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Le Ricette di Angela Labellarte: crema di carciofi

People For Planet - Gio, 05/30/2019 - 05:02

Ingredienti

Carciofi 6
Patate 1
Maggiorana 1 mazzetto
Olio 4 cucchiai
Aglio fresco (o 1 spicchio di aglio classico)
Sale q.b.
Crostini per decorare

Preparazione

Pulite i carciofi e le patate e tagliate tutto grossolanamente.
In una pentola mettete a rosolare l’aglio con l’olio, aggiungete le patate e i carciofi.
Mescolate, salate, coprite con acqua e cuocete per 15 minuti.
Togliete dal fuoco, aggiungete la maggiorana e frullate con un frullatore ad immersione.
Servite in una ciotola con crostini e maggiorana.

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Migrantour: la città raccontata da chi non ti aspetti

People For Planet - Gio, 05/30/2019 - 04:30

Venite con noi a conoscere la città di Napoli e il geniale progetto Migrantour della Società Cooperativa sociale Casba.
Visite della città accompagnati da cittadini immigrati, un modo di vedere la città in modo diverso, accompagnati da una cultura diversa. Due viaggi in una volta sola.
Tutte le info e i contatti qui https://www.coopcasba.org/migrantour-napoli/

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Un pannello “solare” per sfruttare il freddo dell’Universo

People For Planet - Mer, 05/29/2019 - 21:15

Un pannello “solare” per produrre energia, ma al buio. Sembra un controsenso, ma è invece il frutto del lavoro di un gruppo di ricerca dell’American Institute of Physics (AIP) pubblicato su Applied Physics Letters. Utilizzando le stesse basi teoriche della produzione di energia solare, infatti, i ricercatori hanno messo a punto un dispositivo capace di sfruttare la differenza di temperatura esistente tra lo Spazio profondo e la superficie terrestre.

Il pannello “solare”

Il dispositivo in questione si basa sul principio dell’illuminazione negativa: mentre un normale pannello solare è azionato dalle radiazioni luminose che ne colpiscono la superficie, questo strumento funziona in modo diametralmente opposto. È costituito da uno specchio ricurvo, simile a una parabola, in grado di captare il trasferimento delle radiazioni termiche dalla superficie dello specchio stesso (più caldo) verso lo Spazio aperto (più freddo) e indirizzarlo verso un fotodiodo che, sulla base di questo gradiente, genera corrente elettrica.

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Come smacchiare in maniera naturale le macchie più ostinate

People For Planet - Mer, 05/29/2019 - 18:00

Regola numero uno: intervenire con tempestività. Agire su una macchia ancora fresca garantisce più risultati rispetto a una macchia ormai asciutta. Regola numero due: sapere come intervenire. Sul banco degli imputati: erba, sangue, cioccolato, frutti di bosco e vino rosso.

Erba, sangue, cioccolato, vino e succhi di frutta sono solo alcuni dei nemici più acerrimi di un bucato pulito perché tendono a macchiare irrimediabilmente i capi di abbigliamento, anche dopo un lavaggio in lavatrice. Macchie che si rivelano davvero ostinate e difficili da rimuovere e che tendono a piazzarsi in bella mostra dove non dovrebbero stare. Esistono tuttavia dei metodi naturali per preparare adeguatamente questi capi “danneggiati” al consueto lavaggio ottenendo ottimi risultati una volta tirati fuori dalla lavatrice. Più che procedere con gli esempi, procediamo per macchia.

  1. Erba
  2. Sangue
  3. Vino rosso
  4. Cioccolato
  5. Frutti di bosco

Sono le più frequenti, soprattutto se hai la fortuna di avere figli maschi. La prima cosa che devi fare è intervenire appena ti è possibile perché la macchia d’erba è causata dalla clorofilla e da altri composti come carotenoidi e xantofille che tendono a penetrare in profondità nei tessuti.

Se quindi devi intervenire su lino o cotone, e la macchia è ancora fresca, metti il capo in ammollo in acqua tiepida o nel latte freddo per almeno 30 minuti, senza necessità di sfregare. Se devi intervenire su un capo di lana, prepara una soluzione composta da tre parti di acqua tiepida, 2 di alcool e una di ammoniaca. Strofina delicatamente il capo e poi risciacqua con acqua e aceto. Se hai la sfortuna che il capo sia bianco metti tutto in una bacinella con un po’ di acqua tiepida e il succo di due limoni ben maturi. Lascia in ammollo 3 ore e risciacqua con acqua fredda.

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Elezioni Europee: l’ambiente ha vinto o perso?

People For Planet - Mer, 05/29/2019 - 15:04

Ora che conosciamo i risultati delle elezioni in Italia ed Europa è arrivato il momento di chiedersi come questi risultati influiranno sulle politiche sull’ambiente e sul clima, così come facemmo dopo le elezioni nazionali in Italia. Per farlo ci siamo aiutati con tre studi realizzati sui programmi delle coalizioni europee presenti nel Parlamento europeo a cui anche i partiti italiani aderiscono, realizzati da climaeuropa.eu, da caneurope.org e da adelphi.de

Le prossime scadenze sul clima in Europa

I prossimi 5 anni saranno cruciali per le scelte sul clima. Entro l’anno prossimo tutti i Paesi saranno chiamati a rivedere gli impegni nazionali che hanno sottoscritto alla COP21 di Parigi nel 2015. L’Europa si impegnò a diminuire le emissioni di almeno il 40% entro il 2030 rispetto al 1990. Questo obiettivo però è insufficiente per rispettare gli obiettivi dell’Accordo di Parigi che prevede la limitazione della temperatura media globale a 1,5 gradi Celsius. Per adeguarsi l’Europa dovrebbe diminuire le sue emissioni tra il 55% e il 65% al 2030 e raggiungere zero emissioni entro il 2050. Il compito principale per i prossimi leader europei sarà quello di fissare nuovi obiettivi e attuare le politiche necessarie per raggiungerli. 

I programmi dei partiti europei e l’ambiente

Prima delle elezioni nel parlamento europeo erano presenti 9 gruppi politici a cui i partiti nazionali (Italia compresa) aderiscono sulla base del loro orientamento politico. Quella che segue è l’analisi dei programmi sul clima di queste alleanze europee. Sono sufficienti per rispondere all’emergenza climatica e a rispettare l’accordo di Parigi?

Di seguito presentiamo l’analisi in ordine di grandezza delle alleanze con a fianco a ciascun gruppo il partito italiano che fa (o faceva) riferimento a loro.

Il Partito Popolare Europeo -> Forza Italia

Voto: INSUFFICIENTE

Il Partito Popolare europeo (EPP) ha avuto un ridimensionamemto dalle elezioni ma resta il più grande gruppo nell’attuale Parlamento. Tra i suoi membri figurano diversi orientamenti politici, dall’ala più moderata dei partiti cristiano-democratici della Merkel, a quella più estremista come Fidesz dell’ungherese Orban (attualmente autosospesosi dal gruppo). Per l’Italia è presente Forza Italia. 

I principi cardine che guidano le linee politiche dei Popolari europei sono la crescita economica, il mercato finanziario, e la sicurezza interna. Nel manifesto compare un impegno a combattere il cambiamento climatico attraverso il miglioramento del meccanismo europeo di prezzo e quote (ETS) per limitare le emissioni di CO2, investimenti in innovazione e tecnologia, e la costruzione di una solida e sicura Unione energetica. Tuttavia il clima non rientra tra le priorità di questo gruppo parlamentare.

Forza Italia riflette la posizione europea dell’EPP sul piano nazionale. Nel programma elettorale, il clima è all’ultimo punto nonostante si affermi che “i cambiamenti climatici devono essere al centro dell’agenda politica europea”. È assente qualsiasi impegno specifico o politica da intraprendere.

Socialisti e Democratici -> Partito Democratico

Voto: BUONO

Anche il gruppo dei Socialisti e Democratici (S&D) è stato ridimensionato dal risultato elettorale ma resta il secondo gruppo dell’assemblea europea. Ne fanno parte i partiti socialisti di tutti gli Stati Membri. La delegazione italiana è rappresentata dal Partito Democratico (PD). 

Tradizionalmente più progressista sulle politiche energetiche e climatiche, il gruppo S&D ha fatto della protezione ambientale una delle sue priorità, combinandola con la protezione dei cittadini europei. Il programma insiste sulla qualità dell’aria e dell’acqua, su una transizione energetica che non escluda nessuno, compreso aprire un nuovo fondo per la “Transizione giusta” e tassare la CO2 in modo socialmente sostenibile, e sul bisogno di aumentare l’ambizione climatica per raggiungere la neutralità delle emissioni di CO2 entro il 2050.

Le priorità europee si rispecchiano nei programmi nazionali elencati dal Partito Democratico. Si ritrova l’idea di rivedere le ambizioni europee al rialzo per dimezzare le ambizioni al 2030 e abbatterle nel 2050. Inoltre vi è attenzione all’economia circolare e al bisogno di anticipare al 2025 la produzione di plastica totalmente riciclabile. Il tutto deve essere guidato da un “piano straordinario di investimenti”, che garantisca una transizione ecologica giusta e tenga conto della coesione sociale, del lavoro, e dell’innovazione. 

Alleanza per un’Europa liberale e democratica -> +Europa

VOTO: BUONO

Il gruppo dei liberali europei (ALDE) ha avuto un incremento di voti alle ultime elezioni e giocherà quasi certamente un ruolo chiave per la futura maggioranza nel Parlamento europeo. Non ci saranno membri italiani in questo gruppo, +Europa non ha superato lo sbarramento del 4% previsto dal sistema di voto italiano.

La posizione dei liberali europei sulla questione climatica è un compromesso al rialzo tra le posizioni dell’S&D e dell’EPP. Nel manifesto di ALDE si parla di lotta al cambiamento climatico in relazione al bilancio europeo, il quale dovrebbe essere speso a favore degli obiettivi climatici ed energetici dell’Unione. Come per i popolari, anche ALDE ritiene necessario il miglioramento del meccanismo europeo di prezzo e quote (ETS) per limitare le emissioni di CO2 – soprattutto riformando le esenzioni fiscali sui carburanti per l’aviazione internazionale – e completare l’Unione energetica. Allo stesso tempo, si allinea con i socialisti nel richiedere obiettivi più ambiziosi per la riduzione delle emissioni di CO2.

Europa della libertà e democrazia diretta -> Movimento 5 Stelle

Voto: INSUFFICIENTE

Il gruppo EFDD nel precedente parlamento era principalmente composto dal Partito inglese per la Brexit e dai deputati italiani del Movimento 5 Stelle, assieme a delegazioni più piccole dalla Repubblica Ceca, Francia, Germania, Polonia e Lituania. Tendenzialmente molto diviso, non esiste una linea partitica chiara e comune agli aderenti dell’EFDD, dunque neanche un manifesto elettorale. Inoltre, non è chiaro quale sarà il destino di questo gruppo nel prossimo Parlamento europeo in quanto è richiesto un minimo di sette delegazioni nazionali per formare un gruppo europeo e c’è molta incertezza circa la conferma di adesione dei vari partiti nazionali. A questo si aggiunga che il partito britannico pro Brexit è presente solo provvisoriamente in attesa che appunto si formalizzi l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea. I risultati elettorali sono stati contradditori Paese per Paese con il successo del partito pro Brexit nel Regno Unito e il parziale ridimensionamento dei 5 Stelle in Italia.

Esempio tipico di questa frammentazione interna è proprio l’approccio al clima dei membri EFDD. Il gruppo rientra tra gli attori più scettici dell’attuale Parlamento europeo, fatta eccezione per i deputati italiani del Movimento 5 Stelle, che spesso a Bruxelles appoggiano l’ala più progressista in materia climatica, tanto da allinearsi con le proposte dei Verdi. 

Sorprende perciò non trovare nessun chiaro riferimenti ai “cambiamenti climatici” nel programma elettorale del Movimento 5 Stelle. È chiaro il riferimento a inquinare meno – tramite l’abbandono graduale delle fonti fossili, investimenti in inceneritori e discariche, e un’Europa libera dalla plastica – e vietare l’uso di pesticidi nocivi per la salute e l’ambiente. Ma mancano totalmente obiettivi temporali e strumenti su come raggiungere gli obiettivi politici. 

Europa delle nazioni e della libertà -> Lega

Voto: MOLTO INSUFFICIENTE 

L’Europa delle nazioni e della libertà (ENF) è attualmente un gruppo minoritario del Parlamento europeo e tale è destinato a rimanere nonostante il successo della Lega in Italia. 

Né il gruppo europeo ENF né la Lega hanno presentato un programma elettorale. Tra le varie pagine social della Lega, si riscontra una completa mancanza del clima tra i temi del partito. In generale, la Lega – come il resto dell’ENF – è contraria a “regole europee” che blocchino agricoltura e pesca (come il “fermo pesca”). L’avversione alla regolamentazione a livello europeo fa sì che spesso gli eurodeputati ENF votino contro proposte legislative a favore del clima e in generale in tema ambientale.

Dal 2014 al 2018 la Lega ha votato oltre il 90% delle volte contro provvedimenti a favore del clima e della transizione energetica. Nel 2016 la Lega ha votato contro la ratifica dell’Accordo di Parigi allineandosi sulle stesse posizioni del Presidente americano Trump. 

Verdi europei -> Europa Verde

Voto: MOLTO BUONO

I Verdi europei (Greens/EFAsono un’alleanza di forze progressiste che valorizzano i temi della protezione ambientale, pace e giustizia sociale, globalizzazione giusta e lotta per i diritti dell’uomo. Hanno ottenuto un grande successo in diversi Paesi del centro e nord Europa. Particolarmente significativi i successi in Germania e Francia. L’Italia sarà assente nel gruppo perché Europa Verde non ha raggiunto il quorum. 

Il manifesto dei Verdi europei risulta il più ambizioso per quanto riguarda le future politiche climatiche ed energetiche, e l’unico che esplicitamente appoggia un Green New Deal che ricorda in Europa quanto proposto negli Usa da Alexandria Ocasio-Cortez.  Il programma punta sull’aumento degli obiettivi di riduzione delle emissioni di almeno il 55% entro il 2030 e successivamente il raggiungimento di zero emissioni, sul fissare un prezzo minimo della CO2  nel sistema ETS, sull’eliminazione graduale del carbone entro il 2030, sul raggiungimento di 100% di rinnovabili e sulla lotta contro la povertà energetica. È inoltre l’unico programma che indica l’urgenza di aumentare la finanza per il clima per i Paesi in via di sviluppo e più vulnerabili.


Conservatori e Riformisti Europei -> Fratelli d’Italia

Voto: INSUFFICIENTE 

I Conservatori e Riformisti Europei (ECR) hanno visto complessivamente ridursi la loro rappresentanza nel Parlamento. Tra questi si annoverano gli esponenti di Fratelli d’Italia che invece in Italia hanno aumentato i loro consensi. Tra i temi prioritari figurano la crescita economica, il commercio e le riforme istituzionali dell’Unione, inclusa una tendenziale avversione alla moneta unica europea. 

Nella “visione per l’Europa”, l’ECR sostiene un “approccio ragionevole” alla sostenibilità, che non vada a scapito di nessuno Stato membro e come tale si connota come un approccio debole e poco incisivo, non supportando obiettivi di alcun tipo a livello europeo. Solo in linea di principio riconosce la necessità di impegnarsi nella lotta al cambiamento climatico, tramite investimenti in ricerca e innovazione, ed un miglior uso delle risorse finanziare dell’UE, come la Politica Agricola Comune. 

Nel programma di Fratelli D’Italia il cambiamento climatico non trova nemmeno una menzione. Il punto 11, dedicato all’ambiente e alla natura, fa un riferimento generico alla protezione ambientale e alla riduzione dell’inquinamento senza però indicare alcun obiettivo specifico o strumento su come realizzarlo.

Gruppo confederale della Sinistra unitaria europea/Sinistra verde nordica -> La Sinistra

VOTO: BUONO

GUE/NGL ha visto ridursi la propria presenza nel Parlamento europeo a seguito della tornata elettorale. Non vi saranno rappresentanti italiani perché la Sinistra non ha superato il quorum, al pari di altre liste ancora minori. È un gruppo estremamente diversificato per il background politico dei suoi membri provenendo da partiti di estrema sinistra, socialisti, verdi o indipendentisti, tutti con lo scopo comune di proteggere la parità di genere, i diritti civili e l’applicazione dei diritti umani. 

Il tema sociale è il principio cardine di questo gruppo. Il programma di GUE dedica il quinto punto al “Green New Deal per la natura, il clima, la transizione ecologica dell’economia”. La priorità è data a incrementare gli obiettivi di riduzione delle emissioni e di impiego di rinnovabili ed efficienza energetica al 2030 con un ruolo centrale rivestito da nuovi investimenti. Mancano però indicazioni specifiche sull’orizzonte del 2050 e sugli strumenti concreti di implementazione del Green New Deal. 

In sintesi, le prospettive

Se come appare probabile la prossima maggioranza sarà composta da Popolari e Socialisti con la necessaria presenza anche dei Liberali e/o dei Verdi, si realizzerà una coalizione eterogenea dove saranno compresenti visioni diverse sull’ambiente e le politiche da realizzare, dalle più avanzate come quelle dei Verdi alle più prudenti come quelle dei Popolari. Non sarà poi da sottovalutare il freno su posizioni contrarie a politiche unitarie europee a favore del clima che potrà essere rappresentato dall’opposizione di gruppi come Europa delle Nazioni e Conservatori. Le politiche europee a favore dell’ambiente e quindi delle persone saranno perciò molto condizionate dall’esistenza, più o meno forte, di movimenti sociali e di opinione come quelli che si sono di recente manifestati soprattutto tra i giovani europei e che hanno contribuito al risultato elettorale.

Fonti:
adelphi.de
caneurope.org
climaeuropa.eu

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L’altra versione travolgente di ”Soldi”: nella lingua dei segni

People For Planet - Mer, 05/29/2019 - 15:00
Video: YouTube

Lei si chiama Hanneke de Raaf ed è un’interprete olandese della lingua dei segni. La sua versione di ‘‘Soldi”, la hit di Mahmood che ha conquistato il Festival di Sanremo e poi l’Eurvision, dove ha ottenuto il secondo posto, è diventata virale sui social.

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Allergia ai gatti: cause e possibili rimedi

People For Planet - Mer, 05/29/2019 - 13:31

Nelle nostre case oramai, il gatto è un compagno sempre più diffuso e amato; sarà per il suo aspetto regale e l’atteggiamento altezzoso, sarà per l’estrema attenzione all’igiene o la sua indipendenza, fatto sta che molte persone ne hanno adottato anche più di uno. Capita spesso però che, all’improvviso, ci si accorga di soffrire di una fastidiosa ed invadente allergia provocata dai nostri amici felini. 
L’allergia al gatto è, in realtà, impropriamente detta tale: a scatenare tale reazione è infatti l’allergene Fel D1, che viene prodotto dalle ghiandole sebacee del gatto e dalla sua saliva. Il trasporto di questo allergene è molto facile, tanto che può avvenire per mezzo di capelli e vestiti anche in ambienti non frequentati direttamente dall’animale. 

Sviluppare tolleranza all’allergene

I sintomi dell’allergia al gatto comprendono quelli più ‘classici’, come rinite, asma e congiuntivite, ma possono anche interessare l’epidermide, come irritazioni e rush cutanei. Sembrerebbe che l’esposizione quotidiana e costante al Fel D1 porti, nel tempo, allo sviluppo di una forte tolleranza a tale allergene, ma sono diversi i casi in cui si incorre in manifestazioni improvvise e inaspettate, anche gravi.
Non è ancora chiaro quali siano esattamente i fattori che portano all’improvvisa manifestazione dell’allergia: si è notato, per esempio, che l’arrivo di un nuovo gatto può incrementare esponenzialmente il rischio di gravi crisi asmatiche, derivanti da un aumento dell’allergene nell’ambiente. Anche allontanarsi da casa per diversi giorni può portare a non tollerare più la presenza del Fel D1, anche dopo anni di convivenza con il gatto.
Ancora, se l’esposizione all’allergene avviene tramite gatti non nostri, o comunque ai quali non siamo abituati, potrebbero manifestarsi comunque i sintomi precedentemente citati, a riprova del fatto che questo tipo di tolleranza immunologica, in realtà, è molto instabile e può mascherare un’allergia latente anche molto grave.“

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Gianmarco Negri, quello che insegna l’elezione del primo sindaco trans d’Italia

People For Planet - Mer, 05/29/2019 - 12:00

Le ultime Elezioni europee non sono di certo andate bene per chi crede nei valori della democrazia, dell’accoglienza e della diversità. La marea salviniana ha travolto molte cose e ha trascinato negli abissi dello sconforto tante speranze. A cominciare dal disastro pentastellato, con un MoVimento ridotto al 18% e ormai socio di minoranza nel governo giallo-verde, sempre più a trazione leghista. Eppure, in mezzo a tale disastro, la comunità Lgbt+ festeggia l’elezione di Gianmarco Negri, il primo sindaco transgender eletto nel nostro paese.

Più nello specifico, Negri è un FtM: ovvero una persona nata con un’identità cromosomica femminile che però si riconosce nel genere opposto. Nel corso di questi anni, dunque, il primo cittadino di Tromello (Pavia) ha fatto il suo percorso di transizione e adesso è un uomo. Non è la prima volta che una persona transgender accede a cariche istituzionali, nel nostro Paese. Basti ricordare la prima deputata della categoria nel Parlamento italiano, Vladimir Luxuria. Certo, la cosa fa ancora notizia.

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L’arte e cultura contro l’odio e le svastiche

People For Planet - Mer, 05/29/2019 - 11:34

Accendendo la tv, leggendo i quotidiani, facendosi un giro sui social… potrebbe sembrare che quella parte del mondo solidale, oggi sempre più spesso definita con un’accezione negativa fatta dai buonisti, sia in via d’estinzione. Sarà che l’informazione negativa vince in termini di audience e click o sarà, come Il Lercio dixit (cercando di sdrammatizzare), che non ci stiamo più capendo nulla e anche i più convinti depositano le armi, e quindi: Elezioni europee, Greta Thunberg ci ripensa: “Ma sì, estinguiamoci”che forse ci riesce anche meglio (ndr).

I leoni da tastiera, le gran voci delle piazze quelli delle frasi d’odio, discriminazioni, intolleranze, pena di morte sì aborto no, legittimo omicidio, aiutiamoli a casa loro dove a casa loro ci sto io, prima questo e poi l’altro e via dicendo… e così, giorno dopo giorno, sembra di andare indietro di anno dopo anno. Ci chiameranno la generazione dei gamberi che troppo poco si fa sentire e troppo solo si lamenta subendo conseguenze di decisioni che diciamo di non volere. Un paradosso se ci si pensa.

Ma se invece non ci facessimo solo condizionare dall’informazione da benzina sul fuoco e iniziassimo a dare voce anche a chi non ci sta e in prima persona si mette in gioco per cercare di cambiare le carte in tavola e (ri)dare al mondo una dignità? Di esempi virtuosi, anche se non ce lo dicono, ce ne sono, eccome se ce ne sono. E come disse quel tale:

“Infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio, perché con questa spada vi uccido quando voglio

Ed è così che artisti, amanti della giustizia, studenti e ignoti in Italia e nel mondo stanno, in sordina mediatica, pungendo con quella spada della cultura. Perché la politica dell’odio e dei luoghi comuni si combatte (anche) con la cultura.

Cosa di dice in Italia e non mondo:

A FIUMICINO I SONETTI DI LEOPARDI, UNGARETTI E SHAKESPEARE PER COPRIRE LE SVASTICHE: Decine di manifesti con i sonetti di Leopardi, Shakespeare e Ungaretti sono stati affissi per ricoprire i graffiti razzisti.

Fiumicino si è svegliata questa mattina “invasa” da sonetti di illustri poeti. Mani ignoti, durante la notte, hanno affisso decine di manifestini bianchi su muri, alberi e pali di varie strade e sulla passerella pedonale sul Tevere, che riportano sonetti di Giacomo Leopardi, William Shakespeare, Sandro Penna e Giuseppe Ungaretti.

Fonte immagine: huffingtonpost.it

I manifesti con i versi degli illustri poeti sono stati applicati per ricoprire simboli di Forza Nuova, svastiche e scritte razziste. Leggi l’articolo completo [Fonte: HUFFINGTONPOST.IT]

RISPONDERE ALL’ODIO CON L’AMORE: Omari è un writer berlinese che gestisce un negozio di vernici per gli artisti di strada ed è a capo di The Cultural Heirs, un’organizzazione che accoglie giovani sia tedeschi che immigrati per fare street art, hip hop, breakdance.

Un giorno nel suo negozio entra un uomo e gli chiede della vernice per coprire una svastica che era stata disegnata su un muro di un parco giochi.

Omari è perplesso, quello è un quartiere multietnico e multiculturale e poi pensa che forse non a caso proprio lì è comparso il simbolo odioso del nazismo. E infatti, nei giorni successivi sempre più svastiche appaiono nei muri dei condomini, nei parchi.
Allora Omari decide di dare avvio a #PaintBack con il motto: “Rispondere ai messaggi di odio con amore”.

#PaintBack

Leggi l’articolo completo [PEOPLEFORPLANET.IT – Gabriella Canova]

CIBO, L’ARTISTA CHE RIPULISCE I MURI DA SIMBOLI NAZISTI E MESSAGGI: A Verona, il giovane artista e writer Pier Paolo Spinazzè, conosciuto come Cibo, da una quindicina di anni ripulisce i muri della città e della provincia da svastiche, croci celtiche e messaggi di odio. Leggi l’articolo competo  [[PEOPLEFORPLANET.IT]

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La Bioeconomia conviene!

People For Planet - Mer, 05/29/2019 - 11:04

2 milioni di occupati per un valore di produzione di 328 miliardi solo in Italia. Questa la fotografia che risulta nel V rapporto annuale sulla Bioeconomia in Europa che si occupa di monitorare i settori che utilizzano materie prime rinnovabili di origine biologica.

I dati si riferiscono al 2017 e dimostrano un incremento del fatturato rispetto all’anno precedente dell’1,9% – oltre 6 miliardi. L’incremento è dovuto soprattutto ai comparti di agricoltura e industria alimentare, di conseguenza a una maggiore sensibilità e attenzione dei consumatori verso i prodotti biologici ed eco-compatibili.

Nella classifica europea l’Italia si posiziona al terzo posto, dietro alla Germania con 402,8 miliardi di produzione e 2,1 milioni di addetti e alla Francia con 357,7 miliardi e 1,7 milioni di lavoratori. Subito dopo di noi la Spagna con 220,6 miliardi e 1,5 milioni di addetti.

Al di là dei semplici e comunque importanti numeri quello che si evidenzia nel Rapporto è che negli ultimi 10 anni l’incremento sia del fatturato che dell’occupazione nei vari settori attenti all’ambiente e all’ecologia è stato costante, in particolare l’Italia ha visto aumentare i settori dell’economia alimentare, i servizi legati al ciclo idrico e alla gestione dei rifiuti.

Un altro dato interessante è l’incremento da parte del nostro Paese delle superfici boschive che sono aumentate del 6,7% negli ultimi 25 anni, contro il +2,1% della media europea.

Fonte:
https://assobiotec.federchimica.it/attivit%C3%A0/pubblicazioni/dati-e-analisi/bioeconomia

Photo by Markus Spiske on Unsplash

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Mobility-R3, la city car verticale del futuro

People For Planet - Mer, 05/29/2019 - 09:30

Una vettura futuristica monoposto a motore elettrico e capace di muoversi anche in verticale

Al giorno d’oggi, ad immaginare le macchine del futuro sono in tanti: dai professionisti del settore fino agli appassionati di motori. Le Case automobilistiche, innanzitutto, ma anche giovanissimi col pallino della mobilità futura. Come il designer Denni5 Cheng, che su Behance, noto sito web di auto-promozione dedicato a moda, design e arti figurative, ha condiviso alcuni suoi progetti grafici riguardo la mobilità del futuro a quattro ruote.

Il concept si chiama Mobility-R3, e mostra la city car del 2035. Una vettura monoposto, ma con due configurazioni disponibili.

In modalità normale, l’auto è una tre ruote, con il guidatore che è seduto comodamente su quella che più che un normale sedile sembra una poltroncina. Mentre per i viaggi lunghi la Mobility-R3 cambia conformazione diventando una monoposto orizzontale, ideale per godersi in relax il viaggio.

Per i percorsi su strade strette invece il veicolo può anche posizionarsi in verticale, così da procedere con meno intoppi e sfrecciare anche sulle viette dei centri storici cittadini, sempre con un impatto ambientale pari a zero.

CONTINUA SU AUTO.IT
foto: © www.behance.net/Denni5 Cheng

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Stampa e serigrafia artistica a basso impatto ambientale

People For Planet - Mer, 05/29/2019 - 07:29

Dal 2012, grazie a un’idea di Vincenzo Fortunato, nel Fab Lab Rinoteca di Ancona c’è anche un laboratorio di serigrafia o più opportunamente stampa serigrafica artistica.

“L’artigianalità dell’intero processo garantisce l’unicità di ogni poster.” si legge sul sito. Aboliti gli inchiostri chimici, si usano solo quelli a base di acqua.

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Il nuovo trend che ci piace: le gite scolastiche utilizzate per la pulizia delle spiagge

People For Planet - Mer, 05/29/2019 - 06:00

Nei giorni scorsi è arrivata notizia che 150 studenti di Roma, in gita scolastica, hanno pulizia delle spiagge di Cala del Cefalo nel Cilento.

Su questa onda positiva anche ad Amante, in Calabria, ben 490 studenti hanno ripulito le spiagge, ben 13 chilometri.

Gli studenti provenivano dalle scuole secondarie di primo grado di Lago, Campora, Aiello e Cleto. Questo progetto di Amantea era già la seconda edizione di un’iniziativa chiamata “Un mare d’a..mare“, ideata e organizzata dal prof. Nicola Morelli dell’IC Mameli Manzoni di Amantea.

Sembra che queste iniziative stiano prendendo sempre più piede tra le gite scolastiche, rendere partecipi i giovani e sensibilizzarli in attività che contribuiscano a ripulire l’ambiente e a salvare le nostre terre. Molti privati hanno partecipato e sponsorizzato l’evento, fornendo materiali, come magliette, sacchi dell’immondizia, alimenti e bevande.

Ma non solo queste le iniziativa, anche semplici volontari che ripuliscono le coste da Nord a Sud, ad esempio i gruppi di Legambiente.

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Ciliegie: una tira l’altra, con questo clima ancora di più

People For Planet - Mer, 05/29/2019 - 02:56

Un paio di settimane fa sono circolate in rete le foto dei vigneti, in Italia e in Francia, costretti a “riscaldarsi” accendendo fuochi vicino alle piante perché non gelassero, perché le temperature erano scese sotto lo zero. Il clima decisamente più freddo di questa primavera ha creato problemi a tutte le colture, in particolare alla frutta primaverile.

Non sono sfuggite alla morsa del freddo anche le ciliegie. Chi coltiva questo tipo di frutto ha in genere puntato su diverse qualità, che maturano “a scalare”, per poter portare sui mercati questo prodotto per un periodo più lungo.

Le prime ciliegie, quelle precoci, arrivano in genere sulle nostre tavole dalla Puglia. Quest’anno, però, la maturazione delle ciliegie precoci è rallentata dal freddo e dalla pioggia, non solo in Puglia, ma in tutte le Regioni. Anche in Emilia, ad esempio, una delle Regioni note per queste produzioni, i frutti stanno maturando lentamente, anche nelle aziende dove si è cercato di proteggerle con teli antipioggia.

Il rischio, che preoccupa anche i produttori, è che, con il rialzo delle temperature, queste maturino tutte assieme, perdendo la scalarità e arrivando in massa sui mercati e sulle nostre tavole.

Una lunga attesa che potrebbe poi costringerci a fare un’abbuffata di ciliegie, con la possibilità di risparmiare qualche centesimo quando le andiamo a comprare, ma con il rischio di vederle sui banchi dei nostri mercati davvero per pochi giorni.

Foto di Ulrike Leone da Pixabay

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Un’isola di plastica anche nel mar Tirreno

People For Planet - Mar, 05/28/2019 - 21:15

Tra la Corsica e l’Italia si forma regolarmente un’isola di plastica. Gli accumuli possono rimanere presenti anche per alcuni mesi.

La geografia del mar Tirreno sta cambiando per colpa della plasticaTra la Corsica e l’isola d’Elba esiste infatti un nuovo lembo di “terra”. Un’isola di plastica, simile a quella presente da anni nel Pacifico, è stata infatti rintracciata in mezzo al mare.

“Enormi concentrazioni di plastica in precise zone, benché temporanee”

A riportarlo è l’emittente transalpina France Bleu, che cita François Galganidirigente dell’Ifremer (Istituto francese di ricerca sullo sfruttamento del mare) di Bastia. “La disposizione delle correnti provoca regolarmente delle enormi concentrazioni in precise zone”, ha spiegato l’esperto.

L’isola di plastica presenta un diametro di alcuni chilometri. E, in caso di venti provenienti dai quadranti settentrionali, i rifiuti arrivano in alcuni casi anche sulle spiagge della Corsica. A differenza di quanto accade nel Pacifico, però, i cambiamenti delle correnti fanno sì che il fenomeno non sia permanente. “Si tratta di zone di accumulo temporanee, visibili per periodi che possono andare da qualche giorno a qualche settimana. Soltanto in alcuni casi si arriva a due o tre mesi”, precisa Galgani.

Si tratta in ogni caso di una situazione particolarmente inquietante. La presenza di plastica nei mari attorni all’Italia è tale da generare un impatto devastante sull’ambiente, sulla fauna marina e sulla catena alimentare. Nel giugno del 2018 Greenpeace aveva denunciato la presenza di tale materiale in un quarto di pesci e invertebrati del mar Tirreno.

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I camper e i van più belli per on the road indimenticabili

People For Planet - Mar, 05/28/2019 - 18:30

Con l’estate camper e van si preparano per il periodo più vivace dell’anno: luglio, agosto e settembre? I mesi top per viaggiare a bordo delle case su ruote

Con l’arrivo dell’estate, camper e van si preparano per il periodo più vivace dell’anno: luglio, agosto e settembre sono infatti i mesi preferiti dagli italiani (64%) per viaggiare a bordo delle case su ruote. Lo rivela Yescapa, la piattaforma di camper sharing leader in Europa, che permette ai proprietari di camper di mettere in condivisione il proprio mezzo con gli altri viaggiatori, in perfetto stile sharing economy. Una soluzione grazie alla quale i proprietari dei camper possono ammortizzare i costi di mantenimento del veicolo che, in media, viene utilizzato solo 70 giorni l’anno e che resta fermo per 295 giorni l’anno, a fronte di oltre 3.000 euro di costi ogni anno, tra bollo, assicurazione, revisione e manutenzione varia. Bastano invece solo 6 settimane di condivisione del proprio camper per ammortizzare completamente il costo di mantenimento annuale del veicolo.

Pronti a salire a bordo?

D’altra parte, tutti quei viaggiatori che colgono al volo il primo weekend libero o la settimana di vacanza per vivere l’ebbrezza del viaggio on the road possono farlo in maniera facile e sicura: basta prenotare un volo low-cost ovunque in Europa e scegliere su Yescapa il veicolo ideale come compagno di viaggio! Alcuni sono davvero speciali: spaziosi, colorati, artigianali e ricchi di personalità. Pronti a salire a bordo?

Citroen HY del 1973

Ritrovato in un pagliaio nel 2014, questo Citroen HY del 1973, caratterizzato da una carrozzeria insolita, oggi è tornato all’antico splendore, mantenendo però il suo fascino vintage. Soprattutto, è dotato di tutti i comfort necessari per partire in autonomia, dalla doccia al fornello a gas. Il van si trova a Faro, in Portogallo, nel cuore della regione dell’Algarve, un’area che si affaccia sull’Oceano Atlantico e che regala panorami, spiagge e scogliere mozzafiato, come quelle della vicina Portimão. Una zona tutta da scoprire.

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Alberi al posto di lapidi

People For Planet - Mar, 05/28/2019 - 16:26

Dopo anni di sensibilizzazione sul tema delle sepolture “verdi”, il progetto Capsula Mundi diventa una realtà.

“L’uovo è una forma simbolica di rinascita, che ci aiuta a collocare nella prospettiva naturale il ciclo biologico della vita …” dice Raoul, ideatore di Capsula Mundi assieme ad Anna Citelli.

Un giovane albero – la cui essenza è stata scelta dalla persona ancora in vita – verrà messo a dimora al di sopra dell’urna. La bioplastica con cui è realizzato l’uovo gradualmente si degrada, consentendo alle ceneri di mescolarsi lentamente con il terreno e divenire nutrimento per la pianta.

COME ACQUISTARE: vai allo SHOP ON-LINE (solo in inglese, ci scusiamo), oppure scrivici a team@capsulamundi.it, il costo è di 400€, spedizione inclusa.

Domande frequenti:

Capsula Mundi SI PUO’ USARE IN ITALIA?
Le urne biodegradabili sono equiparate alla dispersione delle ceneri, che è consentita su terreni sia privati che pubblici. Deve esserci la prova delle volontà dell’interessato, attraverso scrittura di proprio pugno o, meglio ancora, iscrizione ad un’associazione per la tutela delle volontà, quale Idicen, Icrem e simili. Per conoscere i regolamenti locali in merito alla dispersione delle ceneri, è necessario informarsi presso il proprio Comune.

LE CENERI DANNEGGIANO LE RADICI?
Le ceneri hanno un PH alto che può dare fastidio alle radici, ma la bioplastica che utilizziamo si degrada lentamente, a partire da piccole fratture. Questo lento processo di dispersione aiuta ad equilibrare l’azione del suolo: il terreno è infatti una potente soluzione tampone ed è quindi in grado di neutralizzare e riequilibrare il livello di PH delle ceneri, ha solo bisogno di tempo!

URL: https://www.capsulamundi.it/shop/

DISCLAIMER
La sezione “Consigli per gli acquisti” ospita tramite il metodo dell’affiliazione prodotti ritenuti validi da People For Planet e che pensiamo possano risultare interessanti anche per i nostri utenti. Per questo servizio People For Planet riceve un compenso in denaro dalle imprese presenti nella sezione senza che questo comporti maggiorazioni di prezzo per l’utente che acquisti.

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Dal Giappone all’Italia, è passione sake

People For Planet - Mar, 05/28/2019 - 15:00

Pochi sanno che gli italiani sono tra i maggiori appassionati di sake in Europa. La notizia che lo scorso ottobre l’Italia aveva superato la Gran Bretagna, divenendo il secondo più grande importatore di sake d’Europa a quantità, non è però passata inosservata dagli addetti ai lavori. Al punto che c’è chi cerca di riprodurre il celebre vino giapponese anche entro i nostri confini. 

Ricavato dal riso, il sake (senza accento) è prodotto dalla fermentazione di un microrganismo (koji) e di lievito (kobo). Il suo contenuto alcolico può variare dal 13 al 16%. In Giappone il sake esiste da duemila anni, in Europa ha cominciato ad essere presente vent’anni fa, ma solo negli ultimi tre anni è diventato veramente trendy, ovvero da quando si è cominciato a lavorare culturalmente sul prodotto. Tanto da entrare stabilmente nelle drink list di molti locali gourmet. E così, quando lo scorso autunno, Richard Geoffroy, lo storico chef de cave di Dom Pérignon, ha deciso di lasciare la celeberrima casa di Champagne per dedicarsi a un progetto sul sake, il fatto è stato interpretato come un segnale che qualcosa stava cambiando nel mondo degli alcolici e che da fenomeno “etnico” il sake stia diventando qualcosa di più. 
Arrivato in Italia dapprima attraverso i locali tipici giapponesi, ben presto è passato a quelli gourmet dove gli chef lo usano e lo interpretano in cucina, fino a – tendenza degli ultimi anni – delle vere e proprie “saketeche”, dove gustarlo da solo o in accompagnamento a piccoli piatti.

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Mercatone Uno era già un cadavere

People For Planet - Mar, 05/28/2019 - 14:55

Chi negli ultimi anni ha varcato la soglia d’ingresso di un qualche Mercatone Uno sparso in Italia sa che camminare tra le corsie era come sentire l’odore acre di fiori dimenticati su una lapide.

Scaffali semi-vuoti, personale assente o dormiente, offerte risalenti agli anni Duemila, corsie sporche. Una desolazione addirittura più struggente di quella che si prova passeggiando all’Auchan (da poco acquistato da Conad) e in tutti quei negozi di metrature vastissime pensati per la grande spesa una volta a settimana, oggi tutti in crisi.

Non stupisce che la società che possiede la catena di negozi di arredamento abbia dichiarato fallimento, stupisce semmai il ritardo con cui l’ha fatto, visto che da tempo doveva 250 milioni di euro ai fornitori, circa 500 aziende. La gestione di Mercatone Uno era già passata sotto amministrazione speciale prima di essere venduta a una holding con sede a Malta. Fondata negli anni ’70, la catena Mercatone Uno ebbe il suo momento d’oro negli anni ’90, per poi entrare in crisi nel decennio successivo: nel 2015 aveva già ridotto del 50% i suoi punti vendita, accumulando milioni di debiti ed entrando in amministrazione straordinaria, fino a maggio 2018, quando a seguito di ben quattro gare deserte fu data alla Shernon holding dell’italiano Valdero Rigoni e dell’americano Michael Thalmann, mentre al ministero oggi presieduto da Di Maio c’era Calenda. L’alternativa alla holding sarebbe stata la chiusura, dice Calenda. “Non si assegna una gara a una finanziaria maltese con 10 mila euro di capitale. Tutte le garanzie erano false. È l’istruttoria che doveva vederlo”, gli risponde via Twitter il giornalista Franco Bechis.

Vista la fragilità dell’acquirente, al momento della cessione è stata inserita una clausola di salvaguardia (riserva di proprietà) in grado di riportare la società in amministrazione straordinaria, salvaguardando i lavoratori. Clausola voluta proprio da Calenda e che probabilmente verrà usata da Di Maio, chissà magari dicendo di salvare i lavoratori  “nonostante Calenda”. Ad agosto 2018 la vendita è stata perfezionata, di Maio si era già insediato, da lì la società avrebbe dovuto fare operazioni di rafforzamento del capitale. Non si è fatto. Al contrario, al posto di rilanciare il marchio, la nuova proprietà ha accumulato 90 milioni di debiti in nove mesi, vedendosi chiuso l’accesso al credito bancario e revocato il diritto di opzione relativo agli immobili di proprietà dell’amministrazione straordinaria precedente.

Lo sapeva anche il maiale che la barca stava affondando, tra i 1800 lavoratori qualcuno una sbirciata agli annunci di lavoro l’avrà pur data. Lascia increduli però il modo con cui sono venuti a conoscenza della chiusurra dei 55 punti vendita. Anziché ricevere una comunicazione ufficiale o una lettera di licenziamento, hanno saputo via Facebook e WhatsApp, tra la notte di venerdì e la mattina di sabato.

Il caso ha scatenato una polemica tra il governo e le opposizioni: Calenda rimprovera a Di Maio la mancata vigilanza e la tarda attivazione da parte del Mise, il M5S ribatte ricordando che la holding in questione  è responsabilità di Calenda, Salvini, al solito, pesca consensi dicendosi pronto a “occuparsene personalmente”, anche se non si capisce a che titolo il ministro dell’interno possa occuparsi di una crisi aziendale. Intanto dal Trentino al Piemonte, passando per la Puglia, i lavoratori e i sindacati stanno organizzando sit-in di protesta davanti ai punti vendita di Mercatone Uno. Della tutela dei 20mila clienti che hanno impegnato un totale di 3,8 milioni di euro per mobili mai ricevuti non si sa nulla. Chi ha chiesto un finanziamento per l’acquisto di merce da Mercatone Uno non solo non avrà il bene ordinato, ma potrebbe dover continuare a pagare le rate del finanziamento, sottolinea Emilio Viafora, presidente di Federconsumatori.

Per ora l’attenzione ruota intorno all’incredibile scoperta: in Italia le aziende falliscono. Chissà se anche i ricchi piangono.

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L’attività fisica migliora l’olfatto

People For Planet - Mar, 05/28/2019 - 13:33

Una ricerca Cnr-Ibcn, con il laboratorio di Neuroimmunologia della Fondazione Santa Lucia e la Fondazione Ebri, mette in luce il processo che porta alla formazione di neuroni olfattivi e il ruolo che ha il movimento nei primi anni di vita dei topi

ROMA – Nel cervello adulto dei mammiferi esistono aree in cui si originano nuovi neuroni a partire da cellule staminali neurali. Una di queste è denominata zona sottoventricolare (Svz) e rappresenta la principale fonte di nuovi neuroni del cervello dei topi adulti. Uno studio condotto dall’Istituto di biologia cellulare e neurobiologia del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ibcn) ha individuato il processo che porta alla formazione di neuroni olfattivi. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Molecular Neurobiology.

Le cellule staminali dormienti e l’olfatto

“All’interno della Svz, le cellule staminali dormienti vengono attivate da stimoli interni o esterni e cominciano un percorso di espansione e maturazione fino a diventare neuroni maturi che migrano in direzione del bulbo olfattivo, dove partecipano attivamente ai processi olfattivi”, spiega Stefano Farioli Vecchioli del Cnr-Icbn. “Nel nostro laboratorio abbiamo scoperto che lo spegnimento, tramite ingegneria genetica, del gene anti-proliferativo p21 innesca uno straordinario aumento della risposta delle cellule staminali neurali quiescenti – continua – all’azione svolta dall’attività fisica, che favorisce la generazione di nuovi neuroni (proneurogenica). Ciò si traduce in un aumento dell’attivazione e della velocità di proliferazione delle cellule staminali e in un incremento del numero di nuovi neuroni attivi all’interno del bulbo olfattivo.

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