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La Spagna chiude tutte le attività non essenziali

People For Planet - Dom, 03/29/2020 - 20:00
Cessazione delle attività non essenziali

Il governo spagnolo, come riporta il quotidiano El Mundo, ha approvato questa domenica la cessazione di tutte le attività non essenziali a partire da lunedì.

L’annuncio è stato dato dal presidente Pedro Sánchez in una conferenza stampa convocata all’ultimo minuto e senza preavviso. La misura comporta, tra l’altro, l’approvazione di un congedo retribuito recuperabile che consentirà ai lavoratori non essenziali di rimanere a casa dal 30 marzo al 9 aprile e continuare a ricevere i loro salari come prima. In cambio, una volta che l’economia riprenderà, i dipendenti dovranno negoziare con le loro aziende come restituire quelle ore non lavorate.

Critiche dagli imprenditori

La decisione del governo spagnolo ha causato confusione e critiche da parte degli imprenditori. Davanti a loro, il Ministro del Lavoro, Yolanda Díaz, ha difeso l’aumento delle restrizioni: “Non accetteremo pressioni di alcun tipo. Stiamo difendendo l’interesse generale e non c’è modo migliore di difenderlo se non di rispettare questa decisione. Sono convinta che le parti sociali nel nostro paese si comporteranno in maniera responsabile.” E ha continuato: “Né accetteremo rivendicazioni da parte delle comunità autonome, che in casi come quello dei Paesi Baschi o della Galizia hanno proposto di decidere a livello regionale le attività che sono considerate essenziali o meno. Non ha senso che ogni comunità faccia una cosa diversa”.

Le indicazioni del Comitato tecnico-scientifico

La decisione è stata presa a seguito delle indicazioni ricevute ieri dal Comitato tecnico-scientifico nominato dal governo per assisterlo in questa crisi. Il piano mira a ridurre la mobilità quotidiana per frenare le infezioni e prevenire il collasso degli ospedali, che sono già al limite delle loro capacità.

Nei giorni scorsi, i sindacati e vari leader municipali e regionali avevano aumentato la pressione per l’interruzione delle attività al di là di quanto stabilito dal primo decreto sullo stato di allarme e quella decisione è arrivata ieri.

A livello economico, questa riduzione porterà l’economia a un periodo di “letargo”, secondo le parole del ministro delle finanze Montero.

Congedi retribuiti e recupero

I datori di lavoro e i lavoratori dovranno negoziare in particolare in che modo verrà effettuato il recupero del tempo retribuito e non lavorato. Entrambe le parti avranno tempo fino a dicembre di quest’anno per regolare il calendario dei recuperi.

“È un congedo retribuito in cui tutte le parti cedono. I datori di lavoro devono garantire la riscossione di tutti i salari e gli operai devono restituire loro le ore che abbiamo trascorso oggi senza lavorare”, ha dichiarato Yolanda Díaz.

Appello all’Europa

I rappresentanti del governo hanno approfittato dell’apparizione di questa domenica per ribadire la richiesta di attenzione da parte dell’Europa. “Abbiamo bisogno di molta e migliore Europa. Abbiamo bisogno di misure che ci consentano di accompagnare i nostri modelli di produzione e che ci consentano di recuperare il percorso di crescita che questo paese e l’Europa hanno sviluppato negli ultimi anni”, ha affermato María Jesús Montero.

Díaz, da parte sua, ha nuovamente chiesto un piano “guidato dai paesi europei in cui i diritti dei lavoratori sono rafforzati. In caso contrario, il progetto europeo sarà danneggiato”, ha detto.

Morti e contagiati in Spagna

La Spagna è il secondo Paese più colpito dal coronavirus in Europa dopo l’Italia.  La Spagna ha registrato 838 decessi da coronavirus in 24 ore, un nuovo record giornaliero dopo gli 832 del giorno prima, portando il totale a 6.528 morti, secondo i dati pubblicati domenica dal Ministero della Salute. Il numero di casi confermati ha raggiunto 78.797, con un aumento del 9% in un giorno. 

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Bolsonaro: «la stampa sul coronavirus è isterica»

People For Planet - Dom, 03/29/2020 - 19:11
Bolsonaro: «Sono così sano che se avessi il virus non me ne accorgerei»

Secondo quanto riferisce il Guardian.com, il presidente del Brasile, Jair Bolsonaro, in un discorso ha affermato che la pandemia è una “fantasia” dei media, ha chiesto ai governatori degli regioni brasiliane di porre fine alla quarantena e alle misure di isolamento che hanno adottato e si è vantato di essere così sano che se si infettasse non se ne accorgerebbe nemmeno.

Nel suo indirizzo, Bolsonaro ha affermato che “Il virus è arrivato e lo stiamo combattendo e presto passerà.” Ha detto che i media sono stati responsabili di infliggere “isteria” e un “sentimento di terrore” alla popolazione.

Bolsonaro ha sostenuto che è tempo che tutto funzioni come al solito in un momento in cui gli esperti sanitari avvertono che la crisi si sta intensificando : “Le nostre vite devono continuare. I lavori devono essere mantenuti … dobbiamo, sì, tornare alla normalità. “

Il ministro della salute brasiliano sospetta che il sistema sanitario crollerà

Questa non è la prima crisi che Bolsonaro ha cercato di interpretare come una banale assurdità creata dai media bugiardi; ricordiamo che lo scorso anno tra l’altro aveva affermato che i grandi incendi nella foresta pluviale amazzonica erano in realtà il risultato di iniziative criminali di gruppi ambientalisti che commettevano crimini. 

Secondo l’Associated Press al momento ci sono circa 2.500 casi di covid-19 in Brasile. Si prevede che questo numero cresca rapidamente nelle prossime settimane, proprio come in altre nazioni, e il ministro della salute di Bolsonaro, Luiz Henrique Mandetta, ha detto che si aspetta che il sistema sanitario crolli

San Paolo e Rio chiudono

San Paolo è ora entrato in quarantena, con solo le attività essenziali consentite aperte, mentre Rio de Janeiro ha fermato indefinitamente le scuole e il commercio.

Bolsonaro ha detto al suo pubblico che dal momento che il “90 percento” della popolazione non sarà infettata, non vale la pena applicare tali restrizioni. Non sembra essere una coincidenza il fatto che Bolsonaro  abbia una faida aperta con i governatori di entrambi gli stati, che secondo il Los Angeles Times sono ex sostenitori del Bolsonaro che ora stanno facendo una campagna contro di lui.

“Le autorità statali e municipali devono abbandonare le idee di fare terra bruciata contro il virus attraverso il divieto di trasporto pubblico, la chiusura del commercio e il confinamento di massa”, ha detto Bolsonaro, secondo il Guardian. “Ciò che sta accadendo in tutto il mondo ha dimostrato che il gruppo a rischio ha più di 60 anni. Quindi perché chiudere le scuole? … Il 90% di noi non mostrerà alcun segno [di infezione] anche se fossimo infetti. “

“Nel mio caso particolare, a causa del mio passato di atleta, non avrei bisogno di preoccuparmi se fossi stato infettato dal virus”, ha aggiunto Bolsonaro. “Non proverei nulla o nel peggiore dei casi sarebbe come un po’ di influenza o un po’ di raffreddore.”

Il virus tra i funzionari governativi

Il modo in cui Bolsonaro ha gestito la situazione del coronavirus ha provocato effetti potenzialmente letali anche tra suoi sostenitori, secondo il Los Angeles Times. Il 15 marzo Bolsonaro ha toccato oltre 270 persone durante una manifestazione elettorale nonostante fosse entrato in contatto con numerosi altri funzionari governativi che si sono dimostrati positivi al virus, compresi i membri del suo entourage durante una recente visita negli Stati Uniti. Bolsonaro ha rifiutato di rilasciare i risultati dei suoi test.

#Bolsonarogenocida

Nel frattempo buona parte dell’opinione pubblica brasiliana contesta l’atteggiamento del presidente brasiliano di fronte alla pandemia di Covid-19. Sta avendo molto seguito su Twitter l’hashtag #Bolsonarogenocida.

Le bande dei trafficanti impongono il coprifuoco contro il virus

I trafficanti di droga in una delle favelas più famose di Rio de Janeiro hanno imposto il coprifuoco di coronavirus, tra timori crescenti sull’impatto che il virus potrebbe avere su alcuni dei cittadini più poveri del Brasile.

Nei giorni scorsi, i membri della banda hanno circolato nella favela della Cidade de Deus (Città di Dio) nella parte occidentale di Rio ordinando ai residenti di rimanere in casa dopo le 20:00.

E in un apparente tentativo di prevenire ulteriori infezioni, i capi delle bande del comando rosso che controllano la favela hanno ordinato ai residenti di rimanere a casa.

Il giornale di Rio Extra afferma che membri della banda con megafoni si sono mossi per Cidade de Deus dicendo ai suoi 40.000 residenti: “Stiamo imponendo un coprifuoco perché nessuno prende sul serio il coronavirus. È meglio stare a casa e rilassarsi. Vi abbiamo avvertito. “

I gangster di Cidade de Deus non sono gli unici fuorilegge a imporre restrizioni causa il coronavirus nelle favelas di Rio, che ospitano circa 2 dei 7 milioni di residenti della città. Nel Morro dos Prazeres i membri della banda hanno detto ai residenti di circolare solo in gruppi di due mentre a Rocinha, una delle più grandi favelas dell’America Latina, i trafficanti hanno anche decretato un coprifuoco. “I gangster hanno detto che dopo le 20.30 tutti devono rimanere in casa così non ci saranno rappresaglie”, ha detto un venditore ambulante che vive lì. 

A Santa Marta, una favela che si trova all’ombra della statua del Cristo Redentore di Rio, i trafficanti hanno distribuito sapone e hanno messo un cartello vicino a una fontana pubblica all’ingresso della comunità che dice: “Per favore, lavati le mani prima di entrare nella favela. ”

“Penso che abbiano scritto questo per i tossicodipendenti che vengono qui per comprare droga perché non introducano il virus”, ha detto un abitante. “Ma non funzionerà. Le persone che vivono proprio in cima alla favela a volte trascorrono due settimane senza acqua corrente. Come potrebbero rimanere pulite?”

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Coronavirus, c’è anche chi ci guadagna

People For Planet - Dom, 03/29/2020 - 15:29
«Le cose vanno bene»

Il presidente di RCS e del Torino, all’anagrafe Urbano Roberto Agostino Cairo, in un video pubblicato su YouTube e indirizzato ai venditori del suo gruppo editoriale – che potete vedere in questa pagina – si dice “scatenato” come nel ’96 quando lanciò Cairo Pubblicità.

Racconta che i suoi «tv, giornali, web vanno bene», commenta che le persone facoltose si annoiano e vogliono fare shopping: «una signora in farmacia ha acquistato 300 euro di cosmetici e il marito l’ha voluta accontentare».

È anche prodigo di numeri: racconta che Conad ha un incremento di fatturato del 20% e poi snocciola i ricavi in pubblicità che lui personalmente ha portato a casa in pochi giorni: Beretta Salumi 235.000 euro, Enel 1.100.000, Intesa San Paolo 250.000, Unicredit 200.000 e incoraggia i suoi venditori a raddoppiare il loro impegno perché, dice «le cose vanno bene» e abbiamo «una grande opportunità».

In Polinesia

Non tutti sono costretti a casa in questo periodo. Racconta di aver sentito Zanetti, il proprietario di Segafredo che «si trova in Polinesia».

Nel frattempo al Corriere della Sera…

Nel frattempo il CdR del Corriere della Sera, la testata ammiraglia di Rcs, denunciava la cura lacrime e sangue a cui sono sottoposti, mentre Rcs decideva di pagare un dividendo di 15 milioni di euro agli azionisti.

Nella foto: Milano, Piazza Affari

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Altri 7 giorni di ordinaria pandemia

People For Planet - Dom, 03/29/2020 - 14:00

Altro giro, altra corsa.
Altra settimana di “quarantena” terminata, altra che inizia.

Se i primi giorni c’era l’effetto novità – che ci faceva sentire grandi eroi contemporanei – oggi subentra la routine, che ci vede meno resistenti e più prigionieri.

Ecco, dunque, i momenti più significativi degli ultimi sette giorni:

  1. Il Premier Conte interviene alle 23.30 a sorpresa su Rai Uno, tranciando il monologo finale di Spencer Tracy in “Indovina chi viene a cena”. Criticatissimo.
    #NonSiInterromponoGliAnziani
    #ARegazzìTooBucoStoPallone
  2. I Challenge su Twitter. Sono il nuovo “gioco del telefono”: inizi elencando i giocatori di calcio più forti di sempre e ti ritrovi a litigare con uno sconosciuto sull’annosa questione “Ma Oliver Hutton era Juventino?” E “Benji Price era il figlioccio ricco del Sig. Fisher Price?”.
    #AndràTuttoBene
    #PerMeEraDellaRomaComunque
  3. Ho pronunciato 6.723 volte la frase “quando sarà finito tutto, prendiamoci una birra”. Considerato anche che l’espressione “una birra” è una sineddoche – e individua una quantità che va dalle 3 pinte alla tinozza – gli alcolisti anonimi aggiungano una sedia col mio nome sopra.
    #AValèSoAnonimi
    #AhScusate
  4. Sono le 18.00 Il Papa interrompe il Commissario Arcuri e la conferenza della Protezione Civile. Ma a schiaffo, alle 19.00, irrompe Mattarella, con un discorso alla Nazione.
    Nella morra cinese delle autorità politiche e morali, i fuori onda del Capo dello Stato battono l’Indulgenza plenaria papale? #AutocertificazioneBatteSassoCheBatteForbice
  5. Il corriere che consegna la spesa a casa al citofono non dice più “Signora, è Amazon!” ma direttamente “Vale’, so’ Gianluca!”
    #ScusaSeStoInPigiama
    #TranquillaIlCorriereÈComeIlConfessore
  6. La colpa è dei Cinesi. No, la colpa è dei Pipistrelli. La colpa è dei Pipistrelli Cinesi. I Cinesi sono Pipistrelli. I Pipistrelli parlano cinese. Dopo l’indulgenza papale nessuno ha più colpa. Neanche i pipistrelli. Restano dubbi sui Cinesi.
    #ICinesiNonSonoCattolici
    #IPipistrelliChissà
    #LaMorraÈCinese
    #LaPipistrellaChissà
  7. Per la serie “non perdiamo le buone abitudini”.
    Mamma: «mandami un messaggio, quando sei a casa». Ma sono a casa dall’11 marzo. «Non importa, fallo lo stesso». #SonoACasaSonoACasaSonoACasa
  8. Tutta Italia sa fare il pane, io ancora non riesco manco a tagliare il casereccio senza ottenere un’ostia o una fiorentina.
    #BreveStoriaTriste
  9. Ascolta la musica in 8D, quella con la gente che ti canta nel cervello, e mandala a tutti i tuoi amici. Palleggia con la carta igienica e tagga altre 18 persone. Le difficoltà sono opportunità: ne usciremo migliori.
    #Infatti
    #ScriviAmenECondividi
  10. Ma, in definitiva, dobbiamo delle scuse ai Cinesi o ai Pipistrelli?

Immagine: Colosseo – Wikipedia

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Metodo semplice per disegnare gli animali

People For Planet - Dom, 03/29/2020 - 11:00

Dal canale YouTube Il Laboratorio Artistico un simpatico video per realizzare, passo dopo passo, simpatici musetti di animali. Una buona idea per divertire i più piccoli, perché l’arte è per tutti!

Fonte: Il Laboratorio Artistico

Leggi anche:
Realizzare rose con nastri di raso
Oggi creiamo: candele fai da te (senza cera!)

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Crisi delle librerie: per invogliare i lettori più dello sconto vince la fantasia

People For Planet - Dom, 03/29/2020 - 09:00

Il 5 febbraio è entrata in vigore la nuova legge sul libro che abbassa la percentuale di sconto massimo applicabile dalle librerie fisiche e online dal 15% al 5%, una misura fortemente voluta soprattutto dall’Associazione librai italiani (Ali). La legge è stata approvata all’indomani di critiche e proteste di editori, grandi e piccoli, preoccupati delle ricadute sui lettori della riduzione della scontistica sui volumi e quindi sugli acquisti. Il tetto del 5% dovrebbe fermare ancora una volta lo strapotere di Amazon, molto abile ad aggirare il limite imposto con il classico “prendi due ti regalo un buono”. Da febbraio questa possibilità è preclusa, e in più sono stati introdotti finanziamenti per la promozione della lettura, una card di cento euro per i lettori in difficoltà e durante ogni anno verrà scelta una Capitale del Libro.

La situazione drammatica che si registra per la chiusura di librerie storiche, come da ultimo la Paravia di Torino, è dovuta chiaramente al calo dei lettori. Nonostante nel 2019 l’editoria di varia (romanzi e saggi in formato cartaceo e e-book) sia cresciuta sia in termini di fatturato (+4,9%) che di copie vendute (+3,4%), la forbice tra Nord e Sud del Paese per quanto riguarda gli indici di lettura si allarga. «Il nostro Paese è diviso drammaticamente in due: al Nord il tasso di lettura è del 48,8%, al Sud e nelle isole del 23%», commenta il presidente Aie (Associazione Italiana Editori), Ricardo Franco Levi. Ma non generalizziamo, ci sono realtà virtuose anche al Sud che riescono a catalizzare l’attenzione di lettori e non attorno al mondo del libro.

Per il libraio Domenico Sparno, proprietario della Culture Club Cafè, libreria indipendente di Mola di Bari con una storia lunga 18 anni, avere una libreria non vuol dire vendere libri. O piuttosto, non vuol dire solo vendere libri. La libreria è l’epicentro della vita culturale di una città o di un quartiere e il libraio diventa l’animatore culturale della comunità che la frequenta. È così che si diventa punto di riferimento non solo dei lettori della zona, ma anche degli scrittori che, più che andare nei punti vendita delle grandi catene a Bari, preferiscono fare tappa a Mola di Bari. È così che funziona: emergono i librai intraprendenti, quelli che hanno un proprio giro, che organizzano eventi e presentazioni, che portano pubblico insomma e quindi lettori, e questa capacità di catalizzare l’attenzione a livello locale è particolarmente apprezzata da case editrici e grandi firme. Dacia Maraini, Corrado Augias, Paolo Giordano, Daria Bignardi, Antonio Pascale, Donato Carrisi, Fabio Volo sono solo alcuni degli autori habituè della Culture Club Cafè, una libreria indipendente che, in controtendenza con la chiusura di molte librerie in tutta Italia, si sta ampliando. Dagli attuali 180 mq a uno spazio di 300 su due livelli, con una sala dedicata solo agli eventi.

Domenico, quali sono le novità della nuova Culture Club Cafè?

«Il 30 aprile chiudo qui e dal 1° maggio sono effettivamente nella nuova attività, il locale sarà molto più grande e porterò gli attuali 5mila titoli a disposizione a 10mila. Avremo un piano dedicato agli eventi e un cortile interno che adibiremo a stanza di degustazione del tè. Attenzione, non è un bar ma un luogo dove assaggiare diverse tipologie di tè e tisane ispirate ai generi letterari. Ampliamo anche la nostra offerta di oggettistica: il libro e la letteratura sono al centro, dalle candele al profumo di libri alla biancheria da letto ispirata ai grandi classici. E poi non smettiamo di vendere prodotti alimentari locali, tipo “le marmellate di Camilleri”, che vengono direttamente dalla Sicilia, abbinate ai libri di Montalbano».

Sei soddisfatto della nuova legge sull’editoria che porta il limite di sconto applicabile dalle librerie dal 15 al 5%?

«Penso fosse doveroso visto che negli ultimi 5 anni 2300 librerie indipendenti hanno tristemente chiuso. Librerie storiche, grandi catene, tutti travolti dalla crisi. Questa misura è un passo necessario perché di sicuro tutela le librerie indipendenti. Noi non scompariremo perché manteniamo vivo il contatto con i clienti, a differenza delle grandi catene, ma al di là di questo prima non potevamo competere con Amazon, ma ora con il 5% di sconto e i costi di spedizione non conviene più come prima acquistare libri online».

Come hai detto, negli ultimi anni hanno chiuso circa 2300 librerie in Italia. La storia di Culture Club Cafè è lunga e sempre in divenire. Qual è il segreto di Domenico Sparno?

«Innanzitutto ho imparato a lavorare esternamente alla libreria, lavoro molto con le scuole. La crisi ha colpito tutti, ma se è vero che prima entravano 10 persone e adesso 5, il fatturato non l’ho perso perché mi sono sempre inventato iniziative culturali diverse. Come quella che ho lanciato quest’estate: “Terrazze d’autore”, cioè presentazioni di libri con degustazione di prodotti locali in location bellissime. Erano a numero chiuso e non c’era spazio per tutti quelli che volevano assistere. Un momento per socializzare, scoprire un autore, degustare buon cibo e perché no, anche ammirare le stelle».

Come hai fatto a diventare un punto di riferimento per scrittori e case editrici di tutta Italia?

«Organizzo presentazioni con molto pubblico. Arrivo a vendere anche 300 copie durante un solo evento, che vuol dire fare in un colpo il lavoro di una settimana, se fatto solo dietro la cassa del negozio. Il libraio non può più solo vendere e consigliare i libri, ma deve muoversi a 360 gradi e offrire opportunità culturali al territorio. Dal teatro ai corsi di formazione a bambini e insegnanti in libreria e anche i più tradizionali gruppi di lettura. La risposta di pubblico e clientela c’è. La presentazione classica rimane ma deve essere sempre più accompagnata da altro: musica, degustazioni, in una parola esperienza».

Visto che hai diversificato l’offerta in libreria con oggetti particolari e originali, percepisci che ci sia un calo di lettori?

«Sì indubbiamente, ma se vendo prodotti diversi in libreria questo non vuol dire che il libro non basta più. Alla fine dell’anno vendo l’80% di libri e il 20% di oggettistica, il libro è sempre al centro. Ma intanto invoglio anche i non lettori a entrare in libreria. E poi cerchiamo di stimolarli anche con la consegna a distanza: abbiamo delle convenzioni con i fiorai e senza costi aggiuntivi andiamo a portare i libri a casa delle persone anche in zone fuori dal comune di Mola. In questo modo molta gente è più stimolata a comprare e a chiamarci».

Leggi anche:
Una legge per aiutare le librerie indipendenti
A Roma la casa dei libri senza prezzo (Video)
Libri per nutrire l’anima e tonificare i muscoli

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Conte: 4,3 miliardi per soccorso alimentare. Juve taglia gli stipendi e MotoGp virtuale

People For Planet - Dom, 03/29/2020 - 08:00

Il Messaggero: Coronabond o Mes? Scontro in Europa: ecco chi sono i 4 Paesi nemici dell’Italia. Conte in pressing su Merkel;

Repubblica : Coronavirus: 3.651 positivi, 889 morti. Record di guariti: sono 1.434. Bando per 500 infermieri: hanno risposto quasi in 9.500;

Corriere della Sera: Chiusure, proroga certa per altri 15 giorni: per allentare i divieti serve il «contagio uno». Cos’è l’«R0» e perché deve essere minore di 1;

Il Manifesto: Renzi: «Riaprire le aziende prima di Pasqua». I virologi: irrealistico, state a casa;

Il Fatto Quotidiano: “4,3 miliardi ai Comuni, buoni spesa per indigenti”. Conte presenta “misure per l’emergenza alimentare”;

Il Giornale: Il piano alimentare è un bluff: il centrodestra inchioda Conte;

Il Mattino: Coronavirus a Napoli, rischio rapine e assalti: supermercati blindati;

Il Sole 24 Ore: Fedez a testa bassa contro il Codacons: «Le donazioni servono solo a sostenere loro stessi»;

Tgcom24: Juve, trovata l’intesa con i calciatori per tagliare gli stipendi: via quattro mensilità (valgono 90 milioni);

Leggo: MotoGp, domenica al via il Gran Premio virtuale: i big si sfidano a colpi di joystick. Assente Valentino Rossi.

Fonte immagine: R101

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Il Girotondo del Piccolo Principe

People For Planet - Dom, 03/29/2020 - 07:30
L’indovinello di oggi

Tu mi pianti ma io non cresco. Chi sono?

La soluzione dell’indovinello di ieri

Qual è lo sport che tiene più caldo?
(La soluzione: il Golf)

Girotondo

Poesia di Antoine de Saint-Exupéry
(da Il Piccolo Principe)

Vorrei con tutti i bambini del mondo
far un allegro e bel girotondo,
vorrei poter dar contento la mano
a chi è vicino e a chi è lontano.
E sempre insieme cantare,
prima di mettersi a studiare.
Ci vuol poco per stare in allegria
tutti quanti in compagnia.
Ci vuol poco per essere felici
e dappertutto avere tanti amici.

Cantiamo insieme

La Lumaca Elisabetta

Per vedere i post dei giorni precedenti clicca qui

Foto di Gordon Johnson da Pixabay 

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Covid-19: da Milano 3 domande su cui vorremmo delle risposte

People For Planet - Dom, 03/29/2020 - 05:00

Siamo tutti consapevoli che quando si affronta un’emergenza non è il caso di fare polemiche ma di lavorare tutti nella stessa direzione, come i cittadini italiani del resto stanno facendo e continueranno a fare.

Sappiamo anche che quando l’emergenza sarà finita avremo il diritto/dovere di analizzare con attenzione perché siamo finiti in questa tragedia collettiva, cosa si dovrà fare perché non si ripeta e, perché no, se e di chi sono le responsabilità. Alcune cose sono già chiare da ora:

  •  bisogna ritornare ad uno Stato sociale che investa sugli aspetti essenziali e strategici (salute, ricerca, formazione). Tanto per citare solo un numero, secondo i dati Ocse, nel 2017 l’Italia poteva contare di 2,6 posti letto ICU totali ogni 1.000 abitanti, classificandosi al 19° posto su 23 paesi europei. E da allora la situazione è peggiorata… e risalire la china, al di là dell’emergenza, sarà necessario ma non breve.
  • …e disinvesta in settori non strategici (primo tra tutti le spese militari, lo Stato spende  500 euro all’anno dei soldi di ogni cittadino compresi i neonati, lo sapevi?). A proposito, l’indicazione dell’industria delle armi come “essenziale” contenuta al punto h) del DPCM non risulta modificata quindi le fabbriche di armi sono ancora aperte? Sembra proprio di sì! Il governo ha concesso ai produttori di armamenti di decidere autonomamente quali produzioni tenere aperte e quali no. Lo si legge nella comunicazione inviata alla “Federazione delle Aziende Italiane per l’Aerospazio, la Difesa e la Sicurezza” (AIAD) a firma del Ministro della Difesa Guerini e del Ministro dello Sviluppo Economico Patuanelli. 

Ci sono però cose che pensiamo forse si potrebbero fare subito per migliorare la situazione attuale e che ci permettiamo di suggerire alle autorità competenti.

1) Si possono requisire provvisoriamente le cliniche private per aiutare gli ospedali pubblici?

In Spagna già lo hanno fatto e giungono notizie che si accingono a farlo anche Svezia e Irlanda. Le cliniche private potrebbero diventare il luogo di ricovero di tutti i degenti afflitti dalle altre patologie, liberando i reparti degli ospedali pubblici che si potrebbero dedicare con più respiro alla questione coronavirus. Inoltre si separerebbero gli affetti da Covid-19 dagli altri malati e si ridurrebbe il problema del contagio negli ospedali (vedi tra gli altri il reportage del NYT da Bergamo)

2) Si possono requisire gli alberghi vuoti per ospitare gli anziani delle casa di riposo?

È ormai noto purtroppo che le case di riposo sono diventati luoghi di mattanza degli anziani ricoverati, si sentono appelli perché le famiglie li riportino a casa ma ovviamente questo spesso non è possibile, inoltre non sembra dal punto di vista della diffusione del virus una grande idea. Perché non utilizzare gli alberghi vuoti in questo periodo? Perché non utilizzarli anche per gli homeless, costretti per strada con il rischio di infettare sé e gli altri?

3) Si possono avere informazioni più chiare dalle autorità che ci aiutino a conoscere la situazione?

Non si tratta di soddisfare una curiosità ma di rispondere al diritto/dovere di ogni cittadino, in questa fase, di essere informato per poter partecipare attivamente alla gestione della crisi con numeri affidabili e analisi non abborracciate. Ascoltiamo con stupore il Presidente della Regione Lombardia Fontana dichiarare un giorno “sono molto preoccupato” dopo aver detto il giorno prima “la situazione sta migliorando” e il giorno dopo ripetere che sta andando meglio. Affidare queste valutazioni a chi ne capisce non sarebbe meglio? Siamo sorpresi che il Comune di Milano non comunichi il numero dei morti in città (ripeto, non sappiamo quante persone siano morte per coronavirus a Milano) e che il Sindaco Sala suggerisca di fornire i numeri del contagio non una volta al giorno ma ogni 3 o 4, quindi meno informazione, non di più. Esattamente l’opposto di quello che serve, non siamo mica persone incapaci a cui nascondere la realtà: si può avere una informazione accurata e di qualità?

Leggi anche:
Gli strani numeri del coronavirus nelle Regioni
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Ore 12.00: 5 minuti di silenzio

People For Planet - Dom, 03/29/2020 - 00:05

Di lui abbiamo già raccontato: il «Poeta al telefono» lo abbiamo definito, perché più di due settimane fa ha pubblicato su Facebook il messaggio «Se qualcuno vuole chiamarmi al telefono per farsi due chiacchiere, sono a disposizione tutte le mattine dalle nove a mezzogiorno»

Un pensiero collettivo

E qualche giorno Franco Arminio ha lanciato un appello: oggi, domenica 29 marzo, a mezzogiorno spegniamo tutti i nostri cellulari, le televisioni e le radio, chiudiamo i nostri computer, e per 5 minuti osserviamo il silenzio.

Il silenzio come gesto simbolico di vicinanza a chi ha perso i propri cari senza poterli salutare, senza poter dire loro addio, e a chi è morto senza il saluto della sua comunità: «Abbiamo bisogno di un pensiero collettivo dedicato a tutte le persone che stanno morendo in questi giorni senza funerale», scrive sulla sua pagina Facebook.

Il suo appello è stato raccolto da tanti, tra i quali il capogruppo del Movimento cinque stelle alla Camera, Davide Crippa, che il 25 marzo a Montecitorio lo ha fatto suo, chiedendo l’adesione a tutto il Paese. Hanno risposto inoltre numerosi sindaci, l’associazione Borghi autentici, e tante associazioni di volontariato e culturali (tra cui Lucania Film Festival).

5 minuti di silenzio…

… durante i quali fare ciò che ci viene meglio. «Non saranno cinque minuti banali; – scrive Arminio – partecipare a un rito collettivo, anche se a casa propria, è un bel gesto di salute morale e credo sia interesse di chi ci governa, a livello centrale e locale, avere una popolazione coesa e attenta, rispettosa delle regole e vicina al dolore di chi ha perso i suoi cari.
Restare umani è un compito che non contrasta con quello di rimanere sani

Preghiera per i morti

Per celebrare la solennità di questo momento, Arminio ha scritto una poesia; ve la proponiamo.

Noi lo sappiamo che quando si muore
accade una cosa che dura un tempo infinito
e non possiamo accompagnare nessuno in questo tempo,
vuoto o pieno che sia.
Si resta qui sempre un poco stupiti
dal morire: si va a guardare chi è morto
stamattina sperando che non sia vero
e invece il morto è lì, morto come prima.
Vivere è pregare anche quando poco ci pensiamo,
preghiamo in pizzeria, durante un amplesso,
mentre ci allacciamo le scarpe, preghiamo
la vita di restare vita e di darci quel soffio
di tempo che non è il morire.
Noi preghiamo sempre
pure quando litighiamo, quando
portiamo rancore agli innocenti.
Non c’è nessuna vita al mondo
che non abbia un senso, un dono.
Il caso è azzurro e non è detto che la morte
sia nera. È solo la più strana
la più indecifrabile delle nostre gioie,
vediamo solo che comincia col silenzio,
un silenzio fermo da cui non esce niente,
un silenzio sigillato per sempre,
un silenzio che non si lascia scuotere.
Pregare per i morti
è quello che facciamo sempre,
senza saperlo, senza sapere
che forse noi stessi siamo
la preghiera che fanno i morti.
I vivi escono dal canto di chi non c’è,
dalla sguardo di chi non vede.

Fonte: https://www.facebook.com/franco.arminio.1

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Endometriosi: patologia cronica e invalidante. Ma solo per gli stadi più gravi

People For Planet - Sab, 03/28/2020 - 17:00

È una patologia tutta al femminile, poco conosciuta ma molto invalidante. Interessa circa 3 milioni di donne in Italia, ma il numero è quasi sicuramente sottostimato: questa cifra corrisponde infatti alle diagnosi effettuate e non tiene conto di tutte le donne che soffrono della malattia senza esserne consapevoli. La diagnosi di endometriosi è infatti purtroppo difficile da effettuare, e il più delle volte arriva dopo diversi anni dal momento in cui la paziente si rivolge ai medici per la prima volta: il ritardo diagnostico oggi è calcolato mediamente intorno ai 7 anni. Ecco perché il consiglio è di indirizzarsi, sin da subito, a centri specializzati: perché per questa malattia non esiste cura, e ottenere una diagnosi nel minor tempo possibile è fondamentale per scongiurare danni importanti a carico di organi vitali, migliorare la qualità di vita e prevenire l’infertilità, che è una delle conseguenze di questa patologia.

La marcia mondiale

Per far conoscere questa patologia oggi, 28 marzo, si sarebbe dovuta tenere la settima edizione della marcia mondiale contro l’Endometriosi, una camminata solidale per informare, sensibilizzare e creare consapevolezza. La manifestazione, come tutti gli altri eventi sportivi e di aggregazione, è però stata rimandata a data da destinarsi come misura cautelativa contro la diffusione del Covid-19.

Cos’è l’endometriosi

L’endometriosi è una patologia cronica che può interessare la donna già dalla prima mestruazione (menarca) e accompagnarla fino alla menopausa. È causata dalla presenza dell’endometrio (la mucosa che riveste la cavità uterina) in aree dove non dovrebbe essere presente. L’endometrio situato laddove non dovrebbe essere presente prende il nome di endometrio ectopico o tessuto endometriale ectopico.

Esistono due tipologie di endometriosi: l'”endometriosi interna“, che si verifica quando l’endometrio va a collocarsi in porzioni dell’utero non appropriate, ad esempio nel miometrio (che è lo strato muscolare della parete dell’utero compreso fra il perimetrio, che è lo strato connettivo più esterno, e l’endometrio stesso, che è il rivestimento più interno della cavità uterina), e l'”endometriosi esterna” o “endometriosi propriamente detta”, che si verifica quando il tessuto endometriale è presente al di fuori dell’utero e può andare a invadere gli organi pelvici (tube di Falloppio, ovaie, retto, vescica, ecc.) oppure strutture anatomiche al di fuori del bacino (vagina, vulva, polmoni, reni, ecc.).

Quante donne interessa

In Italia sono affette da endometriosi il 10-15% delle donne in età riproduttiva. Spesso è causa di infertilità, tanto che la patologia interessa circa il 30-50% delle donne con problemi di fertilità o che hanno difficoltà a concepire. Interessa soprattutto le donne nella fascia di età compresa tra i 25 e i 35 anni, ma può comparire anche in ragazze più giovani. La familiarità incide molto: le donne che hanno la madre o una sorella affette da endometriosi hanno un rischio di sviluppare la patologia sette volte maggiore.

Una malattia invalidante

Le donne con endometriosi soffrono di dolore mestruale, dolore durante i rapporti sessuali, dolore alla minzione e alla defecazione, a volte accompagnato dalla comparsa di sangue nelle urine o nelle feci. Il dolore può essere cronico e persistente e generalmente i sintomi si aggravano durante il periodo mestruale. Alcune donne lamentano stanchezza e colpi di calore che possono accentuarsi nel periodo mestruale, oltre a fenomeni depressivi.

Patologia cronica e invalidante (ma non sempre)

Nonostante sia una malattia che impatta notevolmente sulla qualità della vita, l’endometriosi è inserita nell’elenco delle patologie croniche e invalidanti esclusivamente negli stadi clinici più avanzati (“moderato o III grado” e “grave o IV grado”) e il servizio sanitario nazionale riconosce esclusivamente a queste pazienti il diritto a usufruire in esenzione di alcune prestazioni specialistiche di controllo. A oggi si stimano circa 300.000 esenzioni (su 3 milioni di diagnosi complessive).

I campanelli d’allarme

Sin dalla più giovane età è molto importante sapere che i dolori mestruali e durante i rapporti sessuali non sono normali e non devono essere tenuti nascosti, rivolgendosi ai medici di medicina generale e ai ginecologi operanti sul territorio.

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Messico: «Se sei ricco, sei a rischio per il coronavirus. Se sei povero no»

People For Planet - Sab, 03/28/2020 - 17:00
Conviene essere poveri

Secondo quanto riportano i media messicani il governatore di Puebla Miguel Barbosa ha dichiarato in una conferenza stampa che i poveri sono “immuni” a Covid-19, dato che i ricchi costituiscono la maggior parte di quelli infetti.

Ha affermato che dei 38 casi confermati di Covid-19 a Puebla, la maggior parte erano “persone benestanti”: «La maggior parte di quanti sono infetti sono persone benestanti, eh? Se sei ricco, sei a rischio. Se sei povero, no. Noi poveri siamo immuni”.

Il ragionamento di Barbosa per il virus che preferiva ospiti più ricchi era “perché viaggiano”.

Il suo messaggio era chiaramente volto a incoraggiare le persone meno abbienti a continuare a lavorare e a non disertare le fabbriche.

Dopo le polemiche che ne sono nate, la sua amministrazione ha eliminato dai social e dal suo sito Web il frammento di video che conteneva la sua dichiarazione ma la mossa non è riuscita impedire che l’affermazione si diffondesse su Internet e un certo numero di agenzie di stampa ha pubblicato il filmato integrale della conferenza stampa.

Per quanto riguarda lo status di Barbosa come uno dei “poveri”, la sua dichiarazione dei redditi suggerirebbe che non è tra questi. Possiede due case, una delle quali è valutata in 10 milioni di pesos (US $ 430.000) e tre veicoli con un valore stimato di oltre 2,5 milioni di pesos.

Il governatore ha anche dichiarato che i suoi incontri con gruppi di cittadini sono ancora programmati. “Continuerò fino a quando non avrò il coronavirus e poi continuerò anche dopo”, ha detto.

Il suggerimento del presidente messicano: «vivi la vita come al solito»

I commenti alle affermazioni del governatore di Puebla hanno suscitato polemiche in un Paese in cui quasi la metà della popolazione è povera e la maggioranza ha un lavoro nero.

Comunque riflettono la risposta quasi infastidita di molti politici messicani verso Covid-19, che minaccia di rovinare l’agenda del governo.

Il presidente del paese, Andrés Manuel López Obrador ha risposto con ottimismo alla crisi. Martedì ha detto ai giornalisti che il Messico avrebbe superato il “peggio” entro un mese.

López Obrador ha resistito a misure più rigide, come la quarantena e la chiusura dei confini, sostenendo che i poveri messicani non sono in grado di permettersi di non lavorare.

Il suo consiglio ai messicani è stato: “Vivi la vita come al solito”.

Secondo gli esperti il Messico è entrato nella seconda fase della pandemia di coronavirus e ne è iniziata la diffusione nella comunità. Finora ci sono stati sei morti nel paese su circa 500 casi accertati.

Covid-19 ha segnato un momento difficile per il Messico. L’economia è crollata nel 2019 e le previsioni per il 2020 indicavano una continua stagnazione anche prima della pandemia. López Obrador è salito al potere con una stragrande maggioranza nel 2018, ma recenti sondaggi suggeriscono che la sua popolarità sia in declino. Un sondaggio ha mostrato per la prima volta una valutazione di approvazione inferiore al 50%.

Gli analisti affermano che la pandemia è solo la più recente in una serie di crisi nel Paese, tra cui esplosioni di violenza dei trafficanti di droga e la crescente furia di parte dell’opinione pubblica per la sistematica violenza sulle donne.

Immagine di Ronald Cuyan

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Il Covid-19 ci racconta che anche la Terra è ammalata

People For Planet - Sab, 03/28/2020 - 13:10

Un lungo articolo di Alberto Castagnola, economista e ambientalista, pubblicato da Comune-info.net  cerca di fare il punto sul perché il Covid-19 è un segnale da cogliere per cambiare rotta.

Deforestazione, inquinamento, polveri sottili, distruzione degli habitat animali stanno creando un forte disequilibrio tra uomo e natura e lì cominciano i guai seri.

Scrive il giornalista: “Dal 1940 centinaia di virus patogeni sono apparsi o riapparsi in aree in cui spesso non si erano mai visti prima, come quello dell’immunodeficienza umana (HIV), dell’Ebola in Africa occidentale, dello Zika nel continente americano.

“Circa il 60% è di origine animale, e due terzi provengono da animali selvatici. Quando sono al loro interno non sono dannosi. Il problema nasce quando con la deforestazione, l’urbanizzazione e l’industrializzazione diamo a questi microbi i mezzi per arrivare fino al corpo umano e adattarsi”.

L’inquinamento aiuta i virus

Castagnola si avvale di uno studio SIMA, Università di Bologna, Università di Bari, “Relazione circa l’effetto dell’inquinamento da particolato atmosferico e la diffusione di virus nella popolazione”.

 Lo studio cita una serie di situazioni in paesi diversi dove è stata analizzata questa correlazione e poi fornisce alcuni esempi di recenti verificatisi in Italia durante la pandemia di coronavirus. Sono stati raccolti per ogni provincia italiana i dati relativi alla presenza di particolato e i dati relativi ai casi di infetti da Covid-19 nei mesi di febbraio e marzo 2020 e dal loro confronto emerge “una correlazione diretta tra il numero di casi e lo stato dell’inquinamento da PM10 dei territori”.

Possiamo guarire il Pianeta?

“E’ sicuramente troppo presto per formulare proposte basate su analisi lucide” scrive Castagnola “Ma si possono indicare delle prime idee, sotto un profilo più istituzionale ed economico, che emergono dai dati qui presentati e che devono quindi in ogni caso essere riviste e rielaborate in termini scientifici, tecnici e professionali”.

Sono molte le indicazioni date dall’articolo, tutte fattibili con un po’ di buon senso, la prima fra tutte è il rendersi conto che la pandemia da coronavirus non è un caso.

Qui per leggere il lungo e leggibilissimo articolo di Alberto Castagnola.

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Foto di skeeze da Pixabay

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Quanto della tua salute dipende da come fai lavorare il cervello?

People For Planet - Sab, 03/28/2020 - 11:00

Quarant’anni fa, vicino a Wuxi, Cina, seduto su una panchina dalla quale si poteva ammirare lo splendido lago e un’assurda piscina con falso colonnato greco, costruita da un inglese con grave turbe psichiche, ascoltavo un amico neurologo, che mi raccontava la storia di un suo strano paziente.

Quest’uomo soffriva di una grave malattia degenerativa della muscolatura. Ma aveva stupito i medici perché, nonostante il malanno, continuava a camminare e a muoversi, vent’anni dopo la manifestazione iniziale del male. Quel che affascinava il medico era che quest’uomo era riuscito a contrastare la malattia allenando muscoli “secondari” in modo da mantenere la mobilità. Camminava in modo un po’ inconsueto, ma camminava.

Quel discorso non si svolgeva per caso a Wuxi, entrambi eravamo incuriositi dal gran numero di anziani che all’alba se ne stavano immobili, in posizioni strane, nelle piazze e nei parchi, a volte in gruppi molto numerosi. Se restavi a osservarli ti rendevi conto che non erano del tutto immobili. Si muovevano ma molto, molto lentamente. Solo tempo dopo scoprii che stavano eseguendo i movimenti del Tai Ci, una specie di yoga cinese là praticato spesso in modo diverso da quel che poi vidi fare in Italia. La differenza sta proprio nell’estrema lentezza che sfiora l’immobilità. Il sospetto del neurologo era che esistesse un nesso tra quel che il suo paziente faceva per contrastare la degenerazione muscolare e queste tecniche di movimento praticate con grande soddisfazione in Cina soprattutto dagli anziani per mantenere il corpo elastico e lenire problemi di artrite, cattiva circolazione, pressione alta. Una tecnica antichissima inizialmente adottata dai guerrieri per velocizzare la guarigione di ferite e contusioni attivando il potere rigenerativo dell’ascolto e dell’aumento del nutrimento portato dal sangue alle cellule attraverso il miglioramento della circolazione sanguigna capillare (e forse anche grazie ad altri meccanismi dei quali parleremo in seguito).

Mi appassionai a questa disciplina e iniziai a praticarla da autodidatta scoprendo che il movimento rallentato determina una serie di reazioni nel corpo molto interessanti. Muovendo una parte del corpo al rallentatore si ottiene entro un minuto o poco più una sensazione di caldo, o di aumento di peso o di formicolìo. Queste sensazioni dipendono dal fatto che il movimento rallentato provoca la tonificazione muscolare, le contratture si sciolgono e quindi il sangue scorre meglio nei capillari, dando la sensazione di caldo… Tempo dopo seguii un corso di Ci Cung (una specie di Tai Ci) con un maestro cinese che insisteva su un punto: perché il movimento sia efficace, mentre lo fai devi ascoltare la sensazione che ti procura e visualizzare i movimenti mentre li esegui.

L’approccio al benessere proposto dal Tai Ci è molto originale

Potremmo definirlo un sistema “mentale” ma esso non assomiglia a quel che comunemente definiamo “l’aspetto mentale di una malattia”. Non è incentrato sui meccanismi psicologici o psicanalitici, non tira in ballo il complesso di Edipo e la depressione… Ma non è neppure un sistema che si occupa del corpo e dei muscoli attraverso il semplice allenamento.

L’ambito di azione riguarda il modo in cui la mente interagisce con il movimento. Il movimento rallentato è efficace perché per ottenerlo DEVI entrare in uno stato di ascolto del tuo corpo molto particolare. In questo stato di coscienza induci non solo la tonificazione della muscolatura irrazionale (altrimenti detta profonda oppure emotiva), cambi anche il modo in cui la mente ascolta le sensazioni. Questo cambiamento aumenta notevolmente la tua capacità di ascolto: è come se tu alzassi il volume delle sensazioni che il tuo corpo vive. L’ascolto delle sensazioni nella nostra cultura non è considerato essenziale per il benessere.

Si tratta di uno strumento di autocura potente.

Ascoltare in modo rilassato le sensazioni dentro di te dà beneficio innanzi tutto perché, come ormai molte scuole di pensiero propongono, se la mente ascolta il corpo si facilita la capacità del corpo di autocurarsi. L’ascolto aiuta il nostro incredibile sistema di autoregolazione fisiologica a “individuare” squilibri e disfunzioni e quindi correggerle. L’idea è che le sensazioni interne permettano ai diversi “dipartimenti” del nostro organismo di segnalare al “sistema di controllo centrale” che cosa non va; se una persona non ascolta le sensazioni non permette che i messaggi che esse contengono raggiungano la mente e che la mente possa decodificarli, effettuare una diagnosi del problema e quindi attivare una risposta adeguata (ad esempio secernendo ormoni utili all’uopo).

Questo discorso per molti occidentali è privo di sostanza e sono rari i medici che contemplano questo approccio con gli assistiti, siano essi terapeuti regolari o alternativi.

In questi 40 anni mi sono dedicato a esplorare questo territorio e ho scoperto parecchie cose interessanti.

Ad esempio, un’antica tecnica che si basa sul pensare un movimento, visualizzarlo, senza compierlo realmente. Se mi fa male il gomito non è il caso di muoverlo né velocemente né lentamente. Ma posso ottenere gli stessi effetti che mi procura il movimento rallentato anche soltanto pensando di muoverlo: sento che il mio gomito si scalda! (E quindi ho migliorato la circolazione).

Si tratta di un meccanismo curioso che ha forse a che fare con i neuroni specchio. Quando guardo una persona compiere un’azione (sorridere, correre ecc) si attivano nella mia mente le stesse zone che si attiverebbero se fossi io a compiere quell’azione. E questo vale sia a livello muscolare che emotivo: le persone che sono tranquille e soddisfatte “trasmettono” un senso di tranquillità e soddisfazione.

Questo è lo sconfinato terreno delle emozioni e dell’empatia che solo recentemente la scienza ha iniziato a esplorare (ricordo il poderoso lavoro svolto fin dagli anni ’80 dal dottor Ruggeri e dalla dottoressa Fabrizio docenti all’Università La Sapienza di Roma).

Non ho elementi scientifici per dire quanto ascoltare le sensazioni e visualizzare i movimenti sia efficace dal punto di vista clinico. Sicuramente si tratta di un’esplorazione del SÉ che mi ha arricchito e che mi ha dato benefici dal punto di vista fisico. Ben mi guardo qui da proporre queste esplorazione come un medicamento miracoloso, credo piuttosto che si tratti di una interessante pratica che può essere di supporto e completamento per terapie specifiche. Ma i confini dell’efficacia della pratica dell’autoascolto e della visualizzazione non sono ancora stati segnati…

N.B.: Propriocezione è la parola tecnica che indica l’ascolto di sé, l’hanno inventata perché nella nostra lingua non vi è una parola che indica l’ascolto del proprio corpo e questo la dice lunga sulla censura che la nostra cultura pratica sulle percezioni e quindi sull’ascolto delle sensazioni emotive… A scuola ci hanno insegnato che i sensi sono 5, ma a medicina insegnano che sono 6…

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Foto di Gianni Crestani da Pixabay

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Creare un acchiappasogni fai da te (video)

People For Planet - Sab, 03/28/2020 - 10:00

L’acchiappasogni è uno strumento che trova le sue origini nelle tribù indigene Cheyenne e Lakota. Nelle tribù indiane e americane l’acchiappasogni veniva posto fuori dalle tende come elemento di distinzione, riconoscimento sociale e per informare riguardo alla professione praticata.

Ogni oggetto si differenziava nei colori, nelle piume e per la disposizione delle “perline” all’interno della trama di fili, elementi che variavano a seconda di chi doveva rappresentare.

L’acchiappasogni nella cultura occidentale: oggi si attribuisce a questo oggetto la capacità di allontanare gli incubi e favorire un sonno sereno. Si pensa siano dotati di particolari poteri e influenze magiche in grado far avverare i sogni lieti e aiutare la crescita spirituale del possessore.

L’acchiappasogni classico è composto da:

  • un cerchio esterno in legno flessibile che rappresenta il ciclo della vita e l’universo;
  • una rete con perline, che trattiene i sogni negativi i quali svaniscono con le prime luci del mattino lasciando i sogni positivi liberi di fluire;
  • le piume, che secondo la leggenda Cheyenne simboleggiano l’aria e il volo degli uccelli.

Ecco come realizzare il tuo acchiappasogni a casa, il video di Naki:

Fonte: Naki

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Esiste un vaccino per il Coronavirus?

People For Planet - Sab, 03/28/2020 - 09:00

Intervista a Michelangelo “Butac” Coltelli, fondatore di “Bufale un tanto al chilo” che ci svela altre fake news che girano in rete sul Covid-19.

Per vedere la prima parte clicca qui

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Tutte le notizie sul Covid-19

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Coronavirus: muoiono anche i giovanissimi. Il Papa prega nella piazza vuota e Mattarella sprona UE

People For Planet - Sab, 03/28/2020 - 07:15

Corriere della Sera: Papa Francesco prega nella piazza vuota «Dio, non lasciarci nella tempesta» Foto – Un’immagine che entrerà nella Storia;

Tgcom24: Oltre 25mila vittime nel mondo, più di 100mila casi negli Usa;

Repubblica : Spagna, 769 morti in 24 ore. Francia prolunga chiusura fino a 15 aprile. Oms: allarme per Africa;

Il Giornale: (Italia ndr.) 969 morti in un giorno. È il bilancio peggiore dall’inizio dell’epidemia;

Il Messaggero: Muoiono anche i giovani, è allarme Francia in lutto per la 16enne Julie – Londra, Chloe perde la vita a 21 anni;

Il Manifesto: Il bazooka di Mattarella: «L’Europa capisca o è tardi»;

Il Fatto Quotidiano: Il fuorionda (Mattarella) – Il gesto della mano tra i capelli: “Il ciuffetto? Eh… non vado dal barbiere neanche io”;

Il Mattino: Il Covid-19 era in Italia da gennaio, prima che emergessero i casi di Codogno;

Leggo: Scuole chiuse per coronavirus, quando si riapre? Il ministro Azzolina: «Si andrà oltre il 3 aprile»;

Il Sole 24 Ore: Borse, venerdì negativo ma settimana di rimbalzi: Milano +7%, Wall Street +13% – Bce alle banche: niente cedole fino a ottobre – Quanto hanno guadagnato i ribassisti.

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La sveglia è birichina!

People For Planet - Sab, 03/28/2020 - 06:30
L’indovinello di oggi

Qual è lo sport che tiene più caldo?
(La soluzione domani)

La soluzione dell’indovinello di ieri

Al mattino tutti mi abbandonano ma di notte dormono sempre con me. 
(Soluzione: il letto)

Amico albero

Le mie radici scendono giù
sotto la terra sempre di più.
Mi prendo l’acqua, mi nutro da qui
e resto fermo, fermo così!

Guarda il mio fusto che mi sostiene,
quant’è robusto, sto proprio bene!
È tutto legno, tocca anche tu,
sopra è la chioma, guarda lassù.

Nato da un fiore, che poi è un frutto
dal frutto al seme e questo è tutto.
Il seme piantato mi ha dato la vita
e sono un albero, è una storia infinita!

(D. Olioso)

Cantiamo insieme

La sveglia birichina

Per vedere i post dei giorni precedenti clicca qui

Foto di Sarah Richter da Pixabay

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Il NYT: «Bergamo, il cuore nero dell’epidemia di coronavirus più mortale del mondo»

People For Planet - Ven, 03/27/2020 - 20:00

Il NYT pubblica una serie di testimonianze tra cittadini e operatori sanitari che raccontano il dramma che stanno vivendo. Di seguito la traduzione di ampi stralci dell’articolo di Fabio Bucciarelli (immagini) e Jason Horowitz (testo)

La “partita zero”

Le strade di Bergamo sono vuote. Come in tutta Italia, le persone possono uscire di casa solo per cibo, medicine e lavoro. I negozi e le scuole sono chiusi. Non c’è più chiacchiericcio negli angoli o nei bar.

Ma ciò che non si ferma sono le sirene

“A questo punto, tutto ciò che senti a Bergamo sono le sirene”, ha detto Michela Travelli. Ancora il 7 marzo, suo padre, Claudio Travelli, 60 anni, guidava un camion per la consegna di cibo in tutto il nord Italia. Il giorno successivo ha sviluppato febbre e sintomi simil-influenzali. Sua moglie aveva avuto la febbre negli ultimi giorni, e così ha chiamato il medico di famiglia, che gli ha detto di prendere un comune farmaco per ridurre la febbre e riposare.

Per gran parte del mese precedente, le autorità italiane avevano inviato messaggi contrastanti sul virus.

Il 19 febbraio, circa 40.000 persone di Bergamo hanno viaggiato fino a Milano per assistere a una partita di calcio di Champions League tra l’Atalanta e la squadra spagnola del Valencia. (Il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, questa settimana ha definito la partita “un forte acceleratore di contagio”.) Il signor Travelli e sua moglie non hanno preso sul serio la minaccia del virus allora, ha detto la figlia, “perché non era segnalato come una cosa grave. “

La storia del signor Travelli

Dopo di allora il signor Travelli ha accusato sintomi influenzali che il suo medico curante gli ha suggerito di curare con i soliti farmaci.

Ma il signor Travelli non riusciva a combattere la febbre.

Venerdì 13 marzo ha avvertito una pressione insopportabile sul petto e ha sofferto di problemi di respirazione. La sua temperatura è aumentata e la famiglia ha chiamato un’ambulanza. La squadra dell’ambulanza lo ha trovato con bassi livelli di ossigeno nel sangue ma, seguendo i consigli degli ospedali di Bergamo, gli ha raccomandato di rimanere a casa. «Hanno detto: ‘Abbiamo visto di peggio, e gli ospedali sono come le trincee di una guerra’», racconta ora la figlia.

Un altro giorno a casa ha portato a una notte di colpi di tosse e febbre. Domenica, il signor Travelli si è svegliato piangendo, dicendo: “Sono malato. Non ce la faccio più” racconta ancora la figlia.

Questa volta, all’arrivo dell’ambulanza, le sue figlie, entrambe con indosso guanti e maschere, hanno impacchettato una borsa con due paia di pigiami, una bottiglia d’acqua, un cellulare e un caricabatterie. I suoi livelli di ossigeno erano ancora scesi.

Gli operatori della Croce Rossa lo hanno portato via in ambulanza.

Travelli è finito nel vicino ospedale Humanitas Gavazzeni, dove, dopo un falso test negativo, è risultato positivo al virus. È ancora vivo.

“Papi, sei stato fortunato perché hai trovato un letto, ora devi combattere, combattere, combattere”, gli ha detto sua figlia Michela in una telefonata, la loro ultima prima che fosse dotato di un casco per facilitare il respiro. “Era spaventato”, ha detto. “Pensava di morire.”

Nel frattempo, la signora Travelli ha dichiarato di essere stata messa in quarantena e di aver perso il senso del gusto per il cibo, una lamentela frequente tra le persone senza sintomi ma che hanno avuto uno stretto rapporto con portatori del virus.

La quotidianità dell’equipaggio di un’ambulanza

L’equipaggio dell’ambulanza che aveva trasportato il signor Travelli aveva iniziato presto quella mattina.
Alle 7.30 del mattino si erano incontrati i tre volontari della Croce Rossa per assicurarsi che l’ambulanza fosse certificata come pulita e rifornita di ossigeno. Si erano spruzzati l’un l’altro i disinfettanti e avevano disinfettato i loro cellulari.
Dopo la sanificazione, la signora Vallati e i suoi colleghi aspettano che suoni un allarme nella loro sede. Non ci vuole mai molto.
Indistinguibili l’uno dall’altro nelle bianche tute indossate sulle loro uniformi rosse, i membri dell’equipaggio entrano nelle case con le bombole di ossigeno.

Uno dei maggiori pericoli per i pazienti con coronavirus è l’ipossiemia, cioè  l’ossigeno nel sangue basso. Le letture normali sono comprese tra 95 e 100 e i medici si preoccupano quando il numero scende al di sotto di 90.

La signora Vallati ha detto di aver trovato pazienti con coronavirus con letture di 50. Le loro labbra sono blu. Le loro punte delle dita diventano viola. Prendono respiri rapidi e superficiali e usano i muscoli dello stomaco per tirare l’aria. I loro polmoni sono troppo deboli.
In molti degli appartamenti che visitano, i pazienti stringono piccoli serbatoi di ossigeno che vengono acquistati con una prescrizione medica da parte dei membri della famiglia. Si sdraiano nel letto accanto a loro. Mangiano con loro al tavolo della cucina. Guardano la tv assieme e li contagiano sui loro divani.

Il 16 marzo Antonio Amato si sedette sulla lettiga tenendo in mano la sua bombola d’ossigeno mentre i suoi figli, distanziati per paura del contagio, lo salutavano con la mano dall’altra parte della stanza.

Sabato scorso la signora Vallati si è trovata nella camera da letto di un uomo di 90 anni. Ha chiesto alle sue due nipoti se avesse avuto contatti con qualcuno che aveva il coronavirus. Sì, dissero, il figlio dell’uomo, il padre, che era morto mercoledì. La nonna, le dissero, era stata portata via venerdì ed era in condizioni critiche.

In un altro recente tour nella Val Seriana altamente infetta, ha detto Vallati, hanno preso una donna di circa 80 anni. Il marito ha chiesto di baciarla. Ma la signora Vallati gli ha detto che non poteva, perché il rischio di contagio era troppo alto.

Il virus e gli ospedali

Mentre alcuni di quelli sospettati di infezione vengono portati negli ospedali, gli stessi ospedali non sono luoghi sicuri. I medici bergamaschi hanno scoperto per la prima volta il coronavirus presso l’ospedale Pesenti Fenaroli di Alzano Lombardo. A quel punto, dicono, era già presente da tempo, mascherato da polmonite ordinaria, e ha infettato altri pazienti, medici e infermieri. La gente lo ha portato fuori dall’ospedale e in città, fuori città e nella provincia. I giovani lo hanno passato ai loro genitori e nonni. Si è diffuso in sale da bingo e nei bar.

Il sindaco di Bergamo, Gori, ha parlato di come le infezioni stiano devastando la sua città e messo in ginocchio il sistema sanitario. I medici stimano che 70.000 persone nella provincia abbiano il virus. Bergamo ha dovuto inviare 400 salme in altre province, regioni e paesi perché lì non c’è posto per loro.

“Se dobbiamo identificare una scintilla del virus “, ha detto il sindaco, “è stato l’ospedale”.

La denuncia dei medici di Bergamo

Un gruppo di medici di un ospedale di Bergamo ha scritto in una rivista medica associata al New England Journal of Medicine che “stiamo imparando che gli ospedali potrebbero essere i principali portatori di Covid-19” e “poiché sono rapidamente popolati da pazienti infetti, facilitano la trasmissione a pazienti non infetti. “

Le ambulanze e il loro personale vengono infettati, hanno detto, ma forse gli equipaggi non mostrano sintomi e diffondono ulteriormente il virus. Di conseguenza, i medici hanno sollecitato l’assistenza domiciliare e le cliniche mobili per evitare di portare le persone in ospedale se non assolutamente necessario.

L’ossigeno scorre ovunque negli ospedali lombardi e gli operai spingono costantemente carrelli di attrezzature nei corridoi. All’esterno è parcheggiata un’autocisterna piena di ossigeno. I pazienti vengono stipati accanto agli armadietti di alimentazione e nei corridoi.

I morti e le esequie

Tante persone stanno morendo così rapidamente che le camere mortuarie dell’ospedale e le pompe funebri non riescono a tenere il passo. “Accogliamo persone decedute dalla mattina alla sera, uno dopo l’altro, costantemente”, ha detto Vanda Piccioli, che gestisce una delle ultime onoranze funebri rimaste aperte. Altri hanno chiuso a causa di impiegati malati, alcuni in terapia intensiva.

La signora Piccioli racconta che un membro del suo staff è morto di virus domenica. Ha pensato di chiudere ma poi ha deciso che avevano la responsabilità di andare avanti, anche con il terrore costante di infezione e il trauma emotivo.

Ha detto che il suo staff ha spostato quotidianamente 60 corpi infetti, dagli ospedali Papa Giovanni e Alzano, dalle cliniche, dalle case di cura e dagli appartamenti. “È difficile per noi ottenere maschere e guanti”, ha detto. “Siamo una categoria nell’ombra”.

Il servizio completo è disponibile del New York Times è disponibile a questo indirizzo

Nella foto: Bergamo – Immagine di Mattia Bericchia

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