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Social per le suore ma con moderazione

Le Buone Notizie di Cacao - Ven, 05/18/2018 - 13:09

Anche le suore di clausura potranno usare i social ma con moderazione e sobrietà. Così è scritto nella «Cor Orans», l’Istruzione applicativa della Costituzione apostolica del 29 giugno 2016 «Vultum Dei Quaerere”, le regole per la vita delle consacrate dove ci si raccomanda: «Mai perdere di vista la necessità di silenzio, preghiera e contemplazione».
Ok, via alle battute!
(Fonte: Repubblica)

Mick Jagger scatenato

Le Buone Notizie di Cacao - Ven, 05/18/2018 - 13:09

Sta girando sui social il video che vede Mick Jagger che alla bella età di 74 anni si scatena a ballare durante le prove del concerto dei Rolling Stones al Croke Park di Dublino.
Sì, davvero, vorremmo conoscere il nome e soprattutto il numero di telefono del suo pusher.
(Fonte: Facebook)

Mai più senza!

Le Buone Notizie di Cacao - Ven, 05/18/2018 - 13:07

Ci ringrazierete in eterno per questa segnalazione! Possiamo acquistare un orsacchiotto con lo stesso ciuffo di Trump, la stessa cravatta di Trump e se aprite la cerniera sul retro in omaggio un’enorme bandiera americana.
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Ma affrettatevi: è un’edizione limitata.
(Segnalato da Elena Prati, grazie!)

Una casa costruita in simil Lego

People For Planet - Ven, 05/18/2018 - 05:19
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Contro i tumori del seno, di corsa: a Roma torna la “Race for the cure”

People For Planet - Ven, 05/18/2018 - 04:54

Un fine settimana all’insegna della sensibilizzazione alla prevenzione e alla conoscenza dei tumori del seno. Torna a Roma Race for the cure, la più grande manifestazione per la lotta ai tumori del seno in Italia: iniziata ieri, andrà avanti fino a domenica 20 maggio. Quattro giorni di eventi e iniziative gratuite per la salute, lo sport e il benessere, all’interno di un Villaggio appositamente allestito al Circo Massimo, che si concluderanno con la ormai tradizionale corsa (o passeggiata, a scelta) tra piazza Venezia, Colosseo e Terme di Caracalla. L’evento, giunto alla XIX edizione, è organizzato dall’associazione Susan G. Komen Italia, che utilizza i fondi raccolti dal progetto per realizzare programmi di prevenzione a sostegno delle donne.

Il programma

Il programma della manifestazione prevede diverse iniziative gratuite all’interno del “Villaggio della Salute, dello Sport e del Benessere”, attivo fino alle 20 di domani, dove è possibile sottoporsi a consulenze specialistiche gratuite per la diagnosi precoce dei tumori del seno e delle principali patologie femminili, oltre che a sessioni pratiche di sport, fitness, yoga, qi-gong, meditazione, corretta alimentazione e pet therapy per incoraggiare l’adozione di stili di vita più sani e la protezione della propria salute (qui il programma). Un’area attrezzata per i bambini consentirà anche ai più piccoli di partecipare all’iniziativa, divertendosi. La mattinata di domenica 20  sarà invece dedicata alla tradizionale corsa, e dalla passeggiata, che celebreranno la conclusione dell’iniziativa.

Come partecipare

Per partecipare alla Race for the Cure 2018 ci si può iscrivere con una donazione minima di 15 euro che consente di ritirare borsa gara, t-shirt e pettorale, “ma ogni donazione superiore ci permetterà di fare ancora di più per la lotta ai tumori del seno“, precisano gli organizzatori: “Con una donazione di 25 euro si può offrire a una donna a rischio la possibilità di eseguire un’ecografia mammaria o un’ecografia ginecologica; con una donazione da 50 euro si può offrire a una donna a rischio la possibilità di eseguire un’ecografia mammaria e una mammografia, mentre con una donazione di 100 euro si può offrire a una donna a rischio la possibilità di fare uno screening mammario e ginecologico più completo (visita clinica, mammografia, ecografia mammaria, pap test ed ecografia pelvica)”. Sarà possibile iscriversi fino alle 9 della stessa giornata (per maggiori info sulle iscrizioni consultare il sito).

Non solo competizione

La gara competitiva si sviluppa su un percorso di 5 km ed è riservata ad atleti (età minima 16 anni) che svolgano attività agonistica, ma è possibile partecipare anche alla versione non competitiva della gara (sullo stesso percorso di 5 km) o alla passeggiata di 2 km. L’inizio della corsa competitiva è previsto per le 10 di domenica mattina, cui faranno seguito la corsa non competitiva e la passeggiata. Gli atleti partecipanti alla gara competitiva indosseranno un pettorale munito di chip in grado di registrare il tempo dallo start al traguardo, mentre per la Race non competitiva e per la passeggiata l’iscrizione è aperta a tutti (uomini, donne e bambini), è possibile partecipare anche con passeggini e carrozzelle e cani al seguito (al guinzaglio) e  non è prevista la registrazione dei tempi di gara.

Le “Donne in rosa”

All’interno della corsa è prevista la categoria “Donne in Rosa”, riservata alle donne che hanno affrontato o stano affrontando personalmente il tumore del seno e che scelgono di rendere pubblica la loro esperienza partecipando con una speciale maglietta rosa e aiutando a rompere il silenzio e la paura che accompagnano questa patologia. A loro è dedicata un’area speciale per iscriversi, ritirare la borsa gara (con t-shirt, cappellino e pettorale rosa) e per incontrarsi e condividere emozioni ed esperienze.

La raccolta fondi

Con i fondi raccolti attraverso la Race for the Cure, la Susan G. Komen Italia dal 2000 a oggi ha raccolto e già distribuito circa tre milioni di euro per la realizzazione di oltre 421 progetti propri e di altre associazioni nella lotta ai tumori del seno, tra cui corsi di aggiornamento per operatori sanitari, programmi di educazione alla prevenzione per donne sane e studenti, servizi clinici per il recupero del benessere psico-fisico delle donne operate e acquisto di apparecchiature di diagnosi e cura delle neoplasie del seno.

I prossimi appuntamenti

Dopo l’edizione romana gli altri appuntamenti con Race for the cure in Italia saranno a Bari dal 25 al 27 maggio, a Bologna dal 21 al 23 settembre e Brescia dal 5 al 7 ottobre.

L’associazione Komen Italia

Susan G. Komen Italia è un’organizzazione basata sul volontariato che opera nella lotta ai tumori del seno su tutto il territorio nazionale: è il primo affiliato internazionale della Susan G. Komen di Dallas, la principale organizzazione mondiale attiva in questo campo da oltre 30 anni. Nel nostro paese l’Associazione opera dal 2000 e si propone di stimolare la formazione, la ricerca e l’innovazione in tema di salute femminile; promuovere la prevenzione e l’adozione di stili di vita sani; tutelare il diritto a cure di eccellenza per ogni donna con un tumore del seno; offrire servizi per migliorare la qualità di vita dopo un tumore, in particolare per le donne con malattia metastatica; collaborare con altre associazioni e finanziare progetti sul territorio nazionale.

Race for the cure nasce nel 1982

Nata negli Stati Uniti nel 1982, la Race for the Cure è arrivata in Italia nel 2000, a Roma. Madrina della manifestazione è l’attrice Maria Grazia Cucinotta che presta il suo volto e la sua voce per le tante iniziative di promozione dell’evento insieme con la testimonial delle “Donne in Rosa”, l’attrice Rosanna Banfi. Il successo sempre crescente ottenuto nel corso degli anni dall’iniziativa ha fatto sì che la Race superasse i confini della Capitale per raggiungere anche Bari, Bologna, Napoli (per tre edizioni dal 2010 al 2012) e, dal 2015, anche Brescia. Lo scorso anno le edizioni di Roma, Bari, Bologna e Brescia hanno fatto registrare un ammontare di partecipanti complessivo di oltre 115.000 iscritti.

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A Bovino il turismo è circolare

People For Planet - Ven, 05/18/2018 - 04:23

Un esempio, per evitare il mordi e fuggi sostituendolo con il turismo basato sull’esperienza, è quello di Bovino, piccolo comune pugliese che per approdare alle nuove economie sostenibili e circolari e rispondere al calo demografico – nel 1951 aveva 9.452 abitanti che sono diventati 3.562 nel 2011 – ha ripensato il proprio modello diventando un vivace “paese museo”, molto attento alla modernità.

La storia passata lo ha aiutato, ma quale borgo in Italia non è denso di storia? Bovino, infatti, era già un insediamento neolitico e divenne Municipium e Colonia romana, nonché sede diocesana verso il 500 d.C., per diventare sede episcopale cinque secoli dopo.

Una storia non comune e, come abbiamo detto, per l’Italia nemmeno troppo originale! E Bovino su questa storia ha investito, a vedere l’offerta storico-culturale del paese.

Il monumento che immediatamente salta agli occhi di un turista è il Castello di Bovino che domina il paese e che è stato edificato su una rocca romana. La posizione si è rivelata strategica nei secoli passati, poiché consente il controllo della Valle del Cervaro, la via di comunicazione tra Napoli e la Puglia. Il Castello ducale, dopo aver ospitato un serie di “turisti illustri” come Torquato Tasso, Maria Teresa d’Austria e Papa Benedetto XII, ora gode d’ottima salute e ospita il Museo Diocesano, nel quale si trovano le testimonianze della storia di Bovino, custodite e fruibili in moderne teche illuminate dai led ad alta efficienza energetica.

Non solo: nel castello c’è anche la struttura ricettiva “Residenza Ducale” (chiamarlo Bed and Breakfast sarebbe assai riduttivo!), realizzata con un enorme rispetto dell’opera, al punto che dall’esterno nulla s’intuisce della nuova destinazione d’uso della dimora dei Duchi Guevara, che hanno abitato il castello per quattro secoli. Una soluzione che dovrebbe far riflettere chi immagina l’Italia come un enorme museo a cielo eterno fossilizzato nei secoli.

E l’esempio del castello non è l’unico a Bovino. L’uso intelligente, moderno senza stravolgimento, delle risorse storiche del borgo di Bovino è il filo che unisce tutte le attività legate alla nuova offerta turistica del paese. Oltre al Museo Diocesano, infatti, ci sono altri due musei, quello Civico, che è un viaggio nel tempo dalla preistoria ai giorni nostri, con la presenza di importanti stele antropomorfe, e quello della Civiltà contadina, che raccoglie il lato più popolare della società passata di Bovino descritto con gli oggetti, gli utensili e gli attrezzi usati nella vita dei campi a cavallo tra il XIX e il XX secolo.

E se non siete ancora sazi ecco anche la Biblioteca Diocesana, l’Archivio Capitolare e l’Archivio Diocesano, tutti fruibili, su appuntamento e in ottimo stato di conservazione.

Se a tutto ciò aggiungiamo la Basilica Cattedrale, romanica con elementi gotici e bizantini, la cui facciata è dell’anno 1231, potremmo dire che con una sosta a Bovino diventa possibile fare il “pieno” di cultura. Ma secondo alcuni l’offerta turistica, e culturale, del paese può essere ancora incrementata.

«Abbiamo in progetto la realizzazione del Museo delle armi, presso la sede municipale e ora che abbiamo creato le basi per lo sviluppo di Bovino, e siamo proiettati verso la giusta strada, dobbiamo proseguire», ci dice il sindaco Michele Dedda, imprenditore.

Le basi di cui parla il sindaco vanno ben oltre la già corposa offerta culturale.

Parliamo di numeri: Bovino ha un’ospitalità di circa 100 posti letto, tutti realizzati secondo la recente logica dell’albergo diffuso con la qualità al primo posto.

Le strutture, come quella nel Castello Ducale, sono recenti e offrono servizi di prim’ordine come una Spa, il tutto realizzato in maniera leggera, senza alcun impatto sulla preziosa struttura urbanistica del borgo.

E la qualità paga.

Nel 2015, infatti, Bovino ha erogato circa 3.600 pernotti, più di uno per abitante; si tratta di un risultato notevole se pensiamo che il paese è “celato” all’interno dei Monti Dauni, lontano da grandi assi di comunicazione. «Adesso dobbiamo risolvere la questione delle vie d’accesso e su questo fronte stiamo lavorando con gli altri 29 comuni dei Monti Dauni per una ristrutturazione su vasta scala della rete viaria», continua Dedda.

Tutto ciò non sarebbe nulla se non vi fosse una concezione di fondo circa lo sviluppo attraverso il turismo che è radicata sotto il profilo della circolarità e della sostenibilità.

Prima di tutto Bovino punta sulla qualità molto elevata sia dal punto di vista dell’ospitalità, sia sotto il profilo del lato culturale, il tutto condito, si fa per dire, della gastronomia pugliese che è declinata in maniera locale, per la maggior parte a chilometro zero.

«In precedenza a Bovino non c’era nulla sia sotto al profilo dell’ospitalità, sia dal punto di vista della ristorazione. – afferma Nicola Consiglio che con la moglie Agata, gestisce l’agriturismo Piana delle Mandrie e il ristorante in pieno centro storico La Cantina. – Ora penso che il lavoro fatto su tutto ciò sia stato fondamentale ma non dobbiamo fermarci. Promozione e servizi aggiuntivi saranno cose fondamentali per il futuro di Bovino».

Una serie di servizi aggiuntivi già esiste, come quello delle visite guidate offerte dalla cooperativa “Il Sipario” che gestisce sia l’ospitalità al Castello Ducale, sia il Museo Diocesano. «Dall’esperienza che abbiamo fatto è evidente che si debba puntare al turismo esperienziale. – afferma Francesco Gesualdi, presidente della cooperativa – Anche perché ciò ci consentirebbe di allungare i tempi di soggiorno e allargare i periodi di visita che per ora sono in gran parte concentrati durante le feste». E su ciò ci si sta muovendo. Nicola Consiglio nel suo agriturismo offre anche l’opportunità del maneggio, la Masseria Salecchia ha un intenso programma didattico con laboratori per i più piccoli, mentre sul fondo della valle è possibile visitare il mulino ad acqua, perfettamente funzionante, “Lo Moleno acqua del Ponte”, assaggiando la focaccia di grano Senatore Cappelli, prodotta non a chilometri ma a metri zero.

E non basta. Oltre a ciò Bovino svilupperà l’offerta turistica esperienziale legata al trekking e alle mountain bike consolidando, così, la rete tra gli operatori turistici di Bovino. «Su questa base stiamo lavorando per rafforzare questa rete e uscire all’esterno con delle offerte integrate. – continua Gesualdi – A maggio 2017 abbiamo avuto 1.400 pernotti a un’azienda per motivi di lavoro, proprio per questa nostra capacità di saper offrire soluzioni flessibili».

Questo è un plus commerciale da non sottovalutare per vincere la sfida legata a un grande salto dello scenario internazionale che in realtà sta già avvenendo. Grazie alla rete, infatti, molti turisti provenienti dall’estero hanno scoperto Bovino, con alcuni turisti a stelle e strisce che sono ormai ospiti fissi e nel frattempo i tour operator del Nord Europa, complici clima e gastronomia e non solo, stanno guardando con interesse al piccolo paese pugliese che sta inventando un nuovo tipo d’offerta turistica che dovrebbe essere presa a modello da molti altri piccoli, e grandi, centri italiani.

 

Fonti:

Il sito della Pro loco di Bovino: www.prolocobovino.it
La videolist su Bovino di Giornalisti nell’Erba: goo.gl/TGa2cu

In copertina: Bovino – Foto di Sergio Ferraris

 

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Ci facciamo influenzare dai pregiudizi? (VIDEO)

Le Buone Notizie di Cacao - Gio, 05/17/2018 - 15:44

Un esperimento di Unicef mostra come reagiamo alla presenza di una bambina pulita e vestita bene e di una bambina vestita male…
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Semi di Chia: buoni sì ma per tutti?

Le Buone Notizie di Cacao - Gio, 05/17/2018 - 15:43

Cosa sono i semi di Chia e quando usarli? Benefici e miti da sfatare
Chi è attento alla propria dieta li ha sicuramente sentiti nominare: i semi di Chia sono un alimento arrivato sulle nostre tavole in questi ultimi anni e subito ne sono state riconosciute le qualità benefiche. Ma fanno bene davvero a tutti?
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Facebook dà i consigli ai ragazzi

Le Buone Notizie di Cacao - Gio, 05/17/2018 - 15:42

10 consigli ragionevoli e un po’ paternalistici
E’ il nuovo portale di Facebook, si rivolge per definizione agli adolescenti. Anche se poi risulta difficile immaginare che molti di loro avranno voglia di andarlo a consultare per vedersi somministrare una serie di buoni consigli “morali”. Ricorda un po’ i consigli a Cappuccetto Rosso. Forse sarebbe stato meglio, per attrarre i ragazzi, metterci un po’ più di “pepe” mescolando buoni consigli e dritte su come avere successo sui social. Ma tant’è. Ed eccoli, i 10 consigli.
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Quando la sfortuna fa luce

Le Buone Notizie di Cacao - Gio, 05/17/2018 - 15:40

Un giornalista di Kmtv, rete televisiva del Kent, GB, stava realizzando un servizio televisivo in diretta dalla cittadina di Hoat quando dietro di lui si è visto svoltare un angolo un ragazzo con una grande pianta di cannabis in mano. Appena scorte le telecamere il ragazzo è fuggito ma ormai era troppo tardi, l’avevano visto tutti.
Video

Strisce artistiche

Le Buone Notizie di Cacao - Gio, 05/17/2018 - 15:39

Sono apparse a Madrid, a opera dell’artista bulgaro Christo Guelov. Sono strisce pedonali un po’ atipiche ma senz’altro più divertenti delle solite. Si chiama “Funnycross” il progetto di riqualificazione urbana per trasformare le strade in opere d’arte a cielo aperto, che al momento ha interessato ben 13 attraversamenti pedonali di Madrid.
Secondo l’artista queste opere d’arte servono anche a mettere in maggior evidenza le strisce pedonali rendendo i passaggi molto più sicuri. 
(Fonte: youreduaction.it)

La dieta del ciclista

Le Buone Notizie di Cacao - Gio, 05/17/2018 - 15:38

Durante la tappa da Penne a Gualdo Tadino, un tifoso teramano ha offerto ai ciclisti degli arrosticini ancora caldi urlando che davano energia.
Altro che integratori salini, puro grasso animale!
(Fonte: Ansa)

Dove diavolo è Matt Harding?

People For Planet - Gio, 05/17/2018 - 11:58

Da diversi anni Matt, ex programmatore informatico, gira il mondo facendo ballare popolazioni da tutti i continenti. Ha iniziato per gioco poi i suoi video sono diventati virali e non ha più smesso…

 

Qui il canale Youtube di Matt Harding

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Semi di Chia: buoni sì ma per tutti?

People For Planet - Gio, 05/17/2018 - 04:48

Chi è attento alla propria dieta li ha sicuramente sentiti nominare: i semi di Chia sono un alimento arrivato sulle nostre tavole in questi ultimi anni e subito ne sono state riconosciute le qualità benefiche. Ma fanno bene davvero a tutti?

I semi di Chia: cosa sono e come si usano

La Chia, il cui nome scientifico è Salvia Ispanica, è una pianta originaria del Centro America, che produce piccoli semi scuri utilizzati da sempre come alimento dalle popolazioni indigene, che li usavano anche nella panificazione.

Sulle nostre tavole hanno iniziato ad apparire soprattutto negli ultimi anni, quando la Commissione Europea ne ha autorizzato la diffusione, nel 2009 solo nei preparati e poi nel 2013 con il commercio al dettaglio del seme, che è un vero e proprio superfood se si va a guardare i valori nutrizionali.

I semi di Chia sono ricchi di vitamine, sali minerali come calcio, ferro, potassio e magnesio, oltre ad essere fonte di antiossidanti e contenere una grande quantità di acidi grassi Omega3 – i grassi “buoni” che aiutano a combattere il colesterolo – in quantità maggiori rispetto al pesce azzurro ed anche rispetto ad altri semi, tra cui quelli di lino, più conosciuti e utilizzati da noi europei.

“Si possono consumare in aggiunta a qualsiasi cibo perché non hanno un sapore particolarmente forte, oppure se ne può mettere un cucchiaio nello yogurt o in una bevanda. Tra le tante qualità, i semi sono anche una grande fonte di fibre e a contatto con l’acqua formano una sostanza gelatinosa che ha la funzione di migliorare la motilità dell’intestino”, spiega Roberta Sani, erborista, che specifica: “possono aiutare in una dieta varia e hanno un basso indice glicemico, quindi aumentano il senso di sazietà, ma vanno considerati come un alimento che apporta vari nutrienti al corpo e non come un integratore o la soluzione per dimagrire. Il fatto che a volte se ne parli come se fossero un farmaco forse non aiuta: sono un alimento che prima non si conosceva da noi e ha delle ottime qualità ma deve essere considerato e consumato come tale”.

Per molti ma non per tutti

Non sono un alimento per tutti, conferma il dottor Giuseppe Bellotti, biologo e nutrizionista: “I semi di Chia sono ottimi da tanti punti di vista, pensiamo solo al fatto che essendo privi di glutine possono essere usati anche da chi è intollerante. Ma per utilizzarli bisogna avere un intestino sano, perché sono molto ricchi di fibre e in un intestino con diverticolite, irritabile o infiammato possono contribuire ad aumentare l’infiammazione”. Continua il dottor Bellotti: “I semi a contatto con l’acqua formano una gelatina il cui volume è dieci volte tanto quello dei semi iniziali, fatta di fibre insolubili che devono essere smaltite, quindi aumenta di molto la massa fecale e la peristalsi. Se il nostro intestino funziona bene, le fibre vengono eliminate e questo può essere molto utile a chi soffre di stipsi. Chi ha altri tipi di problemi intestinali può invece aumentare le sue difficoltà”. Il dottore mette in guardia: “Spesso quando escono notizie su questi super-alimenti, appunto come la Chia, o le bacche di Goji, per un periodo se ne fa un uso smodato: come qualsiasi altro cibo, compresi frutta e verdura, non è detto che vada bene per tutti e nelle stesse quantità, dipende da molti fattori, dal corpo di ognuno, dal tipo di dieta che si segue tutti i giorni. Se si è in dubbio, meglio fare una domanda in più al proprio medico”, conclude Bellotti.
Secondo la dottoressa Manuela Pastore, dietista: “La porzione giornaliera media di semi di Chia è di circa 10-20 g, un cucchiaio al massimo, per una persona sana ma si raccomanda di chiedere il parere del medico prima di assumerli in quanto hanno effetti lassativi e possono causare ipotensione”.

Il consiglio da parte di entrambi gli esperti è chiaro: i semi di Chia sono utili ma in generale non bisogna lasciarsi prendere dalle mode e ascoltare il proprio corpo per capire se un alimento ci fa bene e in che quantità.

 

Fonti:

I testi delle autorizzazioni della Commissione Europea, dal sito ufficiale che raccoglie le leggi europee:

https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/ALL/?uri=CELEX%3A32009D0827

https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX%3A32013D0050

Cosa contengono i semi, da un articolo divulgativo sul sito dell’Istituto Humanitas:

https://www.humanitasalute.it/lo-sai-che/68365-lo-sai-semi-chia-ricchi-vitamina-c/

Le qualità dei semi in breve, dal sito Salute24 del Sole24Ore

http://salute24.ilsole24ore.com/articles/17603?refresh_ce=1

 

In copertina: Fotomontaggio di Armando Tondo

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Facebook dà i consigli ai ragazzi

People For Planet - Gio, 05/17/2018 - 02:30

E’ il nuovo portale di Facebook, si rivolge per definizione agli adolescenti. Anche se poi risulta difficile immaginare che molti di loro avranno voglia di andarlo a consultare per vedersi somministrare una serie di buoni consigli “morali”. Ricorda un po’ i consigli a Cappuccetto Rosso. Forse sarebbe stato meglio, per attrarre i ragazzi, metterci un po’ più di “pepe” mescolando buoni consigli e dritte su come avere successo sui social. Ma tant’è. Ed eccoli, i 10 consigli.

  1. Pensa (per cinque secondi) prima di agire. Prima di pubblicare un contenuto visibile a tutti, fermati a pensare: “Mi sentirei a mio agio nel leggerlo ad alta voce davanti ai miei genitori e ai miei nonni?”.
  2. Non aprire le porte della tua vita agli estranei. Fai attenzione a chi inviti a entrare nel tuo spazio personale, controlla regolarmente la tua lista di amici, accetta richieste di amicizia dalle persone che conosci, controlla attentamente chiunque altro voglia contattarti.
  3. Non lasciare la porta aperta. Non condividere la tua password con nessuno, né con i tuoi amici, né con la persona con cui esci. Non vale mai la pena di correre certi rischi.
  4. Cambia spesso la serratura. Se la tua lista di amici aumenta, ricontrolla regolarmente le tue impostazioni sulla privacy per assicurarti che le informazioni che hai deciso di rendere private e pubbliche vadano ancora bene.
  5. Se vedi contenuti che ti turbano o commenti di cattivo gusto sul post di un amico oppure se interagisci con contenuti che non ti fanno sentire a tuo agio, dillo a qualcuno. Invia subito una segnalazione nell’app per migliorare l’esperienza di tutti, compresa la tua.
  6. Se qualcuno ti mette a disagio o se usare Facebook in generale ti fa sentire triste o ti causa stress, confidati con qualcuno vicino a te. Non c’è niente di sbagliato nel prendersi una pausa dai social media.
  7. Non dare informazioni personali a persone appena conosciute. È buona regola non condividere il tuo indirizzo o la tua posizione esatta quando fai qualcosa, così come non condividere altri dettagli privati sulla tua vita. Lo stesso vale per la condivisione di informazioni sui tuoi amici senza la loro autorizzazione: non farlo.
  8. Comportati bene. I tuoi comportamenti sono come un boomerang: ciò che fai agli altri, ti tornerà indietro. Non lesinare complimenti e assumi un atteggiamento positivo quando interagisci con i contenuti di altre persone.
  9. Fidati del tuo istinto. Se qualcosa non ti torna nel comportamento di un amico di Facebook, parla con lui. Se non sai se condividere un contenuto o se un link ti sembra strano, fidati del tuo istinto.
  10. Aiuta gli altri. Supporta gli amici più svantaggiati di te, che devono affrontare più difficoltà o hanno semplicemente bisogno di una mano. Se noti che stanno vivendo esperienze negative online, intervieni. Aiutare gli altri significa impegnarsi perché possano far sentire la loro voce.

Fin qui i consigli. Qualcuno un po’ buffo (per esempio il consiglio 1: è chiaro che i ragazzi si dicono cose tra loro che non sempre vorrebbero leggere davanti ai genitori o ai nonni).

Ma complessivamente ragionevoli e anche utili, anche se di stile un po’ paternalistico. E forse è questo stile che ci aiuta a capire come mai molti ragazzi stiano abbandonando Facebook a favore di altri medium come Instagram o WhatsApp.

Al di là dell’iniziativa di Facebook, la questione dei pericoli del Web è comunque una questione molto seria e da non sottovalutare. Richiede consapevolezza da parte di scuole, adulti, ragazzi…

E’ utile, parlarne, documentarsi. Anche People For Planet ha dedicato uno spazio ai pericoli del Web in una puntata del corso di Jacopo Fo e Nicola Delbono su come farsi un blog

I pericoli del Web (Parte 12 – VIDEO)

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Claudia, Olga e Rosa sono Ecoplanner

Le Buone Notizie di Cacao - Mer, 05/16/2018 - 13:00

Cosa vuol dire organizzare un matrimonio che sia bello ma anche ecologico e sostenibile?
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Scuole e maialini

Le Buone Notizie di Cacao - Mer, 05/16/2018 - 12:59

Tetti di scuole che crollano in Italia e alberghi per maialini in Cina. L’edilizia è lo specchio della società.
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5 tartarughe liberate

Le Buone Notizie di Cacao - Mer, 05/16/2018 - 12:58

Si chiamano Zelda, Ariel, Tosca, Ciliegia e Primavera le cinque tartarughe marine della specie Caretta Caretta state liberate in mare a Genova dopo essere state soccorse e curate.
Zelda in realtà è maschio ma pare non preoccuparsi di banali questioni di genere.
(Fonte: Repubblica)

Meglio il Jazz

Le Buone Notizie di Cacao - Mer, 05/16/2018 - 12:58

Gli squali hanno il ritmo nelle pinne e preferiscono il jazz, la musica classica li manda un po’ in confusione. Lo sostengono i ricercatori della Macquarie University Fish Lab di Marsfield (Australia) che hanno fatto un esperimento con gli squali di Port Jackson. Sfruttando l'ottima propagazione del suono sott'acqua hanno scoperto che i pesci si dirigevano verso gli altoparlanti che diffondevano musica jazz per ricevere cibo mentre disdegnavano quelli che diffondevano Mozart.
(Fonte: La Stampa.it)