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Turbante in stoffa fai da te

People For Planet - Dom, 03/14/2021 - 10:00

Come si legge dal canale YouTube di Nella Valigia della Buru ecco un video tutorial per la realizzazione di un turbante in stoffa, ideale per l’inverno o per l’estate a seconda della stoffa che sceglierete, purché sia minimamente elasticizzata.

Le dimensioni della stoffa devono essere:

  • altezza: 64 cm (che poi andrà ripiegata in due)
  • lunghezza: il diametro della vostra testa + 20 cm. (Nel mio caso 60 + 20 = 80 cm)

Progetto semplice e realizzabile in circa mezz’ora. Buon lavoro!

Nella Valigia della Buru

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Italiani depressi e neri coraggiosi

People For Planet - Dom, 03/14/2021 - 08:00

Vedi la seconda parte qui

In questo periodo in Italia domina lo sconforto e la paura e molti pensano di non avere speranze. Credo allora che sia utile raccontare la storia di chi vivendo una situazione disperata e inumana ha avuto il coraggio di tentare l’impossibile per conquistare il diritto a una vita degna.
Eccoti quindi la storia vera di una delle più spettacolari fughe di schiavi negli Stati Uniti. Un viaggio impossibile verso la libertà. Questo testo è la fedele trascrizione del loro racconto.

Il mio nome è Ellen Smith. Ma in realtà neppure questo nome è veramente mio. L’uomo bianco che aveva in proprietà mia madre si chiamava Smith e mi impose il suo cognome.
Sono figlia del Maggiore Smith che violentò mia madre. Poteva farlo perché mia madre era una schiava e anch’io nacqui nella condizione di schiava.
Mia madre, Maria, era figlia del padrone che violentò mia nonna.
Così mia madre nacque mulatta, perché figlia di una nera e di un bianco. E io, figlia di una mulatta e di un bianco sono nata con la pelle bianca, più chiara addirittura di quella di molte donne di origine inglese. Ero bianca come le figlie che Smith aveva generato con sua bianca moglie.

Il Maggiore James Smith era biondo, basso e corpulento ed era proprietario di piantagioni di cotone, a Clinton, in Georgia. Ogni giorno alle 5 prendeva il the sul patio della sua grande casa di legno dipinta di bianco. Per lui lavoravano 60 schiavi.
Mia madre serviva come cameriera nella sua casa.
Un giorno la moglie del Maggiore Smith non ne poté più di vedermi girare per la piantagione con la mia pelle bianca anche perché gli ospiti mi scambiavano per una sua figlia.
Così nel 1837, quando avevo 11 anni, la signora Smith mi diede come regalo di nozze alla sua figlia più grande, Eliza Cromwell Smith.
Così dovetti dire addio a mia madre e a mia sorella, che era più piccola di me e fui portata a vivere a Macon.

Ma non avevo modo di ribellarmi. Per legge i bianchi potevano infliggere violenze moderate ai loro schiavi. Se poi durante queste moderate violenze lo schiavo moriva questo era considerato uno spiacevole infortunio, senza conseguenze.
E i padroni erano veramente abili nell’inventare moderate percosse che facessero provare agli schiavi dolori atroci senza che ne morissero.
Quindi affrontai la mia vita di schiava sottomettendomi a tutti gli ordini che mi dava la mia padrona. Ed evidentemente diventai una brava cameriera personale, tanto che lei mi diede una piccola stanza dentro la sua grande casa con il patio ornato da alte colonne di legno intagliato, dipinte di bianco.
Una piccola stanza nel sottotetto, ma era un grande lusso riservato a ben poche schiave.

A 18 anni conobbi un giovane

Avevo 18 anni quando conobbi un giovane schiavo nero, di due anni più grande di me, era alto, la sua pelle era nerissima e portava la barba, cosa rara tra gli schiavi. Era di proprietà del cassiere di una banca, il signor Collins, che lo aveva affittato a un falegname, come apprendista. Si chiamava William Craft.
Mi innamorai di lui. E dopo 2 anni ci sposammo.
Ma agli schiavi non era concesso contrarre un vero matrimonio di fronte a Dio. Il vincolo dell’indissolubilità del matrimonio non valeva per chi non possedeva la propria persona. I padroni potevano vendere uno schiavo quando volevano e noi per di più appartenevamo a due diversi padroni, quindi non potevamo vivere insieme. A volte ci incontravamo di notte, io uscivo dalla villa della mia padrona e lo incontravo nel prato, dietro una siepe di rose rosse e bianche. A volte sento ancora il profumo di quelle rose.
Il nostro fu un matrimonio da schiavi, senza prete e senza un libro dove registrarlo.

Una festa tra neri

Tra gli schiavi si usava così. Ci si sposava con una festa tra neri. Fu una bella festa. Una domenica. Fu un vecchio nero con i capelli bianchi e un occhio solo a sposarci. Era uno nero che tutti gli schiavi rispettavano. Arrivarono molte persone, ognuno portò un po’ di cibo e si mangiò seduti sopra un prato. Per fortuna quel giorno c’era il sole. Poi alcuni uomini iniziarono a suonare e le coppie si misero a ballare.

Ma io ero terrorizzata all’idea di avere dei figli che potevano essere in qualunque momento venduti dalla mia padrona. Dei figli che non avrei potuto veder crescere. E anche William condivideva questa paura, aveva visto sua sorella, ancora piccola, strappata alla madre e poi lui stesso era stato venduto e portato lontano da lei.
Così iniziammo a fantasticare sulla possibilità di fuggire. Ma era un’idea che faceva paura solo pensarla.
Quando uno schiavo fuggiva tutti i bianchi si mobilitavano per dargli la caccia.
E c’erano cacciatori di schiavi professionisti che avevano cavalli veloci e cani capaci di seguire una traccia per giorni.
E intorno a noi, per mille chilometri, in ogni direzione, c’erano migliaia di schiavisti pronti a fermare qualunque nero viaggiasse da solo e interrogarlo e portarlo in prigione se avevano anche solo il lontano sospetto che fosse uno schiavo fuggitivo. Nessuno poteva viaggiare senza avere con sé il permesso scritto dal suo padrone. E noi non sapevamo neppure scrivere e non avevamo modo di procurarci un lasciapassare falso. E nessun negozio ci avrebbe venduto cibo senza chiedere che mostrassimo i nostri documenti di viaggio.

La fuga sembra impossibile

Quando la notte, dopo 15 ore di lavoro, potevamo incontrarci parlavamo della nostra fuga.
E ascoltavamo le storie degli schiavi che avevano tentato senza riuscirci e avevano pagato caro il loro folle tentativo.
Come potevamo riuscire a conquistare la nostra libertà? Fuggire a piedi era impossibile. Anche se fossimo scappati di notte e la nostra fuga fosse stata scoperta all’alba quanti chilometri potevamo percorrere? Rubare due cavalli? Non sapevamo stare in sella. E poi dove potevamo fuggire? Sapevamo che c’erano stati al nord dove la schiavitù non era ammessa. Ma i cacciatori di schiavi potevano raggiungerci anche là. Per essere in salvo dovevamo arrivare in Canada.

Non riuscivamo a trovare un’idea su come fuggire ma continuavamo a sognare e decidemmo che comunque per scappare avevamo bisogno di denaro. Così iniziammo a risparmiare ogni piccola mancia che ogni tanto i padroni ci davano. Io ero brava a cucire e di notte iniziai a confezionare vestiti che rivendevo ad altre schiave e a un negozio, e William si mise a lavorare di notte costruendo piccoli mobili. Era vietato comprare qualche cosa da uno schiavo che non avesse il permesso scritto del suo padrone per vendere. Ma se proponevi prezzi veramente bassi trovavi qualche bianco disposto a far finta di niente.

Solo un sogno?

Una notte, nell’estate del 1847, ci eravamo assopiti sul prato di fronte alla villa dei miei padroni, nascosti dalla siepe di rose bianche e rosse.
William si svegliò di soprassalto e si mise seduto. Il suo movimento mi riportò alla coscienza, socchiusi gli occhi e lo guardai: «Che succede?»
«Ho fatto un sogno, io e te viaggiavamo sopra il treno che porta a Savannah, tu eri vestita come una signora bianca e io ero il tuo schiavo. Ecco come potremo fuggire
Restai un poco pensierosa. Poi dissi: «Non può funzionare. Nessuna donna bianca viaggerebbe mai con uno schiavo nero, senza la compagnia di un uomo bianco.»
William smise di sorridere. Sapeva che avevo ragione. Restò in silenzio. Dopo un poco mi disse: «E se tu fossi vestita da uomo?»
L’idea era folle, ma ci vidi una speranza. Nessuno avrebbe pensato che un bianco e il suo schiavo nero fossero in realtà un uomo e una donna fuggitivi.
Poi lui increspò la fronte nello sforzo di pensare: «Ma come potremmo fare perché il tuo viso sembri quello di un uomo?»

(Continua)

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Foto di Tumisu da Pixabay

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EcoFuturo magazine: il bimestrale delle innovazioni

People For Planet - Sab, 03/13/2021 - 19:00
BIODIVERSITÀ: IL VALORE DELLA NATURA

Il tema della biodiversità viene spesso percepito come qualcosa di lontano. In realtà, se ci pensiamo bene, la biodiversità è tutto intorno a noi e -ricordiamocelo – anche dentro di noi. Dobbiamo riappropriarci di questo tema in una prospettiva diversa, capace di collegarlo alle nostre vite e anche alle altre grandi questioni del nostro tempo.

E occorre farlo con una prospettiva di speranza, mostrando come sia ancora possibile intervenire efficacemente facendo scelte consapevoli anche nella nostra quotidianità che contribuiscano alla tutela e alla promozione della biodiversità in tutte le sue forme. Abbiamo voluto approfondire tale prospettiva in questo numero che contiene anche un’intervista esclusiva a Licia Colò.

Su EcoFuturo, il magazine ecologico si trovano stili di vita, storie, progetti… attraverso una rassegna dei migliori articoli pubblicati dai siti ambientalisti e più interessanti. Ci siamo anche noi con l’articolo Com’è cambiata la vita negli ultimi due secoli? L’ultimo studio e per questa edizione anche dei fumetti! Un anteprima di seguito:

Fumetto J Fo

Al link il primo numero del 2021 consultabile gratis online

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Yunus: un’altra economia è necessaria

People For Planet - Sab, 03/13/2021 - 17:00

La ripresa dopo la pandemia può essere un’occasione per non ripetere gli stessi errori che l’hanno causata.

In un lungo articolo su Repubblica ne parla Muhammad Yunus, premio Nobel per la Pace 2006 e ideatore del microcredito che ha salvato dalla miseria 2 milioni di persone, l’84% donne.  

La domanda che Yunus si pone è: riportiamo il mondo nella situazione nella quale si trovava prima del coronavirus o lo ridisegniamo daccapo?

Prima di questo disastro avevamo dei problemi importanti: il cambiamento climatico che incombeva, la forbice sempre più ampia tra i più ricchi e  i più poveri del pianeta.

Questioni non da poco, anzi, prevedevano entro pochi decenni che il nostro pianeta sarebbe diventato inabitabile per la maggioranza del genere umano.

Cambiare direzione si può

Ora il coronavirus ha fatto tabula rasa e possiamo decidere quale direzione prendere per far ripartire l’economia.

Possiamo farlo, questo sistema economico non ci è stato imposto da una divinità come le Tavole della Legge. Possiamo ripensare che “l’economia è uno strumento creato da noi uomini” e come tale può essere ripensato per “arrivare alla massima felicità collettiva possibile”.  

Un passo indietro

Scrive Guido Viale su Comune-info.net “Il compito, la mission, del neonominato ‘doctor Wolf’ Vittorio Colao e del suo team quasi tutto composto da manager e consulenti della grande industria è chiaro: accelerare il ritorno alla ‘normalità produttiva‘” e continua: “Tutto deve riprendere come prima, a costo di sacrificare salute e vita degli operai, delle loro famiglie, dell’intera comunità. Prima gli italiani? No, prima la produzione, il mercato, il profitto”.

Ma di che produzioni stiamo parlando?

Si chiede Viale: “Chi comprerà le auto del 2020 e del 2021, quando gran parte di quelle prodotte nel 2018 e nel 2019 sono ancora nei piazzali in attesa – a prezzi scontati – di un compratore?”

E la moda? “Molti ci penseranno due volte prima di rinnovare il proprio guardaroba: se ne è accorto anche Armani.”

Un altro settore che vivrà una grande crisi è quello dell’aeronautica civile e il turismo esotico in genere: “l’idea di ritrovarsi in mezzo a un contagio, un incendio, un uragano, una guerra, una rivolta di popolo, impossibilitati a tornare a casa, farà scegliere a molti mete più a portata di mano (e non è detto che sia un male). Reggerà forse il turismo religioso: c’è tanto bisogno di miracoli”.

C’è bisogno di pensare a una nuova economia

E la prima cosa da fare è esserne convinti. Il professor Yunus spiega in modo molto semplice che se si è certi che si vuole un mondo che sia a zero emissioni di anidride carbonica, dove non esista la disoccupazione, e non ci sia concentrazione di ricchezza basta volerlo e costruire il “software e l’hardware” adatti allo scopo.

È una verità così semplice da risultare folgorante: “Tutto sta nel mettere a punto l’hardware e il software giusti. Ne abbiamo le capacità. Possiamo farlo. Quando gli esseri umani decidono di fare qualcosa, la fanno e basta. Niente è impossibile per gli uomini.”

Adesso, prima che ci riprenda l’abitudine ai vecchi modelli.

Le nuove produzioni sono già ben presenti: “Impianti per le rinnovabili e l’efficienza energetica, ristrutturazione del già costruito, gestione accurata di risorse e rifiuti, mezzi di trasporto collettivi o condivisi, agricoltura biologica e di prossimità, riassetto idrogeologico dei territori e tutto ciò che è legato alla prevenzione: ce n’è abbastanza per impiegare e riqualificare eserciti di disoccupati” scrive Guido Viale.

E il professor Yunus conferma: “Il punto cruciale per lanciare un programma di rilancio post-coronavirus consisterà nel mettere al centro di ogni decisione e di tutti i processi decisionali politici una nuova consapevolezza sociale e ambientale. I governi dovranno garantire che neanche un dollaro andrà a finire nelle tasche di qualcuno a meno che non ci sia la garanzia che, rispetto a qualsiasi altra opzione, quel dollaro dato a quel qualcuno porterà al massimo vantaggio sociale e ambientale possibile per la società intera”.

E nell’articolo spiega anche come, mettendo al centro di tutto lo sviluppo dell’impresa sociale. “Nel NRP (New Recovery Programme, Programma della nuova ripresa) che vi propongo, assegno un ruolo fondamentale a una nuova forma di impresa detta impresa sociale. Si tratta di un’impresa creata esclusivamente per risolvere i problemi delle persone, un’impresa che non crea un utile personale per gli investitori, se si eccettua il solo recupero dell’investimento iniziale. Una volta rientrati in possesso dell’investimento originario, tutti gli utili successivi devono essere re-immessi nell’impresa.
I governi avranno molte occasioni per incoraggiare, assegnare le priorità, fare spazio affinché le imprese sociali possano impegnarsi in responsabilità crescenti e di ampia portata finalizzate alla ripresa.” 

Yunus spiega tutto nel dettaglio e sembra fantascienza

“Non ci riuscirà mai“ ti viene da pensare, ma poi ti ricordi che è lo stesso omino minuto e sorridente che un bel giorno ha ragionato sul fatto che prestando pochi dollari a un gruppo di cinque donne avrebbe potuto aiutarle a non morire di fame, loro e i loro figli.

E pochi dollari alla volta, restituiti nel 97% dei casi – nessuna banca occidentale ha questa percentuale di rientro dei crediti – quello che è diventato il Banchiere dei poveri ha tolto dalla miseria milioni di persone. Forse è il caso di dargli retta.

Jacopo Fo ne racconta la storia.

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Immagine da Vita.it

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Fascia per capelli con nodo

People For Planet - Sab, 03/13/2021 - 15:00

Dal canale YouTube di Selene Verdoglia vediamo come realizzare in pochi passaggi una fascia per capelli con il nodo sulla parte frontale.

Iniziamo dalle misure e dalla scelta del tessuto… in pochi minuti creaiamo questo bellissimo oggetto adatto a tutte le stagioni!

Selene Verdoglia

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La Grecia spera di riaprire ai turisti dal 14 maggio

People For Planet - Sab, 03/13/2021 - 10:00

La Grecia spera di riaprire le porte ai visitatori il prossimo 14 maggio.

A dichiararlo è stato il ministro del turismo del Paese, annunciando una data tanto attesa per l’inizio ufficiale della stagione turistica.

Haris Theoharis ha dichiarato alla fiera del turismo IBT di Berlino, la più grande del mondo, che dopo questa data la Grecia avrebbe accolto chiunque fosse stato vaccinato, avesse anticorpi o fosse risultato negativo al coronavirus.

Puntiamo ad aprire ai turisti entro il 14 maggio con regole specifiche e protocolli aggiornati“, ha affermato. “Fino ad allora, rimuoveremo gradualmente le restrizioni se le condizioni lo consentiranno.

Il passaporto vaccinale per rilanciare il turismo in UE

Atene è in una corsa contro il tempo per avviare un settore considerato vitale per l’economia della nazione, che si è battuta in prima linea per richiedere un certificato di vaccinazione a livello dell’UE per sbloccare i viaggi per le vacanze.

Nonostante la riluttanza iniziale, Bruxelles ha lentamente accettato l’idea e martedì il vicepresidente della Commissione europea, Margaritis Schinas, ha dichiarato di ritenere che il pass digitale sarebbe pronto entro l’estate.

Penso che dopo l’ultimo vertice ci sia una convergenza sulla necessità di questo certificato digitale“, ha detto il politico greco a ERT, l’emittente statale, durante una visita ad Atene. “Sarà un prodotto europeo e sarà lo stesso in tutta Europa“.

Ma Ursula von der Leyen, presidente della commissione, ha anche messo in guardia sui pericoli che si corrono, giuridicamente e tecnicamente, nella creazione del certificato.

La situazione Covid-19 in Grecia

Un greco su cinque lavora nel campo del turismo, il più grande guadagno del paese.

Con gli arrivi drasticamente ridotti a causa della pandemia lo scorso anno, il governo greco ha dichiarato che quest’anno punta ad attrarre almeno il 50% dei 31,3 milioni di persone che hanno visitato il Paese prima del virus.

Theoharis ha detto che una volta che le persone anziane e vulnerabili sarebbero state state vaccinate, avrebbe iniziato a vaccinare i dipendenti del settore turistico.

Tutti avevano bisogno di una vacanza, ha detto, svelando lo slogan turistico di questa stagione: “Tutto quello che vuoi è la Grecia“.

Per quanto riguarda la diffusione del contagio, il Paese ha avuto “la meglio” sulle sue controparti dell’UE nella gestione della pandemia, sebbene non sia riuscito a sopprimere un’ondata di casi di coronavirus nonostante un lockdown prolungato.

 La Grecia ha annunciato martedì un record di 3.215 nuove infezioni e 46 decessi portando il bilancio delle vittime a quasi 7.000.

Il governo greco ha detto che si aspetta che il programma di vaccinazione del Paese acceleri notevolmente ad aprile, quando giungeranno oltre 2 milioni di dosi del vaccino Johnson & Johnson e Pzifer.

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La cucina della Romania: Sarmale

People For Planet - Sab, 03/13/2021 - 08:00

Torniamo dalla nostra amica Nicoletta per un nuova ricetta della cucina rumena e dell’area balcanica: i Sarmale. Si tratta di un piatto molto caratteristico e sfizioso.
Se non trovate le foglie di vite potete usare in alternativa la verza.

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Floyd, alla famiglia 27 milioni di dollari | Semaforo rosso su Quota 100 | Astrazeneca a Siracusa 4 indagati

People For Planet - Sab, 03/13/2021 - 06:25

Corriere della Sera: Brusaferro: «Incidenza cresce tra i bambini» Federturismo: persi 500.000 posti di lavoro;

Il Giornale: Semaforo rosso su Quota 100. Quanto perde chi lascia tutto;

Il Manifesto: «Sciopero dell’intera filiera Amazon»: è la prima volta nel mondo;

Il Mattino: La pandemia fa ricchi 9 Paperoni americani;

Il Messaggero: Dl Sostegno, aiuti alle imprese e alle famiglie: tutte le misure in arrivo;

Ilsole24ore: Ex-Ilva, evitato lo stop agli impianti. Consiglio di Stato: produzione può proseguire – L’ordinanza – In 8 anni in fumo quasi 50 miliardi di Pil;

Il Fatto Quotidiano: Astrazeneca, a Siracusa 4 indagati: anche l’ad. Il pm: “Vaccinato due ore dopo la denuncia, un dovere. La pandemia ci ha reso insensibili”;

La Repubblica: Via libera dell’Aifa al vaccino monodose Johnson & Johnson: vale per tutti sopra i 18 anni;

Leggo: George Floyd, alla famiglia 27 milioni di dollari: accordo raggiunto con Minneapolis;

Tgcom24: Draghi: “Tutti aspettino il proprio turno per il vaccino | Obiettivo 500mila dosi al giorno | Per gli aiuti ok a nuovo scostamento di Bilancio”;

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Illusioni percettive

People For Planet - Ven, 03/12/2021 - 19:00

Una cosa che non sai sulle illusioni percettive, un altro esperimento pazzesco di Yoga Demenziale. Un gioco strepitoso, semplice e veloce che ci fa capire quanto la nostra percezione di sentire i sensi sia facilmente alterabile. Scopri come ingannare i tuoi amici!

Jacopo Fo

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La filosofia orientale raccontata da Jacopo Fo

People For Planet - Ven, 03/12/2021 - 18:00

Cos’è la filosofia orientale? Un grosso bordello!

Per capirci di più andiamo prima in Tibet dove, anche grazie alla sua società matriarcale, la sessualità è considerata elevazione dell’anima. Da qui giriamo il mondo, e siamo in quei Paesi dove il ridire e il piacere sessuale sono mezzi attivi di comunione con la divinità.

Passo dopo passo capiamo come diventare consapevoli di come amare, di come appassionarci e di come emozionarci. Non vedete che nel mondo ci sono migliaia di persone che fanno ogni giorno un lavoro che gli fa schifo? Che mangiano senza gusto, senza masticare? Che non dicono quello che realmente pensano?

Dalla filosofia orientale capiamo che abbiamo la possibilità di vivere la nostra vita guidati dall’innamoramento, oppure possiamo scegliere di fare una vita del cavolo. La speranza c’è, per tutti, non credete a chi vi dice il contrario.

Movimento Hyronista

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L’Europa è da oggi zona di libertà per LGBTQI

People For Planet - Ven, 03/12/2021 - 17:01

L’intera Unione europea è zona di libertà per le persone LGBTQI, a seguito di un voto che ha visto favorevoli 492 eurodeputati, 141 contrari e 46 astenuti. La mossa arriva a reazione dell’iniziativa di oltre 100 comuni in Polonia che si sono dichiarati zone libere dalle persone e dall’ideologia LGBT, mentre altre campagne omofobe divampano in tutta Europa. Il recente omicidio di una persona omosessuale in Belgio ha spinto il primo ministro a sventolare la bandiera arcobaleno fuori dalla sua residenza.

La lotta continua

Alcuni eurodeputati, allineati al governo polacco, continuano a difendere il loro diritto di limitare le libertà delle persone LGBT. Per loro ha parlato Ryszard Antoni Legutko, eurodeputato conservatore polacco: “Le nostre regioni sono assolutamente contrarie a questi funzionari ideologici che si presentano nelle scuole e raccontano loro idee assurde su una sorta di fluidità di genere. Tutto questo è contro la costituzione in Polonia e non è conforme alla carta dei diritti fondamentali”, ha detto. L’anno scorso sei città polacche hanno rifiutato le sovvenzioni dell’UE per la loro posizione anti-LGBT.

Il principe indiano Manvendra ha aperto il suo palazzo alla comunità lgbt

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L’UE ha autorizzato l’uso del vaccino Johnson&Johnson

People For Planet - Ven, 03/12/2021 - 16:30

L’Unione Europea ha autorizzato l’uso del vaccino Johnson & Johnson, in mezzo alla crescente frustrazione per una lenta campagna di vaccinazione che è stata ostacolata da shock di fornitura e fallimenti logistici, e con guerre globali per la scarsità delle dosi.

La Commissione europea ha rilasciato l’autorizzazione poche ore dopo che il principale regolatore dei farmaci dell’Unione, l’EMA (Agenzia europea per i medicinali), ha approvato il vaccino per l’uso nelle persone dai 18 anni in su.

Il vaccino Johnson & Johnson, che può essere conservato in normali frigoriferi per un massimo di tre mesi e richiede solo una dose, è il quarto ad essere approvato dall’agenzia di regolamentazione.

Altri tre vaccini, Novavax, CureVac e Sputnik V, sono in fase di revisione progressiva, un passaggio preliminare che potrebbe portare all’approvazione.

Uno spiraglio di luce?

La decisione di giovedì apre le porte alla consegna di 200 milioni di dosi del vaccino Johnson & Johnson all’Unione Europea, nell’ambito di un contratto che prevede un’opzione per altri 200 milioni.

Queste scorte potrebbero aiutare ad accelerare gli sforzi di vaccinazione dell’UE, che hanno avuto un inizio lento.

Finora, infatti, solo il 6,5% dei 450 milioni di residenti dell’Unione europea è stato vaccinato, molto al di sotto dei tassi in Gran Bretagna, Israele o Stati Uniti.

Tuttavia, le prime consegne del vaccino Johnson & Johnson previste in Europa non avverranno prima di aprile.

L’UE ha anche dichiarato che estenderebbe per altri tre mesi, fino alla fine di giugno, un meccanismo che consente agli Stati membri di impedire l’esportazione di vaccini prodotti all’interno dei propri confini, a meno che i produttori non abbiano già distribuito tutte le dosi da loro prodotte.

L’Unione Europea ha esportato milioni di dosi di vaccino, approvato 249 permessi di esportazione, coprendo più di 34 milioni di dosi destinate a 31 Paesi diversi.

Nonostante ciò, gli sforzi dei Paesi membri per vaccinare i propri cittadini sono stati rallentati da carenze e problemi di varia natura.

L’Europa è stata anche oggetto di aspre critiche sul meccanismo di limitazione delle esportazioni.

Le accuse di “nazionalismo vaccinale” si sono intensificate la scorsa settimana quando l’Italia ha bloccato una spedizione di dosi dirette in Australia.

L’Ue rifiuta le accuse, dichiarando che è stata rifiutata soltanto un’esportazione.

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Covid-19, vaccino ai giornalisti e agli psicologi. E i cassieri dei supermercati?

People For Planet - Ven, 03/12/2021 - 15:36

Abbiamo vaccinato i medici ma inspiegabilmente non tutti gli infermieri o gli assistenti (ad esempio non hanno avuto precedenza quelli degli odontoiatri, che lavorano ogni giorno con pazienti a bocca spalancata). Abbiamo vaccinato gli psicologi, sebbene la larga maggioranza operi solo via zoom. Abbiamo vaccinato e stiamo vaccinando gli insegnanti, a casa in DAD. Ci domandiamo se vaccinare i giornalisti, sebbene una stringata minoranza sia mai uscita di casa nell’ultimo anno, e dalla redazione nell’ultimo ventennio.

Invece, nessuno parla di vaccinare i cassieri e i commessi dei supermercati, quelli che hanno garantito la possibilità di sopravvivere a tutti noi, comodamente chiusi in casa già dal primo lockdown. Quelli che ad oggi per lavoro è più probabile che prendano mezzi pubblici ogni giorno e che poi stanno per forza di cose a contatto ravvicinato – e al chiuso – con il pubblico. Sono stati sin da subito molti i casi di contagio nei supermercati, e anche i decessi.

La lettera di denuncia

Questo a seguire il testo di una lettera di denuncia, scritto da una cassiera:

Siamo un gruppo di colleghi che prestano la loro attività lavorativa presso un grande supermercato nella provincia di Frosinone. Scriviamo questa lettera per sollevare l’attenzione sul fatto che la nostra categoria non è stata assolutamente considerata tra le categorie che necessitano quanto prima di essere vaccinate. Noi, come migliaia di nostri colleghi che lavorano nei centri commerciali, ipermercati ed altro, prestiamo e mettiamo giornalmente al servizio della collettività un servizio in essere di necessità.

Abbiamo svolto sino ad oggi con moltissimi sacrifici e con piacere il nostro dovere anche quando c’è stato chiesto di farlo durante il periodo più buio della pandemia senza mai tirarci indietro.

Sempre aperti, sempre ignorati

Ricordiamo infatti che i supermercati sono tra le attività commerciali che non hanno mai smesso di lavorare perché di fondamentale importanza in quanto forniscono al cittadino beni di prima necessità. Ogni giorno il nostro settore è in contatto con tantissime persone le quali, il più delle volte, sono anche molto superficiali nel rispettare le disposizioni quali il distanziamento, l’indossare correttamente la mascherina, l’igienizzazione delle mani. È una vera lotta.

Questo maledetto virus, come ben sapete, resta a contatto sulle superfici di diverso genere per molti giorni e noi giornalmente cerchiamo sempre di non fare “errori”: pensiamo al momento in cui il cliente arriva in cassa e il cassiere o la cassiera andrà toccare tutto ciò che il cliente mette sul rullo della cassa, poi andrà ad effettuare il pagamento prendendo soldi o comunque carte bancomat che sono di proprietà del cliente. In poche parole, abbiamo contatti ravvicinati con tantissime persone ogni giorno. La nostra provincia è in zona rossa e noi che lavoriamo nei supermercati siamo sempre lì pronti a servire il cittadino senza alcuna protezione vaccinale che ci toccherà. Quando? Non si sa. Perché la nostra categoria che, a differenza delle maestre e dei professori, non si può fermare neanche durante il lockdown. Non è stata presa minimamente in considerazione nel piano vaccinale. Vi sembra normale?“.

Covid-19, 11 regioni diventano rosse da lunedì e tutti a Pasqua. Cosa cambia?

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Crea la tua hit bag fai da te

People For Planet - Ven, 03/12/2021 - 15:00

Come si legge dal canale YouTube marina malavasi: “Scegli uno scampolo di tessuto magari di arredamento, tinta unita, righe o ramage come abbiamo fatto noi… ricicla una vecchia cintura , armati di ago e filo , e prendi a modello una ”testimonial” eccellente: per esempio una borsa firmata come quella che ha ispirato il nostro DIY.

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Covid-19, 11 regioni diventano rosse da lunedì e tutti a Pasqua. Cosa cambia?

People For Planet - Ven, 03/12/2021 - 14:33

Pasqua blindata da venerdì 2 aprile (o sabato 3) fino a Pasquetta (il 5 aprile), con tutta Italia in zona rossa. Restrizioni al massimo e per un periodo ben più lungo però in arrivo già da lunedì prossimo, il 15 marzo, per 11 regioni che diventano rosse, mentre altre 7 passano in arancione. Unici ad avere numeri tali da consentire l’apertura di bar e ristoranti dovrebbero rimanere la Sicilia (in giallo) e la Sardegna (bianca a rischio giallo).

Cosa significa diventare rossi

Italia in zona rossa a Pasqua e Pasquetta significa che non si potrà uscire dalla regione, tranne che per comprovati motivi di lavoro, salute, necessità e rientro al proprio domicilio o residenza.

No alle gite fuori porta, al pranzo fuori, né a casa di amici e parenti.

Se – e non è ancora certo – varranno anche a Pasqua le regole delle zone rosse come sono al momento delineate nelle FAQ del Governo, sarà consentito spostarsi verso le seconde case, a patto che siano disabitate, che si sposti solo il nucleo familiare, e si possa provare essere affittuari o proprietari.

Ristoranti, bar e negozi

I negozi non essenziali dovranno restare chiusi. Bar e ristoranti potranno solo fare consegna a domicilio e asporto fino alle 18.

In zona rossa chiudono estetisti, parrucchieri, barbieri, centri commerciali.

Aperti gli essenziali (edicole, farmacie, tabacchi, alimentari e supermercati, che – attenzione – potrebbero essere chiusi a Pasqua e Pasquetta o restare aperti solo mezza giornata). Chiusi anche i mercati all’aperto salvo le attività di vendita di soli generi alimentari, prodotti agricoli e florovivaistici.

Più controlli durante le festività

Il passaggio delle regioni in zona rossa scatta in automatico con un’incidenza settimanale superiore a 250 casi su 100mila abitanti.

Specie in vista di Pasqua, ci saranno maggiori restrizioni e controlli per chi arriva in Italia. Data per scontata la proroga del divieto di spostamento fuori regione al 5 aprile o a metà aprile. Nessuna novità prevista per il coprifuoco, che non verrà anticipato: l’orario resta 22-5.

Cinema, teatri e musei

Nel weekend di Pasqua potrebbero restare chiusi anche teatri, cinema, musei e mostre. La riapertura delle sale cinematografiche e teatrali dal 27 marzo sarebbe infatti in bilico con l’arrivo del nuovo decreto, così come la possibilità di tornare a visitare musei, gallerie d’arte, siti archeologici e mostre nei giorni festivi e prefestivi. Questi, al momento, sono aperti solo in zona gialla da lunedì a venerdì.

La decisione verrà presa il 20 marzo in base ai più recenti dati dell’epidemia il Cts valuterà se ci saranno le condizioni per far ripartire la cultura.

Cosa cambia dall’arancione scuro al rosso?

Le tante (11, la maggioranza) regioni che passano in rosso vedranno in definitiva questi cambiamenti principali: chiuse tutte le attività commerciali non essenziali, asporto a parte. L’attività sportiva diviene possibile solo in forma individuale ed esclusivamente all’aperto: quindi chiudono le attività sportive all’aperto ma effettuate finora da associazioni sportive. Si può solo correre, andare in bici o fare qualsiasi attività fisica in totale solitudine e solo in prossimità della propria abitazione. Se in arancione scuro i nidi restavano aperti, in rosso chiudono anche nidi e micronidi.

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CuoreBasilicata COTTO&LUCANO: le zeppole di San Giuseppe

People For Planet - Ven, 03/12/2021 - 08:00

INGREDIENTI

Per la pasta:
1 kg. di farina
1 kg. di patate
2 pezzi di lievito di birra
100 gr. di strutto
mezzo bicchiere di zucchero
mezzo bicchiere di latte
buccia di 1 limone
4 uova

Per la crema:
1 l. di latte
250 gr. di zucchero
100 gr. di farina
6 uova
1/2 stecca di vaniglia

Per guarnire:
amarene sciroppate q.b.
zucchero a velo q.b.

PROCEDIMENTO

Partiamo con la preparazione della crema così che si raffreddi mentre ci occuperemo della pasta delle nostre zeppole.
In una pentola portate quasi a ebollizione il latte, quindi mettetevi in infusione la stecca di vaniglia per alcuni minuti.
In una ciotola sbattete le uova intere con lo zucchero aiutandovi con una frusta.
Quindi aggiungete poco alla volta la farina e il latte caldo, continuando a mescolare.
Trasferite la crema in un pentolino e lasciate sobbollire a fuoco basso finché non si addensa, mescolando di continuo.
Togliete la crema dal fuoco e lasciatela raffreddare a temperatura ambiente per mezz’ora circa.
Passiamo alla preparazione della pasta.
Lessate le patate e riducetele in purea. Quindi inseritele in un recipiente insieme a tutti gli altri ingredienti e impastate per bene.
Lasciate lievitare per circa un’ora l’impasto ottenuto.
Create con l’impasto tante piccole ciambelle, che lascerete poi lievitare per un’altra ora.
Friggete le ciambelle in abbondante olio di semi (non eccessivamente caldo) e, quando saranno dorate, sistematele su della carta assorbente.
Quando si saranno raffreddate, ponetevi nel centro un po’ di crema aiutandovi con una siringa da pasticceria.
Guarnire con amarene sciroppate e cospargere di zucchero a velo.

Leggi su CuoreBasilicata una curiosità sulle zeppole di San Giuseppe

Ricetta a cura di Federico Poletta, Gruppo di Animazione Territoriale CuoreBasilicata

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Orlando: “Prosegue blocco licenziamenti” | Francia, pieno l’80% delle terapie intensive | Oms: «Una donna su tre subisce violenze»

People For Planet - Ven, 03/12/2021 - 06:25

Corriere della Sera: Francia, occupato 80% delle terapie intensive Johnson&Johnson, c’è il via libera europeo;

Il Giornale: L’Italia è sempre più scura: le Regioni cambiano colore;

Il Manifesto: Spesi meno della metà dei fondi stanziati da Renzi sette anni fa;

Il Mattino: Militare morto dopo vaccino, 10 medici indagati in Sicilia per omicidio colposo;

Il Messaggero: «Una donna su tre subisce violenze», rapporto dell’Oms: oltre 700 milioni le vittime;

Ilsole24ore: Bce e ok vaccino J&J spingono le Borse. Milano svetta (+0,8%), spread in calo a 92 punti – La Bce accelera gli acquisti di titoli contro il rialzo dei rendimenti – Generali stacca supercedola;

Il Fatto Quotidiano: Per il governo prioritari i vaccini ai disabili: Regioni in ritardo e dimenticano i caregiver. Appello: “A rischio, ma non possiamo isolarci”;

La Repubblica: Orlando: “Il blocco dei licenziamenti proseguirà, ma sarà selettivo”;

Leggo: La vittoria dei bimbi con la Sma: dopo la campagna di Leggo Aifa autorizza la cura senza limiti d’età con il farmaco più costoso al mondo Cucinotta: «Gioia nella chat dei genitori» Daniele: «Grazie Aifa»;

Tgcom24: William risponde a Harry e Meghan: “La nostra non è una famiglia razzista”;

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Regalare a uno sconosciuto è più bello!

People For Planet - Gio, 03/11/2021 - 19:30

Anni fa lanciammo con Cacao un tentativo di coinvolgere milioni di italiani in una catena di scambio di regali. Chi voleva fare un regalo a uno sconosciuto entrava in un forum e apriva un argomento con la descrizione del regalo. Chi desiderava riceverlo apriva un altro argomento, offriva un regalo e poi prendeva il regalo che voleva.

Avevamo deciso di puntare sulla generosità delle persone, quindi non c’erano controlli o regole sul valore dei regali. Io aprii il gioco regalando 10 fine settimana per 2 persone ad Alcatraz, 10 pranzi, 10 disegni miei, e 10 telefonate di auguri o di adulazione.

Partì così una gara di generosità incredibile. Le persone regalavano quello che sapevano fare o quel che avevano che non gli serviva. Di tutto: elettrodomestici, sci, lezioni di inglese, sveglie telefoniche allegre, sedute di psicoterapia, un cavallo, 2 cani, un’auto vecchia ma in ottime condizioni, un tandem… Poi arrivarono i corvi.

Il gioco naufragò definitivamente quando una ragazza prese una settimana in una villa sul mare in Sardegna in cambio di un cd del suo gruppo musicale fallito. Questo gesto nichilista diffuse un tsunami di disamoramento tra i partecipanti. Non funzionava più. In questo momento così difficile sono nate molte iniziative che offrono il piacere di regalare o ricevere un regalo. Se uno sconosciuto ti regala qualche cosa ti fa bene allo spirito e alla salute, il tuo cervello scatena una scarica di endorfine, droghe naturali piacevoli che fanno bene al cuore e al metabolismo: è scientifico!

E varie ricerche dimostrano pure che l’azione del regalare provoca un effetto benefico maggiore di ricevere un regalo. Ma la cosa incredibile è che si è scoperto che regalare qualche cosa a uno sconosciuto ha un effetto più potente di un regalo a una persona che conosci. In questi giorni mi sono teleincontrato (neologismo) con un gruppo di persone che hanno organizzato varie iniziative regalose (neologismo) e abbiamo deciso di dar vita a una tempesta di cervelli per trovare un’idea assolutamente geniale per sviluppare un gioco dei regali sublimamente (neologismo?) efficiente e in grado di coinvolgere milionaia e milionaia (neologismo) di persone.

Una catena di regali, una semina di regali, una foresta di regali, un’azione di massa di regali, un concerto di regali, un’euforia di regali, una bufera di regali, un dispencer di regali un moltiplicatore di regali, un’orgia di regali! Abbiamo anche creato un gruppo Fb chiuso per lasciare che il dibattito lieviti lentamente come il pane migliore. Ora sospetterai che ti chieda di aderire a questo gruppo. Invece no. Non ti dico neanche come si chiama. Si tratta di un gruppo segreto, aperto solo a persone particolarmente euforiche che hanno già sperimentato il tentativo di inventare un gioco dei regali fantasmagorico e si sono scontrate con ostacoli potenti.

Però siamo disponibili ad accettare contributi e consigli. Ci interessano proposte o segnalazioni di esperienze di regalosità (neologismo) magnifica, in giro per il mondo e nei secoli dei secoli. In seconda battuta accettiamo liste di regali ipotetici e liste di servizi digitali ipotetici che ti vengono in mente. Abbiamo pensato infatti che per parlare di regali sia indispensabile innanzi tutto iniziare a fantasticare su regali ipotetici.

P.s: Siccome non ce lo ha ordinato il dottore di tentare ancora una volta, se questo post non raggiungerà le 500 condivisioni (non like, CONDIVISIONI) valuteremo che non ci sono abbastanza italiani per sognare e rinunceremo all’impresa. Quindi se non condividi questo post (condivisione no like) condanni a morte un progetto che potrebbe essere meraviglioso e diventare una potente cura per la tristezza che ci sta avvolgendo.

Un gioco dei regali che potesse funzionare potrebbe essere un vento che scarmiglia piacevolmente i capelli di milioni di italiani… Anche solo se si sapesse che esiste… E chissà, se diventasse virale…

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Covid-19, boom di contagi. Lotto AstraZeneca bloccato fino al 22

People For Planet - Gio, 03/11/2021 - 18:40

Nessun nesso tra i casi di trombosi registrati in Europa e la somministrazione del vaccino Astrazeneca. Nella telefonata che il premier Draghi ha avuto con la presidente von der Leyen è emerso comunque che “l’Ema ha avviato una ulteriore review accelerata” sui vaccini di Astrazeneca. L’Agenzia italiana del farmaco Aifa ha deciso oggi, in via precauzionale, di vietare l’utilizzo del lotto ABV2856 del vaccino AstraZeneca, dopo la morte di un militare in Sicilia per arresto cardiaco, avvenuta in concomitanza temporale con la somministrazione del vaccino. Dosi di questo lotto sono state distribuite in tutta Italia. Sono in tutto circa 500mila le dosi di un lotto.

L’Aifa “Serve tempo per valutare”

Tutto è nato dopo che la Danimarca ha sospeso oggi per precauzione l’uso del vaccino AstraZeneca. La sospensione temporanea è legata a “segnalazioni di gravi casi di coaguli nel sangue tra le persone vaccinate”, una delle quali è morta. Come ha chiarito la premier Mette Frederiksen, bisogna “fare ulteriori ricerche su questo punto”. La sospensione dell’uso di AstraZeneca è programmata per due settimane e il 22 marzo si farà una nuova valutazione. Stesso commento dalla nostra agenzia del farmaco, l’Aifa: “No comment. La comunicazione è nelle mani del Ministro. E’ tutto in evoluzione, bisogna ancora accertare il nesso di causalità”, ha dichiarato Giorgio Palù, presidente dell’Aifa.

Contagi in forte crescita

Preoccupano intanto i boom di positivi nel nostro Paese, mentre l’Italia si prepara a tingersi in gran parte di rosso. Sono 25.673 i positivi al test del coronavirus nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Mercoledì erano stati 22.409. Le vittime sono state 373 , mercoledì erano state 332. Sono stati effettuati 372.217 tamponi molecolari e antigenici per il coronavirus nelle ultime 24 ore in Italia, secondo i dati del ministero della Salute. Mercoledì i test erano stati 361.040. Il tasso di positività (rapporto positivi/test) odierno è del 6,9%, mercoledì era stato del 6,2%, quindi oggi in aumento dello 0,7%.

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“Ci siamo inginocchiati ai big pharma”: il discorso dell’europarlamentare Marion Aubry

People For Planet - Gio, 03/11/2021 - 18:00

“Soltanto tre contratti resi pubblici su pressione dei cittadini. Tutte le informazioni più importanti come prezzo, programma di consegna, e i dettagli delle clausole di responsabilità, sono nascosti (…) Sanofi non ha trovato alcun vaccino ma ha trovato 400 posti di ricerca da tagliare e 4 miliardi di euro di dividendi da distribuire. I laboratori tirano fuori lo champagne, perché sì, sono solo che decidono. Siamo in grado di imporre ai nostri concittadini una restrizione senza precedenti delle nostre libertà ma non saremmo in grado di stabilire regole per big pharma?”

È già virale il discorso dell’eurodeputata di The Left Marion Aubry sui vaccini durante la seduta plenaria del Parlamento Ue. Davanti alla presidente della Commissione Ue Ursula Von der Leyen, Aubry ha accusato l’Unione di essersi inginocchiata di fronte alle compagnie farmaceutiche nelle trattative per l’acquisto dei vaccini contro il Coronavirus.

Manon Aubry, 31 anni, francese, parlamentare europea e co-presidente del gruppo della Sinistra Unitaria Europea/Sinistra Verde Nordica, è esponente della sinistra radicale di La France Insoumise. Prima la laurea in Scienze politiche a Parigi, poi le specializzazioni in diritti umani e affari internazionali negli Stati Uniti e in Australia, il curriculum della giovane politica parla già da solo, e lei stessa dice:

Ho lavorato per Oxfam come specialista e portavoce sui temi della lotta all’evasione fiscale e disuguaglianze. Ho condotto ricerche sui paradisi fiscali, rintracciato grandi aziende che non pagano le tasse e sostenuto una più equa condivisione della ricchezza. In precedenza, ho lavorato nella protezione dei diritti umani e umanitari in diversi paesi dell’Africa subsahariana”.

La richiesta di Aubry è la medesima portata avanti da Sudafrica, India e varie associazioni: introdurre una temporanea moratoria sui brevetti dei vaccini anti Covid-19 in modo che qualunque azienda farmaceutica possa produrre i vaccini e la pandemia venga bloccata il prima possibile, senza lasciare indietro nessuno. Una richiesta semplice, di buon senso.

(Qui l’intervento sottotitolato in italiano)

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