Il pensiero che guarisce

Alla ricerca dello stato creativo della mente
 

Negli articoli “Come compiere miracoli e altre cose facili da fare 1 e 2” ho raccontato di tutte le ricerche che hanno dimostrato come uno stato d’animo improntato alla fiducia dia la possibilità (ma non la certezza) di ottenere guarigioni che risultano anomale per la scienza.
Sappiamo anche che questo stato d’animo positivo NON dà la certezza della guarigione, che resta statisticamente bassa, ma sappiamo anche che la mancanza di questo stato d’animo dà la certezza contraria: nessuno guarisce contro le aspettative della scienza se pensa negativo.
Ho poi raccontato quel che si sa sulle caratteristiche di questo pensiero che cura. E non è molto!
Ci mancano perfino le parole per descrivere cosa succede nella nostra mente quando entriamo in questa modalità.
Possiamo però individuare due qualità essenziali.

Non desiderare di soffrire.
Rendersi conto che la mente mente (sennò si chiamava sincera) e che siamo quindi superlativi nell’arte di sbagliare, confonderci, produrre qui pro quo, malintesi, falsi ricordi e confusione in genere.

Le persone che vogliono soffrire NON hanno nessuna possibilità di smettere di soffrire.
E le persone che sono convinte di avere sempre ragione coltivano una stolida presunzione che li porta ad avere un atteggiamento duro e chiuso verso se stessi e gli altri.
Sanno nel loro intimo che anche loro fanno cazzate dalla mattina alla sera ma lo negano.
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