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Aggiornato: 41 min 18 sec fa

Papa Francesco taglia gli stipendi in Vaticano

Gio, 03/25/2021 - 13:30

Papa Francesco ha deciso di tagliare gli stipendi dei cardinali, dei capi dicastero, dei segretari, dei sacerdoti e di religiosi e religiose in servizio presso la Santa Sede, il Governatorato e altri enti collegati. Tutti i dipendenti vedranno inoltre bloccato lo scatto di anzianità fino al 2023, fatta eccezione per i laici dal primo al terzo livello. Il taglio degli stipendi a cardinali e superiori arriverà dal 1° aprile 2021. I tagli non si applicano in casi eccezionali collegati alle spese per la salute.

Decisione presa con motu proprio

Una decisione presa con un motu proprio per un “futuro sostenibile economicamente”, come ha sottolineato nel documento ufficiale Bergoglio, che riguarderà i porporati e i sacerdoti della Curia romana, del Vicariato di Roma, dei Capitoli delle Basiliche Papali Vaticana, Lateranense e Liberiana, della Fabbrica di San Pietro e della Basilica di San Paolo fuori le mura. Non verranno toccati dai tagli coloro che operano nelle diocesi italiane e che percepiscono una retribuzione personale di 1300-1400 euro netti al mese.

Perché Papa Francesco ha tagliato gli stipendi

A guidare Bergoglio sono stati criteri di “progressività” e “proporzionalità” che mirano a limitare il disavanzo che da anni pesa sulla gestione economica della Santa Sede, aggravato ulteriormente dalla pandemia di Covid-19, che ha ridotto le fonti di ricavo del Vaticano.

A quanto ammontano le decurtazioni

Le decurtazioni decise nel motu proprio da Papa Francesco riguardano soprattutto le cariche più alte e più retribuite, ovvero:

  • Cardinali e superiori: taglio del 10% (su retribuzioni che si aggirano sui 5.000 – 5.500 euro)
  • Capi dicastero e segretari (inquadrati nei livelli retributivi C e C1): taglio dello stipendio dell’8%.
  • Sacerdotireligiosi e religiose in servizio presso la Santa Sede: taglio dello stipendio del 3%.
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Mettiamo in moto la Cucina Mobile Solidale di Milano

Gio, 03/25/2021 - 13:00

Un pasto caldo è il primo passo per rompere le barriere e per valorizzare chi non trova uno spazio all’interno della società. Ogni settimana con il progetto Drago Verde, promosso dall’associazione Mutuo Soccorso Milano consegniamo pasti caldi a più di 400 senzatetto per le strade di Milano.

Mutuo Soccorso Milano

Con la Fondazione Corte delle Madri vogliamo acquistare una cucina mobile per offrire, oltre a un pasto caldo, servizi di prima assistenza sanitaria. In questo modo possiamo raggiungere più zone della città così da continuare a donare serenità e dignità a coloro che vivono le strade di Milano.

Con l’acquisto di una cucina mobile, oltre a poter offrire i nostri servizi a un numero più elevato di persone, vogliamo garantire una stabilità ed una continuità al nostro impegno.

Scopri di più sul progetto > Perché una cucina mobile solidale per le strade di Milano?

Vuoi contribuire alla realizzazione di questo progetto?

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Covid-19, ritorno a scuola subito dopo Pasqua con 1 tampone a settimana

Gio, 03/25/2021 - 12:00

Studenti in aula subito dopo Pasqua per il 50% delle presenze in fascia arancione, con materne ed elementari in classe anche in fascia rossa. Questo il progetto del governo che sta emergendo in queste ore. Il premier Draghi aveva detto: “Cominceremo riaprendo almeno le scuole primarie e dell’infanzia, se la situazione epidemiologica lo permetterà”.

Tamponi per tutti come in Uk

L’idea è seguire il modello britannico, che per primo ha affrontato l’emergenza variante inglese. Come ha fatto Londra, il primo giorno di rientro a scuola tutti gli studenti, bambini di nidi e materne comprese, dovranno essere sottoposti a un tampone rapido, da ripetersi poi una volta a settimana (in Gb è due volte a settimana). In caso di positività si procederà con il tampone molecolare a tutta la classe. Dopo due settimane, l’esperienza inglese testimonia che non ci sono stati incrementi nei casi: lo scrive il Telegraph. Solo lo 0,05% degli studenti più grandi, delle scuole superiori, i più soggetti al virus tra i giovani, è risultato positivo dopo gli accertamenti della prima settimana, e non ci sono stati aumenti.

Dopo Pasqua tutti i docenti vaccinati

“Abbiamo dato un’accelerazione importante alla campagna, su base nazionale siamo riusciti a vaccinare più della metà del personale scolastico” ha spiegato il ministro dell’istruzione Patrizio Bianchi, sottolineando le note e gravi differenze di passo tra regione e regione. Al momento i docenti e il personale scolastico immunizzato, che hanno quindi ricevuto entrambe le dosi di vaccino anti Covid, sono circa 600mila su un totale di 1 milione e 200mila persone.

Lazio, Puglia e Campania sono tra le Regioni più virtuose in questo senso, Liguria, Sardegna e Calabria sono tra le più lente.

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L’esperimento olandese: prove di concerto Covid-free

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Dynamic discounting per finanziare il capitale circolante delle piccole imprese

Gio, 03/25/2021 - 10:00

Un mantra che ascolto da 30 anni, molto spesso convinto che dall’altro lato non sempre il problema è stato focalizzato con consapevolezza.

Ma cosa e’ il capitale circolante di una micro-piccola impresa?

In parole semplici il capitale circolante di una piccola azienda rappresenta i fondi investiti in beni di produzione circolanti (acquisto merci, pagamento stipendi, funzionamento della macchina produttiva, amministrativa e commerciale, vendita dei prodotti), cioè quei beni e servizi che fanno una circolazione continua nel processo dell’attività economica dell’organizzazione.

Liberare risorse per supportare il capitale circolante è un’attività che si può rivelare cruciale per mantenere le piccole imprese non ancora malate e aiutarle a crescere, soprattutto in un mondo in cui i tempi di pagamento delle fatture commerciali sono molto dilatati.

In Italia non è un segreto che, nonostante la normativa europea imponga un massimo di 60 giorni per il pagamento delle fatture, che scendono addirittura a 30 giorni nel caso di alcuni settori come quello dell’alimentare fresco, i tempi medi di incasso restano ben al di sopra di questa soglia e anche sopra la media europea. Secondo gli ultimi dati a disposizione, i giorni medi di incasso (Days Sales OutstandingDSO) in Italia per le PMI sono circa 113(!!!), un dato tra i peggiori al mondo.

E proprio tempi dilatati di incasso sono spesso una delle ragioni di innesco delle crisi aziendali. È evidente, quindi, che il ricorso a soluzioni cosiddette di supply chain finance (la finanza della catena di distribuzione) possa essere molto interessante per le PMI italiane e per tutto il sistema economico, visto che potenzialmente si potrebbero rimettere in circolo più velocemente, questo il dato stimato, ben 450 miliardi di euro!

Una delle nuove modalità di finanziare la catena di distribuzione si chiama dynamic discounting.

Il dynamic discounting è il pagamento anticipato ai fornitori a fronte di uno sconto proporzionale ai giorni di anticipo. Lo sconto è dinamico, nel senso che il fornitore può chiedere al suo cliente il pagamento anticipato quando vuole. In questo modo, da un lato, l’azienda cliente mette a reddito la sua liquidità e nel contempo offre un sostegno concreto ai propri fornitori fornendogli un canale di finanziamento alternativo e disponendo direttamente il pagamento nella data prestabilita dal venditore. Dall’altro l’azienda fornitrice incassa prima il suo credito e quindi ha in anticipo a disposizione nuova liquidità da impiegare nel suo business.

C’è poi anche un aspetto contabile non secondario, perché l’impresa che consente lo sconto dinamico trasforma in pratica i vecchi interessi attivi in minori costi di acquisto, perché l sconto su una fattura infatti non è considerato un provento.

Cosa cambia

E’ un qualcosa di diverso rispetto alla classica linea di credito bancaria denominata “anticipo ai fornitori” laddove un istituto di credito mette a disposizione del cliente (acquirente) un finanziamento utilizzabile per pagare direttamente i fornitori sulla base della fattura pro-forma presentata. In tal caso, come si può notare, il fornitore non è assolutamente coinvolto nel processo: riceve il pagamento sulla base del prezzo pieno senza neppure sapere come si è finanziato il suo cliente.

Questi nuovi programmi di sostegno della filiera delle micro-piccole imprese consentono, invece, alle aziende clienti di ricevere un finanziamento da una banca da utilizzare poi per supportare, coinvolgendola nel processo, la propria filiera fornitori attraverso una innovativa piattaforma fintech.

Sono poche le banche che si stanno attrezzando, sono di piccole dimensioni. Ma ci stanno.

Basta cercarle.

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Ad Artena i rifiuti si raccolgono a passo di mulo

Gio, 03/25/2021 - 08:00

Artena, comune italiano di 14 086 abitanti della città metropolitana di Roma Capitale, vive grazie ai muli che sono gli unici “mezzi” per trasportare merci e generi alimentari tra le strette vie del borgo. Anche la raccolta differenziata viene fatta con i muli, che danno al paese un’atmosfera tutta particolare.

Iniziata nel 2017 ha raggiunto quota 76,8% di rifiuti raccolti in modo differenziato.

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Perché l’università italiana è in coda all’UE | Myanmar: uccisa bambina di 7 anni | Gran Bretagna vaccina 4 volte più della Ue

Gio, 03/25/2021 - 06:25

Corriere della Sera: Dad, tasse (e tutto il resto): ecco perché l’università italiana è in coda all’Europa;

Il Giornale: Scatta l’allarme in tutto il mondo. Cosa nasconde l’incidente di Suez;

Il Manifesto: Myanmar: uccisa bambina di 7 anni. Incendio nel campo Rohingya;

Il Mattino: Vaticano, il Papa taglia gli stipendi dei cardinali;

Il Messaggero: San Marino vaccina anche i minorenni: «Registrate prenotazioni per fascia 16-17 anni»;

Ilsole24ore: La Gran Bretagna vaccina 4 volte più della Ue: quanto guadagna in crescita economica?;

Il Fatto Quotidiano: Aleyna e le altre: così la Turchia di Erdogan sacrifica le donne in nome del potere (maschile);

La Repubblica: Retromarcia Merkel sul lockdown a Pasqua: “Colpa mia, chiedo scusa”;

Leggo: Dpcm in scadenza, ecco cosa cambia dopo Pasqua in Italia: scuola e zona rossa, l’annuncio del premier Draghi. REGIONI: I NUOVI CAMBI DI COLORE;

Tgcom24: Macerata, tentò una strage di migranti: Luca Traini condannato a 12 anni in Cassazione;

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Erbe Officinalis: natura da scoprire (Video)

Mer, 03/24/2021 - 20:00

Melissa e Menta sono conosciute ma il Lapazio? La Piantaggine? Come usare le erbe officinali e come imparare a conoscerle (spoiler: è questione di esperienza).

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Una bici in bamboo dura più di quelle in acciaio

Mer, 03/24/2021 - 18:00

A Brescia si costruiscono biciclette in bamboo. Si chiama Bamboo Bicycle Club e People for Planet è andato a intervistare uno dei fondatori, Suami Rocha.
La bicicletta in bamboo si può autocostruire con un corso di formazione oppure si può acquistare online un kit.

Sito internet Bamboo Bicycle Club https://www.bamboobicycleclub.org/
Sezione di Brescia https://www.facebook.com/bamboobicyclebrescia/

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Covid-19, artista occupa il tempo ballando con i cigni del lago di Zurigo

Mer, 03/24/2021 - 17:30

Fermo a causa delle restrizioni imposte dalla pandemia, questo artista non si è perso d’animo. Bernardo San Rafael, fermo a casa come tanti artisti, ha scelto il lago di Zurigo come palcoscenico, e i suoi cigni come pubblico e scenografia, per continuare ad esibirsi. Un modo diverso per tenere in vita l’arte, in pieno rispetto delle regole di distanziamento! Ogni settimana, con qualsiasi temperatura, Bernardo danza con i cigni e per i cigni… e loro sembrano gradire: lo osservano affascinati e lo circondano senza timore.

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Abusi sessuali, violenze, pedopornografia: Bufera sulla polizia di Londra

Mer, 03/24/2021 - 16:25

C’è un poliziotto, che poi si è dimesso, accusato di aver violentato le donne che aveva incontrato in una discoteca. Proprio settimana scorsa Downing Street ha svelato un piano di protezione per le donne che prevede la presenza di agenti in borghese nei nightclub, proposta che, alla luce del dossier emerso, ha suscitato derisione e proteste da parte dei movimenti femministi e di gran parte della cittadinanza.

Non mancano violenze e reati pedopornografici: C’è anche chi ha caricato immagini oscene di bambini sul proprio telefonino. C’è chi ha inviato post sull’app di messaggistica Kik in cui scrive di morire dalla voglia di “violentare le donne nella foto e farle violentare da altri” a corredo di immagini che “che sembrano essere quelle di sua figlia e sua nipote”.

Tra i casi segnalati c’è quello di un poliziotto che avrebbe avuto rapporti sessuali con una vittima di stupro. La donna, a suo tempo, aveva accusato l’agente di avere “approfittato della sua vulnerabilità” e di avere “fatto sesso con lei in due occasioni”: l’ufficiale è stato successivamente licenziato.

Sono di questo tenore le centinaia di denunce e segnalazioni esaminate dal quotidiano Observer presso tutti i commissariati londinesi e raccolte in un’indagine che sta esasperando il clima già teso dopo quanto è successo a Sarah Everard, uccisa il 3 marzo dopo essere stata aggredita, abusata, rapita e torturata.

594 denunce per molestie sessuali a carico di agenti tra il 2012 e il 2018 nella sola area metropolitana di Londra. Su 594 casi, solo per 119 di essi è stato avviato un procedimento, ma per lo più irrisorio. Di pene detentive, quasi nessuna. Perché?

Se lo chiede pubblicamente Nazir Afzal, ex procuratore capo della corona per il nord ovest dell’Inghilterra, tra i primi prendere posizione, ha infatti detto che “i procedimenti disciplinari non possono sostituire i procedimenti giudiziari”.

In attesa del processo che vede imputato l’agente Wayne Couzens, reo confesso dell’omicidio di Sarah Everard, intanto, la tensione sociale in Inghilterra cresce, e in molti chiedono le dimissioni del capo di Scotland Yard, Cressida Dickdella, colpevole di avere dato ordine di reprimere con la violenza la manifestazione in memoria di Sarah.

Leggi anche: Londra, violenza durante la veglia per l’omicidio di Sarah Everard

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Covid-19, boom di vaccini, passaporti vaccinali e test falsi sul darkweb

Mer, 03/24/2021 - 13:00

Boom di offerte di vaccini dal darkweb, o darknet, ovvero quella parte di internet “oscura” accessibile solo attraverso speciali motori di ricerca, e finora dedicata soprattutto alla compravendita di armi e droga. Vaccini ma anche passaporti vaccinali falsi e certificati falsi di test anti covid-19 negativi, quindi falsi. Lo riporta la Bbc.

Quanto costano i vaccini?

I prezzi vanno da 500 a 750 dollari dollari per i vaccini AstraZeneca, Sputnik, Sinopharm e Johnson & Johnson, chissà se autentici, mentre i certificati falsi dei test anti covid si possono acquistare per un minino di 150 dollari.

Lo hanno rilevato ricercatori della Check Point, società specializzata nella sicurezza online, notando un “forte incremento” dall’inizio dell’anno degli annunci pubblicitari legati soprattutto ai vaccini anti covid. Secondo i ricercatori nell’arco di pochi mesi il numero di questi annunci è triplicato.

Disponibili anche offerte speciali

I venditori dicono di trovarsi negli Stati Uniti, in Spagna, in Germania, in Francia e in Russia: il vaccino Oxford-AstraZeneca viene offerto a 500 dollari, quelli di Johnson & Johnson e Sputnik a 600 dollari ciascuno, mentre il cinese Sinopharm a 750 dollari. Addirittura, non mancano le offerte ‘Prendi tre, paghi due’ per i certificati falsi di test covid, e le promesse di consegna dei vaccini in 24 ore. I passaporti vaccinali falsi sono disponibili a partire da 150 dollari, naturalmente in Bitcoin.

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India: protesta a oltranza dei Jenu Kuruba per il diritto a restare nella riserva delle tigri

Mer, 03/24/2021 - 12:00

(Fonte: Survival International) – Centinaia di Jenu Kuruba hanno iniziato una protesta a oltranza fuori dal Parco Nazionale di Nagarhole, in India, per chiedere alle autorità di riconoscere i loro diritti alla foresta e di smettere di cercare di sfrattarli.

La tribù, famosa per la sua capacità di raccogliere il miele, si è accampata davanti all’ufficio delle Guardie Forestali di Nagarhole. Le loro terre sono state trasformate in una riserva delle tigri per turisti e molti Jenu Kuruba sono già stati sfrattati con la forza dal Dipartimento indiano alle Foreste, con il sostegno della Wildlife Conservation Society (WCS).

Secondo il Forest Rights Act (FRA) indiano, i Jenu Kuruba hanno il diritto di vivere, “proteggere” e “conservare” le proprie terre. I loro diritti territoriali avrebbero dovuto essere riconosciuti già molti anni fa – hanno inoltrato le loro richieste per la prima volta nel 2009. Ma, come per molti altri popoli indigeni del paese, le loro richieste sono state finora ignorate.

Noi Adivasi [indigeni] sappiamo come prenderci cura della foresta e degli animali, e lo facciamo molto meglio di loro” ha dichiarato JK Thimma, un leader Jenu Kuruba di Nagarhole. “Questo è quello per cui dobbiamo lottare. Vogliamo che il Dipartimento alle Foreste se ne vada e ci affidi la foresta, noi ne avremo cura.”

Gli sfratti e le persecuzioni che i Jenu Kuruba hanno subito sono parte di un modello di conservazione razzista e coloniale che si prende le terre dei popoli indigeni e le trasforma in aree protette per turisti in un processo accompagnato da gravi abusi dei diritti umani.

La protesta inizia in un momento in cui, nell’India autoritaria di Modi, il dissenso viene represso con violenza. La risposta della polizia alle proteste degli agricoltori a Delhi ha provocato lo sdegno internazionale e molti attivisti Adivasi, come Hidme Markam, sono stati arrestati e imprigionati per aver fatto sentire la propria voce. 

Da anni, la Wildlife Conservation Society India guida le richieste di trasferire i popoli indigeni dalle riserve delle tigri, insistendo sul fatto che si tratterebbe di “trasferimenti volontari” che portano benefici alle tribù. Ma le comunità denunciano al contrario il peggioramento delle loro condizioni di vita e il desiderio di tornare nella loro foresta, sollecitando il governo statunitense di sospendere il finanziamento dei trasferimenti operati nel nome della conservazione. 

La WCS va dal Dipartimento alle Foreste e porta qui dei funzionari a dirci di andarcene” ha raccontato a Survival International JK Thimma. “Non vogliamo denaro. Vogliamo vivere liberi nella foresta. Noi tribù, la foresta e gli animali siamo una cosa sola. Se i funzionari vengono e ci sparano, siamo pronti a morire, ma non a lasciare la foresta.”

Jenu Kuruba vivono e proteggono le foreste di Karnataka da millenni. Venerano la tigre, e la loro attenta gestione della foresta ha garantito la buona salute della popolazione delle tigri.  

Abbiamo vissuto con le tigri per secoli, noi non le uccidiamo e le tigri non uccidono noi” ha spiegato Muthamma, una donna Jenu Kuruba. “Adoriamo le tigri come una divinità; nella foresta abbiamo un altare dedicato a loro. I conservazionisti della città non comprendono la foresta. Fino a quando noi saremo vivi, le tigri saranno al sicuro. Se scompariremo, i taglialegna e i bracconieri avranno via libera.”

I Soliga, un altro popolo che vive nella foresta, sono stati i primi a vedersi riconoscere i diritti comunitari alla foresta all’interno di una riserva delle tigri: lì, il numero di esemplari di questo felino è poi aumentato molto più della media nazionale. 

I Jenu Kuruba subiscono continue persecuzioni e minacce da parte delle guardie forestali, che impediscono loro di coltivare il loro cibo, di costruire le loro case, di praticare rituali nelle aree sacre o di accedere alle tombe di famiglia” ha spiegato Sophie Grig, ricercatrice senior di Survival International. “Sono tutte palesi violazioni dei loro diritti. I Jenu Kuruba sono i veri conservazionisti e protettori delle foreste di Nagarhole – è giunto il momento di riconoscere il loro diritto di vivere, proteggere e conservare le loro terre ancestrali.”

Fonte immagine evidenza Survival

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Scoperto un composto naturale che intrappola il covid-19

Mer, 03/24/2021 - 11:00

Dopo aver scoperto una classe di enzimi necessari al virus SARS-CoV-2 per uscire dalle cellule infettate e diffondersi a tutti i tessuti dell’organismo, un gruppo di ricercatori internazionali ha anche identificato un composto naturale in grado di bloccarli. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica “Cell Death & Disease” (Nature), coordinato da Giuseppe Novelli (Università di Tor Vergata e Università del Nevada) e Pier Paolo Pandolfi (Università di Torino, Università del Nevada), in collaborazione con l’Ospedale Bambino Gesù di Roma, Istituto Spallanzani di Roma, l’Università San Raffaele di Roma e diverse Istituzioni USA (Harvard, Yale, Rockfeller, NIH, Mount Sinai, Boston Univ), canadesi (University of Toronto) e francesi (INSERM Parigi, Hôpital Avicenne).

Come funzionano e come si fermano

Ricercatori italiani, francesi e americani riuniti nello stesso gruppo di ricerca hanno dimostrato che i livelli di questi enzimi sono elevati nei polmoni dei pazienti malati di covid e in altri tessuti infettati. L’attività di questi enzimi favorisce l’uscita del virus infettante nel resto del corpo, ma può essere efficacemente inibita da un composto naturale e ben tollerato dall’organismo umano, noto come Indolo-3 Carbinolo (I3C), e quindi potenzialmente utilizzabile come antivirale in forma singola o in combinazione con altre terapie. Il composto I3C si è dimostrato capace di bloccare, in vitro, l’uscita e la moltiplicazione del virus dalle cellule infettate. Altro enorme vantaggio, l’I3C potrebbe essere rapidamente approvato in quanto già utilizzato per altri trattamenti, una volta dimostrata l’efficacia sui pazienti covid.

Un rimedio naturale dalle piante

L’indolo-3-carbinolo (I3C) è una sostanza organica naturale derivante dalla degradazione del glucosinolato glucobrassicina, presente in quasi tutte le piante crocifere, in particolare per quelle commestibili nel broccolo, nel cavolo, nei cavolini di Bruxelles, nei cavolfiori. I3C è divenuto disponibile addirittura come integratore alimentare. Il composto è oggetto da tempo di una serrata ricerca biomedica volta a verificarne il possibile effetto anticancerogeno, antiossidante e anti-aterogenico. Ad esempio, in studi sperimentali la molecola ha dimostrato di essere efficace nel diminuire la crescita del papilloma virus in colture cellulari, sebbene gli studi umani ad oggi disponibili siano limitati e non conclusivi.

“Dobbiamo pensare a lungo termine. I vaccini, pur essendo molto efficaci, potrebbero non esserlo più in futuro, perché il virus muta, e quindi è necessario disporre di più armi per combatterlo. La scoperta su I3C è importante – spiega Pandolfi – e ora dobbiamo avviare studi clinici per dimostrare la sua potenziale efficacia. Sarà importante valutare se I3C possa anche ridurre le gravissime complicazioni cliniche che molti pazienti sperimentano dopo aver superato la fase acuta dell’infezione. Questo rappresenterà un grave problema negli anni a venire, che dovremo gestire. Dobbiamo anche andare avanti nella ricerca farmacologica, per identificare ulteriori composti e terapie efficaci adesso per Covid-19, e per altri virus che saremo chiamati ad affrontare in futuro”.

Un passo importante nello studio del covid-19

Lo studio porta un passo avanti la comprensione dei meccanismi molecolari che governano il ciclo vitale del coronavirus, aprendo la strada alla identificazione delle relazioni ospite-patogeno necessari per l’identificazione e lo sviluppo di nuovi farmaci in grado di interferire con la replicazione virale, bloccandone la trasmissione.

“Un vaccino è solo una misura profilattica. Dobbiamo testare il farmaco in studi clinici con pazienti covid-19 per valutare rigorosamente se può prevenire la manifestazione di sintomi gravi e potenzialmente fatali. Avere più opzioni per il trattamento – precisa Novelli– in particolare per i pazienti che non possono essere vaccinati, è di fondamentale importanza per salvare sempre più vite umane e contribuire a una migliore condizione e gestione della salute pubblica”.

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600 poliziotti inglesi sono stati accusati di molestie sessuali

Mer, 03/24/2021 - 10:00

L’omicidio di Sarah Everard, la trentatreenne uccisa il 3 marzo scorso da Wayne Couzens, un agente della polizia metropolitana di Londra, mentre rientrava a casa e gli abusi esercitati dalla polizia londinese sulle donne che stavano manifestando alla veglia in suo onore a Clapham Common, ha acceso il dibattito sulla fiducia nei confronti delle forze di polizia in Uk.

Le accuse

Uno straordinario catalogo di accuse di cattiva condotta sessuale contro alcuni agenti della polizia metropolitana, comprese le affermazioni secondo cui uno di loro ha avuto rapporti sessuali con una vittima di stupro e un altro ha aggredito una sopravvissuta ad abusi domestici, sono stati rivelati in una lista di nomi pubblicata da ‘The Observer’: i poliziotti appartengono tutti a Scotland Yard, la forza di Polizia responsabile dell’area della Grande Londra.

Gli organizzatori della veglia su Clapham Common hanno successivamente accusato la polizia di aver perso la fiducia delle donne e di non essere in grado di affrontare la sua “misoginia istituzionale”.

Gli attivisti hanno affermato che le ultime rivelazioni hanno amplificato la preoccupazione tra le donne che non ci si può fidare della polizia per proteggere la loro sicurezza.

Tra il 2012 e il 2018 ci sono stati un totale di 594 reclami contro i poliziotti, di cui 119 sono stati accolti. Dei casi accolti, 63 hanno portato a licenziamento, pensionamento o dimissioni.

Un caso eclatante riguarda un agente che è stato licenziato dopo aver presumibilmente inviato post scioccanti su un’app di messaggistica. Il riassunto delle affermazioni iniziali contro di lui rivela che i suoi messaggi includevano “commenti che affermavano che desiderava violentare le donne nella foto e farle violentare da altri. Le immagini sembrano essere sua figlia e sua nipote.”

Perché continuiamo a proteggere gli uomini invece di tutelare le donne vittime di questi abusi?

Fonte: The Guardian

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Arriva il superlegno con cui costruire automobili, astronavi e case

Mer, 03/24/2021 - 08:00

Arriva dagli Stati Uniti il trattamento in grado di rendere il legno più resistente della fibra di carbonio. Il sistema, per ora elaborato e testato soltanto in laboratorio, è il frutto di anni di ricerche di un gruppo di ingegneri dell’Università del Maryland (USA). Un superlegno, un legno più resistente dell’acciaio e del titanio da potere usare in svariati settori, dalle infrastrutture alla automobilistica, dall’edilizia all’astronautica. Senza contare i pregi che il legno già possiede: è un materiale economico, reperibile in natura, ed è a ridotto impatto ambientale, considerata la facilità con cui crescono e si rigenerano i boschi destinati alla produzione industriale.

Da anni si studia la nanotecnologia naturale delle fibre lignee al fine di poter sfruttare il legno in ambito strutturale e molto si è già fatto per affinare il processo di densificazione per rendere il materiale più stabile e resistente all’umidità. La lavorazione messa in atto da Jianwei Song e dal suo team di ingegneri si affida a processi molecolari in parte già utilizzati.

Inizialmente il legno viene immerso in una soluzione di idrossido di sodio (NaOH, soda caustica) e solfito di sodio (Na2SO3) mediante un processo paragonabile a quello che si applica nelle cartiere che estraggono la polpa del legno per farne la carta. Si ripulisce infatti il legname della lignina (che viene decrementata fino al 45%) e dalla emicellulosa. Al termine di questa prima fase, ciò che rimane del legno è la cellulosa, la parte più importante ai fini produttivi.

Il legno viene poi sottoposto a una pressione in grado di far collassare le pareti cellulari. Costantemente pressato e sottoposto a determinate temperature, il legno forma legami chimici a idrogeno che lo rinforzano dal suo interno. Si ottiene così un materiale ben tre volte più denso del legno tradizionale, con una resistenza che varia da dieci volte superiore (senza l’ausilio trattamenti) fino a cinquanta volte maggiore (tramite trattamenti). Trattamenti che non ricorrono alle colle altamente inquinanti, utilizzate ad esempio per creare la fibra di carbonio, che a detta dei ricercatori potrebbe venire presto sostituito dal superlegno.

Quanto a rigidezza i dati sono già ora impressionanti: quasi 11 volte maggiori rispetto a quella del legno naturale, 51,6 GPa contro 4,8 GPa. La compressione assiale raggiunge valori di 5,5 volte maggiori rispetto ad un legno naturale pressato (163,6 MPa contro 29,6 MPa), mentre la compressione perpendicolare diventa fino a 52,3 volte superiore (203,8 MPa contro 3,9 MPa).

In questa fase intermedia, il biomateriale si presenta come un materiale idoneo a sopportare gli urti e le abrasioni, conservando tuttavia l’adattabilità tipica del legno, e può assumere forme diverse con ridotti costi economici e minori ricadute sull’ambiente.

Del legno originario, il superlegno conserva anche la leggerezza, proprio perciò il suo utilizzo in ambito automobilistico e aerospaziale non è soltanto possibile, ma auspicabile, spiegano da Maryland.

In un futuro non remoto si potrebbe vivere in case di legno costruite in sette ore resistenti ai terremoti e guidare automobili in legno, senza timore delle piogge.

I test hanno infatti dimostrato che il superlegno resiste all’umidità. Sottoposto ad ambienti estremamente umidi per più di cinque giorni, il superlegno si è deformato appena del 10%. Rivestendolo con una vernice contro l’umidità si è già ottenuto un campione di materiale che non si deforma nemmeno dopo prolungate esposizioni in ambienti umidi. E siamo solo all’inizio.

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UK, 27 vaccinati al secondo | Il “long Covid” dei bimbi | Capri, Faraglioni devastati dalla pesca illegale

Mer, 03/24/2021 - 06:25

Corriere della Sera: Passaporto vaccinale Ue per volare? Ryanair non lo chiederà Come funziona;

Il Giornale: Quei polmoni devastati: il “long Covid” dei bimbi;

Il Manifesto: In Europa i missili ipersonici degli Usa . È corsa al riarmo;

Il Mattino: Draghi e la svolta per il Mezzogiorno: «In 10 anni dimezzati gli investimenti». Risorse in arrivo per colmare il divario;

Il Messaggero: Vaccino, il report: rifiutato da meno del 2% dei medici degli ospedali e da 100 infermieri;

Ilsole24ore: Sostegni, domande per i nuovi aiuti al via dal 30 marzo. Ecco come fare – Per i negozi sconto da 600 milioni su bollette e -30% canone – Solo briciole ai ristoranti – Stop ai codici Ateco – Condono, escluse 3 cartelle su 4;

Il Fatto Quotidiano: Il governo cede sulla libertà condizionale ai mafiosi che non collaborano: ‘I giudici valutino caso per caso’. Di Matteo: ‘Così si realizzano gli obiettivi delle stragi’;

La Repubblica: Il miracolo britannico: 27 vaccinati al secondo. La più grande mobilitazione di massa dalla II Guerra mondiale;

Leggo: Studio Usa su Astrazeneca, i dubbi degli esperti: «Forse dati obsoleti». L’azienda: «Ne forniremo di più recenti entro 48 ore»;

Tgcom24: Capri, Faraglioni devastati dalla pesca illegale dei datteri di mare: 19 arresti;

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Amorbimbi, la farina dei bambini

Mar, 03/23/2021 - 17:30

È triste l’idea che i prodotti sani e sostenibili stiano diventando sempre più prodotti di nicchia. Ma per tanti e noti motivi questo è lo stato delle cose: le farine e di conseguenza i prodotti da forno che consumiamo ogni giorno hanno spesso livelli allarmanti di pesticidi o glifosato, come sottolineano le indagini delle Associazioni di Consumatori.

Pensata dai 3 ai 9 anni

Per risparmiare un alto contenuto di contaminanti almeno ai bambini, più esposti e più sensibili rispetto agli adulti, è nato, in collaborazione con l’ISS, il progetto di Molino Moras, un’azienda di Trivignano Udinese che da oltre 110 anni lavora nel settore. L’idea era pensare a quella fascia di età, dai 3 ai 9 anni, a cui nessuno ha pensato: prima dei 3 anni i prodotti per l’infanzia seguono regole e controlli più serrati, dopo i 9 il corpo dei bambini è abbastanza sviluppato da “reggere” meglio i contaminanti. Ma certo che questa idea è perfetta per tutti, senza limiti di età: unico neo naturalmente è il prezzo della qualità: 2,88 euro per 500 gr.

Amorbimbi è una farina composta da grani di prima scelta, è priva di enzimi e additivi. Un prodotto curato e vivo, per un uso casalingo sostenuto sul sito dell’azienda da tante utili indicazioni su quali farine scegliere in base alle ricette.

Una realtà aperta

L’accoglienza si può sperimentare anche dal vivo. Una volta all’anno è possibile visitare il Molino Moras per partecipare a incontri in cucina, degustazioni, corsi dedicati, laboratori per bambini e molto altro.

AmorBimbi è un progetto nato nel 2017 in concomitanza con il percorso di ricerca partito dall’Istituto Superiore di Sanità, che ha collaborato attivamente alla sua riuscita. Obiettivo, trasmettere informazione e conoscenza, e promuovere un’alimentazione sana e consapevole. Una scelta imprenditoriale che oggi vanta numerose certificazioni, tra le quali la  UNI EN ISO 2000:2005, legata alla rintracciabilità delle filiere agro alimentari. È inoltre certificato il contenuto ridotto di micotossine (80% in meno rispetto all’attuale normativa vigente). L’assenza di glifosato ( erbicida molto diffuso, di cui non si ha certezza di pericolosità ma in molti paesi è stato ridotto l’uso. L’assenza di residui fitosanitari (residui di sostanze attive contenute nei prodotti fitosanitari superiori ai limiti massimi di residui (LMR) fissati per legge).

Un packaging amico dell’ambiente

Non certo da ultimo, arriva la sostenibilità, sempre legata al benessere. Molino Moras impacchetta Amorbimbi in confezioni al 100% plastic-free, realizzato in carta TERPAP® (carta naturale in pura cellulosa) proveniente da foreste sostenibili e certificate PEFC (Programma di Valutazione degli schemi di certificazione forestale) e saldato con colla ad acqua.

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Foraging, la spesa nel bosco a costo zero

Mar, 03/23/2021 - 17:00
Foraging, cos’è e come funziona

Un bosco o un prato incolto, passati al setaccio di un occhio esperto, si trasformano da distese verdi a veri e propri supermercati in grado di offrire cibo gratuito, sano e sostenibile. Parliamo di foraging, ovvero della pratica di riconoscimento di erbe spontanee e frutti selvatici edibili, da raccogliere e mangiare.

Nota anche come alimurgia o fitoalimurgia, l’arte del foraging arriva da lontano e ha accompagnato l’essere umano in tutta la sua storia, aiutandolo anche ad affrontare lunghe carestie, prima di essere dimenticata e riservata a pochi esperti e appassionati.

Oggi il foraging è tornato di moda, riportato alla ribalta da chef, erboristi e botanici, e interessa sempre più persone sensibili ai temi ambientali e desiderose di riconnettersi alla natura, ma come si diventa esperti di erbe, fiori e frutti selvatici e come si raccolgono le piante spontanee?

La spesa nel bosco: da quali erbe spontanee partire

Per iniziare a riconoscere piante spontanee e frutti selvatici l’ideale sarebbe farsi accompagnare in boschi e prati da una guida esperta. Dopo diverse escursioni, si impareranno sicuramente tutti i segreti dell’arte del foraging e si potranno raccogliere erbe in sicurezza.

In alternativa, esistono numerosi libri, workshop e corsi online per avvicinarsi a questa pratica e, dopo aver appreso la teoria, sarà possibile muoversi sul campo.

Il consiglio è quello di iniziare dalle erbe più semplici e di effettuare i primi riconoscimenti quando le piante sono in fiore, dunque in primavera o estate. La presenza del fiore rende infatti il riconoscimento molto più immediato e, dopo aver identificato la pianta dall’infiorescenza, si potranno memorizzare particolari del portamento, del fusto e delle foglie. In questo modo, localizzando il luogo in cui la pianta è stata identificata, la si potrà riconoscere anche quando i fiori non saranno più presenti.

Le piante in assoluto più semplici da riconoscere quando sono in fiore sono la viola, la primula, il tarassaco, la malva, il papavero, la calendula.
Altre erbe spontanee molto riconoscibili, anche se non fiorite, sono la parietaria, l’ortica, la portulaca e gli strigoli.
Per quanto riguarda i frutti, tra i più i semplici da identificare troviamo invece fragoline di bosco, lamponi e more.

Gli errori da evitare nella raccolta di erbe selvatiche

Prima di muovere i primi passi nella pratica del foraging, ci sono alcune regole da tenere a mente. Innanzitutto, la raccolta di erbe spontanee destinate all’alimentazione deve essere svolta in luoghi più incontaminati possibile, lontano da coltivazioni, strade trafficate, abitazioni e industrie.

Le erbe da raccogliere devono essere in salute, non presentare macchie o parti rovinate e non devono essere presenti parassiti.

La raccolta deve poi avvenire nel rispetto dell’ambiente: oltre a non sporcare, non abbandonare rifiuti e a non disturbare eventuali animali selvatici, dobbiamo ricordare che le erbe e i frutti spontanei non sono lì solo per noi e rappresentano una risorsa per la fauna selvatica.

Evitiamo dunque di raccogliere più di quanto ci serve e soprattutto non estirpiamo le piante dalle radici. In questo modo lasceremo anche ad altri la possibilità di trovare esemplari e soprattutto non danneggeremo la flora selvatica.

Oltre a seguire questi semplici consigli, per raccogliere cibo selvatico serve molta esperienza ed è bene iniziare, come abbiamo visto, da erbe spontanee semplici da riconoscere e che difficilmente possono essere confuse con piante tossiche e velenose.

Attenzione alle piante tossiche

Quando si ha poca esperienza è facile confondere una specie vegetale con un’altra e, in alcuni casi l’errore può portare a conseguenze drammatiche.

Esistono infatti piante simili a quelle edibili ma tossiche o velenose ed è meglio non sbagliarsi. È ad esempio il caso dei gustosi germogli del luppolo, che si raccolgono in primavera e si cucinano spadellati o in frittata.
I nuovi getti dell’Humulus lupulus si avvinghiano tra loro o ad alberi e arbusti e somigliano a quelli di altre piante rampicanti tossiche come la brionia. Per evitare di confondersi, in questi casi occorre imparare a riconoscere la pianta anche grazie ad altre sue caratteristiche, come le foglie e i fiori.

Attenzione poi alle bacche, molto attraenti soprattutto per i bambini e spesso velenose, come nel caso delle bacche rosse del pungitopo o di quelle blu del lauroceraso e della belladonna.

Durante le prime passeggiate, meglio portare con sé testi e appunti per il riconoscimento e, in caso di dubbi evitare la raccolta, fotografare la pianta per esaminarla meglio con calma ed eventualmente tornare a raccoglierla solo se si è certi di averla identificata.

Riferimenti:
La cuoca selvatica, Eleonora Matarrese
Percorso selvatico, corso online riconoscimento piante
Wood*ing
Erbacce e dintorni, gruppo FB

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Parliamo di foreste e ambiente con Giorgio Vacchiano
Avete mai sentito parlare dell’Osteria ai Pioppi di Bruno Ferrin
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L’esperimento olandese: prove di concerto Covid-free

Mar, 03/23/2021 - 14:18

Il silenzio ha regnato nelle sale da concerto e nei club nell’ultimo anno a causa della diffusione della pandemia, ma presto (forse) si potrebbe ricominciare ad ascoltare musica dal vivo.

In Olanda, alcuni ricercatori hanno lanciato un esperimento: un concerto senza distanzemascherine per 1500 giovani negativi al Covid-19.

Il festival Covid-free

Un festival musicale molto simile a tutti gli altri si è tenuto lo scorso sabato nella cittadina di Biddinghuizen, nei Paesi Bassi, con l’approvazione del governo.

Più di mille persone hanno partecipato all’evento, ballando e bevendo birra. Senza mantenere la distanza di sicurezza e senza mascherine.

Un assaggio di normalità, com’era prima della pandemia.

L’esperimento

Il festival Back to Live, co-organizzato dal governo olandese e dal settore degli eventi del Paese, è stato eseperimento di prova. I ricercatori vorrebbero scoprire se e come possano verificarsi eventi su larga scala nonostante la pandemia.

Le modalità di accesso al concerto sono state le seguenti: misurazione della temperatura all’ingresso, il possesso del biglietto e la dimostrazione di aver ricevuto un tampone negativo. E tra una settimana dovranno rifare il test ant-Covid per vedere se qualcuno è stato contagiato.

Tutti hanno dovuto indossare un sensore al collo per monitorare i loro movimenti. E basta. Il divertimento è potuto , finalmente, iniziare!

Le persone sono apparse spensierate e desiderose di abbracciarsi. Alcuni hanno iniziato ad applaudire, altri a cantare. L’atmosfera era euforica. Uno sprazzo di spensieratezza dopo un anno di cambiamenti radicali.

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