La grande truffa dell’Aids sta per scoppiare?

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Quel che ho deciso di raccontarvi è scandaloso e incredibile. Ma dopo 25 anni la storia sta dando ragione a chi ha dubitato delle verità ufficiali. Vi ricordate il manifesto della Benetton che visualizzava con tante faccine l’espandersi per via sessuale dell’Aids? Vi ricordate gli spot televisivi con le persone contagiate rappresentate con l’alone blu che si diffondeva dall’uno all’altro? Ci dicevano molto chiaramente che se gli umani non avessero usato il preservativo si sarebbero ammalati. Il tutto era condito con grafici che mostravano le previsioni catastrofiche dell’espandersi del contagio. La chiamavano la Peste del 2000. Ora è un fatto che i costumi sessuali non siano cambiati di molto e il consumo di preservativi sia aumentato in modo minimo. E, ci dicevano, che se non fossero cambiati radicalmente i costumi sessuali sarebbe stata una catastrofe. Ma tutte le previsioni sull’espandersi del contagio sono state negate dai fatti. Se quelle previsioni fossero state esatte oggi dovremmo avere nel mondo parecchie centinaia di milioni di malati. Invece ce ne sono meno di 40 milioni. Come è potuto succedere? Perché i contagiati sono così (relativamente) pochi? Se poi andiamo a vedere i dati ufficiali sull’epidemia scopriamo qualche cosa di pazzesco: la maggioranza dei contagiati sono in Africa, NON hanno mai fatto il test per l’Hiv. La loro sieropositività e il loro essere ammalati di Aids è ricavata in modo induttivo, è una stima teorica NON una realtà dimostrata su test reali. Quando ad esempio la Francia mandò in Africa una missione, con l’incarico di sottoporre al test dell’Hiv (il retrovirus che diffonde il morbo) il numero dei sieropositivi si dimostrò irrisorio (vedi i documenti ufficiali pubblicati su “AIDS la grande truffa”, Luigi De Marchi e Fabio Franchi, 1996, Edizioni SEAM,). Ma come è possibile? Un’ipotesi ci sarebbe… Di fronte ai primi casi di Aids, il governo Usa finanziò una ricerca sul morbo e si decise che uno dei tre scienziati incaricati di dirigere il lavoro dovesse essere Duesberg che era un’autorità indiscussa nel settore dei retrovirus. Duesberg dopo lunghe ricerche si trovò ad andare contro la tesi (che divenne subito ufficiale) della diffusione retrovirale dell’Aids. Attenzione: Duesberg non negava l’esistenza dell’Aids. Sosteneva però che non fosse dovuta a un contagio portato dal retrovirus Hiv ma che l’Aids fosse, come dice la parola, una Sindrome di Immuno Deficienza Acquisita. Duesberg negò che vi fosse un retrovirus all’origine di questa malattia e sostenne invece che le cause erano un collasso del sistema immunitario dovuto a denutrizione e sporcizia in Africa e droga, costumi sessuali abnormi (con decine di amanti alla settimana), trasfusioni di sangue, consumo di droghe (in particolare cocaina, eroina in vena e popper) nei paesi industrializzati. L’idea era che il sistema immunitario sottoposto a superlavoro potesse collassare e essere incapace di far fronte alle infezioni. Quindi si moriva veramente di Aids ma la causa non era un retrovirus ma un crollo delle capacità di difesa dell’organismo. Duesberg, come tutti i ricercatori che sposarono la sua tesi, fu estromesso da qualunque programma di ricerca e le sue tesi furono censurate nonostante fossero più di 400 gli scienziati firmatari di un documento che contestava la teoria dell’Hiv-retrovirus-contagio per via sessuale (o attraverso il sangue). Comincia così una storia incredibile che abbiamo via via raccontato in questi dieci anni anche su Cacao. I punti essenziali che ci fanno sospettare che la storia del retrovirus sia una bufala sono: 1) Nei casi nei quali si è realmente analizzato il comportamento dei malati di Aids (come negli Usa) si è scoperto che appartenevano alla categoria di persone che avevano comportamenti in grado di far collassare il sistema immunitario, senza che fosse necessario l’intervento del retrovirus Hiv: tossicomani (cocaina, eroina e popper), iper promiscui (decine di diversi amanti a settimana. Anche contemporaneamente con rapporti prevalentemente anali e contatto tra lacerazioni e feci), politrasfusi e persone che vivevano nella miseria e nella sporcizia più nera (sottoalimentazione e mancanza totale di igiene). Agli inizi degli anni ‘90, Luca Rossi andò in Usa per conto di Panorama e visitò il centro di statistica governativo scoprendo tre cose molto interessanti. --Era il primo giornalista a rivolgersi alla fonte per avere i dati invece di affidarsi ai comunicati stampa (i responsabili del centro statistiche lo accolsero con stupore…). -- I dati pubblicati sui giornali erano falsi. -- In particolare saltava all’occhio che i malati che non appartenevano a gruppi con comportamenti a rischio erano meno di mille a distanza di quasi 15 anni dall’inizio dell’epidemia. Un numero irrisorio spiegabile con il fatto che anche una esposizione intensa ad agenti inquinanti può provocare un crollo del sistema immunitario. Ma soprattutto un numero talmente piccolo che negava con evidenza la teoria sulla trasmissione sessuale dell’Aids in persone che avevano una vita sessuale promiscua ma non parossistica. Questa inchiesta di Luca Rossi non fu mai pubblicata da Panorama e Luca non trovò più lavoro come giornalista (tra l’altro era l’autore di un best seller su Falcone e Borsellino, più di 200 mila copie vendute, questo per dire che era un valente giornalista). Luca Rossi ha dovuto cambiare mestiere, oggi fa (con grande successo) lo sceneggiatore (la sua inchiesta l’ha pubblicata in un libro: “Sex virus”, Feltrinelli). 2) Esistono persone che si sono ammalate di Aids senza essere sieropositive. 3) Esistono persone sieropositive che dopo 20 anni non hanno sviluppato ancora l’Aids né risentono di sintomi ad essa collegabili. E poi, come si è detto, è un fatto che da 25 anni il diffondersi dell’Aids sia decisamente al di sotto di tutte le previsioni realizzate degli scienziati sulla base dell’assunto che l’Aids si diffondesse per via sessuale. Ma dopo tanti anni scopriamo anche che l’idea stessa della capacità dell’Hiv di diffondersi sessualmente è sballata. Infatti anche questo retrovirus pare abbia la capacità di essere rilevato solo in gruppi particolarmente a rischio. E questo in realtà potrebbe anche essere un elemento a favore del nocciolo della teoria dell’Hiv. Infatti l’unica spiegazione possibile della scarsa diffusione dell’Hiv in questi 28 anni dii “epidemia” sarebbe ammettere che l’analisi sulla reale infettività dell’Hiv siano completamente errate (almeno quelle). Invece autocritiche non se ne sentono. E a nulla servono le ricerche basati su test reali che ci fanno scoprire, ad esempio, che le prostitute di alcune città africane sottoposte al test dell’Hiv sono risultate sieronegative in più del 90% dei casi nonostante non facciano uso di preservativi. Così come apparre inspiegabile la bassissima diffusione dell’Hiv e dell’Aids nelle comunità lesbiche. C’è infine da aggiungere che incredibilmente (qui è tutto incredibile) neanche su che cosa sia un sieropositivo si è riusciti a mettersi d’accordo. Dopo 20 anni i test sulla sieropositività sono ancora molto discussi dagli stessi medici che sostengono la teoria ufficiale. In 25 anni i principali stati occidentali non sono neanche riusciti a mettersi d’accordo sugli indicatori di sieropositività: cioè puoi essere sano in Francia e sieropositivo in Italia. Inoltre il test in molti stati va ripetuto numerose volte perché la percentuale di falsi positivi è altissima. Dulcis in fundo Duesberg sostiene che una delle cause di morte per Aids sarebbe l’utilizzo di un farmaco carissimo e messo fuori legge negli anni ’60 perché micidiale: l’Azt 20. E in effetti ormai da tempo questo farmaco non viene utilizzato dalla comunità gay Usa nella quale si sono diffuse cure che si concentrano sull’appoggio al sistema immunitario piuttosto che nello sterminio dei retrovirus. E c’è infine da dire che l’esistenza stessa dell’Hiv non è una realtà conclamata: nessuno l’ha mai “fotografato”. La sua esistenza è stata provata per via induttiva, indirettamente. In questa storia dell’Aids c’è un altro capitolo misterioso. Da anni è in corso una campagna durissima e infamante contro il governo del Sud Africa e il suo presidente Mbeki colpevoli di credere alla teoria di Duesberg e di rifiutare l’uso dell’Azt e delle terapie retrovirali e di impegnarsi invece sul fronte della lotta alla fame, alla sporcizia e all’inquinamento (che è gravissimo anche in alcune zone del Sud Africa). Questa campagna è culminata con una causa per strage contro il governo del Sud Africa sostenuta da grandissimi avvocati e dai soldi delle case farmaceutiche. La censura contro le tesi di Mbeki è stata tale che la stampa censurò il discorso di Nelson Mandela al convegno mondiale sull’Aids di Joannesburg. I giornali scrissero che Mandela aveva criticato Mbeki mentre era vero esattamente il contrario. L’intervento di Mandela, non era neppure disponibile negli atti del convegno pubblicati su internet. Archivio articoli sull’Aids. Insomma quello che sappiamo di sicuro è che c’è una verità ufficiale monolitica che traballa sotto la spinta dei decenni. C’è una teoria alternativa sostenuta da centinaia di ricercatori. C’è una censura feroce contro chiunque abbia osato criticare la verità ufficiale (e noi ne sappiamo qualche cosa). C’è un giro d’affari mostruoso. Per chi vuole saperne di più ecco due articoli. Il primo venne pubblicato quasi dieci anni fa. A tutt’oggi quelle contestazioni restano valide e senza risposta. E già questo è un aspetto incredibile.

L'AIDS E' DAVVERO LA PESTE DEL DUEMILA? Il 1981 e il 1982 furono gli anni della mia vita durante i quali scopai di più. La sifilide e lo scolo non facevano più paura a nessuno e ce la si spassava spensieratamente. "Era scoppiata la febbre del sabato sera ma anche negli altri giorni la temperatura restava elevata. Se continuava così il sesso avrebbe travolto la società civile: orge bestiali, preti nudi alla televisione, cani che si accoppiano con gatti"... Invece arrivò il flagello di Dio, l'Aids e i bigotti ringraziarono il signore che aveva così punito tossicomani e sodomiti. "E già nel 1985 non si faceva più l'amore spensierati come prima. E poi i giornali iniziarono a ululare che anche milioni di emofiliaci e di politrasfusi erano a rischio per via delle trasfusioni con sangue infetto ed era a rischio chi aveva fatto l'amore con chi aveva fatto l'amore con chi aveva fatto l'amore con i politrasfusi, i tossicomani e gli omosessuali. Nel 1987 prima di far l'amore con una fanciulla stavi mezz'ora a guardarle la pelle e la lucentezza degli occhi per capire se era sana come un pesce o infettiva come una bomba battereologica ambulante. Ora sono passati almeno 15 anni dall'esplosione dell'epidemia, 40 anni dai primi casi ufficiali di Aids e, diciamo onestamente, il preservativo non l'abbiamo usato mica tanto... che far l'amore col preservativo è come fare il bagno con lo scafandro. Allora, se escludiamo un 30% della popolazione che non scopa mai o che è fedele in modo schifoso e sta con persone altrettanto assolutamente fedeli, tutti gli altri, cioè noi debosciati, dovremmo avere un "Aidiesse" grossa come un topo di fogna che ci scorazza nei linfociti e ci frulla il sistema immunitario. Invece, vivaddio, sto benissimo. Ho fatto anche il test dell'Aids e risulto pulito come un chierichetto. Fin dal1985 c'erano alcuni ricercatori che si erano accorti che qualche cosa non andava.Uscì un lungo articolo sul settimanale "Epoca" che raccontava questi dubbi. Questo virus dell'Aids pareva un tipo strano, c'era gente che era sieropositiva e non si ammalava e c'era gente che si ammalava ed era sieronegativa, ogni anno si facevano previsioni catastrofiche sul numero dei sieropositivi dell'anno successivo. E ogni anno le previsioni erano esagerate e comunque i giornali titolavano: "Si prevedono enormi sviluppi dell'epidemia per l'anno prossimo". Nel 1993 uno dei tre ricercatori americani ai quali il governo aveva affidato la direzione delle ricerche (Peter Duesberg, il grande retrovirologo scopritore del virus che provoca una rara forma di tumore al collo dell'utero) se ne saltò fuori dicendo pressappoco così: Cari ragazzi, l'Aids non è provocata dal virus dell'Hiv ma dalle droghe, dalla scarsa igiene e dalla denutrizione. Il sesso c'entra solo perché chi ha un numero esorbitante di amanti, (tipo 50-100 all'anno) sottopone il suo sistema immunitario a un super lavoro che lo rende incapace di difendersi da tutte le infezioni. Cioè l'Aids non è una malattia unica, provocata da un'unica causa (il virus Hiv) ma una sindrome, cioè un insieme di infezioni e degenerazioni che colpiscono persone già gravemente debilitate. La cosa tragica è che state curando questi malati con l'Azt che è una roba che è stata ritirata dal commercio negli anni '60 perché ammazzava i malati di tumore. é chiaro che se la date a persone giù di corda poi muoiono, ma non li uccide il virus dell'Hiv, li accoppate voi."
Questo articolo uscì sul supplemento salute del "Corriere della Sera" e provocò una serie di reazioni isteriche da parte della classe medica italiana nonostante fosse accompagnato da un documento firmato da parecchi premi Nobel e grandi capoccioni nel quale si diceva grossomodo: non vi sembra che sull'Aids state sparando un sacco di stronzate? Non sarebbe il caso di rifletterci un po' sopra? L'unico risultato tangibile fu che il giornalista di "Salute" che si era occupato di far uscire l'articolo fu mandato a occuparsi di giardinaggio in Groenlandia. All'illuminato direttore di un noto settimanale però venne un dubbio. Così diedero un po' di soldi a Luca Rossi, giornalista e scrittore (suo il libro su Falcone e Borsellino, "Disarmati: Falcone, Cassarà e gli altri", Ed. Mondadori) e lo spedirono in America a fare una grande inchiesta. Incontrai Luca Rossi l'anno scorso e me ne raccontò di tutti i colori. Era andato al centro statistico per le malattie infettive Usa e lo avevano accolto con stupore. Era il primo giornalista al mondo che si presentasse da loro per avere notizie di prima mano sull'andamento dell'epidemia (volendo controllare tutto fin dall'inizio). Tutti i giornali parlavano del fatto che ormai il virus Hiv portava l'Aids nelle cellule di tutti, non solo dei tossicomani, dei gay e dei politrasfusi... erano milioni gli eterosessuali non a rischio e di buona costituzione ammalati. 'Questi qui del centro di statistica delle malattie infettive sono tipi precisi. E si erano accorti che i dati erano un casino. Cioè se ti beccano che hai l'Aids non è che subito ti va di ammettere che sei un omosessuale, drogato, assatanato per il sesso, che non ti lavi e mangi solo merda. Così iniziarono a indagare sulla vita dei sieropositivi. Gli americani sono dei duri e hanno gente come l'ispettore Callaghan e Charles Bronson che sanno come far parlare la gente. In Italia uno ti dice che ha preso l'Aids perché una volta soltanto in vita sua è andato con una prostituta... e tu ci credi... ma lascialo nelle mani di Swarzenegger un paio d'ore e vedrai che confesserà che ha avuto 30 partner sessuali in otto giorni e si è sniffato tutto il popper e la coca e i sali da bagno del mondo. Così questi professori di statistica dissero a Luca Rossi che fra tutti i casi di Aids registrati negli Stati Uniti dall'inizio dell'epidemia ce ne sono meno di 600 che riguardano sicuramente persone con uno stile di vita normale. Gli dissero anche la recente esplosione di casi di Aids tra le donne era una questione politica e non statistica. Il movimento delle lesbiche americane si era imbufalito perché loro non apparivano mai nelle statistiche dei malati mentre era pieno di omosessuali maschi. Quelli dell'ufficio statistiche avevano cercato di spiegare che non era colpa loro se i maschi erano più birichini e la sodomia è una pratica più infettiva. Ma le donne gay non vollero sentir ragioni e dissero che erano solo dei fascisti fallocrati. Si sa che uno che si occupa di statistica è un bonaccione anche se è cugino di Rambo. Così questi smidollati, messi alle strette dalla Casa Bianca decisero di risolvere il problema iscrivendo d'autorità il tumore alla cervice dell'utero nel mix di malattie che costituiscono la sindrome dell'Aids (nel 1981 erano 3 malattie, oggi sono 30). In questo modo nel 1993 aumentò mostruosamente il numero delle donne ammalate di Aids. Non so se mi hai capito, è un trucco geniale! Poniamo che su 10.000 donne sane 5 abbiano statisticamente questo tipo di tumore. Ora se prendo 10.000 sieropositive anche tra queste solo 5 donne hanno, come logico, lo stesso tumore. Ma io (figlio di puttana statistico e cagasotto) sostengo che le 5 sieropositive non hanno quel tumore perché è statisticamente logico che lo abbiano per altre ragioni, ma dico che per loro, e solo per loro, è colpa dell'Aids (non ho nulla contro le donne gay, ma, evidentemente tra le cape del movimento lesbico americano ci sono, come altrove, persone fanatiche e idiote). Finalmente anche le lesbiche poterono avere la loro casella statistica. Così morirono felici di avere anche loro l'Aids.
Luca Rossi raccolse queste informazioni, insieme a molte altre e consegnò un bell'articolo che non venne mai pubblicato (a gennaio dovrebbe essere uscito un suo libro con la Feltrinelli).
Ora sono passati un paio d'anni e sui giornali non si è visto più niente che mettesse in dubbio il rapporto tra Hiv, Aids e l'uso del micidiale Azt. Vi risparmio una tirata sui ricercatori che sono costretti a esagerare il pericolo dell'Aids per avere i finanziamenti, le ditte farmaceutiche assetate di denaro, i giornalisti sempre a caccia di notizie agghiaccianti che facciano audience e il complotto delle lobby cattoliche sessuofobiche. Però c'è una cosa che mi brucia. Perché invece di buttarsi a pubblicizzare i preservativi così poco piacevoli, non si è fatta una campagna di pubblicità per incoraggiare la gente a masturbarsi reciprocamente? Farlo con le mani è bello, trasgressivo, piacevole e non ti puoi prendere nessuna malattia. Basta che te le lavi. Invece niente. Tutti giù a sbraitare di non farlo o di gommarsi. Soltanto il governo olandese ha speso qualche soldo per incoraggiare i rapporti occasionali fatti a mano. Comunque so già come finirà, così come sono caduti l'Impero Romano, il Muro di Berlino, Craxi, Andreotti e Berlusconi, alla fine crollerà anche tutta questa storia dell'Aids.
E allora, dopo tanti anni di paure e rinunce, chi ci fermerà più? Entro un paio d'anni si scoprirà la verità, vedrete... torneremo a fare sesso come frullatori.

LA TRUFFA DELL’AIDS 

Il virus della immunodeficienza umana HIV non è stato mai isolato e fotografato. Esiste una sentenza di un tribunale tedesco del 15.01.2001 sulla inesistenza del virus HIV. La traduzione del testo della sentenza dal tedesco si trova sul sito internet: http://www.medicinenaturali.net/
Non esiste un documento scientifico ufficiale che provi che il cosiddetto HIV, ammesso che esista, provochi l’Aids. Il premio Nobel, Kary Mullis, scopritore del PCR (Polymerase Chain Reaction) usato impropriamente, a detta dello scopritore, per la misurazione della carica virale dell’ HIV, lo ha cercato invano; ma neanche Montagnier e Gallo sono stati in grado di fornirglielo. (leggi il libro: Ballando nudi nel campo della mente, Kary Mullis, 2000, Baldini & Castaldi, Milano, tel. 800-242593).
I test dell’Aids non sono attendibili perché, oltre a non essere precisi, esistono più di sessanta fattori che possono dare dei falsi positivi.
I farmaci usati per l’Aids oltre a distruggere a medio e lungo termine la salute di chi li assume, costano al contribuente italiano diciotto milioni l’anno per ogni paziente.
Il basso livello di linfociti CD4 e una alta viremia non sono predittivi di Aids. Ci sono persone con valori normali che stanno male e persone con valori anormali che però stanno bene.
Le persone che hanno un sistema immunitario indebolito devono eliminare tutti i fattori di stress ossidativo per l’organismo (fattori chimici, fisici, biologici, nutrizionali e mentali), fare delle cure a base di antiossidanti, fare una vita sana con una buona alimentazione e farsi seguire da un medico che abbia un visione solistica dell¹uomo. Vedi a questo proposito gli articoli in inglese e spagnolo del Dott. Roberto Giraldo su internet: http://www.robertogiraldo.com/
L’aids è una malattia politica che è servita a creare un sistema di potere ed è il risultato di un accordo internazionale tra Stati Uniti e Francia. Vedi a questo proposito il sito internet: http://space.tin.it/scienza/avufi/index.html e il libro: Le carte dell’AIDS, Francesco Romano e Elizabeth Vogel, 1989, Cesco Ciapanna Editore, tel. 06 87183441. L’aids in Africa non è diagnosticata con il test dell’HIV ma in base a sintomi clinici. Ma la causa dell’Aids in Africa è la crescente povertà. La malnutrizione, l’inquinamento dell’acqua, la mancanza di igiene, le malattie endemiche.
In Europa e in America l’Aids riguarda categorie di persone che hanno comportamenti a rischio per la salute, in particolare l’uso di droghe e stili di vita non compatibili con una buona salute. Altre cause sono il crescente inquinamento dell’ambiente e l’abuso di farmaci.
Altri articoli pubblicati da Cacao: Archivio articoli sull’Aids. La ricerca più recente sul tema è pubblicata all’interno del libro “Tutto quello che sai è falso” (Entrambi i volumi) edizioni Nuovi Mondi Media

Riferimenti bibliografici (i numeri telefonici sono di 4 anni fa) e siti internet: AIDS la grande truffa, Luigi De Marchi e Fabio Franchi, 1996, Edizioni SEAM, tel. 06 85301832
L'immensa balla dell'AIDS, Robert Lombardi, 1998, Macro Edizioni, tel. 0541 344820
AIDS il virus inventato, Peter Duesberg, 1998, Baldini & Castoldi, Milano, tel. 800-242593
World without AIDS, Steven Ranson & Philip Day, 2000, Credence Publications, England
HIV e AIDS: fine degli opposti estremismi, Elio Rossi, 1998, Lombardo Editore, tel. 06 44290974
Le carte dell’AIDS, Francesco Romano e Elizabeth Vogel, 1989, Cesco Ciapanna Editore, tel. 06 87183441
La mafia della Sanità, Guylaine Lanctot, 1997, Macro Edizioni, tel. 0541 344820
La medicina sottosopra. E se Hamer avesse ragione?, 1999, Edizioni AMRITA, Torino, tel. 011 9363018 La vera storia dell'Aids, David Rasnick, 2001, Edizioni SPIRALI, Milano, tel. 02 8054417 (novità!) 
 Ballando nudi nel campo della mente, Kary Mullis, 2000, Baldini & Castaldi, Milano, tel. 800-242593 http://www.laleva.cc/cura/truffa_aids.html
http://digilander.iol.it/anok4u/Doc/aidsmm.htm
http://space.tin.it/scienza/avufi/index.html
http://www.infoaids.freeweb.supereva.it/intro.htm?p
http://www.oikos.org/aids/it/default.htm
http://www.medicinenaturali.net/
http://www.robertogiraldo.com/ (inglese e spagnolo)
http://www.duesberg.com/ (inglese)
http://www.virusmyth.net/aids/ (inglese)
http://www.aliveandwell.org/ (inglese)
http://www.free-news.org/index01.htm (spagnolo)
http://www.disinformazione.it/
http://cosco-giuseppe.tripod.com/
http://www.pantellini.org/
http://m3.easyspace.com/aerrepic/  by Sergius 2001


Commenti

Caro alex, la tua è una strumentalizzazione.

 

SE VOTI BERLUSCONI, L'ITALIA RITORNA IN GUERRA IN IRAQ, A FARSI AMMAZZARE!!! POF POF POF !!! Scelgo di essere felice! :D

Da una parte ci sono gli imbecilli che pensano che l'HIV si trasmetta con una stretta di mano e bevendo nello stesso bicchiere di  una persona ammalata, dall'altra gli altri imbecilli che continuano imperterriti a sostenere che l'AIDS non è  contagioso. In mezzo ci sta il più imbecille di tutti che censura qualsiasi reale informazione sull'AIDS nel nome di DIO e tutta la sua famiglia. Non è per niente facile essere sieropositivi in un Paese di imbecilli!!!!!!!

Recentemente è morta Christine Maggiore, fiera sostenitrice delle str...ardinarie teorie qui pubblicizzate dal signor Jacopo Fo: cinquantunenne, sieropositiva ma convinta che "tutto quello che sappiamo sull'AIDS è falso", così convinta da scriverci un libro con quel titolo, così convinta da rifiutare ogni cura, così convinta da allattare la figlia al seno, contagiandola, sicchè la bimba è morta a tre anni, a causa di una sindrome inesistente che non si trasmette per via virale, come ci insegna anche il signor Jacopo Fo in questa sua str...aordinaria esposizione di folli teorie del complotto.

Peccato che i virus se ne freghino delle convinzioni del proprio ospite, come hanno imparato a loro spese le persone qui elencate.

A loro credito va riconosciuto che hanno rischiato del proprio per dimostrare che credevano veramente a ciò che divulgavano: lo stesso non si può dire di Duesberg e di tutti i vari "ricercatori della verità" che infestano Internet, ergendosi a disvelatori di grandi complotti quando in realtà danno solo consigli sconsiderati.

Ne avessi incontrato uno, dico uno, di questi paladini della verità e salvatori dell'umanità dal Grande Complotto delle Cattive Case Farmaceutiche che abbia accettato di farsi una trasfusione di sangue infetto dall'HIV per dimostrare quanto davvero credesse alle proprie alluncinate affermazioni: signor Jacopo Fo, vuole essere lei il primo a far vedere quanto è convinto di ciò che scrive? La organizziamo questa bella trasfusioncina?

Se la risposta è no, lasci il mestiere di medico ai medici, e torni  fare il suo, di mestiere, quello di figlio di Dario "cinque metri, ripeto cinque metri" Fo. E tolga questa spazzatura di delirio complottista dal suo sito, almeno avrà qualche morto in meno sulla coscienza tra quelli che si fidano di lei.

____________

L'uomo ama troppo spesso credere, piuttosto che capire.

Ciao,
Sono capitata nel tuo sito x caso ed ho letto gli articoli sull’AIDS.
Cosi ho pensato di raccontarti la mia storia:

Ho scoperto il mondo di questa malattia (chiamiamola così) nel 2000 quando il mio ragazzo venne ricoverato x un calcolo alla colecisti.
Venne operato e nello stesso tempo ci dissero che era sieropositivo. (premetto che lui non ha mai avuto trascorsi di droga, rapporti omosessuali o altro...vita pressochè normale)

Noi eravamo fidanzati da tre dico tre anni ed avevamo rapporti normalmente senza preservativo. Il mio terrore di essere anche io sieropositiva fu inutile, non lo ero...ancora mi chiedo come mai!!!

Fatto sta che io ed il mio ragazzo abbiamo deciso di combattere insieme questa cosa. Il nostro approccio iniziale fu come quello di tutti: Paura e controlli regolari al centro malattie infettive.
Ad un certo punto i suoi valori indicarono che avrebbe dovuto iniziare la terapia e cosi fece.
Nel frattempo abbiamo iniziato a documentarci e siamo incappati nel libro del DR. Duesberg e sui siti di disinformazione abbiamo letto tutto ciò che tu riporti nei tuoi articoli.
Rusultato: Abbandono delle terapie ed abbiamo ricominciato a vivere la nostra vita come se niente fosse.
Tutto bene fino al 2006 quando arrivarono i primi segni, febbre, piccole infezioni ecc..ma noi ancora a continuare come se nulla fosse.
A fine 2006 casualmente conosciamo un naturopata che sosteneva le stesse tesi del Dr Duesberg e compagnia bella e che la malattia diventa psicologica e scoppia con la paura stessa di ammalarsi.
Sosteneva che se si fa uscire la malattia bisogna lasciarla sfogare fino in fondo ed alla fine si sarebbe combattuta, vinta ed eliminata (non so se conosci anche il dott.Hamer che sostiene che i tumori siano di origine psicologica e che come tali vanno combattuti – vedi KANKROPOLI su internet)....
Il natutopata ci disse che con tecniche di riflessologia avrebbe fatto uscire la malattia e che insieme l’avremmo combattuta con rimedi naturali ed omeopati.
Cosi facemmo ed il mio compagno si ammalò di polmonite, per 3 settimane lo curai a casa seguendo le indicazioni del naturopata ma quando arrivò ad uno stato insostnibile (38Kg e non camminava più) decidemmo di portarlo all’ospedale dove dopo l’insorgere di innumerevoli altre infezioni tra cui ICTUS DA ENCEFALOPATIA, ne venimmo fuori per miracolo.
Iniziammo cosi la terapia ma ormai il suo stato di salute era irrimediabilmente compromesso, 40kg, emiplegico dal lato sinistro, ed altre piccole infezioni di varia natura che continuavano ad andare e venire.
LA terapia non ha mai compreso l’AZT ma ho il dubbio che i nuovi farmaci non siano altro che lo stesso con nomi diversi..
Ad ogni modo ormai eravamo nella situazione più tragica e abbiamo continuato a lottare per due anni dentro e fuori dall’ospedale, con un problema dietro l’altro, insuffiecienza renale e balle vaire (ovviamente con i farmaci gli effetti collaterali si aggiungevano alla già precaria situazione).
All’inizio di quast’anno abbiamo provato un nuovo farmaco (visto che non ne veniva fuori) e sambrava che andasse bene, e dopo un altro mese di ricovero sotto controllo, siamo tornati a casa con buone speranze (anche se ormai la sua vita non sarebbe più stata normale, ma avevamo il nostro amore che ci faceva andare avanti) ma non è bastato,,, a maggio improvvisamente si aggravò e nel giro di 2 giorni morì per insufficienza respiratoria, i polmoni hanno ceduto....ma se non fossero stati quelli, sono convinta che comunque sarebbe toccato ai reni o al fegato, era comunque questione di tempo!!!

Sono passati 4 mesi ed ancora mi chiedo dove ho sbagliato o cosa sia stato effettivamente ad uccidere l’uomo della mia vita: l’AIDS?? la paura della malattia? I farmaci?
Abbiamo tentato tutte le strade ma non hanno portato a nulla di buono, il finale è lo stesso: MORTE.

Ancora mi chiedo dove stia la verità e nonostante tutto ancora non ho capito. A volte penso che se fossimo rimasti in cura fin dall’inizio lui sarebbe ancora qui con me; altre volte penso che avrebbe avuto una vita da emarginato e sempre nel terrore mentre i pochi anni che abbiamo vissuto insieme ce li siamo goduti al meglio, senza timore e serenamente!!

Leggendo i tuoi articoli non ho potuto fare a meno di scriverti, forse spero in una risposta alle mie domande, che stupida...nessuno mai potrà darmi una risposta ed io continuerò a chiedermi all’infinito......

.....PERCHEEE’’????!!!!

Grazie per l’attenzione!

Ciao
LUNA

Credo che tu abbia una grande forza per riuscire a parlarne così serenamente. Serenamente per quel che è possibile.
E credo anche che sia impossibile farsi una ragione, trovare una risposta a un perché così enorme.
Spero che questa forza che hai dentro ti aiuti a tornare a vivere e a sperare, ed ad amare, anche se hai subito un calvario così duro e doloroso.
Ma tu mi chiedi anche di esprimere un parere tecnico a partire dall'articolo che ho qui pubblicato e cerco di farlo.
E devo dirti che sono tutt'ora convinto di quanto ho scritto.
Non ho però consigliato a nessuno di curarsi solo con la medicina alternativa. settore nel quale peraltro, aiméh, dobbiamo registrare la presenza di tanti incapaci e cialtroni, tanti quanti ne troviamo tra i medici "normali".
Non so che cure vi abbiano proposto, non so che efficacia possano avere. Non so cosa avrei fatto al vostro posto.
Posso dire che oggi i risultati migliori di sopravvivenza si ottengono con cure, anche "della medicina ufficiale" che hanno come obiettivo il rafforzamento delle difese dell'organismo.
E poi, attenzione, non è che se voi aveste scelto le cure "ufficiali" avreste avuto qualche certezza di sopravvivenza.
Allo stato attuale delle cose le cure ufficiali sono quelle alle quali sono ricorsi il 99% dei malati che poi sono morti, in occidente. Non è che la gente muore di Aids solo se si cura con la macrobiotica e l'omeopatia. Nessuno può dire, allo stato attuale, quanto sarebbe sopravvissuto il tuo compagno con altre cure.
La questione andrebbe posta in questo modo:
il corpo ha subito una serie di shock (inquinamento, oppure scarsa igiene iper promisquità sessuale o uso di droghe)
per i quali si instaura una sindrome di immunodeficenza. Cioè il sistema immunitario non funziona. Quindi il corpo viene attaccato da una serie di batteri contro i quali ha poche difese.
Quindi le medicine che cercano di uccidere il virus Hiv non servono. In particolare l'Atz pare che sia particolarmente tossico e a tutt'ora non sembra aver dato grandi risultati in termini di sopravvivenza visto che gran parte di coloro che lo hanno utilizzato sono morti. (E questo è un fatto inoppugnabile). Certo alcuni hanno campato a lungo con l'Atz. Ma ci sono anche persone che sono vive dopo 20 anni e hanno scelto altre vie di cura. Anche se nessuna di queste soluzioni terapeutiche può vantare successi con tutti i pazienti.
Non sto qui sostenendo che le medicine alternative siano meglio di quelle ufficiali. Dire che l'Atz sia pericoloso non vuol dire negare l'efficacia delle medicine "moderne" che aiutano il sistema immunitario a difendersi.
Quello che voglio qui ripetere è che il fatto che l'agente della malattia NON sia un virus non rende la malattia meno pericolosa. Nessuno sta negando che migliaia di persone siano morte. Né sostengo che basti una tisana per far passare tutto.
E non so da dove il vostro naturopata abbia tirato fuori la convinzione di poter guarire certamente una malattia così grave. Nessuna terapia, lo ripeto, dà certezze di guarigione.
Ma resta che dopo 30 anni di ricerche nessuno ha trovato il modo di uccidere questo virus.
E resta il fatto che se fosse tutto causato da un virus dovremmo avere un livello di espansione dell'epidemia ben più enorme di quanto non lo sia.
E questo dato inoppugnabile di scarsa diffusione dell'Hiv è il dato più notevole che ci porta a dubitare che sia l'Hiv a causare la malattia. Il tuo stesso caso, con 3 anni di rapporti non protetti e nessun contagio per te, è la dimostrazione di quanto le teorie sulla diffusione del virus siano quantomeno imprecise.
Spero di essermi spiegato.
Grazie.
Un grande abbraccio.
Un fiume di auguri (te li meriti)
jacopo

Leggo i commenti di molti che mi attaccano.
E' colpa mia se una persona è morta nonostante delle cure con l'argento colloidale?
L'ho consigliato io? Io ho messo in discussione alcuni dogmi sull'Aids. Non ho consigliato io di usar argento colloidale. Non so neanche cos'è. Quindi non mi sento responsabile per la morte di nessuno.
Ho detto di avere il sistema per guarire l'Aids?
Ho sostenuto che l'Aids non è una malattia grave?
Ho consigliato a qualcuno di non curarsi o di scegliere cure omeopatiche?
Ho discusso solo sule cause della malattia: c'è un virus che agisce o no?
Che modo di ragionare è?
Di Aids si muore. Nei paesi occidentali il 99% delle persone che muoiono di Aids seguono le terapie ufficiali e i protocolli ospedalieri. La maggioranza di loro è stata curata con Atz che è una sostanza tossica la cui efficacia è dubbia.
Ma io non ho scritto che la gente more a causa dell'Atz e che basta non prenderlo per guarire.
Oggi disgraziatamente non esiste ancora una cura certa. Muoiono le persone che si curano nelle maniere più disparate. Ci sono molti casi però di persone che utilizzando diversi mix di farmaci che rafforzano il sistema immunitario (farmaci "ufficiali", "moderni", "scientifici") e che sono vive da 20 anni. Alcuni di queste persone usano ANCHE terapie alternative. altri solo terapie alternative. Ma bisogna vedere quali e non sono certo qualificato per esprimermi su questo.
Solo metto in dubbio che sia l'Hiv, il virus, sia la causa delle morti.
La causa delle morti è un collasso del sistema immunitario innescato da inquinamento o scarsa igene o iper promisquità sessuale o uso di droghe pesanti.
Per questo si muore e non è per niente facile riequilibrare il sistema immunitario. Disgraziatamente non bastano un po' di hobbismo medico e un naturopata diplomato per corrispondenza.
Resta il fatto che l'Hiv di certo è il virus meno infettivo che si sia mai visto. A distanza di 3 anni da questo articolo e a 30 dall'inizio dell'epidemia, continuiamo a registrare un bassissimo livello di diffusione della malattia che contraddice puntualmente tutte le previsioni ufficiali.
E questo fatto dovrebbe far riflettere chi è certo che la trasmissione del virus sia per via sessuale o ematica.
A distanza di decenni da alcuni milioni di trasfusioni infette in tutto il mondo, registriamo poi un bassissimo livello di "contagiati". Se fosse un virus sarebbe inspiegabile che solo poche migliaia di persone che hanno ricevuto sangue infetto abbiano sviluppato anticorpi contro il virus stesso.
Ricordo infatti che la sieropositività viene diagnosticata andando a individuare gli anticorpi sviluppati dall'organismo contro il virus Hiv. Nessuno ha mai individuato la malattia perchè ha visto il virus Hiv dentro una persona! E come è possibile che mi iniettano il virus e non ci sono tracce di anticorpi?
Non ha senso poi il discorso di chi mi scrive: la madre aveva l'Aids, ha allattato il figlio al seno e l'ha infettato e ora il bimbo è morto. E' un fatto terribile ma non c'entra niente con la discussione sull'Hiv. Il fatto che il figlio sia morto non prova che è stato contagiato.
Innanzi tutto come è possibile che molti figli di donne che avrebbero il virus nascano senza aver sviluppato gli anticorpi contro il virus?
E poi se una donna ha il sistema immunitario crollato perchè non potrebbe dare alla luce un figlio che abbia anch'esso problemi al sistema immunitario?
E se una donna sviluppa un crollo del sistema immunitario perchè vive in una zona inquinata per quale motivo il figlio (che vive nella stessa casa e respira la stessa aria) non dovrebbe rischiare anche lui di avere gli stessi problemi di salute della madre?
Spero che al più presto si trovi una cura per questa malattia.
E spero al più presto che si chiarisca finalmente e fino in fondo questa questione di un virus totalmente anomalo.
E auguro a tutti i malati di guarire.
Questo è importante da dire: guarire si può.
Esistono ormai centinaia di casi di persone che erano sieropositive e misteriosamente non lo sono più (un virus proprio strano). Ed esistono centinaia di persone che sono state classificate sieropositive e non hanno mai avuto sintomi. E migliaia di persone che ormai da dieci o venti anni tengono a bada la malattia.
E questo deve darci speranza e indurre i malati a lottare. Di certo sono le persone che non si arrendono quelle che hanno più probabilità di sopravvivenza.
E questo è stato ottenuto con sistemi diversi. Non esiste una sola cura perfetta che funziona con tutti. Ma esistono molte persone che hanno avuto la fortuna di trovare la cura che andava bene per loro.

Leggendo l’articolo di AlfaOmega, istintivamente sono stato tentato ad intervenire in modo polemico, non tanto per il contenuto di quanto scrive, rispettabilissimo, ma per i toni  ed alcuni giudizi sulla persona Jacopo, a mio parere fuori luogo.

 Ma avrei sbagliato, perché comunque riconosco ad AlfaOmega di aver sollevato un dibattito estremamente interessante ed il coraggio di aver detto  ciò che pensa senza ipocrisie.

  Desidero quindi propormi con una riflessione sul tema cercando il confronto e non lo scontro, come ha saggiamente scelto di  fare Jacopo nella sua risposta.

Intervengo a favore dell’articolo originario e della sua risposta agli attacchi, premettendo che lo faccio con cognizione di causa concreta e non solo su piano teorico.

Ho alle spalle un’esperienza decennale di educatore di comunità per tossicodipendenti e conseguentemente ho vissuto in prima linea e nel concreto del quotidiano l’evolversi delle problematiche legate all’aids, che continuo a seguire con grande attenzione.

Devo dire che, anche se attraverso un percorso in qualche aspetto diverso, sono arrivato in linea generale  alle  medesime considerazioni proposte da Jacopo, magari con qualche sfumatura di opinione su qualche punto, ma nella sostanza potrei sottoscrivere quanto scrive.

Sottolineo, attraverso  percorsi  di vita , di studi, di vissuto, con molti punti comuni ed altri  diversi. E questo è estremamente interessante.

Quando  perciò mi capitò di leggere l’articolo originario di Jacopo sull’AIDS, che  giungeva alle mie stesse conclusioni, ne fui  confortato, come in un puzzle un altro tassello si aggiungeva.

 Con questo non voglio dire che noi abbiamo ragione, (la ragione non la fa la maggioranza), ma solamente far riflettere su questo via di ricerca comune raggiunta anche attraverso percorsi diversi.

Non parlo di traguardo ma di ricerca comune, concordo infatti con Jacopo che a tutt’oggi non esiste una cura  certa, unica,  che vada bene per tutti e forse mai ci sarà, proprio per la particolarità di questa malattia.

Ed è  anche questo che a mio parere ha cercato di fare Jacopo nelle sue riflessioni proponendo una visione olistica a tutto campo della problematica e non una visione “incanalata” a senso unico  che una certa medicina tende ad imporre.

Imbrigliare la malattia AIDS con la certezza che l’HIV, il virus, sia la causa delle morti, mi sembra una cosa molto pericolosa ,  si corre il rischio in caso di errore di essere  gravemente fuorviati, con danni enormi.

Non vedo pertanto che cosa ci sia di male nel supporre  che la malattia possa essere generata da un collasso del sistema immunitario innescato da altri fattori al di fuori del virus HIV, quali appunto inquinamento, uso di droghe,  forti stress emotivi, o tutto quanto attenente all’indebolimento del sistema immunitario individuale.

Presupporre questo, la vedo come un’aggiunta, un’apertura, e mi pare che sia una supposizione sensata e soprattutto possibile.

Mi sembra invece presuntuoso ed enormemente pericoloso arroccarsi dietro “certezze” che alla verifica dei fatti poi certezze non appaiono.

La constatazione, che posso confermare per conoscenza diretta, di persone  sieropositive che non lo sono più,  di persone dichiarate sieropositive che non hanno mai avuto i sintomi, e di persone che da molti anni tengono a bada la malattia con i più svariati metodi di cura, ritengo dovrebbe far riflettere……

E la convinzione che da questa malattia si può guarire, ci deve spronare nella ricerca  senza pregiudizi.

 Pregiudizio e ricerca non vanno molto d’accordo.

Un abbraccio a tutti

 

Ciao Jacopo.
Certi commenti mi fanno proprio girare. Adesso provo a fare dei quiz, così scopriamo cosa ne sa certa gente.

C'è l'epidemia mortale di Aids in Africa? Risposta di tutti: sì.

E io riporto questi dati:

Fascia subsahariana. Dati mortalità generale.

tra il 1965 e il 1970, moriva il 2,13% della popolazione all’anno;
dal 1970 al 1975 l’1,97%;
dal 1975 al 1980 l’1,82%;

Attenzione, qui arriva l'epidemia catastrofica...

dal 1980 al 1985 l’1,72%;
dal 1985 al 1990 l’1,64%;
dal 1990 al 1995 l’1,61%;
dal 1995 al 2000 l’1,55%;
dal 2000 al 2005 l’1,49%;
dal 2005 a oggi l’1,39%.
(fonte: ONU)

Nel frattempo, tutti i restanti dati statistici (economia, popolazione, fertilità, natalità etc...) crescono. Come sempre.

Sono i dati di una epidemia? A me non sembra. A meno che non accettiamo che dall'arrivo dell'Aids, la tubercolosi, la malaria, la fame, e tutte le schifezze di quel continente si siano spaventate e siano fuggite a gambe levate.
Stesse statistiche nell'Asia, naturalmente.

Tolti 28 milioni e mezzo di malati su 33 e un po', ne restano circa 5. Nel mondo "civilizzato".
Vediamo che ci dicono le statistiche.
Ops, il 90% è ancora rappresentato da tossicodipendenti e omosessuali. Come nell'80. Ma l'Hiv è un virus timido, si sa. Si vergogna a infettare qualcuno. Anzi, si vergogna anche a mostrarsi nei tessuti dei malati, che devono essere stimolati con PHA e IL-2, più altri mitogeni, perchè compaia.
Che sono 'ste sostanze? Nulla, ossidanti. Tipo l'eroina, la cocaina, i poppers...

Poi io amo gli emofilici. C'è un 1% di emofilici che sono stati contagiati con i derivati del sangue, il fattore VIII. Solo che i derivati del sangue sono polveri, che vengono messe in commercio anche dopo settimane. Oltre che timido, l'Hiv è il primo virus che campa fuori dal corpo per giorni e giorni.
Per conoscenza, le sostanze aggiunte al fattore VIII sono anticoagulanti. Ossidanti... Come l'eroina, la cocaina, i poppers, il PHA, l'IL-2 etc...

Quanti ossidanti ci sono in commercio oggi? Circa 60.000, di cui 4.000 di uso comune (tipo conservanti e fertilizzanti).

Qualcuno vede un filo logico? No?

Ok. Perchè non fate fare al medico di turno che cura i malati di Aids qualche semplice test, fuori routine?

DTH, che risulterà anergico.
Glutatione nel plasma, che risulterà sotto la norma.
Glutatione nelle T4, come sopra.
Cisteina, come sopra.
Glutamina, come sopra.
Arginina, come sopra.
DHEA, come sopra.

A che servono queste sostanze? A combattere l'ossidazione del sistema immunitario...

Sieropositività, scusate, non significa infezione. Significa scompenso metabolico del sistema immunitario.

Non Hiv, ma scarsa reattività, necrosi e apoptosi delle CD4+, sostituite dalle CD8+.

Essere sieropositivi vuol dire avere un problema, quindi serve curarlo, altrimenti scivola in Aids. Per questo i dissidenti sieropositivi che non si sono curati sono morti.

Con gli antiretrovirali? Allora non mi avete seguito. Non è un virus. E' uno scompenso metabolico! Secondo voi uno scompenso metabolico da ossidazione/nitrosazione si cura con sostanze ossidanti/nitrosidanti?

Per questo chi si cura con la terapia Haart campa 15 anni in più e non tutta la vita. (Mi raccomando, controllate che ci sia il 3TC, sennò son meno...)

Ma l'Haart non ha migliorato le aspettative di vita dei malati? Sì, rispetto all'AZT. Un confronto con i gruppi di controllo a placebo non si fa più. Sarà perchè quando l'han fatto, è venuto fuori che in media campavano di più quelli che non si curavano.

Con cosa si cura? Un paio di idee ci sono. Con farmaci, non con formule magiche, sia chiaro.

E la viremia, allora? - mi chiederete.

Enzimi endogeni di riparazione cellulare. Più uno è ossidato, più scatta il meccanismo di riparazione cellulare, più risulta alta la viremia.

In fondo, ormai lo dice anche il Nobel Montagnier. Senza concause ossidative, il virus è innocuo. Secondo me, bastano le concause. Anche senza virus.

Vabbè, l'argomento è complesso. Ho quasi finito di scriverci un libro. 3 anni di lavoro. Lì c'è tutto. Poi, chi vorrà contestare, benvenga. Ma dovrà dimostrare che ciò che dico è falso, non mi accontenterò del classico e scontato: "dire queste cose è da criminali"...

IG

ciao a tutti, ho avuto modo di leggere il tema aids su questo blog. personalmente mi batto per promuovere la PREVENZIONE da questa malattia e quindi l'uso del preservativo, il rispetto del partner, il farsi il test piu volte se si hanno dei dubbi, le siringhe che non devono essere MAI scambiate ecc...
Ok, queste cose dovrebbero essere ben chiare nella testa della gente per evitare di continuare a morire per questa malattia. Queste cose DEVONO essere dette, l'informazione DEVE essere chiara e non sempre boicottata da teorie che ti dicono che l'aids è una malattia psicosomatica e per non prenderlo l'aids basta non trombare. Ma scherziamo? Non so come reagisce la testa di un adolescente in esubero ormonale... io credo sia un'offesa all'intelligenza umana. credo che in questo modo qualcuno l'aids l'ha preso davvero. credo che se non ci si coalizzza non si arriva alla verità. credo che dovremmo ri-cominciare a usare la nostra testa e non a farci continuamente pilotare da frasi fatte e luoghi comuni.
non fraintendetemi credo sia giusto avere degli ideali, rispetto la religione e gli altri. ma la vita di un figlio è piu importante. come gli insegni che ci sono pericoli in modo chiaro, che prima di attraversare la strada bisogna guarare bene a destra e a sinistra se no ti investono la stessa cosa e con la stessa serenità dovrebbe avvenire anche per questo.
Mi spiace vedere che c'è ancora chi sostiene che l'aids non ce, che si guarisce ecc... con la morte non si scherza. NON E' VERO.
Le nostre domande e curiosità dovrebbero essere puntuali nella direzione dei PERCHE', sulla provenienza, sulle cause, su un vaccino che non arriva e sulle energie spese che si dimostrano ridicole se paragonate alle cifre investite per la guerra del petrolio.
Insomma rende di piu una persona in terapia che si prende centinaia di dosi della cura che una sola dose di vaccino o no?
Volevo rispondere anche al post sulle statistiche africane: è molto difficile averne di certe, molte persone non sono nemmeno registrate all'anagrafe (nei rari casi dove un'anagrafe esiste), vivono e muoiono senza lasciare traccia in Africa come in Cina come in altri Stati.
I diritti umani oggi sono solo un business, non un impegno sociale. Siamo noi persone comuni che possiamo cambiare le cose. è la nostra intelligenza, il nostro coraggio, la nostra diffidenza verso le soluzioni preconfezionate che ci vorrebbero far credere a poterlo fare.

Caro Jacopo, mi sono imbattuto per caso nel tuo blog. Ti ammiro per le tue idee e inutile dire che la penso come te. Siccome credo che i fatti sono fatti e le chiacchiere sono chiacchiere ho pensato di segnalarvi questo sito www.houseofnumbers.com Per chi non lo sapesse houseofnumbers e' un film/documentario girato da un regista Canadese Brent Leung il quale si e' messo a girare il mondo e a intervistare gli attori principali dell' AIDS establishment del calibro di Gallo, Montagnier, Mullis e molti ma molit altri. Il film esce a Gennaio ma negli Stati Uniti e' gia' stato mandato in onda in occasione di film Festivals. Inutile dirvi che si tratta di un documentario a dir poco scioccante per le cose che si sentono dire soprattutto da chi crede nella teoria HIV=AIDS. Nel sito, in inglese, e' possibile accedere a dei trailers. Per chi conosce un po' di inglese consiglio di dare un occhiata a questo link
http://www.youtube.com/watch?v=WQoNW7lOnT4

Si tratta di un'intervista a Luc Montagnier, ossia un signore Francese che nel 2008 ha vinto il premio Nobel per aver scoperto l'HIV.
Per chi invece non conosce l'inglese mi sono preso la briga di tradurre la conversazione in Italiano. L'intervista e' fatta dal regista del film Brent Leung:

Leung: Prima lei ha parlato di stress ossidativo…..trattare lo stress ossidativo e’ il miglior modo per affrontare l’epidemia in Africa?

Montagnier: Credo che sia una delle modalità di approccio per diminuire il tasso di trasmissione, perché io credo che l’HIV…possiamo essere esposti molte volte all’HIV senza esserne cronicamente infettati, il nostro sistema immunitario se ne libererà in alcune settimane…se si ha un buon sistema immunitario…e questo e’ anche il problema delle persone in Africa. La nutrizione non è equilibrata, essi si trovano in stress ossidativo persino quando non sono infettati da HIV, pertanto il loro sistema immunitario è già compromesso ed e' pertanto propenso a lasciare che l’HIV entri nel corpo e persista. Ci sono molti modi che non sono il vaccino, il nome magico, il “vaccino”… molti modi per diminuire la trasmissione solo con semplici misure di nutrizione, somministrando antiossidanti, misure igieniche, combattendo le altre infezioni. Questi metodi non sono spettacolari ma possono diminuire in buona misura l’epidemia sino al livello attuale dei paesi occidentali.

Leung: Se si ha un buon sistema immunitario … il corpo è in grado di eliminare l’HIV in modo naturale?

Montagnier: Si

Leung: Oh, interessante! Pensa che dovremmo concentrarci di più sugli antiossidanti e roba del genere piuttosto che sui farmaci anti-retrovirali in Africa?

Montagnier: Dovremmo insistere per una combinazioni di misure: antiossidanti, consigli nutrizionali, combattere le altre infezioni – malaria, tubercolosi, parassiti, vermi- insegnamento, igiene genitale per uomini e donne. Misure molto semplice, non molto costose ma che potrebbero fare tanto e questa e’ la mia attuale preoccupazione per la spettacolarità dei fondi tesi a comprare farmaci etc., Bill Gates etc., per il vaccino. Ma devi sapere che quel tipo di misure a cui mi riferisco non sono finanziate correttamente, non sono finanziate per niente o se non altro dipende dal governo locale il fatto di prendere questa direzione; ma i governi locali prendono consigli da consulenti che appartengono a istituzioni che spesso non danno questi consigli.

Leung: Beh, non si fanno soldi con la nutrizione, giusto? Non c’e’ profitto!

Montagnier: Non c’e’ profitto! L’ acqua e’ importante, l’acqua e’ la chiave.

Leung: Una cosa che lei ha detto…stava parlando del fatto che se si ha un buon sistema immunitario e’ possibile liberarsi dell’HIV in modo naturale…se prendiamo le persone in Africa che sono state infettate e gli si costruisce il sistema immunitario e’ possibile anche per loro liberarsi dall’HIV?

Montagnier: Penso di si.

Leung: Questo è importante, è un punto importante.

Montagnier: E’ una conoscenza importante che è continuamente trascurata. Le persone pensano sempre ai farmaci e al vaccino. Allora…questo è un messaggio diverso da quello che hai ascoltato prima?

Leung: La parte finale?

Montagnier: No, si…il mio messaggio … e’ diverso da quello di Fauci(Direttore dell'istituto nazionale di allergie e malattie infettive, USA).

Leung: Sì un po’ diverso.

Montagnier: Un po’ diverso.

Un paio di siti utili: Soprattutto da segnalare ad amici sieropositivi se ne avete:
http://livingwithouthivdrugs.com/
http://wearelivingproof.org/

segnalo un documentario che gli autori hanno reso disponibile su internet gratuitamente.

Alla fine degli anni Settanta tutto il complesso industrial-farmaceutico scientifico che era stato schierato sulle indagini dei retrovirus come causa del cancro implorava di poter mettere le mani su qualcosa per poter giustificare la propria sopravvivenza ai fallimenti sul fronte del cancro! Perche' sui retrovirus come causa di cancro non si poteva più speculare o ottenere niente...
Era quasi obbligata una conversione di tutte quelle strutture e dipartimenti e investimenti all'immensa balla della ricerca sull' AIDS !
Fu chiaro in quel momento storico a tutti i partecipanti che formulare una qualsiasi ipotesi di un ruolo dei retrovirus in una patologia umana sarebbe stato appoggiato dal sistema con tutte le sue forze politiche ed economiche disponibili!

Servivano categorie in cui si potessero trovare facilmente persone che erano molto malate per attribuire su loro l'epidemia dell'ipotetico retrovirus assassino.

Questo film, 8 minuti il trailer, 80 il video completo, non ha la pretesa di essere un'altra storia dell'Aids che possa competere con quelle - di valore - che sono già state scritte, è solo una modesta ricerca, un'esigenza interiore.

Gentile Jacopo,
Vengo solo oggi a conoscenza di questi articoli e di tutti i commenti (tutti degni di attenzione) che li seguono.
Da qualche parte scrivi che ci sono gruppi di gay sieropositivi in america che si curano con "metodi alternativi" allo scopo di rafforzare il sistema immunitario.
Potresti darmi qualche link o qualcosa di simile così da approfondire questo argomento?

Grazie 1000
Barbara

P.s. mi piace come scrivi, e anche cosa scrivi.

Gentile Jacopo, vedo che a distanza di ben OTTO anni dalla pubblicazione alcuni utenti ritrovano questo articolo chiedendole persino consigli sulle terapie alternative e sulle persone da contattare.
Mi chiedo, ma questo è ancora il Suo pensiero o ha mutato orientamento?