Jacopo Fo

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Menopausa precoce, rischio scende per le donne che fanno più sesso. Ecco perché

People For Planet - Mar, 04/27/2021 - 17:00

Le donne che fanno sesso più spesso hanno meno probabilità di avere una menopausa precoce. La ricerca, che mette in evidenza come lo stile di vita possa svolgere un ruolo più significativo di quanto ritenuto finora nel determinare la menopausa, è stata pubblicata sulla rivista Royal Society Open Science.

Lo studio, guidato da Megan Arnot del Dipartimento di antropologia dell’University College London, si è basato sui dati di quasi tremila donne con un’età media di 45 anni all’inizio della ricerca, seguite per 10 anni, rilevando che le signore che avevano riferito di praticare attività sessuale settimanalmente avevano il 28% in meno di probabilità di incorrere nella menopausa precoce rispetto alle donne che avevano fatto sesso meno di una volta al mese.

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Il corpo non investe nell’ovulazione

Secondo Arnot i risultati suggeriscono che se una donna non fa regolarmente sesso, e quindi non è soggetta a possibilità che si instauri una gravidanza, il suo corpo potrebbe “scegliere” di non investire nell’ovulazione, bloccandola definitivamente. «Potrebbe esserci un compromesso biologico tra l’investimento di energie nell’ovulazione e l’investimento di energie altrove, come mantenersi attivi occupandosi dei nipoti».

Ruth Mace, antropologa evoluzionista dell’UCL e autrice senior dello studio, precisa che «la menopausa è, ovviamente, inevitabile per le donne e non esiste alcun intervento comportamentale che impedisca la cessazione della riproduzione. Tuttavia, questi risultati sono un’indicazione iniziale che i tempi della menopausa possono essere adattivi in ​​risposta alla probabilità di rimanere incinta».

Articolo scritto il 17 Gennaio 2020

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Quali lavori si fanno nell’orto a maggio?

People For Planet - Mar, 04/27/2021 - 16:00

Dal canale YouTube I corsi online del Maestro Giardiniere ecco le cure, i trattamenti e le piccole malizie del mestiere per la coltivazione degli ortaggi in questo mese dell’anno.

I corsi online del Maestro Giardiniere

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Covid-19, l’India brucia corpi nei parchi. Aiuti dal Regno Unito

People For Planet - Mar, 04/27/2021 - 14:55

#WATCH#India 's national capital- New Delhi, running out of space fr cremations of #Covid patients

Atleast 100 new cremation platforms under construction at Sarai Kale Khan crematorium which currently has space for 20 bodies but is receiving 60-70 bodies per day@ndtv pic.twitter.com/mZXPyUAIyU

— Sukirti Dwivedi (@SukirtiDwivedi) April 26, 2021

La drammatica situazione che sta vivendo l’India colpisce il mondo intero, con pire improvvisate in parcheggi e parchi pubblici. Ogni angolo di Delhi nasconde un catasto di legna che arde per cremare i corpi dei morti di covid che i crematori non riescono più a gestire. Intanto arrivano, finalmente, i primi aiuti dall’estero. La spedizione britannica di 200 ventilatori e apparecchiature per l’ossigeno, che aiuteranno gli ospedali a gestire le forniture di ossigeno, è stata scaricata oggi all’aeroporto di Delhi. Il portavoce del ministero degli Esteri Arindam Bagchi ha detto che è una goccia nel mare, rispetto alla marea di forniture necessarie a una nazione di 1,3 miliardi di persone. Il portavoce dell’Organizzazione mondiale della sanità, Tarik Jasarevic, ha già anunciato che consegnerà 4.000 ventilatori all’India.

17 milioni di contagiati, 192.000 morti

È una corsa contro il tempo, considerato che le morti sono in costante aumento, mentre una seconda ondata mortale di infezioni devasta il Paese, con 380 decessi registrati nella sola Delhi ieri. Manca l’ossigeno, i posti nelle unità di terapia intensiva e farmaci salvavita. Questo dopo che, in pochi giorni, l’India ha registrato più di un milione di nuovi casi di covid-19. Il numero totale di casi indiani finora è di quasi 17 milioni, con 192.000 morti. Tuttavia, è chiaro che le cifre reali sono molto più alte, sia per i decessi che per i casi. Come riporta oggi la Bbc, un’indagine della stazione televisiva locale NDTV ha rilevato almeno 1.150 decessi extra che non sono stati inclusi nel conteggio covid ufficiale della sola Delhi, nell’ultima settimana. Altre indagini simili hanno riportato altri casi in varie parti del Paese.

Tutta la città aiuta a bruciare cadaveri

I parenti aiutano il personale dei crematori che lavorano notte e giorno, accumulando legna e controllando le fiamme. Parcheggi, parchi o terreni incolti sono stati trasformati in crematori a cielo aperto, e nonostante questo le famiglie spesso devono aspettare ore prima di poter cremare i propri morti. Vicino al crematorio Sarai Kale Khan della capitale sono state aggiunte almeno 27 nuove piattaforme improvvisate, con altre 80 aggiunte nel parco attiguo. Le autorità municipali stanno anche cercando altri punti vicino al letto del fiume. Altre 20 pire si contano in un parcheggio vicino al crematorio di Ghazipur, sempre a Delhi. Altri crematori lamentano che non hanno spazio per espandersi.

Altri aiuto annunciati da Usa e Ue

Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha detto lunedì che invierà fino a 60 milioni di dosi del vaccino AstraZeneca Covid-19 all’estero e, sebbene le destinazioni non siano state fornite, l’India potrebbe essere un primo destinatario. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha twittato: “Allarmati dalla situazione epidemiologica in India. Siamo pronti a supportare. L’Ue sta mettendo insieme le risorse per rispondere rapidamente alla richiesta di assistenza dell’India tramite il meccanismo di protezione civile dell’Ue”.

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Via Di Bartolo: il museo all’aperto sta per aprire

Gela Le Radici del Futuro - Mar, 04/27/2021 - 13:47

Manca ormai pochissimo all’apertura al pubblico del  museo all’aperto della necropoli in via Di Bartolo. Di fatto, in questi giorni sono in corso i lavori per la musealizzazione dell’area.

Le tombe (una decina in tutto) sono emerse due anni fa, durante i lavori di installazione della fibra ottica condotti dall’azienda Open Fiber, e risalirebbero all’età arcaica compresa tra il VI e il VII secolo a.C. La medesima azienda, in accordo con la Soprintendenza dei Beni Culturali di Caltanissetta, ha deciso di  finanziare il progetto che renderà il sito fruibile agli abitanti di Gela e ad eventuali turisti.

“Con i lavori di musealizzazione di Gela – sottolinea l’assessore dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Alberto Samonà – la Sicilia si esprime, in senso letterale, come Museo a cielo aperto. La necropoli di Gela, al di là dell’importanza che assume sotto il profilo storico, riveste un grande valore in quanto espressione della collaborazione pubblico privato. L’iniziativa, fortemente voluta dalla Soprintendente dei Beni culturali di Catanissetta, Daniela Vullo, realizza a pieno la volontà del governo regionale di rendere sempre più accessibile e condiviso il patrimonio culturale della Sicilia”.

Il metodo di sepoltura da loro utilizzato viene definito ad Enchytrismòs e consiste nel deporre il corpo dell’infante in posizione rannicchiata dentro a un vaso in terracotta (pithos) o a un’anfora (hydria). Tra i ritrovramenti, una coppa su piede di tipo proto-corinzio, deposta durante un rito funebre che ha previsto la macellazione e la cottura di animali grossa taglia, ed un’olpe, ovvero una brocca con corpo allungato.  Alcune tombe contengono corpi di bambini di tenerissima età.

Nello specifico, i lavori nei cantieri in corso comprendono l’areazione adeguata al mantenimento dei reperti, l’illuminazione e la copertura della superficie con lastre trasparenti per consentire il passaggio ai pedoni. Verrà, inoltre, installato un totem che conterrà tutte le informazioni necessarie sul sito.

Soddisfatta anche la Soprintendente Daniela Vullo che nel ringraziare l’ing. Clara Di Stefano, Regional Manager per la Sicilia di Open Fiber, evidenzia: “sono molto soddisfatta dell’esito della collaborazione con l’Open Fiber che ha accolto con slancio la richiesta di finanziare e realizzare la musealizzazione della necropoli confermando di voler assolvere l’impegno assunto con i cittadini di Gela di rendere fruibile il sito. Una decisione maturata grazie anche alle numerose pressioni della cittadinanza sulla mancata visibilità in loco dei numerosi ritrovamenti archeologici.

L'articolo Via Di Bartolo: il museo all’aperto sta per aprire proviene da Gela Le radici del Futuro.

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EcoFuturo magazine: Acqua tutti i segreti dell’oro blu

People For Planet - Mar, 04/27/2021 - 10:00

Dedicato alla tematica dell’acqua, il secondo numero di EcoFuturo del bimestre marzo/aprile 2021, è consultabile gratuitamente online al seguente link:

Acqua tutti i segreti dell’oro blu

Tra gli articoli sul delicato e controverso tema dell’acqua anche l’articolo di People For Planet Covid-19: 4,2 miliardi di persone non possono lavare le mani con acqua pulita.

Su EcoFuturo, il magazine ecologico si trovano stili di vita, storie, progetti… attraverso una rassegna dei migliori articoli pubblicati dai siti ambientalisti e più interessanti. Un progetto frutto di una grande famiglia, per utili riflessioni e spunti su temi di stretta attualità.

Ti sei perso il perso la prima uscita? Al link il primo numero del 2021 consultabile gratis online!

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Di che musica sei? Le 13 emozioni quando ascoltiamo canzoni

People For Planet - Mar, 04/27/2021 - 08:00

Sono 13. La mappatura è stata effettuata da un gruppo di ricercatori dell’Università della California di Berkeley Divertimento, gioia, tristezza, relax… chi di noi non ha mai sperimentato che l’ascolto di una specifica canzone o di una certa melodia evoca determinate sensazioni? Alzi la mano chi non ha mai avuto questa esperienza. Ebbene, uno studio condotto dall’Università della California di Berkeley (Stati Uniti) non ha fatto altro che “mettere ordine” tra le diverse emozioni che la musica è in grado di suscitare nel cervello umano, costruendo una mappa di 13 emozioni-chiave.

Bellezza, calma, tristezza, trionfo…

Lo studio, che è stato condotto intervistando oltre 2500 persone tra Stati Uniti e Cina, ha messo in evidenza che attraverso diverse culture (cinese e statunitense, e tutte quelle che possono essere in loro racchiuse) e differenti generi musicali (rock, folk, jazz, musica classica, sperimentale e heavy metal) i campioni audio fatti ascoltare ai partecipanti allo studio hanno scatenato almeno 13 sensazioni dominanti, valide indipendentemente dalla cultura di appartenenza: divertimento, gioia, desiderio/sensualità, bellezza, calma, tristezza, sogno, trionfo, ansia, paura, fastidio, energia e sfida.

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Creata una libreria musicale

E così la canzone “Shape of you” di Ed Sheeran comunica gioia, “Careless whispers” di George Michael sprigiona accordo dopo accordo tutto il suo potere seduttivo, mentre la musica di violino suonata lentamente risulta invece associata alla tristezza. “Attraverso il nostro studio abbiamo organizzato una libreria musicale estremamente eclettica per ciascuna emozione, e catturato una combinazione di sentimenti associati a ciascuna traccia musicale”, spiega l’autore principale dello studio Alan Cowen, dottore di ricerca in neuroscienze alla UC Berkeley. I risultati sono stati pubblicati sull’edizione online della rivista Proceedings of the National Academy of Sciences. “Abbiamo documentato rigorosamente la più vasta gamma di emozioni che si può ascoltare universalmente attraverso il linguaggio della musica“, ha affermato l’autore senior dello studio, Dacher Keltner, docente di psicologia alla UC Berkeley.

Costruita una mappa interattiva                  

I ricercatori hanno tradotto i dati in una mappa audio interattiva in cui i visitatori possono ascoltare uno qualsiasi tra i migliaia di frammenti di musica per scoprire, tra le altre cose, se le loro reazioni emotive alle melodie corrispondono a quelle segnalate da persone di altre culture.

Lo studio

Per giungere ai loro risultati i ricercatori hanno chiesto ai partecipanti allo studio di selezionare dei video musicali su YouTube che suscitassero loro diverse emozioni. Successivamente, 2000 tra i  partecipanti allo studio – tra persone statunitensi e cinesi – hanno quindi valutato individualmente 40 campioni musicali in base all’evocazione di 28 diverse emozioni. I ricercatori hanno quindi poi raggruppato le 28 emozioni in un numero inferiore di categorie di sentimenti più generali, creando così la mappatura delle 13 emozioni-chiave che la musica è in grado di suscitare.

L’influenza del contesto non conta

I ricercatori precisano che, sebbene alcune delle associazioni tra musica ascoltata e tipologia di emozione evocata possano essere influenzate dal contesto in cui i partecipanti allo studio avevano precedentemente ascoltato un certo brano musicale, come ad esempio in un film o in un video su YouTube, questo è però meno probabile nel caso della musica tradizionale cinese, con la quale i risultati sono stati convalidati: per garantire l’accuratezza dei risultati ottenuti, infatti, in un secondo esperimento circa altri mille partecipanti hanno valutato oltre 300 ulteriori campioni di musiche tra melodie occidentali e tradizionali cinesi, convalidando anche in questo caso l’associazione tra le musiche ascoltate e le 13 emozioni-chiave mappate dai ricercatori.

Articolo scritto il 23 Febbraio 2020

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Draghi, processi dureranno il 40% in meno | Cinema: tutto esaurito a Milano | Biden: abolire la pena di morte

People For Planet - Mar, 04/27/2021 - 06:25

Corriere della Sera: Riaprono i cinema: tutto esaurito a Milano alle sei del mattino;

Il Giornale: “In Italia più morti di tutti”. Draghi inchioda i giallorossi;

Il Manifesto: Marijuana, per i Grünen è ora di legalizzarla;

Il Mattino: La promessa di Biden: abolire la pena di morte;

Il Messaggero: Zaia: «Variante indiana è in Veneto» Ecco perché è più pericolosa Video;

Ilsole24ore: Fisco, ipotesi nuovo stop invio cartelle. Proroga per carte d’identità e smart working – Cosa accade ai 3 dossier rimasti fuori dal Recovery – Cashback, destino in bilico;

Il Fatto Quotidiano: Giustizia, per Draghi i processi dureranno il 40% in meno nel civile e il 25 nel penale. Riforme, si riparte da Bonafede (annacquato);

La Repubblica: La notte degli Oscar: Chloé Zhao nella storia, con ‘Nomadland’ vince miglior regia e miglior film. L’Italia è fuori: delusione Pausini;

Leggo: Ibrahimovic sotto indagine Uefa: sospetti su sua partecipazione a società di scommesse;

Tgcom24: Recovery, Draghi: ho fiducia negli italiani | No tagli a Superbonus edilizio | Se cresce il Sud cresce l’Italia | Guarda i video;

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Conosciamo le orchidee spontanee in Italia

People For Planet - Lun, 04/26/2021 - 19:00

Dal canale YouTube Diari di un naturalista un bellissimo episodio dove andremo a scoprire il mondo delle Orchidee spontanee italiane.

Durante la Primavera, vari ambienti si colorano grazie a questi splendidi fiori, che hanno evoluto dei sofisticati sistemi di impollinazione. Dalle Anacamptis, che producono nettare per attirare Lepidotteri e Imenotteri, alle Ophrys, che si sono specializzate nell’ingannare i propri impollinatori attraverso elaborate strategie.

Buona visione!

Diari di un naturalista

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Madonna nera di Viggiano: rinviata l’ascesa al monte ma il coronavirus non ferma la fede del popolo lucano con le celebrazioni liturgiche fino al 2 maggio

CuoreBasilicata - Lun, 04/26/2021 - 18:44

A causa dell’emergenza sanitaria in atto, purtroppo, anche per quest’anno, la tradizionale ascesa al monte della Madonna Nera, prevista per la prima domenica di maggio, è stata sospesa e rinviata. Intanto, in questi giorni, non mancano i momenti di preghiera con il programma delle celebrazioni liturgiche per ritrovare la memoria e l’identità autentica di una comunità religiosa.

Infatti, il santuario del Sacro Monte della Madonna di Viggiano è il più importante luogo di culto mariano della Basilicata, eretto dove fu rinvenuta nel XIV secolo l’immagine della “Madonna Nera”, a 12 chilometri dall’abitato. La statua, da settembre a maggio è custodita nella Chiesa di Santa Maria del Deposito, elevata da Paolo VI a Basilica Pontificia Minore e che conserva al suo interno preziose opere d’arte. Nella prima domenica di maggio la Madonna, con una suggestiva e affollatissima processione, viene portata a spalle dai fedeli, i cosiddetti “portatori”, dal centro di Viggiano al santuario del monte, posto a 1725 metri di quota, edificato nel XIV secolo sul luogo in cui fu trovata da alcuni pastori la sacra immagine.

Mentre, nella prima domenica di settembre, dal monte di Viggiano, dove è accolta per quattro mesi nella piccola cappella, la protettrice del popolo lucano, incoronata ed eletta Regina e Madre delle genti Lucane nel 1892, cerimonia ripetuta nel 1991 nella Piana di Tito da papa Giovanni Paolo II, a Settembre ritornerà in paese. Infatti, dal monte di Viggiano, dove è accolta per quattro mesi nella piccola cappella, la protettrice del popolo lucano, a Settembre ritorna in paese. L’ascesa al Sacro Monte è un evento molto sentito per la comunità viggianese e i paesi limitrofi del comprensorio valdagrino e non solo.

Una festa che si svolge in due fasi. “Il culto alla Bella Signora del Monte – come vien riportato sul portale istituzionale del comune di Viggiano – ha conosciuto nei secoli un crescendo continuo, fino a cristallizzarsi in quelle forme di religiosità popolare che ancora oggi costituiscono una delle caratteristiche più originali e autentiche della fede dei lucani”. Ancora oggi, nel periodo estivo, molte persone, provenienti non solo dalla Basilicata ma da tutto il Sud Italia, raggiungono a piedi la vetta del Sacro Monte per far visita alla Madonna Nera, ma soprattutto per pregare e chiedere aiuto e sostegno alla Madre Celeste.

 

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Il segreto per vivere bene fino a cent’anni? Amore e amicizie

People For Planet - Lun, 04/26/2021 - 17:00
Vivere a lungo è principalmente questione genetica

Una famosa quasi-barzelletta lo racconta meglio che mai: i Kahns di Manhattan erano 4 fratelli, tutti morti entro il 2005, il meno longevo dei quali a 101 anni. La cosa “bizzarra” è che il primo ha lavorato a Wall Street fin dopo i 100, conducendo dunque una vita altamente stressata, la seconda ha fumato come una turca fino a 90 anni, sopravvivendo a tutti i medici che le avevano imposto di smettere. Un vasto studio sui centenari lo conferma: la metà era sovrappeso, il 60% degli uomini fumava, meno della metà faceva attività fisica, solo il 2% non mangiava carne. Ma il punto – ha detto Nir Barzilai dell’Albert Einstein College of Medicine durante un Simposio sull’invecchiamento e la longevità tenutosi recentemente ad Harvard – non dovrebbe essere per noi prima di tutto come vivere 100 anni. Dovrebbe essere piuttosto come fare ad arrivarci abbastanza sani, felici, soddisfatti e indipendenti da far sì che raggiungere quella meta resti una possibilità vantaggiosa.

Genetica e ambiente

Per arrivare a superare i 100 anni vi servono geni della longevità che al momento la scienza sostanzialmente ignora, ma che potrebbero nascondersi in bassi “fattori di crescita insulino-simili”, detti anche somatomedine, ovvero ormoni che svolgono attività iper-complesse; e pare anche un’altezza sopra la media. Quest’ultimo aspetto contraddice quel che si era ufficialmente detto fino a qualche anno fa, ovvero che gli uomini bassi vivono mediamente più a lungo. Il più ampio studio mai condotto sull’argomento ha trovato solo una relazione opposta, anche se solo in rapporto alle donne. In generale, quindi, oggi l’altezza è considerata un elemento genetico favorevole alla longevità.

L’altro fattore fondamentale è lo stile di vita, e soprattutto l’amore

Una ricerca portata avanti ad Harvard dal 1938, per 80 anni, uno degli studi più ampi mai condotti sul tema, che ha coinvolto oltre 1.300 persone, lo afferma in modo incontrovertibile. «Il fattore principale che è accorso a influire sulla salute e la longevità è stato il fatto che, a 50 anni, queste persone godessero o meno di una relazione soddisfacente. L’amore, le amicizie e la vita di comunità si sono rivelate le caratteristiche che accomunavano tutti i sani e i longevi», ha detto Robert Waldinger, relatore dello studio. «Prenderci cura del nostro fisico, fare attività e mangiare bene è importante, ma investire su relazioni soddisfacenti è anch’essa un’importante forma di prevenzione per la salute generale dell’individuo».

In definitiva, lo studio ha concluso che relazioni strette d’amore o amicizia influenzano il futuro di una vita lunga e sana meglio della classe sociale, dell’IQ e anche della genetica. Amore e amicizia che durino, o si rinnovino, per tutta la vita.

Immagine di copertina: Armando Tondo

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La svolta di 27 grandi aziende: “L’Ue vieti mezzi a motore non elettrici”

People For Planet - Lun, 04/26/2021 - 15:43

Stop alla vendita di auto diesel, benzina e ibride entro il 2035. Questa la richiesta di 27 grandi aziende – tra cui Coca-Cola, Ikea, Sky, Uber, Volvo, e le italiane Enel X e Novamont – insieme a 6 associazioni di automotive, energia, sanità e finanza, rivolta alla commissione Europea, al Parlamento europeo e ai governi dei Paesi membri Ue. L’appello spiega che, fissando “un obiettivo di CO2 per i costruttori di veicoli a 0 grammi per chilometro”, si potrebbe inaugurare “una nuova era di mobilità a zero emissioni”.

La svolta epocale

La proposta parte da Transport & Environment – organizzazione no-profit indipendente che rappresenta 63 organizzazioni in 26 Paesi europei – e spiega che i nuovi obiettivi che la commissione Ue proporrà “a giugno come parte del pacchetto legislativo ‘Fit for 55′” – per la riduzione delle “emissioni complessive di almeno il 55% entro il 2030” e il raggiungimento di “‘zero emissioni nette’ entro il 2050” – potrebbero mettere “in moto una trasformazione sistemica” e potrebbero rendere “l’Ue leader globale in un settore chiave per un futuro a zero emissioni”.

Le motivazioni etiche

I 33 firmatari – tra le 27 aziende anche Allego, Iberdrola, Leaseplan, Lime, Metro, Schneider Electric, Vattenfall – ricordano come “autovetture e veicoli commerciali leggeri siano responsabili non solo del 15% di tutte le emissioni di CO2 in Europa”, ma anche della “maggiore fonte (26%) di emissioni tossiche di ossido di azoto, che provocano malattie croniche e la morte prematura di 54mila europei ogni anno”, oltre ai “200 miliardi di euro spesi ogni anno per l’importazione di petrolio”.

Vogliamo “un chiaro segnale”

La domanda dei veicoli elettrici “sta crescendo rapidamente nonostante la pandemia”, aggiungono, e “rappresentano oltre il 10% dei veicoli venduti in Europa nel 2020. Decretare lo stop alla vendita degli altri tipi di auto fornirebbe un chiaro segnale alle case automobilistiche, ai fornitori di infrastrutture di ricarica, al settore energetico e alle istituzioni finanziarie per fare gli investimenti necessari alla ‘transizione”. La lista delle adesioni è aperta a nuovi ingressi da parte di aziende e associazioni.

Trasforma la tua auto in un mezzo elettrico

Emissioni: bici batte auto elettrica 10-0

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Chi poteva mai immaginare di insediare una Foresta in un Palazzo nobiliare in rovina?

People For Planet - Lun, 04/26/2021 - 15:00
Un atto politico

Si chiama Human Forest, Exploring Nature and Spirituality, l’ultimo progetto politico e iconico di Andrea Bartoli e Florinda Saieva di Farm Cultural Park, considerato uno dei centri culturali indipendenti più influenti del mondo culturale contemporaneo e uno dei progetti più effervescenti di ripensamento e rinascita di città moribonde.

Il messaggio è chiaro: Basta parlare, piantiamo alberi.

In questi ultimi tempi, numerose iniziative che hanno a che fare con la forestazione urbana, con la presenza della natura all’interno della città, si sono realizzate, però molte di loro danno una sensazione in cui la natura ha un valore cosmetico. Human Forest ha una dimensione etica, tratta la natura per quello che la natura fa. Una natura viva, fatta di piante, di animali, di insetti, una natura fatta di bellezza. Io credo che Human Forest ridia una dignità di vita, di autonomia, di indipendenza, anche in alcuni casi persino di superiorità rispetto all’umanità. Non è una natura antropocentrica, ma è una natura che fa la natura e a cui si guarda e ci si relaziona con il rispetto che si deve in questa rinnovata alleanza” dice Maurizio Carta celebre urbanista.

Human Forest ha l’ambizione di spingere le persone a diventare cittadini attivi, per innescare processi di emulazione che possano riempiere le nostre città di fiori, piante, alberi, piccoli orti e frutteti non solo nei nostri balconi e le nostre terrazze e in generali negli spazi privati ma anche i cortili, le strade, le piazze, gli spazi pubblici.

Per chi volesse scoprire di più e sostenere Farm Cultural Park che ha trasformato Favara in una piccola capitale mondiale della rigenerazione urbana, è possibile diventare Members con solo 4,99 euro al mese. Basta entrare nella pagina di Facebook di Farm Cultural Park e cliccare in cima DIVENTA UN SOSTENITORE.

Per chi invece volesse diventare Ambasciatore di Human Forest, sarà sufficiente regalare una pianta o un albero a Farm Cultural Park, e quindi può:

  • spedirla a Farm Cultural Park , Cortile Bentivegna-Sette Cortili 92026 Favara

oppure

  • fare un bonifico intestato a Farm Cultural Park Banca Prossima Gruppo Intesa San Paolo – IBAN IT69A0335901600100000014638 Causale: donazione per acquisto di un albero
FARM CULTURAL PARK
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Le pillole di Mamma Chimica: deodorante e dentifricio con bicarbonato (VIDEO)

People For Planet - Lun, 04/26/2021 - 08:00
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Le pillole di Mamma Chimica: 6 detergenti con l’acido citrico (VIDEO)

Le pillole di Mamma Chimica: giochi per bambini con le reazioni chimiche

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Lazio, mancano 500.000 vaccini | Missionaria italiana uccisa in Perù | Trovato il relitto del sottomarino affondato

People For Planet - Lun, 04/26/2021 - 06:25

Corriere della Sera: Recovery, il piano da 222 miliardi: entro giugno verdetto Ue. Draghi alla Camera;

Il Giornale: Salta lo stop a “Quota 100”: cosa potrebbe cambiare dal 2022;

Il Manifesto: Gerusalemme Est, si allarga l’incendio. Razzi e bombe tra Gaza e Israele;

Il Mattino: Migranti, l’anatema di Papa Francesco: «Vergogna averli fatto morire in mare»;

Il Messaggero: Lazio, mancano 500.000 vaccini: rinvio per under 60, prenotazioni 58-59 anni rinviate;

Ilsole24ore: “Yolo economy”: perché un italiano su 3 vuole cambiare lavoro. I 10 mestieri al top – I 5 settori-chiave per ritrovare il lavoro perduto a causa del virus;

Il Fatto Quotidiano: Missionaria laica italiana uccisa in Perù “a colpi di machete”: l’ipotesi di un tentativo di rapina;

La Repubblica: Trovato a 850 metri il relitto spezzato in tre del sottomarino affondato: tutti morti i 53 marinai;

Leggo: Denise Pipitone, mamma Piera Maggio a Domenica In: «Ci sono elementi per riaprire le indagini. Cerco giustizia, non vendetta» VIDEO;

Tgcom24: Divieto di ingresso in Italia per chi è stato in India negli ultimi 14 giorni | Record di morti e contagi: corpi bruciati in strada a New Delhi;

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Impiegati di tutto il mondo ribellatevi: la cravatta fa male!

People For Planet - Dom, 04/25/2021 - 17:00

Gli studiosi dell’Ospedale Universitario dello Schleswig-Holstein (Germania) hanno raccolto 30 volontari e li hanno divisi in 2 gruppi: il primo ha indossato una cravatta (dicono le cronache, con un nodo modello Windsor) il secondo no. Poi hanno esaminato con la risonanza magnetica il flusso ematico verso il cervello. Nel gruppo con la cravatta hanno riscontrato una riduzione del CBF (flusso ematico cerebrale) del 7,1%! E questo minore afflusso potrebbe compromettere il funzionamento cognitivo dell’individuo, con conseguenze sulle capacità cerebrali e una riduzione delle capacità motorie.

Del resto che la cravatta non faccia bene lo si intuisce anche nei gesti della vita quotidiana: quando un portatore di cravatta vuole mettersi a proprio agio si slaccia la cravatta, non la allaccia.

E gli strozzini, i ricattatori, sono chiamati anche, non a caso, “cravattari” perché, come una cravatta, stringono al collo le loro vittime.

L’uso della cravatta – che ora sappiamo essere potenzialmente dannoso – è associato a ritualità ritenute obbligatorie in determinati contesti: nei regolamenti della Camera italiana è previsto che i visitatori maschi debbano indossare giacca e cravatta, in alcuni ambienti di lavoro (ad esempio le banche) la cravatta è un “dovere” per i funzionari, anche se non ufficiale.

E’ un uso che per fortuna tende ad incrinarsi. L’anno scorso lo Speaker della Camera dei Comuni inglese, la madre di tutti i parlamenti, ha annunciato che indossare una striscia di stoffa attorno al collo non è più obbligatorio per i parlamentari inglesi. In Italia, Giachetti (PD) ha presieduto una riunione del Parlamento con il colletto della camicia slacciato. Molti tra i suoi detrattori sui social, evidentemente poco informati dei fatti della politica, lo hanno accusato (proprio lui, ex avversario di Virginia Raggi alle comunali di Roma) di essere un “cafone pentastellato”, “come tutti i 5 stelle poco rispettoso delle istituzioni”…

Si può sperare che l’uso di questo accessorio, potenzialmente dannoso, tramonti come sono tramontati altri oggetti di abbigliamento dannosi come i corsetti ottocenteschi delle donne o le parrucche settecentesche.

I difensori della cravatta citano frequentemente una frase di Oscar Wilde: “Un bel nodo di cravatta è il primo passo serio nella vita”.

Dimenticano di citarne un’altra, sempre di Oscar Wilde: “Con un cravattino, chiunque può far credere di essere una persona civile”.

Impiegati, ribellatevi! La cravatta fa male.

Fonte: http://www.uksh.de/

 

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Realizziamo il Maypole – Palo di Maggio

People For Planet - Dom, 04/25/2021 - 15:00

L’albero di maggio (o del maggio) è un tronco che s’innalza nei villaggi in occasione di Calendimaggio. La credenza è che lo spirito dell’albero, che è benevolo, elargisca doni e fortuna; le manifestazioni recenti sono residui di un culto degli alberi ben più frequente in passato.

La tradizione

I celebranti danzano intorno a questo al palo in senso orario, direzione seguita dal sole intorno alla terra, intrecciando fili colorati. Il palo di Beltane veniva tenuto nel villaggio per un anno e quello vecchio veniva tagliato in pezzi per alimentare i fuochi di Belatane accogliendo così il Sole. I malati e il bestiame passavano tra due fuochi di Beltane così che avessero protezione e potessero essere fertili.

Dal canale YouTube Il Fuso della Strega ecco come realizzarne uno personale!

Il Fuso della Strega

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Corea del Sud: la protesta degli studenti contro lo sversamento in mare dell’acqua trattata di Fukushima

People For Planet - Dom, 04/25/2021 - 10:19

Lo scoso martedì, più di 30 studenti universitari sudcoreani si sono rasati la testa davanti all’ambasciata giapponese a Seoul per protestare contro la decisione del Giappone di rilasciare in mare l’acqua radioattiva della centrale nucleare di Fukushima.

La polizia ha disperso la folla, che ha cantato ed esposto cartelli di protesta, ma non ha impedito lo svolgimento dell’evento, sebbene vi sia un divieto anti-pandemico di raduni superiori a 10 persone.

I manifestanti che sono stati rasati sono stati avvolti in cartelli decorati con messaggi che condannano il piano giapponese, chiedendo che venga abbandonato.

La scorsa settimana, infatti,il governo giapponese ha dichiarato che rilascerà più di 1 milione di tonnellate di acqua radioattiva dal sito di Fukushima nei prossimi due anni.

Seoul ha fortemente condannato la decisione, con il ministero degli Esteri che ha convocato l’ambasciatore giapponese e il presidente Moon Jae-in consigliando ai funzionari di estendere la petizione a un tribunale internazionale.

Tuttavia, l’inviato statunitense per il clima John Kerry ha affermato di ritenere che il Giappone avesse preso la decisione in modo trasparente e avrebbe continuato a seguire le dovute procedure.

Fonte: Reuters

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Più spazi verdi nelle città per sconfiggere stress e depressione

People For Planet - Dom, 04/25/2021 - 08:00

A dire il vero non occorre che sia la scienza a dirlo, ma ora lo conferma anche uno studio della Perelman School of Medicine e della School of Arts & Sciences dell’Università della Pennsylvania: le città con molti spazi verdi aiutano a ridurre la depressione e favoriscono il benessere mentale per i residenti. Basta poco per riconvertire spazi abbandonati, e i risultati sono notevoli.

Negli Stati Uniti il 15% del suolo è classificato come lotto abbandonato o non ha una destinazione. Spesso queste zone diventano discariche abusive o crescono alberi e piante senza la minima cura; potrebbero invece essere convertite in spazi verdi fruibili per i cittadini. Lo studio parte da questi presupposti.

Per la prima volta i ricercatori hanno misurato la salute mentale dei residenti di Philadelphia prima e dopo la riconversione delle aree non utilizzate. Chi vive in un raggio di circa 500 metri dalle zone riconvertite in spazi verdi mostra una diminuzione del 41,5% del sentimento di depressione. Si registra inoltre una diminuzione del 63% circa di coloro che dichiarano di soffrire di scarso benessere psichico. Il malessere tende a diminuire e basta la consapevolezza di vivere in un luogo più green.

E’ la dimostrazione lampante che riqualificare le zone dismesse nelle grandi città aiuta moltissimo a migliorare la salute delle persone. Questo, a lungo andare, può contribuire a ridurre i crimini, la violenza, i livelli di stress. Lo stesso team di ricercatori aveva già infatti evidenziato una diminuzione fino al 29% dei crimini violenti nelle zone vicine ai nuovi parchi urbani.

Richard Rogers, l’architetto che insieme a Renzo Piano e a Gianfranco Franchini progettò il Centro Georges Pompidou di Parigi, dice che “Non si può pensare un’architettura senza pensare alla gente”. E la gente ha anche bisogno di spazi di decompressione, dove lasciar defluire i pensieri fuori dalla mente e rilassarsi senza che il ritmo frenetico di una grande città prenda il sopravvento. Gli spazi verdi, i parchi e gli orti urbani sono la soluzione ideale, tutto sommato anche low cost, per ridare all’uomo quella sensazione di benessere che deriva da un contatto con la natura spesso negato dal cemento. E, allo stesso tempo, sono la soluzione perfetta anche per non consegnare all’oblio metri quadrati di territorio prezioso.

John MacDonald, uno dei coordinatori dello studio, professore di criminologia e sociologia, ha evidenziato che “i risultati possono supportare la teoria secondo cui l’esposizione ad elementi ambientali naturali può diventare parte di una terapia per il recupero della salute mentale, in particolare per chi vive in contesti urbani stressanti e caotici”.

Quanto costa? Trasformare un lotto abbandonato in un’area verde è costato circa 1.600 dollari, mentre la manutenzione comporta circa 180 dollari all’anno. Non molto, ma tutto dipende ancora una volta dalla sensibilità delle singole istituzioni. C’è la volontà di migliorare il benessere delle comunità con piccoli interventi?

 

Foto di copertina: esempio di riqualificazione di uno spazio abbandonato, con recinto in legno ad indicare l’area curata e a prevenire lo sversamento di rifiuti (Fonte: Columbia University)

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Italia in “giallo anticipato” | Recovery Plan, Draghi in Cdm: «Disco verde Ue» | Bonus 110% al 2023

People For Planet - Dom, 04/25/2021 - 06:25

Corriere della Sera: Il nuovo piano: 46 miliardi in più da investire;

Il Giornale: L’Italia in “giallo anticipato”: assembramenti e città gremite da Nord a Sud;

Il Manifesto: ;Biden rompe un tabù: «Genocidio armeno»

Il Mattino: La regina Elisabetta verso l’addio alla corona: Carlo convoca il vertice;

Il Messaggero: Bonus 110% al 2023. Ma sulle riforme tensione con la Ue Come funziona: proroga e meno burocrazia;

Ilsole24ore: Recovery Plan, Draghi in Cdm: «Disco verde Ue». Impegno Mef per Superbonus 2023 in manovra – Le misure nella bozza – Pensioni, le opzioni “dopo Quota 100” – Cashback, niente fondi;

Il Fatto Quotidiano: “Mazzette in cambio di scarcerazioni per i mafiosi”: arrestato gip a Bari, nascondeva in casa 60mila euro. Le carte – “Mi sono comprato il giudice con 30mila”;

La Repubblica: La variante dell’India spaventa l’Europa. Vaccini, raggiunta quota un miliardo di somministrazioni;

Leggo: Spazio, app e wi fi: come cambia la spiaggia per adeguarsi allo smart working;

Tgcom24: 25 Aprile, le iniziative virtuali per celebrare la Liberazione;

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Ortoressia: quando il cibo sano diventa un’ossessione

People For Planet - Sab, 04/24/2021 - 17:00

Dal greco orthos (giusto) e orexis (appetito) deriva “ortoressia”, una nuova patologia alimentare che riguarda l’ossessione per il cibo sano e sostenibile e che porta a un vero e proprio fanatismo alimentare.

Un ortoressico si sente superiore a chi non è come lui e disprezza profondamente chi ritiene non mangi in maniera sana.

Il fanatismo produce sempre patologie, anche nella dieta e nel mangiar sano

Solo in Italia si parla di 300mila persone ortoressiche – il dato complessivo di chi soffre di disturbi alimentari è di 3 milioni di persone – e sono soprattutto maschi, a differenza di altre patologie come l’anoressia che vede soprattutto coinvolte le femmine.

Il termine è stato coniato nel 1997 da Steven Bratman che ne ha anche descritto le caratteristiche: un ortoressico pensa al cibo più di tre ore al giorno, fa molta più attenzione alla salubrità che alla quantità – a differenza che nel caso di bulimia o anoressia – , mette poca attenzione al gusto e si sente a posto con se stesso solo quando mangia nel modo che ritiene corretto.

In pratica si tratta di un disturbo ossessivo-compulsivo che prevede tra i sintomi:

  • Maniacale attenzione alla dieta pianificata con giorni di anticipo e ossessiva ricerca del cibo “sano” indipendentemente dal gusto personale.
  • Questa ricerca così accurata degli alimenti va a scapito anche di altre attività e spesso l’ortoressico coltiva da sé verdure e ortaggi così da essere certo che non siano contaminati da pesticidi.
  • Massima attenzione anche al metodo di cottura del cibo, compresa la scelta delle stoviglie

Se prese una a una queste particolarità non sembrano così pericolose: è bello stare attenti a quello che si mangia, preferendo il cibo biologico, il cibo sostenibile e le verdure coltivate nel nostro orto. Il problema sorge quando il troppo “stroppia”.

La devianza prodotta dall’ossessiva osservanza della regola nel cibo

O meglio, quando la minima deviazione alla regola provoca emozioni devastanti quali rabbia, depressione, ansia fino a causare disturbi psicosomatici come nausea e vomito. A questo punto diventa un circolo vizioso e si irrigidiscono ancora di più le regole, inevitabilmente si sgarra e così via.

D’altra parte riuscire a seguire perfettamente la dieta che ci si è imposti porta a una notevole autostima e il senso di avere il massimo controllo sulla propria vita.

L’ortoressico ha una vita sociale difficile se non impossibile: un caffè in compagnia, una cena al ristorante diventano occasioni evitate come la peste. Col tempo anche una cena privata diventa complicata se chi invita non ha la stessa maniacale attenzione per cibi e cotture.

Tutta la vita si concentra sul cibo, e il malato è convinto che il benessere dipenda solo dall’alimentazione escludendo tutto resto. Inoltre l’ortoressico è convinto che chiunque non segua la sua stessa regola non sia degno di essere frequentato in quanto stupido.

A questo si aggiunge che spesso la stessa regola alimentare è sbagliata perché si basa su concetti spesso legati alle fake news alimentari o all’allarmismo ecologico e si pensa che in assoluto TUTTA la carne bovina sia contaminata dal morbo della mucca pazza o che TUTTI i vegetali siano contaminati dalle radiazioni. E a nulla servono i consigli degli esperti perché non vengono creduti.

Le conseguenze sono immaginabili anche sul benessere fisico della persona: non sono rari i casi di avitaminosi, squilibri elettrolitici, osteoporosi. Nel peggiore dei casi si sviluppano patologie che possono diventare irreversibili e richiedere l’ospedalizzazione.

Spesso all’ossessione del cibo si associano anche altre forme maniacali come quella per la pulizia, l’esercizio fisico, le cure estetiche o la fobia per i farmaci, in quanto provenienti dall’industria chimica.

Come si cura l’ortoressia?

Come sempre in questi casi la terapia è quasi impossibile se il paziente non si rende conto di avere un problema. Le persone affette da ortoressia sono fermamente convinte di essere nel giusto e si sentono superiori a chi non ritengono altrettanto ortodossi nella ricerca della purezza interiore.

Si arriva quindi alla terapia spesso quando i sintomi diventano palesi soprattutto per quanto riguarda lo stato di salute.

Il trattamento non può essere che graduale: l’ortoressico, come l’anoressico, dovrà recuperare la percezione del proprio corpo reale e delle sue esigenze attraverso una psicoterapia cognitivo-comportamentale dove probabilmente non si possono evitare alcuni tipi di farmaci inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina.

Si tratta di attivare quindi un’azione multidisciplinare dove anche la famiglia ha un ruolo fondamentale, oltre a medici, psicologi e nutrizionisti.

Fonti:  https://www.stateofmind.it/2015/03/ortoressia/
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15330084
http://www.archivespp.pl/uploads/images/2012_14_1/BrytekMatera55__APP1_2012.pdf

Foto di Christine Sponchia

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