Jacopo Fo

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Torniamo a parlare di stampa 3D SLA

People For Planet - Sab, 02/13/2021 - 17:00

Artigianato, componentistica, gioielleria, fino alle protesi dentali, sono moltissime le possibili applicazioni della stampa in 3D SLA, cioè partendo da una resina liquida solidificata da un laser. Negli ultimi anni le tecnologie sono migliorate tantissimo e oggi si può avere uno straordinario livello di precisione.

Riprese presso il Fab Lab Rinoteca – Made in Marche

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Il talento di Mr. Draghi

People For Planet - Sab, 02/13/2021 - 16:05

Il governo Draghi è stato appena varato e già dilagano polemiche, scontento e lamentele. Ha applicato il manuale Cencelli. Ha riconfermato tanti vecchi ministri, dov’è il cambiamento? Oddio tornano i Berluscones. Ha umiliato questo partito. No, quell’altro. Il governo con quello lì mi fa schifo. No a me fa schifo quell’altro.

Ma se guardiamo con un po’ di calma e senza polemiche com’è questo governo, viene fuori una semplice verità. Mr. Draghi ha applicato un antico motto siciliano: “Cu spatti avi a megghiu parti”. Ovvero (traduco liberamente): chi fa le parti si prende la parte migliore. Non solo, in questo caso chi fa le parti, cioè Draghi, ha pure scelto gli ingredienti, e li ha calibrati tra loro perché alla fine possa uscire la pietanza che cercava: superare la pandemia e non perdere il treno del Recovery Plan.

Condizione per ottenere i fondi, ma anche scopo del Recovery Plan, è fare alcune riforme che permettano al Paese di rimettersi in moto. E le persone messe da Draghi ai ministeri chiave per fare le riforme sono tutte tecnici, e tutte godono la fiducia del premier.

Al nuovo ministero della Transizione Ecologica, fortemente voluto da Grillo, va un fisico di fama internazionale, Roberto Cingolani, un tecnico di alto livello (considerato “vicino” ma non certo organico ai 5Stelle, tanto che è amico anche di Renzi).

Vittorio Colao, già capo di Vodafone e della task force voluta e poi rinnegata da Conte, andrà alla Transizione Digitale.

Marta Cartabia, già presidente della Corte Costituzionale, va alla Giustizia, dove dovrà occuparsi di sveltire finalmente i processi civili.

Daniele Franco, attuale direttore generale di Banca d’Italia ed ex ragioniere generale dello Stato, prende il superministero dell’Economia.

E sono tecnici anche i ministri dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, e dell’Università, Cristina Messa, oltre a Luciana Lamorgese, confermata all’Interno.

E i partiti? Sono stati rispettati, non umiliati. Ma certo ridimensionati. Ognuno ha un peso nel Governo più o meno corrispondente ai voti presi alle ultime elezioni politiche (tranne i 5 Stelle, obiettivamente sottorappresentati con 4 ministri rispetto all’oltre 30% dei voti presi, ma le ragioni di questa scelta richiederebbero un articolo a parte).

Ma chi parla di manuale Cencelli , quello con cui la Dc e i suoi alleati decidevano come dividersi i ruoli di governo, si sbaglia.

Draghi ha fatto scelte molto precise, selezionando all’interno di ogni partito i politici meno esposti alle sirene sovraniste e populiste. I rappresentati della Lega, in primis Giancarlo Giorgetti, cui va l’importante ministero dello Sviluppo Economico, rispondono a questa logica: sono i meno “salviniani” tra i “salviniani”.

Come sono della corrente anti-Salvini i tre ministri di Forza Italia (tre ministeri possono sembrare troppi, ma sono tutti senza portafoglio).

E sono tutti governisti i 4 dell’M5S – a cominciare da Luigi Di Maio, che conserva gli Esteri – che, come dicevamo, risulta ridimensionato: Patuanelli, ad esempio “scende” dallo Sviluppo Economico all’Agricoltura.

Come ridimensionato è anche il Pd. Conserva la Cultura (Dario Franceschini) – ma senza il Turismo, al quale Draghi sembra attribuire un ruolo importante per la ripresa – e la Difesa (Lorenzo Guerini) e prende il Lavoro (Andrea Orlando), terribile gatta da pelare il giorno in cui smetterà il blocco dei licenziamenti. Ma perde un ministero chiave come l’Economia, dove Roberto Gualtieri aveva fatto un buon lavoro: non dimentichiamo infatti che i 200 e passa miliardi del Recovery Plan, che sono stati frettolosamente messi a merito di Giuseppe Conte, in realtà sono in gran parte frutto di una “filiera” Pd composta da Gualtieri, Paolo Gentiloni Commissario Ue all’Economia e David Sassoli presidente del Parlamento Europeo.

È straordinario come il Pd sia regolarmente incapace di valorizzare i suoi -non numerosissimi- successi.

Leu vede la conferma di Roberto Speranza alla Salute, riconoscimento di un lavoro fatto in condizioni difficilissime e del fatto che cambiare ministro in piena pandemia sarebbe assurdo.

Italia Viva riduce la sua presenza al solo ministero della Famiglia e delle Pari Opportunità (confermata Elena Bonetti), non certo un ruolo chiave. Renzi si dice soddisfattissimo. Ne siamo lieti per lui.

Da sottolineare la scarsa presenza femminile: solo 8 su 23 ministri. I 5 Stelle ne hanno una, il Pd neanche quella. È paradossale (e preoccupante) che il partito con maggiore presenza femminile, 2 (Mariastella Gelmini e Mara Carfagna) su 3 (Renato Brunetta) sia Forza Italia, il partito il cui leader è famoso per il bunga bunga.

Sull’intero governo, domina la figura del tecnico più “politico” di tutti, Mario Draghi. È lui che da le carte, lui il garante verso l’Europa, lui che attirerà amori ed odi, lui che pagherà per primo se le cose non andranno per il verso giusto. O che, invece, verrà premiato con la presidenza della Repubblica.

Le speranze sono molte, le difficoltà pure. Tenere insieme partiti che sono nati per contrastarsi pare impresa titanica. Il successo si misurerà solo in base ai risultati. 

Intanto, sul fiume, sta la Meloni – l’unica rimasta fuori dal “governo di tutti” – che spera di veder passare i cadaveri dei suoi nemici. I precedenti, vedendo le conseguenze di altri governi “tecnici”, sono preoccupanti. Dopo il governo Ciampi sorse e trionfò Forza Italia. Dopo il governo Monti ci fu l’ondata populista dei 5 Stelle prima versione, quella del vaffa e dell’uno vale uno, e della Lega salviniana del “prima gli italiani”.

Fratelli d’Italia conta che ora arrivi il suo turno di incassare i voti degli scontenti, che inevitabilmente ci saranno.

Speriamo ardentemente che si sbagli.

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RaccogliAMO insieme

People For Planet - Sab, 02/13/2021 - 12:33

“Innamorati della nostra terra e dei nostri territori festeggiate il 14 febbraio organizzandovi in coppia, con qualcuno che amate, amico, un peloso. Andate dove volete e all’ora che volete per raccogliere un po’ di rifiuti.

Al termine della raccolta scattate una foto, fate vedere i visi, il bottino raccolto e se vi va anche un bacio. Mandate al gruppo regionale Plastic Free Emilia Romagna , raccontando dove eravate. Cosa si vince? La soddisfazione di avere pulito un angolo di mondo con amore!

Unico accorgimento non raccogliete rifiuti pericolosi”.

Dania Lugari con alcuni volontari

Così si legge nelle pagine social dell’associazione Plastic Free Appennino Reggiano che ha organizzato una giornata di raccolta rifiuti il giorno di San Valentino per ripulire – nel rispetto delle norme anti-Covid – un angolo del proprio territorio.

“La proposta è arrivata da un referente della provincia di Piacenza – racconta Dania Lugari, referente di Plastic Free per l’Appennino Reggiano. L’iniziativa si svolgerà a livello regionale ma cercheremo di coinvolgere più coppie possibili ma in sicurezza”.

L’associazione

Plastic Free Odv Onlus è un’associazione di volontariato nata il 29 luglio 2019 con l’obiettivo di informare e sensibilizzare più persone possibili sulla pericolosità della plastica, in particolare quella monouso, che non solo inquina bensì uccide. Nata come realtà digitale, nei primi 12 mesi ha raggiunto oltre 150 milioni di utenti e oggi, con oltre 400 referenti in tutt’Italia, si posiziona come la più importante e concreta associazione in questa tematica.

Le attività

Non solo online, Plastic Free, infatti, è impegnata su più progetti, dalla raccolta nelle spiagge e città al salvataggio delle tartarughe, dalla sensibilizzazione nelle scuole al progetto con i Comuni, dal Plastic Free Walk al Plastic Free Diving.

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Un nazista di 100 anni è stato condannato per 3518 omicidi

People For Planet - Sab, 02/13/2021 - 12:00

Un uomo di 100 anni è stato accusato di 3.518 omicidi: durante la Seconda Guerra Mondiale aveva prestato servizio come guardia delle SS naziste in un campo di concentramento alla periferia di Berlino.

Si presume che l’uomo abbia lavorato nel campo di Sachsenhausen tra il 1942 e il 1945 come membro arruolato dell’ala paramilitare del partito nazista, ha dichiarato Cyrill Klement, che ha guidato le indagini.

Il nome dell’uomo non è stato rilasciato, in linea con le leggi tedesche sulla privacy. Nonostante l’età avanzata, il sospettato è stato, tuttavia, considerato abbastanza idoneo per essere processato.

I precedenti legali su casi simili in Germania stabiliscono che chiunque abbia dato il proprio contributo in un campo nazista può essere perseguito come complice degli omicidi commessi in quei luoghi dell’orrore.

“Età avanzata senza scuse”

Efraim Zuroff, il “capo cacciatore” di nazisti al Simon Wiesenthal Center, ha detto che questo caso serve come “promemoria vitale per i pericoli dell’antisemitismo, del razzismo e della xenofobia“.

L’età avanzata degli imputati non è una scusa per ignorarli e consentire loro di vivere nella pace e nella tranquillità che hanno negato alle loro vittime“, ha detto.

Il nuovo precedente legale è stato stabilito nel 2011 con la condanna dell’ex operaio automobilistico dell’Ohio John Demjanjuk come complice di omicidio con l’accusa di aver prestato servizio come guardia nel campo di sterminio di Sobibor nella Polonia occupata dai tedeschi. Demjanjuk, che ha fermamente negato le accuse, è morto prima che il suo appello potesse essere ascoltato.

Un tribunale federale ha successivamente confermato la condanna del 2015 dell’ex guardia di Auschwitz Oskar Groening ottenuta con la stessa linea di ragionamento, consolidando il precedente.

Prima di allora, i tribunali tedeschi avevano richiesto ai pubblici ministeri di giustificare le accuse presentando le prove della partecipazione di una ex guardia a uno specifico omicidio, spesso un compito quasi impossibile dato l’anonimato della maggior parte delle SS, insieme alla scarsità di testimoni e al molto tempo trascorso.

Il nocciolo di questo caso segue la decisione di Demjanjuk e Groening, che essere parte del funzionamento di questa macchina della morte è sufficiente per ricevere una condanna di omicidio”, ha concluso Klement.

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Frappe, ricetta originale

People For Planet - Sab, 02/13/2021 - 10:00

Frappe, chiacchiere, bugie... siamo sicuri che siano la stessa cosa? Dal canale YouTube Chef Stefano Barbato sveliamo questo mistero imparando la vera ricetta delle Frappe.

Buona visione e degustazione!

INGREDIENTI:

  • 500 gr farina 00;
  • 175 gr di vino bianco;
  • 1 uovo intero 2 tuorli;
  • 30 gr di strutto o in alternativa, 30 gr di burro o olio di semi di vinaccioli;
  • 50 gr di zucchero;
  • 1 gr di sale.

Per friggere: olio di semi di arachidi o olio di semi di girasole alto oleico

Chef Stefano Barbato

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Naso chiuso, febbre, mal di testa: influenza o raffreddore? Cinque domande per capirlo

People For Planet - Sab, 02/13/2021 - 08:00

Febbre, naso chiuso o che cola, spesso accompagnati da dolore alla gola, oltre che da stanchezza. Sintomi che possono insorgere sia nel caso in cui si sia incappati nell’influenza, sia nel caso in cui, invece, il responsabile sia il raffreddore. Come fare a capire con quale delle due malattie abbiamo a che fare?

Influenza o raffreddore? Ecco 5 domande per capire la differenza

Secondo gli esperti dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CdC) statunitensi per capire la differenza tra un comune raffreddore e l’influenza è sufficiente farsi cinque domande (e, ovviamente, darsi altrettante risposte).

1) Qual è la tempistica di insorgenza dei sintomi?

Se il malessere si scatena in fretta con i sintomi che si manifestano forti e nel giro di poche ore, con molta probabilità è influenza. Nel caso del raffreddore, invece, i sintomi – nella maggior parte dei casi – sono meno aggressivi e insorgono in modo più graduale.

2) La temperatura alterata a quanto arriva?

Se l’alterazione della temperatura del corpo arriva sopra i 37,8 gradi (centigradi) è molto probabilmente influenza, e c’è quindi da aspettarsi, con molta probabilità, un rialzo ulteriore della febbre nel giro di qualche ora. Sebbene anche i raffreddori possano causare un aumento della temperatura corporea, raramente questa arriva a superare i 37,5 gradi.

3) Quanto ti senti stanco?

Tanto maggiore è il livello di spossatezza che si percepisce, tanto più è probabile che si sia incappati nell’influenza. Nel caso del raffreddore, invece, sensazioni come intorpidimento e stanchezza sono solitamente avvertite, quando presenti, in modo lieve.

4) Hai sensazione di freddo con brividi?

Avere oppure no i brividi è uno dei segnali più facili da individuare e che può aiutare a distinguere l’influenza dal raffreddore: nell’influenza, infatti, l’aumento della temperatura è quasi sempre accompagnato da una sensazione di freddo e brividi, mentre nel caso del raffreddore solitamente questi ultimi non fanno parte del repertorio dei sintomi.

5) Quanto dolore avverti a testa e gola?  

Anche il mal di testa generalizzato e forte solitamente accompagna l’influenza, mentre nel caso del raffreddore compare più raramente e, quando è presente, generalmente si manifesta se si soffre anche di sinusite e risulta perlopiù localizzato alla fronte. Quanto al dolore alla gola, che può essere presente in entrambe le patologie, nel caso del raffreddore risulta più lieve.

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Oms: «Ci sarà la sindrome del “long Covid”» | Alitalia senza soldi in cassa | Ecco il governo Draghi

People For Planet - Sab, 02/13/2021 - 06:25

Corriere della Sera: L’Oms: «Ci aspettiamo molte persone colpite dalla sindrome del “long Covid”» Il bollettino: 13.908 nuovi casi e 316 morti;

Il Giornale: ‘Nuovo governo? Poche donne’. La battaglia femminista del Pd;

Il Manifesto: Alitalia senza soldi in cassa: a rischio stipendi di febbraio;

Il Mattino: Falsi certificati di tampone negativo venduti a 50 euro nell’aeroporto di Napoli;

Il Messaggero: Sempre più focolai nelle scuole. I virologi: rischioso tenerle aperte;

Ilsole24ore: Chi è Daniele Franco, il «super-tecnico» nuovo ministro dell’Economia – Cuneo, aliquote Irpef e detrazioni: la ricetta Draghi sul Fisco;

Il Fatto Quotidiano: Camorra, Pasquale Zagaria torna libero: il boss dei Casalesi è stato scarcerato per fine pena;

La Repubblica: Ecco il governo Draghi: 23 ministri, 15 politici e 8 tecnici. Confermati Di Maio, Speranza, Lamorgese, Guerini e Franceschini | 33% donne, 3 ministri su 4 vengono dal Nord;

Leggo: Addio Governo Conte, Casalino: «Sono già ubriaco di libertà»;

Tgcom24: Valerio Massimo Manfredi resta grave | Sequestrati appartamento e caldaia;

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Mani fredde, cuore caldo?

People For Planet - Ven, 02/12/2021 - 18:00

La risposta arriva dalla scienza: hanno meno massa muscolare dei maschi. Lo dice una ricerca dell’Università di Cambridge e pubblicata sull’American Journal of Physical Anthropology.
Così afferma Stephanie Payne coordinatrice del progetto: «Abbiamo sempre pensato che fosse il grasso, agendo da ‘isolante’, a giocare il ruolo più importante nei processi di termoregolazione. Invece questa funzione chiave sembra svolgerla il muscolo»
L’esperimento ha visto coinvolti 140 volontari tra i 18 e i 50 anni. Hanno immerso le mani nell’acqua gelida per tre minuti e poi è stato misurato il tempo che ci è voluto per farle tornare “in temperatura”. Si è così scoperto che chi aveva maggiore massa muscolare si riscaldava prima.

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Perché Elon Musk lancia Tesla nella follia dei bitcoin

People For Planet - Ven, 02/12/2021 - 16:00

Elon Musk ha scatenato un’ondata di bitcoin annunciando che Tesla stava investendo $ 1,5 miliardi in valuta virtuale. 

Ma,  per l’editorialista finanziario del Guardian, “twittare con entusiasmo una propria opinione sui bitcoin è una cosa, spendere $ 1,5 miliardi di fondi degli azionisti per acquistare criptovaluta è un’altra”.

Se Elon Musk che possiede il 20% del capitale della casa costruttrice di veicoli elettrici e batterie, “non resiste alla tentazione di speculare”, farebbe meglio a usare secondo il Guardian “i propri soldi” .

Tesla ha giustificato la mossa come un modo per “diversificare e massimizzare il ritorno sul [suo] denaro”, che sempre secondo il Guardian è “un modo straordinariamente ottimista per descrivere il rischio inerente a questo investimento“.

Bitcoin è una criptovaluta soggetta a forti fluttuazioni. Ovviamente, fornire il flusso di cassa di un’azienda con bitcoin ha poco a che fare con la “diversificazione per esempio in franchi svizzeri“, sottolinea. 

Ciò che Tesla ha ammesso di sfuggita nel suo comunicato stampa, giudicando che gli asset digitali in bitcoin “sono stati e continuano ad essere piuttosto volatili” .

In tema di risk management, prosegue il giornalista, “non importa che Tesla preveda di accettare pagamenti in bitcoin” . Dopo tutto, se alcune persone vogliono acquistare “la loro auto elettrica con bitcoin, è una loro scelta” . Tesla poteva, per semplice prudenza, “convertire immediatamente questi pagamenti in dollari o altre valute”.

“Questa avventura sembra principalmente legata al gusto di Musk per il clamore e la pubblicità”.

I primi a beneficiarne ovviamente sono stati  i “promotori di bitcoin”, i quali sostengono che le criptovalute si stanno normalizzando all’interno del sistema finanziario e sono stati aiutati dalla pubblicità che l’uscita di Musk ha suscitato sulla criptovaluta

È molto meno ovvio vedere “cosa ne ricavano gli azionisti di  Tesla” . In breve, conclude l’analista finanziario del Guardian, l’azienda farebbe meglio a “attenersi a ciò che sa fare: auto e batterie elettriche. E di lasciare i bitcoin ai suoi follower”. 

Foto di Ali Song/Reuters: Musk balla sul palco per il lancio della Tesla Model 3, gennaio 2020.

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Progetto ARCHEOPLASTICA: il museo degli antichi rifiuti spiaggiati

People For Planet - Ven, 02/12/2021 - 15:00

Al via su Produzioni dal Basso la raccolta fondi per il progetto che consentirà di realizzare un museo virtuale per rendere disponibile a tutti l’osservazione di questi reperti e sensibilizzare sul tema dell’inquinamento da plastica dei nostri mari.

Anno dopo anno il problema dell’inquinamento da plastica dei nostri mari si fa sempre più evidente. È sicuramente un problema di quantità perché ogni anno ne finiscono in mare quasi 9 milioni di tonnellate, ma i problemi sono anche altri. 

Tra questi il fatto che la plastica è praticamente eterna, cioè non si decompone ma si degrada lentamente fino a formare pezzettini sempre più piccoli che costituiscono le cosiddette microplastiche. Anche Enzo Suma, guida naturalistica di Ostuni, si è accorto che la plastica è eterna, specialmente durante le raccolte in spiaggia dove ha trovato e conservato numerosi prodotti di vario tipo degli anni ’80, ’70 e molti anche degli anni ’60. Plastiche che hanno anche più di cinquant’anni di vita e che, in molti casi, sembrano intatte. Tutta la plastica che abbiamo buttato in mare fino ad ora è ancora lì, trasformando il Mediterraneo in un’enorme zuppa di plastica. Per sensibilizzare la gente sul grave problema di questo tipo di inquinamento perché non sfruttare il potenziale evocativo di questi antichi reperti di plastica? Perché non farne una mostra o un museo? 

Enzo Suma

È così che nel 2018 nasce l’idea del progetto Archeoplastica. Ora però non è più solo un’idea. Dopo oltre due anni di selezione del materiale raccolto in spiaggia è nato un progetto in crowdfunding su Produzioni dal Basso – prima piattaforma italiana di crowdfunding e social innovation – finanziato direttamente dai cittadini. Un progetto che consentirà di realizzare un museo virtuale online per rendere disponibile a tutti l’osservazione di questi reperti, persino in 3D. I fondi serviranno anche per acquistare i materiali necessari per realizzare una mostra itinerante nelle scuole, in maniera tale da coinvolgere le giovani generazioni e, di riflesso, anche i loro genitori. Inoltre, verrà realizzato un opuscolo sul progetto che conterrà anche preziosi consigli su come consumare meno plastica, soprattutto quella usa e getta. 

La raccolta fondi è stata lanciata da pochi giorni ma ha già una settantina di donatori che hanno creduto nella brillante idea. Ma la strada è ancora lunga e solo il 30% del budget del progetto è stato raggiunto. La realtà promotrice della raccolta fondi si chiama Millenari di Puglia di cui Enzo Suma ne è il fondatore. Si tratta di una realtà molto conosciuta nel territorio dell’alto Salento e della Valle d’Itria, impegnata dal 2013 nella valorizzazione del territorio pugliese, nelle attività di escursionismo e nel volontariato naturalistico. 

A proposito di volontariato, il giorno di San Valentino, domenica 14 febbraio, organizzeranno una giornata di raccolta collettiva della plastica in uno dei luoghi naturali più significativi del territorio ostunese, l’area naturale costiera di Torre Pozzelle. Alle 10 i partecipanti si incontreranno per ripulire dalla plastica un bellissimo tratto di costa costituito da cinque splendide calette e una torre aragonese del 1500. Sarà certamente un’occasione per passare una domenica all’aria aperta in una location meravigliosa ma anche un modo per toccare con mano il grave problema che sta colpendo tutti gli oceani e in misura maggiore il Mediterraneo. In quell’occasione sarà possibile conoscere gli ideatori di Archeoplastica e della raccolta fondi per la realizzazione di questo importante progetto di sensibilizzazione.

Tutti coloro che decideranno di sostenere l’iniziativa riceveranno alcune ricompense in edizioni limitata, come la possibilità di partecipare gratuitamente ad un’escursione di mezza giornata con i Millenari di Puglia.

Per maggiori informazioni guarda il VIDEO di presentazione del progetto.

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Tanti Auguri Charles Darwin!

People For Planet - Ven, 02/12/2021 - 11:30

212 candeline sulla torta – mai così virtuale – per il compleanno del padre della teoria dell’Evoluzione, Charles Robert Darwin, nato nel 1809 a Shrewsbury e morto a Londra 77 anni dopo. Tutta Italia lo festeggia con numerosi eventi, conferenze e lezioni online, gratuiti e aperti a tutti. Si parla anche di virus, dei loro meccanismi evolutivi e del loro rapporto con l’ambiente e delle conseguenze sulla salute umana. Tante le iniziative in calendario nelle principali città italiane, tra cui queste segnalate dall’Uaar, l’Unione agnostici e atei italiani a cui dobbiamo l’importazione di una “festività” britannica, che intende celebrare l’uso della ragione da parte dell’umanità.

Gli eventi principali

A Milano, il Museo Civico di Storia Naturale organizza un’intera giornata in streaming per conoscere il legame tra  da sempre lega le collezioni naturalistiche e l’evoluzione. Il Muse di Trento propone invece visite guidate in diretta dedicate alle famiglie e quattro interventi legati al tema degli adattamenti del mondo vegetale: ‘Ti amo, ti odio e a volte ti mangio: rapporti tra piante e insetti’; ‘Piante in movimento: strategie per ovviare all’immobilità’; ‘Piante in amore’; ‘La voce degli alberi. La rete di (tele)comunicazione tra gli alberi e la sua evoluzione’.

Oggi, 12 febbraio, sono tre gli appuntamenti previsti.

  • l’evento nazionale in diretta sui canali socialdi Uaar, con il professor Andrea Pilastro, ordinario di biologia evoluzionista all’Università di Padova e autore di Sesso ed Evoluzione, che parlerà di L’origine dell’uomo e la selezione in relazione al sesso (di cui quest’anno ricorrono i 150 anni dalla pubblicazione), e la responsabile scientifica dell’Uaar, Elisa Corteggiani, che presenterà una breve serie di video del professor Richard Dawkins, doppiati in italiano dall’Uaar.
  • Una video conferenza, organizzata dal circolo Uaar di Brescia, dal titolo “Gufi o allodole? Cosa sono e come funzionano gli orologi circadiani” con Rodolfo Costa, professore di Genetica presso l’Università di Padova.
  • Una diretta Facebook organizzata dal circolo Uaar di Milano con Alberto Vianelli (Università dell’Insubria) che parlerà di “Virus ed evoluzione”.

Ma gli eventi in programma non finiscono qui. Tra gli altri segnaliamo: il 13 febbraio conferenza, a cura del circolo Uaar di Udine, della dottoressa Elena Campaner, assegnista di ricerca dell’Università degli Studi di Trieste, dal titolo: “Il cancro come processo evolutivo”.

Spunti nei siti web universitari

Si parla invece di crisi della biodiversità, alla luce dell’evoluzione, nell’evento organizzato dall’Unione Bolognese Naturalisti (Ubn), in collaborazione con l’Alma Mater, il Sistema Museale di Ateneo e l’Orto Botanico. La Città della Scienza di Napoli indaga con video ed esperimenti un aspetto poco conosciuto delle opere di Darwin: la connessione tra mondo animale e vegetale, che dimostrò nei suoi studi sulle piante carnivore. L’Università di Bari partecipa al Darwin Day con un ricco programma di incontri e lezioni aperte online, tra cui ‘Alfred Russel Wallace, l’altro Darwin’ e ‘A che serve la biogeografia’. Viene anche presentata la mostra virtuale “E-MoVe! Evoluzione del mondo vegetale”.

Per il calendario completo e in continuo aggiornamento degli eventi Darwin Day Uaar: www.uaar.it/uaar/darwin-day

Per quelli previsti a livello internazionale: www.darwinday.org/events

Ma chi era Darwin?

Biologo, naturalista ed esploratore britannico, Charles Darwin ha formulato la teoria dell’evoluzione delle specie animali e vegetali di cui parlò nel suo “L’origine delle specie per selezione naturale”. Basò la sua teoria sui dati raccolti durante un viaggio intorno al mondo. La teoria, oggi alla base della scienza moderna, sostiene che gli individui che manifestano mutamenti vantaggiosi hanno maggiori probabilità di adattarsi all’ambiente circostante e quindi di sopravvivere e moltiplicarsi, lasciandoli in eredità ai discendenti.

Dopo Copernico che mutò la concezione del cosmo ponendo il Sole al centro del Sistema Solare, e non la Terra, Darwin tolse all’umanità anche la presunzione di essere stati originati da un padre supremo, severo e giusto. Darwin regalò all’umanità il suo destino,  e lo sottrasse alla sfera del divino divinità: l’uomo è il frutto dell’evoluzione dei primati. Qualcosa che ancora oggi buona parte delle persone fa fatica ad accettare.

Il caso e la sfortuna non c’entrano. A causare i tumori è l’ambiente

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Regalo San Valentino: lavoretti di riciclo facili

People For Planet - Ven, 02/12/2021 - 10:00

Dal canale YouTube Arte Green ecco dei semplici lavoretti adatti a festeggiare il giorno di San Valentino.

Un’idea di riciclo creativo facili per la festa degli innamorati. Andremo a vedere come realizzare delle buste dove mettere i vostri regali, personalizzabili in maniera davvero facile.

Arte Green

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San Valentino: 7 fiori perfetti per dire «ti amo»

People For Planet - Ven, 02/12/2021 - 08:00

Cosa ci può essere di meno romantico di un colorato mazzo di fiori morti per dichiarare amore al proprio partner a San Valentino? Oltre al decesso appurato, i fiori recisi sono – lo sappiamo – coltivati in serre che consumano enormi quantità di energia, spesso tirano dentro commerci poco limpidi che includono lo sfruttamento del lavoro. Se fuori stagione, come frutta e verdura, è molto probabile che siano stati trattati con pesanti quantità di fitofarmaci e che abbiano viaggiato per mezzo mondo, ovviamente in locali refrigerati, per giungere a noi a un prezzo assolutamente vantaggioso. Ma dove è il romanticismo in tutto questo?

Un messaggio d’amore sottile ed elegante prende in considerazione anche questi fattori, e sarà dunque più vicino alle piante in vaso, facili da coltivare e mantenere, dalla lunga e romantica fioritura, dal profumo intenso e reale.

Teoricamente eterni: proprio come la vostra unione. Ecco a voi la nostra scelta:

Poetici e “gonfi” d’amore: i giacinti Anche recisi, i giacinti sopravvivono particolarmente a lungo

Fiore poetico molto caro a Plinio, Virgilio e Teocrito, che spesso lo hanno citato nei propri versi. In Italia il bulbo del giacinto è arrivato per la prima volta alla fine del 1500 dall’Asia Occidentale, ma essendo amante dei climi temperati il sud Europa è divenuta oggi una sua zona di produzione e questa è la sua stagione. Il suo profumo è prezioso e molto ricercato. I significati attribuiti al fiore sono diversi e variano a seconda della colorazione: il giacinto rosso è simbolo di passione, quello blu di coerenza. In generale, il giacinto rappresenta il gioco e il divertimento: un messaggio ideale per la notte più appassionata dell’anno.

Il mughetto: il re del profumo (per un messaggio sensuale) Un inno alla dolcezza

Secondo il linguaggio dei fiori, il mughetto “riporta la felicità”: cosa di meglio per sottolineare il risultato di un’unione particolarmente speciale? Inoltre basta guardare questi piccoli fiori bianchi per essere assaliti da un oceano di tenerezza, avvolti dal profumo che li ha resi famosi in tutto il mondo.

I non ti dimenticar di me: un nome, una garanzia Quando le dimensioni non contano

Umili tra i fiori, eppure così speciali per quel particolare colore che li contraddistingue e quel nome, che da solo vale il più bel messaggio d’amore. Questi piccoli pegni sono tra l’altro facili da coltivare, sia in giardino che in casa.

Il ciclamino: semplice e chiaro Perfetto se avete fretta: si trova anche al supermercato!

Tra le più comuni piante invernali da fiore, che si trovano ovunque, in molti colori e sfumatore, c’è il ciclamino. I suoi petali sono piccoli cuori vellutati, la pianta è facile da mantenere e fiorisce fino a maggio.

Rosa d’inverno: che rosa sia (ma nera) Una scelta di classe

Se proprio rosa deve essere, che sia l’elleboro, la rosa d’inverno. Uno dei fiori più belli ed eleganti in assoluto, ama il freddo e scalda i cuori. Si mantiene benissimo all’aria aperta, sulla finestra della camera da letto ad esempio, e ha diverse tonalità, dal classico ghiaccio al rosa, al viola, fino al superbo nero.

Orchidea afrodite: un grande classico Una intramontabile compagna di vita

Un omaggio all’amore e un omaggio alla bellezza della vostra compagna, o del vostro compagno: dea tra le dee, l’orchidea – quasi esplicito simbolo dell’erotismo – è un particolare elogio alla dea greca della bellezza.

Il gelsomino: uniti per sempre Duro a morire, anche per chi è negato

Profumatissimo, capace di aricciarsi e aggrovigliarsi come pochi altri amanti al mondo riuscirebbero, resistente agli sbalzi di tempratura e perenne. Devo aggiungere altro? A primavera – tra poco – avvolge con un profumo inebriante, mentre il suo fiore ad elica crea vortici di passione.

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Piante aromatiche: colori e odori per riempire giardino e balcone

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Covid-19, varianti: il tampone le riconosce?

People For Planet - Ven, 02/12/2021 - 07:30

Cresce l’attenzione verso le principali 3 varianti del coronavirus, in particolare quella inglese, che starebbe correndo nel nostro Paese. Di ieri la notizia di interi plessi scolastici chiusi in Lombardia e nel Lazio, che includono una materna e una scuola elementare: esattamente la fascia d’età – dai 3 ai 10 anni – considerata finora più resistente al virus.

Sul sito dell’Istituto Superiore di Sanità, le risposte alle principali domande che riguardano le varianti: come si riconoscono? Basta un normale tampone? Chi colpiscono, e come?

I tamponi sono in grado di rilevare le varianti?

I test che vengono usati per la diagnosi, se non si basano sulla proteina spike, fanno correttamente la diagnosi; tuttavia, per potere discriminare se una infezione è determinata da una variante è necessario un test specifico altamente specialistico che è detto sequenziamento, in cui si determina la composizione esatta del genoma del virus.  

Come funziona il monitoraggio delle varianti in Italia?

L’analisi delle varianti viene effettuata dai laboratori delle singole regioni, sotto il coordinamento dell’Iss. L’ECDC – il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie – raccomanda di sequenziare almeno circa 500 campioni selezionati casualmente ogni settimana a livello nazionale, con le seguenti priorità: individui vaccinati contro SARS-CoV-2 che successivamente si infettano nonostante una risposta immunitaria al vaccino; contesti ad alto rischio, quali ospedali nei quali vengono ricoverati pazienti immunocompromessi positivi a SARS-CoV-2 per lunghi periodi; casi di reinfezione; individui in arrivo da Paesi con alta incidenza di varianti SARS-CoV-2; aumento dei casi o cambiamento nella trasmissibilità e/o virulenza in un’area; cambiamento nelle performance di strumenti diagnostici o terapie; analisi di cluster, per valutare la catena di trasmissione e/o l’efficacia di strategie di contenimento dell’infezione. In particolare, l’Istituto Superiore di Sanità ha chiesto ai laboratori delle Regioni e Province autonome di selezionare dei sottocampioni di casi positivi e di sequenziare il genoma del virus per individuare in particolare la presenza della ‘variante inglese’. Successivamente verrà poi individuata la presenza della variante brasiliana e, se necessario, anche di quella sudafricana.

Come cambiano le misure di protezione individuale con le nuove varianti?

Al momento non sono emerse evidenze scientifiche della necessità di cambiare le misure, che rimangono quindi quelle già in uso, l’uso delle mascherine, il distanziamento sociale e l’igiene delle mani. La possibilità di venire in contatto con una variante deve comunque indurre particolare prudenza e stretta adesione alle misure di protezione.

Le varianti colpiscono in maniera particolare i bambini?

Fino a questo momento le varianti più preoccupanti non sembrano causare sintomi più gravi in nessuna fascia di età. La malattia si presenta con le stesse caratteristiche e i sintomi sono gli stessi di tutte le altre varianti del virus. In termini di trasmissibilità la variante ‘inglese’ manifesta un aumento per tutte le fasce di età, compresi i bambini. Ci sono ancora molti studi in corso, ma al momento non sembra che la variante inglese abbia come target specifico i bambini, non li infetta in maniera particolare rispetto agli altri. Per quanto riguarda le altre varianti i dati non sono ancora sufficienti a formulare ipotesi. (fonte Oms/Ecdc)

Farmaci e vaccini funzionano anche sulle varianti?

Diversi studi sono in corso nel mondo per rispondere a questa domanda. Al momento i vaccini sembrano essere pienamente efficaci sulla variante inglese, mentre per quella sudafricana e quella brasiliana potrebbe esserci una diminuzione nell’efficacia. Per quanto riguarda i farmaci in uso e in sperimentazione non ci sono ancora evidenze definitive in un senso o nell’altro; tuttavia alcuni articoli preliminari indicano che alcuni anticorpi monoclonali attualmente in sviluppo potrebbero perdere efficacia. I produttori di vaccini stanno anche cercando di studiare richiami vaccinali per migliorare la protezione contro le future varianti.  

A livello internazionale la comunità scientifica e le autorità di regolatorie stanno monitorando attentamente come cambia nel tempo il SARS-CoV-2 (il virus che causa il COVID-19) e quanto i vaccini COVID-19 possono proteggere le persone da eventuali nuove varianti del virus man mano che compaiono.

Covid-19, primo rapporto AIFA sulla sicurezza dei vaccini

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Francia, 25% dei casi è variante inglese | Di Battista: “Lascio il M5s” | Asl ligure: “Gay a rischio Covid” | Morto il «re del porno»

People For Planet - Ven, 02/12/2021 - 06:25

Corriere della Sera: Varianti, la Germania da domenica chiude i confini con Tirolo e Repubblica Ceca. Autocritica Merkel: «Abbiamo fatto errori»;

Il Giornale: Cashback nel mirino del fisco. Cosa si rischia coi pagamenti;

Il Manifesto: Rebus licenziamenti nell’«ascolto sociale»;

Il Mattino: Larry Flynt, morto il «re del porno»;

Il Messaggero: Francia, variante inglese nel 25% dei casi. Paura Mosella, 300 casi di mutazioni;

Ilsole24ore: Entro il 2022 il Pil europeo tornerà a livelli pre-pandemia. Ma non l’Italia;

Il Fatto Quotidiano: “Big dell’azzardo promise soldi per avere un aiuto in Italia”: ministro austriaco indagato per corruzione;

La Repubblica: Di Battista: “Lascio il M5s, non accetto un governo con questi partiti” | Video;

Leggo: Omosessuali a rischio Covid come i tossicodipendenti: il documento choc dell’Asl ligure. Ma è copiato dal Ministero della Salute ;

Tgcom24: Consulta: “Il cognome solo del padre è un retaggio patriarcale”;

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Detox Phone: basta social, tornano i cellulari per chiamare e inviare sms

People For Planet - Gio, 02/11/2021 - 20:00

Possono solo fare telefonate e inviare messaggi: sono i cellulari di ultima (sì, ultima) generazione, che rispondono all’esigenza sempre più diffusa di disintossicarsi da notifiche continue, social network, fiumi di e-mail a qualsiasi ora del giorno. Promettendoci la disconnessione dal mondo virtuale, promettono anche la riconnessione con quello reale.

Cosa faremmo senza smartphone?

Attenzione: la domanda non è “Come faremmo senza smartphone?”, ma “Cosa faremmo senza smartphone?”. Ci sono effettivamente pro e contro nel liberarci dai nostri dispositivi mobile. I vantaggi sono incarnati principalmente da un ritorno al godersi il mondo reale. Spesso camminiamo con gli occhi fissi sul cellulare e non osserviamo più nulla. Il nostro spirito avrebbe bisogno di bellezza ma siamo talmente presi da messaggi, chat di gruppo, commenti su Facebook e like che non ci lasciamo catturare da altro. Le notifiche continue ci distraggono, fanno sembrare che ogni interruzione sia importante e che ogni risposta vada postata nel momento stesso in cui la notifica appare. Non ci concediamo più tempo per procrastinare la vita online; anche quando siamo immersi in teorici momenti di relax l’occhio cade sullo schermo e la mente si fissa su quelle notifiche da leggere. Gli smartphone però non vanno demonizzati, anzi, è una scelta del tutto personale quella sul loro utilizzo, così come sul tempo e sull’importanza da attribuire nella propria giornata alla vita online. Proprio per questo esistono le app e ognuno è libero di scegliere quali soddisfino i propri bisogni. Grazie allo smartphone possiamo scoprire il mondo intero, relazionarci in tempi rapidi, leggere notizie da ogni luogo e in ogni momento; possiamo guardare le nostre serie tv preferite in metro; possiamo vagare per città sconosciute consultando una mappa che ci condurrà dritti dove vogliamo; possiamo scattare foto di qualità senza dispositivi ingombranti al collo. Lo smartphone è un passatempo mentre siamo in attesa dal medico o in coda alla posta, lo smartphone non ci consente di annoiarci. Ma, in questo mondo di iperconnessione abbiamo quasi dimenticato che il cellulare serve prevalentemente per telefonare e inviare messaggi utili.

Cosa faremmo, dunque, senza smartphone? Sorseggeremmo un caffè al bar leggendo i quotidiani e ingannando il tempo osservando i passanti, ad esempio. Chiacchiereremmo di più alla fermata dell’autobus o in treno. Andremmo a provarci quel vestito e chiederemmo il parere dei commessi, non di qualche amica fidata su WhatsApp. E non avremmo nessuna recensione da consultare, per scegliere il ristorante giusto ci faremmo consigliare da amici e parenti.

Mudita, Punkt MP02: è l’era dei detox phone

Detox da cosa? Dall’ansia generata dal sentirsi esclusi, anche solo per qualche momento, da ciò che accade online. Detox dalle negatività generata dall’iperconnessione. Detox dagli effetti negativi sulla salute di un utilizzo eccessivo degli smartphone. Per disintossicarci non serve fuggire su un eremo e scappare dal mondo, ma le comunicazioni vanno ridotte all’osso. Per chi vuole sperimentare questa dieta esistono sul mercato alcuni dispositivi come le due “teste di serie” che stiamo per elencare:

Mudita Pure: non ha un browser per navigare su Internet, ha uno schermo E-Ink monocromatico anche alla luce, non emette luce blu (quella che fa male al sonno e alla vista), ha antenne che supportano reti GSM, 2G, 3G e 4G LTE, ha una presa usb che consente di utilizzare il suo modem integrato per navigare da computer (seduti dietro una scrivania, quindi, non mentre camminiamo); la batteria si ricarica in 3 ore e dura 5 giorni; sveglia, calcolatrice, calendario, music player, torcia, registratore vocale.

Punkt MP02: anche in questo caso, il telefono serve a chiamare e mandare messaggi, ma la connessione 4G LTE può essere condivisa con un tablet/laptop per scrivere da uno schermo più grande; Internet serve soprattutto per consultare mappe o leggere le e-mail; si può decidere quando non essere disturbati dalle notifiche; display monocromatico b/n soltanto testuale senza icone, suonerie personalizzate; tempo di ricarica della batteria di 2,5 ore e autonomia in conversazione di 7 giorni in standby; sveglia, calendario, block notes, cronometro e calcolatrice.

Insomma, se avete ancora a casa un vecchio Nokia 3310, sappiate che è tornato di moda!

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Tondi: il gesuita, il comunista e l’agente segreto

People For Planet - Gio, 02/11/2021 - 18:00

Alighiero Tondi è un professore gesuita della prestigiosa Università Pontifica Gregoriana che, nell’aprile del 1952, abbandona la Chiesa per entrare improvvisamente nel Partito Comunista Italiano.

Il gesuita comunista di Matteo Manfredini


La sua clamorosa abiura suscitò profondo scalpore nell’opinione pubblica ma è sempre rimasta avvolta da un alone di mistero.
Il libro di Manfredini prova a rispondere ad alcune complesse domande:

Chi era realmente Tondi? Quali ragioni stavano dietro la decisione di aderire al marxismo e di diventare un tribuno anticattolico che predicava l’infondatezza della religione?

Il Gesuita Comunista, vita estrema di Alighiero Tondi, spia in Vaticano (Rubbettino) porta alla luce una vicenda complessa, venata di interrogativi e contraddizioni che si intrecciano con i retroscena della Guerra Fredda.
Un affare misterioso quello di Tondi e che riempirà per mesi le pagine dei giornali, soprattutto per via delle dichiarazioni sensazionalistiche rilasciate da Tondi dopo l’ingresso nel Pci, a proposito di una rete sotterranea che collegava mondo neofascista e destra cattolica.

Tondi, dopo aver scritto libri controversi che denunciavano gli scandali di cui fu testimone durante gli anni nella Compagnia di Gesù, diventò uno dei personaggi più acclamati dai militanti comunisti.
Per anni riuscì a radunare folle enormi in tutte le piazze italiane, dove dal palco infiammava le frange più anticlericali delle masse comuniste, istigando polemiche che spesso degeneravano in scontri violenti con i
gli oppositori. Questa sua popolarità non passò inosservato alla Polizia e al Governo democristiano, che all’epoca monitoravano con attenzione i suoi spostamenti e le sue attività.

Il periodo di notorietà finì nel 1957 quando, ormai sposato con Carmen Zanti, una importante dirigente dell’Unione Donne Italiane, fu spedito a Berlino Est ad insegnare presso l’Università Humboldt, dove fece
esperienza con il mondo del socialismo reale rimanendone profondamente colpito.
Con il ritorno in Italia negli anni Sessanta un nuovo colpo di scena: imprevedibilmente il Partito Comunista lo emarginò completamente, abbandonandolo a se stesso, senza fornire alcuna spiegazione.
Una situazione inaspettata che lo condusse ad un lungo periodo di riflessione e che termina con un inaspettato riavvicinamento alla Chiesa cattolica: fino al ritorno alla celebrazione della messa nel 1981.

Tutti i membri del Comitato Centrale e della Segreteria del Pci tra gli anni Cinquanta e Sessanta erano ben informati sulle vicende di Tondi, ma non amavano parlarne. Anche in Vaticano il suo nome è noto,
ma si incontra la stessa reticenza nell’indagare sul suo conto.

Eppure sulle vicende di Tondi non esiste nessuno studio, malgrado il suo nome compaia su migliaia di pagine e documenti, nascosti tra scaffali e magazzini che custodiscono gli archivi della storia del Novecento.
Ma le scoperte portate alla luce da Manfredini non finiscono qui: grazie al ritrovamento di dossier inediti e segreti presso l’archivio personale del comunista Ambrogio Donini, emergono i retroscena dell’enigmatico ingresso di Tondi nel Pci del 1952. Più precisamente il suo sconcertante ruolo di spia comunista in Vaticano, al tempo in cui Tondi celava la sua identità sotto uno pseudonimo (Tonaca Bianca).
Nelle pagine del libro sono svelate le incredibili dinamiche del reclutamento di Tondi da parte del Pci e le scottanti informazioni che Tonaca Bianca riuscì a trasmettere a Botteghe Oscure, a proposito
dell’attività antisovietica della Santa Sede.
Tondi veniva incoraggiato nell’azione di spionaggio dai più alti funzionari del Pci, incluso Palmiro Togliatti, malgrado le sempre più insistenti richieste del gesuita di interrompere quel pericoloso compito e di ufficializzare pubblicamente l’adesione al comunismo.

Una vicenda biografica sconcertante, carica di opacità e di incongruenze che disegnano il profilo di un’esistenza romanzesca, senza certezze, costellata da crisi psicologiche e dalla ricerca incessante di un
approdo dentro un orizzonte di certezze.
In parallelo c’è il coinvolgimento tra ideologie opposte e contraddittorie, in lotta tra loro e che aumentano il mistero del personaggio: il clero romano, il neofascismo, l’ordine dei gesuiti, l’Unione Sovietica e Berlino Est.

Il volume non è semplicemente la ricostruzione di una biografia ma una saggio che fa affiorare una storia inedita, addentrandosi negli aspetti più intricati dello spionaggio della guerra fredda, frutto della ricerca e
dell’analisi di migliaia di documenti. Carte recuperate in quattro paesi diversi e in decine di archivi che includono i Servizi Segreti Tedeschi e americani, l’Università Humboldt, il Partito Comunista Italiano e i
fogli personali di Luigi Gedda e Giulio Andreotti.

Attraverso le tappe della rocambolesca vicenda di Alighiero Tondi si delinea un affresco del secondo dopoguerra, gettando luce su aspetti ancora oscuri dei primi anni della Repubblica Italiana: gli intrecci tra destra neofascista e mondo cattolico, i rapporti tra Pci e Cremlino e l’attività antisovietica del Vaticano.

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Diaframma: 5 esercizi per farlo funzionare meglio

People For Planet - Gio, 02/11/2021 - 16:00

Dal canale YouTube L’Altra Riabilitazione un video illustrativo per migliorare le prestazioni di un muscolo molto importante, anzi possiamo tranquillamente dire del muscolo più importante del corpo: il diaframma, principale muscolo respiratorio.

Il diaframma ha una quantità incredibile di collegamenti, tra cui:

  • la colonna vertebrale;
  • il sistema digestivo;
  • il sistema nervoso;
  • le emozioni.

Ecco perché è molto importante prendersene cura! Nel video vedremo una serie di esercizi per migliorare lo stato di questo muscolo importantissimo.

L’Altra Riabilitazione

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L’insostenibile desiderio di cambiare
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È iniziata la settimana della Raccolta del Farmaco 2021

People For Planet - Gio, 02/11/2021 - 14:00
La storia

Banco Farmaceutico nasce nel 2000, quando un gruppo di giovani
farmacisti riconosce e sente la necessità di rispondere ad un problema, fino ad allora, sottovalutato: chi è povero ha bisogno di un lavoro, di un letto, di cibo, di vestiti, ma anche (e spesso in misura superiore) di medicine.

Con l’aiuto di Cdo Opere Sociali e Federfarma, tale gruppo getta le
fondamenta dell’Organizzazione. Sul modello della Giornata Nazionale della Colletta Alimentare di Banco Alimentare, a dicembre 2000 è organizzata, nella sola città di Milano, la prima GRF – Giornata di Raccolta del Farmaco, durante la quale sono raccolte, in 250 farmacie, 15.000 confezioni di medicinali.

Da allora, i confini d’azione, inizialmente racchiusi entro la sola provincia
meneghina, si sviluppano notevolmente: oggi, Banco Farmaceutico è
presente in tutta Italia e conta sul sostegno di 4.944 farmacie, oltre 17.000
farmacisti
e 22.000 volontari.

Durante l’edizione 2020 della GRF, che in occasione dei 20 anni del Banco è durata una settimana (dal 4 al 10 febbraio), sono state raccolte, 541.175 confezioni di medicinali da banco, pari a un valore di 4.072.346 euro, che sono state consegnate a 1.859 enti assistenziali.

La risposta della GRF al Covid-19

Da marzo 2020, Banco Farmaceutico è impegnato anche nel rispondere
all’emergenza sanitaria determinata dal diffondersi del Covid-19. Alle
tradizionali attività di sostegno delle realtà assistenziali, si è affiancata la
realizzazione di progetti destinati a fornire medicinali e attrezzature a medici e infermieri degli ospedali e delle strutture sanitarie coinvolte nell’emergenza. Perché, oltre ad un carico di responsabilità senza precedenti, non debbano far fronte anche alla carenza di
mezzi per poter svolgere il proprio essenziale lavoro.

Come donare

È molto semplice: dal 9 al 15 febbraio trova la farmacia più vicina a te che ha aderito all’iniziativa, scegli di acquistare uno o più medicinali da banco lascialo in donazione. I medicinali raccolti saranno consegnati agli oltre 1800 enti assistenziali convenzionati con Banco Farmaceutico.

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Uk: “La variante inglese diventerà ceppo dominante nel mondo”

People For Planet - Gio, 02/11/2021 - 12:30

La variante inglese del coronavirus potrebbe diventare il ceppo dominante al mondo: lo prevede Sharon Peacock, a capo del programma di sorveglianza genetica del Regno Unito, intervistata dalla Bbc. La nuova variante ha “spazzato via il Paese”, ha detto, e “con ogni probabilità spazzerà via il mondo”.

Niente di incoraggiante insomma, mentre ha precisato che il suo lavoro di sequenziamento delle varianti del virus potrebbe dover continuare per almeno i prossimi 10 anni. La variante inglese – chiamata variante del Kent in Gran Bretagna – è già stata rilevata in oltre 50 paesi, a partire dal settembre 2020 nel sud-est dell’Inghilterra, causando rigidi lockdown in tutto il Regno Unito a gennaio.

“Una trasmissibilità eccezionale”

Gli attuali vaccini sono stati progettati attorno alle versioni precedenti del coronavirus, ma gli scienziati – e qui una buona notizia – sono tutto sommato concordi nel ritenere che dovrebbero funzionare contro le varianti, anche se magari non altrettanto bene. Resta il fatto che questa variante conferma una trasmissibilità eccezionale, ben maggiore di quella del virus originale, a partire dal fatto che colpisce anche i bambini.

I vaccini funzionano

Importanti primi dati dalla patria della variante inglese rassicurano. “I vaccini approvati per l’uso nel Regno Unito sembrano funzionare bene contro le varianti esistenti nel Paese”, ha affermato Peacock.

Stiamo cercando di capire se questa variante renda il virus più trasmissibile, e quanto, se evita la risposta immunitaria o influenza la vaccinazione, o ancora se può causare malattie più gravi.

Rispetto al vaccino Oxford/AstraZeneca, risultato meno efficace sulla variante sudafricana secondo uno studio, l’esperta cita Katherine O’Brien dell’OMS, che ha affermato che lo studio sudafricano è “inconcludente” ed è “plausibile” che il vaccino prevenga comunque malattie gravi. Gli scienziati di Oxford si aspettano dunque che il loro vaccino impedisca alle persone di ammalarsi gravemente di covid-19, evitando loro, anche in caso di contagio, l’ospedalizzazione.

Il vaccino di AstraZeneca arriva in anticipo. Ma è inefficace sulla variante sudafricana

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