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Asterix & Co. 60 anni di risate

People For Planet - Mer, 10/30/2019 - 08:51

Giulio Cesare ha conquistato la Gallia negli anni 50 d.C. sancita dalla resa di Vercingetorige ad Alesia ma non tutta: un piccolo villaggio al nord, in Armorica resiste senza grandi sforzi all’invasione romana.

In questo villaggio vivono Asterix, piccolo e furbo, Obelix grande e buono e una serie di altri personaggi fantastici, tra cui il druido Panoramix che con la sua pozione magica rende invincibili: tutti ne bevono un po’ prima di scontrarsi con i Romani, tranne Obelix che non ne ha bisogno perché gli effetti della pozione in lui sono permanenti in quanto ci è caduto dentro da piccolo.

Il debutto

La prima storia di Asterix è stata pubblicata dalla rivista francese Pilote il 29 ottobre del 1959, si intitolava Asterix il gallico e vendette 300mila copie.
Da allora sono stai pubblicati 38 albi, prodotti 10 lungometraggi animati, 4 film e 14 videogiochi.
Dal 1977, dopo la morte prematura di Goscinny, sarà il disegnatore Uderzo a scrivere le storie e negli ultimi 6 anni la saga è portata avanti dal duo Jean-Yves Ferri e Didier Conrad.
Asterix è tradotto in 111 lingue – compreso il latino e alcuni dialetti – con 200 milioni di copie vendute.

Non solo fumetto

I film tratti dagli albi presentano cast d’eccezione: da Alain Delon nei panni di un vanitoso Cesare, a Monica Bellucci nei panni di Cleopatra oltre a Gérard Depardieu nelle vesti di Obelix.
L’ultima produzione: Asterix e il segreto della pozione magica del 2018 è stata impiegata invece la  tecnica della computer grafica al posto degli attori in carne ed ossa.
Ma non è la stessa cosa.

Una nuova avventura

Da oggi un nuovo albo nelle librerie: Asterix e la figlia di Vercingetorige, protagonista Adrenalina, una ragazzina ribelle dalla treccia rossa.
Vi ricorda qualcuno?

Immagine: Adnkronos

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People For Planet intervista Stefano Benni: dalla scrittura ai cambiamenti climatici

People For Planet - Mer, 10/30/2019 - 07:09

Non è facile riuscire a intervistare Stefano Benni, noi abbiamo mandato avanti Gabriella Canova, amica del “Lupo” da più di vent’anni e con microfoni nascosti gli abbiamo fatto qualche domanda (scherziamo ovviamente!)

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Leggi anche:
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Scoperto il più grande anfibio vivente: era in un museo di Londra

People For Planet - Mer, 10/30/2019 - 07:00

E questo succede perché non ci sono fondi per la ricerca, e gli studiosi spesso ignorano scoperte importanti che hanno sotto gli occhi.

Il più grande anfibio al mondo, ancora vivo in natura, è stato scoperto e classificato assieme ad altre specie simili in un museo di Londra. La sorprendente scoperta – che potrebbe sembrare assurda – è descritta nello studio pubblicato su Ecology and Evolution da un team di ricercatori britannici, canadesi e cinesi guidato da Samuel Turvey della Zoological Society of London (ZSL). Hanno utilizzato il DNA di esemplari museali raccolti all’inizio del XX secolo per identificare due nuove specie di salamandre giganti, una delle quali è diventata probabilmente la più grande specie di anfibio mai conosciuta al mondo.

Le salamandre cinesi sono oggi in pericolo di estinzione ma un tempo erano diffuse in tutta la Cina e classificate come appartenenti a un’unica specie; oggi, grazie a questo studio, sappiamo che esistono almeno tre distinti gruppi genetici nelle salamandre, sparsi in diverse zone fluviali o montuose cinesi.

A fronte del processo di estinzione di massa che stiamo vivendo, i ricercatori hanno espresso – anche qui – la speranza che maggiori sforzi, o alcuni sforzi, saranno fatti per proteggere le scarse popolazioni di salamandre giganti ancora esistenti in natura. Sicuramente questa scoperta potrebbe aiutare la cosa.

Ma soprattutto questo ritrovamento – avvenuto su un soggetto che era sotto gli occhi della scienza da quasi un secolo – può servire a farci riflettere sulla costante carenza di investimenti che limita così ridicolmente la nostra comprensione del mondo. Spesso i musei, le loro cantine, gli stessi zoo, sono siti di ricerca inesplorati, figuriamoci il mondo naturale.

Solo pochi mesi fa, in Kenya, un giovane ricercatore, in pausa pranzo, ha aperto un cassetto e ha scoperto i resti di un grande carnivoro ora estinto, da sempre sconosciuto, appartenente al gruppo degli ienodonti. Gran parte della mandibola di questo enorme mammifero carnivoro, frammenti del suo cranio e parti dello scheletro, hanno permesso di capire che l’animale era più grande di un orso polare. Eppure i suoi resti erano rimasti non studiati per decenni in un cassetto del Nairobi National Museum. Sono bastati alcuni esami per capire che si trattava di una nuova specie, chiamata poi Simbakubwa kutokaafrika (grande leone). Lo studio è stato pubblicato di recente su Journal of Vertebrate Paleontology. La sua importanza? La scoperta sta contribuendo a chiarire, per esempio, alcuni aspetti dell’evoluzione delle scimmie antropomorfe e dunque anche dell’uomo.  

Figuriamoci cosa succederebbe se un team di ricercatori si dedicasse a tempo pieno a fare ordine nelle cantine e in ogni anfratto di musei (e zoo).

Immagine: Maurizio Anton by https://www.abc.net.au

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Longevità, nelle acque europee vive uno squalo che campa 500 anni

People For Planet - Mar, 10/29/2019 - 16:00

Gli squali della Groenlandia, come ha stabilito recentemente una ricerca pubblicata su Frontiers in Marine Science, vivono in media tra i 272 e i 512 anni. Il nome non tragga in inganno: vivono nei pressi della penisola scandinava, ma anche nelle acque del Regno Unito e a nord della Russia: tra l’oceano Artico e l’Europa del Nord, insomma, preferendo acque con temperature comprese tra -1,6 e +16 gradi.

In questi giorni sono al centro dell’attenzione del Dipartimento di Biologia, Ecologia e Scienze della Terra all’Università della Calabria, dove si studia la loro eccezionale longevità per capire, forse un giorno, il segreto della lunga vita. Tra gli ospiti anche Holly Shiels, ricercatrice della University of Manchester.  

Questi animali hanno una stazza notevole

Misurano tra i 2,5 e i 4,5 metri, raggiungendo i 1.200 chili. Proprio perché vivono talmente a lungo da aver potuto assistere al viaggio di Colombo, crescono molto lentamente: appena nati misurano tra i 40 centimetri e il metro, per poi crescere di appena un centimetro all’anno. Raggiungono la maturità sessuale a circa 156 anni.

Sono super lenti: percorrono 0,3 metri al secondo, e quindi non sono troppo feroci come predatori. Ma del resto hanno un sacco di tempo a disposizione.

L’esemplare preso in esame in Calabria ha 400 anni, ma stabilire l’età di questi animali non è stato affatto facile. I test al carbonio-14 non erano affidabili perché gli esperimenti con le bombe atomiche compiuti negli anni ’50 hanno aumentato i livelli di carbonio-14 nell’atmosfera. Questo ha fatto sì che l’isotopo del carbonio entrasse nella catena alimentare marina in tutto l’Oceano Atlantico a partire dagli anni ‘60. Tuttavia, analizzando i livelli di carbonio-14 nelle proteine presenti nel cristallino degli occhi degli squali, il team di ricercatori è riuscito a risalire alla loro età approssimativa.

Lo squalo di 400 anni ci insegnerà il segreto della longevità?

Photo by Gerald Schömbs on Unsplash

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Padova: la Questura di denuncia i ragazzi di Friday For Future che hanno protestato contro Zara

People For Planet - Mar, 10/29/2019 - 15:00

Dove sono gli spazi per il dissenso, se ogni azione è passibile di una denuncia penale? Protestare ultimamente sta diventando difficile in Italia.

Se sei un autista di treni e scioperi, dicono che stai scioperando per godere del weekend lungo. Se riempi le città di cortei di protesta, dicono che generi traffico e confusione. Se scrivi un messaggio di pace con i gessetti colorati vieni preso in giro perché “non si risolve nulla”. Se ti sdrai in un negozio di una nota catena di abbigliamento per protestare contro la condotta di quella catena, ti denunciano. 

È successo venerdì 25 ottobre, a Padova, in un negozio della catena di abbigliamento Zara, dove alcuni giovani attivisti hanno inscenato un tipo di protesta scenografica, niente affatto violenta, conosciuta con il nome di “Die-in”. Consiste nello sdraiarsi per terra ed esporsi all’eventualità di venire calpestati nel luogo in cui si ritiene che i valori e i diritti vengono calpestati. 

Zara e brand come H&M traggono profitti miliardari grazie a produzioni low cost che non rispettano l’ambiente e i diritti dei lavoratori, i quali versano, nel silenzio generale, in condizioni inaccettabili in fabbriche delocalizzate in Paesi con scarse o addirittura assenti tutele sindacali, oltre che ambientali. 

Non solo salari mancati, ma anche repressione sindacale, insicurezza sul lavoro e richieste intollerabili di ore di straordinario, con ripercussioni fisiche e psicologiche. 

L’ultima denuncia era arrivata dalla Clean Clothes Campaign (CCC) verso la società svedese H&M. In un report disponibile in italiano qui, emergono dati sconcertanti riguardo ai lavoratori che, a mero esempio, “guadagnano in India e Turchia un terzo della soglia stimata di salario dignitoso. In Cambogia, meno della metà. In Bulgaria lo stipendio dei lavoratori intervistati presso un “fornitore d’oro” di H&M non arriva nemmeno al 10% di quello che necessiterebbero per avere vite dignitose”. Motivi più che bastanti per spingere le nuove generazioni a protestare mediante strumenti pacifici come quelli finora adottati dai ragazzi di Friday for Future

“Il Die-In è una pratica che migliaia di attivist@ in tutto il mondo utilizzano quotidianamente, proprio perché pacifica e scenografica. Mai è successo che il Die-In sia stato considerato pericoloso per l’ordine pubblico da alcuno”, scrive il collettivo di Friday for Future di Padova in un comunicato stampa diffuso dopo gli “avvisi orali” e le denunce per violenza privata fatte pervenire dalla Questura di Padova contro due attivisti FFF. Già, perché le denunce sono state esposte dalla Questura, non da Zara, a riprova che il Paese, dopo il Decreto Sicurezza, è diventato sempre più intransigente nei confronti delle manifestazioni, anche pacifiche. 

L’articolo 23 del Decreto 113/2018 comunemente chiamato Decreto Salvini si occupa di “Disposizioni in materia di blocco stradale” e prende nel mirino chi blocca strade con oggetti, le “ostruisce o le ingombra”. L’attuale Governo non sembra voler modificare l’articolo, nonostante, a detta di Antonello Ciervo dell’Asgi (Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione) “in pratica viene reintrodotto il reato di blocco stradale che era stato depenalizzato nel 1999”. “Il problema”, sottolinea Ciervo, “non è tanto nell’articolo ma quanto nella relazione tecnica introduttiva al decreto che spiega la ratio legis ovvero l’obiettivo della legge che è quello di reprimere le varie forme di assembramento”. 

Vogliono spaventarci – si legge nel comunicato stampa di FFF Padova – perché abbiamo il coraggio di puntare il dito contro il problema. FFF ha sempre attirato questo genere di risposte da vecchi tromboni altisonanti. Il bullismo nei confronti delle giovani generazioni è una piaga che infetta evidentemente anche la Questura della Città. Dove sono gli spazi per il dissenso, se ogni azione è passibile di una denuncia penale?”. 

La domanda, tutt’altro che retorica, esige una risposta, a partire dalla coscienza dei singoli cittadini. 

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In Italia i farmaci da banco costano di più. E il ministero della Salute non spiega perché

People For Planet - Mar, 10/29/2019 - 14:42

In merito alla questione sollevata nel nostro articolo “I farmaci da banco ci costano fino a sei volte di più che in altri Paesi europei. Perché?”, all’inizio del mese scorso abbiamo scritto al ministro della Salute, onorevole Roberto Speranza, per sottoporre questo argomento alla sua attenzione attraverso l’invio di una lettera aperta nella quale chiedevamo una risposta alla nostra domanda da far pervenire anche ai nostri lettori.

Venti giorni – e diverse sollecitazioni – dopo l’ufficio stampa del ministero della Salute ci ha finalmente risposto:

“Gent.mi, la richiesta da voi effettuata il 3 ottobre u.s. è stata inviata a AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) che ha la competenza in materia. Siamo in attesa che l’agenzia elabori una risposta in merito, sarà nostra cura, pertanto, inoltrare la risposta di AIFA al vostro indirizzo di posta elettronica. Per il prosieguo della vostra inchiesta sui farmaci, per la quale auguriamo buon lavoro, suggeriamo di indirizzare le vostre richiesta all’Agenzia Italiana del Farmaco. Nel rimanere a disposizione per ogni ulteriore chiarimento, si coglie l’occasione per porgere cordiali saluti”.

La nostra domanda è: il ministro Speranza intende fare qualcosa?

Abbiamo quindi scritto di nuovo, a nostra volta, ringraziando l’ufficio stampa del ministero della Salute della risposta fornitaci ma ribadendo che, in attesa di quanto l’Agenzia Italiana del Farmaco vorrà comunicare, la nostra domanda è rivolta al ministro Speranza, per conoscere il suo punto di vista sulla questione e le iniziative che il ministero della Salute intende intraprendere al riguardo.

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Schiena curva in avanti, occhi rossi, sovrappeso: è l’impiegato del futuro

People For Planet - Mar, 10/29/2019 - 11:50

Sovrappeso, con la schiena curva in avanti, le gambe gonfie e gli occhi rossi. È questo l’identikit dell’impiegato del futuro, a causa del numero eccessivo di ore trascorse davanti al computer. A disegnarlo William Higham, autore di diversi libri sul futuro del lavoro, che per individuare le principali criticità che riguardano la salute con le quali i colletti bianchi potrebbero avere a che fare negli anni a venire ha condotto interviste online su oltre tremila impiegati tra Regno Unito, Germania e Francia.   

Occhi secchi, mal di testa e di dolore alla schiena

Dalle interviste è emerso, come riporta un articolo di ansa.it, che tra gli impiegati britannici attualmente la metà dei lavoratori soffre di un disturbo come occhio secco, mal di schiena o mal di testa frequenti. Ed eccesso di peso e gonfiore alle gambe sono fra i sintomi più citati. La ricerca è stata commissionata dall’azienda britannica Fellowes, che in base ai risultati delle interviste ha  realizzato Emma, un manichino sovrappeso, chino in avanti e con gli occhi rossi, proprio per ricordare agli impiegati d’ufficio i potenziali rischi per la salute cui possono andare incontro.

Leggi anche: Stop ai dolori alla schiena con gli esercizi posturali

Pericolo maggiore è la sedentarietà

L’autore dello studio ha spiegato che il pericolo maggiore per la salute è la sedentarietà, perché gli impiegati passano ore alla scrivania senza fare movimento e di conseguenza i loro corpi iniziano ad atrofizzarsi, accelerando il decorso di disturbi muscolo-scheletrici e aumentando il rischio di trombosi, problemi cardiovascolari e persino tumori.

Leggi anche: In Svezia un’ora obbligatoria di sport per i dipendenti

Prevenire è meglio che curare

Per tamponare il problema alcuni atteggiamenti virtuosi potrebbero essere messi in atto sin da subito: ad esempio, fare pause regolari durante il lavoro per sgranchire le ossa e riattivare i muscoli, magari facendo una passeggiata anche dentro l’ufficio, oltre che fare più movimento (salire le scale, non parcheggiare nelle immediate vicinanze dell’ufficio per poter percorrere un tratto a piedi, ecc).

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A Bogotà un sindaco donna, ambientalista e gay

People For Planet - Mar, 10/29/2019 - 09:01

Donna e lesbica e ambientalista, Claudia Lopez, 49 anni è stata eletta con il 35,2% dei voti a sindaco di Bogotà, in Colombia, dopo aver sconfitto il candidato di destra Carlos Fernando Galan.

Ex senatrice e vicepresidente ha promesso di aumentare la sicurezza nelle strade, di combattere il lavoro minorile e la gravidanza adolescenziale. Inoltre amplierà le opportunità educative per gli adulti over 45.

«Sono state le elezioni territoriali più pacifiche degli ultimi anni » ha dichiarato Juan Carlos Galindo – attuale capo della Registraduría Nacional del Estado Civil – ai giornalisti poco dopo la fine delle votazioni.

Ad affiancarla nella campagna elettorale c’era anche Antanas Mockus, a destra nella foto, mitico sindaco della capitale colombiana la cui storia potete ascoltare raccontata da Jacopo Fo qui

Adelante, Claudia!

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Come scegliere il mutuo per la casa

People For Planet - Mar, 10/29/2019 - 07:00

Attenzione: quando firmiamo per un mutuo per la nostra casa stiamo realizzando un grande sogno, siamo fragili e magari distratti. E’ invece un momento molto delicato…

Vincenzo Imperatore ci spiega alcuni segreti della scelta del mutuo flowplayer.conf.analytics = "UA-11693000-17"; flowplayer.conf.container = "#player_361"; p = flowplayer(flowplayer.conf.container, { splash: 'https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/361/output/thumb.jpg', aspectRatio: "16:9", key: '$995340359991288', clip: { sources: [ { type: 'application/x-mpegurl', src: 'https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/361/output/autodifesa-finanziaria-5-mutuo-casa.mp4_master.m3u8' }, { type: 'video/mp4', src: 'https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/361/autodifesa-finanziaria-5-mutuo-casa.mp4' } ] } })

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Vincenzo Imperatore è il redattore della rubrica settimanale di People For Planet Bancomatto.

PROSSIMA PUNTATA MARTEDI’ 5 NOVEMBRE 2019!

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