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Torna EcoFuturo Festival!

People For Planet - Gio, 07/09/2020 - 12:00
Verso Ecofuturo Festival dal 14 al 18 luglio a Padova. Diretta streaming di presentazione per il secondo giorno.

Verso Ecofuturo Festival dal 14 al 18 luglio a Padova. Diretta streaming di presentazione.

Pubblicato da EcoFuturo Festival su Venerdì 3 luglio 2020

Torna il Festival delle Ecotecnologie Ecofuturo, per ridare speranza e basi concrete per la ripartenza economica del Paese nell’ottica della sostenibilità ambientale. Annunciato il programma della settima edizione che anche quest’anno si svolgerà a Padova, nella splendida cornice del Fenice Green Energy Park, dal 14 al 18 luglio.

Il festival ideato da Jacopo Fo, Fabio Roggiolani e Michele Dotti farà incontrare dal vivo, ed è tra i primi a fare ciò in assoluta sicurezza dopo il lockdown, e in streaming, per una settimana aziende, ricercatori, politici, esperti e rappresentanti della società civile che si sono distinti per la loro capacità di trovare soluzioni tecniche per rivoluzionare il nostro modo di vivere, spostarci e lavorare.

Tra i temi principali l’Ecobonus al 110%, spiegato dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Riccardo Fraccaro, il progetto di autocura energetica delle scuole con Giuseppe De Cristofaro, Sottosegretario alla Pubblica Istruzione, e le azioni da compiere per bonificare terre e mari inquinati con il Ministro Sergio Costa. Tanti approfondimenti su comunità energetiche, nuovi utilizzi del biometano, autostrade del mare, mobilità sostenibile, economia circolare dei rifiuti, sanificazioni ai tempi del Covid, liberalizzazione delle energie rinnovabili, agricoltura bioenergetica, geotermia. Gli ospiti e i relatori presenti potranno visitare gli stand, assaggiare prodotti di ristorazione biologica e provare dal vivo veicoli elettrici di grandi e piccole dimensioni e da quest’anno anche modelli speciali da rally.

Non mancheranno incontri con personaggi dell’informazione come Licia Colò, Luca Mercalli, Maurizio Melis, Massimo Cirri, oltre che con Jacopo Fo.

Il festival si terrà dal vivo, nella massima sicurezza, seguendo le disposizioni ministeriali e assicurando la sanificazione degli ambienti. Per garantire la massima divulgazione l’evento sarà interamente trasmesso, con la regia di Sergio Ferraris, in diretta Facebook dalle pagine “Ecofuturo Festival” e “Jacopo Fo”, oltre che diffuso da un network nazionale di tv e siti web. Inoltre saranno presentate sessioni dedicate al benessere e alle cure naturali, una finestra speciale sul tema del crowdfunding, un forum sul Benessere Equo e Sostenibile con il già Ministro Lorenzo Fioramonti, un’esposizione di auto elettriche, ibride e dual-fuel e una mostra di Poesia Visiva con opere da tutto il mondo.

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Gela, eccezionale ritrovamento di un Capitello Ionico

Gela Le Radici del Futuro - Gio, 07/09/2020 - 11:22

Eccezionale ritrovamento di un capitello ionico di grandi dimensioni all’interno di un pozzo circolare nell’area urbana di Gela. Il capitello, realizzato in pietra arenaria, è stato rinvenuto in via Sabello durante i lavori di scavo per la posa di cavi elettrici condotto sotto la sorveglianza archeologica della Soprintendenza dei Beni Culturali di Caltanissetta.
“Ancora una volta gli scavi in ambito urbano a Gela restituiscono frammenti di storia di uno dei più importanti insediamenti greci del Mediterraneo dichiara l’Assessore dei Beni Culturali e dell’identità Siciliana, Alberto Samonà. E’ proprio il caso di dire che in Sicilia ogni pietra racconta una terra generosa e ricca di testimonianze antiche. Dovremmo apprezzare ancora di più la nostra storia e testimoniarne con orgoglio l’appartenenza. Sono molto grato – dichiara l’assessore Samonà – alla Soprintendenza per lo scrupoloso lavoro di vigilanza ed invito i siciliani, e non solo loro, a visitare maggiormente i musei e i parchi archeologici che sono miniere di testimonianze anche approfittando delle prime domeniche del mese in cui i luoghi della cultura della Sicilia resteranno aperti al pubblico gratuitamente per favorire la valorizzazione e la conoscenza del patrimonio dei beni culturali regionale”.
Il capitello è uno straordinario esemplare in stile ionico delle dimensioni di 60 cm di lunghezza per 51 di profondità e 34 di altezza, decorato sul versante frontale dalla caratteristica coppia di volute contrapposte, legate tra loro da un cordoncino ricurvo a rilievo. Due cordoncini alla base del capitello segnano il raccordo con la sottostante colonna verosimilmente caratterizzata da scanalature verticali che è attualmente in fase di estrazione dal suolo. Il ritrovamento è stato rilevato grazie alla presenza di un archeologo che il Codice degli Appalti impone quando si effettuano opere di interesse pubblico.
Durante i giorni scorsi nella stessa cavità sono state rinvenute sette grandi lastre in pietra pietra arenaria dello spessore medio di 25 cm e dimensioni approssimativamente comprese tra 40 e 105 cm di lunghezza per una profondità compresa fra i 30 e 40 cm.
Da un primo tentativo di inquadramento cronologico e culturale, sembra possibile ipotizzare che si tratti di un unico manufatto di cui le lastre costituivano verosimilmente parte della trabeazione , mentre il capitello avrà costituito una decorazione anteriore dell’edificio con collocazione storica tra la fine del VI e il V secolo a .C.
Per il decoro e l’accuratezza degli elementi architettonici impiegati potrebbe trattarsi di un edificio pubblico.
La Soprintendente Daniela Vullo evidenzia che “il ritrovamento è eccezionale sia per l’integrità dei manufatti lapidei che per la presenza dell’ordine ionico nel capitello vista la rarità degli esemplari documentati in ambito gelese e cioè gli unici due rinvenuti negli anni ’50 all’interno di una cisterna nell’area dell’Acropoli oggi custoditi presso il locale Museo Archeologico regionale”.

Fonte regione Siciliana

L'articolo Gela, eccezionale ritrovamento di un Capitello Ionico proviene da Gela Le radici del Futuro.

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Ceretta fatta in casa: ecco come farla con prodotti 100% naturali!

People For Planet - Gio, 07/09/2020 - 10:00

Scegliere uno stile di vita ecologico, sostenibile e zero waste non sempre può essere facile. Un esempio di come le nostre abitudini possono essere dannose è, complice l’estate, quando ricominciano a riempirsi i saloni di bellezza: lo sapevi che la ceretta con le sue componenti chimiche e le strisciate depilatorie fatte di un materiale non riciclabile è molto inquinante?

Dal canale YouTube di Ohga due alternative, realizzate con prodotti 100% naturali ,che possiamo sostituire alla cera tradizionale. Un buon modo per volerci bene e voler bene all’ambiente!

Fonte: Ohga

PRIMO METODO INGREDIENTI:

  • 5ml di succo di limone;
  • 10ml di acqua;
  • 40g di zucchero.

SECONDO METODO INGREDIENTI:

  • Succo di 2 limoni;
  • 11 cucchiai di zucchero.

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Piantare alberi per la salute di tutti: persone e pianeta

People For Planet - Gio, 07/09/2020 - 08:00

È ormai a tutti noto che gli alberi e gli arbusti fungono da intercettatori di CO2, fissando il carbonio in modo anche permanente sotto forma di biomassa. L’entità degli scambi gassosi tra l’albero e l’atmosfera cambia a seconda dell’età e dello stato di salute dell’albero stesso, ma il bilancio netto globale di una macchia di vegetazione in equilibrio con l’ambiente circostante si può considerare stabile nel tempo. 

A questo riguardo, i boschi periurbani, i parchi cittadini e i giardini, fungendo da accumulatori di CO2, giocano un ruolo fondamentale nel combattere i livelli crescenti di anidride carbonica atmosferica. Non solo: le piante hanno un ruolo importante anche nell’intercettare le polveri sottili, il PM10 e il PM 2.5, particelle grandi quanto 1/5 della sezione di un capello, che hanno le maggiori ripercussioni sulla salute umana: se il primo viene intercettato dalle prime vie respiratorie, il secondo va a depositarsi nelle terminazioni polmonari e nelle arterie.

In un’intervista pubblicata sull’Independent, Thomas Crowther, giovanissimo professore presso il Global Ecosystem Ecology dell’ETH Zürich, e il suo gruppo di studio hanno spiegato che la possibilità di piantumare 1,2 milioni di miliardi di alberi in parchi, foreste e zone verdi abbandonate, avrebbe un impatto nel contrastare il cambiamento climatico superiore a qualsiasi altra misura adottata dall’essere umano: dalla costruzione di impianti fotovoltaici a quella di turbine eoliche.

In termini quantitativi, ridurrebbe la quantità di CO2 nell’atmosfera in quantità pari a quella emessa dagli esseri umani nell’arco di un decennio. Infatti, secondo questo gruppo di ricerca, la presenza degli attuali 3 milioni di miliardi di alberi riesce ad abbattere 400 gigatonnellate annue e se a questi fosse aggiunto un altro 1,2 milione di miliardi di alberi, verrebbe catturato un altro centinaio di gigatonnellate di CO2, pari alle emissioni causate dall’uomo nell’arco di un decennio.

«Così possiamo affrontare due delle maggiori sfide del nostro tempo: il cambiamento climatico e la perdita di biodiversità ed è una cosa bellissima perché coinvolge chiunque – è opinione di professor Crowthe – Piantare alberi, letteralmente, rende le persone più felici nei contesti urbani, migliora la qualità dell’aria, quella dell’acqua, del cibo, l’ecosistema: è un qualcosa di tanto semplice quanto tangibile».

In Italia ogni abitante dispone in città di appena 31 metri quadrati di verde urbano, e la situazione peggiora per le metropoli del nord. Di fronte all’evidente cambiamento del clima in atto – sostiene la Coldiretti sull’argomento – non si può continuare a rincorrere le emergenze, ma bisogna intervenire in modo strutturale favorendo nelle città la diffusione del verde pubblico e privato che concorre a combattere le polveri sottili e gli inquinanti gassosi.

Una pianta adulta – spiega la Coldiretti – è capace di catturare dall’aria dai 100 ai 250 grammi di polveri sottili e un ettaro di piante elimina circa 20 chili di polveri e smog in un anno. Particelle che, nell’arco di un anno, in Italia, secondo l’Agenzia europea dell’Ambiente causano circa 80.000 morti premature.

È sempre della Codiretti uno studio recente, molto interessante, che si è concentrato sulle essenze e ha prodotto una classifica delle prime dieci piante mangia smog.  Al primo posto c’è l’Acero Riccio che raggiunge un’altezza di 20 metri, con un tronco slanciato e diritto e foglie di grandi dimensioni, fra i 10 e i 15 cm, con al termine una punta spesso ricurva da cui deriva l’appellativo di “riccio”: ogni esemplare è in grado di assorbire fino a 3.800 chili di CO2 in vent’anni e ha un’ottima capacità complessiva di mitigazione dell’inquinamento e di abbattimento delle isole di calore negli ambienti urbani. A pari merito, con 3.100 chili di CO2 aspirate dall’aria, ci sono poi la Betulla verrucosa, in grado di crescere sui terreni più difficili e il Cerro che può arrivare fino a 35 metri di altezza.

Il Ginkgo Biloba, un albero antichissimo le cui origini risalgono a 250 milioni di anni fa, oltre ad assorbire 2.800 chili di CO2 vanta anche un’alta capacità di barriera contro gas, polveri e afa e ha una forte adattabilità a tutti i terreni compresi quelli urbani. Fra gli alberi anti smog troviamo il Tiglio, il Bagolaro che è fra i più longevi, con radici profonde e salde come quelle dell’Olmo campestre. Il Frassino comune è un altro gigante verde che può arrivare a 40 metri mentre l’Ontano nero è il piccolino del gruppo con un’altezza media di 10 metri, ma che, nonostante le dimensioni ridotte, riesce a bloccare fino a 2.600 chili di CO2 e a garantire un forte assorbimento di inquinanti gassosi.

Secondo uno studio di “The Nature Conservancy”, svolto in quasi 300 città di tutto il mondo, un albero può ridurre il particolato nell’aria che lo circonda in una percentuale che va dal 7% al 24%; piantare alberi in città, realizzare orti urbani anche sopraelevati come la meravigliosa HighLane di New York, è il miglior investimento per un sindaco. Altri effetti benefici sono intuibili, ma oggi sono anche provati scientificamente: i ricercatori delle Università di York e Edimburgo hanno condotto uno studio, pubblicato sulla rivista International Journal of Environmental Research and Public Health, sugli effetti cognitivi che hanno vari contesti urbani sulle persone più anziane. Ad esempio camminare in città, attraversare piazzali circondati da palazzi o aree dalla vegetazione lussureggiante, modifica il nostro umore – in meglio nel secondo caso – e può arrivare secondo altri studi a ridurre significativamente anche il rischio di depressione.

Piantumare diffusamente, coltivare gli orti urbani è una attività che riqualifica interi quartieri, responsabilizza i cittadini, li rende orgogliosi e spesso fa aumentare anche il valore economico degli immobili. Coltivare la città vuol dire coltivarla ovunque sia possibile, riempiendo ogni spazio, anche il meno accogliente; l’“agritecture”, parola usata negli USA che coniuga agricoltura e architettura sostenibile, rende bene il concetto.

Per tutte queste ragioni sono importanti interventi massicci nelle città: sia da parte degli Amministratori per quanto riguarda gli spazi pubblici, ma anche le misure di defiscalizzazione degli interventi su giardini e terrazzi, anche condominiali, come il bonus verde del 36%, che favoriscono la crescita di spazi verdi privati. Misure necessarie e strategiche per la lotta italiana all’inquinamento, anche alla luce del provvedimento adottato dalla Commissione europea che il 17 maggio 2018 ha deferito l’Italia (insieme a Francia, Germania, Ungheria, Romania e Regno Unito) alla Corte di giustizia dell’Ue per mancato rispetto dei valori limite stabiliti per la qualità dell’aria e per aver omesso di prendere misure appropriate per ridurre al minimo i periodi di superamento.

In particolare all’Italia è contestato il superamento per più di 35 giorni in un anno dei valori limite giornalieri delle polveri sottili con 50 microgrammi per metro cubo in 28 aree nel territorio nazionale in Lombardia, Piemonte, Veneto e Lazio, dove i valori limite giornalieri sono stati costantemente superati; situazione che, nelle grandi città, si sa, si ripete praticamente ogni anno soprattutto nel periodo invernale quando non piove.

La natura in città può quindi avere un ruolo importante in questa sfida, gli alberi devono far parte di un portafoglio di interventi volti a “pulire” l’aria urbana, anche se non possono e non devono sostituire altre strategie per rendere l’aria più sana. Devono essere usati insieme a queste.

Ci sono degli accorgimenti generali che devono essere considerati nelle valutazioni, oltre alla scelta delle essenze, li vediamo di seguito:

  • piantare vere e proprie barriere di vegetazione vicino alle fonti di inquinamento atmosferico;
  • usare tipologie di barriere moderatamente dense, le migliori per la rimozione degli inquinanti;
  • usare alberi, arbusti ed erba per la “cattura” a più livelli;
  • selezionare le piante opportunamente.

Per quanto riguarda quest’ultimo criterio, la selezione delle piante deve basarsi su questi punti  generali, ma essenziali:

  • Gli alberi sempreverdi possono rimuovere più inquinanti, tuttavia molte specie di conifere sono sensibili agli inquinanti comuni e la valutazione deve essere fatta caso per caso.
  • Selezionare piante con ramificazione e, quindi, chioma densa.
  • Le foglie con superfici pelose, resinose e ruvide catturano più particelle delle foglie lisce.
  • Le foglie più piccole sono generalmente collettori più efficienti delle foglie più grandi.
  • Le specie erbacee possono assorbire più inquinanti gassosi.
  • Usare più specie per mantenere o aumentare la biodiversità.
  • Utilizzare specie a vita lunga che richiedono una gestione minima.
  • Selezionare le specie con resistenza ai parassiti e alle malattie.
  • Selezionare le specie adatte al sito.
LA TOP TEN DELLE PIANTE ANTI SMOG IN TABELLA:
Fonte: Elaborazione Coldiretti su dati Cnr 
(Istituto di Biometeorologia (Ibimet) del Cnr di Bologna

Altre Fonti:

http://www.rinnovabili.it/ambiente/cancellare-10-anni-emissioni-piantando-miliardi-alberi/

http://www.alternativasostenibile.it/articolo/inquinamento-aria-con-soli-31-mq-di-verde-testa-torna-stop-citt%C3%A0

https://www.agi.it/blog-italia/new-botanics/orti_urbani_inquinamento_cambiamenti_climatici-4939096/post/2019-02-02/

http://www.georgofili.info/detail.aspx?id=1451

Ecco la prima top ten delle piante mangia smog https://it-it.facebook.com/arboricolturaurbana/
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Caso camici, indagato il cognato di Fontana | Bergamo, terapia intensiva è Covid free | USA: al bando TikTok

People For Planet - Gio, 07/09/2020 - 06:25

Corriere della Sera:  Ponte Morandi, la Consulta: «Legittimo escludere Autostrade dalla ricostruzione» “Eccezionale gravità, giusta precauzione”;

Il Giornale: Quelle tre piaghe dalla Cina che ora spaventano il mondo. Prima il coronavirus, con il rischio di nuovi focolai. Poi sono arrivate peste suina e bubbonica. Pechino è in allarme;

Il Manifesto: MISSIONI MILITARI Libia, giallorossi divisi. Ma il sì è bipartisan;

Il Mattino: Coronavirus, il desiger industriale: «Mascherine realizzabili grazie alla tecnologia per le bottiglie di plastica»;

Il Messaggero: Terni, i due ragazzi morti nel sonno. Lo spacciatore: «Ho dato metadone» La preside: fatto di tutto per seguirli. Preso lo spacciatore Il procuratore: siamo responsabili;

llsole24ore: STATIUNITI E CINA Ecco perché dopo Huawei gli Stati Uniti mettono al bando il social TikTok – L’app di video se ne va da Hong Kong – Trump beffato dai giovanissimi ;

Il Fatto Quotidiano: Caso camici, indagato il cognato di Fontana. Finanza in Regione per acquisire documenti;

La Repubblica: La Consulta dà torto ad Autostrade: “Legittimo escludere Aspi dalla costruzione del nuovo ponte”;

Leggo: Decreto rilancio, le nuove misure: Cig anticipata, incentivi auto e superbonus per le seconde case;

Tgcom24: Bergamo, la terapia intensiva finalmente è Covid free | In Italia 193 nuovi casi, 15 morti | Mappa;

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Te lo do io il complotto Coronavirus!

People For Planet - Mer, 07/08/2020 - 17:00

Svelati i magheggi a livello mondiale! Com’è possibile non vedere questo complotto? Abbiamo Putin, Trump, Boris l’inglese e quello brasiliano… quattro super nazioni, di cui tre potenze mondiali, che hanno cercato di negare in tutti i modi il Coronavirus.

Corruzione, negazionismo, dati alterati… è un complotto mondiale che cerca di minimizzare questo fenomeno attraverso un’operazione coordinata di disinformazione. E’ fondamentale ragionare.

Te lo do io il complotto Coronavirus! (Ma solo se ti va di riprendere a ragionare!)

Pubblicato da Jacopo Fo su Sabato 4 luglio 2020 Fonte: Jacopo Fo

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A Milano nasce la Food Forest, la foresta commestibile

People For Planet - Mer, 07/08/2020 - 15:00

A Milano sta per nascere un progetto molto promettente, che prevede la piantumazione di circa 2000 alberi da legno, piante da frutto, erbe medicinali e officinali, bacche, ortaggi.

Il concept alla base dell’iniziativa è all’insegna della sostenibilità e del zero waste: una foresta edibile, in cui ogni cittadino può adottare un albero, prendersene cura e raccoglierne i frutti.

La “Food Forest” sorgerà nell’autunno 2020 all’interno del Parco Nord di Milano, un’area molto estesa, con oltre 10mila mq messi a disposizione della natura e delle persone, in un rapporto di sinergia tra l’uomo e tutti gli abitanti dell’ecosistema, dagli animali alle piante.

L’iniziativa

L’iniziativa è nata grazie alla collaborazione tra la catena di ristoranti That’s Vapore, l’Università di Padova e WoW Nature, il portale di riforestazione che, attraverso un sistema di crowdfunding, permetterà di finanziare la piantumazione degli alberi che avverrà tra ottobre e novembre di quest’anno.

Inoltre, la catena di cucina sostenibile That’s Vapore, a partire dal prossimo 11 luglio ha organizzato degli eventi speciali chiamati Green Saturdays: ogni sabato, ordinando un prodotto a base vegetariana, si contribuisce alla piantumazione di un albero nella Food Forest. Il 50% dei ricavi della vendita sarà utilizzato per fare crescere un nuovo albero: ogni seme che verrà coltivato contribuirà a un’imponente riduzione di CO2 nell’aria.

WOW Nature nasce dall’impegno di Etifor, spin-off dell’Università di Padova impegnato nella ricerca e nello sviluppo di progetti sostenibili in grado ripristinare l’equilibrio fra uomo e sistemi naturali.

Lo scopo del progetto, oltre a mettere in moto i primi passi per restituire al Nord-Est e all’intero Paese il polmone verde che ha perso – spiega Lucio Brotto, socio fondatore di Etiforè di creare un rapporto di sostegno reciproco e di partecipazione attiva fra amministrazioni pubbliche, aziende e cittadini per prendersi cura di un bene comune dall’immenso valore, soprattutto alla luce delle problematiche ambientali che stiamo vivendo in questa epoca.

Il modello Food Forest

Food Forest significa, letteralmente, “foresta commestibile” e l’intento di questo progetto è quello di ristabilire l’equilibrio e tra l’uomo e i prodotti che Madre Natura gentilmente ci offre.

La foresta edibile è, quindi, un ecosistema in cui tutti gli organismi sono interconnessi:

“Una foresta commestibile potrebbe essere un ottimo sistema per produrre cibo utilizzando poca energia, contribuendo quindi ad armonizzare il rapporto uomo-natura ed il consumo delle nostre risorse. Da una foresta commestibile si può ottenere cibo per noi, per gli animali ma anche legna da ardere e da opera, piante officinali, piante tintoree, materiali per cesteria, fibre”.

Un percorso esperienziale

Ogni cittadino non contribuirà soltanto alla piantumazione e alla crescita delle piante, ma il progetto ha un chiaro intento conoscitivo ed esperienziale.

Nel parco verranno introdotti tre percorsi stagionali (primaverile, estivo e autunnale) per guidare il visitatore nella scoperta di storia, usi e ricette delle piante grazie ad un apposito QR code riportato sulla segnaletica.

Il progetto mira a creare un luogo dove le persone possano apprendere l’uso in cucina dei prodotti che derivano dalla nostra flora come foglie, bacche, semi, frutti, gemme e così via – afferma Lucio Brotto con l’intento, quando le piante saranno cresciute abbastanza, di rendere i loro prodotti di libera fruizione per tutti con percorsi esperienziali e didattici guidati.”

La recente diffusione della pandemia di Covid-19 ci ha fatto comprendere che tutti gli esseri vivono in sintonia e, oggi più che mai, è necessario considerare ogni singolo organismo esistente su questa Terra indispensabile al corretto funzionamento del mondo.

Quale miglior esperienza, dunque, per ristabilire il contatto primordiale con la natura e i suoi frutti?

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L’ultimo show di Ibrahimovic l’anti-Totti:

People For Planet - Mer, 07/08/2020 - 15:00

Ha regalato al Milan un po’ della sua autosufficienza, e si avvia a chiudere una carriera da rockstar nel pieno di una superiorità ormai quasi mistica

Lui era Zlatan ancor prima di esserlo, e non per altro la successiva domanda (“e voi chi cazzo siete?”) avrebbe attanagliato un ventennio di avversari. Chi siamo noi mentre lui, Ibrahimovic, sa perfettamente di essere Zlatan? Nel 2020 in molti hanno accettato la risposta: siamo i suoi spettatori paganti. E non solo chi davvero paga per assistere ai suoi “live” – la definizione è sua -, ma anche i compagni e chi gli gioca contro. Fa tutto parte del suo spettacolo. Ibrahimovic è una rockstar al suo ultimo tour mondiale.

Con la Juve sopra 2-0, e lui pronto dal dischetto, Ronaldo va da Szczęsny e gli dice: “Lo conosci, sai dove tira”. Ibrahimovic segna, ovviamente, tirando dove gli pare. Poi cerca lo sguardo di Ronaldo. Serio, poi gli ride in faccia. Nessuno conosce Zlatan. E se prima ti colpiva con l’espressione incazzata, ora – sarà la saggezza, la vecchiaia – è come se avesse perso il rancore per la via. Ora sorride, ti sfotte, è un gioco. E’ imperturbabile come il rigore che tira alla JuveLo avvolge una superiorità ormai mistica, totalmente autoriferita.

“Sono presidente, allenatore e giocatore. Faccio tutto insieme, però mi pagano solo come calciatore”.

D’altra parte, Pioli, il suo vice-allenatore, e Maldini, il suo vice-presidente, sono già fuori dal prossimo Milan. Lui si accoda, non gli piace questa aria che tira, non lo hanno considerato come avrebbe meritato. “Fossi venuto prima avremmo vinto lo scudetto”, dice. Ma andrà via come al solito. C’è un motivo se Ibrahimovic non è mai piaciuto a grandi allenatori come Sacchi, Cruyff o Guardiola: Ibra non aveva bisogno di loro. Né di una casa, di una famiglia, figurarsi di un padre, o un mentore. Basta un palco.

E infatti poi, dopo aver innescato il rimontone storico del Milan, va al microfono e annuncia:

“Sono contento di giocare, mi dispiace per i tifosi che può essere che è l’ultima volta che mi vedono live. Non voglio fare la mascotte”

Che nella versione in prosa significa che si avvia a chiudere, e lo farà senza psicodrammi, nostalgie, un pubblico a cui dettare un addio. Ibra sa che dovrebbe fare un giro del pianeta intero, il suo campo da gioco. Ci metterebbe un mese. E’ l’anti-Totti: s’è costruito una carriera fieramente apolide, con pochi legami facili da slacciare, ne ha fatto una ragione di vita.

E’ un paradosso, lo è sempre stato. Ha mandato tre o quattro generazioni di adolescenti su Youtube a collezionare i suoi gol assurdi, gli scorpioni, quei calci disarticolati, i disarcionamenti di intere difese, i voli, le rovesciate, e tutto il campionario. Invecchiando come Mick Jagger, mentre altri finivano al pianobar. Ha piazzato svariate madeleine nel passato dei tifosi di un’infinità di squadre in giro per il mondo. Riuscendo ad accentrare tutto su di sé, per farsi indimenticabile. Un enorme buco nero che ha inghiottito le attenzioni del contesto. Esotico e indecifrabile.

Ha fatto un miracolo: uno così odioso – volontariamente antipatico e appuntito – non può farsi amare a questi livelli. E’ una perversione. E’ l’esatto opposto di Totti, appunto: non c’è amore della maglia, della città, dei colori; non c’è appartenenza, ma nemmeno gratitudine. Eppure.

L’Ibrahimovic del Milan, la sua ultima versione, è quello più maturo. E’ un accentratore diverso: prima calamitava l’agonismo della partita, ora lo fa da gestore emozionale. Corre la metà, ma si fa trovare in mezzo al campo per fare la sponda, dare spallate nella difesa delle palle lunghe, riciclando palloni sporchi per servirli infiocchettati ai compagni.

Come contro la Juve: segna un rigore danzando sulla personalità di un tipetto come Ronaldo, poi si siede in panchina e libera i suoi ragazzi: Rebic, Leao… Loro affondano i campioni d’Italia, e lui in panchina dirige l’orchestra. Richiama, istiga, sfotte, o semplicemente punta lo sguardo su chi merita o demerita. Ibra ha regalato al Milan la sua autosufficienza. Ne ha per tutti.

Nel 2020 siamo ancora qui a scriverne, volontariamente senza riportare alla memoria l’enciclopedia di aneddoti che ha piazzato in carriera. Il folklore a volte svia, e svilisce. Ibra s’è più volte posizionato appena sotto dio. Uno così, arrivati alle ultime tappe del tour, va solo vissuto.

Articolo di Mario Piccirillo tratto da www.ilnapolista.it

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Covid-19, secondo uno studio l’immunità di gregge è irrealizzabile

People For Planet - Mer, 07/08/2020 - 14:00

Ne abbiamo sentito parlare in questi mesi, l’immunità di gregge sarebbe infatti la strategia anti Covid-19 preferita dai negazionisti in prima linea come Boris Johnson e Jair Bolsonaro, entrambi tuttavia contagiati. Attraverso di essa si vorrebbero contenere i contagi non contrastando la diffusione del virus, ma facendo leva sull’immunità che gradualmente la popolazione dovrebbe acquisire con il tempo, senza vaccini nè misure di prevenzione come il distanziamento sociale.

Il caso Spagna

Uno studio recentemente pubblicato su The Lancet dimostra che con il Covid-19 questa via non sia affatto percorribile. Condotta in Spagna, la ricerca scatta una fotografia impietosa del paese iberico e dell’immunizzazione della sua popolazione: il 95% degli spagnoli non ha sviluppato gli anticorpi al SARS-CoV-2. Eppure si parla di uno stato fortemente colpito dall’epidemia, con oltre 250 mila casi confermati di Covid-19 e circa 28 mila vittime. I dati sono stati raccolti da aprile a giugno e mostrano come solo nell’area metropolitana di Madrid, colpita più delle altre, si sia arrivati a una percentuale di immunità del 10%, mentre nel resto della Spagna ci si ferma al 5%.

Immunità di gregge bocciata dagli scienziati

La ricerca è stata condotta dall’European Center for Disease Control (ECDC) su un campione di 61mila partecipanti. “Alla luce di questi risultati, qualsiasi approccio proposto per ottenere l’immunità di gregge attraverso l’infezione naturale non è solo altamente immorale, ma anche irrealizzabile”, hanno affermato le autrici dei commenti allo studio, Isabella Eckerle, capo del Centro di malattie virali emergenti di Ginevra e Benjamin Meyer, virologo all’Università di Ginevra.

Come aveva affermato il professor Alberto Mantovani, Direttore scientifico di Humanitas e professore emerito di Humanitas University “In questo momento non siamo abbastanza preparati sul COVID-19, perché è un virus che ci è praticamente ignoto e in generale i virus tendono a cambiare a ogni stagione. Per questo è una pratica sconsigliata e da irresponsabili: l’immunità sarà raggiungibile con il vaccino“.

Il vaccino

Nonostante sia improbabile avere il vaccino per l’autunno, sappiamo che l’Italia, insieme a Francia, Germania e Olanda, ha una opzione su quello studiato dall’Università di Oxford e al vaglio dei primi test. Nonostante i 100 progetti avviati in tutto il globo, parliamo di un progetto che vale dai 30 e ai 50 miliardi di euro. Pochi giorni fa il Ministro della Salute Roberto Speranza ha dichiarato a La7 “Il vaccino deve essere gratuito e pagato dallo Stato e partiremo dai soggetti più a rischio, il personale sanitario, chi è più in là negli anni e chi ha altre patologie”.

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Cinque sfide per l’umanità (Video 3)

People For Planet - Mer, 07/08/2020 - 12:00

Un “Megatrend” è una “tendenza a livello planetario”: non stiamo parlando di moda ma di come evolverà la società nel futuro. Roberto Paura, presidente dell’Italian Institute For the Future spiega di che cosa si tratta.

L’Italian Institute For the Future è un’organizzazione no – profit nata a Napoli nel 2013 che si occupa di anticipare il futuro. Abbiamo raccontato cos’è in questo video.

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Usa, fuori dall’Oms nel 2021

People For Planet - Mer, 07/08/2020 - 11:27

Detto fatto, dato l’obbligo di preavviso di un anno, dal 6 luglio 2021 gli Stati Uniti saranno fuori dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Lo ha deciso Donald Trump, nonostante le critiche di Anthony Fauci e dei funzionari Onu. Anche le formalità sono state espletate, la lettera di notifica è stata inviata dall’amministrazione Trump al Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite.

David Nabarro, inviato speciale dell’Organizzazione mondiale della sanità per l’emergenza Covid-19, ha commentato la notizia alla BBC “Tutti i leader mondiali, tutte le nazioni devono lavorare insieme per far fronte a questo virus. Avere gli Stati Uniti in fuga non è ciò di cui le persone hanno bisogno.”

Tuttavia, le elezioni USA si avvicinano e dal prossimo 3 novembre Donald Trump potrebbe non essere più il presidente degli Stati Uniti. Il candidato democratico alla Casa Bianca, Joe Biden, ha condannato la decisione dell’amministrazione Trump e ha subito fatto sapere che “gli Stati Uniti si uniranno di nuovo all’OMS” nel primo giorno della sua presidenza.

In ogni caso gli Stati Uniti dovranno adempiere per l’anno in corso agli obblighi finanziari nei confronti dell’Oms. Nel 2019 gli Usa hanno contribuito con più di 400 milioni di dollari, circa il 10 per cento dei finanziamenti totali.

Foto: Gage Skidmore/Flickr

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Anguria: come tagliarla?

People For Planet - Mer, 07/08/2020 - 10:00

L’anguria (o cocomero) è uno dei frutti più dissetanti, rinfrescanti e ricchi d’acqua che possiamo trovare in questo periodo dell’anno! Amata sia dai grandi che dai più piccoli, non manca sulle tavole in questo periodo di caldo.

Se hai voglia di stupire i tuoi ospiti o, più semplicemente, sei alla ricerca di metodi pratici e originali per tagliare questo frutto, allora sei sulla pagina giusta!

Dal canale YouTube GialloZafferano la regina dell’estate non avrà più segreti!

Fonte: GialloZafferano

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Mobilità: studio, «I ciclisti sono considerati subumani»

People For Planet - Mer, 07/08/2020 - 08:00

Un recente studio australiano sulla percezione dei ciclisti li categorizza come non-umani o più precisamente, meno che umani. Lo studio, condotto con un sondaggio tra circa 500 australiani dal dipartimento di Ingegneria civile del Monash Institute of Transport Studies della Monash University di Victoria, sottolinea che, nonostante i numerosi e ben documentati vantaggi che i ciclisti apportano alla comunità, in molti paesi del mondo si mantiene e cresce un atteggiamento estremamente negativo nei loro confronti, che spesso sfocia in violenza verbale o fisica.

Perché?

Prima di tutto perché sono una minoranza, dice lo studio. In altre parole, è questo il motivo per cui se un’auto parcheggia sul marciapiede o in seconda fila è tollerata, mentre se un ciclista non ha strutture adeguate come una ciclabile, e approfitta di un marciapiede per brevi tratti, viene facilmente insultato dagli stessi pedoni. Accettiamo il noto, mentre non accettiamo il nuovo, anche se il primo partecipa attivamente e notoriamente a farci ammalare e a vivere meno (qui i dati Who ), in ambiente meno bello e sicuro (qui le statistiche sugli incidenti stradali ).

Ora, la bici non è propriamente il nuovo. È casomai il vecchio. Ma negli ultimi anni tutti i Paesi sviluppati e non solo hanno rilanciato e promosso l’utilizzo delle bici proprio per ridurre le perdite umane ed economiche che l’utilizzo diffuso dei mezzi a motore privati ha causato nel mondo. La bici oggi è emblema di una rivoluzione dal basso che non accetta più il rischio di morire precocemente, per sé o i propri figli, che chiede strade e piazze più piacevoli e vivibili, e apprezza ed enfatizza i benefici fisici e psicologici che l’attività fisica regala (qui una review scientifica).

Lo studio australiano include tra le possibili spiegazioni del fatto che i ciclisti siano considerati sub-umani la circostanza che difficilmente si vede la loro faccia e che si muovono meccanicamente. Ora, questa sembra proprio una considerazione eccessiva, ma potrebbe bastare il dubbio a promuovere manifestazioni come ad esempio la celebre Milano Fancy Bike Ryde che punta proprio a umanizzare al massimo la bellezza della bici, o i progetti come il Bike to School promossi in molte città d’Italia per sollecitare il buono spirito e l’indipendenza dei bambini, oltre che salvaguardare la loro salute e il futuro del loro pianeta.

In conclusione, è così: la gente non pensa a dedicare monumenti ai ciclisti, come dovrebbe, ma li odia. Come ricorda Paolo Pinzuti, del resto, solo recentemente Il Giornale e Il Corriere della Sera si sono apertamente schierati contro la categoria. Sappiamo anche che l’Italia sembra proprio un Paese inadatto all’utilizzo della ragione, quando si parla di mobilità (qui un buon parallelo, un confronto tra noi e il resto d’Europa). Tuttavia restiamo convinti che tra le meraviglie che solo un ciclista conosce – la velocità, il tempo, l’equilibrio, gli odori e la luce – ci sia in un angolo nascosto anche l’orgoglio di remare controcorrente. Siamo contro il sistema, siamo contro di voi: sentirci esclusi ci rafforza.

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“Al via 130 opere per rilancio Paese” | Stop a matrimoni: buco da 15 miliardi| I Comuni non possono bloccare il 5G

People For Planet - Mer, 07/08/2020 - 06:25

Corriere della Sera: Scuola, il commissario Arcuri gestirà la ripartenza I neo presidi in fuga dal Nord: «Temono un altro lockdown» ;

Il Giornale: Conte fa un regalo alla Merkel Ecco perché ora va in Europa. Il dl Semplificazioni serviva alla Merkel per placare i “frugali”. Conte va in Portogallo e Spagna: finirà il tour a Berlino;

Il Manifesto: Talia, Malta autorizza sbarco. Il manager della compagnia: «Umanità è salvare le persone»;

Il Mattino: Dl Semplificazioni, Conte: «Via libera a 130 opere, trampolino per il Paese» Dl semplificazioni, via libera del governo: accordo su abuso d’ufficio «salvo intese» Ed ecco i 50 cantieri da commissariare subito: Gronda, Tav e Anello ferroviario di Roma;

Il Messaggero: Bolsonaro: «Sono positivo al Covid» Ma poi si toglie la mascherina. Coronavirus, in Australia 6,6 milioni di persone in lockdown per la prima volta. In Europa 200mila morti Virus, in Italia 138 nuovi casi e 30 morti. Calano i ricoverati Foto ;

llsole24ore: Ponte o tunnel, ora il governo riparte sullo Stretto di Messina – Iter veloce per le grandi opere – Dl semplificazioni, ok «salvo intese» – Sud, solo uno su 5 ha la rete ultra veloce;

Il Fatto Quotidiano:Piazzati sul mercato bond legati alle ‘ndrine”: l’inchiesta del Financial Times. I crediti provenienti da sanità e gestione dei migranti;

La Repubblica: “I Comuni non hanno diritto a bloccare il 5G”. Esperti contro la battaglia dei sindaci anti-antenne;

Leggo: Superenalotto, centrato un “sei” vincente da quasi 60 milioni a Sassari: schedina da tre euro. La sestina vincente;

Tgcom24: Covid, Coldiretti: senza matrimoni un buco da 15 miliardi di euro;

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Islam e Cristianesimo: chi è più cattivo?

People For Planet - Mar, 07/07/2020 - 19:00

Vedi la pagliuzza nell’occhi dell’altro e non la trave nel tuo…

Islam e Cristianesimo: chi è più cattivo? Vedi la pagliuzza nell’occhi dell’altro e non la trave nel tuo…

Pubblicato da Jacopo Fo su Giovedì 2 luglio 2020 Fonte: Jacopo Fo

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Elezioni Usa, Mr Kardashian tira l’assist a Trump

People For Planet - Mar, 07/07/2020 - 17:00

Non è uno scherzo dunque, Kanye West vuole candidarsi alle elezioni presidenziali del prossimo autunno, concorrendo con Donald Trump e Joe Biden. L’annuncio è arrivato con un tweet “Ora dobbiamo realizzare la promessa dell’America fidandoci di Dio, unificando la nostra visione e costruendo il nostro futuro. Corro per la presidenza degli Stati Uniti”, ricondiviso subito dalla regina dei reality ovvero sua moglie Kim Kardashian, che parrebbe già pronta a diventare First Lady. Non mancano i sostenitori tra le celebrity a stelle e strisce: il miliardario fondatore della Tesla Elon Musk l’ha già annunciato, così come Ty Dolla Sign, altro rapper amico di West, e Mark Cuban, proprietario dei Dallas Mavericks.

L’amicone di Trump

È nota l’amicizia che lega Kanye West al “vero” candidato repubblicano alla Casa Bianca, la sua mossa infatti non ha scosso più di tanto Trump che dai suoi campi di golf domenica ha twittato: “Siamo in testa nei sondaggi veri perché la gente è stanca di guardare i democratici alla guida di città che affondano. Inoltre, ho il 96% dei consensi del partito repubblicano. Un altro 2016″. I sondaggi direbbero il contrario, ma si sa il tycoon non ama mostrarsi debole, specialmente in campagna elettorale. Tuttavia alcuni rumors fanno riflettere sulla possibilità che la mossa del rapper sia stata dettata dalla volontà di fare un assist a Trump, ovvero di rendersi il “terzo candidato” ideale per battere Biden, sottraendogli parte dell’elettorato afroamericano, orientato sul versante democratico dopo le proteste del movimento Black Lives Matter.

La strategia del “terzo candidato”

Il “terzo candidato” minore rispetto ai due principali è sempre stata un’incognita, talvolta decisiva, nella corsa alla Casa Bianca. Proprio nel 2016 Trump vinse la partita presidenziale grazie ai “terzi candidati” verde e libertario su cui confluirono i voti, poi divenuti determinanti, in Pennsylvania, Michigan e Wisconsin provenienti da elettori sostenitori di Bernie Sanders che avevano rifiutato di votare Hillary Clinton. Ancora non è chiaro se Kanye West presenterà davvero tutte le carte necessarie alla sua candidatura, in ogni caso potrebbe essere un candidato write-in: il suo nome potrebbe essere scritto manualmente sulla scheda, come successe con John Fitzgerald Kennedy, Richard Nixon e Franklin Delano Roosevelt.

Nel dubbio trollare

Mentre tutti gli scenari pian piano si svelano lo star system si è scatenato sui social: da Paris Hilton con il suo “Paris for president” a Hilary Duff che in un messaggio per ricordare le misure per contenere l’emergenza sanitaria e ha concluso dicendo: “Oh, correrò per diventare presidente” fino all’attrice afroamericana Tiffany Haddish.

“Io sono un Dio”

West è sempre stato un personaggio eccentrico, il suo recente annuncio si posiziona a metà strada tra il “cos’altro ha in serbo per noi il 2020?” e il “eccolo con un’altra delle sue”.  Per esempio solo nello scorso anno celebrò una messa al famoso festival musicale Coachella, passione che poi ha coltivato con l’acquisto di un ranch nel Wyoming da 14 milioni di dollari per dare sfogo ai suoi “servizi spirituali”. O quando ha scritto un brano nel 2013 dal titolo “I am God” (e l’ha anche ribadito in alcune interviste a ridosso dell’uscita). Insomma, che altro aspettarci in fondo dal marito della numero uno delle influencer (e del trash) Kim Kardashian?

Foto: Kanye West e Donald Trump di Tessy Infohub/Flickr

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Covid-19: il falso mito della “seconda ondata”

People For Planet - Mar, 07/07/2020 - 16:00

La scienza applicata allo studio del Covid-19 fa i suoi progressi, anche se più lentamente di quanto vorremmo e i mezzi di protezione individuale hanno dimostrato il loro valore, ma la prima ondata della pandemia non è passata mentre i media aspettano la seconda.

“Seconda ondata”

“Seconda ondata” riferita al Covid-19 è una delle espressioni più gettonate del momento. Se ne parla in riferimento alla Cina o alla Corea del Sud, la si teme qui in Europa. Alcuni commentatori si chiedono quale sarà il momento in cui la seconda ondata spazzerà l’Europa …

“Ma il concetto stesso di seconda ondata è traballante e alimenta pericolose idee sbagliate sulla pandemia “ afferma il virologo Jeremy Rossman sul sito TheConversation.com, un sito britannico no proft su cui scrivono accademici e ricercatori. C’è qualcosa di implacabile in questa nozione di “seconda ondata”, come se fosse intrinsecamente legata al comportamento del virus che ci lascerebbe in pace per un po’ e tornerebbe a vendicarsi”.

 D’altra parte secondo il settimanale progressista inglese  New Statesman “l’idea della seconda ondata suggerisce l’idea di un ciclo destinato a ripetersi più volte fino a quando non viene sviluppato un trattamento o un vaccino”.

Rimanda ad un’idea di ineluttabilità rispetto alla quale nulla si può tranne attendere il vaccino salvifico.

La prima ondata non è mai finita

In effetti, la prima ondata dell’epidemia di Covid-19 che colpisce quasi tutti i paesi del mondo non è mai finita.

Basti pensare al dramma attualissimo degli Usa, del Sud America, dell’India, come ricordano i dati raccolti da Jhons Hopkins University e che noi pubblichiamo settimanalmente.

E se c’è un aumento del numero di casi qua e là, come ad esempio in questi giorni in Catalogna dove 200.000 persone sono tornate in lockdown. quando la diffusione del virus è aumentata dopo che le misure di contenimento sono state ridotte o revocate, è di “rimbalzo” che si dovrebbe parlare anziché di seconda ondata.

Continua il virologo Rossman su The Conversation, l’idea della seconda ondata “non tiene conto dell’importanza delle azioni preventive che possiamo attuare e ci descrive come impotenti sotto il potere di questo patogeno”.

Responsabilità individuali e dei governanti

Ci sono buone notizie, afferma The Economist. “Gli epidemiologi hanno capito come fermare il Covid-19”. I famosi gesti di protezione e distanziamento, in particolare, hanno un ruolo fondamentale da svolgere perché sappiamo che prendiamo la malattia in mezzo alla folla, in luoghi chiusi, in stretto contatto con persone infette.

“Esistono delle tattiche per contenere il virus:

-da parte dei cittadini tenere comportamenti consapevoli e responsabili;

– da parte delle autorità testare, tracciare e isolare;

– e, se l’una o l’altra o tutte e due falliscono, confinare, lockdown”,

elenca il settimanale.

 “Non siamo in balia del virus,” insiste Jeremy Rossman . Questa è una buona notizia ma pone l’onere della responsabilità su tutti noi e sui governanti “

E’ richiesto ai cittadini l’adattamento a questa nuova normalità senza abbassare la guardia: lavarsi le mani accuratamente e molto regolarmente, indossare mascherine nei luoghi pubblici, evitare feste con molti ospiti, essere testati, isolarsi se si è malati …

E ai governanti la capacità di mettere in primo piano la salute e il benessere dei cittadini prima ancora che il totem dell’economia e del lavoro. Perché è bene ricordare che per lavorare bisogna essere vivi.

Una nuova fase

Per il New Statesman:

Per “seconda ondata” non dovremmo intendere un nuovo scoppio di casi seguito poi da un declino, secondo la famosa curva a campana, ma piuttosto l’ingresso delle popolazioni in una nuova fase psicologica per quanto riguarda il rapporto con la pandemia.”

Una fase guidata dal senso di consapevolezza e dal senso di misura. Una fase in cui i cittadini sappiano chiamare i loro amministratori a svolgere correttamente ed efficacemente la loro funzione.

Foto di Holger Link

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Covid-19, Bolsonaro ha i sintomi

People For Planet - Mar, 07/07/2020 - 12:49

Sinora ha ostentato sicurezza e perché no anche una buona dose di menefreghismo Jair Bolsonaro, presidente di un Brasile al collasso da mesi per l’emergenza sanitaria, con i contagi saliti a 1,5 milioni e 65 mila morti accertate per Covid-19. Ma si sa il virus non discrimina, e come accaduto a marzo per Boris Johnson, anche per Bolsonaro è tempo di fare i conti a tu per tu con il Covid.

Il capo di Stato, che ha compiuto 65 anni a marzo, ha dichiarato a Cnn Brasil: “Ho i sintomi del Covid”.  Al momento ha 38 di febbre e una saturazione di ossigeno nel sangue pari al 96%. Dopo essersi sottoposto già tre volte al tampone durante questi mesi – sempre con esito negativo – il presidente l’ha dovuto ripetere (e lo farà ancora) e il risultato è atteso in giornata.  

Bolsonaro da domenica lamentando i sintomi ha iniziato ad assumere idrossiclorichina. Per i medici potrebbe essersi contagiato dopo una festa a casa dell’ambasciatore americano, durante la quale pare che nessuno portasse la mascherina.

Il presidente, che non molto tempo fa rilasciava dichiarazioni di questo tipo: “Il 70% della popolazione prenderà il virus, non ci sono altre possibilità” o che “Il Covid-19 è una nevrosi”, ha firmato proprio ieri un decreto che ha posto il veto all’uso obbligatorio delle mascherine di protezione nelle carceri, scatenando le critiche dei rappresentanti sindacali delle guardie penitenziarie.

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Ricette fai da te per bevande estive, sane e rinfrescanti

People For Planet - Mar, 07/07/2020 - 10:00

Nel video Natural Remedies 3 idee alternative per preparare delle bevande estive sane e super dissetanti. Ecco le ricette stuzzicanti e piene di freschezza oltre che di sali minerali, vitamine ed antiossidanti. Davvero l’ideale nelle calde giornate estive!

Fonte: Natural Remedies

Tè marocchino:

  • Una manciata di menta;
  • 6 cucchiaini di tè verde;
  • 1 litro di acqua.

Piña Colada

  • 150 ml di succo di ananas senza zuccheri aggiuntivi;
  • 50 ml di latte di cocco;
  • ghiacchio (facoltativo).

Acqua aromatizzata al cetriolo

  • 3-4 fettine di limone;
  • 2 cm di radice di zenzero fresco ;
  • 1/4 cetriolo;
  • Una manciata di menta piperito;
  • a litro di acqua.

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L’immagine del giorno: Distesa gialla

People For Planet - Mar, 07/07/2020 - 09:44
Distesa gialla

Una distesa di girasoli a Szigetmonostor, nel nord dell’Ungheria. Un paesaggio giallo che sembra un quadro.

Fonte: Epa / Balazs Mohai

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