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Aggiornato: 2 ore 36 min fa

Locatelli: “Le restrizioni stanno funzionando” | Al via Bonus cultura 500 euro | Ristoratori in protesta

Lun, 03/29/2021 - 07:25

Corriere della Sera: Breton mostra il “passaporto sanitario” europeo. In Gran Bretagna 30 milioni hanno ricevuto la prima dose;

Il Giornale: Ecco tutti i rischi del #metoo;

Il Manifesto: Quale ambiente a sinistra;

Il Mattino: Estate 2021, vacanze in mascherina e via il coprifuoco ma niente discoteche Speranza: «Meno limiti, viaggi col pass»;

Il Messaggero: Bonus cultura 500 euro, si parte: come richiederlo e cosa comprare (dai corsi di musica ai libri);

Ilsole24ore: Per i licenziamenti tempi lunghi anche alla fine del blocco – Pil, riaperture e sostegni: così crescerà l’economia italiana nel 2021 – Quanti posti di lavoro green nasceranno con la spinta del Recovery plan?;

Il Fatto Quotidiano: Locatelli: “Le restrizioni stanno funzionando, bisogna mantenerle”. Sileri: “Riaperture? A maggio”;

La Repubblica: Bonaccini contro De Luca: “Nessuna Regione può acquistare vaccini senza l’ok Ema. Spostare infermieri no vax”;

Leggo: La storia incredibile di Antonio Sena: precipita col suo aereo e sopravvive 36 giorni solo nella giungla;

Tgcom24: Milano, ristoratori in protesta | E’  partito “Io Apro in tour”, riaprire per sopravvivere;

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Famiglia di ricci pronti per la liberazione! (VIDEO)

Dom, 03/28/2021 - 18:00

“Cari amici, è con immenso piacere che vi mostro le immagini della famigliola al completo pronta per essere liberata

Dalla pagina Facebook del Centro Recupero Ricci “La Ninna”:

Quando sono arrivati la mamma pesava 600 grammi e i piccoli meno di 100. Li abbiamo messi in un bel recinto in mezzo al verde con tanto di casetta di legno. Ora sono tutti sopra i 700 grammi, bellissimi… La mamma è oltre 1 kg!

Sono 4 femminucce e 1 maschietto. Meravigliosi! Li aspetta un posto stupendo, un parco di oltre 2 ettari con tanto di casette e mangiatoie che saranno rifornire ogni sera di acqua e crocchette per gattini…Vi auguro tanta felicità.”

Articolo di agosto 2020

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Risotto alle Ortiche: ricetta tradizionale facile e veloce

Dom, 03/28/2021 - 11:00

Come si legge dal canale YouTube Cose di Montagna: L’ortica si trova praticamente ovunque, non c’è bisogno di diventar matti nella ricerca. La ricetta proposta è quella più semplice e veloce, oltre che molto economica. E’ possibile usare l’olio al posto del burro ed eliminare il grana per i vegani.

Passaggi step by step

Prima di tutto raccogliamo le ortiche Indossiamo un paio di guanti, le ortiche pungono! Le ortiche più tenere sono quelle più piccole. Riempiamo un bel sacchetto, indicativamente 100gr per 100gr di riso.

Spostiamoci in cucina e mettiamo in ammollo le ortiche, lavandole con le mani. Separiamo le foglie dal gambo. Risciacquiamo nuovamente le foglie portiamo ad ebollizione circa 1 litro d’acqua e saliamola. Scoliamo le foglie di ortica e facciamole scottare nell’acqua tritiamo lo scalogno mettiamo una noce di burro in un tegame.Aggiungiamo metà dello scalogno e facciamolo appassire. Aggiungiamo le foglie di ortica scolandole senza eliminare l’acqua che servirà dopo…

Facciamo sciogliere una noce di burro in una pentola ed aggiungiamo l’altra metà di scalogno. Facciamo tostare il riso .Portiamo a cottura il riso aggiungendo al bisogno l’acqua delle ortiche. Circa a tre quarti di cottura, aggiungiamo le foglie di ortica. Infine mantechiamo con una noce di burro e un cucchiaio di Grana padano. Impiattiamo e… buon appetito!

Cose di Montagna

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Avete mai sentito parlare del capodoglio Siso? (Video)

Dom, 03/28/2021 - 09:00

Giugno 2017, un capodoglio maschio di 10 metri rimane incagliato in una rete da pesca al largo delle Isole Eolie. Il corpo arriva fino a Milazzo, dove viene trovato da Carmelo Isgrò, biologo, che decide di dedicare all’animale un museo per sensibilizzare le persone sul problema mare e plastica.

Per maggiori informazioni sul museo del Mare di Milazzo clicca qui

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Cannabis terapeutica, in Italia un miraggio | Vaccini, “Da lunedì 2,8 mln di dosi” | 5 errori da evitare nella domanda del fondo perduto

Dom, 03/28/2021 - 07:25

Corriere della Sera: Myanmar, spari sulla folla: 114 morti in un giorno «Bimbo colpito in un occhio»;

Il Giornale: È assalto alla cedolare secca: in arrivo la picconata alla casa;

Il Manifesto: Cannabis terapeutica, in Italia resta un miraggio;

Il Mattino: Pochi posti letto e ospedali in affanno: «Sempre più polmoniti nei ventenni»;

Il Messaggero: Estate, vacanze in mascherina e via il coprifuoco. Ancora niente discoteche;

Ilsole24ore: Partite Iva, dalle fatture all’Iban: 5 errori da evitare nella domanda del fondo perduto – Condono cartelle esattoriali: come funziona e come calcolare il reddito;

Il Fatto Quotidiano: Trento, moglie dirigente Azienda sanitaria vaccinata con le dosi per gli anziani. Il marito si dimette;

La Repubblica: Vaccini, misure sui sanitari nel prossimo decreto Covid. Figliuolo: ” Da lunedì 2,8 milioni di dosi in arrivo, sarà cambio di passo”;

Leggo: Azzolina, il ministero dell’Istruzione revoca incarico al professor Vespa accusato di “cyberbullismo”;

Tgcom24: Barcellona come una volta in 5mila al concerto dopo il test antigenico;

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La Serra Attiva di Sfera Agricola

Sab, 03/27/2021 - 17:00

Recupero delle acque piovane, lotta biologica ai parassiti, un risparmio idrico fino al 90% rispetto alle coltivazioni su suolo. Queste sono alcune delle caratteristiche della “serra attiva” di Sfera Agricola, un’azienda toscana. Intervista a Luigi Galimberti, CEO di Sfera Agricola.

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Sapone shampoo all’ortica fatto in casa

Sab, 03/27/2021 - 15:00

Con il video dal canale YouTube Fatto in Casa da Benedetta realizziamo insieme uno shampoo all’ortica! Dopo aver raccolto nel prati vicino a casa questa pianta dalle mille proprietà vediamo quali sono i benefici che ha anche come cosmetico!

Buona visione!

Fatto in Casa da Benedetta

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In Nuova Zelanda in caso di aborto spontaneo hai diritto a un congedo

Sab, 03/27/2021 - 14:07

Mercoledì il parlamento neozelandese ha approvato all’unanimità una legislazione che concederebbe tre giorni di ferie retribuite alle coppie che subiscono un aborto spontaneo.

La Nuova Zelanda si pone, così, all’avanguardia tra i Paesi che forniscono tali benefici.

Ai datori di lavoro era già stato richiesto di fornire un congedo retribuito in caso di nascita di un feto morto, quando un bambino viene perso dopo 20 settimane o più.

La nuova normativa amplierà quel permesso a chiunque perda una gravidanza in qualsiasi momento, rimuovendo ogni ambiguità. La misura dovrebbe diventare legge nelle prossime settimane.

Sentivo che questa legge avrebbe dato alle donne la sicurezza di poter richiedere quel permesso se fosse necessario, invece di essere semplicemente stoiche e andare avanti con la vita, quando sapevano di aver bisogno di tempo, fisicamente o psicologicamente, per superare il dolore “, ha dichiarato Ginny Andersen, deputata laburista del Parlamento che ha redatto il disegno di legge.

Andersen ha, poi, aggiunto di non essere stata in grado di trovare una legislazione comparabile in nessuna parte del mondo. “Potremmo essere il primo paese“, ha detto.

La legge si applica a entrambi i genitori, a prescindere dal momento della gravidanza in cui è avvenuto l’aborto. Il congedo, però, non riguarda l’interruzione volontaria.

La Nuova Zelanda aveva già depenalizzato l’aborto lo scorso anno, ponendo fine allo status del paese come una delle poche nazioni ricche a limitare i motivi per cui porre fine a una gravidanza nei primi mesi.

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Gli effetti dei cambiamenti climatici sulle coste della Sicilia sud-orientale

Sab, 03/27/2021 - 13:00


La valutazione della perdita di terre emerse nei prossimi decenni nello studio di un team di ricercatori dell’INGV e delle Università di Bari e di Catania

Le coste della Sicilia sud-orientale potrebbero subire una progressiva sommersione, con una perdita presunta di circa 10 kmq di superficie nel 2100, a causa dei cambiamenti climatici del pianeta.

Questi sono i risultati di uno studio realizzato nell’ambito dell’ampio progetto Pianeta Dinamico che il Ministero della Ricerca e dell’Università (MUR) ha finanziato all’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV).

Lo studio

Lo studio Relative Sea-Level Rise Scenario for 2100 along the Coast of South Eastern Sicily (Italy) by InSAR Data, Satellite Images and High-Resolution Topography, svolto dall’INGV in collaborazione con l’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, con l’Università degli Studi di Catania e con la Radboud University in Olanda,  è stato appena pubblicato sulla rivista internazionale ‘Remote Sensing’.

Sappiamo che dal 1880 in poi il livello marino ha iniziato ad aumentare di 14-17 cm ma oggi sta accelerando e sale alla velocità di oltre 30 cm per secolo”, spiega il Prof. Giovanni Scicchitano, associato di Geomorfologia presso il Dipartimento di Scienze della Terra e Geoambientali dell’Università di Bari.

Negli ultimi anni il riscaldamento climatico globale sta causando la fusione dei ghiacci continentali e l’espansione termica degli oceani, come riportato nell’ultimo rapporto dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change). In esso si illustrano le relazioni tra gas serra, aumento delle temperature globali e aumento del livello marino: fattori che si ripercuotono anche sulle coste della Sicilia.

In particolare, se non verranno ridotte le emissioni di gas serra, il livello del mare potrebbe salire anche di 1.1 metri nel 2100 e di vari metri nei due-tre secoli successivi, con conseguente impatto sulle coste. Ma quelle basse e subsidenti, cioè dove la superficie terrestre si muove verso il basso per cause naturali o antropiche, possono accelerare il processo di invasione marina. Per queste ragioni abbiamo realizzato uno studio sugli scenari attesi lungo le coste della Sicilia orientale per il 2050 e 2100”, continua il Prof. Scicchitano.

L’area è ben conosciuta dal team di ricercatori già dai tempi del terremoto di Augusta del 13 dicembre 1990. In particolare, con studi multidisciplinari gli scienziati hanno realizzato scenari accurati degli effetti attesi causati dai movimenti del suolo e dall’aumento del livello del mare lungo la fascia costiera.

Marco Anzidei, ricercatore dell’INGV e primo autore della ricerca afferma “Abbiamo calcolato le proiezioni dell’aumento del livello marino per differenti scenari climatici e sulla base di vari parametri emessi dall’IPCC o calcolati in questo studio, tra cui l’espansione termica del mare, la fusione dei ghiacci continentali, la concentrazione di gas serra in atmosfera e, infine, i movimenti verticali del suolo. Insieme ai ricercatori INGV Cristiano Tolomei, Christian Bignami ed Enrico Serpelloni, abbiamo valutato le deformazioni del suolo con dati spaziali,  informazione indispensabile per realizzare mappe ad alta risoluzione delle aree che saranno potenzialmente allagate nel 2050 e nel 2100. Le analisi hanno seguito le metodologie sviluppate nei progetti SAVEMEDCOASTS e SAVEMEDCOASTS-2, coordinati dall’INGV e finanziati dalla Protezione Civile Europea (DG ECHO), che stanno fornendo nuove informazioni sugli scenari attesi nel Mediterraneo nei prossimi anni”.

Continua Anzidei, “Nello studio delle coste della Sicilia orientale abbiamo usato varie tecniche analitiche atte a definire tutte le componenti in gioco nel sollevamento relativo del livello del mare. Abbiamo utilizzato dati satellitari per calcolare la velocità di subsidenza e l’arretramento della costa, dati mareografici per l’andamento del livello marino e modelli digitali ad alta risoluzione della superficie del suolo lungo la fascia costiera, calibrati con campagne di rilievo topografico di alta precisione. Nel calcolo, abbiamo considerato gli effetti della tettonica regionale e della subsidenza utilizzando tecniche spaziali che includono le reti di stazioni GPS permanenti dell’INGV e i dati  provenienti dai satelliti interferometrici Sentinel. Queste analisi ci hanno permesso di valutare gli scenari in sei zone costiere che includono la parte meridionale della piana di Catania, i porti di Augusta e Siracusa, la foce dell’Asinaro, Vendicari e Marzamemi”.

Il Prof. Carmelo Monaco, ordinario di Geologia Strutturale presso il Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali dell’Università degli Studi di Catania, spiega “I risultati ottenuti hanno, oltre ad una grande rilevanza metodologica, una particolare importanza in termini di valutazione della vulnerabilità e del rischio delle aree costiere della Sicilia sud-orientaleNel nostro lavoro abbiamo scelto queste sei aree perché sono di particolare importanza per il territorio regionale: la piana di Catania ad intensa vocazione agricola, i porti di Augusta e Siracusa, di particolare rilevanza commerciale ed industriale e infine Vendicari e Marzamemi, particolarmente rilevanti dal punto di vista ambientale e turistico. I risultati per la piana di Catania indicano che, nell’area compresa tra i fiumi Simeto e San Leonardo, la perdita di territorio al 2100 sarebbe considerevole, con il mare che invaderebbe la zona depressa per diverse centinaia di metri. Nel porto di Augusta alcune aree industriali potrebbero essere coinvolte. Il porto di Siracusa è l’area che più soffrirebbe di un potenziale innalzamento del livello del mare al 2100: secondo le nostre proiezioni, infatti, l’area della foce del fiume Ciane potrebbe essere invasa dal mare per una estensione fino ad 1 km nell’entroterra rispetto l’attuale linea di riva. Le Saline del fiume Ciane, attualmente Riserva Naturale Orientata e che negli ultimi anni hanno già subito un arretramento misurato da dati satellitari di circa 70 metri, verrebbero totalmente sommerse. Sorte simile potrebbe toccare alla Riserva di Vendicari, le cui aree umide potrebbero sparire lasciando sparse isole relitte”.

A questi scenari va aggiunto che, come stimato da vari studi pubblicati negli ultimi anni, in condizioni di riscaldamento globale anche le tempeste potrebbero avere effetti più forti su queste aree costiere”, aggiunge il Prof. Scicchitano. “E’ un altro fenomeno che stiamo attenzionando e analizzando. In un recente studio che abbiamo condotto in collaborazione con l’Università degli Studi di Catania e l’area Marina Protetta del Plemmirio (Siracusa), che esporremo al prossimo congresso dell’European Geophysical Union, abbiamo verificato che negli ultimi anni gli uragani mediterranei, conosciuti come ‘medicane, hanno colpito le coste della Sicilia sud orientale (si ricordano Quendresa nel 2014 e Zorbas nel 2018) e hanno prodotto effetti più intensi rispetto a quelli generati dalle normali tempeste stagionali avvenute negli ultimi 10 anni”.

Pertanto, con un livello marino più alto, gli effetti di eventi meteomarini estremi verrebbero amplificati. “Sussiste, quindi, la necessità di continuare le ricerche anche in altre aree costiere ma, soprattutto, diviene necessario aumentare la consapevolezza della popolazione sugli effetti attesi. Al contempo, la comunità nazionale ed internazionale dovrebbe dare maggiore attenzione al fenomeno dell’aumento del livello del mare causato dai cambiamenti climatici in corso”, concludono i ricercatori.

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Le pale eoliche stanno per essere sostituite da “Skybrator”? (Video)

Sab, 03/27/2021 - 10:00

Potrebbe essere più vantaggiosa.

Prepariamoci alla possibilità di vedere nei nostri orizzonti non più le pale eoliche che abbiamo visto e, a seconda delle personali convinzioni, ammirato o criticato negli ultimi anni. 

Le pale eoliche, che evocano nell’immaginario di chi le guarda soprattutto la lotta di Don Chisciotte con i mulini a vento, potrebbero essere sostituite da turbine eoliche che (guardare il video per credere) evocano soprattutto un gigantesco sex toy.

Questa turbina eolica senza lama sviluppata dalla società spagnola, nomen omen,  Vortex Bladeless,  è progettata per produrre energia attraverso un sistema di vibrazioni. L’assenza di pale potrebbe aiutare a preservare alcune specie animali minacciate dalle lame.

Guardian News

“I giganteschi parchi eolici che si estendono su colline e coste non sono l’unico modo per sfruttare l’energia del vento”, afferma The Guardian la cui redazione ha realizzato il video. 

I pionieri delle energie rinnovabili “progettano di reinventare l’energia eolica e fare a meno di turbine a motore e pale”

La start-up spagnola Vortex Bladeless ha inventato “una turbina in grado di sfruttare l’energia dei venti senza il movimento di quelle pale bianche che sono comunemente associate all’energia eolica”

Un vantaggio significativo per la fauna, poiché le lame rappresentano una minaccia per alcune specie protette, tra cui alcuni uccelli migratori e pipistrelli.

Approvata di recente dalla compagnia energetica norvegese Equinor, questa turbina eolica alta 3 metri è “un cilindro con la parte superiore curva trattenuta verticalmente da un’asta elastica”, descrive il quotidiano britannico.

A un occhio inesperto sembra muoversi avanti e indietro, proprio come una macchinina. Infatti è progettata per oscillare sotto l’influenza del vento ed è proprio questa vibrazione che produce elettricità.

Ma non è la sua operazione innovativa ad aver attirato l’attenzione degli internauti, è soprattutto il suo aspetto quando è in funzione: sul forum di Reddit, la turbina eolica Vortex Bladeless è stata paragonata molto rapidamente a un sex toy, e soprannominato “Skybrator”.

La sua forma inconfondibilmente fallica ha attirato oltre 94.000 valutazioni e 3.500 commenti sul sito.

David Yáñez, il fondatore della start-up, non sembra turbato da questi commenti e ricorda che “il principale vantaggio di questa tecnica è che riduce l’impronta ambientale e visiva della turbina ma anche i suoi costi di esercizio e manutenzione”.

Per ora un modello più piccolo di questa turbina eolica sarà installato a Londra nella The O2 Arena, un’arena coperta che ospita una media di 9 milioni di utenti all’anno, dove contribuirà a generare elettricità.

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Il problema dell’insalata in busta

Sab, 03/27/2021 - 08:00

“L’insalata in busta? Ti stanno vendendo tempo, che poi possiamo spendere sui social, magari ad istruire gli altri su come difendere l’ambiente” è polemico Spartaco Gippoliti, conservazionista, nel commentare – sui social – l’uscita del libro “Fragole D’Inverno” di Fabio Ciconte (Editori Laterza).

Dietro l’insalata

Per avere la comodità di un’insalata in busta, abbiamo costruito infrastrutture che prima non esistevano e serre che garantiscono una produzione per tutto l’anno, abbiamo consumato plastica e disperso enormi quantità di gas climalteranti. Questo il messaggio del libro,  che racconta il lato oscuro del boom della cosiddetta “quarta gamma“: la tendenza ad avere un cibo “sempre più trasformato e sempre meno materia prima” e dei suoi pesanti impatti ambientali. Qui la presentazione del libro.

L’occasione è buona per riflettere su uno stile di vita assurdo. Ogni anno l’occidente spreca 1,3 miliardi di tonnellate di alimenti commestibili, un terzo della produzione globale e quattro volte quello che basterebbe per fornire le calorie necessarie a tutti coloro che non ne dispongono.

Un terzo della crisi climatica

Sono i nostri comportamenti alimentari e ciò che li precede – ovvero l’agricoltura e l’allevamento intensivi, la produzione fuori stagione, la logistica del cibo, fino alle scelte fatte al supermercato e a tavola – che generano un terzo della crisi climatica attuale.

Quando si parla di emissioni di CO2 si pensa alle auto in colonna, agli impianti di riscaldamento, alle industrie: meno al cibo. Ma l’agricoltura – ci ricorda Ciconte – è responsabile del 23% delle emissioni di CO2, l’intero sistema agroindustriale del 37%.

Carlo Petrini: Cambiare prospettiva per salvare agricoltura e ristorazione

Cambiamento climatico e agricoltura

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Bimbe nate con anticorpi contro il Covi | Estate 2021, Garavaglia: «Italia in zona gialla |Riders “Vogliamo un vero contratto»

Sab, 03/27/2021 - 06:25

Corriere della Sera: Milano, tassisti in protesta a colpi di clacson: «Misure insufficienti»;

Il Giornale: Quota 100 finirà nel baratro. E spunta il piano “41” per tutti;

Il Manifesto: «Noi riders siamo essenziali ma senza tutele. Ora vogliamo un vero contratto»;

Il Mattino: Live la maratona dei diritti dell’infanzia: «Più fondi con il Recovery Plan»;

Il Messaggero: Dante, l’attacco dei tedeschi: «Era un plagiatore» La festa infastidisce un popolo distratto;

Ilsole24ore: Le «Big Four» della consulenza assumeranno 2.000 giovani in 3 mesi. Ecco i profili richiesti;

Il Fatto Quotidiano: Juventus, procura di Cuneo chiede l’archiviazione delle indagini sulla morte dell’ultrà Raffaello Bucci;

La Repubblica: Due bimbe nate con anticorpi contro il Covid: le mamme avevano fatto vaccino;

Leggo: Estate 2021 e Covid, il ministro Garavaglia: «Tutta Italia in zona gialla, da aprile iniziamo a aprire tutto»;

Tgcom24: “Even Given”: fallisce il tentativo di sblocco  | La Turchia offre un suo super rimorchiatore;

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Animali simpatici (e dove trovarli)

Ven, 03/26/2021 - 17:45

Ricordate il buon, vecchio Topo Gigio che diceva con voce dolce e una faccia tenera “Cosa mi dici dici mai?!”.
Ecco, chissà cosa ci staranno dicendo questi animali, immortalati nelle foto finaliste del Comedy Wildlife Photography Awards 2020.

Buon divertimento e buona interpretazione!

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Covid-19, Draghi: “Riapriremo le scuole fino alla prima media”

Ven, 03/26/2021 - 16:45

“Riapertura della scuola fino alla prima media”, con queste parole Mario Draghi conferma quel che circolava da ore, aggiungendo però che tutto il resto dovrà restare chiuso. Il rischio altrimenti è che la condizione relativamente protetta delle aule, venga meno. Il presidente del Consiglio lo ha detto in conferenza stampa da Palazzo Chigi. “Il ministro dell’Istruzione Bianchi — ha continuato Draghi — sta lavorando affinché la riapertura avvenga in modo ordinato e in alcuni casi sarà possibile effettuare alcuni test”. Niente test settimanale dunque, come si ipotizzava fino a ieri, seguendo una “azione estensiva e globale”: il rientro delle classi non sarà quindi condizionato dall’effettuazione regolare di test in massa su tutti gli alunni.

Scuole aperte, tutto il resto chiuso

Il motivo di questa apertura, ha aggiunto Draghi, dipende dalle evidenze scientifiche che mostrano come la scuola primaria non sia di per sé una fonte di contagio, e anche da primi, timidi, segnali di discesa della curva epidemiologica.  Non sufficienti però a permettere altre aperture. “E’ quindi opportuno mantenere in vigore tutte le altre restrizioni”.

“Abbiamo deciso di spendere questo piccolo tesoretto di cui disponiamo — ha continuato il ministro della Salute, Roberto Speranza — per riaprire la scuola, per l’importante funzione sociale che ricopre”.

Il murales mangia-smog conquista l’Europa (e le scuole di Milano)

Covid-19, artista occupa il tempo ballando con i cigni del lago di Zurigo

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Riselda partecipa: il progetto di riciclo nato dal carcere di Milano

Ven, 03/26/2021 - 14:00

Riselda partecipa nasce da un incontro nel carcere di Bollate fra Fernando, il suo creatore, e BiPart, impresa sociale che si occupa di portare il bilancio partecipativo in tutte le comunità che in quel periodo stava realizzando il primo progetto di democrazia diretta in un’istituzione totale.

Da questo incontro nasce un progetto di ecologia, comunità e riciclo che viene poi selezionato dal Comune di Milano per partecipare alla sua II edizione del crowdfunding civico. Ora Fernando e i suoi amici stanno raccogliendo i fondi per realizzare Riselda partecipa su Produzioni dal Basso: se raggiungeranno il loro obiettivo, il Comune di Milano co-finanzierà la restante parte del budget.

Il progetto Riselda nasce, come sperimentazione, nel carcere di Sollicciano per poi approdare nel carcere di Milano-Bollate dove parte la raccolta del dato: si iniziano a tracciare manualmente i sacchi di rifiuti indifferenziati di ogni singola cella della Casa di reclusione. Nel frattempo inizia ad essere prototipato lo smart-dumpster, il dispositivo che, in futuro, svolgerà in modo automatico tutte le funzioni previste dalla sperimentazione.

Bipart Impresa Sociale Una macchina intelligente per un progetto di comunità e partecipazione

Riselda partecipa è un progetto che ha come issue l’ecologia e il riciclo, ma è dall’unione con BiPart che trae il suo forte senso di armonia e progettualità con la comunità. La sperimentazione prevede che i rifiuti smaltiti con lo smart-dumpster potranno generare un valore economico che sarà re-investito per progetti di quartiere, decisi dai cittadini.

Ma come intende realizzare questo percorso?

Riselda è un cassonetto intelligente e brevettato che premia il cittadino riciclatore. Ogni utente ha a disposizione una card personale per buttare qualsiasi tipo di rifiuto: indifferenziato, plastica, carta e organico. Si inserisce la card nel cassonetto e la macchina riconosce e stampa un’etichetta adesiva con un codice a barre. L’etichetta va applicata al sacchetto e poi si seleziona il materiale che si desidera buttare.

La macchina pesa e smista il sacchetto nel contenitore ed è in grado di fornire dati su quanto un determinato cittadino ha riciclato e su cosa. In questo modo gli enti preposti potranno calcolare la tassa sui rifiuti non più sul metraggio delle abitazioni ma su quanta spazzatura effettivamente produce un cittadino. Inoltre, sullo smart-dumpster è installato uno schermo che, oltre a funzionare da interfaccia smart per l’utente, può anche trasmettere pubblicità. Riselda partecipa prevede che, grazie ai contratti pubblicitari, una parte di questi introiti andranno a costituire un piccolo capitale che i cittadini potranno decidere di spendere proponendo, discutendo e votando quali opere e/o servizi realizzare nel proprio quartiere.

Dal carcere “quartiere della città” alla città e ai cittadini

Questo progetto nasce dalla volontà di costruire assieme ai cittadini, grazie al crowdfunding, una comunità etica e responsabile, una comunità che ha a cuore il futuro del pianeta, che vuole migliorare il paradigma del rifiuto dando valore a ciò che generalmente viene scartato: “ciò che per gli altri è un rifiuto, per noi è una risorsa” è il claim di Riselda partecipa. La sfida è quella di voler replicare nella città di Milano il modello già consolidato a Bollate, un sistema etico e sostenibile basato sulla premialità dell’utente finale, mettendo al centro il suo impegno e la sua responsabilità sociale a vivere e far vivere in un mondo più pulito.

Il crowdfunding di Riselda partecipa – Dai un valore ai tuoi rifiuti!

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Ortica: come raccoglierla senza pungersi?

Ven, 03/26/2021 - 10:00

La primavera e l’autunno sono le stagioni giuste per trovare questa pianta dai mille utilizzi.

Come si legge sul canale YouTube Matt The Farmer: come raccogliere l’ortica senza pungersi? Ma ve lo dico io, ci sono due metodi, il primo efficace al 100% il secondo un po di meno ma vi assicuro che non vi orticherete mai più.

Matt The Farmer

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Il murales mangia-smog conquista l’Europa (e le scuole di Milano)

Ven, 03/26/2021 - 09:15

L’esperimento italiano partito da Roma nel 2018 fa scuola e arriva in Olanda e negli USA, esempio d’arte e imprenditoria femminile green italiana. Si tratta della serie di murales mangia-smog promossi da Veronica De Angelis con la sua no profit Yourban2030, che nel 2021 diventa modello da esportare, non solo in altre città italiane, ma anche all’estero.

La novità ad Amsterdam

È così che la street art green è arrivata in Olanda, ad Amsterdam, con il primo murales mangia-smog dei Paesi Scandinavi, Diversity in Bureaucracy: un atto artistico per riflettere sul tema della disuguaglianza, affidato alla street artist olandese JDL, 100 mq di arte per neutralizzare ogni giorno le emissioni di 20 auto a benzina.

Sulle scuole di Milano

Sempre nel 2021, a Milano, William Griffini, Ceo di Carter & Benson, metterà in cantiere una serie di murales Green sui muri delle scuole del capoluogo lombardo e il messaggio è arrivato anche in Nord America, dove alla giovane imprenditrice romana è stata data l’esclusiva per trasformare muri in opere d’arte mangia-smog.

Smog, cura e bellezza verso Glasgow

Con il 2021 si apre il decennio decisivo del cambiamento climatico. La conferenza delle Nazioni Unite nota come COP26, prevista a Glasgow a novembre 2021, segnerà un passaggio fondamentale. Non solo: il 2021 è anche stato dichiarato l’Anno Internazionale dell’Economia Creativa per lo Sviluppo Sostenibile (in inglese, International Year of Creative Economy for Sustainable Development) dalla 74a Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

Ecco allora che la cura, la vivibilità del territorio, la qualità della vita e la riqualificazione urbana messe in atto da De Angelis per la prima volta a Roma, in alcuni dei quadranti cittadini più inquinati della capitale, rappresentano interventi creativi a tutela dell’ambiente che si sono rivelati al tempo stesso oggetti d’arte per il rilancio del territorio e per la sua vivibilità estetica.

Veronica De Angelis, cosa pensa delle attuali politiche delle capitali europee contro lo smog?

“Serve uno sforzo congiunto da parte di tutti i Paesi dell’UE per sviluppare politiche e piani di attuazione concreti e rapidi. L’Europa è ancora molto divisa, con Paesi più attenti e in linea con le direttive EU e altri, come l’Italia, ancora molto indietro. Secondo uno studio di Lancet Planetary Heath, le due città in testa alla classifica di morti premature legate all’inquinamento da PM2.5 sono Brescia e Bergamo, ma tra le prime dieci troviamo anche Vicenza e Saronno, mentre le città italiane in cui l’inquinamento da NO2 colpisce di più sono Torino (al terzo posto) e Milano (al quinto)”. 

La raccolta firme per far pagare la CO2

“Yourban2030 – continua De Angelis – ha aderito alla campagna di raccolte firme “Stop Global Worming”, che si propone di introdurre un prezzo minimo per le emissioni di CO2, partendo da 50 euro per tonnellata di CO2 dal 2020 fino a 100 euro entro il 2025. Al contempo puntiamo ad abolire l’attuale sistema di quote di emissione gratuite per coloro che inquinano nell’UE e introdurre un meccanismo di adeguamento alla frontiera per le importazioni da Paesi terzi, in modo da compensare i prezzi più bassi delle emissioni di CO2 nel Paese esportatore. Le maggiori entrate derivanti dalla fissazione del prezzo delle emissioni verranno dirottate verso le politiche europee che sostengono il risparmio energetico e l’uso di fonti rinnovabili e impiegate per ridurre l’imposizione fiscale sui redditi più bassi”.

Per sostenere questa campagna di raccolta firme e sensibilizzare presto sarà installata una targa QR code sotto il murals Hunting Pollution, con l’invito a firmare la petizione sul sito.

Come vede il futuro dell’Italia e dell’Europa?

“È difficile fare previsioni. Il rapporto dell’AEA sulla qualità dell’aria in Europa Air quality in Europe 2020 report mostra che nel 2018 sei Stati membri hanno superato il valore limite dell’Unione Europea per il particolato fine (Bulgaria, Cechia, Croazia, Italia, Polonia e Romania). Solo quattro Paesi europei (Estonia, Finlandia, Irlanda, Islanda) presentavano concentrazioni di particolato fine inferiore ai valori guida più restrittivi dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Il rapporto mostra però che le politiche dell’Unione Europea nazionali e locali e le riduzioni delle emissioni in settori chiave hanno migliorato la qualità dell’aria in tutta Europa”.

“A mio avviso bisogna continuare ad attuare delle politiche di crescita economica che trasformino l’Unione Europea in un paese moderno competitivo e soprattutto sostenibile. Questo è possibile trasformando le sfide climatiche in opportunità, bisogna fare in modo che questa transizione crei un volano per l’economia che sia inclusivo per tutti”.

Cosa ne pensa di Milano?

“Nella città di Milano stiamo lavorando a un nuovo progetto che si svilupperà sulle scuole. Credo che Milano sia la più attraente e fiorente città italiana, sia da un punto di vista economico che sociale. Al contempo però il tasso di inquinamento è estremamente alto. Come polo di grande attrazione per investitori nazionali e internazionali spero che Milano non sprechi l’opportunità di dare un esempio di buone pratiche e politiche economiche rispettose dell’ambiente.

Crede che opere d’arte come le sue possano contribuire realmente all’abbassamento degli inquinanti – e dunque che andrebbero tappezzati i palazzi – o crede che servano piuttosto a sensibilizzare, a invitare le persone e la politica a un cambiamento più strutturale?

“Le opere d’arte che sviluppiamo con YOURBAN2030 servono in molti casi soprattutto a sensibilizzare, ad accendere un riflettore su alcune tematiche, tra cui l’inquinamento e la sostenibilità, e allo stesso tempo a portare bellezza e arte negli spazi pubblici. Sarebbe un’utopia immaginare che tutti gli edifici possano essere dipinti con tecnologie quali Airlite. Così come credo che l’arte debba sempre trovare una sua collocazione per avere un riscontro positivo. La nostra sfida come Yourban2030 è quella di spingere alla riflessione e di parlare con la città attraverso le nostre opere, sperando che questo sia anche uno stimolo per chi le città le governa a fare di più e a impegnarsi per sostenere politiche rivolte a un futuro più sostenibile”.

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Mobilità: perché le formiche non si incolonnano nel traffico?

Ven, 03/26/2021 - 08:00

Un gruppo di ricercatori ha osservato come le formiche siano in grado di mantenere un flusso regolare anche quando il loro numero aumenta vertiginosamente su uno stesso percorso. Che vuol dire? Che alle colonie di formiche non capita mai di esasperarsi mentre sono bloccate nel traffico, nonostante il loro pendolarismo senza fine, perché si muovono senza intoppi, molto meglio di noi, indipendentemente dalla lunghezza del tratto di strada da fare e indipendentemente dal fatto che, notoriamente, viaggiano sempre in colonna, ma non si fermano mai. Com’è possibile? E cosa possono imparare da loro le nostre strade e autostrade, i nostri automobilisti?

Un trasporto efficiente è fondamentale per la mobilità, ma anche per la funzione cellulare e la sopravvivenza di gruppi di animali“, scrivono gli scienziati del Research Center on Animal Cognition (CNRS) e dell’Università dell’Arizona, che hanno pubblicato il loro studio, pubblicato su eLife. Guardando al “traffico animale”, il team ha puntato gli occhi sulle formiche, perché, “nonostante la loro semplicità comportamentale, sanno gestirsi perfettamente per evitare la formazione di ingorghi ad alta densità“, hanno aggiunto.

Il team ha condotto 170 esperimenti per osservare come si spostano le formiche tra il loro nido e una fonte di cibo, scoprendo che quando la densità del traffico aumenta, i flussi di formiche prima si gonfiano e poi si stabilizzano, a differenza del traffico umano che, al di sopra di una certa densità, rallenta fino a fermarsi.

Questo succede quando il livello di densità (di veicoli o corpi) supera il 40% per gli esseri umani, mentre nelle colonie di formiche il flusso di traffico non ha mostrato segni di declino, mai, neppure quando la densità ha raggiunto l’80%.  Scrivono i ricercatori che “gli esperimenti hanno rivelato che le formiche adattano il loro comportamento alle circostanze, accelerano a densità intermedie, evitano collisioni a densità elevate ed evitando di entrare in piste sovraffollate”. In poche parole, le formiche, a differenza nostra, rispetto sempre quel che noi chiamiamo distanza di sicurezza.

Inoltre, a differenza degli umani, le formiche evitano la “trappola del traffico” grazie a un insieme di regole molto fluide, che adattano il loro comportamento al flusso. In definitiva, mentre le persone pensano al traffico come a un ostacolo per la propria personale traiettoria, e reagiscono pensando solo al proprio obiettivo, la formica pensa a se stessa come parte del traffico, come una parte del tutto, e si applica perché i suoi movimenti restino fluidi con il resto del gruppo.

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Cambia il cashback | Mente su autocertificazione, il giudice: «No obbligo di dire la verità» | Suez, canale bloccato per giorni

Ven, 03/26/2021 - 06:25

Corriere della Sera: Draghi: «I cittadini europei si sentono ingannati da alcune case farmaceutiche» Von der Leyen: dosi Ue restano nell’Unione;

Il Giornale: Ora cambia il cashback: cosa fare al supermarket;

Il Manifesto: Aborto, il Consiglio d’Europa bacchetta di nuovo l’Italia;

Il Mattino: Sud, via libera al concorsone per la pubblica amministrazione;

Il Messaggero: Suez, canale bloccato per giorni: in corso le operazioni per disincagliare la Ever Given. Almeno 150 le navi in sosta;

Ilsole24ore: Covid più grave con la variante inglese, ma forse primi segnali di immunità di gregge;

Il Fatto Quotidiano: Francia, la terza ondata preoccupa: “Situazione allarmante”. E ora si valuta la chiusura delle scuole;

La Repubblica: Diritti, tv, intesa vicina: sì a Dazn e Tim con 3 partite a Sky;

Leggo: Ha mentito sull’autocertificazione durante lockdown, il giudice lo assolve: «Non c’è obbligo di dire la verità»;

Tgcom24: Usa, Biden dopo i primi 100 giorni: “Pandemia sfida mondiale, segnali di ripresa dall’economia”;

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Papa Francesco taglia gli stipendi in Vaticano

Gio, 03/25/2021 - 13:30

Papa Francesco ha deciso di tagliare gli stipendi dei cardinali, dei capi dicastero, dei segretari, dei sacerdoti e di religiosi e religiose in servizio presso la Santa Sede, il Governatorato e altri enti collegati. Tutti i dipendenti vedranno inoltre bloccato lo scatto di anzianità fino al 2023, fatta eccezione per i laici dal primo al terzo livello. Il taglio degli stipendi a cardinali e superiori arriverà dal 1° aprile 2021. I tagli non si applicano in casi eccezionali collegati alle spese per la salute.

Decisione presa con motu proprio

Una decisione presa con un motu proprio per un “futuro sostenibile economicamente”, come ha sottolineato nel documento ufficiale Bergoglio, che riguarderà i porporati e i sacerdoti della Curia romana, del Vicariato di Roma, dei Capitoli delle Basiliche Papali Vaticana, Lateranense e Liberiana, della Fabbrica di San Pietro e della Basilica di San Paolo fuori le mura. Non verranno toccati dai tagli coloro che operano nelle diocesi italiane e che percepiscono una retribuzione personale di 1300-1400 euro netti al mese.

Perché Papa Francesco ha tagliato gli stipendi

A guidare Bergoglio sono stati criteri di “progressività” e “proporzionalità” che mirano a limitare il disavanzo che da anni pesa sulla gestione economica della Santa Sede, aggravato ulteriormente dalla pandemia di Covid-19, che ha ridotto le fonti di ricavo del Vaticano.

A quanto ammontano le decurtazioni

Le decurtazioni decise nel motu proprio da Papa Francesco riguardano soprattutto le cariche più alte e più retribuite, ovvero:

  • Cardinali e superiori: taglio del 10% (su retribuzioni che si aggirano sui 5.000 – 5.500 euro)
  • Capi dicastero e segretari (inquadrati nei livelli retributivi C e C1): taglio dello stipendio dell’8%.
  • Sacerdotireligiosi e religiose in servizio presso la Santa Sede: taglio dello stipendio del 3%.
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