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Come creare un Blog, parte 3 (VIDEO)

People For Planet - Mar, 02/13/2018 - 08:26

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Come scegliere i contenuti del blog (Parte 7)

People For Planet - Mar, 02/13/2018 - 06:10

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I partiti politici a confronto con il Manifesto di PeopleForPlanet 

People For Planet - Mar, 02/13/2018 - 04:25

È arrivato il momento di condividere con i lettori i risultati della campagna per chiedere ai partiti politici candidati alle elezioni la loro adesione al Manifesto di People For Planet.

Come vi abbiamo spiegato su queste pagine a inizio mese, abbiamo contattato tutti i partiti e movimenti politici candidati alle elezioni del 4 marzo per chiedere loro di appoggiare formalmente le nostre tre proposte, di farlo per condivisione di intenti, certo, ma anche sotto forma di impegno, in caso di elezione, a sostenere le tre battaglie in modo fattivo. Non una caccia alla preda, dunque, bensì ai partner che collaborino fattivamente con noi per fare in modo che le cose succedano.

I numeri
Circa tredici su quaranta. Tanti sono i partiti che, ad oggi, hanno aderito al Manifesto di People For Planet. Ad oggi, perché resta ovviamente aperta la possibilità di aderire nei prossimi giorni: il nostro scopo è vedere realizzate le tre proposte.

La nostra ‘caccia’, come l’abbiamo definita, è servita per capire chi fosse subito pronto a rispondere all’appello e anche per avere una prima rappresentazione di come la burocrazia del nostro Paese rallenti o favorisca le iniziative in favore dei cittadini e dell’ambiente.

Saremmo ipocrite se non ammettessimo che ci aspettavamo maggiore disponibilità, da parte di alcuni, anche solo ad ascoltare le nostre proposte, che toccano temi semplici ma di lapalissiana importanza per tutti noi. Ancora una volta, a nostro avviso, si ravvisa nella politica italiana, l’incapacità di essere fattiva e di confrontarsi con la realtà, senza bisogno di articolati programmi elettorali,
pantagrueliche promesse e farraginosi meccanismi di partito per prendere semplici decisioni.

Il fischio d’inizio
Per dare il via alla caccia dovevamo per prima cosa circoscrivere la nostra ricerca e affinare le esche. Abbiamo così prelevato dal sito del Ministero dell’Interno, sezione Elezioni Trasparenza, la lista dei partiti e movimenti politici che si presentano alle elezioni.

Precisiamo che al 1 febbraio, data in cui è partita la nostra campagna, l’elenco comprendeva anche due schieramenti che oggi non compaiono più: ‘Ora. Rispetto per tutti gli animali’ e ‘Unione Imprenditori e Lavoratori Socialisti UILS’. Il movimento Ora ha tra l’altro aderito al Manifesto, condividendo tutte le battaglie portate avanti in nome dell’ambiente.

Le criticità
La parte sicuramente più complessa è stata reperire, per ciascun partito, i riferimenti telefonici e gli indirizzi mail. Alcuni, in particolare quelli ‘minori’, sono ben coperti sul web, tra siti internet e pagine Facebook. Ma – sorpresa – quando ci si avvicina ai partiti maggiori si inciampa in meccanismi confusi, che passano da un contatto all’altro, da una mail sbagliata a una non più valida, da un referente che non risponde al telefono ad una segretaria che non ha semplicemente voglia di farlo.
Il complesso mondo della burocrazia italiana, capitolo primo.

La prima azione di gioco
Una volta schedati tutti i partiti con i rispettivi riferimenti, abbiamo inviato la proposta di adesione al nostro Manifesto, dettagliando i tre punti in esso contenuti e soprattutto fissando un termine che ci sembrava equo: domenica 11 febbraio.
Non intendevamo porre una data di scadenza, ma esortare i soggetti politici a rispondere: considerando come vanno per le lunghe le cose in Italia, temevamo che se ne sarebbe parlato direttamente per le elezioni successive.
Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio, soprattutto degli indirizzi di posta elettronica: la seconda tappa della nostra caccia è stata dunque quella di effettuare un primo giro di telefonate, per verificare che la nostra mail fosse arrivata a destinazione. Abbiamo ricevuto tante risposte cortesi e disponibili, ma anche qualcuna in assoluto contrasto con l’atteggiamento che ci aspetteremmo da un partito verso i cittadini.
Intanto, arrivavano le prime mail di adesione!

L’ultimo assalto prima del fischio finale
A un paio di giorni dallo scadere del termine abbiamo sollecitato i vari partiti e movimenti a darci una risposta. Il nostro scopo non era convincerli, ma conoscere la loro posizione. Il nostro sollecito è stato un vero e proprio atto di masochismo: abbiamo dovuto ricominciare la fantozziana trafila del “lei chi è?”, “cosa proponete?”, “mi rimanda la mail, per favore, che non la trovo?”. Ma andiamo con ordine perché, al di là delle adesioni, formali o informali, che abbiamo raccolto, c’è il reality show della nostra esperienza con segreterie, sottosegretari, uffici stampa e candidati premier alle prossime elezioni italiane.

Domani, 14 febbraio, su People For Planet il racconto di chi ha aderito e chi no.

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Concentratori Solari Luminescenti (VIDEO)

People For Planet - Lun, 02/12/2018 - 18:26

Si tratta di lastre in plastica colorata in grado di catturare la luce solare e ritrasmetterla ai bordi. Posizionando un pannello fotovoltaico sul bordo si riesce a produrre energia elettrica da fonte rinnovabile.
Intervista a Luca Longo.

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Cosa sono i pannelli fotovoltaici organici? (VIDEO)

People For Planet - Lun, 02/12/2018 - 18:14

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Dalla follia dell’energia dal cibo alla rivoluzione del “biogas-fatto-bene”

People For Planet - Lun, 02/12/2018 - 13:29

Nei primi anni 2000 la presidenza di George W. Bush ha assecondato la folle tendenza spontanea del mercato agroindustriale americano verso il bioetanolo (alcool) da mais e cereali, resa conveniente dal prezzo del petrolio sopra i 130 $/barile. La grande richiesta di mais per produrre alcool da aggiungere alla benzina, o per sostituirla, ha causato un forte aumento del prezzo del granturco, che ha affamato i poveri del Centro e Sud America, privandoli delle tortillas e di altri prodotti essenziali nella loro tradizionale alimentazione. Ma non è stata una decisione politica a mandare fuori mercato l’alcool derivato dal mais e dai cereali in Nord America, bensì lo sviluppo del fracking (che è la fatturazione idraulica di rocce bituminose per estrarre metano e petrolio).

Anche in Italia il granturco e altri cereali sono stati sottratti al mercato agricolo per essere destinati alla produzione di elettricità da biogas: ciò è avvenuto durante la parte finale della corsa agli incentivi alle fonti rinnovabili erogati dal GSE, iniziata alla fine degli anni 2000, che aveva già creato una grave “bolla speculativa” con il dilagare degli impianti fotovoltaici su suolo agricolo.

foto dal sito https://www.gse.it/

Tuttavia la viva preoccupazione iniziale e poi la lungimiranza e l’approccio multidisciplinare del Consorzio Italiano Biogas (CIB) hanno creato le condizioni per invertire questa situazione iniziale e hanno creato un’eccellenza italiana che sicuramente riuscirà ad affermarsi sempre più come reale alternativa all’agricoltura “tradizionale” della nostra era industriale, che garantisce prezzi bassi nei paesi sviluppati, ma a costi ambientali enormi, e che distrugge le economie agricole dei paesi poveri.

foto dal sito https://www.consorziobiogas.it/

Nel 2017 il Consorzio Italiano Biogas ha festeggiato i primi dieci anni di attività, avviata con l’indirizzo degli incentivi del GSE (Il Gestore dei Servizi Elettrici) verso il riciclo energetico di enormi quantità di liquami o scarti vegetali da smaltire, facendo decollare con grande successo la loro “digestione anerobica”, specie nelle aree padane con grandi allevamenti intensivi, e creando una originale economia circolare di grande successo.

Il biogas si produce con una prima fase di compostaggio dei residui vegetali o animali e poi con la loro fermentazione in un ambiente chiuso, in cui l’assenza di ossigeno favorisce un grande sviluppo di quei batteri che vivono bene solo senza aria e che si chiamano perciò “anaerobi”. I batteri anaerobi si sono specializzati in natura soprattutto a “digerire” i residui vegetali o animali. Questa loro digestione produce un gas composto principalmente di metano e di anidride carbonica, mentre il residuo della loro digestione, chiamato “digestato”, è un ottimo fertilizzante agricolo, che “nutre” anche il suolo agricolo, oltre a nutrire le piante, che è invece l’unica funzione svolta dai concimi “chimici”, cioè granuli prodotti dalle industrie chimiche, tramite la sintesi chimica di gas estratti dall’aria o di minerali estratti dalle miniere.

Come dicevamo, il digestato nutre invece anche il suolo agricolo, perché lo aiuta a sviluppare, nel punto di contatto tra la terra e il cielo, uno strato di materia organica scura e ricca di vita, chiamata “humus”. Lo sviluppo dell’humus consente al suolo agricolo di dare migliore ospitalità ai lombrichi e a tanti altri animali utili, e di moltiplicare i microscopici organismi viventi che contribuiscono a rendere disponibili alle piante coltivate le sostanze nutrienti, già presenti nel suolo stesso. Negli anni, poi, l’humus consente soprattutto al suolo agricolo di aumentare la sua “ritenzione idrica”, cioè la sua capacità di trattenere l’acqua piovana e di metterla a disposizione delle piante coltivate nelle settimane (e in certi casi anche nei mesi) successivi.

foto dal sito https://www.consorziobiogas.it/

Il biogas può essere utilizzato per alimentare un generatore elettrico installato nell’impianto dove il biogas viene prodotto, o può anche essere purificato, dall’anidride carbonica e da altri componenti (ad esempio lo zolfo), negli impianti di produzione di biometano, che è un biogas purificato fino ad avere le caratteristiche necessarie per essere utilizzato per rifornire le auto a metano, o per essere immesso nella rete nazionale di distribuzione del metano di origine fossile.

Per superare il problema iniziale della competizione con la produzione agricola alimentare da parte degli impianti di produzione di elettricità da biogas o di biometano, è stata fondamentale l’instancabile attività “maieutica” del  CIB, cioè di “l’arte di far nascere” competenze, conoscenze e propensione alla sostenibilità negli agricoltori, negli investitori, nei ricercatori, nei comunicatori e negli addetti di tutta la filiera del biogas e del biometano, ma anche nei legislatori e nei decisori locali.

Già nel 2011 il CIB, con i suoi partner istituzionali e associativi, ha promosso “un progetto per il biogas fatto bene” in tre punti:

1) Il biogas è una filiera ad elevata intensità di lavoro italiano,

2) Il biogas è una “filiera riciclona ed efficiente nell’uso del suolo agricolo” e

3) Il biogas è una energia “talentuosa”, molto flessibile nell’uso finale. https://www.consorziobiogas.it/wp-content/uploads/2016/12/Filiera-biogas-biometano-2020-il-Biogas-fatto-bene-2011.pdf

foto dal sito https://www.consorziobiogas.it/

In sintesi, il “biogas-fatto-bene” è un’agricoltura di grande precisione, che utilizza ogni anno il periodo tra la trebbiatura dei cereali ai primi di giugno e la semina di nuovi cereali a fine ottobre, per ottenere i prodotti di una nuova coltura estiva, alternando negli anni, come colture estive, diverse produzioni di pregio, che hanno maggior valore nel mercato agricolo dei cereali e “rinnovano” il terreno: questo consente di poter riseminare i cereali (come secondo raccolto) sullo stesso terreno, dopo pochi mesi dalla trebbiatura della precedente coltura di cereali. Alla base di questo sistema produttivo c’è la periodica e ben dosata somministrazione, nei terreni aziendali, del digestato, sottoprodotto della “digestione” da cui deriva il biogas, un ottimo fertilizzante che, alla fine della coltivazione, le radici delle piante trebbiate lasciano, decomponendosi, nelle profondità del terreno. Questa materia organica è la vera ricchezza del terreno, perché non solo ne aumenta la fertilità e la sua naturale capacità di trattenere l’acqua delle piogge, favorendo lo sviluppo dell’humus superficiale, ma costituisce anche una grandissima quantità di carbonio “sequestrato sotto terra”, che non va a finire nell’atmosfera sotto forma di anidride carbonica e di altri gas che ne aumentano la temperatura e che causano gravi cambiamenti climatici.

C’è ancora un altro doppio vantaggio con il ciclo del biogas-fatto-bene delle due colture agricole all’anno sullo stesso terreno, invece di una coltura sola: non avere mai il terreno nudo e soggetto a erosioni, dilavamenti e sviluppo di malerbe, mentre la costante copertura vegetale estende a tutto l’anno la presenza di fotosintesi, che le piante realizzano usando le foglie (come pannelli fotovoltaici, o meglio fotochimici!) per scindere in carbonio e ossigeno l’anidride carbonica dell’aria, utilizzando l’energia catturata dalla luce solare. Il carbonio serve a far crescere le piante, mentre l’ossigeno viene restituito all’aria, rendendola più piacevole e “frizzante”, come siamo abituati a respirarla in un bosco o in prato…

Certo serve acqua per l’irrigazione e molte attrezzature agricole d’avanguardia, per il biogas-fatto-bene, ma è un investimento che si ripaga bene con il valore aggiunto della coltura estiva di pregio, nel mercato agricolo… anche se il biometano ha ancora bisogno di incentivi, per essere competitivo con i prezzi attuali del gas naturale da fonte fossile.

Nel sito del Senato è disponibile il documento “Il ruolo del biometano nella decarbonizzazione del paese”, che sintetizza perfettamente la strategia del biogas-fatto-bene e i suoi primi risultati e che è stato depositato per l’audizione al Senato del 22 marzo 2017 del Consorzio Italiano Biogas.

La slide di apertura conferma che l’utilizzo di rifiuti e fanghi è stato nettamente prevalente in Italia tra il 2007 e il 2010, per la produzione del metano contenuto nel biogas ed è aumentato molto poco dal 2012 al 2015, mentre l’utilizzo di prodotti agricoli, minimale prima degli incentivi GSE, ha pareggiato l’utilizzo di rifiuti e fanghi nel 2011 e nel 2015 è servito a produrre l’80% del metano da biogas in Italia.

 

immagine dal sito https://www.senato.it

La seconda slide chiarisce che in realtà, grazie al successo delle iniziative del CIB, tra il 2010 e il 2015 è molto diminuito, nella produzione di biometano, l’utilizzo del mais e dei cereali (il cosiddetto “primo raccolto”), sostituito nel 2015 per poco meno della metà da sottoprodotti agricoli e da colture di secondo raccolto (cioè una seconda produzione fatta nello stesso anno, sullo stesso terreno). In più, le previsioni del CIB per il 2030 per il “biogas fatto bene” sono di aumentare di quasi quattro volte la produzione di biometano realizzata nel 2015, utilizzando solo per un terzo mais e cereali di primo raccolto, per un terzo colture di secondo raccolto e per un terzo sottoprodotti agricoli.

 

 

 

 

 

 

immagini dal sito https://www.senato.it

Gianbattista Zorzoli, anziano padre nobile delle Rinnovabili italiane e presidente onorario del Coordinamento FREE (Fonti Rinnovabili ed Efficienza Energetica), in un articolo del 4 marzo 2017 su Staffettaonline (riservato agli abbonati, ne riportiamo infra uno stralcio), critica aspramente l’importazione in Europa di pellet di legno dal Nord America e di olio di palma dal Sudest dell’Asia ed elogia le “biofabbriche” italiane, perché hanno sviluppato in proprio tecnologie di altissimo livello per produrre “biopolimeri, fitofarmaci, coloranti, biocaburanti, biolubrificanti”, utilizzando come materie prime “biomasse provenienti da filiere specifiche” e “rifiuti”, ed elogia altrettanto il biogas-fatto-bene:

Le biomasse non sono tutte uguali – Biogas e biomateriali per sfruttarne le potenzialità

… Considerazioni analoghe valgono per i digestori anaerobici, quando la loro produzione di biogas è parte integrante di un ciclo agricolo in cui, dopo il raccolto per il mercato, si effettua una seconda coltura, destinata appunto, insieme a residui vari, a generare biogas, mentre l’altro prodotto della digestione anaerobica (il digestato) sostituisce in larga parte i concimi chimici, arricchendo il terreno di carbonio (soil carbon sequestration). Questo modello virtuoso sotto il profilo sia economico che ambientale (denominato “biogasfattobene”), adottato da un numero ormai consistente di produttori agricoli e zootecnici italiani, è attualmente oggetto di studio da parte di un gruppo di lavoro, costituito da docenti della Penn State University, della Michigan State University, dell’Imperial College di Londra e dell’Istituto de Ingenierìa Rural di Buenos Aires, interessati all’applicazione in altri paesi di questa innovazione italiana. …”

 

Fonti:

https://www.consorziobiogas.it/
https://www.consorziobiogas.it/wp-content/uploads/2016/12/Filiera-biogas-biometano-2020-il-Biogas-fatto-bene-2011.pdf
https://www.senato.it/application/xmanager/projects/leg17/attachments/documento_evento_procedura_commissione/files/000/004/611/2017-01-17_-_Consorzio_italiano_biogas.pdf
http://www.staffettaonline.com/articolo.aspx/articolo.aspx?ID=271118

 

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People For Planet: la Ciclofficina Tr22o di Crotone

Le Buone Notizie di Cacao - Lun, 02/12/2018 - 11:32

Formata da ragazzi under 35, la Ciclofficina Tr22o di Crotone rappresenta un esempio di associazione che coniuga impegno sociale e rispetto dell’ambiente. Ma è anche molto di più: bike sharing, assistenza tecnica, riciclo creativo. Insomma, un laboratorio innovativo nel quale nascono pezzi unici e idee brillanti.
Leggi qui l’articolo di Francesca Caiazzo

Dalla cucina della Libera Università di Alcatraz

Le Buone Notizie di Cacao - Lun, 02/12/2018 - 11:30

Su People For Planet stiamo pubblicando alcune ricette di Angela Labellarte, sono i piatti che normalmente offre il menù di Alcatraz, semplici, sani, gustosissimi.
Dateci un occhio!

Storie di ladri e di rugbisti

Le Buone Notizie di Cacao - Lun, 02/12/2018 - 11:29

Villorba: tenta furto nello spogliatoio dei giocatori di rugby, fortunatamente per lui è stato arrestato dai carabinieri. Scrive La Tribuna di Treviso: “Il giovane se ne stava scappando con sei cellulari quando è stato però beccato e rincorso dai giocatori di rugby. In quei concitati momenti lo straniero ha rischiato grosso rincorso da un gruppo di rugbisti”.

Il 14 e il 15 febbraio a Roma Biogas Italy, il summit del biogas e del biometano

Le Buone Notizie di Cacao - Lun, 02/12/2018 - 11:28

Due giorni durante i quali interverranno i massimi esperti nazionali e internazionali del settore per fare il punto su Energia, Agricoltura e Sostenibilità ambientale.
Il motto di quest’anno è: “Una rivoluzione agricola per fermare il cambiamento climatico”.
L’evento è organizzato dal Consorzio Italiano Biogas, partner storico del Festival EcoFuturo.
Il Presidente del CIB Piero Gattoni, presentando l'evento ha dichiarato: “Per il biometano urge un quadro normativo definito per liberare le potenzialità di una risorsa energetica rinnovabile, eccellenza italiana esportabile nel mondo, e per raggiungere gli obiettivi 2020 di abbattimento delle emissioni”.
Qui tutte le informazioni su Biogas Italy 2018

Tutti a teatro!

Le Buone Notizie di Cacao - Lun, 02/12/2018 - 11:26

Due gli appuntamenti: Mario Pirovano a Rezzato, Brescia, con il Mistero Buffo di Dario Fo. Venerdì 16 febbraio 2018, ore 21.00 presso la Sala Civica Calvino, Via Leonardo da Vinci n. 44. Qui tutte le info.
Poi prendere al volo un aereo e andate a Bitonto, Bari, dove sabato 17 febbraio sale sul palcoscenico Jacopo Fo con “Superman è una pippa. La filosofia non la voglio soltanto poco cotta. La voglio ancora viva”.
Ore 21:00 presso il Teatro Tommaso Traetta, Largo Teatro, 17.

Il 14 e il 15 febbraio a Roma Biogas Italy, il summit del biogas e del biometano

People For Planet - Lun, 02/12/2018 - 10:48

Due giorni durante i quali interverranno i massimi esperti nazionali e internazionali del settore per fare il punto su Energia, Agricoltura e Sostenibilità ambientale.
Il motto di quest’anno è: “Una rivoluzione agricola per fermare il cambiamento climatico”.
L’evento è organizzato dal Consorzio Italiano Biogas, partner storico del Festival EcoFuturo.
Il Presidente del CIB Piero Gattoni, presentando l’evento ha dichiarato: “Per il biometano urge un quadro normativo definito per liberare le potenzialità di una risorsa energetica rinnovabile, eccellenza italiana esportabile nel mondo, e per raggiungere gli obiettivi 2020 di abbattimento delle emissioni”.
Qui tutte le informazioni su Biogas Italy 2018 http://www.biogasitaly.com/

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Cura della pelle: funzionano i cosmetici o è meglio la meditazione?

People For Planet - Lun, 02/12/2018 - 10:35

Secondo un articolo pubblicato dal sito The Outline: “Avere una pelle perfetta è un obiettivo irraggiungibile perché la pelle perfetta non esiste. L’idea che dovremmo averla e volerla è una perdita di tempo e denaro.”
L’articolo, ripreso in Italia dal Post, sostiene che “nonostante quello che dicono le pubblicità delle aziende produttrici di cosmetici, non ci sono prove scientifiche degli effetti dei prodotti per la cura della pelle”.
E continua: “Gli unici ingredienti che secondo alcuni studi – nessuno definitivo – hanno dimostrato di avere un qualche effetto sono le sostanze esfolianti e i retinoidi. Le prime sono chiamate così perché stimolano il ricambio delle cellule della pelle, rimuovendo quelle morte; per chi ne sa qualcosa di chimica, appartengono alle famiglie degli alfaidrossiacidi e dei betaidrossiacidi. Le molecole dei retinoidi invece fanno parte della famiglia della vitamina A: hanno la capacità di penetrare sotto gli strati più superficiali della pelle (cosa che invece molti altri ingredienti delle creme anti-rughe non possono fare) e lì stimolano i fibroblasti, le cellule che producono collagene ed elastina e così rendono la pelle elastica.”

E la meditazione?
La meditazione, allontanando lo stress, farebbe bene anche alla cura della pelle: gli esercizi di respirazione migliorano l’ossigenazione del corpo, le cellule espellono meglio le tossine e la pelle risulta più tonica e luminosa.
Inoltre, come ormai è noto, la meditazione aiuta a migliorare la capacità di concentrazione, riduce gli sbalzi d’umore, aiuta a gestire meglio le emozioni e rafforza il sistema immunitario.

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E se comprassi l’auto con un gruppo di acquisto?

People For Planet - Lun, 02/12/2018 - 04:18

Si chiama GAI, Gruppo di Acquisto Ibrido, è nato nel 2012 e fino ad oggi ha organizzato 36 sottogruppi di auto ibride e plug-in, cioè auto ibride con l’attacco per la ricarica esterna della batteria, 8 di auto elettriche, 2 di auto a GPL, per un totale di 1.167 auto distribuite.
Chi entra nel GAI può usufruire di sconti molto vantaggiosi: fino al 30% sul prezzo di listino delle auto chiavi in mano e fino al 50% sugli pneumatici. Inoltre il GAI offre assistenza passo passo nell’acquisto dell’auto, nella fatturazione, nel ritiro dell’usato. Periodicamente i partecipanti si incontrano, un’ottima occasione per socializzare e conoscere persone nuove, un vantaggio non da poco.

Come funziona il GAI?
Ci si iscrive gratuitamente, si sceglie a quale gruppo di acquisto auto si vuole partecipare e si ricevono tutte le informazioni necessarie. Solo alla fine si decide se acquistare l’auto.

Ad Alcatraz abbiamo intervistato Luca Dal Sillaro e Gianlfredo Furini, fondatori del GAI, in occasione della GAI Economy Run 2017. Video di Mattia Mariuccini.

Per entrare in contatto con il GAI compila il form a questo link

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Cos’è un’auto ibrida e come funziona? Interviste ad alcuni possessori di auto ibride intervenuti alla Economy Run svoltasi alla Libera Università di Alcatraz l’8 ottobre 2017.
Video di Mattia Mariuccini.

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La canzone italiana più che di giovani ha bisogno di logopedisti, e lo ha confermato persino Sanremo

People For Planet - Lun, 02/12/2018 - 00:23

Bravi tutti, per dirla con Baglioni, che ha chiuso il Festival con quell’espressione un po’ così che chiunque almeno una volta nella vita ha usato al termine di uno 0-4 a calcetto, o dopo una giornata passata a mangiare gnocco fritto sui colli emiliani.

Tutto sommato le aspettative non sono state deluse, c’è stato spazio per giovani, miti viventi, miti che non ci sono più ma che hanno lasciato abbastanza inediti in giro da illuminare chi mito probabilmente non lo diventerà mai, eccetera.

C’erano tutti, meno che i logopedisti. Uno spettro si aggira per l’Italia: lo spettro della chiarezza di pronuncia. Tutte le potenze della nuova Italia si sono coalizzate in una sacra caccia alle streghe contro questo spettro: musica indie e musica trap, cantautori tristi e parolieri ironici, interpreti dolenti d’amore come la Duse e rapper. Oggi l’ascolto di una canzone è operazione analogica, al pari della traduzione, o tutt’al più intuitiva.

Già, perché da un po’ di anni a questa parte sembra che per cantare sia necessario essere portatori sani – ma il sospetto è che dietro si celi una buona dose artificiale – di strascichi, parole mozzate, borbottii e dislalie non meglio identificate. Un caleidoscopico campionario di difetti di pronuncia che se da un lato aiutano l’artista a farsi riconoscere, dall’altro stanno rendendo la canzone italiana pericolosamente simile al mugugno di un adolescente che mastica la cicca con l’apparecchio ai denti.

Intendiamoci, il problema maggiore rimane l’uso scellerato che si continua a fare delle parole tronche e delle rime baciate, solitamente abbinate a vocali aperte come i sorrisi delle spose o a dittonghi esasperati à la Facchinetti.

Tuttavia questo recente imperialismo del difetto di pronuncia non può non farci rimpiangere la pulizia adamitica della pronuncia di De André, il tono vagamente negligé di Ciampi, cristallino anche a filo di voce, l’esattezza di Dalla, sapido in ogni sillaba o pausa.

Facile argomentare citando giganti che sembravano cantare semplicemente in risposta a coercitive esattezze fisiologiche, certo, però stando a Herzog anche i nani hanno cominciato da piccoli, forse, senza cicca in bocca.  Ad ogni modo, bravi tutti.

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Torna la Giornata di Raccolta del Farmaco

People For Planet - Sab, 02/10/2018 - 04:09

Si svolge oggi in tutta Italia la 18esima GRF, Giornata di Raccolta del Farmaco, organizzata dalla Fondazione Banco Farmaceutico Onlus. Nelle farmacie che aderiscono all’iniziativa sarà possibile acquistare e donare farmaci da banco (che non richiedono ricetta medica) agli enti e alle associazioni che si prendono cura delle persone indigenti.

Sono richiesti, in particolare, antinfluenzali, antinfiammatori e antipiretici. Basterà farsi consigliere dal farmacista, acquistare e consegnare i farmaci agli addetti del Banco Farmaceutico presenti nella farmacia.

Qualche numero sull’iniziativa:

  • aderiscono oltre 4.100 farmacie di 104 province italiane;
  • 14.000 i volontari in campo;
  • oltre 1.700 gli enti che beneficeranno delle medicine

Nell’edizione 2017 della Giornata di Raccolta del Farmaco sono stati consegnati alle associazioni più di 375mila farmaci, e grazie ad essi 578mila indigenti si sono potuti curare.

Abbiamo coperto solo il 37% delle richieste” si legge nel sito del Banco Farmaceutico. “In Italia ci sono 4,7 milioni di poveri e la domanda di farmaci da parte degli enti è cresciuta in 5 anni (2012-2017) del 27,4%.

In 17 anni, la GRF ha raccolto e ridistribuito più di 4.400.000 farmaci.

Spesso lo dimentichiamo o sembriamo non accorgercene ma, accanto a noi ci sono persone che se si ammalano, possono solo sperare che il malessere passi e che il freddo rigido dell’inverno non peggiori la loro condizione. Ciò che appare scontato, per milioni di poveri non lo è: la speranza degli indigenti di potersi curare è affidata alla generosità di chi è più fortunato“, spiega Sergio Daniotti, presidente della Fondazione Banco Farmaceutico Onlus.

Sul sito del Banco Farmaceutico sono disponibili tutte le info sulla Giornata di Raccolta del Farmaco di oggi.

In particolare, divise regione per regione, le farmacie che aderiscono all’iniziativa

Qui un video molto interessante

 

La Giornata di Raccolta del Farmaco si sposa benissimo con la campagna di People For Planet per la distribuzione anche nelle farmacie di farmaci sfusi e la conseguente riduzione degli sprechi: una manovra che farebbe risparmiare al Sistema Sanitario Nazionale oltre 500 milioni di euro!

Vi invitiamo a firmare qui il Manifesto per sottoscrivere questa proposta.

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Angese, il guerriero divertente

People For Planet - Sab, 02/10/2018 - 04:02

Sembra ieri e sembra tantissimo. E ci verrebbero da dire un sacco di cose ma sappiamo per certo che se scrivessimo delle banalità o delle frasi retoriche, Sergio ci manderebbe uno “ZOT!”, il fulmine dei fumetti. E allora che dire?
Noi stiamo zitti e lasciamo la parola a Jacopo Fo che di Angese ha scritto una biografia quasi autorizzata.

Angese inteso come artista.
Uno sport al quale ci siamo dedicati a lungo era quello di raccontare le storie che avremmo disegnato.
Disegnare è un lavoro lento e faticoso e raccontare la storia è invece un piacere immediato. Per questo alla fine mi sono messo a scrivere e a far l’attore.
E devo dire che alcune storie di Angese, di Vincino o di Pazienza raccontate erano ancora più ricche e complesse. Poi disegnando semplifichi.
Ad esempio, Angese aveva a un certo punto deciso di trasferirsi a vivere sul mare e di scolpire pezzi di mare con onde in legno. Non ha mai fatto neppure una scultura di onde. Ma io so esattamente come sarebbero state perché me le descrisse nei minimi particolari. Lui parlava e muoveva le dita per farmi capire come immaginava le onde, e io vedevo il solco arrotondato che le sue dita lasciavano nell’aria e vedevo formarsi onde vorticose costituite da fasci di solchi di dita che si sovrapponevano.
Sculture di legno chiaro, che si sarebbe scurito con il tempo. Immagino che avrebbe lasciato il colore del legno, sicuramente, ma io vedo queste onde dipinte, con gli spruzzi bianchi, le goccioline sulla cresta dell’onda che si rompe, goccioline che stanno per staccarsi, che si protendono.
Blu, azzurro, celeste, prussia, turchese, cobalto, smeraldo.
E spero che tu leggendo questa descrizione le veda, queste onde. E senta anche il profumo del mare, perché se io penso alle sculture del mare di Sergio sento anche il profumo.

Le onde di legno sarebbero state un’opera d’arte in linea con quel che Angese ha sempre fatto come autore.
Cosa fa, di un artista, un grande artista?
Io credo che sia la capacità di creare un modello del mondo, una rappresentazione coerente, una mappa cifrata, un codice di interpretazione, una chiave di decodificazione.
In altri termini: guardo un viso disegnato. Se mi sembra che sia vero, se mi emoziona, se mi dice qualche cosa, se innesca una sensazione, allora quella è arte. Grande arte.
Guarda qualunque vignetta di Sergio e vedi che i personaggi ci sono veramente, non sono solo segni sopra un foglio, sono vivi e ti comunicano una sensazione.
La costruzione delle storie e delle vignette era della stessa qualità. Angese riusciva a esprimere un punto di vista emozionante sul mondo e riusciva a restare sempre coerente con questo suo leggere diversamente il mondo.
La sua tensione poetica era centrata proprio sul cercare un’altra descrizione del creato, diversa da quella corrotta e banale, industriale e vigliacca, egoista e piccinina che va per la maggiore.
Sergio odiava i furbetti, ribelli a ore, pronti a vendersi l’anima alla prima buona occasione, Disprezzava il loro modo di pensare, di sudare, di fare sesso. Li riteneva esseri che hanno scelto coscientemente di essere inferiori.
E mi derideva per una mia certa passione missionaria e la voglia di spiegare.
Lui era piuttosto uno che derideva, che si prendeva la soddisfazione di dare del coglione al coglione.
Non credeva nella rivoluzione, soltanto in una lenta evoluzione. Viveva in un mondo che non aveva scelto lui. Aveva scoperto che poteva guadagnare vendendo quel che pensava e che anche gente che lui disprezzava era disposta a comprare i suoi insulti. Peggio per loro.
Ma comunque non gli interessava poi neanche tanto insultare. Almeno nei suoi fumetti. Lui raccontava storie e contesti che erano di per sé stessi insulti ai pecoroni.
Di persona invece si divertiva a dire cose spaventose. Attaccava con decisione i benpensanti, specie quelli di sinistra, rivoltando le loro idee fisse.
Dire adesso che anche a sinistra rubano è facile, 30 anni fa era un’idea sconvolgente.
Così come sostenere che i cortei non servivano a niente, o che i giornali non raccontavano la verità anche quando non tacevano i fatti.

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Jacopo Fo ha visto una puntata di Uomini e Donne di Maria De Filippi…

Le Buone Notizie di Cacao - Ven, 02/09/2018 - 14:16

Un piccolo gruppo di poeti può dire basta? Può dire basta? Può dire? Può?
Uomini e donne possono cambiare la musica?
Uomini e donne della De Filippi è un crimine contro la poesia? Un crimine contro la profondità dell’anima? Un. Uno. Singolare.

(..) Continua a leggere CACAO della Domenica.

Angese, il guerriero divertente

Le Buone Notizie di Cacao - Ven, 02/09/2018 - 13:39

10 anni fa domani moriva il fumettista Sergio Angeletti, in arte Angese.
Sembra ieri e sembra tantissimo. E ci verrebbero da dire un sacco di cose ma sappiamo per certo  che se scrivessimo delle banalità o delle frasi retoriche, Sergio ci manderebbe uno “ZOT!”, il fulmine dei fumetti. E allora che dire?
Noi stiamo zitti e lasciamo la parola a Jacopo Fo che di Angese ha scritto una biografia quasi autorizzata.
Puoi trovare il libro qui

(..) Continua a leggere CACAO del Sabato.

Bicchieri riciclabili anche nei fast-food

Le Buone Notizie di Cacao - Ven, 02/09/2018 - 12:47

L’americana Dunkin' Donuts ha annunciato il passaggio entro il 2020 dai bicchieri per il caffè in polistirene espanso a quelli di carta con doppia parete, riciclabili.
Questo cambiamento ridurrebbe il conferimento in discarica di un miliardo di bicchieri all’anno.
Il mese scorso McDonald's ha promesso che entro il 2025 userà solo materiali riciclabili ed ecosostenibili per i bicchieri da bibita, le scatole di hamburger, di Happy Meal e le bustine.
Poi dentro c’è sempre la stessa roba, ma mai smettere di sperare.
(Fonte: Ansa)