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Via il carcere per diffamazione | Francia: dal 22 giugno si va a scuola | Vaccino gratuito: prima anziani e medici;

People For Planet - Lun, 06/15/2020 - 06:25

Il Mattino: Palazzo Chigi: 3 miliardi per rilancio Alitalia. Ex Ilva, confermato l’accordo di marzo;

La Repubblica: Via il carcere per la diffamazione. Ma si rischiano multe salate;

Il Fatto Quotidiano: M5s, Di Battista: “Chiedo assemblea prima possibile”. Grillo: “Coi gilet arancioni pensavo di aver visto tutto. Costituente? C’è chi vive nel Giorno della marmotta”;

Corriere della Sera: Macron: «La Francia volta pagina, dal 22 giugno riaprono le scuole»;

Tgcom24: Stati generali, Conte: “Dall’Ue sincera gratitudine, l’Italia è stata un esempio per l’Europa” | Fmi: “5 sfide per l’Italia, dalla riforma delle tasse alla burocrazia;

Leggo: Vaccino Covid-19, Speranza: «Sarà gratuito, prima ad anziani e medici»;

Il Giornale: Quella nuova bomba di virus che ora rischia di esplodere. Cosa si nasconde dietro agli allevamenti su larga scala del bestiame? Per gli esperti vere e proprie bombe patogene;

Il Manifesto: Morti «in custodia», la politica tedesca ignora il problema;

llsole24ore: PREVIDENZA Assegni più leggeri per chi va in pensione dal 2021. Ecco i mini-tagli – La sanatoria degli irregolari può portare fino a 500 milioni di entrate;

Il Messaggero: In Cina 57 casi, (36 a Pechino), record da aprile. Iran e Pakistan, è di nuovo allerta Foto.  Vacanze e viaggi, la mappa interattiva Coronavirus, diretta: a Pechino nuovo focolaio, quartieri in lockdown. Brasile, altri 843 morti. India, di nuovo 10mila contagi in un giorno;

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L’area “police free” a Seattle | La stagionalità del Covid-19 | Le manifestazioni anti-Assad in Siria

People For Planet - Dom, 06/14/2020 - 18:00

Science (Usa). Le autorevoli riviste mediche The Lancet e New England Journal of Medicine nell’occhio del ciclone per aver pubblicato articoli sospetti di tre ricercatori senza controllarne adeguatamente l’autenticità.

Le Presse (Canada) Un nuovo studio conferma: il covid-19 è un virus stagionale.

L’Orient Le Jour (Libia). Nel sud della Siria si riaccendono le manifestazioni popolari contro Assad.

MIT Technology Review (Usa). Google Docs, lo strumento “scoperto” dagli attivisti dei movimenti Usa per comunicare tra loro.

The Economist (Regno Unito). Il Covid-19 ha sconvolto l’industria del porno. Crescono le produzioni “indipendenti”

Politico (Usa). Twitter elimina 170.000 account sospettati di fare propaganda statale per Cina, Russia, Turchia diffondendo false informazioni.

L’area autonoma di Capitol Hill  “cop free”

Seattle Times (Usa). Nel centro di Seattle i manifestanti hanno realizzato “un’area autonoma senza polizia”. Questo ha fatto scatenare la furia di Donald Trump contro le autorità locali, gli “orribili anarchici” e gli Antifa.

“Benvenuti nell’area autonoma di Capitol Hill a Seattle, meglio nota con l’acronimo Chaz (per “zona autonoma di Capitol Hill”). Qui è tutto gratis scrive Il Seattle Times. “C’è cibo gratis nella mensa della Cooperativa No-Cop, maschere gratuite distribuite dai dimostranti, un’area di espressione libera dove tutti possono dire quello che hanno da dire, e proiezioni gratuite di documentari, come quello della regista Ava Du Vernay sull’incarcerazione di massa di afroamericani ”.

Fonti:

https://www.sciencemag.org/news/2020/06/whos-blame-these-three-scientists-are-heart-surgisphere-covid-19-scandal

https://www.lapresse.ca/covid-19/2020-06-11/la-covid-19-est-saisonniere-selon-une-etude

https://www.lorientlejour.com/article/1221449/pour-la-premiere-fois-depuis-2011-des-manifestations-anti-assad-a-soueida.html

https://www.technologyreview.com/2020/06/06/1002546/google-docs-social-media-resistance/?truid=f4e70cac1c593d4b6e4174b850ea0cba&utm_source=the_download&utm_medium=email&utm_campaign=the_download.unpaid.engagement&utm_term=non-subs&utm_content=06-08-2020

https://www.economist.com/international/2020/05/10/pornography-is-booming-during-the-covid-19-lockdowns

https://www.politico.com/news/2020/06/11/twitter-uncovers-state-backed-networks-linked-to-china-russia-turkey-314626

https://www.seattletimes.com/seattle-news/welcome-to-the-capitol-hill-autonomous-zone-where-seattle-protesters-gather-without-police/

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Fare sesso alza le difese |Le porte dei bagni pubblici |Pipì dei cani a Cagliari

People For Planet - Dom, 06/14/2020 - 14:00

Siete pronti? Siete caldi? Se il taglio alto dei giornali è riservato a politica ed economia, per il resto la fantasia è al potere. 

Noi di People for Planet abbiamo scartabellato tra le pagine dei quotidiani, a scovare le grandi inchieste che li differenziano l’uno dall’altro. Questo è ciò che abbiamo trovato per voi:

1) “La sposa è positiva, 31 invitati in isolamento” (Repubblica)
E ora prova a dichiarare “È il giorno più bello della mia vita”, tesoro.
#AltroCheTombaDellAmore 

2) “Fare sesso alza le difese e aiuta a combattere i virus” (La Stampa)
Già pronta una interrogazione parlamentare a firma Forza Italia: “Perché il Premier Conte ha isolato gli italiani, invece di prescrivere per decreto cene eleganti?”. La Magistratura già indaga. 
L’OMS e l’ISS indagano su come permettere agli italiani di fare sesso rispettando la distanza sociale.
#PiùFondiPerLaRicerca 
#FinanziateLaRicercaDelPuntoG 
#NonHoDetto5G

3) “Torna Postalmarket” (Repubblica)
La risposta al quesito posto precedentemente.
#QuandoLaSoluzioneÈAPortataDiMano

4) “Gatto rischia la vita per un incontro troppo ravvicinato con un mazzo di gigli” (La Stampa) a cui potremmo aggiungere anche “Gatto rischia la vita per aver leccato troppo una lampada di sale” (La Stampa”)
Mondo Gatto, ecco perché hanno sette vite: qua non si può manco leccare una lampada per una notte intera!
#PassinoLeSetteViteAMePreoccupanoLeNoveCode

5) “Cattura una tartaruga in un bioparco e cerca di cucinarla” (La Stampa)
Hai voluto il bioparco invece dello zoo? E mo’ beccati la selezione naturale.
#DiceCheInInghilterraLaManginoDavvero
#SonoimprovvisamenteAFavoreDellaBrexit

6) “Picchiati e minacciati dal figlio tredicenne: due genitori nel reggiano lo denunciano” (Repubblica)
“È così precoce!”, ha aggiunto la mamma con orgoglio.
#OgniScarrafoneEccEcc

7) “Stretta sulla pipì dei cani a Cagliari, bottiglie d’acqua obbligatorie o multe fino a 500 euro) (La Stampa) 
Che il Signore ci risparmi i pannolini firmati per i Cihuahua delle influencer
#FuffiQuanteVolteTiHoDettoCheDeviTenerla

8) Una grande inchiesta: “Perché le porte dei bagni pubblici non arrivano a terra” (UrbanPost)
Molte le ipotesi. Che qui riassumeremo in un “perché se qualcuno si sente male se ne può osservare il cadavere da fuori senza sfondarle”.
#LePorteDelBagnoNonToccanoTerraPerchéVolanoAlto

9) “Sesso post quarantena: i single e la sindrome della seconda verginità(Repubblica) 
Seconda verginità dopo due mesi senza?
#SiÈPiùVerginiDopoDueFigliAllora

10) “Hai più di trent’anni e cerchi una relazione seria?” 
(Ah, no, scusate, questa è una cosa mia…)

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Usa: nuovo omicidio di un giovane afroamericano. 100 arresti a Londra

People For Planet - Dom, 06/14/2020 - 11:30

Last night #AtlantaPolice were involved in another police shooting at Univeristy and Pryor. #AtlantaProtests #BlacklivesMatter. pic.twitter.com/FB35GJccWH

— Gerald A. Griggs (@AttorneyGriggs) June 13, 2020

Mentre il mondo continua a protestare per la morte di George Floyd, ieri un’altra uccisione vigliacca ai danni di un giovane afroamericano colpito alle spalle dalla polizia di Atlanta, Georgia.

La ricostruzione dei fatti

Nella serata di venerdì qualcuno chiama il 911 per via di una macchina sospetta nel parcheggio di un fast food. Pare che il 27enne Rayshard Brooks stesse semplicemente dormendo in auto. Arriva la polizia e si avvicina al veicolo. Sono da poco passate le 22. Pare che i due poliziotti abbiano svegliato il giovane, chiedendogli di sottoporsi alla prova del palloncino. Lui si rifiuta, oppone resistenza e a quel punto gli agenti lo tirano fuori dall’auto per ammanettarlo e arrestarlo. Da quel momento si accendono le luci del parcheggio e la scena diventa più chiara. Il video dell’accaduto è postato su Twitter da Gerald Griggs, avvocato e attivista, vice presidente della National Association for the advancement of colored people di Atlanta. Si vedono tre uomini che lottano a terra. Brooks strappa il taser, la pistola a scossa elettrica, agli agenti, si rialza e scappa.

I poliziotti lo inseguono, ma non riescono a fermarlo. Secondo gli inquirenti il ragazzo si è voltato e ha minacciato con il taser gli inseguitori. Poi si sentono solo diversi colpi di pistola e Brooks crolla a terra. Arriva l’ambulanza ma il giovane non ce la farà.

Atlanta in fiamme nella notte

Proteste spontanee immediate nella citta, mentre i due agenti coinvolti sono stati sospesi. Trentasei persone arrestate finora. Il capo del Dipartimento, Erika Shields, si è dimessa, in un momento così delicato per l’America.

WATCH THIS!
This is the moment #GeorgeFloyd protesters met with #RayshardBrooks protesters in SW Atlanta.@wsbtv pic.twitter.com/ghznnbBHjx

— Audrey Washington (@AudreyWSBTV) June 13, 2020 La violenza della polizia non cede

Tra gli eventi che più hanno colpito l’opinione pubblica ormai fuori controllo, c’è stato un breve video che ha ripreso, nei giorni scorsi, l’assalto ingiustificato alla macchina di due studenti di colore, bloccati nel traffico dopo aver partecipato a un sit-in per Floyd. La polizia li ha costretti a scendere, dopo aver sfondato i vetri dei finestrini. Hanno immobilizzato il ragazzo con scariche di Taser e poi lo hanno trascinato a terra, ammanettandolo.

Londra e Parigi sotto assedio

Intanto oltre 100 persone sono state arrestate ieri a Londra, a seguito delle violente proteste di un gruppo di giovani di destra, che ha attaccato la polizia. L’obiettivo della protesta sit-in era proteggere le statue che in queste settimane hanno subito diversi attacchi in tutto il mondo, quando collegate al passato coloniale. L’Italia stessa sta vivendo un profondo conflitto interno rispetto alle effigi che rappresentano il suo passato prestigioso, ma “sporco”. E nella notte, a Milano, la statua di Indro Montanelli – giornalista dal passato fascista, che in Etiopia prese in moglie una ragazzina infibulata, comprandola da padre – è stata pesantemente imbrattata con vernice rossa. La scritta “razzista stupratore” ha completato l’opera.

Contemporaneamente Londra, come moltissime città inglese e nel mondo, ha visto ieri anche una sfilata pacifica di anti-razzisti.

Parigi ricorda i suoi fatti sporchi

A Parigi scontri con la polizia tra attivisti anti-razzisti – circa 15mila radunatisi in Place de la République ieri pomeriggio – e polizia. Le forze dell’ordine hanno usato pistole tear contro i protestanti. I movimenti francesi, sebbene partiti a sostegno di ciò che da settimane accade in Usa, si richiamano al ricordo di Adama Traoré, una giovane ragazza nera che morì sotto custodia della polizia nel 2016.

Per approfondire: “Devono stare a 90 gradi”: ecco il Black Lives Matter di casa nostra Colombo è decapitato, ora tocca a Montanelli Abbattere le statue: giusto o sbagliato?

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Il condominio più colorato del mondo!

People For Planet - Dom, 06/14/2020 - 11:00

Nel condominio di Via dei Tanti, in un appartamento al primo piano, vive Luna, di cinque anni, con la mamma. Poi c’è Toto, sette anni, che abita lì con la mamma e Mario, il suo compagno. La mamma di Alì arriva dai Balcani e suo papà dall’Iraq: entrambi sono fuggiti dalla guerra. Shanti e Lali sono state adottate, mentre Giacomo ha una sorellina che non può camminare. Sono bambini che giocano, litigano, fanno pace…

A osservare le loro avventure c’è Mio, il gatto rosso della via, il gatto di tanti e non di uno soltanto.

A scriverle le storie di Via dei tanti è Federica Morrone,  scrittrice, maestra di yoga, mamma di Ginevra e Lorenzo, essere umano fantastico di cui Stefano Benni dice: «Federica Morrone nelle sue storie spalanca la porta alla tolleranza, alla condivisione e al rispetto. Ai bimbi viene data la possibilità di accogliere con curiosità la diversità, di capire che le vite possibili sono molte, che non esiste un unico esempio di famiglia

Che succede nel condominio di Via dei tanti?

L’appartamento misterioso

L’appartamento al pian terreno è sfitto da alcuni mesi, eppure si sentono strani rumori provenire dall’interno… un vero mistero! Per svelarlo, i bambini devono prima di tutto eludere la sorveglianza del burbero Sergio, l’anziano portiere del palazzo. Una missione praticamente impossibile! Ma Toto e Luna hanno una brillante idea.

Una sorprendente domenica

È domenica. Niente scuola, niente lavoro. La domenica è il giorno dei genitori, si sta tutti insieme… a tavola, in gita, sul divano a vedere un film. Ma questo non vale per Luna: il suo papà se n’è andato e lei si sente sperduta, senza una vera famiglia. Grazie a un invito inaspettato a casa di Alì, Luna scopre che “famiglia” può essere un condominio intero!

Storie moderne quelle di Via dei tanti, belle, allegre, colorate. Da non perdere!

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I 10 migliori film di Ettore Scola

People For Planet - Dom, 06/14/2020 - 10:00

Ettore Scola mi manca, ci manca. Sono passati quattro anni dalla sua morte ma l’assenza si sente. Anche se negli anni del nuovo secolo ha firmato solo tre film (l’ultimo un vibrante omaggio a Fellini) era la sua autorità morale e pedagogica a dar un forte segno di autorità, non richiesta da parte di un regista, che è stato enorme nella sua opera e che ha dato tantissimo alla ricchezza culturale italiana.

Spesso non considerato tra i grandissimi del nostro cinema, Ettore Scola ha invece lasciato un’eredità che si mostra vibrante per i temi affrontati nelle sue opere e per la sua capacità di essere autore maiuscolo nella sua concezione estetica e politica del cinema.

Aveva fatto un’apprendistato dal basso tipico della sua generazione che ha molto formato la sua lezione di cinema.

Giovanissimo al settimanale satirico Marco Aurelio dove incrocia molti grandi a venire,  autore di testi alla radio dove contribuisce a lanciare il successo dello sconosciuto Alberto Sordi affronta una lunghissima palestra come sceneggiatore di lungo corso che in attrezzata squadra firma molti capolavori del cinema italiano.

Una propensione di talento all’arte e la conoscenza di che significa una buona scrittura cinematografica gli consentono di esordire con mestiere per giungere alla felice stagione dei suoi successi di regista affermato.

Per lungo tempo la sua dote di somministrare il comico apprezzato dal pubblico lo ha consegnato alla felice stagione della commedia all’italiana ma la sua filmografia è andata ben oltre come dimostrano molti suoi successivi titoli.

In questa breve nota non si può dimenticare anche il suo profondo impegno politico e civile (fu anche autore di documentari militanti) e l’attenzione che dedicò a essere maestro di giovani autori. Il cinema di Scola è sempre stato mosso dal dubbio e mai dalla certezza offrendo dibattito alla cultura nazionale sempre denso di divertimento.

Per tutto questo ci manca Ettore Scola e scegliendo i suoi migliori dieci film secondo il mio gusto personale cerco di indicare alle giovani generazioni uno dei migliori esempi per il cinema della modernità che si dovrà realizzare.

UNA GIORNATA PARTICOLARE, 1977

Un ricordo personale di Scola bambino di essere stato portato alla manifestazione romana dei grandi tributi offerti ad Adolf Hitler in visita a Mussolini è il seme che fa nascere il film che si avvale della sceneggiatura di Maccari ma anche di una collaborazione di Maurizio Costanzo.

La grande Storia destinata a finire nella tragedia vista come storia personale di due rumorose solitudini rimaste solitarie nei propri appartamenti in un grande condominio della capitale controllato da una portiera.

Una donna, piena di figli che ha dato alla patria e moglie di un arcifascista ipermaschilista irrispettoso nei suoi confronti e uno speaker dell’Eiar omosessuale che ha perso il lavoro per la sua condizione sessuale s’incontrano nell’arco di tempo di questa giornata particolare che segna le loro vite e quella di un pubblico che adorerà questo film che è il capolavoro di Ettore Scola. 

Facendo leva sulla rodata e affiatata coppia Sophia Loren e Marcello Mastroianni il perfetto gioco della macchina da presa inquadra tutto alla perfezione con movimenti perfetti che costruiscono una storia esemplare che inchioda l’autobiografia della nostra nazione a comprendere come i vinti veri erano i deboli che pur riconoscendosi nella cultura maschia e guerriera come accade ad Antonietta ne erano profondamente vittime. Una bellissima fotografia seppiata inquadra con arte il confronto tra due persone diverse che si attraggono, poi si respingono, infine si comprendono, si amano e si uniscono nella loro diversità mentre la radio in tempo reale fa entrare nel loro domestico la distanza con il conformismo in camicia nera. Due vite non illustri che Scola fa assurgere al ruolo di protagonisti in un cinema paradossalmente arioso e mai claustrofobico, vibrante nei dialoghi e perfetto nello svolgimento della trama che si pone senza dubbio tra i migliori film del cinema italiano di sempre.

C’ERAVAMO TANTO AMATI, 1974

Altro affresco italiano che in questo caso abbraccia i primi trent’anni della Repubblica con la storia di tre amici che hanno vissuto assieme la Resistenza e poi con diversi approdi hanno segnato il loro mondo ideale sporcandosi le mani con la vita reale.

Il Gianni di Vittorio Gassman diventerà un cinico arrivista speculatore della peggior specie, Antonio un portantino comunista interpretato da Nino Manfredi dal comportamento coerente e populista, il tenero intellettuale di Nocera Inferiore (un omaggio alle radici campane del regista) Nicola affidato a Stefano Satta Flores che è uno sconfitto nelle aspirazioni e nelle battaglie sostenute.

Altrettanto magnifici i ruoli femminili di Stefania Sandrelli sospesa a volte tra sogno e realtà e di Giovanna Ralli, figlia arricchita del palazzinaro Aldo Fabrizi che scoprirà di essere vittima della moderna alienazione.

Un gruppo di attori portentosi che trovano il tocco magico del miglior Scola possibile che divide il film in due parti tra bianco e nero e colori a meglio significare il passaggio del perfetto quadro storico italiano.

Scola militante comunista non risparmia nulla alla sua parte politica edificando una sorta di memoriale della sconfitta (“Volevamo cambiare il mondo ma il mondo ha cambiato noi”) senza comizi ideologici ma come scrive Gianni Canova con “l’utilizzo di un intreccio narrativo velato di ironia e malinconia dallo stile asciutto e sobrio”.
Il film è anche mitico per la presenza di Federico Fellini e Marcello Mastroianni che girano a Fontana di Trevi e di Mike Bongiorno che mette in scena l’Italia di Lascia e raddoppia.
Adorato dai francesi infatti vince un Cesar e viene programmato per due anni di seguito in molti cinema parigini. Un film che omaggia il Neorealismo, dedicato a De Sica e che è la migliore autobiografia collettiva dell’Italia dalla Resistenza agli anni Settanta. Un romanzo di formazione in forma di commedia.

LA FAMIGLIA 1987

Una cifra artistica di Ettore Scola è l’unità di luogo in cui concepisce la riuscita cornice delle sue migliori opere.

A differenza di Una giornata particolare qui il tempo si dilata in ottant’anni di storia negli interni di un appartamento borghese romano di Prati. Dalla foto d’inizio del 1906 che saluta la nascita di Carlo fino a quella finale che incornicia i suoi 80 anni c’è ancora una volta la foto dell’Italia intera.

È magnifico come ogni spettatore possa riconoscere nello svolgimento dell’intreccio uno zio azionista, quello un po’ svaporato per la campagna d’Africa che ha sposato la serva, il giovane con il codino che va in giro per il mondo, le zie arcigne che litigano in continuazione che hanno fatto parte del proprio romanzo familiare. Ancora una volta le guerre, il fascismo, la ricostruzione con le sue speranze, le illusioni cadute diventano il vento che entra nella casa con le lente carrellate che spaziano nello stesso appartamento in un grande spettacolo avvincente e cechoviano ma profondamente cinematografico.

Film definito “crepuscolare e demodè” con un cast magnifico ha trovato il consenso incondizionato della critica e del pubblico anche internazionale. Ingiustamente non premiato a Cannes, per riparazione a Scola venne data la presidenza della Giuria dell’edizione successiva.

BRUTTI, SPORCHI E CATTIVI, 1976

Il film più pasoliniano di Ettore Scola che aveva anche pensato a un’introduzione in premessa del regista poeta al film per poter meglio spiegare il senso antropologico e politico dell’operazione.

Il segno pasoliniano dell’opera è anche connotato dalla collaborazione ai dialoghi di Sergio Citti per un’aderenza di linguaggio (un altro punto di forza del cinema di Scola) della tribù sottoproletaria protagonista delle turpi vicenda del film che ruotano attorno a un milione di lire e a una squallida baraccopoli posta in maniera subdola con vista cupolone di San Pietro.  È significativo anche a mio parere che nell’esplodere del Movimento del 77 a Roma, dove il film è ambientato in una periferia emarginata, comparisse uno striscione omonimo del titolo a volersi identificare da non garantiti con i brutti, sporchi e cattivi orchestrati da Scola.

Favolaccia nera priva di lieto fine con un maestoso Nino Manfredi “perfetto borgataro, avido e vendicativo, ubriacone e manesco, persino incestuoso” secondo Roberto Ellero “sa mantenere il vitalismo popolaresco che gli viene richiesto. Una maschera destinata a diventare memorabile, piegando le tradizionali virtù dell’interprete ai vizi del personaggio”. Un trionfo del grottesco e del cinema della crudeltà omaggiato a Cannes con la Palma per la miglior regia.  

LA TERRAZZA, 1980

Secondo molta critica con questo film si chiude la commedia all’italiana classica. La terrazza romana del titolo è questa volta il nuovo contenitore che racchiude la società dello spettacolo e della cultura che constata il fallimento generale come in C’eravamo tanto amati. La sua evoluzione farsesca a mio modo di vedere è stata attualizzata egregiamente in forma pop da Paolo Sorrentino ne La Grande bellezza.

Con la matrona di casa dello splendido attico che annuncia: «E’ pronto venite» il racconto ricomincia cinque volte di seguito illustrando le poche virtù e i molti difetti di cinque personaggi e del mondo che li circonda. Cinematograficamente raffinato con piani sequenza di spessore tecnico dove i carrelli in profondità ampliano la tendenza già espressa in Una giornata particolare osserviamo lo sceneggiatore Trintignant (alter ego del regista), il giornalista impegnato Mastroianni, il produttore cinematografico Tognazzi, il deputato comunista Gassman e la drammatica condizione di Sergio Reggiani funzionario Rai. Tutti vinti e battuti mentre si sollazzano sulla terrazza con le battute al vetriolo di Scarpelli e Age che appare in campo come psichiatra e si notano anche Gregoretti e Benvenuti. C’è anche il cameo ideale del futuro film Capitan Fracassa di Scola che presentato in Rai viene spiegato che ha «l’approvazione dei dirigenti del partito». Come dice una battuta del film: «Ormai siamo tutti così: personaggi drammatici che si manifestano comicamente».

DRAMMA DELLA GELOSIA, TUTTI I PARTICOLARI IN CRONACA 1969

Il film che fa nascere lo Scola regista compiuto e padrone completo della macchina cinema che elabora un raffinato lavoro di commedia amara e nera che sa anche evocare una sorta Jules e Jim de noantri.

Tre grandi attori come Monica Vitti, Giancarlo Giannini e Marcello Mastroianni vestono magnificamente le vesti di una fioraia amante di un muratore e con il terzo incomodo di un pizzaiolo dando vita a una ronde che si aggira tra squallori di periferia suburbana e lo sfondo politico della Festa dell’Unità e di una manifestazione del Pci.

Connotati nella classe con autenticità si evita il sermone ideologico sui subalterni per raccontare con un perfetto meccanismo narrativo l’omicidio che rievoca la vicenda adoperando prosa giudiziaria e della cronaca nera giornalistica evocata nel titoli.

Film di scavo nel linguaggio. Infatti i personaggi parlano mescolando dialoghi da fotoromanzi e dialetto da borgata. E la lingua è molto funzionale all’approfondimento psicologico ed esistenziale dei personaggi non solo dei protagonisti ma anche dei numerosi caratteristi che si susseguono nelle divertenti scene. Un film che fa molto ridere ma fa molto riflettere sulla condizione degli ultimi anche attraverso il loro modo di parlare.

BALLANDO, BALLANDO 1983

È emerso già dalle altre schede il profondo rapporto di Scola con la Francia, affettuosamente ricambiato, frutto anche di una sua formazione intellettuale da bambino con il nonno.

Operazione tutta francese, poco vista e meno compresa in Italia, questa sorta di musical anomalo senza dialoghi tra gli attori ma che parla al cuore e alla mente.  In cinque quadri ambientati in una balera (ancora una volta l’unità di luogo tanto praticata dal regista) unisce tecniche da cinema muto e commedia all’italiana raccontando la storia di Francia grazie ad uno strepitoso corpo di mimi-ballerini.

Tratto da uno spettacolo di successo le canzoni e i passi di danza accompagnano gli anni del Fronte popolare, la guerra mondiale, la Liberazione, i fatti d’Algeria, il Maggio francese, il postmoderno Ottanta. Una sorta di C’eravamo tanto amati in forma di musical.

IL MONDO NUOVO 1982

Ancora Francia e che Francia, quella della rivoluzione, con un prezioso film in costume ma non è un film storico.  Michel Piccoli è Luigi XVI mentre Marcello Mastroianni è Casanova anziano in una diligenza che ricorda quella di John Ford ma non vanno dimenticati tra i molti Hanna Schygulla, Harvey Keitel, Laura Betti e Andrea Ferreol. È una riflessione gradevole sul passaggio epocale dall’Assolutismo al Terrore con il nuovo che avanza e abolisce, superando tutto quello che è passato.

Il film si apre e si chiude con lo spettacolo della lanterna magica macchina del precinema accolta con sentimento cinefilo in Francia. Secondo Ellero: “Tante volte traditore per gli storiografi, il cinema guarda questa volta all’evento storico con i propri occhi, chiarendo la natura immaginaria di ciò a cui lo spettatore va assistendo”.  Il film nelle sale francesi ha una versione più lunga di mezz’ora e si ammira un magnifico apologo finale recitato da Jean Luis Barrault che interpreta lo scrittore libertino Restif De Bretonne

RIUSCIRANNO I NOSTRI EROI A RITROVARE L’AMICO MISTERIOSAMENTE SCOMPARSO IN AFRICA, 1968

Titolo wertmulleriano in una commedia atipica molto moderna per stile di racconto e difforme con il terzomondismo militante del Sessantotto che comunque incontra il favore del pubblico registrando il primo grande incasso al box office per Scola registrando biglietti per due miliardi dell’epoca.

Un brillante Alberto Sordi è un editore di prodotti popolari che annoiato dal tran tran della sua quotidianità romana parte in Africa per cercare lo scomparso cognato Nino Manfredi. Si trascina dietro con imperio il suo ragioniere interpretato dal pacioso Bernard Blier che aggiungerà ulteriore comicità raffinata a questo on the road africano. Le peripezie si susseguono catastrofiche come in Don Chisciotte e il finale sarà molto inatteso e anche metaforico. Il provincialismo italiano messo alla berlina con efficace vis comica. C’è anche Roberto De Simone che interpreta un padre missionario. Molto belle le musiche di Armando Trovajoli. Ha ispirato alcune scene dell’ultimo film di Checco Zalone ambientato in Africa.

IL COMMISSARIO PEPE 1969

Questa volta Scola poggia sul talento istrionico di Ugo Tognazzi per un film alla Pietro Germi che trae la materia narrativa da un romanzo di Ugo Facco De Lagarda. Il commissario è chiamato a indagare molto controvoglia su vicende boccaccesche e scollacciate che creano imbarazzo in una città dell’opulento Veneto.

Il solerte poliziotto incastra tutti gli indagati del territorio che cadano nella sua rete. I loro volti sono messi sullo schermo da imputati ma solo alcuni vengono graziati per ordini venuti dall’alto in nome della Legge che salva i potenti. Pepe schifato dal contesto distrugge il dossier e preferisce farsi trasferire ad altra destinazione.

Si delineano molti capisaldi della poetica di Scola. La commedia dal sapore amaro si accompagna alla feroce satira di costume ammantando di malinconia il protagonista che ci conduce felicemente a riflettere su una società malata nella sua forme e che non è in grado di far rispettare le regole del gioco. Un colpo al cuore del conformismo dell’Italia ossimora tra bigottismo e trasgressione. 

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Come risparmiare acqua in 10 mosse quotidiane

People For Planet - Dom, 06/14/2020 - 09:30

Senz’acqua non possiamo vivere. In questo video 10 piccoli consigli per risparmiare acqua e contribuire concretamente alla salvaguardia di questa preziosa risorsa. Buona visione e condividete perché nessuno possa dire “non lo sapevo”.

Dal canale YouTube Serveco come migliorare le nostre azioni quotidiane nel rispetto del pianeta e dei suoi abitanti.

Fonte: Serveco

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Covid-19: l’epidemia in Africa potrebbe bloccare scuola e sanità. Bambini a rischio

People For Planet - Dom, 06/14/2020 - 08:00

Quasi 263 milioni di ragazzi non vanno più a scuola e i decessi per malaria potrebbero tornare ai livelli di 20 anni fa

La pandemia di Covid-19 minaccia di invertire i progressi compiuti negli ultimi decenni per i bambini in Africa: se dal punto di vista sanitario si stima che la malaria potrebbe raggiungere i livelli di decessi di circa 20 anni fa, dal punto di vista dell’istruzione sono quasi 263 milioni i giovani che non vanno più a scuola a causa delle misure restrittive imposte per arginare i contagi del nuovo coronavirus e in molti potrebbero non tornarci più, soprattutto le ragazze. Sono solo alcune delle problematiche messe in evidenza nell’ultimo rapporto “Come proteggere una generazione a rischio” di Save the Children, l’Organizzazione che da oltre 100 anni lotta per salvare i bambini e garantire loro un futuro, in cui vengono analizzati gli impatti primari e secondari del Covid-19 sui bambini in Africa.

Tanti bambini non torneranno a scuola

“Il Covid-19 ha determinato enormi implicazioni sull’educazione, sulla salute, sull’alimentazione e sulla protezione di milioni di bambini in Africa – ha affermato Doris Mpoumou, direttore dell’Ufficio di collegamento con l’Unione Africana di Save the Children -. A causa dell’istruzione improvvisamente interrotta per le misure di contrasto alla diffusione del virus si stima che 262,5 milioni di bambini della scuola materna e secondaria, vale a dire circa il 21,5% della popolazione totale in Africa, non frequentino più la scuola e milioni di loro sono a rischio di non tornarci più, in particolare le ragazze“. Il problema non riguarda solo l’interruzione dell’istruzione: “In Africa per molti bambini poveri e vulnerabili – precisa Mpoumou – le scuole non sono solo un luogo per l’apprendimento ma anche uno spazio sicuro dove essere protetti dalla violenza e dallo sfruttamento. Ed è anche il luogo dove consumano un pasto nutriente, a volte l’unico della giornata”.

Malaria: si rischiano decessi come 20 anni fa

Quanto alle problematiche in campo sanitario, “l’epidemia di Covid-19 sta esacerbando le vulnerabilità esistenti, facendo pressione sui sistemi sanitari già deboli in tutto il continente e interrompendo i servizi sanitari di routine che probabilmente determineranno l’aumento della mortalità infantile a causa di malattie perfettamente prevenibili e curabili”, spiega Mpoumou. Alcune proiezioni, spiega Save the Children, stimano che i decessi per malaria potrebbero raddoppiare nell’Africa sub-sahariana quest’anno rispetto al 2018 a causa di fattori come l’interruzione delle distribuzioni e il ridotto accesso ai farmaci antimalarici. E nello scenario peggiore il numero di decessi per malaria potrebbe raggiungere i 769 mila nel 2020, vale a dire pari ai livelli di mortalità osservati l’ultima volta vent’anni fa.

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Il 73% delle famiglie ha perso o ridotto il lavoro: i dati di Save the Children

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Vaccino: c’è l’accordo | Covid, USA: il ricovero gli costa 1,2 mln di dollari | Alleanza Cina-Emilia Romagna su auto elettrica

People For Planet - Dom, 06/14/2020 - 06:25

Il Mattino: Scuola, il ministro Azzolina proporrà l’avvio delle lezioni il 14 settembre. Il rebus date: si riapre il 1° settembre o a fine mese dopo il voto Ecco la nota del ministero dell’Istruzione;

La Repubblica: Teatri “Non riapriamo: si può stare vicini in aereo ma non qui“;

Il Fatto Quotidiano: Vaccino – Speranza firma accordo per 400 milioni dosi di farmaco sviluppato a Oxford e prodotto in Italia. “Prima tranche in autunno”;

Corriere della Sera: Fontana: «In Lombardia obbligatorio indossare le mascherine fino al 30 giugno»;

Tgcom24: UN ALTRO “CASO FLOYD” Stati Uniti, ucciso dalla polizia un altro afroamericano: 27enne morto ad Atlanta | Video shock: tre colpi alla schiena;

Leggo: Milano, statua di Montanelli imbrattata: insulti e vernice rossa;

Il Giornale: L’estate “calda” dei migranti che mina la poltrona di Conte. Dalla sanatoria agli sbarchi fantasma fino alla ritorno delle Ong in mare: le tensioni che mettono a rischio la coalizione;

Il Manifesto: Puglia, bracciante muore bruciato nella sua baracca;

llsole24ore: Joint venture Cina-Emilia Romagna per creare l’innovation hub dell’auto elettrica – Perché il virus non ucciderà i veicoli alla «spina» – Così il Covid sta stravolgendo l’industria automotive;

Il Messaggero: Covid, dopo 2 mesi di ricovero deve pagare 1,2 milioni di dollari: «In colpa per essermi salvato» Coronavirus, paziente curato con plasma iper-immune: la terapia funziona Virus, il primario di rianimazione a Codogno: «Il nostro modello esportato negli Usa e in Inghilterra»;

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Covid-19. I dati mondiali e italiani. Rallenta in Italia e in Europa, cresce in Usa, Sud America e India

People For Planet - Sab, 06/13/2020 - 19:00

La Johns Hopkins University raccoglie i dati di casi confermati e morti per coronavirus in tutti i paesi. Secondo i dati al 13 giugno sono gli Stati Uniti ad avere il più alto numero di casi accertati e di morti, l’Italia è settima per numero di casi e quarta per numero di morti (rispetto all’Italia sono più i morti registrati negli Usa, in Brasile e nel Regno Unito).

Complessivamente nel mondo si registrano 7.654.000 casi (911.000 in più rispetto a 7 giorni fa, dato in forte aumento rispetto alla settimana precedente) e 426.000 morti (31.000 in più rispetto a 7 giorni fa, dato in leggero aumento).

Continua a diminuire il tasso di letalità

Ormai per la quinta settimana consecutiva il confronto tra incremento di casi e di morti a livello mondiale conferma l’ipotesi che, mentre il virus continua a diffondersi, la sua letalità sta diminuendo. Il tasso di letalità dall’inizio della pandemia è stato del 5,6% sui casi accertati, nell’ultima settimana è sceso al 3,4%, con una ulteriore diminuzione. La settimana precedente il tasso di letalità era del 3,7%.

Negli Usa più di 2 milioni di casi, 150.000 nell’ultima settimana

Continua l’impressionante escalation di casi negli Usa, dove nell’arco di una settimana si è passati da 1.8988.000 a 2.049.000. Nello stesso periodo il numero dei morti per Covid-19 in Usa è cresciuto da 109.000 a 115.000.

Lo stato di New York da solo conta ad oggi oltre 31.000 morti.

La pandemia rallenta in Europa, esplode in India e Sud America

Mentre nei principali paesi europei (Germania, Regno Unito, Francia, Italia, Spagna) si registra un rallentamento della diffusione del virus, continua l’esplosione in Brasile dove solo nell’ultima settimana si sono registrati 214.000 nuovi casi e 8.000 morti. Ora il Brasile è il paese con il numero di casi e di morti più alto al mondo dopo gli Usa, mentre il presidente brasiliano Bolsonaro continua a minimizzare la questione e minaccia, come Trump, di uscire dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Oltre al Brasile, altri paesi in Sud America particolarmente toccati dall’escalation del virus sono il Perù e il Messico.

In Messico nonostante l’incremento dell’epidemia si programma di cessare il lockdown la prossima settimana.

Altro paese che segnala un preoccupante sviluppo della diffusione è l’India con 73.000 nuovi casi negli ultimi 7 giorni.

Lo strano caso della Russia

Molti dubbi sul sistema di attribuzione delle morti al covid19 adottato in Russia. Secondo i dati ufficiali i morti sarebbero 6.700 contro 511.000 casi accertati, con un tasso di letalità quindi di circa l’1,3%, un’anomalia assoluta a livello mondiale.

Italia: rallenta la diffusione del coronavirus e si concentra in Lombardia

In Italia la diffusione del virus continua a rallentare, si è passati nelle ultime settimane, secondo i dati ufficiali, dai 3.000 casi di 3 settimane fa ai 2.500 di 2 settimane fa ai circa 2.000 degli ultimi 7 giorni.

Mentre la magistratura continua le sue indagini sulla Lombardia (le mancata zona rossa di Alzano, la riapertura dopo 3 ore del pronto soccorso senza precauzioni dopo che era stato registrato un caso di covid-19., la strage nelle Case di Riposo) è da segnalare che, sempre secondo i dati ufficiali, dei circa 2.000 nuovi casi di positività al covid19 in Italia nell’ultima settimana, circa il 65% sono stati riscontrati nella sola Lombardia con punte superiori al 70% in alcuni giorni.

I dati ufficiali per paese: casi accertati e morti

Di seguito i dati ufficiali dei 10 paesi con più casi accertati e più morti per covid19 in base alle statistiche ufficiali al 6 giugno.

I segni (+) e (-) indicano le variazioni nel ranking rispetto a 7 giorni fa.

Casi confermati

  • 2.049.000 Stati Uniti
  • 829.000 Brasile
  • 511.000 Russia
  • 309.000 India (+)
  • 294.000 Regno Unito (-)
  • 243.000 Spagna (-)
  • 236.000 Italia
  • 215.000 Perù (+)
  • 193.000 Francia (-)
  • 187.000 Germania

Morti

  • 115.000 Stati Uniti
  • 42.000 Brasile (+)
  • 42.000 Regno Unito (-)
  • 34.000 Italia (-)
  • 29.000 Francia (-)
  • 27.000 Spagna
  • 16.000 Messico (+)
  • 10.000 Belgio (-)
  • 9.000 India (+)
  • 9.000 Germania (-)
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Rinasce Postalmarket e vuole battere Amazon

People For Planet - Sab, 06/13/2020 - 17:16

Torna PostalMarket, e vuole battere Amazon, almeno sul mercato italiano. E chissà che non ci riesca, data la voglia di online, e date le tante critiche arrivate ad Amazon negli ultimi anni, soprattutto in tema di diritti del lavoro. Se il redivivo catalogo di abbigliamento e oggettistica saprà colmare le gravi lacune del re dell’e-commerce: chissà.

Due imprenditori per il rilancio

A rilanciare il progetto che fece la storia d’Italia, e che ogni ultra trentenne ricorda, è l’imprenditore friulano Stefano Bortolussi, che ha acquisito il marchio nel 2018. Insieme a lui, Francesco D’Avella, titolare della piattaforma di e-commerce Store Eden. Obiettivo raggiungere un fatturato tra i 500 milioni e il miliardo di euro nei primi cinque anni, e rendersi così una valida alternativa ad Amazon. “Insieme al portale web, ci sarà anche “un listino cartaceo leggero, destinato agli abbonati”, per far breccia anche nel cuore dei nostalgici, ha spiegato Bortolussi.

L’online è in pieno boom

Le premesse ci sono tutte. Nel pieno dell’emergenza coronavirus, il digitale ha iniziato la sua corsa e questa accelerazione può diventare una grande opportunità per il mercato italiano anche nel post-Covid visto che, stando alle prime stime sull’e-commerce in lockdown, ad aprile il commercio online ha registrato un aumento addirittura del 73% nei retail puri, mentre per i retail tradizionali si stima un incremento record del 92%. Lo dice un’analisi di Making Science nel digital coffe, che precisa: “nella nuova normalità, il digitale spingerà il mercato italiano con stime per l’e-commerce fino a 5,5 milioni di nuovi clienti”.

Pronti a Natale

Il nuovo catalogo digitale sbarcherà su Internet entro Natale. Postalmarket fu fondato a Milano nel 1959 da Anna Bonomi Bolchini, imprenditrice e filantropa che importò da noi il formato americano della vendita per catalogo. Un successo: negli anni ’80 e nei primi ’90 Postalmarket fu il leader italiano nelle vendite per corrispondenza nei settori abbigliamento, accessori e cosmetici. Nel ’93 passa al colosso tedesco Otto Versand (quelli di Bonprix), ma l’azienda, già in declino, viene rilevata senza successo. Nuovo fallimento e passaggi societari sempre inutili. Fino al maggio 2020, quando ri-nasce POSTALMARKET S.r.l., dall’impegno di Bortolussi e D’Avella.

Leggi anche: Germania e Italia unite per riciclare il legno Covid-19, Lavoro: via la responsabilità penale dell’azienda in caso di contagio

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“Devono stare a 90 gradi”: ecco il Black Lives Matter di casa nostra

People For Planet - Sab, 06/13/2020 - 15:00

“Devono stare a 90 gradi”. Parole disumane intercettate durante una conversazione tra un un uomo, un caporale di 78 anni, Giuseppe Abruzzese, e una donna, un’imprenditrice, Mariassunta Lardino. Dovevano stare a 90 gradi i migranti africani e rumeni, gli unici disposti a stare chini sulle fragole 8 ore al giorno con un contratto di categoria che formalmente li impegnava per un massimo di 6 ore, proprio a causa della natura usurante di questa specifica raccolta.

Non solo caporali

Intorno alla raccolta nei campi c’è una vera e propria rete di delinquenza che fa business a partire dall’acqua che viene data ai braccianti: o di fogna, o di bottiglia, in tal caso, con prezzi da strozzinaggio, fino a 4 euro per mezzo litro.

Un’indagine congiunta tra la Guardia di Finanza di Matera e di Cosenza, perché i campi, i luoghi di lavoro, erano compresi tra Basilicata e Calabria. Un’operazione grossa, che ha reso necessaria la custodia cautelare di ben 52 persone tra carcere e domiciliari.

Durante un fermo, nella caserma della Tenenza di Montegiordano (Cs) Giuseppe Abruzzese, a dispetto della sua non più tenera età, avrebbe intimidito i lavoratori e cercato di inquinare prove e testimonianze. Braccio destro di Abruzzese, era Gennaro Aloe, promotore e organizzatore di una vera e propria “associazione a delinquere”, insieme a Enervate Seila e Aid Lhasaine Abdeljalil. Era Aloe a trattare con i datori di lavoro e a lui spettava la percentuale più alta di interesse.

I braccianti percepivano una paga giornaliera di 28 euro circa

Da questi venivano sottratti 5 euro per pagare il viaggio nei campi, a bordo di furgoni fatiscenti, e 3 euro per alloggiare nel ghetto fatto di lamiere. 20 euro al giorno, stando 8 ore, chini sulle fragole, a 90 gradi, come voleva il caporale. E c’è chi critica la mini regolarizzazione cui si è giunti dopo estenuanti trattative al governo a causa del no di una frangia del Movimento 5 stelle e delle polemiche innestate dalla Lega. Un dibattito pubblico dominato da fanatismo, isteria e fake news, perché la regolarizzazione, qualcuno addirittura ha parlato di sanatoria, non è affatto una svolta epocale.

Facciamo i nomi!

La regolarizzazione (o la possibilità di ottenere un permesso di soggiorno di 6 mesi), infatti, riguarda chi già lavora (emersione del nero) e chi ha “lavorato in passato” in settori ben determinati: agricoltura e attività connesse; assistenza alla persona, lavoro domestico. Braccianti, badanti e domestici, essenzialmente, a conferma dell’idea di immigrazione che ha questo Paese, a partire dal Governo: immigrazione sì, ma confinata in una precisa gabbia lavorativa, salariale. Possibilmente a 90 gradi. “Domani le scimmie le mandiamo lì”, dicevano. Tra le aziende sequestrate, ci sono:

  • Azienda agricola di Acinapura sas di Roberto Acinapura
  • Full società agricola Srls di San Lorenzo del Vallo
  • Desifrutta Srls Unipersonale di Corigliano Rossano

Conoscere i nomi, per evitarli. Il black lives matter di casa nostra.

Leggi anche:
Il coronavirus e le intimidazioni mafiose non fermano “Libera Terra”
Morti bianche, berretti rossi e diritti sbiaditi/

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Io non esco più di casa, mi fate paura!

People For Planet - Sab, 06/13/2020 - 12:00

Guardo dentro la finestra del mio computer e vedo persone con la bava alla bocca. Perché dovrei uscire? Qui in casa sono al sicuro. Di fuori se provi a dire come la pensi ti bombardano di insulti. Ma così, alla cieca, senza neanche fare lo sforzo di capire cosa hai detto. Sei una merda, deficiente, stronzo… e chi ha più tasti nella tastiera, più ne mette.

La rabbia diventa insensata. Un ristoratore sardo ha distrutto la sua pizzeria perché non ce la fa coi soldi. Senza neanche aspettare di vedere quanto denaro c’è per lui nel nuovo decreto legge.
Salvini aveva chiesto 25 miliardi. Solo in questo decreto ce ne sono 55, e altri miliardi sono già stati stanziati. E l’Europa si sta comprando miliardi del nostro debito pubblico. Ma dillo ancora che l’Europa ci ruba i soldi…

E quanto odio per quella povera ragazza, Silvia Romano. Gente che dice che è un falso rapimento, che s’è fatta sequestrare dal suo amante islamico, che ha rubato i soldi nostri, che un semplice abito femminile di moda nei paesi islamici, non un burqa, è la divisa dei terroristi, terroristi con i pantaloni a fiori…

E quello furbo che ha detto: «È come se un ebreo liberato da Auschwitz si presentasse con la divisa nazista…» Coi pantaloni a fiori? Cattivi. Chiudono gli occhi su chi si frega i miliardi o li butta dalla finestra ed è lei adesso il nostro problema. Lei e i neri.

E quello della federazione dei gestori dei bagni al mare che urlava ancora un mese fa c: «Dobbiamo sapere domani come si riaprirà!» Bravo, ma prima dovevi regalare a Conte la sfera di cristallo per vedere il futuro.

Non c’è nessuno che sa come andrà avanti. Dipende dalla gente, da quanta attenzione faremo. Dipende dal Presidente della Lombardia, se si deciderà a fare tamponi a tappeto e isolamenti mirati. E dipende dal virus, quel che farà: diventerà più cattivo? Sparirà col caldo?

E quell’altro che dice che non può riaprire il ristorante perché le distanze richieste dal governo sono troppo lunghe e non ci stanno abbastanza clienti per pareggiare i conti. Hai ragione, ma non lo devi dire a Conte. Vai dal virus e patteggi due carbonare se rinuncia a contagiare la gente a una distanza superiore dei 30 centimetri. A volte la buona cucina fa miracoli.

Mamma, il complotto!

E quelli che dicono che il virus non c’è, che è tutto un imbroglio, i numeri sono truccati perché spacciano i morti di tumore per vittime del Coronavirus. Lo fanno per tenerci a casa e impedirci di ribellarci. Come se prima del virus ci fossero le barricate. E se gli dici che i morti globali, per tutti i malanni, sono aumentati più del 40% ti dicono che non è vero, che loro hanno letto i dati dell’Istat e i morti non sono aumentati. Ma di quale anno li hanno letti, i dati?

Altri ti dicono che l’Istat fa parte del complotto. Insieme ai cinesi, alla Cia, al club dei super miliardari, a Bill Gates (perché lui, insieme a centinaia di virologi, c’aveva avvertito del pericolo epidemie).

La fine della logica mi fa paura. Resto a casa, va’… Mi faccio una bella tisana e vi guardo dalla finestra del computer. E quando mi siete venuti a noia mi disconnetto.

Da il blog de Il fatto quotidiano.it

Legge anche:
Siamo soli?
Siamo soli? (seconda parte)
In Lombardia continua a imperversare il virus maledetto con il numero più alto d’Italia di contagiati e la regione fa POCHI tamponi

Foto di PublicDomainPictures da Pixabay

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Idea in cucina: 3 insalate di riso leggere, facili e veloci

People For Planet - Sab, 06/13/2020 - 10:00

In compagnia di Carlotta, dal canale YouTube Cucina Botanica, tre idee per realizzare delle insalate di riso perfette per affrontare il caldo.

Tre ricette veloci tutte senza glutine e lattosio (sono vegane). Idee alternative capaci di sorprendere anche i nostri ospiti più difficili!

Fonte: Cucina Botanica

Di seguito trovate gli ingredienti di ciascuna ricetta per iscritto:

n.1 Mediterranea

  • 200 g riso basmati integrale (potete sostituire a preferenza);
  • 2 piccole melanzane (striate o normali);
  • 1 spicchio d’aglio;
  • 10 pomodorini;
  • 2 cucchiai pinoli;
  • 150 g ceci già cotti;
  • 2 cucchiai olive taggiasche;
  • 5-10 foglie di basilico;
  • Sale;
  • Olio.

n.2 Curcuma

  • 200 g riso basmati integrale (potete sostituire a preferenza);
  • 1 cucchiaino di curcuma;
  • 200 g piselli freschi;
  • 3 carote;
  • 2 cucchiai di anacardi;
  • 3 cucchiai di uvetta;
  • Pepe nero;
  • Sale;
  • Olio.

n.3 Alternativa

  • 200 g riso venere;
  • 1 mela golden;
  • Mezza arancia;
  • Scorza di arancia;
  • 3 gambi di sedano;
  • 1 ciuffetto di prezzemolo;
  • 3 cucchiai pistacchi;
  • 1 cucchiaio semi di zucca;
  • 1 cucchiaino semi di sesamo;
  • Sale;
  • Olio.

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Tanti auguri, Francesco!

People For Planet - Sab, 06/13/2020 - 09:30

Più che cantautore, Guccini può essere definito un cantastorie, nel senso più letterale del termine, perché le sue canzoni sono delle vere e proprie storie, da La Locomotivalanciata bomba contro l’ingiustizia – ad Autogrillbella di una sua bellezza acerba, bionda senza averne l’aria – tante piccoli racconti che in pochi minuti raccontano la vita.

Se a un ragazzo di oggi volessimo spiegare come erano i rapporti sentimentali prima degli anni ’70 basterebbe fargli ascoltare Eskimo,  una storia d’amore tra un ragazzo che portava un eskimo innocente dettato solo dalla povertà e una ragazza che cercava di uccidere la sua coscienza immacolata con foto di famiglia e paletò.

Quando si faceva l’amore alla boia d’un Giuda/ E al freddo in quella stanza di altri e spoglia/ Vederti o non vederti tutta nuda/ Era un fatto di clima e non di voglia.

E poi Piccola città, L’avvelenata, Amerigo, Venezia, Dio è morto, e tutta l’Opera Buffa… perché il nostro ottantenne di Pavana ha anche un gran senso dell’umorismo.

La lista è lunghissima e del tutto personale per ognuno di noi.

E alzi la mano chi quando è passato da Bologna non ha fatto una sorta di pellegrinaggio in via Paolo Fabbri, 43 o non è andato a bere un bicchiere di rosso in una delle tante Osterie di Fuori Porta.

Credo che tutti quelli che hanno qualche anno sul groppone abbiano nel cuore una canzone di Francesco Guccini, magari neanche una delle più famose.

Per me è Cirano:
Venite pure avanti, voi con il naso corto, signori imbellettati, io più non vi sopporto, infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio perché con questa spada vi uccido quando voglio…

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Lockdown, il ritorno alla normalità cancella lo stress da isolamento

People For Planet - Sab, 06/13/2020 - 07:45

La situazione può essere davvero stressante e mettere a dura prova anche gli animi più pazienti. E, soprattutto se il periodo di isolamento sociale si protrae, gli effetti negativi possono essere diversi, dal peggioramento dell’umore fino ad arrivare all’alterazione dei livelli di espressione genica. Ma c’è speranza: il ritorno alla quotidianità della vita normale, unito a una sorta di fiducia interiore, è in grado di cancellare la maggior parte degli effetti negativi che un isolamento prolungato può causare a mente e corpo. È questo che emerge da uno studio condotto su un gruppo di ricercatori vissuti in Antartide per un anno, isolati dal resto del mondo, realizzato dall’Istituto superiore di sanità in collaborazione con diversi enti e università italiane (tra cui la “Sapienza” Università di Roma, l’Università di Perugia, e lo European Brain Research Institute – EBRI) e pubblicato su Translational Psychiatry.

“Ogni anno un piccolo gruppo internazionale di 10-16 tra ricercatori e tecnici trascorre un periodo di circa un anno nel posto più sperduto del suolo terrestre: la stazione italo-francese Concordia, un avamposto di ricerca collocato su un altipiano a circa 3300 metri sul livello del mare in Antartide – spiega Simone Macrì, ricercatore dell’Iss a capo dello studio -. Le condizioni climatiche particolarmente avverse (la temperatura minima può toccare punte di -80°C) limitano la possibilità di uscire dalla stazione di ricerca e la distanza dalla costa, il forte vento e il buio costante rendono impraticabili eventuali viaggi di rientro per un periodo di circa sei mesi”.

Lockdown simile a quello da Covid-19

La presenza di questi “reclusi” che hanno accesso al mondo esterno solo tramite risorse come Skype e WhatsApp, rappresentano un patrimonio importante per comprendere cosa accade a una persona quando è costretta a isolarsi dai propri cari e a confinarsi in un ambiente ristretto per un periodo di tempo prolungato. “Sono innegabili – continua lo studioso – le similitudini tra l’isolamento a cui hanno volontariamente aderito i partecipanti allo studio e quello a cui ci siamo responsabilmente sottoposti per fronteggiare l’epidemia da Covid-19, e viene naturale chiedersi se, almeno in parte, i risultati di quest’indagine possano aiutarci a capire come reagiremo al lungo periodo di isolamento a cui siamo stati costretti”.

Il ritorno alla normalità cancella gli effetti negativi

Per capire le conseguenze della “quarantena” in Antartide i ricercatori hanno ottenuto dati fisiologici e psicometrici da questi “astronauti terrestri” prima, durante e al termine della campagna antartica. In particolare, ha analizzato se e come l’esposizione all’isolamento e al confino alterasse le concentrazioni di cortisolo (l’ormone dello stress), l’espressione dei circa ventimila geni che costituiscono il progetto di vita di ciascuno di noi e lo stato di benessere psicofisico valutato tramite questionari.

“I risultati del nostro studio ci rassicurano su diversi aspetti: in primo luogo, sebbene durante la permanenza in Antartide l’isolamento prolungato abbia provocato diversi effetti negativi tra cui l’aumento dei livelli di stress, l’alterazione dei livelli di espressione genica e il peggioramento dell’umore, il ritorno alla vita normale ha di fatto cancellato la maggior parte di questi effetti. Abbiamo inoltre avuto modo di osservare – conclude l’esperto – che le persone caratterizzate da una certa fiducia e sicurezza in se stesse sono quelle che hanno risentito meno di uno stress prolungato e inevitabile come quello vissuto in Antartide. In ultima analisi, vengono dimostrate ancora una volta le straordinarie capacità dell’essere umano di adattarsi a condizioni di stress mettendo in moto tutta una serie di risposte biologiche di cui l’evoluzione ci ha fatto dono”.

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Italia Sicilia Gela, seconda stagione, episodio 2: Cristian

People For Planet - Sab, 06/13/2020 - 07:00

Cristian Capizzello è un agronomo gelese e nell’azienda di famiglia coltiva carciofi e cereali. Non usa intermediari, vende solo al dettaglio e ha imparato il rapporto con la terra dagli insegnamenti del nonno.

In questa puntata Cristian ci guida in un viaggio nel mondo dell’agricoltura gelese. In un supermercato ha trovato delle fave essiccate provenienti dall’Australia: “Ma che in Sicilia mancano fave?!?”

Prossimo episodio: 16 giugno! Clicca qui per vedere tutti gli episodi della webserie
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Juventus – Milan nel silenzio e senza gol| Genitori di Regeni: “Traditi dall’Italia” | Anche la Spagna ha il suo Floyd

People For Planet - Sab, 06/13/2020 - 06:25

Il Mattino: La Spagna ha il suo Floyd: marocchino soffocato da sei guardie in carcere | Video ​Statue e simboli abbattuti, furia iconoclasta. Amazon e Microsoft: contro gli abusi sui neri stop al riconoscimento facciale per la polizia Rilasciato su cauzione un altro degli agenti arrestati per la morte di Floyd: pagati 750mila dollari E dopo Colombo negli Usa è bufera pure sui cagnolini di Paw Patrol;

Leggo: Coronavirus, lo studio: «Alcuni raffreddori possono proteggere per anni»;

Corriere della Sera: Juventus – Milan nel silenzio e senza gol. Bianconeri primi finalisti di Coppa Italia. Senza il calore del tifo niente spettacolo tv;

Tgcom24: Armi all’Egitto, i genitori di Regeni: “Traditi dallo Stato italiano”;

Il Manifesto: I 100 modi in cui Trump sta distruggendo l’ambiente;

llsole24ore: Ecobonus al 110%, i tre nodi da sciogliere per farlo decollare – Riqualificare la casa a costo zero: la guida completa al superbonus;

Il Fatto Quotidiano: Infermieri “anti-Covid”, la Lombardia sbaglia i conti: il premio promesso è dimezzato. E per rimediare Fontana deve attingere ai fondi del decreto Rilancio;

Il Messaggero: Pensioni, scattano mini tagli alle contributive: la modifica dal 2021 La tabella;

La Repubblica: Inchiesta mancate zone rosse, la pm: “Piena collaborazione premier e ministri. Responsabilità del governo? Mai detto” video ;

Il Giornale: Scatta la vera “patrimoniale”: è in arrivo la batosta sulla casa;

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Seconda Puntata | Cristian

Gela Le Radici del Futuro - Ven, 06/12/2020 - 23:18

Cristian Capizzello è un agronomo gelese e nell’azienda di famiglia coltiva carciofi e cereali. Non usa intermediari, vende solo al dettaglio e ha imparato il rapporto con la terra dagli insegnamenti del nonno. In questa puntata Cristian ci guida in un viaggio nel mondo dell’agricoltura gelese. In un supermercato ha trovato delle fave essiccate provenienti dall’Australia: “Ma che in Sicilia mancano fave?!?”

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Alaska: il sì di Trump alla caccia con tecniche “inumane e barbare”

People For Planet - Ven, 06/12/2020 - 18:30

Donald Trump abolisce le regole introdotte dall’Amministrazione Obama nel 2015, dando il via libera ai cacciatori di tornare ad uccidere lupi ed orsi e i loro cuccioli nei parchi nazionali dell’Alaska. La motivazione? Secondo i cacciatori, i divieti imposti rappresentano una violazione delle pratiche tradizionali dei nativi della regione.

A sconcertare non è tanto il tema generale dalla caccia, da sempre campo di scontro tra chi dice e chi dice no a questa pratica, ma sono le tecniche ri-autorizzate dall’amministrazione USA corrente.

Infatti, dal 9 luglio 2020, tornerà ad essere normale poter risvegliare gli orsi dal letargo direttamente nelle loro tane usando come esche i dolci. O stanare lupi e coyote con i loro cuccioli durante lo svezzamento abbagliandoli con i fari, per poi sparargli. Ma non solo… sarà possibile anche sparare agli animali direttamente dalle proprie autovetture, imbarcazioni e velivoli in generale, elicotteri e snowmobile compresi.

Il provvedimento pubblicato sul Federal Register, (la Gazzetta Ufficiale degli Stati Uniti Usa), è frutto di una serie di pressioni fatte all’amministrazione Trump da parte dei funzionari eletti dell’Alaska che, per la maggior parte amanti della caccia, considerano i divieti imposti cinque anni fa da Obama come più severi rispetto ai vigenti nel resto degli USA. Di contro, questa decisione non poteva che suscitare l’ira delle associazioni ambientaliste, gestori dei parchi nazionali compresi, che definiscono queste nuove libertà concesse ai cacciatori come inumane e barbare, sottolineando anche che i parchi dove saranno applicate “sono i posti dove arrivano turisti da tutto il mondo nella speranza di vedere questi animali, vivi e nel loro habitat naturale”.

Una scelta che ha tutta l’aria essere stata presa più per interessi politici ed economici che nell’interesse della tutela della fauna e delle tradizioni locali, come dichiarato.

Tra i sostenitori della nuova misura, tra gli altri Lisa Murkowski, senatrice repubblicana dell’Alaska, la quale afferma che il provvedimento “protegge le tradizioni di caccia e di pesca dell’Alaska e difende i diritti dello stato“, affermazione non passata inosservata e severamente criticata da Theresa Pierno, presidente del National Parks Conservation Association:  sparare ad una mamma orso ed al suo cucciolo in letargo non è il tipo di tradizione che i nostro parchi nazionali dovrebbero preservare”.

Alla voce di protesta di Theresa, si aggiunge quella di Jim Adams, direttore della medesima associazione, che considera questa autorizzazione un escamotage per ridurre la popolazione di lupi e altri predatori in generale, e determinare un aumento significativo di agli altri animali del parco, come caribù e alci. Vittime preferite dai cacciatori.

Il delicato momento storico che l’America si trova a vivere in questi giorni (l’incertezza della pandemia del Coronavirus tra i migliaia di decessi e disoccupati e il dilagante malcontento di migliaia di manifestanti per l’omicidio Floyd) sembrerebbe essere stato terreno fertile per Donald Trump che, approfittando della situazione, ha dichiarato ufficialmente aperta la stagione di caccia di orsi e lupi dopo che la discussione sulle regole era ferma dal 2018.

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