Salva la Terra... o tutti giù per terra

L'articolo del sabato
a cura di Gabriella Canova

Il nuovo vertice del WTO che si sta tenendo a Hong Kong si sta incagliando su questioni di sovvenzioni, di aiuti agli agricoltori, ecc.
Come a Cancan due anni fa e ancor prima, ecco che le decisioni vengono prese solo dalle grandi nazioni occidentali (Stati Uniti e Europa) mentre i Paesi poveri sono invitati che, di fatto, non hanno alcun potere decisionale.
I media mainstream continuano a riportare quasi esplosivamente le notizie degli scontri e qualche foto ci mostra i colorati volti dei ragazzi che protestano per le strade.
Ma che cos'e' il WTO?
Riprendiamo dal libro "Salva la terra... o tutti giu' per terra" di James Bruges una sintetica spiegazione:

WTO - Si puo' fare meglio

"Non credo che una nazione col 4,5% della popolazione mondiale possa mantenere il suo standard di vita se non aumentano i suoi clienti"
Presidente Clinton 2000

Occorre una regolamentazione, altrimenti i piu' forti sfruttano i beni comuni a spese dei deboli. La regolamentazione del commercio e' cominciata con l'Accordo Generale per le Tariffe Doganali e il Commercio (GATT) nel 1948.

Il WTO e' nato a partire dal GATT, ma le cose sono andate sempre peggio. Dopo 56 anni si registrano un degrado diffuso e un impoverimento delle risorse. Meta' della popolazione mondiale vive con meno di due dollari al giorno, e meta' di questa addirittura con meno di un dollaro. Tanto nei Paesi poveri quanto in quelli ricchi gli agricoltori si suicidano perche' le regole commerciali hanno distrutto i loro mezzi di sussistenza. Il WTO e' stato pilotato dagli interessi delle imprese e oggi il suo scopo e' quello di promuovere il commercio.

Non esiste un'autorita' piu' alta e il libero scambio imprenditoriale, il fondamentalismo del mercato, e' diventato il principio regolatore del pianeta. Oggi il WTO fa deliberatamente in modo che i deboli non si possano proteggere dai forti, e a questi ultimi non viene impedito lo sfruttamento sfrenato delle risorse collettive. Il WTO vuole indebolire i governi nazionali. Un governo forte in un Paese povero potrebbe scoraggiare l'esportazione di materie prime o raccolti, e in questo modo essi acquisterebbero valore aggiunto all'interno dei suoi confini. Una nazione del genere potrebbe anche evitare importazioni il cui prezzo e' stato ingiustamente ribassato dai sussidi nei Paesi esportatori. Queste due modalita' d'azione, entrambe proibite, potrebbero aiutare i poveri a uscire dal loro disagio.

Con le regole del WTO i governi non possono favorire le imprese locali e impedire che gli stranieri controllino le compagnie del posto, favorire alcuni partner commerciali o dare contributi all'industria interna (anche se in Europa e negli Usa non sono stati proibiti finanziamenti massicci ad agricoltori ed esportatori). Ai governi non e' permesso interferire col mercato per perseguire obiettivi sociali, come l'uguaglianza razziale ed etnica o la parita' dei sessi, ne' per favorire nazioni amiche che potrebbero avere necessita' particolari. Le regole giocano a favore delle imprese che traggono beneficio dalle economie di scala, che possono praticare prezzi inferiori per aggiudicarsi un mercato, che non sono toccate dall'esito del consumo locale e che possono trasferire in breve tempo la propria produzione in Paesi dove la manodopera costa meno e ci sono meno vincoli ambientali e di diritto del lavoro. Gli industriali, i fornitori, i rivenditori e gli agricoltori dei Paesi poveri da questi punti di vista sono sempre svantaggiati. Si stenta a crederlo, ma il WTO stabilisce una soglia massima (e non minima) per gli standard di tutela dell'ambiente.

Il commercio diffonde film, musica, linguaggi, modi di fare affari e atteggiamenti. Il WTO, quindi, sta imponendo una singola cultura a livello mondiale. Ma i moderni mezzi di comunicazione rendono anche tutti consapevoli dell'ineguaglianza netta e crescente, della frammentazione delle societa', del crollo dei sistemi economici, delle reazioni violente dei gruppi di opposizione e delle crisi ambientali. Il WTO sostiene di raggiungere decisioni sulla base del consenso. Il Quad (formato da Canada, UE, Giappone e Stati Uniti) definisce l'ordine del giorno e dettagliate enunciazioni delle sue decisioni vengono formulate durante le riunioni nella Sala Verde, dalla quale i delegati scomodi sono esclusi o espulsi con la forza. Le decisioni della Sala Verde sono presentate come consensuali e applicabili a tutti. Spesso chi si oppone viene reso inoffensivo con telefonate dei capi di Stato ai governi del delegato (George Bush ha alzato la cornetta 15 volte durante il meeting di Cancún). Cosi' le dispute formali si limitano in gran parte a diversita' d'opinione tra i ricchi.

Al celebre meeting del WTO di Seattle nel 1999 il presidente era il capo della delegazione Usa e i rappresentanti delle nazioni povere furono lasciati in disparte e ignorati sia nella fase preliminare sia durante la conferenza. Al successivo meeting di Doha, l'Europa e gli Usa si impegnarono a ridurre i sussidi ed entrambi in seguito si rimangiarono la parola.

Gli incontri successivi si tennero in localita' remote, protetti da cordoni di polizia: una chiara dimostrazione della perdita di legittimita' del WTO.

Nel settembre 2003 la maggioranza delle nazioni ne aveva abbastanza. L'UE fu responsabile del fallimento delle discussioni di Cancún, poiche' si ostino' a voler includere nell'agenda le New Issues (investimenti, facilitazioni al commercio, concorrenza e appalti pubblici). Comunque gli Usa avevano deciso di agire su due fronti. Un ambasciatore americano dichiaro': "WTO o no, progettiamo di fare soltanto cio' che ci fa comodo", sottintendendo cosi' che si sarebbe continuato a usare il vecchio strumento imperiale del divide et impera.

Tuttavia a Cancún la maggioranza delle nazioni dimostro' che con un'azione congiunta poteva riuscire a prendere il controllo. O il WTO verra' trasformato in un'organizzazione democratica, o sara' istituito un nuovo ente con la maggioranza di voto proporzionale al numero di abitanti.

Il primo obiettivo commerciale di un'organizzazione mondiale dovrebbe essere quello di incoraggiare e mettere i poveri nella condizione di aumentare il valore delle loro materie prime e dei loro raccolti all'interno delle proprie comunita' e dei propri confini. Le nazioni in cui vivono comunita' povere devono essere incoraggiate ad adottare sussidi, dazi e quote d'importazione adeguati, ma queste misure restrittive dovrebbero essere ridotte gradualmente via via che i loro sistemi economici si rafforzano. I Paesi ricchi dovrebbero cancellare tutte le misure fiscali che incentivano le esportazioni o favoriscono le compagnie saldamente affermate, ma non quelle misure che aiutano i piccoli imprenditori e agricoltori a rifornire i mercati locali.

Questa politica fu adottata per la prima volta dai Padri Fondatori nella loro lotta contro il dispotismo delle compagnie inglesi e porto' alla politica di "protezione delle industrie nascenti" di Alexander Hamilton, che regolo' il commercio americano dal 1789.

I TRIPS (Diritti di Proprieta' Intellettuale Relativi al Commercio)

I TRIPS proteggono i diritti sui brevetti, che appartengono quasi tutti alle compagnie occidentali, e le nazioni non possono piu' adottare regolamenti sui brevetti che rispondano a condizioni interne. I TRIPS di fatto sono una limitazione a favore delle imprese e una clamorosa violazione allo stesso programma di libero scambio del WTO. Essi limitano l'utilizzo e lo sviluppo della conoscenza, paralizzando la ricerca scientifica e portando benefici soltanto ai ricchi. Inoltre impediscono il trasferimento della tecnologia anche ai poveri, negando loro l'accesso ai farmaci salvavita e all'uso adeguato delle conoscenze agricole tradizionali, riducono la biodiversita' e fanno in modo che le piante e gli animali diventino "proprieta' private".