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Il Decoupage fai da te per principianti

People For Planet - Dom, 08/30/2020 - 15:00

Una bella idea per ridare vita ai nostri oggetti! In questo video dal canale YouTube Rifaidate.it vedremo la tecnica del decoupage applicata a uno sgabello, ma possiamo sbizzarrirci su moltissimi altri oggetti: scatole, mobili di ogni misura, quaderni, bacinelle ecc tutto quello che è in legno e cartone e non solo!

Fonte: Rifaidate.it

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AirDresser: l’armadio che pulisce, asciuga e stira i vestiti (VIDEO)

People For Planet - Dom, 08/30/2020 - 15:00

Un’innovazione tecnologica lanciata da Samsung destinata a rivoluzionare il metodo casalingo con cui si lava il nostro bucato. Niente più lavatrice, asciugatrice né tanto meno ferro da stiro.

Fonte: Samsung Australia

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Lega – Salvini premier lancia il sondaggio “Scegli il peggior ministro della storia”: tutte donne

People For Planet - Dom, 08/30/2020 - 11:00

“Scegli il peggior ministro della storia”: basterebbe già questo per rubricare il sondaggio lanciato dalla pagina Facebook Lega – Salvini Premier come il peggior sondaggio di sempre, senonché, la “Bestia”, lo staff che cura l’immagine del Capitano attraverso un elaborato sistema di propagazione (qui la giornalista Milena Gabanelli svela tutti i retroscena), ha voluto esagerare. Nonostante in Italia il numero delle donne che hanno ricoperto la carica di ministro sia nettamente inferiore a quello degli uomini, nel mirino della Lega di Salvini, ci sono quattro donne. E basta. Candidate a diventare “il peggior ministro della storia”, sono la ministra dell’interno Luciana Lamorgese, la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, quella dell’Agricoltura Teresa Bellanova e l’ex ministra del Lavoro Elsa Fornero, ovviamente tutte del centro sinistra e del M5S.

Nel giro di un giorno il post è stato condiviso più di 400 volte e ha ottenuto 5mila commenti, molti dei quali contengono veri e propri attacchi sessisti alle politiche. Qualcuno è riuscito a eludere il ban dello staff di Salvini, rapidissimo a cancellare tutto ciò che rovina o demistifica l’immagine del Capitano: “I peggiori della storia? siete voi“. Ma il leader Matteo Salvini non ci sta e respinge le accuse di sessismo, ospite di ‘L’Aria che Tira’, su La7, dice:

“Il ministro Azzolina potrebbe essere un uomo con i baffi, ma potrebbe essere incompetente uguale. Il problema non è uomo-donna, se la sciagurata riforma delle pensioni l’ha fatta la Fornero è sbagliata. Respingo le accuse di sessismo“.

Le risposte delle politiche

Elsa Fornero, intervistata da Repubblica, ha commentato il post definendolo “Una storia come al solito brutale di Salvini e del suo zoo”, e poi la steccata: “Ritengo che sia un piccolo uomo che non si rende conto della sua pochezza”.

Meno laconica la ministra Azzolina, che sempre via Facebook, scrive:

Nessuna donna dovrà mai più leggere commenti così infimi, subire attacchi volgari e abietti come questi. È e sarà la mia battaglia. E la faremo a scuola. Educando le nuove generazioni al rispetto dell’altro, uomo o donna che sia, al pensiero critico, allo scambio di idee fatto con i contenuti e non con la volgarità. Provo molta pena per chi si esprime in questo modo e per chi alimenta questo tipo di reazione, parlando solo alla pancia e mai alla testa delle persone. È un sistema che va combattuto ed è lapalissiano che la scuola sia il naturale antidoto“.

Basta sessismo? iniziamo dai libri di scuola

Che la scuola debba essere antidoto contro ignoranza e intolleranza è lapalissiano, certo, ma prima deve selezionare e buttare nel cestino un po’ di libri scolastici. Come quello segnalato dal deputato Alessandro Fusacchia, padre di una bambina di 3 anni. Lo scorso 18 maggio, sulla propria pagina Facebook, Fusacchia, pubblicava l’esercizio di lettura di un manuale scolastico che riportava frasi come “Lucia è troppo grassa…per indossare una minigonna” e “Rossella è così bella da sembrare un angelo, mentre sua sorella è talmente brutta che nessun ragazzo la degna di uno sguardo“.

Se battaglia contro il sessismo deve essere, la ministra dovrà prima affrontare il mondo popolato da valorosi cavalieri, dotti scienziati e padri severi, ma anche da madri dolci e affettuose, casalinghe miti e ragazze troppo grasse per la minigonna e troppo brutte per essere notate dai maschi. E dovrà farlo a scuola, sì, ma sui libri, ponendo fine ai modelli di mascolinità e femminilità rigidi, anacronistici, spesso sessisti che da troppi decenni portiamo in classe tra gli alunni. Il deputato Fusacchia, ex Europa+, leader di movimenta, starebbe già lavorando a una proposta di legge sugli stereotipi nei libri scolastici. E speriamo che sia femmina.

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Quando e come si rientra a scuola? Grande confusione sotto al cielo

People For Planet - Dom, 08/30/2020 - 10:00

Una frase spesso citata del Presidente cinese Mao è: “grande è la confusione sotto il cielo: la situazione è eccellente”. Anche la ripresa delle scuole versa in grande confusione, ma purtroppo la situazione non è eccellente.

Quando si rientra a scuola? Le Regioni hanno deliberato in queste settimane i calendari scolastici, ma c’è ancora chi, nell’incertezza, potrebbe rinviare la data. La ministra dell’istruzione, Lucia Azzolina, ha ribadito che la scuola riparte il 14 settembre. E questo al momento è vero per molte Regioni ma non per tutte.

Ripresa il 14 settembre, ma non per tutti

In particolare:

Il 7 settembre si riparte in Alto Adige, in Lombardia solo per l’infanzia

Il 16 settembre in Friuli Venezia Giulia

Il 22 settembre in Sardegna

Il 24 settembre in Calabria e Puglia

Ma per le altre Regioni la data di riapertura non è ancora certa:

In Basilicata si sta valutando il rinvio al 24 settembre

In Campania moltissimi sindaci chiedono alle Regione il rinvio al 24 settembre.

Anchel’Abruzzo sembra orientato al rinvio al 24 settembre

Anche in Veneto crescono i dubbi sulla ripresa il 14 settembre.

I fattori di incertezza

Sulle valutazioni sulla data della ripresa pesano diversi fattori. Tra gli altri:

  • Il fatto che il 20 e il 21 settembre ci sarà il referendum sulla riduzione dei parlamentari, con la richiusura quindi delle scuole dopo pochi giorni dalla riapertura.
  • L’incertezza sui tempi di consegna dei nuovi banchi monoposto che dovrebbero favorire il distanziamento tra gli alunni.

Corsi di recupero: ogni scuola fa da sé

Nel frattempo per i corsi di recupero, ufficialmente previsti dall’1 settembre, ogni scuola farà per sé e c’è la possibilità che in diverse scuole si svolgano durante l’anno, anche in considerazione del fatto che il compenso aggiuntivo per i professori (25 euro lordi all’ora) ci sarà solo per le ore prestate dopo il 14 settembre e non per quelle prestate entro quella data…

Misurazione della temperatura: a casa o a scuola?

Intanto cresce il numero dei Comuni che, contro le indicazioni del MIUR che ha affidato il compito alle famiglie, hanno deciso ragionevolmente di procedere alla misurazione della temperatura almeno fuori dagli asili e dal scuole materne: dopo Roma e Bologna una analoga decisone è stata presa anche da Milano per bambini, accompagnatori e dipendenti della scuola.

La Regione Campania si era già mossa in questa direzione e ha previsto i termoscanner a scuola, per evitare il rischio che studenti o dipendenti della scuola possano entrare febbricitanti mettendo a rischio le persone con cui entrano in contatto.

Nel resto d’Italia, almeno al momento, la cosa sarà affidata al buon senso e all’onestà civica delle famiglie…

Il tutto in un quadro in cui non è chiaro se e quale tipo di supporto avranno le famiglie i cui figli fossero costretti a restare a casa, magari per periodi medio-lunghi, nel caso risultassero contagiati.

Foto di Alexandra Koch

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Bellezza genera ricchezza: street art, svago e riqualificazione salvano le città

People For Planet - Dom, 08/30/2020 - 08:00

Non servono dati scientifici a dimostrarlo, eppure alcuni ricercatori l’hanno dimostrato andando oltre le semplici sensazioni. Città – piccole e grandi – in cui la bellezza viene messa al primo posto da amministratori locali e gruppi di cittadini riescono ad attirare investitori, produrre lavoro e, non da ultimo, invogliano le persone a trasferirsi. Bellezza genera ricchezza, insomma. Ma sarebbe un errore pensare che la bellezza sia soltanto frutto di investimenti virtuosi da parte di sindaci illuminati; riportare bellezza nelle periferie o in aree potenzialmente destinate al degrado ha aiutato in molti casi a risollevare le sorti, anche economiche, di quelle aree e di chi le popola.

Il legame tra bellezza, turismo, occupazione, ricchezza: lo studio

Lo studio in questione è quello di Gerald A. Carlino della Federal Reserve Bank di Philadelphia e di Albert Saiz del Massachusetts Institute of Technology, che si sono concentrati sugli anni dal 1990 al 2012 e hanno misurato l’attrattività di alcune città attraverso parametri molto moderni: l’afflusso di turisti e le foto scattate ai punti di interesse. Il primo dato è stato fornito dalla società di consulenza D.K. Shifflet & Associates, mentre le immagini sono quelle raccolte dall’app Panoramio.

È stato analizzato il legame tra bellezza e indicatori di crescita ed è stato appurato che esiste una connessione concreta tra crescita economica e della popolazione e tutto quanto possa rendere gradevole una città (parchi, ristoranti, gallerie d’arte e musei, scorci panoramici, edifici storici e così via).

Se questa conclusione può sembrare banale, i due ricercatori hanno anche identificato il cosiddetto “Central Recreational District”, vale a dire la zona delle città che tende maggiormente ad attirare nuovi residenti. In particolare, città con il doppio di zone fotografate rispetto ad altre riescono ad attirare fino al 10% di nuovi residenti e di opportunità lavorative in più. Se si (ri)costruiscono nelle città zone gradevoli e punti vitali si producono effetti come la rivalutazione del patrimonio immobiliare al rialzo.

Se vogliamo ridurre tutto a un’equazione più comprensibile, le città con più luoghi fotografabili attirano più turisti, più residenti, più lavoro e più ricchezza.

Bellezza è riqualificazione, bellezza è street art

A volte la bellezza è davanti ai nostri occhi da secoli, altre volte la bellezza non nasce dal nulla e va creata. Gli scorci tanto fotografati e apprezzati individuati dai ricercatori non sono soltanto opere d’arte o edifici storici. Prendiamo come esempio l’High Line di New York, un parco pubblico realizzato sulla ex rotaia soprelevata su cui viaggiavano i treni merci nel West Side di Manhattan e che ora è un luogo privilegiato per immergersi nel verde, nell’arte e nel design. In questo caso, come in molti altri in giro per il mondo, la riqualificazione e il recupero di aree dismesse sono una calamita che permette di rendere ancora più ricche e vitali di prima zone che altrimenti diventerebbero poco sicure, oltre che poco attrattive.

Lo studio evidenzia anche che investire in svago e attrazioni porta a un aumento dei turisti e dei guadagni degli esercizi commerciali che ruotano attorno al loro passaggio; ovviamente, si moltiplicano anche le opportunità lavorative nel turismo. Pensare città gradevoli e investire per ottenerle è complicato, ma si traduce in crescita economica e risurrezione urbana.

Ci sono ovviamente anche alcuni svantaggi di cui tenere conto: se a seguito della riqualificazione acquistare una casa o pagare un affitto in certe zone diventa insostenibile, il rischio è quello di creare involontariamente nuove periferie in cui i più poveri si ritrovano ghettizzati. Ed è proprio in questo frangente che si scoprono gli amministratori più attenti a immaginare progetti virtuosi su tutto il territorio che possano coinvolgere i residenti in termini lavorativi e possano via via espandere la bellezza fino alle periferie.

L’altro tasto dolente è che non sempre le città, soprattutto quelle piccole, hanno abbastanza denaro da investire in opere di riqualificazione. Spesso si attendono gli investimenti dei privati, sperando che arrivino in fretta, e le soluzioni faticano a palesarsi. A volte arrivano in soccorso gli artisti.

Alcune opere tra quelle che vi mostriamo sono gettonatissime tra i turisti e si guadagnano senza fatica gli scatti più apprezzati sui social.

Clet, lo street artist dei cartelli stradali Fonte: https://www.facebook.com/CLET-108974755823172/ La street art a Roma I graffiti stradali di Roadsworth per la mobilità sostenibile

Halmstad Arena, Svezia, 2015 – Fonte: www.roadsworth.com

Attraversamenti pedonali creativi Chongqing, China – Fonte: The Guardian La street art colombiana che ha salvato Medellin dal degrado

Fonte: https://inspiredbymaps.com/exploring-comuna-13-medellin-street-art/

Milano e il progetto Cler: le saracinesche diventano tele contro i vandali La street art di Pao

Fonte: www.paopao.it

Immagine di copertina: Disegno di Armando Tondo

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Bonomi: niente aumenti salariali | Soccorsi oltre 400 migranti | Maltempo flagella il Nord

People For Planet - Dom, 08/30/2020 - 06:25

Corriere della Sera: Lo pneumologo Harari: «Ecco perché in Europa continuano a salire i contagi»;

Il Giornale: ‘Basta dittatura delle maschere’. Chi sta manifestando a Berlino;

Il Manifesto: La «rivoluzione» di Bonomi: niente aumenti salariali;

Il Mattino: Campania 2020, ecco i sondaggi: De Luca davanti a Caldoro e M5S;

Il Messaggero: Soccorsi oltre 400 migranti, l’Onu: «Subito un porto sicuro» La guardia costiera assiste la nave di Banksy;

llsole24ore: Scuola, su 85mila assunzioni annunciate 60mila saranno virtuali: i buchi coperti dalle supplenze – Alcune Regioni verso rinvio apertura – Per garantire le distanze servono 20mila bus;

Il Fatto Quotidiano: Taglio parlamentari, Zanda e Finocchiaro per il No. Nel 2008 presentarono una proposta di legge identica. Senato, quanto lavorano gli eletti. E cosa cambierà;

La Repubblica: Un uomo travolto da un torrente: disperso. Maltempo flagella il Nord, allerta meteo;

Leggo: Sindaco riporta il frigo abbandonato al proprietario, la multa (con dedica): «Ti è scivolato davanti alla discarica»;

Tgcom24: A Lipari nuove proteste per Lorenza, morta di malasanità a 22 anni: aliscafi bloccati, ispettori nell’ospedale;

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Sport e disabilità: il basket in carrozzina

People For Planet - Sab, 08/29/2020 - 17:00

Grazie a questo sport sono stato con gli altri”. Esordisce così nel video Raffaele, disabile e giocatore di basket in carrozzina con la squadra romana dei Giovani e Tenaci, uno straordinario esempio di sport, inclusione e indipendenza.
Buona visione!

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Emozioni Virali. Le voci dei medici dalla pandemia

People For Planet - Sab, 08/29/2020 - 15:00

Giuliana Crisman, medico di base e psicoterapeuta, ci presenta un estratto dal volume appena uscito.

24 Febbraio 2020. La Regione Friuli Venezia Giulia, in cui vivo e lavoro come psicoterapeuta e sostituta dei cosiddetti “medici di base”, dichiara lo stato d’emergenza. Mi ritrovo a lavorare in un ambulatorio di provincia con mascherina e disinfettante alla mano, mi ritrovo a dover appendere cartelli di allerta fuori dalla porta in cui ricordo che chiunque manifesti sintomi respiratori e febbre non può entrare ma deve telefonare, mi ritrovo a dover distanziare le sedie nella sala d’attesa. Il Coronavirus è alle porte davvero, ma la percezione è che sia ancora molto lontano da noi.

Intanto, su Facebook c’è un gruppo chiuso, riservato esclusivamente ai medici. E’ un gruppo che si occupa esclusivamente di questa emergenza sanitaria e così mi iscrivo, dato che in quanto sostituta di Medici di Medicina Generale penso di potervi trovare informazioni importanti.
E mentre l’epidemia galoppa, i casi iniziano a fioccare in tutto il Nord Italia e le terapie intensive si riempiono e giungono notizie sempre meno confortanti, il gruppo su Facebook cresce a dismisura, raggiungendo quota 100.000 iscritti.

Nel mese di marzo i post del gruppo sono incentrati su scambi di esperienze, non solo terapeutiche o scambi dei primi articoli scientifici (per lo più cinesi) riguardanti il Coronavirus, ma anche personali. I colleghi iniziano a raccontarsi. A raccontare lo strazio e l’impotenza di fronte ai pazienti che muoiono soli, senza la possibilità di un ultimo saluto ai propri cari. Il senso di solitudine dentro gli scafandri, di sconfitta all’ennesima constatazione di decesso. E poi arrivano le prime testimonianze di medici divenuti pazienti, che raccontano la trafila sanitaria dal punto di vista di un ricoverato: il tampone, la diagnosi, i prelievi di sangue arterioso (che sono dolorosi, confermano), le terapie, la consapevolezza che i colleghi fanno del loro meglio ma che di questo virus si sa ancora poco. La paura, dentro fino alle ossa, perché un medico sa interpretare segni, sintomi e numeri e comprende che sta peggiorando prima ancora che glielo dicano.

Ci furono testimonianze che tennero il gruppo con il fiato sospeso: un collega ci informò di essere ricoverato, ci tenne informati ogni giorno del suo decorso e poi all’improvviso ecco un lungo silenzio di tre giorni…  “il collega ricoverato non scrive più, qualcuno sa come sta?” ci si chiede. E tanti, tantissimi commenti di solidarietà, di preghiera e di speranza, mentre da altri ospedali giungono notizie di colleghi che non ce l’hanno fatta.

A fine aprile un post della Dott.ssa Luisa Sodano cattura la mia attenzione: cosa resterà di questa Fase1? Di tutto ciò che abbiamo scritto e condiviso qui, che rimarrà? Perché non lo raccogliamo in un libro?

Detto, fatto. Scrivo a Luisa Sodano offrendomi volontaria per supportare questa iniziativa e in giornata viene costituito un “comitato editoriale” assieme ai colleghi Patrizia I. Ambruoso, Marina Bianchi, Maria Gabriella Buzzi, Lucia Colombo, Marcello Marcelli, Stefania Mostaccioli e Marco Solaro e si parte. Ricordo ancora il nostro primo incontro su Skype in collegamento da diverse città italiane: nessuno di noi si conosceva, eppure ci sentivamo uniti da subiti in un obiettivo comune: lasciare ai posteri una testimonianza il più possibile realistica e fedele di questa Fase1.

Pubblicammo poi un post nel “Gruppo dei 100.000” al fine di rendere chiare le nostre intenzioni: “mandateci un breve racconto di ciò che state vivendo”. Per un mese lavorammo notte e giorno (non scherzo!) per leggere, commentare, editare tutti i racconti. Per cercare di dare uno sguardo d’insieme sulla pandemia in Italia, per cercare di dare voce a più realtà possibili (dalle terapie intensive ai medici sul territorio, da chi ha perso un paziente a chi è stato ricoverato e ce l’ha fatta). Abbiamo cercato di coinvolgere medici da tutte le regioni per offrire al lettore la percezione di cosa abbia significato lavorare in prima linea nelle aree più colpite, ma anche nella retroguardia delle regioni meno coinvolte.

Abbiamo infine fatto la nostra proposta al Pensiero Scientifico Editore, che venne accolta nella persona del Dott. Luca De Fiore (colgo l’occasione per ringraziarlo per la fiducia che ha voluto accordare al nostro progetto, per la corsa contro il tempo per uscire in libreria entro luglio, per averci consigliato, supportato e sostenuto) ed ecco finalmente il nostro libro “Emozioni Virali. Le voci dei medici dalla pandemia” fresco di stampa!

Ricordando che il ricavato dei diritti d’autore sarà devoluto alle famiglie dei medici deceduti per il Covid19, questo libro vuole essere la testimonianza di ciò che è stata la Fase1 italiana. Una testimonianza di chi ha sudato lacrime in quelle tue ermetiche, esperienze ed emozioni di chi il lockdown l’ha vissuto non a casa sul divano ma combattendo ogni giorno per salvare delle vite.
Non chiamateci “eroi”, ma leggete questo libro affinché la storia non si ripeta!

Giuliana Crisman ha uno studio come psicoterapeuta a Trieste.

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Tingere i capelli con gessi colorati! Unicorn Hair fai da te

People For Planet - Sab, 08/29/2020 - 11:00

Tingere i capelli a casa non è mai stato così facile! Con il video di Nicole Husel vediamo come realizzare capelli in stile Unicorn Hair con ingredienti economici e facile da reperire!

Un look ideale per indossare diversi colori di capelli quest’estate!

Fonte: Nicole Husel

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Contagio al party radical-chic a Cortina | Macron: “Non escludo altro lockdown” | Assunzione per 80mila docenti

People For Planet - Sab, 08/29/2020 - 06:25

Corriere della Sera: La storia di Nada: positiva e in quarantena da sei mesi. E l’azienda la licenzia;

Il Giornale: Contagio al party radical-chic. È corsa al tampone fra i vip. Tra le 500 persone alla festa a Cortina c’era pure Benetton. E dopo il primo positivo, tutti in fila in auto per fare il test;

Il Manifesto: Salvini: «Sfiduciare Azzolina». La maggioranza ringrazia;

Il Mattino: Covid, bimbi asintomatici contagiano per settimane;

Il Messaggero: Morta dopo 237 giorni di sciopero della fame in carcere l’avvocata Ebru Timtik, paladina dei diritti umani in Turchia;

llsole24ore :Ecco le regine della settimana in Borsa: vince Tim con accordo su fibra – Open Fiber, l’offerta di Macquarie per la quota di Enel – Rete unica, ok del governo a società Tim-Cdp – In Italia fatturato dei servizi giù del 21%, mai così male;

Il Fatto Quotidiano: I piani antiepidemia? Dimenticati nei cassetti. Il flop globale è iniziato con il governo Renzi;

La Repubblica: Sardegna, ipotesi di navi e aerei riservati per riportare a casa i turisti contagiati. Al Phi Beach, 21 dipendenti positivi al Covid;

Leggo: Scuola, l’annuncio del ministro Gualtieri: «Assunzione a tempo indeterminato per 80mila docenti. Firmato il decreto» LE RIAPERTURE IN EUROPA: COME FUNZIONA;

Tgcom24: In Francia 7.379 casi, Macron: “Non escludo un nuovo lockdown, farò di tutto per evitarlo” | Picco in Spagna, Ungheria chiude le frontiere;

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“Dyskolos” di Menandro. Grande successo alle Mura Timoleontee

Gela Le Radici del Futuro - Ven, 08/28/2020 - 14:10

Un grande riscontro quello ottenuto per la compagnia teatrale La Bottega Del Pane, che nella serata del 24 agosto ha fatto tappa a Gela, portando in scena “Dyskolos” alle Mura Timoleontee. Dietro l’organizzazione della serata vi sono l’archeologo Giuseppe La Spina e il gruppo archeologico Geloi, che hanno promosso l’iniziativa  “Teatro d’Estate – Le mura raccontano”, allo scopo di valorizzare il teatro e la cultura all’interno de  il Parco delle Fortificazioni Greche e di riportare a Gela il grande teatro con la partecipazione di importanti compagnie. A presentare l’evento è stato Emanuele Gurzeni.

Già andato in scena in teatri importanti come quello di Segesta, di Tindari e di Taormina, stavolta il successo si è riconfermato tra la pleatea gelese. La brillante commedia greca di Menandro è stata rivisitata in chiave contemporanea, con un riadattamento in cui non mancano doppi sensi, satira e riferimenti attuali, in tempi di emergenza sanitaria in cui ci viene ricordato costantemente che dobbiamo “stare a casa” e “mantenere le distanze”.  E non rimane altro che riderci su.

Gli attori, diretti da Cinzia Maccagnano, hanno dato ciascuno il meglio di sé, con uno stile recitativo volutamente ingenuo e delle gestualità e movenze a tratti leggiadre e a tratti plastiche. Notevole il lavoro svolto dal noto artigiano Giancarlo Santelli, famoso per aver collaborato con artisti del calibro di Edoardo De Filippo, Bernardo Bertolucci e Dario Fo. Tanto rigide quanto espressive, le maschere realizzate da Santelli hanno conferito una maggiore caratterizzazione ai personaggi grossolani dell’opera, interpretati in questa versione rispettivamente da  Raffaele Gangale, Dario Garofalo, Cinzia Maccagnano, Luna Marongiu, Cristina Puntignano.  Occorre anche denotare la bravura di ciascun attore, anche nell’immedesimarsi nei panni di un personaggio del genere opposto.  A condire ulteriormente la pièce i sottofondi musicali realizzati da Germano Mazzocchetti.

A fare da scenografia, invece, la splendida cornice naturale del parco archeologico e delle antiche mura, in sintonia con l’epoca e l’ambientazione dell’opera originale. Il resto è stato lasciato all’immaginazione degli spettatori.

Il pubblico ha partecipato attivamente e risposto con grande entusiasmo alla rappresentazione, indossando le mascherine e mantenendo il distanziamento sociale nel rispetto delle norme ministeriali anti Covid-19. L’iniziativa all’interno della quale rientra quest’evento, è a sua volta inclusa nel calendario dell’estate gelese “R-estiamo a Gela”, patrocinato dal comune e firmato dall’assessore allo sport, turismo e cultura Cristian Malluzzo. Il secondo appuntamento è previsto per il 31 agosto con la commedia “Farrazzano” per la regia di Giuseppe Provinzano.

L'articolo “Dyskolos” di Menandro. Grande successo alle Mura Timoleontee proviene da Gela Le radici del Futuro.

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La pancia è un fattore di aggravamento del Covid-19

People For Planet - Ven, 08/28/2020 - 11:30

Chi ha più grasso viscerale della media ha maggiori probabilità di finire in terapia intensiva a causa dell’aggravarsi dei sintomi del Coronavirus. Lo dice uno studio dell’Università La Sapienza su pazienti in terapia intensiva per Covid-19. La ricerca è stata realizzata dalla dottoressa Mikiko Watanabe, con la guida del prof. Lucio Gnessi e Andrea Laghi, in collaborazione con il Campus Bio-Medico dell’Università di Roma e l’Ospedale Sant’Orsola Malpighi di Bologna.

I kg di troppo peggio di malattie polmonari

Lo studio ha voluto dimostrare come non soltanto la pancia fa aggravare il Covid-19 a tutte le età, ma anche che  il grasso viscerale sembrerebbe addirittura più importante dello stato polmonare nello spiegare la necessità di una ventilazione meccanica.

Stesso problema a tutte le età

Nello specifico è emerso che i pazienti intubati di tutte le età – giovani e anziani – hanno un maggior quantitativo di grasso viscerale. In particolare, per ogni aumento pari a un’unità di grasso viscerale, si ha una probabilità 2,5 volte maggiore di dover essere intubati per poter respirare (Odds Ratio 2,5; 95% CI 1,02-6,02).

Il dato era emerso per la prima volta in alcuni studi e relazioni effettuate su diverse tipologie di pazienti in differenti cluster, da New York, a Parigi e Londra. A parlarne c’era stato in un intervento alla Ketolerning di giugno 2020 il Professor Matteo Bassetti, Direttore della Clinica Malattie Infettive dell’Ospedale San Martino (GE), nel quale Bassetti aveva riportato alcune ricerche pubblicate su prestigiose riviste scientifiche che sottolineavano i rischi di una sintomatologia più aggressiva del Covid-19 per i pazienti obesi e diabetici. 

“Un dato clamoroso che va tenuto in considerazione”

Giovanni Spera, endocrinologo alla Sapienza di Roma, sottolinea l’importanza del lavoro poiché si tratta di una conferma clamorosa della necessità di valutare attentamente peso e percentuale di grasso addominale/viscerale per programmare gli interventi in grado di contenere l’impatto sanitario di una possibile nuova ondata infettiva. “Non si legge di valutazioni antropometriche (Indice di massa corporea e circonferenza addominale) (nella valutazione della gravità di un paziente, ndr), ma, sempre a mio parere, andrebbero fatte, anche perché delle strategie di prevenzione e contenimento del problema ci sono e risultano essere anche molto efficaci”, ricorda Spera. 

Riferimenti bibliografici

Kass, D.A.; Duggal, P.; Cingolani, O. Obesity could shift severe COVID-19 disease to younger ages. Lancet 2020, 395, 1544-1545, doi:10.1016/S0140-6736(20)31024-2.

Watanabe M, Risi R, Tuccinardi D, Baquero CJ, Manfrini S, Gnessi L. Obesity and SARS-CoV-2: A population to safeguard [published online ahead of print, 2020 Apr 21]. Diabetes Metab Res Rev. 2020;e3325. doi:10.1002/dmrr.3325

Watanabe M, Caruso D, Tuccinardi D, Risi R, Zerunian M, Polici M, Pucciarelli F, Tarallo M, Manfrini S, Mariani S, Basciani S, Lubrano C, Laghi A and Gnessi L. Visceral fat shows the strongest association with the need of intensive care in patients with COVID-19. [published online ahead of print, 2020 Jul 23] Metabolism- Clinical and Experimental 2020; https://doi.org/10.1016/j.metabol.2020.154319

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Da vecchi jeans a borsa. Il riuso che fa bene all’ambiente

People For Planet - Ven, 08/28/2020 - 11:00

Perché buttare via quello che possiamo riutilizzare?

Con il video dal canale YouTube Tati’s Things ridiamo una seconda vita ai nostri vecchi jeans trasformandoli in… una borsa!

Fonte: Tati’s Things

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Banksy salva 89 migranti dal Mediterraneo

People For Planet - Ven, 08/28/2020 - 10:10

Ieri mattina l’impegno politico dell’artista più noto e apprezzato del secolo è divenuto fattivo, sebbene indirettamente, e ha salvato la vita a 89 persone nel Mediterraneo, compresi quattro bambini, come riporta il Guardian. È successo ad opera della nave Louise Michel, che Banksy ha deciso di finanziare e sostenere assieme al suo equipaggio di attivisti europei con lunga esperienza in operazioni di ricerca e soccorso nel mediterraneo. L’imbarcazione è infatti capitanata da Pia Klemp, tra l’altro scrittrice e attivista umanista e animalista, tedesca, esperta di navi dai tempi in cui percorreva i mari con la Sea Shepherd. Si calcola che in totale le sue uscite abbiano salvato la vita a 14mila persone a rischio annegamento. Se già così la sua storia ricorda quella di Carola Rackete, il legame si infittisce se si considera che anche Klemp fu vittima delle politiche italiane quando una delle sue navi, Iuventa, fu sequestrata a Palermo con l’accusa di cooperazione con i trafficanti di esseri umani. Rischiò 20 anni di carcere.

Rifiutando la medaglia al valore della sindaca di Parigi, Pia Klemp disse: “Non abbiamo bisogno che le autorità stabiliscano chi è un eroe e chi invece è un delinquente”. Per cosa si combatte

Eppure, la Louise Michel è un progetto di membri della società civile per prevenire le morti nel Mediterraneo. Secondo l’International Organization for Migration, quest’anno più di 7.600 migranti sono stati intercettati nel Mediterraneo e riportati in Libia, con la complicità dell’Unione Europea. Spesso rinchiusi in campi non ufficiali, la situazione dei migranti in Libia è notoriamente disperata, con atti di tortura sistematica e stupri documentati da tempo da parte delle organizzazioni per i diritti umani e dai media internazionali.

Quando Banksy scrisse a Pia

In questa situazione, circa un anno fa, Pia ricevette una lettera che diceva così: “Ciao Pia, ho letto di te sui giornali. Sembri una tipa tosta. Sono un artista britannico e ho fatto alcuni lavori sulla crisi dei migranti, ovviamente non posso tenere per me i soldi che ho guadagnato. Puoi usarli per comprare una barca o qualcosa del genere? Per piacere, fammi sapere. Complimenti! Banksy”. A quel che riporta la diretta interessata in un primo momento sembrava uno scherzo, ma oggi, a un anno di distanza, la nave è riuscita a partire e ha già portato i primi risultati. “Non vedo il salvataggio in mare come un’azione umanitaria, ma come parte di una lotta antifascista“, ha detto Klemp al Guardian. Lotta unita a movimenti per la giustizia sociale, diritti delle donne e LGBTIQ, uguaglianza, diritti dei migranti, ambientalismo e diritti degli animali.

La femminista anarchica francese Louise Michel Una nave femminista

L’imbarcazione non a caso si chiama Louise Michel, in onore dell’anarchica femminista, nata in Francia nel 1830. Louise Michel fu la figlia, mai legittimata, del notabile del castello di Vroncourt-la-Côte e della sua serva Marianne Michel. Ebbe comunque la fortuna di essere allevata dai nonni paterni, nobili ma illuministi e liberali: “Ascoltavo sia la mia zia cattolica, che i miei nonni, che erano seguaci di Voltaire. Confusa da strani sogni, ero come l’ago di una bussola che, sconvolto da una tempesta, cerca il nord. Il mio nord era la rivoluzione”, diceva di sé.

Scafo queer bianco e rosa brillante – firmato da Banksy con l’immagine di una bambina con un giubbotto di salvataggio che sostiene un salvagente a forma di cuore – la Louise Michel è più piccola ma molto più veloce di altre navi di soccorso utilizzate delle ONG. È uno yacht a motore di 31 metri, precedentemente di proprietà delle autorità doganali francesi, e batte bandiera tedesca. La nave è partita in segreto il 18 agosto dal porto spagnolo di Burriana, vicino a Valencia.

Lettera all’Europa

“Vogliamo davvero provare a risvegliare la coscienza dell’Europa e dire: ‘Guarda, ti stiamo urlando contro da anni ormai. C’è qualcosa che non dovrebbe accadere proprio ai confini dell’Europa, e chiudi gli occhi davanti a questo. Svegliati!'” ha spiegato Claire Faggianelli, parte dell’equipaggio.

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Senza il verde, la città non si vive ma si subisce

People For Planet - Ven, 08/28/2020 - 08:00

Molto, e i Sindaci possono davvero fare la differenza: a partire dal considerare il verde urbano investimento e non spesa.

Una lungimirante pianificazione e programmazione del verde e della sua manutenzione può fare la differenza tra vivere bene in una città o vivere male. Per tanti aspetti: relativi alla salute, alla vivibilità, alla socialità, all’aumento della resilienza delle città, ovvero della capacità che può avere un’area urbana di reagire a fenomeni climatici sempre più irruenti e distruttivi.

Anche nei più illuminati piani urbanistici la vegetazione in città, fino ad ora, ha avuto per lo più funzioni simboliche, ornamentali, al massimo termoregolatrici, e solo recentemente il verde, in alcune città con amministrazioni illuminate, è tornato ad essere inserito in un ragionamento più complesso e funzionale di un rapporto fra aree da destinare a parchi, aiuole, o orti e aree da cementificare nei piani regolatori.

Si è, si spera, chiusa la fase in cui la natura era stata relegata a una funzione puramente decorativa, anche perché abbiamo accumulato un ritardo nel nostro braccio di ferro con il pianeta che impone decisione, interventi in grande scala, impiego di tecnologie rinnovabili e una visione a lungo termine in tutti questi contesti, nelle città grandi prima di tutto, ma anche nei contesti più piccoli.

E sono gli stessi cittadini sempre più spesso a chiedere di poter essere coinvolti nella gestione del verde, nella sua cura e manutenzione, come ad esempio negli ‘orti sociali urbani’, o nei giardini e orti condivisi, o anche semplicemente nella gestione delle aiuole, delle piste ciclabili, dei parchi cittadini, attraverso i patti di collaborazione  pubblico-privato.

Non solo i dati dell’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA) confermano che l’Italia è tra i Paesi maglia nera in Europa per lo smog, ma è evidente in tanti studi come la mancanza del contatto con la natura abbia effetti negativi sulla salute, soprattutto nelle fasi della crescita.

Il contatto con il verde urbano e con la biodiversità cittadina è spesso l’unica occasione per vivere la natura nel quotidiano: parchi e giardini hanno un ruolo fondamentale nel contrastare il ‘deficit di natura’ che, purtroppo, influenza in modo sempre più determinante la vita di ragazzi e bambini che vivono nelle nostre maggiori città.

Alla luce di tutte le ricerche che documentano l’importanza del verde nei sistemi urbani per la salute e il benessere dei cittadini (in particolare per il sequestro del carbonio e la cattura di particolato come Pm 10 e Pm 2,5 nonché del protossido di azoto e di anidride solforosa), è evidente che questo capitale naturale debba essere arricchito e correttamente gestito in tutte le aree urbane.

Ne abbiamo parlato con un esperto, il Prof. Francesco Ferrini, ordinario di Arboricoltura e Coltivazioni Arboree all’Università di Firenze con incarichi e ruoli di prestigio nel settore della Arboricoltura: è membro del Board della International Society of Arboriculture e attuale chairperson dell’Institute for Arboricultural Studies di Hong Kong, è stato Presidente della Scuola di Agraria dell’Università di Firenze.

Prof. Ferrini, come si può stabilire, e verificare, se un centro urbano ha “sufficiente verde” per garantire ombra, limitazione di inquinanti, resilienza agli eventi climatici, ecc.? I parametri attuali presenti negli strumenti urbanistici sono sufficienti?

«Il parametro più utilizzato è l’indice di copertura arborea che misura la percentuale di superficie urbana occupata dagli alberi all’interno di una città. Questo indicatore funge anche da variabile per lo spazio verde – la presenza fisica della vegetazione – all’interno dei quartieri della città. Il secondo indicatore utilizzato è la quantità di copertura arborea/abitante che valuta l’accesso di una popolazione alla sua foresta urbana, misurando l’estensione della copertura per ogni persona che vive in un’area definita.

Da questo dato è possibile calcolare la variazione di questo indicatore (Tree Cover per Capita Deficit), che viene definito come ulteriori metri quadri di copertura arborea necessaria per raggiungere i 15 metri quadrati (m2) suggeriti da UN-Habitat di copertura vegetale per abitante.

Per cui le città che hanno una quantità di verde accessibile e fruibile al di sotto della direttiva UN-Habitat dovrebbero porsi l’obiettivo di aumentarla con pianificazioni di lungo termine.  

Molte città a livello internazionale si sono poste come obbiettivo l’aumento della copertura arborea. Un esempio è Washington, che ha una copertura media delle chiome degli alberi del 38%, in calo rispetto al 50% del 1950. Tuttavia, dal 2002 (quando si è toccato il minimo), la superficie coperta da alberi è aumentata costantemente e arriverà, grazie ai nuovi impianti, al 40% circa nei prossimi anni.

Purtroppo, queste percentuali sono ben lontane da quelle medie delle città italiane, dove difficilmente si supera il 20% e spesso si rimane ben al di sotto. Secondo quanto riportato nell’ultimo rapporto ISPRA sull’ambiente, l’incidenza delle aree verdi pubbliche sul territorio comunale presenta valori inferiori al 4% in 84 delle 116 città per cui è disponibile il dato e solo in 12 città la percentuale di verde pubblico raggiunge valori superiori al 10%».

È necessario un censimento del verde o altri passi o strumenti da mettere in atto per avere le informazioni oggettive e non basarsi su “percezioni” o dati inidonei? E quali sono i passi successivi da compiere?

«La corretta gestione del verde urbano deve basarsi su un modello di pianificazione che preveda tre domande:

  1. Cosa abbiamo
  2. Cosa vogliamo
  3. Come possiamo raggiungere quello che vogliamo

 Per quanto riguarda la prima domanda è necessario dare risposte in merito alle risorse del verde urbano disponibili (censimenti, inventari), alle risorse economiche (professionalità e competenze incluse) e finanziarie disponibili, e alle aspettative della cittadinanza (interviste, customer satisfaction, etc.).

Per quanto riguarda la seconda domanda  occorre definire quali siano le finalità perseguite a livello:

  • Generale (es. paradigma della sostenibilità)
  • lungo termine (finalità ottenibili in 5 o più anni)
  • medio termine (finalità perseguibili nei 5 anni)
  • breve termine (finalità perseguibili in 2-3 anni)
  • annuali (finalità di ogni anno)

La terza domanda richiede invece una risposta che fa riferimento al quadro pianificatorio, programmatorio e regolamentativo e quindi agli strumenti che permettono di individuare gli obiettivi determinati dalle finalità prima espresse.

Questo modello, semplice, ma che spesso sfugge sia agli amministratori (ai quali non è ben chiaro che le risorse collocate alla voce “verde urbano” sono investimenti e non spese), sia ai cittadini (i quali non sempre comprendono le emergenze tecniche e economiche che le diverse Amministrazioni devono giornalmente fronteggiare) contempla un’azione di feedback che determina un’azione automatica di modifica e di adeguamento del complesso al variare di singole parti (es. incremento della superficie e conseguente modifica del quadro finanziario e programmatorio).

Seppure con la sua schematicità, il modello ci permette di sottolineare ancora una volta alcuni elementi di fragilità della filiera del verde urbano italiano, quali: l’assenza di adeguati sistemi di inventariazione, che rappresentano la base di ogni pianificazione, e la mancanza della conoscenza delle aspettative dei cittadini e del relativo grado di soddisfazione del servizio utilizzato.

Come può un ente pubblico che appalta la gestione del verde (o la esegue in proprio) dare garanzia ai cittadini che tale servizio consente di mantenere il verde in efficienza e non tagliare se non necessario? Quali danni provoca la capitozzatura delle alberature?

Solo un puntuale ed efficace controllo può garantire un’ottimale gestione degli alberi, nello specifico si parla di interventi di potatura e sostituzioni di piante con evidenti problematiche che ne rendono indispensabile la rimozione, e delle aree a prato, e in questo caso si parla di tagli regolari del tappeto erboso. Purtroppo, anche dare delle penalità economiche può non essere sufficiente ad assicurare che il lavoro venga effettuato correttamente e con le giuste tempistiche.

La capitozzatura consiste nel drastico accorciamento del tronco o dei rami principali (sbrancatura) fino in prossimità del tronco stesso. Questa operazione è una delle principali cause delle cattive condizioni in cui versano molti alberi delle nostre città. Il tronco o il ramo capitozzati presentano ampie superfici di taglio senza difese e così i tessuti iniziano a morire dalla superficie verso l’interno, Inoltre la corteccia viene improvvisamente esposta ai raggi solari, il che provoca un eccessivo riscaldamento che la danneggia. La capitozzatura è perciò un’operazione che deve essere evitata ogni volta che sia possibile.

Nel caso in cui non esistano alternative, si dovrà operare in modo da ridurre al massimo i danni per la pianta.

Le conseguenze sono la formazione di molti nuovi ricacci, mentre contemporaneamente si assiste all’alterazione del legno e alla possibile creazione di una cavità, che si sviluppano rapidamente in ampie cavità. Ma pure il taglio di un ramo laterale, se viene fatto in orizzontale e lontano da questo, è causa di danni per l’albero. Infatti, si viene a formare un moncone di legno morto, rapidamente attaccato da microrganismi e funghi, o ancora si può assistere alla morte del cambio e al distacco della corteccia anche per molti metri di lunghezza».

Come mai si continua ancora ad attuare questa “non tecnica”, peraltro dannosa?

«Tradizionalmente nelle campagne la potatura degli alberi consisteva in una periodica “riduzione della chioma”. Le piante, però, venivano “educate” fin dalle fasi giovanili e le parti tagliate avevano una dimensione non eccessiva, per cui la superficie di taglio esposta risultava molto minore. Successivamente, a seguito della produzione di nuovi germogli, si formava un ingrossamento, denominato testa di salice (in inglese “pollard”), e spesso anche un fusto di notevoli dimensioni. Ogni 1-2 anni i ricacci venivano diradati e si lasciavano crescere 3-5 nuovi rami. Questi venivano tagliati dopo 3-4 anni e sostituiti con i rami formatisi nel frattempo.

Questo modo di potare aveva una propria logica all’interno dell’azienda agraria tesa alla produzione di tutti i beni necessari alla famiglia contadina. I grossi rami ricavati dai pioppi neri venivano, per esempio, scortecciati durante l’inverno e la corteccia veniva utilizzata come alimento per il bestiame, mentre i fusti, ripuliti, costituivano la paleria aziendale. L’altro legname che si ricavava dalla capitozzatura era usato come legna da ardere o, come nel caso dell’acero campestre, per la fabbricazione degli zoccoli. Questa tecnica di potatura oggi non ha più ragione di essere, anche se nell’operato di alcuni tagliatori (faccio fatica a chiamarli potatori) è possibile vedere un atavico ricordo».

* * *

Per una corretta manutenzione delle alberature, sono tante le associazioni che sono recentemente scese in campo per chiedere una norma specifica che disciplini ed uniformi le tecniche consentite e valide.

Una coalizione di 13 tra enti e associazioni ambientaliste (tra cui Coordinamento Nazionale Alberi e Paesaggio, Federazione Nazionale Pro Natura, Lipu – BirdLife Italia, Forum Nazionale Salviamo il Paesaggio, Stop al Consumo di Territorio, ISDE Italia – Medici per l’Ambiente) ha inviato una lettera al Ministro dell’Ambiente e a quello dei Beni Culturali, chiedendo di emanare una norma sulle tecniche opportune per mantenere gli alberi, vietando allo stesso tempo le pratiche distruttive e controproducenti per la salute e la stabilità delle piante (e quindi pericolose per la sicurezza pubblica) quali le potature drastiche tramite capitozzatura o simili.

Nell’appello si legge «Gli alberi sono esseri viventi, fondamentali per migliorare la qualità della nostra vita. Producono l’ossigeno che respiriamo e contribuiscono a limitare gli effetti dei cambiamenti climatici. Riducendo l’inquinamento atmosferico, aiutano a prevenire decine di migliaia di morti premature per malattie respiratorie, come documentano l’Organizzazione Mondiale della Sanità e la FAO delle Nazioni Unite – spiegano i promotori della coalizione – Le aree verdi sono importanti per il nostro benessere e relax, sono luoghi di incontro e per il gioco dei bambini. Parchi e giardini sono ricchi di biodiversità e, caratterizzando il paesaggio, incrementano anche il valore immobiliare dei nostri appartamenti».

E ancora: «Aumentare la presenza di spazi verdi e alberi in città promuove numerose forme occupazionali – proseguono i promotori dell’iniziativa – si tratta quindi di una grande occasione per offrire lavoro a personale sia tecnico (monitoraggi, progettazione, controlli di stabilità, ecc.) che operativo (cure agronomiche e arboricolturali, nuovi impianti, ecc.). In Italia è già operativa la Legge n.10 del 14 gennaio 2013 che si pone come un ottimo punto di partenza per sottolineare l’importanza del verde urbano; inoltre il Ministero dell’Ambiente ha prodotto documenti strategici e linee guida. Tutto questo è importante, ma non basta per assicurare un approccio moderno e corretto alla gestione degli alberi. Per questo motivo, chiediamo una legge che regolamenti seriamente la materia».

Altre fonti:

https://www.terranuova.it/News/Ambiente/No-alle-capitozzature-degli-alberi-appello-per-una-legge

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Le nostre tasse? Sono contro la famiglia | Putin annuncia il secondo vaccino | Sardegna: le accuse Billionaire

People For Planet - Ven, 08/28/2020 - 06:25

Corriere della Sera: Caso Blake, l’Nba torna in campo (ma con con altre 3 partite rinviate) Gli sportivi non scesi in campo: chi sono;

Il Giornale: L’anomalia delle nostre tasse? Così sono contro la famiglia. Per i lavoratori tedeschi con figli zero imposte fino a 39mila euro. Il paragone con gli altri regimi fiscali: tutti i calcoli ;

Il Manifesto: Banda larga, un passo verso il socialismo in una rete sola;

Il Mattino: Covid, Putin annuncia il secondo vaccino;

Il Messaggero: Covid in Sardegna, tutte le accuse Billionaire, verifiche su clienti e regole. Lazio: «Dossier su errori nell’isola» Cervia, focolaio in discoteca: 91 positivi. Hanno tra i 16 e i 20 anni, uno su 14 ha il coronavirus Covid al Billionaire, Sileri annuncia: «Procura aprirà un’inchiesta, allibito da nomi falsi»;

llsole24ore: A che punto siamo con il vaccino anti-Covid? Sei «candidati» in finale, 12 in semifinale;

Il Fatto Quotidiano: Il report Iss: “Boom di casi importati da altre regioni: è il 15,7%, sette giorni fa erano il 2,3%”. I dati – 1.411 contagi con il record di tamponi;

La Repubblica: Referendum, con il Sì Italia ultima nella Ue per rappresentanza;

Leggo: Gioele ha sbattutto contro il parabrezza dell’auto di mamma Viviana. L’ipotesi che sia morto a causa dell’incidente si rafforza;

Tgcom24: Coronavirus, studio inglese rassicura: “Rischi a scuola sono minimi”;

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Come scegliere frutta e verdura al supermercato

People For Planet - Gio, 08/27/2020 - 21:00

Dopo averci svelato moltissimi segreti sulla frutta e verdura di stagione (https://www.peopleforplanet.it/tag/agronomo/) il nostro agronomo di fiducia, Francesco Beldì, ci porta con lui a fare la spesa in un supermercato.
Lavare la frutta prima di mangiarla aiuta a togliere i pesticidi?

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Si ringrazia NaturaSì Novara per lo spazio per le riprese

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Covid-19, raddoppio in una settimana. Usa, 2mila morti al giorno. Tutta Parigi con la mascherina

People For Planet - Gio, 08/27/2020 - 16:31

La Fondazione Gimbe riporta il suo consueto calcolo settimanale, e non porta buone nuove: dal 19 al 25 agosto, rispetto alla precedente, i nuovi casi di coronavirus in Italia sono quasi raddoppiati. I nuovi contagi sono cresciuti del 92,4% in sette giorni (6.538 contro i 3.399 della settimana precedente) grazie anche al massiccio ricorso a test e tamponi aumentati di più del 70% (309.127 contro 180.300).

Cosa succede nel mondo

Si contano nel frattempo oltre 24 milioni di casi di coronavirus nel mondo. I decessi sono ormai più di 826mila. Nelle ultime 24 ore, negli Stati Uniti sono stati registrati quasi 43,5mila nuovi contagi per un totale di 5,8 milioni di persone colpite da Covid-19. I morti nell’ultima giornata sono stati 2mila e hanno portato il totale dei decessi a quasi 180mila. Gli Usa restano i più colpiti, seguiti da India e Brasile, entrambi con oltre tre milioni di casi.

Nel frattempo Parigi mette la mascherina ovunque

A Parigi il prefetto ha detto che sarà esteso l’obbligo della mascherina a tutta la capitale, invece che solo in alcune zone come previsto ora. Mascherina obbligatoria per tutti gli adulti presenti nelle scuole, dalla materna all’ultimo anno di liceo. Mascherina per tutti gli studenti a partire dalla prima media (11 anni).

Merkel: al bando i grandi eventi

In Germania intanto la cancelliera tedesca Angela Merkeb sta considerando di vietare tutti i grandi eventi, tra concerti, festival e manifestazioni sportive, fino al 2021. Nelle ultime 24 ore in Germania sono stati registrati oltre 1.5mila nuovi casi. Il totale dei contagi è di circa 238mila. I morti sono oltre quota 9,2mila.

India e Corea del Sud in ginocchio

L’India ha registrato un record di 75.750 contagi giornalieri di coronavirus. I morti nelle ultime 24 ore sono stati più di mille, per un totale di 60,472 decessi. La Corea del Sud è un altro fronte caldissimo. Vicina a un record di contagi degli ultimi sei mesi, è a quota 441 casi, di cui 434 di trasmissione domestica. Da oggi l’Assemblea nazionale, il parlamento sudcoreano, è in lockdown dopo il contagio accertato di un giornalista.

Scuola, molti insegnati positivi “A rischio la ripresa”. Cts: “Apriremo nonostante i rischi”

Banchi a rotelle 3.0 sfrecciano a velocità supersonica nelle scuole

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Scuola, molti insegnati positivi “A rischio la ripresa”. Cts: “Apriremo nonostante i rischi”

People For Planet - Gio, 08/27/2020 - 16:05

Un terzo degli insegnanti si rifiuta di fare il test, quelli che si offrono di farlo vengono rimandati dai medici di famiglia alle Asl, mentre i kit arrivano talvolta in ritardo o incompleti.

È iniziato così: in ritardo e su base volontaria, lo screening per 2 milioni di lavoratori della scuola, che dal 24 agosto al 7 settembre possono sottoporsi – se lo vogliono – al test sierologico per il Covid, in teoria disponibile e gratuito per loro. “Né ammassati né troppo distanziati – ha rincarato il governatore dem delle Marche, Luca Ceriscioli su un altro tema caldissimo e irrisolto: quello degli scuolabus. Un compromesso o si blocca tutto”

I dati sui docenti testati

Dai controlli eseguiti finora sono emersi 16 docenti positivi in Veneto, 12 in Lombardia tra Varese e Como, 20 in Umbria e 4 in Trentino. Altre regioni devono ancora iniziare lo screening. Critico il presidente dei presidi nel Lazio, Mario Rusconi, che ha sottolineato l’errore della mancata obbligatorietà: “Bisognava fare test obbligatori, ed estesi agli studenti del triennio delle superiori: è stato un clamoroso errore renderli facoltativi. Bastava un provvedimento del governo, come ne sono stati fatti molti altri in questi mesi”, ha detto. “C’è un terzo degli insegnanti che si sottrae al controllo”, ha aggiunto il presidente della Federazione dei medici di famiglia Domenico Crisarà, che ha sottolineato anche lui tutto il disappunto per la volontarietà del test: “Sono perplesso, stiamo parlando di un’emergenza sanitaria e l’adesione non dovrebbe essere messa in discussione”.

Ma il Cts (e l’Oms): si riapre comunque

Ma nonostante tutto la scuola va riaperta. Lo dice l’Oms e lo ribadisce il Cts. “L’Europa sta attraversando un momento complicato per la riapertura delle scuole”, ha detto il responsabile per l’area Hans Kluge che ritiene di vitale importanza la ripresa delle attività per i giovani “ai quali dobbiamo garantire un’istruzione adeguata in condizioni di sicurezza”.

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Razzismo: lo sport americano si ferma per solidarietà con Jacob Blake, vittima dell’ennesimo delitto della polizia Usa

People For Planet - Gio, 08/27/2020 - 14:00

Nel video gli atleti del Milwakee Buks spiegano la loro protesta. Fonte: nba.com canale YouTube

2020 NBA Playoffs

L’ennesimo episodio di violenza sugli minoranze etniche negli Stati Uniti, gli spari a Jacob Blake, colpito sette volte alla schiena da distanza ravvicinata mentre cercava di entrare in auto, ha scosso profondamente la coscienza degli atleti che hanno deciso di dare un segnale fortissimo, come non era mai accaduto prima.

La decisione della squadra di basket dei Milwaukee Bucks di non scendere in campo contro gli Orlando Magic nei play-off NBA ha avuto un effetto domino incredibile: prima si sono fermate tutte le altre squadre NBA che sarebbero dovute scendere in campo, poi sia la lega MLS (calcio) che la lega MLB (baseball) hanno comunicato ufficialmente il rinvio delle partite previste nella notte tra ieri e oggi, appoggiando la protesta degli atleti.

E’ la prima volta in assoluto a livello mondiale che accade una simile manifestazione di protesta che vede uniti tutti gli atleti e le federazioni.

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