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L’attività cerebrale del salmone morto

Le Buone Notizie di Cacao - Lun, 02/05/2018 - 11:08

LE NOTIZIE DI PEOPLE FOR PLANET
Nel 2012 Craig Bennett, psicologo dell’Università della California, Santa Barbara, e colleghi vincono il Premio “Ig-Nobel” in Neuroscienze per uno studio sulle attività cerebrali di un salmone morto rilevate tramite una Risonanza Magnetica Funzionale (fMRI).
Ai salmoni sono state sottoposte fotografie di esseri umani in situazioni ad alto tasso emotivo e la risonanza ha rivelato risposte diverse dell’attività cerebrale con il variare delle foto.
Miracolo?
Continua a leggere e guarda l’intervista di Jacopo Fo

Quanto cibo buttiamo dalla finestra in Italia? (Infografica)

People For Planet - Lun, 02/05/2018 - 11:00

Per vedere l’infografica più grande clicca qui

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Ogni giorno, per una settimana, 400 famiglie hanno annotato su appositi formulari il cibo gettato ad ogni pasto. Il progetto, battezzato “Diari di famiglia”, mira a promuovere l’uso consapevole delle risorse e la sostenibilità ambientale. 31% Insalata MILIARDI DI € 29% Frutta 19% Pane 17% Verdure Valori % somma risposte Fonti: “Diari di Famiglia”; Progetto REDUCE 2017; Waste Parade dell’Osservatorio Waste Watcher (Lmm/swg) Viene sprecato tra il 20% e il 50% del cibo preparato nelle mense, a seconda dei menù dello spreco totale proviene dallo spreco domestico! …vengono sprecati circa 145kg di cibo all’anno per famiglia! “Lo spreco si annida soprattutto vicino a noi. Il frigo, la dispensa, e le mense scolastiche sono tra i principali luoghi dove ogni giorno cibo ancora perfettamente buono e sano inizia il suo percorso verso la discarica” 4/5 LO SPRECO DI CIBO IN ITALIA Da dove proviene lo spreco? Luca Falasconi, responsabile scientifico di Reduce 2017  Agricoltura: +946 milioni di € Distribuzione: +1.444 miliardi di € Gli alimenti più sprecati
in Italia Industria: +1.111 miliardi di € finiscono ogni anno nella pattumiera degli italiani (0,94% PIL) LO SPRECO DI CIBO IN ITALIA Agricoltura: +946 milioni di € Industria: +1.111 miliardi di € Distribuzione: +1.444 miliardi di € Distribuzione: +1.444 miliardi di €

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L’attività cerebrale del salmone morto

People For Planet - Lun, 02/05/2018 - 04:45

Nel video di Mattia Mariuccini l’intervista tra Jacopo Fo e il Dr. Fanò-Illic

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Nel 2012 Craig Bennett, psicologo dell’Università della California, Santa Barbara, vince il Premio “Ig-Nobel” in Neuroscienze per uno studio sulle attività cerebrali di un salmone morto rilevate tramite una Risonanza Magnetica Funzionale (fMRI).

Ai salmoni sono state sottoposte fotografie di esseri umani in situazioni ad alto tasso emotivo e la risonanza ha rivelato risposte diverse dell’attività cerebrale con il variare delle foto.

Miracolo? No, un falso positivo, dovuto alla calibrazione degli strumenti e ai “rumori di fondo”

Ne abbiamo parlato ad Alcatraz con il dr. Giorgio Fanò-Illic, amico di vecchia data ma soprattutto esperto di Neuroscienze, che ci ha spiegato: “In ultima istanza il lavoro di Bennet e colleghi non è frutto di un delirio dovuto al caldo e/o all’assunzione di particolari “filtri” neurotrofici da parte degli sperimentatori. I risultati ottenuti sono la conseguenza del fatto che la fMRI e altre tecniche di analisi di Imaging cerebrale hanno la stessa potenzialità, grazie a software sempre più sofisticati, spesso non accompagnati da una analisi statistica rigorosa, dei programmi di elaborazione del contrasto in fotografia come Photoshop.”

Aggiunge ancora il Dr. Fanò-Illic: “Dalla scansione sembrava che il salmone morto stesse pensando alle immagini che i ricercatori gli avevano appena mostrato! E qui nasce l’equivoco per cui il grido di allarme lanciato dal ricercatore, sulla possibilità di falsi positivi in analisi del genere (che sembra si aggirasse intorno al 30 40% nel 2010), è stato completamente oscurato dalle simpatiche modalità utilizzate per l’experimentum crucis.”

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Essere parte del cambiamento: il circuito di credito commerciale

People For Planet - Lun, 02/05/2018 - 04:23

Ma cos’è un circuito di credito commerciale e come può essere considerato un sistema complementare a quello euro? La risposta è data da chi ha messo in pratica un circuito di scambio di beni e servizi, promuovendo, sostenendo e incoraggiando le aziende dello stesso territorio a interagire fra loro, per favorire, in questo modo, anche la conoscenza reciproca. Il primo caso in Italia, Sardex, è stato oggetto di interesse da parte del Financial Times e a seguire, undici realtà territoriali hanno riproposto il suo modello: per la regione Abruzzo, è attiva Abrex, che nei prossimi giorni ci racconterà nel dettaglio cosa vuol dire essere un strumento finanziario per le imprese.

«… Lo strumento è ben rodato: si chiama compensazione multilaterale dei crediti e dei debiti, in inglese clearing. Se A deve qualcosa a B che deve qualcosa a C, e così via, la scelta più ragionevole non è quella di costringere tutti a pagare, chiedendo i soldi che non hanno a banche che non li vogliono dare, ma di compensare il più possibile i debiti e i crediti fra di loro, riducendo il bisogno complessivo di liquidità …» (Massimo Amato, Libertaria, il piacere dell’utopia, 2010, numero 3-4).

E’ Massimo Amato, docente di Storia, istituzioni e crisi del sistema finanziario globale dell’Università Bocconi di Milano, che spiega cosa siano i circuiti alternativi commerciali, come ad esempio quelli in cui non è previsto uno scambio monetario e in cui, anche solo parzialmente, sono i beni e i servizi che diventano moneta al posto del denaro. Come nei circuiti di credito commerciale.

Cosa sono, dunque e come operano nello specifico?

Per circuito di credito commerciale s’intende un sistema economico capace di connettere le imprese dello stesso territorio e della stessa regione, in grado di promuovere i loro prodotti specifici e anche di fare da garante per i metodi di pagamento e soprattutto di credito che possano essere complementari o sostitutivi del denaro tradizionale.  

Un finanziamento reciproco, insomma, di aziende, senza tassi d’interesse, che permette di agevolare la ricchezza della regione o del territorio locale in cui si opera e di aiutare l’ambiente e lo sviluppo sostenibile. Sembra essere vantaggioso per tutti gli imprenditori che vogliano farsi conoscere sul territorio o semplicemente incrementare il proprio volume d’affari con nuovi clienti: la rete commerciale, con il sistema del circuito di credito, tende ad aumentare automaticamente, grazie all’ottimo lavoro di mediazione di società che hanno abbracciato la causa e sostengono le aziende interessate a entrare nel sistema.

L’esempio di Sardex

Come Sardex, il primo circuito operativo in Italia, nato nel 2009, dalla volontà di cambiamento di un gruppo di laureati, stanchi della crisi e dell’espatrio verso paesi più stabili economicamente.

Da Serramanna, paese del Sud Sardegna, cinque amici, con lauree diverse, decidono di pensare a un’economia che fosse realmente vantaggiosa per la loro regione, la Sardegna e per le imprese del territorio in difficoltà: nasce, quindi, l’idea di Sardex, circuito di credito commerciale che ha dato il via a un importante cambiamento a livello nazionale, tanto da meritare un posto nell’home page del Financial Times (qui la traduzione italiana). 

Per parlare un po’ di cifre, si legge sul loro sito che il circuito di credito commerciale Sardex ha mosso nel 2013 una cifra corrispondente a 24 milioni di euro, senza bisogno di denaro, circa 36 milioni in beni, per 2500 aziende coinvolte. Nel 2015, poi, con oltre 3500 aziende iscritte, la società registra la quota di 100 milioni di transato, con la crescita destinata a salire [1]. Soprattutto perché, in diverse regioni italiane, alcuni imprenditori hanno preso esempio dalla Sardegna e appoggiati da Sardex e/o da Emineo, altra realtà importante all’interno dello sviluppo di progetti commerciali, hanno deciso di creare il loro circuito di credito per rilanciare le aziende del territorio.

… E quelli a seguire

Sono undici le realtà territoriali al momento coinvolte: Valdex in Valle d’Aosta, Piemex nel Piemonte, Linx in Lombardia, Marchex nelle Marche, Liberex in Emilia-Romagna, Tibex nel Lazio, Samex nel Molise e Sannio, Felix in Campania, Umbrex in Umbria, Venetex in Veneto e Abrex in Abruzzo.

Un nuovo modo di pensare l’economia, dicono alcuni, che Sardex spiega in eventi e conferenze viaggiando dal Nord al Sud del Bel Paese, per proporre il circuito di credito commerciale pensato per il territorio e le aziende locali, con numerosi consensi e sempre maggiori partecipazioni, al punto da essere considerata, sempre dal Financial Times, tra le mille aziende a maggior crescita d’Europa [2].

Un’innovazione sociale, forse, per altri comunque un fenomeno economico di portata nazionale difficile da ignorare:

«… C’è chi lo definisce una nuova via per decongestionare la crisi finanziaria e poi c’è chi come noi lo definisce un esempio di Social Innovation. Un modello che combina un nuovo tipo di economia, tra elementi passati con altri innovativi: lo scambio di servizi e competenze, la rete integrata ed interagente con un territorio e le nuove tecnologie a supporto del sistema.[3]»

Altre Fonti:

[1] http://smartmoney.startupitalia.eu/analisi/54616-20160412-cosa-fa-sardex-spa
[2] http://www.emineo.it/notizie/
[3] http://www.openhub.it/blog/2014/04/18/circuiti-di-credito-commerciali-unesplosione-economica/

 

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E’ nato People For Planet ed è bellissimo!

Le Buone Notizie di Cacao - Ven, 02/02/2018 - 13:32

Lunedì scorso a Castel dell’Ovo, Napoli, è stato presentato People For Planet, nuovo magazine che parla di ecologia, ambiente, buone notizie, mobilità sostenibile, benessere e salute, solidarietà.
Qui potete vedere il video della conferenza stampa con Jacopo Fo, Bruno Patierno e il Sindaco di Napoli Luigi de Magistris.
La conferenza stampa è stata l’occasione per lanciare la prima campagna di People For Planet per l’approvazione di tre semplici leggi: l’istituzione di una Autorità Indipendente Amministrativa (AIA) per il controllo preventivo dei contratti rivolti al pubblico, la distribuzione di farmaci sfusi e l’obbligo di installare sulle lavatrici un filtro per bloccare le microplastiche.
Qui tutte le info e lo spazio per sottoscrivere la raccolta firme

Di seguito altre notizie pubblicate su People For Planet

(..) Continua a leggere CACAO della Domenica.

M’illumino di meno e cammino

Le Buone Notizie di Cacao - Ven, 02/02/2018 - 12:37

Carissimi, anche quest’anno arriva… Sanremo, direte voi, sì pure quello ma, molto più importante del Festival, arriva M’Illumino di meno!
Come tutti gli anni Cacao la Libera Università di Alcatraz, Merci Dolci, partecipano a questa giornata di attenzione all’ambiente spegnendo le luci dalle 18 in poi e organizzando cene a lume di candela. E anche – come spieghiamo sotto, facendo quattro passi, che tutti insieme si arriva alla Luna.
Quest’anno si aggiunge e partecipa all’iniziativa anche People For Planet.
Dedichiamo questo numero di Cacao a raccontarvi M’Illumino di meno, buona lettura e buona passeggiata!

(..) Continua a leggere CACAO del Sabato.

Vietato l’avorio a Hong Kong

Le Buone Notizie di Cacao - Ven, 02/02/2018 - 11:31

Il governo locale di Hong Kong ha varato una legge per vietare il commercio dell’avorio entro il 2021. Si tratta di una decisione storica perché l’isola è da sempre il centro del commercio legale e illegale dell’avorio da oltre 150 anni.
Il provvedimento arriva dopo che il 31 dicembre la Cina, maggior importatore di quello che viene definito “oro bianco”, ne ha vietato la compravendita in tutto il Paese.

Nessun ritardo, siamo inglesi

Le Buone Notizie di Cacao - Ven, 02/02/2018 - 11:30

Lord Michael Bates, ministro britannico del Dipartimento internazionale per lo sviluppo, doveva recarsi alla Camera dei Lord per rispondere ad alcune domande.
Ma con suo sommo rammarico è arrivato con due minuti di ritardo risultando così assente alla prima domanda rivoltagli dalla baronessa Lister.
Ritenendo increscioso l’incidente, Lord Bates ha dato le proprie dimissioni con effetto immediato.
Tutto questo non è accaduto nel 1800 ma il 31 gennaio scorso.
Le dimissioni sono state respinte dopo la promessa che non accadrà mai più un così grave atto di maleducazione.
Vi viene da piangere? Anche a noi.
(Fonte: Corriere.it)

Autoprodurre e immagazzinare energia è un diritto, lo dice il Parlamento europeo

Le Buone Notizie di Cacao - Ven, 02/02/2018 - 11:29

Il Parlamento europeo, riunito in seduta plenaria, a proposito della direttiva sulle rinnovabili ha sancito “Il diritto per singoli e comunità di produrre consumare, stoccare energia rinnovabile potendo vendere quella in eccesso senza pagare tasse e oneri aggiuntivi o discriminatori legati ad autoproduzione e stoccaggio.”
Si tratta di una grande vittoria!
(Fonte: peopleforplanet.it/)

Grande vittoria! Autoprodurre e immagazzinare energia è un diritto, lo dice il Parlamento europeo

People For Planet - Ven, 02/02/2018 - 11:01

Nei mesi scorsi l’europarlamentare Dario Tamburrano, la rete di Ecofuturo Festival e dalla associazione Giga avevano promosso una petizione su questo tema che ha raccolto quasi 28mila firme.

Ed è lo stesso Tamburrano che ne dà riscontro in un post sul sito equologia.com:

“Passaggio in plenaria della nuova direttiva rinnovabili: oltre che per il risultato raggiunto sulla geotermia inquinante siamo orgogliosi perché il Parlamento Europeo ha sancito i diritti dei produttori-consumatori di energia rinnovabile, siano essi individui o comunità. E’ un elemento finora assente nella legislazione UE (donde le vessazioni cui i piccoli produttori di rinnovabili sono stati sottoposti in Italia e non solo) … I cittadini, sanciscono gli emendamenti alla direttiva rinnovabili (dal 177 al 196) approvati mercoledì 17 a Strasburgo, hanno diritto a produrreautoconsumare e stoccare l’energia rinnovabile; hanno diritto a vendere quella in eccesso rispetto ai loro bisogni senza pagare tasse aggiuntive legate ad autoproduzione e stoccaggio. In questo caso il prezzo di vendita non deve solo equivalere a quello di mercato, ma deve anche riflettere il valore aggiunto in termini ambientali economici e sociali dell’energia prodotta in forma decentrata. Oltre che come singoli, i cittadini hanno questi stessi diritti quando decidono di associarsi nell’autoproduzione e nell’autoconsumo. In ogni caso, essi mantengono i loro diritti di consumatori.”

E non è finita qui:
“Il testo votato a Strasburgo prevede salvaguardie e procedure specifiche per i piccoli produttori, affinché non risultino svantaggiati rispetto ai colossi che sono ben più abili a navigare nei mercati. Prevede anche il divieto a modificare retroattivamente al ribasso gli incentivi eventualmente accordati, cosa che invece hanno fatto in passato l’Italia ed altri Stati UE. Insieme ai singoli cittadini, sono destinatarie di questi diritti anche le comunità per l’energia, ovvero – in base al testo votato dal Parlamento Europeo – le piccole e medie imprese o le organizzazioni senza fini di lucro che rappresentano interessi socio economici locali ed i cui membri collaborano per la generazione, la distribuzione, lo stoccaggio o la fornitura di energia rinnovabile”.

Ora la direttiva rinnovabili affronta il trilogo con il Consiglio UE, l’altro co legislatore europeo, durante il quale essa assumerà la veste definitiva.

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Il Brustengo eugubino: la ricetta (facile!) di Angela Labellarte

People For Planet - Ven, 02/02/2018 - 07:35

Ingredienti per 4 persone

Farina 200 gr.
Olio extra vergine di oliva 4 cucchiai
Lievito di birra 5 gr.
Sale q.b.
Rucola 1 mazzetto
Acqua 150 ml.

N.B. Utilizzare una padella antiaderente con diametro di 18 cm.

Preparazione

In una ciotola disporre la farina, due cucchiai di olio e il sale.
In un altro contenitore sciogliere il lievito di birra in acqua tiepida e versare lentamente nella farina, mescolando con una frusta per evitare la formazione di grumi.
Lasciar riposare per 30 minuti e successivamente aggiungere all’impasto due cucchiai di rucola tritata grossolanamente.
Mettere la padella sul fuoco, ungerla con 50 ml di olio e scaldare. Versare un mestolo abbondante di impasto, stenderlo su tutta la superficie della padella aiutandosi con un cucchiaio e una forchetta.
Far cuocere per un minuto, girare il brustengo (come se fosse una frittata), abbassare la fiamma e cuocere per un minuto dall’altro lato.
Ripetere l’operazione con l’impasto rimanente. Servire su un piatto da portata, tagliando a spicchi e aggiungendo la rucola al centro.

Tempo di preparazione: 50 minuti

Ricetta vegana: sì

ph. Angela Prati

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Una fragola pesa cinque chili più di una mela

People For Planet - Ven, 02/02/2018 - 06:02

I livelli di anidride carbonica nell’aria sono sempre più alti e abbiamo da poco superato un nuovo record. “Ma cosa posso farci io? Ci devono pensare le amministrazioni, le industrie….  Io sono già molto attento a usare poco l’auto, non posso fare nient’altro”. Questo è solitamente il nostro commento al centesimo servizio al telegiornale sull’aumento dei gas che causano effetto serra.

Ma siamo davvero sicuri di non poter fare nulla come singoli cittadini? Il nostro pensiero va subito all’uso dell’auto, ma in realtà quasi ogni nostra azione richiede uso di energia, e per crearla si produce anidride carbonica. E non poca: stiamo parlando di chili al giorno, tonnellate all’anno, prodotti da una singola persona.

Due “profili” di cittadini

Per averne un’idea possiamo riprendere un lavoro di qualche anno fa, in cui David McCandless, giornalista inglese esperto nell’interpretazione di dati, ha messo insieme dati Unesco con quelli della Environmental Protection Agency e della Energy Information Administration Usa, componendo due profili di cittadini con “consapevolezza carbonica” diversa: uno “consapevole”, cosciente del potenziale inquinante di quasi tutte le sue attività e che regola il suo comportamento di conseguenza, e uno “disattento” alle emissioni che la serie di sue attività comporta.

L’attenzione nel cibo…

Qualche esempio: il cittadino “disattento” fa uno spuntino con le fragole fuori stagione, quindi importate o cresciute artificialmente, e di conseguenza libera nell’atmosfera 5,75 kg di anidride carbonica. Il suo omologo “consapevole” ha scelto una mela, e ne emette solo 0,5. Sappiamo tutti che è meglio la frutta di stagione, ma potevamo immaginare che tra una fragola e una mela ci fosse una differenza di più di 5 kg di inquinanti?

… nell’uso degli elettrodomestici

Quando fa il bucato, il cittadino “disattento” regola la lavatrice a 90 gradi (1 kg di Co2 emessa) e poi mette i panni nell’asciugatrice, che produce 2,4 kg di Co2. Il suo concittadino “attento” ha fatto la lavatrice a 60 gradi, una differenza di 30 gradi che permette di produrre solo 0,5 kg di Co2. Per asciugare i panni, li ha stesi fuori: emissioni zero. Solo l’attività del bucato comporta quindi una differenza di emissioni di quasi 3 kg tra il cittadino “disattento” e quello “consapevole”.
La lavastoviglie del cittadino “disattento” è in classe di consumo D: consuma più elettricità della lavastoviglie del cittadino “consapevole”, che è in classe A. Per produrre elettricità si immette Co2 in atmosfera. Alla fine si può calcolare che la lavastoviglie del “disattento” ha prodotto 1 kg di Co2 e quella del “consapevole” solo mezzo.
Il cittadino “disattento” ha dimenticato acceso il pc di notte, che ha consumato elettricità e quindi 0,8 kg di Co2. Ha anche lasciato il televisore in standby (0,05 kg di Co2 prodotta) e il caricabatterie inserito nella presa (0,19 kg di Co2). Il cittadino “consapevole” è meno smemorato e ha staccato tutto: di nuovo emissioni zero.

… e nell’utilizzo dell’acqua

I due cittadini fanno la doccia, ma il cittadino “disattento” ha una vecchia doccia, mentre il cittadino “consapevole” ha montato un soffione a risparmio idrico: la prima consuma più acqua e quindi causa la produzione di 2,8 kg di Co2, la seconda solo 1,3 kg.

Quanto pesano questi comportamenti?

Si tratta di esempi di comportamenti-tipo che, quando si aggiungono ad altri, come la scelta di usare o meno l’auto per recarsi al lavoro, mostrano che il cittadino “disattento” produce al giorno più di 38 kg di anidride carbonica, mentre quello consapevole ne produce solo 16 kg. Moltiplicato per un anno, si tratta di circa 14 tonnellate di anidride carbonica emessa in atmosfera grazie a comportamenti “disattenti”, contro le 6 tonnellate emesse dal cittadino che si comporta consapevolmente. Una differenza di 8 tonnellate all’anno.

Tutti noi conoscevamo questi buoni comportamenti, ma sapevamo che “pesavano” ben 8 tonnellate? Un peso per l’ambiente, la salute ma anche per il portafoglio. Insomma, finito di leggere questo articolo, alzatevi a andate staccare quel caricabatterie che giace nella presa da questa estate.

Fonti:

David McCandless, “Information is beautiful”, edizioni BURextra, 2011
Unesco: http://www.unesco.org;
United States Environmental Protection Agency: https://www.epa.gov;
U.S. Energy Information Administration: https://www.eia.gov

 

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Il Manifesto di People for Planet

People For Planet - Gio, 02/01/2018 - 23:10

Ci sono giornali che ti dicono che cosa è successo ieri.
People For Planet ti racconta cosa succederà domani.

People For Planet siamo noi, quei milioni di cittadini che amano il confronto rispettoso con gli altri individui e con il nostro amato pianeta, una moltitudine di persone interessate ai temi dell’ambiente, della sostenibilità e della solidarietà.

People For Planet siamo noi: un giornale digitale ben informato e anche un sistema di connessione e cooperazione, un luogo dove si incontrano le persone che in questo momento stanno costruendo il pianeta di domani.

People For Planet è quindi anche uno strumento concreto di discussione, dal quale far nascere nuove idee, iniziative, proposte.

Quindi proponiamo:

3 leggi facili, utili e di buonsenso

Legge 1: Controllo preventivo dei contratti rivolti al pubblico, per evitare abusi

Ogni giorno ciascuno di noi firma qualche contratto già preparato da una grande azienda: quando scegliamo l’operatore telefonico o la banca, quando stipuliamo un’assicurazione…
Si chiamano “contratti per adesione”, perché non si può fare altro che aderire alla loro offerta.
A volte ci si accorge solo dopo qualche tempo che qualcuna delle clausole danneggia noi consumatori. Per far valere i nostri diritti bisogna fare causa, andare da un giudice, un procedimento lungo e costoso a cui spesso rinunciamo.
Non sarebbe più opportuno, e di buonsenso, far controllare la trasparenza di questi contratti PRIMA che vengano proposti ai consumatori?

People For Planet propone di istituire un’Autorità Indipendente Amministrativa (AIA), un gruppo di persone competenti in materia giuridica, alla quale le grandi imprese debbano sottoporre i contratti PRIMA di farli firmare.
Migliaia di potenziali cause evitate, più protezione per i consumatori.
Per approfondire clicca qui

Legge 2: Farmaci sfusi, per evitare sprechi

In Usa e in Germania si va in farmacia e si compera esattamente il numero di pasticche che il medico ha prescritto. In questo modo si evita di riempire i cassetti con medicine inutili che dopo un po’ scadono e che possono essere assunte per errore.
Non è solo una questione di sicurezza: evitando di acquistare confezioni esagerate di farmaci e utilizzando quelli sfusi, risparmieremmo non solo noi, ma anche lo Stato. Inoltre diminuirebbero i problemi nello smaltimento di prodotti che, disperdendosi nell’ambiente, contribuiscono a inquinarlo.
Uno studio curato dalla sezione giovani dell’Anaao, l’Associazione dei medici e dei dirigenti del Servizio sanitario nazionale, quantifica in 6mila tonnellate i farmaci che gettiamo ogni anno nella spazzatura.
People For Planet propone di adottare anche in Italia la distribuzione dei farmaci sfusi.
Più salute, meno sprechi e ambiente più pulito.
Per approfondire clicca qui

Legge 3: Filtri anti microfibre, per ridurre l’inquinamento

Il mare si sta riempiendo di microfibre plastiche che si staccano dai tessuti sintetici durante il lavaggio in lavatrice. Pochi sanno che ogni ciclo di lavaggio di 6 kg di capi d’abbigliamento sintetici rilascia nell’acqua fino a 700.000 microfibre di dimensioni tra 1 e 5 mm!
Molte di queste microfibre finiscono nel mare, pesci e molluschi le ingurgitano facendole entrare così nella catena alimentare. Altre finiscono anche nell’acqua che beviamo!
People For Planet propone di rendere obbligatorio il montaggio, sulle lavatrici, di un filtro anti microfibre.
Vestiti puliti e habitat marino tutelato.
Per approfondire clicca qui

Iniziamo da queste 3 leggi. Questo è solo l’inizio. Il buonsenso al potere!

 

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I primi firmatari del Manifesto di People For Planet:

Diego Albertini, Cittadino del mondo
Marco Alfieri, Giornalista
Paolo Astarita, Programmatore
Marco Bachi, Musicista
Alessandra Balduccini, Agronoma
Fabiana Barbati, Cittadina (e imprenditrice agricola)
Stefano Benni, Scrittore
Roberta Bernobi, Terapista
Giovanni Berrino, Cittadino
Mauro Bertuzzi – Agronomo
Roberto Bogon, Responsabile Vendite
Marco Boschini, Coordinatore Associazione Comuni Virtuosi
Amalia Bove, CittadinAeBasta
Davide Calabria, Collaboratore Scolastico (firma per legge 1 e 3)
Gabriella Canova. Scrittrice
Simone Canova, Scrittore
Carlo Cantini, Musicista
Loretta Capra, Pensionata
Maria Carmine Carusone, Pensionata
Sergio Casiraghi, Matematico
Roberto Aseglio Castagnot, Educatore professionale
Giovanni Cavalcabue, Impiegato
Claudio Cianca, Consulente Indipendente
Clelia Ciardulli, Lavoratore nella comunita’, Istruttore di Inglese per stranieri
Raffaele Cioffi, Docente Università Parthenope
Francesca Cocco, Partner innovazione – Knowledge for Business
Maria Cristina Dalbosco, Scrittrice
Felice Del Giudice, Docente
Luigi de Magistris, Sindaco di Napoli
Nino De Miceli, Psicoterapeuta
Marco de Pertis, Ingegnere
Barbara Di Feo, Imprenditrice
Michele Dotti, EducAttore
Maurizio Fauri, Docente Università Trento
Sergio Ferraris, Giornalista
Alessandro Finazzi, Cantante
Jacopo Fo, Attore
Tiziana Freti, Consulente
Franco Fumo, Ingegnere e Agronomo
Carlo Gabardini, Scrittore
Massimiliano Gallo, Direttore de Il Napolista
Vincenza Gambino, Docente di scuola primari
Salvatore Giangreco, Avvocato
Daniela Giosuè, Ricercatrice Università della Tuscia
Antonio Girardo, Psicologo Analista
Peter Gomez, Giornalista
Enrico Greppi, Cantante
Caterina Labate, Impiegata
Claudio Lago
Marco Lamalfa, Impiegato
Daniele La Montagna, Ingegnere
Davide Lanfranco, Operaio
Cristina Leonelli, Docente Università Modena Reggio Emilia
Gad Lerner, Giornalista
Daniele Luttazzi, Scrittore
Alberto Maggi, Teologo
Alessandro Silvio Maria Magistrelli, Studente
Stefania Manetti, Pediatra ACP
Andrea Maraffino, MioBio
Paolo Marazzi, Guida Alpina
Dacia Maraini, Scrittrice
Maurizio Marchetti, Tecnico tv
Neri Marcorè, Attore
Paola Mastrodonato, Persona
Edwin Matta Castillo, Programs & Policy Officer ONU
Alessio Maurizi, Giornalista Radio24
Claudia Mazzola, Docente (precaria) scuola secondaria di I grado
Luca Mercalli, Metereologo (firma per i farmaci sfusi)
Alfredo Messina, Avvocato
Flavio Mobiglia, Educatore e Musicista
Sandro Mogni, Correttore di bozze
Ingy Mubiay, Scrittrice
Giuseppe Nenna, Concept designer, presidente associazione Ditaubi
Alessandro Nutini, Musicista
Vincenzo Olivieri, Dirigente Veterinario ASL
Andrea Orlandini, Musicista
Federico Pacini, Musicista
Sergio Parini, Giornalista
Bruno Patierno, Coordinatore Gruppo Atlantide
Iacopo Patierno, Regista
Carlo Petrini, Fondatore Slow Food
Matteo Piccolo, Impiegato
Maria Paola Pozzi, Insegnante in pensione
Antonio Ricci, Autore TV
Francesco Ricci
Fabio Roggiolani, Cofondatore Ecofuturo Festival
Daghi Rondanini, Ingegnere del suono
Laura Rossetti, Cittadina
Paolo Rossi, Attore
Valerio Rossi Albertini, Fisico CNR
Giuseppe Scuderi, Essere Vivente
A.G. Saño, Street Artist
Cesare Santanera, Imprenditore
Fabio Sasso, Direttore Napolisera.it
Gea Scancarello, Giornalista
Roberto Serpieri, Docente Università Federico II
Andrea Stocchiero, Responsabile policy FOCSIV
Cristiana Talon
Armando Tondo, Grafico
Annalisa Tota, Docente Università Roma 3
Marco Travaglio, Direttore Il Fatto Quotidiano
Romano Ugolini, Imprenditore
Chiara Valentini, Giornalista
Salvatore Zirano, Aspirante libero cittadino

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La tua auto a benzina può diventare elettrica!

Le Buone Notizie di Cacao - Gio, 02/01/2018 - 12:53

Oggi, grazie a un decreto del Ministero dei Trasporti (1 dicembre 2015, n. 219), si può trasformare in elettrica qualsiasi automobile a benzina o diesel. Si chiama “Retrofit elettrico”.
Ecco come funziona…
Continua qui

Ottimo non basta, vogliamo di più

Le Buone Notizie di Cacao - Gio, 02/01/2018 - 12:52

Canicattì, il figlio fa l’esame di terza media e prende “Ottimo”, una media del nove in tutte le materie. E i genitori profondamente delusi ricorrono al Tar per aver riconosciuto al pargolo un dieci e cioè la valutazione “Eccellente”.
Purtroppo il ricorso è stato respinto con la spiegazione: "Come noto, la scuola, nel valutare la preparazione degli alunni, non applica scienze esatte che conducono ad un risultato certo ed univoco, come si verifica ad esempio nei casi di accertamento dell'altezza di un determinato candidato o del grado alcolico di una determinata sostanza - scrivono i giudici nella sentenza - ma formula un giudizio tecnico connotato da un fisiologico margine di opinabilità, per sconfessare il quale non è sufficiente evidenziare la mera non condivisibilità del giudizio, dovendosi piuttosto dimostrare la sua palese inattendibilità".
Insomma, cari genitori, fatevi una birretta e soprattutto una ragione.
(Fonte: Repubblica)

Gesù vende i jeans

Le Buone Notizie di Cacao - Gio, 02/01/2018 - 12:51

Nel 2012 un’azienda di abbigliamento lituana ha usato Maria e Gesù per fare pubblicità ai propri prodotti. Apriti cielo, è intervenuta l’Agenzia Nazionale per la difesa dei diritti dei consumatori lituani e ha multato l’azienda per 580 euro.
A questo punto l’azienda si è rivolta alla Corte europea dei diritti umani che le ha dato ragione.
I togati hanno evidenziato che le pubblicità incriminate "non sembrano essere gratuitamente offensive o profane" e "non incitano all'odio".
La Lituania affermava che la pubblicità è contraria alla morale pubblica, e la Corte Suprema ha risposto che le ragioni a supporto di questa tesi "sono vaghe e non spiegano con sufficiente esattezza perché il riferimento nelle pubblicità a simboli religiosi era offensivo".
Maria che guarda Gesù dicendo: “Gesù, che pantaloni!” e lui tatuato che risponde “Cara Maria, che vestito!” non offendono nessuno.
(Fonte: Corriere.it)

Il Manifesto di People For Planet: i partiti ci ascolteranno?

Le Buone Notizie di Cacao - Gio, 02/01/2018 - 12:50

Siamo in piena campagna elettorale e le liste dei candidati alle prossime elezioni sono ormai ufficiali: i partiti politici dovranno fare i conti anche con la crescente attenzione dei cittadini all’ambiente e all’ecologia.
Tutti hanno quindi scelto di inserire, nei loro programmi, punti dedicati a questi temi, con sezioni più o meno ampie e complete. Ma quanti sono i politici effettivamente sensibili al problema? Quanti e quali sono i partiti disposti a fare in modo che non ci si limiti a dichiarazioni di programma ma si faccia davvero qualcosa di concreto per l’ambiente?
Come risponderanno alla richiesta di aderire al Manifesto di People For Planet?
Parte oggi la campagna per scoprirlo... Seguici su PeopeForPlanet.it!

M’illumino di meno e cammino fino alla luna

People For Planet - Gio, 02/01/2018 - 12:11

Durante le varie edizioni di M’illumino di meno si sono spenti monumenti come la Torre di Pisa, il Colosseo, l’Arena di Verona, palazzi come il Quirinale, il Senato e la Camera, moltissime piazze di paesi e non solo italiani: si è spenta la Tour Eiffel, il Prater di Vienna, il Foreign Office.

In molti ristoranti la sera di M’illumino di meno si cena a lume di candela, nelle scuole si parla di risparmio energetico e nei musei si organizzano visite con le luci al minimo. Molto romantico.

Un gesto simbolico di rispetto alla terra che ci ospita. Un momento per sentirci insieme nel cercare di salvare l’ambiente e sostenere le buone pratiche ecologiche.

In 14 anni sono cambiate moltissime cose. Non ci sono più le lampadine a incandescenza, l’ecologia è entrata nel nostro vivere quotidiano, le auto elettriche sono una realtà sempre più concreta, i pannelli fotovoltaici sono stati installati in moltissime abitazioni ed edifici pubblici e molti governi europei si sono impegnati a ridurre i danni dell’inquinamento atmosferico.

E allora il gruppo di Caterpillar quest’anno dedica M’Illumino di meno alla bellezza del camminare. Come scrivono nel loro sito: “Perché sotto i nostri piedi c’è la Terra e per salvarla bisogna cambiare passo”.

Il 29 gennaio dall’Arena Civica di Parco Sempione a Milano è partita una camminata che entro il 23 febbraio arriverà fino alla Luna. Sono 555 milioni di passi. Mica bruscolini. C’è bisogno di tutti.

In collaborazione con il FAI, Fondo Ambiente Italiano, la redazione di Caterpillar invita: “Venite a camminare con noi, voi che correte al parco la sera, che fate yoga, calcetto o tango. Siamo tutti necessari, anche quelli che camminano solo per andare a comprare il giornale. Sarà la prima trasmissione radiofonica camminata della storia della radio”.

I partecipanti potranno donare le loro camminate quotidiane nel conta-passi del sito ufficiale di Caterpillar: compilando il form ci si impegna a un tot di passi da qui al 23 febbraio.

“L’invito per il 23 febbraio 2018 è spegnere le luci e andare a piedi: una marcia, una processione, una ciaspolata, una staffetta, una maratona o una mezza maratona, un ballo in piazza o un pezzo di strada dietro alla banda musicale del paese. Per le scuole il Piedibus – andare tutti insieme a piedi – per chi va in auto fare un pezzo a piedi.”

E noi di People For Planet siamo con loro: venite a fare due passi? No, non due, 555 milioni di passi! Come dicono a Caterpillar: “Si può fare, a piedi. Per un giorno, il 23 febbraio 2018, pensiamo con i piedi.”

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Il Manifesto di People For Planet e la risposta dei partiti politici

People For Planet - Gio, 02/01/2018 - 08:10

Tutti hanno quindi scelto di inserire, nei loro programmi, punti dedicati a questi temi, con sezioni più o meno ampie e complete. Ma quanti sono i politici effettivamente sensibili al problema? Quanti e quali sono i partiti disposti a fare in modo che non ci si limiti a dichiarazioni di programma ma si faccia davvero qualcosa di concreto per l’ambiente?

Parte oggi la campagna People For Planet per scoprirlo.

Nei prossimi giorni contatteremo le segreterie dei partiti per chiedere la loro adesione al nostro Manifesto prima della tornata elettorale del 4 marzo, per un impegno preciso per un pianeta migliore e centrato sui bisogni dei cittadini. Sarà il nostro modo per far succedere le cose, perché non vogliamo aspettare di sapere cosa è successo ma contribuire a farlo accadere.

Il nostro è un magazine dedicato ai temi dell’ambiente, della sostenibilità, del corretto rapporto tra gli individui e il pianeta e allora è giusto che partiamo da qui e che contiamo chi davvero condivide le nostre battaglie in nome di questi principi.

Le proposte contenute nel Manifesto People For Planet per cui chiederemo l’adesione ai partiti sono:

  • l’istituzione di un controllo preventivo dei contratti standard rivolti al pubblico, per scoprire in anticipo clausole insidiose per i consumatori;
  • l’adozione, anche in Italia, della distribuzione di farmaci sfusi, per evitare sprechi;
  • il rendere obbligatorio il montaggio, sulle lavatrici, di un filtro anti microfibre, per ridurre l’inquinamento delle acque.

Registreremo su queste pagine tutte le risposte, anche le non risposte, perché hanno un valore anche quelle. I nostri lettori saranno informati di quanti davvero hanno a cuore il futuro del pianeta, potranno effettuare scelte di voto più consapevoli e, soprattutto, controllare, dopo le elezioni, che le promesse vengano rispettate e gli impegni mantenuti.

Non molleremo di una virgola il nostro programma. Attenzione, quindi: la caccia è aperta!

PER FIRMARE IL MANIFESTO DI PEOPLE FOR PLANET CLICCA QUI

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Le Buone Notizie di Cacao - Mer, 01/31/2018 - 12:14

Cari amici,
iniziamo da oggi la pubblicazione su Cacao di alcuni dei contenuti del nostro nuovo portale People For Planet. Ne leggerete delle belle!!!

In arrivo le multe per chi cammina troppo veloce
Non è l’idea di un sindaco, ma una provocazione dell’associazione “L’arte di vivere con lentezza”. L’obiettivo è inquinare meno.
«A Milano fermavo chi andava di fretta e lo “sanzionavo” simbolicamente, intervistandolo sul suo rapporto col tempo», ricorda Bruno Contigiani, fondatore di “L’arte del vivere con lentezza”, associazione nata nel 2005. Obiettivo: promuovere stili di vita che rispettino persone e ambiente.
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Benvenuti al Museo della Merda (VIDEO)
Intervista a Gianantonio Locatelli, fondatore del Museo della Merda di Gragnano Trebbiese, sul biogas. Cos’è il biogas, da cosa si produce, come si può utilizzare?
Guarda qui i video

3 dispositivi indossabili che sicuramente desideri!
Calzini intelligenti, reggiseno che twitta, braccialetti che ti dicono quanto sei pigro. Tre dispositivi indossabili che non possono mancare nel guardaroba tecnologico.
Continua a leggere qui