Jacopo Fo

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Le Ricette di Angela Labellarte: crema di carciofi

People For Planet - Mer, 04/28/2021 - 17:00

Ingredienti

Carciofi 6
Patate 1
Maggiorana 1 mazzetto
Olio 4 cucchiai
Aglio fresco (o 1 spicchio di aglio classico)
Sale q.b.
Crostini per decorare

Preparazione

Pulite i carciofi e le patate e tagliate tutto grossolanamente.
In una pentola mettete a rosolare l’aglio con l’olio, aggiungete le patate e i carciofi.
Mescolate, salate, coprite con acqua e cuocete per 15 minuti.
Togliete dal fuoco, aggiungete la maggiorana e frullate con un frullatore ad immersione.
Servite in una ciotola con crostini e maggiorana.

Foto di Angela Prati

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Florida, zanzare geneticamente modificate per non pungere ed estinguersi

People For Planet - Mer, 04/28/2021 - 16:30

Arrivano le zanzare modificate geneticamente. Un miliardo di zanzare che renderanno sterili quelle che che trasmettono malattie come Febbre Gialla, Zika e Dengue. Verranno liberate in Florida, nelle isole amate dallo scrittore Ernest Hemingway, le Florida Keys, che faranno da banco di prova per questo primo inedito piano di prevenzione: queste zanzare modificate geneticamente infatti non pungono e impediscono alle altre di riprodursi.

Solo zanzare maschio e sterili

Le zanzare selezionate e modificate dalla società britannica Oxitec, sono tutte maschio, pertanto innocui per l’essere umano, dal momento che le zanzare maschio non pungono, e trasmettono alle femmine con cui si accoppiano una proteina che le rende sterili. O meglio, una proteina che condanna le uova nate dalla fecondazione a non schiudersi, causando una progressiva – questa la promessa di Oxitec – estinzione, specie delle zanzare più pericolose, le Aedes Aegypti.

Il legame con il riscaldamento della Terra

Animali tropicali, a causa del riscaldamento globale si stanno progressivamente avvicinando sempre più ai Paesi temperati. Negli Stati Uniti, ad esempio, aumentano ogni anno i casi di Dengue, un’arbovirosi caratterizzata da febbre non specifica che può evolvere in forme più gravi con elevata permeabilità capillare ed emorragie (febbre emorragica dengue o DHF) e shock (sindrome da shock di dengue o DSS).

Le zanzare rappresentano il 17% di tutte le malattie infettive

Si stima che ogni anno le zanzare causino 725 mila morti all’anno nel mondo e secondo l’Oms oggi le malattie trasmesse da vettori come la zanzara rappresentano il 17% di tutte le malattie infettive, un numero altissimo che non stupisce, se pensiamo che la sola malaria causa ogni anno 400 mila decessi.

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Maradona, morte evitabile. “Risarcimenti a famiglia e tifosi”

People For Planet - Mer, 04/28/2021 - 15:33

“La perizia del tribunale argentino ha confermato tutto quello che ho denunciato quel triste 25 novembre. Senza rispetto, senza professionalità, senza alcuna pietà e amore hanno lasciato morire Diego Armando Maradona che a loro aveva aperto le porte di casa e affidato la sua vita” Angelo Pisani, legale di Diego Armando Maradona, continua: “i responsabili, non solo medici e infermieri, ma anche assistenti e organizzatori, dovranno subire e scontare pene severe e pagare il più grande risarcimento danni mai calcolato nella storia per una sola vittima di responsabilità professionale e disumana speculazione, sebbene neanche la condanna mondiale che si abbatterà sul clan di responsabili potrà mai restituire il campione.

“Falsi medici e amici pagheranno”

La morte di Diego Armando Maradona poteva essere evitata. Questo il succo del discorso del legale, che spiega: “fingendo di assisterlo senza curarlo per le patologie necessarie e pensando che potesse valere più da morto che da vivo, falsi amici e medici traditori lo hanno abbandonato e lasciato morire, come si evince ora anche dalla perizia medica disposta dai giudici che indagano sulla morte del Pibe de oro”.

Le malattie trascurate

“Maradona soffriva di insufficienza cardiaca, renale e di cirrosi. I medici hanno inoltre confermato che la morte è stata causata proprio dalle malattie cardiache preesistenti. Nessuno si è interessato di assisterlo e curare il suo cuore non più funzionante a dovere perché, secondo la perizia, Maradona non aveva controlli medici adeguati”.

Troppe bugie

Dalla perizia si apprenderebbe anche che Diego è morto tra le 4 e le 6 della mattina del 25 novembre, nel sonno. Un dettaglio importantissimo: “La data del decesso contraddice le prime affermazioni che indicavano che Maradona si fosse alzato la mattina e rimette in discussione, soprattutto, la dichiarazione dell’infermiera Daiana Madrid. L’assistente, uno dei 7 imputati, deve ora chiarire perché ha mentito e rivelare se ha eseguito degli ordini. La perizia complica ulteriormente la posizione anche dei medici curanti di Maradona, Leopoldo Luque e Agustina Cosachov, come si definiscono nel fascicolo. Nessuno di loro ha notato i sintomi o li ha minimizzati”.

I danni riconosciuti anche ai tifosi

“In sede civile – conclude Pisani – i responsabili della morte di Maradona saranno anche chiamati a risarcire i danni. Per i figli all’incirca 500mila, nel caso dei fratelli/sorelle 150mila, e ai nipoti 100mila. Poi c’è anche il danno per i tifosi. In sede civile per la domanda di perdita patrimoniale gli eredi potranno chiedere ai responsabili somme incalcolabili se si considera che Maradona poteva guadagnare un milione di euro al giorno, anche circa 100 milioni l’anno e quanto abbiano potuto perdere proprio gli eredi morendo il campione 15/20 anni prima dell’età media prevista, si tratta insomma della causa di responsabilità professionale più preziosa del mondo con domanda risarcitoria di oltre mille milioni di euro comunque sempre nulla rispetto ai milioni di cuori e sogni violati. Nella perizia medico legale si legge che “nel decesso hanno inciso in maniera decisiva omissioni di soccorso e una generale negligenza nel trattamento e nelle cure riservate al paziente” e in qualità di medici responsabili della salute di Maradona, sono proprio i due specialisti in questione a rischio di imputazione. La lista però potrebbe essere più lunga, mentre la magistratura attenderà le valutazioni e le repliche dei periti di parte”.

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Riciclare il 100% dei rifiuti, la missione di Kamikatsu (Giappone)

People For Planet - Mer, 04/28/2021 - 15:00

Come si legge sul canale YouTube OhgaKamikatsu, un comune di circa 2.000 abitanti nel Sud del Giappone, ha come obiettivo produrre zero rifiuti. Il tasso di riciclo per l’anno scorso (2019) è stato del 79,3%, grazie a 45 diversi contenitori per la raccolta differenziata. Il 20% rimanente viene ancora bruciato nel piccolo inceneritore cittadino che gli abitanti di Kamikatsu vorrebbero però mandare in pensione.

Ohga

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In tempo di Corona Virus scopriamo altre Corone

People For Planet - Mer, 04/28/2021 - 10:00

Ebbene si, alla fine mi tocca ringraziare in parte questa “clausura” imposta dalla pandemia, perché in questo periodo ho anche scoperto il piacere di fare jogging, svegliarmi presto, assaporare un buon un caffè e uscire a correre con l’aria fresca tra i capelli.

Tutto ciò lo trovo molto motivante anche grazie al fatto che lo skyline che si estende di fronte a me si compone da maestose montagne e ampie distese verdi e coltivate. Non siamo in Trentino e neanche in Svizzera, siamo in Piemonte, nei pressi di Torino.

Questa magnifica regione è conosciuta per la sua ampia varietà di biodiversità e per la sua svariata quantità di piatti tipici, ma arte culinaria a parte, vorrei soffermarmi su un particolare progetto messo in atto dalla Regione Piemonte dagli inizi degli anni 90. Si tratta della Corona Verde.

Circondati dai palazzi e non solo!

Nominata così in merito alla sua conformazione circolare, Corona Verde si espande per più di 300 km tra Torino e la provincia. Ciò è nato per creare una sinergia tra natura e urbanizzazione al fine di migliorare il benessere dei cittadini e delle specie endemiche che si trovano sul territorio, supportato inoltre, dalla saggia decisione di collegare la città e i paesi limitrofi ai siti storici quali sono le note regge (12 per l’esattezza), parchi, musei, giardini e castelli.

Il progetto mira a promuovere la conservazione delle oasi verdi che si alternano al tessuto cittadino ed è stato possibile grazie alla creazione di infrastrutture come ponti, sopraelevate e sottopassaggi dediti al passaggio e alla conservazione della flora e della fauna. Inoltre la grande rete fluviale che attraversa il territorio ha permesso così di sviluppare un grande bacino di biodiversità comprendente svariate qualità di specie ittiche e non solo.

Un equilibrio da rispettare

L’idea di creare un comprensorio di queste dimensioni nasce per sensibilizzare cittadini e organizzazioni alla tutela di tali aree. La pulizia degli argini e il mantenimento del letto dei fiumi permettono una convivenza pacifica. Inoltre, essendo questa una regione ad alto tasso agricolo è fondamentale che l’uomo e la natura collaborino in maniera intelligente. Tutto ciò, però, non ha fermato la continua evoluzione della città che, adattandosi a quelle che sono le nuove esigenze ha saputo coniugare la necessità di innovazione e cultura con il benessere psicofisico dei cittadini.

Che storia!

La cosa interessante, è che l’idea di creare un percorso che connetta la città al paesaggio bucolico venne già attuata in tempi passati dai reali, i quali, grazie alle loro ricchezze (le regge e i giardini) crearono una serie di viali destinati a collegare i villaggi alla corte esercitando così la loro supremazia sui sudditi. In seguito, tale itinerario venne soprannominato appunto: “Corona di Delitie” per sottolinearne la bellezza e la maestosità del regno sabaudo.

Per concludere, non posso fare altro che consigliarvi una gita fuori porta a piedi o in bicicletta a vedere qualcosa il cui fascino, nonostante il passare del tempo, è rimasto immutato permettendo così di godere di opere artistiche e architettoniche perfettamente conservate e in sintonia con un territorio tanto “green” quanto innovativo.

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Pareri non richiesti e luoghi comuni: 5 cose da non dire alle persone con disabilità

People For Planet - Mer, 04/28/2021 - 08:00

Dalla signora che si complimenta perché vai al lavoro “così ti tieni occupata”, a quella che chiede “ma chi è questo bel ragazzo, tuo fratello?”, passando per il giovane che “mamma mia sei una grande! Io al posto tuo mi sarei già buttato da un ponte, davvero!”.

Le frasi che “fanno salire il crimine”

Sono diverse (e spesso pessime) le osservazioni e le considerazioni che le persone con disabilità si sentono rivolgere dai cosiddetti “normodotati”.
A stilare una sorta di “Top five” delle cose da non dire a una persona con disabilità ci ha pensato Marina Cuollo, scrittrice e umorista, che in un video pubblicato sulla sua pagina Facebook interpreta – con tanto di trucco e travestimenti – cinque personaggi da lei incontrati che le hanno regalato altrettante frasi di quelle che “fanno salire il crimine”, come lei stessa afferma nel video.

“E’ passato un po’ di tempo dal mio ultimo video – ha scritto Marina nel suo post -. Per la vostra gioia stavolta mi sono avvalsa della collaborazione di più soggetti di dubbia credibilità, tra cui la famigerata Signora Concetta, esperta di luoghi comuni e dispensatrice di considerazioni non richieste“.

https://www.facebook.com/marina.cuollo81/videos/2836139956416832/

Articolo scritto il 23 ottobre 2019

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Smart working, possibile fino a settembre | Coprifuoco, intesa nella maggioranza | Legge Zan ancora in stallo

People For Planet - Mer, 04/28/2021 - 06:25

Corriere della Sera: Maradona, la perizia colpevolizza i medici: «La morte si poteva evitare»;

Il Giornale: La rivoluzione del Superbonus: cosa cambia per i condomini;

Il Manifesto: Consegne non rispettate, l’Ue fa causa ad AstraZeneca;

Il Mattino: Burkina Faso, rapiti e uccisi tre giornalisti europei: tra le vittime c’è David Beriain;

Il Messaggero: Smart working, possibile proroga fino a settembre: poi accordo quadro volontario fra le parti;

Ilsole24ore: Coprifuoco, intesa nella maggioranza: orario da rivalutare a maggio in base ai dati. Respinto ordine del giorno di Meloni (Fdi) – La circolare del Viminale: alle 22 tutti a casa;

Il Fatto Quotidiano: Vaccini, Bertolaso vuole lasciare la Lombardia: “Non c’è più bisogno”. Fontana: “Continuerà a coordinare”;

La Repubblica: Legge Zan ancora in stallo al Senato. Grida e proteste di Pd e M5S;

Leggo: Pellegrinaggio in India e bagno nel Gange: così si sono contagiati padre e figlia prima di tornare in Veneto;

Tgcom24: Arezzo, assolto un malato che si produce cannabis in casa: non è reato;

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Cannabis, assolto il malato che la coltivava in casa

People For Planet - Mar, 04/27/2021 - 18:30

Assolto Walter De Benedetto dal tribunale di Arezzo perché il fatto non sussiste. L’uomo, 48 anni, malato di artrite reumatoide, una rara malattia neurodegenerativa e altamente invalidante, era accusato di aver coltivato cannabis nel giardino di casa. È la prima volta che una sentenza applica la nuova normativa che disciplina la produzione di cannabis in Italia a scopo terapeutico. Il giudice.

Affermato il diritto di cura

“Sono soddisfatto, non solo per me ma anche per tutti coloro che vivono nelle mie stesse difficoltà proprio perché è stato affermato il principio del diritto di cura con la cannabis a solo scopo terapeutico – ha detto De Benedetto dopo la pronuncia del giudice, che ha sposato la richiesta del pm Laura Taddei che aveva chiesto l’assoluzione – ringrazio chi mi ha sostenuto e la mobilitazione che si è creata intorno a me. Da questa sentenza possiamo partire per portare avanti la nostra lotta”. La rete da stamani era impazzita per sostenere, soprattutto attraverso Twitter, il diritto dell’uomo a sostenersi con l’uso di cannabis.

La quantità riconosciuta era insufficiente

De Benedetto aveva sempre dichiarato di aver coltivato la sostanza perché non bastava la quantità riconosciutagli dall’Asl a scopi curativi, che comunque spesso arrivava in ritardo. Due anni fa, i carabinieri avevano trovato una serra all’interno della quale De Benedetto coltivava la cannabis, usata appunto usava per affievolire le sofferenze causate dalla malattia.

L’appello a Mattarella

A ottobre De Benedetto si era appellato al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un video messaggio in cui diceva: “Sono malato e senza terapia, per giunta ora indagato per essere stato costretto a violare la legge per non soffrire. Mi chiedo: dove sta il Parlamento. Mi rivolgo a lei perché un anno fa ho provato a rivolgermi alle istituzioni, venendo fino a Roma in un viaggio per me faticoso, ma pieno di speranza”.

Boom di richieste di cannabis light

Il Marocco legalizza la cannabis e segna la storia

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Menopausa precoce, rischio scende per le donne che fanno più sesso. Ecco perché

People For Planet - Mar, 04/27/2021 - 17:00

Le donne che fanno sesso più spesso hanno meno probabilità di avere una menopausa precoce. La ricerca, che mette in evidenza come lo stile di vita possa svolgere un ruolo più significativo di quanto ritenuto finora nel determinare la menopausa, è stata pubblicata sulla rivista Royal Society Open Science.

Lo studio, guidato da Megan Arnot del Dipartimento di antropologia dell’University College London, si è basato sui dati di quasi tremila donne con un’età media di 45 anni all’inizio della ricerca, seguite per 10 anni, rilevando che le signore che avevano riferito di praticare attività sessuale settimanalmente avevano il 28% in meno di probabilità di incorrere nella menopausa precoce rispetto alle donne che avevano fatto sesso meno di una volta al mese.

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Il corpo non investe nell’ovulazione

Secondo Arnot i risultati suggeriscono che se una donna non fa regolarmente sesso, e quindi non è soggetta a possibilità che si instauri una gravidanza, il suo corpo potrebbe “scegliere” di non investire nell’ovulazione, bloccandola definitivamente. «Potrebbe esserci un compromesso biologico tra l’investimento di energie nell’ovulazione e l’investimento di energie altrove, come mantenersi attivi occupandosi dei nipoti».

Ruth Mace, antropologa evoluzionista dell’UCL e autrice senior dello studio, precisa che «la menopausa è, ovviamente, inevitabile per le donne e non esiste alcun intervento comportamentale che impedisca la cessazione della riproduzione. Tuttavia, questi risultati sono un’indicazione iniziale che i tempi della menopausa possono essere adattivi in ​​risposta alla probabilità di rimanere incinta».

Articolo scritto il 17 Gennaio 2020

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Guarda il video: Sesso in orbita

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Quali lavori si fanno nell’orto a maggio?

People For Planet - Mar, 04/27/2021 - 16:00

Dal canale YouTube I corsi online del Maestro Giardiniere ecco le cure, i trattamenti e le piccole malizie del mestiere per la coltivazione degli ortaggi in questo mese dell’anno.

I corsi online del Maestro Giardiniere

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Covid-19, l’India brucia corpi nei parchi. Aiuti dal Regno Unito

People For Planet - Mar, 04/27/2021 - 14:55

#WATCH#India 's national capital- New Delhi, running out of space fr cremations of #Covid patients

Atleast 100 new cremation platforms under construction at Sarai Kale Khan crematorium which currently has space for 20 bodies but is receiving 60-70 bodies per day@ndtv pic.twitter.com/mZXPyUAIyU

— Sukirti Dwivedi (@SukirtiDwivedi) April 26, 2021

La drammatica situazione che sta vivendo l’India colpisce il mondo intero, con pire improvvisate in parcheggi e parchi pubblici. Ogni angolo di Delhi nasconde un catasto di legna che arde per cremare i corpi dei morti di covid che i crematori non riescono più a gestire. Intanto arrivano, finalmente, i primi aiuti dall’estero. La spedizione britannica di 200 ventilatori e apparecchiature per l’ossigeno, che aiuteranno gli ospedali a gestire le forniture di ossigeno, è stata scaricata oggi all’aeroporto di Delhi. Il portavoce del ministero degli Esteri Arindam Bagchi ha detto che è una goccia nel mare, rispetto alla marea di forniture necessarie a una nazione di 1,3 miliardi di persone. Il portavoce dell’Organizzazione mondiale della sanità, Tarik Jasarevic, ha già anunciato che consegnerà 4.000 ventilatori all’India.

17 milioni di contagiati, 192.000 morti

È una corsa contro il tempo, considerato che le morti sono in costante aumento, mentre una seconda ondata mortale di infezioni devasta il Paese, con 380 decessi registrati nella sola Delhi ieri. Manca l’ossigeno, i posti nelle unità di terapia intensiva e farmaci salvavita. Questo dopo che, in pochi giorni, l’India ha registrato più di un milione di nuovi casi di covid-19. Il numero totale di casi indiani finora è di quasi 17 milioni, con 192.000 morti. Tuttavia, è chiaro che le cifre reali sono molto più alte, sia per i decessi che per i casi. Come riporta oggi la Bbc, un’indagine della stazione televisiva locale NDTV ha rilevato almeno 1.150 decessi extra che non sono stati inclusi nel conteggio covid ufficiale della sola Delhi, nell’ultima settimana. Altre indagini simili hanno riportato altri casi in varie parti del Paese.

Tutta la città aiuta a bruciare cadaveri

I parenti aiutano il personale dei crematori che lavorano notte e giorno, accumulando legna e controllando le fiamme. Parcheggi, parchi o terreni incolti sono stati trasformati in crematori a cielo aperto, e nonostante questo le famiglie spesso devono aspettare ore prima di poter cremare i propri morti. Vicino al crematorio Sarai Kale Khan della capitale sono state aggiunte almeno 27 nuove piattaforme improvvisate, con altre 80 aggiunte nel parco attiguo. Le autorità municipali stanno anche cercando altri punti vicino al letto del fiume. Altre 20 pire si contano in un parcheggio vicino al crematorio di Ghazipur, sempre a Delhi. Altri crematori lamentano che non hanno spazio per espandersi.

Altri aiuto annunciati da Usa e Ue

Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha detto lunedì che invierà fino a 60 milioni di dosi del vaccino AstraZeneca Covid-19 all’estero e, sebbene le destinazioni non siano state fornite, l’India potrebbe essere un primo destinatario. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha twittato: “Allarmati dalla situazione epidemiologica in India. Siamo pronti a supportare. L’Ue sta mettendo insieme le risorse per rispondere rapidamente alla richiesta di assistenza dell’India tramite il meccanismo di protezione civile dell’Ue”.

Corea del Sud: la protesta degli studenti contro lo sversamento in mare dell’acqua trattata di Fukushima

Sono anche italiani i rifiuti elettronici smaltiti illegalmente nei paesi periferici

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Via Di Bartolo: il museo all’aperto sta per aprire

Gela Le Radici del Futuro - Mar, 04/27/2021 - 13:47

Manca ormai pochissimo all’apertura al pubblico del  museo all’aperto della necropoli in via Di Bartolo. Di fatto, in questi giorni sono in corso i lavori per la musealizzazione dell’area.

Le tombe (una decina in tutto) sono emerse due anni fa, durante i lavori di installazione della fibra ottica condotti dall’azienda Open Fiber, e risalirebbero all’età arcaica compresa tra il VI e il VII secolo a.C. La medesima azienda, in accordo con la Soprintendenza dei Beni Culturali di Caltanissetta, ha deciso di  finanziare il progetto che renderà il sito fruibile agli abitanti di Gela e ad eventuali turisti.

“Con i lavori di musealizzazione di Gela – sottolinea l’assessore dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Alberto Samonà – la Sicilia si esprime, in senso letterale, come Museo a cielo aperto. La necropoli di Gela, al di là dell’importanza che assume sotto il profilo storico, riveste un grande valore in quanto espressione della collaborazione pubblico privato. L’iniziativa, fortemente voluta dalla Soprintendente dei Beni culturali di Catanissetta, Daniela Vullo, realizza a pieno la volontà del governo regionale di rendere sempre più accessibile e condiviso il patrimonio culturale della Sicilia”.

Il metodo di sepoltura da loro utilizzato viene definito ad Enchytrismòs e consiste nel deporre il corpo dell’infante in posizione rannicchiata dentro a un vaso in terracotta (pithos) o a un’anfora (hydria). Tra i ritrovramenti, una coppa su piede di tipo proto-corinzio, deposta durante un rito funebre che ha previsto la macellazione e la cottura di animali grossa taglia, ed un’olpe, ovvero una brocca con corpo allungato.  Alcune tombe contengono corpi di bambini di tenerissima età.

Nello specifico, i lavori nei cantieri in corso comprendono l’areazione adeguata al mantenimento dei reperti, l’illuminazione e la copertura della superficie con lastre trasparenti per consentire il passaggio ai pedoni. Verrà, inoltre, installato un totem che conterrà tutte le informazioni necessarie sul sito.

Soddisfatta anche la Soprintendente Daniela Vullo che nel ringraziare l’ing. Clara Di Stefano, Regional Manager per la Sicilia di Open Fiber, evidenzia: “sono molto soddisfatta dell’esito della collaborazione con l’Open Fiber che ha accolto con slancio la richiesta di finanziare e realizzare la musealizzazione della necropoli confermando di voler assolvere l’impegno assunto con i cittadini di Gela di rendere fruibile il sito. Una decisione maturata grazie anche alle numerose pressioni della cittadinanza sulla mancata visibilità in loco dei numerosi ritrovamenti archeologici.

L'articolo Via Di Bartolo: il museo all’aperto sta per aprire proviene da Gela Le radici del Futuro.

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EcoFuturo magazine: Acqua tutti i segreti dell’oro blu

People For Planet - Mar, 04/27/2021 - 10:00

Dedicato alla tematica dell’acqua, il secondo numero di EcoFuturo del bimestre marzo/aprile 2021, è consultabile gratuitamente online al seguente link:

Acqua tutti i segreti dell’oro blu

Tra gli articoli sul delicato e controverso tema dell’acqua anche l’articolo di People For Planet Covid-19: 4,2 miliardi di persone non possono lavare le mani con acqua pulita.

Su EcoFuturo, il magazine ecologico si trovano stili di vita, storie, progetti… attraverso una rassegna dei migliori articoli pubblicati dai siti ambientalisti e più interessanti. Un progetto frutto di una grande famiglia, per utili riflessioni e spunti su temi di stretta attualità.

Ti sei perso il perso la prima uscita? Al link il primo numero del 2021 consultabile gratis online!

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Di che musica sei? Le 13 emozioni quando ascoltiamo canzoni

People For Planet - Mar, 04/27/2021 - 08:00

Sono 13. La mappatura è stata effettuata da un gruppo di ricercatori dell’Università della California di Berkeley Divertimento, gioia, tristezza, relax… chi di noi non ha mai sperimentato che l’ascolto di una specifica canzone o di una certa melodia evoca determinate sensazioni? Alzi la mano chi non ha mai avuto questa esperienza. Ebbene, uno studio condotto dall’Università della California di Berkeley (Stati Uniti) non ha fatto altro che “mettere ordine” tra le diverse emozioni che la musica è in grado di suscitare nel cervello umano, costruendo una mappa di 13 emozioni-chiave.

Bellezza, calma, tristezza, trionfo…

Lo studio, che è stato condotto intervistando oltre 2500 persone tra Stati Uniti e Cina, ha messo in evidenza che attraverso diverse culture (cinese e statunitense, e tutte quelle che possono essere in loro racchiuse) e differenti generi musicali (rock, folk, jazz, musica classica, sperimentale e heavy metal) i campioni audio fatti ascoltare ai partecipanti allo studio hanno scatenato almeno 13 sensazioni dominanti, valide indipendentemente dalla cultura di appartenenza: divertimento, gioia, desiderio/sensualità, bellezza, calma, tristezza, sogno, trionfo, ansia, paura, fastidio, energia e sfida.

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Creata una libreria musicale

E così la canzone “Shape of you” di Ed Sheeran comunica gioia, “Careless whispers” di George Michael sprigiona accordo dopo accordo tutto il suo potere seduttivo, mentre la musica di violino suonata lentamente risulta invece associata alla tristezza. “Attraverso il nostro studio abbiamo organizzato una libreria musicale estremamente eclettica per ciascuna emozione, e catturato una combinazione di sentimenti associati a ciascuna traccia musicale”, spiega l’autore principale dello studio Alan Cowen, dottore di ricerca in neuroscienze alla UC Berkeley. I risultati sono stati pubblicati sull’edizione online della rivista Proceedings of the National Academy of Sciences. “Abbiamo documentato rigorosamente la più vasta gamma di emozioni che si può ascoltare universalmente attraverso il linguaggio della musica“, ha affermato l’autore senior dello studio, Dacher Keltner, docente di psicologia alla UC Berkeley.

Costruita una mappa interattiva                  

I ricercatori hanno tradotto i dati in una mappa audio interattiva in cui i visitatori possono ascoltare uno qualsiasi tra i migliaia di frammenti di musica per scoprire, tra le altre cose, se le loro reazioni emotive alle melodie corrispondono a quelle segnalate da persone di altre culture.

Lo studio

Per giungere ai loro risultati i ricercatori hanno chiesto ai partecipanti allo studio di selezionare dei video musicali su YouTube che suscitassero loro diverse emozioni. Successivamente, 2000 tra i  partecipanti allo studio – tra persone statunitensi e cinesi – hanno quindi valutato individualmente 40 campioni musicali in base all’evocazione di 28 diverse emozioni. I ricercatori hanno quindi poi raggruppato le 28 emozioni in un numero inferiore di categorie di sentimenti più generali, creando così la mappatura delle 13 emozioni-chiave che la musica è in grado di suscitare.

L’influenza del contesto non conta

I ricercatori precisano che, sebbene alcune delle associazioni tra musica ascoltata e tipologia di emozione evocata possano essere influenzate dal contesto in cui i partecipanti allo studio avevano precedentemente ascoltato un certo brano musicale, come ad esempio in un film o in un video su YouTube, questo è però meno probabile nel caso della musica tradizionale cinese, con la quale i risultati sono stati convalidati: per garantire l’accuratezza dei risultati ottenuti, infatti, in un secondo esperimento circa altri mille partecipanti hanno valutato oltre 300 ulteriori campioni di musiche tra melodie occidentali e tradizionali cinesi, convalidando anche in questo caso l’associazione tra le musiche ascoltate e le 13 emozioni-chiave mappate dai ricercatori.

Articolo scritto il 23 Febbraio 2020

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Draghi, processi dureranno il 40% in meno | Cinema: tutto esaurito a Milano | Biden: abolire la pena di morte

People For Planet - Mar, 04/27/2021 - 06:25

Corriere della Sera: Riaprono i cinema: tutto esaurito a Milano alle sei del mattino;

Il Giornale: “In Italia più morti di tutti”. Draghi inchioda i giallorossi;

Il Manifesto: Marijuana, per i Grünen è ora di legalizzarla;

Il Mattino: La promessa di Biden: abolire la pena di morte;

Il Messaggero: Zaia: «Variante indiana è in Veneto» Ecco perché è più pericolosa Video;

Ilsole24ore: Fisco, ipotesi nuovo stop invio cartelle. Proroga per carte d’identità e smart working – Cosa accade ai 3 dossier rimasti fuori dal Recovery – Cashback, destino in bilico;

Il Fatto Quotidiano: Giustizia, per Draghi i processi dureranno il 40% in meno nel civile e il 25 nel penale. Riforme, si riparte da Bonafede (annacquato);

La Repubblica: La notte degli Oscar: Chloé Zhao nella storia, con ‘Nomadland’ vince miglior regia e miglior film. L’Italia è fuori: delusione Pausini;

Leggo: Ibrahimovic sotto indagine Uefa: sospetti su sua partecipazione a società di scommesse;

Tgcom24: Recovery, Draghi: ho fiducia negli italiani | No tagli a Superbonus edilizio | Se cresce il Sud cresce l’Italia | Guarda i video;

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Conosciamo le orchidee spontanee in Italia

People For Planet - Lun, 04/26/2021 - 19:00

Dal canale YouTube Diari di un naturalista un bellissimo episodio dove andremo a scoprire il mondo delle Orchidee spontanee italiane.

Durante la Primavera, vari ambienti si colorano grazie a questi splendidi fiori, che hanno evoluto dei sofisticati sistemi di impollinazione. Dalle Anacamptis, che producono nettare per attirare Lepidotteri e Imenotteri, alle Ophrys, che si sono specializzate nell’ingannare i propri impollinatori attraverso elaborate strategie.

Buona visione!

Diari di un naturalista

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2020 anno internazionale della salute delle piante

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Madonna nera di Viggiano: rinviata l’ascesa al monte ma il coronavirus non ferma la fede del popolo lucano con le celebrazioni liturgiche fino al 2 maggio

CuoreBasilicata - Lun, 04/26/2021 - 18:44

A causa dell’emergenza sanitaria in atto, purtroppo, anche per quest’anno, la tradizionale ascesa al monte della Madonna Nera, prevista per la prima domenica di maggio, è stata sospesa e rinviata. Intanto, in questi giorni, non mancano i momenti di preghiera con il programma delle celebrazioni liturgiche per ritrovare la memoria e l’identità autentica di una comunità religiosa.

Infatti, il santuario del Sacro Monte della Madonna di Viggiano è il più importante luogo di culto mariano della Basilicata, eretto dove fu rinvenuta nel XIV secolo l’immagine della “Madonna Nera”, a 12 chilometri dall’abitato. La statua, da settembre a maggio è custodita nella Chiesa di Santa Maria del Deposito, elevata da Paolo VI a Basilica Pontificia Minore e che conserva al suo interno preziose opere d’arte. Nella prima domenica di maggio la Madonna, con una suggestiva e affollatissima processione, viene portata a spalle dai fedeli, i cosiddetti “portatori”, dal centro di Viggiano al santuario del monte, posto a 1725 metri di quota, edificato nel XIV secolo sul luogo in cui fu trovata da alcuni pastori la sacra immagine.

Mentre, nella prima domenica di settembre, dal monte di Viggiano, dove è accolta per quattro mesi nella piccola cappella, la protettrice del popolo lucano, incoronata ed eletta Regina e Madre delle genti Lucane nel 1892, cerimonia ripetuta nel 1991 nella Piana di Tito da papa Giovanni Paolo II, a Settembre ritornerà in paese. Infatti, dal monte di Viggiano, dove è accolta per quattro mesi nella piccola cappella, la protettrice del popolo lucano, a Settembre ritorna in paese. L’ascesa al Sacro Monte è un evento molto sentito per la comunità viggianese e i paesi limitrofi del comprensorio valdagrino e non solo.

Una festa che si svolge in due fasi. “Il culto alla Bella Signora del Monte – come vien riportato sul portale istituzionale del comune di Viggiano – ha conosciuto nei secoli un crescendo continuo, fino a cristallizzarsi in quelle forme di religiosità popolare che ancora oggi costituiscono una delle caratteristiche più originali e autentiche della fede dei lucani”. Ancora oggi, nel periodo estivo, molte persone, provenienti non solo dalla Basilicata ma da tutto il Sud Italia, raggiungono a piedi la vetta del Sacro Monte per far visita alla Madonna Nera, ma soprattutto per pregare e chiedere aiuto e sostegno alla Madre Celeste.

 

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Il segreto per vivere bene fino a cent’anni? Amore e amicizie

People For Planet - Lun, 04/26/2021 - 17:00
Vivere a lungo è principalmente questione genetica

Una famosa quasi-barzelletta lo racconta meglio che mai: i Kahns di Manhattan erano 4 fratelli, tutti morti entro il 2005, il meno longevo dei quali a 101 anni. La cosa “bizzarra” è che il primo ha lavorato a Wall Street fin dopo i 100, conducendo dunque una vita altamente stressata, la seconda ha fumato come una turca fino a 90 anni, sopravvivendo a tutti i medici che le avevano imposto di smettere. Un vasto studio sui centenari lo conferma: la metà era sovrappeso, il 60% degli uomini fumava, meno della metà faceva attività fisica, solo il 2% non mangiava carne. Ma il punto – ha detto Nir Barzilai dell’Albert Einstein College of Medicine durante un Simposio sull’invecchiamento e la longevità tenutosi recentemente ad Harvard – non dovrebbe essere per noi prima di tutto come vivere 100 anni. Dovrebbe essere piuttosto come fare ad arrivarci abbastanza sani, felici, soddisfatti e indipendenti da far sì che raggiungere quella meta resti una possibilità vantaggiosa.

Genetica e ambiente

Per arrivare a superare i 100 anni vi servono geni della longevità che al momento la scienza sostanzialmente ignora, ma che potrebbero nascondersi in bassi “fattori di crescita insulino-simili”, detti anche somatomedine, ovvero ormoni che svolgono attività iper-complesse; e pare anche un’altezza sopra la media. Quest’ultimo aspetto contraddice quel che si era ufficialmente detto fino a qualche anno fa, ovvero che gli uomini bassi vivono mediamente più a lungo. Il più ampio studio mai condotto sull’argomento ha trovato solo una relazione opposta, anche se solo in rapporto alle donne. In generale, quindi, oggi l’altezza è considerata un elemento genetico favorevole alla longevità.

L’altro fattore fondamentale è lo stile di vita, e soprattutto l’amore

Una ricerca portata avanti ad Harvard dal 1938, per 80 anni, uno degli studi più ampi mai condotti sul tema, che ha coinvolto oltre 1.300 persone, lo afferma in modo incontrovertibile. «Il fattore principale che è accorso a influire sulla salute e la longevità è stato il fatto che, a 50 anni, queste persone godessero o meno di una relazione soddisfacente. L’amore, le amicizie e la vita di comunità si sono rivelate le caratteristiche che accomunavano tutti i sani e i longevi», ha detto Robert Waldinger, relatore dello studio. «Prenderci cura del nostro fisico, fare attività e mangiare bene è importante, ma investire su relazioni soddisfacenti è anch’essa un’importante forma di prevenzione per la salute generale dell’individuo».

In definitiva, lo studio ha concluso che relazioni strette d’amore o amicizia influenzano il futuro di una vita lunga e sana meglio della classe sociale, dell’IQ e anche della genetica. Amore e amicizia che durino, o si rinnovino, per tutta la vita.

Immagine di copertina: Armando Tondo

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La svolta di 27 grandi aziende: “L’Ue vieti mezzi a motore non elettrici”

People For Planet - Lun, 04/26/2021 - 15:43

Stop alla vendita di auto diesel, benzina e ibride entro il 2035. Questa la richiesta di 27 grandi aziende – tra cui Coca-Cola, Ikea, Sky, Uber, Volvo, e le italiane Enel X e Novamont – insieme a 6 associazioni di automotive, energia, sanità e finanza, rivolta alla commissione Europea, al Parlamento europeo e ai governi dei Paesi membri Ue. L’appello spiega che, fissando “un obiettivo di CO2 per i costruttori di veicoli a 0 grammi per chilometro”, si potrebbe inaugurare “una nuova era di mobilità a zero emissioni”.

La svolta epocale

La proposta parte da Transport & Environment – organizzazione no-profit indipendente che rappresenta 63 organizzazioni in 26 Paesi europei – e spiega che i nuovi obiettivi che la commissione Ue proporrà “a giugno come parte del pacchetto legislativo ‘Fit for 55′” – per la riduzione delle “emissioni complessive di almeno il 55% entro il 2030” e il raggiungimento di “‘zero emissioni nette’ entro il 2050” – potrebbero mettere “in moto una trasformazione sistemica” e potrebbero rendere “l’Ue leader globale in un settore chiave per un futuro a zero emissioni”.

Le motivazioni etiche

I 33 firmatari – tra le 27 aziende anche Allego, Iberdrola, Leaseplan, Lime, Metro, Schneider Electric, Vattenfall – ricordano come “autovetture e veicoli commerciali leggeri siano responsabili non solo del 15% di tutte le emissioni di CO2 in Europa”, ma anche della “maggiore fonte (26%) di emissioni tossiche di ossido di azoto, che provocano malattie croniche e la morte prematura di 54mila europei ogni anno”, oltre ai “200 miliardi di euro spesi ogni anno per l’importazione di petrolio”.

Vogliamo “un chiaro segnale”

La domanda dei veicoli elettrici “sta crescendo rapidamente nonostante la pandemia”, aggiungono, e “rappresentano oltre il 10% dei veicoli venduti in Europa nel 2020. Decretare lo stop alla vendita degli altri tipi di auto fornirebbe un chiaro segnale alle case automobilistiche, ai fornitori di infrastrutture di ricarica, al settore energetico e alle istituzioni finanziarie per fare gli investimenti necessari alla ‘transizione”. La lista delle adesioni è aperta a nuovi ingressi da parte di aziende e associazioni.

Trasforma la tua auto in un mezzo elettrico

Emissioni: bici batte auto elettrica 10-0

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Chi poteva mai immaginare di insediare una Foresta in un Palazzo nobiliare in rovina?

People For Planet - Lun, 04/26/2021 - 15:00
Un atto politico

Si chiama Human Forest, Exploring Nature and Spirituality, l’ultimo progetto politico e iconico di Andrea Bartoli e Florinda Saieva di Farm Cultural Park, considerato uno dei centri culturali indipendenti più influenti del mondo culturale contemporaneo e uno dei progetti più effervescenti di ripensamento e rinascita di città moribonde.

Il messaggio è chiaro: Basta parlare, piantiamo alberi.

In questi ultimi tempi, numerose iniziative che hanno a che fare con la forestazione urbana, con la presenza della natura all’interno della città, si sono realizzate, però molte di loro danno una sensazione in cui la natura ha un valore cosmetico. Human Forest ha una dimensione etica, tratta la natura per quello che la natura fa. Una natura viva, fatta di piante, di animali, di insetti, una natura fatta di bellezza. Io credo che Human Forest ridia una dignità di vita, di autonomia, di indipendenza, anche in alcuni casi persino di superiorità rispetto all’umanità. Non è una natura antropocentrica, ma è una natura che fa la natura e a cui si guarda e ci si relaziona con il rispetto che si deve in questa rinnovata alleanza” dice Maurizio Carta celebre urbanista.

Human Forest ha l’ambizione di spingere le persone a diventare cittadini attivi, per innescare processi di emulazione che possano riempiere le nostre città di fiori, piante, alberi, piccoli orti e frutteti non solo nei nostri balconi e le nostre terrazze e in generali negli spazi privati ma anche i cortili, le strade, le piazze, gli spazi pubblici.

Per chi volesse scoprire di più e sostenere Farm Cultural Park che ha trasformato Favara in una piccola capitale mondiale della rigenerazione urbana, è possibile diventare Members con solo 4,99 euro al mese. Basta entrare nella pagina di Facebook di Farm Cultural Park e cliccare in cima DIVENTA UN SOSTENITORE.

Per chi invece volesse diventare Ambasciatore di Human Forest, sarà sufficiente regalare una pianta o un albero a Farm Cultural Park, e quindi può:

  • spedirla a Farm Cultural Park , Cortile Bentivegna-Sette Cortili 92026 Favara

oppure

  • fare un bonifico intestato a Farm Cultural Park Banca Prossima Gruppo Intesa San Paolo – IBAN IT69A0335901600100000014638 Causale: donazione per acquisto di un albero
FARM CULTURAL PARK
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