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Dicono che il governo è cosa fatta. Ma sarà vero o è solo per aumentare la suspense? (Video)

Le Buone Notizie di Cacao - Dom, 06/03/2018 - 12:46

E vorrei aggiungere che questa incertezza che ogni giorno si ricomincia da capo mi sta portando al crollo psichico! Vi prego fate quel cazzo che volete ma fatelo!!

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Inchiesta sulla caccia: incontriamo gli agricoltori

People For Planet - Dom, 06/03/2018 - 04:11

Qualche decina di milioni di euro di danni all’agricoltura ogni anno. Questa la denuncia degli agricoltori a fronte dell’emergenza ungulati. E finora un’unica soluzione: aprire il fuoco da bracconieri

Cosa c’entrano gli agricoltori con la caccia? Molto: gli agricoltori vengono incolpati dagli ambientalisti e dai cacciatori di fare pressioni politiche per diminuire la fauna selvatica.

E nei fatti è così: sono gli agricoltori a organizzare sit-in e proteste di piazza per chiedere di ridimensionare gli ungulati (cioè gli animali dotati di zoccoli: cinghiali, caprioli e quant’altro) perché danneggiano le colture e tendono a impoverire il suolo.

Non hanno tutti i torti, ed è il punto di partenza di questa inchiesta: la sovrapopolazione di ungulati in certe zone d’Italia, alcune delle quali storicamente libere da questi animali, portano danni e pericoli non indifferenti. La legge prevederebbe un rimborso: che però in molti casi pare non arrivi. Su una cosa gli agricoltori sono d’accordo con tutte le altre parti in causa: i soldi che i cacciatori pagano alle regioni devono essere investiti in questo senso, per rimborsare le perdite ingenti.

Abbiamo chiesto dettagli a Landolfo di Napoli, presidente di Confagricoltura, a partire dalla proposta fatta agli agricoltori, nel corso di questa inchiesta, dal Wwf. Isabella Pratesi ha ipotizzato di risolvere il sovrappopolamento degli ungulati dando a voi il compito di catturarli, rinchiuderli, allevarli e macellarli.

“Un discorso totalmente assurdo. Se li devo macellare, piuttosto gli sparo subito – risponde di Napoli -. Evitandomi così i costi aggiuntivi. Si tratta tra l’altro di specie che portano malattie pericolose, sarebbero da vaccinare volendoli allevare, e servirebbe tutta una serie di controlli. Un grosso pericolo legato alla presenza dei cinghiali è la peste suina, di cui non si parla ma è alle porte: in Slovenia, Ungheria, Polonia. Se arriva la peste saltano tutti allevamenti di suini italiani. Salta un’economia. Forse il discorso andrebbe affrontato in modo meno superficiale. Nessuno dice che i cinghiali debbano essere sterminati, ma riportati alla giusta consistenza sì, e in aree vocate. Si deve poi affrontare anche la questione dei parchi, dove i cinghiali e gli altri ungulati vanno a rifugiarsi e non possono più essere toccati. Tornando alla proposta del Wwf: non serve alzare barricate ideologiche contro la categoria dei cacciatori per fare realmente del bene all’ambiente. Si devono sentire tutte le parti in causa e agire nel modo più razionale dal punto di vista pratico ed economico, oltre che ambientalista”.

Parlando allora seriamente di biodiversità: una ricchezza in reale pericolo… gli ambientalisti vi accusano di fare pressioni politiche per eliminare gli animali selvatici e di impoverire il suolo e inquinarlo per via dei metodi intensivi usati per coltivare. “Questo vale per le zone a monocultura e sono d’accordo che sarebbe giusto favorire la rotazione. Il periodo della monocultura spinta è passato, perché tutti abbiamo capito che impoverisce il territorio danneggiando noi prima di tutto. Non abbiamo interesse a impoverire il suolo che ci sfama, e oggi le monoculture sono diminuite, sono molto molto meno di un tempo. Si fa anche maggiore attenzione ai prodotti che si utilizzano, proprio per non impoverire e per non danneggiare gli insetti impollinatori. L’impollinazione serve all’agricoltore: il 90% dei prodotti che vendiamo è il risultato di impollinazione”.

Come si potrebbe favorire la rotazione? “Dando aiuti economici agli agricoltori che lo fanno”.

Dovrebbe essere favorito e incentivato il biologico? “Il vero biologico sì. Purtroppo passa per bio tanta roba che non lo è. Non sempre ci sono controlli”.

Come si può scegliere bene? “E’ difficilissimo: non tutte le certificazioni sono reali. Il ministero dovrebbe controllare contro le frodi, controllare gli enti di controllo: spesso purtroppo – ad esempio – si fa uso di pesticidi non ammessi o si eccede nei limiti. Molto spesso”.

Torniamo all’emergenza cinghiali e ungulati. Siete d’accordo con un intervento dei cacciatori? “Siamo d’accordo che l’emergenza vada affrontata, e che la colpa sia diffusa. Quasi tutte le categorie hanno colpe in questa situazione: l’amministrazione che ignora il problema, i cacciatori che hanno foraggiato e foraggiano gli ungulati. E poi la cattiva gestione degli atc, gli ambiti territoriali di caccia, nei quali gli agricoltori dovrebbero rientrare a pieno titolo e che invece di fatto sono gestiti – contrariamente alla legge – solo dai cacciatori”.

Quale è l’entità dei danni che l’eccesso di ungulati sta causando all’agricoltura? “Qualche decina di milioni all’anno. Le statistiche ufficiali non sono attendibili, e questo dipende dal fatto che i danni della fauna non vengono rimborsati, come invece dovrebbero, agli agricoltori. Di conseguenza gli agricoltori non denunciano neanche più. Se sono fortunatissimo e rientro nei rimborsi, nei regimi de minimis sono previsti in tre anni non più di 15mila euro. Ma le aziende agricole li superano di molto, e in genere appunto non prendono nulla. Sto facendo una statistica: secondo i miei dati, il 90% dei danneggiati non fa denuncia, perché sa che è inutile. Peggio: ci sono dei costi per fare denuncia. Tra i più attivi a protestare contro questo stato delle cose ci sono stati l’anno scorso gli agricoltori del Chianti. È un problema reale. L’anno scorso la grave siccità ha spinto cinghiali e caprioli a entrare nelle vigne per mangiare l’uva come risorsa idrica: la vendemmia l’hanno fatta loro. Servono abbattimenti mirati, serve affrontare la questione”.

Altrimenti va a finire che gli agricoltori “sistemano” le cose da soli… “Ecco, vogliamo evitare il bracconaggio? Allora risolviamo, perché chiaramente va a finire cosi. Si spara senza controllo perché ci sono troppi animali. In più, la legge 842 permette di cacciare nel fondo degli altri: è una legge da cambiare. In Austria, per fare un esempio, nelle grandi aziende si creano delle riserve di caccia, le piccole si consorziano e fanno lo stesso, e quindi si ha la possibilità di gestire la caccia, considerando anche l’interesse dell’agricoltore, per il quale è un’entrata aggiuntiva che in più permette un controllo delle popolazioni di animali. In Italia c’è solo un gran casino che svantaggia tutti, compresi gli animali. Il buonismo è un falso ecologismo: troppa pressione di animali significa prima di tutto un pericolo per le altre specie e per la flora”.

Cosa ne pensa della proposta che Marco Franolich, presidente dell’Ente produttori Selvaggina, ha avanzato sul nostro giornale? Ovvero: convogliare i soldi delle licenze dei cacciatori, o almeno una parte, nelle mani degli agricoltori, al fine di rimborsarli? Sarebbe un’opzione tampone?

“Non si può essere in disaccordo, tenendo presente che i cacciatori pagano nelle licenze una parte di tasse che dovrebbero andare alle Regioni, che a loro volta dovrebbero girali agli atc per pagare i danni all’agricoltura. Le Regioni invece, alle quali sono stati tagliati i fondi, se li incamerano e li usano per fare le rotonde in strada. Sono fondi non destinati, li incamerano nel bilancio e spariscono. La proposta di Franolich sarebbe un grosso aiuto, se applicata: un primo passo”.

INDICE INCHIESTA CACCIA

Emergenza cinghiali: aprire la caccia o non aprire la caccia?

Incontriamo un cacciatore

Incontriamo un’associazione ambientalista, il WWF

Incontriamo un esperto di conservazione

Incontriamo l’ambientalista-cacciatore

 

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Canapa legale: cosa dice la circolare del Ministero sulla cannabis

People For Planet - Sab, 06/02/2018 - 04:37

Rintracciabilità della filiera, Thc limitato e libera commercializzazione delle piante di cannabis come prodotto florovivaistico, comprese le infiorescenze. Queste le tre tematiche principali che ha affrontato qualche giorno fa il Ministero delle Politiche Agricole, diramando una circolare per fare chiarezza su alcuni punti della legge 242 del 2016 che ha permesso la coltivazione e creazione della filiera agroindustriale della cannabis sativa.

La legge ha aperto a un nuovo settore che, a quanto racconta il Manifesto, ha coinvolto in poco tempo più di mille aziende, agricole e commerciali. Una vera e propria New canapa economy”, come l’ha definita recentemente nel suo studio sul settore la Coldiretti, che stima che nel 2018 saranno più di 4 mila gli ettari coltivati a canapa, con “produzioni che vanno dalla ricotta agli eco-mattoni isolanti, dall’olio antinfiammatorio alle bioplastiche, fino a semi, fiori per tisane, pasta, biscotti e cosmetici” (ne abbiamo parlato anche su People For Planet qui)

Un settore in espansione che ha bisogno di una regolamentazione, anche per tutelare i consumatori.

La circolare pubblicata da poco dal Ministero ribadisce il limite che il contenuto di principio attivo psicotropo nella cannabis che viene coltivata, il Thc, non deve superare lo 0,2%, come definito anche dalle norme comunitarie.

Si specifica anche che le infiorescenze, pur non essendo state esplicitamente citate dalla legge del 2016, possono rientrare nell’ambito delle coltivazioni destinate al florovivaismo e sono quindi ammesse. A tre condizioni: che siano derivate da varietà autorizzate, che non superino il limite di Thc e che non contengano sostanze dannose per la salute.

Vengono infine vietate le talee e il loro commercio, anche per garantire la tracciabilità della coltivazione, e ribadita la libertà di coltivazione di specie da seme certificato.

Il Ministero ha voluto quindi far chiarezza su alcune tematiche, in particolare riguardo alle infiorescenze, sul quale gli stessi addetti ai lavori hanno sentito il bisogno di autoregolamentarsi, tanto che alcuni hanno stilato un disciplinare al quale si può aderire su base volontaria, con lo scopo di creare una filiera che garantisca tracciabilità e qualità.

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Scuola, innovazione e ambiente

People For Planet - Sab, 06/02/2018 - 04:22

Qui ragazzi tra i 14 e i 16 anni imparano, tra le altre cose, anche la riparazione dei motori e l’installazione dei kit per il retrofit elettrico.

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Clicca sul tag per vedere tutti gli articoli sul retrofit elettrico

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Tell Me a Bologna: apertura del sipario sui prodotti e sui risultati del progetto Erasmus+ TELLME

Comitato Nobel Disabili Onlus - Ven, 06/01/2018 - 12:25

BOLOGNA - 7 giugno 2018 – dalle ore 8:45 alle ore 17:00
Sala conferenze "Prof. Marco Biagi"
Complesso del Baraccano, Via Santo Stefano 119

Evento gratuito e aperto al pubblico previa iscrizione online in:
https://social.tellmeproject.com/download
I posti sono limitati e le iscrizioni verranno accettate rispettando l'ordine cronologico.

Giovedì 7 giugno a Bologna il progetto "TELL ME - Theatre for Education and Literacy Learning of Migrants in Europe" apre il sipario sui suoi risultati e prodotti in un evento con racconti di esperienze, esempi concreti delle metodologie e degli esercizi creati, il saluto  dell'Eurodeputato Cécile Kashetu Kyenge, interventi degli ideatori Jacopo Fo e Nazzareno Vasapollo, la proiezione del docufilm realizzato da Andrea Anconetani, la consegna del Label Europeo 2018 "Tell Me Dario!" ad organizzazioni europee che operano nell'inclusione sociale tramite le arti, la presentazione del libro "Passaggi migranti" di Chiara Longo Bifano e Stefano Natoli e un momento conviviale finale con il concerto Delén di Giulia Vasapollo.
Il principale scopo dell'evento è quello di presentare il progetto nei suoi aspetti generali, condividerne gli output e fornire anche esempi concreti di esperienze e metodologie create.
Verrà consegnato ai presenti il kit educativo, importante prodotto creato da un'equipe transnazionale di ricercatori italiani, portoghesi, svedesi e turchi in due anni di lavoro e sperimentato in tre workshop rivolti a 24 operatori europei e in due corsi per migranti.

Scarica qui il programma completo

Saranno inoltre illustrati e promossi il sito internet www.tellmeproject.com e la piattaforma social online https://social.tellmeproject.com, altro importante strumento ideato per diffondere su più larga scala possibile le linee guida metodologiche e per implementare la rete europea che connette le esperienze di coloro che operano nell'ambito dell'apprendimento e dell'inclusione sociale attraverso le arti.

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People For Planet del 1 giugno 2018

Le Buone Notizie di Cacao - Ven, 06/01/2018 - 12:23

Meno taxi, meno smog, nessun disservizio: succede a New York
La Grande Mela città campione per la riorganizzazione della mobilità
Un algoritmo matematico dimostra che è possibile ridurre il numero di taxi sulle strade, garantendo gli stessi livelli di servizio senza ricorrere ai “viaggi condivisi” e, per di più, ottimizzando i turni di lavoro dei tassisti
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Antigravity Fitness (VIDEO)
Tre posizioni in sospensione (antigravity) per tonificare il girovita.
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Aspetta che ti passa

Le Buone Notizie di Cacao - Ven, 06/01/2018 - 12:22

Davanti a una macchinetta che eroga caffè o snack la scelta avviene nei primi 5 secondi. Se si supera la soglia dei 14, passa la voglia di comprare.
Lo rileva una ricerca condotta dall'Università Politecnica delle Marche insieme a Confida, l'Associazione italiana della distribuzione automatica. 4 telecamere per tre mesi hanno registrato il comportamento dei consumatori davanti ad altrettante “vending machine”. Le vendite crollano ulteriormente se ci sono scomparti vuoti.
(Fonte: Ansa.it)

La madre delle lucertole

Le Buone Notizie di Cacao - Ven, 06/01/2018 - 12:21

Ha 250 milioni di anni un fossile scoperto sulle Dolomiti che riscriverebbe la storia delle lucertole e dei serpenti. Pubblicato in copertina su Nature, era lungo 20 centimetri con zampe e coda robusti e ora è visibile al Museo di Scienze Naturali di Bolzano.
La sua datazione è di 75 milioni di anni più antica di quanto si pensava e dimostra che nel Triassico, al posto delle Dolomiti, c’era un atollo tropicale.
Ecco perché sono stati trovati fossili di creme solari e ombrelloni.
(Fonte: Repubblica)

Chi fa per Fairtrade, fa per tre!

Le Buone Notizie di Cacao - Ven, 06/01/2018 - 12:20

I 750 prodotti a marchio Fairtrade del Commercio Equo Solidale sono sempre più richiesti in Italia, dove i consumatori hanno speso eticamente ben 130 milioni di euro all’anno, nei 5000 punti vendita. A crescere in particolar modo le fave di cacao (+100%), le banane (+11%), il caffè verde (+10%) e lo zucchero (+10%).
Ulteriori prospettive di crescita sono previste con l'introduzione, nel corso dell'anno, dei "Marchi di Ingrediente Fairtrade", per le aziende partner del circuito che acquistano ingredienti Fairtrade per i loro prodotti.
(Fonte Adnkronos, segnalata da Davide Calabria, grazie!)

Anti gravity Fitness

People For Planet - Ven, 06/01/2018 - 02:52

 

Le lezioni Anti gravity sono diventate, negli ultimi anni, le più amate nelle palestre milanesi. Il fascino di allenarsi sospesi da terra e i movimenti lenti e controllati del corpo, permettono di tonificare i muscoli in modo intenso e armonioso.

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Meno taxi, meno smog, nessun disservizio: succede a New York

People For Planet - Ven, 06/01/2018 - 02:10

Un algoritmo matematico dimostra che è possibile ridurre il numero di taxi sulle strade, garantendo gli stessi livelli di servizio senza ricorrere ai “viaggi condivisi” e, per di più, ottimizzando i turni di lavoro dei tassisti

Meno taxi sulle strade – ben il 30% in meno – con conseguente minor traffico e riduzione dei livelli di inquinamento. Fornendo, allo stesso tempo, lo stesso  servizio che garantiva la flotta di taxi al completo senza ricorrere ai “viaggi condivisi” (più persone in un solo veicolo). E, come se non bastasse, assicurando turni di lavoro ottimizzati ai tassisti. Per di più, la città campione su cui è stato effettuato l’esperimento – che ha dato ottimi risultati – è New York City (del resto, quale palcoscenico migliore per valutare l’utilizzo dei taxi?). Forse c’è allora davvero speranza che in futuro si vada verso una mobilità più responsabile, fatta di minori sprechi e maggiore attenzione all’ambiente e alla salute.

Alla base c’è un sistema matematico

A dimostrare che è possibile ridurre del 30% le flotte di autoveicoli come quella dei taxi di New York, garantendo gli stessi livelli di servizio e senza ricorrere a viaggi condivisi, riducendo il traffico veicolare e favorendo anche turni di lavoro ridotti ai tassisti è stato un sistema matematico-informatico elaborato dall’Istituto di Informatica  e telematica del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Iit) di Pisa, dal Massachusetts Institute of Technology (Mit) di Boston e dalla Cornell University di New York. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Nature, che gli ha dedicato anche la copertina.

150 milioni di viaggi

I ricercatori hanno utilizzato un metodo innovativo basato su un modello chiamato “rete di condivisione dei veicoli”. I membri del team hanno caratterizzato ogni viaggio in taxi in base a quattro parametri: tempo e coordinate Gps del punto di raccolta e di quello di discesa del passeggero. Un algoritmo ha quindi identificato la sequenza di viaggi che può essere servita da un singolo veicolo con il minimo tempo di percorrenza tra ciascun punto di raccolta e discesa. Il test ha coinvolto 13.500 taxi di New York City nel corso di un anno, per oltre 150 milioni di viaggi. “I precedenti tentativi dei ricercatori di ridurre le flotte di veicoli potevano funzionare per piccole quantità e non per i grandi numeri di città come New York City, Milano o Roma, mentre il nostro studio rivela che è possibile ridurre in maniera significativa anche flotte molto numerose”, spiega Paolo Santi del Cnr-Iit, uno degli autori dello studio.

Nel futuro basterà un’app

“Questa riduzione potenziale del traffico”, precisa Carlo Ratti, direttore del Senseable City Lab del Mit di Boston, altro autore dello studio, “non presuppone alcuna condivisione dei viaggi da parte dei passeggeri, ma è più semplicemente il frutto di una riorganizzazione che potrebbe essere eseguita con una semplice app per smartphone in tutto simile a quelle già in uso per prenotare taxi”.

Un nuovo modo di viaggiare

“Le auto private lasceranno gradualmente il posto a servizi di mobilità condivisa”, conclude Santi, “con operatori che offriranno diverse modalità di trasporto su richiesta. Questi servizi, così come l’avvento delle auto a guida autonoma e l’emergere di nuovi servizi di mobilità on-demand come Uber e Lyft, cambieranno radicalmente il modo di viaggiare nelle città del futuro”.

 

 

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Lo Spread non è un aperitivo

Le Buone Notizie di Cacao - Gio, 05/31/2018 - 12:26

Guida alla comprensione di una parola che preoccupa
Stamattina l’edicolante sotto casa mi fa: “Dotto’ mi devo preoccupare per lo scpred (versione onomatopeica della lingua napoletana del termine spread)?“.
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Seni nudi ovunque

Le Buone Notizie di Cacao - Gio, 05/31/2018 - 12:25

Foto quadrate, tutte uguali, di seni nudi sono apparse a decine nel centro storico di Pavia pochi giorni fa. L’iniziativa pare sia partita da Milano e ha coinvolto anche Bologna.
Il flash mob fotografico è stato rivendicato da due artiste milanesi anonime per protestare contro la censura automatica sui seni esercitata dai social network.
(Fonte: Corriere.it)

La frana frena

Le Buone Notizie di Cacao - Gio, 05/31/2018 - 12:24

Ieri in Valchiavenna una frana è caduta a Gallivaggio. 5mila metri cubi di materiale si sono staccati dalla montagna con un grande effetto scenografico e si è temuto il crollo del Santuario risalente al 1600. E invece nessun danno, solo tanta polvere.
Ci deve essere stato un intervento dall’alto.
(Fonte: La Stampa)

Oggi è la giornata mondiale della lontra

Le Buone Notizie di Cacao - Gio, 05/31/2018 - 12:22

Non chiedeteci perché.