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La Cina chiude l’ambasciata Usa di Chengdu

People For Planet - Ven, 07/24/2020 - 09:50

Sempre più guerra e sempre meno fredda, quella che lega Stati Uniti e Cina. Le parole del Segretario di Stato Mike Pompeo non hanno precedenti: “il popolo cinese cambi il comportamento del Partito comunista. Gli Stati Uniti faranno il possibile per dare forza al popolo cinese” contro il proprio governo. Il presidente Xi Jinping è un “vero fedele della fallimentare ideologia totalitaria”, ha aggiunto. Il capo della diplomazia americana si è spinto a chiedere agli alleati – Italia compresa – di formare un cordone per isolare Pechino.

Una svolta

Non era mai successo nulla di simile, nella diplomazia di facciata, ma pur sempre diplomazia, che negli ultimi anni aveva caratterizzato la politica di Trump. Ogni riferimento o critica al premier cinese era ad esempio esclusa, e gli Usa mantenevano un accordo sul commercio, nonostante la guerra dei dazi. Tutto questo soprattutto al fine di mantenere una sponda di sostegno alla gestione del dittatore nordcoreano Kim Jong-Un, che oggi non sembra più così pericoloso, sparito com’è dalla retorica trumpiana.

Dopo il duro attacco verbale di Pompeo, la Cina si è decisa a reagire alla chiusura del consolato cinese a Houston di qualche giorno, definito dagli Usa “una base per lo spionaggio militare, industriale e scientifico”. Questa notte è stata disposta la chiusura del consolato americano a Chengdu.

Ben oltre la chiusura del consolato

Adesso pare che l’amministrazione Trump stia addirittura pensando a un divieto generale di viaggiare negli Stati Uniti per i 92 milioni di cinesi membri del Partito comunista, e di espellere dal paese tutti quelli attualmente presenti: altra azione che probabilmente provocherebbe ritorsioni contro i soggiorni americani in Cina.

Una “spirale pericolosa”

“Siamo in una spirale pericolosa e precipitosa verso il basso, non senza causa, ma senza le adeguate competenze diplomatiche per arrestarlo”, ha detto Orville Schell, direttore del Centro per le relazioni USA-Cina presso l’Asia Society. La severità del confronto, ha aggiunto, “ha fatto saltare il muro da sfide specifiche e risolvibili a uno scontro di sistemi e valori“.

Sconto che tuttavia sembra sotto ogni punto di vista scaturito dalla pochezza politica di Donald Trump, che ha creato l’attuale situazione a pesanti colpi di razzismo, supremazia e celodurismo.

La questione Coronavirus

Prendiamo solo gli ultimi mesi. Allo scoppio della pandemia, Trump e i suoi subordinati hanno direttamente e ripetutamente incolpato la Cina per la nascita e la diffusione del coronavirus, identificato per la prima volta a Wuhan a dicembre dell’anno scorso. Hanno più volte descritto il virus in termini razzisti e stigmatizzanti, definendolo il “virus Wuhan”, il “virus China” e  anche “Kung Flu”.

Il 4 luglio, Trump ha dichiarato che la Cina “deve essere ritenuta pienamente responsabile” per le morti nel mondo. L’amministrazione ha anche disconosciuto e svilito l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), accusandola di aver colmato le carenze cinesi nella risposta iniziale allo scoppio del virus. Giorni fa, ancora, il Dipartimento di Giustizia americana sta cercando di arrestare i due presunti hacker che avrebbero tentato di infiltrarsi nei sistemi informatici delle due aziende americane più vicine all’individuazione di un vaccino, la Moderna di Cambridge, in Massachussetts, e la Novavax, nel Maryland, sulle quali l’amministrazione federale ha appena investito circa due miliardi di dollari.

Da parte sua, la Cina ha respinto gli attacchi e ha piuttosto criticato la scarsa risposta del governo americano allo scoppio. Da alcune parti si è anche levata la contro-teoria che i soldati americani siano stati la vera fonte del virus, durante una visita a Wuhan lo scorso ottobre.

I conflitti nel Pacifico

L’amministrazione Trump allora si è spinta a contestare la sovranità e il controllo cinese su gran parte del Mar Cinese Meridionale, comprese le rotte marittime fondamentali. Proprio la scorsa settimana, sempre il segretario di Stato Pompeo ha descritto la Cina come “una grave minaccia alla sicurezza”, definendo “completamente illegali” le azioni cinesi in quelle acque, stabilendo potenziali scontri militari tra le forze navali cinesi e statunitensi nel Pacifico.

La lotta tecnologica

Da anni ormai – almeno dall’inizio dell’amministrazione Trump in modo così evidente – la Cina è accusata di rubare la tecnologia americana. Principale vittima delle ritorsioni Usa è Huawei, inserita in una lista nera internazionale e definita “il mezzo della Cina per infiltrarsi nell’infrastruttura di telecomunicazioni di altre nazioni al fine di ottenerne un vantaggio strategico”. Il responsabile della tecnologia della società, Meng Wanzhou, è detenuto in Canada dal dicembre 2018 con un mandato di estradizione agli Stati Uniti con accuse di frode. La scorsa settimana la Gran Bretagna ha dichiarato di schierarsi con gli Stati Uniti nel bloccare i prodotti Huawei dalla sua rete wireless ad alta velocità, il 5G, come pure l’Italia e altri fedeli alleati dell’America.

La ricercatrice in fuga

Ieri nuovi sviluppi. Una scienziata cinese si è rifugiata nel consolato del suo Paese a San Francisco, in fuga da un mandato di cattura dell’Fbi. Juan Tang è una specialista della ricerca sul cancro: stava partecipando a un programma di scambio nell’Università pubblica della California, a Davis, ed è accusata di aver falsificato la domanda per ottenere il permesso di soggiorno, ma in modo alquanto particolare. Tang aveva dichiarato di non aver avuto alcun collegamento con l’esercito cinese. Ma il 20 giugno gli agenti del Federal Bureau hanno perquisito la sua abitazione, trovando foto della ricercatrice in divisa e scoprendo che aveva lavorato per l’esercito militare. Così Tang si è rifugiata negli uffici del Console a San Francisco e lì è tuttora. Insomma, una lunga serie di casi dal sapore sempre più amaro.

L’Fbi ormai quasi ci scherza su. Giorni fa un suo alto esponente ha dichiarato che il controspionaggio americano sta lavorando su circa 5mila dossier che riguardano la Cina, “ormai ne apriamo uno ogni 10 ore”, ha aggiunto.

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Le pecorelle tosaerba di Silvia, filosofa pastore

People For Planet - Ven, 07/24/2020 - 08:00

… Silvia vive a Lodi e da qualche anno ha avviato il progetto Pecorelle con una quarantina di pecore di Ouessant, pecore nane originarie della Francia, che grazie alla piccola mole brucano e fertilizzano la terra senza danneggiarla.

Come preferisci essere chiamata, pastora, pastoressa…?
Mah, è indifferente, “pastore” va bene, la “e” finale si presta a tutto, anche “pastora” va bene, tutto fuorché “pastorella”.

Tu prima facevi la giornalista. Perché hai deciso di fare il pastore?
Volevo un lavoro che mi consentisse di vivere all’aperto e secondo ritmi più distesi. Ho sempre amato gli animali, e l’idea di fare il pastore è balenata all’improvviso, è stata quasi un’illuminazione. Mi piaceva l’idea di pascolare delle pecore nella Pianura Padana, in luoghi che amo. In un certo senso è stata una scelta prima estetica, poi etica.

L’utilizzo delle pecore per tosare l’erba è tornato alla ribalta con la proposta della sindaca di Roma Virginia Raggi. Cosa dici al riguardo?
Proprio a Roma, nel parco dell’Appia Antica, si tiene il Seminario Internazionale di Pastorizia Urbana e Periurbana; in Francia e altrove la manutenzione verde si pratica da anni senza nessun scalpore, anzi, desta simpatia e fa da aggregante sociale. Sulla manutenzione del verde però bisogna puntualizzare: sicuramente non è un metodo risolutivo, l’operato di un animale non può essere paragonato con quello di un tosaerba, e per fortuna!

Quali sono i valori aggiunti della tosatura a quattro zampe rispetto alla tosatura meccanica?
I valori aggiunti sono di tipo etico, nel senso che tu scegli un’alternativa, fai una scelta, rinunci al prato all’inglese livellato al millimetro per una manutenzione del verde che non inquina (niente pesticidi, niente benzina), aiuta gli animali e li riavvicina alle persone, anche in contesti urbani. E di tipo economico, perché salvo il costo del trasporto sulle lunghe distanze, il noleggio di una singola pecora è di un euro al giorno. Se i ricoveri e le recinzioni sono in loco tanto meglio.

Questo tipo di manutenzione ha risvolti sociali positivi?
Certo. Ad esempio, proprio di recente, durante l’open day dell’azienda L’Erbolario i visitatori hanno potuto farsi un’idea del valore degli animali rispetto all’ambiente. E in generale i Comuni, le aziende e le fattorie didattiche spesso organizzano attività formative che coinvolgono i bambini.

Quali terreni si prestano meglio alla tosatura con le pecore?
Si prestano meglio i terreni ampi, incolti, i prati rustici. Non certo il giardino della villetta.

E le tue pecore quali preferiscono?
A dispetto di quel che si può pensare le pecore non amano l’erba troppo alta, perché la schiacciano e poi per loro è difficile mangiarla. L’altezza ideale è quando l’erba non supera il polpaccio. Mangiano con gusto il tarassaco, la gramigna, la piantaggine… l’ortica no.

La tosatura con le pecore funziona anche in città?
Sì, nelle città ci sono delle aree, dei tratti incolti che anziché diventare ricettacoli di sporcizia possono essere destinati alle pecore. In questo caso si parla di vera e propria riabilitazione del verde.

Il tuo lavoro desta alcune perplessità a causa dei risvolti sanitari. Quali sono i rischi?
Questo è un pregiudizio di chi si è “inurbato” e ha dimenticato tutto, anche cose ovvie come ad esempio che la zecca è un animale e non si può cancellarne l’esistenza, ma si può limitarne la presenza somministrando alle pecore trattamenti sanitari, che non fanno parte dei vaccini obbligatori.

Sono costosi?
Tutti i trattamenti degli ovini sono costosi, possono costare anche centinaia di euro perché vengono venduti in formato gregge, ma sono cure che salvaguardano loro e il mio lavoro, quindi ben vengano.

Qualche episodio divertente?
Ce ne sono molti, in generale le situazioni destabilizzanti mi divertono. Una volta, quando ero ancora inesperta, mi hanno chiamato per avvisarmi che quattro pecore erano uscite dal terreno che si trovava in una zona industriale vicino a Lodi. Sono corsa in macchina a recuperarle sul luogo dove erano state avvistate, e le ho trovate mentre attraversavano la strada, come i Beatles nella copertina di Abbey Road.

Gli studi in filosofia ti aiutano nel tuo lavoro?
La filosofia mi aiuta in qualsiasi cosa faccio. Per filosofia intendo la capacità di sguardo, sapere che si hanno sempre a disposizione più possibilità, lasciarsi stupire dall’inatteso, dal possibile, anticipandolo o assecondandolo.

 

 

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Trump a Putin: “Evitare corsa alle armi” |App Immuni scaricata da pochi | Pensione invalidità, assegno triplicato

People For Planet - Ven, 07/24/2020 - 00:25

Corriere della Sera: Pisano: «L’app Immuni scaricata da 4 milioni e 300 mila italiani». Lontano il target utile ;

Il Giornale: Virus, ora si indaga su Conte: denuncia per epidemia colposa;

Il Manifesto: Italia sempre più nel cemento persi 2 metri quadri al secondo;

Il Mattino: Pensione di invalidità, assegno triplicato;

Il Messaggero: Sudan, cade la Sharia: ecco cosa cambia per le donne (e i gay non rischieranno più la morte);

llsole24ore: Pensioni, prosegue la frenata degli assegni anticipati e l’età di ritiro scende a 61 anni – Perché l’Italia è il Paese con la più bassa età pensionistica in Ue;

Il Fatto Quotidiano: Catania, il sindaco Pogliese (Fdi) condannato per spese pazze: sospeso per la Legge Severino;

La Repubblica: Quel festino con due prostitute dentro la caserma Levante;

Leggo: Manuel Bortuzzo, ridotta a 14 anni e otto mesi la condanna ai due aggressori;

Tgcom24: TRUMP CHIAMA PUTIN: “EVITARE CORSA ALLE ARMI A TRE FRA CINA, RUSSIA E USA” ;

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Và dove ti porta la montagna

People For Planet - Gio, 07/23/2020 - 19:30

I Sentieri senza barriere sono percorsi di montagna adatti anche alle persone con disabilità. Hanno pochi ostacoli, sono semplici da percorrere anche in carrozzina e ne possono usufruire anche persone con ridotta capacità motoria.
People For Planet ha intervistato Paolo Valoti, presidente del Club Alpino Italiano di Bergamo.

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Link di approfondimento:  http://geoportale.caibergamo.it/it/sentieri-senza-barriere

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Clima: le piene dei fiumi sono davvero cambiate?

People For Planet - Gio, 07/23/2020 - 17:00

Gli ultimi trent’anni sono stati il periodo più ricco di alluvioni in Europa degli ultimi 500 anni. Inoltre, questi ultimi tre decenni differiscono dagli altri periodi ricchi di piene fluviali in termini di durata, estensione spaziale, temperatura dell’aria e stagionalità delle alluvioni. Rispetto al passato, l’attuale periodo delle alluvioni è più esteso, la stagionalità delle piene è variata, e il rapporto tra occorrenza delle alluvioni e temperatura dell’aria si è invertito: in passato, i fenomeni alluvionali si verificavano più frequentemente in decenni caratterizzati da basse temperature, mentre oggi il riscaldamento globale è uno dei motori del loro aumento. Tutto questo in uno studio internazionale pubblicato oggi sulla rivista “Nature”.

100 miliardi di dollari spazzati via

Le piene fluviali possono causare problemi enormi: in tutto il mondo, il danno annuale causato dalle alluvioni è stimato in oltre 100 miliardi di dollari e continua a salire. Finora non era stato però possibile dimostrare scientificamente, secondo una prospettiva a lungo termine, che l’Europa si trovi effettivamente in un periodo particolarmente ricco di piene fluviali.

L’ampio studio internazionale che adesso non lascia più dubbi ha coinvolto un totale di 34 gruppi di ricerca tra i quali quello del Dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente, del Territorio e delle Infrastrutture del Politecnico di Torino. Relatore è il professor Günter Blöschl della Università Tecnica di Vienna (TU Wien), esperto austriaco di rischio idraulico. 

Un mutamento mai avvenuto prima

“Avevamo già rilevato l’influenza del cambiamento climatico sulle alluvioni in Europa negli ultimi 50 anni”, afferma Alberto Viglione del Politecnico di Torino, uno dei principali autori della pubblicazione. “Tuttavia, è anche importante capire se quanto visto negli ultimi 50 anni è una situazione completamente nuova o se si tratta solo di una ripetizione di qualcosa che si è già verificato in passato. Finora, i dati disponibili non erano stati sufficienti a dare una risposta alla questione. Grazie al lavoro fatto in questo studio possiamo ora dire con fiducia che sì, le caratteristiche delle alluvioni degli ultimi decenni sono diverse da quelle dei secoli precedenti”.

L’analisi

Per lo studio, sono state analizzate decine di migliaia di documenti storici coevi alle alluvioni dal 1500 al 2016. Il team alla TU Wien ha lavorato con storici provenienti da tutta Europa. “La sfida di questo studio consisteva nel rendere comparabili testi molto diversi tra loro per tipologia, datazione e aree di provenienza”, spiega Andrea Kiss dell’Università Tecnica di Vienna, lei stessa ricercatrice e storica, nonché uno dei principali autori della pubblicazione. “Siamo riusciti a raggiungere questa comparabilità contestualizzando tutti i testi nei relativi periodi storici, con un’attenta cura ai dettagli.”

Prima più frequenti con il freddo, oggi il contrario

L’analisi dei dati ha identificato nove periodi ricchi di alluvioni e le regioni ad essi associate. Tra i periodi più rilevanti spiccano il 1560–1580 (Europa occidentale e centrale), il 1760–1800 (la maggior parte dell’Europa), il 1840–1870 (Europa occidentale e meridionale) e il 1990–2016 (Europa occidentale e centrale). Il confronto con i dati ricostruiti di temperatura atmosferica ha mostrato che questi periodi alluvionali sono stati sostanzialmente più freddi dei periodi intermedi. “Questa scoperta sembra contraddire l’osservazione secondo cui, in alcune zone, come nel nord-ovest dell’Europa, il recente clima più caldo sia associato ad alluvioni più estese”, afferma Günter Blöschl“Il nostro studio mostra per la prima volta che i meccanismi sono cambiati: mentre in passato le alluvioni si sono verificate più frequentemente in condizioni di maggior freddo, ora è il contrario. Le condizioni idrologiche del presente sono molto diverse da quelle del passato”.

Anche la stagionalità delle alluvioni è cambiata. In precedenza, il 41% delle piene fluviali dell’Europa centrale avveniva in estate, rispetto al 55% di oggi. Anche nell’Europa meridionale, dove le piene autunnali sono le più frequenti, la loro proporzione è passata dal 42% al 54% del totale. Questi mutamenti sono connessi a mutamenti nelle precipitazioni, nell’evaporazione e nello scioglimento delle nevi e sono un indicatore importante per distinguere il ruolo del cambiamento climatico rispetto a quello di altre cause come la deforestazione e la regimazione dei fiumi. Queste scoperte sono state rese possibili grazie al nuovo database creato dagli autori dello studio, che include la datazione esatta di quasi tutti gli eventi alluvionali riportati dalle fonti negli archivi storici. Lo studio è il primo al mondo a valutare i periodi storici ricchi di alluvioni per un intero continente in maniera così dettagliata.

Dati migliori, previsioni migliori

A causa del cambiamento nei meccanismi di formazione delle alluvioni, Günter Blöschl sostiene sia necessario l’uso di strumenti per la valutazione del rischio alluvionale basati sui meccanismi fisici coinvolti e strategie di gestione che possano tenere conto dei recenti cambiamenti nel rischio. “Nonostante gli sforzi necessari per mitigare i cambiamenti climatici, vedremo comunque gli effetti di questi cambiamenti nei prossimi decenni”, afferma Blöschl, che conclude: “La gestione delle alluvioni deve adattarsi a questa nuova realtà”.

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Torture, orge, spaccio, prove false, ritorsioni: cosa avveniva alla caserma di Piacenza

People For Planet - Gio, 07/23/2020 - 15:00
Di tutta la caserma, solo un militare non è coinvolto nelle indagini

Per la prima volta in Italia si sequestra un’intera caserma, la “Levante” di via Caccialupo, a Piacenza, perché all’interno si commetteva ogni tipo di reato, anche durante il lockdown, anche quando a Piacenza si contavano i morti al termine di ogni giornata. Di tutta la caserma, solo un militare non è rimasto coinvolto nell’indagine. Solo uno. Chissà com’era per lui lavorare lì.

Sei carabinieri, insieme ad altre sei persone, al termine di un’inchiesta senza precedenti svolta dalla Procura della città e dalla Guardia di finanza. Secondo il neo procuratore Grazia Pradella sono contestati “reati impressionanti, dalla tortura alle lesioni personali, ma soprattutto l’attività di spaccio di droga durante il lockdown mentre la città emiliana piangeva i suoi morti”.

A quanto è finora emerso, i reati contestati sono numerosi e gravissimi: si parla di traffico di sostanze stupefacenti, estorsione, arresti illegali e tortura su cittadini, anche innocenti, con particolare predilezione per le vittime straniere. Una vera e propria organizzazione criminale che dal 2017 poteva permettersi di fare qualunque cosa nel più totale silenzio omertoso.

Orge, torture, prove false, droga rivenduta: la lista degli orrori

Tra le ipotesi di accusa c’è una certificazione falsa fornita da un carabiniere ad uno spacciatore piacentino, che l’ha usata per rifornirsi di droga a Milano durante la quarantena. Gli investigatori hanno anche ricostruito diversi pestaggi, tra cui quello di un cittadino arrestato ingiustamente e accusato di spaccio con prove false costruire ad arte. Un altro militare della stazione avrebbe addirittura gestito un’attività di spaccio attraverso un pusher di fiducia. E poi selfie con i pusher, orge, droga sequestrata e rivenduta, falsi arresti, false testimonianze, persone incastrare con false prove. Una lista infinita, “un colpo al cuore”, ha detto il comandante provinciale dei carabinieri Massimo Savo, sottolineando una “totale disponibilità” alla collaborazione con gli inquirenti. Di collaborazione e trasparenza, finora, ben poca, anzi, il quadro che ne esce riporta un clima di totale omertà. “Faccio fatica a definire questi soggetti ‘carabinieri’,” ha commentato Pradella.

Censurati come se fossero minorenni

Se ci fosse stato l’extracomunitario accusato di qualche piccolo reato, anche con il segreto istruttorio in corso, avremmo avuto subito nomi, volti, abitazioni, tutti gli identificativi, invece dei carabinieri già in carcere e del loro comandante agli arresti domiciliari ha iniziato a emergere qualcosa solo oggi. Circola una loro foto sui giornali, in cui sfoggiano banconote con atteggiamenti da ‘gomorristi‘, come li ha definiti il Manifesto, ma i volti sono censurati, come se si trattasse di minorenni, e non di ‘servitori dello Stato’ con ruoli pubblici.

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Soccorriamo i miliardari che soffrono!

People For Planet - Gio, 07/23/2020 - 15:00

Ci sono decine di migliaia di associazioni impegnate nella solidarietà verso ogni sorta di diseredati. Non esiste nessuna onlus che abbia l’obiettivo di portare conforto ai miliardari. Mi sembra una grave carenza: tutti hanno diritto alla felicità!

L’idea che i miliardari non abbiano bisogno di aiuto perché possiedono miliardi (non milioni, miliardi!) è un retaggio cattocomunista.
Il dolore psicologico non è commisurato al livello di sofferenza reale, ognuno patisce il proprio dolore in modo assoluto. Il fatto che sia meglio piangere su una Roll Royce che piangere in tram è inoppugnabile ma non lenisce la sofferenza degli uomini più ricchi del pianeta.

Un libro appena uscito alza la cortina che nasconde questo mal de vivre.
Ashley Mears è una sociologa dell’Università di Boston che ha un passato da fotomodella di successo. Ha frequentato per anni i locali più alla moda del pianeta, dove i paperoni passano la serata spendendo dai 5mila ai 100 mila dollari a botta. Ashley Mears nel suo libro si concentra sulle modelle che sono la vera attrattiva di questi locali, magrissime, non sono pagate e frequentano questi luoghi per sentirsi importanti, lusingate dal lusso che viene offerto loro gratis. Il libro si concentra sui meccanismi psicologici che inducono le modelle a fare da esca per i ricconi e i ricconi a gasarsi per la presenza di queste magrissime fanciulle, simbolo dell’essere alla moda, e a fare a gara tra loro per vedere chi spende di più. Il titolo del volume è molto esplicativo: «Very Important People: Status and Beauty in the Global Party Circuit» (Persone molto importanti: status e bellezza nel party globale).

Pone varie domande tipo: come mai i miliardari godono nell’essere circondati da modelle anoressiche, che generalmente non cercano di portarsi a letto?
Come mai invece le cameriere di questi locali sono formose e (si sospetta) che siano invece bersaglio sessuale dei magnati suddetti?

Ma a me interessa un altro aspetto della questione: come mai un bipede, apparentemente ragionante e pure apparentemente sveglio (visti i soldi che ha fatto) decide di buttare via 100mila dollari in una sera, pagando una bottiglia di champagne 50 volte il suo prezzo? Come mai si bea di avere intorno modelle che poi non desidera sessualmente? E se gli piacciono le cameriere formose perché non si rivolge direttamente a loro ottenendo prezzi molto più competitivi?
Quale turba psicologica li porta a sentire il bisogno di affermarsi socialmente buttando i soldi dalla finestra?
Per gratificare la loro autostima e il loro senso di dominio non gli basta leggere i numeri sui loro estratti conto bancari e sfogare la propria insicurezza insultando o licenziando qualche subalterno o chiudendo interi settori produttivi e mettendo sul lastrico migliaia di famiglie?

Mi viene in mente il diario di una playgirl di Playboy degli anni settanta. Allora andava forte un certo Kassogi, finanziera arabo specializzato in traffico d’armi e di qualunque altro prodotto in grado di arricchirlo in modo spaventoso. Questo signore era solito incontrare ricchissimi clienti e soci di mezzo mondo ospitandoli sul suo yacht esageratamente grande, ancorato al argo di Montecarlo. Per ravvivare l’ambiente richiedeva a un’agenzia di New York i servizi delle ragazze che apparivano sul paginone centrale di Playboy. Gli costavano uno sproposito, parliamo, in denaro di oggi, di 2 o 300mila euro per una settimana al mare in compagnia di miliardari, mangiando solo vero caviale, qualità oro, e altra roba che solo l’1% della popolazione mondiale può permettersi.

Nel suo diario la ragazza raccontava che insieme ad altre bellezze perfette, tutte omologate dalla rivista patinata, era stata per 7 giorni sul panfilo, con addosso solo un po’ di filo interdentale camuffato da due pezzi, e nessuno aveva fatto sesso con lei. Dal gruppo di magnati colà convenuti aveva ricevuto solo un paio di palpatine en passant. E questo non perché non fosse abbastanza bella o troppo altera. La stessa sorte era toccata alle altre playgirl. La ragazza diceva che le era dispiaciuto perché a lei fare sesso piaceva e alla fin fine si era un po’ annoiata.

Spero che tu abbia afferrato la questione. I ricchi hanno gravi problemi.
E il fatto che non tutti abbiano comportamenti così dissennati come quelli che ho qui descritti ci funge da prova al contrario di questa tragica realtà.

Ad esempio Richard Charles Nicholas Branson, il fondatore della Virgin, è un miliardario che sta bene. E lo so perché le sue trovate demenziali sono chiaro segno di uno spirito che sa come dare valore alla propria esistenza. Appena guadagnò i primi dieci milioni di sterline si tolse la soddisfazione di atterrare di persona, sulla piazza antistante la borsa di Londra, vestito da Uomo Ragno, utilizzando un complesso e costosissimo sistema di funi di kevlar, ultra sottili, che gli permisero di scendere dalla finestra di un palazzo esattamente nello stesso modo che Spider Man avrebbe utilizzato.
Non sazio creò una linea aerea dotata di un senso dell’ospitalità fuori dal comune, riuscì a dimostrare in tribunale, grazie ad un’ armata di investigatori privati che la British Airplane aveva commesso parecchi reati cercando di sabotare la Virgin, incassò decine di milioni di sterline di risarcimento, comprò linee ferroviarie, costruì radio e palestre e spese una cifra vergognosa per fare di persona il giro del mondo con una super mongolfiera e il più grande esperto planetario di volo in pallone, il che peraltro rischiò di ammazzare tutti e due. Non sazio decise pure di strappare ai marinai Usa il primato per l’attraversamento dell’Oceano Atlantico in super motoscafo.
Arrivato a metà percorso disse che per sabotarlo gli avevano messo a bordo bidoni di carburante sbagliato. Ma risolse la questione facendosi rifornire da un aereomobile, munito di lunghissimo tubo, in pieno oceano. E comunque stracciò il record Usa facendo andare in estasi gli inglesi.
Ecco questo è uno che sa divertirsi!

Sono anni che propongo riflessioni sulla vita grama che vivono i miliardari, che annegano nell’assenza di significato delle loro vite. I soldi non possono da soli diventare lo scopo di una vita. E ne è riprova il fatto che non c’è differenza di aspettativa di vita tra un direttore di banca e un super miliardario. Il che dimostra che la ricchezza oltre un certo livello di grandezza, non fa la differenza: uno dei fratelli Mc Donald un giorno chiese all’altro: “Cosa puoi comprare con 20 milioni di dollari che non puoi comprare con 5 milioni di dollari’”. Ed erano gli anni sessanta e i milioni di dollari erano ben più pesanti di oggi.

Temo il fatto che tu sia tra i pochi lettori che siano arrivati a leggere fino a qui. Grazie. So che la maggioranza mi ha mandato a culo dopo le prime 20 righe.
E spero anche che tu abbia colto il profondo significato strategico di questo articolo; per costruire di una società più giusta e felice dobbiamo aiutare i miliardari a trovare un loro senso della vita che sia appagante!

Se ci riusciamo potrebbero mettersi a realizzare imprese grandiose per il bene di loro stessi e dell’Umanità.
Lasciare miliardi nelle mani di depressi ossessivi senza cercare di guarirli è uno spreco che non possiamo permetterci. La depressione dei ricchi è una malattia sociale che riguarda tutti. Pensa cosa potrebbero fare i ricchi se fossero un po’ più contenti di vivere…

PS – Per completezza devo citare il fatto che nella nostra epoca abbiamo visto, per la prima volta nella storia del mondo, dei miliardari che hanno speso in beneficenza, curando di persona progetti veramente incisivi, cifre di denaro impensabili: Bill Gates ha investito addirittura 35 miliardi di dollari, una cifra con la quale, quando ha fatto questa donazione a una fondazione, ci si poteva comprare tutta la Fiat. Ha creato anche un club dove puoi entrare solo donando un miliardo di dollari. E hanno aderito in parecchi con cifre anche molto superiori al cip di ingresso.

PPS – Tra le idee che ha avuto per affrontare il dolore dei miliardari segnalo anche il “Catalogo delle Merci Impossibili a prezzi ragionevoli” realizzato insieme a Eleonora Albanese. I miliardari hanno fatto a pugni per aggiudicarsi alcuni dei pezzi di maggior prestigio.
E chi non ha voglia di ridere peggio per lui.
Vedi http://www.enciclopediauniversale.it/catalogoimpossibile/index.html

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Covid-19, investire nelle rinnovabili significa triplicare l’occupazione

People For Planet - Gio, 07/23/2020 - 11:30

“L’attuale crisi non lascia dubbi, le energie rinnovabili sono una delle leve più potenti che abbiamo per la ripresa economica a livello mondiale”, ne è certo Ciro Mongillo, CEO & Founding Partner di EOS IM, gruppo internazionale basato a Londra, indipendente e multi-strategy, specializzato nella gestione di fondi di investimento alternativi focalizzati sull’economia reale e le energie rinnovabili, come anche sul risparmio energetico. Questo il suo contributo alla discussione in atto, rispetto alla possibilità che convenga o meno – dal punto di vista meramente economico – investire nel green deal.

La forma energetica più resiliente

“Durante la pandemia, nonostante si sia registrato un crollo dei prezzi del petrolio e del gas, la quota di mercato delle rinnovabili, tra le varie forme di energia elettrica in gran parte dei mercati nel mondo è cresciuta, confermando una forte resistenza e rivelandosi, ancora una volta, come il modo più efficiente e resiliente di produrre energia.

La capacità globale delle rinnovabili – solare ed eolica – aumenterà di circa 162 GW nel 2020, circa il 6% in meno di quanto previsto a febbraio, secondo le previsioni degli analisti Platts. Le aggiunte di capacità nel 2021-25 sono state confermate ai livelli del 2019, con aumento medi, si stima, di circa 168 GW ogni anno”.

Non servono incentivi, ma regole chiare

“Solare ed eolico rappresenteranno circa il 9% del mix globale di produzione di energia elettrica nel 2020, e in questo contesto si rende necessario un sostegno politico più chiaro e più forte per le energie rinnovabili per espandersi abbastanza da contenere l’aumento delle temperature globali di 2 gradi entro il 2050. Inoltre, è interessante evidenziare come sia ormai arrivato il momento della grid-parity, cioè dell’equivalenza di prezzo dell’energia prodotta da fonti rinnovabili con quello dell’energia prodotta da fonti fossili. O addirittura la possibilità di superarla. Una tecnologia in costante miglioramento in relazione all’efficienza della produzione, economie di scala e costo in continuo calo delle apparecchiature chiave come pannelli ed inverters hanno infatti contribuito a rendere le energie rinnovabili le piu’ efficienti in assoluto nel rapporto costo/produzione”.

Un volano per l’occupazione: 3 volte più forte delle fonti fossili

“Le energie rinnovabili sono poi anche uno strumento importante per creare nuovi posti di lavoro.

Il nuovo report di Irena (Agenzia internazionale per le energie rinnovabili) mostra proprio che, su base annuale, aumentare la spesa pubblica e privata di energia a 4,5 trilioni di dollari all’anno aumenterebbe l’economia mondiale di un ulteriore 1,3%, creando 19 milioni di posti di lavoro aggiuntivi legati alla transizione energetica entro il 2030. I posti di lavoro nelle sole energie rinnovabili potrebbero triplicare fino a 30 milioni entro il 2030. Ogni milione di dollari investito in energie rinnovabili creerebbe tre volte più posti di lavoro rispetto ai combustibili fossili.

Per questi motivi – continua il manager – le infrastrutture nelle rinnovabili hanno un ruolo centrale nei nostri obiettivi di investimento, e non a caso abbiamo puntato negli anni a strutturare un team con grandi capacità tecniche che, nel complesso, ha già investito con successo in più di 10 Paesi e in un’ampia gamma di tecnologie (3GW), tra le quali solare, eolico ed efficienza energetica”.

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Agenda Urbana: nuovi fondi europei per il territorio

Gela Le Radici del Futuro - Gio, 07/23/2020 - 10:54

Una grande notizia annunciata dal sito della Regione Sicilia: oltre 31 milioni di euro per per progetti di investimento e sviluppo a Gela e Vittoria. Questi finanziamenti europei rientrano nel piano 2014-2020 di Agenda Urbana, che interessa le aree metropolitane della regione e le aggregazioni di comuni che superano i centomila abitanti.

L’operazione punta a promuovere il sostegno e lo sviluppo sostenibile. Per rendere ciò possibile è necessario far fronte alle sfide economiche, ambientali, climatiche, demografiche e sociali che si pongono nelle aree urbane. Sono diversi i campi su cui intervenire:  funzioni e servizi urbani; inclusione sociale dei soggetti più fragili e i quartieri più disagiati; creazione di filiere produttive globali e la crescita di servizi avanzati. A questi driver di sviluppo si aggiunge anche il bisogno di favorire la competitività turistica attraverso la valorizzazione naturale e culturale di un dato territorio.

Son ben cinque i progetti già approvati a Gela dall’amministrazione comunale, di cui tre sono già stati annunciati. Il primo riguarda il recupero della parte abbandonata del plesso Luigi Piradello, dove verrà istituito un nuovo polo per l’infanzia. Gli altri due riguardano, invece, l’efficientamento energetico dei plessi Don Milani e Quasimodo e della pubblica illuminazione nei quartieri Settefarine, Stazione, Giardinelli e villaggio Aldisio.

Quando i nuovi sistemi di illuminazione di ultima generazione saranno completati (a costo zero per l’ente) ed entreranno in funzione, permetteranno un risparmio alle casse comunali di quasi 500.000 euro annui grazie alla riduzione dei consumi elettrici.  La natura dei restanti progetti verrà annunciata nei prossimi giorni.

L'articolo Agenda Urbana: nuovi fondi europei per il territorio proviene da Gela Le radici del Futuro.

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Cosa fare se incontriamo un cinghiale (e altri animali)

People For Planet - Gio, 07/23/2020 - 10:00

Dal canale YouTube The Walking Nose un video tutorial su come “affrontare” la presenza di animali selvatici quando ci troviamo a passeggiare in montagna: cinghiali, serpenti, lupi e anche insetti (zecche, ragni ecc) cosa fare se ci troviamo di fronte a uno di questi animali?

Ma non solo… come difenderci dalle persone?

Fonte: The Walking Nose

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Zanzare: miti da sfatare, consigli e curiosità

People For Planet - Gio, 07/23/2020 - 08:00

Alcuni accorgimenti che vengono utilizzati per ridurre la presenza di questi insetti nelle nostre case non sono altro che frutto di leggende metropolitane e non hanno alcuna efficacia reale. Ecco alcuni miti da sfatare:

  • Mettere il rame nei sottovasi delle piante per rendere l’ambiente inospitale alle larve di zanzara non serve a nulla, spiega Claudio Venturelli, entomologo dell’Ausl Romagna: “Il rame rende l’acqua inospitale per le larve di zanzara solo nella proporzione di almeno 20 grammi di rame in un litro d’acqua. E non deve essere ossidato, quindi va cambiato molto spesso: solo con questi accorgimenti funziona, altrimenti è inutile”.
  • Coltivare piante aromatiche sul balcone come basilico, lavanda e menta può effettivamente allontanare le zanzare per via dell’odore che queste piante emanano, “ma attenzione all’acqua che ristagna nel sottovaso, perché ne aumenta la presenza e fa da serbatoio: in sostanza, se non si sta attenti ad trattare bene il sottovaso la spesa è maggiore dell’impresa”.
  • Le casette per i pipistrelli (bat box) che in molti giardini vengono messe per offrire ospitalità a questi piccoli mammiferi alati ghiotti di zanzare nella speranza che ripuliscano l’aria circostante da questi insetti, in realtà ha efficacia molto limitata.
I consigli anti-zanzare dell’entomologo

Alcuni comportamenti facili da mettere in pratica possono invece aiutare davvero a tenere lontane le zanzare. Tanto per iniziare, “la prevenzione è la prima arma:

  • svuotare i sottovasi delle piante quando si riempiono di acqua può aiutare a evitare l’instaurarsi di covi di larve”, spiega Venturelli. Anziché togliere l’acqua nei sottovasi, operazione che per piante molto pesanti può risultare difficile, “si può riempire il sottovaso di sabbia o ghiaia che evitano il formarsi del ristagno d’acqua, rendendo l’ambiente inospitale per le zanzare senza nuocere alle piante, che attraverso le radici possano continuare ad assorbire l’acqua di cui hanno bisogno”.
  • Oltre all’uso di zanzariere, che può risultare molto efficace e non ha alcun effetto collaterale sull’ambiente e sulla salute, anche l’uso di, se non proprio condizionatori, almeno di ventilatori può essere di aiuto contro le zanzare perché le correnti d’aria che si creano le disorientano nel volo e confondono l’odore della pelle umana da cui sono attratte.
Tutte le curiosità sulle zanzare raccolte in un libro
  • Da due zanzare che nascono in aprile, se hanno sangue per nutrirsi e acqua a sufficienza per sopravvivere, a fine ottobre hanno dato vita a circa 10 generazioni di zanzare”, spiega Venturelli. “Considerando che in media ogni 10 giorni possono nascere 2500 milioni di miliardi di zanzare, in sei mesi tutte le zanzare insieme arrivano a pesare 83 milioni di tonnellate, e se le mettessimo in fila indiana sarebbero in grado di coprire la distanza terra-luna 65 milioni e 400 mila volte”. Il calcolo, riportato nel libro “Questione di Culex” (De Agostini) scritto da Claudio Venturelli e Marina Marazza con prefazione e capitolo di Dario Fo, “è ovviamente ipotetico,  poiché non tiene conto delle zanzare vittime di predazione, malattie e disinfestazioni”, precisa Venturelli.
  • La bistecca scottona contiene il 16% di sostanza proteica rispetto al suo peso: le zanzare hanno invece ben il 48% di sostanza proteica rispetto al loro peso (chissà se in futuro sarà possibile consumare bistecche di zanzare come nuova fonte di approvvigionamento proteico!)
  • E’ vero che le zanzare scelgono le loro prede in base all’odore: in particolare sono attratte dal sentore del sudore, che contiene acido lattico, e sono in grado di intercettarlo a 70 m di distanza. Mentre non è vero che alcune persone sono bersagli prediletti delle zanzare, mentre altre sono pressoché indenni dalle punture. “Chi suda di più in genere viene punto di più, ma chi pensa di non essere vittima delle zanzare in realtà dà il suo contributo in sangue a mamma zanzara senza però manifestare la reazione allergica (ponfi e prurito) che, invece, compare in chi si sente perseguitato da questi insetti”.

INDICE articoli sul tema “Zanzare e Insetticidi”

Gli insetticidi sono velenosi!

Per le zanzare è una “questione di sangue”

Gli elettroemanatori contro le zanzare possono far male alla salute (non solo delle zanzare)

Repellenti anti-zanzare: attenzione agli effetti collaterali

Creme e spray anti-zanzare: gli errori da non commettere

Zanzare: miti da sfatare, consigli e curiosità

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De Luca senza freni | Spaccio e torture: 10 carabinieri coinvolti | Covid, “Adesso colpisce i più giovani”

People For Planet - Gio, 07/23/2020 - 06:25

Corriere della Sera:  De Luca senza freni: «Milano non si ferma, Bergamo non si ferma. E poi si sono fermati a contare i morti»;

Il Giornale: Covid, il contagio che spaventa “Adesso colpisce i più giovani” “Basta una settimana e tutto può ripartire”;

Il Manifesto: Droghe, aumenta il consumo e il governo è latitante;

Il Mattino: Bambino cade in un pozzo e muore: choc a Gorizia, era in gita con il campo estivo. Bambino nel pozzo, la maledizione della famiglia Rosello: in due anni morti entrambi i figli;

Il Messaggero: ARGENTINA La prima auto di Diego Armando Maradona ritrovata in un pollaio: collezionisti scatenati per una 128 Video;

llsole24ore: Nuove scintille Usa-Cina mandano in rosso le Borse. Milano giù (-0,6%) coi petroliferi – Svolta debito comune: Piazza Affari +19% da maggio – Lancio di Bond Ue di portata storica;

Il Fatto Quotidiano: Torino, perquisite sei società del gruppo Fca. La procura di Francoforte indaga per frode sulle emissioni inquinanti delle automobili;

La Repubblica: Spaccio e torture: 10 carabinieri coinvolti, 6 agli arresti. “Reati in stile Gomorra” video. L’audio “Che ti ridi? Ti stai divertendo?”;

Leggo: Mamma perde tutti i risparmi di una vita per saldare i debiti di gioco del figlio a Fortnite;

Tgcom24: Recovery Fund, Conte: “Risultato storico che appartiene a tutto il Paese” | Von der Leyen: “Giusto che l’Italia riceva più fondi”;

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Le fake e le app che speculano sulla paura e provocano fissazioni paranoiche (e suicidi?)

People For Planet - Mer, 07/22/2020 - 21:00

A più riprese i media mondiali, dal Messico, all’India, dagli Usa all’Europa si sono occupati di app che avrebbero indotto atti sconsiderati, autolesionismo con la lametta e addirittura suicidi.

Alcuni “giochi” propongono un percorso fatto di prove di coraggio, sempre più pericolose, e arrivano a chiedere ai giocatori, per lo più giovanissimi, di incidersi sulla pelle numeri o simboli. Secondo alcuni alla fine del percorso ci sarebbe la sfida definitiva. Buttarsi da un palazzo o suicidarsi in altro modo. “Se veramente hai coraggio prova a farlo!”

Altri giochi sono meno violenti ma comunque dannosi per l’equilibrio mentale degli adolescenti e di persone fragili: ad esempio Randonautica è una app che ti dà la possibilità di trovare “luoghi paurosi” vicino a casa tua. Uno dei video postati su TiK Tok mostra delle ragazze mentre trovano una borsa contenente “pezzi di cadavere”. In realtà si vede solo una borsa simile a quelle per i libri scolastici, ben chiusa per terra. Poi per un istante viene inquadrato il titolo di un giornale che grida: “Studenti trovano una borsa con resti umani!!!”. Questo e altri racconti video, probabilmente completamente falsi, hanno innescato una psicosi planetaria che ha portato migliaia di adolescenti a postare video nei quali raccontano di essere andati nel punto indicato con le coordinate da Randonautica e di aver vissuto esperienze terribili.

Hanno trovato la propria tomba, sono stati coinvolti in sparatorie, aggressioni e altri malanni paurosi; molti adolescenti in realtà raccontano eventi piuttosto insignificanti (sono andata in un prato poco lontano dalla strada e non ho trovato niente ma ritornando sulla strada ho visto due uomini che fingevano di aggiustare una bicicletta. Me ne sono andata spaventata e quando mi sono girata per vedere se mi seguivano non c’erano più!). Ma l’inconsistenza di questi episodi non impedisce a molti di commentare il video con toni evidentemente terrorizzati. O forse fanno solo finta fungendo da amplificatore verso chi ci casca…

Ovviamente è impossibile che esista un’organizzazione mondiale in grado di dire a chiunque, dovunque si trovi sulla faccia della terra, dove succederà qualche cosa di spaventoso. È evidente che si tratta di un semplice programma che sceglie casualmente le coordinate di un punto che si trovi a poca distanza dal punto nel quale si trova l’utente. È poi la suggestione a creare l’evento pauroso e inquietante. Mi sono spesso divertito in treno o in autobus a immaginare che un passeggero fosse in realtà un criminale sanguinario, un agente segreto, un marito che andava all’appuntamento con l’amante… Ma se qualcuno ti dice: vai lì e vedrai una cosa pazzesca, e sei impressionabile e ormonalmente instabile come un adolescente cadi in un meccanismo ben noto agli psichiatri: la profezia che si auto-realizza.


Ma quanto sono pericolose queste app?

Secondo alcuni (vedi l’articolo di Wired) l’idea che questi giochi abbiano provocato molti suicidi è una montatura: in Russia il suicidio di due ragazze è stato attribuito a Blue Whale ma pare che i suicidi siano avvenuti prima che questa app si diffondesse e i media, presentando Blue Whale come responsabile avrebbero creato una psicosi che ha fatto da amplificatore a questa app regalandole un incredibile successo.

Non ho elementi per dire come stiano le cose, se ne stanno occupando le procure e le polizie di mezzo mondo, vedremo. Ma intanto che aspettiamo di capire se “giochi” come Blue Whale, Galindo e Randonautica e altri siano colpevoli di istigazione all’autolesionismo e al suicidio possiamo osservare che il web sta dando spazio a un nuovo tipo di criminalità teppistica. Ci sono in questo mondo stupefatto e stupefacente migliaia di persone che si dilettano a inventare notizie false e giochi che bullizzano le persone per interesse economico, per desiderio di protagonismo oppure per semplice sadismo e noia. La questione è che internet ha dato un grande potere ai pazzi e sta mostrando una capacità strepitosa di dar benzina ai paranoici clinici.

Non sto dicendo che il web provoca patologie bipolari ma sicuramente fornisce carburante al disagio. Oggi il web è un immenso supermarket dove puoi trovare prodotti che sfruttano qualunque dissesto psichico e malanno delle capacità percettive e logiche. Qualunque idea assurda ti spaventi e ti crei ansia, se fai una ricerca in rete, trovi migliaia di persone disposte a giurare che ci sono gli alieni che ti succhiano l’energia a distanza, le lavatrici che ti parlano di notte e ti mangiano i calzini, le pentole a pressione che imprigionano spettri e se componi un certo numero sulla tastiera del tuo telefonino poi parli con Belzebù. E questo certamente non aiuta le persone fragili a superare le loro fobie.

Credo che sia necessario prendere delle contromisure energiche contro queste manipolazioni. Sono chiaramente pericolose! E tanto per cominciare da qualche parte credo sia importante fare informazione e sbugiardare questi manipolatori uno per uno. Diffondi un po’ di senso della realtà! Conviene anche a te.
Io inizio qui a dare il mio contributo a questa battaglia civile. In questi giorni ho realizzato anche una serie di poster su falsi veramente assurdi riguardanti gli extraterrestri puoi vederli (e magari condividerli) qui: People For Planet – Jacopo Fo

Fonti:
Galindo – https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/07/09/jonathan-galindo-chi-e-non-esiste-ma-esistono-persone-pronte-a-cavalcare-questa-bufala/5862847/
Randonautica – https://turbolab.it/giochi-videogiochi-passatempi-1088/randonautica-app-ti-riserva-macabre-scoperte-2883

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La vera storia dei sassi di Matera

People For Planet - Mer, 07/22/2020 - 17:00

La città di Matera è unica al mondo, è un elaborato sistema di grotte, la mentalità e il pensiero della Preistoria che si sono tramandati fino a nostri giorni. Tutta la città serve a raccoglie l’acqua piovana attraverso un sistema di pozzi e canalette.

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Una vita tecnologica e di durata indefinita: la postumanità (Video 7)

People For Planet - Mer, 07/22/2020 - 15:00

Estendere indefinitamente la durata della vita umana, “riversare” il contenuto del proprio cervello in un supporto tecnologico, usare la genomica. Alcuni esempi di come potrà essere il nostro futuro? Ne parliamo con Roberto Paura, presidente dell’Italian Institute For the Future .

L’Italian Institute For the Future è un’organizzazione no – profit nata a Napoli nel 2013 che si occupa di anticipare il futuro. Abbiamo raccontato cos’è in questo video.

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Climate change: gli orsi polari potrebbero estinguersi entro il 2100

People For Planet - Mer, 07/22/2020 - 14:00

Il graduale aumento delle temperature dovuto dall’eccessiva emissione di gas serra nell’atmosfera sta provocando uno stravolgimento totale del landscape globale: i ghiacciai si stanno sciogliendo e gli habitat naturali di molte specie animali e vegetali stanno letteralmente scomparendo.

Uno studio condotto dagli esperti di Polar Bears International e da un team di scienziati a livello internazionale e pubblicato qualche giorno fa sulla rivista scientifica Nature ha lanciato l’allarme: gli orsi polari potrebbero estinguersi entro il 2100.

Se le emissioni di CO2 non diminuiranno e i ghiacciai continueranno a sciogliersi, gli orsi polari non potranno più procurarsi il cibo di cui hanno bisogno per sostentarsi e questa tragica situazione porterà al loro declino nell’Artico.

Sapevamo già che alla fine gli orsi polari sarebbero scomparsi se non avessimo fermato l’aumento dei gas serra. Ma sapere quando inizieranno a scomparire in diverse aree è fondamentale per indirizzare la politica verso la giusta direzione”, ha dichiarato il dott. Steven Amstrup, che ha concepito il progetto ed è coautore dello studio. “Abbiamo scoperto che una moderata riduzione delle emissioni potrebbe prolungare la persistenza globale degli orsi polari, ma è improbabile che prevenga l’estirpazione di diverse popolazioni, sottolineando l’urgenza di tagli più ambiziosi delle emissioni“.

Lo studio

Questo recente studio ha permesso agli scienziati di disporre di una base analitica per capire come e quando gli orsi polari inizieranno a collassare, in base all’età e al sesso.

Stimando quanto magri e quanto grassi possono essere gli orsi polari, e comprendendo il loro consumo di energia, siamo stati in grado di calcolare il numero massimo di giorni in cui gli orsi polari possono digiunare prima che i tassi di sopravvivenza del cucciolo e dell’adulto inizino a diminuire“, ha affermato il Dr. Péter Molnár, dell’Università di Toronto.

Bisogna agire adesso

Gli scienziati concordano sulla necessità di un’azione immediata per evitare che le popolazioni di orsi polari nell’Artico scompaiano per sempre e che l’equilibrio di tutti gli ecosistemi venga definitivamente stravolto.

Gli orsi polari sono stati a lungo considerati messaggeri dei sintomi del cambiamento climatico che avranno un impatto su tutte le forme vita, compresa quella umana. Sappiamo che alluvioni, siccità e incendi diventeranno più frequenti e gravi man mano che il mondo continua a scaldarsi, ma i tempi per tali eventi sono difficili da prevedere. La pandemia di coronavirus è un promemoria di quanto sia vitale per i nostri governi intraprendere le azioni necessarie. Mostrare quanto sia imminente la minaccia per le diverse popolazioni di orsi polari è un altro promemoria che ci ricorda che dobbiamo agire ora per evitare il peggio “, ha affermato il Dr. Amstrup.

Tuttavia, se gli obiettivi fissati durante l’Accordo di Parigi verranno rispettati e le emissioni di gas serra verranno diminiute al fine di mantenere l’innalzamento della temperatura globale al di sotto dei 2ºC potrebbe esserci ancora una speranza per la sopravvivenza degli orsi polari e dell’intero Pianeta.

Riusciremo a prenderci cura della nostra Madre Terra?

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Milano: 3mila bambini esclusi a sorpresa dalla scuola dell’infanzia. Cade un diritto

People For Planet - Mer, 07/22/2020 - 12:46

“Ci è appena arrivata la comunicazione del Comune. Mia figlia, 3 anni, che ad aprile era stata accettata alla scuola dell’infanzia, adesso – e lo sottolineo: il 22 luglio – viene lasciata fuori, causa covid-19. Siamo a un mese e mezzo dall’apertura delle scuole, senza più prospettive: il pubblico ci ha rifiutati solo adesso, e i privati sono ormai tutti pieni”.

La storia di Filippo, giovane papà milanese, è assurda “soprattutto se pensiamo che in Europa le scuole hanno riaperto a maggio e giugno. Qui ci siamo presi tutto il nostro tempo per capire queste fatidiche linee guida per il distanziamento a scuola e per arrivare a quale soluzione: lasciare i bimbi a casa?” Ma sono moltissime le famiglie nella stessa situazione: circa 3mila.

Tagliate le classi con l’accetta

In più, il metodo del Comune lascia più che perplessi. “La nostra è la Scuola dell’Infanzia di via Benini, 80, a Nolo. Ci siamo iscritti, e siamo stati accettati ad aprile. Ora la mail che comunica che i posti sono stati tagliati causa covid da 31 a 13: siamo fuori perché siamo il numero 26 in quella scuola. Ma avrebbero dovuto rifare tutte le graduatorie per tutte le scuole, perché se cambiano i parametri delle selezioni, tu devi rimettere in ballo tutti, in modo che tutti abbiano gli stessi diritti. Io sono il numero 26 in questa scuola: ma se la mia famiglia – dove io e mia moglie lavoriamo entrambi a tempo pieno – venisse confrontata con tutte le famiglie di Milano magari le cose cambierebbero”. Invece hanno tagliato con l’accetta, scuola per scuola, eliminando bambini da quello che – almeno quello – le famiglie italiane avevano vissuto finora alla pari di un diritto. Il posto all’asilo nido in Italia non si trova quasi mai, ma la “materna” si chiama scuola non a caso. “Nella nostra classe erano 22 gli ammessi“, mi racconta Angela, che non sa come farà con il figlio, “ne hanno confermati solo 6“.

La scuola dell’infanzia era di fatto considerata un diritto

Una fascia d’età completamente abbandonata nonostante come dichiarato pochi mesi fa dalla viceministra Anna Ascani: “Più che di obbligo parlerei di un diritto da garantire: il diritto dei bambini ad andare a scuola a 3 anni, a poter accedere a questo primo step della formazione e dell’educazione. è noto che i bambini che partono dalla scuola dell’infanzia hanno meno difficoltà negli studi ed escono meglio dal percorso formativo”.

“Siamo di fronte a un diritto dell’infanzia negato – continua Filippo – una tappa fondamentale della crescita di Matilde che ci troviamo a dover pianificare in pochissimo tempo, senza preavviso e auspicando di trovare posto ancora in qualche scuola privata: stiamo chiamando ogni giorno le scuole private. Ma ci dicono che adesso sono chiuse, o già complete. Non voglio lasciare mia figlia con i nonni o una tata: non è giusto! Lei ha diritto a una formazione professionale e adeguata alla sua età, come tutti gli altri!”

La risposta del Comune di Milano e del Comune di Milano – Educazione e istruzione “è stata quella di sperare, si, di sperare, che qualcuno rinunci al posto – nel mio caso dovrebbero rinunciare praticamente tutti! -, di sperare che la situazione cambi, oppure che riescano a trovare nuovi spazi, perché ancora si, i nuovi spazi li stanno cercando a fine luglio, prima evidentemente avevano da fare altro e questa non era una priorità. Ma è giusto sperare che trovino all’ultimo un posto per mia figlia quando era già stata accettata? Sindaco Beppe Sala batti un colpo e facci “uscire dalla grotta” come auspicavi tu, noi, e pure mia figlia che non vede l’ora di tornare con i suoi coetanei e non ne può più di stare con mamma e papà”.

Le mamme che lasciano il lavoro

In una situazione simile a quella di Matilde si trovano oggi a Milano 3mila bambini e le loro famiglie, che – lo sottolineamo – per la prima volta non possono più mettere le pezze all’assenza dello Stato con l’aiuto dei familiari. Il coronavirus ha allontanato nonni e nipoti, e distanziarli è anche una questione di sicurezza. Anita Pirovano, capogruppo di Milano Progressista, in un post sulla sua pagina Facebook scrive: “Non nascondo una forte preoccupazione e un po’ di imbarazzo per questa situazione che è allarmante e che coinvolge a pieno titolo anche il livello istituzionale cittadino.” Parole. Ma il dramma resta. Come racconta via social anche la mamma di Olivia: disperata perché, senza posto per la bimba, a settembre dovrà abbandonare il suo lavoro.

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Covid-19, Lombardia: indagati i vertici del San Matteo e la Diasorin

Recovery Fund, all’alba l’accordo. Italia protagonista

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Covid-19, Lombardia: indagati i vertici del San Matteo e la Diasorin

People For Planet - Mer, 07/22/2020 - 11:10

Diasorin è stata favorita e ha ottenuto “tutti i risultati delle attività di ricerca e sperimentazione effettuate dalla Fondazione Irccs San Matteo di Pavia, nel settore dei test sierologici per la diagnosi di infezione da Covid-19” . Questa l’ipotesi degli investigatori della Procura di Pavia dopo l’accordo tra il Policlinico di Pavia e Diasorin sui test sierologici.

Perquisizioni domiciliari

Diverse perquisizioni domiciliari e locali sono state disposte questa mattina all’alba nei confronti di numerosi soggetti, indagati per “turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e peculato (appropriazione indebita, ndr)”. Tra i soggetti indagati ci sono tutti i vertici della Fondazione IRCCS San Matteo: il presidente, Alessandro Venturi; il direttore generale, Carlo Nicora; e il direttore scientifico. Ancora: il responsabile del Laboratorio di Virologia Molecolare, Fausto Baldanti; e l’amministratore delegato della società biotecnologica piemontese Diasorin S.p.a.

Una brutta storia

È stata la denuncia di una società concorrente, la Technogenetics, a far partire le indagini. La società era stata esclusa dall’accordo per lo sviluppo di test sierologici e molecolari allo scopo di ottenere la marcatura della comunità europea. Tale accordo veniva stipulato però senza gara, rendendo possibile un vantaggio economico per l’impresa oggi indagata. Il San Matteo avrebbe quindi concesso alla sola Diasorin di formulare il test, poi acquistato dalla Regione in 500 mila pezzi. Sulla vicenda si sono già espressi il Tar – che aveva bocciato l’accordo tra San Matteo e Diasorin – e il consiglio di Stato, che lo aveva poi abilitato nuovamente chiedendo però che venissero eseguite ulteriori indagini sul rapporto tra l’azienda privata e l’ospedale pubblico.

Molti i risvolti

Altri accertamenti tenteranno di chiarire i rapporti economico commerciali esistenti tra Diasorin, Fondazione Istituto Insubrico di Ricerca per la Vita e la società Servire srl, operanti presso l’Insubrias Biopark di Gerenzano nel Varesotto.

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Come potare le zucchine per raccogliere più a lungo!

People For Planet - Mer, 07/22/2020 - 10:25

Forza ortolani! Rimbocchiamoci le maniche, armiamoci di guanti ed arnesi e andiamo a sistemare l’orto!

Dal canale YouTube La campagna di Francesca le nozioni base per imparare la giusta tecnica per far crescere le zucchine ad alberello. Impariamo a legarle e a curarle, togliendo periodicamente le foglie basse aiuteremo le piante a far frutti più belli, più a lungo e a raccoglierle senza chinarsi troppo.

Fonte: La campagna di Francesca

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Zanardi trasferito in un centro specializzato |Smart working, in arrivo la proroga | Scuola: allarme dei genitori

People For Planet - Mer, 07/22/2020 - 09:41

Corriere della Sera: Zanardi ha lasciato l’ospedale: trasferito in un centro specializzato vicino a Lecco;

Il Giornale: Imprenditore ‘smonta’ lo Stato 300 euro di bonus a chi fa figli;

Il Manifesto: Omofobia, equilibrismi per salvare la legge. E Fi potrebbe votarla ;

Il Mattino: Coronavirus e smart working,in arrivo la proroga nel privato: «Norma in prossimo decreto». L’Italia e la rivoluzione economica innescata dal 5G Smart working, Fincantieri: intesa azienda-Sindacati;

Il Messaggero: Scuola, orari stravolti per il rientro: allarme dei genitori Azzolina: «Supplenti senza laurea giovani e preparati»;

llsole24ore: Così il Covid fa crollare gli acquisti e i prezzi delle case;

Il Fatto Quotidiano: Mattarella soddisfatto: “Ora azioni concrete”. Salvini è l’unico ad attaccare l’accordo in Ue. Meloni: “Conte s’è battuto”. Fi: “Buona notizia”;

La Repubblica: Green, digitale, infrastrutture e ricerca: così l’Italia spenderà i soldi del Recovery Fund ;

Leggo: Milan, clamoroso: Pioli confermato sulla panchina rossonera: «Prolungato il contratto per altri due anni»;

Tgcom24: Torture e violenze nel carcere di Torino, anche il direttore tra gli indagati;

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