Sembra facile amarsi nel tempo…

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Ho già scritto sul fatto che la nostra cultura dedica milioni di opere all’innamoramento, dal primo sguardo al primo bacio e altri milioni di opere a quel che succede tra la prima rissa coniugale e il divorzio con coltellate.
Su quel che succede tra il primo bacio e la prima rissa non si racconta nulla, tanto che alcune coppie passano direttamente dal primo bacio alla prima rissa.
Non si dice nulla su come si fa a conservare viva una storia d’amore. Si tratta della più grave e devastante censura. Ognuno di noi si trova in solitudine ad affrontare la sfida di continuare ad amarsi.
E non si dice nulla anche di un’altra questione soggiacente, il fatto che se si riesce a vivere insieme coltivando il sentimento amoroso, succede che si affrontano anche momenti drammatici, insieme, e questo crea un sentimento di fiducia, di condivisione, di complicità potente che rende il rapporto diverso, estremamente soddisfacente anche dal punto di vista erotico.
Il latin lover che cambia donna tutte le notti in realtà è uno sfigato perché le prime volte che fai l’amore con una donna che non conosci c’è imbarazzo, non sai cosa le piace e viceversa; dal punto di vista sessuale (nel senso dei chilogrammi di piacere che assapori) non è un gran che, al di là della soddisfazione mentale di averne conquistata un’altra… E il donnaiolo, chi non sperimenta l’unione con un’altra persona anche nelle avversità, non proverà mai quel tipo di incontro sessuale che puoi avere solo con una persona nella quale riponi fiducia perché ti ha dimostrato nei fatti che ti è amica.
Detto questo vorrei scrivere a proposito degli scontri che avvengono nella coppia.
Quel che accade a volte è che si accumulano una serie di eventi che vanno a formare una specie di quaderno delle doglianze. Un lungo elenco di crimini che la tua amante ha commesso nei tuoi confronti (e viceversa).
Questa serie di colpe, di azioni riprovevoli, formano nel tempo una macigno che si infrappone tra i due amanti, un macigno che si solidifica nel tempo tanto che poi è difficile da scalfire.
E proprio perché  in proposito non esiste letteratura, racconto ti trovi da solo a fare i conti con le parole che perdono significato, con le azioni fraintese, con gli sguardi non capiti.
A volte questi scontri, queste tensioni, si cristallizzano intorno a fatti reali. Ci sono coppie che vivono per decenni scontri a proposito di fedeltà, di divisione del lavoro e altre questioni che hanno una loro concretezza. Si pensa che se la persona che ami smettesse di fare quel che ti addolora, tutto andrebbe bene.
Ma in realtà anche se questi problemi non ci sono si possono accumulare ruggini.
E la situazione diventa più difficile perché non c’è un comportamento specifico che se cessasse di esistere si risolverebbe tutto.
Ci sono delle lagnanze, si tratta di questioni che non hanno una misura certa… Nel senso che se il problema è il tradimento parliamo di un’infrazione oggettiva. Ma la situazione è più scivolosa quando si è di fronte a lamentele come “lavori troppo” o “non mi dai attenzione”, “non sei accogliente”, “soffri di sindrome del controllo”,  “non sei gentile con me di fronte agli altri”, “non mi ascolti”.
Sono infrazioni non chiaramente misurabili. Quando una persona lavora troppo? A quale livello l’attenzione per l’amante diventa sufficiente?
Credo che questi contrasti su questioni scarsamente misurabili siano infidi perché nascondono dei circoli viziosi. A qualunque contestazione posso rispondere con una contro contestazione: “Lavoro troppo perché tu sei diventata poco accogliente ed è diventato faticoso aprirsi un varco fino a un momento di tenerezza!”. E via così. Paradossalmente se c’è una colpa indiscutibile (sei andato a letto con un’altra!) si può uscire dallo scontro giurando: “Non lo farò mai più, perdonami!”.
Ma come si fa a giurare che “Ti darò più attenzione” quando magari ti sembra di essere sempre attento e sensibile verso di lei ma quel che fai, quel che dici, non viene percepito per quel che è.
Questi scontri sono insidiosi proprio perché ci si muove nella palude del qui pro quo, del malinteso e non si arriva mai a un punto in cui si può tirare una riga (è assodato, è certo, è chiaro che lei ti ha tradito….).. Ognuno resta in fondo convinto che l’altra persona abbia le traveggole!
Non scrivo perché ho una soluzione.
Sono arrivato soltanto a identificare una questione di metodo. Il metodo è la mia passione e ho sperimentato che anche se non sai dove andare, l’unico aiuto vero che puoi darti è la disciplina del seguire un procedimento che abbia un senso.
Ovviamente dico questo nel caso che l’amore sia ancora vivo. Se una storia è diventata un purgatorio, meglio troncare.
Ma se c’è ancora il sentimento, se l’idea di fare a meno di lei la senti insostenibile, allora nel caos delle emozioni, l’unica bussola è seguire almeno un metodo che abbia un senso.
Innanzi tutto bisogna rinunciare ai processi. E' completamente inutile mettersi a discutere su quel che l’altro ha fatto o non ha fatto.
Quando sei nella palude dei malintesi qualunque tentativo di far capire gli errori all’altra persona è una perdita di tempo. Per ogni accusa lei avrà una contro accusa, e ti accorgerai amaramente che il ricordo di quanto si è detto e fatto è completamente divergente. Ognuno vive e ricorda quel che gli serve. E inoltre ci sono falsi ricordi, allucinazioni visive e auditive… Uno strazio.
L’altro comportamento che trovo utile è rendersi conto che entrambi si vive dentro lo stesso dolore. Un dolore che non è uguale esteriormente ma che dà lo stesso livello di sofferenza. Avere pietà per il dolore dell’altro, sapere che si sta affrontando insieme un gran casino è importante perché ci mette entrambi dalla stessa parte della barricata. Va a valorizzare il patrimonio di solidarietà che si accatasta vivendo una lunga storia d’amore. Voglio dire che si possono vivere grandi scontri di coppia mantenendo un livello di solidarietà comunque. Sentire che l’altra persona non è solo l’antagonista ma anche, contemporaneamente (assurdamente) naufrago sulla tua stessa barca.
C’è poi una cosa che aiuta sempre. Riuscire a fare qualche cosa per stupire l’altro.
Lo stupore è l’evento che innesca la cotta amorosa, lo stupore spalanca le percezioni, ci fa sentire la vita nella sua illuminante interezza. Se riesci a stupire la persona che ami, riporti dentro l’anima quell’esaltazione che solo lo stupore contiene.
Questo è tutto, per ora. Se scopro qualche altro particolare vi telefono. Ma sarebbe cortese da parte di qualcuno contribuire a questo tentativo di mettere assieme idee su come ci si potrebbe comportare quando la tua storia d’amore è in difficoltà ma ancora senti che il tuo cuore è pieno di sentimento.

Jacopo Fo
 


Commenti

Non c'è bisogno d'inventarsi nulla. Su amore, Kamasutra e altre sciocchezze, la sapevano lunga gli antichi abitanti dell'India, i quali molto semplicemente avevano capito che la canapa interagisce con la chimica dell'amore. La storia di Shiva e Parvati suggerisce proprio un modo naturale per mantenere vivo il rapporto: consumare cannabis in coppia prima di fare l'amore. Più semplice di così! Dio non è uno stronzo che te la mette difficile!
Cannabis come afrodisiaco per la pace domestica: http://samorini.it/site/mitologia/canapa/shiva-parvati-cannabis/

Al momento non ho suggerimenti; sicuramente è motivo di profonda riflessione per chi non ha mai tradito ma effettivamente si ritrova spesso nella situazione ben descritta da Jacopo. Per il momento consiglio vivamente, a tutti coloro che non lo conoscono, di ascoltare il monologo di Giorgio Gaber "L'equazione".