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Le ricette di Angela Labellarte: crema di zucchine

People For Planet - Ven, 06/29/2018 - 03:38

Ingredienti per 4 persone

Zucchine 700 gr.
Olio EVO
Aglio fresco 1 gambo
Sale QB
Pane raffermo 2 fette
Menta qualche fogliolina
Fiori di calendula 4, per decorare

Preparazione

Per i crostini: tagliare a dadini il pane raffermo, disporlo in una pirofila, condire con un po’ di olio EVO e infornare a 220° C per 15-20 minuti e comunque sino a doratura.
Tagliare a rondelle la parte bianca del gambo d’aglio e metterlo a soffriggere con 6 cucchiai di olio in una casseruola abbastanza ampia da contenere anche le zucchine lavate e tagliate a rondelle che andremo ad aggiungere.
Rosolare per qualche minuto, coprire con acqua calda e salare.
Chiudere con un coperchio e cuocere a fuoco moderato per 15 minuti. Togliere dalla fiamma  e aggiungere qualche fogliolina di menta.
Frullare con un mixer a immersione fino a ottenere una crema.
Servire la crema con i crostini, foglioline di menta e fiori di calendula a decorazione.
E’ buona sia calda che fredda.

Tempo di preparazione: 30 minuti circa

Ricetta vegetariana/vegana:

Ph. Angela Prati

 

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La turbina eolica portatile

People For Planet - Ven, 06/29/2018 - 02:41

Puoi trainarlo dietro la tua barca, in canoa o in kayak, oppure puoi caricare i tuoi dispositivi giorno o notte solamente posizionandolo in acqua o su un albero esposto al vento. Può funzionare anche a manovella. Esplora la natura senza dover trovare una fonte di energia!

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Cannabis per uso ricreativo, il Canada dice sì

People For Planet - Ven, 06/29/2018 - 02:04

Combattere il mercato nero e difendere i più giovani dal consumo di cannabis: sono queste le motivazioni che hanno portato il Canada a legalizzare il consumo di cannabis per uso ricreativo.

Legale dal 18 ottobre prossimo

Dopo un rimpallo tra i due rami del Parlamento canadese, che ha portato al restringimento dei limiti per la coltivazione casalinga, il Senato ha approvato la scorsa settimana il testo definitivo del Cannabis Act, secondo cui a partire dal prossimo 18 ottobre l’acquisto e il consumo di cannabis per uso ricreativo sarà legale (leggi qui) e sarà possibile aprire punti vendita destinati al commercio di questa sostanza.

Il commento del premier canadese su Twitter

Il premier canadese Justin Trudeau ha affidato a Twitter il primo commento a caldo, poco dopo l’ufficializzazione della notizia della legalizzazione della cannabis per uso ricreativo, richiamando l’attenzione sulla lotta al narcotraffico e sulla difesa della salute dei più giovani: “È stato troppo facile finora per i nostri ragazzi procurarsi la marijuana e per i criminali raccoglierne i profitti. Da oggi si cambia”. E il ministro della Giustizia, ​Jody Wilson-Raybould, ha poi precisato: “Il mutamento del nostro approccio alla cannabis rappresenta una pietra miliare storica delle politiche progressiste canadesi”.

Cosa prevede la legge?

  • La produzione della cannabis sarà regolata dal governo federale, mentre le province e le amministrazioni cittadine avranno competenze sulla regolamentazione dei punti vendita;
  • la vendita di cannabis sarà vietata ai minorenni (con pene fino a 14 anni di galera per i trasgressori), così come sarà vietata la vendita della sostanza nei distributori self service;
  • sarà proibita la detenzione di quantitativi superiori a 30 grammi di cannabis essiccata o a 150 grammi di cannabis fresca;
  • i soggetti con età pari o superiore a 18 anni potranno legalmente possedere o condividere con altri adulti quantitativi di cannabis (entro i limiti consentiti dalla legge); crescere, da semi o piantine con licenza, fino a 4 piante di cannabis per uso personale; comprare cannabis essiccata o fresca e olio di cannabis; realizzare in casa prodotti a base di cannabis come cibo e bevande, purché i solventi organici non vengano utilizzati per creare prodotti concentrati;
  • ci saranno dure restrizioni sul confezionamento e sulla pubblicità dei prodotti a base di cannabis, che non dovranno risultare attraenti per i giovani (con pene fino a tre anni di galera).

 

INDICE INCHIESTA CANAPA

Cannabis per uso ricreativo, il Canada dice sì

Ma quindi non ti sballa?!? (VIDEO)

Cannabis “legale” e “terapeutica”: facciamo chiarezza

Cannabis light “bocciata” dal Consiglio superiore di sanità

Ma questa è marijuana?!? Sì ma senza THC! (VIDEO)

Cannabis per uso terapeutico: realtà dal 2006. Ma serve la prescrizione medica

Tetraidrocannabinolo e cannabidiolo: come agiscono

Lo giuro, non è una canna vera! (VIDEO)

Canapa light, ecco come è nato il fenomeno dell’erba che non “sballa”

Canapa legale: cosa dice la circolare del Ministero sulla cannabis

Le proprietà nutritive della canapa (VIDEO)

Le stupefacenti proprietà nutritive della canapa nell’alimentazione quotidiana

 

Immagine di copertina: Fonte Wikimedia Commons; Copyright Oren neu dag

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Tell Me a Bologna, la consegna dei riconoscimenti

Le Buone Notizie di Cacao - Gio, 06/28/2018 - 17:27

Video

LABEL 2018 “TELL ME DARIO!” – ARTE PER L’INCLUSIONE
In linea con la propria missione, il Comitato ha sottolineato l’importanza dello strumento artistico nei processi d’inclusione sociale attraverso l’istituzione di un apposito riconoscimento.
Per tali motivi abbiamo pensato a un Label da assegnare a organismi europei che si distinguono in interventi a favore di categorie svantaggiate (disabili, migranti, giovani a rischio, disoccupati…) utilizzando le arti nelle loro varie forme: plastiche, figurative, performative, audiovisuali…

(...) Continua a leggere CACAO del Sabato

People For Planet 29 giugno 2018

Le Buone Notizie di Cacao - Gio, 06/28/2018 - 16:59

Cannabis per uso ricreativo, il Canada dice sì
E’ il secondo Paese a livello mondiale, dopo l’Uruguay, a legalizzare la marijuana per uso ricreativo e il primo Paese del G7. Ecco cosa dice il Cannabis Act
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Le ricette di Angela Labellarte: crema di zucchine
Un primo di stagione, buono e salutare.
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La turbina eolica portatile
Waterlily è un generatore portatile che può ricaricare i tuoi dispositivi USB ovunque usando sia l’energia eolica che quella prodotta dall’acqua!
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Mi sono distratto un momento

Le Buone Notizie di Cacao - Gio, 06/28/2018 - 16:58

Ucraina, autostrada tra Kyiv e Zhitomir. Un automobilista si ferma alla stazione di servizio per fare benzina. Infila il bocchettone nel serbatoio, monta in macchina e riparte. Riparte con il bocchettone della benzina dentro il serbatoio e così sradica la pompa, provoca un incendio e di fatto distrugge la stazione di servizio.
Uno non riesce a fare tutti quei danni in pochi secondi neanche a volerlo.
Video
(Fonte: La Stampa)

A me importa davvero, a te no?

Le Buone Notizie di Cacao - Gio, 06/28/2018 - 16:57

L’antefatto: il 21 giugno Melania Trump va a fare visita al Centro dove sono rinchiusi i bambini migranti separati dai genitori. Tutto bene, peccato che indossi un parka di Zara con una bella scritta sulla schiena: “I really don’t care, do u?” (A me non importa veramente, e a te?).
Una genialata.
La risposta non si è fatta attendere: un marchio di abbigliamento di Portland ha messo in commercio una giacca con la scritta: “I really care, don’t u?” devolvendo il 100% dei ricavi all’associazione che si occupa di fornire assistenza legale alle famiglie dei migranti.
La giacca è andata esaurita dopo un’ora dalla messa in vendita on line e sono stati raccolti più di 250mila dollari.
#qualcunoglielotelefoniaTrump
(Fonte: Ansa.it)

People For Planet 28 giugno 2018

Le Buone Notizie di Cacao - Gio, 06/28/2018 - 16:02

L’Italia è il paese più sicuro d’Europa. Eppure cresce la paura. E la voglia di armarsi
Dal 2008 a oggi gli omicidi si sono quasi dimezzati. Nell’ultimo anno i reati sono diminuiti del 10 per cento. Ma pare che non se ne accorga nessuno. Anzi…
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L’eccesso di igiene in casa può far male alla salute? (VIDEO)
Intervista alla Dottoressa Elisabetta Caselli, docente e ricercatore di Microbiologia clinica all’Università di Ferrara.
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La plastica è buona! (A patto di farne un uso intelligente)
Provate a immaginare un mondo senza plastica…
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Il pizzaiolo robot

Le Buone Notizie di Cacao - Gio, 06/28/2018 - 16:01

4 minuti e 30 secondi è il tempo che impiega il robot della startup Ekim di Montévrain, nel nord della Francia, per fare una pizza e può produrne 120 all’ora.
Sì, va beh… anche il nostro amico Gennaro nelle serate di punta ne fa tantissime e in più lui racconta pure le barzellette: lo fa questo il robot?!?
(Fonte: Repubblica)

Non è mai troppo tardi per protestare

Le Buone Notizie di Cacao - Gio, 06/28/2018 - 16:00

Ethel Kennedy, la vedova di Bob, alla bella età di 90 anni ha deciso di fare lo sciopero della fame per protestare contro Trump e la sua politica sull’immigrazione nel confine Usa-Messico. "Generazioni di americani non hanno faticato e non si sono sacrificati per costruire un Paese i cui bambini e genitori sono messi in gabbie in nome di una cinica agenda politica" ha dichiarato.
E come darle torto?
(Fonte: Ansa)

Un gran capoccione quel Giulio Cesare lì

Le Buone Notizie di Cacao - Gio, 06/28/2018 - 15:59

Maja d'Hollosy, archeologa e antropologa fisica ha preso un busto di marmo raffigurante Giulio Cesare e conservato nel Museo Nazionale delle Antichità di Leida, nei Paesi Bassi, e ha ricostruito il volto in 3D dell’imperatore romano.
L’immagine finale ci mostra un uomo con un gran capoccione, occhi piccoli e ravvicinati, probabilmente calvo.
Insomma, non propriamente un Adone.
(Fonte: Repubblica)

Sophia, l’intelligenza artificiale che ha la cittadinanza

People For Planet - Gio, 06/28/2018 - 10:39

Le telecamere negli occhi di Sophia, combinate con algoritmi informatici, le permettono di vedere, può seguire i volti, sostenere il contatto visivo e riconoscere gli individui. A ottobre 2017 le è stata conferita la cittadinanza saudita, rendendola di fatto il primo robot AI a riceverla.

 

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L’Italia è il paese più sicuro d’Europa. Eppure cresce la paura. E la voglia di armarsi

People For Planet - Gio, 06/28/2018 - 02:42

L’Italia non è mai stata così sicura.
Eppure non ha mai avuto così tanta paura. È quello che emerge dal rapporto Censis sulla sicurezza presentato il 27 giugno. Nell’ultimo decennio il picco di reati si è registrato nel 2013 , quasi 2,9 milioni, per scendere poi di anno in anno fino ai 2,2 milioni del 2017 (tra l’altro, chi c’era al governo in questi 5 anni? Non risulta ci fosse lo “sceriffo” Salvini…). Solo tra il 2016 e il 2017 i reati sono diminuiti del 10,2%. Rispetto a dieci anni fa, il miglioramento è ancora più drastico. Gli omicidi nel 2008 sono stati 611, l’anno scorso solo 343 (calo del 43,9%), le rapine passano da 45.857 a 28.612 (- 37,6%), i furti scendono da quasi 1,4 milioni a poco meno di 1,2 milioni (-13,9%).

Eppure questi dieci anni sono quelli della grande ondata migratoria, quella che, a quanto pare, terrorizza gli italiani…

Siamo il Paese più sicuro d’Europa.
I dati del Censis ci dicono che gli omicidi volontari consumati in Italia nel 2015 (ultimo anno per cui è possibile fare confronti) sono stati 469, con una incidenza di 0,8 ogni 100.000 residenti, inferiore a quella dei paesi Ue, che è dello 0,9 per 100.000 residenti .

Inferiori alla media europea sono anche i reati più violenti e che destano maggiore allarme sociale. Sempre nel 2015, le lesioni dolose sono state 64.000, con una incidenza di 105 ogni 100.000 abitanti, a fronte di una media che in Europa è di 195 sulla stessa quota di popolazione e che sale a 365 per 100.000 in Francia e addirittura a 663 nel Regno Unito.

Le rapine sono state 35.000, ovvero 57,8 ogni 100.000 residenti, inferiori alla media europea di 71,8 per 100.000 e decisamente di meno anche rispetto a Regno Unito, Francia e Spagna. Bassissimo anche il numero di violenze sessuali denunciate, che in Italia sono state 4.000, in Spagna 8.640, in Francia quasi 20.000, mentre in Germania sono state  oltre 27.000 e nel Regno Unito più di 36.000.

Gli unici reati che, invece, vedono l’Italia in una posizione più arretrata rispetto alla media Ue (ma non rispetto a Regno Unito e Francia, e sulle stesse posizioni della Germania) sono i furti, che in Italia sono 1.723 per 100.000 residenti, contro una media dell’Unione europea che è di 1.391 sulla stessa quota di popolazione.

Eppure la criminalità continua ad essere ritenuta un problema grave, segnalato dal 21,5% degli italiani, al quarto posto dopo la mancanza di lavoro, l’evasione fiscale e le tasse eccessive.

Come scrive il Censis: «Il calo della criminalità non si è tradotto in una percezione di maggiore sicurezza personale e la paura sembra essere diventata la chiave interpretativa di molti dei comportamenti degli italiani, che sono disposti a modificare stili di vita e abitudini consolidate pur di essere più sicuri. L’insicurezza si traduce dunque, sempre più spesso, nella perdita di importanti fette di libertà personali e in un ampliamento della solitudine: non si ha fiducia negli altri, si esce poco la sera, non si frequentano determinati luoghi, si riducono i viaggi e le occasioni di stare insieme. Oggi 41 milioni di italiani, pari al 78,7% dei cittadini che hanno più di 14 anni, dichiarano che bisogna stare attenti agli altri ».

Così sempre più italiani si armano.
C’è già un’arma in 4 milioni e mezzo di case, e le licenze per porto d’armi sono aumentate del 13,8% in un anno, quelle per il tiro a volo addirittura del 21,1%. Ma i cittadini ne vogliono di più: il 39% degli italiani è favorevole all’introduzione di criteri meno rigidi per il possesso di un’arma da fuoco per la difesa personale. E subito il buon Salvini ha twittato:  «Una nuova legge che permetta la legittima difesa delle persone perbene nelle proprie case è una nostra priorità».

Eppure il rischio che una proliferazione delle armi porti ad un aumento dei morti è reale: basti pensare a quanto accade in America, dove le armi da fuoco sono vendute liberamente.

In base ai dati di un’indagine dello scorso anno del Gallup e del Pew Research Center, risulta che il 42% delle famiglie americane possiede un’arma, per un totale di oltre 137 milioni di statunitensi esposti al rischio di utilizzare e/o di rimanere vittima di un’arma da fuoco. Che un maggior numero di armi circolanti faccia lievitare il numero di uccisioni è un dato ovvio. Lo testimonia il fatto che in America nel 2016 sono avvenuti 14.415 omicidi volontari con arma da fuoco, pari a 4,5 ogni 100.000 abitanti, contro i 150 avvenuti in Italia, dove le leggi sono più restrittive, pari a 0,2 per 100.000 residenti.

Se immaginassimo di avere le stesse regole e la stessa facilità degli americani di entrare in possesso di un’arma, in Italia le famiglie con armi in casa potrebbero lievitare fino a 10,9 milioni e i cittadini complessivamente esposti al rischio di uccidere o di rimanere vittima di un omicidio sarebbero 25 milioni. Con il cambio delle regole e un allentamento delle prescrizioni, ci dovremmo abituare ad avere tassi di omicidi volontari con l’utilizzo di armi da fuoco più alti e simili a quelli che si verificano oltre Oceano.

Le vittime da arma da fuoco potrebbero salire fino a 2.700 ogni anno, contro le 150 attuali, per un totale di 2.550 morti in più. Questa è la “sicurezza” che vuole Salvini.

Come si spiega questa distanza tra realtà e percezione della realtà?
Una responsabilità pesante ce l’hanno i media.  Secondo il rapporto “Notizie da paura”, curato dall’Osservatorio di Pavia, l’insicurezza derivante dalla rappresentazione della criminalità nei media è un dato strutturale che caratterizza l’informazione televisiva italiana rispetto all’informazione pubblica in Europa. La voce “criminalità e sicurezza” è la seconda per spazio, con un peso del 34%, nelle edizioni di prima serata dei principali telegiornali italiani (quasi il doppio di Francia e Germania). Secondo gli autori del rapporto è «una scelta dell’informazione italiana di “prendere le distanze dalla realtà”, dando visibilità a crimini, come gli omicidi per esempio, che, secondo le statistiche Istat, sono in costante calo».

Un omicidio dai risvolti inquietanti (Yara, Sarah ecc) tiene banco per mesi, se non anni, nei Tg e nei talk show, una notizia positiva dura lo spazio di un istante.

Un poliziotto che riceve un ceffone da un immigrato diventa un caso nazionale. L’immigrato che mette a repentaglio la sua vita per salvare un italiano dall’annegamento fa notizia per un giorno.

La cattiva notizia tiene incollati, quella buona annoia.

Come annoiano i dati. Nessuno li legge. Peggio, nessuno (o assai pochi) ci crede. I dati vengono dalle odiate istituzioni, dall’establishment, non vengono dalla “pancia”, dal “popolo”, non tengono conto del fastidio che dà il nero davanti al supermercato (e se poi lo incontri di notte, in una strada poco frequentata, quel brivido che sale lungo la schiena…); lo srilankese che ti offre fiori mezzi appassiti con insistenza; l’arabo che, chissà mai, magari è un terrorista…

La paura fa novanta, si dice. La paura è inconscia, se ne frega dei dati. Ed è su questa paura inconscia che giocano i populisti alla Salvini. I movimenti populisti tendono a inseguire un rapporto diretto tra politica e consenso, che implica l’assecondare istinti e paure senza considerare i rischi di questo cedimento. La politica e le istituzioni dovrebbero mediare le pulsioni di una società che è naturalmente emotiva, ma ai populisti quest’opera di mediazione interessa zero. A loro interessa capitalizzare la paura. L’Italia non è un paese insicuro, anzi, non è mai stato così sicuro. E affermare il contrario, come fa la Lega, vuol dire diffondere una gigantesca fake news.

Ma è una fake news che fa molto comodo. In un paese dove cresce l’insoddisfazione e la rabbia perché c’è poco lavoro, gli stipendi scendono invece di salire, gli effetti della ripresina ancora non si vedono e il nostro benessere è inferiore a quello che avevamo dieci anni fa, alimentare il mito dell’insicurezza, trovare un “nemico” contro cui sfogarsi (i migranti, gli stranieri), e proporre soluzioni semplici per problemi complessi (dai porti chiusi al porto d’armi per tutti, alla legittima difesa garantita, per poter sparare a chiunque entri nella “nostra proprietà”) è un gioco molto redditizio, in termini di consenso.

Ma molto, molto pericoloso per la nostra democrazia.

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La plastica è buona! (A patto di farne un uso intelligente)

People For Planet - Gio, 06/28/2018 - 02:19

Innanzitutto non ci sarebbe la tastiera su cui stiamo scrivendo e il monitor su cui (speriamo) state leggendo questo articolo.

E così via: non si potrebbero isolare i cavi elettrici, non ci sarebbe la fibra… per non parlare della scomparsa dello scolapasta. Dal più piccolo elettrodomestico, allo strumento più tecnologicamente avanzato, in tutto o quasi c’è la plastica. Vivere senza mantenendo l’attuale livello di sviluppo sarebbe veramente difficile.

Quindi? Il problema sta nello smaltimento e nel sovrautilizzo. La plastica costa poco e per questo viene utilizzata per qualsiasi cosa e soprattutto viene buttata nella spazzatura con facilità. E il danno energetico e ambientale è troppo grande per essere sopportato ancora a lungo dal nostro pianeta.

Come dichiara Daniele Ferrari, presidente di PlasticsEurope e vicepresidente di Federchimica: “La plastica è una risorsa troppo preziosa per diventare un rifiuto e i nostri mari sono un valore da proteggere”.

La soluzione migliore è non usarla. Evitare in tutti i modi di avere a che fare con la plastica non indispensabile, come per esempio le stoviglie monouso. Alle isole Tremiti è lo stesso Comune ad averle abolite già dal primo maggio di quest’anno: vietato in tutto il territorio l’uso di piatti, posate e bicchieri di plastica (che non sono neanche riciclabili, oltretutto).

Altra calamità per i mari sono le cannucce (ne abbiamo parlato anche su People For Planet) e i cotton fioc: anche questi non riciclabili perché di dimensioni troppo ridotte.

In una petizione on line Greenpeace afferma che dal 1950 solo il 9% della plastica prodotta è stata poi correttamente riciclata. E la produzione continua ad aumentare: nella sua petizione Greenpeace chiede alle grandi aziende come Coca-Cola, Nestlè e Unilever – solo per citarne alcune – di interrompere la produzione di plastica usa e getta, rinunciando agli imballaggi inutili che poi vanno a finire nel mare. (E già che parliamo di petizioni non dimentichiamo quella lanciata da People For Planet per contribuire a risolvere il problema delle microplastiche in mare!)

Si diceva che la plastica è un materiale importantissimo e però, appunto, decisamente invadente: per questo andrebbe utilizzata solo quando è veramente necessaria. E in questo senso si muovono da tempo i principali attori della catena distributiva. E’ notizia di poche settimane fa – per citare la più recente – che la catena di supermercati Iceland in Inghilterra ha dichiarato di voler eliminare dai propri negozi tutti gli imballaggi di plastica entro il 2023. Altre buone pratiche in questo senso già si trovano in molti grandi magazzini anche in Italia dove la Coop, per esempio, ha istituito da anni i distributori di detersivi alla spina.

A questo si aggiunge anche l’iniziativa di molti Comuni che hanno istallato distributori di acqua minerale, sempre alla spina. Ci si porta le bottiglie – di vetro! – da casa e si riempiono con pochi centesimi.

Continuare a gettare la plastica negli appositi contenitori per la raccolta differenzia è buona cosa, meglio ancora è cercare di utilizzarla e soprattutto gettarla il meno possibile.  E privilegiare le aziende che per i loro prodotti preferiscono imballaggi di cartone premiandole con i nostri acquisti.

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People For Planet 27 giugno 2018

Le Buone Notizie di Cacao - Mer, 06/27/2018 - 12:04

Cristianesimo a targhe alterne, dal Vangelo secondo Matteo Salvini
“Come disse Benedetto Croce, non possiamo non dirci cristiani” (ma a giorni alterni). Parole di Papa Francesco? Macché. La religione sta in bocca solo ai politici.
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Dieta Macrobiotica: capiamola meglio
Ne parliamo con un nutrizionista che spiega: non esiste una dieta “giusta” uguale per tutti
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A Bolzano si estrae valore dai torsoli di mela
Ricercatori dell’Università di Bolzano hanno estratto molecole antiossidanti dagli scarti di mela
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Storie di ladri

Le Buone Notizie di Cacao - Mer, 06/27/2018 - 12:04

Un ragazzo va in stazione a Foligno e chiede a un poliziotto della Polfer indicazioni sull’orario dei treni. Il poliziotto, insospettito dal comportamento del ragazzo, lo segue fino all’esterno della stazione e lo vede allontanarsi in bicicletta. Che è risultata rubata.
Adesso, dico io, parliamone…
(Fonte: Il Messaggero)

Barbania e i gemelli

Le Buone Notizie di Cacao - Mer, 06/27/2018 - 12:03

Nel paese di Barbania, nell’alto Canavese, in Piemonte, ci sono 37 coppie di gemelli su 1600 abitanti. La percentuale è del 46,25 per mille contro il 30 per mille della media.
Non si sa perché, pare, a detta del sindaco, che sia tutto merito del Dna.
O dell’aria pura.
(Fonte: Ansa.it)

Restituisce il portafoglio e trova lavoro

Le Buone Notizie di Cacao - Mer, 06/27/2018 - 12:02

Dal lunedì al venerdì Diop, 19 anni, senegalese e richiedente asilo, tutti i giorni spazza il parco intorno alla stazione. Lo fa da volontario, presta il servizio al Comune di Roseto degli Abruzzi. Qualche giorno fa sul ciglio della strada ha trovato un portafogli con 370 euro in contanti che prontamente ha consegnato al proprio referente e di seguito ai carabinieri, i quali hanno rintracciato il proprietario, un piccolo imprenditore edile della zona.
E questi, visto che nel portafoglio mancava niente, ha assunto Diop.
#qualcunoglielotelefoniaSalvini
(Fonte: Repubblica)

Dieta Macrobiotica: capiamola meglio

People For Planet - Mer, 06/27/2018 - 03:07

Negli ultimi tempi, anche per via di alcuni fatti di cronaca, si è tornati a parlare di dieta e filosofia macrobiotica. Uscendo dalle pagine della cronaca ed entrando in quelle del mangiar sano, ci siamo chiesti in cosa consista questa dieta e se sia o meno salutare.

La macrobiotica è appunto prima di tutto una filosofia: il termine significa “lunga vita“, ed è stato coniato dal giapponese Nyoiti Sakurazawa, conosciuto anche come George Oshawa, che ha portato questa teoria alla conoscenza del mondo occidentale negli anni ’50. Come spiega anche la pagina dedicata al tema del dizionario di Medicina Treccani, la macrobiotica di fatto unisce molti principi filosofici e religiosi orientali, con attenzione anche alla dieta, alla salute e al rapporto con la natura, in contrasto con le filosofie consumiste del mondo occidentale, e contro l’uso di pesticidi e agenti chimici in agricoltura. Prevede consigli di comportamento alimentare come la masticazione lenta, l’utilizzo di determinati cibi in determinate circostanze e una predilezione per le sostanze non raffinate, cereali integrali, carne e pesce in quantità moderate.

In una recente intervista a La Stampa il professor Franco Berrino, ex direttore dell’Istituto nazionale dei Tumori di Milano, ha evidenziato come i principi fondamentali della dieta macrobiotica siano simili alle indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per una alimentazione sana che prevenga l’insorgere di malattie. Ma ha specificato che “integrale” non significa “integralista”: bisogna prestare attenzione.

“La dieta macrobiotica è una dieta corretta”, conferma il dottor Giuseppe Bellotti, biologo nutrizionista che abbiamo interpellato in proposito. Ha un grande apporto di fibre, ha un limitato apporto di grassi saturi e di grassi in generale, poca carne, poco pesce. Questa filosofia e questo tipo di dieta risente della situazione della società orientale in cui si è sviluppata e della disponibilità di alcuni tipi di cibi. Come d’altronde facevano i nostri nonni, che mangiavano la carne una volta alla settimana”.

“Si tratta di una dieta fondamentalmente equilibrata, tutto sommato abbastanza simile alla dieta Mediterranea, e che va valutata nel contesto in cui è nata”, aggiunge Bellotti. “Come filosofia, così come molte altre, è nata per far accettare alcuni comportamenti che altrimenti sarebbe difficile far accettare. Diciamo una alimentazione corretta con un espediente psicologico”.

Molte persone si avvicinano alla macrobiotica per stare meglio, spesso riuscendoci, anche solo per il fatto di aver regolarizzato la propria dieta, spiega il nutrizionista: “Noi abbiamo bisogno di carboidrati, grassi e proteine nelle giuste quantità. Quando una dieta ha un apporto proporzionato di tutti i nutrienti è una dieta corretta e ci farà stare bene”.

Decidere di seguire di punto in bianco una dieta – di qualsiasi tipo –  è però sbagliato: “Le variazioni repentine sono sempre sbagliate, il corpo ha bisogno di abituarsi, e poi attenzione: bisogna ricordarsi che nessuna dieta è miracolosa o ‘fa guarire’ da qualche malattia e soprattutto non esiste una dieta uguale per tutti”. Specifica Bellotti: “Il corpo di ognuno è diverso e quindi non esiste una dieta che va bene per tutti, che fa star bene tutti allo stesso modo”.

 

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Cristianesimo a targhe alterne, dal Vangelo secondo Matteo Salvini

People For Planet - Mer, 06/27/2018 - 02:57

La campagna elettorale di Matteo Salvini, specie nell’ultima sua fase, si è giocata tutta sul fattore “Cristianesimo” come collante sociale in previsione di quello che giurava sarebbe stato «un governo buono».

Memorabile la manifestazione di chiusura della campagna elettorale svoltasi in Piazza Duomo lo scorso febbraio, dove ringraziò la Madonnina e proclamò, Costituzione in una mano e Vangelo nell’altra: «Mi impegno e giuro di essere fedele al mio popolo, a 60 milioni di italiani, di servirlo con onestà e coraggio, giuro di applicare davvero la Costituzione italiana, da molti ignorata, e giuro di farlo rispettando gli insegnamenti contenuti in questo sacro Vangelo. Io lo giuro, giurate insieme a me? Grazie, andiamo a governare e a riprenderci questo Paese».

La “sacra ampolla” con l’acqua del Po ai piedi di Monviso d’un colpo è stata sostituita dal rosario regalatogli da un don e fatto da una “donna che lavora in strada”. Una delle tante che lavorano in strada e a cui Salvini si appella quando gli si chiede una dichiarazione puntuale a proposito della legalizzazione della cannabis, perché loro, a differenza della cannabis gestita dal mercato criminale, «non fanno male a nessuno».

Il comizio, tutt’altro che incidentale o folkloristico, sembrava la rivisitazione di Carlo Magno che sfila il compito a Papa Leone III di incoronarlo e si incorona da sé. Era la notte di Natale del 800 d.C. e probabilmente qualcuno storse il naso come l’Arcivescovo Mario Delpini. Ci piace immaginare anche un Mario Adinolfi ante litteram a tuonare dal pulpito del suo proto-Facebook di “leggerlo, il Vangelo, prima di giurarci sopra”.

Perché il dubbio è legittimo: esattamente, quale Vangelo ha letto Salvini?

“Con noi gli ultimi saranno i primi”

Un comizio iniziato con i migliori auspici e sotto un sole addirittura in grado di scacciare le nubi del mattino. «Qualcuno in alto ci sta dando una mano» è stato il commento iniziale dell’allora candidato Salvini, oggi Ministro, che ha poi chiuso citando il verso «con noi gli ultimi saranno i primi».

Chi sono gli ultimi? I poveri, i disoccupati, gli emarginati. A nessuno piace essere povero, come a nessuno piace l’idea che il capitalismo propugna come fatalmente inevitabile, secondo la quale debba esistere una “povertà necessaria” al sistema e a danno di alcuni perché il sistema funzioni per tutti. Giustissimo, abbondiamo: sacrosanto aiutare gli ultimi.

L’abiezione è rivendicarsi cristiani a giorni alterni, come targhe di automobili

Cristiani di fronte al velo di una donna islamica o dopo un attacco terroristico, laici di fronte a chi sfugge da miseria e persecuzioni. Giustizialisti (senza la benché minima prova giudiziaria) con le ONG che praticano l’insegnamento evangelico di aiutare il prossimo, seguaci della Sacra Rota di fronte alle unioni omosessuali. Se da un canto il cristianesimo assiste al graduale svuotamento delle sue messe domenicali, dall’altro, su un piano mediatico, sta pericolosamente dando il fianco a operazioni di polarizzazione identitaria, come non succedeva da secoli. Un tempo era la Chiesa a strumentalizzare la politica, ora succede il contrario.

Ogni società si definisce per ciò che esclude

Al di là del parziale riformismo avviato da Papa Francesco, la Chiesa si sta mostrando incapace di accogliere il cambiamento del suo gregge, che nel frattempo sembra uscito da Brutti, sporchi e cattivi di Ettore Scola.

Di fronte alla modificazione dei suoi fedeli – sempre meno cristiani eppure sempre più convinti di esserlo – la Chiesa rimane rigida, formale, incapace di arginare la guerra fra poveri scoppiata dalla crisi economica degli ultimi anni e rinfocolata dai leader populisti. A livello di comunicazione pastorale e mediatica, fatta eccezione della straordinaria risonanza di Papa Francesco, e in un orizzonte sociale sempre più precario e piegato al cambiamento, la Chiesa fatica a uscire dalle sue chiusure, le sue ipertrofie, le sue burocrazie.

Ma le vie del Signore sono infinite. Attendiamo dunque pastori, non tweet, che siano capaci di spiegare al gregge che tra l’italiano disoccupato e il migrante che raccoglie ortaggi a 2 euro all’ora non c’è alcuna differenza: sono entrambi ultimi. E che agli ultimi posti, se non altro, c’è spazio per tutti.

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