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La semina della speranza

People For Planet - Mer, 06/20/2018 - 04:16

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Plastics Strategy: pronto a cambiare il tuo rapporto con la plastica?

People For Planet - Mer, 06/20/2018 - 02:46

 

La vita scorre così velocemente che non abbiamo sempre il tempo di pensare all’impatto delle piccole, quotidiane scelte che facciamo – come usare una tazza di caffè da asporto con un coperchio di plastica o accettare una cannuccia con la nostra bevanda.

Il 43% di tutti i rifiuti marini che inquinano i nostri oceani è costituito da soli 10 tipi di oggetti in plastica monouso; contenitori per alimenti, tazze e coperchi per bevande da asporto, cotton fioc, posate (compresi piatti, agitatori e cannucce), palloncini e bastoncini per palloncini, pacchetti e involucri, bottiglie per bibite, mozziconi di sigarette, prodotti sanitari e borse per il trasporto. Non appena abbiamo finito di usare questi oggetti, spesso finiscono nel mondo naturale; lavato sulle spiagge o immerso nei nostri oceani. Questa spazzatura ha un impatto negativo sugli ecosistemi, sulla biodiversità e persino sulla salute umana. Questo non può continuare.

Dobbiamo essere pronti a cambiare il modo in cui pensiamo alla plastica monouso. L’iniziativa di plastica monouso fa parte del più ampio programma dell’UE sull’economia circolare, tra cui la prima Strategia Plastics al mondo: una spinta a livello UE per aumentare la consapevolezza sui rifiuti di plastica e la nostra transizione verso un’economia circolare più sostenibile. La campagna di sensibilizzazione è stata lanciata per accompagnare e promuovere nuove misure per affrontare il problema alla radice della sua causa, compresi obiettivi di riduzione e raccolta, obblighi per i produttori e misure di sensibilizzazione.

 

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Ma questa è marijuana?!? Sì ma senza THC!

People For Planet - Mer, 06/20/2018 - 02:18
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Di seguito l’indice di tutta l’inchiesta di People For Planet sulla nuova canapa legale

Canapa light, ecco come è nato il fenomeno dell’erba che non “sballa”

Canapa legale: cosa dice la circolare del Ministero sulla cannabis

Le proprietà nutritive della canapa (VIDEO)

Le stupefacenti proprietà nutritive della canapa nell’alimentazione quotidiana

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Maggiore il numero delle donne ai vertici, minore la corruzione

People For Planet - Mer, 06/20/2018 - 02:11

Quote rosa? Per alcuni è “no grazie”. Il Governo Conte si piazza terzultimo per la presenza delle donne ma il tema rimbalza tra retorica politically correct e retorica anti-politically correct.

L’indagine cross-country condotta su oltre 125 paesi e pubblicata sul Journal of Economic Behavior and Organization  ha rilevato che la corruzione è più bassa negli Stati dove la percentuale della presenza delle donne in Parlamento è maggiore. Un trend che si riconferma nella gestione della politica locale.  

Il Journal of Economic Behaviour and Organization pubblica studi multidisciplinari che indagano le decisioni economiche, l’organizzazione e il comportamento in relazione a tutti gli aspetti dell’economia mondiale. Numerose sono le collaborazioni con testate altrettanto autorevoli, come quella con Helyion, rivista open source di Elsevier. Ma lo studio gode di un’ulteriore garanzia. I ricercatori si sono avvalsi di variabili di controllo (incluse quelle economiche, culturali e istituzionali) e della cosiddetta ‘analisi delle variabili strumentali’, una tecnica statistica che tiene conto di un fattore importante nella lettura dei dati: la casualità.

Secondo uno dei ricercatori, Sudipta Sarangi, professore di economia e capo dipartimento del  Virginia Tech, lo studio «sottolinea l’importanza dell’empowerment delle donne, la loro presenza nei ruoli di leadership e la loro rappresentanza nel governo».

Quante sono le donne nel Governo Conte?
11 donne su 64 membri. La percentuale femminile dell’attuale legislatura giallo-verde è 17,9% contro il 27-29% (dati Openpolis) della scorsa legislatura del PD, che ha registrato l’esecutivo più “rosa”: 8 ministri su 16 erano donne.

‘Quote rosa’ è una di quelle espressioni che si dice sorridendo, stringendo un po’ gli occhi. Con fiducia, se si fa parte dei femministi ortodossi, vecchio stampo. Con sufficienza, se si rientra in quel femminismo contemporaneo e un po’ atipico, diremo eterodosso, contrario alle quote rosa perché insofferente al politically correct di cui sono intrise. (Sul ‘rosa’, del resto, i clichés si sprecano). 

Così è per Matteo Salvini, che in una recente intervista per la rivista Grazia ha dichiarato di non amare le quote, di essere «contrario al concetto stesso di riserva che sia per le donne, gli uomini o i bambini», di avere troppo rispetto per le tutte le donne per riservare loro quote speciali.

Non distante Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia e alleata (per lo meno durante la campagna elettorale) di Salvini:

«Già nel verbo riservare c’è una resa culturale: non siamo una riserva, considero le quote rosa un’offesa alle donne. Anzi, siamo l’avanguardia della società. Facciamo la rivoluzione del merito, saranno gli uomini ad avere bisogno delle quote azzurre».

Prima che la legge bipartisan sulle quote rosa fosse approvata nel 2011, la situazione era la seguente: nel 2010 si registravano 4.346 membri degli organi sociali delle aziende quotate, di cui il 92,4% erano uomini. Sebbene la situazione sia migliorata, le quote rosa non sono bastate a garantire alle donne un miglioramento in termine di qualità del lavoro e di potere decisionale all’interno delle aziende. (Molto, inoltre, si potrebbe dire a proposito del fatto che la supremazia maschile sul lavoro viene combattuta nei Cda e non in altre sedi lavorative).

La rivoluzione passa (anche) dal diritto alla mediocrità
Su un piano sociale, mediatico, c’è della verità nelle parole della Meloni, ma questo vale soprattutto per la pars destruens della retorica del politically correct, ossia la tendenza a trattare la donna come esemplare di una minoranza vessata.

Tendenza errata, perché le donne non sono affatto una minoranza (in Italia il rapporto è di 94,9 uomini ogni 100 donne).

Tendenza pericolosa, dal momento che il complesso di sentirsi parte di una categoria minoritaria o svilita troppo spesso inibisce il pensiero libero e instilla l’ossessione della meritocrazia. E qui subentra la retorica dell’anti-politically correct, perché difficilmente si troverà un’affermazione più claustrofobica, competitiva e insopportabilmente declamatoria del «Facciamo la rivoluzione del merito, saranno gli uomini ad avere bisogno delle quote azzurre».  

Perché mai una donna dovrebbe sentirsi in dovere di fare la rivoluzione?
E perché una donna dovrebbe volere adempiere alla propria professione nel miglior modo possibile per ragioni che non pertengano esclusivamente alla sua volontà, sua soltanto, di fare ciò che vuole? Dare il meglio, competere, crescere, oppure dimostrarsi mediocre. Né più né meno.

È ormai ovunque il messaggio che se soltanto si desse l’opportunità alle donne di agire, agirebbero meglio degli uomini, messaggio tanto più avvilente quanto più motivato da un anelito di giustizia. Come se la legittimità del diritto di una donna ad avere le stesse opportunità di un uomo dipendesse dalla qualità con cui essa eserciterebbe tal diritto e dai risultati che dimostrerebbe.

Niente di più ricattatorio.

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People For Planet del 19 Giugno 2018

Le Buone Notizie di Cacao - Mar, 06/19/2018 - 12:02

Gli esseri umani costituiscono lo 0,01% della vita sulla Terra…
… ma hanno sterminato l’83% dei mammiferi selvatici.
Spero che questo studio possa fornire alle persone una prospettiva sul ruolo dominante che l’umanità ora ricopre sulla Terra (…)
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Domotica, tra sogno e realtà (Infografica)
Cosa può fare la tua casa intelligente?
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La protesta delle mutande

Le Buone Notizie di Cacao - Mar, 06/19/2018 - 12:00

L’hanno messa in atto le dipendenti del Parlamento Britannico contro il deputato tory Christopher Chope che con il suo voto ha bloccato una legge che puniva con due anni di reclusione la pratica del Upskirting, cioè di fotografare di nascosto le donne sotto le gonne.
Per protesta le donne del Parlamento hanno appeso delle mutande femminili davanti alla porta del deputato il quale ha promesso che quando ripresenteranno la proposta di legge a luglio voterà senz’altro a favore.
Gli inglesi fotografano le donne sotto le gonne così di frequente da doverci fare una legge?!?
(Fonte: Repubblica)

Christo e i cigni

Le Buone Notizie di Cacao - Mar, 06/19/2018 - 11:59

Christo, l’artista bulgaro, ha posizionato la sua ultima creazione nel lago Serpentine a Londra. Si tratta di 7506 barili di petrolio dipinti che impilati creano The London Mastaba. La Mastaba è una tomba egizia e questa è alta 20 metri e sarà nel lago insieme ai cigni fino al 23 settembre. Poi sarà smontata, la scultura, non i cigni.
(Fonte: Ansa.it)

Anniversario!

Le Buone Notizie di Cacao - Mar, 06/19/2018 - 11:54

Dopo la giornata mondiale della Terra, dell’Ambiente ecc. oggi è la giornata internazionale del sushi!
Che pare, si dice, si mormora, sia originario della Cina dove il riso veniva usato duemila anni fa per conservare il pesce. Questo veniva immagazzinato avvolto nel riso cotto dove si conservava grazie alla fermentazione del cereale che provocava un aumento dell’acidità: da qui il termine sushi che vuol dire aspro-acido.

Yosemite. Riapre Mariposa Grove

People For Planet - Mar, 06/19/2018 - 09:58

Il sito ospita 500 esemplari dell’albero gigante: era chiuso da 3 anni. Interventi per ridurre l’impatto ambientale del turismo: ora si posteggia a 2 miglia. Piantate migliaia di specie vegetali native per ricreare il sottobosco dove c’era il cemento.

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Tutto quello che credi di sapere sui rom è falso

People For Planet - Mar, 06/19/2018 - 09:22

Quanti sono in Italia? Cosa significa la parola “rom”? Sono davvero nomadi? Quanti soldi gli “regaliamo”?
Commenti sul blog di Salvini, fatti di cronaca (a volte manipolati) e disinformazione a parte, forse gli italiani sanno poco dei rom. Eppure secondo un rapporto del 2014 del Pew Research Center i rom sono la minoranza più discriminata d’Europa. Non c’è alcun dubbio che il vecchio continente, infatti, abbia un’idea negativa delle minoranze, Italia in testa. Dove secondo il Terzo Libro bianco sul razzismo gli atti discriminatori contro i rom sono passati da 11 episodi nel 2011 a 171 nel 2014.

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Domotica, tra sogno e realtà (Infografica)

People For Planet - Mar, 06/19/2018 - 03:08

Sapevi che puoi far aprire e chiudere automaticamente le finestre? Regolare la temperatura degli ambienti? Accendere a distanza l’impianto di irrigazione? E’ la nuova frontiera della casa domotica.
In questa infografica mostriamo alcune applicazioni pratiche.

Clicca qui per vedere l’infografica più grande

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Un’isola di plastica grande 3 volte la Francia

People For Planet - Mar, 06/19/2018 - 02:39

È grande tre volte la Francia ed è formata da oggetti risalenti anche agli anni ’70. Servizio di Caterina Dall’Olio.

 

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È pronta a salpare la prima rivoluzionaria macchina per pulire gli oceani dalla plastica

People For Planet - Mar, 06/19/2018 - 02:33

La visione di Boyan Slat è diventata realtà. Sono passati cinque anni da quando Slat, appena diciannovenne, ha lasciato gli studi in ingegneria aerospaziale per dedicarsi alla sua missione, pulire gli oceani dalla plastica. Il ragazzo prodigio olandese ha fondato la ong Ocean Cleanup e ha progettato una macchina per raccogliere rifiuti plastici dal mare sfruttando le correnti oceaniche. Dopo uno studio di fattibilità e una campagna di raccolta fondi di successo, il macchinario chiamato Ocean Array Cleanup è pronto per essere testato sul campo.

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Gli esseri umani costituiscono lo 0,01% della vita sulla Terra…

People For Planet - Mar, 06/19/2018 - 02:08

Spero che questo studio possa fornire alle persone una prospettiva sul ruolo dominante che l’umanità ora ricopre sulla Terra

Dal recente studio The biomass distribution on Earth” emergono dati e previsioni allertanti. Condotto da un gruppo di ricercatori con a capo il professor Ron Milo del Weizmann Institute of Science di Israele, e pubblicato anche sulla celebre rivista Pnas, lo studio si prefigge un obiettivo ben preciso: riportare la prima analisi completa della distribuzione della biomassa di tutti gli organismi del pianeta, inclusi i virus, basandosi sulla massa della sostanza vivente, ovvero il peso che ogni organismo ha sul pianeta.

I dati

Secondo questo studio, gli attuali 7,6 miliardi di persone presenti sulla Terra rappresentano solo lo 0,01% di tutti gli esseri viventi. Malgrado ciò, da quando l’uomo si è manifestato sul Pianeta, ha provocato la scomparsa dell’83% di tutti i mammiferi selvatici e della metà delle piante, dominando inoltre su larghissima parte di bestiame, componente quotidiana della nostra alimentazione. In termini di vita sulla Terra siamo insignificanti, eppure possediamo completamente il nostro Pianeta tanto da distruggerlo o ridisegnarlo secondo i nostri piaceri e bisogni.

Considerando che gli umani arrivano appena allo 0,01%,la restante vita sulla Terra è così suddivisa: l’82% degli esseri viventi è composto da piante (7.500 volte di più degli esseri umani), il 13% da batteri e il  5% da animali (insetti, funghi, pesci e altre specie). Dai risultati dello studio, emerge che  l’86% della vita si è manifestata sulla terra, l’1% negli oceani ed il 13% nel sottoterra, con un’ampia componente di batteri.

Il risultato? Comparando il totale della massa degli umani troviamo che i virus sono 3 volte di più, i vermi sono 3 volte di più, i pesci 12 volte di più e insetti, ragni e crostacei 17 volte di più. Ma l’impatto dell’uomo sul mondo della natura rimane immenso e ad influire sono anche le scelte alimentari che hanno un’enorme ripercussione sull’habitat di animali, piante e altri organismi, oltre ad avere ripercussioni dirette ed indirette sul cambiamento climatico.

La drammatica verità sui mammiferi

Altro dato interessante è quello che riguarda la composizione dei mammiferi sul nostro Pianeta, così suddivisi:

  • Il 60% sono bestiame (per lo più bovini, pecore e suini da allevamento e poche altre specie)
  • Il 36% sono umani
  • Il 4% sono mammiferi selvatici 

Sì, il 4%: questo è il dato stimato che indica la presenza di animali selvatici quali giraffe, leoni, rinoceronti, orsi, tigri, scimmie o qualunque altro mammifero vi stia venendo in mente.

Anche i dati che riguardano i volatili sono impressionanti, tanto che lo stesso autore dello studio ha dichiarato: “Questo è piuttosto sconcertante perché nei documentari sugli animali selvatici, vediamo stormi di uccelli, di ogni tipo, in grande quantità, e poi quando invece siamo andati a fare una vera analisi completa, abbiamo scoperto che gli uccelli addomesticati sono molto di più di quelli che vivono liberi”.

  • Il 70% degli uccelli sono polli ed altri volatili di allevamento
  • Il 30% sono uccelli selvatici

Distruzione dell’habitat naturale, urbanizzazione incontrollata, agricoltura selettiva, monoculture diffuse, disboscamento e sviluppo industriale sono tra i fattori che hanno portato all’inizio di quella che molti scienziati considerano la  sesta estinzione di massa della vita. Un ulteriore studio ha stimato che circa la metà degli animali esistenti sulla Terra si sia estinta negli ultimi 50 anni a causa dell’uomo, un cambiamento così profondo che ha portato gli scienziati ad essere vicini a dichiarare una nuova era geologica: l’Anthropocene.

Da quando è cominciata la civiltà umana, è scomparso  l’83% dei mammiferi selvatici:

  • Si è estinto l’ 83% dei mammiferi selvatici
  • Si è estinto l’80% dei mammiferi marini
  • Si è estinto l’50% delle piante
  • Si è estinto il 15% dei pesci

A dispetto del titolo di specie dominante che l’uomo si è assegnato da solo, il nostro peso è davvero irrilevante e il nostro impatto troppo distruttivo per essere sostenibile nel lungo periodo.

Scelte alimentari, abitudini quotidiane e più consapevolezza sono le uniche armi che ci rimango per la salvaguardia del nostro Pianeta che, dobbiamo renderci conto, solo nostro non è.

Immagine di copertina: “L’unica crescita sostenibile è la decrescita”

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Conoscete Andreas Wannerstedt?

People For Planet - Lun, 06/18/2018 - 11:35

Le sue animazioni sembrano superare i principi della fisica. Ipnotico!

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Detersivi e saponi più sicuri

People For Planet - Lun, 06/18/2018 - 09:22

Si tratta di sostanze chimiche nocive per il sistema ormonale dell’uomo con cui veniamo ogni giorno a contatto. Contenuti nei detergenti per il corpo e per la casa, sono accusati di provocare diabete, obesità e malattie cardiovascolari. Dal 7 giugno scorso sono off limits in tutti i prodotti in commercio nell’Ue.

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Cannabis per uso terapeutico

People For Planet - Lun, 06/18/2018 - 03:32

Come si legge sul sito del ministero della Salute è da quell’anno che nel nostro Paese i medici possono prescrivere preparazioni magistrali (ovvero preparati realizzati in farmacia dal farmacista  sulla base di una determinata prescrizione per uno specifico paziente) utilizzando una sostanza attiva vegetale che si ottiene dalle infiorescenze della cannabis coltivata dietro autorizzazione di un Organismo nazionale per la cannabis, essiccate e macinate, da assumere sotto forma di  decotto o per inalazione con apposito vaporizzatore. Dal 2013, inoltre, è anche prescrivibile dai neurologi un prodotto registrato come medicinale a base di estratti di cannabis  per ridurre gli spasmi dolorosi nella sclerosi multipla.

Produzione di cannabis per uso medico

Fino al 2016 per la realizzazione delle preparazioni magistrali con prodotti vegetali a base di cannabis venivano importati in Italia solo i prodotti commercializzati dall’Office of Medicinal cannabis (organismo olandese per la cannabis) del Ministero olandese della Salute. Dal 2016, invece, il nostro Paese ha avviato una produzione nazionale di cannabis per uso medico presso lo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze (SCFM), in modo da garantire l’accesso a tali terapie a costi adeguati e in modo sicuro: si tratta del prodotto Cannabis FM-2 (contenente tetraidrocannabinolo o Thc 5% – 8% e Cannabidiolo o Cbd 7,5% – 12%).

Quando è possibile prescriverla

Nel nostro Paese la prescrizione di cannabis per uso medico viene effettuata quando le terapie convenzionali o standard sono inefficaci e mira a lenire, secondo il DM 9/11/2015, il dolore cronico e quello associato a sclerosi multipla e a lesioni del midollo spinale; la nausea e il vomito causati da chemioterapia, radioterapia, terapie per l’HIV (il virus dell’immunodeficienza umana); la perdita dell’appetito dovuta a cachessia, anoressia, cure oncologiche, anoressia nervosa, AIDS (sindrome da immunodeficienza acquisita); l’effetto ipotensivo nel glaucoma; la riduzione dei movimenti involontari del corpo e facciali nella sindrome di  Tourette.

INDICE INCHIESTA CANAPA

Cannabis per uso terapeutico: realtà dal 2006. Ma serve la prescrizione medica

Tetraidrocannabinolo e cannabidiolo: come agiscono

Lo giuro, non è una canna vera! (VIDEO)

Canapa light, ecco come è nato il fenomeno dell’erba che non “sballa”

Canapa legale: cosa dice la circolare del Ministero sulla cannabis

Le proprietà nutritive della canapa (VIDEO)

Le stupefacenti proprietà nutritive della canapa nell’alimentazione quotidiana

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L’effetto disposizione è controllato psicologicamente dalle banche

People For Planet - Lun, 06/18/2018 - 02:42

Cosa gli hanno insegnato nei corsi di formazione sulla psicologia economica?

Il comportamento del nostro consulente si basa sul seguente assioma: noi non siamo felici o infelici in termini assoluti e nemmeno in funzione di quello che abbiamo guadagnato o di quello che abbiamo perso, bensì in funzione della differenza tra quello che abbiamo fatto e quello che avremmo potuto fare. In altri termini quando gli eventi del mondo innescano in noi un sentimento di rimpianto non siamo felici. Lo siamo invece quando abbiamo motivo di orgoglio per qualcosa che abbiamo fatto.

Questo meccanismo di soddisfazione o insoddisfazione non in termini assoluti ma rispetto a un determinato punto di riferimento personale si spiega con l’effetto disposizione, per effetto del quale i bancari sono preparati e allenati a sfruttare la tendenza a separare gli investimenti in comparti differenti (non parliamo del rendimento del tuo portafogliocomplesssivo, ma analizziamo singolarment i diversi investimenti) e a ragionare all’interno di bilanci mentali.

Facciamo un esempio
Avete giocato al Lotto gli stessi numeri ogni settimana per un mese. Non sorprendentemente, non avete mai vinto. Un amico vi suggerisce una serie diversa di numeri. Li cambiate?
Ovviamente la probabilità che vincano i nuovi numeri è la stessa dei vostri vecchi numeri (il Lotto non ha memoria).  A seconda di quello che accadrà potete innescare due tipi di rimpianti diversi.
Il rimpianto può sorgere in voi nel caso in cui continuiate a giocare i vecchi numeri e, per caso, i nuovi numeri suggeriti dall’amico vincano.
Questo è un rimpianto da omissione: non avete fatto un’azione che avreste potuto fare.
Potrebbe invece, altrettanto casualmente, succedere che voi passiate ai nuovi numeri e che invece vincano i vecchi: ecco un rimpianto da commissione innescato dall’aver fatto un’azione che fa sorgere spontaneo pensare: «Bastava continuare come si era fatto prima senza cambiare nulla».
In questo secondo caso il rimpianto è più forte che nel primo caso: avevate fatto un investimento cognitivo ed emotivo nella scelta iniziale, l’avete buttato via e per di più vi è a andata male.
Evitare rimpianti e andare orgogliosi per quel che si è fatto è un atteggiamento sano, che ci rende felici e sicuri di noi stessi.
Questo è un passaggio fondamentale del percorso relazionale banca-cliente e soprattutto è una conditio basica del ragionamento degli squali della finanza.
Ma, fatta la premessa, vediamo che rapporto c’è tra i diversi tipi di rimpianto e le decisioni di investimento.

Un gruppo di ricercatori agli inizi degli Anni 90 ha cercato di rispondere a questa domanda per spiegare l’effetto disposizione, un comportamento psicologicamente comprensibile, ma razionalmente non giustificabile.
Provate a confrontare due amici, Tizio e Caio, che hanno la stessa quantità di risparmio e che nel corso dello stesso periodo di riferimento si trovano in queste condizioni.
Tizio ha investito tutto sulla azione A.
Dopo aver perso il 10% passa a B che a sua volta perde il 10%. Nel frattempo l’azione A perde anche lei il 10%.
Caio ha investito tutto sull’azione A. Se la tiene e perde il 20%.
Entrambi partono dallo stesso punto e si ritrovano nello stesso punto di arrivo: perdono il 20%.
Chi sarà più infastidito?
Molto probabilmente Tizio, perché la sua perdita dipende da una sua decisione personale e il rimpianto per commissione ferisce di più di quello per omissione.
Come spieghiamo questa differenza?
L’origine psicologica della differenza sta nella nozione di controllo.
Tizio ha reagito più di Caio.
Cercava di tenere gli eventi sotto controllo mentre Caio, più fatalista o pigro, non ha fatto nulla e prova meno rimpianto.
Quindi quanto più l’impatto di qualcosa di negativo può venire attribuito a eventi che sono fuori dal nostro controllo, tanto più la forza dell’impatto si riduce.
Infatti se il nostro portafoglio perde in un mercato che è calante, noi tendiamo ad attribuire la nostra inefficacia a una sfortuna comune. Se invece perdiamo in un mercato crescente, il nostro disagio è maggiore.

Il bancario è abituato a ragionare all’interno di queste trappole mentali, fissando gli opportuni sistemi di riferimento su cui stabilire le ancore mentali del cliente in modo che queste inneschino dei contro-fattuali che gli arrechino soddisfazione o insoddisfazione.
Quindi a Tizio si dirà: «Mi dispiace ma lei, signor Tizio, ha voluto puntare sull’azione B», spostando l’asse delle responsabilità, mentre a Caio, meno insoddisfatto, si dirà: «Mi dispiace, signor Caio, ma lei doveva puntare a una diversificazione», sfruttando invece l’errore come opportunità di cross-selling.
Tutto questo è studiato.

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La danza d’amore del Ragno pavone costiero

People For Planet - Lun, 06/18/2018 - 02:27

Bellissima e coloratissima danza di corteggiamento del maschio Maratus speciosus (Ragno pavone costiero), che abita le dune costiere vicino a Perth, nell’Australia occidentale.
Voi non vi innamorereste?

 

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Dall’atlante a Google Earth e al mondo visto in 3D

People For Planet - Dom, 06/17/2018 - 04:28

Una volta a fantasticare su mete lontane ci aiutavano l’atlante, il mappamondo, le enciclopedie o i romanzi d’avventura. Oggi sognare è ancora più facile grazie alla tecnologia. Bastano un computer o uno smartphone e tutto il mondo è a portata di occhi. C’è chi non può viaggiare per motivi economici, di tempo, di salute, c’è chi semplicemente si lascia trasportare dalla fantasia, c’è chi cerca informazioni per poter pianificare al meglio il prossimo tour: indipendentemente dalle ragioni, le app e i dispositivi più comuni consentono ormai di fare davvero il giro del mondo restando seduti comodamente sul nostro divano.

Il primo atlante e Sandokan
Tra il 1817 e il 1823 fu dato alle stampe lo Stielers Handatlas, il primo atlante universale. Lo scopo era quello di raccogliere tutte le carte geografiche in maniera ordinata, precisa, e in un formato pratico. Ad avere questa intuizione fu Adolf Stieler, da cui l’atlante prese il nome.

In Italia dobbiamo aspettare il 1922 per l’uscita dell Grande Atlante Geografico dell’Istituto Geografico De Agostini di Novara e il 1927 per la prima edizione dell’Atlante Internazionale del Touring Club Italiano. L’intento dei primi atlanti era soprattutto quello di fornire un supporto ai professionisti, ma sicuramente hanno alimentato la voglia di scoperta dei ragazzini di tutti i tempi, almeno fino a quando, negli ultimi decenni, sono stati scalzati da prodotti più tecnologici.
E come dimenticare i romanzi d’avventura? Sandokan e i protagonisti delle storie di Salgari hanno fatto sognare mondi inesplorati e volti esotici. Poi ci hanno pensato le riviste di viaggio a diventare l’habitat perfetto per i racconti di viaggio e a raccogliere gli itinerari migliori da scoprire; oggi quelle sopravvissute agli attacchi del Web convivono con blog o siti Internet di professionisti o semplici viaggiatori, o hanno trovato proprio nella loro versione Web la chiave per mostrare in maniera ancora più efficace gli angoli più remoti del Pianeta.

Oltre le mappe: Google Earth e Google Street View
Quando vogliamo esplorare un luogo la prima risorsa che viene in mente è Google con tutti i suoi strumenti, accessibili da un computer o da uno smartphone, ovunque ci troviamo. Tutto può essere scoperto, perlustrato e ammirato, con il vantaggio di ottenere informazioni e contenuti sempre aggiornati e gratuiti.
Il caro vecchio mappamondo è diventato digitale e appare sui nostri schermi in qualche secondo grazie a Google Earth. Questo software restituisce immagini virtuali del Pianeta grazie a immagini satellitari ottenute integrando i dati del telerilevamento terrestre, fotografie aeree e dati topografici memorizzati in una piattaforma GIS. Ognuno di noi può inserire altre informazioni, l’aggiornamento è continuo e i contenuti permettono di avere un’idea completa di qualsiasi luogo. L’utilizzo è elementare: si può esplorare una zona inserendo le sue coordinate, oppure spostandosi con il mouse fino a raggiungerla, o inserendone l’indirizzo. Bastano pochi secondi per vedere comparire strade, case e persino automobili, come se davvero stessimo camminando. Non solo. Dal 2017 Google ha aperto le porte al 3D: ora alcuni luoghi si possono vedere come se li stessimo sorvolando. Per sognare alla grande, c’è anche una funzione che permette di lasciarsi trasportare nel globo.

Volete provare un’alternativa meno nota? Cliccate su Marble, altro software gratuito, basato sulla cartografia della NASA.

Il più popolare Google Street View è invece una caratteristica di Google Maps e Google Earth. Permette di visualizzare panoramiche a 360° gradi in orizzontale e a 160° in verticale. E’ come se, rimanendo con i piedi per terra, stessimo camminando per le strade spostandoci di 10-20 metri alla volta. Il modo più rapido per accedervi se stiamo utilizzando Google Maps è trascinare l’ometto arancione che vediamo sulla mappa direttamente là dove vogliamo “farlo camminare”. Anche in questo caso, gli utenti possono caricare le proprio foto panoramiche.

Siamo a corto di idee? Google e la sua funzione Voyager ci suggeriscono parecchi luoghi. Perché, ad esempio, non fare un tour del mondo alla scoperta dei graffiti di Banski? Se ci piacciono i grandi spazi espositivi invece potremmo regalarci una visita gratuita al Musée d’Orsay di Parigi. Oppure potremmo restare in Italia e goderci lo spettacolo dei fuochi d’artificio di Venezia durante la Festa del Redentore. Esiste un intero Grand Tour d’Italia tra passato, presente e futuro.


I social network
Come da definizione, i social network sono nati per consentire di condividere contenuti. E’ semplice allora ricavare informazioni su una destinazione grazie a foto, video e testi pubblicati da utenti comuni o su profili e pagine ufficiali di città e luoghi d’interesse. Su Instagram, ad esempio, è possibile esplorare curiosando tra le immagini scattate in un certo luogo: basta utilizzare un “#” (hashtag) al momento della ricerca specificando il luogo sognato per veder apparire in pochi secondi tutto ciò che è stato pubblicato. Piatti tipici, spiagge, attrazioni, strade, pezzetti di vita di persone che aiutano ad avere un’idea chiara su cosa ci aspetta se stiamo per metterci in viaggio o, semplicemente, per fantasticare.

YouTube è sicuramente tra i più efficaci a livello di marketing per svelare dettagli imperdibili di una destinazione. Il potere di un video è innegabile, basta dare un’occhiata al canale di Italia.it, il portale che promuove il nostro Paese e mostra i nostri tesori ai potenziali turisti anche grazie a video di luoghi simbolo.

Se siamo alla ricerca di informazioni più autentiche, non costruite per attirare ma soltanto per condividere, possiamo allora guardare i video di semplici viaggiatori e i loro racconti di viaggio. Meno professionali ma certamente realistici. Autentici quanto un cumulo di rifiuti che potrebbe scorrere all’improvviso davanti ai nostri occhi mentre camminiamo per le vie di una grande città come Roma con Google Street view.


Droni e smartphone
Questo connubio è irresistibile. Se i classici video girati con uno smartphone hanno già appeal da vendere, i video girati da videocamere o smartphone montati su droni sono ancora più ipnotici. Eventi, città, angoli remoti: le visuali dall’alto conferiscono un tocco di magia che i video girati dal basso o con le telecamere più sofisticate non riuscirebbero mai a eguagliare. Queste sono le cascate del Niagara.

Realtà virtuale e 3D
I tour virtuali e le panoramiche a 360° sono un’ottima soluzione per immergersi completamente in un’esperienza di viaggio senza uscire da casa. Ma si può andare oltre. Occorre però dotarsi di un equipaggiamento particolare – un visore o degli occhiali appositi – per entrare letteralmente in un determinato ambiente o rivivere una situazione perfino “toccando oggetti senza toccarli realmente”. Di fronte ad un torrente è possibile immergere i piedi senza bagnarsi, in un mercato è possibile afferrare frutta e verdura senza che si materializzino in salotto, in spiaggia è possibile sentire le onde infrangersi sugli scogli e sostare al sole senza scottarsi.
Alcune destinazioni, grazie alla realtà virtuale, riescono a trasmettere ai turisti quanto il passato ancora pervada le vie delle città. Bruges ha fatto del suo Historium una delle attrazioni imperdibili della città: entrati, si ripercorre insieme ad un personaggio di fantasia la storia della città, si sentono profumi e suoni del passato, infine la VR fa viaggiare il visitatore attraverso i canali cittadini dei secoli scorsi, solcati dalle imbarcazioni e popolati di mercanti.

La VR, tanto utilizzata nel gaming, è l’ideale per avere la sensazione di viaggiare davvero e vedere luoghi che tanto ci attirano. Utilissima anche per rendersi conto in anticipo, magari prima di prenotare un volo costosissimo, di cosa ci attende una volta atterrati. Purtroppo non si tratta di tecnologie di massa, o almeno non ancora. L’era dei cataloghi non è del tutto superata.
Google, cogliendone le potenzialità, ha anche pensato di offrirla come supporto agli insegnanti. Esplorazioni è lo strumento didattico confezionato per insegnare in maniera alternativa, facendo esplorare agli studenti il mondo grazie ad un kit senza mai uscire dalla classe.

 

Copertina: Disegno di Armando Tondo

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