020 - 09:42

L’Agenzia di Tutela della Salute di Milano, Ats, nella serata di lunedì 25 maggio ha mandato ad alcuni cittadini un sms che li avvisava di essere stati in contatto con un caso positivo di coronavirus. Quindi si raccomandava di restare a casa e isolato e di misurare la febbre.

Gli stessi cittadini il giorno dopo si sono visti arrivare un altro sms che rettificava il tutto e sul portale dell’Ats è apparso questo annuncio:

Per un errore informatico, alcuni assistiti hanno ricevuto nella serata di lunedì 25/05 un sms che riportava il testo seguente: “ATS Milano. Gentile Sig/Sig.ra lei risulta contatto di caso di Coronavirus. Le raccomandiamo di rimanere isolato al suo domicilio, limitare il contatto con i conviventi e misurare la febbre ogni giorno. Se è un operatore sanitario si attenga alle indicazioni della sua Azienda”. Agli interessati è stato inviato un ulteriore SMS di rettifica nella giornata di martedì 26/05. Per eventuali informazioni è possibile contattare il numero di telefono 02/85781. Ci scusiamo per il disagio”.

Ci scusiamo per il disagio?!?!

Non si sa a quante persone sia arrivato l’orrendo messaggio e non osiamo immaginare come abbiano passato il momento tra l’arrivo lunedì e la smentita di martedì. Comunque una volta questi si chiamavano “scherzi da prete”.

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Foto di Niek Verlaan da Pixabay

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Fontana convocato dai pm di Bergamo | Mattatoi: migliaia di contagi | Trump minaccia di chiudere i social

Gio, 05/28/2020 - 06:25

Il Messaggero: Crew Dragon di SpaceX, lancio rinviato tempesta di fulmini. L’astronauta Paolo Nespoli: «Dopo Shuttle e Soyuz andiamo nello spazio con la Crew Dragon di SpaceX» La Stazione Spaziale Internazionale festeggia 20 anni;

Corriere della Sera: Recovery Fund, all’Italia la quota più alta: 172,7 miliardi, di cui 82 a fondo perduto. Conte: «Ottimo segnale». L’Olanda dice no;

Il Fatto Quotidiano: Lombardia – Il presidente Fontana convocato dai pm di Bergamo come persona informata sui fatti;

Il Mattino: Migliaia di contagi nei mattatoi: perché succede e che pericoli ci sono per chi mangia carne;

Leggo: Festa della Repubblica, il 2 giugno Mattarella a Codogno: prima visita dopo il lockdown;

Il Sole 24 Ore: Coppie divise, il lockdown può alleggerire l’assegno all’«ex» – Regole variabili per separarsi online;

Il Giornale: Ennesimo flop dell’Inps: slitta il bonus baby sitter per sito non aggiornato;

Tgcom24: Frode elettorale, Twitter corregge due tweet di Trump | Il presidente Usa minaccia: “Regolamenti o chiudiamo i social“;

Il Manifesto: Il Tar dà ragione a Bannon, la Certosa di Trisulti resta alla destra Usa;

La Repubblica: Pompeo: “Hong Kong non è più autonoma“. Gli Usa le toglieranno lo statuto speciale.

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Brasile, forse 125.000 morti per covid-19 entro agosto

Mer, 05/27/2020 - 18:30

Il peggio forse deve ancora venire per il Brasile, purtroppo. Mentre il paese è diventato uno degli epicentri della pandemia di coronavirus, un nuovo studio americano pubblicato il 26 maggio suggerisce un’estate molto buia per i brasiliani.

Forse 125.000 morti entro agosto

Secondo le previsioni dell’Istituto di misurazione e valutazione della salute (IHME) dell’Università di Washington, il numero di vittime di Covid-19 potrebbe superare i 125.000 entro l’inizio di agosto, lo riferisce il giornale brasiliano G1. I ricercatori stimano che lo stato di San Paolo dovrebbe essere il più colpito, con oltre 32.000 morti, seguito da Rio, con circa 26.000 morti.

Lockdown a San Paolo e Rio ma inefficace nelle favelas

San Paolo e Rio hanno decretato dalla fine di marzo un lockdown della popolazione nonostante la feroce opposizione del presidente Jair Bolsonaro, che continua a minimizzare l’entità della pandemia. Ma il lockdown non è associato a reali misure di controllo e contenimento, è solo una raccomandazione a una popolazione che spesso vive in condizioni che rendono molto difficile il distanziamento sociale.

Il virus si sta rapidamente diffondendo nelle comunità più vulnerabili del paese, in particolare nelle favelas, nei sobborghi delle città, dove il distanziamento sociale è quasi impossibile a causa della promiscuità e delle condizioni sanitarie.

Via di San Paolo Ospedali inadeguati e saturi

I sistemi ospedalieri nelle grandi città del resto già erano “completamente obsoleti prima della pandemia” secondo l’IHME.

Il sistema sanitario pubblico brasiliano era sotto stress prima della pandemia, ora le reti ospedaliere di alcune grandi città sono già sul punto di essere completamente sopraffatte”, osserva Vox.

Per ovviare in parte all’emergenza il senato brasiliano ha adottato una legge che impone agli ospedali privati di fornire letti non occupati per il ricovero in ospedale di pazienti con Covid-19, riferisce O Globo.

Forse oltre 2 milioni di infetti

Eduardo Macário, assistente segretario per la sorveglianza sanitaria, ha dichiarato martedì che il numero di casi di covid-19 nel paese potrebbe essere superiore alle statistiche ufficiali a causa di ritardi nello screening e nei rapporti, scrive il giornale Fohla da San Paolo.

Secondo i risultati pubblicati nello studio Epicovid-19, il numero di persone colpite potrebbe essere circa sette volte superiore alla stima ufficiale di circa 390.000 infetti, attestandosi nella realtà tra i 2 milioni e i 2 milioni e mezzo per un popolazione di 210 milioni di persone.

Bolsonaro minimizza la pandemia per difendere gli interessi delle corporation

Jair Bolsonaro, presidente brasiliano di estrema destra, si è distinto finora per le sue tesi negazioniste che tendono a minimizzare contro ogni evidenza la pandemia. Il suo obiettivo è proteggere gli interessi dei grandi gruppi economici che sarebbero danneggiati economicamente da restrizioni alle attività. La sua gestione della crisi sanitaria ne ha fatto uno dei leader più criticati al mondo. Nell’ultimo mese ha sostituito i due titolari della salute che erano in contrasto con la sua impostazione.

“Incoraggiando i suoi sostenitori a disprezzare i lockdown decretati dai governatori e indebolendo i suoi stessi ministri,  Bolsonaro è responsabile della risposta caotica che ha reso l’epidemia fuori controllo”, ha scritto il Financial Times. “Di conseguenza i danni alla salute e all’economia patiti dal Brasile saranno più duri e profondi di quanto avrebbero dovuto essere”.

Guai politici e guai giudiziari per Bolsonaro

Il Financial Times evidenzia i “guai politici” nei quali si trova il presidente brasiliano: la sua popolarità è scesa sotto il 40% mentre il 58% della popolazione disapprova la sua gestione della pandemia.

Potrebbe anche trovarsi nei guai giudiziari dopo la diffusione di un imbarazzante video nel quale Bolsonaro riconosce le sue interferenze con le indagini della polizia per proteggere la sua famiglia di cui ci siamo già occupati.

Immagine di Aljander Coelho

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Pasquale: il nonno plastic-free che pulisce la spiaggia dai rifiuti

Mer, 05/27/2020 - 16:30

Nonno Pasquale è un uomo di 93 anni che, per gran parte della sua vita, ha lavorato in Belgio nelle miniere di carbone a 900 metri di profondità. La sua è stata un’esistenza all’insegna della fatica, del lavoro nelle miniere, nei ristoranti e nei campi. Il nonnino abruzzese è un uomo in salute, che non beve e non fuma e, una volta in pensione, non ha ricercato altro che un po’ di serenità.

Durante le giornate di sole, in estate e inverno, si mette a bordo della sua macchina e percorre ben 60 Km per raggiungere il mare di Giulianova da Poggio San Vittorino, in provincia di Teramo. Porta con sé una sedia di legno, sulla quale si siede, in silenzio, per osservare l’infinità del mare, toccasana per spirito e corpo.

La diffusione del coronavirus e il lockdown non hanno permesso a nonno Pasquale di recarsi presso la sua adorata spiaggia ma, non appena le restrizioni sono state allentate, è tornato sul litorale, non solo per godersi il paesaggio da lui tanto amato ma anche per ripulire la “sua” spiaggia dai rifiuti di plastica.

Insomma, “il nonno del mare”, come lo definisce la Onlus Plastic Free, non riesce proprio a stare fermo e le foto che lo ritraggono in procinto di raccogliere i rifiuti hanno fatto il giro del web. Il nonno ambientalista è diventato, così, un esempio da imitare, soprattutto oggi, in cui, ai tradizionali residui di plastica che si nascondono tra i granelli di sabbia, si aggiungono guanti e mascherine, la nuova piaga per i nostri mari.

Diego Di Matteo, volontario del WWF, commenta così:

Siccome è un nonno civile ed Ambientalista, raccoglie plastica, polistirolo..che gli incivili ed ignoranti buttano…ci raccomanda di non buttare guanti e mascherine nelle strade, nei fossi, sulle terre e nei fiumi perché li ritroveremo tutti in mezzo al mare, nella pancia dei pesci e nel nostro cibo.”

A quanto pare, sono sempre gli anziani, con la loro saggezza, a dover insegnare alle nuove generazioni un po’ di buon senso civico e a prenderci cura del meraviglioso ambiente che Madre Natura ci ha donato.

Grazie nonno Pasquale!

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Covid-19, come sarà andare ai concerti

Mer, 05/27/2020 - 15:30

Il primo concerto veramente live postCovid è stato quello di Travis McCready dei Bishop Gunn, il 18 maggio, e si è tenuto a Fort Smith, in Arkansas. Circa 200 persone sono entrate in uno spazio – il Temple Live – che poteva “una volta” contenerne 1.100. Inutile dire che c’è stato il tutto esaurito con fan che hanno coperto anche lunghe distanze pur di partecipare a questo evento non solo simbolico, ma gli organizzatori ci hanno rimesso. I biglietti costavano 20 dollari ed è interessante considerare che se ne potevano acquistare al massimo sei alla volta. “Non l’abbiamo fatto per una questione di soldi”, hanno detto i gestori del locale al New York Times. Sembrano più prove tecniche, ipotesi sul futuro, che dovranno trovare il modo di ricavare un margine economico per essere plausibili (quindi, probabilmente, costare di più). Una soluzione andrà trovata, perché la normalità – secondo il WSJ – non arriverà per ancora almeno un anno). Naturalmente mascherina obbligatoria, misurazione della temperatura all’ingresso, ogni gruppo di persone doveva mantenere due metri di distanza dall’altro, e in bagno si entrava in 10 alla volta.

Il concerto in Slovacchia Il metodo slovacco è top

Prove di concerto anche in Slovacchia, dove TikTok testimonia un nastro bianco e rosso a delimitare quadrati di circa 4 metri, gabbie simboliche di ogni partecipante. Una soluzione semplice quanto geniale, perché rispetto alla segnaletica a terra è molto più difficile da ignorare. Qui ad aiutare mancava la location: siamo nello spiazzo sotto un viadotto autostradale e la consolle del dj sta su un terrapieno dove erano stati issati impianti elettrici un po’ alla meno peggio. Tutto raffazzonato tranne le regole del distanziamento. Precise, evidenti e proprio difficili da “calpestare”. Un distanziamento talmente generoso, efficace e “low cost” che – nonostante fosse all’aria aperta – vede tutti i partecipanti divertirsi anche con la mascherina sulla faccia.

Il grande classico

Come spiega Al Jazeera, alcuni dei più grandi nomi della scena musicale africana, tra cui la superstar senegalese Youssou N’Dour e il vincitore del Grammy Angelique Kidjo, hanno preso parte a un concerto virtuale per sensibilizzare sulla pandemia di coronavirus. Anche questa è una possibilità.

Più di 100 artisti e celebrità da tutto il continente si sono esibiti senza pubblico reale ma trasmesso online dalla Worldwide Afro Network e trasportato lunedì scorso da 200 canali africani per celebrare l’Africa Day. L’evento è stato modellato sul concerto di One World: Together At Home fatto in aprile con Lady Gaga, Elton John, Taylor Swift, i Rolling Stone e decine di altri che suonavano dalle loro case.

Curiosità. Lo spettacolo di due ore è stato ospitato dall’attore e musicista britannico Idris Elba, che si era ammalato di covid-19 a inizio marzo.

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“I lockdown totali potrebbero non servire”

Mer, 05/27/2020 - 12:45

Ora sappiamo molte più cose sul virus e sulla malattia rispetto a due mesi fa ed è normale che, quando cambiano le informazioni e i dati a nostra disposizione, cambino anche le nostre opinioni

Le chiusure totali per cercare di limitare al minimo il rischio di diffusione del nuovo coronavirus Sars-Cov-2 e della malattia che da questo deriva, Covid-19, potrebbero non essere così utili quanto precedentemente ritenuto. A mettere in dubbio l’utilità dell’isolamento sociale forzato di persone e lavoratori con lo scopo di prevenire l’aumento del numero dei contagi è il virologo Guido Silvestri, professore ordinario di Patologia Generale alla Emory University di Atlanta (Georgia, Stati Uniti), che dal 2001 dirige un laboratorio di ricerca specializzato nello studio dell’infezione da Hiv, di cui è considerato uno dei massimi esperti al mondo.

Se cambiano le informazioni, devono cambiare anche le opinioni

Lo studioso affida le sue riflessioni a un post su Facebook, come riporta un articolo pubblicato su Agi.it: “Se il Presidente del Consiglio Conte o chi per lui mi avesse chiesto il 10 marzo 2020 un parere sul lockdown, avrei detto senza esitazione ‘Sì, lo dobbiamo fare, qui e subito’. Perché in quel momento non avevamo altra scelta. Ora, due mesi dopo, sappiamo fortunatamente molte più cose sul virus e sulla malattia, ed è normale che, quando cambiano le informazioni e i dati a nostra disposizione, cambino anche le nostre opinioni”.

I focolai si sviluppano in ambienti non protetti

Silvestri spiega dunque che, alla conoscenza attuale dei fatti, in caso di esplosione di nuovi casi potrebbero essere più efficaci contro la diffusione del contagio chiusure parziali e mirate, piuttosto che lockdown totali che potrebbero invece rivelarsi non così utili, oltre che molto dispendiosi dal punto di vista economico e dannosi dal punto di vista psicologico soprattutto per bambini e adolescenti. Si è visto, spiega, che “i focolai più grandi di contagi avvengono in ambienti non protetti dalla chiusura (case di riposo, ospedali, famiglie, ecc.), mentre i contagi in altri ambienti sono rari”. E poi, continua, basta guardare ad alcuni esempi riguardanti proprio il Covid-19: “Non sempre le chiusure ‘totali’ hanno dato risultati migliori delle chiusure parziali o limitate, vedi New York vs. Florida”.

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Né contro-chiusura, né pro-chiusura

Attenzione, però. Il virologo ci tiene a precisare di essere “né contro-chiusura, né pro-chiusura“. Silvestri afferma di essere “pro-scienza, pro-evidenza e pro-dati”. “Sono uno che si fa un mazzo così – afferma fuor di metafora – per studiare e comprendere la mole enorme di dati che emerge ogni giorno su Covid-19 e questo compito richiede, oltre a tanta competenza, anche una notevole apertura mentale e onestà intellettuale“.

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Capua: “Il virus non teme il caldo e non si sta indebolendo”

Mer, 05/27/2020 - 12:18

Ilaria Capua ha spiegato a DiMartedì che “il virus non si indebolisce perché soffre il caldo. Sono due fattori che non c’entrano uno con l’altro. Il virus si indebolisce se il suo motore comincia a girare in maniera diversa e questo lo vediamo con le sequenze genetiche del virus stesso. Che io sappia – ha continuato l’esperta, dirigente all’Emerging Pathogens Institute dell’Università della Florida, intervenendo alla trasmissione -, i virus che stanno circolando adesso non hanno mutazioni che possano dirci se sono più o meno aggressivi. Ed è per questo che chiediamo le sequenze. Il virus non andrà via, ha trovato una nuova popolazione: siamo noi, circola all’interno della nostra popolazione provocando danni molto gravi in alcuni parti del nostro Paese e in alcune grandi città europee e non europee, dove la situazione è più complicata rispetto a quanto accade in altre, anche per il fattore inquinamento “.

Il problema della Lombardia

Pensando a come intervenire adesso per evitare che quanto è successo in Lombardia – la regione più colpita d’Italia e tra le più colpite al mondo – si ripeta, Capua parla non solo dell’inquinamento ma anche dei trasporti pubblici, in particolare i treni usati dai pendolari. “Tra le migliori operazioni di sanità pubblica che si possano fare adesso c’è la sistemazione della rete di trasporti che gira intorno alla Lombardia: i treni vecchi e sporchi si sono rivelati un punto debole che potrebbero aver contribuito a diffondere il contagio. Siamo pienamente in grado di combattere questo virus, poteva andarci molto peggio”. In particolare Capua pone l’accento sui sistemi di areazione, riscaldamento o raffreddamento: anch’essi vecchi e non puliti con regolarità.

Come evitare la seconda ondata

“Siamo noi stessi che attraverso i nostri comportamenti possiamo facilitare questo ritorno del virus. Ma vi posso garantire che se continuiamo a osservare alcune misure, come quella di lavarci le mani e tenere la distanza di sicurezza, allora potrebbe anche non esserci la seconda ondata. Dobbiamo difenderci bene” e smettere di sperare che il caldo e l’estate potranno risolvere tutto.

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100 parole in più dopo la pandemia

Mer, 05/27/2020 - 11:58

Qualcuno a dicembre aveva mai sentito parlare di termoscanner, curva epidemica o distanziamento sociale?

Immagino di no, e invece da un paio di mesi queste parole sono entrate nel lessico familiare, sappiamo tutto della curva del contagio (tutti tranne Gallera) e del lockdown.

La differenza tra epidemia e pandemia non ha segreti, sappiamo cos’è un coronavirus, quanto dura il periodo di incubazione del virus, quali sono i sintomi.  

Per non parlare di mascherine, gel disinfettanti, respiratori, vari tipi di guanti.

E in molti lavoriamo in smart working, quello che fino a poco tempo fa si chiamava “telelavoro”, termine ormai assolutamente desueto.

Sono 100 le nuove parole più usate durante l’emergenza – e anche “emergenza” la usiamo spessissimo – che il portale dell’Istituto Treccani ha inserito tra le più usate del periodo.

La pandemia ci ha arricchito almeno di parole, e tanti saluti ai congiunti.

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Foto di Free-Photos da Pixabay

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Idee creative: come si fa una mongolfiera di carta

Mer, 05/27/2020 - 10:00

Avete mai pensato di creare una mongolfiera per arredare le camerette o sale giochi dei vostri bambini? Una bella idea per trascorrere un momento creativo in compagnia dei vostri figli!

Dal canale YouTube withValeria Italia un semplicissimo tutorial che, passo dopo passo, vi mostrerà come fare per creare una ghirlanda di mongolfiere! Cosa serve:

  • Sagome di mongolfiere che potete scaricare da internet o disegnare voi stessi;
  • 3 o più fogli (se vogliamo essere 100% green possiamo usare anche vecchie riviste riciclando così la carta);
  • Forbici;
  • Colla;
  • Nastro.
Fonte: withValeria Italia

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Mascherine di comunità: le istruzioni dell’Iss per farle in casa

Mer, 05/27/2020 - 09:30

Per contrastare la diffusione del nuovo coronavirus Sars-Cov-2, responsabile dell’epidemia Covid-19, possono essere utilizzate mascherine di comunità fatte in casa con materiali facilmente reperibili e a basso costo.

A dare indicazioni su come realizzarle, su come indossarle correttamente e su come lavarle è l’Istituto superiore di sanità (Iss), che ha adattato un documento del Centers for disease control and prevention statunitense (Cdc).

Usarle bene e costantemente

Sebbene non siano dispositivi medici, ma “semplici” misure igieniche, le mascherine di comunità autoprodotte vanno indossate, “come le altre mascherine, nei luoghi chiusi e in tutti gli altri contesti, anche all’aperto, quando è difficile mantenere il distanziamento sociale”, spiega l’Iss. “Se usate bene e costantemente, infatti, anche le mascherine di comunità aiutano a contrastare la diffusione del virus“.

Guarda l’infografica dell’Istituto superiore di sanità

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Addio “effetto Greta” nelle aziende | Usa choc: fermato da agenti muore soffocato | Onu: fake news e xenofobia

Mer, 05/27/2020 - 06:25

Il Fatto Quotidiano: Bose, Vaticano decide che Bianchi e tre monaci devono andarsene. “Problemi su esercizio autorità”;

Corriere della Sera: Open Arms, dalla Giunta no al processo per Salvini Italia Viva si astiene: decisivi Giarrusso e una 5 Stelle;

Il Sole 24 Ore: Dl liquidità: Camera conferma fiducia con 310 sì. Mercoledì il via libera in prima lettura – Come è cambiato il decreto – Dl Rilancio, Gualtieri: taglio Irap per due milioni di imprese;

La Repubblica: Addio “effetto Greta”, nei bilanci delle aziende c’è meno ambiente e più salute;

Tgcom24: PERICOLO SUI SOCIAL Coronavirus, Copasir: “Fake news virali contro l’Italia” | Onu: “Impennata di teorie del complotto e xenofobia“;

Il Manifesto: «La lobby farmaceutica rifiutò la proposta Ue di sviluppare vaccini»;

Il Giornale: La ‘profezia’ sui nuovi contagi “La data cruciale per la curva”. L’epidemiologo e l’allentamento delle misure di distanziamento: “Gli effetti della movida sull’epidemia? A metà giugno”;

Il Mattino: Il 30% dei guariti dal Covid ha problemi respiratori cronici: polmoni a rischio per sei mesi. Coronavirus e caldo, l’esperto: soffre ma non sparirà. E uno studio smonta l’indice RT: «Impreciso e arriva troppo tardi»;

Leggo: Usa choc: afroamericano fermato da agenti muore soffocato. Licenziati i poliziotti coinvolti LE IMMAGINI;

Il Messaggero: Minacce a Sileri, la Procura apre un’inchiesta: il viceministro sotto scorta Sileri (Viceministro della salute): «Il passaporto sanitario è impraticabile» Virus, il viceministro Salute Sileri attacca il Cts: «Mi nascondono i verbali» Spostamenti tra regioni, Sileri: ok dal 1° giugno anche per la Lombardia. Coronavirus, Sileri: «Anche l’amicizia è un affetto stabile».

 
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John Peter Sloan, we will miss you!

Mar, 05/26/2020 - 18:30

È mancato oggi John Peter Sloan, insegnante di inglese, attore, sceneggiatore, comico e… amante dei cani. Si era preso la briga di insegnare l’inglese agli italiani divertendoci.

Fonte: YouTube John Peter Sloan

Diventato famoso grazie alla tv e alla sua simpatia, amava l’Italia, la Sicilia e insegnare l’inglese agli italiani.

Era anche un grande appassionato di animali e specialmente di cani, e a Menfi, Sicilia, dove aveva casa, ne aveva ben 14. Collaborava anche con le associazioni per salvarli dalla strada e farli adottare.

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L’Australia da negazionista sui temi climatici a efficace e progressista sul Covid-19

Mar, 05/26/2020 - 18:30

Fino a quattro mesi fa pochi leader sembravano influenzati dalla visione del mondo del presidente Trump più del primo ministro australiano, Scott Morrison.

Il governo di Morrison negava i problemi legati al clima e ha ricevuto, ricordiamo, aspre critiche in Australia e fuori per la pessima gestione degli incendi apocalittici durante l’estate australiana.

Invece l’Australia è indicata ora dalla stampa internazionale come uno tra i paesi che è riuscito meglio a gestire l’epidemia di coronavirus, quasi in concorrenza con la Corea del Sud e la Nuova Zelanda e ha fatto meglio di Singapore e Germania. Tra gli altri a dare atto del suo successo è stato Richard Flanagan, scrittore australiano di solito molto critico nei confronti del governo, sulle colonne del NYT.

Solo 4 morti per coronavirus ogni milione di abitanti, 550 in Italia

L’Australia, con quasi 25,5 milioni di persone, ha registrato al 25 maggio secondo la Johns Hopkins in tutto 102 morti per la pandemia. Cioè 4 morti per ogni milione di persone. Alla stessa data Negli Stati Uniti si registravano 275 morti per milione; in Italia 550!

Un approccio pragmatico e inclusivo

Il governo australiano in questa circostanza ha messo da parte un approccio ideologico per far fronte all’emergenza, adottando invece un approccio pragmatico e inclusivo.

Sono stati coinvolti e ascoltati gli scienziati, nel passato osteggiati da Morrison, negazionista rispetto alle calamità climatiche.

Morrison ha respinto l’idea di provare l’immunità di gregge come di fatto hanno provato tra gli altri Trump, Bolsonaro, Johnson con gli effetti catastrofici che sono sotto gli occhi di tutti.

È stato formato un gabinetto nazionale in cui i premier degli stati australiani (l’equivalente dei presidenti delle regioni) sia della sinistra che della destra si sono incontrati regolarmente in video per tracciare la strategia della nazione attraverso la crisi. Un governo in passato accusato di essere settario e divisivo è diventato inclusivo.

“Non ci sono squadre blu o rosse, solo australiani”

Il piano di stimolo economico è stato progettato dopo negoziati con vari gruppi della società civile, compresi i sindacati. “Non ci sono squadre blu o squadre rosse”, ha dichiarato Morrison all’inizio di aprile. “Ora ci sono solo australiani; questo è tutto ciò che conta.”

Ha ringraziato pubblicamente Sally McManus, la prima donna a capo del movimento sindacale australiano, socialista e femminista. Come se Trump chiedesse consiglio a Alexandria Ocasio Cortez e poi la ringraziasse.

Una eccezionale risposta economica alla crisi

La risposta economica alla crisi è stata straordinaria. È stato lanciato un enorme pacchetto di aiuti pari al 10,6% del PIL del paese, secondo nel mondo solo al Qatar (13 percento).

Le indennità di disoccupazione sono state raddoppiate, è stato introdotto un generoso (ma non universale) programma di sussidio salariale e l’assistenza ai bambini è stata resa gratuita: tutte misure che solo pochi mesi fa il partito del signor Morrison avrebbe denunciate come pericolosamente socialiste.

Le prospettive dell’economia dopo la crisi

Come conseguenza degli stimoli economici, l’economia australiana non dovrebbe precipitare nelle profondità catastrofiche temute per gli Stati Uniti o l’Europa. Il tasso di disoccupazione è salito al 6,2 per cento in aprile. La Reserve Bank of Australia ha previsto che raggiungerà il picco del 10% a giugno e scenderà lentamente al 6,5% entro giugno 2022. Tristi statistiche ma preferibili a quelle negli Stati Uniti, dove la disoccupazione ha raggiunto il 14,7% alla fine di aprile e, secondo il segretario al Tesoro Steven Mnuchin, potrebbe arrivare al 25%.

Fiducia nel governo

La fiducia degli australiani nel loro governo è cresciuta, risalendo dai minimi storici toccati a dicembre. Il 93% degli intervistati in un recente sondaggio ha dichiarato di credere che il governo “abbia gestito Covid-19 molto o abbastanza bene”.

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Avete mai sentito parlare del capodoglio Siso? (Video)

Mar, 05/26/2020 - 17:45

Giugno 2017, un capodoglio maschio di 10 metri rimane incagliato in una rete da pesca al largo delle Isole Eolie. Il corpo arriva fino a Milazzo, dove viene trovato da Carmelo Isgrò, biologo, che decide di dedicare all’animale un museo per sensibilizzare le persone sul problema mare e plastica.

Per maggiori informazioni sul museo del Mare di Milazzo clicca qui

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Maggio, 25°C in Siberia: se questo vi sembra normale

Mar, 05/26/2020 - 15:00

Il 22 maggio, a Khatanga, in Siberia, area nord del circolo polare artico, la temperatura ha toccato i 25,4° C, più del doppio della precedente temperatura record registrata nel periodo primaverile (12 °C) a fronte di una media di 0° C. Venticinque gradi in più rispetto alla media, se questo ci sembra normale, allora, oltre a quello climatico, il problema è di comprendonio

Cambiamento climatico e pandemie sono simili

Sono entrambi l’esito dello stravolgimento degli ecosistemi e dell’impatto dell’uomo sull’ambiente, solo, su scale temporali differenti. Che nel caso del cambiamento climatico si accorciano a una velocità spaventosa. Invece di rilassarci e congratularci perché la natura si sta riappropriando dei propri spazi come se l’uomo fosse uno spettatore estraneo, dovremmo pensare alle conseguenze delle nostre azioni e delle decisioni che i leader mondiali prendono in campo energetico.

I record del 2019

I record erano già stati toccati l’anno scorso, con la primavera più calda di sempre da quando sono iniziate le misurazioni nel 1936. Nel 2019 le temperature medie primaverili nel Nord della Russia, vale a dire sopra il 60° parallelo, sono state di ben 3,8 gradi Celsius più alte del normale. È la regione degli Urali settentrionali, compresa l’area della penisola di Yamal e del Golfo di Ob, che ha avuto il più forte aumento delle temperature in tutto l’Artico, con in media 1,58 gradi in più per ogni decennio negli ultimi 30 anni, mentre in tutta la Russia nello stesso periodo le temperature sono di 0,47 gradi per decennio, comunque circa il doppio della media globale.

I disgeli anticipati delle acque

L’immagine plastica di questi numeri la dà il grande fiume Yanisey, che dalla Mongolia scorre attraverso tutta la Siberia fino a sfociare nell’Oceano Artico, dove i ghiacci si sono sciolti 2 settimane prima del normale, a fine marzo, spostando verso la costa artica del mare di Kara enormi masse di ghiaccio

Secondo Roshydromet, il servizio meteorologico russo, situazioni analoghe si stanno verificando in tutti i principali fiumi del Paese, compresi la Dvina settentrionale, il Pechora e l’Ob: tutti hanno subìto un disgelo anticipato delle acque, con enormi scompensi a danno degli ecosistemi. L’aspetto più spaventoso è però il commento del Roshydromet: questa sarà la nuova normalità. 

La voce degli ambientalisti russi

Vasily Yablokov, a capo del progetto clima di Greenpeace Russia, guarda al Green New Deal europeo come a un modello per riprogettare il futuro: 

I paesi europei stanno emergendo dalla crisi, progettando di sviluppare energia rinnovabile, un’economia circolare e di attuare altre misure per rispettare gli obiettivi dell’Accordo di Parigi. Ora la Russia ha la possibilità di riconsiderare le sue priorità di sviluppo al fine di proteggersi sia da un punto di vista economico (carbone, petrolio e gas potrebbero presto non essere più richiesti), sia da un punto di vista ambientale, perché vediamo gli effetti dei cambiamenti climatici proprio ora nel nostro Paese.

Sono 15 le organizzazioni ambientaliste russe guidate da Greenpeace e Fridays For Future Russia, che nel corso di queste settimane stanno sensibilizzando l’opinione pubblica con appelli a Putin, l’ultimo è via lettera aperta, affinché il piano d’azione nazionale per superare la crisi da coronavirus, fissato l’1 giugno, contenga misure green, non più auspicabili, ma necessarie

Al presidente Vladimir Putin hanno scritto anche il Wwf Russia e Viacheslav Fetisov, Environment Patron of the Polar Regions dell’United Nations enviromental programme (Unep), invitandolo a chiedere al suo governo di approvare misure di sostegno e  promozione di settori verdi dell’economia e di meccanismi finanziari green.

“Ogni crisi è sempre un momento di opportunità”, hanno dichiarato, ma il timore è che per sostenere le imprese, passi la moratoria delle normative ambientali insieme ad altre misure a sostegno delle imprese, come le proposte finanziarie e fiscali. Scelta, questa, che avrebbe ricadute economiche che il pianeta, a partire dalla Russia, direttamente coinvolta dallo scioglimento dei ghiacciai, non può davvero permettersi.

Il presidente russo, similmente a quello americano, non ha mai mostrato simpatia per gli ambientalisti né ha posto in agenda obiettivi green, con effetti negativi sull’opinione pubblica. Stando alle indagini Ipsos, tra il 2014 e il 2020 la consapevolezza del cambiamento climatico antropico è diminuita dall’83 al 75%, in Russia passando addirittura dal 75% al ​​63%. Una consapevolezza ancora lontana dall’essere pensiero critico e azione, nonostante la Russia abbia aderito all’Accordo di Parigi nel settembre 2019. Accordo puntualmente disatteso dalla stessa Europa, a riprova che il Green New Deal sarà anche un modello, ma se non lo si applica in maniera sistematica, è solo palliativo e specchietto per le allodole.

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