Oriana Fallaci ha ragione? Ultima Puntata

Indice:
(Prima puntata, seconda puntata, terza puntata, quarta puntata, quinta puntata)

Se la Fallaci fosse ancora viva e io potessi parlarle le direi: “Signora, credo che potrebbe convenire che le mie idee siano accettabili quanto le sue e vi sono punti che possiamo certamente condividere. E questo credo sia il senso di una serena conversazione. Anche perché, cara signora, io e lei, ne converrà, siamo solo piccole mosche sul sedere della storia.
Sinceramente, nonostante le nostre divergenze, credo che se dipendesse da me e da lei un accordo lo troveremmo di certo. Ma, come lei ha brillantemente detto, siamo nel bel mezzo di una crisi dell'etica e di una scomparsa dell'orgoglio. Orgoglio: ecco una parola che la cultura di sinistra ha cancellato. Usarla nel titolo del suo libro certamente è stato un piccolo vezzo di perfidia, che ho apprezzato. Dovremmo proprio riscoprire l'Orgoglio. Ma, dopo che la signorina Loon ha masturbato un maiale durante un reality show inglese, lei capisce, l'orgoglio scarseggia… E se i musulmani vomitano solo pensando a quello che ha fatto la signorina Loon per un pugno di audience, sinceramente li capisco. Anche perché il nostro sistema oltre a indurre giovani donne di bell'aspetto a fare sesso con animali sporcaccioni uccide ogni anno 10 milioni di esseri umani di fame e, contemporaneamente, butta dalla finestra la metà del cibo prodotto sul pianeta. Lo dicono le ricerche realizzate del Rocky Montain Institute, come a dire i consulenti della Ford e della General Motors, non delle femministe viscerali...
Detto questo non so proprio che altro possiamo fare oltre a starcene qui a chiacchierare io e lei, sul senso della vita. Di certo non riceveremo nessun incarico ufficiale plenipotenziario. Ci toccherà continuare a guardare questo sfacelo di terrore e osservare che servirebbe un po' di questo orgoglio molto più di quanto ci serva il petrolio. Ma signora, le chiedo sinceramente, lei conosce un modo per convincere i cristiani a cambiare direzione? Perché è questa la questione. Noi che abbiamo bazzicato i marxisti in gioventù sappiamo bene che un simile scatto d'orgoglio avrebbe bisogno di un cambiamento epocale, del modo stesso di vivere e lavorare. Un cambiamento tale che possa indurre nell'uomo e nella donna un salto di qualità mentale. In effetti signora, nelle notti nelle quali sono ottimista e non mi pento di aver messo al mondo altri esseri umani, spero che questo cambiamento sia già avvenuto. L'invenzione tecnologica che ha cambiato la vita quotidiana degli esseri umani esiste: è il computer. Per migliaia di anni l'essere umano non ha avuto la prova certa dei suoi errori. Alla fine contavano i risultati. A volte i pensieri sbagliati portavano a risultati giusti. A volte pensieri giusti avevano effetti disastrosi. La stupidità umana perciò, fino ad oggi, è restata velata. Ognuno di noi aveva pochi mezzi per scoprire quanto fosse fesso. Il computer invece ci mette ogni giorno davanti alla nostra incapacità di ragionare con coerenza. Al computer non interessa se tu protesti perché ha cancellato tutto il tuo lavoro che non avevi salvato prima di schiacciare il tasto "distruggi!". Urla quanto vuoi. Il computer non ti sente neanche. E prima o poi, se proprio non sei scemo, riesci a capire che devi stare un po' più attento e ragionare assicurandoti di aver prima acceso il cervello. Forse il computer sta facendo sì che la mente umana stia realmente cambiando dentro, lentamente, con la velocità di uno scanner. Il buon senso sta avanzando via via che milioni di esseri umani giungono a vedere con i propri occhi che è vero che, se non fai una copia dell'hard disk, prima o poi piangi perché ti è saltato tutto e ti si è cancellato il romanzo che avrebbe venduto un milione di copie e avevi finito di scriverlo giusto ieri cazzo!
La mente umana sta finalmente imparando a pensare? Verrebbe da dire di no. Ma forse questo fenomeno sta accadendo sotto i nostri occhi senza che si riesca a vederlo. Forse il vecchio mostro culturale patriarcale è sfatto, anche se da lontano pare integro. Forse concetti come Cristianesimo o Islam sono stati disintegrati e noi vediamo soltanto il loro ologramma. Forse tra breve comprenderemo che Dio è un mistero e che limitarne la natura codificandola significa non accettare l’immensità del mistero della divinità. Lo scriveva un grande gesuita: De Mello. La chiesa l’ha messo all’indice. Ma avevano messo all’indice anche il rock & roll e adesso lo suonano in Vaticano… Chissà. Speriamo, signora. Speriamo che il computer sia capace di resettarci il cervello. E magari anche l'anima. Speriamo che sia la medicina giusta. Speriamo che faccia effetto in fretta. In caso contrario, non dovesse esserci un salto di qualità nei cervelli, allora, signora, ci sarà solo da osservare come fa una civiltà quando crolla. E non crolleremo solo noi, crolleranno l'Islam, la Cina, l'India e il Giappone. A lei e a me, resterà solo la magra soddisfazione di poter dire: "l'avevamo detto". E non se la prenda, signora, per tutti quegli stronzi (me lo lasci dire) che l'attaccano in modo volgare senza entrare nel merito di quel che lei realmente afferma. Alla fine sono feroci con lei più di quanto sarebbero con i veri colpevoli. Non sopportano che lei dica quel che moltissimi pensano, non sopportano che lei venda tanti libri. Ma soprattutto non sopportano che lei abbia veramente vissuto. E questo è un fatto che niente può cambiare: lei signora ha vissuto pienamente, vivendo con tutta se stessa, traguardo che pochi raggiungono. E non le si può imputare nessun crimine, nessuna colpa, al massimo si può non condividere qualche sua idea... Tanto di cappello, signora. Continui così, alla faccia dei falsi vivi.

La saluto porgendole i miei migliori auguri
Jacopo Fo

P.S.: Dimenticavo di porre anche una critica che sento però doverosa. E non sarebbe segno di vera stima tacerla. In alcuni passi dei suoi libri ho percepito una sorta di disprezzo verso le capacità culturali dell'Islam. Una certa ironia verso alcuni intellettuali sinistrorsi che vogliono addebitare tutte le scoperte scientifiche all'Islam. Ora concordo con lei che a volte si  esagera a voler dare agli arabi meriti che non hanno. Ma fuori dal furore polemico credo che sia sotto gli occhi di qualunque orecchiante di storia che l'Europa fino al 1600 ha dato al mondo ben poco in quanto a tecnologia e scienza. Il teorema di Pitagora era noto agli indiani mille anni prima, la cultura greca rubò tutto a egiziani e persiani. I romani furono svezzati dagli etruschi di provenienza proto semitica e dai greci. E non furono certo i frati benedettini a salvare la cultura romana e greca e a tradurre i testi arabi ma gli ebrei. Ma comunque fino al 1600 tutto, dalla polvere da sparo, alla bussola, dalla chirurgia all'arte della classificazione delle piante, alla metallurgia, all'uso dei mulini a vento e ad acqua, delle lenti e delle pompe, tutto, viene da Oriente. O direttamente dagli arabi o dai cinesi attraverso di loro. Sicuramente avrà letto le descrizioni inorridite che i chirurghi arabi davano degli interventi dei medici dei crociati medioevali, compiuti senza nessun criterio e con un esito mortale nella maggioranza dei casi. Fino al 1600 perfino la medicina dei Calusa/Seminole della Florida era più avanzata di quella europea. Per non parlare degli indiani dell'India... Ma se queste considerazioni non bastassero a convincerla vorrei aggiungere un'osservazione di tipo pratico che spero non potrà rifiutare. Signora, non conviene mai, in nessun caso, soffiare sul fuoco del demonio. Lei forse non si rende conto che getta le sue parole, che hanno dentro un peso, un'etica, una meditazione e un'ironia, a cani feroci che le sbranano senza sentirne il sapore. Signora lei viene fraintesa. Milioni di suoi lettori succhiano un veleno che lei non ha infilato nelle sillabe ma che loro sono in grado di estrarre sublimando la sua sintassi. Ecco, credo, signora mi permetta di dire, che noi che usiamo la penna abbiamo il bisogno di spargere nei nostri scritti antidoti efficaci al possibile stravolgimento del senso delle nostre parole. Dobbiamo intingere la penna nel calamaio della pace perché il mondo ha il viso torbido e la mente febbricitante. Guai, signora, a stuzzicare per incuria la bestia volgare del razzismo. Siamo tutti fratelli e sorelle, signora. E conosco almeno cento marocchini che sarebbero disposti a morire per proteggere lei o me, o chiunque altro. Perché c'è tanto dolore nel mondo, signora, e lei lo sa meglio di me. Ma c'è anche tanto amore, e le colonne del cielo si reggono sulle spalle di persone che vedono la sacralità della vita e la rispettano. Quindi, signora, vorrei che lei, nel suo prossimo libro scrivesse un piccolo semplice labirinto filosofico in grado di disperdere le nuvole orrende dell'arroganza razzista.
Qualche cosa tipo:
Amo gli arabi.
Amo i mussulmani.
Amo le loro canzoni e come sorridono ai loro bambini. Amo la loro cucina e come danzano. Amo la loro sincerità e il loro coraggio. Li amo perché viviamo sulla stessa terra, ci bagniamo nella stessa acqua e a ogni respiro io prendo dentro di me la stessa aria che hanno respirato per migliaia di anni arabi, indiani, americani, africani e australiani.
E vediamo lo stesso sole e la stessa luna e forse il nostro Dio non è poi così diverso.
E questo mondo sarà un posto meraviglioso dove vivere quando avremo scacciato la guerra dai nostri cuori.
Forse arriverà un giorno nel quale nessuno penserà più che esista qualche cosa che valga più della pace. Io sono tra quelli che ancora sperano. Se coltivi l'idea della superiorità o della vendetta non potrai mai essere d'accordo con neppure una delle mie parole. Perché quel che scrivo con l'inchiostro della pace perde ogni senso se è letto con gli occhiali della guerra.

P.P.S.: Un'ultima questione. La tortura. Lei che ha sperimentato gli effetti devastanti di questo orrore non potrà non convenire con me che sia agghiacciante questo continuo palese ricorso alla violenza più bruta e a pratiche di umiliazione a carattere religioso come costringere un credente a orinare sul Corano. Siamo di fronte a una legalizzazione delle violazioni più feroci dei diritti umani. È ormai assodata l'esistenza di carceri extralegali ad Abu Graib come in Romania e in molti paesi arabi (paghiamo dei musulmani per torturare per conto nostro altri musulmani... Molto etico...). E nessuno cerca neppure di negare i sequestri extralegali compiuti dalle forze speciali Usa in mezzo mondo. E addirittura assistiamo allo spettacolo degradante della legalizzazione della tortura quando è utilizzata all'interno di un interrogatorio "moderatamente violento" contro prigionieri sospettati di terrorismo... Ha idea che cosa stia succedendo in pratica? Penso che possa immaginarlo... Orrore puro, signora, orrore puro. E certamente  può scorgere gli effetti di questo orrore. Gli effetti devastanti sulla nostra stessa cultura perché la tortura è un abuso contro l'anima, una contaminazione del male assoluto. E ha pensato agli effetti devastanti che questa pratica massiccia della tortura ha sull'idea che i musulmani e tutti i popoli del terzo mondo, hanno di noi.
Al di là dell'etica e della morale, signora, anche restando al semplice ragionamento sul vantaggio, non conviene mai, MAI, vivere in un mondo dove cinque miliardi di persone sono convinte che sei tu il porco assassino.
Signora, mettersi contro a cinque miliardi di esseri umani non conviene mai... Puta caso che s'incazzino veramente...