Altri blog

Siamo soli? (seconda parte)

People For Planet - Sab, 05/30/2020 - 10:00

Se le nostre idee fossero locate in cellule unitarie e formate da materia vera avrebbero una grande consistenza.
Ma che solidità possono avere idee che abitano una cooperativa caotica e inesistente?

Possiamo indurre modificazioni nel modello di interpretazione della realtà che imprigiona la nostra mente nella tristezza?
L’idea che mi frulla per la testa è che non solo possiamo farlo ma che sia anche abbastanza semplice.
Possiamo creare un circolo virtuoso con una microazione basata su un’astuzia. Invece di cercare di cambiare il mio stato d’animo mettendo in discussione il mio modello di pensiero (difficile!) uso la forza basica del mio livello cellulare-batterico
Ti propongo quindi un set composto da 3 piccole azioni che nell’insieme dovrebbero durare poche decine di secondi.
Creare un piccolo cortocircuito mentale visualizzando l’idea che io non sono separato dall’aria, dal sole, dal vento e dal resto degli esseri umani. Aggravare poi lo scompiglio nel mio modello mentale pensando che non sono solo ma sono una moltitudine altamente cooperante.

Immaginare quanto è esaltante che io sia più che altro la mia idea di essere, la mia capacità di percepire in modo distinto me stesso, osservarmi, raccontarmi.

Visualizzare il desiderio profondo della mia forma-pensiero: essere di più! Sperimentare nuove possibilità dell’esistere. Inventare qualche cosa di nuovo. Immergermi nella vita.
Andare a pescare nella memoria 3 foto di micro esperienze gradevoli che ho vissuto nelle ultime ore. Semplici immagini, niente di complesso: un albero immerso nel sole, la curva del sedere di una ragazza, un buon cappuccino.

Se lo faccio dovrebbero succedere alcune cose

Innanzi tutto la sensazione di vertigine che provo se gioco a pensare di essere parte del tavolo e della persona che mi passa vicina è salutare (ovviamente non va bene se ti convinci di essere tu il tavolo).

Il modello che mi vede separato dal mondo è intrinsecamente ansiogeno. L’idea di separazione mi fa paura e viene alimentata dalla paura. Se provo a immaginare che tutto sia diverso mi prende una specie di pizzicorino al cervello. Metto in movimento qualche cosa di vitale.
Poi rafforzo questa sensazione visualizzando la sensazione di essere una moltitudine. Siamo miliardi! Siamo qui per vivere appieno.
La seconda mossa porta a focalizzare la mia intenzione profonda: io sono pensiero che diventa forma. Miliardi di anni per arrivare a creare un essere capace di osservarsi vivere. Ma tutta sta fatica va sprecata se ti dedichi a vivere con l’energia di un sasso che dorme dentro una montagna. Esci fuori, fai qualche cosa! Stupisciti!

Infine un’astuzia. Rivedere con gli occhi della memoria 3 immagini di 3 micro sensazioni gradevoli.

All’inizio di questo capitolo abbiamo parlato di cause che sono precedute dagli effetti.
Se io penso a tre immagini positive è come se sorridessi a me stesso, mi dico: «Guarda, mi sono successe 3 cose belle.»
Il nostro codice di lettura del mondo identifica questo come una cosa molto positiva. E sappiamo che quando questo succede scattano tutta una serie di segnali che portano alla produzione delle endorfine. Droghe naturali autoprodotte che danno il buon umore e galvanizzano il sistema immunitario.

Succede pure se sorrido: anche se sono arrabbiato dopo un po’ il cervello, che è stupido, si convince che tutto va bene e inizia a produrre la droga della felicità che ha sua volta mi da una sensazione di benessere che scioglie l’incazzatura.

Ma richiamare alla memoria 3 immagini (o sensazioni) gradevoli ha una forza particolare perché visualizzare è un’attività che coinvolge più livelli della mente rispetto a un semplice sorriso.
A questo punto però succede un’altra cosa.
Non sappiamo in che modo ma è dimostrato che gli stati d’animo agiscono sul sistema immunitario tramite precise sinapsi poste lungo la spina dorsale e agiscono anche sul metabolismo cellulare.

Addirittura gli stati d’animo sono in grado di modificare l’epigenetica, cioè il sistema di lettura del messaggio scritto nel DNA.
Ma le cellule sono perfino capaci di inviare stimoli alla mente. Ad esempio, i meccanismi della fame sono connessi con le esigenze di nutrimento delle cellule. Le cellule sono capaci di emettere segnali chimici che inducono comportamenti. Basti pensare al ruolo che hanno i segnali sessuali costituiti dai ferormoni nel comportamento umano.

Anche se stai pensando altro, quando un feromone ti solletica, sbandi ed entri in stato di eccitazione.
Alle cellule piace quando pensi a 3 belle esperienze recenti.
E dopo un po’ telefonano al servizio rifornimenti e chiedono: «Potremmo avere un altro po’ di quella roba che ci avete mandato prima?»
E siccome sono golose diventa un vizio.
Bastano pochi secondi per pensare di essere una moltitudine parte indivisibile di un universo, ricordarsi che lo scopo della vita è sperimentare e ricordare 3 istantanee gradevoli.

Funziona!

Sono due giorni che lo faccio e devo dire che sto benissimo.
Continua a venirmi in mente questa sequenza e mi sembra proprio di avere una vita deliziosa, piena di istanti gradevoli.
Chissà se questo comportamento autoinstallante durerà e se avrà effetti positivi sul mio futuro.

Comunque momentaneamente è meglio dell’aspirina.
Mi sento disponibile e aperto alla vita, curioso verso gli altri, ottimista e simpatico. Ed è pieno di persone che mi vogliono bene e che desiderano collaborare con me.
Roba da non crederci.

Leggi anche:
Siamo soli? – prima parte
Yoga demenziale con Jacopo Fo: DIVENTARE DIO IN 10 MOSSE
C’era una volta il Coronavirus

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Categorie: Altri blog

Ecologia fai da te: 4 idee per pulire le superfici in legno

People For Planet - Sab, 05/30/2020 - 10:00

Hai deciso di smettere di ricorrere a prodotti chimici e costosi? Se l’ambiente di oggi e il futuro del nostro pianeta ti sta a cuore, dal canale YouTube Ohga, ecco quattro (e più!) idee ecologiche per pulire le superfici e gli utensili in legno che abbiamo in casa!

Ricordiamoci che c’è sempre un’alternativa a tutto, come ci insegnano i vecchi rimedi della nonna!

Fonte: Ohga

Leggi anche:
Come fare un aquilone (che vola!) con carta velina
Come fare girandole (che girano!) di carta
6 creazioni originali (e utili!) con i sassi

Detersivo lavatrice fai da te ecologico con foglie di edera

Categorie: Altri blog

Estetista fai da me!

People For Planet - Sab, 05/30/2020 - 07:30

In questa infografica vi mostriamo alcune semplici ricette per produrre in casa cerette, crema viso, scrub, deodoranti e altri prodotti di bellezza. Provateci a casa!

Per vedere l’infografica più grande clicca qui

Leggi anche:
Il 9% dei consumatori italiani sceglie cosmetici green senza petrolati
Bava di lumache certificata: cosmetici e farmaci di qualità, nel rispetto degli animali
Dagli ingredienti al packaging, la cosmetica è sempre più green

Categorie: Altri blog

3 giugno: riapertura regioni | Spagna, sì al «reddito minimo vitale» | Rider, pagati 3 euro a consegna

People For Planet - Sab, 05/30/2020 - 06:25

Il Messaggero: Floyd, l’agente accusato di omicidio. Spunta un video con tre poliziotti. Troupe Cnn arrestata in diretta tv – E Twitter censura ancora Trump «I social potranno essere puniti»: Trump firma l’ordine che toglie l’immunità legale;

Il Mattino: Coronavirus, Trump annuncia sanzioni contro Cina e fine del rapporto con l’Oms;

Tgcom24: IL VIRUS NON SCOMPARIRÀ Oms e Iss avvertono: “I dati dicono che in autunno arriverà una seconda ondata”;

Corriere della Sera: La decisione del governo: via libera agli spostamenti tra tutte le regioni dal 3 giugno «Indice dei contagi sotto la soglia»;

Il Giornale: I pm danno ragione a Fontana ‘Zona rossa? Toccava a Conte’;

Leggo: Bankitalia, Visco: «Ripresa sarà lenta Tasse troppo alte, pesa l’evasione». «Ecco la ricetta per superare la crisi» Il vicedirettore De Paolini commenta la relazione di Visco Istat: calo del Pil eccezionale, «mai così male dal 1995». Carrello spesa a maggio +2,6% Investimenti, a settembre la lista: nel piano anche turismo e auto;

Il Sole 24 Ore: Sos turismo: la mappa degli interventi regionali. C’è anche il voucher per una notte in più;

Il Manifesto: Il governo spagnolo dice sì al «reddito minimo vitale»;

La Repubblica:Caporalato sui rider, pagati 3 euro a consegna“: tribunale commissaria la filiale Italia di Uber;

Il Fatto Quotidiano: Scuola – I sindacati proclamano lo sciopero per l’8 giugno. Ministero: “Ora serve collaborazione”.

Categorie: Altri blog

Riaprono le spiagge. Tanta attenzione per la sicurezza, meno per l’ambiente

People For Planet - Ven, 05/29/2020 - 17:30

Riaprire le spiagge in sicurezza ed evitare un nuovo picco dei contagi da Coronavirus è uno dei crucci del momento. Sulla data di riapertura, Regioni e Comuni si sono mossi in autonomia, con un mosaico di regole simili ma non identiche. L’organizzazione e la fruizione degli spazi ruotano attorno a un documento dell’Inail ma preoccupa un secondo fronte: quello ambientale.

Plastica e rifiuti sono un altro virus letale, che la scorsa estate era stato oggetto di campagne di sensibilizzazione senza precedenti. La priorità è salvarci dal Coronavirus, ma non può essere il pretesto per dimenticarci di rispettare gli ecosistemi marini. Il rischio di soffocarli con mascherine abbandonate e stoviglie in plastica è altissimo. L’ambiente è passato di moda?

Chilometri di coste da salvare

L’Italia in Ue ha il maggior numero di acque di balneazione, un quarto del totale, con oltre di 50 mila concessioni demaniali marittime, di cui 11 mila per stabilimenti balneari. L’industria turistica non può ancora contare per certo sugli arrivi dall’estero, ma gli italiani scalpitano da tempo per riversarsi in spiaggia. Il primo pensiero, giustamente, è evitare gli assembramenti e fissare regole ferree sulla fruizione degli spazi.
Ma è come se il problema ambientale, cruciale prima del Coronavirus, fosse stato messo in stand by utilizzando come giustificazione proprio la pandemia e l’esigenza di riaprire in fretta. La sensazione è che sulle nostre spiagge si rischi un utilizzo smodato di oggetti in plastica.
Stoviglie monouso, mascherine, guanti, barriere divisorie, segnaposto… quanto male possono fare al Pianeta? Dove finiranno? I controlli saranno serrati?

Gli “oggetti del Covid” sono i nuovi rifiuti

Nel mondo, si contano già milioni di mascherine finiti in mare.

Le regole Inail specificano che vanno indossate negli stabilimenti balneari fino al raggiungimento della postazione assegnata e, successivamente, all’uscita. È fondamentale la presenza di appositi contenitori in cui eventualmente gettarle, in modo da evitare al massimo le “dimenticanze” di qualche sbadato. Non solo si tratta di oggetti inquinanti, ma anche pericolosissimi per la fauna degli ecosistemi marini.

Fondamentali quindi anche controlli serrati: multe a chi provoca assembramenti e multe a chi deturpa l’ambiente.

Ognuno deve fare la sua parte: i gestori degli stabilimenti balneari possono decidere di offrire servizi plastic free, adottare soluzioni eco-friendly e sensibilizzare i clienti.

La lotta all’abbandono dei rifiuti si concentra su tutti gli “oggetti del Covid”: stoviglie monouso, mascherine e guanti, che per giunta non sono facilmente riciclabili nemmeno se conferiti nei contenitori corretti.
Quanto meno, sarebbe il caso che i cartelli informativi all’ingresso degli stabilimenti balneari e delle spiagge libere includessero in maniera evidente tra i comportamenti da adottare anche le buone pratiche a tutela dell’ambiente.

Divisori e stoviglie: esistono anche quelli eco-friendly

L’Inail fissa a 4 metri quadrati lo spazio tra clienti nei locali di ristorazione, ma i pasti consumati in spiaggia sono tipicamente veloci. Banditi i buffet, molti stabilimenti balneari stanno già comunicando la possibilità di delivery. Gli utenti riceveranno il pasto in spiaggia senza muoversi dalla propria postazione, ma quel pasto difficilmente verrà recapitato in stoviglie di porcellana o vetro. Ecco che il problema della plastica può aggravarsi, a meno che i gestori non optino per stoviglie monouso biodegradabili e compostabili.

Segnaposto e barriere fatti di sacchetti di plastica!

Nei locali ristorazione e nelle spiagge stesse è necessario far rispettare le regole del distanziamento attraverso segnaposto e barriere. Anche qui, ognuno decide per sé. A Genova il sindaco Marco Bucci ha annunciato che, nelle spiagge più grandi, a ogni nucleo familiare verrà assegnato un numero, corrispondente al posto assegnato in spiaggia, dove troveranno sacchi di sabbia numerati.

Incredibile ma vero, sono stati scelti sacchetti di plastica, come mostrato in alcune foto ufficiali.

Così, nelle scorse ore il sindaco ha dovuto fare marcia indietro e promettere che saranno sostituiti con sacchi in juta.

La proposta dell’Enea

Interessante la proposta dell’Enea: barriere divisorie realizzate con posidonia oceanica, pianta marina che si deposita in grandi quantitativi sugli arenili mediterranei e può essere utilizzata per ottenere separatori green tra ombrelloni, corridoi e percorsi.

Un’idea simile a quella suggerita da un’azienda toscana, che propone l’utilizzo di siepi e piante per garantire il distanziamento nei locali commerciali e nelle spiagge.

Morale della favola: esistono tante soluzioni per garantire la sicurezza e, allo stesso tempo, evitare di deturpare l’ambiente e il nostro mare. Il Coronavirus è il nemico da battere oggi, la tutela dell’ambiente resta la sfida di sempre.

Potrebbe interessarti anche:
Milioni di mascherine nel mare
Fase2, quali dispositivi di distanziamento useremo
Tutti al mare da sabato 23 maggio: la Romagna anticipa, ecco i protocolli

Categorie: Altri blog

Tutti amiamo l’Italia

People For Planet - Ven, 05/29/2020 - 17:00

Il video spettacolare dell’Orchestra Italiana del Cinema per spronarci nella nuova fase

“In questa fase, ognuno è chiamato a fare la sua parte, come in una grande Orchestra che suona un unica sinfonia dove ciascuno è indispensabile. Prepariamoci per un nuovo viaggio verso un futuro migliore!”

È il messaggio positivo lanciato dall’Orchestra Italiana del Cinema per ripartire, con un video davvero suggestivo:

Fonte: Youtube Orchestra Italiana del Cinema

Leggi anche:
Volare su Piazza Navona mentre Roma è deserta (VIDEO)
In volo su Matera (VIDEO)

Categorie: Altri blog

Nasce il “Sentiero dei Parchi”: un cammino che toccherà 26 parchi nazionali

People For Planet - Ven, 05/29/2020 - 16:23

L’estate 2020 sarà un’estate diversa, con spiagge a ingressi contingentati, prenotazioni e limitazioni d’orario per prendere il sole. Per questo motivo, si sta cercando di incentivare un turismo dedito alla lentezza, più green e sostenibile, volto alla riscoperta dei piccoli borghi e delle bellezze naturalistiche di cui la nostra penisola è popolata.

Per incentivare un turismo diverso ed ecosostenibile, il Ministero dell’Ambiente, in collaborazione con il Club Alpino Italiano, sta lavorando a un progetto molto promettente, sulla scia del Cammino di Santiago: la creazione di un unico percorso che colleghi 26 parchi e riserve nazionali distribuiti su tutta la penisola, da Nord a Sud, utilizzando come riferimento l’attuale Sentiero Italia Cai, che si dirama lungo 7mila km per 4000 tappe che attraversano tutte le 20 regioni italiane.

Il ministro Sergio Costa ha dichiarato che:
I parchi nazionali sono uno scrigno della natura: bisogna garantirne la conservazione, ma anche la fruibilità. L’attenzione riservata con la legge di bilancio – ben 35 milioni di euro nel periodo 2020-2033 – per la manutenzione e il potenziamento delle reti sentieristiche nelle aree protette insieme a questo accordo con il Cai sono segnali importanti di quanto ci stia a cuore il nostro inestimabile patrimonio di biodiversità e la sua valorizzazione in termini di turismo sostenibile, soprattutto in questo periodo di ripresa post-Covid nel quale tutti sentiamo il bisogno di stare più all’aria aperta. E per tutti i viaggiatori lungo il Sentiero dei Parchi creeremo anche un ‘passaporto’, un riconoscimento simbolico per gli escursionisti che attraverseranno il territorio di ciascun parco e per premiare quelli che saranno riusciti a completarlo facendo tappa in tutti e 26 i parchi nazionali“.

Si tratta di un’iniziativa molto importante, tesa a rilanciare l’economia e tutelare e valorizzare i patrimoni naturalistici che si nascondono in tutti gli angoli del nostro Paese, al fine di promuovere, finalmente, un turismo sostenibile per le persone e per l’ambiente.

Leggi anche: 
Vuoi stare meglio? Passa almeno due ore alla settimana in mezzo alla natura
Il profumo degli alberi fa (davvero) bene: meglio ancora di primo mattino
A Bovino il turismo è circolare

Categorie: Altri blog

Usa: #Icantbreathe, esplode la protesta dopo l’omicidio di Floyd

People For Planet - Ven, 05/29/2020 - 14:30

Minneapolis continua ad essere teatro di scontri tra manifestanti e forze dell’ordine, dopo che George Floyd, un afroamericano di 46 anni, è stato ucciso dalla polizia con una violenza “ingiustificata, insopportabile e scandalosa”, secondo la stampa americana.

L’assassinio di Floyd da parte della polizia

Come si può vedere nel video amatoriale pubblicato da Now This News qui sotto (attenzione! è un filmato scioccante), Floyd è stato ucciso da un ufficiale che ha premuto il ginocchio sul suo collo per diversi minuti, nonostante i lamenti e le suppliche di Floyd che continuava a ripetere “I can’t breathe” (non riesco a respirare), mentre gli altri poliziotti assistevano alla scena senza intervenire.

Le proteste a Minneapolis

L’omicidio di Floyd ha provocato e continua a provocare scontri tra manifestanti e polizia. L’hashtag #icantbreathe è diventato lo slogan delle manifestazioni.

L’episodio più violento è accaduto nel terzo distretto di polizia dove alcuni manifestanti sono riusciti a entrare nel commissariato provocando diversi incendi pure all’interno mentre i loro compagni fuori intanto gridavano: “No Justice, No Peace”.

Le proteste nelle altre città

La protesta continua ad estendersi anche in altre città: a Los Angeles, a New York, a Louisville. In quest’ultima città Breonna Taylor, una infermiera afroamericana, è stata uccisa dalla polizia nel suo appartamento. La polizia vi aveva fatto irruzione per errore.

Le reazioni di Trump

Donald Trump attacca tutti i manifestanti, definiti “criminali”, e il sindaco democratico Jacob Frey su Twitter, accusato di non essere abbastanza energico, e minaccia di inviare l’esercito per “fare il lavoro giusto”, e scrive:

I can’t stand back & watch this happen to a great American City, Minneapolis. A total lack of leadership. Either the very weak Radical Left Mayor, Jacob Frey, get his act together and bring the City under control, or I will send in the National Guard & get the job done right…..

— Donald J. Trump (@realDonaldTrump) May 29, 2020 Poliziotti licenziati ma a piede libero

L’FBI ha annunciato un’indagine e la polizia di Minneapolis ha licenziato l’agente che ha tenuto a terra George Floyd e gli altri tre agenti che erano sullascena. Ma sono tutti a piede libero e ci si chiede come mai.

Il ruolo dei video amatoriali

Secondo il New York Times questi ultimi sviluppi probabilmente non sarebbero stati possibili prima dell’era della telefonia mobile. Il rapporto della polizia, “breve e asettico” secondo il quotidiano, non menzionava il modo in cui Floyd era stato ucciso. ”Le registrazioni video hanno modificato i resoconti ufficiali di molti fatti di violenza, sollevando la questione di cosa sarebbe potuto accadere se non fosse stata presente alcuna telecamera”

Il precedente di Eric Garner

Secondo la CNN la morte di Floyd suscita ancor più emozione negli Stati Uniti perché ricorda l’uccisione di un altro afroamericano, Eric Garner, ucciso dalla polizia in condizioni simili nel 2014. “Non posso respirare”, aveva protestato anche Garner dopo essere stato bloccato a terra dalla polizia di New York (attenzione! è un filmato scioccante).

1.099 persone uccise dalla polizia americana nel 2019

Il Washington Post rileva che le forze di polizia hanno ucciso 1.099 persone nel 2019 negli Stati Uniti, tra cui il 24% afro-americani, quasi il doppio della loro proporzione nella popolazione americana Tutto questo è “dolorosamente familiare” scrive il giornale.

“Non è un atto di polizia, è un omicidio”

George Floyd era ubriaco, come suggerisce il rapporto della polizia? Ha resistito al suo arresto? Secondo il Washington Post, rispondere a queste domande non giustifica in alcun modo quello che è successo dopo. “Non ci sono regolamenti di polizia che raccomandano di inginocchiarsi sul collo di qualcuno fino a quando muore. Non è un atto di polizia, è un omicidio.”

Foto da Courrier International

Categorie: Altri blog

Diritto al rimborso dei viaggiatori: si muove l’Agcm

People For Planet - Ven, 05/29/2020 - 13:01

Nell’art 88-bis del cosiddetto decreto Cura Italia (legge 17 marzo 2020 n.18 convertito con modifiche dalla legge n.27/2020) si consente agli operatori del settore turistico di emettere un voucher – invece del rimborso – per “ristorare” viaggi, voli e hotel cancellati per circostanze eccezionali e situazioni soggettive connesse con l’emergenza da Covid-19.

Nella recente normativa tale compensazione può sostituire il rimborso senza la necessità di un’apposita accettazione da parte del consumatore.

La norma ha suscitato numerose lamentele da parte dei viaggiatori che si sono rivolti all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato perché intervenisse con il Governo per chiederne la modifica.

Si legge nel comunicato stampa dell’Autorità:

“Nella segnalazione al Parlamento e al Governo, l’Autorità ha evidenziato che l’art. 88-bis si pone in contrasto con la vigente normativa europea, che nel caso di cancellazione per circostanze inevitabili e straordinarie, prevede il diritto del consumatore a ottenere un rimborso.

La posizione assunta dalla Commissione europea nella Raccomandazione del 13 maggio 2020 evidenzia sì che l’operatore può legittimamente offrire un buono, ma a condizione che i viaggiatori non siano privati del diritto al rimborso in denaro.

La Commissione ha anche rilevato che, in ragione delle gravi perdite del settore turistico derivanti dal fatto che le richieste di rimborso presentate dai viaggiatori superano di gran lunga il livello delle nuove prenotazioni, occorrerebbe incentivare i consumatori ad accettare i voucher. Un’ampia accettazione dei voucher, infatti, contribuirebbe ad attenuare i problemi di liquidità del settore a beneficio anche degli interessi dei viaggiatori, dal momento che qualora gli organizzatori o i vettori diventassero insolventi, molti viaggiatori e passeggeri potrebbero non ricevere alcun rimborso.

Affinché i voucher possano essere considerati una valida e affidabile alternativa al rimborso in denaro, essi dovrebbero presentare alcune caratteristiche, tra le quali una copertura assicurativa per il possibile fallimento del tour operator o del vettore e il diritto al rimborso in denaro se alla scadenza del voucher il consumatore non avrà usufruito dello stesso.

L’Autorità ha infine rappresentato che, a fronte del permanere del descritto conflitto tra normativa nazionale ed europea, interverrà per assicurare la corretta applicazione delle disposizioni di fonte comunitaria disapplicando la normativa nazionale con esse contrastanti.

Qui il testo della segnalazione, attendiamo sviluppi.

Leggi anche:
Cosa cambia da lunedì 18? Tante le novità (c’è anche bonus vacanze)
Turismo sostenibile: tutti ne parlano ma che fatica…
Tutti al mare da sabato 23 maggio: la Romagna anticipa, ecco i protocolli

Foto di Jan Vašek da Pixabay

Categorie: Altri blog

Covid-19, riapertura regioni: slittare tutti non ha senso

People For Planet - Ven, 05/29/2020 - 10:00

Riapriamo tutti insieme o rimandiamo tutti insieme. L’Italia sia unita: lo hanno ribadito editoriali, politica e perfino Fondazioni medico scientifiche come Gimbe. Ma che senso ha? Perché regioni virtuose e responsabili, che hanno giustamente investito in prevenzione e rispetto delle famigerate 3T, come ad esempio la Valle d’Aosta o la provincia di Trento, dovrebbero essere penalizzate come regioni da più parti accusate di non fare il proprio dovere, come la Lombardia? Ma anche mettendo da parte le responsabilità politiche, perché una regione praticamente libera da covid, come la Sardegna, o la Calabria, dovrebbe aspettare che la situazione migliori in Lombardia? Sarebbe come assentarsi dal lavoro per solidarietà verso il collega che ha rotto la gamba. Ne risente l’azienda, e non giova a nessuno.

Eppure secondo indiscrezioni pubblicate dal Corriere della Sera questa sono le ipotesi possibili al momento. Spostamenti tra regioni liberi dal 3 giugno oppure rinvio di una settimana dell’entrata in vigore del decreto per tutti. Questo proporrà oggi il governo ai governatori, nella conferenza convocata per domani. Questo per mettere a tacere le polemiche sulla possibilità che lo slittamento di sette giorni riguardi solo Lombardia e Piemonte, e nel tentativo di mediare con il Sud, che minaccia di far entrare sul proprio territorio solo chi si presenterà con il test sierologico effettuato nei tre giorni precedenti. 

I dati delle regioni sono falsi

Ma poi potrebbero 7 giorni bastare a rimediare una situazione – in Lombardia, ma anche Liguria e Piemonte – molto difficile anche valutando dati definiti “falsati”? Come ha confermato uno studio indipendente pubblicato ieri dalla Fondazione GIMBE, le regioni – la Lombardia in particolare – fornisco dati non validi. In più, in relazione all’ancora alto numero di contagi, eseguono troppi pochi tamponi.

L’accusa è diretta: le regioni falsano

Ma non solo. Il presidente della Fondazione, Nino Cartabellotta, ha rincarato la dose. Ospite di 24 Mattino su Radio 24, ha detto: “C’è il ragionevole sospetto che regioni quali la Lombardia ‘aggiustino’ i dati per paura di un altro stop, anche perché in Lombardia si sono verificate troppe stranezze sui dati nel corso di questi tre mesi: soggetti dimessi che venivano comunicati come guariti (mentre un dimesso potrebbe essere ancora contagioso se un tampone non lo esclude, ndr) andando ad alimentare il cosiddetto silos dei guariti; alternanze e ritardi nella comunicazione dei dati, cosa che poteva essere giustificata nella fase dell’emergenza quando c’erano moltissimi casi ma molto meno ora, eppure i riconteggi sono molto più frequenti in questa fase 2. È come se ci fosse una sorta di necessità di mantenere sotto un certo livello quello che è il numero dei casi diagnosticati”.

Si finge di sbagliare, valutando tutti i tamponi

Come spiega la Fondazione: “Per capire la reale incidenza dei nuovi casi sul numero di tamponi eseguiti non bisogna prendere, come invece viene fatto nei comunicati quotidiani, il totale dei tamponi, ma solo dei «diagnostici», escludendo cioè quelli eseguiti per confermare la guarigione virologica o per necessità di ripetere il test”. Inoltre, nonostante questo, tra il 4 e il 27 maggio, “la percentuale di tamponi diagnostici positivi in Lombardia (6%) è nettamente superiore alla media nazionale (2,4%). L’ultimo dato comunicato dalla Lombardia è invece dell’1,7%“.
Non sembra strano anche a voi?
“Situazione critica anche per Liguria (5,8%) e, in misura minore, per Piemonte (3,8%), Puglia (3,7%) ed Emilia-Romagna (2,7%)”.

L’esperienza di un medico

In queste tre regioni si rilevano la percentuale più elevata di tamponi diagnostici positivi e il maggior incremento di nuovi casi, a fronte di una limitata attitudine all’esecuzione di tamponi diagnostici, spiega l’istituto. “E lo confermo”, dice un medico pneumologo che in questi giorni gira a Milano per eseguire tamponi in strutture chiuse, quali le RSA, e che preferisce rimanere anonimo. “Abbiamo la possibilità di eseguire un tot di test e se in una struttura troviamo un piccolo focolaio non è ammessa la possibilità di approfondire eseguendo test a tappeto su tutti i residenti, come sarebbe logico aspettarsi. Segniamo il numero e ce ne andiamo”.

Solo Valle d’Aosta e Trento fanno tamponi a tappeto

Secondo i dati di Gimbe, da quando siamo potuti uscire di casa, il 4 maggio, e fino al 27, la percentuale di tamponi diagnostici positivi risulta superiore alla media nazionale (2,4%) in 5 Regioni: in maniera rilevante in Lombardia (6%) e Liguria (5,8%) e in misura minore in Piemonte (3,8%) Puglia (3,7%) ed Emilia-Romagna (2,7%). Eppure, le aree dove si fa un numero elevato di tamponamenti sono altre: rispetto alla media nazionale (1.343) svetta solo la Valle d’Aosta (4.076) e la Provincia Autonoma di Trento (4.038). Nelle tre Regioni più preoccupanti (Lombardia, Liguria e Piemonte), per la continua elevata incidenza dei nuovi casi, la propensione all’esecuzione di tamponi rimane poco al di sopra della media nazionale sia in Piemonte (1.675) che in Lombardia (1.608), mentre in Liguria (1.319) si attesta poco al di sotto. A fronte di un’incidenza di nuovi casi per 100.000 abitanti che ha una media nazionale pari a 32, ma è nettamente superiore in Lombardia (96), Liguria (76) e Piemonte (63).

Non desta preoccupazioni invece il dato del Molise (44), perché legato a un recente focolaio già identificato e circoscritto, e lascia incerti l’Emilia-Romagna che segna 33 ma il dato potrebbe essere sottostimato dal numero di tamponi diagnostici (1.202 per 100.000 abitanti) molto al di sotto della media nazionale (1.343).

Il peggio deve arrivare

La fondazione Gimbe sottolinea poi un concetto importane. I dati analizzati riflettono quasi interamente gli effetti delle riaperture del 4 maggio, ma non quelle molto più ampie del 18 maggio, che potranno essere valutate nel periodo 1-14 giugno, tenendo conto di una media di 5 giorni di incubazione del virus e di 9-10 giorni per ottenere i risultati del tampone.

“Il Governo – commenta Cartabellotta – si troverà (oggi, ndr) di fronte a tre possibili scenari: il primo, più rischioso, di riaprire la mobilità su tutto il territorio nazionale, accettando l’eventuale decisione delle Regioni del sud di attivare la quarantena per chi arriva da aree a maggior contagio. Il secondo, un ragionevole compromesso, di mantenere le limitazioni solo nelle 3 Regioni più a rischio, consentendo magari la mobilità tra di esse. Il terzo, più prudente, di prolungare il blocco totale della mobilità interregionale, fatte salve le debite eccezioni attualmente in vigore».

Leggi anche:
Covid-19, trapianto di polmoni da record a un 18enne
Capua: “Il virus non teme il caldo e non si sta indebolendo”
Ats Milano invia per errore sms: “Lei ha avuto contatti con un positivo al virus”
Covid-19, come sarà andare ai concerti

Categorie: Altri blog

Passione bici: come sostituire la camera d’aria

People For Planet - Ven, 05/29/2020 - 10:00

Questo video, dal canale bikeinumbria, è utilissimo per chi, con l’arrivo delle bella stagione, sta rispolverando la bicicletta per salutari passeggiate fuori e dentro città.

Per non trovarsi letteralmente a piedi nel bel mezzo della nostra scampagnata, impariamo come sostituire in totale autonomia una camera d’aria.

Fonte: bikeinumbria

Leggi anche:
La bicicletta non inquina, è economica e produce ricchezza
Covid-19, ecco i 500 euro per bici, monopattini e sharing
Prima le biciclette, poi le auto: il decreto rilancio modifica il codice della strada

Categorie: Altri blog

Covid-19: a settembre si torna a scuola. Ma con mascherina obbligatoria e a distanza

People For Planet - Ven, 05/29/2020 - 07:28

Distanziamento fisico di almeno un metro (due quando si svolge educazione fisica), mascherine obbligatorie per tutti gli studenti a partire dai 6 anni di età (eccezion fatta durante il consumo dei pasti e le interrogazioni), erogatori di gel igienizzanti distribuiti in più punti delle scuole, riorganizzazione delle mense su più turni e con possibilità di consumo del pasto in classe per garantire il corretto distanziamento sociale. Sono solo alcune delle misure previste dal documento per il rientro a scuola all’inizio del prossimo anno scolastico elaborato dal Comitato tecnico-scientifico istituito per l’emergenza coronavirus e consegnato al ministero per l’Istruzione (qui il documento completo). Ora a queste indicazioni si uniranno quelle che verranno stilate dal Comitato di esperti del ministero dell’Istruzione, che offriranno ulteriori spunti.

Un metro di distanza

Nel documento è previsto il distanziamento interpersonale di almeno un metro, considerando anche lo spazio di movimento. Questa distanza andrà garantita nelle aule, con una conseguente riorganizzazione della disposizione interna, ad esempio, dei banchi, ma anche nei laboratori, in aula magna, nei teatri scolastici. Si passa a due metri per le attività svolte in palestra.

Mangiare insieme, ma lontani

Il consumo del pasto a scuola va assolutamente preservato, spiega il documento, ma sempre garantendo il distanziamento attraverso la gestione degli spazi, dei tempi (turni) di fruizione e, in forma residuale, anche attraverso l’eventuale fornitura del pasto in “lunch box” per il consumo in classe.

Favorite attività all’aperto

Andranno limitati gli assembramenti nelle aree comuni. Saranno valorizzati gli spazi esterni per lo svolgimento della ricreazione, delle attività motorie o per programmate attività didattiche. La presenza dei genitori nei locali della scuola dovrà essere ridotta al minimo. Sempre per evitare il rischio assembramento, saranno privilegiati tutti i possibili accorgimenti organizzativi per differenziare l’ingresso e l’uscita dei ragazzi attraverso lo scaglionamento orario e/o rendendo disponibili tutte le vie di accesso dell’edificio scolastico.

La temperatura corporea

All’ingresso della scuola non sarà necessaria la rilevazione della temperatura corporea, ma chiunque avrà una temperatura superiore a 37,5° o una sintomatologia respiratoria dovrà restare a casa. Ciascuna realtà scolastica procederà a una mappatura e riorganizzazione dei propri spazi in rapporto al numero di alunni e alla consistenza del personale con l’obiettivo di garantire quanto più possibile la didattica in presenza.

Mascherina obbligatoria

Sarà necessario indossare la mascherina durante l’intera permanenza nei locali scolastici per tutti gli alunni sopra i 6 anni fatte salve le dovute eccezioni, ad esempio quando si fa attività fisica, durante il pasto o le interrogazioni. Saranno invece dispensati dall’indossare la mascherina i bambini della scuola dell’infanzia (come previsto per i minori di 6 anni di età).

Pulizie approfondite quotidiane

Prima della riapertura della scuola sarà prevista una pulizia approfondita di tutti gli spazi. Le pulizie, poi, dovranno essere effettuate quotidianamente. Saranno resi disponibili dispenser con prodotti igienizzanti in più punti della scuola.

Leggi anche:
Tutte le scuole dovrebbero essere come quella di Guastalla!
Per riaprire le scuole non servono solo tablet ma spazi, meglio se verdi
Come si reinventano edifici e città dopo il Covid-19

Categorie: Altri blog

“Passaporto sanitario contro la Costituzione” | Turisti liberi per le Regioni? | Salvini: stop reddito di cittadinanza

People For Planet - Ven, 05/29/2020 - 06:25

Il Messaggero: De Luca: «Pensioni minime raddoppiate a 1.000 euro e bonus per i lavoratori del turismo» Video. Sardegna, Solinas: «Primi turisti stranieri già arrivati con passaporto sanitario di negatività al Covid-19» De Magistris: «No a spostamenti da Lombardia e Piemonte». Sala contro chi chiede patente immunità;

Il Giornale: Uno “schiaffo” per gli italiani: gli stranieri liberi di spostarsi. I turisti? Potranno andare in tutte le Regioni;

Leggo: Boccia: «Il passaporto sanitario è contro la Costituzione»;

Corriere della Sera: Recovery Fund, le regole Ue: «Fondi solo per riforme, senza risultati rate sospese» L’idea del governo: soldi Ue per taglio tasse;

Il Manifesto: Un giovane su sei ha perso il lavoro. E la frontiera del precariato sarà il tracciamento del virus;

Il Mattino: Salvini attacca il reddito di cittadinanza: «Niente risultati, meglio sospenderlo»;

Tgcom24: Mascherina in classe, distanza tra i banchi e pranzo al sacco: come sarà la nuova scuola a settembre;

Il Sole 24 Ore: La Serie A riparte dal 20 giugno (la B dal 26), resta il rischio quarantena – La vertenza con Sky;

La Repubblica: Corea del Sud, nuovo picco di contagi: Seul richiude;

Il Fatto Quotidiano: Usa, Trump firma decreto contro i social che limiterà la loro immunità. “Per difendere la libertà di parola da uno dei maggiori pericoli”.

Categorie: Altri blog

750 miliardi di euro per l’Europa di cui 173 per l’Italia per far fronte alla crisi Covid-19

People For Planet - Gio, 05/28/2020 - 18:00

Mercoledì 27 maggio la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha presentato il suo piano di aiuti ai 27 stati membri davanti al parlamento dell’UE.

Il piano proposto chiamato Recovery and Resilience Facility (750 miliardi di euro di cui 500 miliardi a fondo perduto e 250 di prestiti da restituire) è superiore a quello che era stato proposto da Makron e Merkel.

“Oggi affrontiamo il nostro momento decisivo”

Nel suo discorso Ursula von der Leyen ha affermato “Le generazioni precedenti hanno costruito un’Unione di pace e prosperità … Oggi affrontiamo il nostro momento decisivo”.

500 miliardi come “Coronabond”

Il meccanismo proposto segna una forte rottura con il passato. Infatti le sovvenzioni agli stati a fondo perduto (500 miliardi) verrebbero ottenute mediante prestiti contratti direttamente dalla Unione europea sui mercati finanziari, utilizzando come garanzia gli impegni nazionali a carico del bilancio dell’UE. Il famoso “debito in comune”, i cosiddetti Coronabond di cui si parla da tempo. Ciò dovrebbe soddisfare i paesi del sud (Italia e Spagna in testa) che stavano spingendo per questa soluzione. Il Primo Ministro italiano Giuseppe Conte ha già commentato la proposta di Ursula von der Leyen parlando di un “ottimo segnale da Bruxelles”.

All’Italia 173 miliardi

Si tratta di “una svolta europea per fronteggiare una crisi senza precedenti”, ha scritto su Twitter il commissario agli affari economici Paolo Gentiloni. All’Italia potrebbero andare 173 miliardi, 82 a fondo perduto e 91 miliardi in prestiti.

Altri paesi particolarmente beneficiati sarebbero la Spagna, che riceverebbe 77 miliardi di sovvenzioni e 63 miliardi di prestiti, e la Polonia.

Per assicurare che una parte del denaro sia disponibile già quest’anno, l’UE dovrebbe emendare il bilancio 2014-2020 per garantire una parte dei fondi nei prossimi mesi.

Come verrebbero finanziati e a cosa servirebbero

Bruxelles propone ai paesi di rimborsare il debito comunitario con un aumento delle risorse proprie (tassa sulle fonti inquinanti, tra le ipotesi).

Il Recovery and Resilience Facility non ha a che fare con condizionalità e intrusione di Bruxelles nelle scelte dei paesi” ha detto il commissario all’economia Paolo Gentiloni. “Le sovvenzioni saranno legate all’attuazione con successo di politiche che vadano nella direzione della transizione verde e digitale”.

I negoziati tra gli stati saranno duri e lunghi

Tuttavia la partita è ancora aperta. Il piano deve essere approvato dagli stati membri all’unanimità. L’Austria, la Danimarca, l’Olanda e la Svezia hanno già espresso la loro opposizione, chiedendo che gli aiuti siano limitati ai soli prestiti. La discussione tra i capi di di stato dovrebbe proseguire fino al vertice previsto il 18 giugno.

Categorie: Altri blog

In Costa Rica è stato celebrato il primo matrimonio gay

People For Planet - Gio, 05/28/2020 - 17:28

Lo scorso 26 maggio ha rappresentato una data storica per la Costa Rica: finalmente il matrimonio tra due persone dello stesso stesso è stato riconosciuto dalla legge.

Daritza Araya e Alexandra Quirós non hanno voluto attendere un minuto in più e si sono unite in matrimonio allo scoccare della mezzanotte, non appena il divieto di congiungersi con una persona dello stesso sesso è decaduto. Due donne “empowered”, piene di energia femminile, determinate e convinte del loro amore, finalmente hanno potuto ottenere gli stessi diritti di una coppia eterosessuale. Si tratta di un traguardo storico, dopo anni di lotta.

Infatti, lo scorso agosto, una sentenza della Cassazione aveva dichiarato incostituzionale e discriminatorio il divieto di matrimonio tra due persone dello stesso sesso, concedendo ai legislatori 18 mesi di tempo per modificare la legge.

Un momento straordinario

Il Costa Rica è, così, l’ottavo paese in America settentrionale, centrale e del Sud e il 29esimo al mondo a consentire i matrimoni omosessuali, dopo Canada, Stati Uniti, Argentina, Uruguay, Brasile, Colombia ed Ecuador.

Il Presidente del Paese, Carlos Alvarado, si è da sempre schierato a favore dei diritti della comunità LGBTQ, nonostante le opinioni sfavorevoli dell’opposizione in un Paese in cui il cattolicesimo è la religione ufficiale.

Un cambiamento legale non implica che ci sia un cambiamento sociale, ma è un enorme progresso, una pietra miliare meravigliosa nella storia del Costa Rica“, ha dichiarato Gia Miranda, direttore esecutivo della campagna Sí Acepto Costa Rica.

Secondo Miranda, il cambiamento implica che “a livello legale, non avremo più cittadini di seconda classe” e che le famiglie di ogni tipologia e ogni colore saranno protette dalla legge.

Miranda ha indicato che ci sono più di 1.140 famiglie in Costa Rica guidate da coppie dello stesso sesso, secondo il censimento del 2011, e il cambiamento legale implica che i loro figli avranno piena protezione ai sensi della legge.

Un altro mondo è ancora possibile.

Leggi anche:
A scuola di gay
A Bogotà un sindaco donna, ambientalista e gay

Categorie: Altri blog

“Patente immunitaria incostituzionale”: no di Boccia

People For Planet - Gio, 05/28/2020 - 15:00

La polemica è nata giorni fa, quando il presidente della Regione Sardegna, Christian Solinas, ha dichiarato che avrebbe richiesto un patentino immunitario per i turisti lombardi in vacanza nell’isola. Una dichiarazione che non è piaciuta al Sindaco di Milano Beppe Sala, che subito ha replicato piccato “Quando deciderò dove andare per un weekend o per una vacanza, me ne ricorderò”, spiegando poi, via Facebook, la sua posizione: 

Illustre Presidente Solinas, rispondo con educazione a quanto da lei affermato. Ho parlato a titolo personale, ma non tiro proprio indietro la mano: io non andrei in vacanza laddove fosse richiesto un test di negatività al virus. A parte il fatto che non è così semplice disporre di questi test, penso sia sbagliato discriminare gli italiani per regioni di appartenenza. Milano e la Lombardia saranno sempre terre di libertà e di accoglienza. Ci aspettiamo lo stesso dal resto del Paese.

Sulla questione è intervenuto anche il governatore del Veneto, Luca Zaia, che ha cercato di mediare tra le posizioni:

Capisco i timori di Solinas e comprendo le sue ansie. Parlare è facile ma una responsabilità non si prende alla leggera. Però nessuno può uscirne come un untore. Mi metto nei panni di un lombardo e non troverei giusto che qualcuno mi trattasse da agente di contagio. 

“Patente immunitaria anticostituzionale”: il no secco di Boccia

A mettere il punto, notizia di poche ore fa, è Francesco Boccia, il ministro per gli Affari regionali, che già in passato aveva detto che “patenti di immunità non esistono né potrebbero esistere”. L’ultimo no secco arriva però su base giuridica, perché la patente immunitaria, dice Boccia in Commissione federalismo fiscale della Camera, è anticostituzionale, “Rileggete l’articolo 120 della Costituzione: una Regione non può adottare provvedimenti che ostacolino la libera circolazione delle persone”.

Boccia ha poi escluso un piano di mobilità differenziata a livello regionale: 

Nei prossimi giorni con l’ultimo click che riporterà il Paese a muoversi ci dovrà essere anche quello del buonsenso. Se tutte le Regioni ripartono, ripartono senza distinzioni sul profilo dei cittadini di ogni regione, la distinzione tra cittadini di una città rispetto all’altra non è prevista, se siamo sani ci muoviamo. Diverso è prevedere una fase di quarantena, ma non siamo in quella condizione. E anche in quel caso ci vuole un accordo tra le parti.

Va in Sardegna senza aspettare l’esito del tampone: già 40 in isolamento

 Il 19 maggio un 64enne residente a Reggio Emilia, pur avendo accusato malori ed essersi sottoposto al test del tampone, è volato a Cagliari senza aspettare l’esito, che poi gli è stato comunicato via telefono: positivo. Peccato che nel frattempo lui fosse già in Sardegna, e che a causa della sua avventatezza già 40 persone siano state messe in isolamento. Il paziente, da quanto si apprende, è ricoverato ma non è grave in terapia intensiva. “Questa è la conferma che il presidente Solinas ha ragione – ha dichiarato Sergio Marracini, direttore dell’ospedale La santissima trinità dove è ricoverato il 64enne – Chi arriva in Sardegna deve avere un’attestazione di negatività al Coronavirus”. Come prevenire i contagi e arginare le azioni stupide dei singoli cittadini in previsione dell’estate è questione tutt’altro che semplice.

Leggi anche:
Ats Milano invia per errore sms: “Lei ha avuto contatti con un positivo al virus”

Categorie: Altri blog

Monumenti gelesi in miniatura: le realizzazioni di Davide

Gela Le Radici del Futuro - Gio, 05/28/2020 - 14:33

Trentacinque anni e una passione per il modellismo. Si tratta di Davide, originario di Gela che nonostante viva da anni nell’isola di Lampedusa, attraverso i suoi lavori esprime l’amore per la sua città natale. Grazie a lui si aggiunge un’altra tappa tra quelli rappresentati nel parco tematico “Gela in Miniatura”: ai vari monumenti emblematici della città rappresentata in scala si aggiunge anche lo storico lido “La Conchiglia”, emblema moderno della città.

Si tratta di una riproduzione lunga 160 cm e larga 95 cm e alta mezzo metro, realizzata con scarti di legno di falegnameria che la ritrae nella sua versione originale in cui erano presenti le ali laterali. Per realizzarla ci sono voluti venti giorni di lavoro non-stop. Verrà esposta tra gli altri monumenti del parco sito in contrada Piano Notaro assieme alla targhetta che riporta il nome dell’autore, che nonostante la distanza rimane affezionato alla terrà natia.  “Nessuno è più gelese di me a Gela.  Nonostante la distanza dovuta alla quarantena da Coronavirus è rimasta nei miei pensieri. – racconta Davide – Della gente ha chiesto in vendita la mia opera, ma ho voluto donarla e fare in modo che chiunque possa andare a visitarla.”

Oltre alla Conchiglia, l’autore ha riprodotto anche la Torre di Manfria che custodisce gelosamente e un ritaglio con le forme delle isole di Lampedusa e di Linosa viste dall’alto.

È facendo questi lavori che l’artista ha trascorso il lockdown, in un piccolo spazio fai-da-te che si è creato. “Si può trarre ispirazione da ogni cosa, da un simbolo che sta a cuore a gelesi, dal bellissimo mare di Lampedusa o da un bel volto.”

 

L'articolo Monumenti gelesi in miniatura: le realizzazioni di Davide proviene da Gela Le radici del Futuro.

Categorie: Altri blog

Covid-19, trapianto di polmoni da record a un 18enne

People For Planet - Gio, 05/28/2020 - 13:30

Era stato ridotto in fin di vita dal Covid-19, sebbene avesse solo 18 anni e nessuna malattia pregressa. Oggi l’annuncio della perfetta riuscita del trapianto di entrambi i polmoni, ‘bruciati’ dalla malattia e incapaci di respirare in pochi giorni. L’intervento, il primo del genere in Europa, è stato eseguito dai medici del Policlinico di Milano, sotto il coordinamento del Centro nazionale trapianti, con il Centro regionale trapianti e il Nord Italia transplant program.

Il tentativo della donazione

Francesco, il ragazzo in questione, si era ammalato il 2 marzo e il 6 è ricoverato in terapia intensiva all’Ospedale San Raffaele di Milano. Due giorni dopo viene intubato e il 23 viene collegato alla macchina Ecmo per la circolazione extracorporea. I suoi polmoni appaiono subito compromessi irrimediabilmente, e a metà aprile i medici del San Raffaele, confrontandosi con quelli del Policlinico, decidono di tentare di donargli polmoni nuovi.

Il lieto fine

Una cosa mai provata prima in Europa (solo alcuni casi in Cina e un singolo caso a Vienna, eseguito pochi giorni dopo l’intervento di Milano). Il ragazzo viene inserito in lista d’attesa urgente il 30 aprile, e meno di due settimane fa la svolta. L’organo idoneo era stato donato dai parenti di una persona morta in un’altra Regione e negativa al coronavirus. 

Categorie: Altri blog

Foraging, la spesa nel bosco a costo zero

People For Planet - Gio, 05/28/2020 - 13:30
Foraging, cos’è e come funziona

Un bosco o un prato incolto, passati al setaccio di un occhio esperto, si trasformano da distese verdi a veri e propri supermercati in grado di offrire cibo gratuito, sano e sostenibile. Parliamo di foraging, ovvero della pratica di riconoscimento di erbe spontanee e frutti selvatici edibili, da raccogliere e mangiare.

Nota anche come alimurgia o fitoalimurgia, l’arte del foraging arriva da lontano e ha accompagnato l’essere umano in tutta la sua storia, aiutandolo anche ad affrontare lunghe carestie, prima di essere dimenticata e riservata a pochi esperti e appassionati.

Oggi il foraging è tornato di moda, riportato alla ribalta da chef, erboristi e botanici, e interessa sempre più persone sensibili ai temi ambientali e desiderose di riconnettersi alla natura, ma come si diventa esperti di erbe, fiori e frutti selvatici e come si raccolgono le piante spontanee?

La spesa nel bosco: da quali erbe spontanee partire

Per iniziare a riconoscere piante spontanee e frutti selvatici l’ideale sarebbe farsi accompagnare in boschi e prati da una guida esperta. Dopo diverse escursioni, si impareranno sicuramente tutti i segreti dell’arte del foraging e si potranno raccogliere erbe in sicurezza.

In alternativa, esistono numerosi libri, workshop e corsi online per avvicinarsi a questa pratica e, dopo aver appreso la teoria, sarà possibile muoversi sul campo.

Il consiglio è quello di iniziare dalle erbe più semplici e di effettuare i primi riconoscimenti quando le piante sono in fiore, dunque in primavera o estate. La presenza del fiore rende infatti il riconoscimento molto più immediato e, dopo aver identificato la pianta dall’infiorescenza, si potranno memorizzare particolari del portamento, del fusto e delle foglie. In questo modo, localizzando il luogo in cui la pianta è stata identificata, la si potrà riconoscere anche quando i fiori non saranno più presenti.

Le piante in assoluto più semplici da riconoscere quando sono in fiore sono la viola, la primula, il tarassaco, la malva, il papavero, la calendula.
Altre erbe spontanee molto riconoscibili, anche se non fiorite, sono la parietaria, l’ortica, la portulaca e gli strigoli.
Per quanto riguarda i frutti, tra i più i semplici da identificare troviamo invece fragoline di bosco, lamponi e more.

Gli errori da evitare nella raccolta di erbe selvatiche

Prima di muovere i primi passi nella pratica del foraging, ci sono alcune regole da tenere a mente. Innanzitutto, la raccolta di erbe spontanee destinate all’alimentazione deve essere svolta in luoghi più incontaminati possibile, lontano da coltivazioni, strade trafficate, abitazioni e industrie.

Le erbe da raccogliere devono essere in salute, non presentare macchie o parti rovinate e non devono essere presenti parassiti.

La raccolta deve poi avvenire nel rispetto dell’ambiente: oltre a non sporcare, non abbandonare rifiuti e a non disturbare eventuali animali selvatici, dobbiamo ricordare che le erbe e i frutti spontanei non sono lì solo per noi e rappresentano una risorsa per la fauna selvatica.

Evitiamo dunque di raccogliere più di quanto ci serve e soprattutto non estirpiamo le piante dalle radici. In questo modo lasceremo anche ad altri la possibilità di trovare esemplari e soprattutto non danneggeremo la flora selvatica.

Oltre a seguire questi semplici consigli, per raccogliere cibo selvatico serve molta esperienza ed è bene iniziare, come abbiamo visto, da erbe spontanee semplici da riconoscere e che difficilmente possono essere confuse con piante tossiche e velenose.

Attenzione alle piante tossiche

Quando si ha poca esperienza è facile confondere una specie vegetale con un’altra e, in alcuni casi l’errore può portare a conseguenze drammatiche.

Esistono infatti piante simili a quelle edibili ma tossiche o velenose ed è meglio non sbagliarsi. È ad esempio il caso dei gustosi germogli del luppolo, che si raccolgono in primavera e si cucinano spadellati o in frittata.
I nuovi getti dell’Humulus lupulus si avvinghiano tra loro o ad alberi e arbusti e somigliano a quelli di altre piante rampicanti tossiche come la brionia. Per evitare di confondersi, in questi casi occorre imparare a riconoscere la pianta anche grazie ad altre sue caratteristiche, come le foglie e i fiori.

Attenzione poi alle bacche, molto attraenti soprattutto per i bambini e spesso velenose, come nel caso delle bacche rosse del pungitopo o di quelle blu del lauroceraso e della belladonna.

Durante le prime passeggiate, meglio portare con sé testi e appunti per il riconoscimento e, in caso di dubbi evitare la raccolta, fotografare la pianta per esaminarla meglio con calma ed eventualmente tornare a raccoglierla solo se si è certi di averla identificata.

Riferimenti:
La cuoca selvatica, Eleonora Matarrese
Percorso selvatico, corso online riconoscimento piante
Wood*ing
Erbacce e dintorni, gruppo FB

Leggi anche:
Parliamo di foreste e ambiente con Giorgio Vacchiano
Avete mai sentito parlare dell’Osteria ai Pioppi di Bruno Ferrin
Vado a vivere su un castagno!

Categorie: Altri blog

Con le sigarette si inizia presto: a 14 anni fuma 1 ragazzo su 5

People For Planet - Gio, 05/28/2020 - 12:09

E nel 2018 quasi 100 mila giovanissimi hanno provato prima dei 12 anni

Sigarette tradizionali per un adolescente su 5 di età compresa tra i 13 e i 15 anni ed elettroniche per un numero molto simile di giovanissimi: a fare uso di e-cig è infatti il 18% circa dei ragazzi di questa fascia di età. E nel 2018 quasi 100 mila giovanissimi hanno provato a fumare prima dei 12 anni. I dati arrivano dalla Fondazione Airc (Associazione italiana per la ricerca sul cancro) in occasione della Giornata mondiale senza tabacco che si celebra domenica 31 maggio, che precisa anche come l’iniziazione al vizio del fumo arrivi generalmente durante l’adolescenza e, spesso, anche prima.

Il fumo aumenta il rischio di tumore al polmone

Marina Chiara Garassino, ricercatrice Airc e responsabile della Struttura semplice di Oncologia medica Toraco-Polmonare dell’Istituto nazionale dei tumori di Milano, spiega che la prevenzione deve avere un occhio di riguardo per le generazioni più giovani, spesso meno informate e meno consapevoli dei rischi per la salute cui si va incontro facendo uso di prodotti a base di tabacco e nicotina. I ragazzi che iniziano a fumare “rischiano di diventare dipendenti dal fumo oggi e futuri pazienti domani”, spiega l’esperta. Il tumore del polmone in particolare è una delle patologie più strettamente connesse al vizio del fumo: se non ci fosse quest’ultimo le neoplasie polmonari potrebbero essere considerate alla stregua di patologie rare. “Solo il 10% dei pazienti affetti da tumore del polmone non ha mai fumato. Dico sempre che se non ci fosse il fumo curerei una patologia rara“, afferma Garassino.

Non è mai troppo tardi per smettere

Se da un lato le campagne di informazione devono puntare a evitare il più possibile l’incontro tra persone e sigarette e simili, dall’altro è anche importante far capire ai fumatori che non è mai troppo tardi per smettere. Come spiega Francesco Schittulli, presidente nazionale della Lilt, la Lega italiana per la lotta contro i tumori, “il fumo è una delle prime abitudini scorrette e possibile causa di tumore, non solo per il polmone ma anche per altri organi e apparati. Se si smettesse di fumare, oltre sentire da subito un beneficio a livello fisico, dopo 10-15 anni il rischio di sviluppare un cancro legato al tabagismo tornerà ad essere nullo, anche se si fosse stati accaniti fumatori”.

Pollice verso anche per lo “svapo”

Schittulli precisa che i ragazzi dovrebbero stare il più possibile lontani anche dalle sigarette elettroniche: “Con l’avvicinarsi della Giornata mondiale senza tabacco del 31 maggio vogliamo parlare soprattutto ai più giovani, che arrivano sempre più precocemente alla prima sigaretta e sono molto sedotti dai nuovi apparecchi elettronici: anche svapare non fa bene e li abitua troppo facilmente alla gestualità e al rito della sigaretta”.

Il numero verde per chiudere con il vizio

Per combattere il fumo la Lilt ha attivato il numero verde Sos Lilt 800 99 88 77: anonimo e gratuito su tutto il territorio nazionale, anche da cellulari, offre informazioni e supporto di medici e psicologi per liberarsi dalle sigarette.

Leggi anche:
Alcol, sigarette e gioco d’azzardo: per i minori l’accesso è quasi libero Sigarette elettroniche, è allerta 2. L’Iss invita a vigilare sugli effetti Sigarette elettroniche, sottovalutato il pericolo per il cuore

Categorie: Altri blog