Jacopo Fo

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Un audiolibro per la Giornata Mondiale della Terra

People For Planet - Gio, 04/22/2021 - 08:00

Il 22 aprile, un mese ed un giorno dopo l’equinozio di Primavera, è la data della Giornata Mondiale della Terra istituita dalle Nazioni Unite nel 1970 per celebrare l’ambiente, gli ecosistemi e la vita di tutte le specie presenti sul globo. Oggi, ad oltre mezzo secolo dall’avvio di una ricorrenza divenuta simbolica delle lotte di cittadini e movimenti ecologisti per la difesa dei diritti ambientali contro inquinamento, effetto serra, emissioni climalteranti, deforestazione, scioglimento dei ghiacciai, la questione ambientale è non solo un problema socio-umanitario di primaria grandezza, ma molto di più.  Secondo la metafora geometrica, rappresenta la fascia d’intersezione fra l’immanenza e la trascendenza dello sguardo che tenta di decifrarlo. Una simile dimensione dell’incognita ambientale non va ricondotta al gusto di scenari apocalittici, ma alle aporie del pensiero logico-razionale che, rivelandosi insufficienti e insabbiandosi in strade senza uscita, postulerebbero il loro superamento. Ma come? “Verso un vicolo cieco evolutivo” è il titolo dell’ultima pubblicazione de ilNarratore.com, edita nella versione dell’audiolibro, del libro e dell’e-book, di cui è autore lo stesso editore, Maurizio Falghera, sociologo che si definisce “pensatore indipendente e narratore professionista”, al punto da affermare nel prologo che “senza narrazione non sia proprio possibile fare scienza”. Asserzione ancorata all’apice etimologico e semantico della parola “teoria” che proviene dal greco antico ed è appoggiata al verbo che significa “vedere” ed al termine che   traduciamo come “spettacolo”. Il ricercatore pone l’occhio sulla spettacolarità della realtà delineando gli itinerari conoscitivi che vorrebbero avvicinarsi alla verità sul mondo.

Gregory Bateson l’aveva capito

Maurizio Falghera è uno studioso del pensiero dell’antropologo, sociologo, psicologo inglese Gregory Bateson, il maestro del Novecento dell’ecologia della mente che trovò ispirazioni d’indagine in molteplici campi quali la semiotica, la linguistica, la cibernetica, soffermandosi sui processi della percezione mentale ed individuando le assi portanti della relazione stabilita fra Homo Sapiens ed il Pianeta. “Gregory Bateson l’aveva capito” è il sottotitolo del testo di Falghera in cui riflessioni, ipotesi, interrogativi discendono dalle analisi di Bateson incardinate, fondamentalmente, intorno ai principi della finalità cosciente e del “double bind” (doppio vincolo). La coscienza finalistica è basata sulla premessa mentale secondo cui “il mondo è stato creato per l’uomo e noi uomini possiamo utilizzarlo per il nostro benessere”, una concezione che sovverte il carattere sistemico dell’habitat terrestre e decreta l’antagonismo con gli assetti ecosistemici e biologici di cui la stessa specie umana è parte. Il “doppio vincolo” è il concetto elaborato da Gregory (così con tonalità amichevole e confidenziale lo cita l’autore nel suo volume) nell’ambito degli studi sulla schizofrenia che descrivono la comunicazione fra persone legate da una relazione emotivamente significativa risultante viziata da incongruenze del linguaggio verbale e non verbale. Ne è esempio l’incontro fra la madre ed il figlio che non si vedono da un certo tempo. Il bambino corre per abbracciare la mamma ma lei s’irrigidisce e nell’atteggiamento e nei gesti non lo accoglie. Gli dice, però: “Non devi avere paura di mostrare i tuoi sentimenti”, alludendo al fatto che l’inibizione dell’abbraccio non è avvenuta per il suo irrigidimento ma per un’incapacità del figlio. Il bambino colpevolizzato non sa come replicare.

Il cortocircuito dell’evoluzione

La chiave paradigmatica di una simile situazione è utile ad aprire la comprensione dello schema relazionale fra Gaia, personificazione mitologica della Terra, e Homo. Lo sfruttamento delle risorse, l’aumento dell’anidride carbonica fino al 420 ppm (parti per milione o milligrammi per chilogrammo), il mutamento climatico, l’acidificazione degli oceani, la perdita delle biodiversità, non assegnano una supremazia strategica all’azione dell’essere umano che resta ristretto nella progressiva perdita dell’habitat naturale e in una dipendenza sempre più scomoda ma ineliminabile da Gaia. Scriveva Bateson in “Verso un’ecologia della mente”: “Potrebbe ben essere che la coscienza contenesse distorsioni sistematiche di prospettiva le quali, messe in atto dalla tecnica moderna, potrebbero distruggere gli equilibri tra l’uomo, la sua società e il suo ecosistema”. Maurizio Falghera si domanda ancora a questo proposito: “E’ concepibile che i comportamenti finalizzati rappresentino un tratto evolutivo paradossale, una specie di errore evolutivo? Può mai l’evoluzione biologica fare errori di questo genere?”.

Il tempo opportuno dell’apprendimento

Nella lingua greca antica il “to kairòs” era il tempo opportuno per segnare un avvento importante, il sopravvenire di un fatto o il dischiudersi dell’esperienza e Falghera ricorre alla metafora cinematografica e alle geniali intuizioni di Stanley Kubrick in “2001 Odissea nello Spazio” per fornire una rappresentazione visiva a questi concetti. Nella parte iniziale del film, infatti, l’ominide Moon Watcher brandisce esultando l’osso del tapiro sbranato perché comprende che ha trovato un mezzo, potremmo dire una tecnologia primordiale, di predominio. Molto probabilmente, come sosterrebbe Bateson, ciò è avvenuto non per la casualità delle circostanze ma per la convergenza misteriosamente propizia di fattori bio-neurologici e condizioni esterne. Oggi dovremmo tentare di tracciare una direttrice per noi vantaggiosa del “to kairòs” per un indispensabile salto evolutivo che preservi nel futuro le condizioni della vita sulla Terra. Già nel 1978 lo studioso di Cibernetica Anthony Wilden scriveva nel saggio sulla Comunicazione pubblicato nell’Enciclopedia Einaudi: “Se il sistema economico capitalistico è in realtà fondamentalmente dipendente dalla crescita quantitativa per la sua stabilità nel tempo, non potrà permettersi di cessare di crescere. Finché il sistema economico non urta contro i limiti (carrying capacity) del suo ambiente naturale ed umano. Se, però, il sistema si avvicina a questi limiti, l’incompatibilità diventa un paradosso. Il futuro a lungo termine della società occidentale dipende, probabilmente, dall’esito storico, risoluzione o trascendenza, di un Double Bind che finora non è stato analizzato”.

Una nuova ontologia

Ciò che occorrerebbe, allora, è una nuova concezione dell’essere, un mutamento radicale del pensiero. Ci si potrebbe chiedere, però, se i progetti caldeggiati di “management” delle radiazioni solari tramite il posizionamento di specchi negli oceani o l’impiego di aerei e la dispersione nella stratosfera di particelle di solfati e carbonati in grado di creare uno schermo per la deviazione dell’irraggiamento e la sottrazione al riscaldamento del pianeta, non costituiscano un’altra temeraria applicazione di logiche finalistiche per la gestione dell’equilibrio naturale. Non ci si potrebbe sorprendere se poi Gaia reagisse non da premurosa nutrice ma con un boomerang contro Homo, il suo ospite pretenzioso. Diceva Albert Einstein che “I problemi non possono essere risolti allo stesso livello di pensiero che li ha generati”.

“Verso un vicolo cieco evolutivo” si può ascoltare nel formato dell’audiolibro letto da Moro Silo, la cui vocalità intensa da abile affabulatore sa accompagnare nella comprensione di un saggio complesso, carico di sollecitazioni filosofiche e scientifiche che innervano il procedere delle argomentazioni e nel quale la storia di Homo e Gaia è interpretata nella sua grandiosità e drammaticità. Falghera, quanto ai destini dell’umanità non risparmia le ipotesi più pessimistiche ma non intende pervenire nemmeno a conclusioni apodittiche. D’altra parte, come ricordava Bateson, “Dio non lo si può beffare” ma il geniale Gregory, pur non avendone avuto il tempo, avrebbe voluto indagare maggiormente i fenomeni dell’arte e del sacro.  La vera “chance” che resta è quella di mettere in secondo piano le pretese di controllo dell’io razionale per sviluppare la creatività come modello di guarigione e costruzione di ogni aspetto relazionale, con le persone, con le cose, con tutti gli esseri viventi, con il proprio tempo.

Daniela Muraca

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Biden: neutralità climatica nel 2050 | “Virus? Fumo vietato” | Coprifuoco resta alle 22 | Superlega, fischio finale

People For Planet - Gio, 04/22/2021 - 06:25

Corriere della Sera: «Serve un grande patto per superare la crisi. Come fece Ciampi nel ‘93»;

Il Giornale: “Virus? Fumo vietato”. Ma lo studio smonta i “proibizionisti”;

Il Manifesto: Floyd, Chauvin tre volte colpevole per omicidio;

Il Mattino: Navalny, arrestata anche l’alleata Sobol;

Il Messaggero: Il coprifuoco resta (per ora) alle 22. Ok al decreto, ma la Lega si asterrà. Lo stato d’emergenza fino al 31 luglio;

Ilsole24ore: Superlega, fischio finale: Inter e Milan si sfilano. Anche Agnelli s’arrende – Cosa prevedono le regole Antitrust – Come funziona il modello Nba – Inter, 3 fondi per prestito da 250 mln;

Il Fatto Quotidiano: Ddl Zan, Italia viva fa asse con la Lega e apre alle modifiche al testo. Cerno (Pd): “Affossano la legge;

La Repubblica: Il mistero del sottomarino scomparso con 53 marinai a bordo;

Leggo: Strage di Nizza, preso in Italia il complice dell’attentatore: gli avrebbe fornito le armi;

Tgcom24: Svolta Ue sul clima alla vigilia del vertice di Biden: neutralità climatica nel 2050;

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Clima, l’Ue ridurrà le emissioni del 55% al 2030

People For Planet - Mer, 04/21/2021 - 18:00

Ridurre le emissioni di anidride carbonica “almeno” del 55% entro il 2030: lo ha stabilito il Parlamento europeo e gli Stati membri dell’Ue. “La legge europea sul clima sancisce l’impegno dell’UE a raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 e l’obiettivo intermedio di ridurre le emissioni nette di gas serra di almeno il 55% entro il 2030, rispetto ai livelli del 1990”. 

Un obiettivo più concreto

Gli obiettivi del taglio alle emissioni sono gli stessi proposti dalla Commissione nel 2020, e avallati dai leader Ue lo scorso dicembre. Ma sul target 2030, i negoziatori hanno introdotto un nuovo tetto (225 milioni di tonnellate) al contributo degli assorbimenti della CO2 da foreste e tecnologie, come chiedeva l’Europarlamento. Un dettaglio che renderà la “riduzione effettiva del 57%”, come ha precisato il presidente della commissione ambiente dell’Europarlamento Pascal Canfin. Il resto dovrà essere tutto sforzo di riduzione.

Obiettivo, neutralità climatica

Purtroppo però, la neutralità climatica da raggiungere entro il 2050, come stabilito dai leader Ue, resta invece un obiettivo collettivo dell’Unione e non dei singoli Stati, come voleva l’Europarlamento.

Nasce un Comitato Consultivo tecnico

Altri elementi dell’accordo includono l’istituzione di un Comitato consultivo scientifico europeo indipendente sui cambiamenti climatici e un obiettivo climatico intermedio da raggiungere per il 2040. L’accordo dovrà ora essere definitivamente approvato dai Consiglio (Paesi membri) e dalla plenaria dell’Europarlamento.

#PortaLaTazza e #PortaIlBicchiere: ti regaliamo un giro! L’idea di una giovane barista

L’iceberg più grande del mondo si è sciolto

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Tumore al polmone: non tutti i fumatori corrono lo stesso rischio

People For Planet - Mer, 04/21/2021 - 17:00

Un nuovo screening messo a punto dall’Istituto Tumori di Milano apre la strada alla prevenzione.

Più di 20 sigarette al giorno per 30 anni, ma il rischio di sviluppare un tumore al polmone non è lo stesso per tutti i forti fumatori. A sostenerlo è l’Istituto nazionale dei tumori di Milano (Int) che per la prima volta ha dimostrato come il rischio di incorrere in questa forma tumorale non sia il medesimo per tutti i forti fumatori e ha messo a punto uno screening per la diagnosi precoce di questa neoplasia rivolto alla popolazione ad alto rischio.

Diagnosi precoce per soggetti ad alto rischio

Attualmente non esiste uno screening per la diagnosi precoce del carcinoma polmonare rivolto alla popolazione ad alto rischio. Ciò comporta un ritardo nell’individuazione della malattia che spesso avviene quando il tumore è già in fase avanzata, determinando una minore aspettativa di vita: secondo i dati del 2018 raccolti da Airtum (Associazione italiana dei registri tumori) e Aiom (Associazione italiana di oncologia medica), la sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi è oggi pari al 15,8%. «Il nostro studio – spiegano gli autori – rappresenta una svolta perché scardina l’idea che non sia possibile effettuare una diagnosi precoce del carcinoma polmonare. Al contrario, prova che è possibile stabilire in anticipo chi ha maggiori probabilità di sviluppare la malattia e di conseguenza consente di definire il calendario dei controlli e le eventuali misure preventive da adottare». Supportato da Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro, lo studio è stato presentato a Barcellona lunedì scorso in occasione della 20° Conferenza mondiale dell’International Association for the study of lung center (Iaslc).

Tac spirale e analisi del sangue

Tac spirale toracica a basso dosaggio di radiazioni (LDCT) e test microRNA eseguito attraverso il semplice prelievo di un campione di sangue: sono questi i due esami che, in combinazione, rappresentano lo strumento diagnostico innovativo che per la prima volta può cambiare il destino di forti fumatori e soggetti ad alto rischio di sviluppo del carcinoma polmonare, aprendo la strada alla prevenzione personalizzata.

Venti o trenta sigarette al giorno per 30 anni

Lo studio, chiamato bioMILD, è stato condotto su circa quattromila persone arruolate all’inizio del 2013. Il 70% dei partecipanti era costituito da forti fumatori (cioè consumatori in media ogni giorno di un pacchetto da 20 sigarette) per 30 anni, con un’età superiore ai 55 anni. Il restante 30% comprendeva soggetti di 50-55 anni, fumatori di 30 sigarette al giorno, sempre da almeno 30 anni. Tutti sono stati sottoposti alla combinazione LDCT/test microRNA (piccolissime molecole che vengono rilasciate precocemente dall’organo aggredito dal tumore e dal sistema immunitario).

Basso, medio e alto rischio

I risultati hanno messo in evidenza tre tipologie molto differenti di rischio: il 58% dei partecipanti è risultato negativo a entrambi i controlli ed è stato quindi classificato a rischio basso di sviluppare il tumore al polmone; il 37% è risultato positivo a uno dei due esami ed è stato classificato a rischio medio; il restante 5% ha avuto entrambi i valori positivi, ed è stato quindi classificato ad alto rischio. «La nostra ipotesi di partenza era che il rischio di ammalarsi per i forti fumatori non fosse omogeneo, cioè il medesimo per tutti – spiega Ugo Pastorino, direttore della Struttura complessa di Chirurgia toracica dell’Int e tra gli autori dello studio -. I risultati ci hanno dato ragione perché sulla base degli esiti della Tac e del test microRNA siamo stati in grado per la prima volta di profilare il rischio di malattia e di definire che, a parità di esposizione, il rischio biologico è diverso».

Programmi di prevenzione personalizzati

I vantaggi che si ottengono con questa nuova strategia di screening precoce sono diversi. «In base alla fascia di rischio vengono messi a punto programmi di prevenzione personalizzati – spiega Pastorino -. È ad esempio possibile stabilire chi non necessita di cure immediate ma solo di un controllo annuale, e questo ci permette di evitare interventi che sarebbero inutili, a tutto vantaggio del paziente. Ed è possibile ridurre il numero di Tac di controllo, dal momento che chi è a rischio basso viene visitato a distanza di tre anni».

Articolo del 06/09/2020

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Bruxelles mette al bando gli integratori con aloe

People For Planet - Mer, 04/21/2021 - 15:56

“Considerando i gravi effetti nocivi per la salute associati all’impiego negli alimenti di aloe-emodina, emodina, dantrone ed estratti di aloe contenenti derivati dell’idrossiantracene, e che non è stato possibile stabilire una dose giornaliera di derivati dell’idrossiantracene che non desti preoccupazioni per la salute umana, tali sostanze dovrebbero essere vietate”. Lo ha stabilito la Commissione europea che ha reso effettivo il divieto alla vendita dall’8 aprile scorso.
 
Già nel 2013 l’EFSA, dopo aver riconosciuto l’efficacia dei derivati dell’idrossiantracene nel migliorare la funzionalità intestinale, ne aveva sconsigliato l’uso a lungo termine e il consumo a dosi elevate, per possibili problemi di sicurezza. Poi, la Commissione europea aveva chiesto all’EFSA, l’ente regolatorio europeo per la sicurezza alimentare, di valutare l’impiego di questi ingredienti vegetali negli alimenti e fornire un parere sulla dose raccomandata per l’assunzione giornaliera.
 
Ora, sulla base dei dati disponibili, l’EFSA ha concluso che alcuni derivati dell’idrossiantracene sono genotossici, ovvero possono addirittura danneggiare il DNA e non è stato possibile stabilire un limite di sicurezza giornaliero. Da studi condotti su animali, alcune di queste sostanze hanno mostrato di provocare cancro all’intestino.

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Idea creativa: come riciclare i vecchi libri

People For Planet - Mer, 04/21/2021 - 15:00

Anche se vecchi, malconci e straletti i libri non si buttano mai, sarebbe un sacrilegio. Meglio riutilizzarli, riciclarli e trasformarli in qualcosa di nuovo. Bricoliamo, fantasia e manualità in casa ha pensato a un comodino.

Bricoliamo, fantasia e manualità in casa

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George Floyd, la condanna al poliziotto che l’ha ucciso cambia il corso della storia

People For Planet - Mer, 04/21/2021 - 11:30

Una giuria 100% americana ha dichiarato colpevole di omicidio l’ex ufficiale di polizia che uccise l’afroamericano George Floyd in una strada di Minneapolis, lo scorso anno, tenendo premuto un ginocchio sul suo collo per circa 9 minuti, e scatenando vaste proteste e ribellioni in tutto il mondo, Italia compresa. A seguito di quei fatti, la statua di Idro Montanelli venne imbrattata a Milano, ad esempio, e un aspro dibattito si aprì sull’opportunità di celebrare personaggi storici dall’animo profondamente colonialista, razzista e misogino.

Una triplice condanna

Derek Chauvin, 45 anni, l’imputato in questione, muoveva gli occhi a scatti, da un lato all’altro del viso, come un animale spaventato mentre il giudice leggeva il suo destino: colpevole di omicidio di secondo grado, omicidio di terzo grado e omicidio colposo. Difficile non provare compassione per lui, sebbene la rabbia resti al primo posto.

L’America (e il mondo) si sveglia diversa

Si tratta di una svolta nella percezione universale delle forze dell’ordine. Il filmato che immortalò l’omicidio di Floyd resterà il simbolo della lotta ai soprusi e l’uso eccessivo della forza da parte della polizia. Mentre la cauzione di Chauvin veniva immediatamente revocata e lui veniva posto sotto custodia, il mondo si prepara a una nuova presa di coscienza, a un’estensione dei diritti. Dopo aver visto l’orlo del baratro, l’America – e di conseguenza il mondo intero – vive oggi un passaggio “monumentale: questo è storico” come ha sottolineato l’avvocato della famiglia Floyd, Ben Crump, che ha parlato di un “punto di svolta nella storia” degli Stati Uniti.

In Minnesota, l’omicidio di secondo grado comporta una pena massima di 40 anni di prigione. L’omicidio di terzo grado è punibile fino a 25 anni di carcere. L’omicidio colposo di secondo grado è punibile fino a 10 anni di carcere. È probabile che la condanna avvenga tra due mesi e Chauvin potrebbe passare decenni in prigione, anche se è probabile che Chauvin faccia appello contro il verdetto.

Niente più come prima

Gli agenti di polizia sono stati raramente condannati negli Stati Uniti come nel resto del mondo – ammesso che vengano accusati – per decessi avvenuti in custodia, e il verdetto di questo processo è stato ampiamente visto come un’indicazione di come il sistema legale statunitense (e non solo) tratterà tali casi in futuro. Tra l’altro la messa in discussione del potere forte dello Stato riguarda anche altri tre agenti, che dovranno affrontare un processo entro la fine dell’anno, con l’accusa di favoreggiamento. “La giustizia dolorosamente guadagnata è finalmente arrivata”, ha twittato l’avvocato di George Floyd. “Un messaggio chiaro sulla necessità di responsabilizzare le forze dell’ordine”.

Il messaggio di Biden

Il presidente Joe Biden e la vicepresidente Kamala Harris hanno chiamato la famiglia Floyd dopo il verdetto. Biden ha detto: “Almeno ora c’è un po’ di giustizia”. In centinaia hanno esultato fuori dal tribunale l’atteso verdetto.

Una manifestazione di poliziotti a sostegno di Chauvin

Doppia vergogna a Brescia: la Comunità Montana a cena (in 20) con specie protette nel piatto

Mantova: morti 72 operai, dopo 15 anni di processo scattano assoluzione e prescrizione

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Mantova: morti 72 operai, dopo 15 anni di processo scattano assoluzione e prescrizione

People For Planet - Mer, 04/21/2021 - 09:00

Con l’annullamento delle condanne e una prescrizione, dopo 20 anni la Corte di Cassazione ha messo la parola fine. Una “pietra tombale sulla morte di 72 operai per tumori professionali alla Montedison di Mantova“, scrivono in un comunicato AIEFA e Medicina Democratica.

“Con la sentenza della Corte di Cassazione dello scorso 7 aprile, 72 operai morti per tumori professionali al Petrolchimico di Mantova, resteranno per sempre senza giustizia: 20 anni di attesa, tanto ci è voluto per quest’ultima sentenza sconvolgente, che ha definitivamente mandato assolti gli ultimi 9 imputati, di cui uno nel frattempo deceduto, accusati della morte di 6 lavoratori”.

Queste le parole di Fulvio Aurora, responsabile delle vertenze giudiziarie di AIEA, Associazione Italiana Esposti Amianto, che con Medicina Democratica era parte civile in questo processo iniziato nel lontano 2001, rappresentati dall’avvocata Laura Mara. “Siamo fortemente preoccupati – ha aggiunto – perché quanto accaduto per Mantova rischia di ripetersi in numerosi processi, in cui siamo parte civile, con una durata processuale che suona come una beffa, rispetto a quanto sancito dalla nostra Costituzione e dalla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo sulla ragionevole durata del processo”.

15 anni di processi e poi la assoluzione e la prescrizione

Vale la pena di riepilogare la sequenza sfibrante di un processo iniziato formalmente nel 2010, dopo 9 anni di fase istruttoria: La sentenza del 14 ottobre 2014 del Tribunale di Mantova condannava in primo grado 12 imputati dei 16 complessivi, con la sentenza del  5 febbraio 2016, il Tribunale di Brescia confermava, sia pur riformulando, la condanna. Il 14 novembre 2017 la sentenza della Corte di Cassazione procedeva con l’annullamento parziale, parte amianto, con rinvio alla Corte di Appello. Il 20 gennaio 2020 la sentenza della Corte di Appello di Brescia decideva per la assoluzione nella parte riguardante le implicazioni da amianto e il 7 aprile 2021, sempre la Corte confermava tale sentenza.

Nessun riconoscimento di colpe per l’esposizione all’amianto, quindi, salvo il caso di un solo lavoratore morto per mesotelioma, per il quale, però, è scattata la prescrizione: il riconoscimento del danno c’è, ma il reato è prescritto, per cui ci sarà soltanto il rinvio al giudice civile per il calcolo del risarcimento.

“Siamo convinti che la verità su questo immane crimine industriale non raggiunta nelle aule di giustizia, stia sotto gli occhi della società civile che continua pervicacemente a lottare per ridare dignità ai tanti lavoratori e lavoratrici uccisi sul luogo di lavoro”, ha detto Laura Mara, avvocata di parte civile.

In Italia 35 processi legati all’industria in corso

Trentacinque processi in corso, tutti legati all’industria, tutti iniziati mediamente 15 anni fa. Come quello della Marina Militare 2, la cui udienza è prevista a Mestre il 29 maggio e in date prossime non ancora non note. I processi in Corte d’Appello a Novara per ETERNIT bis e a Napoli per ETERNIT bis Bagnoli , e ancora, in Corte d’Appello a Lecce per l’ILVA Taranto. Processi sfibranti, tirati per le lunghe, impensabili per le tasche dei comuni cittadini senza crowdfunding e difese pressoché probono. Processi che finalmente vedranno la luce, come quello per l’incidente ferroviario di Pioltello, per il momento solo di primo grado, iniziato proprio il 15 aprile, o quello per i morti di amianto al Teatro alla Scala, che inizierà invece il 30 aprile.

Operai, lavoratori spesso costretti a scegliere tra il perire di malattia o di fame, in un Paese dove alle morti sul lavoro è usanza dare una passata di bianco quasi a volerle rendere più accettabili, meno brutali, morti bianche, appunto.

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Ariana Grande e la dieta vegana

People For Planet - Mer, 04/21/2021 - 08:00

Se volete seguire la dieta vegana di Ariana Grande, il social giusto è Pinterest. E’ lì che, con costanza, Ariana la bella posta soprattutto frutta, verdura, avena e patate dolci. Questi sono i migliori amici alimentari della pop star americana dall’invidiabile forma fisica e dall’invidiabile successo.

Ed ecco il menu della dieta vegana di Ariana.

Si parte al mattino con mandorle e avena integrale, un cereale celebre per i suoi superpoteri nutrizionali e utilissimo in un’alimentazione vegana perché ricco di calcio, tra le altre cose. Poi un super frullato di frutta.
A pranzo una bella insalata di cavolo crudo, verdure a volontà e una patata dolce. Per merenda barrette proteiche e mirtilli, e a cena un’altra badilata di verdure, completata da legumi di ogni tipo, tofu, tempeh (un alimento a base di soia. Se sei a Roma e lo vuoi compare leggi QUI) e via dicendo.
A piacimento caffè con latte di mandorla, ma mai una bevanda gassata (per via dell’alto contenuto di zuccheri). Ariana ama provare frutti esotici strani come il dragon fruit ma soprattutto ama i beveroni: latte di cocco, frullati vari, tè, caffe.
La giovane star controlla che il suo contapassi arrivi almeno a 10mila ogni giorno, come aggiunta all’allenamento quotidiano.

L’orgoglio vegano trapassa le pagine social, e si vede subito che si gode appieno quella sua scelta di vita: i suoi scatti racchiudono tutta la goduria di questo mondo attorno a un piatto di fagioli cinesi o a una forchettata di alghe, lei si mostra curiosa e aperta al nuovo ma anche affezionata alle sue radici (avena e patate).

Di tanto in tanto esprime il proprio orgoglio vegano, ma anche bio e reducetariano (un recente movimento alimentare che limita il consumo il carne), riferendosi a quando era una bambina e già limitava il consumo di alimenti animali. Emblematico il numero di 850mila like per il post seguito alla visita a un santuario di animali, realtà sempre più presenti anche in Italia e dove volontari crescono animali strappati, in vari modi, al macello.

La dieta vegana non è una moda ma ama la moda, ed è riamata. Alcuni Vip adottano diete (più o meno assurde) che abbracciano spesso e volentieri, per lunghe parentesi, o da decenni, la dieta che evita animali e derivati dagli animali: Beyonce, Demi Lovato, Miley Cyrus, Alanis Morissette.

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Scuole aperte al 100% | Firmiamo contro il vitalizio ai corrotti | Spostamenti tra Regioni, arriva il green pass

People For Planet - Mer, 04/21/2021 - 06:25

Corriere della Sera: Caso Grillo: per i pm non solo il video, anche foto e messaggi proverebbero la violenza;

Il Giornale: Attenzione al Superbonus 110%: cosa cambia con la proroga;

Il Manifesto: Scuole aperte al 100%. Preoccupa l’azzardo di Draghi;

Il Mattino: Biden e la «crisi» del confine Messico;

Il Messaggero: Pensione Opzione donna, nate nel 1962 l’ultima classe d’età: requisiti e calcolo assegno;

Ilsole24ore: Superlega a rischio: Manchester City fuori, Chelsea, Arsenal, United e Atletico Madrid verso il ritiro – Ricavi, come funziona il modello Nba;

Il Fatto Quotidiano: Firmiamo contro il vitalizio ai corrotti. “Senato faccia ricorso per rimediare allo scandalo”: oltre 20mila adesioni alla petizione del Fatto;

La Repubblica: Spostamenti tra Regioni, arriva il green pass. Ecco i tre modelli per vaccinati, guariti o negativi al test;

Leggo: Estate 2021, come andremo in spiaggia. Ecco tutte le regole per lettini, mascherine e sport;

Tgcom24: Johnson&Johnson, Ema: “Più benefici che rischi” | Riparte la distribuzione in Italia | Verso uso over 60;

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Covid-19, studio: più sport fai, meno rischi corri

People For Planet - Mar, 04/20/2021 - 11:41

Non era difficile immaginarlo ma arriva la conferma scientifica (e che conferma) che l’attività fisica regolare taglia il rischio di ammalarsi gravemente di covid. Secondo uno studio pubblicato sul British Journal of Sports Medicine, le persone che si sono esercitate regolarmente e poi sono risultate positive al SARS-CoV-2 avevano meno probabilità di sperimentare esiti più gravi.

Tutto lo sport aiuta

Importante sottolineare che anche le persone chi faceva sport, ma non così assiduamente, hanno comunque riscontrato benefici significativi rispetto alle persone che avevano affermato di esercitarsi poco, 10 minuti o meno a settimana.

Uno studio dettagliato

L’analisi ha preso in esame 48.440 adulti ammalati di covid, età media 47 anni. Il 62% erano donne. La maggior parte dei partecipanti rientrava nella categoria “attività fisica moderata”; il 6,4% soddisfaceva i livelli di attività fisica raccomandata negli Stati Uniti e un 14,4% è stato classificato costantemente inattivo. Sebbene siano noti i vantaggi dello sport sulla salute, e anche sui malati di covid, i risultati hanno sorpreso i ricercatori. I pazienti che erano “costantemente inattivi” avevano il 226% di probabilità in più di essere ricoverati in ospedale, il 173% di probabilità in più di finire in terapia intensiva e il 149% in più di probabilità di morire.

Un suggerimento alla politica

“Crediamo fermamente che i risultati di questo studio rappresentino una linea guida chiara e attuabile che può essere utilizzata dalle popolazioni di tutto il mondo per ridurre il rischio di gravi esiti di COVID-19, inclusa la morte”, ha detto a Medscape l’autore dello studio Deborah Rohm Young, PhD. “Il potenziale di un’attività fisica regolare per ridurre la gravità della malattia da COVID-19 dovrebbe essere promosso dalla comunità medica e dalle agenzie di sanità pubblica”.

Cosa significa essere attivi

“Portare a spasso il cane significa essere fisicamente attivi”, ha commentato Ross Arena, professore e capo del dipartimento di terapia fisica presso l’Università dell’Illinois al Chicago College of Applied Health Sciences. “Non devi correre una maratona o andare in palestra e correre su un tapis roulant 60 minuti al giorno. Anche se sarebbe fantastico”, ha spiegato a WebMD. “È già un vantaggio muoversi di più e sedersi di meno”.

Young e colleghi hanno scoperto, ad esempio, che rispetto alle persone che hanno riferito di esercitarsi da 11 a 149 minuti ogni settimana, il gruppo inattivo aveva il 120% di probabilità in più di essere ricoverato in ospedale, il 110% in più di probabilità di aver bisogno di ricovero in terapia intensiva e il 132% in più di probabilità di morire.

Come una medicina

“Sappiamo da molto tempo che la funzione immunitaria migliora con una regolare attività fisica, e coloro che sono regolarmente attivi hanno una minore incidenza, intensità dei sintomi e morte per infezioni virali”, ha detto Young. Ulteriori vantaggi includono una maggiore capacità polmonare e una migliore funzione cardiovascolare e muscolare “che può servire a ridurre gli impatti negativi di COVID-19”, ha aggiunto.

“Per dirla semplicemente, l’esercizio è una medicina. Se hai una migliore funzione cardiaca e polmonare di base, come ti aspetteresti da qualcuno che soddisfa le linee guida sull’attività fisica, è logico che puoi resistere meglio al fattore di stress del covid-19 che ha un impatto molti sistemi corporei “, ha detto a Medscape Monica Verduzco-Gutierrez, MD, presidente del Dipartimento di Medicina Riabilitativa presso la Long School of Medicine dell’UT Health San Antonio in Texas.

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Calcolata la velocità della morte: due millimetri l’ora

People For Planet - Mar, 04/20/2021 - 08:00

Misurata la velocità della morte: un gruppo di studiosi della Stanford University (California, Stati Uniti) ha calcolato che la morte di una cellula ha una velocità precisa: trenta millesimi di millimetro al minuto, ovvero due millimetri all’ora. La scoperta, spiegano gli autori dello studio, sebbene possa apparire bizzarra potrebbe invece avere in futuro importanti implicazioni per la cura di malattie come il cancro e l’Alzheimer.

Lo studio
I ricercatori si sono concentrati sullo studio delle uova di rana della specie Xenopus laevis che, per tenere sotto controllo il numero di cellule e contribuire a un sano sviluppo dell’organismo, vanno incontro a morte programmata (processo noto in linguaggio scientifico con il termine di apoptosi). I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista Science.

La morte programmata delle cellule
La morte programmata delle cellule, detta anche apoptosi cellulare, è un processo che avviene in modo ordinato ed è importante per il corretto sviluppo dell’organismo. A volte, però, i meccanismi cellulari possono andare incontro a malfunzionamenti, inducendo l’eliminazione di cellule che dovrebbero continuare a vivere e, al contrario, mantenendo in vita cellule che sarebbero destinate alla morte. Per questo, spiegano gli autori dello studio, tanto più sono conosciuti i processi di morte cellulare, tanto più si possono studiare modalità per intervenire nei processi stessi.

Cose incredibili per cancro e Alzheimer?

Come hanno spiegato i due autori dello studio Xianrui Cheng e James Ferrell al The Guardian, “se conosciamo la velocità con cui le cellule muoiono, o più precisamente il modo in cui muoiono, possiamo fare cose incredibili per malattie come il cancro o l’Alzheimer. Ad esempio, curare il cancro incoraggiando cellule cancerose ad autodistruggersi, oppure fermare la degenerazione cellulare nei pazienti a rischio Alzheimer”.

Articolo scritto il 4/08/2020

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Navalny trasferito in ospedale | Biden: “ridurre nicotina nelle sigarette” | Chi c’è dietro alla bomba sul calcio

People For Planet - Mar, 04/20/2021 - 06:25

Corriere della Sera: Grillo difende il figlio Ciro: «Stupro? Non ha fatto niente. I genitori della ragazza: «Ridicolizza il dolore»;

Il Giornale: Ecco chi c’è davvero dietro alla bomba sul calcio;

Il Manifesto: Caso Open Arms, il gup ha deciso: Salvini va processato;

Il Mattino: Russia, Navalny trasferito in ospedale;

Il Messaggero: Covid, test salivari: come funzionano. I kit devono avere la marchiatura CE. Allo studio l’introduzione nelle scuole;

Ilsole24ore: Regno Unito, permesso di residenza post-Brexit: decine di migliaia di italiani mancano all’appello;

Il Fatto Quotidiano: Ft: la Cina sta uscendo dalla pandemia con una crescita record, ma il manifatturiero arranca;

La Repubblica: L’amministrazione Biden pensa a una legge per ridurre la nicotina nelle sigarette;

Leggo: Sudafrica, bracconiere in fuga dai ranger morto schiacciato da un elefante;

Tgcom24: Arrivate oltre 430mila dosi AstraZeneca | Pzifer: a Ue 100 milioni fiale entro l’anno | Vaccinati, in Italia superata quota 11 mln;

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Creare una lampada con una bottiglia

People For Planet - Lun, 04/19/2021 - 20:00

Dal canale YouTube fbcocco: In questo tutorial condivido con voi il procedimento per creare una lampada​ abat-jour​ utilizzando una bottiglia. Per la realizzazione della lampada occorre avere un paralume, un portalampada filettato con ghiera (E14/E27), un cavo elettrico bipolare con interruttore, un tubo filettato con dado per abat-jour e…….una bottiglia!

La bottiglia è stata forata con una punta diamantata per vetro, mediante l’utilizzo del multiutensile dremel​. Il foro del tappo con punta elicoidale per metallo. Ricordatevi di lavorare indossando guanti, occhiali di protezione e possibilmente una mascherina.

Buona lavoro!

fbcocco

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Una Superlega Calcio solo per super ricchi? No grazie!

People For Planet - Lun, 04/19/2021 - 18:00

Ma qualcuno ha capito il criterio col quale vengono scelte le squadre che faranno parte della Superlega di calcio? I titoli vinti, i soldi o il pelo sullo stomaco di accettare questo obbrobrio? Qualcuno sa spiegare perché tra i membri fondatori c’è il Manchester City, che non ha mai vinto una Champions ma è pieno di soldi e non c’è l’Ajax, che di Champions ne ha vinte 4, ha rivoluzionato il modo di giocare a calcio e ha lanciato campioni come Cruijff, Van Basten e Ibrahimovic?

Piccolo riassunto per chi oggi era su un altro pianeta: la nuova Superlega che rischia di mandare in pezzi il calcio europeo avrà 15 membri fondatori, che parteciperanno sempre (sempre!) di diritto – in barba a quei criteri di merito che dovrebbero essere tutto nello sport – e soltanto altre 5 in base ai risultati. Ideata e fortemente voluta da Real Madrid e Juventus, la Superlega ha visto in Italia l’adesione, più o meno titubante ma sempre adesione, anche di Inter e Milan.

Particolarmente ripugnante è stato il ruolo di Andrea Agnelli. Il boss della Juve fino a ieri presiedeva l’Eca ( l’organismo che rappresenta i club europei): ha trattato con l’Uefa la riforma della Champions, e nello stesso tempo organizzava la Superlega, che di fatto rende la Champions una scatola vuota (senza Real, Barcellona, Atletico Madrid, le 6 principali squadre inglesi e le 3 italiane che Champions sarebbe?). Uno specchiato esempio di moralità.
Ma a lui e alla Juve si sono accodati Inter e Milan. La partecipazione alla Superlega garantisce ogni anno circa 300 milioni a ogni squadra aderente: infinitamente più di quanto dà una sudata partecipazione alla Champions (entrare nei gironi frutta circa 50 milioni).
Un’offerta che, come si dice in linguaggio mafioso: “non si può rifiutare”.

Altrove, però (per esempio il Bayern, che ha vinto ben 6 Champions, dietro solo a Real e Milan) c’è chi ha avuto il buon gusto di rifiutarla.
Con la Superlega i ricchi diventano sempre più ricchi, e possono comprare i campioni più forti, e i poveri restano tagliati fuori. Così il divario tra i club grandi e quelli medi e piccoli, già molto ampio, diventa stellare e incolmabile.
Ma questo non è più calcio.

Il bello del calcio è sapere che una “grande” può essere annichilita da una provinciale che quel giorno è in stato di grazia.
Il bello del calcio, per me che sono tifoso del Milan – ma penserei lo stesso se tifassi qualsiasi altra squadra – è vedere la mia squadra che si suda la partecipazione alla Champions, e che la conquista solo se se lo sarà meritato.
Non che partecipa a una competizione internazionale per diritto divino.
Come tifoso voglio che non solo Milan, Inter e Juve possano partecipare a una coppa, ma che possano anche Atalanta, Napoli, Roma, Lazio, Fiorentina, Sassuolo, Avellino e così via fino all’ultima provinciale, se se lo meritano sul campo.
Altrimenti non è più calcio, almeno così come lo conosciamo. Diventa solo il calcio dei ricchi e dei privilegiati.
E non mi interessa.

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5 consigli per evitare che una scampagnata diventi un disastro ecologico

People For Planet - Lun, 04/19/2021 - 17:00

Tutti pronti a partire con amici e parenti con le giberne cariche di uova sode, frittata di maccheroni e 240 cotolette impanate per 6 persone?

Vi risparmiamo i consigli salutistici, solo poche cose per ricordarci di avere alcune accortezze per salvaguardare il pianeta e quindi:

  1. Usiamo contenitori riutilizzabili, anche di plastica ma che – svuotati – ci portiamo a casa, laviamo e riponiamo pronti per essere riempiti alla prossima gita.
  2. Piatti, bicchieri, posate rigorosamente 100% biodegradabili, in bioplastica o riutilizzabili.
  3. L’acqua portatela in borraccia, il caffè nel thermos.
  4. Si può arrivare alla nostra meta in autobus, in treno, o addirittura in bicicletta? Meglio, molto meglio, sennò organizzatevi con gli amici e riempite le macchine, nel tragitto potete sempre cantare Azzurro o la Canzone del Sole.
  5. Finito il pic-nic lasciate il posto più pulito di quando l’avete trovato, raccogliete l’immondizia vostra e altrui se c’è.

Tornate a casa satolli, riposati e con la coscienza immacolata. Che bella gita!

Foto di Pexels

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#PortaLaTazza e #PortaIlBicchiere: ti regaliamo un giro! L’idea di una giovane barista

People For Planet - Lun, 04/19/2021 - 15:00

Siamo tutti sempre pronti a lamentarci del degrado per strada e delle montagne di rifiuti che la pandemia ha portato con sé, ma in quanti avremmo avuto questa idea? Il piccolo, e finora noto a pochi, bar Ciabot, a Borgata Corbiglia, una frazione del torinese, ha lanciato l’iniziativa #PortaLaTazza per ridurre i rifiuti dell’asporto e in poche ore ha sbancato il web. Io l’ho letto sulla pagina Facebook del mio quartiere, in centro a Milano, e l’idea è sembrata la soluzione nei commenti di molti che, tra birre d’asporto e caffè in piedi, notano l’imbruttirsi delle piazze cittadine, e se ne lamentavano senza sollievo.

L’incentivo? Una bevuta gratis

Ecco dunque una possibile risposta: oltre alla borraccia, infiliamo nello zaino una tazzina, o un bicchiere da campeggio, di quelli infrangibili, e mostriamoci orgogliosi di usarli. Se poi bar e locali volessero seguire l’esempio torinese e offrire una bevuta (caffè, ma anche birra, aperitivo e quant’altro) ogni 10 ne saremmo ancora più orgogliosi. Dal canto suo, infatti, il locale può contare su un notevole risparmio, limitando l’uso dell’usa e getta.

La sensibilità di Alessia

“Con l’asporto stiamo producendo troppi rifiuti. Se andiamo avanti così la terra soffocherà. Basta una tazza per aiutarla a respirare. #portalatazza e ogni 10 caffè avrai un caffè in omaggio. Essere ecologici è conveniente!”. Questo il messaggio che sta facendo impazzire il web. A chi è venuta l’idea? È giovanissima e donna, Alessia Bruno, 25 anni, la titolare che gestisce il bar con i suoi genitori da 5 anni. Non è questa la sua prima idea green: ha già introdotto borracce personalizzate con il nome inciso gratuitamente e l’acqua alla spina.

L’immondizia è troppa

“Salvo i brevi periodi in zona gialla, è da novembre che bar e ristoranti sono obbligati a servire cibo e bevande d’asporto producendo davvero troppa immondizia – ha spiegato Alessia a Terrnuova – Il nostro bar è arrivato a produrre due sacchi d’immondizia al giorno solo di bicchierini da caffè. Abbiamo sempre cercato di rifornirci di materiale biodegradabile, ma non sempre ci riuscivamo perché le forniture erano scarse e i nostri fornitori spesso rimanevano senza”.

Il biodegradabile non aiuta

Tra l’altro, ad Alessia naturalmente non sfuggono le criticità del ricorso all’usa e getta anche compostabile: “Per produrre bicchierini compostabili si sprecano materie prime vegetali, acqua e terreno, serve anche tanta energia per tutta la filiera di produzione. Che senso ha usare questi oggetti una volta e buttarli? È uno spreco assurdo che si potrebbe evitare col gesto semplice di portarsi la tazza da casa” ha aggiunto.

Dal caffè al vino…è un attimo

Ma come reagisce la gente del paese? “Inizialmente con un po’ di titubanza, poi hanno iniziato a portare tazzine per caffè e tazze per orzo o cappuccino….addirittura alcuni signori anziani sono venuti con il loro bicchiere chiedendomi di riempirlo di vino!”. Come dar loro torto, appunto. Del resto, Bar Ciabot deriva da ciabòt, un piccolo fabbricato caratteristico dei vigneti piemontesi che raccoglie utensili e mezzi vari legati al lavoro della viticoltura, e vanta anche una produzione propria.

Vivere a “rifiuti zero” con eleganza

Doppia vergogna a Brescia: la Comunità Montana a cena (in 20) con specie protette nel piatto

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Doppia vergogna a Brescia: la Comunità Montana a cena (in 20) con specie protette nel piatto

People For Planet - Lun, 04/19/2021 - 13:00

Doppia vergogna per la Comunità Montana di Gardone Val Trompia, nel Bresciano, dove oltre 20 persone, tra dirigenti e impiegati dell’ente, si sono riuniti a pranzo attorno allo stesso tavolo, con menù a base di spiedo bresciano e uccellini la cui caccia è vietata. All’arrivo dei carabinieri, non paghi, i rappresentanti delle istituzioni hanno anche tentato di nascondere le padelle sotto il tavolo. Un fatto gravissimo che ha sommerso i protagonisti con polemiche e richieste di dimissioni.

Un raduno sotto gli occhi di tutti

L’irregolarità nelle misure anti-covid e delle leggi a tutela della conservazione è avvenuta nella sala della sede della Comunità Montana. Impiegati e funzionari avevano cucinato nelle rispettive case le specie protette, per poi trasportarle in uno dei luogo simbolo del rispetto delle regole.

A spingere a un controllo i carabinieri è stata probabilmente la segnalazione di qualche residente della zona, dato che il viavai di persone e pentole sarebbe stato notevole. Chissà cosa ne pensano i detrattori di Alessandro Gassmann, sepolto dalle critiche giorni fa per aver espresso su Twitter il dubbio se denunciare o meno un party dal suo vicino di casa.

Lo “spiedo bresciano”

Lo ‘spiedo bresciano’  è un piatto tipico di carne che contiene manzo, maiale, pollo, coniglio, selvaggina e, appunto, uccellini. Peccato che, dal 2014 è vietato cacciare allodole, tordi, beccafichi o fringuelli e proprio alcune di queste specie erano protagoniste della serata. Probabile frutto – tra l’altro – di caccia di frodo degli stessi esponenti della Comunità Montana. I carabinieri hanno sequestrato una cinquantina di uccellini già cotti.

La cultura dell’illegalità

La Lega per l’abolizione della caccia ha commentato a Repubblica.it: “Si tratta dell’ennesimo sintomo della ridottissima percezione dell’illegalità venatoria esistente nelle valli bresciane, non a caso al primo posto in Italia, e ai primi in Europa, per l’incidenza del bracconaggio. Ma è anche un esempio del disprezzo per i sacrifici che la maggior parte delle persone ha fatto e continua a fare nell’era del covid, senza pensare a organizzare un pranzo collettivo illegale in un Ufficio tecnico o in una sala consiliare”.

L’iceberg più grande del mondo si è sciolto

Sarà finalmente possibile curare gli animali con farmaci umani

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L’iceberg più grande del mondo si è sciolto

People For Planet - Lun, 04/19/2021 - 12:00

L’iceberg più grande del mondo, non esiste più.

A68, come era noto, copriva un’area di quasi 6.000 kmq quando si è staccato dall’Antartide nel 2017. Largo ma estremamente sottile, il mega iceberg aveva uno spessore medio di circa 230 m.

A68 aveva le dimensioni di un piccolo paese, grande quanto un quarto del Galles. Ma i satelliti mostrano che il mega-iceberg ora è praticamente scomparso, suddiviso in innumerevoli piccoli frammenti che, secondo il National Ice Center degli Stati Uniti, non valgono più la pena di essere monitorati.

L’A68 si staccò dalla piattaforma di ghiaccio di Larson C ai margini della penisola antartica e per un anno non si mosse quasi mai. Ma poi ha iniziato a spostarsi verso nord con velocità crescente, cavalcando forti correnti e venti.

Il blocco da un miliardo di tonnellate ha preso una rotta familiare, roteando nell’Atlantico meridionale verso il territorio britannico d’oltremare della Georgia del sud, la piccola isola dove molti dei più grandi iceberg vanno a morire. Catturati nelle secche locali, sono destinati a dissolversi gradualmente.

Ma questo iceberg, in qualche modo, è riuscito a sfuggire a questo destino.

In questo caso, sono state le onde, l’acqua calda e le temperature dell’aria più elevate nell’Atlantico che alla fine hanno consumato A68, che si è semplicemente frantumato in migliaia di piccoli pezzi.

Contrariamente a quanto potremmo dedurre, lo scioglimento dell’iceberg A68 non è una conseguenza dei cambiamenti climatici, ma un processo del tutto naturale. Detto questo, però, A68 ha mostrato i tipi di processi attraverso i quali il riscaldamento può distruggere le strutture di ghiaccio.

Fonte: BBC

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In difesa di Striscia la Notizia

People For Planet - Lun, 04/19/2021 - 11:00

A causa si una battuta scherzosa si è scatenata l’ira di alcuni contro la trasmissione. Un caso di aggressione contro i conduttori della trasmissione, Gerry Scotti e Michelle Hunziker, minacciati e insultati per aver “fatto un gioco” interpretato come un episodio di razzismo.

Il politicamente corretto, l’attenzione alle parole e ai gesti è assolutamente corretto e va sostenuto, ma dove si colloca il limite tra il senso dell’umorismo, e quello della misura, e l’insulto razziale?

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