CuoreBasilicata
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Nel 2025 Cuore Basilicata ha aiutato a far conoscere meglio la Val d’Agri
Quasi mezzo milione di visualizzazioni di CuoreBasilicatas.it
Anche nel 2025 e ancor più rispetto agli anni precedenti Cuore Basilicata ha contribuito a diffondere l’immagine positiva della Val d’Agri tra un vasto publico in Italia e non solo. Lo dicono alcuni numeri:
Utenti siti web Cuore Basilicata: 152.714
Pagine viste: 494.111
Follower Facebook: 5.961
Follower Instagram: 3.993
Visualizzazioni Newsletter: 79.911
(dati anno 2025 aggiornati al 22 dicembre)
A questi numeri va aggiunto il successo mediatico delle terza stagione della pluripremiata web serie Cuori Lucani che nell’arco del primo mese dal suo lancio nel web e nei social ha già superato le 150.000 visualizzazioni.
Risultati importanti ottenuti grazie alle qualità naturali, culturali, storiche, artistiche del territorio e all’impegno delle persone che lo vivono.
Il sistema web del progetto CuoreBasilicata si compone di siti collegati, rinnovati e adeguati secondo le più recenti evoluzioni tecnologiche e tendenze.
- cuorebasilicata.it rappresenta l’hub del sistema, contiene tutte le informazioni principali sulle attrattive dell’area e gli aggiornamenti sulle iniziative culturali, artistiche… attraverso articoli e news.
- infopointcuorebasilicata.it, un Infopoint virtuale che, oltre a contenere la descrizione di ciascuno degli 11 Comuni, consente ai visitatori di ricevere informazioni tramite messaggistica.
- visitcuorebasilicata.it, l’infografica che consente ai viaggiatori di organizzare la propria visita in autonomia, scegliendo le tappe del percorso giudicate di maggiore interesse.
Ai siti si affiancano le pagine di Cuore Basilicata sui social (Facebook, Instagram e, per la parte video, YouTube con anche un canale ad hoc dedicato a Cuori Lucani), che aggiornano costantemente i follower sulle iniziative che si tengono nei Comuni dell’area.
A completare il sistema informativo online di Cuore Basilicata contribuisce poi una newsletter periodica (quella che state leggendo ora) che promuove il territorio, rivolta ai cittadini e ai potenziali visitatori.
Grazie di cuore a tutte e tutti quelli che hanno collaborato, alle Amministrazioni che patrocinano Cuore Basilicata, a Eni che ha sostenuto il progetto.
Bruno Patierno, coordinatore di Cuore Basilicata.
Il 2026 del Parco Appennino Lucano: “Ambizione Ambientale”.
A colloquio con Antonio Tisci, presidente del Parco.
Antonio Tisci, presidente del Parco Appennino Lucano, ha attraversato il 2025 prima come commissario del Parco e poi come presidente. Partiamo da questo: è cambiato qualcosa nel passaggio da commissario a presidente?
Diciamo che dal punto di vista dei poteri e delle funzioni non ci sono cambiamenti sostanziali, la situazione cambierà quando la Comunità del Parco e i Ministeri competenti nomineranno il direttivo del Parco, che sarà un organo collegiale che mi affiancherà. Mi auguro che avvenga quanto prima così da poter condividere con il direttivo le scelte strategiche nella gestione dell’Ente.
Il 2025 cosa ha rappresentato per il Parco?
Nel 2025, in continuità con il 2024 abbiamo operato su due linee principali:
- il consolidamento della struttura amministrativa dell’Ente. Senza fare nuove assunzioni e grazie all’attività egregia del direttore del Parco e dei funzionari abbiamo avviato una serie di pratiche anche sbloccando fondi che erano fermi da tempo e che ci hanno consentito di avviare nuove iniziative;
- l’altra linea di attività che abbiamo portato avanti riguarda la tutela del territorio tramite la sua valorizzazione sulla base dell’idea forza secondo cui la difesa del territorio può e deve essere svolta con il contributo e il coinvolgimento dei cittadini. I cittadini apprezzeranno la tutela ambientale comprendendo i vantaggi che da questa derivano non solo per l’ambiente ma anche per la comunità. Il rispetto della biodiversità è nell’interesse dei cittadini.
Ecco, parliamo di tutele ambientale. È possibile fare qualche esempio di attività realizzate nell’anno?
A Spinoso abbiamo realizzato un centro studi sulla biodiversità che stiamo convenzionando con il mondo universitario. Grazie a questo dei ricercatori universitari verranno ad effettuare degli studi importanti sulle peculiarità ambientali del Parco.
Assieme all’ISPRA, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, stiamo controllando il DNA ambientale della matrice acqua all’interno del Parco.
Dopo il successo della prima edizione, abbiamo realizzato la seconda edizione di NAIADI su lago Sirino, la manifestazione ideata per promuovere un dialogo concreto e propositivo sul futuro delle aree protette,
Stiamo lavorando poi alla promozione del territorio. Ad esempio abbiamo fatto realizzare un video che racconta i passaggi generazionali in atto nell’ambito della pratica della transumanza.
E segnalo anche una serie di sentieri che stiamo organizzando come ad esempio il “Cammino dei Cinti” che ripercorre i sentieri della transumanza e delle chiese extramurarie collegate.
Stiamo poi lavorando con Slow Food a favore dei prodotti tipici del territorio. La nostra ambizione in prospettiva è realizzare un marchio di qualità dei prodotti del Parco che dia valore aggiunto ai prodotti di eccellenza.
Tra le attività ce ne sono anche che riguardano la fauna?
Voglio citare una “chicca” che segnala il nostro modus di operare. Avevamo delle risorse assegnateci dal Ministero per la tutela dell’ululone, un piccolo anfibio in via di estinzione. Questo anfibio ama vivere nei fontanili per uso rurale. Abbiamo preso spunto da questo per avviare la ristrutturazione di oltre 20 fontanili all’interno del Parco ed abbiamo sottoscritto un protocollo con l’associazione regionale allevatori grazie al quale gli associati potranno beneficiare dei fontanili per far abbeverare i loro animali e al contempo si impegnano ad assicurare la manutenzione dei fontanili recuperati. Avremo così dei pastori custodi della biodiversità.
In termini di fauna un tema molto sentito dalla comunità è poi il contenimento numerico dei cinghiali presenti sul territorio. Abbiamo e stiamo operando in questa direzione e un risultato concreto è stato anche il far uscire i cinque comuni del Parco confinanti con la Campania dall’area di restrizione.
Nell’insieme, qual è l’idea guida che il Parco deve perseguire secondo lei?
L’idea è costruire un Parco che sia vicino ai cittadini e al contempo strumento di sviluppo del territorio: lo sviluppo attraverso la tutela. Ho coniato un claim per il Parco: “Ambizione Ambientale”. Ambizione Ambientale evoca la circolarità tra esseri umani e ambiente e la necessità di mantenere equilibrio e armonia tra loro.
Parliamo ora del 2026. Quali sono le previsioni e i programmi per il Parco?
Sicuramente proseguiremo sulle linee su cui ci siamo mossi nel 2025.
A questo vorrei aggiungere che il nostro impegno sarà sempre più orientato al pieno coinvolgimento della comunità del Parco: amministrazioni cittadine, associazioni, imprese, scuole, una strada indispensabile per dare forza e senso a tutti i nostri sforzi.
In prospettiva poi vedo forme anche di “allargamento” del coinvolgimento anche di territori limitrofi e di quanti li frequentano. A poca distanza dai confini del Parco ci sono importanti località sul mare che attraggono un notevole flusso turistico. Ebbene, far conoscere ai frequentatori di queste località le opportunità che il Parco offre a breve distanza da loro potrebbe orientare molti visitatori verso il nostro territorio.
Più in generale uno degli obiettivi chiave per noi nel 2026 sarà comunque dotarci di strumenti efficaci per la comunicazione del Parco, per far conoscere a livello nazionale e internazionale le opportunità che il Parco offre a chi lo visita. Perché bisogna sempre ricordare che la funzione istituzionale del Parco non si limita solo alla tutela ambientale ma riguarda anche lo sviluppo dell’agricoltura, dell’artigianato e del turismo.
Tra sogni, scelte e radici: Cuori Lucani, la terza stagione
La web serie Cuori Lucani si presenta come una produzione sincera del territorio della Val d’Agri, capace di coniugare racconto personale, ambiente e identità lucana con uno sguardo capace di parlare anche oltre i confini.
Questa web serie, diretta da Iacopo Patierno, si compone di brevi episodi ciascuno dedicato ad un protagonista che vive nei territori della Val d’Agri.
Le prime 2 stagioni
Nella prima stagione i 7 episodi hanno raccontato la passione per il lavoro e per la propria terra attraverso i volti dei protagonisti, esplorando storie individuali che mettono al centro il rapporto con la terra, il lavoro e l’identità del territorio lucano. I 5 episodi della seconda stagione hanno avuto come filo conduttore la passione di aziende familiari che passano a nuove generazioni tra innovazioni e tradizioni che convivono, allargando lo sguardo non solo su chi ha scelto il “fare” sul territorio ma anche su chi eredita e rilancia, su come generazioni diverse mantengono vivo un legame con la propria terra e lo rinnovano.
La terza stagione
La terza stagione, composta da 5 episodi, ci porta a scoprire, attraverso sport come l’arrampicata, l’equitazione, la pesca sportiva, la mountain bike e il trekking, storie reali e genuine di passione, lontane dal glamour televisivo, che fanno percepire un filo comune che le unisce che è quello della volontà di restare, di far conoscere il proprio territorio, di far crescere qualcosa lì dove il resto del mondo spesso guarda altrove.
Anche questa terza stagione della web serie fa un grande uso del paesaggio lucano che diventa non semplice sfondo, ma parte integrante della narrazione, dello stile visivo e dell’identità dei protagonisti, e questo conferisce autenticità e fascino. Il formato breve e la concentrazione su un solo protagonista per ciascun episodio donano immediatezza; il tono “leggero” e quasi documentaristico, ne contraddistinguono chiarezza, genuinità e semplicità.
Sogni, scelte e radici
Cuori Lucani è una scoperta preziosa per chi ama le narrazioni autentiche, i luoghi meno conosciuti, senza effetti speciali o colpi di scena da blockbuster, senza spettacolarizzare sa emozionare con la quotidianità, con la bellezza discreta della terra lucana e con storie che, se pur locali, parlano di sogni, di scelte e di radici.
Ogni episodio è un piccolo ritratto, un battito di quel grande cuore collettivo che è la Val d’Agri, non ci sono attori ma persone vere, non ci sono scenografie ma paesaggi che respirano insieme ai protagonisti. Il risultato è un racconto che profuma di autenticità, di quella semplicità che troppo spesso si perde nella corsa del mondo. In ognuna di queste storie c’è qualcosa di universale, la passione per la montagna e le sue rocce, la sicurezza di saper montare a cavallo, la pazienza di chi pesca ai margini di un fiume, l’adrenalina di una discesa in mountain bike, la sensazione di benessere che ti regala una passeggiata nei boschi, l’amore incondizionato per la propria terra, il coraggio di restare, la voglia di costruire futuro dove gli altri vedono solo passato.
Cuori Lucani, una dichiarazione d’amore
Forse Cuori Lucani non è una serie nel senso tradizionale del termine, è più una dichiarazione d’amore alla terra, alle radici, ai sogni che crescono piano ma resistono, è la prova che anche con poco, un’idea e tanta verità, si può far fiorire un racconto: le montagne diventano spalle, i fiumi parole, il vento una voce che ti dice che restare non è immobilità ma scelta. Non serve conoscerla la Val d’Agri, basta guardare e ascoltare il suono antico che viene da quei cuori, i Cuori Lucani.
Agnese Rubino
A Paterno in prima assoluta la terza stagione della Web Serie “Cuori Lucani”
La terza stagione della web serie Cuori Lucani sarà proiettata in prima assoluta il 15 novembre h. 18,30 presso la nuova Bibliomediateca di Paterno, via Mario Pagano, messa cortesemente a disposizione dall’Amministrazione cittadina. Saranno presenti in sala anche Regista e attori.
La terza stagione di Cuori Lucani è dedicata agli sport: climbing, equitazione, trekking, pesca sportiva, ciclocross. Sport rispettosi dell’ambiente che possono essere praticati nella meravigliosa cornice naturale della Val d’Agri.
Cuori Lucani – terza stagione segue altre produzioni video realizzate nell’ambito del progetto Cuore Basilicata che hanno riscosso consenso tra il pubblico e la critica, visibili su questo sito nella sezione Media: Due Ma Non Due e Cuori Lucani, stagioni 1 e 2.
Due Ma Non Due ha vinto il LOG TO GREEN MOVIE AWARD nell’ambito del FESTIVAL DEL CINEMA DI VENEZIA ed è entrato nella SELEZIONE UFFICIALE della rassegna VISIONI DAL MONDO – Milano.
Cuori Lucani – prima e seconda stagione, nei Festival internazionali:
Award winner: Roma Short Film Festival, Roma; Tuscany Web Fest, Pisa; Apulia Web Fest, Bari Finalista: Web Series Festival, Hollywood (USA); Vesuvius International Film Fest, Napoli Selezione Ufficiale:Lift-Off Filmmaker Session, London (UK); Golden Short Film Festival, Avezzano; Amsterdam Short Film Festival, Amsterdam (NL) First-Time Filmmaker Session, London (UK)
Appuntamento il 15 Novembre a Paterno!
Il Centro di Educazione Ambientale Oasi Bosco Faggeto “un’aula a cielo aperto”
“Quando la storia di un luogo si interrompe anche la sua anima rischia di scomparire. Le storie dei luoghi che hanno un’anima vanno ripristinate per farli vivere con la comunità”. Queste le parole del sindaco di Moliterno, Antonio Rubino, sulla riapertura dopo un fermo di 7 anni, del CEAS (Centro di Educazione Ambientale e alla Sostenibilità) “Oasi Bosco Faggeto”, un evento positivo per Moliterno, per il territorio e per il Parco Nazionale Appenino Lucano Val d’Agri Lagonegrese.
L’Oasi Bosco Faggeto di Moliterno è un luogo dall’anima millenaria, attraversarlo significa entrare in una cattedrale verde, dove gli alberi altissimi, antichi, immobili, sussurrano storie dimenticate.
La faggeta, una delle più estese e suggestive della Basilicata, nel cuore del Parco Nazionale Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese, si presenta in tutta la sua maestosità con un sottobosco mosaico vivente di felci e muschi che fanno da scrigno, tra la primavera e l’inizio dell’estate, a piccole meraviglie, gioielli nascosti tra erba e foglie, le Orchidee Spontanee. Minuscole, delicate, perfette, se ne trovano una decina di specie, alcune rarissime, tutte diverse per forma, colore e habitat. Per riconoscerle serve tempo, pazienza e occhio attento, è la natura che ci ricorda quanto sia importante rallentare per poter vedere davvero.
Ma l’Oasi non è solo natura, è anche memoria, è la voce dei pastori che un tempo attraversavano questi sentieri, le tracce di antiche transumanze, i muretti a secco che raccontano di mani pazienti e vite semplici. Ogni stagione offre qualcosa di unico: l’autunno accende i colori del bosco di toni caldi e struggenti, l’inverno lo avvolge in un silenzio candido e ovattato, la primavera lo risveglia con mille voci e l’estate lo rende rifugio fresco per chi cerca sollievo dal caldo.
Chi attraversa il Bosco Faggeto con passo lento e mente aperta, non può rimanere indifferente alla sua fragilità. È un ecosistema prezioso che oggi più che mai ha bisogno di essere ascoltato, rispettato e protetto. A Moliterno questo impegno ha un nome e un volto: CEAS “Oasi Bosco Faggeto”.
Il Centro di educazione ambientale è stato istituito nel 2005 e la sua sede è la ex Casa Cantoniera nell’area SIC, nei pressi del Bosco Faggeto di Moliterno, sulla S. P.103.
Gestito dalla Cooperativa META, accreditata già dal 2006 quale centro di educazione ambientale e alla sostenibilità, si pone come obiettivo la promozione di una cultura ecologica profonda e partecipata.
Il CEA è un presidio attivo sul territorio che attraverso laboratori, escursioni guidate, progetti per le scuole e iniziative rivolte ai visitatori, trasforma l’esperienza nel bosco in una occasione concreta di consapevolezza che la natura non è un servizio ma è maestra. E camminando tra i faggi possiamo tornare, forse, un po’ più umani, un po’ più custodi, un po’ più parte del tutto.
La cooperativa, che gestisce l’intera area dell’Oasi Bosco Faggeto, è adesso pronta ad accogliere scuole e gruppi di turisti e grazie alla disponibilità di camere da letto, organizzate al piano superiore della ex casa cantoniera, potrà ospitare campi estivi residenziali, gruppi Scout, escursionisti, anche in sinergia con altre associazioni.
Il sindaco Rubino durante l’inaugurazione ha descritto l’Oasi del Bosco Faggeto come “un contesto ambientale di grandissimo pregio dove si respira la tranquillità dei nostri luoghi e la bellezza della natura dove, soprattutto i più piccoli, possono avere quelle nozioni di educazione ambientale che servono per il rispetto del Creato e per un nuovo stile di vita sostenibile” ed ha affermato che “Grazie alle attività promosse dalla cooperativa che gestisce il CEA si può far partire un nuovo modo per vivere i nostri comuni, per attrarre turisti, visitatori, esperti che si occupano di Orchidee spontanee che qui trovano un habitat eccezionale”. Infatti il centro ospita la sede regionale del GIROS (Gruppo Italiano Ricerca sulle Orchidee Spontanee), collabora a studi e monitoraggi delle orchidee nel territorio anche in collaborazione con l’Università degli Studi della Basilicata e con l’Università di Napoli e, dal giorno della inaugurazione, ospita una mostra inedita di fotografie sulle orchidee spontanee del Bosco Faggeto di Moliterno.
Sull’importanza di strutture come il CEA è intervenuta, durante la cerimonia di riapertura, anche la Dott.ssa Laura Mongiello, Assessore all’Ambiente e Transizione Energetica della Regione Basilicata, parlando dell’Oasi Bosco Faggeto lo ha definito “una vera e propria aula a cielo aperto in cui educare alla tutela, al rispetto ed alla conservazione della biodiversità”.
Il Presidente del Parco Appennino Lucano Antonio Tisci ha ricordato “Il CEA si inserisce nei progetti che abbiamo fatto e stiamo facendo per portare anche i ragazzi a visitare le unicità ambientali ed ecosistemiche del territorio del Parco”.
L’Oasi Bosco Faggeto di Moliterno rappresenta un luogo dove poter ritrovare il senso del tempo, della natura e della bellezza autentica e il CEAS si prende cura di questo incontro con il Creato accompagnando, passo dopo passo, verso un mondo più consapevole.
Agnese Rubino
Foto: Agnese Rubino
Polifoto













