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Lo scioglilingua da leggere in un fiato

People For Planet - Sab, 03/21/2020 - 06:30
L’indovinello di oggi

Sai perchè il libro sta sempre al caldo?
(la soluzione domani)

La soluzione dell’indovinello di ieri

Bobby lancia una palla più forte che può. La palla ritorna da lui, anche se niente e nessuno la tocca. Come è possibile?
(Soluzione: Bobby ha lanciato la palla in alto)

Lo scioglilingua del pozzo

In un pozzo poco cupo si specchiò una volta un lupo, che nel cupo pozzo andò a sbattere di cozzo con un cupo tonfo fioco da smaltire a poco a poco e credette di azzanare un feroce suo compare, ma rimase brutto e cupo il feroce lupo

Cantiamo insieme

La bella tartaruga di Bruno Lauzi 

Per vedere i post dei giorni precedenti clicca qui

Foto di joduma da Pixabay 

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Coronavirus, stasera telefona a un leghista e digli che gli vuoi bene!

People For Planet - Sab, 03/21/2020 - 06:00

Ogni tanto tocca dare ragione alle persone di destra. Non hanno tutti i torti quando dicono di noi progressisti che siamo ingenui, illusi e sognatori. Ci accusano di non avere senso della realtà, guardiamo il mondo con gli occhialini rosa, blateriamo di pace, amore, aria pulita, fine della fame… Le persone di destra ci deridono sui social: “Ma in che mondo vivi? Smettila di fare il bambino! Guarda in faccia la realtà!”.

I reazionari si basano su considerazioni realistiche sulla vita: il mondo è cattivo, è pieno di briganti e quindi un padre deve saper mantenere la disciplina, essere duro con i figli quando sbagliano perché solo così cresceranno forti e coriacei e sapranno affrontare le brutture della vita con l’indispensabile disciplina ferrea. Se vizi i figli poi ti trovi degli smidollati che il mondo là fuori farà a pezzi.

Per lo stesso motivo ci gridano che ci serve uno Stato forte, le carceri devono essere strumento di dolore per i delinquenti, e ci servono muri che ci proteggano dall’invasione degli stranieri: i poveri migranti sono il cavallo di Troia che i criminali delle nazioni incivili usano per infiltrarsi in Italia e distruggere la nostra cultura, sfruttare la nostra ingenuità e rubarci tutto.

In questi giorni di terrore coronavirus mi sono accorto che un po’ è vero: in ogni cattiva notizia cercavo un segno positivo, un po’ di speranza per illudermi che la situazione non sia poi così grave e che possiamo reagire, almeno un po’.

Ripenso agli articoli che ho scritto: uno sul ridere, l’amore e il fare sesso che aumentano le difese immunitarie. Il secondo sul fatto che ci sono alcune esagerazioni nel calcolo della percentuale di morti sull’insieme dei contagiati, perché in realtà i contagiati senza sintomi sono molti di più. Un terzo sul fatto che comunque le epidemie più spaventose del passato hanno ammazzato solo il 30% della popolazione, quindi il 70% è sopravvissuto; e questo nonostante ai tempi della peste nera metà della popolazione fosse sottoalimentata, le condizioni igieniche fossero spaventose, non esistessero cure né coscienza dei veicoli del contagio.

Insomma, mi sono esercitato a coltivare una fiammella di ottimismo. E con me centinaia di migliaia di progressisti che, oltre a darsi da fare con una marea di iniziative solidali concrete, si sono ingegnati a rendere meno asfissiante l’isolamento, organizzando flash mob e producendo decine di migliaia di video e meme comici.

Ma quando i reazionari guardano tutto questo sforzo ludico storcano la bocca: “Siete sempre lì a cercare di indorare la pillola! La gente ha bisogno di spaventarsi a morte, sennò non se ne stanno a casa… L’essere umano è una bestia e capisce solo le mazzate!”.

È un fatto però che nei momenti di emergenza tragica come questo, il modo di guardare la realtà dei progressisti funziona meglio. La ricerca di minimi elementi positivi rende sicuramente meno asfissiante la paura e l’ansia e questo sicuramente giova alle relazioni. E se sei meno in ansia e le tue relazioni funzionano meglio ridi di più e ami di più, il che aumenta la tua possibilità di fare a pezzi il virus se lo incontri. E questo è un fatto indiscutibile.

Mi immagino invece i reazionari che se ne stanno a casa e bestemmiano contro la malasorte, i cinesi untori, gli indisciplinati, quei Paesi europei che non hanno preso misure di sicurezza, quello stronzo del vicino di casa che fa casino suonando le pentole sul balcone e crede di essere Celentano e sicuramente i comunisti al governo non stanno facendo niente di buono e vedrai che stavolta l’Italia affonda e cazzo non ho abbastanza carne in scatola per resistere, e dove cavolo finiremo? L’Italia precipiterà al livello economico del Congo e dovremo andare a far la spesa col machete e le bottiglie molotov per difenderci dalle bande di criminali che organizzeranno posti di blocco e ti chiederanno il pizzo sulle carote che hai comprato al mercato nero.

Loro non possono credere che ce la faremo, che le misure prese potranno funzionare, che la miglior difesa è la solidarietà e la cooperazione, che alla fine anche quest’esperienza terribile ci avrà migliorato e l’Italia rinascerà con una coscienza collettiva più alta e profonda…

Quindi, cari progressisti, in questo momento così difficile dobbiamo renderci conto che è necessario impegnarsi per sostenere i reazionari. Anche se non sono il massimo dell’empatia sono parte del nostro popolo e sono indispensabili.

Quando hai bisogno di un consiglio sull’assicurazione o l’acquisto di un’auto a chi ti rivolgi? I reazionari sono indispensabile correttivo per far funzionare bene l’Italia. Controbilanciano i sognatori.

E proprio perché hanno difficoltà a sognare oggi sono quelli più in pericolo. Quindi, stasera, fai una telefonata a un leghista e digli che gli vuoi bene!

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Foto di Alexas_Fotos da Pixabay

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Covid-19: il Report sulla base dei dati forniti dalla protezione civile il 20 marzo

People For Planet - Ven, 03/20/2020 - 20:57
I dati comunicati alle 18.00 del 20 marzo

4.670 – l’incremento delle persone positive
37.860 – i casi positivi totali attualmente
627 – i deceduti nelle ultime 24 ore, mai così tanti.
2.655 – i pazienti ricoverati in terapia intensiva, sono il 7% del totale di tutti i contagiati attuali
16.020 – i pazienti ricoverati con sintomi
19.185 – in isolamento domiciliare (senza sintomi o con sintomi lievi)
47.021 – le persone contagiate dall’inizio dell’epidemia
5.129 – le persone guarite dall’inizio dell’epidemia
4.032 – i deceduti dall’inizio dell’epidemia

Attenzione: i dati sulla letalità, se letti in percentuale (8,6%), sono ingigantiti dal fatto che si fanno relativamente pochi tamponi, cioè solo a persone a rischio ma neppure a tutti. E sono molti i virologi che ipotizzano che i contagiati senza sintomi siano molti di più, almeno 5 volte quelli rilevati.
Se così fosse il tasso di letalità sarebbe di poco superiore all’1%, mentre risulta attualmente – calcolando solo i contagiati certi – al 8,6%: un dato catastrofico e, appunto, sfalsato.

Avere più paura del necessario non fa bene alla salute

Casi attualmente positivi per regione

Lombardia 22.264
Emilia Romagna 5.968
Veneto 4.031
Piemonte 3.461
Marche 1.981
Liguria 1.221
Campania 749
Toscana 1.793
Sicilia 408
Lazio 1.008
Friuli Venezia-Giulia 656
Abruzzo 449
Puglia 581
Umbria 395
Bolzano 548
Calabria 207
Sardegna 293
Valle d’Aosta 264
Trento 642
Molise 50
Basilicata 52

Fonte: Sito del Ministero della Salute

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The Guardian: la Cina esce dal coronavirus, gli Stati Uniti entrano

People For Planet - Ven, 03/20/2020 - 17:30

Helen Davidson scrive per TheGuardian.com del turn-over del coronavirus tra Cina e Usa.

La pandemia di coronavirus continua a rafforzare la sua presa sugli Stati Uniti, mentre la Cina riporta per il secondo giorno consecutivo l’assenza di nuovi casi interni.

Usa

Tra i vari stati Usa, uno particolarmente esposto è la California.

Il governatore della California, Gavin Newsom, ha ordinato a tutti i residenti di rimanere al chiuso e limitare i movimenti. La decisione riguarda quasi 40 milioni di persone.

Durante una conferenza stampa giovedì sera, Newsom ha riconosciuto la severità dell’ordine e ha invitato i californiani a rispettarlo. “Questa non è una situazione permanente, è solo una fase transitoria”, ha detto.

In una lettera al presidente Donald Trump, Newsom ha stimato che 25,5 milioni di persone in California, più della metà della popolazione, contrarranno il virus. Il tasso di casi raddoppia ogni quattro giorni in alcune parti dello stato, ha detto.

Il governatore ha affermato che lo stato potrebbe aver bisogno di altri 20.000 letti di ospedale, una situazione che spera di affrontare affittando due ospedali a ciascuna estremità dello stato e attraccando una nave ospedale della marina vicino a Los Angeles per aiutare a soddisfare la domanda.

A San Francisco, le autorità hanno trascorso l’ultima settimana a preparare camper per isolare i casi di persone confermate affette da Covid-19 che non necessitano di ricovero in ospedale ma non sono in grado di trovare un altro rifugio. 

I repubblicani statunitensi hanno proposto di dare ad ogni americano $ 1.200 per aiutare a resistere all’impatto economico del virus. 

Cina

Gli sviluppi negli Stati Uniti sono arrivati ​​mentre la commissione sanitaria nazionale cinese ha dichiarato che i 39 nuovi casi confermati giovedì sono tutti di persone provenienti dall’estero, tra cui 14 nel Guangdong, otto a Shanghai, sei a Pechino, tre nel Fujian e uno ciascuno a Tianjin, Liaoning, Heilongjiang , Zhejiang, Shandong, Guangxi, Sichuan e Gansu.

La Cina è tra i paesi in cui sembra che misure severe abbiano portato il virus sotto controllo, ma dove ora si stanno sollevando preoccupazioni per una possibile nuova ondata portata dai viaggiatori.

Gli investigatori cinesi hanno riabilitato Li Wenliang, il medico 34enne accusato di aver dato un allarme ingiustificato per il virus a dicembre. 
Li Wenliang è morto in ospedale a gennaio dopo aver contratto il virus.

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#iorestoacasa aperitivo fai da te: facciamo un Negroni?

People For Planet - Ven, 03/20/2020 - 17:00

Dal mondo del web sono moltissime le idee che spuntano per passare il tempo nel modo più piacevole possibile, imparando anche qualcosa di nuovo!

Rimpiangendo quei giorni in cui l’aperitivo era un appuntamento fisso, rimediamo con il video di Mario Alberton (fonte Facebook) per fare un Negroni perfetto!

Fonte: Facebook Mario Alberton

Hai dei video tutorial che vuoi condividere con noi e i nostri lettori? Inviaceli a: redazione@peopleforplanet.it o al (+39) 3914799964 (WhatsApp)

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Arriva la grappa igienizzante spray

Fonte immagine: LuxLife Magazine

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Covid-19: ricetta medica via email o via sms per limitare gli spostamenti

People For Planet - Ven, 03/20/2020 - 16:21

Obiettivo: limitare il più possibile le occasioni di uscita da casa da parte dei cittadini

Al via ricetta medica via mail o via messaggio sul telefono: l’obiettivo è limitare il più possibile le occasioni di uscita da casa da parte dei cittadini per cercare di mettere un argine alla diffusione dei contagi del nuovo coronavirus Covid-19. A commentare la firma da parte del Capo Dipartimento della Protezione Civile dell’ordinanza che consente ai cittadini di ottenere dal proprio medico il “Numero di ricetta elettronica” senza più la necessità di ritirare fisicamente, e portare in farmacia, il promemoria cartaceo, è il ministro della Salute Roberto Speranza: “Dobbiamo fare di tutto per limitare gli spostamenti e ridurre la diffusione del virus Covid-19. Puntiamo con forza sulla ricetta medica via email o con messaggio sul telefono. Un passo avanti tecnologico che rende più efficiente tutto il Sistema sanitario nazionale”.

Ricetta virtuale: tre possibili modi

Nell’ordinanza si legge che al momento della generazione della ricetta elettronica da parte del medico prescrittore, l’assistito può chiedere al medico il rilascio del promemoria dematerializzato ovvero l’acquisizione del Numero di Ricetta Elettronica tramite:

a) trasmissione del promemoria in allegato a messaggio di posta elettronica, laddove l’assistito indichi al medico prescrittore la casella di posta elettronica certificata (PEC) o quella di posta elettronica ordinaria (PEO);

b) comunicazione del Numero di Ricetta Elettronica con sms o con applicazione per telefonia mobile che consente lo scambio di messaggi e immagini, laddove l’assistito indichi al medico prescrittore il numero di telefono mobile;

c)  comunicazione telefonica da parte del medico prescrittore del Numero di Ricetta Elettronica laddove l’assistito indichi al medesimo medico il numero telefonico.

In Italia più morti che in Cina

Il bollettino diramato ieri dalla Protezione civile sull’epidemia Covid-19 ha messo in evidenza come il numero dei decessi nel nostro Paese abbia superato quelli registrati in Cina: 3405 (dato aggiornato a ieri) contro i 3245 rilevati nel Paese asiatico focolaio del Covid-19. Attualmente il numero di contagi in Italia supera i 40 mila.

Ecco perché è molto importante limitare il più possibile le uscite da casa e mantenere le distanze.

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L’acquario è chiuso e i pinguini si fanno un giro

People For Planet - Ven, 03/20/2020 - 14:00

Lo Shedd Aquarium di Chicago è chiuso per le disposizioni sul Coronavirus e lo staff pubblica un video in cui i pinguini girano indisturbati e vanno a “salutare” i pesci.

Fonte: YouTube Rete7.it

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Covid-19, rifiuti: nuove regole per la raccolta differenziata

People For Planet - Ven, 03/20/2020 - 12:39

«Siamo stati dimenticati dal decreto e ora mettiamo a rischio il servizio di raccolta dei rifiuti.» Altissimo rischio di possibili interruzioni del servizio a partire dalle prossime 24 ore, nel pieno dell’emergenza per il Covid-19, se questo non viene «inserito nella rosa dei settori strategici ed essenziali al pari del Sistema Sanitario, Forze dell’Ordine, Armate, Protezione Civile e approvvigionamenti alimentari ed essenziali» e se ad esso non vengano «garantite le forniture degli strumenti di protezione individuale e delle attrezzature di sanificazione oggi irreperibili sul mercato». Lo annuncia Confindustria Cisambiente, che raggruppa le imprese di tutto il settore della ecologia, dell’igiene ambientale e dell’energia rinnovabile da rifiuto, che esprime “sconcerto” per essere stato “dimenticato nel Decreto Cura Italia”.

Rischio rifiuti per le strade

«Non possiamo permetterci di avere i rifiuti per le strade con il rischio sanitario che questo comporta in un momento così delicato per il Paese», avverte Confindustria Cisambiente. A Roma, un dipendente è stato trovato positivo al tampone Covid-19.

Rifiuti come veicolo di contagio

Non sappiamo al momento se il Covid-19 sopravviva anche nei rifiuti urbani che potrebbero essere una nuova frontiera del contagio. Lo dice l’Istituto Superiore di Sanità che, però, specifica: «Si deve considerare che i virus provvisti di involucro pericapsidico (envelope) – come il Sars-CoV2 – hanno caratteristiche di sopravvivenza inferiori (…) e quindi sono più suscettibili a fattori ambientali (temperatura, umidità, luce solare, microbiota autoctono, pH, ecc.) e a trattamenti di disinfezione e biocidi». Si può ipotizzare, secondo l’Iss, che il nuovo coronavirus si disattivi, per analogia con altri virus con envelope, in un intervallo temporale che va da pochi minuti a un massimo di 9 giorni a seconda del materiale su cui è depositato, della concentrazione e delle condizioni microclimatiche. Ne abbiamo parlato qui.

Le nuove regole di raccolta

Intanto, cosa possiamo e dobbiamo fare? Verifichiamo nei siti delle aziende di pertinenza della propria città, ma in generale (dal sito Amsa):

In relazione alle misure per il contenimento del coronavirus (COVID-19), invitiamo i cittadini a seguire le seguenti regole, elaborate sulla base delle indicazioni dell’Istituto Superiore di Sanità, per raccogliere e gettare correttamente i rifiuti in questa fase di emergenza sanitaria:
 
Se NON sei positivo al tampone e NON sei in quarantena:

  • Continua a fare la raccolta differenziata come hai fatto finora separando correttamente i rifiuti (organico, carta, plastica, vetro, lattine ecc.). 
  • Se hai usato fazzoletti, mascherine e guanti, gettali nella raccolta indifferenziata (residuo secco)
  • Per i rifiuti indifferenziati utilizza due o tre sacchetti possibilmente resistenti (uno dentro l’altro) all’interno del contenitore che usi abitualmente in casa
  • Chiudi bene il sacchetto dei rifiuti indifferenziati e gettalo come fai abitualmente nel contenitore per la raccolta dell’indifferenziato (sacco trasparente neutro)

Se sei POSITIVO al tampone o in QUARANTENA obbligata:

  • Non differenziare più i rifiuti di casa tua. 
  • Utilizza due o tre sacchetti possibilmente resistenti (uno dentro l’altro) all’interno del contenitore utilizzato per la raccolta indifferenziata nella tua abitazione
  • Tutti i rifiuti (plastica, vetro, carta, umido, lattine e secco) vanno gettati nello stesso contenitore utilizzato per la raccolta indifferenziata (residuo secco).
  • Anche i fazzoletti o i rotoli di carta, le mascherine, i guanti e i teli monouso vanno gettati nello stesso contenitore per la raccolta indifferenziata.
  • Indossando guanti monouso chiudi bene i sacchetti senza schiacciarli con le mani utilizzando dei lacci di chiusura o nastro adesivo.
  • Una volta chiusi i sacchetti, i guanti usati vanno gettati nei nuovi sacchetti preparati per la raccolta indifferenziata (due o tre sacchetti possibilmente resistenti, uno dentro l’altro). Subito dopo lava le mani.
  • Gli animali da compagnia non devono accedere nel locale in cui sono presenti i sacchetti di rifiuti

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Covid-19, orari ridotti per i supermercati. Un controsenso!

People For Planet - Ven, 03/20/2020 - 12:32

La gente va a fare la spesa troppo spesso. Anziché seguire le indicazioni di fare rifornimenti ogni 10 giorni, o almeno ogni 7, riducendo così le uscite di casa, le persone ancora troppo spesso escono a prendere il pane e il latte ogni giorno. Risposta? Si parla di una sostanziale diminuzione degli orari: chiusura anticipata la sera, chiusura la domenica. In alcuni punti vendita è già così:

L’orario precedente arrivava alle 22 la sera, comprese le domeniche. La risposta? Un assalto

Il governo sembra ripetere lo stesso errore già fatto – e solo parzialmente corretto – per le metro di Milano, nel senso che, dopo il taglio alle corse, il risultato è stato un pericoloso affollamento dei vagoni. Oggi si registrano già code più lunghe del solito, fuori da moltissimi supermercati. A Milano, ad esempio, all’Esselunga di via Losanna, una delle più frequentate nel capoluogo lombardo, alle 7 del mattino la coda girava i 4 lunghissimi lati dell’isolato, con tempi di ingresso che superavano l’ora-ora e mezza.

Accorciare gli orari dei supermercati non è dunque un controsenso?

Una app per sapere quanta fila c’è

Per avere un aiuto, importante per il bene di tutti rispettare la regola di fare la spesa ogni 10 giorni. Se poi volete una mano a capire quale orario è il migliore, potete consultare questa app.

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Covid-19: al via la campagna #psicologicontrolapaura

People For Planet - Ven, 03/20/2020 - 12:01

“L’emergenza sanitaria da coronavirus è sempre più anche un’emergenza psicologica e c’è bisogno di supporto per tantissime situazioni. Perché prima si agisce e meno problemi ci saranno in seguito”. Con queste parole David Lazzari, presidente del Consiglio Nazionale Ordine Psicologi (Cnop), ha dato il via alla campagna #psicologicontrolapaura con una serie di iniziative messe in campo per stare al fianco della popolazione italiana.

Consulti gratuiti a distanza

È partito ieri il servizio #psicologionline: i cittadini andando sul sito del Cnop (psy.it) trovano un motore di ricerca che consente loro di visualizzare e raggiungere tutti gli psicologi e psicoterapeuti disponibili per teleconsulti gratuiti e per interventi a distanza più strutturati.

Attualmente sono già oltre 4 mila, dislocati in tutta Italia, i professionisti reperibili e pronti a dare sostegno ai cittadini. Gli psicologi che vogliono aderire all’iniziativa possono farlo compilando l’apposto form sul sito del Cnop (per info: comunicazione@psy.it).

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Covid-19: le 10 regole per sopravvivere psicologicamente alla quarantena

Il decalogo antipanico

Inoltre, sempre nell’ambito della campagna #psicologicontrolapaura, il Cnop ha realizzato e messo a disposizione sul proprio sito un vademecum psicologico sul coronavirus per i cittadini, in diverse lingue, per evitare che le paure siano sproporzionate e creino forme di ansia individuale e di panico collettivo. Il vademecum propone un ‘decalogo antipanico’, una serie di ‘chiavi di lettura’ che possono aiutare ad evitare due errori possibili: sopravvalutare o sottovalutare eccessivamente il problema. 

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I 10 migliori film di Max von Sydow

People For Planet - Ven, 03/20/2020 - 09:50

Lo scorso 8 marzo, nel pieno evolversi della pandemia globale, è morto all’età di 90 anni Max Von Sydow.

Il suo quasi esordio (il vero debutto è con “Notte di piacere”) nei panni del cavaliere Antonius Block avviene con “Il settimo sigillo”. Egli è il protagonista che torna dalle Crociate muovendosi tra un’epidemia di Peste e gioca la partita a scacchi con la Morte che ne ha fatto uno specchio di molte vicende che viviamo in queste ore.

Da quel clamoroso film, Von Sydow diventerà, uno dei principali attori feticci del geniale regista svedese. Una sorta di controfigura di quei tormenti esistenziali che ha pochi paragoni per intensità emotiva e risultato artistico. 

Figlio di una baronessa e di un professore universitario di etologia sceglie l’apprendistato del teatro incontrando Bergman con cui il metodo di lavoro prevedeva uno spettacolo teatrale d’inverno e due film d’estate. Girerà ben 11 film con Bergman in varie fasi del loro fecondo sodalizio artistico. Grazie a Bergman, Von Sydow non si è lasciato inchiodare all’icona dei tormenti nordici ma ha anche cercato una straordinaria carriera di successo interpretando ruoli molto diversi in molte grandi cinematografie compresa quella hollywoodiana,

Circa 180 titoli solo al cinema. Ho scelto le sue migliori 10 interpretazioni mettendo a confronto i due filoni elaborando la classifica rispetto al ruolo e al peso che Max Von Sydow ha contribuito a renderlo un film da ricordare e da rivedere. 

IL SETTIMO SIGILLO di Ingmar Bergman, 1957

Aperto da una citazione  tratta dall’Apocalisse e ispirato dall’ascolto dei Carmina Burana, Bergman traspone in film la sua opera teatrale “Pittura su legno” che aveva scritto per la sua compagnia teatrale affidando al suo giovane attore Max Von Sydow il ruolo del Cavaliere Antonius Block che torna in patria dalle Crociate muovendosi tra gli scenari della peste. Incontra a la Morte, (la raffigurazione che ne fa Bergman ne determina la rappresentazione iconica nell’immaginario collettivo del Novecento) e la decisione di sfidarla in una partita a scacchi ne costruisce il filo narrativo per affrontare i temi decisivi dell’esistenza per i rapporti con l’esistenza di Dio e la finitezza dell’umano. Su questo elemento narrativo pesa l’ispirazione di un affresco di Albert Pictor in una chiesa svedese. Accompagnato da uno scudiero che è una sorta di Sancho Pancho scandinavo legato ai beni e alle incongruenze terrene, questo on the road esistenziale, girato in un mese, ha il fascino del capolavoro che attraverso l’immagine pone lo spettatore a confrontarsi con il dubbio della religione e trovare una consapevolezza nella Morte che alla fine arriva per tutti. Fotogramma vivente del Medioevo mescola il tragico e il comico secondo la tradizione degli spettacoli itineranti di quel periodo posto con tecnica shakespeariana nel corso dello svolgimento di un film che “attraversò il mondo come un incendio”, dando a Bergman un’enorme notorietà internazionale. Strepitoso da un punto di vista figurativo con le suggestioni pittoriche di Dürer e di numerosi richiami artistici, adopera in modo magistrale luci e ombre, come nella scena in cui il Cavaliere gioca con la Morte agli scacchi. Il bianco e il nero della scacchiera vengono presentati con un forte contrasto di chiari e scuri.  Disegna personaggi memorabili e un film epocale che a Cannes vince il Premio Speciale della Giuria. I primi piani pensosi e tormentati di Antonius-Max ne diventano un indimenticabile sigillo. 

L’ESORCISTA di William Friedkin, 1973

Uno dei più famosi film dell’orrore di tutti i tempi e una delle interpretazioni indimenticabili di von Sydow. È lui l’autentico protagonista che da archeologo ed esorcista prende la scena dal prologo quando viene ritrovata la statuetta di un demone. È lui che deve sconfiggere il demone che è entrato nel corpo di Linda Blair. Sarà lui a dover affrontare uno scontro terribile che vede contrapporsi ancora una volta attraverso la tecnica strepitosa dell’attore svedese il tema eterno del Bene e del Male e la paura umana del demoniaco. La sua immagine, avvolta nella nebbia fuori dalla casa di Regan, ha tormentato gli incubi di un’intera generazione. Il personaggio è modellato sulla figura del gesuita scomodo Pierre Teilhard de Chardin. Von Sydow fu voluto ad ogni costo dal regista che si oppose al volere della produzione che preferiva affidare il ruolo a Marlon Brando. Numerose le ore di trucco per invecchiare il personaggio da parte di Von Sydow che all’epoca aveva solo 43 anni. Un film che mette paura, poco compreso dalla critica e che ha dato una nuova raffigurazione dell’horror demoniaco per adulti.  Scena da panico nelle sale con svenimenti e interventi di medici. Incassi stratosferici. Immancabili sequel di ordinanza non paragonabili al capostipite.

I TRE GIORNI DEL CONDOR di Sydney Pollack, 1975

Ottima metafora dell’epoca del Watergate e delle storture del poter occulto americano. Un anonimo bibliotecario della Cia, ma bello come può essere Robert Redford, leggendo un libro giallo, scopre involontariamente un pericoloso ingranaggio dell’agenzia e diventa il bersaglio mobile dei cattivi. Si salva miracolosamente e tenta di rendere pubblica la vicenda ma il film si chiude con un finale aperto. Von Sydow è la spia Joubert, killer indipendente che viene adoperato dai capi della Cia per poter fermare l’operazione e capo dei sicari che determinano lo sviluppo della trama di uno dei miglior film del genere cospirativo. Ottima azione e perfetta suspence che deve molto al ruolo del raffinato personaggio di Von Sydow che si pone su una linea ambigua dove si confonde il bene con il male per le storture del potere. 

LA PIÙ GRANDE STORIA MAI RACCONTATA di George Stevens, 1965

Film cult del cinema parrocchiale. Interpretare Gesù Cristo per un attore è sempre un impresa difficile e titanica. Dopo i successi e la notorietà legata al primo grande ciclo bergmaniano Von Sydow cambia completamente set di riferimento che da qui in poi diventerà suo terreno di conquista. Il regista di questo costosissimo kolossal volle un attore sconosciuto al pubblico internazionale come era Von Sydow all’epoca, che privasse nella mente del pubblico eventuali associazioni laiche e sconvenienti. Nonostante sia “un gigantesco catalogo di cartoline illustrate che procede con l’andatura di un elefante incatenato” merita di essere visto a distanza di anni (è nella piattaforma Sky) per ammirare la grande prova di Von Sydow nel passare dal cinema d’autore a quello del grande intrattenimento popolare degli anni Sessanta a fianco di un cast hollywoodiano di autorevole rispetto che annovera persino John Wayne nella parte del centurione. 

LA FONTANA DELLA VERGINE di Ingmar Bergman, 1960

La Svezia medievale torna in questo altro vertice del binomio Bergman-Von Sydow. ispirato questa volta da una leggenda. Von Sydow indossa i panni di un proprietario terriero che manda la figlia vergine a portare i ceri a un santuario della Madonna seguendo la tradizione. L’accompagna una serva pagana che sembra l’alter ego dello scudiero del Settimo Sigillo. Tre pastori l’uccidono per stuprarla per poi finire a casa del padre che si vendicherà con spirito molto mediterraneo. Alla fine una miracolosa fontana sorgerà sul luogo del delitto. Fotografia strepitosa. Secondo Morandini: “un miscuglio tra Cappuccetto Rosso e Shakespeare” con tutto il meglio che ne deriva.  Premio Oscar come film straniero. 

COME IN UNO SPECCHIO di Ingmar Bergman, 1961

Inizio della trilogia religiosa bergmaniana e scoperta come luogo di vita e di cinema di Bergman dell’Isola di Faro, dove il film è girato per raccontare i tremendi conflitti esistenziali di una famiglia composta da quattro persone, con Von Sydow nella parte del marito di Karin appena uscita da un ospedale psichiatrico e che il padre osserva per i suoi libri. Von Sydow è un medico dal temperamento razionale che non si accorge delle attenzioni morbose della moglie verso il giovane fratello al quale la donna confida le proprie allucinazioni a sfondo mistico-religioso. Tutti guardano gli altri come uno specchio. La malattia, Dio, il senso dell’essere. Uno straordinario quartetto di attori in un memorabile dramma da camera. Nuovo Oscar come miglior film straniero.

FINO ALLA FINE DEL MONDO di Wim Wenders, 1991

Splendida riflessione sul vedere ai tempi del digitale che arriverà. Wim Wenders ormai lontano dai ritmi lenti degli esordi si avvale di Max Von Sydow nei panni del professore che in un sotterraneo del deserto australiano ha inventato un sistema telematico che consente di registrare il fermento della vita e poterlo far vedere alla moglie cieca attraverso le immagini che il figlio (William Hurt) registra con una speciale telecamera. Sogni, pensieri, suggestioni da Venezia a Pechino fanno del film una sorta di caleidoscopio entusiasmante che contamina diversi generi cinematografici. 

MOLTO FORTE, INCREDIBILMENTE VICINO di Stephen Daltry, 2011

Adattamento di un romanzo di Jonathan Safran Foer in cui l’attentato dell’11 settembre e le sue  conseguenze vengono rivissute mediante il punto di vista di un ragazzo newyorkese di dieci anni, Oskar Schell, che nel crollo delle Torri Gemelle ha perso il padre Thomas. E accanto al ragazzo “svetta prominente un magnifico Max von Sydow nella parte di un uomo misterioso affetto da una forma di mutismo, e che pertanto comunica con Oskar solo attraverso un blocco per gli appunti e con il linguaggio del proprio sguardo”. Una ennesima grande prova recitativa fuori dai cliché da cattivo e da personaggio eroico. Una sintesi dell’umanesimo bergmaniano e la forza commovente del cinema.

PELLE ALLA CONQUISTA DEL MONDO di Bille August, 1987

Da un classico della letteratura scandinava di inizio Novecento, scritto da Martin Andersen Nexø, il regista danese Bille August ha tratto uno dei film europei molto apprezzato dalla cinefilia degli anni Ottanta. L’odissea dell’emigrante svedese Lasse Karlsson e di suo figlio, il piccolo Pelle, che alla metà dell’Ottocento approdano su un’isola della Danimarca e devono far fronte a durissime condizioni di vita, fra angherie e discriminazioni. È la cornice di un racconto di formazione che si aggiudicò la Palma d’Oro a Cannes e il Premio Oscar come miglior film straniero. Per Von Sydow e la sua bella interpretazione solo la nomination. 

LA VERGOGNA di Ingmar Bergman, 1968

Coppia protagonista formata dall’attore bergmaniano con Liv Ullmann, sono marito e moglie violinisti in un film senza colonna sonora assordante e senza musica, che si rifugiano su un’isola (ovviamente quella di Faro) per sfuggire agli orrori e ai coinvolgimenti della guerra ma invece ne verranno risucchiati da una sceneggiatura che presenta incredibili colpi di scena. Una riflessione potente contro l’antica stupidità della guerra. Molto citato il giudizio di Bergman sul film: “La prima parte, dedicata alla guerra, è brutta, la seconda parte, sugli effetti della guerra, è bella”. Dialoghi improvvisati che danno forza alla prova recitativa dei due attori in uno dei film forse più sperimentali di Bergman.

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Coronavirus: un giorno nella vita degli italiani a casa

People For Planet - Ven, 03/20/2020 - 07:00
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Ma se il gatto invece è bianco? Come si fa?

People For Planet - Ven, 03/20/2020 - 06:30
L’indovinello di oggi

Bobby lancia una palla più forte che può. La palla ritorna da lui, anche se niente e nessuno la tocca. Come è possibile?
(La soluzione domani)

La soluzione dell’indovinello di ieri

È l’unico animale che, quando piove, non si bagna. Che animale è?
(La soluzione: Il pesce)

Lo scioglilingua della marmotta

La marmotta quando annotta
nella grotta già borbotta
che la pappa non è cotta
quando è cotta
riborbotta perché scotta.

Cantiamo insieme!

VOLEVO UN GATTO NERO – 11° Zecchino d’Oro 1969 – Canzoni Animate

 

Per vedere i post dei giorni precedenti clicca qui

Foto di Rafael Javier da Pixabay

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Covid-19, chi controlla il pericolo rider?

People For Planet - Gio, 03/19/2020 - 23:20

Se la sera esci con il cane, quello che vedi è: altra gente con i cani, e rider senza mascherina. Tanti, di ogni età, etnia, uomini e donne che si affannano in bicicletta con i tipici contenitori termici gialli, un po’ sfatti, un po’ macchiati e mezzi sgonfi. Ma anche di giorno la situazione non cambia: ad ogni ora se ne vedono sempre molti. Le foto che vedete sono state scattate ieri a Milano.

Assodelivery regala mascherine?

Come si nota, non hanno quasi mai gli strumenti di protezione necessari – guanti e mascherine – che potrebbero riservare al momento della consegna, è vero: ma mancano addirittura nelle corsie d’ospedale, figuriamoci nelle disponibilità di una categoria di lavoratori tra le più sfruttate e sotto pressione di sempre. Assodelivery, l’associazione dell’industria italiana della consegna di cibo a domicilio, ha fatto sapere di aver distribuito mascherine a tutti i rider. Ma chi controlla che le indossino al momento della presa in carino dell’ordine e della consegna? E poi, come vengono gestite e quanto spesso cambiate? E di quali mascherine si tratta?

Consegne contactless

Come sappiamo Milano si appresta a combattere la sua “battaglia” e questa categoria di lavoratori, che tra l’altro sta ricevendo un boom di ordini, è anche un pericolo per gli altri. Si parla di consegna “contactless”, ovvero a distanza, ma chi controlla? Ha senso assumersi il rischio in questo momento?

Dubbi sui contenitori

E ancora, quali garanzie ci sono per la sanificazione dei contenitori con cui trasportano? Li vediamo gettati negli angoli più sporchi della strada, mentre i rider attendono fuori dalla porta, attaccati ai propri smartphone, che sia pronto l’ordine da trasportare.

Lo stesso vale per i grandi chef

E quali garanzie abbiamo sull’igiene dei punti di ristorazione da cui partono i cibi? Cuochi e cuoche hanno guanti e mascherine? Utilizzano camici di protezione? Non è dato saperlo. Sappiamo solo che il loro lavoro continua, e ne comprendiamo il valore, economico e morale, che arriva fino alle case di tutti. Addirittura alcuni ristoranti avrebbero aumentato i guadagni dopo l’allarme covid, grazie al delivery. Ma se le misure igieniche estreme rese necessarie dal coronavirus sono impossibili da garantire, tra i tanti sacrifici richiesti, non potremmo rinunciare anche a questo servizio? Anche considerato che la gran parte delle persone non esce di casa, e ha tempo e modo per cucinare?

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«And people stayed home…»: una poesia del 1869 diventa il manifesto dell’oggi

People For Planet - Gio, 03/19/2020 - 19:00

E la gente rimase a casa
e lesse libri e ascoltò
e si riposò e fece esercizi
e fece arte e giocò
e imparò nuovi modi di essere
e si fermò
e ascoltò più in profondità
qualcuno meditava
qualcuno pregava
qualcuno ballava
qualcuno incontrò la propria ombra
e la gente cominciò a pensare in modo differente
e la gente guarì.
E nell’assenza di gente che viveva
in modi ignoranti
pericolosi
senza senso e senza cuore,
anche la terra cominciò a guarire
e quando il pericolo finì
e la gente si ritrovò
si addolorarono per i morti
e fecero nuove scelte
e sognarono nuove visioni
e crearono nuovi modi di vivere
e guarirono completamente la terra
così come erano guariti loro.

di Kathleen O’Meara

Chi è questa autrice di cui è stata ripescata questa bellissima poesia?

Kathleen O’Meara fu una scrittrice irlandese vissuta tra Dublino e la Francia dal 1839 al 1888. Profondamente cattolica, scrisse anche romanzi di denuncia nei confronti delle oppressioni al cattolicesimo da parte delle nazioni protestanti. La poesia – di cui sotto si riporta il testo originale – è contenuta nell’opera Iza’s Story, romanzo nel quale, descrivendo la lotta dei patrioti polacchi contro l’occupazione russa, intende invero raccontare la situazione tra Irlanda e Gran Bretagna.
Qualunque sia il motivo che l’hanno spinta a scrivere questi versi, oggi, 150 anni dopo, la ringraziamo per queste parole di grande speranza.

And people stayed home
and read books and listened
and rested and exercised
and made art and played
and learned new ways of being
and stopped
and listened deeper
someone meditated
someone prayed
someone danced
someone met their shadow
and people began to think differently
and people healed
and in the absence of people who lived in ignorant ways,
dangerous, meaningless and heartless,
even the earth began to heal
and when the danger ended
and people found each other
grieved for the dead people
and they made new choices
and dreamed of new visions
and created new ways of life
and healed the earth completely
just as they were healed themselves.

Immagine: Richard Tuschman – Hopper Meditations

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Coronavirus: Emergency per i senzatetto e appartamenti gratis per il personale sanitario

People For Planet - Gio, 03/19/2020 - 16:49

Emergency , in collaborazione con il Comune  di Milano ha iniziato un servizio di monitoraggio organizzando due squadre composte da un logista, un medico e un infermiere che tutti i giorni si recano nei centri  di accoglienza per migranti, in quelli dedicati ai senza casa e nelle strutture per minori non accompagnati.
Le squadre segnalano le modifiche necessarie per la tutela dello staff e degli ospiti e forniscono strumenti di formazione per gli operatori delle diverse strutture.
Lo scopo di Emergency, afferma la presidente Rossella Miccio, è «Aiutare i tanti che in questo momento sono esposti a due rischi: quello sanitario e quello dell’abbandono».
 

Ibrahimovic lancia una raccolta fondi

“L’Italia – spiega il calciatore del Milan in un video su Instagram – mi ha sempre dato tantissimo e, in questo drammatico momento, voglio restituire ancora di più a questo Paese che amo. Ho deciso di creare una raccolta fondi per gli ospedali Humanitas e di utilizzare il mio potere comunicativo per diffondere il messaggio in modo più ampio. È un problema serio e abbiamo bisogno di un aiuto concreto che non sia soltanto un video. Insieme possiamo davvero aiutare ospedali, medici e infermieri che lavorano ogni giorno per salvarci la vita. Oggi siamo noi a tifare per loro. Calciamo via il coronavirus e vinciamo questa partita. E ricorda: se il virus non va da Zlatan, Zlatan va dal virus”.
Augh!

Airbnb, alloggi gratis per medici e infermieri

Airbnb per medici e infermieri è un’iniziativa per accogliere il personale ospedaliero che dovrà trasferirsi temporaneamente per fronteggiare l’emergenza coronavirus.

Medici, infermieri o strutture ospedaliere potranno inviare la propria richiesta attraverso il sito airbnb.it/medicieinfermieri. Tutti coloro che compileranno il questionario online con tutte le informazioni richieste verranno contattati dall’associazione OspitaMI, partner di Airbnb in quest’iniziativa, che li supporterà nell’identificazione della soluzione migliore e gestirà il processo di prenotazione.
L’alloggio per il personale sanitario sarà completamente gratuito fino a due mesi di permanenza.
Se qualcuno desidera mettere a disposizione il proprio alloggio su airbnb potrà candidarsi allo stesso indirizzo.

10 milioni a testa

Da Silvio Berlusconi, Giuseppe Caprotti (figlio del fondatore di Esselunga) e Remo Ruffini (patron di Moncler), la famiglia Agnelli e la famiglia Ferrero.

Con cifre minori ma sempre significative anche altre aziende: un milione da Bayer, da Mediolanum e molti altri.

E che dire poi dei Ferragnez? Chiara Ferrragni e Fedez hanno iniziato con una loro donazione di 100mila euro una campagna di raccolta fondi per la creazione di nuovi posti letto all’interno del reparto di terapia intensiva dell’Ospedale San Raffaele di Milano. Ad oggi hanno raccolto 4 milioni di euro.

La lista sarebbe ancora lunga, in questo articolo pubblicato nel sito dell’Ansa il lungo elenco di donazioni

A Bologna Cesare Cremonini mette all’asta le luminarie di Natale

Le luminarie di via d’Azeglio di “Nessuno vuole essere Robin” saranno messe all’asta da domani e l’intero ricavato, racconta Cesare Cremonini ai suoi fan, sarà devoluto alla Fondazione Sant’Orsola di Bologna e agli ospedali della città per la campagna “Più forti insieme”

E sono importanti anche 50 euro

Lasciati da un anziano signore all’ospedale di Cremona: si legge nella pagina Facebook dell’ospedale: “Era nel parcheggio, sembrava cercare qualcuno. Poi ha consegnato un biglietto e la banconota”.

Per chi vuole fare una donazione

Nel sito di Italia Non profit potete trovare un elenco di Ospedali a cui donare direttamente, e le campagne di raccolta fondi autorizzate dalle strutture sanitarie, per dare il supporto.

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Creiamo una catena di solidarietà comica, artistica e amorevole
Covid-19. Solidarietà grande e piccola, tutta importante
Covid-19: le 10 regole per sopravvivere psicologicamente alla quarantena

Foto di Luisella Planeta Leoni da Pixabay

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Se Artu non va in palestra, la palestra va da Artu

People For Planet - Gio, 03/19/2020 - 16:08

Esercizio fisico nei giorni di quarantena…e tu come ti stai allenando?

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Covid-19: le 10 regole per sopravvivere psicologicamente alla quarantena

People For Planet - Gio, 03/19/2020 - 16:00

Cosa possiamo fare nel concreto ogni giorno, per rendere la nostra routine quotidiana da reclusi in casa meno pesante e più – nei limiti del possibile – normale? A spiegarlo è Roberto Callina, psicologo e psicoterapeuta, che ha stilato 10 regole d’oro per sopravvivere psicologicamente alla quarantena.

1. Mantenere inalterato il ritmo sonno-veglia

“Questa è la prima fondamentale regola da seguire per evitare di incorrere in disturbi del sonno da alterazione del ritmo circadiano. È importante andare a dormire, così come svegliarsi, all’ora abituale”, afferma lo psicologo.

Cosa non fare: indugiare in comportamenti del tipo “tanto domani posso dormire”: scivolare in un’inversione del ritmo sonno-veglia è più facile di quanto possiamo immaginare, con tutte le conseguenze che questo comporta poi sulle nostre abitudini e sul nostro umore.

2. Distinguere i giorni

I giorni non devono essere vissuti come se fossero tutti uguali. “La domenica non è come il lunedì, il mercoledì non è come il sabato. Può sembrare banale ma è fondamentale ricordarsi di quale sia il giorno che stiamo vivendo e comportarci di conseguenza”, spiega Callina. Cercare – nei limiti del possibile – di mantenere le nostre abitudini settimanali ci consentirà di vivere meglio le singole giornate (oltre che di essere pronti alla ripartenza quando l’emergenza sarà rientrata). Sì quindi a “giovedì gnocchi” o a “martedì pomeriggio zumba”.

Cosa non fare: non cadere nell’errore di vivere le giornate tutte allo stesso modo: no dunque a “oggi come ieri e come domani”.

3. Prendersi cura della propria persona

“Se normalmente metto lo smalto una volta alla settimana, lo farò anche in questo periodo. Se sono abituato a fare la doccia la mattina appena mi sveglio, continuerò a farla; allo stesso modo se sono abituato a farla la sera prima di andare a letto”, afferma lo psicoterapeuta.

Cosa non fare: trascurarsi, decidendo ad esempio di non farsi la barba, “tanto non devo vedere nessuno”. “Non avere cura della propria persona ci riporta continuamente alla situazione di emergenza che stiamo vivendo, rendendola ancora più vivida”, afferma lo studioso.

4. Mantenere i contatti sociali

I social network e le nuove tecnologie vengono in nostro aiuto: in tempi di isolamento sociale può fare la differenza “preferire una videochiamata a una chiamata vocale: vi darà maggior senso di vicinanza e lo darà soprattutto alle persone più sole, agli anziani, ai bambini. Organizzate partite a carte con gli amici; potete trovare tante applicazioni che vi aiutano a farlo a distanza; organizzate un tè con le amiche; lo potrete gustare insieme chiacchierando via Skype… insomma, date libero sfogo alla vostra fantasia”, spiega l’esperto.

Cosa non fare: isolarsi dal mondo anche virtualmente: i social network ci danno la possibilità di essere connessi, seppur a distanza, con amici e parenti: sfruttiamola al meglio.

5. Fare attività fisica

L’attività fisica aiuta a ridurre lo stress e l’ansia e attiva la chimica della felicità. Non poter andare in palestra non è una scusa buona per non fare attività fisica: “Si possono trovare numerosi piani di allenamento online, così come corsi di fitness di ogni genere; e se il fitness non è il tuo forte, si possono trovare altri modi per fare attività fisica tra le mura di casa: accendi la radio, balla o libera la tua fantasia e fai quello che ti passa per la testa, fai stretching”.

Cosa non fare: eccedere nella sedentarietà. L’inattività fisica nuoce tanto al corpo quanto alla mente.

6. Limitare l’ascolto dei notiziari

“Rimanere informati è importante, ma passare da un notiziario all’altro alla continua ricerca di informazioni sull’andamento del contagio non è solo inutile, ma anche controproducente per il nostro benessere psicologico. Scegliamo uno o due momenti della giornata in cui informarci sulle notizie e dedichiamo il restante tempo ad altre attività. Diversifichiamo anche gli argomenti con i nostri contatti sociali”.  

Cosa non fare: parlare solo del virus: rafforza continuamente nella nostra mente il fatto che stiamo vivendo un momento problematico e rischia di trasformarsi in ansia o in altre alterazioni psicopatologiche.

7. Alimentarsi in modo sano

“Alimentarsi correttamente è utile, non solo per il nostro fisico, ma anche per il nostro benessere psicologico. Ricordatevi che quando questa emergenza sarà terminata, dovrete uscire di casa!”.

Cosa non fare: dare libero sfogo a ricette ipercaloriche che soddisfano il palato ma che alla lunga potrebbero farci pentire a causa dei chili di troppo accumulati. Piuttosto, cerchiamo di impiegare il tempo in cucina per preparare piatti che necessitano di preparazioni lunghe ed elaborate ma che non siano un attentato per la forma fisica: la soddisfazione sarà tanta e la bilancia non avrà di che rimproverarci. Qualche esempio? Verdure grigliate al forno, pesce in crosta di zucchine, polpettone al forno, zuppe di legumi, risotti di vario tipo (evitando di mantecare col burro)… quanto ai dolci, potremmo cercare di ingegnarci nella ricerca di ricette alternative e meno grasse (ad esempio, ciambellone con lo yogurt anziché col burro o con l’olio). 

8. Usare umorismo e ironia

“La letteratura specializzata in emergenza psicologica suggerisce che l’umorismo sia un robusto facilitatore sociale, aiuta a rafforzare le relazioni, previene i fenomeni di burn out. Gli eventi stressanti possono essere positivamente reinterpretati e ristrutturati positivamente grazie a ironia e umorismo”, spiega l’esperto.

Cosa fare dunque? Guardare un film che ci fa ridere, farsi due risate per telefono: ci aiuteranno a vedere la situazione, per quanto complessa, sotto un altro punto di vista.

9. Portare avanti nuovi progetti

“Quante volte hai detto: se avessi più tempo potrei cominciare/ricominciare a dipingere, scrivere, studiare, leggere…sono tante le cose che hai parcheggiato nel cassetto dei desideri perché non avevi il tempo per portale a compimento. Ecco: questo è il momento di farlo”.

10. Ritagliarsi uno spazio personale

“Anche se in casa non avete una stanza tutta per voi cercate di prendervi uno spazio-tempo vostro, in cui poter riflettere, pensare, meditare, ascoltare un pezzo che vi piace, leggere un libro, parlare con la vostra amica del cuore. Questo può essere più complesso in alcune situazioni abitative ma provate a concordare tempi e modi con i vostri conviventi…magari una mezz’ora in bagno per una meditazione solitaria vi viene concessa”, conclude lo studioso.

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Daniel Cohen: «Il coronavirus cambierà commercio internazionale e relazioni umane»

People For Planet - Gio, 03/19/2020 - 15:04

Daniel Cohen è professore di economia all’Ecole Normale Superieure, vicepresidente dell’Ecole d’Économie di Parigi e direttore del Centro per la ricerca economica e le sue applicazioni. È stato fra i consiglieri del primo ministro francese ed è editorialista di Le Monde. In Italia ha pubblicato I nostri tempi moderni. Dal capitale finanziario al capitale umano (2001), Tre lezioni sulla società postindustriale (2007), La prosperità del vizio (2011). Il suo libro più recente pubblicato in Italia (edizioni Codice, 2019) è I tempi sono cambiati. Cronache appassionate da un mondo in fermento.

Cristophe Alix lo ha intervistato per liberation.fr. Di seguito la traduzione di ampi stralci dell’intervista.

Una crisi diversa da quella del 2008

È troppo presto per misurare l’estensione della crisi economica provocata dal coronavirus, come dimensioni potrebbe essere vicina a quello del 2008. Ma a quel tempo era un virus finanziario che aveva devastato l’economia mondiale. Questa volta la situazione è molto diversa. Nel 2008, la crisi è nata all’interno del sistema finanziario internazionale. L’obiettivo principale dei governi era di evitare il collasso delle banche e limitare il contagio al resto dell’economia. La politica monetaria si adattava perfettamente a questa missione. Oggi le armi della politica monetaria sono considerevolmente logore, i tassi di interesse sono già molto bassi e abbiamo visto che i vari annunci delle banche centrali non hanno avuto alcun impatto sui mercati finanziari, o addirittura li hanno indeboliti come nel caso della BCE. Per tutti i settori direttamente interessati dal virus, ristoranti, tour operator, spettacoli dal vivo, non c’è altro da fare che aspettare che passi. Se vogliamo che le persone restino a casa è fatale che il PIL cali…

Misure di sostegno non solo ora, anche dopo il coronavirus

L’urgenza è garantire che questa attesa non provochi danni irreversibili alle persone e alle imprese interessate. Le massicce misure di sostegno annunciate da vari governi sono un passo nella giusta direzione in questo senso. Ma il sostegno di bilancio per l’economia dovrà essere esteso anche oltre la crisi per consentire il riavvio della macchina. Soprattutto dobbiamo evitare che superata la crisi coronavirus si ritorni alle misure di austerità precedenti.

Due crisi assieme: coronavirus e commercio internazionale

Sono in atto due crisi, che non hanno le stesse cause e il cui impatto sarà molto diverso. Assieme al coronavirus c’è il crollo del commercio internazionale, nato con la crisi cinese, che ha mostrato l’estrema fragilità del commercio mondiale. Il fatto che la catena del valore manifatturiera sia frammentata significa che oggi il 20% della produzione mondiale dipende dalla Cina. E questa è solo una media, questa dipendenza è in grado di raggiungere fino all’80% in determinati settori, come quello dei medicinali.

In ogni caso, abbiamo raggiunto il punto critico in cui la rottura di questa catena del valore nel mondo ha raggiunto i suoi limiti. Il commercio internazionale non sarà più lo stesso dopo questa crisi. Anche l’elezione di Trump e dei suoi omologhi in diversi paesi ha avuto il suo effetto politico, minando l’idea di cooperazione internazionale, aumentando le tensioni e le pressioni protezionistiche, ecc. Tutti i paesi, a partire dalla Cina, vengono spinti oggi verso nuove forme di autosufficienza tecnologica. Riassumendo, possiamo scommettere senza commettere errori che inizierà una forma di de-globalizzazione, di cui tuttavia siamo ancora al punto zero.

Gli effetti della lotta contro il riscaldamento globale sulla de-globalizzazione

La lotta al climate change è l’altro fattore, il più importante, che accelererà il movimento verso la de-globalizzazione, mettendo in atto meccanismi per ridurre l’impronta di carbonio del commercio internazionale. Sarà un altro fattore che dovrebbe portare al trasferimento della produzione in luoghi vicini al consumo.

Verso una crescente relazione umana online

Ciò che vediamo arrivare nelle economie postindustriali è in un certo senso l’immagine inversa della globalizzazione. Questo è un movimento ancora più massiccio e decisivo, quello della crescente dematerializzazione dei servizi. In medicina, istruzione, tempo libero o commercio, tutto è fatto per ridurre il confronto diretto tra le persone. Questo quello che stiamo vedendo, il telelavoro per esempio è solo la punta di un iceberg sommerso.  È l’avvento di un nuovo capitalismo che razionalizza intere fasce di attività.

È in atto una rivoluzione dei servizi che mira soprattutto a ridurre i costi operativi. Guardi le serie sul tuo tablet invece di andare al cinema, condividi il tuo appartamento invece di andare in hotel … C’è anche qualcosa di buono in questa rivoluzione: perché ognuno di noi dovrebbe per esempio avere la propria macchina? Ma c’è anche il peggio che incombe: l’ascesa di una vita algoritmica, una crescente relazione umana online, una disumanizzazione del lavoro di cui lo stato di click-worker su grandi piattaforme fornisce già un buon esempio. 

Il coronavirus funge da sviluppatore ed è un laboratorio su vasta scala di nuovi usi e modalità di organizzazione che erano già in fase di realizzazione.

Photo by Robert Bye 

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Coronavirus, I will survive!

People For Planet - Gio, 03/19/2020 - 14:00

La celebre cantante sdrammatizza e ci fa forza e propone la sua hit di disco music “I will survive” direttamente dal bagno di casa…

Fonte: YouTube LaStampa

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