Incazzarsi, non incazzarsi o lasciarsi travolgere dall’amnesia selettiva?

 

di Jacopo Fo

Credo che una delle maggiori fonti di sofferenza sia cercare di essere quel che non si è.
Suppongo che vivi meglio se accetti che sei quel che sei.
Soffri enormemente se cerchi di comportarti in un modo che non ti corrisponde. Il che ovviamente non vuol dire rinunciare a crescere e a migliorarsi. Ma se lo fai imponendoti i comportamenti, violentando la tua indole, allora non ti fa bene.
Cristiani e buddisti predicano il perdono. Quando ci riescono li ammiro.
Quando ci riescono veramente li ammiro. Ma vedo a volte persone che parlano di perdono ma si vede benissimo che fanno una fatica boia. Sotto il sorrisino pacifico sono furenti. Non credo che sforzarsi così sia positivo per la salute.
Penso che se ti fanno male sia umano che t'incazzi.
Credo che sia importante riconoscere la tua rabbia, sopratutto se hai tutte le ragioni per essere negativamente alterato. L'odio è comunque una forza vitale, anche se negativa. Tra averla e non averla è meglio non averla. Ma se ce l'hai fingere di non sentirla, fare finta di essere superiori è nocivo, perché quell'energia se non la guardi, se non l'accetti, ristagna e imputridisce e poi ti puzzano i piedi.

Altro discorso è la coltivazione della rabbia.
Se subisci un torto e ti arrabbi è ok. Ma poi devi fartene una ragione e guardare avanti. Se continui a rimuginare sulle ingiustizie del mondo, se non accetti il fatto che per ragioni misteriose e incomprensibili esistono gli stronzi, se non riesci a mettere al centro dei tuoi pensieri quel che di bello e gradevole vuoi realizzare e vivere, allora il male che hai subito continuerà a danneggiarti perché gli dai energia.

La settimana scorsa ho scritto a proposito del perché chi pratica la violenza e l'ingiustizia poi fa una vita di merda e sul perché la vendetta è inutile quanto dannosa per chi la pratica...
Meglio l'amnesia.
Subire fa male, dover subire in silenzio fa peggio, meglio incazzarsi fortemente e poi dimenticare rapidamente.
Riuscire a continuare a coltivare il senso del piacere e della costruzione, la capacità di curare la propria vita e di far crescere il rapporto con gli altri è la miglior vendetta e la miglior medicina.
Come dicono alcuni saggi indiani non devi cercare di negare il dolore, ma neppure è sensato coltivarlo. Guarda altrove, lasciati attrarre da ciò che non è dolore. Anestesia tramite la distrazione. Funziona.
Un trucco è fare finta che quel che hai subito sia accaduto 50 anni fa e che chi ti ha colpito sia morto 45 anni fa spiaccicato sotto un treno. Ma non è deceduto subito. Ha sofferto a lungo in un ospedale gestito da primari corrotti che non volevano somministrargli antidolorifici.

Io non sono buono. Sono solo pigro.