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L’importanza delle recensioni online per le piccole imprese

People For Planet - Lun, 07/20/2020 - 10:00

Le piccole imprese, con investimenti di poche migliaia di euro, devono saper analizzare ciò che determina veramente le decisioni di acquisto e adattare le loro strategie di conseguenza

Sono cambiate le abitudini di acquisto dei consumatori ed i piccoli imprenditori ancora non riescono a sfruttare in pieno questa opportunità.

Con la crescente diffusione di opinioni di esperti ed utilizzatori, l’importanza del marchio è infatti diminuita: in passato gli acquirenti tipicamente operavano confronti relativi (il marchio A è meglio del marchio B?) oppure seguivano la massima “otterrai quello per cui hai pagato” per cui si convincevano che il prodotto più costoso era migliore.

Dipendevano in gran parte da informazioni e pubblicità fornite dei produttori in base alle loro strategie di marketing.

Oggi, grazie soprattutto alle recensioni generate dagli utenti e alla tendenza delle persone a consultare gli amici nei social media, chi compra dispone di altre opzioni. L’abbondanza di informazioni peer-to-peer e la disponibilità senza precedenti di opinioni di esperti dà loro accesso a ciò che è noto come valore assoluto, una sensazione ricca e specifica di cosa possa significare possedere o usare il bene che stanno considerando di comprare.

Ogni piccolo imprenditore è consapevole dell’ascesa delle recensioni online e di altre fonti di informazioni tra pari, ma molti trascurano questo trend e mettono sul mercato i prodotti più o meno come facevano dieci anni fa.

E’ venuto il momento che  molte piccole aziende (anche il ristorante o il negozio sotto casa) debbano modificare radicalmente le proprie strategie di marketing per tenere conto del crescente potere esercitato sui futuri consumatori dalle opinioni di chi è già un consumatore.

Ma quando parliamo di marketing pensiamo che il concetto sia coerente solo con la grande impresa. Sbagliato! Cari (piccoli imprenditori) un modellino di processo di marketing può essere tarato anche per il ristorante o il negozio sotto casa.

E prima di iniziare questo inevitabile processo di cambiamento tenete presente questa equazione.

Le decisioni di acquisto dei clienti sono tipicamente influenzate da una combinazione di tre fattori:

  1. Le loro precedenti preferenze, credenze ed esperienze
  2. Le informazioni degli operatori di marketing (pubblicità, packaging, marca, ecc…)
  3. Input da altre persone e dai servizi di informazione

Pensiamo a questo mix di influenze. Pensiamoci in termini di gioco a somma zero: quanto maggiore è la dipendenza da una fonte, tanto più bassa l’esigenza di altre. Se l’impatto del fattore 3 su una decisione di acquisto di un apparecchio da cucina aumenta, l’influenza del fattore 1 o 2, o di ambedue, diminuisce.

Le aziende si devono chiedere: in che misura i consumatori dipendono dal fattore 3 quando prendono decisioni sui loro prodotti? Una volta capito ciò, bisogna prendere atto che ci sono implicazioni strategiche:

  • il marchio perde importanza. Vado a cena in quel ristorante ben recensito anche se non e’ il ristorante con un marchio consolidato
  • La pubblicità (anche attraverso celebrità/testimonial) non riscuote molto successo perché, quando giunge il momento di effettuare l’acquisto, il peso di recensioni di fiducia di norma supera ogni altro effetto residuale di esposizione casuale a una pubblicità
  • Si possono evitare le costose ricerche di mercato e le indagini di customer satisfaction. Invece di misurare le preferenze, la soddisfazione e la fedeltà di singoli consumatori, i piccoli imprenditori dovrebbero reindirizzare le risorse (poche migliaia di euro) per tracciare, codificare e quantificare sistematicamente le informazioni derivanti da siti di recensioni, forum di utenti e altri social media.

    Quando pero’ parlo con le aziende dell’opportunità di cambiare il marketing mix per tenere conto del crescente potere del fattore 3, verifico un’obiezione costante: il crescente sospetto (ed in qualche caso la prova perché IO SO E HO LE PROVE) che le recensioni online siano soggette a manipolazioni e imbrogli. Alcuni credono che la dipendenza dei consumatori dal fattore 3 calerà man mano che sempre più acquirenti diventeranno coscienti dell’ingannevolezza delle recensioni.
    Non sono d’accordo.

Siti come TripAdvisor o TrustPilot stanno diventando sempre più sofisticati nell’eliminare le recensioni fasulle e i consumatori stanno sviluppando una migliore percezione di quali siti (e recensori individuali) possono essere ritenuti affidabili.

Per di più, non credo che i consumatori abituati all’abbondanza di recensioni online torneranno mai ad affidarsi al tradizionale fattore 2.

La ricerca vorace di informazioni è diventata profondamente integrata nelle abitudini di molti consumatori e non possiamo ipotizzare uno scenario in cui vedremo il marketing tradizionale costituire una fonte di informazione migliore.

A mano a mano che l’influence mix evolve, il successo arriderà a quelle aziende che possono tracciare da vicino le fonti di informazione cui si rivolgeranno i loro clienti e troveranno la combinazione fra canali e strumenti di marketing più appropriati per le modalità che saranno scelte dai loro clienti.

Il mercato non aspetta le vostre decisioni. Il cambiamento e’ ieri 

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Le Dolomiti da raccontare ai bambini

People For Planet - Lun, 07/20/2020 - 08:00

Sono le montagne più belle del mondo, Patrimonio naturale dell’umanità Unesco, non c’è competizione, vai, cerchi, vedi, ma poi torni da loro, i colori, gli scorci, i panorami mozzafiato dovunque giri lo sguardo, sono là e non altrove.

E, a proposito di colori, cosa c’è di più affascinante dell’enrosadira all’alba e al tramonto? Il termine viene dal ladino “diventare rosa” ed è il fenomeno per cui la maggior parte delle cime delle Dolomiti assumono un colore rosa scuro, rossastro, che passa gradatamente al viola, soprattutto all’alba e al tramonto. Questo fenomeno è dovuto alla composizione delle pareti rocciose delle Dolomiti, formate dalla dolomia contenente dolomite, un composto di carbonato di calcio e magnesio e si nota soprattutto nelle sere d’estate, quando l’aria è particolarmente limpida e il sole lucente cala a occidente.

Il fenomeno dell’enrosadira può manifestarsi, in maniera considerevole, diversamente nei vari periodi dell’anno, e addirittura può variare anche tra un giorno e l’altro. Queste variazioni di tinte e durata dell’enrosadira, sono dovute alle diverse posizioni del sole durante l’anno e alle condizioni dell’atmosfera; all’alba l’enrosadira appare sulle crode rivolte a est, mentre al tramonto sono le pareti rivolte a ovest a colorarsi magicamente.

Come tutti i fenomeni naturali anche l’enrosadira ha la sua leggenda che viene da lontano e si intreccia con altre varie leggende delle Dolomiti…. Re Laurino, re dei nani, possedeva un giardino meraviglioso pieno di rose, il Rosengarten (Giardino delle rose) o Catinaccio. Il popolo dei nani scavava nelle viscere delle montagne alla ricerca di cristalli e metalli preziosi, il loro re, aveva due armi magiche: una cintura che gli forniva una forza pari a quella di dodici uomini ed una cappa che lo rendeva invisibile.
Un giorno il re dell’Adige decise di trovare marito alla principessa Similde, sua figlia, e per questo motivo invitò tutti i nobili del circondario ad una gita di maggio, tutti trannei il Re Laurino. Questi decise allora di partecipare comunque, ma come ospite invisibile. Quando sul campo del torneo cavalleresco ebbe modo di vedere Similde, colpito dalla sua stupenda figura, se ne innamorò all’istante. La caricò in groppa al suo cavallo e fuggì a spron battuto. I combattenti si lanciarono subito all’inseguimento per portare indietro Similde, schiarandosi in breve davanti al giardino delle rose. Re Laurino allora indossò la cintura che gli dava la forza di dodici uomini e si gettò nella lotta. Quando si rese conto che nonostante tutto stava per soccombere, indossò la cappa e si mise a saltellare quà e là nel giardino, convinto di non essere visto. Ma i cavalieri riuscirono a individuarlo osservando il movimento delle rose sotto le quali Laurino cercava di nascondersi.
Lo afferrarono, tagliarono la cintura magica e lo imprigionarono. Laurino irritato per il destino avverso si girò verso il Rosengarten che lo aveva tradito e gli lanciò una maledizione: né di giorno né di notte alcun occhio umano avrebbe potuto più ammirarlo. Laurino però dimenticò il tramonto e l’alba e così allora accadde che il Catinaccio, sia al tramonto che all’alba, da allora, si colori come un giardino di ineguagliabile bellezza.

Le leggende hanno un certo fascino, ma la geologia e la storia dei mutamenti terrestri ancora di più, perciò spieghiamo bene ai bambini la genesi delle roccie dolomitiche che risale a più di 200 milioni di anni fa, dove tutto è iniziato a partire dal fondale di uno sconfinato mare molto più vasto dell’attuale Mediterraneo.  Il mare sovrastava la penisola italiana e il fondale marino era costituito da diversi elementi, tra cui alghe calcaree, coralli e altri organismi tipici degli ambienti marini tropicali che, nel corso di intere ere geologiche, si sedimentarono dando origine all’attuale roccia che compone le Dolomiti.
Ma andiamo per gradi, 270 milioni di anni fa, quando le zolle continentali non si erano ancora separate, erano unite in un grande e unico continente: la Pangea. Le coste di questo super continente erano caratterizzate da una profonda insenatura, un golfo, che un famoso geologo di origine australiana, alla fine del secolo scorso, battezzò col nome di Tetide. Il contesto geologico del fondale di questo golfo fece da scenario alla nascita delle Dolomiti.

La Pangea appariva una zona subdesertica solcata torrenti che trasportavano detriti di vario genere e puntellata di laghi temporanei con acque poco profonde. Il clima era arido e caldo. Le numerose perturbazioni climatiche non portavano pioggia, ma solo un vento caldo e secco. Il grande caldo insieme all’assenza di precipitazioni, causarono forti evaporazioni e, conseguentemente, portarono ad altissime concentrazioni di sale nell’acqua. Così, sul fondo di questo mare si accumulavano sedimenti che, nel corso di secoli, finirono per trasformarsi in roccia. Inoltre, i movimenti della crosta terreste insieme a continue attività vulcaniche, contribuirono al grande mutamento.

Le rocce così sedimentate, rimasero sepolte nelle profondità marine fino a quando, le forze dei terremoti, maremoti e grandi frane sottomarine innalzarono gli antichi strati del fondale marino fino alle altezze delle attuali Dolomiti. Le rocce emerse apparivano uniformi e continue, ma, nel corso dei secoli, i cambiamenti climatici e le forze della natura agirono sulle neo formate Dolomiti, erodendo ed eliminando le zone più friabili. Le rocce più dure rimasero invece integre, ma iniziarono pian piano a modificarsi in canaloni, pareti spigolose e bellissime crode. A testimonianza del loro passato remoto, i resti di fossili di molluschi ci raccontano storie di mari e di lagune brulicanti di vita che mostrano il cambiamento del nostro pianeta.

Sulle infinite distese di pianure scorazzavano i pareiasauri erbivori, tra i più grandi primi rettili, in grado di raggiungere i tre metri di lunghezza. La maggior parte di questi rettili si estinse velocemente.

Verso la fine del Permiano, nell’area delle odierne Dolomiti, ovvero più o meno 255 milioni di anni fà, il mare divenne il dominatore assoluto. E 235 milioni di anni fa, avvenne una caduta a grande profondità e la regione delle Dolomiti sprofondò sempre più. In parte per 1.000 metri e più. In una corsa contro il tempo, i coralli dovettero costruire le loro barriere sempre più in alto. Una gran parte dei più imponenti gruppi montuosi delle Dolomiti – come il Catinaccio, lo Sciliar, il Latemar, le Pale di San Martino o la Marmolada – altro non sono che possenti barriere fossilizzate!

La successiva catastrofe stava però per accadere, 228 milioni di anni fa iniziarono le potenti eruzioni vulcaniche: nell’area delle Alpi di Siusi, da Predazzo e Buffaure un’enorme quantità di materiale vulcanico venne spinta in superficie. Allo stesso modo masse laviche fluirono al di sopra del fondale marino fuoriuscendo da numerosissimi punti di uscita sottomarini. Colate laviche e depositi di tufo riempirono le depressioni tra le barriere, ricoprendo i banchi di corallo e uccidendo ogni forma di vita. La conchiglia Daonella, con le sue eleganti coste a raggiera, trovò il suo ambiente ideale nelle acque vicine alla costa delle piccole isole vulcaniche.
Su piccole isole vulcaniche sbocciò una vegetazione variegata. Sulle barriere svettanti verso l’alto si insediarono numerosi organismi, tra cui alghe, spugne e in particolare coralli.

65 milioni di anni fa avvenne la successiva grande estinzione, si estinsero le ammoniti. E con esse anche i dinosauri. Fu lo stress dello sviluppo a cui dovettero arrendersi o un potente impatto di un meteorite a porre fine alla loro vita? Questo è un mistero.

30 milioni di anni fa, lentamente, il continente africano iniziò a spostarsi verso nord avvicinandosi a quello europeo. Imponenti banchi di roccia vennero spinti l’uno sull’altro e, per così dire, pieghettati. Ebbe così inizio il ripiegamento delle Alpi. Sul Col Bechei a Fanes, a 2.500 metri, si custodiscono gli ultimi resti dell’antico mare che per oltre 200 milioni di anni ha dominato l’area delle Dolomiti; la terra però doveva intraprendere di nuovo la sua marcia trionfale.

20 milioni di anni fa, un paesaggio unico al mondo iniziò a formarsi, i primi fiumi si fecero strada a fatica tracciando il loro letto, da cui vennero plasmate le prime valli. Comparvero così sinuose cime tondeggianti. Le antiche sedimentazioni, trasformatesi in rocce e compresse, piegate, nonché spinte l’una sull’altra da possenti forze, vennero nuovamente alla luce. Rocce resistenti agli agenti atmosferici, come le antiche barriere e le piattaforme di carbonato, si innalzarono verso il cielo sottoforma di ripide cime. I resti del vulcanismo, le marne e le arenarie dei bacini marini si trasformarono in sinuose colline.

Gli ultimi 5 milioni di anni hanno costituito il periodo delle glaciazioni, dove la potenza del ghiaccio e dell’acqua ha impresso il proprio marchio sulle sedimentazioni di epoche precedenti. I ghiacciai ricoprirono la terra plasmando le valli. Le Dolomiti sprofondarono al di sotto di una coltre di ghiaccio spessa 2 km. Solo le vette più alte spuntavano da questo mare ghiacciato. Con forza gigantesca i ghiacciai hanno scalfito la roccia lasciando le loro tracce: valli a U, morene, superfici levigate.

Da allora si entra nell’era moderna, le montagne si sono ripiegate in modo impercettibile e gli strati si sono deformati, mossi da forze impetuose, creandosi così un’alternanza tra sviluppo e scomparsa. Poi è comparso l’uomo che, come nessun altro essere vivente prima di lui, ha plasmato la natura. Costruzioni che si impongono nel paesaggio naturale: dighe di sbarramento, ponti, impianti di risalita che hanno determinato dei cambiamenti. Talvolta troppi.
Ciò malgrado, la natura, nel suo corso sempre mutevole e imprevedibile, lassù troneggia su tutto e si può dire un po’ meno mutata che altrove.

Per conscere la geologia della Dolomiti, in Trentino ed in Alto Adige si trovano grandi e piccoli musei, collezioni, biblioteche: sono numerosi i luoghi nei quali si possono scoprire  i segreti delle rocce dolomitiche. Ad iniziare dal MUSE di Trento, vera “porta d’ingresso” alle Dolomiti. Per maggiori informazioni sui alcuni dei principali musei delle dolomiti clicca qui.

Le Dolomiti, ma la montagna in genere, sono certamente natura, ma sono anche cultura e le due cose si possono dire indelebilmente legate. Una cultura intessuta della vita spesso durissima che in passato è stata vissuta dalle sue popolazioni, che sa accogliere, seppur in apparenza più severi, e che sa insegnare, offrendo un’ideale palestra non solo per il corpo, ma anche per lo spirito.

In montagna si impara innanzitutto a seguire. Ordinatamente, passo dopo passo, con una cadenza che aiuta a superare la fatica e a rendere più agevole e sicuro il cammino. Si segue chi guida, chi sa dove condurci, chi meglio di noi conosce la meta e la via, ma si segue anche la persona che immediatamente ci precede. Quelli che portano zaini più pesanti o che hanno un buon ritmo di marcia vanno avanti, all’inizio della fila, in modo che il passo degli altri si adegui al loro. Di un passo cadenzato, non frettoloso né interrotto. Molto meno faticoso, nonostante il dislivello,  se mantenuto costante. Se serve, se qualcuno sembra non farcela, ci si aiuta portando «i pesi gli uni degli altri» oppure dando una mano – o meglio, in senso letterale, «la» mano – a chi ci segue.

In montagna s’impara il silenzio. Perché è in silenzio, solitamente, che si procede, per non sprecare inutilmente fiato, ma anche per «vivere» il cammino nel modo migliore, nella meditazione, assorti nel paesaggio che ci circonda, quasi come un pellegrinaggio perché in fondo ogni escursione è un pellegrinaggio verso la meta. Una meta di volta in volta diversa, ma solo in apparenza: perché qualunque cima si raggiunga, piccola o grande, è un santuario che si manifesta nel creato.

In montagna si impara a salutare, in tutte le lingue, ci si capisce; si deve imparare a non sporcare, a dare la precedenza o aiutare chi è più debole o indifeso, a porre attenzione a come ci si muove perchè una distrazione, specie nei sentieri più impervi o in quota, può costituire un pericolo per qualcun’altro. A camminare in montagna si rimane giovani, è un dato certo, ottantenni impegnati in ferrate o percorsi con dislivelli impegnativi, che fanno invidia a ventenni per forma fisica ed energie, ne sono la prova.

Per dare un’occhiata agli itinerari più belli si consiglia il sito del Touring che raccoglie una decina di percorsi trekking segnalati, “schedati” ed organizzati per difficoltà, dislivello, pendenze e sentieri segnalati e il sito www.alto-adige.com dove sono organizzate nello stesso modo le escursioni, ma suddivise per località dolomitica.

I percorsi ad anello– il giro del Sasso Piatto, l’anello del Piz Boè, l’anello del Pelmo, il giro del Lagazuoi, il giro della Bullaccia all’Alpe di Siusi, per dirne alcuni- sono sicuramente i più affascinanti, perchè i paesaggi sono sempre nuovi. Il livello di impegno, anche qui, può essere modulato in base alla preparazione fisica, e, se impegnativo,  supportato dall’uso degli impianti nei dislivelli maggiori.

Tutte le mappe fornite gratuitamente dagli uffici turistici locali forniscono informazioni dettagliate sui percorsi più belli e del tipo di sentieri che li costituiscono (muoversi sempre su sentieri segnalati è la regola principe!), ma se viaggiate con bambini piccoli c’è un sito molto ben fatto e molto utile che tratta sempre di percorsi segnalati, selezionati, bellissimi e,  in più,  fattibili con passeggini o bici (in base alla dimensione e stato del sentiero) e di breve, media durata. Cliccate qui per maggiori info.

Buone Dolomiti a tutti, ma soprattutto ai più piccoli!

 

 

 

[ “Sii tutto ciò che ti rende felice”. Al mio babbo, Luigi, un uomo libero]

 

 

 

 

 

Fonti:

https://www.dolomiten.net/it/scoprire-gustare/tradizione-storia/nascita-dolomiti/dolomiti-genesi-di-un-paesaggio.asp
http://www.toscanaoggi.it/Italia/La-montagna-maestra-di-vita
https://www.visittrentino.info/it/tour/
https://vivalascuola.studenti.it/le-dolomiti-e-la-loro-genesi-177453.html

 

Foto di copertina: Photo by eberhard grossgasteiger from Pexels.

Altre foto nel testo: Photo by Nicholas James Singh from Pexels, Photo by Simon Migaj from Pexels. Foto dell’Autore.

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Nasce l’Academy di People For Planet

People For Planet - Lun, 07/20/2020 - 07:00

Eccoci qui, dopo 2 anni e mezzo di People For Planet e una pandemia non ancora finita a chiederci: cos’altro possiamo fare oltre che dare informazioni attraverso il giornale online?

La risposta che ci siamo dati è: mettiamo a disposizione ciò che sappiamo e sappiamo fare (noi e i nostri amici esperti) attraverso dei corsi on line che si occupino di cose importanti per chi sta cambiando il mondo.

Per esempio il marketing, perché non basta fare le cose bene, bisogna anche saperle offrire, distribuire, far conoscere… E questo riguarda le iniziative green, il turismo consapevole, la cultura, l’arte…

Per esempio la comunicazione, quella con il pubblico ma anche quella che usa i nostri mestieri: il giornalismo, il videomaking…

Per esempio l’uso efficace del web e dei social per far conoscere e farsi conoscere attraverso il mondo iperconnesso…

Ma poi anche la psicologia, il teatro, la storia

Così abbiamo creato un catalogo di titoli e vorremmo che tu ci aiutassi a scegliere quelli che per te sono i più importanti, i più interessanti da cui partire, a settembre. Puoi farlo facilmente usando questo link per votare.

VOTA I CORSI PIU’ INTERESSANTI

A settembre partiremo con i corsi più votati.

Corsi basati su video, testi agili, batterie di test per verificare l’apprendimento, incontri online con docenti e partecipanti… e alla fine gli attestati per quanti superano il test finale.

Corsi veloci, operativi e low cost, che consentono alle persone di apprendere le cose necessarie nel tempo strettamente necessario.

Corsi che saranno tenuti dagli autori di People For Planet e da tanti altri docenti esperti e qualificati.

Aiutaci con il tuo voto a scegliere da quali corsi partire a settembre, grazie!

Sarai tra i primi ad essere informato

VOTA I CORSI PIU’ INTERESSANTI

Benvenuto nell’Academy!

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Mondo: è record di contagi | Roma: vestiti da arancia meccanica sputano sui citofoni | Attenzione a aria condizionata

People For Planet - Lun, 07/20/2020 - 06:25

Corriere della Sera: La proposta dei Paesi «frugali»: 350 miliardi di aiuti e 350 di prestiti. Conte a Rutte: «Se crolla il mercato, ne risponderai»;

Il Giornale: “L’aria condizionata? Può favorire i contagi nei centri commerciali”;

Il Manifesto: Serbia, nella seconda ondata sintomi più gravi, pazienti più giovani;

Il Mattino: Nuovo record di casi al mondo: 260mila contagi in 24 ore Video. Ayshwarya Rai ricoverata d’urgenza per Covid Barcellona, verso un nuovo lockdown: «Restate nelle abitazioni» Allarme in Texas, 85 neonati positivi. In Spagna picco di contagi;

Il Messaggero: In Italia solo tre morti, ma il contagio non si ferma: picco in Emilia e Veneto. Coronavirus, bollettino Lazio: 17 casi in 24 ore. La Regione: «Uso mascherine o si dovrà richiudere» Coronavirus, il giorno più nero: 260mila nuovi contagi in 24 ore, il triste record storico. In Giappone e Brasile casi boom;

llsole24ore: Da Wall Street a Piazza Affari, come andranno le Borse in settimana? – Perché i listini sono malati di inflazione finanziaria;

Il Fatto Quotidiano: Addio a Giulia Maria Crespi, fondatrice del Fai. Aveva 97 anni. “Entusiasmo in tutto ciò che faceva”;

La Repubblica: Rutte, l’olandese arcigno che l’ha giurata all’Italia: “Controllo io come spendete“;

Leggo: Oltre venti migranti fuggiti dall’hotspot di Taranto: erano sbarcati a Lampedusa;

Tgcom24: Roma, pericolo Covid a Trastevere: “Sputano su maniglie e citofoni per infettarti vestiti da Arancia Meccanica”;

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L’eccesso di igiene in casa può far male alla salute? (VIDEO)

People For Planet - Dom, 07/19/2020 - 19:00

Ultima puntata della nostra inchiesta su batteri buoni contro batteri cattivi. Questa volta parliamo di eccesso di igiene in casa. People For Planet è andato a Ferrara a intervistare la Dottoressa Elisabetta Caselli, docente e ricercatore di Microbiologia clinica, per sapere se pulire troppo la casa può far male alla salute e limitare lo sviluppo delle difese immunitarie.

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INDICE INCHIESTA BATTERI

Lo sporco fa bene! I batteri fanno bene!

Batteri resistenti agli antibiotici: le nuove strategie

Troppa igiene? E le allergie aumentano

Troppa pulizia fa male all’intestino (e al sistema immunitario): ecco perché

Igienizzano e sono eco-friendly: i nuovi detersivi sono a base di batteri buoni

Batteri buoni contro batteri cattivi anche in ospedale (VIDEO)

L’eccesso di igiene in casa può far male alla salute? (VIDEO)

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Il modo corretto per togliere le zecche al cane

People For Planet - Dom, 07/19/2020 - 15:00

In questo video tutorial, dal canale YouTube Animalidacortile, verrà illustrato come rimuovere correttamente le zecche da animali domestici e non solo! Infatti queste sono le istruzioni da seguire per togliere nel modo giusto anche le eventuali zecche che si dovessero attaccare all’uomo.

Fonte: Animalidacortile

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Una civiltà multiplanetaria (Video 6)

People For Planet - Dom, 07/19/2020 - 12:30

Elon Musk è una delle persone che prevedono la possibilità che l’uomo si espanda anche nello Spazio, in stazioni spaziali, o su altri pianeti. Secondo Roberto Paura, presidente dell’Italian Institute For the Future, è una possibilità. Non dobbiamo però pensarla come una fuga da un pianeta di cui stiamo sfruttando le risorse.

L’Italian Institute For the Future è un’organizzazione no – profit nata a Napoli nel 2013 che si occupa di anticipare il futuro. Abbiamo raccontato cos’è in questo video.

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Covid-19. I dati mondiali. 1.700.000 casi in una settimana. In Italia 6 regioni con RT superiore a 1

People For Planet - Dom, 07/19/2020 - 10:00

La Johns Hopkins University raccoglie i dati di casi confermati e morti per coronavirus in tutti i paesi. Secondo i dati al 18 luglio sono gli Stati Uniti ad avere il più alto numero di casi accertati e di morti, l’Italia è quattordicesima per numero di casi (sorpassata questa settimana dall’Arabia Saudita) e quinta per numero di morti (rispetto all’Italia sono più i morti registrati negli Usa, in Brasile, nel Regno Unito e in Messico).

Complessivamente nel mondo dall’inizio della pandemia si sono registrati 14.109.000 casi (1.700.000 nuovi casi nell’ultima settimana) e 603.000 morti (43.000 in più rispetto a 7 giorni fa).

Sia il numero di casi sia il numero dei morti nell’ultima settimana sono in forte aumento rispetto alla settimana precedente. Si conferma quindi che non si può parlare di “seconda ondata” poiché la prima non è mai terminata.

La diffusione della pandemia non si ferma ma continua a diminuire il tasso di letalità.

Ormai per la decima settimana consecutiva il confronto tra incremento di casi e di morti a livello mondiale conferma l’ipotesi che, mentre il virus continua a diffondersi, la sua letalità stia diminuendo. Il tasso di letalità dall’inizio della pandemia è stato del 4,3% sui casi accertati mentre nell’ultima settimana è stato del 2,5%.

Negli Usa 463.000 casi nell’ultima settimana. Quasi il doppio di tutti quelli dell’Italia dall’inizio della pandemia

Continua l’impressionante escalation di casi negli Usa, dove nell’arco di una settimana si è passati da 3.185.000 a 3.648.000. Nello stesso periodo il numero dei morti per Covid-19 in Usa è cresciuto da 134.000 a 139.000.

In una sola settimana gli Usa hanno avuto quasi il doppio dei casi registrati in Italia dall’inizio della pandemia.

Lo stato di New York da solo conta ad oggi oltre 32.000 morti ma per fortuna, almeno in questo stato, il numero di morti settimanali è rallentato.

Europa: focolai in Catalogna, in Brasile più di 2 milioni di casi, più di 1 milione in India.

Mentre nell’insieme dei paesi dell’Unione Europea  si registra un complessivo rallentamento della diffusione del virus, fa eccezione la Catalogna dove si sono registrati focolai e preoccupa Barcellona. Incrementi di casi anche nell’Est Europa, in particolare in Serbia e Montenegro.

Continua l’esplosione in Brasile dove solo nell’ultima settimana si sono registrati altri 8.000 morti, ancora di più che nella settimana precedente. Il Brasile è il paese con il numero di casi e di morti più alto al mondo dopo gli Usa, avendo superato i 2 milioni con un incremento di 245.000 casi in una settimana, mentre il presidente brasiliano Bolsonaro continua a minimizzare la questione anche dopo essere stato colpito a sua volta dal Covid-19. Sono ormai in molti a sostenere che Bolsonaro si stia macchiando di un genocidio a carico in particolare delle popolazioni native del Brasile e degli abitanti delle favelas.

Oltre al Brasile, in Sud America sono particolarmente toccati dall’escalation del virus il Perù, il Messico e il Cile, tutti presenti nella triste classifica dei 10 paesi con il maggior numero di casi accertati.

Altro paese che segnala un preoccupante sviluppo della diffusione è l’India.  Con 218.000 nuovi casi nell’ultima settimana ha superato la soglia del milione dall’inizio della pandemia. Il numero dei nuovi casi in India cresce di settimana in settimana, nella settimana precedente i casi erano stati 173.000

Italia: rallenta la diffusione del coronavirus ma l’indice RT in alcune regioni è superiore a 1

In Italia il numero dei nuovi casi accertati tende a ridursi, nell’ultima settimana anche in Lombardia, la regione più colpita.

Sulla Lombardia si è sempre in attesa di conoscere i risultati delle indagini avviate dalla magistratura (la mancata zona rossa di Alzano, la riapertura dopo 3 ore del pronto soccorso senza precauzioni dopo che era stato registrato un caso di covid-19, la strage nelle Case di Riposo).

Un dato preoccupante, secondo il monitoraggio settimanale del Ministero della Salute, è che in alcune l’indice RT che indica la capacità di diffusione del virus è salito sopra a 1 (1 rappresenta la soglia di guardia al sopra della quale la diffusione del virus potrebbe aumentare).

In particolare si tratta di sei regioni: Veneto, Toscana, Lazio, Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna. Questi i dati riferiti alle singole Regioni e alle Province autonome: 

– Abruzzo: Rt 0,21
– Basilicata: Rt 0,02
– Calabria: Rt 0,13
– Campania: Rt 0,93
– Emilia Romagna: Rt 1,06
– Friuli-Venezia Giulia: Rt 0,77
– Lazio: Rt 1,23
– Liguria: Rt 0,78
– Lombardia: Rt 1,14
– Marche: Rt 0,63
– Molise: Rt 0,05
– Piemonte: Rt 1,06
– Bolzano: Rt 0,14
– Trento: Rt 0,25
– Puglia: Rt 0,07
– Umbria: Rt 0,39
– Sardegna: Rt 0,32
– Sicilia: Rt 0,43
– Toscana: Rt 1,24
– Valle d’Aosta: Rt 0,1

I dati ufficiali per paese: casi accertati e morti

Di seguito i dati ufficiali dei 10 paesi con più casi accertati e più morti per Covid-19 in base alle statistiche ufficiali al 18 luglio.

I segni (+) e (-) indicano le variazioni nel ranking rispetto a 7 giorni fa.

Casi confermati

  • 3.648.000 Stati Uniti
  • 2.046.000 Brasile
  • 1.039.000 India
  • 758.000 Russia
  • 346.000 Perù
  • 338.000 Sud Africa (+)
  • 331.000 Messico (+)
  • 326.000 Cile (-)
  • 295.000 Regno Unito (-)
  • 269.000 Iran
  • L’Italia è 14a con 244.000 casi preceduta anche da Pakistan, Spagna e Arabia Saudita

Morti

  • 139.000 Stati Uniti
  • 78.000 Brasile
  • 45.000 Regno Unito
  • 38.000 Messico (+)
  • 35.000 Italia (-)
  • 30.000 Francia
  • 28.000 Spagna
  • 26.000 India
  • 14.000 Iran
  • 13.000 Perù

Foto della Macau photo Agency: una strada della regione amministrativa speciale di Macao della Repubblica Popolare Cinese

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La cannella: una spezia bella, buona e brava

People For Planet - Dom, 07/19/2020 - 08:00

In bastoncini, in polvere, estratta e anche in compresse, nella torta di mele, oppure nelle tisane con il miele o nella cioccolata, la cannella con il suo sapore dolce e rinfrescante è proprio una grande coccola, sa di inverno, di chiacchierate con gli amici, di comfort food.

Innanzi tutto diciamo che si tratta della corteccia e dei rami di alberi della famiglia della Lauraceae. La più pregiata arriva dallo Sri Lanka – Cinnamomum zeylanicum – mentre quella cinese – Cinnamomum Cassia – è meno pregiata e contiene una maggior quantitativo di cumarina, sostanza lievemente tossica.

Gli antichi Romani la assumevano come afrodisiaco, in Egitto veniva utilizzata per imbalsamare le salme grazie al suo potere antimicotico. In tempi moderni è apprezzata nei casi di raffreddore e mal di gola per la sua azione antisettica.

E fa anche dimagrire? Per la sua capacità di imitare l’attività dell’insulina, alcuni studi si sono concentrati sul suo eventuale utilizzo nella terapia naturale del diabete di tipo 2. In questo caso i risultati non sono definitivi, essendosi concentrati su piccoli campioni. In particolare uno studio pubblicato su Nutrition Journal nel 2015 afferma nelle sue conclusioni che: “La cannella ha il potenziale per essere un’utile terapia aggiuntiva nella disciplina della medicina integrativa nella gestione del diabete di tipo 2. Attualmente le prove sono inconcludenti e sono necessarie prove a lungo termine volte a stabilire l’efficacia e la sicurezza della cannella. Tuttavia, un alto contenuto di cumarina di Cinnamomum Cassia – quella prodotta in Cina, NdR – è una preoccupazione, ma il Cinnamomum zeylanicum – dallo Sri Lanka – con il suo basso contenuto di cumarina sarebbe un sostituto più sicuro”.

Ma, se anche sul suo utilizzo nella terapia del diabete permangono ancora dubbi, le sue  particolari caratteristiche la possono rendere essere interessante nelle diete ipocaloriche dimagranti.
La cannella aiuta infatti il processo digestivo stimolando la secrezione dei succhi gastrici e quindi limita la formazione di fermentazioni che determinano il gonfiore alla pancia.

Inoltre regola la glicemia e l’insulina abbassando l’indice glicemico degli alimenti, favorendo l’azione dell’insulina nelle cellule adipose e muscolari e riducendo così l’accumulo di zuccheri e quindi il grasso, soprattutto addominale. Ecco perché in molti articoli trovate che la cannella viene anche consigliata per diminuire la circonferenza della vita e del bacino.

Questo non significa che la cannella possa sostituire una dieta equilibrata o una sana attività fisica… ma aiuta.

E se tutto questo non bastasse la cannella possiede proprietà termogeniche. Come il peperoncino, aumenta il calore corporeo e alza il metabolismo: di conseguenza se ne prendiamo di più, bruciamo più grassi e dimagriamo. Aggiungere un po’ di cannella agli spuntini di metà mattina o di metà pomeriggio aiuta anche ad aumentare il senso di sazietà e diminuisce la voglia di mangiare alimenti dolci.

E c’è di più: la cannella migliora il sistema immunitario, combatte, come abbiamo già detto, le affezioni dell’apparato respiratorio, favorisce la digestione ed è un antisettico naturale, contribuisce ad abbassare il livelli del colesterolo “cattivo”, allevia i dolori mestruali.

Attenti però a non esagerare: la dose massima consigliabile è di un cucchiaino da caffè al giorno ed è controindicata, specie quella cinese per la presenza di cumarina, a chi assume farmaci anticoagulanti; inoltre il sovradosaggio è dannoso per chi ha problemi al fegato o ai reni. Per i diabetici già in cura con farmaci ipoglicemizzanti come la Metformina è meglio consultare il proprio medico prima di inserire la cannella nella dieta giornaliera. Lo stesso dicasi per le donne in gravidanza o durante allattamento.

Come per tutte le spezie ci vuole un pizzico di attenzione, ma quanto è buona la cannella…

Fonti:

https://www.viversano.net/alimentazione/dieta-e-salute/cannella-per-dimagrire/
https://www.greenme.it/mangiare/alimentazione-a-salute/19793-cannella-brucia-grassi
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24019277
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/14633804
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24716174
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26475130
https://www.nature.com/srep/

 

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Fiac, vittoria operaia | Fecondazione assistita è boom post lockdown | Genova: ponte fuori norma

People For Planet - Dom, 07/19/2020 - 06:25

Corriere della Sera: ‘Pochi clienti? Aiutiamo i ristoratori a cambiare attività’ Bufera su Castelli, ira Lega Le parole della viceministra;

Il Giornale: Lampedusa, ira e paura: “Ora basta sbarchi da noi” Altri 240 arrivi sull’isola siciliana. Il turismo adesso è a rischio. Un migrante: “Qui perché avete leggi poco restrittive“;

Il Manifesto: Fiac, vittoria operaia: la ditta resta almeno un anno;

Il Mattino: Fisco, ecco cosa va pagato da lunedì. Niente proroga: ira dei commercialisti;

Il Messaggero: Fecondazione assistita, boom di richieste dopo il lockdown;

llsole24ore: Cinque grafici che spiegano perché l’Italia non è un Paese per giovani;

Il Fatto Quotidiano: Catalogna, impennata di contagi: 1200 in 24 ore, Francia valuta chiusura delle frontiere. Iran, Rohani: “Stimati 25 milioni di positivi”;

La Repubblica: Aiuti Ue, colpo all’Italia: i Paesi frugali chiedono tagli a sussidi per 155 miliardi di euro. In arrivo nuova proposta di Michel;

Leggo: Coronavirus, record di contagi in Spagna. La Francia: «Possibile chiusura dei confini con Madrid». Guai anche in Romania;

Tgcom24: Genova, sul nuovo ponte una curva troppo stretta potrebbe abbassare il limite di velocità;

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Claudia, Olga e Rosa sono Ecoplanner

People For Planet - Sab, 07/18/2020 - 17:00

A Roma, tre ragazze, hanno avviato un’attività di Ecoplanner, l’organizzazione di eventi ecosostenibili.
“Disegniamo il tutto nei minimi dettagli per realizzare un evento “diverso” che sappia raccontare un altro modo di vivere, un evento che sia etico e consapevole, che racchiuda una serie di scelte di consumo, utili per noi, per gli altri e per l’ambiente che ci circonda.”

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La singolare iniziativa: nasce il primo libro di alta cucina per cani

People For Planet - Sab, 07/18/2020 - 14:00

La cucina gourmet è il trend del momento e molti si improvvisano Master Chef casalinghi per tentare di imitare i piatti bellissimi (e minimal) degli chef stellati che popolano i programmi televisivi.

Ma la vita non smette mai di stupirci et voilà! Ecco che arriva il primo libro di alta cucina per cani (scaricabile qui), creato da Barkyn, il marchio portoghese di piani alimentari personalizzati e consulto veterinario online, e la chef italiana Valeria Raciti, vincitrice dell’ottava edizione di MasterChef Italia.

Siamo tutti d’accordo che l’amore e la cura nei confronti degli animali sia un obbligo e una necessità, ma questa singolare iniziativa appare proprio uno schiaffo alla povertà e alla lotta agli sprechi.

Sembra proprio che le nuove collaborazioni tra personaggi famosi e brand per accrescere la popolarità di entrambi stiano rasentando il limite dell’assurdo.

Tutti i veterinari consigliano un’alimentazione corretta per i nostri amici a 4 zampe, per assicurare loro una vita felice e in salute, ma non vi sembra che si stia un pò esagerando con queste proposte stellate?

Salmone, pollo e addirittura aragosta per allietare il palato dei cani che, come ben sappiamo, sono dei simpatici ingordi che ingurgitano in un batter d’occhio qualsiasi razione di cibo, magari non comprendendo nemmeno la differenza tra un ingrediente e l’altro.

Insomma, nessuno mette in dubbio che i nostri animali domestici debbano essere considerati dei veri e propri membri della famiglia, ma proposte del genere sono indirizzate a persone non “comuni”, ma con un budget abbastanza elevato da potersi permettere una cucina gourmet per tutta la famiglia, per così dire, “allargata”. In secondo luogo, sono una sfida nei confronti di chi, soprattutto in questo momento di crisi globale, difficilmente riesce a mettere un piatto a tavola.

Ritorneremo mai alla normalità ed apprezzare le cose semplici che la vita ci offre? A voi le considerazioni.

Leggi anche:
Le migliori App contro gli sprechi di cibo (Infografica)
Ma chi l’ha detto che non si può sfamare il mondo rispettando l’ambiente?
Perché i cani mangiano l’erba?

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EcoFuturo 2020: riassunto quarta giornata

People For Planet - Sab, 07/18/2020 - 10:08
Licia Colò con Michele Dotti e il Senatore Gianni Girotto Licia Colò con Michele Dotti e il Senatore Gianni Girotto, conduce Elena Pagliai

Talk show serale con ospiti speciali Licia Colò e il Senatore Gianni Girotto + Presentazione ECOFUTURO VR – la nostra nuova fiera in realtà virtuale. Conduce la giornalista Elena Pagliai.

Pubblicato da EcoFuturo Festival su Venerdì 17 luglio 2020 EcoSalute

STERILIZZARE NON BRUCIARE LE MASCHERINE E TUTTI I RIFIUTI SANITARI PER RISPARMIARE 300 MILIONI NELLO SMALTIMENTO

STERILIZZARE NON BRUCIARE LE MASCHERINE E TUTTI I RIFIUTI SANITARI PER RISPARMIARE 300 MILIONI NELLO SMALTIMENTO

STERILIZZARE NON BRUCIARE LE MASCHERINE E TUTTI I RIFIUTI SANITARI PER RISPARMIARE 300 MILIONI NELLO SMALTIMENTORiparliamo di una proposta del primo Ecofuturo divenuta di colpo centrale nel dibattito nazionale.Gli inceneritori di rifiuti sanitari sono tra i peggiori produttori di diossina e i rifiuti girano in tondo prima di finire inceneriti moltiplicando costi e rischi. Presenteremo le nuove macchine e ne discuteremo con il mondo della salute e dei rifiuti.RELATORI: Rappresentante ISS, Dott. Riccardo Scarafia (Radiologi e Maestro di Tai Chi), Fabio Brescacin (Ecor NaturaSì), Barbara Donato (Ompeco), Piero Biasion, Sen. Stefano Collina (Presidente Commissione Igiene e Salute del Senato), Mauro Romanelli (Eco-lobby)

Pubblicato da EcoFuturo Festival su Venerdì 17 luglio 2020 Crowdfunding

CROWDFUNDING LENDING:LO SCENARIO NORMATIVO DEL LENDING PER LA RIPRESA DELLE PMI E LA TUTELA DEI PRESTATORI

CROWDFUNDING LENDING: LO SCENARIO NORMATIVO DEL LENDING PER LA RIPRESA DELLE PMI E LA TUTELA DEI PRESTATORI

CROWDFUNDING LENDING:LO SCENARIO NORMATIVO DEL LENDING PER LA RIPRESA DELLE PMI E LA TUTELA DEI PRESTATORIRELATORI: Claudio Montesion (Starteed), Modelli e scenari innovativi per lo sviluppo del Lending: il ruolo delle banche, delle imprese, della PA e degli investitori privati; Ludovico Monforte (Unioncamere Lombardia Head of EU Office -intervento Luca Ferrais Consob tbc.), Meccanismi di tutela e garanzia per gli investitori nelle operazioni di lending: normativa e panorama delle best practices; Daniele Zini (October) Le regole di ingaggio per le PMI e le tutele per prestatori istituzionali e privati nel breve, medio e lungo periodo; Niccolò Sovico (Ener2crowd), Quando il Lending Crowdfunding diventa GreenVesting.CASE STUDIES CAMPAIGN MANAGER:Portfolio October:• Invest. istituzionale: Fondo October 3• Invest. privato: diversificazione e accesso a basso capitale

Pubblicato da EcoFuturo Festival su Venerdì 17 luglio 2020 Sessione del pomeriggio

L’ALTRO CALORE E L’ALTRO CONDIZIONAMENTO

CROWDFUNDING LENDING: LO SCENARIO NORMATIVO DEL LENDING PER LA RIPRESA DELLE PMI E LA TUTELA DEI PRESTATORI

CROWDFUNDING LENDING:LO SCENARIO NORMATIVO DEL LENDING PER LA RIPRESA DELLE PMI E LA TUTELA DEI PRESTATORIRELATORI: Claudio Montesion (Starteed), Modelli e scenari innovativi per lo sviluppo del Lending: il ruolo delle banche, delle imprese, della PA e degli investitori privati; Ludovico Monforte (Unioncamere Lombardia Head of EU Office -intervento Luca Ferrais Consob tbc.), Meccanismi di tutela e garanzia per gli investitori nelle operazioni di lending: normativa e panorama delle best practices; Daniele Zini (October) Le regole di ingaggio per le PMI e le tutele per prestatori istituzionali e privati nel breve, medio e lungo periodo; Niccolò Sovico (Ener2crowd), Quando il Lending Crowdfunding diventa GreenVesting.CASE STUDIES CAMPAIGN MANAGER:Portfolio October:• Invest. istituzionale: Fondo October 3• Invest. privato: diversificazione e accesso a basso capitale

Pubblicato da EcoFuturo Festival su Venerdì 17 luglio 2020 Sessione del mattino

BIOECONOMIA, BIOPLASTICA ED ECODESIGN: MA RIDUCENDO L’USA E GETTA

BIOECONOMIA, BIOPLASTICA ECODESIGN, MA RIDUCENDO L’USA E GETTA

"BIOECONOMIA, BIOPLASTICA ED ECODESIGN: MA RIDUCENDO L’USA E GETTA"Impianti di bioespanso, cappotti termici in canapa e calce oppure con la lana di pecora italiana, plastiche recuperate, rinascita degli scarti di carbone e lo sviluppo dell’end of waste ovvero fine del concetto di rifiuto per tutto ciò che sappiamo finalmente riportare a vita nuova.RELATORI: Patty L’Abbate (Senatrice), Marco Benedetti (V.Pres. Chimica Verde), Andrea Zennaro (Sidea Italia), Alessio Ciacci (A.U. Cermec), Dott. Massimo Orlandini (esperto sanitario)

Pubblicato da EcoFuturo Festival su Venerdì 17 luglio 2020
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6 giochi in carta fai da te. Idee di artigianato per bimbi

People For Planet - Sab, 07/18/2020 - 10:00

Dal canale YouTube 123 Easy Paper Crafts for kids – diy kids 6 idee fai da te per realizzare con la carta colorata dei giochi di artigianato per i più piccoli.

Un modo alternativo per passare del tempo insieme lasciando libero spazio alla creatività e immaginazione! Nel video vedremo come realizzare: uccellini, ranocchie, lumache, pavoni (bellissimi!), bruchi e infini dei pesci!

Fonte: 123 Easy Paper Crafts for kids – diy kids

Leggi anche:
Da scarti alimentari a tinte naturali per stoffa e carta
4 lavoretti da fare con la pasta cruda
Giostrina per culla bimbi fai da te, ecco come fare!

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Le microplastiche penetrano nelle piante che mangiamo: lo studio

People For Planet - Sab, 07/18/2020 - 09:13

Da quando sono state scoperte le microplastiche, per anni si è dato per scontato che queste non potessero attraversare le barriere fisiche di un tessuto vegetale intatto ma solo disperdersi causando problemi agli esseri viventi che abitano fiumi, laghi, mari e oceani, senza, però, trasferirsi in maniera significativa alla catena alimentare umana. Un assunto ora smentito.

L’ultimo importante studio viene dall’Accademia cinese delle scienze, si chiama “Effective uptake of submicrometre plastics by crop plants via a crack-entry mode”, ed è stato pubblicato su Nature Sustainability.

Come le microplastiche penetrano le piante?

Lo spiega il capo del team, il professor Yongming Luo, che dirige due importanti istituti, lo Yantai di ricerca sulla zona costiera (YIC) e l’Istituto di scienze del suolo di Nanjing:  le crepe che si naturalmente si formano nelle nuove radici laterali di piante come la lattuga o il grano “sono in grado di assorbire microplastiche dal suolo e dall’acqua circostanti. Queste microplastiche possono quindi essere trasferite dalle radici alle parti commestibili del raccolto”.

La maggior parte delle microplastiche “viene emessa nell’ambiente terrestre e si accumula in grandi quantità nel suolo. Inoltre, delle particelle secondarie si formano dalla degradazione della plastica. Le acque reflue, un’importante fonte di acqua per l’irrigazione agricola, contengono anche microplastiche di piccole dimensioni”.

Microplastiche nelle piante, sì, ma quanto grandi?

Il principale autore dello studio, Lianzhen Li, sottolinea che “un altro meccanismo è che nei siti di emergenza della radice laterale ci sono piccole fessure, e quindi le particelle attraversano quelle fessure ed entrano nei vasi dello xilema. Quindi è possibile anche che particelle più grandi di quelle che abbiamo studiato possano essere assorbite dalle piante”.

Se fino a ieri si riteneva che solo qualche particella di 50 nanometri potesse penetrare nelle radici delle piante, ora lo scenario cambia: “anche delle particelle circa 40 volte più grandi possono penetrare nelle piante. Le microplastiche identificate in questo studio erano particelle di plastica sferiche di dimensioni fino a 2 micrometri con un minimo grado di flessibilità meccanica. Queste caratteristiche hanno permesso alle microplastiche di infilarsi nel piccolo spazio apoplastico delle cellule delle radici delle piante”.

Dalle piante agli erbivori a noi

“Se le microplastiche penetrano nelle nostre piante coltivate – osservano quelli dell’Accademia cinese delle scienze – entrano anche nelle nostre carni e nei nostri latticini. Questo solleva evidenti preoccupazioni sulla crescita delle colture in campi contaminati dallo scarico delle acque reflue trattate o dai fanghi di depurazione, un processo che potrebbe introdurre le microplastiche nella catena alimentare”.

Se fino a ieri, a partire dalle dichiarazione dell’OMS, si riteneva che non ci fossero rischi elevati per la salute umana derivanti dalle microplastiche negli alimenti, oggi appare evidente che l’ottimismo era legato alla scarsità di dati e studi. Con ogni evidenza, esprimersi su basi di evidenze solide richiede studi decennali. La domanda è, fino allora, con la produzione di plastica in netto aumento a causa dell’incremento delle porzioni monouso e dei presidi medici necessari contro la pandemia, che fare?

Leggi anche: Come puoi ridurre le microplastiche dalla tua lavatrice

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Come puoi ridurre le microplastiche dalla tua lavatrice

People For Planet - Sab, 07/18/2020 - 08:00

Chi ci segue da tempo ricorderà che il problema delle microfibre plastiche rilasciate dai tessuti sintetici durante il lavaggio in lavatrice è stato uno dei nostri “cavalli di battaglia” e che fin dalla sua nascita People For Planet ha proposto di rendere obbligatorio il montaggio, sulle lavatrici, di un filtro anti microfibre.

Leggi anche gli altri articoli della nostra Campagna!

Il perché di questa emergenza è presto detto: l’inquinamento dei mari è quotidianamente alimentato, a ogni lavaggio in lavatrice, dalle microplastiche che vengono rilasciate dai materiali sintetici di cui sono composti i nostri vestiti. Ogni volta che laviamo tessuti sintetici come il poliestere, che è solo un filato di plastica, si staccano pezzi molto piccoli di plastica che scorrono nello scarico giungendo in mare. Come spiega il team del progetto ambientalista Story of Stuff, attivo nella ricerca di soluzioni a questo problema, “una volta che queste fibre si riversano nei corsi d’acqua locali agiscono come spugne, assorbendo altri inquinanti attorno a loro. Sono come piccole bombe tossiche piene di olio motore, pesticidi e sostanze chimiche industriali che finiscono nelle pance dei pesci e infine nelle nostre pance. Si è già stimato che ce ne siano 1,4 milioni di miliardi di miliardi nei nostri oceani, come dire 200 milioni di microfibre per ogni individuo vivente sul pianeta!”.

Purtroppo gli impianti di trattamento dell’acqua non possono catturare tutti i pezzi, vista la loro microscopica dimensione. Inoltre più vecchi sono i tessuti, più fibre perdono nel lavaggio. Quindi che fare? In generale si dovrebbero evitare gli “scossoni” cioè movimenti bruschi e agenti chimici che corrodono o strattonano i tessuti facilitando la perdita delle microfibre.

Con la speranza che l’industria, oltre che la politica, si decidano ad affrontare in modo sistematico questo importante problema, riportiamo alcuni consigli che tutti noi possiamo seguire.

Lavaggi meno frequenti

Lavare meno evita anche di sprecare acqua ed energia, meglio indossare i capi qualche altra volta in più prima del passaggio in lavatrice.

Lavatrici a freddo

Come riportato da Phys.org lavando al di sopra dei 30°C le fibre si rompono più facilmente.

Centrifuga bassa

Secondo Wired.it, la velocità della centrifuga influisce parecchio sulla scomposizione delle fibre: più è veloce più la probabilità di rottura delle fibre di tessuto aumenta.

Detersivi liquidi

La polvere è più abrasiva sui tessuti, aumentando così il distaccamento di microfibre, meglio quindi scegliere un detersivo liquido.

Cestello pieno

Al momento dell’avvio della lavatrice, meno capi ci sono e più questi sbatteranno sulle sue pareti provocando una maggiore dispersione di fibre plastiche.

Programmi brevi

Il principio è lo stesso, più dura il lavaggio e più il capo d’abbigliamento è “stressato” dal movimento e dal calore, contribuendo allo staccarsi delle microfibre.

Fibre naturali

Scegliere solo capi in fibra naturale al 100% come lana, alpaca, cashmere, cotone, lino e seta è un modo per evitare del tutto la dispersione di microplastiche nell’ambiente, poiché quando questi materiali vengono lavati, le fibre che perdono sono biodegradabili.

Utilizzare un dispositivo di raccolta delle fibre nella lavatrice

Su internet se ne vendono diversi, come il Guppyfriend, una sacca dentro cui inserire i vestiti che lascia filtrare acqua e detersivo ma non microplastiche (ne abbiamo parlato qui: Due oggetti per spargere in giro meno microplastiche). C’è anche la Cora Ball, con un sistema ispirato ai coralli, che con le sue protuberanze non cattura cibo ma microplastiche.

Leggi anche:
10 modi per fermare le microplastiche (Infografica)
Microplastiche, l’invasione invisibile
La microplastica? La beviamo tutti i giorni

Photo by Dan Gold on Unsplash

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Scuola a settembre? “Non ci sono le condizioni” | Arriva stangata su successioni e casa| Texas: è guerra alle mascherine

People For Planet - Sab, 07/18/2020 - 06:25

Corriere della Sera: I sindacati: «Scuola a settembre? Non ci sono le condizioni». La ministra: «Riapriremo» ;

Il Giornale: La manovra estiva di Gualtieri. Ingorgo fiscale e patrimoniale. Entro fine mese ci saranno oltre 200 versamenti per partite Iva e imprese. Arriva la stangata su casa e successioni;

Il Manifesto: Afghanistan, tanta guerra per niente;

Il Mattino:Festa con 400 liceali, 21 ragazzi infettati dal covid: «Non ci abbiamo pensato» Coronavirus, fattori genetici rendono più vulnerabili. «Ecco perché anche alcuni giovani si ammalano» Crisanti: «Fare il tampone a tutti i migranti»;

Il Messaggero: Usa, nuovo record di contagi: 943 morti in un giorno. Scoppia la guerra delle mascherine;

llsole24ore: Ubi: Intesa Sanpaolo rilancia e aggiunge 0,57 euro cash. Messina: alzata l’offerta per evitare divisioni – Soci bresciani verso il sì (con rilancio), ok anche da Fondazione Cr Cuneo;

Il Fatto Quotidiano:Da Palamara strategia per danneggiare il procuratore Creazzo per le esigenze di Lotti. Cosimo Ferri? Azione occulta su nomine”;

La Repubblica: Il 59,5% degli italiani dice “Sì” ai matrimoni gay. Ma solo il 42% è a favore delle adozioni;

Leggo:Arrestato il “Rambo” della Foresta Nera: aveva disarmato 4 agenti prima di sparire nei boschi. «Volevo proteggere la natura»;

Tgcom24: Bollette “pazze”, nel 2019 recuperati oltre 10 milioni;

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Benvenuti al Museo della Merda (VIDEO)

People For Planet - Ven, 07/17/2020 - 21:00
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Te li do’ io gli UFO!

People For Planet - Ven, 07/17/2020 - 18:00

Veramente incredibile come nascano bufale che poi non si riescono a fermare.
Ecco l’ennesimo fantasmagorico fake orchestrato da alcuni furbastri che speculano sull’idea che l’umanità sia stata “creata” tramite manipolazione genetica sulle scimmie da alieni sbarcati sulla terra decine o centinaia di migliaia di anni fa.
L’astronauta scolpito nel 1992 sulla facciata della cattedrale nuova di Salamanca, insieme ad un mostro che mangia un gelato è un caso esemplare. Ma come abbiamo già visto non è il solo…

Mi sono già occupato della questione, relativamente alle piramidi, nel libro: “La grande truffa delle piramidi. Non le hanno costruite né i faraoni né i marziani
Vedi articolo riassuntivo qui: https://www.ilfattoquotidiano.it/2013/07/27/bugie-sulle-piramidi/666995/

Leggi anche:
Alieni? Orge sacre di massa? Risolto il mistero dei buchi di Nazca!
Una bicicletta scolpita secoli fa in un tempio Balinese? Alieni sulla Terra nell’antichità?
Perché molte bufale sembrano così credibili?

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Le balene del Nord Atlantico sono ufficialmente a un passo dall’estinzione

People For Planet - Ven, 07/17/2020 - 16:00

Non solo la popolazione della balena franca del Nord Atlantico sta ancora lottando per riprendersi da oltre tre secoli di caccia alle balene, ma ora, secondo l’International Union for the Conservation of Nature (IUCN) la specie è a “un passo dall’estinzione”.

La settimana scorsa l’IUCN ha spostato lo stato della balena nella sua Lista rossa da “in via di estinzione” a “in pericolo critico”, l’ultima tappa prima che la specie sia considerata estinta in natura.
Rimangono, infatti, soltanto 250 individui adulti in una popolazione totale di 400 esemplari.

Per gli scienziati, i giganti del mare sono davvero nei guai e soltanto spostare l’attenzione internazionale sulla conservazione di questa specie potrebbe salvarle dalla scomparsa definitiva.

La piaga della caccia alle balene

Questa specie di balene è molto facile da cacciare: la loro bassa velocità e la tendenza a nutrirsi del plancton presente sulla superficie degli oceani, rende la caccia di questi maestosi mammiferi molto semplice.

Oggi queste balene vengono colpite dalle eliche delle barche o sono fatalmente risucchiate dagli attrezzi da pesca. Tra il 2012 e il 2016, 26 esemplari su 30 sono stati uccisi attraverso questa pratica.

Di conseguenza, molti scienziati sostengono che potrebbe essere efficace introdurre normative più rigorose nel settore della pesca, un argomento che suscita le preoccupazioni delle comunità di pescatori: nuove normative potrebbero significare che i pescatori debbano sostenere alti costi di potenziamento degli attrezzi e questi cambiamenti potrebbero ridurre anche il loro profitto.

Non solo caccia..

La seconda piaga che sta conducendo le balene del Nord Atlantico all’estinzione è il climate change. Dal 1990, la principale fonte di sostentamento alimentare della balena franca del Nord Atlantico, il Golfo del Maine, si è riscaldata tre volte più velocemente rispetto al resto degli oceani del mondo.

Le balene stanno cambiando i loro soliti ritrovi mentre cercano acque più fredde imbattendosi, così, nelle navi da pesca che ne causano la morte.

L’aumento di temperatura delle acque rende anche più difficile la ricerca di cibo per le balene, il che potrebbe spiegare il loro tasso di natalità insolitamente basso.

Inoltre, i cambiamenti climatici hanno causato un boom di presenza di aragoste nel New England settentrionale e nel Canada orientale, che ha portato più attrezzi da pesca nell’habitat della balena.

Nel complesso, i ricercatori sono profondamente consapevoli che il tempo non è dalla parte delle balene, poiché i decessi superano la velocità dell’azione normativa.

È un processo molto lento e mantenere i finanziamenti in corso è difficile quando sai che non vedrai risultati per 20 anni“, ha dichiarato Davide Wiley, ricercatore del National Marine Sanctuary della Stellwagen Bank. “Stiamo vivendo nel momento in cui le cose o migliorano o continuano a peggiorare“.

Wiley conclude affermando che: “Il fatto che la nostra attività stia portando le balene all’estinzione è qualcosa che non è accettabile per noi come esseri umani. Siamo meglio di così.”

Fonte: The Guardian

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