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Microplastiche nell’acqua che beviamo: trovate nelle bottiglie e anche dal rubinetto

Le Buone Notizie di Cacao - Ven, 03/30/2018 - 10:54

Le microplastiche immesse nel mare o trasportate dal vento, ritornano nelle nostre tavole, dentro l’acqua in bottiglia, dai rubinetti e nei cibi che mangiamo. Che effetti hanno sugli organismi? E sulla nostra salute?
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Le pale eoliche più strane del mondo

Le Buone Notizie di Cacao - Ven, 03/30/2018 - 10:53

Galleria fotografica delle pale eoliche più strane e curiose del mondo. Alcune esistono davvero, altre sono solo progetti.
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Bolzano Pesticidi Free

Le Buone Notizie di Cacao - Ven, 03/30/2018 - 10:52

Il comune altoatesino ha comunicato di essere entrato a far parte della Rete Europea delle Città Libere dai Pesticidi insieme ad altra città italiane come Varese, Belluno e Ragusa.
Il comune di Bolzano ha quindi firmato un protocollo con il quale si impegna ad adottare un piano d'azione per eliminare progressivamente tutti i pesticidi dalle proprie aree pubbliche.

Relax a scuola

Le Buone Notizie di Cacao - Ven, 03/30/2018 - 10:50

15 minuti di meditazione prima e dopo le lezioni, si chiama “Didattica del Relax”.
La prima scuola media a sperimentare questa pratica sarà la Don Milani di Montirone (BS) e saranno coinvolti 51 alunni della prima media. Il progetto si chiama Friend ed è finanziato dalla Comunità Europea per “sviluppare al meglio le potenzialità degli alunni, eliminando anche ogni forma di stress”.

Stretching in ufficio: sbloccare collo, spalle e schiena

People For Planet - Ven, 03/30/2018 - 09:25

 

Dolore alle spalle, collo bloccato, schiena incriccata? Ecco gli esercizi posturali di allungamento per sciogliere muscoli contratti e indolenziti in ufficio.

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Il Sud Sudan bandisce la caccia

People For Planet - Ven, 03/30/2018 - 04:33

“C’è ancora speranza per la fauna selvatica del Sudan del Sud – ha affermato Cristián Samper, presidente della Wildlife conservation society (Wcs) – ma devono essere intraprese azioni concrete per garantire la protezione del patrimonio naturale del Paese, vitale allo stesso tempo per la fauna selvatica e le comunità locali, la corretta gestione dei parchi può infatti migliorare i mezzi di sussistenza e contribuire a stabilizzare la regione”.
In Sud Sudan vivono specie animali di importanza globale come leoni, giraffe, ippopotami, elefanti.
Il provvedimento ha inoltre vietato il commercio di trofei di caccia e di prodotti ricavati dalla fauna selvatica come pelle, carne, pelliccia e piume di uccello.
(Fonte: Lifegate)

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Benvenuti al Museo A come Ambiente di Torino

People For Planet - Ven, 03/30/2018 - 04:15
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Guarda qui il secondo video sul Museo

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Le dispersioni termiche negli edifici

People For Planet - Ven, 03/30/2018 - 04:03

Il patrimonio edilizio italiano non è efficiente, sprechiamo energia d’inverno per scaldarci e d’estate lasciamo che il calore penetri in casa. Colpa delle dispersioni termiche.

“Tutti in classe A”

Nel 2014 Legambiente ha presentato i risultati della campagna “Tutti in classe A”, una radiografia energetica degli edifici italiani, da Bolzano a Catania. Ancora oggi è la più aggiornata “fotografia” dell’efficienza termica delle case italiane. Legambiente ha eseguito 500 analisi termografiche sia su edifici di vecchia costruzione sia su abitazioni nuove, rivelando le dispersioni termiche.

Nella foto un esempio. A sinistra un edificio di Bolzano senza dispersioni termiche: la colorazione è uniforme su tutta la facciata. A destra un condominio di Potenza con molte variazioni di colore e quindi molte dispersioni termiche. Si noti come le zone più gialle, quelle che catturano il calore dall’interno e lo trasmettono all’esterno, corrispondono a solai, infissi, pilastri, tutti elementi strutturali dell’edificio. Tecnicamente vengono detti “ponti termici”.
Legambiente fa sapere che “la spesa annua delle famiglie per il riscaldamento e raffrescamento delle abitazioni varia tra i 1.500 e i 2.000 euro all’anno. Può essere ridotta fino al 50% con interventi di efficienza energetica negli edifici e con impianti che possono rendere più confortevoli sia d’inverno che d’estate le case in cui viviamo.”

Quali sono stati i risultati di “Tutti in classe A”?

Scrive Legambiente nel rapporto finale: “Il primo campo di analisi delle termografie ha riguardato gli edifici di recente costruzione realizzati nel periodo post direttiva europea 2002, che aveva già indicato con chiarezza la direzione di innovazione che si voleva promuovere nel settore. Dunque, quando erano chiari tutti i riferimenti in materia di risparmio energetico e isolamento per chi aveva la responsabilità di progettare e costruire. Inoltre gli edifici costruiti in questi anni hanno beneficiato di una fase di crescita straordinaria degli immobili e di una lievitazione dei prezzi, case costruite nel momento del boom edilizio, vendute spesso a cifre superiori a 3/4000 euro al metro quadro, e che quindi avrebbero facilmente permesso di ripagare qualsiasi tipo di intervento di isolamento delle pareti. Gli edifici costruiti in questo periodo che sono stati analizzati mostrano, purtroppo, evidenti criticità. Su quasi tutti gli edifici (anche per alcuni che si promuovono come “biocase” o “a basso consumo energetico”) si ravvisano, attraverso le termografie, ricorrenti problemi di elementi disperdenti con distribuzione di temperature superficiali estremamente eterogenee soprattutto fra tamponature e strutture portanti in cemento armato.”

E gli edifici più vecchi?

Gli edifici costruiti nel secondo dopoguerra rappresentano senza dubbio un importante campo dove intervenire per ripensare alla qualità delle abitazioni e abbattere i consumi energetici: degli edifici costruiti tra il 1946 e il 1991 – che rappresentano i tre quarti dell’edilizia in Italia – si stima che ad essere in condizioni pessime o mediocri sia almeno il 30%. Spiega Legambiente: “Le termografie effettuate su edifici ad uso residenziale e direzionale, costruiti fra gli anni cinquanta e i primi anni novanta, mostrano comportamenti termici che ci potevamo aspettare perché costruiti spesso di fretta, con materiali scadenti e poca attenzione al risparmio energetico. In alcuni casi, il deterioramento dei materiali e l’assenza di manutenzione di fabbricati e impianti vanno ad accentuare i problemi di inerzia termica degli involucri, con ponti termici che delineano con precisione i telai portanti delle strutture, i caloriferi interni sottostanti le finestre e collettori montanti degli impianti per il riscaldamento invernale.”

Buono invece il comportamento delle case in classe energetica A: “Le termografie effettuate su edifici certificati in “classe A” a Bolzano, Firenze, Udine, Perugia, Bari e in altre città italiane sono chiarissime, e proprio confrontandole con strutture groviera permettono di toccare con mano i vantaggi di una edilizia di qualità.”

Come faccio a sapere se la mia casa ha dispersioni termiche?

Questo è uno dei nodi del problema. Per anni i cittadini italiani hanno avuto forti difficoltà a conoscere il consumo energetico e di riscaldamento dell’abitazione in cui vivono. Nel nord Europa l’informazione viaggia capillarmente attraverso associazioni che spesso vedono la partecipazione dello Stato o delle Regioni; in Italia invece i diritti e gli obblighi sanciti dalle direttive europee e dalle leggi nazionali – che obbligano a calcolare i consumi energetici delle abitazioni (attraverso le certificazioni) e a renderlo disponibile per le famiglie – sono rimasti a lungo carta bianca, e solo ultimamente si sta diffondendo una nuova coscienza che vede le certificazioni come un atto non meramente formale ma come uno strumento fondamentale per avere informazioni preziose su eventuali interventi che potrebbero ridurre i consumi e le bollette. A proprie spese si può far realizzare una perizia termografica da un’azienda specializzata, costo da 500 a 1.000 euro a seconda superficie commerciale della struttura.

Quali le soluzioni?

Uno degli interventi che meglio permettono di evitare dispersioni nell’edificio è il cosiddetto “cappotto termico” (o isolamento a cappotto): si tratta di strati di materiali diversi a bassa conduttività termica (pannelli di fibre di legno incollate e pressate, pannelli di impasti di fibre di canapa e calce, sughero…) che vengono applicati sulle facciate esterne dell’edificio coibentandolo. E’ possibile anche il cappotto interno ma è molto meno appetibile, in quanto toglie spazio agli ambienti.

Il cappotto termico si può fare sia su edifici in costruzione sia su case in ristrutturazione, con tagli dei consumi energetici che possono arrivare anche al 40-50%. E’ anche un ottimo isolamento acustico.

In commercio ci sono molte diverse proposte per facciate, tetti, diversi materiali e diverse tecniche di messa in posa. Quattro i fattori importanti da tenere presente; lo spessore del cappotto: maggiore spessore, maggiore potere isolante. La “conducibilità termica” (la cui sigla è “lambda”): più piccola è, più il materiale coibenta. Lo “sfasamento termico”, il tempo (in ore) impiegato dal calore per passare attraverso il cappotto e raggiungere l’interno dell’abitazione. Infine la “resistenza di diffusione al vapore”: tanto più piccolo è questo valore, tanto più il materiale è traspirante.
Stabiliti questi parametri la scelta dei materiali per il cappotto termico deve anche tenere conto dell’atossicità, della durevolezza e della resistenza al fuoco.

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Sesso in orbita (VIDEO)

People For Planet - Gio, 03/29/2018 - 04:56
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Bici a pedalata assistita o scooter elettrico?

People For Planet - Gio, 03/29/2018 - 04:28

Quindi se leviamo le quattro ruote dal nostro orizzonte, dobbiamo andare verso le due ruote. E se sul fronte delle supermoto arrivano bolidi elettrici come Energica, motocicletta interamente Made in Italy da 80 kW che tocca i 200 km/h con un’autonomia di 200 km, le due ruote più “umane” si dividono in due categorie: gli scooter e le biciclette elettriche. La scelta tra queste due categorie di mezzi dipende sostanzialmente da come si vuole “ristrutturare” la propria concezione della mobilità urbana.
La prima decisione da prendere è se si vuole muoversi completamente a livello individuale o usando anche mezzi collettivi. Non esistono regole fisse. Bisogna analizzare a fondo la realtà dove si vive. Se si risiede in una città piccola e compatta, diciamo dove il raggio degli spostamenti è meno di 5-6 chilometri, di sicuro il mezzo ideale è la bicicletta elettrica, mentre se si abita nella periferia di una grande città nella quale è necessario fare lunghi tragitti di spostamento allora può essere più adatto uno scooter elettrico.
Ma esiste un’alternativa che si sta diffondendo: la mobilità ciclistica elettrica intermodale. Ossia “contaminare” la propria mobilità con quella ciclistica. Il “grimaldello” è la bicicletta elettrica ripiegabile. Si tratta, come dice il nome stesso, di una bici che può essere ripiegata e trasportata sia in auto, sia sui mezzi pubblici, metropolitane, treni, ecc. In questo modo si può utilizzare l’auto, o il mezzo pubblico, per i trasferimenti di svariati chilometri, lasciando alla bici elettrica l’ultimo miglio, magari in un centro storico. C’è chi in questa maniera fa addirittura turismo intermodale andando da una città a un’altra in treno e visitando la destinazione in bicicletta. Cosa che con lo scooter elettrico diventa difficile fare.
Oltre alle differenze nell’utilizzo i due mezzi hanno anche delle ulteriori diversità. La prima è la potenza e la relativa fiscalità. Se la vostra bici è a pedalata assistita – e quindi, se non muovete i pedali, il motore elettrico si ferma – allora è in tutto e per tutto equiparata a una bicicletta normale. Niente bollo, niente assicurazione e l’unico costo è la ricarica della batteria. Ragione per la quale non si dovrebbe lesinare su accessori indispensabili per la propria sicurezza come casco, luci efficienti e specchietto retrovisore. La bici elettrica raggiunge una velocità di tutto rispetto, 25 km/h, che in ambito urbano non sono pochi e circola sulle strade normali, vista la cronica assenza di piste ciclabili nelle nostre città. Lo scooter elettrico ha costi maggiori. Il bollo non si paga per i primi cinque anni e per l’assicurazione si può arrivare a un 50% di riduzione. Il casco è obbligatorio, ma la capacità di carico è maggiore, visto che si può trasportare anche una seconda persona. Il problema però, per chi vive in condominio, è quello della ricarica. Già perché mentre la bici, specialmente quella pieghevole, non dà problemi, lo scooter non si può portare a casa e le colonnine di ricarica sono poche. Una soluzione però è stata trovata dalla italiana Askoll che produce scooter le cui due batterie sono estraibili. E visto che in media ci muoviamo da casa al lavoro con un mezzo per non più di 30 chilometri al giorno, ecco che portandosi in ufficio, o a casa, la batteria per la ricarica, si potrà sempre contare su un’autonomia a disposizione che è quella originale: 80 chilometri, più che sufficienti anche in una grande metropoli.

Fonti:
http://www.askoll.com/it/index.aspx
http://www.energicamotor.com/
http://www.poliziamunicipale.comune.verona.it/nqcontent.cfm?a_id=41854

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10 mostre da vedere in primavera

People For Planet - Mer, 03/28/2018 - 04:55

TORINO, “Susan Hiller, Social Facts
Per chi ancora non ha visitato le OGR-Officine Grandi Riparazioni, nuovo polo del contemporaneo aperto negli imponenti spazi di una storica officina per i treni, l’occasione arriva il 29 marzo: giorno di apertura della mostra di Susan Hiller, artista di fama internazionale affascinata dalla tecnologia e da Internet e dai modi in cui influenzano la nostra percezione del mondo. Per i suggestivi spazi torinesi, ha realizzato una nuova, monumentale video proiezione intitolata Illuminazioni, in cui sono coinvolte le voci di un gruppo di volontari torinesi. Un’opera immersiva che riflette l’interesse dell’artista per i confini tra verità e finzione, ordinario e straordinario, credibile e incredibile, naturale e soprannaturale.
Info: dal 29 marzo fino al 24 giugno, OGR-Officine Grandi Riparazioni, www.ogrtorino.it.
Orari: giovedì – domenica 11-19, venerdì 11-20. Aperta a Pasqua, chiusa a Pasquetta. Biglietti: da definire.

MILANO, “Impressionismo e avanguardie. Capolavori dal Philadelphia Museum of Art”
I paesaggi di Monet e Cézanne, le scene di vita parigina di Renoir, i ritratti di Manet, Picasso e Van Gogh. E ancora, le ballerine di Degas, le nature morte di Gauguin e di Matisse: sono 50 i capolavori dei più grandi maestri a cavallo tra Ottocento e Novecento arrivati dal Philadelphia Museum of Art nelle sale di Palazzo Reale. La mostra è un’occasione unica per ammirare dipinti custoditi dall’altra parte del mondo (e raramente concessi in prestito), ma anche per scoprire l’affascinante storia del collezionismo americano e il successo oltreoceano della pittura moderna europea all’origine delle eccezionali raccolte private donate al museo di Philadelphia, ancora oggi fiore all’occhiello di una delle più importanti istituzioni d’America.
Info: fino al 2 settembre, Palazzo Reale, www.impressionismoeavanguardie.it. Orari: lunedì 14 – 19.30, martedì, mercoledì, venerdì e domenica 9.30 – 19.30, giovedì e sabato 9.30 – 22.30. Aperta a Pasqua e Pasquetta (1° e 2 aprile): 9.30-19.30. Biglietti: 12 €.

MILANO, Arte indiana alla Pinacoteca Ambrosiana
Una via di fuga dalle mostre di grande richiamo? La nuova raccolta della Pinacoteca Ambrosiana, donata dal milanese Giuseppe Berger e in mostra dai primi di marzo: 72 placche rituali rituali hindū raffiguranti il divino guerriero Virabhadra, la più grande collezione al mondo di opere che raccontano le gesta e il culto di questa divinità indiana, “incarnazione della collera di Shiva nel cavaliere vendicatore che sconfigge l’ingiustizia”. Statuette e placche in diversi materiali, realizzate tra il XVII e il XIX secolo, da scoprire in un museo gioiello che custodisce, fra gli altri, il Musico di Leonardo, la Canestra di frutta di Caravaggio, il Cartone preparatorio per la Scuola di Atene di Raffaello, l’Adorazione dei Magi di Tiziano…
Info: Pinacoteca Ambrosiana, ambrosiana.eu. Orari: da martedì a domenica dalle 10 alle 18. Chiuso a Pasqua, aperto Lunedì dell’Angelo. Biglietti: 15 €.

 VENEZIA, “BELLINI / MANTEGNA Presentazione di Gesù al Tempio”
Alla Fondazione Querini Stampalia, una mostra da non perdere che fa incontrare due geni della pittura rinascimentale italiana – Andrea Mantegna e Giovanni Bellini – e mette per la prima volta a confronto due loro opere apparentemente identiche, in realtà frutto di sensibilità differenti. La Presentazione di Gesù al Tempio del Mantegna, una tempera su tela dipinta tra il 1453 e il 1460, conservata alla Gemäldegalerie di Berlino, e l’olio su tavola del Bellini che raffigura lo stesso soggetto, del 1460, appartenente alla Fondazione veneziana. Non solo l’iconografia: è uguale anche la struttura compositiva dei due dipinti, di cui la mostra svela la storia, le differenze, relazioni e influenze.

Info: dal 21 marzo al 1°luglio, Fondazione Querini Stampalia, querinistampalia.org. Orari: da martedì a domenica dalle 10 alle 18, chiuso lunedì. Aperta a Pasqua e Pasquetta. Biglietti 14 €.

VENEZIA, “Omaggio a Fulvio Roiter. Fotografie 1948-2007” 
È diventato famoso in tutto il mondo con immagini che catturano l’anima di Venezia, la sua città, ritratta nel libro fotografico Essere Venezia, del 1977. In primavera il fotografo Fulvio Roiter (1926-2016) rivive alla Casa dei tre Oci, sull’isola della Giudecca, in una retrospettiva che ripercorre tutta la sua carriera. 200 le opere in mostra, dagli scatti lagunari al viaggio in Sicilia in bicicletta, ai reportage a New Orleans, Portogallo, Andalusia e Brasile.
Info: fino al 26 agosto, Casa dei tre Oci, www.treoci.org. Orari: tutti i giorni 10-19, chiuso martedì. Aperta 1° e 2 aprile. Biglietti: 12 €.

 

Boccioni, Umberto

 

FERRARA, “Stati d’animo. Arte e psiche tra Previati e Boccioni”
A fine Ottocento l’arte si rivolge all’interno: sentimenti, emozioni, pulsioni e fantasmi della coscienza diventano oggetto d’indagine dei maggiori protagonisti della scena italiana tra Divisionismo, Simbolismo e Futurismo. Questo il tema della mostra a Palazzo dei Diamanti che riunisce opere di Giovanni Segantini, Gaetano Previati, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Angelo Morbelli, Medardo Rosso, Umberto Boccioni, Giacomo Balla, Giorgio de Chirico e Carlo Carrà. Artisti inquieti e visionari che sperimentarono nuovi modi espressivi per dare forma a una materia complessa e inafferrabile come quella dell’anima.
Info: fino al 10 giugno, Palazzo dei Diamanti, www.palazzodiamanti.it. Orari tutti i giorni dalle 9 alle 19. Aperta Pasqua fino alle 22.30, e Lunedì dell’Angelo fino alle 19. Biglietti: 13 €.

FIRENZE, “Nascita di una Nazione. Tra Guttuso, Fontana e Schifano”
Primavera nel segno del Novecento italiano a Firenze dove Palazzo Strozzi ha riunito 80 opere di Renato Guttuso, Lucio Fontana, Alberto Burri, Piero Manzoni, Mario Schifano, Mario Merz e altri protagonisti di uno dei periodi più vitali e di profonda trasformazione culturale e sociale della nostra storia recente. Il ventennio, dal secondo dopoguerra alla contestazione del Sessantotto, che ha visto la nascita dell’Informale e della Pop Art, della corrente concettuale e dell’arte povera.
Info: fino al 22 luglio, Palazzo Strozzi, palazzostrozzi.org. Orari: tutti i giorni, incluse le festività di aprile, 10 -20, giovedì 10 -23. Biglietti: 12 €.

ROMA, “TURNER. Opere della Tate”
Al Chiostro del Bramante, una mostra dedicata al più grande dei pittori romantici, con quasi 100 opere provenienti dalla Tate Britain di Londra e appartenenti alla preziosa collezione Turner Bequest. Una raccolta dedicata agli aspetti più intimi e riservati della produzione dell’artista inglese, tra schizzi, studi, disegni e acquerelli che William Turner dipingeva per puro piacere e conservava nel suo studio; e poi ricordi di viaggio, frammenti di cieli e paesaggi dipinti all’aria aperta da un maestro della luce e precursore degli Impressionisti, oltre che visionario interprete della sublime bellezza della natura.
Il sentimento della natura è protagonista anche nella pittura dell’artista pugliese Natale Addamiano, ospitato negli spazi del Chiostro del Bramante in contemporanea con Turner: 25 opere tra cieli stellati e paesaggi della sua terra, che fanno pensare al maestro inglese anche per l’uso emozionale del colore e della luce.
Info: fino al 26 agosto, Chiostro del Bramante, chiostrodelbramante.it. Orari: da lunedì a venerdì dalle 10 alle 20, sabato e domenica 10-21. Aperta 1° e 2 aprile 10-21. Biglietti: 14 €.

ROMA, “Liu Bolin. The invisible man” 
Oltre 70 opere dell’artista camaleonte che ha stupito il mondo con le sue performance mimetiche, in cui si fonde con monumenti, muri, migranti, scaffali dei supermercati. La mostra al Complesso del Vittoriano è la prima retrospettiva a ripercorrere in Italia l’intera avventura del cinese Liu Bolin, dagli esordi nel 2005 – quando il governo di Pechino fa abbattere il quartiere degli artisti Suojia Village e lui si mimetizza tra le macerie del suo studio in segno di silenziosa protesta – fino alle nuovissime opere dedicate all’Italia. Degli scatti realizzati alla Reggia di Caserta e al Colosseo ed esposti in anteprima mondiale.
Info: fino al 1° luglio, Complesso del Vittoriano, ilvittoriano.com. Orari: da lunedì a giovedì 9.30 – 19.30, venerdì e sabato 9.30-22, domenica 9.30-20.30. Aperto a Pasqua e Pasquetta 9.30-20.30. Biglietti 12 €.

NAPOLI, “Io Dalì”
Viaggio nella mente di uno dei più geniali ed eccentrici interpreti del XX secolo, il catalano Salvador Dalì, di cui la mostra al PAN mette soprattutto in luce il “personaggio” e la capacità di aver trasformato se stesso nella sua creazione più celebre. Tra le opere esposte, l’autoritratto con il collo raffaellesco del 1921, alcuni disegni realizzati per l’autobiografia Vita segreta, filmati, performance e le apparizioni di Dalì in tv e sulle copertine di riviste. Non mancano fotografie: bellissima quella di Philippe Halsman dedicata ai famosissimi baffi dell’artista.
Info: fino al 10 giugno, PAN-Palazzo delle Arti Napoli, mostradalinapoli.it. Orari: tutti i giorni 9.30 -19.30, chiuso martedì. Aperta a Pasqua e Pasquetta. Biglietti: 10 €.

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Le pale eoliche più strane del mondo

People For Planet - Mer, 03/28/2018 - 04:23

Per visualizzare le descrizioni clicca sulle immagini

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Revisione blog con Jacopo Fo (Seconda puntata)

People For Planet - Mar, 03/27/2018 - 10:19

Il blog di cui di discute è https://icartonianimatisecondoalbertowww.blogspot.it/

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Costruiremo un’isola di bottiglie di plastica per disinquinare il lago d’Iseo

People For Planet - Mar, 03/27/2018 - 04:10

La prima parte del lavoro è iniziata nelle loro classi: con il professore di informatica Fabio Campagnoni ognuno ha realizzato un blog personale sulla sua passione, un progetto che coinvolge 63 studenti di Lovere e 530 di Gela. Un progetto di People for Planet collegato al progetto “Gela le radici del futuro” sponsorizzato da Eni.

Già mettere in rete tra loro 593 blog, creando un sistema di mutuo sostegno e scambio di link e contenuti (con un software fatto apposta), è un obiettivo ambizioso.

Ma questa gioventù di Lovere voleva anche realizzare un’azione sul territorio, un flash mob. Volevano sperimentare la loro capacità di comunicare anche fuori dal web, con i concittadini.
Abbiamo iniziato a discutere insieme. All’inizio ho proposto loro un metodo per trovare idee: fantasticare senza preoccuparsi di dire cose intelligenti, un gioco basato su immagini che ti vengono in mente, che racconti e che provocano altre immagini nella testa di chi ti ascolta. Tutte questi spunti sono inizialmente sconnessi e privi di senso ma servono per iniziare il gioco creativo. Se ci si mette intorno a un tavolo e si inizia subito a spremersi le meningi dicendosi: “Devo trovare un’idea intelligente!” non viene fuori niente. Bisogna invece divagare, saltare di palo in frasca, seguire le sottili seduzioni delle associazioni di idee. Non è un metodo sicuro. Può venire fuori una sciocchezza come una genialata. L’inventiva è rischiosa. Ma sono quarant’anni che seguo questo metodo, fin dai tempi del Male (la rivista) e generalmente funziona.

Come sboccia la genialata
C’era un ragazzo che faceva lo spiritoso e fin dall’inizio dell’incontro ha chiarito che lui arrivava a scuola col battello. Via via che la conversazione procedeva, questa storia del battello ha innescato qualche presa in giro. Ad un certo punto è venuta fuori la frase cruciale: “Facciamo un battello!”. Ovviamente non avrebbe avuto senso costruire un vero battello. Ma da questo si è passati a immaginare un battello costruibile: un battello di bottiglie di plastica. E in effetti mi ricordavo di qualcuno che ha realizzato una traversata con un catamarano di bottiglie.

Dalla barca si è passati all’idea di un’isola di bottiglie, una specie di luna park acquatico.
Ci siamo messi a cercare in rete ed è venuto fuori che ci sono varie esperienze del genere.
C’era un po’ di perplessità, quindi si è deciso di fare un esperimento: mettiamo l’idea su FB. Abbiamo preso una foto di Lovere e ci abbiamo incollato sopra la foto ritagliata di un’isoletta. Abbiamo postato chiedendo pareri e consigli sull’iniziativa. Quindi abbiamo iniziato a diffondere il tam tam sui social.

Un modo semplice per capire se poteva funzionare.


Entro sera parecchi siti bergamaschi riportavano la notizia e c’erano un centinaio di like e condivisioni su Facebook.

Ok: si può fare.

Divisi in gruppi si è cominciato a calcolare costi, carichi di lavoro, tempi, che succederà su quest’isola…
Approfondendo la ricerca in rete abbiamo scoperto che Richart Sowa e Bruce Kania da anni realizzano piccole isole con sopra piante capaci di disinquinare l’acqua.

Da qui il gruppo ha iniziato a approfondire la questione della filtrazione dell’acqua. Un ragazzo era molto informato sullo stato di inquinamento del lago d’Iseo, uno dei peggiori d’Italia.
Alla fine la decisione è stata di concentrarsi sul migliorare le condizioni dell’acqua.
Costruire un primo modulo di isola disinquinante, 4 metri per 6, dotata di una pompa alimentata da un pannello solare e da un sistema di filtri capaci di eliminare batteri, metalli pesanti, microplastiche e altre sostanze negative. L’effetto sarà aumentato anche dalla presenza di piante (fitodepurazione). Inoltre alcune piante acquatiche avranno le radici nell’acqua e daranno il loro contributo alla rigenerazione del lago fornendo un habitat ideale per microorganismi, piccole creature e pesciolini: mettiamo in moto le forze sane del lago.

A distanza di 3 giorni il progetto si è sviluppato e precisato.
E una troupe di loveresi è andata a Perugia e Assisi a intervistare le persone realizzando un video: quanto è conosciuto il lago d’Iseo? Quanto è nota la situazione ecologica delle sue acque? La questione interessa a qualcuno?

L’idea è di appoggiare l’iniziativa con una campagna di comunicazione attraverso diversi strumenti.

Insomma la macchina è partita con una pagina Facebook “L’isola che non c’era sul lago d’Iseo” un blog “La cultura addosso” e una raccolta di fondi su Kickstarter.

La squadra ha anche trovato il posto dove montare l’isola e in seguito ammararla.
Le bottiglie verranno raccolte coinvolgendo tutti i livelli scolastici di Lovere.
Insomma preparati perché la prossima volta che vai sul lago d’Iseo ci troverai un’isola, o forse 10 isole, che non c’erano.

E non dimenticarti di portarti delle bottiglie di plastica!

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