Altre notizie dai nostri siti

Abbiamo meno di 10 anni per dire stop alle auto a benzina e diesel se vogliamo salvare il clima

People For Planet - Lun, 10/01/2018 - 00:15
Se vogliamo limitare il surriscaldamento globale, l’ultima auto che viaggia con un combustibile “fossile”, anche se ibrida, dovrà essere venduta entro e non oltre il 2028, e il “parco macchine” europeo andrà comunque in generale ridotto a breve. Lo rivela uno studio commissionato da Greenpeace all’istituto di ricerca tedesco DLR, che ha preso come riferimento massimo per l’innalzamento delle temperature medie quello stabilito dagli accordi di Parigi del 2015, dove si era concordato che non dovessero aumentare oltre il grado e mezzo. Una soglia ambiziosa e ai limiti dell’azzardo, dato che molti studi hanno confermato che un aumento superiore ai due gradi spazzerebbe via intere isole e nazioni vicine al mare. La ricerca si riferisce alle auto circolanti nell’Unione Europea, più Norvegia e Svizzera. Il modello messo a punto dall’istituto DLR mostra che l’ultima automobile con un motore a combustione interna, comprese le auto ibride convenzionali, dovrà essere venduto al più tardi entro il 2028, se si vogliono evitare le conseguenze più severe del cambiamento climatico. In più, sempre secondo lo studio, il numero delle auto circolanti alimentate con derivati del petrolio dovrà essere ridotto dell’80% entro il 2035 e in generale dovranno diminuire le auto private. Il rapporto dell’istituto tedesco rivela che anche un ambizioso “phase out”, un pensionamento dei veicoli “fossili” entro il 2028  sforerebbe comunque gli obiettivi, e di ben 300 milioni di tonnellate di Co2. La deduzione che ne consegue è che non sia quindi sostenibile la prospettiva di sostituire semplicemente ogni auto con un motore a combustione interna con un’auto elettrica, ma dovranno diminuire le auto private a favore di altri modelli di mobilità, condivisa, pubblica, multimodale (cioè con più mezzi combinati tra loro). Greenpeace ha voluto dare una scossa alle industrie automobilistiche, che oggi hanno ancora modelli per lo più legati al motore a combustione interna, e ai governi europei, che in generale negli ultimi anni hanno affrontato i problemi ambientali sempre con una certa flemma. L’associazione ambientalista non si è limitata a lanciare l’allarme ma ha anche voluto evidenziare i vantaggi di un rapido passaggio alle tecnologie elettriche e a nuovi modelli di mobilità. Le opportunità: più salute, città più vivibili, nuove economie green   “I benefici di una rapida transizione energetica nel settore dei trasporti vanno oltre la necessità di difendere il clima”, spiega Greenpeace nel suo report, “prima elimineremo i gas di scarico dalle strade di fronte alle nostre abitazioni, alle scuole, agli ospedali – specie quelli dei veicoli diesel – prima attenueremo la crisi sanitaria dovuta all’inquinamento atmosferico, responsabile ogni anno, in Europa, di circa 400.000 morti premature. Le sostanze patogene concentrate nell’aria che respiriamo rappresentano oggi il più grande rischio ambientale per la salute pubblica in Europa, secondo la Corte dei Conti dell’UE”.
Dal punto di vista del passaggio all’elettrico, secondo Greenpeace, una buona pianificazione può determinare una virtuosa “alleanza” tra mobilità elettrica e fonti rinnovabili, con i veicoli che possono fare da accumulatori di elettricità e contribuire a migliorare una rete di fonti elettriche al 100% rinnovabili. In tutto questo andrebbe ripensato anche il sistema di produrre le auto stesse, che dovrebbe essere riprogettato in ottica circolare, con auto più facilmente smaltibili, anche quelle elettriche. Una buona opportunità anche per le industrie e la ricerca, per abbandonare definitivamente i vecchi modelli economici e abbracciare gli obiettivi di economia circolare già fissati come prioritari dall’Unione Europea. Greenpeace ha stilato un decalogo di richieste per i governi, evidenziando anche i vantaggi di questi passaggi. Siamo in un momento storico in cui tutte le democrazie si stanno curando particolarmente del “qui ed ora”, più che del futuro. Ma alcuni di questi suggerimenti sono in discussione da anni, altri sono semplice buonsenso. E, se ci pensiamo, il 2028 è ormai “qui ed ora”, a nove anni di distanza, una/due legislature, un paio di mandati scarsi.
Ce la faremo? In gioco c’è ben più di una rielezione.
Categorie: Altri blog

Il futuro dello smart working è la settimana di 4 giorni

People For Planet - Dom, 09/30/2018 - 02:58

Smart work è una parola inglese che tutti abbiamo incontrato prima o poi leggendo un articolo di giornale, guardando il telegiornale oppure avendolo sperimentato in prima persona sul luogo di lavoro. Stando alla definizione del Ministero del Lavoro lo smart work(ing) o “lavoro agile” secondo la traduzione italiana permette a chi lo sottoscrive di lavorare in modo flessibile e di non essere fisicamente in azienda durante una parte dell’orario lavorativo, dato che la tecnologia oramai permette di svolgere moltissime attività “in remoto” tramite le funzionalità dei nostri laptop, tablet oppure smartphone.

L’ultima novità nell’ambito lavorativo sembra andare in una direzione simile ma ancora più smart e agile. Secondo quanto riportato da CNBC, infatti, il futuro del mondo del lavoro sarà sempre di più caratterizzato da una settimana a 4 giorni lavorativi anziché 5 (ma pagati come se fossero 5) chiamata 4-day work week.

CONTINUA A LEGGERE CLICCA QUI

Categorie: Altri blog

In piazza con i Sentinelli, “in rosso come Aylan”

People For Planet - Dom, 09/30/2018 - 02:04

“Il 30 saremo in piazza per raccontare un clima preparato e alimentato in Italia e in Europa, che ha portato una deriva razzista, sessista, omofoba e antisemita. Da anni si seminano e si fomentano, nel nostro paese, odio e rancore. Ora però la violenza verbale e fisica pare senza precedenti. Parleremo in Piazza del Duomo, a Milano, di diritti faticosamente conquistati e di quelli ancora negati, di libertà, di nuovi cittadini e di tutte le famiglie. Della donne, delle persone di tutti gli orientamenti sessuali, politici e religiosi. Parleremo del nostro presente, fatto di esperienze concrete di integrazione e solidarietà, di diversità e mescolanze. Ricorderemo che la Resistenza ha la dote di non invecchiare mai, nell’80esimo dell’emanazione delle leggi razziste della dittatura fascista, e lo faremo in contemporanea ad altre città italiane ed europee in luoghi simbolici”.
Così Paola Pandolfi, fondatrice dei Sentinelli, assieme a un’altra quindicina di appassionati di Costituzione e diritti, presenta la manifestazione che oggi alle 15 partirà da Piazza Duomo a Milano e in concomitanza in altre città d’Europa, tra cui Parigi, Londra e Berlino, ma anche Catania e Sassari. Tutti, rigorosamente, in rosso, per mantenere alta l’idea lanciata da Libera di “un’emorragia di umanità”. Ma anche perché “i migranti spesso vestono di rosso i loro figli per renderli più visibili in caso di naufragio, come rossa era la maglietta di Aylan”, il bimbo affogato nel 2015 forse non del tutto inutilmente.

“Siamo un movimento laico e antifascista, nato per aggregazione spontanea nell’epoca in cui in Parlamento si discuteva di unioni civili, ci piace dire che siamo nati tra il serio e il faceto in una calda domenica d’ottobre milanese. Innamorati persi della laicità dello Stato, sempre con un plus di ironia”.

Perché partecipare?
Paola non ha dubbi. “Partecipo perché gli intolleranti sono oggi molto più visibili, pericolosi, sovversivi. Manipolano le notizie per alimentare un clima anti-democratico, mefitico per il nostro Paese e per la libertà. Ma non sono la maggioranza: hanno solo un’ampia visibilità. Per questo è fondamentale metterci la faccia per dire: io non ci sto, il Paese che voglio lasciare alle nuove generazioni è un altro, non voglio arrendermi alla barbarie del sopruso”.

Che la manifestazione abbia un respiro europeo non è un caso. “Sull’Europa in generale soffia forte il vento del sovranismo nazionalista e delle destre estreme. In particolare penso all’Italia, all’Ungheria, all’Austria. Ma guardo anche preoccupata alla Svezia, dove la maggioranza socialdemocratica, che ha portato diritti avanzati nel Paese e un welfare invidiabile, ha ceduto il passo alle ultime elezioni”.

E in Italia, quali segnali noti? 
“Mi hanno colpito diversi fatti, di diversa gravità ma sempre sintomo di una situazione di emergenza democratica in cui ci troviamo, perché le parole sono pietre e armano la mano. Penso agli spari sugli stranieri a Macerata; al tentativo di incendiare la casa di una coppia di giovani uomini a Verona, colpevoli solo di amarsi; al pestaggio di un ragazzo a Milano in attesa dei mezzi, poiché il suo atteggiamento è stato ritenuto indice di omosessualità, e quindi da punire… Penso alle continue aggressioni verbali sessiste a cui sono sottoposte le donne nelle loro uscite mediatiche, indice di quel clima che di fatto alimenta poi la violenza nei loro confronti, agli attacchi organizzati sui social alle pagine di chi si occupa di argomenti antifascisti antirazzisti, per far chiudere voci non allineate con l’intolleranza. All’utilizzo dell’immagine di Anna Frank sulla curva della Lazio come insulto verso la tifoseria avversa, così come in altre curve (la veronese per esempio). Potrei continuare per ore, perché purtroppo ogni giorno ci sono più episodi su queste tematiche. Vorrei solo sottolineare che tutto questo ha un legame diretto, e più volte evidenziato, con l’atteggiamento della politica. Da lì parte la negazione del fatto che si possa avere un’opinione diversa, si creano fake news e si mistifica tutto ciò che non è allineato. Il fatto di voler tornare indietro su diritti acquisiti, le dichiarazioni di voler abolire le unioni civili, ma penso anche al decreto allo studio sulle separazioni, all’incredibile vicenda della nave Diciotti… La cosa più pericolosa è la legittimazione del clima d’odio e di sopraffazione, la creazione di nemici a cui attribuire le colpe dei problemi dell’Italia, solo perché non si è in grado di dare una risposta”.

In piazza ci saranno esempi concreti di integrazione, portati come testimonianza. Ma anche diverse persone che hanno subito aggressioni di vario tipo, per testimoniare insieme a loro che la violenza non è una soluzione e che siamo tutti uniti nel contrastarla.

121mila contatti Facebook, oltre 12mila follower su Twitter, 7mila su Instagram dove sono sbarcati da poco.
La realtà dei Sentinelli è la storia di un successo enorme, anche social. Ma come è nata? “Il nome è stato scelto per caso, come presa in giro scherzosa delle “sentinelle in piedi” che protestavano in formazione schierata, direi quasi militarmente, leggendo testi vari, per impedire l’approvazione della legge che poi ha portato alle unioni civili. Io nella vita lavoro, sono un medico veterinario, ho due figlie, un compagno e sono consigliere comunale. Tutti noi Sentinelli ci dividiamo i compiti e dedichiamo alla causa il tempo che si riesce a ritagliare… Il nostro obiettivo? Ovviamente vogliamo cambiare il mondo! (ride, ndr)… E per farlo iniziamo con l’ottenere più diritti. Il bello dei diritti è che se qualcuno ne conquista uno nuovo… non li toglie agli altri che già li avevano. I diritti, come l’amore, si moltiplicano e non dividono. Il nostro metodo per ottenerli è appunto la leggerezza, unità alla trasversalità… anche interna: siamo in 30, abbiamo 40 visioni diverse e a volte ce lo diciamo vivacemente. Ma ci piace lavorare per ciò che ci unisce, trovando una mediazione su ciò che ci divide. Penso che abbiamo ottenuto attenzione per le nostre tematiche, alimentato un dibattito che era asfittico in questo paese, con tutte le opportunità che ci dà il fatto di non essere legati a una formazione politica particolare.

Il nostro successo, soprattutto su Facebook, ci lascia esterrefatti, perché gestiamo la pagina senza esperti, lo facciamo a turno, a seconda di quello che ci stimola. Questo fa capire perché la nostra pagina è costantemente sotto attacco nel tentativo di farla chiudere, perché questi numeri impensieriscono chi vorrebbe trasformare l’Italia in un Paese dal pensiero unico”.

E difatti lo stesso Facebook che segna il successo dei sentinelli, è anche fonte di forte preoccupazione. Il social ha rimosso il  simbolo dei Sentinelli senza motivo, e il portavoce ha subito recentemente pesantissime minacce rivolte a lui e alla sua famiglia. “Purtroppo è così. Riceviamo quotidianamente minacce da parte di fake sulla nostra pagina e in particolare, nei mesi passati, è stato preso a bersaglio il nostro portavoce con minacce e scritte intimidatorie”.

“A luglio la nostra pagina è stata chiusa, così come stata chiusa la pagina dell’osservatore sulle destre e una pagina di un Anpi provinciale”.

“Succede perché le segnalazioni su Facebook portano a sospensione dell’account prima ancora che venga effettuato un controllo per sincerarsi che effettivamente il contenuto pubblicato non sia idoneo. Questo era successo a noi. Di fatto vengono bloccati anche gli amministratori, i loro profili privati. Molto spesso Facebook tiene aperte pagine che inneggiano al razzismo, all’intolleranza, alla xenofobia e al sessismo; e anche quando vengono segnalate vengono identificate come idonee. È invece frequente veder chiudere pagine che si occupano di denunciarle”.

“C’è poi il fenomeno dei troll che si autorigenerano continuamente e su cui tutti noi dobbiamo prestare molta attenzione. Loro pubblicano contenuti non idonei per poi segnalarsi da soli e far chiudere la pagina. Ci sono poi anche le bufale, che vengono messe in rete per screditare chi sbugiarda i creatori di fake news, persone pagate per creare bufale che vengono rilanciate da pagine apposite e poi riprese dai singoli per alimentare l’odio. Come la bufala della migrante naufragata con lo smalto sulle mani, per intenderci. Noi continuiamo comunque, nonostante tutto, a vivere i social come un’opportunità per fare la nostra parte e sensibilizzare sulle nostre tematiche, sperando di rendere questo mondo più tollerante e civilmente avanzato”.

E di fatti questa manifestazione, che I Sentinelli stanno ideando da luglio, ha tantissimi riconoscimenti pubblici: si è mobilitato il mondo dello spettacolo, del giornalismo, delle associazioni non governative, dell’attivismo: basta dare un occhi ai messaggi pubblici lasciati proprio sulla loro bacheca Facebook. “Siamo molto emozionati di riuscire a portare in piazza le loro istanze, che sono il bello di questo Paese: ancora generoso nonostante le apparenze”.

 

Categorie: Altri blog

III Festival dell’Outsider Art – Arte IRregolare

Le Buone Notizie di Cacao - Sab, 09/29/2018 - 11:32

Dal 5 al 7 ottobre 2018 Ad Alcatraz! Clicca qui

Rieccoci, cadono le foglie, l’autunno si affaccia con colori caldi e castagne e il Nuovo Comitato Nobel per i Disabili organizza il festival dell’Outsider Art – Arte IRregolare per il terzo anno consecutivo.

E quest’anno, carissimi, è splendido.
Andiamo con ordine:
80 opere di artisti selezionati tra tutte le associazioni partner
(...) Continua a leggere CACAO del Sabato

La microplastica? La beviamo tutti i giorni

People For Planet - Sab, 09/29/2018 - 04:28

Sono frammenti di plastica inferiori ai 2 millimetri. Per quanto piccoli e non visibili a occhio nudo, contaminano le nostre tavole inquinando bibite e alimenti: se diverse ricerche hanno ormai constatato la presenza di microplastiche all’interno di diversi cibi (molluschi, pesci e crostacei, ma anche il sale marino), un controllo eseguito su 18 bottiglie di bibite tra le più vendute nei supermercati (cole, tè freddi, gassose, aranciate e acque toniche) ha messo in evidenza “una contaminazione al di là delle aspettative: la presenza di microplastiche non ha risparmiato alcun prodotto, tutte e 18 le bottiglie sono risultate contaminate, con valori che vanno da un minimo di 0,89 microparticelle per litro (mpp/l) a un massimo di 18,89 mpp/l”. La notizia arriva da un’inchiesta della rivista “Il Salvagente“, mensile leader nei test di laboratorio contro le truffe ai consumatori, che ha fatto eseguire le analisi nei laboratori del Gruppo Maurizi, società che opera nel campo della sicurezza alimentare, ambientale e dei luoghi di lavoro.

Nella catena alimentare
“In tutti i campioni sono stati trovate microplastiche – spiega Daniela Maurizi, amministratore delegato del Gruppo Maurizi – a conferma del fatto che l’inquinamento ambientale ha scalato le montagne fino a entrare nella catena alimentare, contaminando quello che mangiamo e beviamo”.

Tema attuale
Le ricerche internazionali sull’accumulo di microplastiche in alimenti e bevande sono molte, il tema è ormai all’attenzione di tutti e piuttosto scottante: c’è infatti da capire se e quanto queste microparticelle di plastica siano effettivamente dannose e che rischi possa comportare il loro accumulo nell’organismo.

Per approfondire: Leggi il nostro dossier sulle microplastiche

Importante il contributo di tutti
E mentre la consapevolezza sul problema aumenta, tanto che il parlamento europeo ha chiesto il divieto totale della presenza di microplastiche in cosmetici e prodotti per la pulizia e la messa al bando delle plastiche non riciclabili nè compostabili entro il 2020, sarebbe bene cercare, ognuno nel proprio piccolo, di ridurre al minimo l’uso di questo materiale nella vita quotidiana, ad esempio scegliendo di acquistare prodotti privi di imballaggio, utilizzando buste per la spesa biodegradabili ed evitando l’uso di plastiche “usa e getta”. E ricordando di differenziare i rifiuti.

La petizione del Wwf Italia
Contro l’uso di plastiche usa e getta il Wwf Italia ha lanciato una petizione on-line – change.org/plasticfree: “Abbiamo 7.500 buoni motivi (tanti sono i km di costa italiani) per chiedere di tutelare i nostri mari dall’inquinamento da plastica – si legge nella petizione del Wwf Italia -. Il 95% dei rifiuti del Mar Mediterraneo è composto da plastica, con impatti devastanti su specie e habitat. […] Nel Mediterraneo sono 134 le specie vittime di ingestione da plastica, tra cui tutte le specie di tartaruga marina, che scambiano i sacchetti di plastica per prede”.

Verremo sommersi?
Quanto alla raccolta differenziata, a livello mondiale si deve ancora fare molto. Secondo uno studio pubblicato nel luglio 2017 su Science Advances la quantità di plastica prodotta fino a oggi è di 8 miliardi e 300 milioni di tonnellate, ovvero un peso pari, per capirci, a quello di poco meno di un miliardo e mezzo di elefanti. Ma a essere sconcertante non è tanto la quantità di plastica prodotta – che pure è tutt’altro che rassicurante per il benessere del pianeta – ma, come spiegano gli autori dello studio, il fatto che solo 2 miliardi del totale della plastica prodotta è ancora utilizzato, mentre gli altri 6,3 miliardi di tonnellate sono già diventati “scarto” e, di questi, solo il 9% è stato riciclato. Il 12% è stato incenerito, mentre il rimanente 79% è finito nell’ambiente terrestre e marino.

Filtri anti-microfibre
Contro l’inquinamento da microplastiche possono aiutare anche i filtri per lavatrici anti-microfibre: firma la proposta di legge di People for planet

 

Categorie: Altri blog

20 designers rivoluzionano il tavolo

People For Planet - Sab, 09/29/2018 - 02:50

 

Categorie: Altri blog

In Olanda la pista ciclabile fatta con gli scarti della plastica

People For Planet - Sab, 09/29/2018 - 02:12

CINQUECENTOMILA bottigliette riciclate in 30 metri di pista su cui pedalare. Si chiama PlasticRoad la prima ciclabile realizzata con uno dei materiali più inquinanti della Terra recuperato e riusato. Per il 70% è fatta di quella stessa plastica che ormai ha invaso terra e oceani con 8,3 miliardi di tonnellate di rifiuti. La ciclabile “sostenibile” è stata inaugurata a Zwolle, nel Paese delle due ruote, dove è stata installata in poco tempo grazie alla sua struttura modulare.

A presentare il progetto pilota, prova su strada, i due creatori Anne Koudtaal e Simon Jorritsma, che a nome dell’azienda di infrastrutture stradali Kws ne hanno illustrato lo sviluppo dal 2013 a oggi. “Un grande passo verso la sostenibilità”, hanno dichiarato soddisfatti.
I moduli, cavi all’interno così da poter ospitare il passaggio di tubi o sensori che controllino lo stato e la temperatura della superficie – sono stati studiati per avere una durata tre volte tanto quella di una pista ciclabile tradizionale. Anche il peso del materiale stesso, risulta quattro volte più leggero di quello che viene in genere utilizzato per rivestire percorsi ciclabili.

CONTINUA A LEGGERE SU REPUBBLICA.IT

Categorie: Altri blog

Se denunci ti licenzio

Le Buone Notizie di Cacao - Ven, 09/28/2018 - 10:34

Micaela Quintavalle licenziata per aver denunciato la causa dei roghi dei bus Atac.
Molti di noi hanno visto il film “Erin Brockovich – Forte come la verità” in cui una intrepida Julia Roberts riesce a sconfiggere una multinazionale colpevole di aver intossicato una intera comunità.
(...) Continua su People For Planet

Il cubo di Rubik che si risolve da solo

Le Buone Notizie di Cacao - Ven, 09/28/2018 - 10:33

Uno sviluppatore giapponese ha inventato un cubo di Rubik che si risolve da solo. Il sistema registra i movimenti che vengono compiuti per mischiare i colori sulle sei facce del cubo, poi a ritroso ricostruisce la giusta combinazione scomponendo e muovendo le facce del cubo con i suoi motori.
Ok, ma perché?
(fonte: Ansa.it)

Piano, piano, state calmini

Le Buone Notizie di Cacao - Ven, 09/28/2018 - 10:32

La strada è molto larga, la signora molto anziana e ci mette un po’ per attraversare. Arrivata a metà carreggiata si ferma perché le automobili continuano a sfrecciarle attorno e non può né andare avanti né indietreggiare fino a che un motociclista si mette in mezzo, ferma le auto e le dà il tempo di attraversare.
Il tutto è stato ripreso dalle telecamere della polizia di Hezhou che ha condiviso il video di questo su Weibo, un social network molto diffuso in Cina.
E meno male che c’era una persona gentile sennò la vecchietta sarebbe ancora lì in mezzo.
(Fonte: Corriere.it)
Video

La generosità? E' contagiosa

Le Buone Notizie di Cacao - Ven, 09/28/2018 - 10:31

Un gruppo di scienziati guidati da Coren Apicella della University of Pennsylvania si è messo a studiare alcuni comportamenti degli Hazda, una tribù di nomadi cacciatori-raccoglitori in Tanzania. E hanno scoperto che cooperare e collaborare è contagioso.
Gli studiosi hanno osservato per 6 anni 56 accampamenti, scoprendo che gli Hazda che si spostavano da uno all’altro erano più o meno generosi e collaborativi a seconda dell’andazzo generale, in contrasto così con l’idea che sia l’attitudine propria di ognuno a renderci più o meno generosi.
Insomma, come diceva un vecchio spot della Philips: se tu dai una cosa a me io poi do una cosa a te. 6 anni di studi e bastava guardare Carosello.
(Fonte: Repubblica.it)

Se denunci ti licenzio

People For Planet - Ven, 09/28/2018 - 04:04

Molti di noi hanno visto il film “Erin Brockovich – Forte come la verità” in cui una intrepida Julia Roberts riesce a sconfiggere una multinazionale colpevole di aver intossicato una intera comunità.

Ora la cronaca ci propone un nuovo caso, questa volta reale. E, per ora, senza lieto fine.

Micaela Quintavalle, autista dell’Atac di Roma, ha denunciato i disservizi dell’azienda, famosa soprattutto perché gli autobus si incendiano con una frequenza record. Micaela ha fatto emergere che gli incendi non sono dovuti al caso né a gruppi di fantomatici sabotatori bensì alla cattiva manutenzione, all’utilizzo di pezzi di ricambio non adatti… e che gli autisti che segnalano le cause dei guasti sono mobbizzati dall’azienda.

Micaela per questo è stata prima sospesa dall’Atac per 128 giorni e poi licenziata “per aver danneggiato l’immagine e l’onorabilità dell’azienda”. Come i romani ben sanno, danneggiare l’immagine e l’onorabilità dell’Atac è impossibile, è già a livelli infimi. E questo episodio ne è un’ulteriore conferma: anziché far fronte alle magagne si licenzia chi le denuncia.

Magari qualcuno potrebbe pensare che Micaela abbia esagerato o che non abbia visto bene. Non è così: i periti nominati dalla Procura della Repubblica di Roma hanno dichiarato che gli incendi degli automezzi dell’Atac sono provocati dall’utilizzo di pezzi di ricambio non compatibili. Proprio come Micaela ha denunciato.

Ora aspettiamo con fiducia che un giudice (che magari ha visto Erin Brockovic) si ispiri al film e faccia trionfare la giustizia. Serve un segnale perché non resti impunito chi dice “se denunci ti licenzio”.

Fonte imm: TgCom24

Approfondimento
Denunciò a Le Iene i rischi dei bus Atac: licenziata l’autista | VIDEO

Categorie: Altri blog

Mille camion a idrogeno sulle strade della Svizzera

People For Planet - Ven, 09/28/2018 - 02:08

Gli autocarri rappresentano un problema in termini di inquinamento. La maggior parte dei camion in circolazione è infatti alimentata a diesel. In questo contesto, l’alternativa elettrica costituisce un mercato interessante.

Ma per far avanzare i mezzi pesanti con l’energia elettrica, due scuole si affrontano. Il gruppo sudcoreano Hyundai e il costruttore giapponese Toyota fanno parte dei rari fabbricanti automobilistici a scommettere sull’idrogeno nella corsa mondiale verso veicoli meno inquinanti.

I modelli a idrogeno funzionano grazie alle cosiddette pile a combustibile, capaci di generare elettricità combinando l’idrogeno all’ossigeno. Il vantaggio dell’idrogeno, rispetto agli idrocarburi, è che non comporta emissioni di CO2 o di sostanze nocive. Dai tubi di scarico esce soltanto vapore acqueo.

CONTINUA A LEGGERE CLICCA QUI

Categorie: Altri blog

Una pizza e passa la paura

Le Buone Notizie di Cacao - Gio, 09/27/2018 - 12:20

Causa maltempo molti voli negli Usa sono stati dirottati o cancellati. E’ successo anche ai passeggeri dell’America Airlines che da Los Angeles doveva arrivare a Dallas. A causa del temporale l’aereo ha dovuto fare uno scalo forzato a Falls, in Texas. Il pilota Jeff Raines ne ha approfittato ordinando 40 pizze da asporto che hanno sfamato lui e tutti i passeggeri.
Un bel gesto che ha placato animi e stomaci di tutti.
(Fonte: Repubblica)

Due ore di relax

Le Buone Notizie di Cacao - Gio, 09/27/2018 - 12:19

Alla scuola elementare Cena di Torino è stata dedicata una stanza al relax dei giovani scolari: si tratta di un’aula colorata a tema bucolico, con un grande tappeto per riposare, ascoltare musica, leggere.
“Abbiamo chiesto ai bambini cosa sarebbe stato necessario e, tra le priorità, ci hanno segnalato anche l’esigenza di avere un luogo non tanto per giocare, quanto piuttosto per rilassarsi e stare tranquilli", racconta Pina Spataro, la maestra che segue il progetto "Fuoriclasse".
I bimbi preferiscono la musica classica che trovano più riposante e ora stanno cercando di risolvere anche il problema della troppa confusione durante i pasti.
Questi bambini ci spaventano un po’.
(Fonte: La Stampa)

Buon Anno Etiopia

Le Buone Notizie di Cacao - Gio, 09/27/2018 - 12:18

Martedì 11 settembre Etiopia ed Eritrea hanno riaperto i reciproci confini, dopo la guerra tra i due Paesi tra il 1998 e il 2000. L'Etiopia avrà nuovamente un importante accesso al Mar Rosso. Seguendo il calendario solare Giuliano per l'occasione i leader politici delle due Nazioni hanno festeggiato insieme il primo giorno dell'anno nuovo con i confini aperti.
(Fonte: howafrica.com, segnalata da Davide Calabria, grazie!)

Una persona su 9 nel mondo è denutrita

Le Buone Notizie di Cacao - Gio, 09/27/2018 - 12:14

Responsabile è il cambiamento climatico
La preoccupante notizia arriva dal rapporto The State of Food Security and Nutrition in the World 2018 pubblicato lo scorso 11 settembre dalla FAO – Food and Agriculture Organization http://www.fao.org/3/I9553EN/i9553en.pdf (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e Agricoltura).
Continua su People For Planet

Pac man pulisce il mare

Le Buone Notizie di Cacao - Gio, 09/27/2018 - 12:12

E’ pronto Ocean CleanUp Array, un tubo galleggiante lungo 600 metri con attaccato un “rastrello” in grado di inglobare i rifiuti. Il design è stato modificato rispetto all’originale, e ora, promette l’inventore Boyan Slat, è perfetto per compiere la sua missione.
“Sia la plastica che il sistema vengono trasportati dalla corrente – si legge sul sito della compagnia https://www.theoceancleanup.com/technology/ - Tuttavia, il vento e le onde spingono solo l’apparecchio, poiché il galleggiante si trova appena sopra la superficie dell’acqua, mentre la plastica si trova soprattutto al di sotto. Pertanto il sistema si muove più velocemente, consentendo la cattura dei rifiuti”.
(Fonte: Greenme.it)

Tatuaggi in salsa orientale

Le Buone Notizie di Cacao - Gio, 09/27/2018 - 12:12

Diciamoci la verità: è l’incubo di tutti quelli che si fanno tatuare il proprio nome o quello del partner in caratteri di alfabeti sconosciuti. La paura è che invece di “Ti amo Marta” la scritta in realtà significhi “Scemo chi legge”
Ebbene è successo: in Thailandia un tatuatore incideva sulla pelle dei poveri turisti: Involtini primavera, riso con pollo o anche il nome del take away locale. Una sorta di pubblicità occulta che andava poi in tutto il mondo.
E’ stato denunciato per truffa.
(Fonte: Repubblica)

La statua più alta del mondo

Le Buone Notizie di Cacao - Gio, 09/27/2018 - 12:11

Verrà inaugurata il 31 ottobre ed è stata costruita a circa 200 chilometri a sud-est di Ahmedabad, nello stato del Gujarat, in India. Dedicata a Sardar Patel, uno dei leader del movimento indipendentista, è stata nominata la “Statua dell’Unità” ed è alta 182 metri con un piedistallo di 68.
La statua della Libertà, con i suoi 46 metri senza piedistallo, in confronto sembra uno dei sette nani.
(Fonte: Ansa.it)