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People For Planet: guerriglia comica contro le follie del mondo

People For Planet - Lun, 01/28/2019 - 23:12

Abbiamo dimostrato che gli ospedali italiani consigliano illegalmente il consumo di latte in polvere alle puerpere. E abbiamo consegnato al Ministero della Sanità e all’autorità giudiziaria la nostra documentazione.

Abbiamo realizzato un’inchiesta, raccogliendo la testimonianza di ricercatori e primari ospedalieri, che dimostra che i batteri che vivono nelle nostre case e sui nostri indumenti sono la nostra prima difesa contro virus e batteri patogeni. Al contrario di quel che sostiene la pubblicità i disinfettanti per la casa provocano ogni sorta di malanni sopratutto per i bambini. Con i Pink Bloc, come i Black Bloc ma più gentili, abbiamo assediato la sede di Unilever danzando sonate d’amore di Chopin.

Abbiamo poi realizzato una serie di azioni comiche e video per indurre Ferrovie dello Stato ad amare di più i viaggiatori. E visto che anche loro non sembrano voler cambiare strategia andremo avanti con altre iniziative.

Dodici mesi fa annunciammo la nascita di un nuovo portale di informazione nato per raccontare i fatti ma anche per farli succedere. Lo stiamo facendo!

Lanciammo 3 campagne. La prima, sulle medicine vendute sfuse in farmacia ha raggiunto il bersaglio con il piano del Ministero della Sanità per riformare la governance farmaceutica del dicembre 2018, che prevede la dispensazione di farmaci con un numero di dosi personalizzate. È iniziato il percorso per rendere realtà in Italia quel che già succede in Usa, Germania, Francia, Svizzera.

La seconda campagna riguardava le plastiche e le microplastiche e la necessità di munire le lavatrici nuove di filtri che blocchiamo le microfibre che si staccano dai tessuti. Su un progetto analogo sta ora lavorando il Cnr di Pozzuoli, che sta studiando dei filtri per ridurre drasticamente il rilascio di microfibre ad ogni lavaggio.
Sul tema delle plastiche in mare il movimento ecologista ha realizzato una grande informazione. Per ora abbiamo ottenuto la riduzione dei consumi di sacchetti e delle confezioni. In molte mense pubbliche i contenitori di plastica sono stati aboliti.
E finalmente anche le micro sfere plastiche contenute in dentifrici e creme esfolianti in Italia saranno fuori legge dal 2020.

La terza campagna riguarda la creazione di un ente di controllo sui contratti che le grandi aziende stipulano con i clienti. Questa autorità dovrà garantire che non contengano clausole vessatorie e in caso agirà direttamente. Si eviteranno così almeno 300 mila cause per risarcimenti intentate da singoli cittadini.
E su questo obiettivo non abbiamo ancora ottenuto risultati ma siamo riusciti a far crescere la consapevolezza del problema.

Compiamo un anno, siamo un portale che ogni giorno raccoglie, verifica e rilancia le notizie più importanti su ecologia, solidarietà e arte. Realizziamo inchieste approfondite su argomenti scientifici e tecnologici. Abbiamo prodotto oltre 150 video.
E questo è solo l’inizio.

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Meglio con… o senza?

People For Planet - Lun, 01/28/2019 - 14:04

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Smog, la polvere degli pneumatici inquina come i gas di scarico

People For Planet - Lun, 01/28/2019 - 11:52

La polvere microscopica generata dal consumo degli pneumatici, freni e asfalto e dal loro risollevamento, è responsabile dell’inquinamento da traffico automobilistico quanto l’emissione dei gas di scarico. La polvere che rilasciano sulle strade è altrettanto dannosa, perché contiene un mix di sostanze chimiche tossiche e cancerogene, che possono causare malattie cardiovascolari e respiratorie nelle aree fortemente trafficate, soprattutto nei bambini e negli anziani, che sono la popolazione più vulnerabile.

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Prostatite solidale

People For Planet - Lun, 01/28/2019 - 10:06

Hanno proposto l’acquisto di pastiglie galleggianti da buttare nel wc prima di iniziare a fare pipì.

Poi con il getto dell’urina bisogna cercare di colpire la pallina galleggiante che a contatto con l’acido urico diventa effervescente. Vinci se riesci a scioglierla completamente. Ho ordinato via web una confezione di queste palline prostatiche e sono veramente divertenti. Peccato che costino un botto.

Lo scopo dei medici inglesi non è in effetti quello di convincere milioni di maschi a svenarsi economicamente per rifornirsi di palline. L’idea era di lanciare un messaggio curioso e virale per far circolare l’idea di fondo che è rivoluzionaria.

Esiste una stretta relazione tra i disturbi alla prostata e quel che pensi mentre fai pipì: se stai mirando a qualche cosa mentre urini ci metti l’intenzione, quindi mobiliti la parte del cervello che controlla la minzione e impegni i muscoli della vescica per rendere più potente il getto e quindi alleni questi muscoli, li tonifichi, migliorando così la circolazione del sangue… Si tratta di una serie di azioni muscolari e mentali che cambiano “l’intenzione urinaria” il che riduce l’ipertrofia prostatica e il numero di volte che ti devi alzare di notte per fare pipì.

Non si tratta di ottenere la piena guarigione, certo, ma si ottiene un sensibile miglioramento.

Quindi cari maschi dateci dentro, si possono usare palline di carta igienica, mozziconi di sigarette, all’aperto si può allenarsi a pisciare più lontano (mai controvento!) oppure colpire un filo d’acqua che sgorga da un impianto dall’irrigazione. Qualunque bersaglio va bene.

Che la forza pisciante sia con te!

Condividi con noi le tue esperienze nella cura della prostatite postando il tuo racconto nello spazio dei commenti a questo articolo.

PS
Vedi i link qui sotto dove trovi esercizi utili anche per la prostatite
Emorroidi Solidali (respirazione corretta e rilassamento di lingua e labbra)
Cistite solidale (respirazione corretta e rilassamento mandibolare)
Muscoletti vaginali solidali (esercizi del pubococcigeo)

PPS
Una serie di malanni hanno spesso come causa primaria o concausa un uso errato della muscolatura. Contrazioni o collassamenti muscolari provocano cattiva circolazione e quindi cattiva nutrizione delle cellule e possono poi dare origine a infiammazioni e addirittura favorire l’instaurarsi di infezioni, danni articolari, crolli del derma eccetera.
Mal di schiena, mal di testa, cistiti, emorroidi, dolori mestruali, incontinenza dopo la menopausa, gastrite, sono tra i malanni che spesso vedono il modo di muoversi e respirare e la postura tra le cause scatenanti.

Prossimamente:
Mal di schiena solidale

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La BCE fa un regalo ai cittadini vessati dalle banche

People For Planet - Lun, 01/28/2019 - 01:50

Non è istigazione a delinquere. E’ un consiglio per difendersi dagli abusi bancari

Ci si preoccupa giustamente per il futuro delle banche, ma nessuno esulta per il regalo – consegnato indirettamente (e forse inconsapevolmente) – ai cittadini o imprese, che finora (e da ora) non hanno potuto restituire i soldi ricevuti in prestito dalle banche. Le quali, però, hanno perpetrato abusi (usura, anatocismo e altre irregolarità) nei loro confronti.

La lettera inviata, infatti, dalla Bce a Monte Paschi Siena (e a tante altre banche) ha imposto agli istituti di credito di aumentare gli accantonamenti sui crediti problematici, fino a svalutarli totalmente in un arco pluriennale predefinito (otto anni). In tal modo i bilanci già disastrati delle banche italiane sarebbero messi a dura prova sul piano della consistenza patrimoniale, necessitando quindi – secondo una stima di Mediobanca Securitiesé – di ulteriori 15 miliardi di capitale!

Ma possiamo per una volta, invece, fregarcene delle banche e sostenere che tale misura, se tecnicamente seguita da professionisti esperti del settore, può risultare determinante per risolvere (anche in questo caso forse inconsapevolmente) il problema degli imprenditori e dei cittadini – che, sebbene vessati dalla banche, vogliono comunque arrivare a una transazione per il rimborso, ripulirsi delle macchie bloccanti presenti nelle banche dati (Centrale Rischi, Crif, Experian, ecc) e ripartire con la possibilità di accedere al mercato del credito?

E inoltre, diciamolo con estrema trasparenza senza aver paura di vederci scomunicare dalla comunità dei buonisti formali, mai come in questo caso la tanto vituperata lentezza della nostra giustizia civile per arrivare a una sentenza definitiva (mediamente sette anni) è manna caduta dal cielo per chi avvia un’azione giudiziaria contro la banca per vedersi riconosciuto l’indebito percepito e fare una transazione.

Questo combinato disposto (magistratura lenta e disposizioni della Bce) ci permette di fornire ai tanti debitori qualche consiglio utile e di carattere generale su come affrontare una situazione di criticità, soprattutto in relazione a quelle condizioni limite in cui, ignari delle vessazioni subite, ci si sente come stritolati dalle spire di un sistema che non lascia respiro e si teme di “perdere tutto”.

Alla banca si possono (e si devono) contestare tutte le probabili irregolarità formali. Nell’immaginario collettivo si è ormai consolidata la consapevolezza che gli abusi delle banche sono l’usura e l’anatocismo, ma nella contrattualistica relativa al finanziamento concesso sono presenti tante altre irregolarità. Che significa “contestare”? Innanzitutto occorre fare una perizia econometrica per accertarsi che la banca abbia degli scheletri nell’armadio, ma occhio ai truffatori in giro.

Dopodiché sarebbe opportuno per il debitore, benché le banche siano molto lente nell’azione di recupero, non attendere troppo le altrui mosse, ma partire in anticipo e convenire prontamente la banca in giudizio per ottenere l’accertamento negativo di una parte del credito vantato dalla banca. L’azione giudiziaria in ogni caso congela qualsiasi tipo di atto restrittivo della banca, che ha tutto l’interesse a non allungare troppo la durata del contenzioso per non azzerare completamente il valore del suo credito. A questo punto l’esperienza maturata in questo settore mi consente di affermare che la percentuale di successo per una transazione mooolto vantaggiosa per il debitore è quasi del 100%!

Cerchiamo di fare chiarezza con un esempio: un imprenditore ha ricevuto un prestito di 100 denari da una banca, ne ha restituito solo una parte (10 denari) e ora non riesce più a rimborsare quanto ancora dovuto (90 denari). Inizia un contenzioso con la banca, che da quel momento ha otto anni di tempo per portare a casa quanto più possibile. Nel frattempo, in base a una perizia econometrica sui rapporti di finanziamento, il debitore si accorge di essere stato abusato e avvia un’azione giudiziale per accertamento negativo del debito.

A questo punto, indipendentemente dai tempi e dall’esito della vertenza, la banca ha l’obbligo di iscrivere ogni anno in bilancio il “costo dell’accantonamento”, e cioè della previsione di perdita, che potrebbe essere – a puro titolo di esempio, perché le percentuali per i primi anni sono molto più alte – il 15% di 90 (quanto deve ancora restituire). Cioè circa 14 denari all’anno. Quindi al termine di ogni anno la banca, visto che ha già spesato quella perdita, si accontenterebbe anche di 76 denari dopo il primo anno, 62 denari dopo il secondo anno, 48 denari dopo il terzo anno, solo 34 denari dopo il quarto anno e cosi via, fino ad azzerare il valore dell’importo recuperabile.

Per non lasciarsi coinvolgere in questo stillicidio di ulteriori costi (legali, professionali e di immagine), la banca avrebbe (e infatti ormai sono tutte costrette a farlo) la possibilità di offrire il credito a una società di recupero, che mediamente lo compra a un prezzo pari all’11-12% del credito e poi propone al debitore una transazione a “saldo e stralcio” tra il 25% e il 40% della debitoria.

In entrambi i casi il debitore, sempre che abbia portato in giudizio la banca e benefici quindi dei tempi sudamericani della nostra giustizia, può aspettare il “congruo” tempo per avviare una transazione vantaggiosa. In soldoni, se al termine del quarto anno il debitore offre 35 denari alla banca o alla società di recupero, queste ultime accettano la proposta. Esultate, debitori vessati, ma muovetevi!

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“Non siamo pesci”: l’appello promosso da Luigi Manconi e Sandro Veronesi

People For Planet - Lun, 01/28/2019 - 01:25

Luigi  Manconi (sociologo, giornalista e senatore del PD) e Sandro Veronesi (scrittore) lanciano un appello con cui chiedono di istituire una commissione di inchiesta sulle stragi nel Mediterraneo e di realizzare una missione in Libia perché “non possiamo e non vogliamo essere complici di questa strage”

Questo il testo:

«Non siamo pesci»: così Fanny, fuggita da un conflitto armato in Congo e per 19 giorni a bordo della nave Sea Watch.
«Non riuscirò più a parlare tra poco perché sto congelando. Fate presto», così l’ultima telefonata giunta al numero di Alarm Phone dal barcone con circa 100 persone a bordo, al largo di Misurata, domenica scorsa.

«Non ho bisogno di essere sui notiziari, ho bisogno di essere salvato», così l’ultima risposta che uno dei 100 naufraghi lascia ad Alarm Phone.

La ripetizione di questi «non» porta in superficie quel che una semplice cronaca di quanto avvenuto nel Mar Mediterraneo nel corso delle ultime ore non riesce più a far percepire. I fatti sono questi: qualche giorno fa, in una manciata di ore, hanno perso la vita nelle acque del Mediterraneo 170 tra migranti e profughi. Quarantasette sono stati tratti in salvo dall’organizzazione non governativa Sea Watch e circa 100 sono stati raccolti dal cargo battente bandiera della Sierra Leone e avviati verso il porto di Misurata dove, prevedibilmente, saranno reclusi in uno dei centri di detenzione, legali o illegali, della Libia. Centri dove, secondo i rapporti delle Nazioni Unite e di tutte le agenzie indipendenti, si praticano quotidianamente abusi, violenze, stupri, torture. Intanto, l’imbarcazione Sea Watch 3 è destinata a ripercorrere quel doloroso e drammatico itinerario che già l’ha portata a cercare invano un porto sicuro per ben 19 giorni.

Ciò che emerge è il deprezzamento del senso e del valore della vita umana. Sea Watch, va ricordato, è l’unica Ong oggi presente nel Mar Mediterraneo, ormai privo di qualsiasi presidio sanitario, di soccorso e di protezione dei naufraghi. Altro che fattore di attrazione per i flussi migratori, altro che «alleati degli scafisti» o «taxi del mare»: le navi umanitarie, le poche rimaste, salvano l’onore di un’Europa che dà il peggio di sé e si mostra incapace persino di provare vergogna.

Vogliamo dare voce a un’opinione pubblica che esiste e che di fronte a una tale tragedia chiede di ripristinare il rispetto delle leggi e delle convenzioni internazionali, e soprattutto del senso della giustizia. A cominciare con il consentire alle navi militari e alle Ong che salvano le vite in mare di poter intervenire.

E a chi finge di non conoscere le condizioni di quanti – grazie anche a risorse e mezzi italiani – vengono riportati nei centri di detenzione libici, chiediamo di fare chiarezza sul comportamento e sulle responsabilità della guardia costiera libica. E sulle cause dei più recenti naufragi, come quello che ha causato, in ultimo, la morte di 117 persone, rendendo pubblici documenti, comunicazioni e video relativi.

A questo fine chiediamo al Parlamento di istituire una commissione di inchiesta sulle stragi nel Mediterraneo e di realizzare una missione in Libia. Chiediamo inoltre al Governo di offrire un porto sicuro in Italia alla Sea Watch, che sabato scorso ha salvato 47 persone, senza che si ripeta l’odissea vissuta a fine dicembre davanti a Malta. E ricordiamo a tutti gli Stati europei che la redistribuzione dei migranti si fa a terra e non in mare.

Per questo, lunedì 28 gennaio ci ritroveremo dalle ore 17.00 a piazza Montecitorio, a Roma.

Non possiamo e non vogliamo essere complici di questa strage.

Per aderire scrivere a nonsiamopesci@gmail.com. L’elenco completo dei sottoscrittori verrà pubblicato su abuondiritto.it

 

Per approfondire vi segnalo due bellissimi articoli apparsi su Vita.it. Il primo è di Luca Doninelli: “I porti chiusi sono la negazione dei principii fondamentali della nostra civiltà” e l’altro di Pietro Piro “Chi è il mio prossimo? Rileggendo Martin Luther King e Francis Hallé

Da quest’ultimo mi piace riprendere questa frase di Martin Luther King:

“Una delle più grandi tragedie del lungo viaggio dell’uomo sulle vie della storia è stata la limitazione del prossimo alla tribù, alla razza, alla classe e alla nazione. […] Una miopia spirituale limita la nostra visione agli accidenti esterni: vediamo gli uomini come giudei o gentili, cattolici o protestanti, cinesi o americani, neri o bianchi, non pensiamo a loro come a esseri umani simili a noi, fatti della nostra stessa sostanza fondamentale, modellati sulla stessa immagine divina […] Il buon prossimo guarda oltre gli accidenti esterni e scorge quelle qualità interiori che rendono tutti gli uomini umani e, perciò, fratelli (pp. 11-14).

Conclude Piro: “Abbiamo di bisogno di acqua pulita, di aria buona, di cibo fresco, di rapporti sereni, di vicinanza e di parentela. Di accoglienza, di rispetto, di solidarietà. Abbiamo bisogno di sapere che non siamo soli di fronte all’indifferenza del mondo. Abbiamo bisogno di sapere che se naufraghiamo qualcuno verrà a salvarci. Indipendentemente dal colore della nostra pelle o dal porto da cui siamo partiti. Perché è la speranza dell’accoglienza che ci mette in cammino ed è proprio questa speranza di trovare altrove “buona terra” che ha permesso all’umanità di sopravvivere.
Chi non comprende che salvare un naufrago significa salvare tutta l’umanità, il suo “principio speranza”, non ha ancora capito nulla. Dovrebbe sedersi sotto un grande albero e ascoltare il canto glorioso delle foglie quando si donano alla luce. Ma forse non capirebbe ancora.”

 

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Riciclo creativo a Ecomondo 2018 (Photogallery)

People For Planet - Lun, 01/28/2019 - 01:16
Luigi Adduci, Firenze. Materiali utilizzati: bancali, braccioli carrozze treno, cappelli del personale delle ferrovie, cellophane

Luigi Adduci, Firenze. Materiali utilizzati: bancali, braccioli carrozze treno, cappelli del personale delle ferrovie, cellophane

Monica Lopez Oliva, Vincent van Gogh. Materiali utilizzati: tessuto arrotolato, lacci di scarpa, tessuto sintetico, pelle, bottoni, velluto

Monica Lopez Oliva, Vincent van Gogh. Materiali utilizzati: tessuto arrotolato, lacci di scarpa, tessuto sintetico, pelle, bottoni, velluto

Beatrice Beneforti, Jimi Hendrix. Materiali utilizzati: bottiglie di vetro sbriciolate, rame, ottone e accessori di calzaturifici

Beatrice Beneforti, Jimi Hendrix. Materiali utilizzati: bottiglie di vetro sbriciolate, rame, ottone e accessori di calzaturifici

Gruppo Freeshout, Lunapark. Materiali utilizzati: cofano di fiat 500, cofano di fiat 126, poggiatesta e cerchioni auto

Gruppo Freeshout, Lunapark. Materiali utilizzati: cofano di fiat 500, cofano di fiat 126, poggiatesta e cerchioni auto

Foto di Angela Prati e Amando Tondo, Fiera Ecomondo 2018, Rimini.

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Cosa significa “Cibo sostenibile”?

People For Planet - Sab, 01/26/2019 - 23:48

Per la produzione di 1 kg di carne bovina sono necessari 15.500 litri di acqua. Le produzioni intensive inquinano e richiedono enormi quantità di risorse. Ne parliamo con la Dottoressa Melissa Finali, Biologa Nutrizionista.

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L’ambasciatore anti-plastica: “Dieci passi per salvare il mare”

People For Planet - Sab, 01/26/2019 - 08:38

DAVOS – Un anno fa Peter Thomson postò una foto di una confezione di plastica con una scritta giapponese che era finita su una magnifica spiaggia della Nuova Zelanda. E scrisse che quell’insidioso, indistruttibile oggetto aveva “viaggiato per mille chilometri”. Anche se siamo abituati a foto peggiori, alle famose isole di plastica del Pacifico, a paesaggi ricoperti di rifiuti, è importante che Peter Thomson abbia dichiarato guerra alla plastica nei mari. L’ambasciatore delle Fiji è diventato nel 2017 il primo inviato speciale per l’Oceano all’Onu, insomma il primo “lobbista dei mari” alle Nazioni Unite. Un ruolo che l’attuale segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, gli ha cucito addosso proprio per il suo rinomato impegno per salvare i mari dall’inquinamento, dai cambiamenti climatici, dalla pesca di frodo.

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Monopattini elettrici: ora la norma c’è. Via libera alla sperimentazione

People For Planet - Sab, 01/26/2019 - 01:49

Da poco Ford ha acquisito Spin, un’azienda che produce monopattini elettrici e gestisce un servizio di sharing senza basi fisse in 9 città e americane e campus universitari. https://www.agi.it/economia/mobilita_monopattini_elettrici_ford-4612024/news/2018-11-13/ .

Volvo Car Italia include una ebike pieghevole e un monopattino elettrico nelle formule del servizio in abbonamento “Care by Volvo”. https://volvocaritalia.carebyvolvo.it  Secondo dati Legambiente, in Italia sono stati stati venduti circa 45mila monopattini elettrici nel solo 2017.

E’in corso una vera rivoluzione per la mobilità alternativa. Purtroppo però in Italia si procede lentamente e il motivo è che finora è mancata una legge. Il Codice della Strada ignora i monopattini elettrici e soltanto ora un emendamento alla manovra permette di avviare ufficialmente le sperimentazioni dei servizi di sharing.

Leggeri, agili, economici: i monopattini elettrici piacciono a tutti!

I vantaggi di spostarsi su un mezzo alternativo o complementare sono evidenti e molteplici, in particolare se correliamo il monopattino elettrico come soluzione nel cosiddetto ultimo miglio, quando le persone scendono da altri mezzi di trasporto e si ritrovano in stazioni ferroviarie, parcheggi di interscambio e aree simili con la necessità di dover arrivare a destinazione – ufficio, casa, fabbrica – in maniera rapida, economica ed ecologica. Sono mezzi leggeri, pesano meno di 12 chili, raggiungono al massimo i 25 chilometri all’ora, hanno un’autonomia di circa 30 chilometri e sono economici. Ovviamente richiedono una certa abilità o abitudine di utilizzo e non consentono di portare borse pesanti o pacchi, ma nelle grandi città in cui il tragitto casa-lavoro è spesso un’odissea potrebbero essere una valida alternativa.

Lo dimostra il fatto che, nonostante la mancanza di un quadro normativo che autorizza le sperimentazioni, queste siano partite ugualmente. Basti pensare a Milano, dove la startup Usa di sharing Helbiz si è attivata e ha raccolto l’entusiasmo di moltissimi cittadini, che hanno subito scaricato l’app e provato il servizio. Intanto però a Palazzo Marino erano rimasti in attesa che dal ministero dei Trasporti arrivasse un’omologazione dei monopattini pensati per circolare sulle strade cittadine e hanno dovuto fermare il bando di affidamento del servizio.

Le grandi città del mondo hanno già servizi di noleggio attivi

Di società che potrebbero produrre o gestire un servizio simile ne esistono molte, il settore è in fermento. Due anni fa negli Stati Uniti sono nate le 3 start up Lime, Bird e Spin. La prima oggi è presente anche in 6 città europee, la seconda è presente anche a Parigi, Vienna, Bruxelles, Zurigo, Tel Aviv e Città Del Messico (forse presto anche in Italia), mentre Spin per ora è presente solo negli Usa. Si scarica un’app, ci si registra, si paga tutto online e, volendo, arriva a casa anche un casco (non obbligatorio comunque). Noleggiare un monopattino elettrico costa 15-20 centesimi al minuto, più una cifra fissa a noleggio (un euro circa).

Negli Usa, Lime, Uber e Lyft hanno offerto corse gratuite o a tariffa agevolata sui monopattini elettrici a chi il 6 novembre si è recato alle urne e ha così goduto di un’alternativa al solito percorso cittadino tra traffico e smog.

In Italia arriva solo adesso la regolamentazione normativa tanto attesa

Questo nuovo impulso alla micromobilità sembra molto vantaggioso e molto ecofriendly, per giunta il 40% degli italiani sarebbe interessato a provare quest’alternativa (sondaggio Lorien Consulting – Legambiente). Incentivare la micromobilità in Italia (o quanto meno non penalizzarla) aiuterebbe a ridurre l’inquinamento nelle nostre città, ma finora – incredibile ma vero – a mancare è stato un quadro normativo chiaro. Il nostro codice della strada non fa riferimento ai monopattini elettrici e la storia si è fermata.

Ora però un emendamento alla manovra, approvato in commissione Bilancio alla Camera, dà il via libera alla “sperimentazione nelle città della circolazione su strada di veicoli di mobilità personale a propulsione prevalentemente elettrica come segway, hoverboard e monopattini”. Manca ora il decreto del ministro dei Trasporti che delinei le regole attuative e tutti gli strumenti che renderanno concreta la sperimentazione.

Luciano Nobili (Pd), che ha proposto l’emendamento, in realtà ammette già che avremmo potuto fare di più: la sperimentazione è necessaria per rendersi conto di quali mezzi siano adeguati e per fissare dei limiti (ora ad esempio occorre indossare un casco), ma intanto avremmo potuto investire 25 milioni l’anno dal 2019 al 2023 che alla fine non sono stati destinati a questa microrivoluzione (https://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2018-12-04/manovra-autorizzata-sperimentazione-citta-segway-hoverboard-e-monopattini-193425.shtml?uuid=AEPXE3sG)

Immagine di Armando Tondo

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Inquinamento senza confini

People For Planet - Ven, 01/25/2019 - 23:25

Mentre i politici inglesi discutono ancora di come realizzare la Brexit, alcuni giornalisti della tv nazionale britannica BBC si sono concentrati sui confini dell’inquinamento, e hanno chiesto agli scienziati del programma di osservazione satellitare Copernicus di realizzare una mappatura che mostrasse come si muove il biossido di azoto nell’atmosfera europea in una settimana-tipo, tra il 5 e il 10 gennaio.

Il risultato si può vedere molto bene qui.

Come è facile intuire, questo gas, prodotto in conseguenza alla combustione dei veicoli e delle attività industriali, si comporta come tutti gli altri gas in atmosfera e si sposta liberamente, senza “rispetto”per i confini nazionali. Si vede dalla prima occhiata come nasca dalle zone più densamente popolate, dalle grandi città e distretti produttivi, e poi si muova.

Come spiegano gli stessi scienziati alla BBC, questo gas è più pesante dell’aria, e quindi si sposta sempre vicino al suolo. Per questo motivo rimane facilmente “intrappolato” da avvallamenti e catene montuose, unico confine che rallenta la sua corsa.

Nell’animazione le zone bianche sono quelle a più alta concentrazione di biossido di azoto e, come sottolinea lo stesso servizio della BBC, si vede bene come le Alpi in Italia aiutino ad “intrappolare”le emissioni generate in Pianura Padana, rendendola una delle zone più inquinate d’Europa.

Il biossido di azoto è un inquinante che provoca diversi tipi di problemi, alle mucose, ai polmoni e alla salute dell’uomo in generale, ma anche alla crescita delle piante, è anche corrosivo per i metalli e grazie alle precipitazioni contribuisce al deterioramento degli edifici.

 

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Inquinamento senza confini

People For Planet - Ven, 01/25/2019 - 16:32
Mentre i politici inglesi discutono ancora di come realizzare la Brexit, alcuni giornalisti della tv nazionale britannica BBC si sono concentrati sui confini dell’inquinamento, e hanno chiesto agli scienziati del programma di osservazione satellitare Copernicus di realizzare una mappatura che mostrasse come si muove il biossido di azoto nell’atmosfera europea in una settimana-tipo, tra il 5 e il 10 gennaio. Il risultato si vede molto bene qui. Come è facile intuire, questo gas, prodotto in conseguenza alla combustione dei veicoli e delle attività industriali, si comporta come tutti gli altri gas in atmosfera e si sposta liberamente, senza “rispetto”per i confini nazionali. Si vede dalla prima occhiata come nasca dalle zone più densamente popolate, dalle grandi città e distretti produttivi, e poi si muova. Come spiegano gli stessi scienziati alla BBC, questo gas è più pesante dell’aria, e quindi si sposta sempre vicino al suolo. Per questo motivo rimane facilmente “intrappolato” da avvallamenti e catene montuose, unico confine che rallenta la sua corsa. Nell’animazione le zone bianche sono quelle a più alta concentrazione di biossido di azoto e, come sottolinea lo stesso servizio della BBC, si vede bene come le Alpi in Italia aiutino a “intrappolare” le emissioni generate in Pianura Padana, rendendola una delle zone più inquinate d’Europa. Il biossido di azoto è un inquinante che provoca diversi tipi di problemi, alle mucose, ai polmoni e alla salute dell’uomo in generale, ma anche alla crescita delle piante, è anche corrosivo per i metalli e grazie alle precipitazioni contribuisce al deterioramento degli edifici.
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Party For Planet: 1 febbraio 2019 a Milano!

FrancaRame.it - Ven, 01/25/2019 - 10:53

 

Buon compleanno People For Planet! Vi aspettiamo per festeggiare alla Palazzina Liberty Dario Fo e Franca Rame di Milano!

Per festeggiare il suo primo anno di vita, People for Planet, il magazine digitale del Gruppo Atlantide, invita tutti a Milano al Party for Planet!
L’appuntamento è per venerdì 1° febbraio alla Palazzina Liberty Dario Fo e Franca Rame dalle 17,30 alle 22,00.
L’evento è con il Patrocinio del Comune di Milano.
Riuniremo sotto lo stesso tetto ospiti, amici, supporter, lettori e tutti coloro che hanno a cuore i temi ai quali il magazine è dedicato: ambiente, sostenibilità, corretto rapporto tra gli individui e il pianeta. L’atmosfera sarà quella di una festa di compleanno, ma ci ritaglieremo degli spazi per discutere, insieme ad esperti ed istituzioni, quali soluzioni e comportamenti ci permetteranno di cambiare in meglio le nostre città per renderle più smart, meno inquinate e a misura di cittadino. E noi stiamo già cambiando le cose!

Ad aprire la serata sarà Jacopo Fo, direttore creativo di People for Planet, che con un ricordo personale e inedito ci farà immergere ancora più a fondo nello splendido scenario che fa da cornice alla serata: torneremo indietro nel tempo e ricorderemo insieme l’”Aria che tirava” alla Palazzina Liberty ai tempi di Dario Fo e Franca Rame, a cui è stata poi intitolata.
Seguirà una speciale interpretazione dell’attrice Lucia Vasini, che porterà in anteprima sul palco del Party for Planet un brano dello spettacolo “Mistero Buffo – Parti Femminili“.

E oggi “Che aria tira”?
Ne parleremo durante il primo dibattito della serata, moderato dal direttore editoriale di People for Planet, Sergio Parini, e dedicato al tema della qualità dell’aria.
Discuteremo delle strategie di contrasto allo smog, di casi particolari come quello di Milano, dove in questi giorni scatterà l’Area B, la più grande zona a traffico limitato d’Italia, approfondiremo il tema della smart mobility, alla luce anche di alcuni dati recenti e di quanto previsto dalla normativa Ue in tema di riduzione delle emissioni. In Europa 3,9 mln di persone vivono in zone in cui vengono superati contemporaneamente e regolarmente i limiti dei principali inquinanti dell’aria (Pm10, biossido di azoto e ozono). Di queste persone, 3,7 mln, circa il 95%, vive nel Nord Italia. Sono i dati dell’ultimo rapporto sulla qualità dell’aria stilato dall’Agenzia Ue per l’ambiente. L’Italia è al secondo posto in Europa per morti per Pm2.5 – le vittime sono 60.600 – e al primo posto per le morti da biossido di azoto (20.500) e da ozono (3.200). Esperti e scienziati ci aiuteranno a comprendere meglio la situazione attraverso dimostrazioni pratiche, mentre gli “addetti ai lavori” ci mostreranno invenzioni e soluzioni concrete già esistenti. Al Party for Planet potrete scoprire grazie a Mobility R-Evolution come le auto a benzina possano essere trasformate in elettriche (auto d’epoca comprese!) e scoprirete come funziona il vaso smart di Wiseair per monitorare la qualità dell’aria in maniera “capillare e condivisa”.

La seconda parte della serata vedrà poi protagonisti realtà e personaggi che People For Planet ha avuto il piacere di conoscere, intervistare e raccontare durante il suo primo anno online. Il secondo dibattito si svolgerà con la formula “TED talks”, in cui tutti avranno a disposizione uno spazio di tempo uguale durante il quale potranno presentare se stessi e la propria attività.
Tra i partecipanti, Music of the Plants, inventori di un dispositivo che registra la resistenza elettrica delle piante e la trasforma in musica, e Bamboo Bicycle Club, che insegna alle persone a costruire la propria bicicletta in bambù.

Infine, spazio alla musica di Capone & BungtBangt! Aprite bene le orecchie… ma anche gli occhi, perché i loro strumenti sono autocostruiti con parti di oggetti riciclati, aspirapolvere compreso!

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Argomento: people for planetAnno: 2019
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Mario Pirovano porta in scena MISTERO BUFFFO presso l'Istituto Italiano di Cultura di Colonia (Germania)

FrancaRame.it - Ven, 01/25/2019 - 10:39

Il 1° Febbraio 2019 alle ore 19.00 presso l'Istituto Italiano di Cultura di Colonia in Germania Mario Pirovano porta in scena "Mistero Buffo" di Dario Fo e Franca Rame. In occasione dei 50 anni dalla prima, che ricorrono nel 2019, Mario Pirovano reciterà i monologhi originari di Mistero Buffo arricchendo la performance con alcuni dei pezzi che hanno reso questo spettacolo famoso in tutto il mondo.

Nell’ambito del convegno "Dario Fo", organizzato dall'Istituto Italiano di Cultura in collaborazione con l'Università di Bonn in occasione della mostra "Dario Fo a Colori", verrà rappresentato un classico della produzione teatrale Fo-Rame, lo spettacolo "Mistero Buffo", interpretato dal noto attore e regista italiano Mario Pirovano. Dal 1983 Pirovano fa parte della compagnia teatrale di Dario Fo e Franca Rame, di cui è stato allievo. Recitando monologhi originali da “Mistero Buffo”, l’artista riesce a far rivivere l’atmosfera schietta del teatro di Dario Fo. Si tratta di una commedia umanistica di stampo grottesco-satirico, che è allo stesso tempo teatro epico, ispirato a storie bibliche. Le narrazioni infondono compassione nei confronti dei perdenti ed espongono i potenti al ridicolo.

Lo spettacolo verrà rappresentato in lingua italiana.
Ingresso gratuito.

 

Argomento: Compagnia Teatrale Fo Rame - C.T.F.R. - Tutti gli spettacoli e gli EventiAnno: 2019
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Mario Pirovano porta in scena "Lu Santo Jullare Françesco" di Dario Fo. Due imperdibili date in Piemonte

FrancaRame.it - Ven, 01/25/2019 - 10:37
Mario Pirovano e "Lu Santo Jullare Françesco" vi aspettano in Piemonte con due imperdibili date!

- 24 gennaio 2019, ore 21:00, presso il Teatro Civico Garybaldi di Settimo Torinese, Via Partigiani 4, Settimo Torinese (TO)

- 25 gennaio 2019, ore 21:00, presso il Teatro Civico Caraglio, via Roma 124, Caraglio (CN)

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Prodotto e distribuito da C.T.F.R. srl 

Argomento: Compagnia Teatrale Fo Rame - C.T.F.R. - Tutti gli spettacoli e gli EventiAnno: 2019
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Party For Planet: 1 febbraio 2019 a Milano!

Il blog di Dario Fo - Ven, 01/25/2019 - 10:33

 

Buon compleanno People For Planet! Vi aspettiamo per festeggiare alla Palazzina Liberty Dario Fo e Franca Rame di Milano!

Per festeggiare il suo primo anno di vita, People for Planet, il magazine digitale del Gruppo Atlantide, invita tutti a Milano al Party for Planet!
L’appuntamento è per venerdì 1° febbraio alla Palazzina Liberty Dario Fo e Franca Rame dalle 17,30 alle 22,00.
L’evento è con il Patrocinio del Comune di Milano.
Riuniremo sotto lo stesso tetto ospiti, amici, supporter, lettori e tutti coloro che hanno a cuore i temi ai quali il magazine è dedicato: ambiente, sostenibilità, corretto rapporto tra gli individui e il pianeta. L’atmosfera sarà quella di una festa di compleanno, ma ci ritaglieremo degli spazi per discutere, insieme ad esperti ed istituzioni, quali soluzioni e comportamenti ci permetteranno di cambiare in meglio le nostre città per renderle più smart, meno inquinate e a misura di cittadino. E noi stiamo già cambiando le cose!

Ad aprire la serata sarà Jacopo Fo, direttore creativo di People for Planet, che con un ricordo personale e inedito ci farà immergere ancora più a fondo nello splendido scenario che fa da cornice alla serata: torneremo indietro nel tempo e ricorderemo insieme l’”Aria che tirava” alla Palazzina Liberty ai tempi di Dario Fo e Franca Rame, a cui è stata poi intitolata.
Seguirà una speciale interpretazione dell’attrice Lucia Vasini, che porterà in anteprima sul palco del Party for Planet un brano dello spettacolo “Mistero Buffo – Parti Femminili“.

E oggi “Che aria tira”?
Ne parleremo durante il primo dibattito della serata, moderato dal direttore editoriale di People for Planet, Sergio Parini, e dedicato al tema della qualità dell’aria.
Discuteremo delle strategie di contrasto allo smog, di casi particolari come quello di Milano, dove in questi giorni scatterà l’Area B, la più grande zona a traffico limitato d’Italia, approfondiremo il tema della smart mobility, alla luce anche di alcuni dati recenti e di quanto previsto dalla normativa Ue in tema di riduzione delle emissioni. In Europa 3,9 mln di persone vivono in zone in cui vengono superati contemporaneamente e regolarmente i limiti dei principali inquinanti dell’aria (Pm10, biossido di azoto e ozono). Di queste persone, 3,7 mln, circa il 95%, vive nel Nord Italia. Sono i dati dell’ultimo rapporto sulla qualità dell’aria stilato dall’Agenzia Ue per l’ambiente. L’Italia è al secondo posto in Europa per morti per Pm2.5 – le vittime sono 60.600 – e al primo posto per le morti da biossido di azoto (20.500) e da ozono (3.200). Esperti e scienziati ci aiuteranno a comprendere meglio la situazione attraverso dimostrazioni pratiche, mentre gli “addetti ai lavori” ci mostreranno invenzioni e soluzioni concrete già esistenti. Al Party for Planet potrete scoprire grazie a Mobility R-Evolution come le auto a benzina possano essere trasformate in elettriche (auto d’epoca comprese!) e scoprirete come funziona il vaso smart di Wiseair per monitorare la qualità dell’aria in maniera “capillare e condivisa”.

La seconda parte della serata vedrà poi protagonisti realtà e personaggi che People For Planet ha avuto il piacere di conoscere, intervistare e raccontare durante il suo primo anno online. Il secondo dibattito si svolgerà con la formula “TED talks”, in cui tutti avranno a disposizione uno spazio di tempo uguale durante il quale potranno presentare se stessi e la propria attività.
Tra i partecipanti, Music of the Plants, inventori di un dispositivo che registra la resistenza elettrica delle piante e la trasforma in musica, e Bamboo Bicycle Club, che insegna alle persone a costruire la propria bicicletta in bambù.

Infine, spazio alla musica di Capone & BungtBangt! Aprite bene le orecchie… ma anche gli occhi, perché i loro strumenti sono autocostruiti con parti di oggetti riciclati, aspirapolvere compreso!

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Milano: un hub di quartiere contro gli sprechi

People For Planet - Ven, 01/25/2019 - 09:50

Se è vero che oggi si parla sempre più spesso di cibo, è vero anche che di pari passo cresce sempre di più l’attenzione verso un altro tema centrale, quello della sostenibilità ambientale. Ne sanno qualcosa il Comune di MilanoAssolombardae il Politecnico di Milano che, all’interno del protocollo d’intesa “Milano Zero Sprechi”, condiviso nel 2016, hanno dato vita a un’iniziativa che ha l’obiettivo di combattere quello che è uno dei fenomeni più diffusi del nostro secolo: un hub di quartiere che promette di ridurre lo spreco di cibo e innovare le modalità di recupero degli alimenti da destinare agli indigenti, progettando e sperimentando un modello di raccolta e ridistribuzione delle eccedenze alimentari basato su reti locali di quartiere.

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1-2 febbraio 2019: Tra Colonia e Bonn in Germania un convegno tutto dedicato a Dario Fo

Il blog di Dario Fo - Ven, 01/25/2019 - 09:40

Un progetto tutto dedicato alla persona di Dario Fo che prevede, in parallelo alla mostra "Dario Fo a colori" visitabile fino al 15 Febbraio 2019, lo svolgimento del Convegno "Dario Fo" che si terrà il 1° e il 2 febbraio 2019, presso l’Istituto Italiano di Cultura di Colonia e presso l'Università di Bonn. All'interno dell'evento verrà rappresentato il famoso spettacolo teatrale "Mistero buffo" messo in scena da Mario Pirovano, attore della Compagnia Teatrale Fo Rame dal 1983 e formato dai due artisti.

PROGRAMMA
venerdì 1° febbraio 2019, ore 10.00 - 18.00 presso Istitutot Italiano di Cultura Colonia
Alla prima parte del convegno partecipano: Rosanna Brusegan, Sara Izzo, Anna Barsotti, Paolo Puppa, Alessio Fontana, Mario Domenichelli, Annika Gerigk e Michele Cometa.
Alle 19.00 segue lo spettacolo teatrale Mistero "Buffo" con Mario Pirovano (in lingua italiana). Ingresso gratuito. Vi preghiamodi segnalare la Vostra adesion indicando in oggetto il numero dei partecipanti.

sabato 2 febbraio 2019, ore 10.00 - 19.00 presso Festsaal der Universität Bonn, Am Hof 1, Bonn
Alla seconda parte del convegno partecipano: Maria Carla Papini, Rolf Lohse, Bernardina Rago, Laetitia Dumont-Lewi, Giulia Tellini, Marco Villoresi e Diego Stefanelli.
In seguito, il gruppo teatrale studentesco italo-tedesco D.I.E. Musa metterà in scena la commedia "Coppia Aperta" di Dario Fo e Franca Rame con la direzione di Eugenia Fabrizi. 

Dario Fo (1926-2016) è uno dei più importanti e controversi autori italiani del ‘900. Quando, nel 1997, fu conferito il Premio Nobel per la letteratura a questo uomo di teatro, regista ed attore, fu evidente il potenziale di contrasto intorno alla sua persona in tutto l’establishment culturale europeo. I suoi avversari lo qualificavano come clown politico, un ideologo e un polemico, ignorando però la sua intensa elaborazione delle forme teatrali medievali e rinascimentali. Insieme alla moglie Franca Rame, Fo ha sviluppato tecniche di rappresentazione popolari come ad es. il Grammelot (un linguaggio ludico), nonché particolari gestualità e mimica. L’Accademia di Stoccolma ha motivato l’aggiudicazione del Premio Nobel dichiarando che Fo “seguendo la tradizione dei giullari medievali, dileggia il potere restituendo la dignità agli oppressi.“

Il convegno è organizzato dall'Istituto di Romanistica dell’Università di Bonn in collaborazione con l'Istituto Italiano di Cultura di Colonia. 

Clicca sulle immagini del volantino per vederle più grandi!

 

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