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Covid-19: chi non mostra sintomi infetta 1 persona su 10

People For Planet - Mar, 03/17/2020 - 12:00

Il virus Covid-19 si diffonde rapidamente e più di una persona su 10 – vale a dire più di 10 persone su 100 – prendono l’infezione da persone completamente asintomatiche. Ecco perché è importante rimanere in casa, rispettando le misure di distanziamento sociale, limitando – e annullando se possibile – il contatto con chiunque non faccia parte del proprio strettissimo nucleo familiare (vale a dire: le persone che vivono con noi sotto lo stesso tetto). È quanto emerge da uno studio condotto da un gruppo di infettivologi di Stati Uniti, Francia, Cina e Hong Kong e pubblicato sulla rivista Emerging Infectious Diseases.

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Tasso di riproduzione e intervallo seriale

La velocità di diffusione di un’epidemia dipende da due cose, spiegano i ricercatori: da quante persone ogni caso è in grado di infettare e da quanto tempo impiega a diffondersi l’infezione tra le persone. Il primo parametro è chiamato “tasso di riproduzione“, mentre il secondo parametro è definito “intervallo seriale“. Quanto al numero di persone che ogni soggetto con Covid-19 è in grado di infettare, gli studiosi spiegano che dai loro calcoli è emerso che più di un paziente su 10 prende l’infezione da chi è completamente asintomatico. Per quanto concerne l’intervallo seriale, gli autori dello studio spiegano che nel Covid-19 è molto breve – circa 4 giorni – e che di conseguenza i focolai emergenti dell’infezione tendono a crescere rapidamente e potrebbero essere difficili da fermare, se non bloccati in tempo.

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Muoversi rapidamente per fermare la minaccia emergente

“L’ebola, con un intervallo seriale di diverse settimane, è molto più facile da contenere rispetto all’influenza, con un intervallo seriale di solo pochi giorni. Durante le epidemie di Ebola si ha a disposizione molto più tempo per identificare e isolare i pazienti con l’infezione prima che infettino altre persone”, ha spiegato Lauren Ancel Meyers, professore di biologia integrativa presso l’University of Texas di Austin, uno degli autori dello studio. “I dati suggeriscono invece che questo coronavirus può diffondersi come l’influenza. Ciò significa che dobbiamo muoverci in modo rapido e aggressivo per frenare la minaccia emergente“.

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Ecco il trucco per imparare la tabellina del 9

People For Planet - Mar, 03/17/2020 - 10:00

Un tutorial per divertirsi con la matematica!

Come imparare la tabellina del 9 in modo divertente, comprendendola! Occorrente? Solo 10 dita!
Un video realizzato da Jacopo Fo per gli allievi delle scuole elementari (ma non solo!).

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Fammi crescere i denti davanti! Cantiamo insieme!

People For Planet - Mar, 03/17/2020 - 06:30
L’indovinello di oggi

Si gratta le orecchie col naso. Chi è?
(La soluzione domani, intanto pensaci!)

La soluzione dell’indovinello di ieri

Non son mela, non son pera, ho la forma di una sfera. Il mio succo è nutriente, è una bibita eccellente, non procuro il mal di pancia, ho la buccia e son…
(Soluzione: L’arancia)

Una filastrocca al giorno leva la noia di torno

La banda del paese (a cura di Cultura&Svago)
Il batterista suona i piatti:
coi coperchi ancora intatti.
Il violinista sognatore
è un bravo arrangiatore.
Suona un vecchio violoncello;
regalo di suo fratello.
Le zampogne di Natale
vanno bene a carnevale
e il vecchio tamburo
rimbomba sicuro,
consunto e limato
dal tempo passato.
I pifferi dei bambini
suonano come uccellini,
fatti con le canne
che sembrano zanne
Vecchia chitarra,
come si narra,
ha solo una corda.
Chi se lo scorda?
Chi suona la grancassa
sorride e passa
tra la folla plaudente
che non capisce niente.
Quando passa la banda
ognuno domanda
la musica preferita
che viene eseguita.
E’ il cuore del paese
che ne fa le spese.

Cantiamo insieme!

Fammi crescere i denti davanti – 4° Zecchino d’Oro 1962

 Per vedere i post dei giorni precedenti clicca qui

Foto di Prawny da Pixabay

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Eni stanzia 30 milioni di Euro per la lotta al Coronavirus

People For Planet - Mar, 03/17/2020 - 05:15

Eni, a supporto di coloro che in prima linea stanno gestendo l’emergenza sanitaria nel Paese, sulla base delle numerose esperienze in progetti sanitari maturate nel mondo mette in campo una serie significativa di interventi che saranno immediatamente operativi in campo medico e sociale.

Eni è partner unico della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS per la realizzazione del COVID 2 Hospital a Roma (ex Ospedale privato Columbus), che sarà esclusivamente dedicato alla cura dei pazienti affetti da coronavirus. La struttura avrà 130 posti letto di cui 50 di terapia intensiva, nonché tecnologie avanzate nella diagnosi della malattia con RX, TAC ed ecografia transtoracica. L’ospedale sarà operativo dal prossimo 31 marzo. Nell’ambito della medesima operazione, verrà inoltre allestito un pronto soccorso dedicato ai pazienti con coronavirus all’interno del Policlinico Gemelli.

La società, inoltre, con l’Ospedale IRCCS Luigi Sacco di Milano realizzerà un nuovo pronto soccorso dedicato alle malattie infettive.

A Pavia, con l’IRCCS Policlinico San Matteo, Eni partecipa alla realizzazione di una unità ad alto livello di isolamento del dipartimento di malattie infettive.

Con il IRCCS Policlinico di San Donato assicurerà, invece, la fornitura di equipaggiamento sanitario come monitor per rianimazione e dispositivi di protezione individuale.

Eni sta finanziando inoltre campagne informative di utilità pubblica con la Federazione italiana dei medici di medicina generale sul ruolo del medico di famiglia come primo interlocutore del cittadino contro il COVID-19 ma anche quella, allo studio, a favore delle persone anziane per informarle dei servizi a cui possono accedere per la vita quotidiana, non potendo uscire dalla propria abitazione.

La società, infine, ha in corso di finalizzazione delle partnership con l’Istituto dei Sistemi Complessi del CNR e con l’Istituto Superiore di Sanità per l’utilizzo delle capacità di calcolo e modellizzazione per la ricerca medica collegata alle malattie infettive, del supercalcolatore Eni/HPC5 tra i più potenti al mondo.

Oltre a queste operazioni, Eni ha in corso di studio e discussione altre iniziative in alcune aree del territorio nazionale.

L’impegno economico per questa serie di interventi è pari a circa 30 milioni di euro.

Fonte: eni.com

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Carceri: le proteste di Bari sedate da due donne

People For Planet - Mar, 03/17/2020 - 04:24

Le rivolte di pochi giorni fa nelle carceri di Modena e delle altre città sono finite con morti e feriti. A Bari non si è fatto male nessuno, grazie a due donne. «Abbiamo festeggiato l’8 marzo in maniera particolare quest’anno, le proteste sono iniziate proprio domenica», inizia così il racconto della dottoressa Valeria Pirè, direttrice della Casa circondariale di Bari.

La struttura ha luogo nel centro della città e ospita due sezioni di media e due di alta sicurezza, il che significa che oltre ai comuni detenuti ci sono mafiosi, affiliati ai clan, soggetti imputati o condannati per delitti legati al terrorismo, anche internazionale, e boss di spaccio di stupefacenti. 

Non un carcere qualsiasi

A gestirlo, una donna, al suo fianco, un’altra donna, la dottoressa Francesca De Musso, Comandante della polizia penitenziaria. Ha la voce sottile, se ne scusa, «parlare per ore e ore debilita le corde vocali», ci tiene a ribadire che da sola non ce l’avrebbe fatta: «In quei momenti non ho perso la certezza di essere parte di una squadra al servizio dello Stato, quello Stato che ci assegna il compito ambiziosissimo di custodire per rieducare. Far sì che l’uomo di azione diventi uomo di riflessione». Fortunatamente a Bari non ci sono stati feriti né danni ai malati. «Oltre al timore delle rivolte – aggiunge la Pirè – c’era forte preoccupazione per i nostri detenuti immunodepressi, l’allarme Covid 19 è stato come una bomba pronta a esplodere su più fronti, dovevamo placare i detenuti in salute e assicurare massima tutela a quelli ricoverati nel centro clinico».  

Valeria Pirè e Francesca De Musso

A Bari c’è infatti un centro clinico con 24 posti letto per detenuti con malattie croniche o in fase acuta particolarmente grave che richiedono inquadramenti diagnostici specializzati. L’assistenza sanitaria intramuraria è passata all’ASL e al momento ci sono solo 8 centri clinici penitenziari in tutta Italia. «In attesa che arrivassero i presidi medici necessari contro il Covid 19, hanno usato le mascherine già a disposizione perché abbiamo il centro clinico e ci siamo attrezzati». Un’epidemia in carcere, sarebbe terribile.

Come sono iniziate le proteste? 

Pirè: «I familiari hanno iniziato a protestare con il megafono l’8 marzo, prima che noi chiudessimo i colloqui il 9 marzo, dopo il decreto. Più da fuori li incitavano – hanno bloccato la strada con i cassonetti – più le proteste dei detenuti aumentavano. Urla, battitura delle sbarre, chi ha appiccato dei roghi, fortunatamente subito contenuti, chi ha rotto qualcosa. Fortunatamente siamo riusciti a bloccare l’escalation.»

Come avete fatto? 

Pirè: «Con il dialogo. Abbiamo cercato di farli sentire anzitutto cittadini di un Paese in piena emergenza. Ovviamente le rivolte sono connesse a un disagio represso, esploso alla notizia della sospensione dei colloqui. Per loro i colloqui visivi sono tutto: rinforzano gli affetti, ricevono pacchi e aiuti dalle famiglie. Le tensioni probabilmente erano sotto la cenere, la paura della malattia per i propri cari mista alla paura del contagio per loro stessi, in un luogo isolato, ha fatto scattare la miccia.»

De Musso: «E poi abbiamo puntato a responsabilizzarli nei confronti dei loro stessi cari, spiegando che farli stare a casa in questo periodo significa proteggerli, non sottoporli ai rischi dei viaggi e dei contagi. Abbiamo subito organizzato incontri informativi per aiutarli a comprendere nel dettaglio il Covid 19 e i sacrifici che la pandemia sta richiedendo a tutti, loro compresi.»

Il ruolo degli educatori in questi momenti è cruciale. Quanti ne avete in carcere?

Pirè: «Sulla carta dovrebbero essere 4 ma al momento solo 2. Siamo in carenza d’organico sia di personale civile che penitenziario.»

De Musso: «Tra i poliziotti penitenziari, la carenza è di circa 43 unità. Appena sono scoppiati i disordini, ho chiamato i colleghi a casa, sono accorsi tutti, anche quelli in ferie e a riposo.»

Avete avuto paura?

Pirè: «Non so se definirla paura, in quei momenti non si ha nemmeno tempo di averne. Ansia, timore che per la situazione degenerasse come è successo a Modena, a Bologna, a Foggia, eccetera. I detenuti guardano i telegiornali, si informano, l’emulazione nasce quasi naturale.»

De Musso: «Vedere i miei uomini pronti ad affrontare il peggio, qualora fosse stato necessario, ma fermi nella consapevolezza della necessità di agire sempre e solo con metodi di legge mi ha fatto passare ogni paura. Nessun uomo, né operatore, né detenuto, si è fatto male.»

Le proteste ci sono state anche nelle sezioni di alta sicurezza?

Pirè: «Sì, ogni sezione ha scelto una forma di protesta, fortunatamente non tutte hanno protestato contemporaneamente. Le proteste più violente sono state in particolare due. In generale, vale l’assunto che chi ha legami territoriali ha più paura di essere trasferito altrove, chi non ha nulla da perdere si lascia andare di più alla violenza.»

Anche da voi il carcere è sovraffollato?

Pirè: «Purtroppo sì, abbiamo 450 detenuti a fronte di una capienza di 299 posti. Il sovraffollamento incide particolarmente sulle sezioni comuni di media sicurezza.»

Ora la situazione è rientrata?

Pirè: «Sì, alcuni detenuti, dopo che hanno capito il carattere temporaneo delle limitazioni e hanno compreso che avrei posto rimedio con provvedimenti alternativi, si sono anche scusati. L’importante è non fare promesse che non si possono mantenere, dire sempre la verità, la verità è alla base di ogni processo di responsabilizzazione.»

De Musso: «Abbiamo ricevuto anche una lettera collettiva. È una lettera sincera, da parte di persone che imparano dai propri errori e non rinunciano a migliorarsi anche in momenti di stress emotivo come questo.»

Nella foto, la dottoressa De Musso e la Dottoressa Pirè.

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Verità dal carcere
Tim Robbins “Io, i detenuti e Dario Fo”

Immagine di copertina di Armando Tondo

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“Cura Italia”: il Consiglio dei Ministri approva il decreto

People For Planet - Lun, 03/16/2020 - 19:33

«Il governo è vicino a imprese, commercianti, liberi professionisti, alle famiglie – nonni, mamme e papà – e ai giovani, che stanno facendo sacrifici per il bene comune, per il bene più alto che è la salute, la salute dei cittadini e la salute pubblica. Nessuno deve sentirsi abbandonato.» Con queste parole Giuseppe Conte ha presentato agli italiani le prime misure di intervento per sostenere famiglie e imprese alle prese con l’emergenza del coronavirus.

«Il Governo risponde: “Presente”»

E risponderà “Presente” anche domani. Perché le misure varate oggi non basteranno. E anche perché passata l’emergenza sarà necessario ricostruire il tessuto economico e sociale del Paese: «E lo faremo – è l’impegno di Conte – con un piano di ingenti investimenti e con una rapidità che il nostro Paese non ha mai conosciuto prima.»

Parole confermate dal Ministro all’Economia Gualtieri, che ha anticipato come il Governo sia già al lavoro su un secondo decreto con fondi messi a disposizione dalla UE e che vedrà la luce il prossimo mese.

La manovra economica

Del Decreto si attende la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale domani, ma dei suoi contenuti sono già state date alcune indicazioni di sintesi, che si possono leggere nelle Slide predisposte dal Senato.

In sintesi, ecco i principali interventi:

  1. liquidità a famiglie e imprese grazie alla sospensione dei versamenti, al rinvio delle scadenze fiscali e dei pagamenti dei mutui;
  2. sostegno all’occupazione in virtù della cassa integrazione in deroga anche per aziende con un solo dipendente;
  3. congelamento dei licenziamenti per due mesi;
  4. sostegno per i lavoratori autonomi, stagionali e co.co.co con un assegno di 600 euro per il mese di marzo;
  5. estensione del congedo parentale a 15 giorni (con retribuzione al 50%) e un voucher baby-sitter da 600 euro
  6. ulteriore finanziamento al sistema sanitario nazionale e alla protezione civile.

L’intera manovra di sostegno è costituita da 25 miliardi di euro, a cui si aggiungono 350 miliardi di flussi attivati.

Fin qui in estrema sintesi quanto emerso, come si diceva in apertura, in Conferenza Stampa. Per i dettagli – comprese le modalità per accedere concretamente alle misure di sostegno – dovremo attendere la giornata di domani, 17 marzo, quando il Decreto sarà pubblicato e pienamente in vigore.

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Altro che “immunità di gregge”: il governo inglese si prepara a confinare in casa gli over 70 per 4 mesi

People For Planet - Lun, 03/16/2020 - 19:15
Gli over 70 quattro mesi in quarantena?

Secondo diversi media inglesi (Telegraph, Guardian, ITV tra gli altri) il governo del Regno unito si appresterebbe a diramare norme molto severe, draconiane, per contenere il Coronavirus. Tra le altre

  • i cittadini potrebbero subire £ 1.000 di multa o la custodia in carcere in caso di rifiuto di sottoporsi ai test di coronavirus o non aver rispettato la quarantena
  • i cittadini potrebbero essere messi in quarantena coatta in caso di sospetto di coronavirus
  • le persone di età superiore ai 70 anni potrebbero essere obbligate a stare fino a quattro mesi in isolamento personale

I poteri di emergenza – che dovrebbero essere annunciati a breve – consentirebbero alla polizia in Inghilterra e nel Galles di usare “una forza ragionevole” per trattenere le persone che sono a rischio di infettare altri.

I regolamenti sulla protezione della salute pubblicati sul sito web del governo affermano che i sospettati di avere la malattia possono essere trattenuti per un massimo di 14 giorni in un ospedale sicuro o in un altro luogo adatto. Se fuggono, possono essere presi in custodia prima di essere riportati in detenzione o in isolamento.

Dalla “immunità di gregge” alle misure di polizia

Nei giorni scorsi, in contrasto con questa possibile stretta, il Primo Ministro Boris Johnson aveva teorizzato la “immunità di gregge”, il lasciar fare al virus il suo corso senza adottare misure di contenimento come nell’Europa continentale, perché secondo lui e il suo consigliere scientifico, sir Patrick Vallance, “circa il 60% della popolazione del Regno Unito dovrebbe essere infettato dal coronavirus” per far sì che la società possa guadagnare una immunità di gregge per il futuro, visto che l’infezione potrebbe tornare “di anno in anno”.

Un’impostazione che aveva trovato l’appoggio di buona parte dei media inglesi, dal Daily Mail al Daily Telegraph, dall’Express all’HuffingtonPost che aveva scritto che il Premier aveva dimostrato una “serietà e severità” inattese.

Ormai famosa la frase di Johnson “Abituatevi a perdere i vostri cari”.

Ora, sotto la pressione spietata dei numeri del Coronavirus che si inizia ad avvertire anche nel Regno Unito, si assisterebbe al cambio di rotta a 180 gradi passando dal “lassez faire” alle possibili misure di polizia.

Photo by Annie Spratt 

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Il coronavirus ha incontrato Chuck Norris, e altre notizie

People For Planet - Lun, 03/16/2020 - 18:14
#stageathome: andiamo in teatro rimanendo in pigiama

Con l’hashtag #stageathome il  Teatro di San Carlo  apre le sue porte virtuali. Facebook, Twitter e Instagram, saranno le nuove poltroncine, palchi, palchetti e balconate di questi giorni diversi e permetteranno di entrare nel magico mondo del teatro che dal 1737 è la perla di Napoli.

Tiziano Angri rivede il Buonarroti e il suo “Tormento di Sant’Antonio” Te la riparo gratis l’ambulanza

Il Gruppo L’Auto di Como si è messo al servizio di medici e ambulanze. Non solo mascherine, ma anche l’assistenza tecnica arriva a chi sta affrontando in prima linea questa assurda situazione.
“Sono questi i momenti importanti nella storia di un’azienda: quando il personale si mette in gioco per offrire un servizio a chi lavora in prima linea per l’emergenza Covid 19.- si legge in un loro comunicato –
Il Gruppo L’Auto ha infatti accolto l’idea avanzata dal team dei propri meccanici per offrire, al solo personale sanitario (medici e infermieri) e alle ambulanze operative in provincia di Como, un servizio per le piccole emergenze (gomme, cambio olio, freni)”.

Chuck Norris non poteva mancare Vi assicuro che abbaiava quando sono partito da casa Rossella Vavalle annuncia l’apocalisse Cantina prima e dopo La gentilezza non sfiorisce mai Tesoro teniamo le distanze

Una coppia sulla spiaggia di Mondello a spasso col metro (Guarda il video)

Che faticaccia

Marco Gava Gavagnin non ci vede più dalla fame!

Sulla pagina Facebook Amici di People for Planet pubblichiamo immaginivignettevideo e quant’altro ci è stato segnalato da tutti voi nella nostra pagina FB di Alcatraz Band.
Buon divertimento!

Leggi anche:
Creiamo una catena di solidarietà comica, artistica e amorevole
Leggi gli indici delle altre giornate
Stiamo insieme! Un video, un messaggio per raccontarci questi giorni diversi…

Foto di OpenClipart-Vectors da Pixabay

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Covid-19 su superfici: «Resiste, ma sensibile a disinfettanti e elementi come sole e pioggia»

People For Planet - Lun, 03/16/2020 - 15:12

Della permanenza del Covid-19 sulle superfici, fra cui l’asfalto delle strade, se ne sta parlando da quando l’epidemia è iniziata. La possibilità che questo virus possa trasmettersi attraverso il contatto con superfici contaminate «è una possibilità che non possiamo escludere, ma che è altamente improbabile». A parlare della permanenza del coronovarius sulle superfici è il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, durante la conferenza stampa della Protezione civile del pomeriggio di ieri: «Abbiamo dei dati sperimentali sul coronavirus che mostrano come questo possa sopravvivere, in tempi di qualche ora fino a qualche giorno, su superfici diverse laddove manchino pulizia, opere di disinfezione e tutta una serie di elementi come sole e pioggia».

Fondamentale lavarsi le mani

«Sappiamo invece – ha concluso Brusaferro – che il coronavirus si trasmette tramite ‘droplet’, le goccioline di saliva, e tramite il contatto con le mani, e il miglior modo di prevenirlo è quindi sempre quello di lavarsi le mani. Accanto a un’igiene personale è importante l’igiene dell’ambiente: in alcuni luoghi privati possiamo farlo in maniera sistematica, in altri pubblici meno e, allora, la miglior prevenzione è lavarsi frequentemente le mani e in maniera corretta».

Resistenza sulle superfici non significa trasmissione

Il fatto che il virus possa resistere a lungo su diverse superfici, spiega il virologo Roberto Burioni sul suo sito Medical Facts, non significa automaticamente che il virus si trasmetta tramite le superfici, dal momento che «i dati sulla trasmissibilità attraverso il contatto con una superficie contaminata non sono attualmente disponibili per il coronavirus. La notizia buona è che i coronavirus sono molto facili da inattivare. Bastano la candeggina diluita, l’alcool e i gel disinfettanti a base di alcool».

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ChatQuarantine, chiacchiere artistiche per gli isolati

People For Planet - Lun, 03/16/2020 - 13:00

Max Hawkins e Danielle Baskin, due giovani artisti, hanno inventato un modo creativo per collegare casualmente chi è costretto alla quarantena per il Coronavirus. Il servizio di chiamata, soprannominato QuarantineChat, ha iniziato a raccogliere sempre più utenti mano a mano che il mondo intero – mentre la Cina gradualmente ne esce – inizia ad autoisolarsi per prevenire la diffusione del virus. Come spiega Artnet, l’idea è che le persone possano registrarsi per ricevere chiamate casuali da altre persone in quarantena tramite un’app chiamata Dialup.

Nuove applicazioni

L’app è stata creata lo anno scorso, ma ha assunto una nuova veste e una nuova importanza dati gli sviluppi del Coronavirus. 

«Quando abbiamo sentito parlare di persone in tutto il mondo in quarantena, abbiamo pensato di poter ospitare anche chiamate specifiche per le persone colpite dal virus», ha spiegato Baskin.

Finora, la partecipazione è internazionale: i fusi orari più popolari sono l’ora solare del Pacifico e l’ora solare dell’Iran (il virus ha colpito di più per il momento la Corea del Sud, l’Iran e l’Italia) ed è dunque anche un bel modo per avere aggiornamenti freschi e scambiarsi impressioni ed emozioni direttamente con chi sta vivendo la stessa situazione in paesi diversi.

Magia, serendipità ed ironia

«Speriamo che il nostro progetto porti magia e serendipità in una nuova realtà in cui migliaia di persone restano bloccate da sole per molte settimane», ha continuato l’artista. «È utile per la salute mentale delle persone avere connessioni spontanee casuali, ed è anche divertente.»

La coppia ha dato un tocco ironico al progetto, come per esempio la musica dell’ascensore all’inizio delle chiamate. «Sebbene COVID-19 non sia una questione spensierata, vogliamo che questo progetto porti alle persone momenti di gioia», spiega Baskin.

L’arte e la cultura sono in prima linea per sostenere le persone in questo momento. Musei e gallerie in Cina  e in Italia hanno reso ad esempio accessibili le loro collezioni online. 

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Coronavirus? E noi facciamo compagnia ai bimbi! – 6 –
Indice quotidiano del Web antivirus – 3 –

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Covid-19: fortemente sconsigliato assumere antinfiammatori

People For Planet - Lun, 03/16/2020 - 12:02

In caso di sintomatologia, meglio scegliere farmaci a base di paracetamolo – come la tachipirina – piuttosto che farmaci a base di ibuprofene – come il Moment o l’Oki o il Nurofen, i cosiddetti FANS. No anche ai farmaci a base di cortisone.

Sono le indicazioni che circolano negli ospedali francesi e svizzeri, perché gli antinfiammatori potrebbero poi – in caso di contagio successivo al Coronavirus o se si è già contagiati mentre li si assume – far peggiorare il decorso della malattia.

Le indicazioni dal governo francese

Lo ha spiegato su Twitter il Ministro della Salute francese: «Prendere anti-infiammatori (ibuprofene, cortisone…) potrebbe essere un fattore aggravante dell’infezione. In caso di febbre, prendete paracetamolo. Se siete già sotto anti-infiammatori o in caso di dubbio, chiedete consiglio al vostro medico».

E anche se non si è ammalati ma si vuole combattere ad esempio un mal di testa, meglio la tachipirina «che rispetta maggiormente la salute del fegato, e quindi – in caso di contagio successivo – lascia meno compromesso un organo poi molto stressato durante il corso della malattia», ci spiega uno pneumologo del Niguarda di Milano.

Anche l’ospedale di Losanna consiglia la stessa cosa. Mentre qui il Guardian spiega che secondo gli esperti gli antinfiammatori abbassano in generale le difese immunitarie.

Non più farmaci da banco

Il governo francese valuta il rischio dell’assunzione di antinfiammatori così alto, con o senza epidemia di Coronavirus, che – come riporta Fanpage.it – da gennaio 2020 l’ibuprofene è acquistabile oltralpe soltanto dietro presentazione di apposita ricetta medica.

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Covid-19: Quando sarà pronto un vaccino contro il coronavirus?Indice quotidiano del Web antivirus – 2 –

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Gli italiani sono pigri, i puffi sono matti, russi struzzi e Trump stringe la mano a tutti

People For Planet - Lun, 03/16/2020 - 12:00

«Gli italiani, sappiamo come sono, per loro ogni scusa è buona per chiudere tutto, interrompere il lavoro e fare una lunga siesta». Lo ha dichiarato Christian Jessen, presentatore televisivo britannico.

Ma gli inglesi hanno altro da fare visto che Sir Patrick Vallance, autorità medica governativa, ha affermato: «Il 60% dei britannici dovrà contrarre il Coronavirus per sviluppare l’immunità di gregge»: Boris lo ha supportato dichiarando: «Perderemo molti nostri cari!». La scelta degli inglesi è di non fermare nulla e far finta di niente. Tipicamente inglese. Ti ricordi “Il discorso del re”? Roba tipo: avrete sangue, sudore e polvere ma alla fine vinceremo.

Beh, loro l’impero non l’hanno costruito lesinando sulla vita dei soldati. In questo caso si sacrificano gli anziani per non fermare il business.

E qualche maligno britannico crudele ha aggiunto che perdere qualche centinaio di migliaia di anziani e malati sarebbe positivo per l’economia.

Se in Italia qualcuno avesse detto qualche cosa di simile ci sarebbe stata una rivolta.

A volte mi scopro, incredibilmente, orgoglioso di essere italiano. E questo sentimento è un virus patriottico che sta diffondendosi alla svelta. Anche perché, incredibile dirlo, il nostro governo è stato tra i più veloci a reagire. 

Alla fine anche i francesi hanno capito il pericolo con le prime misure restrittive e chiusura delle scuole, ma le elezioni le hanno fatte lo stesso. E ancora pochi giorni fa ci sono stati episodi di follia collettiva: adunate di puffi, feste entusiastiche di tifosi, gilet gialli che si menano con la polizia. 

Alcune fonti riportano che in Russia semplicemente fanno finta di niente. Si fanno pochi tamponi e se muori era influenza o polmonite, chi cazzo se ne frega se aveva la corona o no, beviti due bicchieri di vodka e non rompere le i coglioni!

Anche Trump era dello stesso parere, ma gli è scoppiata l’epidemia e adesso non nega più l’esistenza del virus malevolo. Però non ha ancora capito che deve smettere di dare la mano a tutti e sputacchiare sullo stesso microfono. Stanno cercando di spiegarglielo ma lui non crede all’esistenza di esseri talmente piccoli che non li vedi.

Intanto molti statunitensi iniziano a chiedersi se l’assistenza sanitaria gratuita sia veramente una scelta cattiva. Per il coronavirus hanno comunque deciso di azzerare i costi medici… Meno male, un tampone costava 3.000 dollari.

Intanto Salvini fa di tutto per far dimenticare quando accusava il governo di essere pazzo e chiedeva di annullare le misure di emergenza. E c’è restato male quando ha visto gli aiuti cinesi

C’è poi da citare un grave caso umano: il sindaco di Agropoli, in provincia di Salerno, fa un video nel quale raccomanda precauzioni, poi comunica che i tamponi fatti sui cittadini non hanno rilevato neppure un contagiato. Quindi è sceso per le strade, scortato dalla polizia, abbracciando i suoi elettori per celebrare l’immunità della cittadina. E la polizia non lo ha arrestato.

La situazione pare incredibilmente buona nell’Africa nera, l’esplosione dei casi per ora non c’è stata, non si capisce come mai. L’Oms parla di pochi tamponi effettuati, quindi forse non ci sono contagiati perché non li hanno cercati…

Intanto in Cina e Corea i contagiati continuano a diminuire, ormai quelli quotidiani sono pochissimi. Ce l’hanno fatta. Speriamo per il resto del mondo.

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Covid-19: Non c’è più tempo

People For Planet - Lun, 03/16/2020 - 10:19
Non c’è più tempo

Non abbiamo più posti letto dove ricoverare le persone, siamo costretti a riutilizzare i dispositivi di protezione individuale, perché scarseggiano, e in molte realtà quelli disponibili non sono idonei. Siamo in pericolo costante, sappiamo di rischiare ogni giorno il contagio oltre a vivere la paura costante di portare il virus nelle nostre case.
Non c’è più neanche il tempo per piangere, se non al termine dei lunghi turni massacranti. Vediamo una morte che non ha la dignità di essere celebrata. Persone lontane dai loro affetti.
Siamo provati, siamo pochi, in ospedale e sul territorio.
Andiamo nelle case delle persone come soldati al fronte, senza protezioni, in un territorio che non riesce ad accogliere le enormi richieste di cura.
Siamo soli.
Se non freniamo questa valanga pagheremo il più grande tributo: il fallimento dell’intero sistema e di ogni cosa per la quale ha senso vivere.
Abbiamo bisogno di ospedali, di personale. Subito. Ora. Non domani.
Abbiamo bisogno di professionisti qualificati, non riciclati, non gettati al fronte come pedine.
Abbiamo bisogno anche di voi cari cittadini.
Chiudetevi in casa. Ogni uscita apre la porta al virus.
Non possiamo più permettercelo.
Non c’è più tempo.

VOCE: Roberto Gandinii
TESTO: Paola Arcadi
MONTAGGIO: Gianluca Rame

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Ecofuturo: «Andrà tutto bene e sarà rinnovabile»

People For Planet - Lun, 03/16/2020 - 09:52

Ecofuturo, che ha ideato l’omonimo festival on line che raggiunge ogni hanno oltre 300.000 visualizzazioni in diretta, ora torna con una serie di appuntamenti in streaming

“Andrà tutto bene e sarà rinnovabile” è il titolo della serie di trasmissioni streaming che per tutta la settimana saranno realizzate dallo staff di Ecofuturo e diffuse dalla  pagina Facebook EcoFuturo Festival, per stare vicino alle italiane e agli italiani in questo momento.

Oggi, lunedì 16 marzo alle 11:00 iniziamo mettendo a disposizione le conoscenze circa il sistema di videoconferenze Zoom con il professor Maurizio Fauri, da Trento.

Conduce in studio da Roma il giornalista scientifico Sergio Ferraris e commenta da Arezzo l’eco innovatore Fabio Roggiolani.

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Covid-19: Le banche, ora, devono fare la loro parte

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Covid-19: Le banche, ora, devono fare la loro parte

People For Planet - Lun, 03/16/2020 - 08:30

Non è il momento delle polemiche e delle chiacchiere. È il momento dei fatti, il momento in cui tutti devono scendere in campo. Siamo in trincea e la guerra non la devono combattere sempre gli stessi soldati.

Il governo, la commissione bicamerale banche (e il suo presidente Carla Ruocco) e le banche (tramite l’Abi) si siedano a un tavolo e affrontino immediatamente il problema delle imprese, soprattutto le piccole imprese che, ricordiamo, rappresentano il 90% del tessuto produttivo del nostro paese e hanno una forte dipendenza, quasi sudditanza, nei confronti del credito bancario. Generalmente solo il 10% del fabbisogno finanziario di una PMI viene coperto con capitale proprio (di rischio).

Le imprese sono focolai potenziali più degli ospedali. Negli uffici, nei reparti, nei cantieri il rischio contagio è quasi certezza. La Cina ha fermato tutte le fabbriche nei primi 7 giorni del contagio.

Se lo Stato non interviene con misure straordinarie, tra poche settimane avremo decine di migliaia di contagiati o decine di migliaia di persone senza stipendio.

Le vendite di tutti stanno crollando a picco, restare aperti in certi casi costa più della chiusura. Per conservare la tenuta dei conti privati e consentire il pagamento di paghe e stipendi netti occorre coinvolgere subito il sistema bancario.

Negli ultimi 12 anni, al verificarsi della grave crisi finanziaria e il crack di tanti istituti di credito a livello mondiale, le imprese (e le loro famiglie) hanno aiutato, spesso involontariamente e a loro danno, con i loro sacrifici e il loro risparmio le banche a non fallire e a risalire la china. Ora, in giorni di improvvisa difficoltà per le imprese (e le loro famiglie), gli istituti di credito potrebbero restituire il favore ricordando al governo che il Coronavirus è trasversale e indifferente alle pressioni delle lobby. Colpisce tutti. Ma non lo faranno.

Il Governo deve, quindi,  imporre “un sacrificio” al sistema bancario accordandosi anche con Bruxelles in merito ad alcune misure necessarie per evitare il default di migliaia di piccole imprese e offrendo in contropartita alle banche, anche esse imprese,  una detassazione di alcun asset che producono reddito.

Ne propongo quattro:

Prima proposta: Sì alla revisione delle regole di Basilea

Revisione immediata delle regole di Basilea in merito agli accantonamenti obbligatori che le banche devono effettuare in base alla “rischiosità” delle imprese a cui sono stati concessi finanziamenti.

Semplificando gli accordi interbancari di Basilea stabiliscono di “valutare” le aziende tenendo conto sostanzialmente di tre parametri:

  • I “numeri” che esprime l’azienda (il suo bilancio in pratica).
  • Il cosiddetto “andamentale bancario”, ossia: “Come si comporta l’azienda con la banca? È regolare nei pagamenti? Oltrepassa mai il limite di fido? I suoi clienti la pagano regolarmente?”
  • Gli aspetti qualitativi, cioè informazioni di natura qualitativa, come etica della “governance”, rischiosità del settore di appartenenza, saturazione del mercato di operatività, previsioni economico-finanziaria di settore.

Sulla base di questi tre parametri, inseriti in un algoritmo, ogni banca tira fuori  un “voto” per l’azienda che ha richiesto o ha ottenuto il finanziamento, il cosiddetto RATING, che, così come a scuola, varia su una scala che va da 1 (il voto migliore) a 12 (il voto peggiore) e che esprime “la probabilità di default”, cioè la probabilità (il rischio) che nei prossimi 3-5 anni l’azienda NON possa più restituire i soldi alla banca!

La disciplina di Basilea sull’esercizio del credito, al fine di tutelare il risparmio e la sostenibilità del business bancario,  impone alle banche obblighi di accantonamenti per sostenere la probabilità di default della aziende affidate. E l’accantonamento è un costo per le banche. In altri termini le banche devono accantonare quote di capitale (che non possono quindi utilizzare per fare altri affari) proporzionate al rischio assunto che viene appunto valutato con lo strumento del rating.

Siccome è certo che i rating delle piccolo imprese peggioreranno sicuramente a seguito della crisi da Covid-19, è necessario rivedere immediatamente le percentuali di accantonamento altrimenti, così come già raccontato la settimana scorsa, alle banche rimane la strada della stretta creditizia.

Seconda proposta: No all’integrazione delle garanzie

Imporre al sistema bancario il divieto di richiedere una integrazione del valore dei titoli dati in pegno come garanzia per la concessione di prestiti.

A seguito del crollo delle quotazioni dei titoli azionari ed obbligazionari, è ovvio che quei finanziamenti saranno “meno garantiti”. In altri momenti storici simili a quello attuale le banche hanno richiesto immediatamente il ripristino dello “scarto”, cioè quella differenza tra il valore dell’oggetto del pegno e il credito accordato che serve a cautelare l’istituto di credito contro una eventuale diminuzione di detto valore. E i piccoli imprenditori, a maggior ragione in questa fase, non hanno disponibilità per integrare la garanzia. E quindi, in alternativa, le banche deliberano una riduzione del fido proporzionalmente con l’aumento dello scarto.

Terza proposta: Sì a moratorie

Sospensione per almeno un anno dell’ammortamento del capitale (non solo degli interessi) sui finanziamenti rateali (ipotecari e chirografari). Chi non ha i soldi per pagare le rate, non ce li ha né per sostenere il costo degli interessi né per rimborsare il capitale preso a prestito. Ma soprattutto introdurre modalità di richiesta e ottenimento della “moratoria” molto più snelle e agevoli di quelle prescritte negli anni scorsi. 

Quarta proposta: Sì a extrafidi

d) Accordare massivamente a tutte le imprese un extra fido pari almeno al  20% di quanto già concesso sotto forma di prestito a breve termine (scoperto di conto, anticipo crediti, anticipo fornitori, ecc).  Tale misura consentirebbe alle imprese in crisi di fatturato (e di incassi) di sostenere il finanziamento del capitale circolante (stipendi, fornitori, utenze, fitti, tributi) e dovrebbe essere sostenuta unitamente alla abolizione per almeno due trimestri di quei balzelli che rispondono al nome di DIF (disponibilità immediata fondi) e CIV (commissione di istruttoria veloce) e che hanno preso il posto della illegittima Commissione di Massimo Scoperto. 

Ai conti pubblici penseremo tutti dal 30 settembre 2020. Altrimenti sarà difficile trovare imprese vive in grado di pagare tributi e banche al primo di ottobre.

Foto di Gerd Altmann

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Coronavirus? E noi facciamo compagnia ai bimbi! – 6 –

People For Planet - Lun, 03/16/2020 - 06:00
L’indovinello di oggi

Non son mela, non son pera, ho la forma di una sfera. Il mio succo è nutriente, è una bibita eccellente, non procuro il mal di pancia, ho la buccia e son…
(La soluzione domani, intanto pensaci!)

La soluzione dell’indovinello di ieri

Cammino, cammino in ogni momento e il tempo che passa a tutti rammento. Se stanco alla fine un poco ristò un giro di chiave e… ancor me ne vò. Chi sono?
(Soluzione: l’orologio)

Una filastrocca al giorno leva la noia di torno

La volpe e il corvo di Jolanda Restano

Su di un ramo sta bel bello
un corvaccio picchiatello
che trattiene nel suo becco
un bel tozzo di pan secco.

Una volpe assai astuta
e non certo sprovveduta,
vede il corvo e il suo pane
e si accorge di aver fame!

“Come faccio a farmi dare
il suo pane da mangiare?”.
Pensa un attimo ed infine
al corvaccio fa moine.

“Tu sei bello ed elegante
raffinato e affascinante,
ma vorrei, se non ti spiace,
ascoltare la tua voce.

So per certo che è divina
pura, forte e cristallina!
Su, ti prego, non tardare:
per me mettiti a cantare!”.

Il corvaccio lusingato
gonfia il petto e prende fiato
e poi gracchia a tutta voce
un “Cra Cra” dal suono atroce!

E intanto dal suo becco
cade il tozzo di pan secco
che la volpe furba arraffa
e col quale poi si abbuffa!

Così il corvo sbeffeggiato
dalla volpe fu fregato!

Cantiamo insieme!

Ninna nanna di sua maestà
Zecchino d’oro 2017

Un’allegra ninna nanna chiama a rapporto tutti gli animali che coi i loro versi cullano il sonno di un bambino.

 
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Covid-19: Quando sarà pronto un vaccino contro il coronavirus?

People For Planet - Dom, 03/15/2020 - 23:58

Riportiamo la traduzione di ampi stralci dell’articolo che Laura Spinney ha scritto per theguardian.com il 15 marzo.

La corsa contro il tempo

Tutte le strategie di contenimento più efficaci e draconiane hanno solo rallentato la diffusione della malattia respiratoria Covid-19. Con l’Organizzazione Mondiale della Sanità che ha finalmente dichiarato una pandemia, tutti gli occhi si sono rivolti alla prospettiva di un vaccino, perché solo un vaccino può impedire alle persone di ammalarsi.

Circa 35 aziende e istituzioni accademiche stanno correndo per creare un tale vaccino, almeno quattro dei quali già testati su animali. Il primo di questi – prodotto dalla società biotecnologica Moderna di Boston – entrerà in sperimentazione umana ad aprile .

Questa velocità senza precedenti è dovuta in gran parte ai primi sforzi cinesi per sequenziare il materiale genetico di Sars-CoV-2, il virus che causa Covid-19. La Cina ha condiviso questa sequenza all’inizio di gennaio, consentendo ai gruppi di ricerca di tutto il mondo di far crescere il virus vivo e studiare come invade le cellule umane e fa ammalare le persone.

Gli studi precedenti

Ma c’è un altro motivo per questa velocità. Nessuno avrebbe potuto prevedere che la prossima malattia infettiva che avrebbe minacciato il globo sarebbe stata causata da un coronavirus – l’influenza è infatti generalmente considerata il più grande rischio di pandemia; tuttavia i vaccinologi avevano già puntato sullo studio di agenti patogeni “prototipo”
«La velocità con cui stiamo affrontando la questione si basa molto sull’investimento nella comprensione di come sviluppare vaccini per altri coronavirus», afferma Richard Hatchett, CEO della non profit con sede a Oslo, la Coalition for Epidemic Preparedness Innovations (Cepi), che sta conducendo sforzi per finanziare e coordinare lo sviluppo del vaccino Covid-19.

I coronavirus hanno causato altre due recenti epidemie: la sindrome respiratoria acuta grave (Sars) in Cina nel 2002-04 e la sindrome respiratoria del Medio Oriente (Mers), iniziata in Arabia Saudita nel 2012. In entrambi i casi, erano stati iniziati i lavori sui vaccini, in seguito accantonati quando le epidemie sono state contenute. Una società, Novavax, con sede nel Maryland, ha ora riproposto quei vaccini per Sars-CoV-2, e afferma di avere diversi candidati pronti per le prove umane questa primavera. La società Moderna, nel frattempo, si sta basando su precedenti lavori sul virus Mers condotti presso l’Istituto nazionale americano di allergie e malattie infettive a Bethesda, nel Maryland.

Come il Coronavirus aggredisce il corpo umano

Sars-CoV-2 condivide tra l’80% e il 90% del suo materiale genetico con il virus che ha causato la Sars, da cui il suo nome. Entrambi consistono in una striscia di acido ribonucleico (RNA) all’interno di una capsula proteica sferica coperta da punte. I picchi si attaccano ai recettori sulla superficie delle cellule che rivestono il polmone umano – in entrambi i casi lo stesso tipo di recettore – consentendo al virus di penetrare nella cellula. Una volta dentro, dirotta il meccanismo riproduttivo della cellula per produrre più copie di sé stesso, prima di uscire di nuovo dalla cellula e ucciderla nel processo.

Come funzionano i vaccini tradizionalmente

Tutti i vaccini funzionano secondo lo stesso principio di base. Presentano parte o tutto il patogeno al sistema immunitario umano, di solito sotto forma di iniezione e a una dose bassa, per indurre il sistema a produrre anticorpi. Gli anticorpi sono una specie di memoria immunitaria che, dopo essere stata sollecitata una volta, può essere nuovamente mobilitata rapidamente se la persona è esposta al virus nella sua forma naturale.

Tradizionalmente l’immunizzazione viene ottenuta utilizzando forme vive e indebolite del virus, o parte del virus una volta che è stato inattivato dal calore o da sostanze chimiche. Questi metodi presentano degli svantaggi. La forma viva può continuare a evolversi nell’ospite, ad esempio, potenzialmente riprendendo parte della sua virulenza e facendo ammalare il ricevente, mentre sono necessarie dosi più elevate o ripetute del virus inattivato per raggiungere il necessario grado di protezione. Alcuni dei progetti di vaccino Covid-19 stanno usando questi approcci collaudati, ma altri usano una tecnologia più recente. 

Una nuova strategia per la produzione del vaccino

Una strategia più recente – quella che Novavax sta usando, per esempio – costruisce un vaccino “ricombinante”. Ciò comporta l’estrazione del codice genetico per il picco di proteine ​​sulla superficie di Sars-CoV-2, che è la parte del virus che più probabilmente provoca una reazione immunitaria nell’uomo, e, incollandolo nel genoma di un batterio o di un lievito, costringe questi microrganismi a sfornare grandi quantità di proteine. Altri approcci, anche più recenti, bypassano le proteine ​​e costruiscono i vaccini dall’istruzione genetica stessa. Questo è il caso di Moderna e di un’altra società di Boston, CureVac, che stanno entrambi costruendo vaccini Covid-19 con RNA messaggero.

Cepi, Coalition for Epidemic Preparedness Innovations di Oslo ha annunciato $ 4,4 milioni  di finanziamenti in partnership con Novavax e con un progetto di vaccino vettoriale dell’Università di Oxford . 
«La nostra esperienza con lo sviluppo del vaccino è che non si può prevedere dove inciamperà», afferma Hatchett, nel senso che la diversità è la chiave. E la fase in cui è più probabile che qualsiasi approccio possa inciampare è la sperimentazione clinica o umana, che, con alcuni dei candidati, sta per iniziare.

Le fasi degli studi clinici

Gli studi clinici, un precursore essenziale prima dell’approvazione normativa, si svolgono generalmente in tre fasi. 
La prima, che coinvolge alcune decine di volontari sani, verifica la sicurezza del vaccino, monitorando gli effetti avversi. 
La seconda, che coinvolge diverse centinaia di persone, di solito in una parte del mondo colpita dalla malattia, esamina l’efficacia del vaccino e la terza fa lo stesso con diverse migliaia di persone. 
Ma c’è un alto livello di difficoltà mentre i vaccini sperimentali attraversano queste fasi. «Non tutti i cavalli che escono dal cancello di partenza finiranno la gara», afferma Bruce Gellin, che gestisce il programma di immunizzazione globale per il non profit con sede a Washington DC, il Sabin Vaccine Institute, e sta collaborando con Cepi per un vaccino Covid-19.

Velocemente ma senza scorciatoie

Gli studi clinici non possono essere saltati o affrettati. L’approvazione del vaccino può essere accelerata se sono già stati approvati prodotti simili in precedenza. Il vaccino antinfluenzale annuale, ad esempio, è il prodotto di una linea di assemblaggio ben affinata in cui solo uno o alcuni moduli devono essere aggiornati ogni anno. Al contrario, Sars-CoV-2 è un nuovo patogeno per l’uomo e molte delle tecnologie utilizzate per costruire i vaccini sono anche relativamente non testate. Ad oggi, nessun vaccino a base di materiale genetico – RNA o DNA – è stato approvato. Quindi i candidati al vaccino Covid-19 devono essere trattati come nuovi vaccini.
Gellin in proposito è molto chiaro: «Mentre c’è una spinta a fare le cose il più velocemente possibile, è davvero importante non prendere scorciatoie

Ne è un esempio il vaccino prodotto negli anni ’60 contro il virus respiratorio sinciziale, un virus comune che causa sintomi simili al freddo nei bambini. Negli studi clinici, è stato scoperto che questo vaccino aggrava questi sintomi nei bambini che hanno continuato a prendere il virus. Un effetto simile è stato osservato negli animali a cui è stato somministrato un vaccino Sars sperimentale precoce. È stato successivamente modificato per eliminare quel problema ma, ora che è stato riproposto per Sars-CoV-2, dovrà essere sottoposto a test di sicurezza particolarmente rigorosi per escludere il rischio di malattie avanzate.

Quando sarà pronto il vaccino?

È per questi motivi che per portare un candidato vaccino fino all’approvazione normativa in genere si richiede un decennio o più. Il presidente Trump ha seminato confusione quando, in una riunione alla Casa Bianca il 2 marzo, ha insistito affinché un vaccino fosse pronto per le elezioni americane a novembre, una scadenza impossibile. 
«Come la maggior parte dei vaccinologi, anch’io non credo che questo vaccino sarà pronto prima di 18 mesi”, afferma Annelies Wilder-Smith, professore di malattie infettive emergenti alla London School of Hygiene and Tropical Medicine. Sarebbe già estremamente veloce e richiederebbe che non ci fossero intoppi.

La pandemia, afferma Wilder-Smith, «probabilmente avrà raggiunto il picco e il declino prima che un vaccino sia disponibile.» 

Un vaccino potrebbe comunque salvare molte vite, specialmente se il virus diventasse endemico o circolasse perennemente – come l’influenza – e ci fossero ulteriori focolai, forse stagionali. Ma fino ad allora, la nostra migliore speranza è di contenere la malattia il più possibile. E ripetere il saggio consiglio: lavati le mani.

Photo by CDC

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Indice quotidiano del Web antivirus – 3 –

People For Planet - Dom, 03/15/2020 - 19:52
Gondoliamo in salotto?

Fantasia al potere! Così bastano due sedie e un tubo di cartone e possiamo farci un giro in gondola lungo i canali di Venezia, con tanto di guida (guarda il video qui).

Cara hai visto passare un centauro in salotto?

Guarda il video

Meravigliosa Giada incanta e commuove dal balcone

Più di tre milioni di visualizzazioni ha totalizzato il video di questa meravigliosa ragazza di Benevento, Giada Lepore, non vedente, con una voce struggente. (guarda il video)

Decretami tutta!

Ormai Conte impazza in ogni veste e anche oggi ha tenuto banco sul web.

Il mio cassiere è previdente Risveglio muscolare sulle note di Gioca Jouer

DormireSalutareAutostop! Starnuto! Camminare! Nuotare! Sciare! Spray! Macho! Clacson! Campana! Ok! Baciare! Capelli! Saluti! Saluti!

Ora dovete solo ballarla e attenti che Cecchetto vi guarda! (guarda il video)

Giorno 5 , voi che fate? Altre risate in compagnia

Ogni sera alle 21.30, diretta Facebook sulla pagina di Jacopo Fo e Alcatraz Band.

*iopisciodasolo

Sulla pagina Facebook Amici di People for Planet pubblichiamo immaginivignettevideo e quant’altro ci è stato segnalato da tutti voi nella nostra pagina FB di Alcatraz Band.
Buon divertimento!

Leggi anche:
Creiamo una catena di solidarietà comica, artistica e amorevole
Indice quotidiano del Web antivirus – 1 –
Indice quotidiano del Web antivirus – 2 –
Stiamo insieme! Un video, un messaggio per raccontarci questi giorni diversi…

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La vita “normale” di una neo-scrittrice ai tempi del Covid-19

People For Planet - Dom, 03/15/2020 - 13:00

Quindi non devi preoccuparti di cosa scrivere nelle dediche, non devi temere che le presentazioni vengano disertate o che le librerie mettano il tuo volume dietro a quello dell’autobiografia del furetto di Barbara D’Urso. Niente dediche, niente presentazioni; stravince – comunque – Barbara D’Urso.
#NonC’èVersoSoloDUrso 

Si vende on line

E l’editore – che non ha dati relativi a catastrofi nucleari, invasioni barbariche o altri disastri comparabili – non può che dirti «Hey, Valeria, ma sai che non sta andando mica male?!»
Poco importa se è solo nonna – per la prima volta su Amazon in vita sua – ad averne erroneamente selezionate 66 copie.
Siamo in quarantena, uno vale uno e sessantasei son sempre sessantasei. #NapoliSecondoEstratto
#GiocateviQuarantaUnoESessantasei

Niente mani da stringere

È vero.
Ma nemmeno pacche sulle spalle né quell’amico – che abbiamo tutti – che mentre ti parla ti afferra per il braccio. Niente persone che dovresti ricordare ma non hai idea di quando mai le abbia conosciute.
Tantissimi messaggi, invece, da lettori sparsi per l’Italia. Sconosciuti che sembrano improvvisamente simpatici. Anche perché, a debita distanza, chiunque potenzialmente può sembrare una buona idea. #AgorafobìaAmicaMia
#LaPandemiaÈMeglioDellaTua

La giornata tipo della neo-scrittrice

Non potendo fare ciò che assorbirebbe normalmente ogni neo scrittrice, la tua giornata appare improvvisamente non così diversa dal solito.
E per renderti conto che, sì, è vero, hai davvero pubblicato un libro – almeno nei 60 giorni che precedono l’arrivo del bonifico – ti dedichi a una serie di attività sostanzialmente inutili. 

  1. fissi la copertina del libro come a dire a te stessa che è tutto vero
  2. leggi le recensioni dei giornali, come a dire a te stessa che è tutto vero 
  3. fai una seduta via Skype con l’analista che ti chiede perché non dovrebbe essere vero
  4. mandi 50€ all’analista
  5. conti quante altre sedute puoi permetterti prima di superare l’ammontare del bonifico che riceverai tra 60 gg

Per il resto si fa quello che fanno tutti. Oggi, per esempio:

– Mi sono alzata
– Ho fatto colazione
– Ho tentato, senza successo, di dare un buono pasto di mancia al corriere che mi ha portato la spesa (“Scusi, ho finito i soldi, posso darle 7 euro in buoni pasto???”)

Dovevo uscire. Quindi:

– Sono scesa a buttare la spazzatura, sono andata in farmacia e dal tabaccaio. Ma prima:
– Ho visto una busta del super con i manici annodati sullo zerbino del vicino e ho pensato che fosse immondizia, quindi l’ho presa con me
– Arrivata ai cassonetti ho avuto il dubbio che non fosse immondizia ma spesa, quindi l’ho portata con me
– In farmacia ho notato che aveva sì la consistenza della spesa ma anche l’odore dell’immondizia. L’ho tenuta comunque con me. 
– Le persone presenti in farmacia (ben una, ma comunque tutte) mi hanno fissata con lo sguardo di chi sapeva senza dubbio cosa ci fosse nella busta che portavo con me
– Quando il tabaccaio mi ha detto “prima butti quella roba e poi può entrare” ho smesso di portarla con me.

Ho comprato le sigarette.
In particolare ho chiesto quelle che riducono la fertilità. Per quelle che danneggiano i polmoni o provocano malattie cardiovascolari non mi pareva il periodo.
Ah, non dipende dal disegno sul pacchetto? Ma pensa…

#QuelloCheFannoTutti #LaVitaNormaleDiUnaNeoScrittriceAiTempiDelCovid19

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