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Finché morte non vi separi?

Le Buone Notizie di Cacao - Mer, 05/16/2018 - 12:57

Magari lo sposo, o la sposa, non si presenta all’altare, magari il testimone perde le fedi, magari il ristorante annulla la prenotazione all’ultimo momento oppure la torta nuziale cade a terra. Gli imprevisti prima o durante un matrimonio possono essere tantissimi e quindi meglio assicurarsi.
Visti i costi dell’evento in sé il business delle assicurazioni “matrimoniali” è in notevole crescita.
Chissà se assicurano pure l’amore eterno.
(Fonte: Facile.it)

Claudia, Olga e Rosa sono Ecoplanner

People For Planet - Mer, 05/16/2018 - 04:59

A Roma, tre ragazze, hanno avviato un’attività di Ecoplanner, l’organizzazione di eventi ecosostenibili.
“Disegniamo il tutto nei minimi dettagli per realizzare un evento “diverso” che sappia raccontare un altro modo di vivere, un evento che sia etico e consapevole, che racchiuda una serie di scelte di consumo, utili per noi, per gli altri e per l’ambiente che ci circonda.”

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Scuole e maialini

People For Planet - Mer, 05/16/2018 - 04:20

Lunedì scorso, 14 maggio, è crollato il tetto di un’aula dell’Istituto Industriale Montani di Fermo: per pura coincidenza, nessun ferito. Che fine ha fatto il piano di edilizia scolastica indetto nel 2004? E in che senso l’edilizia è la cartina tornasole sociale più affidabile?

Vale la pena ripercorrere qualche dato: il primo censimento delle scuole italiane fu ordinato da Prodi nel 1996 al fine di avviare la riabilitazione degli edifici scolastici, per la maggior parte costruiti prima degli anni ’80, pericolanti e a rischio crollo. Nel terremoto del 2002 che colpì il Molise, a San Giuliano di Puglia crollò un solo edificio: la scuola elementare. In quel momento erano presenti 8 insegnanti, 2 bidelli e 58 bambini. Morirono 27 bambini e 1 insegnante.

Berlusconi inserì  fra le Grandi Opere un “Piano straordinario di messa in sicurezza degli edifici scolastici” (Art. 3 comma 91 Legge 350/2003 Finanziaria 2004) che però non prevedeva stanziamenti, perché non si conoscevano né le scuole a rischio né le entità dei rischi. Il censimento ordinato nel 1996 non era mai stato eseguito. Ancora nel 2006 non era pronto, quindi si procedette per approssimazione: mezzo miliardo di euro avrebbero dovuto mettere in sesto 1.593 edifici scolastici. Un’impresa basata su stime matematiche degne della distribuzione dei pani e dei pesci di Gesù.

Oggi chiunque acceda al Silos (Sistema informativo Legge Opere Strategiche) e scorra il Piano straordinario per l’edilizia scolastica e messa in sicurezza, può leggere:

“Dalla Relazione semestrale del MIT sull’avanzamento al 30 giugno 2016 del Piano straordinario per la messa in sicurezza delle strutture scolastiche, con particolare riguardo a quelle ubicate in zone a rischio sismico, I e II programma stralcio (Legge 289/2002, Art. 80, comma 21), risultano attivati dagli Enti locali beneficiari 1.378 interventi (pari all’86,5% del totale interventi programmati) dell’importo di 414 Meuro (l’84,7% del valore intero del Piano). I lavori ultimati risultano invece 951 (59,7% ) per un importo complessivo di 269 Meuro 55,1% del totale)”.

Traducendo dal burocratese, significa che dal 2004 a oggi è stato messo in sicurezza soltanto il 59% delle scuole considerate in emergenza. Detto in altri termini: 6 su 10 in 16 anni.

Spulciando fra i rapporti destinati alla Camera dei deputati, salta fuori un altro piano previsto per il ripristino delle scuole, che dal nome evoca una certa urgenza: Piano straordinario stralcio di interventi urgenti sul patrimonio scolastico. L’ultima segnalazione dell’ufficio studi della Camera risale all’ottobre 2013: Su 1706 interventi ritenuti “urgenti” ne risultano ultimati soltanto 19. Forse scritto in lettere il numero sembra maggiore: diciannove. O forse no.

Anche senza una laurea in ingegneria edile, ciò che si profila non è esattamente la tabella di marcia che ci si aspetterebbe da Governi che, prima con la Gelmini, poi con la Boschi, hanno fatto del rinnovo della scuola medaglia da appuntare alla giacchetta.

E se può sembrare paradossale che le Ferrovie dello Stato attuino pedissequamente un piano di sicurezza  (al punto da negare le panchine ai viaggiatori) più di quanto abbiano fatto i Governi con gli edifici scolastici, l’ingegnere Carlo Emilio Gadda – che nemmeno per un istante e in nessun romanzo, racconto o favola smise di essere “l’ingegnere in blu” -novant’anni fa scriveva:

“La casa degli umani si trasforma. La nostra casa, oggi, non è più quella di trent’anni fa. Le ragioni? Ragioni tecniche, ragioni economiche: escluderei affatto le ragioni morali”.

Sfugge perché in Cina, nonostante il prezzo della carne suina sia ormai da otto anni ai minimi storici, gli allevatori della società agricola privata Guangxi Yangxiang stiano investendo negli alberghi a 13 piani, con ascensori dedicati e piani con impianti di ventilazione appositi progettati da un’azienda olandese, per allevarci scrofe e maialini.

Ormai prossimi alle distopie di Orwell, c’è da dire che l’unico specchio che non sfina né ingrassa le silhouettes della società è l’edilizia. Con i suoi tetti, i suoi interni, i suoi crolli e i suoi inquilini, l’edilizia restituisce l’immagine di chi siamo. Né più né meno.

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Edifici Near Zero Energy e dai materiali riciclati, obiettivi a portata di mano

Le Buone Notizie di Cacao - Mar, 05/15/2018 - 12:47

Obiettivo edifici ad energia quasi zero, obiettivo riciclo materiali: l’edilizia oggi ha tutte le carte in regola per centrarli. Normativa, informazione e competenze sono le chiavi.
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Il boomerang dei sacchetti bio a pagamento

Le Buone Notizie di Cacao - Mar, 05/15/2018 - 12:46

La legge sul sacchetto porta al boom dell’ortofrutta confezionata con un crollo dello sfuso
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Amazon Tax per aiutare i senzatetto

Le Buone Notizie di Cacao - Mar, 05/15/2018 - 12:45

Il consiglio comunale di Seattle ha approvato all’unanimità una tassa di 275 dollari all’anno per ogni dipendente a carico delle aziende che hanno almeno 20 milioni di ricavi annuali. La nuova imposta sarà destinata ai senzatetto.
Amazon non è stata proprio felice del provvedimento che ha definito “Un approccio ostile”.
Sempre lì a fare dei personalismi…
(Fonte: Ansa.it)

Il biscottificio buono in tutti i sensi

Le Buone Notizie di Cacao - Mar, 05/15/2018 - 12:44

Tutto nasce dall’amicizia tra Jacopo Corona, pasticcere, e Gianluca Di Lorenzo, operatore sociale. Hanno messo insieme le loro competenze e, oplà, è nato Frolla, il biscottificio che dà lavoro a ragazzi disabili. Si trova a Osimo, in provincia di Ancona e fa dolci buonissimi!
(Fonte: Ansa.it)

Il villaggio dei gatti

Le Buone Notizie di Cacao - Mar, 05/15/2018 - 12:42

Si trova alla periferia di Tokyo – e dove sennò? – si chiama Kichijoi Petit Mura ed è ispirato ai disegni dello Studio Ghibli, quelli di Miyazaki per intenderci.
Nel villaggio tutto è a misura e a forma di gatto, compreso un castello che potete vedere qui: https://petitmura.com/
L’iniziativa sta avendo un grande successo tra gli umani, i felini si limitano a un’elegante accettazione.
(Fonte: Repubblica)

A Mantova gli operai salvano l’azienda

People For Planet - Mar, 05/15/2018 - 10:56

Alle porte di Mantova, gli ex lavoratori della raffineria Ies con la cooperativa sociale Cop21 recuperano un territorio da bonificare e coltivano sorgo che diventerà biomassa.

Leggi la storia sul Corriere.it

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Il boomerang dei sacchetti bio a pagamento

People For Planet - Mar, 05/15/2018 - 04:14

All’inizio di quest’anno si è discusso moltissimo della promulgazione della nuova legge che ha previsto, a partire dal 1 gennaio 2018, l’introduzione obbligatoria di sacchetti biodegradabili utilizzati per imbustare alimenti da banco, frutta e verdura nei supermercati e punti vendita specifici. Le buste in questione, per essere conformi alla normativa, devono prevedere un contenuto minimo di materia prima rinnovabile non inferiore al 40 per cento.

Quello che è stato messo in discussione della nuova legge non è stata l’inopinabile utilità di una regolamentazione per prevenire e arginare disastri ambientali arrecati dalle nostre tonnellate di rifiuti inconsciamente smaltiti in modo improprio, ma il fatto che a farne le spese, ancora una volta, fossero i consumatori. Le nuove buste, biodegradabili, compostabili e certificate, non sono distribuite a titolo gratuito, ma a fronte di un costo che si aggira tra 1 e 5 centesimi, a discrezione del punto vendita.

Sui social, soprattutto nell’imminente periodo di applicazione della normativa, quando i confini di ciò che era lecito fare erano ancora poco chiari, le polemiche non sono mancate e le proteste hanno saputo raggirare la legge, evitando l’uso dei sacchetti in questione, con modalità ingegnose e talvolta simpatiche: dal prezzare ogni singolo pezzo, all’uso di un solo sacchetto per imbustare più prodotti…

(PH: Corriere della sera, fonte Facebook)

 

Ma, a distanza di più di 4 mesi, qual è il risultato prodotto dalla Legge 123/2017?

In poche parole sembrerebbe aver creato un effetto contrario. La ricerca recentemente condotta dall’Ismea Istituto di servizi per il mercato agricolo e alimentare – sui dati relativi alla vendita dell’ortofrutta nel primo trimestre dell’anno evidenzia un dato paradossale sia in termini di economia familiare che ambientale: le vendite di ortofrutta fresca già confezionata sono aumentate al 32% del totale del venduto, contro il 29% del primo trimestre dell’anno precedente, a discapito dei prodotti sfusi. Scendendo nel dettaglio emerge che, sempre nello stesso periodo di analisi, le vendite di ortofrutta sfusa sono calate del 3,5% in quantità e di ben il 7,8% in termini di valore. Un trend insolito se pensiamo che i prodotti ortofrutticoli confezionati costano mediamente il 43% in più degli sfusi.

“Si tratta di numeri che rendono ipotizzabile come la reazione istintiva avversa dei consumatori – anche a seguito del forte seguito mediatico attribuito all’evento – abbia fornito un’accelerazione a un processo di sostituzione di per sé già in atto.” Dichiara l’Ismea.

Ci troviamo di fronte a due paradossi: il primo è che i consumatori hanno deciso di spendere di più acquistando frutta e verdura già confezionata pur di non pagare pochi centesimi per l’acquisto dei sacchetti biodegradabili; il secondo è che, nonostante la legge sia stata prevista e applicata con l’obiettivo ben preciso di ridurre l’impatto ambientale della plastica, e tuttavia, a causa dell’incapacità di sensibilizzare i cittadini sul tema ponendo l’attenzione non sul costo ma sul risultato ecologico che tale legge si prefissa di avere, ha prodotto un maggior consumo di ortofrutta confezionata e quindi di plastica, considerando la vaschetta e la plastica dell’imballaggio.

Forse una soluzione c’è: ritornare alle buone e vecchie abitudini del mercato.

 

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Vent’anni di Viagra

Le Buone Notizie di Cacao - Lun, 05/14/2018 - 12:37

L’hanno festeggiato al congresso nazionale della Società Italiana di andrologia annunciando anche nuove e fantasmagoriche avventure per combattere la disfunzione erettile, come onde d’urto e biofilm orali.
Già 20 anni… come passa il tempo quando ci si diverte!

Record

Le Buone Notizie di Cacao - Lun, 05/14/2018 - 12:34

Il rinvio più lungo del mondo è quello del portiere brasiliano del Manchester City che ha rilanciato il pallone a 75,35 metri di distanza.
Praticamente nell’area di rigore avversaria.
(Fonte: Ansa.it)

Risolvere l’emergenza idrica con un iceberg

Le Buone Notizie di Cacao - Lun, 05/14/2018 - 12:33

La proposta è di Nick Sloane, 'salvage master' della Costa Concordia, quello che ha coordinato l’operazione di recupero della nave da crociera incagliata all’Isola del Giglio, per capirci. L’idea è quella di trasportare un iceberg trainandolo per risolvere l’emergenza idrica di Città del Capo.
 “Alcuni iceberg sono già stati individuati e si trovano a solo circa 1200 miglia marine" ha affermato Sloane.
(Fonte: Repubblica.it)

Democrazia Affettiva!

Le Buone Notizie di Cacao - Lun, 05/14/2018 - 12:31

Venerdì 18 maggio alla Biblioteca San Giorgio di Pistoia si terrà il primo convegno organizzato da Democrazia Affettiva dal titolo “L’essere umano al centro del futuro”
Una giornata di riflessione e dialogo con rappresentanti e testimonianze del mondo professionale, dell’imprenditoria e della cultura, per proporre una chiave di lettura originale e un approccio singolare alla percezione del presente.
Perché come diceva Dale Carnegie “Oggi è il domani di cui ci preoccupavamo ieri”
Potete scaricare qui il programma del convegno
Se siete da quelle parti vi consigliamo di non perderlo! La partecipazione è libera ma è meglio segnalare la vostra presenza scrivendo a palma@annamariapalma.eu o telefonando al numero 335 7040001

Iraq: la guerra è finita solo in tv!

Le Buone Notizie di Cacao - Lun, 05/14/2018 - 12:30

14 maggio 2018
Sull’Iraq i media hanno battuto record storici di bugie.
E adesso ci dicono che “la situazione si è normalizzata dopo la sconfitta dell’Isis”. Hanno fatto perfino le elezioni… L‘Iraq rinasce… Attentati a parte…
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Inchiesta sulla Caccia: incontriamo l’ambientalista-cacciatore

Le Buone Notizie di Cacao - Lun, 05/14/2018 - 12:28

Ultima puntata dell’inchiesta di People For Planet sul mondo della caccia.
Franco Perco – già direttore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini (2010-2016) – ambientalista da una vita, ha cofondato il WWF di Trieste e del Friuli Venezia Giulia. A lui si deve ad esempio la reintroduzione dei caprioli e cervi nel parco nazionale D’Abruzzo. E’ un cacciatore.
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TELL ME fra migranti, rifugiati e insegnanti

Comitato Nobel Disabili Onlus - Lun, 05/14/2018 - 11:45

Ancora un Workshop in Italia e due corsi in Portogallo e Svezia

Nazzareno Vasapollo, il Project Manager, interpreta il senso del titolo del progetto TELL ME.

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I mesi di marzo, aprile e maggio hanno visto l'intensificarsi delle attività formative previste dal progetto TELL ME che avevano come finalità la sperimentazione delle metodologie costituite durante il progetto per l'alfabetizzazione linguistica e matematica dei migranti.

3 marzo – 4 maggio 2018, Torino (I)
Il workshop "Theatre as a Tool in the Mathematical Literacy" tenuto presso il Centro per l'Istruzione degli Adulti ha coinvolto 10 docenti del CPIA1 di Torino il cui feedback è stato prezioso per affinare strumenti e metodi TELL ME per la matematica.

23-25 marzo 2018, Fundão (P) e 5-8 aprile 2018, Örkelljunga (S)
Ricercatori e docenti TELL ME provenienti dai tre paesi partner si sono ritrovati per due corsi rivolti a migranti e rifugiati che hanno avuto luogo in Portogallo (Corso di Teatro per l'Alfabetizzazione Linguistica) e Svezia (Corso di Teatro per l'Alfabetizzazione matematica).
Anche questi corsi hanno avuto lo scopo di testare sui gruppi target le metodologie TELL ME prima di varare la loro versione definitiva.

LA PIATTAFORMA SOCIAL ONLINE
Procede anche la promozione di un prodotto molto importante del progetto: la TellMe Social Platform online in https://social.tellmeproject.com
Uno strumento che si pone l'obiettivo di implementare una rete europea che connetta le esperienze di coloro che operano nell'ambito delle formazione rivolta a rifugiati, richiedenti asilo e immigrati, con il fine di creare nuove collaborazioni, nuove idee e nuovi progetti con particolar riguardo all'alfabetizzazione della fascia adulta.

STAY TUNED!!!

web site: www.tellmeproject.com
Social Platform: https://social.tellmeproject.com
Facebook: https://www.facebook.com/tellmeproject/
Twitter: https://twitter.com/Tell_Me_Project

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Iraq: la guerra è finita solo in tv!

People For Planet - Lun, 05/14/2018 - 10:38

E adesso ci dicono che “la situazione si è normalizzata dopo la sconfitta dell’Isis”. Hanno fatto perfino le elezioni… L‘Iraq rinasce… Attentati a parte…

Che vergogna.

Mi ricorda le parole del Poeta, quando dice: “Dalla tua bocca sgambettano scarafaggi malati di dissenteria!”

Basterebbe uscire dalla capitale e andare verso nord, passando di villaggio in villaggio, per rendersi conto di quanto sono bugiardi i telegiornali.

Continuamente ti trovi la strada sbarrata da un posto di blocco. E per passare devi pagare un dazio, dare qualche cosa. Ci sono le truppe regolari, la polizia, le milizie iraniane, filo-russe, saudite, filo-turche, e anche avanzi degli eserciti cristiani, mercenari e se incontri l’unico mafioso vero, siciliano, con il mitra più grande di lui, ti sembra il più civile di tutti, un filosofo della guerra. Italiani brava gente.

E ogni notte uno dei signori della guerra che controlla una brigata o un battaglione, decide di far fuori una famiglia, di depredare un villaggio, di bruciare qualche cosa. Sullo sfondo passano migliaia di camion che portano il petrolio iracheno, clandestinamente, in Iran, in Turchia, in Siria. Petrolio, opere d’arte e qualunque cosa questa terra abbia ancora da farsi rubare. E a ogni posto di blocco si contratta con il bandito di quartiere, di villaggio, col signore del ponte, col razziatore locale.

L’Iraq era un paese ricco, moderno, laico. Lo hanno distrutto fisicamente con migliaia di bombe, lo hanno contaminato con i proiettili all’uranio impoverito, hanno chiamato mercenari da tutto il mondo “per rimettere ordine”… È stato come armare coi bazooka la ‘ndrangheta, il cartello di Medellin e gli Skorpios di Chicago dopo aver sciolto l’esercito e la polizia.

Uno scenario medioevale con un popolo ridotto al terrore, alla tolleranza dell’ignobile. Uno stillicidio di omicidi e violenze di ogni tipo. Ma questi imbecilli dei media guardano e sentenziano: “Questa è solo malavita locale”. E non si rendono neanche conto delle balle putride che raccontano. Vedere l’Iraq sul monitor in un hotel del quartiere occidentale blindato è difficile. D’altronde mica tutti nascono eroi…

Così nessuno vede che in mezzo a quel canaio, a far la parte del pesce grosso, ci sono il fior fiore dei cattivi Usa e Inglesi.

In effetti il problema dell’Iraq è la malavita… Magari non proprio locale… E in Afghanistan è uguale. Quando sono arrivati i liberatori a difendere la democrazia producevano meno del 5% dell’oppio mondiale (perché i Talebani sono stronzi ma ce l’hanno con gli spacciatori).

Ora, secondo i dati Usa, vi si produce più del 90% dell’oppio mondiale. E chi se lo compra? Dove finisce? Siamo certi che neanche un grammo arrivi negli Usa?!?!

Mi piacerebbe tanto fare oggi un dibattito televisivo con quelli che 15 anni fa dicevano che era giusto andare a combattere il terrorismo in Afghanistan e Iraq, e quelli che l’altro ieri gridavano che l’intervento in Libia era necessario…

Un milione di morti dopo (forse molti di più) con un’intera area del mondo devastata, con una dose di dolore talmente grande che non puoi neanche contarla, con una guerra che ha cambiato nome ma continua… dimmi ancora che era indispensabile. Dimmelo!!! Dimmelo!!!

Dimmi che hanno vinto i buoni!

E poi vai a letto a dormire senza pensare che corri il rischio che il tuo Dio ci sia veramente e che decida che sei indegno.

E tu lo sai che il tuo Dio non è quello misericordioso.

Perché tu, quello misericordioso non l’hai mai pregato.

 

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Inchiesta sulla Caccia: incontriamo l’ambientalista-cacciatore

People For Planet - Lun, 05/14/2018 - 04:00

Franco Perco – già direttore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini (2010-2016) – ambientalista da una vita, ha cofondato il WWF di Trieste e del Friuli Venezia Giulia. A lui si deve ad esempio la reintroduzione dei caprioli e cervi nel parco nazionale D’Abruzzo. E’ un cacciatore.

“La caccia ha senso nel momento in cui non distrugge tutto – dice – ma conserva le specie cacciate. La legge però non è adeguata a questo scopo. La legge ‘cornice’ 157 è un compromesso del 1992 tra ambientalisti e cacciatori, dove i cacciatori hanno perseguito soprattutto l’obiettivo di avere molte specie da cacciare e poche regole, mentre gli ambientalisti quello di limitare i periodi e le specie di caccia. Risultato: una legge inadeguata che non prevede, come sarebbe d’obbligo, di conoscere l’entità del patrimonio faunistico: non c’è obbligo di censimenti ed è un errore clamoroso. Inoltre, il numero di cacciatori ammessi è troppo alto, e non corrispondente alla fauna prelevabile”. La legge pone un tetto al numero animali uccelli migratori cacciabili, ma non al numero di cacciatori: questo crea un evidente frustrazione, in qualche modo invogliando a infrangere le regole.

Un altro grosso problema sono le zone di caccia, i cosiddetti ATC, o Ambiti Territoriali di Caccia. Sono proprietà private o pubbliche che dovrebbero essere gestite insieme da cacciatori e agricoltori (60%) ambientalisti (20%) e rappresentanti dei Comuni coinvolti (20%). Ma sono nei fatti composti da soli cacciatori (o quasi), che lavorano per l’esclusivo bene della categoria e senza controlli: “Hanno estensioni a volte enormi e questo non consente una loro gestione efficace – continua Perco – I cacciatori dovrebbero essere organizzati in piccoli gruppi, e gestire un piccolo ATC che possano sentir loro e rispettare”.
Oggi in definitiva lo Stato ha lasciato le briglie sciolte alle Regioni, che a loro volta hanno passato la palla agli ATC e la situazione ha tecnicamente milioni di difetti. “Per dirne un altro: secondo l’articolo 842 del codice civile, un proprietario terriero non può impedire a un cacciatore con i documenti in regola di entrare nel suo fondo per cacciare. La proprietà del fondo è insomma svincolata dai diritti di caccia, e questo è contrario a tutto il resto d’Europa”.

Arriviamo al dunque: come si controlla, oggi, il sovrappopolamento, ad esempio l’attuale emergenza di cinghiali? “Come tendenza non si fa nulla per rimediare al problema sovrappopolamento – risponde Perco -. I cacciatori sono felici dell’abbondanza di selvaggina, gli ambientalisti preferiscono invece aspettare che il sistema imploda sperando che porti con sé tutti i cacciatori, mentre lo Stato, o le Regioni, come detto, spesso non controllano neppure che gli ATC siano almeno due per provincia, cosa che nei fatti non sempre succede, e che è contro la legge”.

Perco è un cacciatore, ma non difende affatto la categoria: “Le valli venete sono un caso clamoroso. Sono zone da pesca con un livello dell’acqua ottimale per l’allevamento del pesce. Ma ormai ci si pesca di meno: molto più proficuo affittare ai cacciatori le botti che usano come appostamenti per sparare alle anatre, attirate da anatre domestiche o da ‘stampi’ (finte anatre in plastica)”. Una botte affittata può rendere fino a 50mila euro all’anno e comportare abbattimenti mostruosi di anatre selvatiche, fino a 200 esemplari al giorno per cacciatore. Senza un reale controllo, si possono abbattere anche specie protette, e si continuano a usare munizioni che spargono sostanze tossiche – il piombo – che va a disperdersi nelle acque, entrando nella catena alimentare. Ecco chiarito perché l’ambientalismo preferisce far catturare i cinghiali con trappole e recinti, e tende a favorire addirittura l’agricoltura, e gli allevamenti, piuttosto che ammettere la caccia, anche selettiva.

Tuttavia, alcune Aziende Faunistico Venatorie fanno spesso un lavoro prezioso. “Le parlo di Miemo, in Toscana, una tenuta che conosco bene. Era una zona abbandonata, in cui la zootecnia aveva distrutto tutto il bosco -, racconta Perco – Poi per motivi economici la gente era scappata. La proprietà venne rilevata da un privato (Ugo Baldacci) che partì con l’idea di riqualificare faunisticamente zone marginali producendo selvaggina, ungulati per la precisione. Iniziò a ripiantare il bosco, fece coltivazioni a perdere, aprì la macchia, piantò essenze con frutti e introdusse anche alcune specie: il muflone, il capriolo e il cinghiale. Poi il lupo e il cervo sono arrivati da soli. Oggi il territorio è mantenuto anche paesaggisticamente e contiene felicemente questi ungulati, oltre a molte altre specie, comprese alcune protette”.

INDICE INCHIESTA CACCIA

Emergenza ungulati: aprire la caccia o non aprire la caccia?

Incontriamo un cacciatore

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